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	<title>2 rigori &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Atalanta spettacolosa: 3-1 alla Lazio e quarto posto al sicuro</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Feb 2024 19:01:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Atalanta &#8211; Lazio 3-1 (2-0) ATALANTA (3-4-1-2): Carnesecchi 6; Scalvini 7, Djimsiti 6,5, Kolasinac 7; Holm 7 (19&#8242; st Hateboer [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/02/IMG-20240204-WA0059.jpg"><p><strong>Atalanta &#8211; Lazio 3-1 (2-0)<br />
ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Carnesecchi 6; Scalvini 7, Djimsiti 6,5, Kolasinac 7; Holm 7 (19&#8242; st Hateboer 6), Ederson 6,5 (46&#8242; st Mendicino sv), De Roon (cap.) 7, Ruggeri 6,5; Pasalic 7,5 (34&#8242; st Toloi sv); Miranchuk 6,5 (19&#8242; st Scamacca 6), De Ketelaere 8 (35&#8242; st Muriel sv). A disp.: 1 Musso, 31 Rossi; 43 Bonfanti, 20 Bakker, 77 Zappacosta, 10 Touré. All.: Gian Piero Gasperini 7,5.<br />
<strong>LAZIO (4-3-3):</strong> Provedel 6; Lazzari 5,5 (1&#8242; st Lu. Pellegrini 5), Gila 5,5 (1&#8242; st Casale 5,5), Romagnoli 6, Marusic 5,5; Guendouzi 5,5, Rovella 6, Luis Alberto (cap.) 5,5 (24&#8242; st Vecino 6); Isaksen 5 (19&#8242; st Pedro 6), Castellanos 5 (19&#8242; st Immmobile 6,5), Felipe Anderson 5,5. A disp: 33 Sepe, 35 Mandas; 16 Kamenovic, 23 Hysaj, 5 Vecino, 6 Kamada, 70 Fernandes. All.: Maurizio Sarri 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Guida di Torre Annunziata 7 (De Meo di Campobasso, Capaldo di Napoli; IV Ayroldi di Molfetta. V.A.R. Aureliano di Bologna, A.V.A.R. Mariani di Aprilia).<br />
<strong>RETI:</strong> 16&#8242; pt Pasalic (A), 43&#8242; pt rig. e 31&#8242; st De Ketelaere (A), 39&#8242; st rig. Immobile (L).<br />
<strong>Note:</strong> mezza sera serena, spettatori 14.492, di cui 12.429 abbonati e 2.063 paganti, per un incasso di 341.839 euro (266.059 quota abbonati, 75.780 al botteghino). Ammoniti Pasalic, Felipe Anderson, Rovella ed Ederson per gioco scorretto, Gasperini (9&#8242; pt) e Luis Alberto per proteste. Occasioni da gol 16-4, tiri totali 19-7, parati 2-0, respinti/deviati 5-3, legni 1-0. Corner 6-1, recupero 1&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Pasalic la gira nel sacco dopo un controllo a seguire di petto, De Ketelaere trova lo spiazzante dagli 11 metri per spianare definitivamente la strada dell&#8217;irrobustimento del quarto posto e nell&#8217;ultimo spicchio anche l&#8217;assolo del tris alla Ilicic. Meglio di così non poteva andare all&#8217;Atalanta, capace di sotterrare la Lazio senza dover pigiare nemmeno troppo a tavoletta. Inutile il rigoricchio strappato da Immobile a Djimsiti poco oltre il limite: il centravanti manda Carnesecchi dall&#8217;altra parte, ma ormai è tardi.<br />
Nemmeno 30 secondo e Felipe Anderson costringe all&#8217;uscita sui piedi Carnesecchi dietro imbeccata di Luis Alberto, mentre la risposta di casa sull&#8217;asse Ederson-Pasalic viene sventata in corner dal recupero di Romagnoli (3&#8242;). Due lancette e rotte e il jolly croato s&#8217;addormenta strozzando il sinistro da centro area a rimorchio di De Ketelaere. Al quarto d&#8217;ora la scodellata di Miranchuk dalla mattonella sul centrodestra pesca l&#8217;incornata di Kolasinac, miracolosamente respinta da Provedel, che però non può nulla sulla girata del vatreno sull&#8217;ammollo del fiammingo spondato da Scalvini un attimo dopo. Aquila rintanata che vola rasoterra e oltre metà frazione può riprovarci Kolasinac dalla distanza sull&#8217;onda lunga del secondo angolo di casa: la porta è più sotto.<br />
A un tris dalla mezzora arriva anche il primo tiro laziale, di Luis Alberto, che alza la mira su punizione conquistata da Guendouzi, seguito come un&#8217;ombra da De Roon. Pausetta di pura gestione e rispunta il fiammingo, di fronte, in caduta, su pennellata di Scalvini, destinatario della palla del sovrapposto Holm, a 9&#8242; dall&#8217;intervallo. Verso il quale tenta la fortuna sempre in gioco aereo lo stesso braccetto palazzolese, accarezzato dal tiro dalla bandierina numero 3 di CDK: Anderson spaventa anche il suo portiere svirgolando a campanile in fallo di fondo. Se il primo tempo si chiude con la traversa alta scheggiata dalla zuccata di Holm, salito in cielo sullo schema del russo, il secondo inizia con l&#8217;errore di valutazione proprio dello svedese, che trovato dall&#8217;ex Lokomotiv in asse col raddoppiatore calcia debolmente verso il guantato nemico invece di appoggiarla facile al primo marcatore della serata. La pezza all&#8217;errore, nondimento, in capo a un tris di lancette evita il dimezzamento dello score coi tre laziali davanti a combinare per la prima volta dopo secoli. Ederson sbuca dal crossone ruggeriano scollinato il decimo senza prendere bene la mira, passato il quarto d&#8217;ora tocca a Lyosha che devia tra le braccia di Provedel, di prima intenzione, la palla bassa da sinistra del vatreno. Entra Scamacca che alza davanti alla lunetta sul tocco corto di CDK da calcio piazzato (25&#8242;). Poco dopo l&#8217;assolo da destra per la nona sinfonia sul primo palo di CDK, che punta Pellegrini ifilando a fil di primo palo, il giallo speso su Pedro che farà saltare il Genoa al diffidato Ederson. Lo stesso Immobile, conquistato furbescamente il tiro dagli 11 metri, gira fuori di fronte il pallone a rientrare di Pedro al novantesimo. Nel finale esordio in A per il 2006 di casa Leonardo Mendicino, dell&#8217;Under 23, già presente il 14 dicembre scorso a Sosnowiec contro il rakow Czestochowa in Europa League.</p>
