Rischia di dover essere un’enorme e prolungata battuta di dribbling sui problemi della difesa la settimana di preparazione dell’Atalanta alla penultima giornata di campionato contro il Bologna alla New Balance Arena di Bergamo, la cui data e il cui orario saranno noti da martedì mattina. Squalificato Isak Hien per l’ammonizione seguita alla presunta reazione a un intervento scorretto di Ricci alla mezzora della ripresa domenica sera in casa del Milan, infatti, allo stato attuale, cogli allenamenti a Zingonia destinati a riprendere mercoledì pomeriggio a ruota del ritrovo oggi in tarda mattinata sempre al Centro Sportivo Bortolotti, sarebbero a disposizione solo tre mancini nel ruolo: Honest Ahanor, Sead Kolasinac e l’Under 23 Relja Obric, pluriconvocato ma ancora in attesa di esordio.

Detto e osservato che Marten de Roon può tranquillamente arretrare a terzo di destra, il recupero più rapido può essere solo quello di Berat Djimsiti, escluso dalla rotazione ieri sera per Sindrome degli Hamstrings alla coscia sinistra. Si tratta di un fenomeno infiammatorio non tale da richiedere approfondimenti diagnostici, anche perché non può esserci lesione: è, infatti, una tendinopatia inserzionale dolorosa che colpisce i tendini dei muscoli posteriori della coscia, bicipite femorale, semitendinoso e semimembranoso, e viene avvertita al di sotto del gluteo, anche per compressione del nervo sciatico.

Alle terapie s’è limitato anche Lorenzo Bernasconi, stagione finita per la lesione entro il secondo grado al collaterale mediale del ginocchio destro (per l’entrataccia non sanzionata di Patric nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Lazio), oltre ai due infortunati sul campo al “Meazza”. Giorgio Scalvini, uscito al 3′ della ripresa per trauma distorsivo alla caviglia destra, e il suo sostituto Odilon Kossounou, arresosi nemmeno 14 minuti più tardi al risentimento al flessore destro, sono prossimi agli esami clinici che ne stabiliranno diagnosi e prognosi precise. Il problema dei tre difensori di piede sinistro è legato soprattutto alle posizioni in campo: tutti e tre possono fare il braccetto sinistro, mentre Obric è l’unico a giocare da perno. Il passaggio a una difesa a quattro non è dunque improbabile, ovviamente arretrando uno o due laterali, tra Davide Zappacosta e Nicola Zalewski, anche per mettersi sostanzialmente a specchio col 4-2-3-1 di Vincenzo Italiano.
Simone Fornoni