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	<title>Aktuell &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Gosens e l&#8217;autobiografia figlia del lockdown: &#8220;Ho visto i sacchi per i cadaveri all&#8217;ospedale&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2021 19:39:40 +0000</pubDate>
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<p><em>“C’è da ritenersi dannatamente fortunati invece di negare che il virus esista o sia pericoloso. Otto settimane rinchiuso in casa: il momento più difficile della mia vita. Era brutto leggere i reportage quotidiani che Bergamo era diventata una città fantasma, avere notizie di famiglia e sentirsi chiedere dagli amici se fossimo ancora vivi</em> &#8211; rimarca il laterale mancino -. <em>Il lockdown mi ha insegnato cosa è veramente importante nella vita, vale a dire avere persone care intorno a te e sapere che sono sane. Un giorno, all&#8217;ospedale, c&#8217;erano sacchi per i cadaveri impilati a lato dell&#8217;ingresso perché nessuno sapeva che cosa farne. Dopo otto settimane chiuso in casa, ho riscoperto il piacere di una chiacchierata e di un espresso cogli amici al bar&#8221;</em>. </p>
<p>Ancora, sull&#8217;<strong>Atalanta</strong>:<em> &#8220;Il grosso della squadra sta insieme ormai da quattro anni, ci conosciamo tutti tra compagni. Sappiamo quali sono i nostri punti di forza e le nostre debolezze: gli avversari non si adeguano perché abbiamo un modo di giocare completamento diverso. Pressiamo altissimi, cerchiamo spesso l&#8217;uno contro uno a tutto campo, arriviamo in area con tanti uomini ma dietro rischiamo di lasciare molti spazi: il nostro allenatore preferisce vincere 5-4 che con un noioso 1-0&#8230;&#8221;</em>.</p>
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