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		<title>Altro che Dusan, il Vlahovic forte è Vanja: col Lecce solo il palo gli impedisce il poker</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Dec 2023 15:38:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanili]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[12a giornata]]></category>
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		<category><![CDATA[Primavera 1]]></category>
		<category><![CDATA[tripletta]]></category>
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					<description><![CDATA[Atalanta &#8211; Lecce 3-3 (0-2) ATALANTA (3-4-1-2): Pardel 5; Guerini (cap.) 5,5 (32&#8242; st Ghezzi 6), Comi 6,5, Obrić 5,5 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/12/Vanja-Vlahovic-e1702309717362.jpg"><p><strong>Atalanta &#8211; Lecce 3-3 (0-2)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Pardel 5; Guerini (cap.) 5,5 (32&#8242; st Ghezzi 6), Comi 6,5, Obrić 5,5 (1&#8242; st Tornaghi 5,5); Chiggiato 5,5 (1&#8242; st Cassa 6, 32&#8242; st Capac 7,5), Colombo 6, Manzoni 6,5, Simonetto 6 (1&#8242; st Castiello 6); Bonanomi 6,5; Vlahović 8,5, Vavassori 7,5. A disp.: Sala, Riccio, Armstrong, Fiogbe, Jonsson, Gariani. All.: Giovanni Bosi 6,5.<br />
<strong>LECCE (4-3-3):</strong> Borbei 7; Minerva 6, Pacia 6, Davis 6, Kongslev 6 (17&#8242; st Munoz 6); McJannet 7, Vulturar 6,5, Samek (45&#8242; st Gromek sv); Corfitzen 5,5 (37&#8242; st Helm sv), Burnete 6,5, Agrimi 7 (36&#8242; st Adewale sv). A disp.: Leone, Herceg, Lukoki, Borgo, Zivanovic, Jemo, Vescar-Kodor. All.: Federico Coppitelli 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Ursini di Pescara 6 (Di Meo e Russo di Nichelino).<br />
<strong>RETI:</strong> 2&#8242; pt McJannet (L), 8&#8242; pt Agrimi (L), 10&#8242; st rig., 15&#8242; st rig. e 33&#8242; st Vlahovic (A), 27&#8242; st rig. Burnete (L).<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio soleggiato, terreno appesantito dalla pioggia. Spettatori 160. Ammoniti McJannet, Bonanomi (proteste), Obric, Comi, Agrimi e Pardel. Espulso al 38&#8242; st Minerva per intervento da tergo su Capac. Occasioni da gol 14-10, tiri totali 16-10, parati 7-3, respinti/deviati 4-2, legni 1-1. Corner 7-3, recupero 2&#8242; e 5&#8242;.</p>
<p><strong>Alzano Lombardo</strong> &#8211; Il dimezzamento e il pari sul 2 di <strong>Vanja Vlahovic</strong> sono di rigore, il nuovo nasino avanti di Burnete idem e il triplete una girata di sinistro del solito noto a rimorchio di <strong>Capac</strong>. Sarebbero stati quattro se non fosse per il palo alto al 93&#8242; prendendo l&#8217;ascensore su angolo dalla destra di Bonanomi. Col <strong>Lecce</strong> terzultimo ma campione in carica la <strong>Primavera</strong> dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> allunga a sei la serie positiva centrando col rammarico di aver centrato solo il terzo pareggio di striscia che la tiene sotto quota 20 e la zona playoff. Inizio disastroso, comunque. <strong>Pardel</strong> regala il vantaggio smanacciando il tiro-cross alto di Konglsev da mancina proprio sul destro sottomisura di <strong>McJannet</strong> che poi imbuca per il bis immediato di Agrimi. Uno-due stordente, ma c&#8217;è l&#8217;omonimo serbo dello juventino che nell&#8217;uno contro uno senza opposizione è terribilmente più efficace, e figuriamoci se gli danno palla sul piede, tanto da giungere alla sporca <strong>dozzina</strong> in classifica marcatori.<br />
Alla chiusura del mese e dell&#8217;anno solare mancano l&#8217;ottavo di Coppa Italia mercoledì 6 all&#8217;una pomeridiana in casa dell&#8217;Inter, Roma (lunedì 11, 14.30), Torino (sabato 16, ore 13) e Frosinone (venerdì 22, 12.30, a Ferentino).<br />
Un tris cronometrico dopo la doccia gelata, il rischio della neve sulla traiettoria da fermo poco oltre il montante di <strong>Vulturar</strong>, conquistata dallo stesso apripista. Il ghiacciaio del raddoppio, però, vedi premessa, deve attendere poco, ovvero il lancio di Minerva controllato dall&#8217;irlandese che la porge alla sua punta, lesta a infilarsi in mezzo alla difesa eludendo la diagonale di <strong>Guerini</strong>. Entro il 24&#8242; il firmatario altrui di gol e assist rischia il secondo giallo sull&#8217;arretrato <strong>Vlahovic</strong> dopo averne speso uno su Manzoni, quindi la prima chance nerazzurra con Vulturar a far muro in corner al tiro di <strong>Colombo</strong> (25&#8242;) sullo scarico di <strong>Manzoni</strong> dopo una puntata verso il fondo di Vavassori rinviata al limite da Pacia. Al 36&#8242; palla lunghetta per Burnete, che si libera a gomito alto del capitano di casa per scagliare il sinistro del possibile tris deviato da <strong>Comi</strong> in fallo di fondo.<br />
