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	<title>Beppe Rota &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Beppe Rota e l&#8217;ospite olimpico: Cova a Sovere sabato 12</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2022 15:10:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ennesima parata di sportivi che hanno dipinto un&#8217;epoca con le loro pennellate di classe ma soprattutto di sacrificio, in allenamento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/10/Beppe-Rota-Bsronchelli-e1667229025308.jpg"><p>L&#8217;ennesima parata di sportivi che hanno dipinto un&#8217;epoca con le loro pennellate di classe ma soprattutto di sacrificio, in allenamento come in gara. O in corsa, visto che la guest star del cameraman-collezionista di maglie <strong>Beppe Rota</strong>, dall&#8217;una e mezza a oltranza nel suo studio di Sovere, è <strong>Alberto Cova</strong>, cui sarà dedicato l&#8217;incontro del prossimo <strong>sabato 12 novembre</strong>: si tratta, per chi non sapesse, del campione olimpico dei 10000 metri piani ai Giochi di Los Angeles 1984, dopo essere stato mondiale a Helsinki 1983 ed europeo ad Atene 1982, anno in cui ebbe inizio il suo lungo interregno da primatista italiano dei 5 mila fino allo scettro sottrattogli nel &#8217;90 da Salvatore Antibo.</p>
<p>L&#8217;altro ospite d&#8217;onore, invece, viene da tutt&#8217;altra disciplina sportiva. A fianco del sessantaquattrenne brianzolo di Inverigo, c&#8217;è il sessantanovenne, nativo di Ceresara (Mantova) ma cresciuto ad Arzago d&#8217;Adda, Gianbattista &#8220;G.B.&#8221; <strong>Baronchelli</strong>, provetto corridore ciclista, molto amato in tutta la Lombardia. Professionista dal 1974 al 1989, argento ai Mondiali di Sallanches nel 1980, ha all&#8217;attivo due <strong>Giri di Lombardia</strong>, un Giro del Piemonte, un Giro di Romandia (&#8217;77), sei Giri dell&#8217;Appennino consecutivi e cinque tappe al <strong>Giro d&#8217;Italia</strong> che gli valse tre podi, due da secondo (nel &#8217;74 dietro Merckx e davanti a Gimondi, nel &#8217;78 dietro De Muynck) e uno da terzo (nel &#8217;77, vittoria di Pollentier). Da Beppe Rota, insomma, la crème de la crème, anche se di un&#8217;altra generazione: gli eroi dello sport vanno celebrati dal vivo e nella memoria collettiva.<br />
<a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/10/Beppe-Rota-Bsronchelli.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-122228" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/10/Beppe-Rota-Bsronchelli.jpg" alt="" width="514" height="728"></a></p>
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		<title>Il 40esimo di Spagna &#8217;82 tra maglie, vip, azzurri e partita del cuore: a Solto Collina con Beppe Rota</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2022 08:19:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Eccellenze aziendali e professionali]]></category>
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		<category><![CDATA[15-16 ottobre]]></category>
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		<category><![CDATA[Spagna '82]]></category>
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					<description><![CDATA[Incontri, cena, sfilata di casacche del Club Italia degli ultimi vent&#8217;anni e infine, come il calcio e i sentimenti comandano, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/10/Beppe-Rpta-Solto-Collina-Italia-40esimo-mondiale.jpg"><p>Incontri, cena, <strong>sfilata</strong> di casacche del Club Italia degli ultimi vent&#8217;anni e infine, come il calcio e i sentimenti comandano, la <strong>partita del cuore</strong>. La collezione di <strong>maglie</strong>, oltre tremila, è solo una fetta della torta ricchissima del weekend del <strong>15-16 ottobre</strong> all&#8217;Oratorio San Giovanni Bosco di <strong>Solto Collina</strong>. Dove l&#8217;animatore della due giorni all&#8217;insegna dell&#8217;amarcord azzurro di <strong>Spagna &#8217;82</strong> sarà <strong>Beppe Rota</strong>, il videomaker di Sovere attivo a TeleBoario, il collezionista prossimo all&#8217;uscita della sua autobiografia da &#8220;Novantanove più uno&#8221; storie scritte da altrettanti personaggi incontrati lungo il cammino della passione più genuina per lo sport più bello del mondo. L&#8217;opera prima che gli è valsa le felicitazioni, riportate nella lettera a piè d&#8217;articolo, di Giovanni <strong>Malagò</strong>, presidente del Coni.</p>
