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	<title>Atalanta-Valencia &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Hateboer, la doppietta nella &#8220;partita zero&#8221; e la parrocchia di Colognola: ricordi del 2020 per iniziare al meglio l&#8217;anno nuovo</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2021 12:00:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Silvia Casanova Ci siamo appena lasciati alle spalle un anno orrendo, da terza guerra mondiale ancora in corso, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/11/Hateboer-e-Vidal.jpg"><p><em><strong>di Silvia Casanova</strong></em></p>
<p>Ci siamo appena lasciati alle spalle un <strong>anno orrendo</strong>, da terza guerra mondiale ancora in corso, che dobbiamo sconfiggere sì con il vaccino, ma soprattutto con le semplici ed efficaci <strong>precauzioni</strong>, ossia lavaggio frequente delle mani, uso obbligatorio della mascherina ed evitare assembramenti e abbracci vari soprattutto tra i non conviventi. Altrimenti, ciao Pep: quarta guerra mondiale! E’ stato un anno solare calcistico ottimo per la nostra e vostra amata <strong>Atalanta</strong>, ma pure molto triste e vergognoso per essere stati noi <strong>bergamaschi</strong> chiamati in causa come gli <strong>untori</strong> del <strong>Covid-19</strong> o Corona che sia (almeno non Fabrizio, per carità!), per aver partecipato in massa al big match di San Siro di Champions League tra <strong>Atalanta e Valencia</strong>, dove 45 mila persone il 19 febbraio scorso erano accorse felici festeggiando alla fine il 4 a 1 al Valencia con doppietta di <strong>Hans Hateboer</strong>, l&#8217;oggetto dell&#8217;aneddoto per iniziare bene il 2021, e i gol di Giuseppe Ilicic e Remo Freuler. Tuttora, infatti, e siamo a gennaio, sono in corso le verifiche del caso per la cosiddetta <em><strong>“ partita zero”</strong></em>. Era solo una partita, poi come sempre bisogna incolpare qualcuno o qualcosa quando succedono certi eventi che siano belli o bruttissimi come in questo caso.</p>
<p>Addirittura si decise dai grandi vertici di <strong>sospendere tutto lo sport</strong> in generale e pure il calcio. Dal 3 marzo 2020 sono rimasti tutti a casa, salvo l’ultima partita disputata il 9 tra Sassuolo e Brescia, un recupero disputato in ritardo per la scomparsa del Presidente neroverde Giorgio Squinzi (nonostante la sua dichiarata fede rossonera) il 2 ottobre precedente. Il <strong>campionato</strong> sarebbe poi ripreso ufficialmente il 20 giugno 2020 con Torino-Parma, preceduto dal big match di Coppa Italia tra Milan e Juventus, per arrivare ai giorni nostri col Diavolo primo e la Dea settima, ma&nbsp; con passaggio del turno in Champions ora ai box. A causa del Covid si gioca a porte chiuse e <strong>si sente tutto quello che si dicono giocatori e allenatori</strong> in campo. Forse in questo silenzio surreale il signor <strong>Papu</strong> non se n&#8217;è mai accorto, ma questa è un’altra storia&#8230; Per scegliere un avvenimento non calcistico che riguarda pur sempre la nostra beneamata <strong>Atalanta</strong>, vi racconto un <strong>episodio</strong> molto semplice ma divertente accaduto a me e anche a mio <strong>cugino Francesco</strong> che è stato il primo &#8220;scopritore&#8221; del fatto. Ci trovavamo al <strong>battesimo</strong> della mia Nipotina, figlia di mia sorella, che non è pazza come me anche se suo marito l&#8217;ha conosciuto allo stadio quando lei faceva la Miss o meglio l&#8217;accompagnatrice in tribuna, alla chiesa di <strong>San Sisto</strong> in <strong>Colognola</strong> esattamente il 30 agosto. Ero seduta nei primi banchi e vicino avevo appunto Francesco che continuava a picchiarmi dentro nel braccio dicendomi: <em>“Guarda là vicino alla porta, in piedi c’è uno che per me è un giocatore della Dea!”</em>. Io mi girai ma era lontano, anche se avevo gli occhiali non riuscivo bene a vederlo e quindi riconoscerlo anche perché il famoso lui era “camuffato” e così siamo rimasti tutto il giorno col dubbio amletico che ci ronzava in testa.</p>