Il risveglio bergamasco è tutto nella doppia sfuriata intorno al 37&#8242;, quando <strong>Borbei</strong> stacca dall&#8217;incrocio alla sua destra la bordata di Vlahovic servito dalla distanza da Guerini e quindi respinge lo stacco di <strong>Obric</strong> sul susseguente schema Manzoni-Vavassori (assist acrobatico di spalle) dalla bandierina sinistra. Altro giro, altra corsa al quarantesimo: guantoni nemici ancora sollecitati a giro da Bonanomi, servito dalla destra dalla discesa del difensore summenzionato, e Minerva disinnesca il tap-in di Vavassori che si produce in una pretenziosa rovesciata.<br />
In avvio di ripresa è <strong>Comi</strong> a spezzare l&#8217;asse play-prima punta dei salentini, episodio che precede le follie in una manciata d&#8217;orologio, ovvero il secondo palo colto da Vulturar su punizione radente conquistata da Burnete (giallo a Comi) all&#8217;8 e la successiva manovra per il penalty con Pacia caduto nella trappola dell&#8217;ex sull&#8217;allungo tra le linee di Vavassori per lo spiazzante dal dischetto sotto il primo incrocio. Il secondo in pochi giri di lancetta lo procura proprio l&#8217;italobrasiliano, che cerca e trova la gamba pressoché ferma di Kongslev sul crossetto a rientrare di Manzoni verso il quarto d&#8217;ora: dagli 11 metri stesso protagonista e angolo alto opposto, troppo in là per il pur ottimo estremo leccese. Un poker prima, l&#8217;apertura di <strong>Bonanomi</strong> per la telefonata da fuori Manzoni, l&#8217;avvisaglia male avvertita dagli ospiti. Occhio ai controbreak, figurarsi se l&#8217;eroe leccede del primo tempo, pardon dell&#8217;avvio, spunta verso sinistra e segna di ribattuta però in fuorigioco (21&#8242;). Zio Vanja si vede negare la tripletta da Borbei (22&#8242;), il liscio di una delle tre new entry <strong>Tornaghi</strong> induce Pardel all&#8217;uscita di kamikaze su Agrimi e il rumeno là davanti risolve la terza massima punizione del pomeriggio alzanese con la sassata centrale.<br />
Sale in cattedra l&#8217;esterno offensivo rumeno della Baby Dea, che se la prima volta procura il rigore in movimento perfetto del bomber di giornata col piede debole, la seconda pesca Bonanomi, fermato all&#8217;ottantesimo dal mostro tra i legni. <strong>Pardel</strong> dice di no a Burnete dal vertice sinistro (stessa zola del palo da fermo in avvio di secondo tempo) togliendo la ragnatela al 43&#8242; a Lecce già in dieci (falciaerba di Minerva a Capac) e regalando un corner da destra gemello di quello da sinistra del capitano avversario. Nel recupero, 2 punti mancati, ma mica tutte le ciambelle riescono col buco.</p>
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		<title>A Graz doppio Muriel, ma l&#8217;Atalanta (Var amico e nemico) butta via la vittoria</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Oct 2023 18:52:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[2 rigori]]></category>
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		<category><![CDATA[Europa League]]></category>
		<category><![CDATA[Luis Muriel]]></category>
		<category><![CDATA[Sturm Graz]]></category>
		<category><![CDATA[var]]></category>
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					<description><![CDATA[Sturm Graz &#8211; Atalanta 2-2 (1-2) STURM GRAZ (4-3-1-2): Scherpen 6; Gazibegovic 6, Affengruber 5,5, Wuthrich 5,5 (17&#8242; st Lavalée), [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/07/Muriel-1.jpg"><p><strong>Sturm Graz &#8211; Atalanta 2-2 (1-2)</strong><br />
<strong>STURM GRAZ (4-3-1-2):</strong> Scherpen 6; Gazibegovic 6, Affengruber 5,5, Wuthrich 5,5 (17&#8242; st Lavalée), Dante 5,5; Hierlander (cap.) 5, Gorenc Stankovic 6,5, Prass 7 (25&#8242; st Boving 6); Kiteishvili 7 (17&#8242; st Javi Serrano 6); Sarkaria 6 (32&#8242; st Horvat 6,5), Jatta 5,5 (17&#8242; st Wlodarczyk 6,5). A disp.: 31 Maric, 43 Obi; 6 Borkovic, 2 Johnston, 28 Schnegg, 17 Teixeira, 29 Fuseini. All.: Christian Ilzer 7.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Musso 6; Toloi (cap.) 6 (36&#8242; st Scalvini sv), Djimsiti 6,5, Kolasinac 5,5; Zappacosta 6,5 (32&#8242; st Bakker 5,5), De Roon 6,5, Ederson 6, Ruggeri 7 (18&#8242; st Hateboer 6); Koopmeiners 6; Muriel 7 (18&#8242; st Scamacca 5,5), Lookman 6,5 (19&#8242; st De Ketelaere 5). A disp.: 29 Carnesecchi, 31 Rossi; 43 Bonfanti, 3 Holm, 25 Adopo, 8 Pasalic, 59 Miranchuk. All.: Gian Piero Gasperini 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Strukan 6,5 (Croazia &#8211; Zobenica-Jakšić, IV Bel. V.A.R. Bebek, A.V.A.R. Kajtazovic &#8211; Slovenia).<br />
<strong>RETI:</strong> 13&#8242; pt Prass (S), 34&#8242; pt e 52&#8242; pt (rig.) Muriel (A), 35&#8242; st rig. Wlodarczyk (S).<br />
