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	<title>18enne &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>&#8220;Errore di persona&#8221;: il diciottenne cenatese alla gogna e nel gabbio per due giorni. Ora chiedete scusa a lui e a tutti i bergamaschi</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2024 18:54:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Simone Fornoni Un errore di persona. Se l&#8217;è cavata così l&#8217;ineffabile giustizia d&#8217;Oltralpe, la stessa che consente da decenni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240502-WA0051.jpg"><p><strong>di</strong><em><strong> Simone Fornoni</strong></em></p>
<p>Un <strong>errore di persona</strong>. Se l&#8217;è cavata così l&#8217;ineffabile giustizia d&#8217;Oltralpe, la stessa che consente da decenni la libera circolazione e una vita prospera da perseguitati politici (dall&#8217;Italia, ca va sans dire) a frotte di terroristi assassini degli anni di piombo. Ce n&#8217;è uno anche delle nostre parti che non ci sogneremmo mai di nominare, anche perché non lo merita. La <strong>gogna</strong> dell&#8217;identificazione anagrafica, al contrario, è l&#8217;unica a essere stata risparmiata al <strong>diciottenne di Cenate Sopra</strong> che ha passato al gabbio venerdì e sabato, accusato dei famigerati &#8220;gesti della scimmia&#8221;, secondo il Prefetto del dipartimento Bouches-du-Rhone un insulto razzista ai tifosi di casa del <strong>Marsiglia</strong>, dal settore ospiti del <strong>Velodrome</strong>.</p>
<p>Rilasciato perché, insomma, non sarebbe stato lui quello inquadrato nel famoso <strong>video</strong>, girato da chissà chi, mentre un anonimo tifoso dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> mimava di spulciarsi sotto le ascelle e altre amenità carnevalesche. Non parliamo poi del presunto <strong>braccio teso</strong>, anzi le braccia tese, additate a saluto nazista da inquirenti, osservatori, indignati speciali soprattutto a casa nostra e sindaco so-tutto-io della grande città fondata dai focesi e ora tipico esempio di felice ingegneria sociale specchiata sul Mediterraneo. Sarà che l&#8217;<strong>antirazzismo</strong>, da quelle parti, oltre che dalla massiccia presenza di proletari dalle ex colonie africane e dagli attuali dipartimenti d&#8217;Oltremare, è alimentato anche dai rimorsi della memoria collettiva: da laggiù, come da <strong>Liverpool</strong>, partivano storicamente i navigli carichi di schiavi neri, strappati in Africa ai loro affetti e al loro diritto di vivere e comandare a casa propria, in direzione del Nuovo Mondo. I <strong>bergamaschi</strong>, anche qui, premettendo che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli, c&#8217;entrano come i cavoli a merenda, detto e scritto papale papale. Per colonialismo e neocolonialismo, forse bussare all&#8217;Eliseo, dal presidentissimo Emmanuel Macron, tifosissimo OM, non sarebbe sbagliato.&nbsp;</p>
<p>Non discriminare anima viva, sottolinearlo è bene e non superfluo, è più che sacrosanto. L&#8217;antica <em>Massalia</em> è il posto magico, incantato, dall&#8217;economia portuale a prova di concorrenza (Genova) e dal paesaggio dipinto su scorci stupendi. Dall&#8217;<strong>Estaque</strong> che ispirò il genio su tela di Paul <strong>Gauguin</strong>, al sobborgo difficile e duro, ma zeppo d&#8217;orgoglio, di <strong>La Castellane</strong>, che ha dato i natali a quello a pelo d&#8217;erba di uno straordinario artista come Zizou <strong>Zidane</strong>, il berbero cabilo d&#8217;Algeria cui le plebi galliche devono Mondiale ed Europeo in bacheca. Il razzismo va combattuto, puzza, fa schifo. Quando è conclamato, non solo presunto. A spese di un capro espiatorio, però, eh no, lo fanno solo gli opportunisti in malafede. Chissà come, quello giusto la Gendarmerie e dintorni hanno ammesso candidamente di non averlo beccato. Evidentemente era più comodo braccare uno a cazzo di cane mentre saliva sul <strong>pullman</strong> del Club Amici del paese organizzato con Dea Dalmen, la corriera del ritorno a casa dalla trasferta, già vissuta in mezzo a mille restrizioni che nemmeno i cani randagi, concentramento all&#8217;una del pomeriggio del giorno della semifinale in una piazzona transennata con l&#8217;unico diversivo del dj set.&nbsp; Senza contare l&#8217;uscita dallo stadio all&#8217;una di notte, roba da sequestro di persona.</p>
<p>In definitiva, le <strong>scuse</strong> sono dovute. Al ragazzo pescato nel mucchio e messo alla berlina, additato al pubblico ludibrio come esempio di male assoluto da combattere ed esorcizzare, a suoi genitori in apprensione e costretti ad andarselo a ritirare come un pacco postale, come a <strong>tutti i sostenitori nerazzurri</strong> e in definitiva all&#8217;intera stirpe che vive, lavora e spesso comunque non prospera tra il Brembo e il Serio. Scuse non per aver dubitato delle qualità nostrane col solito processone alle intenzioni, bensì per aver perseverato nelle solite accuse balbettate istericamente, viete e fruste, abusatissime, sempre a fior di labbra dei soloni dalla lezioncina pronta a menadito. Le streghe, cacciatele dalle vostre nebbie mentali. Altro che berciare ad alta voce di <em>&#8220;provvedimenti da parte delle due Società e dell&#8217;Uefa&#8221;</em>, caro monsieur Benoit Payan. Prenda esempio dal suo omologo Giorgio <strong>Gori</strong>, che non verrà rieletto per decorrenza dei due mandati consecutivi, gran cazzata pure questa ma sono le dure regole. Lui, il sindaco di Bergamo, non s&#8217;è pronunciato. Qualcuno di troppo, invece, ha sprecato fin troppo fiato e picchiettii di tasti.</p>
<p><strong>Scusatevi e sarete scusati</strong>. E fatevi una vita che è meglio, invece di ergervi a giudici parlando pro parte lesa, vera o presunta. Perché dei laser in faccia, dei due aste offensivi retti dalla gioventù locale, delle provocazioni, degli assalti, degli insulti e della <strong>pisciatina</strong> sul treppiede della telecamera di Bergamo Tv, cari soloni delle nostre suole, non avete detto né scritto una beata minchia. E se il gesto della scimmia fosse stato in realtà rivolto a un maschio bianco etero cattolico? Non sia mai, la condanna preventiva ce l&#8217;avete scritta nella testa e in faccia. In ogni caso, colpevoli zero. Alla facciaccia vostra.</p>
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