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	<title>2016-2023 &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Gasp, sette anni oggi da mister dei mister</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jun 2023 15:07:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Un maestro di calcio&#8221;, parola di Antonio Percassi. &#8220;Insieme ci divertiremo&#8221;, la risposta dell&#8217;interessato. Questo stesso giorno, sette anni fa, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2016/06/Gasperini1.jpg"><p><em>&#8220;Un maestro di calcio&#8221;</em>, parola di Antonio <strong>Percassi</strong>. <em>&#8220;Insieme ci divertiremo&#8221;</em>, la risposta dell&#8217;interessato. Questo stesso giorno, <strong>sette</strong> anni fa, fu il giorno dei giorni. Soltanto che non poteva saperlo nessuno. Gian Piero <strong>Gasperini</strong> fu ufficializzato quale nuovo allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> e la cosa incredibile, anche a distanza di tempo, è che la prima scelta per la panchina di una squadra fin lì abituata alla salvezza o poco oltre non era mica lui. A portarlo a <strong>Bergamo</strong>, dovrebbe deliziato tutti con sei qualificazioni alle competizioni Uefa, la metà delle volte la Champions League e per di più consecutive, il gran rifiuto di Rolando <strong>Maran</strong>, rimasto al <strong>Chievo</strong> davanti all&#8217;insalata mangiata a pranzo dal presidente Luca <strong>Campedelli</strong>.</p>
<p>La clivensizzazione della Dea pareva comunque netta, a partire dal responsabile dell&#8217;area tecnica Giovanni <strong>Sartori</strong> per chiudere col responsabile del settore giovanile Maurizio Costanzi, che dal 1° luglio sarà sostituito dall&#8217;interista in fuga Roberto <strong>Samaden</strong>, passando per Alberto <strong>Paloschi</strong>, cividatese richiamato per l&#8217;occasione dalle vacanze a Ibiza dopo una pessima mezza stagiona gallese allo Swansea. Il Palo fu una delusione, il mix tra prestiti di ritorno formati nel vivaio (Conti, Caldara, Gagliardini e Kessie), italiani in cui le case madri non avevano creduto (Spinazzola, Petagna) e stranieri di fama (Gomez, Kurtic) invece no. Sarebbe poi venuta l&#8217;era di Hateboer, Castagne, Gosens, Palomino, <strong>Ilicic</strong>, Cristante, Zapata e Muriel fino ai <strong>Koopmeiners</strong>, Ederson, <strong>Hojlund</strong> e Lookman del presente.</p>
<p>Una squadra multiforme e proteiforme che il Mago di Grugliasco ha saputo rivoluzionare pur senza rinunciare mai al proprio crede, difesa a tre, mediana a due e poi ci si diverte tra formule tipo il <strong>quadrilatero</strong> coi due trequartisti dietro una punta sola quando in infermeria ce ne sono troppe. <strong>De Roon</strong> a protezione della diga e tre cursori, alla Loco Bielsa. Dalla sua, al netto dei 400 milioni di <strong>plusvalenze</strong>, i numeri sul campo: 168 vittorie su 330 partite, quasi il 51 per cento, 81 pareggi e altrettante sconfitte, tre terzi posti di fila. Sorpresi per il prolungamento fino al 2025 con opzione, a dispetto delle presunte incomprensioni con la neo (com)proprietà americana insediatasi due febbrai or sono? Noi nemmeno un po&#8217;.</p>
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