<strong>Note:</strong> serata autunnale e umida con vento a 4 km/h, spettatori 14.205. Ammoniti Keiteshvili, Bakker per gioco scorretto, Hierlander e Lookman per reciproche scorrettezze. Espulso Hierlander al 7&#8242; st per somma di ammonizioni (gioco scorretto).Occasioni da gol 6-10, tiri totali 10-15, parati 4-6, respinti/deviati 1-3. Var: 3. Corner 4-6, recupero 8&#8242; e 6&#8242;.</p>
<p><strong>Graz</strong> &#8211; Chi di <strong>Var</strong> ferisce, di Var perisce. Leggi <strong>Kolasinac</strong> che fa un bagher da rimessa laterale, con raccattapalle e due palloni in campo. Vincere nella tana dello <strong>Sturm Graz</strong> e rimanere in vetta al Gruppo D di <strong>Europa League</strong> a punteggio pieno con Ilicic in mezzo ai tifosi dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>? La testa e i 3 punti di margine (7 a 4) non cadono perché pareggia anche lo <strong>Sporting</strong> in Polonia, ma alla fine è divisione salomonica della posta in palio. <strong>Toloi</strong> infila la porta sbagliata, <strong>Muriel</strong> quella giusta dopo un mezzo tunnel al marcatore diretto per imbracciare poi la doppietta dal dischetto nel recupero infinito del primo tempo allungato dal controllo a bordocampo dell&#8217;arbitro. E nella ripresa a nulla vale la superiorità numerica per ben 44 giri di lancetta.<br />
Passano 13 minuti e nel nulla di un confronto bloccatissimo sbucano il rifinitore <strong>Kiteishvili</strong>, il tiratore <strong>Prass</strong> che ha tutto il tempo e lo spazio per rientrare sul destro dal limite e la gamba destra del capitano che spiazza <strong>Musso</strong>. Il portiere riesce appena a toccarla tuffandosi all&#8217;indietro in netto controtempo. Nemmeno quattro minuti e <strong>Lookman</strong>, raggiunto a sinistra dal lancio di <strong>Ruggeri</strong>, salta Gazibegovic ma non Wuthrich che lo stoppa in piena area. Sei minuti e sugli sviluppi del primo angolo di casa è Gorenc Stankovic a schiacciare davanti all&#8217;area piccola il pallone di sinistro dal fondo del georgiano assistman del vantaggio: il balzo del portiere argentino ha del prodigioso.<br />
Se al 25&#8242;, in una sorta di replica a cartacarbone dell&#8217;azione per schiodare lo score, l&#8217;apripista si libera a un metro dal vertice telefonandola di cortesia, in capo a un tris cronometrico è decisivo ancora l&#8217;onnipresente <strong>Kiteishvili</strong>, appostato bene per respingere il fendente mancino al volo del nigeriano, servito dalla sponda dell&#8217;esterno di Zogno sullo schema da punizione conquistato (uscita alta fallosa del centrale sinistro di casa) da Muriel. Al 32&#8242; Wuthrich anticipa in fallo di fondo <strong>Koopmeiners</strong> nell&#8217;uno due col colombiano; sull&#8217;onda del secondo corner dell&#8217;olandese, Muriel stacca di nuca sul cross sporcato di Ruggeri senza fare danni. Sono le prove generali, perché alla seconda palla utile, di Kolasinac, sporcata da <strong>Gazibegovic</strong>, <strong>Lucho</strong> salta Wuhtrich che gliela tocca di suola e la piazza di piatto nell&#8217;angolino alla sinistra del 2,06 Scherpen. Brividi per Musso che molto fuori aerea rinvia sulla testa di Keiteshvili e jolly sfiorato da 45 metri al quarantesimo.<br />
Al 2&#8242; di <strong>recupero</strong>, la svolta del Var che richiama l&#8217;arbitro croato sul sinistro di <strong>Zappacosta</strong> che saltato Dante se lo vede deviare dalla sbracciata larga di <strong>Stankovic</strong> mentre il play basso in nero si sta girando: è rigore, con un saltello il bomber di Santo Tomàs spiazza il guardiano locale mandandolo per viole alla propria destra. Al rientro dal tunnel <strong>Ademola</strong> la allunga per il sinistro in corsa dell&#8217;aspirante triplettista, ma Scherpen di piede evita il tris. Al 6&#8242;, la punizione di Gazibegovic smanacciata in angolo. Secondo caso disciplinare al 7&#8242; quando <strong>Hierlander</strong>, già ammonito per le scaramucce con Lookman prima del rigore del sorpasso, ferma con una trattenuta la ripartenza di Ruggeri a 80 metri dalla porta guadagnandosi la doccia. Al 9&#8242; lo stesso zognese coglie l&#8217;inserimento di <strong>Ederson</strong> che ci prova a giro sbagliando il bersaglio di non poco. Segue l&#8217;ovvio monologo, perché i <em><strong>Blackies</strong></em>, costretti a far muro in 8 laciandone uno solo davanti alla linea della palla, non ne hanno più. Illusione pericolosa, ce la faranno a strappare il punticino.<br />
Tante le chance per chiuderla. Tutte invano. Lookman (11&#8242;) mastica centralmente il la di Muriel, Koopmeiners (14&#8242;) da punizione defilata a destra, <strong>Djimsiti</strong> in mischia supportato da Kolasinac dopo l&#8217;uscita a vuoto sul corner di Zappacosta (21&#8242;), Scamacca (parato in due tempi, poi punizione che sfiora il sette al 29&#8242;) dalla distanza subito dopo e <strong>Hateboer</strong> (alto senza opposizione) su apertura del nuovo entrato De Ketelaere (27&#8242;), ma poi al primissimo contropiede <strong>Boving</strong> (dato per ko alla vigilia) lanciato dal suo portiere costringe l&#8217;olandese volante alla respinta per proteggere Musso scollinata la mezzora. Poi, il patatrac, con <strong>Kolasinac</strong> ad allargare la mano (Var, un&#8217;altra volta) nel rimpallo con <strong>Horvat</strong> sulla rimessa laterale di Gazibegovic: <strong>Wlodraczyk</strong> fa 2-2 dagli 11 metri (35&#8242;). Ederson fugge a sinistra scaricando per Scamacca, che a giro fallisce il bersaglio (42&#8242;). Si può dare di più, anche se nel girone comanda sempre Bergamo.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Con Vorlicky è proprio un&#8217;altra Primavera: 5-2 al Cesena</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2022 14:23:15 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/01/Vorlicky-esulta.jpg"><p><strong>Atalanta &#8211; Cesena 5-2 (2-1)</strong><br />
