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	<title>Antonio e Luca Percassi &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Biennale pronto per Juric: l&#8217;ok dopo il vertice tra gestione sportiva e proprietà</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 06:29:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il nuovo profeta del pallone nerazzurro si chiama Ivan Juric. Alla fine, come preannunciato dalla pagina Facebook di Bergamo &#38; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/06/Juric.jpg"><p>Il nuovo profeta del pallone nerazzurro si chiama <strong>Ivan Juric</strong>. Alla fine, come preannunciato dalla pagina Facebook di Bergamo &amp; Sport dal direttore Matteo Bonfanti, che alla Casa del Giovane giovedì sera al Galà del Calcio Bergamasco ha raccolto la &#8220;soffiata&#8221; del collega Fabrizio Pirola, sarà davvero l&#8217;allievo prediletto del maestro a raccoglierne l&#8217;eredità. Aggiuntosi solo in settimana alla lista dei pretendenti alla successione di Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, ovvero Raffaele Palladino e Thiago Motta cui s&#8217;è unito a sua volta come outsider Patrick Vieira, il cinquantenne croato, giocatore del Gasp ai tempi del Crotone e del Genoa in cui avrebbe cominciato ad allenare da vice, è distante dal <strong>biennale</strong> a 2,5 milioni a stagione bonus compresi solo il <strong>vertice</strong> tra gestione sportiva e proprietà dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in corso da qui a breve.</p>
<p>Per l&#8217;okay, insomma, si aspetta il sì del proprietario co-chairman Stephen <strong>Pagliuca</strong> nel summit di stamani con Antonio e Luca <strong>Percassi</strong>, presidente e amministratore delegato, e il direttore sportivo Tony <strong>D&#8217;Amico</strong> che con Juric ha lavorato benissimo tra 2019 e 2021 all&#8217;Hellas Verona prima del triennio torinista del mister medesimo. Il 3-4-3 o 3-4-2-1 più o meno fisso e la filosofia calcistica del tutto combaciante con quella del neo tecnico della Roma, che ha lasciato Zingonia dopo un novennio favoloso, è stato ovviamente tra i fattori determinanti della scelta, ricaduta su di lui a dispetto del <strong>doppio subentro con esonero</strong> nella Roma e nel Souhtampton nell&#8217;ultima stagione, circostanza quest&#8217;ultima che allunga un po&#8217; i tempi tecnici dell&#8217;annuncio causa solito iter burocratico.</p>
<p>Il gioco offensivo e propositivo non cambia di mezza virgola. La certezza che si accompagna alla scommessa, ma ad alti livelli per allenare e dimostrare il proprio valore servono anche le occasioni. Il giallorosso per due mesi tra Daniele De Rossi e Claudio Ranieri è durato troppo poco allo scopo. Salvo sorprese o imprevisti dell&#8217;ultim&#8217;ora, quindi, Bergamo può accogliere il suo profeta designato dopo aver dovuto salutare l&#8217;artefice massimo di un ciclo forse irripetibile. Al buon Ivan, maestro del gegenpressing in campo e particolarmente focoso anche dentro l&#8217;area tecnica, la chance di mantenere la Dea ad asticella Olimpo.&nbsp;<br />
<em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Fatture false 2009-2014: assolti i Percassi e gli altri dirigenti del pallone</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Mar 2023 14:56:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il fatto non sussiste. La settima sezione penale del Tribunale di Napoli ha assolto, fra gli altri, anche Antonio e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/04/percassi.jpg"><p>Il fatto non sussiste. La settima sezione penale del Tribunale di <strong>Napoli</strong> ha assolto, fra gli altri, anche <strong>Antonio e Luca Percassi</strong>, rispettivamente presidente e amministratore delegato dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, dall&#8217;accusa di <strong>falso in fatture per operazioni fittizie</strong> relativa al periodo 2009-2014 nell&#8217;ambito della compravendita di calciatori. La posizione della società bergamasca, come specificato lo scorso 4 novembre da una nota ufficiale, riguardava <strong>due fatture emesse nel 2012 e 2013 per 10.500 euro di Iva</strong>, già passate comunque al vaglio delle Commissioni Tributarie senza contestazioni né procedimenti a carico.</p>
<p>Per i due dirigenti atalantini, comunque, lo scorso 3 novembre non era nemmeno arrivata la richiesta di condanna: i pm ne avevano anzi chiesto l&#8217;assoluzione. Niente pena nemmeno per Aurelio De Laurentiis (Napoli), Claudio Lotito (Lazio), Adriano Galliani (Monza, ma inquisito da dirigente del Milan, Andrea Della Valle (Fiorentina, ex) e Luca Campedelli (Chievo, società fallita). Condannato, invece, un solo imputato, <strong>Alessandro Moggi</strong>, a un anno di reclusione per la consulenza circa il trasferimento di Ezequiel Lavezzi dal Napoli al Paris Saint-Germain. Prescritto il giocatore. </p>
<p>I fatti in oggetto, invece, riguardano il periodo dal 2009 al 2014 circa il meccanismo per guadagnare in maniera illecita: quando si stipulavano i contratti di compravendita, i procuratori sarebbero diventati consulenti dei club acquirenti e i calciatori risparmiavano consistenti somme di denaro che, grazie ad operazioni fittizie e false fatturazioni milionarie, venivano addebitate ai club. </p>
