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	<title>addio &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Mattia Caldara si ritira: &#8220;Ho ripreso in mano la mia vita&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 13:56:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Un foglio bianco, una penna. Chiudo gli occhi, butto fuori l’aria. Li riapro, è arrivato il momento [&#8230;]. Ho ripreso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/12/Mattia-Caldara-Panathlon-1024x968.jpg"><p>&#8220;Un foglio bianco, una penna. Chiudo gli occhi, butto fuori l’aria. Li riapro, è arrivato il momento [&#8230;]. Ho ripreso in mano la mia vita&#8221;. <strong>Mattia Caldara</strong> s&#8217;è ritirato. Il centrale difensivo efficacissimo e di bello stile lanciato già da <strong>Stefano Colantuono</strong> prima del prestito trapanese e cesenate con ritorno alla base ed esplosione sotto <strong>Gian Piero Gasperini</strong>, il ragazzo di Scanzorosciate che il 5 maggio ha compiuto solo 31 anni, ha affidato l&#8217;addio a una <a href="https://gianlucadimarzio.com/caldara-ritiro-calcio-lettera-consapevolezza/">lettera a se stesso, più che ai tifosi, pubblicata da <em><strong>gianlucadimarzio.com</strong></em>.</a> Un congedo di cui riportiamo alcuni passi. Quelli dei primissimi nel calcio dei grandi e soprattutto quelli degli infortuni.</p>
<p>Cominciamo dalla fine: <em>&#8220;A fine agosto ho fatto delle iniezioni di testosterone.</em> &#8216;Mattia l’ago non passa, non c’è spazio tra la tibia e il piede. Decidi tu, ma se continui così dovrò metterti la protesi&#8217;. <em>In quel momento l’ho deciso</em>.&nbsp;<em><strong>Era il momento di dire basta. Basta al calcio giocato e, soprattutto, alla sofferenza e al vuoto che da anni mi accompagnavano. Anni in cui mi sono nascosto da me stesso. Ho ripreso in mano la mia vita.</strong> Sto recuperando quello che ho perso&#8221;</em>.</p>
<p><strong><em>&#8220;Caro calcio, io ti saluto. Ho deciso di smettere&#8221;</em></strong><em>,</em> s&#8217;intitola il primo capitoletto o capoverso, chiamatelo come più vi aggrada. <em>&#8220;Tutto è nato a luglio dopo una visita da uno specialista: &#8216;Mattia non hai più la cartilagine della caviglia. Se continui tra qualche anno dovremo metterti una protesi'&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<div id="quads-ad4" class="quads-location quads-ad4">Tutto cominciato, in realtà, <em>&#8220;quando <strong>il mio ginocchio si è rotto</strong>. Ricordo ancora il primo passo dopo il contrasto: ho sentito la terra cedere sotto il mio piede. Sono crollato. Prima fisicamente, poi mentalmente. Ero nel punto più alto della mia carriera, poi in pochi secondi è cambiato tutto.&nbsp;</em><strong><em>Con il tempo sono stato meglio, ma non sono mai stato bene&#8221;</em></strong><em>,</em> puntualizza Caldara, sposato con <strong>Nicole Nessi</strong> e padre di due <strong>maschietti</strong>, Alessandro, venuto alla luce al ritorno a Bergamo dal Milan, il 9 giugno 2020, e Ludovico, venuto alla luce da &#8220;spezzino&#8221; allo start di agosto di tre anni fa. <em>&#8220;Non sono più riuscito a tornare a essere quel Caldara. Ci ho provato, ma non era più possibile. Questa rincorsa a un’illusione mi ha logorato&#8221;</em>.</div>
<p>Spazio al pallone, compagno inseparabile da salutare. <em>&#8220;<span style="font-size: 16px;">Ricordo il mio primo allenamento. Mi aveva accompagnato il nonno. Ero arrivato e mi ero ritrovato davanti a questo campo immenso pieno di bambini. Non sapevo, forse, che sarebbe diventato la mia casa. Una casa che mi ha reso la persona che sono. La mia mente torna alle partitelle in oratorio con gli amici, ai tornei con&nbsp;</span><a style="font-size: 16px;" href="https://gianlucadimarzio.com/atalanta-palladino-allenatore-comunicato-ufficiale-news/">l’Atalanta</a></em><span style="font-size: 16px;"><em>, ai viaggi in moto con papà e alla pasta preparata da mamma prima di andare a giocare. Anche se ho rischiato di non diventare un calciatore. Avevo 17 anni, il tendine rotuleo si era lesionato&#8221;</em>. </span></p>
<p><strong>Quindi, quell&#8217;Atalanta-Napoli risolta da Andrea Petagna che cambiò il corso della storia atalantina e di Gian Piero Gasperini, ma anche ovviamente il suo. <em>&#8220;Il 2 ottobre 2016 ho capito di poter diventare Mattia Caldara.</em></strong><em> La mia prima da titolare contro il Napoli. Venivo da anni di prestiti in B. Avevo il timore che anche quell’estate mi potessero mandare ancora via. Alla fine sono rimasto, vivendo momenti fino a poco tempo prima inimmaginabili. Da non essere conosciuto da nessuno, mi sono ritrovato a fare interviste tutti i giorni&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Tante squadre si erano interessate a me in quei mesi. A dicembre sono stato preso dalla Juve. E in quel periodo la Juve era una realtà a parte, inavvicinabile. In bianconero, però, non ci ho mai giocato. Sono rimasto in prestito a Bergamo. A Torino poi ci sono arrivato nel 2018, senza però fermarmi. Venivo da stagioni in cui ero abituato a giocare e lì avevo davanti Chiellini, Bonucci, Barzagli.&nbsp;<strong>Quando ho saputo dell’interesse del Milan ho accettato. </strong>Guardando indietro sarebbe stato meglio rimanere lì. Sono stato debole di testa. Mi avrebbe fatto bene rimanere in un mondo come quello della Juve, imparare da quei campioni. <strong>È il più grande rimpianto che ho&#8221;</strong></em>. Poi, la sequela dell&#8217;infermeria: <em>&#8220;Ottobre, un allenamento come tanti altri. Stavo correndo, all’improvviso come se qualcuno mi avesse sparato sul tendine. A marzo ero pronto per scendere in campo. Sono rientrato in Coppa Italia contro la Lazio.&nbsp;Sarei tornato a giocare in Serie A, finalmente. Tutto finito in pochi secondi. Ho quell’immagine davanti a me. Borini mi cade sul ginocchio.&nbsp;Nel mezzo un tendine rotuleo rotto e il problema alla cartilagine della caviglia che mi ha costretto a smettere. Ma tutto è cambiato con quell’infortunio al ginocchio. In quell’allenamento una parte di me è morta per sempre&#8221;</em>.</p>
