Coppa Italia Primavera, semifinale – Sassuolo, Stadio Enzo Ricci – mercoledì 8 aprile (ore 16)
Sassuolo Under 20 – Atalanta Under 20 0-2 (0-1)
SASSUOLO (3-4-2-1): Guri 6; Appiah 6 (12′ st Benvenuti 6), Macchioni (cap.) 6, Vezzosi 5,5 (38′ st Cardascio sv); Campani 6 (1′ st Gjyla 6,5), Frangella 6,5, Acatullo 6,5, Costabile 6; Barry 5,5 (12′ st Negri 7), Tampieri 5,5 (24′ st Cornescu 6); Kulla 5,5. A disp.: Nyarko, Seminari, Amendola, Daldum, Petito, Barani. All.: Emiliano Bigica 6.
ATALANTA (3-5-2): Anelli sv; Isoa 6,5, Parmiggiani 7 (34′ st Rinaldi sv), Ramaj (cap.) 7; Arrigoni 6,5, Artesani 7 (34′ st Gasparello sv), Gerard Ruiz 7 (26′ st Galafassi 7), Pedretti 8, Leandri 7; H. Camara 7,5 (34′ st Cakolli sv), Baldo 7 (41′ st Bono sv). A disp.: Leto, Cojocariu, Mungari, Aliprandi, S. Mouisse, Frascolla. All.: Giovanni Bosi 7.
Arbitro: Nigro di Prato 6 (Palermo di Pisa, Iuliano di Pisa).
RETI: 34′ pt Pedretti (A), 32′ st H. Camara (A).
Note: pomeriggio soleggiato e caldo, spettatori 150. Espulso Bosi per proteste al 20′ st. Ammonito Negri per proteste. Tiri totali 13-14, nello specchio 0-6, parati 0-4, respinti/deviati 5-4, legni 0-1. Corner 4-3, recupero 0′ e 6′.
Sassuolo (Modena) – L’undicesimo risultato utile di fila val bene la finale di Coppa Italia. Merito dei due flash della concretezza, per la Primavera dell’Atalanta, che ora attende l’esito dell’altra semifinale Juventus-Parma per poi pensare ai due lunedì di fila dal Milan e contro il Parma in campionato. A spianare la strada a Sassuolo, la seccata di Mattia Pedretti, neo diciottenne tiumplino dal Pesce d’Aprile figlio della diaspora del Brescia nel 2024, in tap-in, un colpo da biliardista a fil di legno alla sinistra dell’ultimo ostacolo. A chiuderla, il sinistro aperto da Henry Camara alla destra del portiere sul contropiede aperto da Parmigiani, che mette le mani avanti per farsi rimbalzare addosso Cornescu, e rifinito da Galafassi per la fuga per la vittoria. Il 29 la finalissima all’Arena Civica di Milano, per provare ad aggiungere una sorellina a quelle del 2000, 2001 e 2003.
Non è stato tutto rose e fiori, visto il bis precoce confezionato bene e sfiorato più volte, oltre al rischio incombente di prendere il pari entro l’ora di gioco. Se alla sporca dozzina scarsa Camara non può impattare la sfera smorzata a Gerard Ruiz, che poi al minuto 17 la tenta da calcio da fermo dopo la franata di Appiah addosso a Baldo ma al di qua del vertice sinistro di una metrata abbondante di fatto sembra sbagliare la centrata. Stessa cosa, benché a palla bassa, per Costabile al ventesimo, un diagonale sinistro che poteva essere un suggerimento per Kulla ove più preciso. L’inerzia, comunque, resta fra i tacchetti ospiti. Oltre metà frazione è Arrigoni a non riuscire ad agganciare la giocata di Baldo per il tentato rimorchio dalla sinistra dell’area, mentre al 25′, con Pedretti a sostegno, il cross di Ramaj a rientrare susseguente al duello del superbomber nerazzurro contro Campani frutta solo un corner. Il pomeriggio, di tanto in tanto, si colore anche di neroverde con Isoa a fare da barriera mobile su Barry (29′).
A più di undici dall’intervallo, la fiammata per sbloccarla. Merito dello scavino di Gerard Ruiz, della retrocarica di fronte del franco-guineano e della sponda creata di prima intenzione da Baldo col piedone a mo’ di assist involontario di Vezzosi, impossibilitato a rinviare perché ostacolato dai compagni. Il regista catalano è in traiettoria sul conato di Acatullo dalla lunga, alle soglie del destraccio alle stelle di seconda di Vezzosi in coda al secondo tiro dalla bandierina di casa (38′). Il raddoppio, invece, a una manita dall’intervallo resta in canna al taglio di Artesani che verso la sinistra della lunetta non centra la porta sganciando il radente dritto su palla di Baldo. Da Frangella a Kulla, la mira di casa continua a essere altina (42′).