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		<title>Piccoli e il gol salvezza dello Spezia. Basta stranieri strapagati per non giocare: scommettiamo su di lui</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2021 08:17:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;acuto da più sette sulla terzultima appena affondata, 29 a 22. By Roberto Piccoli. Ecco uno da riprendersi al volo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/07/Roberto-Piccoli_nEO_IMG-2-1024x668.jpg"><p>L&#8217;acuto da più sette sulla terzultima appena affondata, 29 a 22. By <strong>Roberto Piccoli</strong>. Ecco uno da riprendersi al volo, senza lasciarselo più scappare. Una girata di <strong>testa</strong> alla cinquina cronometrica nella ripresa, una delle tante specialità della casa, per il <strong>quinto</strong> gol stagionale in 18 presenze, il <strong>quarto</strong> in campionato in 15 partite di cui solo un terzo da titolare. E poco importa che dopo 67 giri di lancetta il suo attuale mister da bergamasco in prestito, il neopromosso Vincenzo Italiano, contro il <strong>Cagliari</strong> ieri nel tardo pomeriggio l&#8217;abbia sostituito col bomber scelto Mbala Nzola, poker al quoto più di lui in A e complessivamente: lo <strong>Spezia</strong> nel finale ha sofferto oltre il dovuto, senza l&#8217;architrave che tenesse su l&#8217;attacco e la palla, Pereiro ha risposto a Maggiore e solo l&#8217;offside ha impedito il pari sul 2 a Joao Pedro. </p>
<p>L&#8217;<strong>Atalanta</strong> e <strong>Piccoli</strong> s&#8217;erano lasciati con 3 apparizioni in croce in prima squadra concesse da Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, Empoli e Udinese due annate fa e Brescia quella scorsa. Con la <strong>Primavera</strong>, due titoli nazionali in serie e la palma del capocannoniere di Youth League alla prima apparizione dei baby nerazzurri. Ma il giovane fenomeno di <strong>Sorisole</strong>, fisico da carrarmato, cresciuto nei Pulcini della <strong>Sorisolese</strong> sotto i <strong>fratelli Pietro e Alfio Fiorona</strong>, passato dal Villa d&#8217;Almè e dalla Tritium prima dell&#8217;approdo naturale a Zingonia, è il primo a meritarsi già la richiamata alla base in estate. Perché ha saputo farsi strada in un reparto offensivo che fa affidamento più sulle ali (Verde, Farias, l&#8217;assistman di giornata Gyasi) e ha avuto infortuni in serie compreso Andrey Galabinov che in autunno sembrava il re dei re. Spianando agli Aquilotti la via della <strong>salvezza</strong>.</p>
<p>La famiglia <strong>Percassi</strong> e il Gasp possono scommetterci a occhi chiusi. Il confronto con Sam <strong>Lammers</strong>, investimento da <strong>9 milioni</strong> dal PSV Eindhoven e caduto progressivamente nel dimenticatoio, ovvero sul fondo della panchina, risulta abbastanza impietoso. Lo dicono i numeri, mica è una boutade per fare notizia. E poi ha calato il jolly dell&#8217;ex nel finale contro i suoi stessi colori, nell&#8217;ultimo scontro diretto sotto la Maresana, con quella stoccata davanti all&#8217;area piccola per tramutare in oro il gioco tra punta esterna e centrocampista, Diego Farias dal fondo e Nahuel Estevez di sponda al volo. Inter e Roma le vittime precedenti (sempre da 0 punti, ma è un dettaglio), più il Bologna nel quarto turno di Coppa Italia. Vinto, in quel caso. Il &#8217;97, tulipano mai veramente sbocciato eppure spacciato per campioncino in fioritura, non regge sul piano delle statistiche. 15 i match complessivi di che ne ha avuto il passo sbarrato nella provinciale da Champions: 5 volte su 15 da titolare in campionato e 2 su 3 nel trofeo della coccarda sono meglio di 1 su 12 e 1 su 1, dato ripetuto in coppa nel cappotto casalingo col Liverpool. Il prodotto nostrano ha calcato fin qui i terreni di gioco ben più del doppio del &#8220;rivale&#8221; d&#8217;importazione, 732 minuti contro 301. </p>
<p>Non ci si venga a dire che qualche rimpianto non sarà affiorato tra dirigenza e staff tecnico di casa: <em>&#8220;Non fosse arrivato l&#8217;olandese, Piccoli sarebbe potuto restare a Bergamo. Sta vivendo una bella esperienza e di tanto in tanto segna&#8221;</em>, ha riconosciuto il Profeta di Grugliasco alla vigilia dello scontro diretto, la partita del cuore del ragazzo lasciato andare a titolo temporaneo in riva al Golfo dei Poeti. Nato a Bergamo il 27 gennaio 2001, Piccoli, 47 partite e 33 palloni in fondo al sacco con la Primavera di Massimo Brambilla, conosce il suo esordio tra i grandi il 15 aprile 2019 con l&#8217;Empoli risultando decisivo nell&#8217;uno-due con Andrea Masiello contro l&#8217;Udinese una decina di giorni più tardi per il rigore rompighiaccio (carica di Sandro sul viareggino) di Marten de Roon. Non l&#8217;ha mai messa, Roberto, nemmeno nello spezzone col derby contro le Rondinelle nel post lockdown. Ora, però, si sta facendo largo tra i nuovi centravanti di scuola italiana. L&#8217;Atalanta può richiamarlo in aula, qualche lezione ormai può darla anche lui.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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