<h3>Mattia Caldara</h3>
<p>Bergamo, 5 maggio 1994<br />
Difensore centrale &#8211; 1,87 per 80 chilogrammi<br />
2000-2004 U.S. Scanzorosciate (giovanili)<br />
2004-2014 Atalanta (giovanili)<br />
225 partite, 17 gol e 6 assist da professionista: Atalanta (93 &#8211; 10 &#8211; 3; 2013; 2016-2018; 2020), Venezia (33 &#8211; 1 &#8211; 1), Cesena (29 &#8211; 3), Modena (27 &#8211; 1 &#8211; 1), Spezia (22 &#8211; 0 &#8211; 1), Trapani (22 &#8211; 2), Milan (3)<br />
<em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;addio di Ottone Mesti al calcio giocato: &#8220;Un amore durato 42 anni e finito dov&#8217;era iniziato&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 01:06:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;avventura durata una vita. Col caldo, il freddo, la nebbia, su campi d&#8217;erba e ultimamente in sintetico, magari sotto acqua [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/03/16a-5aR-2025-Olfez.jpg"><p>Un&#8217;avventura durata una vita. Col caldo, il freddo, la nebbia, su campi d&#8217;erba e ultimamente in sintetico, magari sotto acqua a secchiate. La vicinanza alla sua <strong>Olfez</strong>, quella del calcio amatoriale mai abbandonato nemmeno dopo aver smesso ventiquattrenne con le categorie FIGC, non manca mai: <em>&#8220;Però non posso esserle più utile in campo. E mi sconsola anche aver dovuto dire basta a quel divertimento che solo il pallone e il fare parte di una squadra sono in grado di darti&#8221;</em>. <strong>Ottone Mesti</strong> ha lasciato il calcio giocato per sempre laddove l&#8217;aveva abbracciato la prima volta: <em>&#8220;La data ufficiale è il 7 febbraio di quest&#8217;anno, a quarantadue di distanza dall&#8217;esordio nel calcio a undici alla <strong>Celadina</strong>, dove abitavo da bambino. Avevo otto anni</em> &#8211; ci racconta il direttore operativo del <strong>Villa Valle</strong> -. <em>E alla Celadina ho dato l&#8217;addio alla palla tra i piedi: la cartilagine delle <strong>ginocchia</strong> non esiste più, il destro del primo infortunio è ammaccato dall&#8217;età di diciassette anni e aver forzato sul sinistro ha fatto il resto. Per la prima volta in vita mia, ho obbedito agli ordini del medico: se vuoi continuare a camminare, dacci un taglio, mi ha detto. Ed eccomi qui. In borghese, senza maglia e calzoncini&#8221;</em>.</p>
<p>Col simpaticissimo Otto al guinzaglio, un bulldog che travolge d&#8217;affetto gli ormai ex compagni del club espressione del <strong>Giambarini Group</strong> nella Over 40 provinciale, nonché in tribuna sul campo dell&#8217;Excelsior la moglie e la figlia di Matteo Goldaniga facente funzione d&#8217;allenatore, il dirigente del nostro calcio, che in serie D si sta togliendo parecchie soddisfazioni, parla da ex ma pure da appassionato. <em>&#8220;Ho giocato poco nelle categorie, Celadina, Pedrengo e IPA Seriate. Peccato, avevo e ho i piedi buoni, anche se negli ultimi anni giocavo con una specie di cingolato al posto dell&#8217;articolazione. Poi ho pure allenato e con grande soddisfazione, specie a livello giovanile: dagli inizi alla <strong>Scuola Calcio di Pierluigi Pizzaballa</strong> al Brusaporto col povero Rino Di Costanzo, passando da Alzano Virescit, Frassati Ranica e Mozzo. Una gran bella avventura, senza mai rinunciare a giocare a livello amatoriale, pure a cinque&#8221;</em>.</p>
<p>Ultima impresa da dirigente, la doppia scalata del Ranica, capitolo chiuso quando gli s&#8217;è aperto quello dei Vyll Boys giallorossi. Ma è un Mesti davvero mesto, quello che ti annuncia su due piedi che da qui in avanti potrà fare solo lo spettatore non pagante. E la doverosa, spontanea empatia rende mogio anche chi se ne annota il racconto: <em>&#8220;Questo è un mondo da cui non si esce, anche se non si gioca più. In fin dei conti sono il Roberto Spagnolo del Villa Valle. Eh, ma che gran gol Salvatore <strong>Racchiusa</strong>! Scusa, ora ti lascio ai tuoi appunti, devi pur seguire la partita&#8230;&#8221;</em>. Tra i ricordi e il presente, c&#8217;è una Olfez da sostenere e tifare. Perché da via Frizzoni a viale Giulio Cesare è una passeggiata di salute anche per quel tornado di Otto: <em>&#8220;Io ho un debole per il football, lui per il gelato. A ciascuno il suo&#8221;</em>.