<strong>ATALANTA (4-3-1-2):</strong> Pardel 5,5; Palestra 6,5, Tavanti 6,5 (22&#8242; st Hecko 6,5), Guerini 6,5, Regonesi 6; Colombo 7, Chiwisa 6,5 (23&#8242; st Roaldsoy 6,5), Muhameti 6,5; Vorlicky 8,5 (37&#8242; st Bordiga sv); De Nipoti (cap.) 7 (36&#8242; st Vavassori 6,5), Stabile 7,5 (16&#8242; st Vitucci 7). A disp.: Maglieri, Illipronti, Del Lungo, Saleh, Gudmunsson, Pèrez, Omar, Bevilacqua, Fisic. All.: Marco Fioretto 7.<br />
<strong>CESENA (4-2-3-1):</strong> Galassi 5,5; Sartini 6 (7&#8242; st Pieraccini 5), Ferretti (cap.) 5, Elefante 5,5, David 5,5; Ghinelli 6, Lilli 6,5; Bernardi 6,5 (32&#8242; st Sette 6,5), Lo Giudice 6,5 (7&#8242; st Zoppi 6, 31&#8242; st Amadori sv), Ferrara 7 (48&#8242; st Guidi sv); Spatari 5,5. A disp.: Veliaj, Casadei, Suliani, Liburdi, Valentini. All.: Giovanni Ceccarelli 5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Delrio di Reggio Emilia 7 (Morea di Molfetta, Rignanese di Rimini).<br />
<strong>RETI:</strong> 23&#8242; pt Vorlicky (A), 26&#8242; pt Lo Giudice (C), 34&#8242; pt rig. De Nipoti (A), 1&#8242; st Stabile (A), 6&#8242; st rig. Vorlicky (A), 24&#8242; st Lilli (C), 50&#8242; st Vitucci (A).<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio soleggiato e caldo, spettatori 240. Ammoniti Lo Giudice, De Elefante, David, Zoppi, Palestra ed Hecko per gioco scorretto. Tiri totali 20-12, nello specchio 9-6, parati 4-4, respinti/deviati 2-4. Corner 5-2, recupero 0&#8242; e 5&#8242;.</p>
<p><strong>Zingonia</strong> &#8211; Il digiuno che durava dal 10 marzo 2021 contro l&#8217;Ascoli è ufficialmente terminato. E per la <strong>Primavera</strong> dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> altro che satolle col suo super-fuoriquota a servire piatti, pentole e copercjhi sfornando manicaretti che nemmeno il più stellato degli chef. Infilare la sintesi nel cappello è duretta: vantaggio per spezzare la noia degli opposti tatticismi, palla dentro nell&#8217;azione del rigore, l&#8217;assist per tenere la freccia fino al gong e il secondo penalty per imbracciare la <strong>doppietta</strong> nella cinquina a due rifilata al neopromosso ed ex pari punti <strong>Cesena</strong>, grazie all&#8217;arrotondamento di <strong>Vitucci</strong> in asse con l&#8217;altro journeyman della settima giornata <strong>Vavassori</strong> e in sterzata per il diagonale sinistro ravvicinato. L&#8217;eroe di turno, sissignori, è Lukas <strong>Vorlicky</strong>, a Zingonia da sedicenne e adesso che è sulla ventina un reduce da troppi ingressi in infermeria.<br />
Con uno così in squadra, e mettiamoci Stabile anche lui precocemente di sinistro sottoporta dietro il vassoietto dello scatenato moravo, le due dormite difensive suonano come meri incidenti di percorso, senza lasciare contusi o ammaccature, a dispetto della sfera in uscita catapulttata dall&#8217;out da <strong>Bernardi</strong> per la zuccata a palombella di <strong>Lo Giudice</strong> e la deviazione pressoché in area piccola in caduta di Lelli a correzione del tracciante dell&#8217;ex Ferrara, praticamente una conclusione mal riuscita. In classifica la seconda vittoria stagionale vale quota 7; sabato prossimo alle 11 si riceve la Fiorentina, il 23 alle tre del pomeriggio si rende visita al Napoli all&#8217;Arena Giuseppe Piccolo di Cercola e il mese si chiude proprio al gong, nel posticipo di lunedì 31 ospitando il Verona alle classicissime tre pomeridiane.<br />
Lo spettacolo, al Centro Sportivo Bortolotti, seppur col numero 20 in voglia e in forma stratosferiche deve attendere oltre il quarto d&#8217;ora, quando un <strong>De Nipoti</strong> capace di acciuffare la quinta esultanza (3 dalla massima punizione, altrettanti gol consecutivi) telefona spostandosi dal vertice lungo la ripartenza innescata da un borseggio di <strong>Colombo</strong>. Manca un amen allo sblocco soprattutto psicologico, sulle ali di una qualità assoluta: recupero alto di Tavanti, le due punte ricamano e dispiegano il fazzoletto per l&#8217;imbucata del trequartista sterzata sul destro all&#8217;altezza del secondo palo. Alla mezzora la punizione di <strong>Muhameti</strong> deviata dalla barriera per il secondo corner, dal quale scaturisce il traversone a rientrare di Chiwisa per la schiacciata dritta per dritta di Guerini. Poi <strong>Ferretti</strong>, sul filtrante del fantasista-rompighiaccio, si mette alle calcagna di <strong>Stabile</strong> nel modo non consentito dal regolamento e il capitano trasforma mandando l&#8217;avversario a viole alla sua destra.<br />