<p>Sabato l&#8217;apertura di <strong>programma</strong> di un calendario fitto, alle cinque e mezza, tra le autorità &#8211; tra cui l&#8217;assessore al Turismo del paese Sabrina <strong>Amaglio</strong>, l&#8217;omologa di Regione Lombardia, Lara <strong>Magoni</strong> &#8211; e la guest star Ivano <strong>Bordon</strong>, la riserva di Dino Zoff nei moschettieri di Enzo Bearzot che durante la cena racconterà il suo libro &#8220;In presa alta&#8221; scritto a quattro mani con Jacopo Dalla Palma. Garantita la presenza del selezionatore della Nazionale Sordi, il cavalier Igor <strong>Trocchia</strong>, e di tanti ex o attuali atalantini tra cui il coordinatore tecnico del vivaio di Zingonia Giancarlo <strong>Finardi</strong>, Daniele <strong>Capelli</strong>, Lino Mutti e German <strong>Denis</strong> che gioca tuttora nella <strong>Real Calepina</strong>, più altri bergamaschi che hanno dato o stanno dando lustro al pallone di casa nostra come Sandro <strong>Salvioni</strong>, Claudio Foscarini, Luigino <strong>Pasciullo</strong>, il delegato e il consigliere di Bergamo della FIGC Nicola <strong>Radici</strong> e Gianlauro <strong>Bellani</strong>.</p>
<p>La <strong>domenica</strong>, invece, passerella al campo sportivo alle tre pomeridiane per le divise anche della serie A e a seguire, alle 16, la sfida tra la Asd <strong>Collina</strong> del presidente Fabio Zanni e <strong>l&#8217;Approdo</strong>, la squadra del compianto Emiliano <strong>Mondonico</strong> rappresentato dalla figlia Clara. A pelo d&#8217;erba, agli ordini dell&#8217;arbitro Mario <strong>Mazzoleni</strong>, l&#8217;ex professionista <strong>Jeda</strong>, il capitano dell&#8217;Italia Amputati Carlito <strong>Avelli</strong>, degli ex nerazzurri Maurizio Secomandi e Roberto <strong>Previtali</strong> (allenatore dell&#8217;Under 15). Quindi, alle sei e mezza, l&#8217;aperitivo coi campioni: guest star designate, Pierluigi <strong>Pizzaballa</strong>, portiere della Dea vincitrice della Coppa Italia del &#8217;63, a oggi l&#8217;unico trofeo in bacheca, e la presentazione del libro di Jeda &#8220;Figlio del grande fiume&#8221; raccontato dall&#8217;autore Maurizio Malavasi. Per info, Sabrina Amaglio (349/3376108), Beppe Rota (mostra aperta dalle 17 alle 24 sabato, dalle 14 alle 23 domenica; 335/6890834), Daniele Pedrazzoli (consigliere delegato allo Sport del Comune di Solto Collina; 347/4653595) e 340/2556133 &#8211; 340/4745640 per la prenotazione (entro mezzogiorno di giovedì 13) della cena del sabato a spiedo con polenta.<br />
<em><strong>S.F.</strong></em><br />
<a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/10/Beppe-Rota-biografia-Malago.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121413" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/10/Beppe-Rota-biografia-Malago.png" alt="" width="364" height="728"></a></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/10/Beppe-Rpta-Solto-Collina-Italia-40esimo-mondiale.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121414" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/10/Beppe-Rpta-Solto-Collina-Italia-40esimo-mondiale.jpg" alt="" width="515" height="728" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/10/Beppe-Rpta-Solto-Collina-Italia-40esimo-mondiale.jpg 515w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/10/Beppe-Rpta-Solto-Collina-Italia-40esimo-mondiale-212x300.jpg 212w" sizes="(max-width: 515px) 100vw, 515px" /></a></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/10/Beppe-Rota-biografia-Malago-e1664925648962.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-121413" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/10/Beppe-Rota-biografia-Malago-e1664925648962.png" alt="" width="363" height="527" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/10/Beppe-Rota-biografia-Malago-e1664925648962.png 363w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/10/Beppe-Rota-biografia-Malago-e1664925648962-207x300.png 207w" sizes="auto, (max-width: 363px) 100vw, 363px" /></a></p>
