Una stagione conclusa con una salvezza in categoria conquistata con una giornata d’anticipo dopo il poker servito domenica all’Acos Treviglio. Obiettivo centrato per la Fiorente Colognola, col mister, Ivan Baretti, ex bomberone di tanti club che hanno fatto la storia del nostro calcio provinciale, che fa il bilancio di un’annata vissuta in chiaroscuro. “Intanto tengo a dire che nessuno di noi a inizio stagione aveva fatto dei proclami. Certo, dopo gli innesti fatti durante il mercato, c’era l’ambizione di migliorare il decimo posto finale del 2021-2022. Non ci siamo riusciti e mi dispiace soprattutto per la società, parlo del presidente Alessandro Cantamesse, del suo vice, Federico Gambarini, del direttore generale Emanuel Molle e dei dirigenti Alessandro Rossi e Omar Gentile, tutte persone dalla passione calcistica straordinaria”.  
I giornalisti di Bergamo & Sport, Leonardo Bosco, Norman Setti e Kevin Massimino, che si sono alternati alle vostre partite, sono concordi sul fatto che esprimevate un gioco votato all’attacco, spesso spumeggiante, molto bello da vedere, giocando alla pari contro qualsiasi avversario. Cosa non ha funzionato? “E’ stata una stagione molto strana, l’emblema è la partita di ritorno contro la Falco Albino, che ha fatto il salto in Eccellenza e a cui faccio i miei complimenti. Abbiamo fatto una grande prova, creando occasioni su occasioni, fallendole per pochissimo, per questione di centimetri. Loro al 95’ hanno pescato il jolly col loro bomber, Cortinovis, che ha fatto una magia incredibile, dribbling secco e palla nel sette, punendoci alla loro prima vera occasione. Non ho nulla da appuntare ai miei calciatori, tutti hanno dato il massimo e li ringrazio per l’impegno, resta che eravamo una squadra un po’ sciupona, bel gioco, dall’anima offensiva, ma che faticava troppo sotto porta. Creavamo tanto, finalizzando poco”.
Per un mister che era un bomber di razza, sempre in doppia cifra, lo ricordiamo negli anni d’oro a Stezzano e a Sarnico, il problema del gol è una cosa molto seria. “Nel calcio sono fondamentali il portiere e il centravanti. A noi, tra infortuni e squalifiche, è mancata la continuità in quei due ruoli. Questione di sfortuna. A volte va così. Ovviamente devo incontrarmi con la società per decidere il mio futuro e quello del mio staff, ripeto, io a Colognola mi trovo molto bene e ne apprezzo le linee guida dei dirigenti di punta, con i continui investimenti sul settore giovanile, il futuro. Li stimo anche per come si sono comportati con me, dandomi piena fiducia anche quando le cose andavano male. Mi piacerebbe proseguire il percorso fatto insieme. Con i ragazzi della prima squadra abbiamo fatto un ulteriore anno di esperienza in una categoria non facile come la Promozione. E ci verrà utile”.
Lo si nota anche in questa intervista, Ivan Baretti è un mister preparato e in gamba. Papà di un giovane calciatore, gli chiediamo cosa pensa dei brutti fatti accaduti sugli spalti durante le partite del nostro calcio giovanile. “Apprezzo molto l’attenzione che c’è sull’argomento in casa Fiorente. A volte si vedono papà che hanno perso la testa e che tormentano i propri ragazzi gridando dal primo all’ultimo minuto. Nel nostro club queste cose non accadono e ne sono fiero. Vedo i cartelli all’ingresso di alcuni campi della nostra provincia, quelli in cui si invitano i genitori a lasciare divertire i propri figli, qualcosa di sacrosanto e che è un obbligo per qualsiasi genitore. Anche ai miei ragazzi lo dico sempre, in una partita possono saltare i nervi, ma al fischio finale si deve dare la mano all’avversario e finirla lì. Il pallone è un divertimento. Ricordiamocelo sempre”.
Matteo Bonfanti