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	<title>27a &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Le pagelle col Venezia: De Ketelaere sembra in crisi, in due fino alla fine ci credono</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Mar 2025 17:07:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;esangue Charles De Ketelaere è il peggiore in campo. I mai domi Sead Kolasinac e Davide Zappacosta, quest&#8217;ultimo fermo al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/03/c6236d6a-c7c6-42bb-9ca9-7c1e6d67c367-1.jpeg"><p>L&#8217;esangue <strong>Charles De Ketelaere</strong> è il peggiore in campo. I mai domi <strong>Sead Kolasinac</strong> e <strong>Davide Zappacosta</strong>, quest&#8217;ultimo fermo al palo nel primo tempo, invece, i migliori per un&#8217;Atalanta da prova di maturità ij chiave scudetto rimandata al <strong>ciclo di ferro Juve-Inter-Fiorentina-Lazio</strong> spezzato a metà dall&#8217;ultima sosta per le Nazionali. Si produce ma non si segna. E dall&#8217;ultimo bottino pieno casalingo con l&#8217;Empoli, il 3-2 del 22 dicembre, <strong>4 punti su 5 partite</strong> (e secondo occhiale dopo il Cagliari) davanti al pubblico amico: un amuleto al rovescio?</p>
<p><strong>Carnesecchi 6:</strong> niente miracoli su Zerbin e Yeboah che ci arrivano molli e/o scoordinati. Bene nelle pochissime uscite.</p>
<p><strong>Posch 6:</strong> misure non perfette, due fasi passabili. Ma Kossounou è tutt&#8217;altra cosa (28&#8242; st <strong>Pasalic 6</strong>: la sfiora in gioco aereo per poi guidare uno sterile assalto).<br />
<strong>Djimsiti 6,5:</strong> perno ideale quando non c&#8217;è Hien, quantunque mai costretto agli straordinari. Mezzo voto in più per la gestione ottimale della diffida. Ottavo per presenze in nerazzurro in A a quota 210, più 1 sul Papu Gomez (davanti, De Roon 296, Angeleri e Bellini 281, Toloi 249, Roncoli 229, Pasalic 220, Ferron 2017); decimo nelle assolute con 277 (davanti, Bellini 435, De Roon 385, Bonacina 331, Angeleri 324, Doni 323, Toloi 309, Roncoli 305, Ferron 294 e Pasalic 288).<br />
<strong>Kolasinac 7:</strong> argina e riparte, creando l&#8217;asse preferenziale con lo sprecone Lookman.</p>
<p><strong>Cuadrado 6,5:</strong> spinge a più non posso, duetta bene anche col quasi ectoplasmatico CDK, conclude in porta e becca il secondo legno del sabato pomeriggio (14&#8242; st <strong>Bellanova 6:</strong> meno verve del compagno che ha una dozzina d&#8217;anni in più).<br />
<strong>Ederson 6,5:</strong> efficace quasi solo nei recuperi, anche d&#8217;una decina di metri, al netto del primo pallone giocabile per l&#8217;attaccante più vivace e pure più sprecone.<br />
<strong>De Roon 6:</strong> la media tra la palla persa e il recupero su Zerbin nella prima metà. Non combina &#8216;sto granché, costretto com&#8217;è ad arretrare a terzo di destra dai cambi infruttuosi.<br />
<strong>Zappacosta 7:</strong> dà più di tutto finendo per smarrire lucidità, ma sempre meno di altri. Fermo al palo, che peccato: sarebbe cambiata la storia non solo di una partita stregatissima (42&#8242; st Ruggeri sv).</p>
<p><strong>De Ketelaere 5:</strong> molle ed esangue, non c&#8217;è verso che arrivi per primo su una seconda palla, senza essere un falco nemmeno sulle prime. Asseconda bene Cuadrado a inizio ripresa prima di sparare su Radu la pallonessa dell&#8217;altra ala (15&#8242; st <strong>Maldini 5,5:</strong> pimpante all&#8217;ingresso, finisce per incartarsi e arretrare alla ricerca dell&#8217;attrezzo. Un rimpallino e poco più alla seconda presenza dal quarto di Coppa Italia col Bologna).<br />