Le chances si sono susseguite una dopo l&#8217;altra. Al 36&#8242; il passaggino al portiere da fuori della seconda punta atalantina favorito dal recupero di Chiwisa; tra 37&#8242; e 38&#8242; il migliore in campo si fa contrare in corner il sinistro dalla suola di David e a seguire allarga sullo smarcamento a due Colombo-Muhameti, oggetto del favore ricambiato a 5&#8242; dall&#8217;intervallo ma incapace di incrociare il tiro nonostante il tacco al contagiri del compagno.<br />
Se la prima frazione si chiude con la girata sul destro di <strong>Elefante</strong> al culmine del tiro dalla bandierina destra, la ripresa si apre immediatamente col botto vangando con voluttà l&#8217;area nemica. Il rigoricchio number two nasce dalla sventagliata del centrale destro nerazzurro per la sponda denipotiana, movimento utile all&#8217;aggancio del terzino sinistro cesenate a <strong>Palestra</strong>. I romagnoli non ammainano bandiera e le praterie si stendono sotto i tacchetti dei locali, salvo qualche allarme rosso a pelo d&#8217;erba: all&#8217;8&#8242; l&#8217;ala sinistra bianconera converge facendo alzare giusto un po&#8217; il gomito a Pardel, che poi s&#8217;impappina nel rinvio in scivolata spalancando lo specchio all&#8217;ingrato crossatore della metà delle reti dei suoi. Stabile sfiora il bis entrando come e quando gli pare, l&#8217;illusione dei Ceccarelli-boys di riaprirla svapora quasi subito. Niente da fare per il tentativo a due Ferrara-Ghinelli, appoggiato da mancina e finito addosso alla grande muraglia di <strong>Hecko</strong>; a una decina dal novantesimo Roaldsoy e la mezzala sinistra d&#8217;Albania trovano piedi e mani di troppo, mentre a una manita secca il portiere polacco chiude a Sette l&#8217;angolo di competenza<br />
sul suggerimento del volto noto. Se son Vorlicky, fioriranno.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Koopmeiners impallina il Torino: Atalanta in testa con la Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2022 20:43:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Atalanta – Torino 3-1 (1-0) ATALANTA (3-4-2-1): Musso; Toloi (cap., 35&#8242; st Ruggeri), Demiral, Okoli; Soppy, Koopmeiners, De Roon, Zappacosta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/09/IMG-20220901-WA0015.jpg"><p><strong>Atalanta – Torino 3-1 (1-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Musso; Toloi (cap., 35&#8242; st Ruggeri), Demiral, Okoli; Soppy, Koopmeiners, De Roon, Zappacosta (1&#8242; st Zortea); Ederson (13&#8242; st Lookman), Pasalic (35&#8242; st Malinovskyi); Zapata (37&#8242; pt Hojlund). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 42 Scalvini, 3 Maehle, 33 Hateboer, 9 Muriel. All.: Gian Piero Gasperini.<br />
<strong>TORINO (3-4-2-1):</strong> V. Milinkovic-Savic 6; Djidji 6, Buongiorno 6, Rodriguez (cap.) 6; Lazaro 6,5, Lukic 6, Linetty 6,5, Aina 5 (1&#8242; st Vojvoda 6); Seck 6,5 (30&#8242; st Radonjic sv), Vlasic 6,5; Sanabria 4,5 (22&#8242; st Pellegri 6). A disp.: 73 Fiorenza, 89 Gemello, 3 Schuurs, 6 Zima, 2 Bayeye, 14 Ilkhan, 21 Adopo, 28 Ricci, 36 Garbett. All.: Ivan Juric 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Di Bello di Brindisi 6 (Perrotti di Campobasso, Di Iorio del Verbano-Cusio-Ossola; IV Sacchi di Macerata. V.A.R. Marini di Roma 1, A.V.A.R. L. Rossi di Rovigo).<br />
<strong>RETI:</strong> 49&#8242; pt rig. e 2&#8242; st Koopmeiners (A), 32&#8242; st Vlasic (T), 39&#8242; st rig. Koopmeiners (A).<br />
<strong>Note:</strong> giro di campo d&#8217;addio per Josip Ilicic, che ha rescisso il contratto mercoledì. Ricordato Emiliano Mondonico, protagonista anche con Torino, Cremonese e Fiorentina, l&#8217;avversaria di stasera e delle prossime due giornate in casa dell&#8217;Atalanta. Serata uggiosa, spettatori 17.928 per un incasso di 347.582,46 euro. Ammoniti Aina, Zappacosta, Buongiorno e Vlasic per gioco scorretto. Tiri totali 12-8, nello specchio 5-2, parati 2-1, respinti/deviati 2-1, legni 2-2. Var: 1. Corner 7-2, recupero 4&#8242; e 3&#8242;.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> – Il vassoio di Pellegri trasformato in manicaretto da <strong>Vlasic</strong>? Un tardivo e innocuo incidente di percorso che non pregiudica alcunché di fronte al secondo, terzo e quarto stagionale di fila di Teun <strong>Koopmeiners</strong>, il risolutore di Verona e pure nell&#8217;infrasettimanale by night del quarto turno, dagli 11 metri due volte e a metà del guado su azione, ma sempre con una palla inattiva a dare il la ai fuochi d&#8217;artificio. Contro il <strong>Torino</strong> il vantaggio e la chiusura sono di rigore, ma <strong>l&#8217;Atalanta</strong> il successo con aggancio in <strong>vetta</strong> alla Roma se lo merita tutto. La brutta notizia è che <strong>Zapata</strong> (coscia sinistra?) s&#8217;è rifatto male di nuovo, la buona è l&#8217;esordio di <strong>Hojlund</strong>, bravo a procurarsi il calcio da fermo in occasione del raddoppio.<br />
