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	<title>Alessio Pala &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Il Sant&#8217;Angelo di Pala ospite dell&#8217;Atalanta: domani l&#8217;amichevole</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2022 14:43:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Alessio Pala torna a Zingonia. Prodotto del settore giovanile da giocatore, il tecnico di Pagazzano, attualmente sulla panchina del Sant&#8217;Angelo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/07/mister-Alessio-Pala-1024x768.jpg"><p>Alessio <strong>Pala</strong> torna a Zingonia. Prodotto del settore giovanile da giocatore, il tecnico di <strong>Pagazzano</strong>, attualmente sulla panchina del <strong>Sant&#8217;Angelo</strong> in serie D, è stato scelto dall&#8217;<strong>Atalanta</strong> come sparring partner alla ripresa degli allenamenti in vista del match domenicale con la <strong>Cremonese</strong> valido per la sesta giornata di campionato. I ragazzi di Pala, che da allenatore vinse due <strong>titoli</strong> (2002 e 2005) con gli <strong>Allievi</strong> Nazionali nerazzurri prima di trasferirsi nel vivaio dell&#8217;AlbinoLeffe di cui avrebbe poi diretto anche la prima squadra, sono attesi domani, mercoledì 7 settembre, per <strong>l&#8217;amichevole</strong> d&#8217;allenamento con inizio alle ore <strong>16</strong>.</p>
<p>Il pubblico potrà affluire alla tribuna del campo principale del <strong>Centro Sportivo Bortolotti</strong> soltanto in numero limitato, fino all&#8217;esaurimento dei posti disponibili, tra i 400 e i 500. Gian Piero Gasperini schiererà comunque, almeno all&#8217;inizio, le seconde linee, essendo oltretutto mancanti tre pedine dal novero dei titolari: Berat Djimsiti (frattura del perone sinistro), Duvan <strong>Zapata</strong> (lesione al semimembranoso della coscia sinistra) e Luis Muriel (noie al ginocchio sinistro). In bocca al lupo a mister Alessio <em>(nella foto, quand&#8217;era in sella alla Sirmet Telgate)</em> e ai suoi volenterosi e indomiti rossoneri barasini. In altri tempi, leggi 1981-1982, avversari in C1 dei bergamaschi.</p>
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		<title>LA RUBRICA DI MISTER PALA &#8211; &#8220;Vedere calcio e non solo guardarlo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2020 10:16:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Vedere calcio e non solo guardarlo&#8221; Alessio Pala non ha certo bisogno di troppe presentazioni. Da calciatore, dopo aver militato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/04/pala-alessio-rubrica.png"><p align="JUSTIFY"><strong>&#8220;Vedere calcio e non solo guardarlo&#8221;</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Alessio Pala</strong> non ha certo bisogno di troppe presentazioni. Da calciatore, dopo aver militato nel settore giovanile dell’Atalanta fino alla Primavera, ha indossato le casacche di Romanese, Leffe, Catanzaro, Pergocrema e Palazzolo in più riprese e San Paolo d’Argon. Da allenatore di nuovo alla Dea per dodici anni in tutte le categorie fino alla Primavera e poi Pro Sesto, AlbinoLeffe, Pavia, di nuovo AlbinoLeffe, dove è stato anche responsabile del settore giovanile, Pro Patria, Treviso e Sirmet Telgate. È allenatore professionista di prima categoria (master diploma pro Uefa) laureandosi a Coverciano nel 2007 con la tesi: allenare la categoria Allievi. In questo momento drammatico per il nostro territorio bergamasco e non solo, ha deciso di mettersi a disposizione della nostra testata con una rubrica tutta nuova denominata &#8220;Vedere calcio e non solo guardarlo&#8221;, dove si rivolge in prima persona ai lettori sfruttando la sua grande esperienza accumulata nel settore, per essere un po’ più preparati al momento in cui il calcio tornerà ad essere protagonista in tutte le categorie professionistiche e non. La prima puntata è concentrata sul ruolo dell&#8217;allenatore di prime squadre, dello staff, e&#8230;tanto altro. A seguire nelle puntate successive saranno trattate tutte le categorie giovanili a scendere fino all&#8217;attivita’ di base. Buona lettura!</p>