<strong>Retegui 6:</strong> mira storta, perché se le due in gioco aereo mica erano semplici, il rimorchio del colombiano era da schiaffare in porta. Spesso lottava contro tre (28&#8242; st <strong>Samardzic 6:</strong> cerca d&#8217;accendersi ma il bulbo si scalda poco).<br />
<strong>Lookman 6:</strong> livelli prestazionali vicini al massimo, alla fine a fregarlo è il mirino appannato. Quella sponda di Kolasinac da azione d&#8217;angolo era impossibile da non tramutare in oro. E ora la corsa all&#8217;impossibile si frena.</p>
<p><strong>All. Gasperini 6:</strong> l&#8217;impressione è che dal gruppo, lasciato incompleto e incompiuto dal terrificante mix infortuni-mercato di riparazione, stia già ricavando il centocinquanta per cento. La lucidità è importante, anzi decisiva. In campo non ci va lui e nemmeno i correttivi risultano azzeccati, pur non essendoci obiettivamente altra scelta. I risultati incidono sul voto: abbattendo il Venezia anche di corto muso avrebbe preso almeno sette.</p>
<p><em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Ramaj non basta, Primavera ancora sconfitta: la spunta il Milan</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 18:59:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[27a (8a R) Primavera 1 &#8211; Milano, Centro Sportivo Vismara Puma House of Football &#8211; lunedì 24 febbraio (ore 18) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/11/Primavera-Stoccarda-YL-formazione-meta-campo.jpeg"><p>27a (8a R) Primavera 1 &#8211; Milano, Centro Sportivo Vismara Puma House of Football &#8211; lunedì 24 febbraio (ore 18)<br />
<strong>Milan Under 20 &#8211; Atalanta Under 20 2-1 (1-0)</strong><br />
<strong>MILAN (4-3-3):</strong> Longoni 6,5; Magni 6,5, Paloschi 7, Perera 6; Hodzic 5,5, Eletu (cap.) sv (11&#8242; pt Ossola 7), Comotto 6; Bonomi 7 (39&#8242; st Vladimirov sv), Turco 6 (33&#8242; st Scotti 6), M. Ibrahimovic 6,5 (33&#8242; st Liberali 6). A disp.: Colzani, Perin, Perrucci, Skoczylas, Di Siena, Frugnoli, Siman. All.: Federico Guidi 6,5.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Pardel 6,5; Gobbo 6 (39&#8242; st Bonsignori Goggi sv), Tavanti 6,5, Ramaj 7; Arrigoni 6,5 (17&#8242; st Idele 6,5), Steffanoni 6, Gariani 6 (35&#8242; st Capac sv), Simonetto 7; Bonanomi (cap.) 6,5; Baldo 6 (1&#8242; st Cakolli 6), Fiogbe 6,5. A disp.: Zanchi, Ghezzi, Galafassi, Mensah, Bilać, Camara, Damiano. All.: Giovanni Bosi 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Drigo di Portogruaro 6,5 (Roncari di Vicenza e Cerrato di San Donà di Piave).<br />
<strong>RETI:</strong> 25&#8242; pt Ossola (M), 14&#8242; st M. Ibrahimovic (M), 19&#8242; st Ramaj (A).<br />
<strong>Note:</strong> mezza sera con leggera foschia, spettatori 100. Ammoniti Ramaj, Comotto, Parmiggiani, Simonetto e Liberali per gioco scorretto, Guidi (all. M.) al 7&#8242; st per proteste. Espulso al 45&#8242; st Parmiggiani per somma di ammonizioni (gioco scorretto). Tiri totali 9-17, nello specchio 5-5, parati 3-3, respinti/deviati 2-7. Corner 1-12, recupero 3&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Milano</strong> &#8211; Nemmeno l&#8217;ultimo arrivo Dion <strong>Cakolli</strong> dal Winterthur riesce a sovvertire la nuova china pericolosa della Primavera dell&#8217;Atalanta, sconfitta la terza volta di fila in casa del <strong>Milan</strong> dopo aver rimediato 0 punti anche con Lazio e Fiorentina. Non basta il guizzo di Gabriel <strong>Ramaj</strong>, il tutto pur avendo giocato meglio e creato di più. Il calendario europeo intersecato a quello interno propone mercoledì 5 marzo l&#8217;impegno nell&#8217;ottavo di Youth League a Trebisonda, a metà tra il Bologna da ospitare a Zingonia (ad Alzano non si gioca più) il primo del mese sabato alle 11 e la trasferta dal Genoa domenica 9 alle 15. Il Lecce arriverà in Bergamasca il festivo successivo, ma sempre in orario mattutino.</p>