Rompe il ghiaccio delle chance <strong>Linetty</strong> su scarico di Vlasic (2&#8242;) senza mandare in affanno Musso e il suo tuffetto in presa agevolato dalla smorzata di Demiral, mentre in capo a sei giri di lancetta è <strong>Toloi</strong> a cercare di sfruttare un tic-toc con la difesa altrui sganciando il mancino da fuori sotto le gambe di Buongiorno per il primo corner. L&#8217;apertura del capitano-mastino-regista poco oltre il quarto d&#8217;ora, invece, produce il conato di chi 33 minutini più tardi schioderà lo score davanti alla lunetta, deviato sopra la traversa dal fratello d&#8217;arte Milinkovic-Savic. Intorno al 26&#8242; un paio di break nerazzurri avrebbero miglior sorte se il mirino del mancino olandese, svettato sull&#8217;ammollo dal fondo del redivivo Zappacosta, che era out dal raduno del 4 luglio, non fosse troppo alto e il colombiano non si facesse ipnotizzare dall&#8217;estremo difensore granata dopo aver vinto il contrasto di puro fisico con Buongiorno.<br />
Prima che Duvan ceda alla coscia sinistra dolorante, ecco il festival dei <strong>legni</strong>. Uno per uno non fa male a nessuno: al 32&#8242; spaccata di <strong>Demiral</strong> su schema da corner con <strong>Ederson</strong> a pennellargliela, due corsette cronometriche e solo la sbarra verticale bianca (De Roon ci mette il suo) può fermare Seck dopo aver bruciato <strong>Okoli</strong> in un duello tutto fisico e gomiti. Di Bello, che lascia correre spesso e volentieri, finisce per fischiare il <strong>fuorigioco</strong> a Sanabria. Niente di che il tentativo di seconda di Linetty (Koop alza di schiena) su un traversone respinto di Lazaro o il terzo tempo del perno ospite sul primo tiro dalla bandierina (42&#8242;), brividi altresì per la girata nel sacco ravvicinata del croato nemico al 44&#8242; annullata per posizione irregolare del suo assistman <strong>Lukic</strong>, raggiunto ancora dallo scatenato ex interista. L&#8217;omologo del quale fa patatrac&nbsp; a metà del lato corto mettendo giù <strong>Soppy</strong> per lo spiazzante del vantaggio dal dischetto. L&#8217;ex Udinese fa in tempo a inventarsi il passaggino all&#8217;indietro perfetto per il tracciante dalla lunga che si spegne nell&#8217;angolino di competenza del numero 32 torinista con Lukic in traiettoria insieme a Buongiorno, autore del fallo sull&#8217;aitante danesino del 2003 e autore del disimpegno corto di piena fronte per dire no alla punizione del brasiliano arrivato dalla Salernitana. Il firmatario del palo altrui, al decimo, getta alle ortiche l&#8217;assist del partner di trequarti. Superato il ventesimo l&#8217;oriundo del Mato Grosso col 2 sulla schiena spacca la faccia inferiore del montante correggendo l&#8217;angolo da destra del superprotagonista, fotocopiato (ma sulla parte alta) alla mezzora da Linetty imbeccato all&#8217;indré grazie al borseggio al nigeriano di Vicenza da chi di lì a poco s&#8217;illuderà di aver riaperto la sfida. A 7&#8242; dal novantesimo <strong>Lazaro</strong> atterra <strong>Lookman</strong> nel duetto con Zortea dal vertice sinistro e RoboKoop firma la prima <strong>tripletta</strong> italiana. Lunedì prossimo la quinta giornata in casa del Monza tuttora a secco. E la successiva al Gewiss Stadium sarà contro un&#8217;altra &#8220;piccola&#8221;, la Cremonese. Si sogna e si vola: &#8220;Vinceremo il Tricolor&#8221;, canta la Curva Nord che prima del match aveva riservato la standing ovation al giro di campo d&#8217;addio di Ilicic.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Atalanta, con la Juve il pareggio è di rigore: 2-2, due braccia di troppo in difesa</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2020 21:48:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Juventus – Atalanta 2-2 (0-1) JUVENTUS (4-3-3): Szczesny 6; Cuadrado 6, De Ligt 6,5, Bonucci 6, Danilo 6 (12&#8242; st [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/07/Ruslan-Malinovskyi.jpg"><p><strong>Juventus – Atalanta 2-2 (0-1)</strong><br />
<strong>JUVENTUS (4-3-3):</strong> Szczesny 6; Cuadrado 6, De Ligt 6,5, Bonucci 6, Danilo 6 (12&#8242; st Alex Sandro 6); Rabiot 6, Bentancur 6,5, Matuidi 6 (37&#8242; st Ramsey sv); Bernardeschi 5 (13&#8242; st Douglas Costa 6), Dybala 7 (24&#8242; st Higuain 6), Cristano Ronaldo 6. A disp.: 31 Pinsoglio, 77 Buffon, 3 Chiellini, 24 Rugani, 5 Pjanic, 38 Muratore, 35 Olivieri. All.: Sarri 6.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Gollini 7; Toloi 7, Palomino 7 (30&#8242; st Caldara 6,5), Djimsiti 7; Hateboer 7, De Roon 6, Freuler 7 (30&#8242; st Tameze 6,5), Castagne 7,5; Gomez 8 (22&#8242; st Malinovskyi 7<br />
); Ilicic 6,5 (13&#8242; st Pasalic ), D. Zapata 7 (22&#8242; st Muriel 6,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 4 Sutalo, 7 Czyborra, 22 Bellanova, 90 E. Colley. All.: Gasperini 8.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Giacomelli di Trieste 6,5 (Del Giovane di Albano Laziale, Valeriani di Ravenna; IV Piccinini di Forlì. Var Irrati di Pistoia, AVar Schenone di Genova).<br />
<strong>RETI:</strong> 17&#8242; pt D. Zapata (A), 10&#8242; st rig. Cristiano Ronaldo (J), 35&#8242; st Malinovskyi (A), 45&#8242; st rig. Cristiano Ronaldo (J).<br />
