44 anni suonati, un periodo lontano dai radar del calcio dilettantistico e poi l’impensabile exploit, come compete a chi, con l’entusiasmo dei ragazzini, ha ancora tanto da dimostrare al pallone di casa nostra. Lo scorso weekend ha riportato in auge l’eterna fame di reti di Matteo Sora, classe ’81, leggenda vivente dall’alto delle pagine costruite sul Lago d’Iseo, divenendo totem indiscusso su entrambe le sponde, che ha fatto innamorare tanto il calcio bergamasco tanto quello bresciano, per classe e carisma. Quando gli echi della carriera ancora rimandano a quanto costruito con Sarnico, Brusaporto, Casazza e Atletico Sarnico, solo per citare alcune delle tappe più rappresentative, deflagra con prepotenza la doppietta domenicale infilata con la maglia del Tavernola e che ha consentito ai lacustri di riacciuffare la contesa al cospetto del Foresto Sparso Sen Academy. Il timbro è sempre quello. Prima una fuga a campo aperto, finalizzata da tocco chirurgico e implacabile, come da repertorio di un attaccante rapido e concreto, per la rete del momentaneo 1-0. Nel finale di gara, una girata dal limite, per un tiro al veleno che inchioda il punteggio sul 2-2 finale, mantenendo più vive che mai le speranze di salvezza di un Tavernola bisognoso del mezzo miracolo, per tenersi a galla in un girone D di Seconda categoria ultracompetitivo. Il bomber lacustre, atalantino di fede oltre che di temperamento, è tornato. E oltre alla squadra di mister Annibale Fenini, a festeggiare è un intero movimento che, a ben vedere, non può prescindere dall’infinito Matteo Sora.
Nik
lunedì 19 Gennaio 2026