<p>Se il primo squillo è al decimo col movimento di Magni a trarre in inganno Fiogbe davanti al secondo palo sul gran lavoro da destra del discesista Baldo, sterzato verso il fondo per l&#8217;appoggio destro dopo lo scambio con Bonanomi, entro due minuti la seconda rimessa in serie di Arrigoni pesca il rimorchio del beninese per Simonetto che ci arriva col piede debole allargando dal dischetto. Alle soglie del quarto d&#8217;ora la risposta è un tiro in porta del mancino Turco, pescato in lunetta da Bonomi, che richiede il tuffetto in presa di Pardel. L&#8217;uscita avventata dal basso di Gariani trova la smorzata di Ramaj opposta all&#8217;ala destra di casa oltre metà frazione a rimettere a posto le cose, ma Ossola, il cambio del regista titolare Eletu, sfrutta la corta respinta mancina di Steffanoni sullo schema da rimessa tra Magni e il centravanti rossonero per piazzare nell&#8217;angolino alla destra del polacco utilizzando la stessa estremità, nel suo caso la più congeniale.</p>
<p>Oltre la mezzora, a tiro della spizzata di Tavanti nel vuoto sullo schema Bonanomi-Simonetto, ecco l&#8217;anticipo di Paloschi che impedisce alla discesa dell&#8217;esterno sinistro di raggiungere Baldo in scia al triangolo con Fiogbe. A recupero iniziato anche per le cure a Baldo per il bopdy heck gratuito di Ibra jr., ecco la punizione fuori specchio di Simonetto guadagnato sulla spallata di Comotto dal suo capitano che poi si vede deviare in angolo il rientro verso il vertice destro. Il pretenzioso tacco impennatosi di Gariani a ruota del gioco tra quinti segna la metà gara. In avvio di ripresa forcing atalantino con Fiogbe a far ammonire Parmiggiani e Simonetto a ottenere un secondo corner sulla deviazione paloschiana, saracinesca per il suo tiro dal limite di seconda verso la cinquina cronometrica. Al settimo gran riflesso di Longoni per negare il pari ad Arrigoni sul corner corto in corsa di Bonanomi da sinistra, poi l&#8217;errore di mira senza punire l&#8217;errore in uscita della quasi omonima ala destra locale.</p>
<p>Gol sbagliati, raddoppio preso alla prima chance altrui. Gariani per poco non segna, con deviazione del portiere dei meneghini, allungando la scarpa dove il campo finisce per incrociare il controbalzo di Candas imbeccato dalla bandierina sinistra, e così Maximilian Ibrahimovic può insaccare il sinistro sotto la traversa chiamatogli dall&#8217;altra punta esterna. Ramaj dimezza comunque in acrobazia girando in porta in caduta sul controcross di Idele su cui saltano anche Tavanti e il nuovo dopo lo schema bonanomiano allontanato e subito dopo, al ventesimo invece Longoni evita il 2-2 con l&#8217;aspirante autogoleador Hodzic a deviare sciaguratamente il radente di Simonetto.</p>