Il possibile due a zero conosce un altro atto al rientro dal tunnel, allorché Camara stacca sul pallone di Ramjaj da sinistra e Guri la toglie da sotto la traversa. Un minuto e quindici del secondo tempo. Non che il forcing atalantino s’arresti, se è vero che Macchioni deve chiudere Artesani sporcandogli il mancino (4′), Vezzosi fare lo stesso sulla pertica d’Oltralpe (6′) a protezione dell’uscita del proprio portiere e il palo impedisce all’apripista di imbracciare la doppietta chiamando indietro la sfera a Baldo dopo averlo proiettato sul fondo mentre la lancetta va verso la decina. Il destro chiuso sulla ribattuta in mischia è centrale, ma ha ancor più dell’incredibile l’alzata di testa da un foglio A4 di Gjyla, new entry alla pausa, sul sinistro a rientrare dalla destra dell’appena entrato Negri al 14′.
Scollinata metà ripresa con Bosi cacciato dalla panchina e Artesani ad accentrarsi sulla fuga di Leandri senza affanno per il guantato locale, torna a riaffacciarsi Acatullo svirgolando sulla mischia innescata da Negri (25′) e allontanata in tuffo da Anelli, fin lì senza parate all’attivo, quasi al limite della propria area. Occhio alla combinazione Frangella-Kulla-Cornescu con Parmiggiani costretto alla chiusura in fallo di fondo un po’ alla disperata e in caduta (29′) e al sinistro di Frangella appena da fuori che non s’abbassa sul tocco-scarico di Gjyla (31′). Il centrattacco fa bis, Frangella non la riapre oltre lo spigolo destro su input di Negri (37′), idem Cornescu sul tiro schemato di Cornescu (40′) anche per il disturbo di Rinaldi che l’induce ad alzare il sinistro dal lato dell’area piccola. A 2′ dal 90′ Leandri sbuca sul secondo palo per l’ascensore alle spalle di Rinaldi finendo al piano di sopra sull’ultimo schema d’angolo, al 5′ di recupero Gasparello non imprime forza sul la di Galafassi dalla destra. Sotto di nuovo col campionato.
SPOGLIATOI – “Sotto la direzione di Francesco Palmieri e adesso Angelo Carbone il settore giovanile del Sassuolo sta proseguendo un grande lavoro e noi alla loro Primavera facciamo i complimenti perché se li merita”. A SportItalia ha parlato il responsabile del settore giovanile dell’Atalanta, Roberto Samaden: “Non ho rivisto l’episodio del 2-0, ma mi pareva fallo a favore del Sassuolo. Bisogna essere onesti, come bisogna ricordare che avevamo sfiorato il raddoppio più volte. Coi giovani va sottolineato quello che fanno, cerchiamo di smetterla di parlare degli arbitri per assecondare un cambiamento di mentalità – afferma -. Il bilancio della Primavera è positivo. Come società puntiamo allo sviluppo dei giocatori, anche se magari in termini di risultati lo sbocco dell’Under 23 può mettere talora in difficoltà l’Under 20 anticipando il passaggio al professionismo di qualche suo giocatore. Dicono che siamo un’isola felice ed è vero, ma dovrebbe essere la normalità. Tutti dovrebbero avere gli strumenti che la famiglia Percassi ci mette a disposizione: un centro sportivo, un programma di sviluppo di respiro europeo. A livello nazionale per i vivai servono i fatti senza aspettare altro tempo”.
“Non dimentichiamoci che siamo l’Atalanta. E’ giusto tornare a fare qualche finale come bei tempi. L’abbiamo guadagnata dopo una gara combattuta e bella, come quelle cui ci costringe spesso il Sassuolo negli ultimi anni – chiosa l’allenatore nerazzurro Giovanni Bosi -. Siamo stati bravi a segnare e difenderci abbastanza con ordine. E’ un periodo che la squadra sta facendo buone prestazioni, la mia fiducia nel gruppo è tanta. Per l’espulsione mi dispiace, è stato stupido protestare, ma alla mia età ci casco ancora. Il nostro magazziniere storico (Ferruccio Finardi, ci dicono da Zingonia, NdR) ha visto la partita dall’ospedale perché ieri ha subito un intervento chirurgico: mi fa piacere dedicargli questa vittoria, so quanto ci tiene, si fa in quattro per tutti.
Abbiamo pagati con tanti infortuni il post Youth league andando un po’ in difficoltà, ma non abbiamo perso la bussola e, recuperati i giocatori insieme alla condizione, adesso stiamo facendo molto bene. In campionato ci aspettano sei finali per andare più avanti possibile. L’obiettivo sono certamente i playoff, ma fino a qualche giornata fa c’era da temere di scivolare nei playout”.
Simone Fornoni


mercoledì 8 Aprile 2026