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		<title>Presto la biografia di Beppe Rota, il collezionista di maglie: &#8220;Ma ci saranno due sequel&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2022 10:00:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sovere &#8211; In Bergamasca i cantieri sono figli della cultura materiale del territorio, ma alla fin fine ci piacciono perché [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2015/03/Stefano-Vecchi-e-Giancarlo-Finardi-con-Beppe-Rota-1024x801.jpg"><p><strong>Sovere</strong> &#8211; In <strong>Bergamasca</strong> i cantieri sono figli della cultura materiale del territorio, ma alla fin fine ci piacciono perché ne nascono case. Così come dal nostro agire quotidiano nascono storie, spesso bellissime eppure sottotraccia finché non si aprono brecce nell&#8217;epidermide della diffidenza per lasciare scoperte le emozioni allo stato brado. Le <strong>99 storie più 1</strong> dhe riguardano un personaggio che è in realtà vuole essere una persona e basta, magari un po&#8217; speciale e irrituale, cento <strong>testimonianze</strong> per chi nell&#8217;aprile scorso ha raggiunto quota <strong>50</strong> con l&#8217;anagrafe. Una biografia in cantiere da allora e adesso prossima alle stampe, ma senza l&#8217;auto davanti, perché di <strong>Beppe Rota</strong>, collezionista di <strong>maglie</strong> da calcio oltre quota tremila e d&#8217;incontro con foto ricordo e autografi di vip fino a <strong>Papa Francesco</strong>, parleranno, anzi l&#8217;hanno già fatto, scrivendo qualche riga ciascuno nero su bianco, proprio tutti i grandi protagonisti del pallone avvicinati con simpatia e passione in tutti questi anni.</p>
<p>Il videomaker e cameraman di <strong>Sovere</strong>, nel bel mezzo di servizi e produzioni televisive, tra cui il famoso programma <strong>&#8220;Dillo a Beppe&#8221;</strong> su <strong>TeleBoario</strong>, nel suo studio ha spesso ospitato in tutti questi anni eventi a tema ospitando calciatori e addetti ai lavori, figurine vogliose di staccarsi dall&#8217;album per raccontare in carne e ossa storie di sport e soprattutto di vita vissuta. Come Francesco <strong>Acerbi</strong>, abbastanza forte da rivelare, ormai guarito a passato dal Milan al Sassuolo, nel maggio del 2014, di aver superato lo scoglio del tumore ai testicoli grazie all&#8217;amore dei tifosi e per il pallone. Chi avrebbe mai pensato che Ace, dal Basso Milanese, fan rossonero, sarebbe finito trentaquattrenne all&#8217;Inter dopo la gloria laziale?</p>
<p>Adesso, invece, dopo aver fatto conoscere gli assi e gli idoli di tutti noi  è arrivata l&#8217;ora di <strong>raccontare lui</strong>, <strong>Beppe</strong>, uno pronto a scendere dalla sua valle per filmare la presentazione della <strong>maglia</strong> dell&#8217;AlbinoLeffe, come del resto aveva fatto con tutte le precedenti firmate Acerbis. Uno che due edizioni fa è finito anche a <strong>Sanremo</strong>. Uno che tre anni prima aveva chiesto e ottenuto dal Sommo Pontefice l&#8217;autografo sulla maglia del Papu <strong>Gomez</strong>, già giocatore del <strong>San Lorenzo</strong> quando aveva il Cholo Simeone in panchina, <em>El Cuervo</em> per tutti i bonaerensi, il club tifato dal tifoso Jorge Mario Bergoglio. E, ancora, uno che confeziona il personalissimo calendario facendolo tenere a battesimo, senza le grandi muraglie e le isterie da campanile, per il 2016, dal mister bresciano Gigi <strong>Maifredi</strong>, quello del calcio champagne dalle bollicine assicurate nell&#8217;Orceana e nel Bologna di Gino Corioni. Come dimenticare le serate da di tutto e di più, con <strong>Enock</strong> Barwuah (ai tempi dell&#8217;Uesse Sarnico) fratello di Mario Balotelli e Marcello Torre Calabria del Grande Fratello, decine di intervenuti in pieno inverno, roba da caldo cubano senza bisogno di accendere il riscaldamente, misura anti-putiniana tanto in voga oggi?</p>
<p>Ci hanno pensato in tanti, a farci sapere chi è Beppe Rota, figlio del compianto Enzo e di Francesca che lo accompagna ovunque nelle sue scorribande professionali, al netto della prefazione vergata dal super telecronista Bruno <strong>Pizzul</strong> che ha accompagnato molti di noi dall&#8217;infanzia all&#8217;età matura: dagli Eroi del Mundial spagnolo vinto nell&#8217;Ottantadue ai nerazzurri soprattutto degli anni ottanta, tra cui Marino <strong>Magrin</strong>. <em>&#8220;Ho ancora con me il ricordo dell&#8217;incontro con <strong>Pablito Rossi</strong>, poi prematuramente scomparso. Nel libro c&#8217;è anche lui, non sono ancora convinto al 100 per cento della copertina e forse nemmeno del titolo, ma manca davvero pochissimo</em> &#8211; ci fa sapere Beppe -. <em>Semplicemente ho chiesto a tutti questi grandi amici che mi sono fatto e ho coltivato grazie alla collezione di maglie di scrivere un contributo, un pensiero che potesse definire quello che sono e come mi vedono. Ci saranno almeno due sequel: mica pensavate che sarebbe finita qui?&#8221;</em>. Resistendo alla tentazione di spoilerare in eccesso, attendiamo con fervore e impazienza l&#8217;invito al vernissage dell&#8217;opera prima di Beppe, il tifoso-collezionista-videomaker che ci ricorda che dietro un idolo c&#8217;è sempre una grande storia. Proprio come la sua, declinata in novantanove più una.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em><br />
