18a giornata serie A – Bergamo, New Balance Arena – sabato 3 gennaio (ore 20.45)
Atalanta – Roma 1-0 (1-0)
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi 7; Scalvini 7,5 (14’ st Hien 6,5), Djmisiti 7, Kolasinac 6,5 (26’ pt Ahanor 6,5); Zappacosta 6,5, De Roon (cap.) 6,5, Ederson 5,5 (27’ st Maldini 6), Bernasconi 7; De Ketelaere 6, Zalewski 7,5 (14’ st Musah 6,5); Scamacca 6,5 (26’ st Krstovic 6). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 8 Pasalic, 44 Brescianini, 10 Samardzic, 7 K. Sulemana. All.: Raffaele Palladino 7.
ROMA (3-4-2-1): Svilar 5,5; Mancini 6, Ziolkowski 6,5 (1’ st Wesley 6,5), Hermoso 6,5; Celik 7, Cristante (cap.) 6, Koné 6,5 (38’ st Pisilli sv), Rensch 5,5 (14’ st Tsimikas 6); Soulé 5,5 (21’ st El Shaarawy 5,5), Dybala 5,5; Ferguson 6,5 (15’ st Dovbyk 5,5). A disp.: 32 Vasquez, 95 Gollini; 76 Mirra, 87 Ghilardi, 3 Angelino, 77 Lulli, 60 Romano, 92 El Shaarawy. All.: Gian Piero Gasperini 6.
Arbitro: Fabbri di Ravenna 5,5 (Cecconi di Empoli, Bercigli di Firenze; IV Zufferli di Udine. V.A.R. Maresca di Napoli, A.V.A.R. Di Paolo di Avezzano).
RETE: 12’ pt Scalvini (A).
Note:  minuto di silenzio in onore delle vittime di capodanno a Crans Montana. Serata rigida e leggermente nebbiosa, spettatori 23.088 per un incasso di 680.168,96 euro. Ammoniti De Roon, Mancini ed Hermoso  per gioco scorretto. Espulso: Casella, collaboratore tecnico-match analyst dell’Atalanta al 47′ st per proteste. Tiri totali 13-8, nello specchio 2-4, parati 1-4, respinti/deviati 8-3. Var: 2 (check gol, annullato il secondo di Scamacca al 28’ per fuorigioco di partenza). Corner 7-5, recupero 8’ e 5’.

 

Bergamo – Il Var ci mette quasi un tris d’orologio, ma Giorgio Scalvini può esultare per il suo petto-non mano su uno Svilar a viole. Il difensore di Palazzolo sull’Oglio non giocava dal 19 ottobre negli occhiali casalinghi con la Lazio e spiana la strada all’Atalanta da match winner precoce senza saperlo. Forse la Roma dell’acclamato grande ex Gian Piero Gasperini è più pericolosa, specie con Ferguson e Celik in avvio delle due frazioni, ma vanno contate anche le chance fallite da Zalewski e Bernasconi oltre al gol annullato a Scamacca. Conto degli striscioni, 2-1 per il Gasp. Curva Sud: “Una bella storia si giudica anche dal finale: peccato (scritto a lettere alternate gialle e rosse, ndr)”, “Coi tuoi 9 anni ancora negli occhi”. Nord, dopo 25 minuti: “Un decennio di gloria scolpito nella nostra storia. Dividerci un colpo al cuore, ritrovarci una grande emozione. Bentornato Gasp, indelebile simbolo di Bergamo campione”.

Scollinato il pasticcio di Ederson, che al settimo la passa indietro a Carnesecchi senza accorgersi di Dybala e provocandone sullo scarico la respinta di piede per dire di no al mancino di Ferguson con Djimsiti a liberare di testa sulla ribattuta dell’irlandese, la Dea va sopra senza nemmeno spingere troppo. Angolo da sinistra di Zalewski, uno degli ex, con parabola a rientrare che tradisce Svilar, autore di un maldestro tuffetto a metà e soprattutto privo di presa: il braccetto destro al rientro dopo tre infortuni muscolari di fila la appoggia tra petto e ascella destra, tutto valido. Al ventesimo il contropiede nerazzurro rifinito dall’assistman del rompighiaccio libera al tiro Ederson e sulla respinta di Cristante il polacco sbaglia il raddoppio a porta spalancata con un destraccio. Al 26’ Kolasinac si fa male al ginocchio sinistro, lo stesso del crociato rotto il 13 aprile di un anno fa, e deve cedere il posto ad Ahanor. Due giri di lancetta e Scamacca si gira davanti alla lunetta calciando dritto e a lato, ma pensa di essersi rifatto correggendo in porta in incornata il pallone dal fondo di Bernasconi. Fabbri, però, o meglio il Var, non è d’accordo e annulla per fuorigioco di partenza del centravanti atalantino: il controllo sbagliato di Hermoso è un innesco che non lo rimette in posizione consona prima dell’apertura di Zalewki, lungo il lancio del brasiliano, per il laterale arcenese. “Immediatezza” nella contesa della sfera sul fuorigioco di partenza/rientro, declama il fischietto all’altoparlante. In pratica, la colpa sarebbe quella di aver conteso il pallone. 

Al 39’ Koné alza di seconda sugli sviluppi di una palla dentro di Celik rinviata dall’autore del vantaggio di casa. Il primo tempo si chiude al settimo di recupero con l’immolazione del corpo di Ziolkowski per respingere l’assalto scamacchiano a rimorchio di Zappacosta. La ripresa s’avvia col doppio pericolo Ferguson-Mancini su azione d’angolo rimessa in area dal colpo di testa di Koné, ma Carnesecchi smanaccia la girata destra in mischia del centrattacco altrui per poi controllare il sinistro sporco del difensore ex di turno. E’ il momento di maggior forcing romanista, se è vero che all’ottavo Celik fa fuori Ahanor con una spallata impegnando dal fondo di sinistro la statua tra i pali che difende il suo.  Al 19′, dopo l’ingresso di Hien per Scalvini per crampi, Musah per Zalewski e per Gasperini Dovbyk per Ferguson e Tsimikas per Rensch, è Wesley a centrare da destra per Dybala, chiuso in corner da Djimsiti. Sul rovesciamento di fronte, rischia la Roma, ma ancora Wesley è fondamentale nel deviare il sinistro aperto da Ederson a Bernasconi al limite. Proteste al 32’ per lo sgambetto da dietro di Cristante su quest’ultimo dopo lo scambio col nigeriano di Cornigliano suscettibile di liberarlo verso la porta. A trenta secondi dal termine Svilar si oppone a Krstovic: si esulta lo stesso. Esseffe