<p align="JUSTIFY"><em>&#8220;In un momento particolare per tutti, cerco di dare un messaggio positivo, di riflessione generale che forse potrebbe aiutare nel nel breve medio periodo il modo di fare e pensare calcio. Parto volutamente dai grandi per arrivare gradualmente alla radice, là dove comincia a nutrirsi il tutto. Certo, i grandi, quindi ragazzi che fanno parte delle prime squadre. È fatica doppia per i miei colleghi, bisogna fare i risultati, bisogna quindi ottimizzare il tutto in funzione di quello, che in questo ambito è l’unica cosa che conta per le società e per i dirigenti. Giustissimo. Ho notato che tanti ragazzi arrivano, o sono da tempo, nelle prime squadre non con la sufficiente dose di addestramento generale a livello tecnico tattico, poca conoscenza dei principi di gioco nelle due fasi, poca conoscenza generale a livello fisico atletico e generalmente con un linguaggio calcistico non appropriato. Inoltre privi di particolari calcistiche, che fanno la differenza nell’ottenere subito determinati risultati. Due i motivi, o i ragazzi non hanno avuto nel loro percorso formativo adeguati insegnamenti o pur avendoli avuti non li hanno appresi o interiorizzati. Probabilmente tutte e due le cose. L’abilità dell’allenatore sta in questo ambito, nel minor tempo possibile cercare di ottenere dei risultati e contemporaneamente correggere e migliorare queste lacune. Calciatori si nasce, ma giocatori si può diventare. Ogni atleta ha una sua ‘identita’ significativa’ cioè è predisposto a raggiungere un certo livello naturale, che sia Serie A o Prima categoria, l&#8217;importante che anche l’atleta di Prima categoria raggiunga il suo massimo potenziale a livello tecnico tattico, fisico atletico e di personalità e sono poi i 4 fattori prestativi. La categoria, a parità di conoscenze e abililità la fa la testa e il carattere. Nei professionisti è più facile, ci sono più mezzi e tante sedute, la tecnica è superiore (ma non sufficiente!!!) e gli atleti, vivendo di quello sono più predisposti al lavoro (ma si potrebbe e dovrebbe fare di più. Nei dilettanti è difficilissimo, per i miei colleghi ma anche per gli stessi atleti, poiché si tratta di un dopo lavoro. Faccio un esempio concreto e percorribile: ipotizziamo di essere allenatore staff di una prima squadra partecipante al campionato di Promozione con a disposizione tre sedute di allenamento serale più la gara della domenica. Attuare il principio dell’evidenza, cioè fare vedere gli errori attraverso l’analisi. L’analisi post gara è fatta per correggere gli errori, per sbagliare meno, infatti i migliori anche in Serie A sono quelli che sbagliano poco. Ecco l’ausilio della scienza (video filmati, ecc). Il calcio però è arte non scienza, la scienza al servizio dell’arte e non viceversa. Per chi ha la possibilità, farsi dare dei dati atletici dal preparatore, devono però essere strumenti che aiutano l’occhio del tecnico. I dati sono la scienza a servizio degli occhi del tecnico che è arte. Allenare le capacità’ condizionali in modo specifico (con il pallone) combinando le esercitazioni in modo di recuperare e migliorare l’aspetto tecnico. La tecnica si migliora con la ripetizione corretta del gesto, e’ più facile con atleti coordinati e attenti a livello mentale. A seguire l’aspetto tattico, individuale e di reparto, la strategia di gara, i piazzati a favore e non, e un minimo di informazione delle caratteristiche degli avversari. L’entusiasmo è la base dell’apprendimento, una frase recita: bravo quel maestro che riesce a far nascere nell’alunno una grande voglia di imparare. Sacrosanto. Ogni seduta dovrebbe contenere tutti questi argomenti, con più tempo dedicato alla strategia di gara nella