<strong>Note:</strong> ammoniti Bernardeschi, Cuadrado, Pasalic, Rabiot e Hateboer per gioco scorretto. Var: 2 (silent check per petto-mani di Danilo su Ilicic, 22&#8242; pt, e per gomito di De Roon su cross di Dybala, 29&#8242; st). Occasioni 7-8, nello specchio 5-2, respinte/parate 4-1. Corner 2-4, recupero 2&#8242; e 3&#8242;.</p>
<p><strong>Torino</strong> – Sette su sette dalla ripresa post lockdown, sporca decina di bottini pieni in serie (dodici compresi gli ottavi di Champions col Valencia)? Niente da fare, per l&#8217;Atalanta nella tana della Juventus il pareggio è di rigore. Due ingenuità di De Roon e Muriel, assistman però del secondo vantaggio, vanificano gli sforzi per agguantare nuovi record. Due, comunque, centrati: 87 reti in campionato e 104 in stagione, più 1 rispetto al primato stabilito nel 2018-2019. Si resta al terzo posto a quota 67 punti, 1 dietro la Lazio: scudetto (76) ormai assegnato, resta il sogno Champions.<br />
Ci sono i Tre Tenori come contro la Samp ma non Gosens, bloccato dal flessore nel warm up e rimpiazzato da Castagne; di là, il falso nueve Dybala, al rientro dalla squalifica come De Ligt, parte sparato ondeggiando a destra in asse con Cuadrado, vedi chiusura fallosa di Palomino al 2&#8242;. Ma improvvisamente si destano i nerazzurri e il belga, eludendo l&#8217;esterno colombiano, centra al 6&#8242; per Zapata che di testa non incrocia alzando troppo la palla. Raddoppio cronometrico e la catena di destra Toloi-Hateboer prova ad aprire il lucchetto bianconero col servizio del tulipano a Ilicic, che da fuori allarga troppo il tracciante. Possesso e forcing producono il frutto sperato al minuto 17, che porta fortuna come non mai: borseggio di Freuler alla Joya, Gomez sterzando dopo una corsetta fa l&#8217;assist in verticale e Duvan tenendola bassa insacca tenendo alla larga Bentancur. La risposta dell&#8217;argentino di casa entro sessanta secondi è una girata poco oltre il vertice sinistro che non spaventa Gollini, il prosieguo un giropalla di marca juventina senza sbocchi, salvo break dei ragazzi in verde che se la giocano scioltissimi. Forse l&#8217;immagine più significativa della Dea è che nel confronto fra numeri 10 il Papu si piazza a uomo su Dybala esibendosi in un recupero pazzesco alla mezzora entro la lunetta della propria area. Al 31&#8242; il toro di Cali si eleva in ritardo sull&#8217;ammollo del Diavolo Rosso, cambio last minute dal rendimento sontuoso, mentre dietro Palomino devia in corner il diagonale di Dybala (33&#8242;) sul lancio da metà campo del regista basso di Sarri.<br />
A undici dalla pausa è invece la schiena di Matuidi a far impennare la botta di San Giuseppe, a un poker c&#8217;è l&#8217;offside del fantasista locale – sempre imbeccato dal suo terzino destro &#8211; sul servizio alla svettata in corsa comunque imprecisa di CR7. Nella ripresa, stesso leitmotiv dell&#8217;altro avvio, solo che la Juve insiste e dura di più, pur senza chances nitide. Al 4&#8242; Bernardeschi sgancia un tiraccio sulla seconda palla concessa dalla difesa per allontanare la punizione da sinistra dell&#8217;uomo di Laguna Larga, due minutini ed è Bentancur a dover stoppare in fallo di fondo il tiro-cross del capitano dei bergamaschi, pescato da Ilicic. Poi il caso da moviola: De Roon alza, pardon allarga il gomito (la prende sul braccio sinistro) sulla scodellata della Joya entro il vertice destro e Ronaldo dal dischetto non fallisce piazzandola nell&#8217;angolo a mezzo metro alla destra del portiere ospite. Dalla girandola delle sostituzioni spunta Pasalic per lo sloveno ed entra nella combinazione con Freuler e Zapata (21&#8242;) che mette in subbuglio la retroguardia nemica tanto che Szczesny deve sventare di piede. Di lì a poco Hateboer (alto) prende l&#8217;ascensore su angolo da destra del Papu. Al 25&#8242; sulla parata di corpo del Gollo su Cristiano c&#8217;è il fuorigioco di partenza di Higuain (sostituto del connazionale) dopo il recupero di Rabiot, ma i Gasp-boys ne hanno ancora. Al 29&#8242; Malinovsky, entrato insieme a Muriel, approfitta di un suo pallone rubato a De Ligt rifinito da Djimsiti sparando il radente a lato, poi (32&#8242;) è un balzo prodigioso dell&#8217;estremo atalantino a sbarrare il passo al bomber juventino (sinistro) sulla sventagliata da destra di Cuadrado. A dieci dal novantesimo, l&#8217;apertura da sinistra di Muriel innesca inserimento e destro di Malinovskyi per un sorpasso destinato a resistere pochino. 39&#8242;: Costa riceve dal Pipita e scarica centralmente da fuori, l&#8217;ucraino dal limite manca il bersaglio. Poi il patatrac di Muriel, che in posizione di terzino sinistro allunga la mano sinistra su Higuain, lesto ad agganciare l&#8217;ultimo angolo a favore, da sinistra, dell&#8217;uruguagio: CR7 non fallisce nemmeno la seconda volta. Peccato, ma da martedì notte ospitando il Brescia si può ritentare la scalata al ruolo da runner up.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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