<p>Al 23&#8242; Turco salva sulla linea il gioco aereo del difensore bergamasco da azione d&#8217;angolo con Tavanti a caricare il portiere. Verso la mezzora lo stesso centrattacco non è zuppa né pan bagnato sul tocco di Bonomi, poi Idele riprende la respinta dal nono corner senza vedere la porta. All&#8217;ottantesimo è troppo fiacco lo stacco di Simonetto da centro aerea sulla traiettoria alla bandierina sinistra di Bonanomi; due lancette e due muri addosso a Fiogbe, destro e sinistro in mischia da palla inattiva. A un tris dal novantesimo, Paloschi alza l&#8217;ascensore chiamatogli da fermo da Liberali col mancino a rientrare; a uno e mezzo, il solletico di Idele per la presa a mezz&#8217;aria sulla rimessa di Simonetto spondata di piede dal nuovo avanti svizzero. Il gomito di Parmiggiani in testa a Cakolli vale un secondo cartellino con doccia anticipata, la discesa di Perera vale un tiretto in porta al 2&#8242; di recupero. Lo stesso dicasi per Ossola. Peccato per la Baby Dea, risucchiata nella lotta per evitare retrocessione e playout perché raggiunta a quota 30 dal Cesena quintultimo.</p>
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		<title>Col Bologna occhio a La Penna, il presunto portafortuna</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Feb 2024 13:05:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[designazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Bergamo, 21 luglio 2020, Atalanta-Bologna senza pubblico per il Covid-19. Al 62&#8242;, assist di Duvan Zapata e la risolve Luis [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/07/FedericoLaPennak_5G6cxtt48m.jpg"><p>Bergamo, 21 luglio 2020, <strong>Atalanta-Bologna</strong> senza pubblico per il Covid-19. Al 62&#8242;, assist di Duvan Zapata e la risolve Luis Muriel. Lo stesso match winner dell&#8217;ultima volta con Federico <strong>La Penna</strong>, un portafortuna a giudicare dal ruolino di marcia dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> con lui a fischiare. Non foss&#8217;altro perché la squadra nerazzurra, col <strong>designato</strong> della <strong>ventisettesima</strong> contro i rossoblù di <strong>Thiago Motta</strong> domenica 3 marzo alle 18 al Gewiss Stadium, è stata due volte vittoriosa contro il <strong>Milan</strong> a Bergamo, l&#8217;ultima volta il 9 dicembre scorso grazie al <em>taconazo</em> del transfuga in Florida allo scadere per un 3-2 esaltante (38&#8242; e 55&#8242; Lookman, 45&#8217;+3&#8242; Giroud, 80&#8242; Jovic e 95&#8242; Lucho; espulso Calabria al 93&#8242;).</p>
<p>Esiste un altro precedente col <strong>Bologna</strong>, stavolta al &#8220;Dall&#8217;Ara&#8221;, il 2-1 atalantino il 4 novembre <strong>2018</strong> con Mancini e Zapata, fino ad allora a secco in campionato, a rimontare Mbaye.&nbsp;Il rischio di considerare l&#8217;arbitro romano, 40 anni lo scorso 7 agosto, un amuleto su due gambe è confortato dalla circostanza che la Dea ci ha <strong>vinto 8 gare dirette su una decina</strong> piena. Un pari col Chievo all&#8217;esordio nel lontano 2013 e il ko interno con la Spal nel 2020 le uniche eccezioni. La Penna, della sezione Roma 1, sarà coadiuvato da&nbsp;Fabiano Preti di Mantova e Christian Rossi di La Spezia; quarto ufficiale Manuel Volpi di Arezzo, V.A.R. Paolo Valeri di Roma 2, A.V.A.R. Marco Serra di Torino.</p>
<p>Memorabile, tra le partite in questione, la <strong>semifinale</strong>&nbsp;di ritorno di Coppa Italia vinta a domicilio 3-1 sul&nbsp;<strong>Napoli</strong>: Zapata e Pessina entro l’intervallo, Lozano e ancora il monzese nella ripresa. Era il&nbsp;<strong>10 febbraio di tre anni fa</strong>, la nona e penultima partita dell’<strong>Atalanta</strong> diretta del fischietto capitolino. Ancor più da ricordare la cinquina ai rossoneri i<strong>l 22 dicembre 2019</strong>, sempre sotto la Maresana: Gomez nel primo tempo, Pasalic, doppio Ilicic e Muriel nel secondo. Il 5 dicembre precedente, vittoria a Cagliari col rigore sempre di Muriel.&nbsp;</p>