seduta di rifinitura. La partitella finale è il sunto di tutto, se fatta bene, in modo intenso e con contenuti mirati. L&#8217;osservazione del tecnico e’ fondamentale, dal complesso (partitella) memorizza gli errori che correggerà un tempo dopo in modo semplice (analitico). Sul finire non disdegnare un defaticante tecnico, sempre per allenare in fatica e sotto stress la stessa. Si creeranno così degli automatismi, soprattutto con i ragazzi più giovani che devono crescere. Il preparatore atletico visiona e osserva, altrimenti lavora per il recupero degli infortunati o lavora per la prevenzione degli infortuni (fondamentale). Essendo colto, dà consigli pure sul modo di alimentarsi, prima e dopo le sedute, quindi un&#8217;ulteriore informazione. Il preparatore dei portieri, una volta fatto il suo lavoro, e’ giusto faccia partecipare gli stessi alla ‘vita della squadra’ perché alla domenica sono parte integrante della stessa. Attuare la regola delle tre c: chiari concisi completi, far capire agli altri quello che si sa, ecco il problema del transfert, in pedagogia l’arte dell’insegnare. Importante non avere tempi morti, lavorare in modo organizzato, con risposte anche a livello mentale, rispettando l’adattamento di ognuno. Detto questo rimango dell’idea che la tecnica di base, magari applicata, sia prioritaria a tutto, il gioco del calcio si nutre da lì. Arte è pure vedere gli errori, arte è saperli smontare e rimontare correttamente. Il calcio si gioca con i piedi e il cervello, ma servono anche gli arti superiori, così come il basket si gioca con mani e cervello ma hanno bisogno degli arti inferiori. Tutto collegato in modo armonioso e fantasioso. Consiglio di dedicare del tempo ai presidenti e ai direttori per i dovuti dialoghi settimanali al di fuori delle sedute. Il campo d’allenamento è sacro. Sono estremamente convinto che così facendo si possa ottenere un risultato migliore, serve però avere vicino persone (dirigenti e atleti) di livello culturale importante, persone vogliose, curiose e con tanta passione. Un lavoro importante, basato sul rispetto dei ruoli, ben definiti, le regole, compiti e funzioni assegnati a ogni componente. Dai tanta arte, un pò di scienza, cultura, letteratura, passione, così anche la nostra squadra di Promozione sarà di Serie A. Buon calcio a tutti&#8221;.</em></p>
<p align="RIGHT"><strong>In fede, </strong><strong>Alessio Pala</strong></p>
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		<title>Il Telgate di Pala tiene testa alla Baby Atalanta: 2-1 per i nerazzurri</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Aug 2019 15:43:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Atalanta Primavera – Telgate Sirmet 2-1 (1-1) ATALANTA (4-3-3): Gelmi (16&#8242; st Ndiaye); Bergonzi (16&#8242; st Ghislandi), Cittadini (16&#8242; st [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/08/Primavera-Sirmet-1024x614.jpg"><p><strong>Atalanta Primavera – Telgate Sirmet 2-1 (1-1)</strong><br />
<strong>ATALANTA (4-3-3):</strong> Gelmi (16&#8242; st Ndiaye); Bergonzi (16&#8242; st Ghislandi), Cittadini (16&#8242; st Milani), Guth, Brogni (30&#8242; st Bergonzi); Gyabuua, Signori (1&#8242; st Finardi), Sidibe (16&#8242; st A. Cortinovis); Ghisleni (16&#8242; st Traore), Italeng (16&#8242; st Piccoli), Cambiaghi (cap., 16&#8242; st Faye). All.: Massimo Brambilla.<br />
<strong>TELGATE (4-3-1-2):</strong> Gherardi (30&#8242; st Capitanio); Valois (1&#8242; st Lancini), Bulla (1&#8242; st Belotti), Zucchinali (cap.), L. Cortinovis (30&#8242; st Cucchi); Chiarini (20&#8242; st Baronio), Gestra (1&#8242; st Ruggeri), Fusar Bassini (40&#8242; st L. Cortinovis); Germani (16&#8242; st Duda); Guercilena (32&#8242; st Uggeri), Cristofoli (1&#8242; st Colonetti). All.: Alessio Pala.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Andreoni di Milano (Damato di Milano, Dadati di Brescia).<br />
