Sabato 11 ottobre sulle strade della Lombardia si concluderà la stagione professionistica con la “Classica delle Foglie Morte”, ultima delle classiche monumento giunta alla 119esima edizione, che partirà da Como per concludersi nella nostra città.
La gara per professionisti prenderà il via da Como per raggiungere Bergamo dopo 238 km ed un dislivello di 4400 metri, paragonabile ad un tappone del Giro d’Italia, che vedrà i corridori battersi sulle grandi ascese poste tra la città lagunare e la città dei Mille. Si partirà dal Ghisallo per poi approdare alle salite orobiche in questo ordine: Roncola, Berbenno, Passo della Crocetta, Zambla Alta, Passo di Ganda. Si scenderà dal Selvino e, giunti a Nembro, i ciclisti affronteranno la parte pianeggiante verso la città per salire verso Colle Aperto con i 200 metri finali di acciottolato che faranno esplodere i muscoli dei corridori. Dalla cima la velocissima discesa porterà i partecipanti nella parte bassa della città dove è posto lo striscione d’arrivo. Fra i favoriti ci saranno Remco Evenepol, Thomas Pidcock, il nostro Giulio Ciccone ma soprattutto Tadej Pogacar che, se dovesse arrivare per primo al traguardo, stabilirebbe il record di 5 vittorie consecutive battendo, in questa speciale classifica, il leggendario Fausto Coppi.
Il giorno successivo, domenica 12 ottobre, Cantù ospiterà la “Gran Fondo Il Lombardia Felice Gimondi”, ovvero la “Dead Leaves Classic”. Partenza da Cantù alle ore 7.30. Dopo i primi 25 km di saliscendi i concorrenti saliranno verso Maglio dove incominciano i 7 Km che portano fino alla vetta di Sormano di cui gli ultimi due Km, nel tempo, si sono guadagnati l’appellativo di Muro di Sormano. Qui i corridori troveranno una salita con una pendenza media del 18.5% ma con una punta massima che arriva fino al 27%. Ovviamente l’organizzazione conferma la possibilità, per i meno preparati, di raggiungere la vetta attraverso un percorso meno impegnativo che sale più dolcemente. Poi la picchiata verso Nesso per risalire lungo il Ghisallo, meta storica di chi pedala che ospita il Museo del Ciclismo. La lunga discesa permetterà ai corridori di arrivare fino a Merone per poi affrontare gli ultimi 20 km di mangia e bevi prima di arrivare al traguardo di Cantù.
Fra i presenti Norma Gimondi, la figlia dell’indimenticabile Felice, che così commenta: “Vedere questo percorso mi porta dei ricordi particolari di mio papà che, su queste strade, si allenava per preparare il Giro di Lombardia che poi vinse nel 1966 e nel 1973. Ringrazio voi organizzatori che avete creato un binomio, una sinergia con tutto il gruppo fra il Giro di Lombardia la Gran Fondo Il Lombardia che è diventata una degli eventi amatoriali più prestigiosi. Vedere poi che sia intitolata a mia padre diventa ancora più speciale soprattutto per coloro che lo ricordano per le sue vittorie e sfide quotidiane lungo le strade del mondo. Ricordo le mie pedalate nella prima edizione dello scorso anno e sarò al via anche il 12 ottobre prossimo sicura di fare tanta fatica ma va bene così, nel ricordo di Felice. In questa splendida cornice con la vista sul Duomo ho pensato a mio papà. Un semplice bambino partito da Sedrina, figlio del dopoguerra italiano, è arrivato a Parigi da vincitore del Tour ed oggi, anche se non c’è più, è qui con noi vicino al Duomo”.
Giovanni Spiranelli
mercoledì 17 Settembre 2025