<p>Resta però famosa la sconfitta interna cogli estensi, poi retrocessi, del 20 febbraio 2020, Ilicic ribaltato dall’ex Petagna e Valoti. L’8 gennaio 2017, invece, il 4-1 a Verona (2 Gomez, Conti e Freuler) col Chievo, avversario pure all’esordio col direttore di gara di domani nel 2-2 sotto le Mura il 19 maggio 2013 all’ultima giornata (Stendardo, Thereau, Giorgi, Thereau) con Stefano Colantuono ancora saldo sulla panchina nerazzurra. Chiude il quadretto il tris in Coppa Italia (Raimondi, Grassi, Pesic) al Pescara il 30 novembre 2016. 4 vinte, 3 pareggiate e 7 perse, infine, il record bolognese negativo con La Penna. Come si evince dallo screenshot da <em><strong>Transfermarkt</strong></em>, però, ultimamente a Motta è andata bene: ottavo di Coppa Italia vinto in rimonta il 20 dicembre a San Siro con l&#8217;Inter con Beukema e Ndoye a replicare a Carlos Augusto nel secondo supplementare e, ancor prima, corto muso con la Lazio (Ferguson) e occhiali a Verona.</p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/02/La-Penna-Bologna.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-146631" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/02/La-Penna-Bologna.png" alt="" width="1014" height="626" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/02/La-Penna-Bologna.png 1014w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/02/La-Penna-Bologna-300x185.png 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/02/La-Penna-Bologna-768x474.png 768w" sizes="(max-width: 1014px) 100vw, 1014px" /></a></p>
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		<title>A Verona l&#8217;AlbinoLeffe s&#8217;illude per 6 minuti scarsi: 1-1</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Feb 2024 17:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Serie C]]></category>
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		<category><![CDATA[8a di ritorno]]></category>
		<category><![CDATA[AlbinoLeffe]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Munari]]></category>
		<category><![CDATA[Girone A]]></category>
		<category><![CDATA[Stadio Gavagnin-Nocini]]></category>
		<category><![CDATA[virtus verona]]></category>
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					<description><![CDATA[Virtus Verona &#8211; AlbinoLeffe 1-1 (0-0) VIRTUS VERONA (3-5-2): Sibi 6; Cabianca 7, Mazzolo 6,5 (17&#8242; st Manfrin 6,5), Ntube [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/02/Al-at-Virtus-VR.jpg"><p><strong>Virtus Verona &#8211; AlbinoLeffe 1-1 (0-0)<br />
VIRTUS VERONA (3-5-2):</strong> Sibi 6; Cabianca 7, Mazzolo 6,5 (17&#8242; st Manfrin 6,5), Ntube 6; Amadio 6,5 (32&#8242; st Vesentini 6), Zarpellon 6,5, Metlika 6,5, Begheldo 6 (16&#8242; st Danti 6,5), Daffara (cap.) 6; Ceter 6 (39&#8242; st Zigoni sv), Menato 6 (16&#8242; st Gomez Taleb 5,5). A disp.: 1 Zecchin, 12 Voltan; 23 Toffanin, 34 Ronco, 42 Lodovici, 70 Demirovic, 97 Ambrosi. All.: Luigi Fresco 6,5.<br />
<strong>ALBINOLEFFE (3-5-2):</strong> Marietta 6,5; Borghini (cap.) 6,5, Milesi 6,5, Gatti 6; Munari 7, Agostinelli 6 (16&#8242; st Saltarelli 6), Brentan 6,5, Doumbia 5,5 (1&#8242; st Zanini 6,5), Piccoli 6; Muzio 5,5 (1&#8242; st Longo 6,5), Zoma 6,5 (39&#8242; st Arrighini sv). A disp.: 1 Pratelli, 72 Moleri; 16 Gusu, 19 Angeloni, 30 Baroni, 42 Allieri. All.: Giovanni Lopez 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Gandino di Alessandria 6 (El Filali di Alessandria, Cardinali di Perugia; IV Casali di Cesena).<br />