<p>Poi ci siamo detti pazienza, se fosse stato lui lo avremmo forse ribeccato visto che la sottoscritta abita a Colognola e frequenta la messa domenicale da brava cristiana e brava persona (che ridere!). E infatti ecco che una bella domenica di<strong> settembre, il 27, il giorno dopo l&#8217;esordio con gol in campionato al Torino,</strong>&nbsp;si risolverà l’enigma&#8230; Sempre da buona cristiana mi recai alla Santa Messa e decisi, perché forse me lo sentii, di mettermi all’ingresso della <strong>porta</strong> famosa pur di stare in piedi con la speranza di rivedere il famoso forse calciatore. Difatti, dopo cinque minuti dal mio arrivo, ecco spuntare un bellissimo ragazzo. Me lo ritrovai fianco a fianco (un caso o fece apposta?) e stavolta dopo un attimo di smarrimento lo riconobbi: udite udite, era proprio il mitico <strong>HANS HATEBOER, l’olandese volante</strong>. Aveva proprio ragione Francesco. Stavolta, infatti, avendolo lì a un passo non ho dubbi, riconoscendolo dal fisico e dall’abbigliamento, ossia <strong>pantaloncino nero d’ordinanza da allenamento</strong>, camicia bianca, scarpe super da tennis, retina alla caviglia e iPhone di lusso in mano. Scoperto il famoso lui, cominciai a guardarlo, visto che pure l’occhio vuole la sua parte. Lui capii di essere stato riconosciuto, <strong>rise sotto i baffi</strong> e pure a me scappava da ridere, anche se avrei voluto tanto stringergli almeno la mano, cosa impossibile anche in chiesa. Dare <strong>l’offerta</strong> però si può, e il signor Hans ne fece una bellissima da 50 euro. Non il classico e rumoroso euro che di solito la gente offre. E quindi, tombola completata e vittoria assicurata per il cugino che l&#8217;aveva scovato. <em>L’era prope famùs</em>.</p>
<p>Anche se sono di fede <strong>milanista</strong>, questo piccolo ma simpatico episodio mi ha resa molto felice e ora vado sempre a messa con la voglia in più di rivedere <strong>l&#8217;eroe della Partita Zero</strong>, ragazzo discreto e generoso. Mi giro sempre, se sono seduta nei banchi, a vedere se c&#8217;è, ma per il suo lavoro non sempre può essere presente. Anche se il signor <strong>Gasperini</strong>, quando si gioca di sabato a Bergamo, potrebbe lasciarlo libero di recarsi alla chiesa di San Sisto, e senza problemi glielo controllo io il suo gioiello, sia di giocatore sia di uomo. Ecco, ho voluto raccontarvi questo simpatico episodio accadutomi in questo anno ormai vecchio e surreale per augurarvene a tutti uno <strong>nuovo</strong> ricco di sole e di cose belle. E che la <strong>pandemia</strong> ci lasci al più presto, che vi capitino solo storie belle anche se semplici ma che portino anche solo per un’ora tanta felicità ed emozione. Sperando di potere, con il 2021 appena cominciato, tornare a calcare i nostri amati stadi per tifare a squarciagola, per la Dea o per chi ci pare. Tanti <strong>auguri</strong> a tutto il mondo.</p>
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		<title>Bombardini sul Coronavirus: &#8220;Atalanta-Valencia? Facile parlare col senno di poi&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 15:25:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Parlare col senno di poi sostenendo che Atalanta-Valencia non sarebbe stata da disputare è inutile&#8221;. Parola di Davide Bombardini, ex [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/03/Bombardini.jpg"><p><em>&#8220;Parlare col senno di poi sostenendo che <strong>Atalanta-Valencia</strong> non sarebbe stata da disputare è inutile&#8221;</em>. Parola di <strong>Davide Bombardini</strong>, ex giocatore nerazzurro oltre che di Palermo, Salernitana, Roma, Bologna e Albinoleffe, interpellato da <em><strong>Mediagol</strong></em>: <em>&#8220;Stamattina ne ho discusso con due amici procuratori di <strong>Bergamo</strong> e anche loro imputano potenzialmente la pandemia di Coronavirus scoppiata a Bergamo col bagno di folla a San Siro in <strong>Champions League</strong>&#8220;</em>, osserva l&#8217;ex centrocampista offensivo mancino.</p>
<p><em>&#8220;Col senno di poi il calcio avrebbe dovuto fermarsi prima, ma si sa che in Italia è l&#8217;ultima cosa che si pensa di poter sospendere. Non serve a niente dire adesso che l&#8217;Uefa non avrebbe dovuto far giocare quella partita a porte aperte</em>&#8211; il ragionamento del romagnolo classe 1974 -. <em>Probabilmente il contagio era già in corso anche a Valencia. Ora come ora anche a Milano da una quindicina di giorni ci atteniamo a regole ferree: mia figlia non va più a scuola da un mese, io esco di casa solo per fare la spesa. Bisogna usare precauzioni per rispetto di tutti, i primis i medici che negli ospedali salvano vite&#8221;</em>.</p>