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;addio a Walter Magni, il Giudice Sportivo del CSI: &#8220;Una persona per bene&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 17:28:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una colonna portante, una persona per bene e anche il pioniere del calcio femminile in Bergamasca sotto l&#8217;egida del Centro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/11/t-20728-magni_giovbattista.webp.200x250_q85.webp"><div dir="auto">Una colonna portante, una persona per bene e anche il pioniere del calcio femminile in Bergamasca sotto l&#8217;egida del Centro Sportivo Italiano. Si sono svolti a Treviolo, nel pomeriggio, i funerali di <strong>Walter Magni</strong>, mancato l&#8217;altro ieri all&#8217;affetto di Sara, della cognata Giusy, dei nipoti Elena e Fabio e di tutta la sua famiglia. 74 anni, Magni è noto per aver svolto il delicato compito di <strong>Giudice Sportivo del CSI</strong> bergamasco. Riportiamo il ricordo di <strong>Maurizio Mangili</strong>, storico arbitro del pallone all&#8217;ombra dei campanili e dirigente in ambito organizzativo nel mondo FIGC.<br />
&nbsp;</div>
<div dir="auto">
<div class="section celebre-descrizione">
<div>&nbsp;</div>
</div>
</div>
<blockquote>
<div dir="auto">Per tanti anni hai ricoperto la carica di Giudice Sportivo del C.S I. Bergamo e proprio in quegli anni io iniziavo a frequentare spesso la sede Provinciale, all&#8217;epoca situata ancora in via Paleocapa e poi in via Novelli.</div>
<div dir="auto">Abbiamo avuto modo di conoscerci e instaurare un rapporto di stima e amicizia reciproca, collaborando anche per l&#8217;organizzazione dei primi tornei Internazionali organizzati dall&#8217; Immacolata Alzano, compreso quello diventato famoso per la partecipazione nella categoria esordienti di Luka Modric.</div>
<div dir="auto">Sei stato anche uno dei primi che ha creduto nella possibilità di iniziare l&#8217;avventura del Calcio a 5 che poi ha raggiunto numeri incredibili nel movimento sportivo del C.S.I. BERGAMO.</div>
<div dir="auto">&nbsp;</div>
<div dir="auto">Ti voglio salutare e ricordare con un aneddoto che mi riguarda personalmente&#8230;.</div>
<div dir="auto">Ricorderò sempre la tua telefonata con la quale mi chiedevi spiegazioni per cosa mi fosse preso, quando presi la mia unica espulsione durante una partita di calcio a 5, in cui andai letteralmente &#8220;fuori di testa&#8221; ed oltre a darmi la lunga e giustissima <strong>squalifica per ben 5 giornate</strong>, mi dicesti di chiamare l&#8217;arbitro, il buon <strong>Silvio Salvioni</strong>, per chiedergli scusa del mio atteggiamento, perché conoscendomi bene e pur non essendo colpa sua, in quanto io me l&#8217;ero presa con un giocatore avversario, non si dava pace per la cosa, ed io ovviamente l&#8217;ho immediatamente fatto&#8230;</div>
<div dir="auto">Ebbene dopo quell&#8217;episodio ho deciso di intraprendere la carriera arbitrale nel C.S.I. Bergamo che quest&#8217;anno è arrivata alla 32° stagione.</div>
<div dir="auto">CIAO WALTER</div>
</blockquote>
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		<title>Ufficiale l&#8217;addio a Issa Doumbia, che va in A al Venezia: &#8220;Ringrazio la famiglia AlbinoLeffe, riconoscente&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2024 14:13:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un addio dolcissimo, almeno per un ragazzo che prima ha dato lustro anche all&#8217;AlbinoLeffe e al suo lavoro per il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/05/Doumbia-AlbinoLeffe-pagelle-e1684005221661.jpg"><p>Un addio dolcissimo, almeno per un ragazzo che prima ha dato lustro anche all&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong> e al suo lavoro per il vivaio oltre che per se stesso, e adesso assapora le vette della professione approdando a una neopromossa dal grande blasone. La Bluceleste ha ufficializzato la cessione di <strong>Issa Doumbia</strong> a titolo definitivo al Venezia. Dal primo luglio il centrocampista di fisico, gamba e ribaltamento di fronte classe 2003, nativo di Treviglio, sarà arancioneroverde.</p>
<blockquote><p>Prodotto del settore giovanile bluceleste, in cui ha militato dai Pulcini sino alla Primavera 3 (con una breve parentesi alla Virtus CiseranoBergamo), Doumbia ha esordito in Prima Squadra nella Stagione 2020/21, in occasione del match valido per il Secondo turno di Coppa Italia di Serie C Pro Vercelli &#8211; AlbinoLeffe (vinto dai seriani 4-6 dopo i calci di rigore). Il 20 febbraio 2022, nella gara AlbinoLeffe &#8211; Pergolettese 1-1 (Serie C), ha siglato il suo primo gol tra i professionisti.</p>
<p>In occasione del match di ritorno dei Playout 2022/23, disputato allo Stadio &#8220;Danilo Martelli&#8221; di Mantova contro i virgiliani, ha messo a segno la rete del momentaneo vantaggio seriano (1-1 il finale), risultato poi decisivo ai fini della salvezza.</p>
<p><em>&#8220;Innanzitutto vorrei ringraziare la Società&nbsp;</em>&#8211; spiega Issa Doumbia nel suo ultimo commento da giocatore bluceleste &#8211;<em>&nbsp;per la fiducia concessami e per come hanno tutti creduto in me, dirigenti, staff e mister. Sin dal primo giorno, da quando ho messo piede a Zanica, sono stato accolto come in una famiglia. Ringrazio inoltre tutti i compagni con cui ho giocato nel corso degli anni. Ciascuno di loro mi ha aiutato nel percorso, dandomi preziosi consigli e standomi vicino nei momenti di difficoltà. Un grande grazie va al Presidente Andreoletti che ha creduto in me fin da bambino. Non dimenticherò mai questa splendida famiglia, tifosi compresi, che, nel bene e nel male, ci hanno sempre sostenuto. Tutto questo resterà per sempre nel mio cuore. Ciao AlbinoLeffe, grazie e forza blucelesti!&#8221;</em></p>