<strong>RETI:</strong> 21&#8242; st Munari (A), 27&#8242; st Cabianca (V).<br />
<strong>Note:</strong> minuto di silenzio per i morti e i feriti del cantiere di Firenze. Pomeriggio leggermente coperto, spettatori 328. Ammoniti Mazzolo, Agostinelli e Gatti per gioco scorretto, Lopez (all. A,) al 30&#8242; st per proteste. Espulso Lopez (all. A.) per reiterate proteste al 31&#8242; st. Occasioni da gol 11-4, tiri totali 14-6, parati 6-1, respinti/deviati 2-1. Corner 8-2, recupero 0&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Verona</strong> &#8211; Le illusioni, quando durano sei giri di lancetta scarsi, fanno male fino a un certo punto. Perché con sei-sette assenti a turno è tutta manna, specie nella tana di avversari che in classifica ti guardano dall&#8217;alto in basso e in campo non è che ce la facciano così facilmente. La catena di destra <strong>Borghini-Zoma</strong> con velo di <strong>Longo</strong> sgancia in fronte alla <strong>Virtus Verona</strong> l&#8217;anello diamantato di un <strong>Munari</strong> (di giustezza, a fil di palo, portiere immobile) spostato sul centrosinistra e in vena di primizie, ma il chiavistello di stanza al &#8220;Gavagnin-Nocini&#8221; angolo-testa a mezz&#8217;altezza a palombella Manfrin-<strong>Cabianca</strong> a sua volta chiude all&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong> la strada della quinta vittoria esterna che avrebbe fatto dieci totali. L&#8217;anticipo dell&#8217;ottava di ritorno, giocato discretamente e con concentrazione nella ripresa salvo la palla inattiva da pari e patta, fa salire la Bluceleste a 34 punti in coda al doppio ko con Legnago e Atalanta Under 23, privando la prossima sfida tra le mura amiche dello squalificato Gatti. I playoff meglio considerarli un sogno da accantonare in attesa di tempi migliori, leggi coperta un po&#8217; meno corta dell&#8217;attuale (Gusu in panchina, Marchetti, Giorno e Carletti ko, Genevier e Toma stagione finita): il verdetto recita 1 lunghezza in più dello stessa tranche del girone d&#8217;andata (9 a 8), segno che il passo si sta riaccorciando.<br />
Se il mese si chiude dalla pericolante <strong>Alessandria</strong> (sabato 24, 18.30), fino a metà marzo ecco la vera prova del nove con un pokerino calato in due settimane: <strong>Giana-Arzignano-Novara-Padova</strong> (venerdì 1, 20.45; sabato 5, 18.30; domenica 10, 18.30; venerdì 15, 20.45), in rigida alternanza casa-trasferta. A quel punto la classifica e le prospettive dovrebbero essere ben delineate, mancando 8 turni al gong della stagione regolare. Prima occasione firmata <strong>Doumbia</strong> al quinto, anche se gliela confeziona Zoma in combutta col mediano che perde palla e il perno che la rinvia a favore di sinistro alto della mezzala in rosso-giallo. Entro il tris d&#8217;orologio, invece, seppur un bel segnale, non si può definire letale la svettata a campanile servita da <strong>Munari</strong> nello schema a due da rimessa laterale con <strong>Agostinelli</strong>, anche perché <strong>Sibi</strong> deve scomodarsi per non dover rinviare dal fondo. Se il primo pericolo molto relativo dei padroni di casa è la palla dentro di Zarpellon contesa a Menta da Borghini poco dopo l&#8217;avvio, il secondo suona l&#8217;allarme rosso in corsia, perché dal rimpallo del pendolino ospite con <strong>Daffara</strong>, ex al pari di <strong>Ntube</strong> e del panchinaro Danti, scaturisce la corsa di <strong>Ceter</strong> con botta sopra la traversa pressoché incontrastata verso il limite.<br />