<p> L</p>
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		<title>Chi è Oliver, l&#8217;arbitro di Atalanta-Valencia che (Buffon dixit) ha un bidone al posto del cuore</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Feb 2020 12:03:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Michael Oliver, l&#8217;arbitro internazionale dal 2010 designato per l&#8217;ottavo di finale di andata a San Siro contro il Valencia, ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/02/arbitro-Michael-Oliver-Atalanta-vs-Valencia.jpg"><p><strong>Michael Oliver</strong>, <strong>l&#8217;arbitro </strong>internazionale dal 2010 designato per l&#8217;<strong>ottavo di finale</strong> di andata a San Siro contro il <strong>Valencia</strong>, ha 35 anni da compiere proprio il giorno dopo la partita della vita per l&#8217;Atalanta. Ma il mondo del calcio va così. Del resto Berat <strong>Djimsiti</strong>, uno degli alfieri in campo del sogno nerazzurro, ne fa 27 proprio il 19 febbraio, quello della serata clou. Ma chi è il direttore di gara scelto dall&#8217;Uefa per la storica sfida contro i Pipistrelli?</p>
<p><strong>506 </strong>partite arbitrate alle spalle di cui 26 per Nazionali a partire dai Mondiali Under 17 (fino agli Under 20 a livello di tornei) e <strong>18 </strong>(4 nei turni di qualificazione) in <strong>Champions League</strong>, Oliver è di <strong>Ashington </strong>nel Northumberland, la stessa città dei fratelli Jackie e Bobby <strong>Charlton</strong>, rispettivamente colonne di Leeds e Manchester United col primo poi ben più noto per aver allenato la nazionale irlandese.</p>
<p>Come del resto l&#8217;inglese col fischietto in bocca va più famoso per l&#8217;esplosione di rabbia contro di lui di Gigi <strong>Buffon</strong>, che l&#8217;accusò di avere <strong><em>&#8220;un bidone della spazzatura al posto del cuore&#8221;</em></strong>per aver assegnato il rigore al <strong>Real Madrid </strong>sullo 0-3 con la<strong> Juve</strong> quando ormai si profilavano i supplementari. Era l&#8217;<strong>11 aprile 2018: Oliver</strong>, che aveva già incrociato i bianconeri nei gironi contro lo Sporting Lisbona a Torino (2-1 per i locali), sanzionò la carica da dietro (scarpa sul petto, appena sfiorato) di <strong>Benatia su Lucas Vazquez</strong> consentendo a Cristiano Ronaldo, autore di una spettacolare rete in bicicletta all&#8217;andata, di segnare il penalty della qualificazione alle semifinali.</p>
<p>Ma l&#8217;ufficiale di gara di dopodomani, che dal punto di vista regolamentare in quell&#8217;occasione non poteva essere certo imputato di alcun errore, è ben altro che il bersaglio dell&#8217;ira funesta del portierone juventino e azzurro (ex). In patria è uno da <strong>finali</strong>: da quella dei playoff di League One tra Millwall e Scunthorpe United nel 2009 fino alla <strong>FA Cup Chelsea-Manchester United (1-0)</strong> del 19 maggio di due anni fa, passando per la Community Shield Arsenal-Manchester City (3-0) del 10 agosto 2014 e la EFL Cup Liverpool-Manchester City (2-4 ai rigori) del 28 febbraio 2016.</p>
<p>La <strong>Juventus</strong>, peraltro, non è l&#8217;unica squadra italiana di club diretta dall&#8217;interessato. Ci sono anche la <strong>Lazio</strong> (1-1 in casa del Galatasaray nel turno intermedio di Europa League il 18 febbraio 2016), la Fiorentina (1-2 dal Basilea nel girone il 17 settembre 2015) e infine il <strong>Napoli</strong> (ko a Rotterdam col Feyenoord, 2-1, il 6 dicembre 2017 nel girone di CL). Ha poi fischiato tre volte la Nazionale senior, più una l&#8217;Under 21. Delle contendenti di mercoledì sera ha avuto a che fare solo col <strong>Valencia</strong>, nei <strong>quarti di andata di Europa League vinti 3-1</strong> (doppietta di Guedes e Wass, Marcelino in panchina, poi sostituito da Albert Celades) in casa del Villarreal, un derby, l&#8217;11 aprile del 2019. Completano <strong>il team arbitrale, tutto all&#8217;inglese</strong>, gli assistenti Stuart Burt e Simon Bennett, il quarto umo Martin Atkinson, il Var Chris Kavanagh e l&#8217;AVar Craig Pawson.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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