<p>A Issa, che saluta Zanica dopo 82 presenze, 4 gol e 5 assist in maglia AlbinoLeffe, va il nostro più caloroso ringraziamento e un grande augurio per un sereno futuro professionale.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.albinoleffe.com/images/Doumbia_Sito6.jpg" alt="Doumbia Sito6"></p>
<p><img decoding="async" src="https://www.albinoleffe.com/images/Doumbia_Sito1.jpg" alt="Doumbia Sito1"></p>
<p><img decoding="async" src="https://www.albinoleffe.com/images/Doumbia_Sito2.jpg" alt="Doumbia Sito2"></p>
<p><img decoding="async" src="https://www.albinoleffe.com/images/Doumbia_Sito3.jpg" alt="Doumbia Sito3"></p>
<p><img decoding="async" src="https://www.albinoleffe.com/images/Doumbia_Sito4.jpg" alt="Doumbia Sito4"></p>
<p><img decoding="async" src="https://www.albinoleffe.com/images/Doumbia_Sito5.jpg" alt="Doumbia Sito5"></p></blockquote>
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		<title>L&#8217;addio di Carmine Giorgione all&#8217;AlbinoLeffe: &#8220;7 anni magnifici&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jul 2023 14:59:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Serie C]]></category>
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					<description><![CDATA[Succede, a volte, di imboccare vie differenti anche dopo 242 partite, 26 gol e 28 assist. Carmine Giorgione se ne [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2018/09/Giorgione.jpg"><p>Succede, a volte, di imboccare vie differenti anche dopo <strong>242 partite, 26 gol e 28 assist</strong>. <strong>Carmine Giorgione</strong> se ne va al <strong>Giugliano</strong> dopo un settennio a difendere i colori dell&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong>. Da capitano (2020-2022) e non solo: mezzala, trequartista tattico, esterno quando mancava il titolare, attaccante aggiunto. &#8220;Indimenticabile la rete di tacco all&#8217;Euganeo nell&#8217;1-3 contro il Padova in occasione dei Playoff 2016/17 o il gol della speranza messo a segno contro l&#8217;Alessandria nell&#8217;andata della Semifinale Playoff 2020/21. Tante le emozioni, tantissimi i ricordi, impossibili da elencare tutti&#8221;, recita la nota sul sito ufficiale.</p>
<p><em>&#8220;Dopo sette anni è strano parlare di addio. Però, come sempre, tutte le cose belle della vita hanno un inizio e una fine. Sono stati sette anni splendidi, pieni di emozioni e di battaglie, alcune vinte, altre perse, ma sempre a testa alta per il bene dell&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong>, di cui porterò con me un ricordo molto caro</em> &#8211; le parole di commiato del beneventano classe 1991 -. <em>Voglio ringraziare tutti gli staff tecnici che mi hanno allenato, i tanti compagni con cui ho giocato a Zanica, gli addetti ai lavori e il Presidente Andreoletti per tutto quello che mi è stato dato, sia come persona sia a livello professionale&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Vado via felice e sereno, perché l&#8217;AlbinoLeffe è ancora nella categoria che merita, traguardo raggiunto grazie a una salvezza incredibile. Ai tifosi blucelesti chiedo di continuare a star vicini alla squadra che ha tanto bisogno di loro e li ringrazio di cuore per il bene e l&#8217;affetto che mi hanno sempre dimostrato</em> &#8211; chiude <strong>Giorgione</strong> -. <em>Il mio augurio è che questo saluto non sia un addio ma un arrivederci, perché per me Bergamo e l&#8217;AlbinoLeffe sono state e sempre saranno casa&#8221;</em>.</p>
<p>&#8220;Grazie di tutto Carmine. Per la voglia, la passione, il cuore, i pensieri e le parole, gli incitamenti e i rimproveri che hai sempre messo in campo con la carica che ti contraddistingue. Il mondo bluceleste te ne sarà sempre grato. In bocca al lupo per la tua nuova avventura professionale. Ad maiora!&#8221;, chiude il comunicato.</p>
<p><a href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Carmine-Giorgione.jpg" class="cbox cbox" ><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Carmine-Giorgione.jpg" alt="" width="728" height="728" class="aligncenter size-full wp-image-134941" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Carmine-Giorgione.jpg 728w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Carmine-Giorgione-300x300.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Carmine-Giorgione-150x150.jpg 150w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Carmine-Giorgione-100x100.jpg 100w" sizes="(max-width: 728px) 100vw, 728px" /></a></p>
<div id="attachment_134942" style="width: 980px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Giorgione_Sito5.jpg" class="cbox cbox" ><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-134942" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Giorgione_Sito5.jpg" alt="" width="970" height="646" class="size-full wp-image-134942" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Giorgione_Sito5.jpg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Giorgione_Sito5-300x200.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Giorgione_Sito5-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a><p id="caption-attachment-134942" class="wp-caption-text">Gorgonzola (Mi), 06.06.2021<br />Calcio &#8211; Serie C &#8211; Semifinale Playoff (andata)<br />AlbinoLeffe &#8211; Alessandria<br />Nella foto: goal 1-2 Carmine Giorgione (UC Albinoleffe) &#8211; esultanza con dedica al pubblico<br />FOTO MARAVIGLIA</p></div>
