Atalanta – Fiorentina 0-2 (0-1)
ATALANTA (4-3-1-2):

Carnesecchi 6; Zortea 5,5 (23′ st Elia 5,5), Alari 6, Del Prato 6, Migliorelli 6; Mallamo 6,5 (23′ st Colley 6), Bolis (cap.) 6,5, Colpani 6,5; Melegoni 6; Kulusevski 6, Latte 5,5 (37′ st Nivokazi sv). A disp.: Gelmi, Zanoni, Carminati, Chiossi, Salvi, Rinaldi, Peli, Heidenreich, Rizzo Pinna. All.: Massimo Brambilla 6.
FIORENTINA (4-2-3-1): Cerofolini 7; Ferrarini 6, Hristov 6,5, Pinto 7, Ranieri 5,5; Diakhate (cap.) 7, Valencic 6; Lakti 6, Maganjic 5,5 (17′ st Meli 6,5), Sottil 7,5 (45′ st Faye sv); Gori 7. A disp.: Ghidotti, Purro, Longo, Toure Diawara, Marozzi, Simonti, Pierozzi, Caso, Dutu. All.: Emiliano Bigica 6,5.
Arbitro: Camplone di Pescara 6,5 (Ruggieri di Pescara, Sartori di Padova; IV Cudini di Fermo).
RETI: 17′ pt Gori (F), 32′ st Diakhate (F).
Note: mezza sera calda e leggermente velata, spettatori 1.500 circa. Ammoniti Maganjic e Migliorelli per gioco scorretto, Ghidotti (in panchina) per comportamento non regolamentare. Corner 8-2, recupero 0′ e 3′.

Sassuolo (Modena) – L’anno scorso ai quarti. A ‘sto giro in semifinale. Sempre la Fiorentina: l’allergia della Primavera dell’Atalanta ha un nome e le sembianze di un settore giovanile assolutamente all’altezza della fama di Zingonia. Per la seconda post season di fila, con l’aggravante della rinuncia volontaria alla superstella Barrow e la parziale attenuante dell’infortunio al ginocchio di Bastoni alla vigilia. Ma i Brambilla-boys, ingrippatisi col rombo del motore, rispetto agli avversari, che hanno agito di rimessa o poco più, hanno girato col cilindro in meno manifestando una certa inconcludenza. Della serie, dominare il campionato non è servito a nulla, perché nelle Final Four bisogna ragionare in termini di gara secca e il capello concesso in fin dei conti si porta via il bulbo intero.

Mallamo apre le danze al 4′ girandosi debolmente in area sull’invito di Kulusevski, seconda punta nominale del rombo ad attacco largo che a ruota suggerisce anche per l’avanzatissimo Melegoni, il Cristante della situazione (ondeggiante tra falso nueve e suggeritore), sinistro telefonato dal limite e si riparte. Al 13′ però la risposta viola è di quelle da brividi lungo la schiena: angolo da sinistra di Riccardo Sottil, spaccata di Gori e incrocio alto alla destra di Carnesecchi. Che di lì a nemmeno un giro di lancetta ringrazia Maganjic per l’appoggino placido, un rigore in movimento innescato sempre dal figlio d’arte, a segno in regular season nel 2-0 (identico score del martedì al “Ricci”, un cerchio che si chiude) ad Azzano San Paolo (in combutta col croato) il 9 settembre alla prima dell’Elite e rigorista mancato insieme al gambiano nell’1-1 al ritorno del 20 gennaio al “Bozzi” (risposta di testa di Hristov proprio al ’98 ormai aggregato alla prima squadra). Il match si accende, ma a scottarsi è la Baby Dea: al 16′ l’asse Latte-Melegoni-Kulusevski sforna il pericolo sventato da Pinto, un altro minutino e Zortea si lascia sfuggire ancora Sottil (lancio di Ranieri) che dalla sua zolla innesca il comodo mancino sottomisura del centravanti, implacabile dall’area piccola. Al 19′ il piazzato di Melegoni dalla trequarti destra è un bijou per la testa di Latte, la cui mira abbisogna di qualche aggiustamento. Il suggerimento al 24′ per il destro smorzato in acrobazia di Mallamo, sugli sviluppi del tambureggiamento da sinistra Colpani-Migliorelli, è già meglio, anche se spazio e tempo per azzeccarla latitano di nuovo. Si va a sprazzi e ogni tot si aprono pure buchi dietro, come al 26′, quando il portiere romagnolo salva le terga ai nerazzurri sull’assistman del rompighiaccio, stavolta decentrato verso l’altra corsia. A dodici dalla pausa il cambio gioco di Colpani trova Kulu impreparato, perché gli occorre un dribbling di troppo su Pinto e il suo destro è una loffia.

Se la prima frazione si chiude virtualmente col lungolinea centrale di Colpani servito sempre dallo svedese di sangue macedone (40′), con Carnesecchi impegnato in tuffo dall’altra parte per anticipare l’autore dello svantaggio sull’ultima delizia scucchiaiata dal genio del ’99, in avvio di ripresa si spalanca un’altra prateria (3′) per Sottil che non approfitta della sponda di Gori allargando il diagonale. Al 7′ il borseggio sulla trequarti di Migliorelli innesca il mancino a giro di Colpani senza effetto né potenza, ben più ficcante la combinazione Zortea-Mallamo che un paio di corsette di cronometro dopo costringe Cerofolini a salvare in punta di falangi. Colpani si riaffaccia tra 13′ e 14′, dal limite sull’apertura a due Mallamo-Kulusevski e quindi in chiusura di triangolo con Melegoni: l’estremo baluardo altrui gli chiude efficacemente lo specchio. Al 16′ il contropiede quattro contro tre vede Kulusevski liberare Latte dal vertice destro, ma l’ivoriano sparacchia altissimo dopo essere rientrato sul piede opposto. Un dominio schiacciante: 19′, Latte-Kulusevski-Zortea-Latte, che non riesce ad allungare la zampa all’altezza del secondo palo sul cross basso dal fondo del terzino della Valle Vanoi, poi Bolis fa quasi la barba al palo. Ventesimo, dalla destra Kulusevski e Mallamo trovano una diga invalicabile nel 22 nemico. 24′, Hristov sbuca di fronte sul calcio franco di Diakhate e Sottil non sfrutta una palla in uscita indirizzandola in curva. Il momento di fiacca è a rischio di bis (27′), quando l’ingrato Diakhate la regala di piattone a Carnesecchi con Gori a disperarsi per avergliela messa sul piattino dopo lo svarione in disimpegno di Migliorelli su Meli. A esser poco pungenti si paga dazio e al 32′ ecco il raddoppio: Sottil ha modo di lavorarla per Meli, sul cui tiro-cross è prontissima la zampata di Diakhate che infila in caduta sotto il montante. Al 37′ la doppia chance di Melegoni di riaprirla, ma non è decisamente il suo apericena meglio riuscito, leggi fendente dai venti metri e tap-in appena dentro l’area a mirino appannato sul traversone di Migliorelli smanacciato da Cerofolini; Colley riceve da Nivokazi e non riesce ad angolare una conclusione semplice semplice. Domani Inter-Juventus decide la finalista number two.

S.F.