<strong>RETI:</strong> 24&#8242; pt rig. Cambiaghi (A), 38&#8242; pt Cristofoli (T), 26&#8242; st A. Cortinovis (A).<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio terso, spettatori 350. Ammonito Ruggeri per gioco scorretto. Corner 3-8, recupero 0&#8242; e 2&#8242;. Prima della partita il sindaco di Clusone Paolo Olini ha dato un attestato di benemerenza alla Primavera dell&#8217;Atalanta per lo scudetto 2019.</p>
<p><strong>Clusone</strong> – Il <strong>Telgate Sirmet</strong> è una squadra d&#8217;<strong>Eccellenza</strong> nel vero senso del termine. L&#8217;aver tenuto testa alla <strong>Primavera</strong> dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, giocandosela alla pari fino all&#8217;intervallo, è anzi la dimostrazione che sognare la categoria superiore è tutt&#8217;altro che una chimera. Quanto ai <strong>Brambilla</strong>-boys, giunti ai titoli di coda del ritiro di Clusone, siamo alla fase degli esperimenti: per mixare i 2001 coi 2002 ex Under 17 (oggi a riposo i fuoriquota tranne il capitano-rompighiaccio) ci vorranno tempo e pazienza.<br />
Partono forti i ragazzi di Alessio Pala, con <strong>Cristofoli</strong> (2&#8242;) a sganciare al volo dal limite sulla sponda di Germani, ma la mira è sbagliata di non molto. Stoppata al decimo dal muro bianco l&#8217;iniziativa di una Baby Dea a carburazione lenta, con Italeng ad aprire lo spazio a Ghisleni, capitan <strong>Zucchinali</strong> frena (13&#8242;) in chiusura l&#8217;assolo dello svincolato dal Chievo, fattosi largo convergendo da mancina. Al 18&#8242; Bulla impone l&#8217;alt a Cambiaghi, autore di taglio e rasoiata sinistra approfittando della catena di destra nerazzurra, mentre la prima conclusione nello specchio, centrale e dalla lunga, è firmata da <strong>Gyabuaa</strong> a un amen dal ventesimo su una seconda palla concessa dalla retroguardia ospite sul traversone di Brogni. Gestra predilige l&#8217;impostazione con sventagliata ai tre tenori davanti, che spesso di scambiano la posizione in pressing alto, e solo il singolo episodio può far deragliare il confronto dai binari della parità: il direttore di gara vede una spinta a <strong>Italeng</strong> (forse di Bulla), buttatosi a corpo morto sulla palla alta dal fondo di Ghisleni, e <strong>Cambiaghi</strong> infila il vantaggio spiazzante dal dischetto a mezz&#8217;altezza. Al 27&#8242; la reazione telgatese sfocia nell&#8217;ammollo di Lorenzo Cortinovis per l&#8217;ascensore di Cristofoli, che manca il sette di poco. Sette giri di lancetta e Zucchinali la tocca appena di stinco davanti all&#8217;area piccola sull&#8217;ennesima scodellata dalla corsia a seguito del sesto corner a favore, ma Gelmi raccoglie senza patemi. Senza angolazione anche la svettata di Italeng (35&#8242;), raggiunto da Brogni, ecco <strong>il pari (38&#8242;) in mezza bicicletta di Cristofoli</strong>, di sinistro, accarezzato dalla morbida scudisciata di Fusar Bassini.<br />
Nella ripresa intorno al 3&#8242; pericolosi <strong>Colonetti</strong> (rintuzzato in angolo dal muro difensivo) su schema da punizione con Ruggeri e quindi Guercilena con un fendente raccogliendo il tiro dalla bandierina susseguente; la risposta di Finardi da fuori finisce a lato. La girandola di cambi rallenta ritmi e idee fino alla traversa alta colta da <strong>Alessandro Cortinovis</strong> al 20&#8242;, liberato da Faye e Piccoli. Il fantasista cittadino si riserva il colpo in scavetto del sorpasso in canna liberandolo al 26&#8242; con un inserimento coronato dal tocco sotto figlio di una combinazione del reparto avanzato. A sei dal &#8217;90 Piccoli manca il tris alzando la mira di prima intenzione sul la di Gyabuaa per poi farsi deviare da Capitanio il diagonale sinistro.<strong> Uggeri</strong> tenta il jolly a giro al 44&#8242;, ma la sfera non si abbassa a sufficienza.</p>
<p><em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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