<div id="attachment_134943" style="width: 980px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Giorgione_Sito7.jpg" class="cbox cbox" ><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-134943" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Giorgione_Sito7.jpg" alt="" width="970" height="646" class="size-full wp-image-134943" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Giorgione_Sito7.jpg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Giorgione_Sito7-300x200.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Giorgione_Sito7-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a><p id="caption-attachment-134943" class="wp-caption-text">Zanica (BG), 20.03.2022<br />Calcio &#8211; Serie C<br />AlbinoLeffe-Lecco<br />Nella foto: Carmine Giorgione (U.C. AlbinoLeffe)<br />FOTO MARAVIGLIA</p></div>
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		<title>&#8220;Grazie di tutto, Maurizio Costanzi&#8221;. Domani inizia l&#8217;era Samaden</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 13:14:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Maurizio Costanzi]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberto Samaden]]></category>
		<category><![CDATA[settore giovanile]]></category>
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					<description><![CDATA[Arriva Roberto Samaden dall&#8217;Inter, ma il 30 giugno, giorno della scadenza dei contratti, compreso quello del suo predecessore da responsabile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/06/Maurizio-Costanzi-Atalanta-BC.png"><p>Arriva Roberto <strong>Samaden</strong> dall&#8217;Inter, ma il 30 giugno, giorno della scadenza dei contratti, compreso quello del suo predecessore da <strong>responsabile del settore giovanile</strong> <strong>Maurizio Costanzi</strong>, è il momento degli addii. <strong>L&#8217;Atalanta</strong> ne ha vergato uno pieno di riconoscenza all&#8217;ex libero dell&#8217;Audace San Michele, veronese purosangue, 66 anni da compiere il 12 agosto, a Zingonia dall&#8217;estate del 2014 a braccetto con l&#8217;altro ex Chievo Giovanni <strong>Sartori</strong>, responsabile dell&#8217;area tecnica fino allo scorso anno che con ogni probabilità lo accoglierà al <strong>Bologna</strong>.</p>
<p><em>&#8220;Atalanta B.C. saluta e ringrazia Maurizio Costanzi, per il quale si conclude il lungo percorso professionale in qualità di Responsabile del Settore Giovanile nerazzurro, dopo nove anni di intensa e proficua collaborazione&#8221;</em>, si legge nel <strong>comunicato ufficiale</strong> di commiato del dirigente. Un ricco palmarès, quello nerazzurro: <em>&#8220;Scelto dal Club nel 2014, è diventato l’erede di Mino Favini alla guida del vivaio nerazzurro, riuscendo a dare continuità all’eccellente lavoro svolto in precedenza con serietà e professionalità, così come testimoniano i risultati raggiunti sotto la sua gestione: quattro scudetti (due con la Primavera, uno con l’U17 e uno con l’U15) e tre supercoppe (due con la Primavera e una con l’U17)</em> &#8211; si legge ancora -. <em>Nel pieno rispetto delle linee guida del Club, sia sul piano sportivo che etico, è stato altrettanto significativo il suo contributo nel favorire la maturazione e la crescita di molti giovani che sono poi diventati calciatori professionisti, approdando in Prima Squadra e affermandosi ad alti livelli. Con affetto e riconoscenza, grazie di tutto, Maurizio!&#8221;</em>. Tra i calciatori valorizzati durante il suo periodo, tra gli altri, Franck Kessie, Musa Barrow, Dejan Kulusevski, Amad Diallo e Giorgio Scalvini. </p>
<p>Quanto a <strong>Samaden</strong>, 57 anni compiuti il 29 marzo, chiude con l&#8217;Inter dopo 33 anni, di cui gli ultimi 13 da deus ex machina del vivaio, e con una pletora di trofei in bacheca. Dopo aver iniziato ad allenare dai Pulcini nel 1990, è stato responsabile dell&#8217;attività di base dal 2005 prima di assumere il ruolo di direttore dell&#8217;Inter Academy 5 anni più tardi. Sotto la sua direzione, 16 Scudetti (4 Primavera, 3 Berretti, 3 Under 17, 3 Under 16, uno per Under 15 e Under 14), una Next Generation, tre Viareggio Cup, 1 Coppa Italia e 5 Supercoppe Primavera, avendo ai suoi ordini anche il mapellese Stefano <strong>Vecchi</strong> che ha rinnovato con la FeralpiSalò dopo averla portata in serie B. Samaden ha una casa sull&#8217;Alto Sebino bergamasco di cui è originaria la moglie.</p>
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		<title>L&#8217;addio pieno di riconoscenza tra l&#8217;Atalanta e Gosens: &#8220;Un protagonista&#8221;, &#8220;Da sconosciuto mi avete fatto crescere&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 20:52:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[obbligo di riscatto]]></category>
