La riflessione di Alessandro Ramagli parte dal calendario: dodici giornate disputate in sole otto settimane. Il coach della Gruppo Mascio Bergamo definisce la Serie A2 2025/26 un unicum mondiale.

«È chiaro che l’impatto fisico quando si giocano partite così ravvicinate fa la differenza e sposta gli equilibri e nella nostra vittoria di Rieti è stato così, perché le energie si fanno fatica a ricaricare. Questa situazione la vediamo anche in Eurolega, dove fanno fatica ad avere continuità squadre che ruotano 18 giocatori. Non esiste un campionato nazionale di seconda divisione con così tante partite da giocare come il nostro, non esiste in nessun’altra parte del mondo: per cui dobbiamo abituarci tutti a non avere più la vecchia mentalità da una sola partita la settimana la domenica».

Il tecnico ricostruisce anche gli ultimi giorni della squadra. «Noi abbiamo giocato domenica contro Cremona, poi siamo partiti martedì per Rieti viaggiando sette ore, abbiamo giocato a Rieti la sera e fatto altre sette ore di viaggio per tornare e domenica giochiamo di nuovo contro Scafati e chi lo sa se domenica avremo ancora lo stesso carico di energie fisiche e mentali o no».

E aggiunge, con un’espressione che sintetizza alla perfezione lo spirito con cui affrontare il campionato: «Ma questa categoria è così e lo dico alla livornese: “ce lo dobbiamo far garbare”, perché sarà così da qui a fine campionato». Domenica 16 novembre alle ore 18, all’Opiquad Arena di Monza, la dodicesima di regular season ospitando la Givova Scafati. 

«A Rieti la differenza nella nostra energia»

Ramagli attribuisce la vittoria per 88-68 al PalaSojourner soprattutto al surplus di intensità che Bergamo ha messo in campo: «A fare la differenza nella nostra vittoria a Rieti è stato il diverso livello energetico messo in campo tra noi e loro, un carico di energie e fisiche mentali diverso tra noi e Rieti, ma questo è tipico di questo campionato così intenso».

Un match interpretato alla perfezione dall’intero gruppo, nonostante l’assenza pesante di D’Angelo Harrison. Il coach sottolinea come la condizione emotiva delle due squadre abbia influito: «Rieti proveniva da una partita incredibile vinta la domenica a Verona, noi domenica avevamo perso in casa contro Cremona una partita altrettanto incredibile e avevamo probabilmente una maggiore voglia di riscattarci dopo un momento difficile e questo ha fatto la differenza sul campo».
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