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	<title>23 aprile &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Due anni senza Mino Favini. Ma il suo esempio è immortale</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2021 11:39:29 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2013/06/favini.jpg"><p><strong>Due</strong> anni fa, questo stesso giorno, il <strong>23 aprile</strong>, ci lasciava <strong>Mino Favini</strong>. Fermo per l&#8217;anagrafe e anche nei suoi principi immarcescibili: crescere l&#8217;uomo prima ancora del <strong>calciatore</strong>. Guru del vivaio di Zingonia per quasi un quarto di secolo, dalla prima presidenza di Antonio <strong>Percassi</strong> alla seconda, quella della mietitura succulenta dopo decenni di semina, il <strong>Mago di Meda</strong> in realtà non ci ha mai abbandonato, illuminandoci del suo esempio umano e professionale. Tant&#8217;è vero che nella sede dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, società con cui il responsabile del settore giovanile dal 1991 al 2015 ha sempre tenuto un rapporto che rasentava la reciproca donazione di organi, c&#8217;è <strong>l&#8217;Accademia</strong> che porta il suo nome.</p>
<p>Oggi è tempo di ricordi, ben oltre la nota di commemorazione sul sito ufficiale. &#8220;Indimenticabile Mino Favini&#8221;, s&#8217;intitola. <em>&#8220;Mino Favini, un maestro indimenticato e indimenticabile. I suoi insegnamenti, la sua gentilezza ed il suo sorriso ci accompagnano sempre, oggi, nel secondo anniversario della sua scomparsa, in modo ancora più struggente. Il Presidente Antonio Percassi e tutta la famiglia atalantina ricordano il grande Mino con immutato affetto ed immensa gratitudine&#8221;</em>. Al &#8216;Mago di Meda&#8217;, dov&#8217;era nato il 2 febbraio 1936, è intitolata l&#8217;Accademia Favini, il plesso in sede a Zingonia al servizio del vivaio, dal 27 aprile di due anni fa, inaugurata ufficialmente il 14 novembre successivo. </p>
<p>In precedenza calciatore nerazzurro nel biennio 1960-1962 dopo esserlo stato con Meda, Como e Brescia prima di chiudere nella Reggiana, lavorò anche per il settore giovanile lariano. Tra i talenti scoperti, Fontolan, Vierchowod, Borgonovo e Simone a Como, Tacchinardi, Morfeo, i gemelli Zenoni, Zauri, Pelizzoli, Donati, Pazzini, Montolivo, Bonaventura, Caldara, Conti e Gagliardini tra i bergamaschi. E chissà, oggi, quanto sarebbe stato felice di assistere alle infornate senza posa di plusvalenze su due gambe. Che lui, come faceva con <strong>Pinardi</strong>, per lui Alex e basta, di gran lunga il suo prediletto, chiamava solo per nome. E considerava bravi ragazzi, i suoi ragazzi. Che fossero campioni o no, poco importava.</p>
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