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		<category><![CDATA[riconoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[Robin Gosens]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Con impegno, serietà e temperamento ti sei conquistato un ruolo da protagonista in queste stagioni in nerazzurro, contribuendo al raggiungimento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/09/Atalanta-Young-Boys-Gosens-Elia.jpg"><p><em>&#8220;Con impegno, serietà e temperamento ti sei conquistato un ruolo da protagonista in queste stagioni in nerazzurro, contribuendo al raggiungimento di traguardi prestigiosi e indimenticabili. Grazie di tutto, Robin, e in bocca al lupo per questa tua nuova esperienza!&#8221;</em>. <strong>L&#8217;Atalanta</strong> scrive i titoli di coda dalle 157 partite con 29 gol di Gosens, neo interista in prestito con obbligo di riscatto: 25 milioni più 3 di bonus, scatta a gennaio 2023 alla prima presenza o al primo punto degli attuali campioni d&#8217;Italia; 3 milioni a stagione per 4 anni e mezzo per il giocatore.</p>
<p>L&#8217;interessato ha risposto contraccambiando il grazie e la riconoscenza a mezzo social, esattamente come il club. <em>&#8220;Sono passati più di quattro anni da quando sono arrivato all’ @atalantabc come un ragazzo sconosciuto. Mi ha dato la possibilità di giocare in Serie A e la fiducia di crescere come giocatore e soprattutto come uomo&#8221;</em>, l&#8217;incipit. <em>&#8220;Nel calcio però ci sono delle possibilità che vengono fuori solo una volta e per quello sono molto contento di firmare per l’Inter!&#8221;</em>, la chiosa a mo&#8217; di giustificazione dell&#8217;allontanamento. <em>&#8220;Dal primo minuto ho sempre dato tutto per questa maglia e Bergamo sarà sempre una città particolare per me e per la mia famiglia. Ho vissuto esperienze ed emozioni incredibili, ho trovato amici per la vita ed è nato anche mio figlio qui! Quindi grazie ai tifosi che mi hanno supportato da sempre, grazie ai compagni che mi hanno fatto crescere in ogni allenamento, grazie allo staff che mi ha dato la fiducia e grazie alla società che mi ha dato la opportunità di giocare in un gran campionato. Spero che avete apprezzato il mio lavoro e il mio impegno. Ciao, Robin&#x2764;&#xfe0f;&#8221;</em>.</p>
<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CZPu_ekt_dA/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);">
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<p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/CZPvoSYsy7F/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Robin Gosens (@robingosens)</a></p>
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		<title>Blu Basket, l&#8217;addio di Pepe: &#8220;Raggiunti gli obiettivi&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2021 15:05:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;La società auspica il meglio a Simone, in campo e fuori, in quanto durante l’anno trascorso insieme si è distinto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/07/Pepe.jpeg"><p><em>&#8220;La società auspica il meglio a Simone, in campo e fuori, in quanto durante l’anno trascorso insieme si è distinto quale modello di serietà, impegno e professionalità&#8221;</em>. Molla la presa dalla palla spicchi della Bassa uno dei protagonisti della stagione conclusa ai quarti di finale dei playoff contro Ferrara. <em>&#8220;Ha vestito solo per una stagione sportiva la canotta della <strong>Blu Basket</strong> ma, nonostante la pandemia e le conseguenti limitazioni d’accesso nei palasport, ha ben incarnato lo spirito di Treviglio. <strong>Simone Pepe</strong>, specialista pescarese classe ’93, lascia la Blu Basket 1971 dopo un anno in cui tra Supercoppa, campionato e playoff ha segnato 491 punti totali, 285 dei quali con giocate da oltre i 6.75 metri (tirando col 36% in regular season)&#8221;</em>, si legge nella nota di stamani. <em>&#8220;Sono stato molto bene a Treviglio. Abbiamo trascorso un anno difficile, ma nonostante tutto abbiamo raggiunto gli obiettivi che c’eravamo prefissati. Auguro alla Blu Basket le migliori fortune&#8221;</em>, le parole della combo-guard arrivata l&#8217;estate scorsa da Agrigento dove aveva avuto come coach Devis Cagnardi, esonerato alla penultima giornata di regular season a favore di Mautro Zambelli.</p>
<p>Proprio sul versante panchina, invece, ecco Lorenzo Dalmonte, giunto come vice di <strong>Michele Carrea</strong> in panchina nella prossima stagione sportiva. La scelta per l’assistente allenatore è ricaduta sul figlio d’arte (il papà è coach Luca Dalmonte), reduce da sette stagioni all’Andrea Costa Imola e dall’annata appena conclusa come vice di Stefano Salieri all’Assigeco Piacenza. Trentaduenne, cresciuto nel settore tecnico nell’International Basket Imola dall’età di 16 anni, ha fatto l&#8217;head coach nelle squadre giovanili di Imola, Virtus Bologna per poi rivestire il ruolo di Responsabile del settore giovanile di Castel San Pietro/Medicina. È stato anche assistente alla Le Naturelle Imola Basket, capo allenatore della formazione Under 14 dell’International Basket Imola e della selezione maschile dell’Emilia Romagna 1999 che ha vinto il Trofeo delle Regioni del 2013.</p>
<p><em>&#8220;A nome della società do il benvenuto a Lorenzo: siamo contenti di avere nel nostro staff un tecnico emergente molto preparato come Lorenzo </em>– afferma il General Manager, Euclide Insogna – <em>Nelle scorse stagioni abbiamo avuto modo di apprezzare il suo lavoro a Piacenza e prima ancora quanto fatto ad Imola&#8221;</em>. <em>&#8220;Lavorare per la BluBasket per me è motivo di grande orgoglio. Sono molto contento di poter far parte di un’organizzazione di alto livello come Treviglio. Ringrazio la proprietà, Massimo Gritti, Euclide Insogna e Michele Carrea per la fiducia riposta nei miei confronti&#8221;</em>, commenta Dalmonte. La società ha confermato per la prossima stagione sportiva Paolo Scorletti, assistant coach giunto a Treviglio già la scorsa annata.</p>