Siamo al quarto d&#8217;ora e un pokerino più tardi la chiamata di Brentan dalla zolla ferma innesca la sponda di schiena di Gatti per il doppio &#8220;mani&#8221; Daffara-Zoma con offside chiamato alla punta bergamasca. Quindi, per provare a vincere la relativa noia, l&#8217;angolo da sinistra di Metlika smanacciato da Marietta oltre il ventesimo. Fa sicuramente di più la squadra di casa, ma solo perché i Lopez-boys hanno il manico scivoloso. Vedi lo stesso Momo che a destra la regala a <strong>Begheldo</strong> che asseconda il taglio con destro secco di <strong>Zarpellon</strong>, rintuzzato in due tempi dall&#8217;ultimo ostacolo giusto perché è da poco meno di venti metri e verso il palo di competenza. L&#8217;ex alessandrino tra i legni è imbattibile due volte di più, al 34&#8242; e oltre, quando dimostra riflessi felini per tenere gli occhiali inforcati sia sulla sulla rovesciata di <strong>Menato</strong> chiamata da Amadio che sul tap-in di piattone mancino di controbalzo de tiratore precedente, intervenuto sulla sua stessa smanacciata per allontanare l&#8217;ennesimo corner a rientrare. A 6&#8242; dalla pausa, però, è Piccoli, il match winner dell&#8217;andata, a non bissare la prodezza a campi invertiti, causa controllo difficoltoso e tiro a corpo sbilanciato all&#8217;indietro vanificando dall&#8217;area il lavoro da destra di Zoma che aveva messo la freccia.<br />
Inizia la <strong>ripresa</strong> e subito Begheldo libera al destro Mazzolo da calcio d&#8217;angolo, ma il tiro è da dimenticare allargandosi su un rimbalzo di troppo (3&#8242;). L&#8217;affanno seriano rischia di superare i livelli di guardia: al decimo, con la difesa locale ribaltata totalmente, il cross di Cabianca dal centrosinistra costringe il risolutore di Zanica a rifugiarsi dalla bandierina per evitare il tiro aperto di Mazzolo e Ceter, libero di librarsi in aria e in aerea, colpisce con la sommità del capo. Scollinato il quarto d&#8217;ora, la chance mancata dalla new entry <strong>Longo</strong> in tuffo sul pallone tagliato di <strong>Munari</strong>, merito anche della diagonale efficace di Daffara, invertitosi con Amadio, per chiudergli la via. Prove generali, col senno del poi, visto che a rivoluzione tecnico-tattica consumata si consuma anche il vantaggio con lo spostamento del capitano a tutta fascia e del goleador di giornata a mezzala sinistra con licenza di uccidere. Tanto che Daffara, virato a braccetto destro per le opposte strategie di Fresco, cade letteralmente ai piedi del marcatore bergamasco. Se lo sbuffo caccia-pari di Manfrin da fuori su lavorìo di Metlika è una telefonata (23&#8242;), il sinistro in caduta proprio dell&#8217;ex con la fascia al braccio fa quantomeno volare Marietta (25&#8242;) sul la dell&#8217;altro volto noto Danti. Basta il settimo corner e c&#8217;è da ricominciare daccapo, magari non come Piccoli che rientra sul destro per sganciarla ai dirigibili convergendo dal vertice sprecando l&#8217;apertura di Momo (29&#8242;).<br />
Mister Lopez ne dice una in eccesso al direttore di gara, l&#8217;ex mezzapunta ballata una sola stagione (2015/16) sbaglia il gol del sorpasso per suggerire in seguito l&#8217;ascensore a Gomez (fuori centro), cosa che riesce a Zarpellon a una decina dal novantesimo nel senso che almeno vede la porta. Sipario e tutto sommato va bene così.</p>
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