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	<title>40 milioni &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Atalanta, la big provinciale tradita da Kulusevski. Oltre il Var, la plusvalenza che fa male</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2021 09:42:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Simone Fornoni Battistrada e assist per il nuovo sorpasso. Quello decisivo. E così il trofeo lo alza il nemico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/05/kulusevski-22.jpg"><p><strong>di <em>Simone Fornoni</em></strong><br />
Battistrada e assist per il nuovo sorpasso. Quello decisivo. E così il trofeo lo alza il nemico di turno, due anni dopo il tentativo precedente. La <strong>provinciale</strong> può consolarsi con l&#8217;orgoglio di aver sfornato l&#8217;ennesimo <strong>grande giocatore</strong>. Facendoselo pure pagare caro. La <strong>big</strong> che è diventata in questo quinquennio gasperiniano, invece, smadonnare per averlo a suo tempo lasciato andare. Per non dire <strong>bocciato</strong>. Roba da schizofrenia pura, perché chi ci ha smenato in una sola serata, pur con <strong>40</strong> milioni in più in tasca, è sempre l&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Perché il suo killer di Coppa Italia, <strong>Dejan Kulusevski</strong>, inquadrabile fin troppo facilmente come ex al veleno, visto quel dito portato alla bocca a mo&#8217; di esultanza, dal profeta del nuovo e infinito corso nerazzurro ai tempi ricevette in regalo 102 minuti distribuiti su tre apparizioni in croce da journeyman. Per farsi poi spedire altrove, a <strong>Parma</strong>, dove ha trovato la consacrazione tanto da farsi appetire da chi oltre il blasone ha pure i soldi da spendere.</p>
<p>Una cessione che ha fatto benone alla <strong>reputazione</strong> e alle casse societarie: si fanno crescere campioni, si offre loro la rampa di lancio e via, a gonfiarsi il portafoglio per reinvestire in elementi pronti, magari d&#8217;importazione. <strong>Frosinone, Milan e Torino</strong>. Le tre apparizioni concesse nell&#8217;anno di grazia <strong>2019</strong> a chi al piano di sotto, sottratto sedicenne all&#8217;alma mater del <strong>Brommapojkarna</strong>, aveva combinato sfracelli grazie a un tecnico di prim&#8217;ordine come Massimo <strong>Brambilla</strong>, grande e riconosciuta levatrice di baby assi con la palla al piede: in Under 17, 26 partite e 17 gol; in Primavera, 55 e 17 con 26 assist più lo scudetto di categoria 2019.</p>
<p>Inutile nascondersi dietro la foglia di fico del <strong>Var</strong> che non ha funzionato o non avrebbe voluto funzionare nemmeno stavolta, dal famigerato mani di Bastos da blackout due anni or sono all&#8217;Olimpico alla combinazione del <strong>Mapei Stadium</strong> rigore negato-contrasto falloso sul primo svantaggio, protagoniste le coppie da moviola Rabiot-Pessina e Cuadrado-Gosens. Dietro, a volerlo ammettere oppure no, tanti rimpianti, anche se così va il calcio, con <strong>Davide costretto a vendere a Golia</strong> e a sudarsele a pelo d&#8217;erba. Quei 20 gennaio, 16 febbraio e il 23 febbraio 2019, alla luce dei fatti, mancino a giro per castigare e delizioso passaggio di ritorno al figlio d&#8217;arte Federico Chiesa per stendere, bruciano un pochino. Normale, umano. Così com&#8217;era umano che lo svedesino del 2000 di sangue macedone sbagliasse tutto o quasi, all&#8217;epoca, ai primi e insieme ultimi approcci con la prima squadra. Nella tana dei granata, oggi suoi rivali cittadini, guarda come gira il vento, l’ingresso per l’infortunato Robin Gosens al 18′ del primo tempo e l&#8217;umiliazione di dover lasciare il posto a Musa Barrow al 27′ del secondo. A Vinovo, anche stavolta, gliel&#8217;ha sfornata Zingonia.</p>
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		<title>Suso, il sogno proibito di Gasperini</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Aug 2019 11:26:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si chiama Jesus Joaquin Fernandez Saenz de la Torre e la sua clausola rescissoria del garantito fino al 30 giugno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/08/FernandezSusoACMilanvACChievoVeronapjvuCZB7F96l.jpg"><p>Si chiama <strong>Jesus Joaquin Fernandez Saenz de la Torre</strong> e la sua clausola rescissoria del garantito fino al 30 giugno del 2022 costa <strong>40 milioni</strong>. A farla breve, lo chiamano tutti <strong>Suso</strong> ed è il sogno di <strong>Gian Piero Gasperini</strong> per completare una prima linea da <strong>Champions</strong> della sua <strong>Atalanta</strong>. Quanto proibito non si sa: i desideri costano, i problemi di budget a Zingonia sono molto relativi. Anche se nella regina delle coppe l&#8217;attuale scontento del<strong> Milan</strong>, teoricamente sul mercato a causa del difficile adattamento tattico alla rivoluzione all&#8217;insegna del rombo di Marco <strong>Giampaolo</strong>, con un precampionato da trequartista, non giocò mai nemmeno ai tempi del <strong>Liverpool</strong>.</p>
<p>Il tecnico nerazzurro lo stima per averlo allenato da gennaio a primavera del 2016, in occasione del prestito al <strong>Genoa</strong> dell&#8217;ala mancina di Cadice. 6 timbrate di cartellino in 19 apparizioni in campionato, non male per uno che in carriera ne ha messe solo 33, non così tante. Classico giocatore da 4-3-3 o, appunto, da <strong>3-4-3</strong>, il marchio di fabbrica gasperiniano prima del passaggio al 3-4-1-2 sotto la Maresana.&nbsp;Il <strong>Gasp</strong> ha ufficialmente richiesto alla società, non mancando di farlo sapere a voce alta anche ai giornalisti, una punta in grado di fare da controfigura a <strong>Josip Ilicic</strong>.</p>
<p>Serve un giocatore tecnico, veloce, in grado di dare assist e segnare, forte nell&#8217;uno contro uno. E poi nella Dea gli attaccanti giocano comunque larghi, puntando un vertice ciascuno. <strong>Suso</strong> è adattissimo, dunque: l&#8217;identikit gli calza a pennello. Il problema non sarebbe tanto la spesa, visto che al netto delle entrate garantite dalla Uefa le plusvalenze da queste parti sono sempre garantite, essendoci l&#8217;abitudine di spalmarle su più anni d&#8217;esercizio. Casomai lo sarebbe il posto da titolare: nei rossoneri, ormai lo si è capito, ci sarebbe posto solo tra le linee, con Paquetà mezzala. Punto a favore: il procuratore dello spagnolo classe &#8217;93, <strong>Alessandro Lucci</strong>, è lo stesso di <strong>Luis Muriel</strong>.&nbsp;</p>
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