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		<title>Ufficiale: finisce il binomio Foppapedretti-Volley Bergamo. Bonetti: &#8220;Ma continuiamo a sperare sia possibile passare il testimone a qualcun altro&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 15:57:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[La notizia era nell&#8217;aria ed ora è diventata ufficiale. Con una lettera pubblicata nel pomeriggio di mercoledì, Luciano Bonetti ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/03/foppapedretti.jpg"><p>La notizia era nell&#8217;aria ed ora è diventata ufficiale. Con una lettera pubblicata nel pomeriggio di mercoledì, <strong>Luciano Bonetti</strong> ha ufficializzato la fine del binomio tra Foppapedretti e Volley Bergamo. Con l&#8217;addio di Foppapedretti e la fine dell&#8217;accordo con Zanetti (main sponsor dell&#8217;ultimo triennio), si apre un periodo pieno di incertezze per una società che ha dato tantissimo a Bergamo e al suo territorio: vittorie, prestigio, trofei ma anche un grandissimo contributo sociale. Si spera soprattutto nel salvataggio del settore giovanile: &#8220;<em>Soprattutto confidiamo, se qualcuno si facesse avanti per sostituirci </em>&#8211; dice Bonetti <em>&#8211;&nbsp; che il grande e fondamentale lavoro svolto in questi anni sul settore giovanile e nelle scuole possa continuare a dare i suoi frutti e a far appassionare a questo bellissimo sport ancora tante nuove generazioni&#8221;.</em></p>
<p>Di seguito la lettera completa.</p>
<p><em>&#8220;Tutte le cose, purtroppo, hanno un inizio e una fine. Anche le storie più belle e entusiasmanti, come quella che lega da ormai 30 anni il Volley Bergamo e Foppapedretti. Siamo orgogliosi di aver intrapreso, nel lontano 1991, questa meravigliosa avventura sportiva che ci ha regalato ben 30 trofei in Italia e in Europa, portando il nome della squadra, ma anche della città di Bergamo, in tutto il mondo, sinonimo di grandi successi e forte impegno.</em></p>
<p><em>Ora però, dopo quasi tre lustri, questo sodalizio finisce definitivamente. La situazione di emergenza causata dal Covid-19, sia con la sospensione, assai triste ma necessaria, della presenza del pubblico alle partite, sia con le ripercussioni economiche per tante imprese, che equivale a difficile reperibilità di sponsor, rende ancora più difficile proseguire, soprattutto a un livello agonistico degno della storia e del palmares del Volley Bergamo.</em></p>
<p><em>E’ una scelta difficile per la famiglia Foppapedretti, ma lungamente ponderata e ormai inevitabile. Abbiamo vissuto con tutta la città e con i nostri tifosi, che non smetteremo mai di ringraziare per il costante e caloroso sostegno, momenti indimenticabili che ci hanno regalato forti emozioni e rimarranno per sempre nei nostri ricordi più cari. E con i ricordi tutti i trofei che abbiamo duramente conquistato.</em></p>
<p><em>Il nostro obiettivo è stato anche quello di sostenere le passioni sportive tra i giovani di Bergamo e provincia, portando la cultura dello sport e il mondo della pallavolo nelle scuole, definendo bene questa disciplina sportiva, considerata uno sport puro e spettacolare dove si fa squadra e si compete tra giovani della stessa età in ambiente sano e costruttivo. Anche quest’ultimo aspetto ha contribuito a raggiungere il risultato che la pallavolo si diffondesse in modo capillare tra i nostri ragazzi in tutta la provincia.</em></p>
<p><em>Ora però è il momento di chiudere un ciclo. E continuiamo a sperare che sia possibile passare il testimone a qualcun altro, al quale auguriamo di cuore altrettanti successi per la squadra e anche per il territorio, che se lo merita.</em></p>
<p><em>Noi però d’ora in avanti saremo semplici spettatori e ovviamente tifosi appassionati. Soprattutto confidiamo, se qualcuno si facesse avanti per sostituirci, che il grande e fondamentale lavoro svolto in questi anni sul settore giovanile e nelle scuole possa continuare a dare i suoi frutti e a far appassionare a questo bellissimo sport ancora tante nuove generazioni.</em></p>
<p><em>Ringraziamo di cuore tutti gli sponsor che, in tutti questi anni, ci hanno accompagnato con il loro fondamentale contributo non solo economico, ma anche morale. In particolar modo, siamo riconoscenti alla famiglia Zanetti per l’importante sostegno dimostrato verso il Volley Bergamo in questi anni, gli ultimi non certo facili sia dal punto di vista sportivo, sia per la congiuntura economica e sanitaria che ha cambiato la vita di tutti noi, imponendo anche forti restrizioni allo sport agonistico.</em></p>
<p><em>La nostra riconoscenza va a tutto lo staff tecnico e alle atlete, ma soprattutto ai dipendenti del Volley Bergamo: la nostra speranza è che possano continuare a svolgere il loro lavoro, in modo professionale come hanno sempre dimostrato in tutti questi anni.</em><br />
<em>Ringraziamo anche il sindaco Gori e l’Amministrazione comunale per il sostegno dimostrato alla squadra.</em></p>
<p><em>La nostra riconoscenza più sentita va a Giovanni Panzetti e Andrea Veneziani per il loro supporto tecnico e gestionale della società che in quasi due decenni di affiancamento alla proprietà hanno svolto con tanta passione e dedizione.</em></p>
