Sono perfettamente consapevole dell’ineleganza del “io l’avevo detto” ma quando ce vo’ ce vo’, e soprattutto quando l’averlo detto è stato motivo di attacchi, squalifiche, offese, aggressioni, ostracismo. Non sono l’unico, beninteso, a esprimere dubbi e perplessità su questa vicenda pandemica e lo faccio da febbraio, ma tutti coloro che lo hanno fatto e fanno, si espongono alle medesime conseguenze: ricevere una bolla di
-ismo. Uno qualunque, non importa, in questa società di analfabetismo funzionale va tutto bene: negazionismo, complottismo, no vaccinismo, alternativismo e via elencando. Tra le mie molte perplessità, da molti sensati colleghi o addirittura semplici cittadini condivise peraltro, figurava, e tuttora figura, la complicazione della catena del freddo. E con che notizia mi sveglio stamattina? Con questa: la Germania sospende la campagna vaccinale per problemi nella catena del freddo. Eccola là. Dopo un solo giorno di campagna, e io non posso non tornare a penare immediatamente a tutte le altre perplessità che mi agitano i pensieri e mi gettano in uno stato di impotente preoccupazione. La cosa tragica è che la maggioranza dei miei colleghi vive tutto ciò fideisticamente: fede cieca nella scienza, fede cieca nella sua serietà, onestà, assenza di qualsivoglia conflitto d’interesse, assenza di pressioni politiche e interessi commerciali ecc. ecc. fino a negare le evidenze di lacune, errori, omissioni o stupidità vere e proprie nella condotta dei decisori a qualunque livello negli ultimi 12 mesi. E se palesi troppi dubbi nei gruppi di discussione su facebook dedicati ai medici non solo vieni coperto d’insulti e accuse ma vieni tacitato, i tuoi messaggi cancellati, interi post eliminati. Oscurantismo. A quando l’inquisizione? Ma io mi chiedo: se gli stessi medici dimenticano o si astengono dal praticare le basi metodologiche della medicina che sono il dubbio, la verifica, l’osservazione, la riproduzione dei fenomeni, la ricerca di cause ed effetti senza opinioni precostituite, senza dover dimostrare ma tesi ma cercare la verità oggettiva, quale che sia, usando gli interrogativi, i dubbi, le perplessità come mezzi intellettivi d’indagine come si può pensare ad un vaccino fatto in fretta e furia, sostenuto da una ricerca parziale e limitata, che lascia dubbi, incertezze, punti oscuri e addirittura non si sa se potrà eliminare la contagiosità dei soggetti entrati in contatto col virus dopo il vaccino?
Un vaccino col quale si vuole eseguire una vaccinazione di massa non di un solo paese ma dell’intero pianeta! E non sappiamo quanto durerà l’immunità, rischiando che si esaurisca prima che si abbia vaccinato l’intero pianeta così che i primi dovranno rivaccinarsi in un ciclo infinito. Tendiamo all’immunità di gregge abbassandone la soglia artatamente al 60% perché ci sono categorie che non potranno ricevere il vaccino, e sono milioni di persone. Si pensi solo che escluderemo i minori, che in Italia sono 10 milioni, ma che sono anche quelli che fino a ieri abbiamo accusato di essere i principali responsabili del contagio!!! La verità è che la pandemia ha diffuso il panico tra i medici e tra i politici, che invece avrebbero dovuto mostrare sangue freddo, serenità di giudizio, capacità critiche e, soprattutto, coraggio. In una situazione di emergenza e di pericolo ci vuole sangue freddo e coraggio prima di tutto, le basi su cui appoggiare l’uso della ragione per affrontare il problema. Invece che facciamo, proprio noi medici? Ci abbandoniamo ai facili entusiasmi e ad una fede ingiustificata di quelle case farmaceutiche, di quelle lobbies, che fino a ieri criticavamo ferocemente e ci abbandoniamo all’esorcismo del selfie con la siringa, non si sa bene se per convincere gli altri o se stessi. Che tristezza.