<em><strong>(nella foto Studio Fotografico f.f. Tarzia, Beppe Rota a una serata con Stefano Vecchi e Giancarlo Finardi)</strong></em></p>
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		<title>Acerbi ospite da Beppe Rota: &#8220;Guarito grazie all&#8217;affetto dei tifosi&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 20 May 2014 12:31:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sovere – Il sorriso di Francesco è quello di tutti i malati di pallone: “A luglio comincerò la preparazione. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/05/serata-1024x768.jpg"><p><strong>Sovere</strong> – Il sorriso di Francesco è quello di tutti i malati di pallone: “A luglio comincerò la preparazione. Il mio futuro è sul campo, non ho mai pensato nemmeno un secondo di lasciare. E se sono qui a parlarne è merito dell&#8217;affetto di chi ha lottato con me, magari incoraggiandomi con un semplice messaggino”. Nelle parole di <strong>Francesco Acerbi</strong>, le certezze di chi non si arrende dopo aver sconfitto il male (quello vero) due volte: la prima nello scorso precampionato con l&#8217;operazione d&#8217;urgenza, poi con la chemioterapia per fronteggiare il ritorno a dicembre – scoperto grazie all&#8217;antidoping di Cagliari-Sassuolo – del tumore testicolare che aveva deciso di ripresentare il conto a un ragazzone tutto calcio e salute come lui. Il numero 15 neroverde parla a cuore aperto a una platea bergamasca (presenti anche il fratello del sassuolese Federico, portiere in forza alla Giana neopromossa in Lega Pro, il bomber di Pianico <strong>Simone Magnaghi</strong>, la bandiera nerazzurra <strong>Eligio Nicolini</strong> e <strong>Marcello Torre Calabria</strong>, vincitore del “Grande Fratello” nel 2009), ospite del videomaker <strong>Beppe Rota</strong> nel suo studio di Sovere: “L&#8217;ho conosciuto anni fa e abbiamo subito stretto amicizia – precisa il cameraman-conduttore-collezionista di maglie, volto noto di TeleBoario con la sua trasmissione &#8216;Dillo a Beppe&#8217; -. Ci accomuna la passione per il pallone, visto che io ho giocato fino a 17 anni come portiere nella squadra del mio paese, e anche il fatto di avere perso il papà ancora giovane. Cose che ti insegnano ad apprezzare la vita ancora di più, anche quando è costellata di ostacoli”.<br />
Acerbi, cui lo showman della Val Borlezza (ma di fama nazionale) ha perfino dedicato una canzone nell&#8217;incontro di lunedì sera coordinato dal giornalista sportivo de “L&#8217;Eco di Bergamo” <strong>Federico Errante</strong> e dal direttore artistico di Radio Due Laghi di Sesto Calende <strong>Simone Zani</strong>, racconta come ha affrontato la partita della vita senza rinunciare all&#8217;ironia: “Cosa ho provato quando me l&#8217;hanno detto? Una bottiglia di vino. Scolata tutta. Ottima, anche perché sono riuscito a dormirci su senza pensare troppo”. E aggiungendoci qualche particolare inedito: “Come ormai tutti sapranno, sarei dovuto venire a Bergamo perché l&#8217;interesse reciproco effettivamente c&#8217;era. Non se n&#8217;è fatto nulla perché s&#8217;è aperto un altro fronte di mercato in Emilia e ho deciso di andare a giocare lì. È stata solo una mia scelta”. L&#8217;aria di provincia, dopo la fine della seconda esperienza al Chievo (in prestito, con metà cartellino del Genoa), per il ventiseienne difensore centrale di Vizzolo Predabissi (concittadino dell&#8217;ex portiere dell&#8217;AlbinoLeffe Paolo Branduani) è stata un&#8217;opzione consapevole per tornare a respirare: “L&#8217;ambiente di Milanello è un po&#8217; particolare e col senno di poi, da tifoso del Diavolo e da professionista, ammetto che certe cose avrei fatto meglio a tenerle per me. La numero 13 di Nesta, poi, figurarsi se avrei potuto osare chiederla io: me l&#8217;hanno data, punto. A Sassuolo è tutto l&#8217;opposto, con una bandiera come Magnanelli a serrare le file nello spogliatoio e in campo. Ma se sono guarito dopo un ciclo di cura che, ve l&#8217;assicuro, vi sfonda e vi costringe a casa a far niente anziché a correre ed allenarvi, lo devo a tutti i tifosi di calcio che mi si sono stretti intorno”.<br />
<strong>Simone Fornoni</strong></p>
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