<p><em>Il ringraziamento più grande va a tutti i tifosi, in particolare alla mitica Nobiltà Rossoblu che ha sempre sostenuto il Volley Bergamo con affetto sincero in ogni situazione, non solo nei grandi successi in giro per i palazzetti di tutta Italia e di mezza Europa, ma anche nei momenti più complicati.</em></p>
<p><em>Sempre e comunque Forza Foppa!&#8221;</em></p>
<p><strong>Il Presidente</strong><br />
<strong>Luciano Bonetti</strong></p>
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		<title>Fine psicologo, finto burbero, cuore aperto: ciao mister</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jun 2018 09:39:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sport vari]]></category>
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		<category><![CDATA[allenatore]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli allenatori si dividono, almeno, in tre categorie: maestri, mestieranti, venditori di fumo. Oscar Piantoni, che se ne è andato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2018/06/Oscar-Piantoni.jpg"><p>Gli allenatori si dividono, almeno, in tre categorie: maestri, mestieranti, venditori di fumo. Oscar Piantoni, che se ne è andato troppo in fretta ieri, apparteneva alla prima categoria, quella dei maestri. Era un maestro di strada, nel senso che per lui il gioco del calcio cominciava sui campetti dell’oratorio e finiva, magari, in serie A. Oscar non ha allenato nella massima serie, probabilmente l’ha sfiorata. Di sicuro non è mancata l’esperienza internazionale prima con Walter Zenga al National Bucarest, club romeno che all’inizio del duemila era ai vertici del campionato e lottava con la Dinamo e la Steaua per lo scudetto, e poi alla guida dell’Oradea. Come giocatore, difensore puro, Oscar Piantoni era partito dalla Gandinese, la squadra del suo paese, e dopo aver girato fra i club più titolati della Bergamasca, era finito alla Virescit proprio nella stagione 1979-80, in pratica l’inizio della gloria viola. Era il giugno 1979, Sandro Ghisleni aveva rilevato la categoria della Promozione dal Damine di patron Giovinetti. Bisognava fare una squadra forte e competitiva, le ambizioni di successo non mancavano. Al termine di un’amichevole Oscar, che militava appunto tra i gialloverdi del Dalmine ed era ormai sulla trentina, chiese al cronista con un sorriso sornione: “Ma questi qua mi prenderanno?”. Ovvia la risposta: “Se vogliono vincere il campionato come dicono chi vuoi che prendano in difesa?”. E infatti vestì la maglia viola contribuendo alla successo finale. Una lunga carriera di allenatore. Tanto per cominciare nelle sue valli, Seriana e Gandino, tra Leffe, Albino, Alzano con i successi con l’AlzanoVirescit e l’AlbinoLeffe, di cui è stato il primo allenatore. Ma anche Alessandria, Valenzana, Monza, Calcio Caravaggese tanto per non dimenticare. Gli “studi” di Coverciano hanno consegnato un tecnico pragmatico, tatticamente attento alla fase difensiva che però studiava gli attacchi con micidiali azioni di contropiede. La sua filosofia calcistica non era complicata, anzi: prima la solidità, quindi la fantasia. E in panchina, durante le partite, scrutava con massima attenzione le mosse avversarie con uno sguardo corrusco, balenante, pronto a risolvere le questioni tattiche. Fine psicologo con i suoi giocatori, sembrava un burbero, era un cuore aperto. Negli ultimi anni continuava la sua attività come osservatore, soprattutto dell’AlbinoLeffe. Quando ci si incontrava era sempre un piacere discettare di calcio con lui. Oscar, ti sia lieve la terra.<br />
<strong>Giacomo Mayer</strong></p>
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		<title>Il calcio bergamasco piange mister Oscar Piantoni</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jun 2018 17:38:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sport vari]]></category>
		<category><![CDATA[addio]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo sport bergamasco piange Oscar Piantoni. Il tecnico, originario di Gandino, è deceduto nel pomeriggio di mercoledì all’ospedale di Bergamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2018/06/piantoni.png"><p>Lo sport bergamasco piange <strong>Oscar Piantoni</strong>. Il tecnico, originario di Gandino, è deceduto nel pomeriggio di mercoledì all’ospedale di Bergamo dopo una malattia che non gli ha lasciato scampo. Personaggio dall’estrema schiettezza e dal cuore generoso, molto ironico anche con la stampa e stimatissimo dai giocatori, la sua scomparsa lascia un grande vuoto nell’ambiente calcistico bergamasco. Classe 1949, Piantoni ha allenato diverse squadre: tra le altre Alzano, Alessandria, Monza, Valenzana, Calcio Caravaggese, PergoCrema e AlzanoCene. Il periodo più luminoso della sua carriera tra Albinese e AlbinoLeffe (salto in C1 e grandi stagioni). Aveva collaborato nell’esperienza romena con Walter Zenga (al National Bucarest), a cui era legatissimo, e sempre in Romania aveva guidato l’Oradea. Negli ultimi anni la sua passione per il calcio non era scemata, tanto che non era difficile trovarlo sui campi alla ricerca di nuovi talenti.<br />
Alla famiglia di Oscar Piantoni le più sentite condoglianze da parte della redazione di Bergamo &amp; Sport.</p>
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