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	<title>biografia &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>&#8220;Gregario&#8221;: il libro di Federico Biffignandi su Alessandro Vanotti il 28 alla Biblioteca dello Sport</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 16:49:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 28 aprile, segnatevi la data, alla Biblioteca dello Sport di Seriate, sarà la &#8220;prima&#8221; in Bergamasca e assoluta. Un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/04/Alessandro_Vanotti_-_Criterium_du_Dauphine_2012_-_Prologue_cropped-pg-Mathieu-Rigler.jpg"><p>Il <strong>28 aprile</strong>, segnatevi la data, alla Biblioteca dello Sport di Seriate, sarà la &#8220;prima&#8221; in Bergamasca e assoluta. Un manuale per i giovani ciclisti di oggi e di domani. <strong>Alessandro Vanotti</strong>, ex professionista bergamasco, esordisce in libreria con la <strong>biografia</strong> scritta a quattro mani col giornalista <strong>Federico Biffignandi</strong>. L&#8217;opera, per Bolis Edizioni, contiene una serie di aneddoti che ne ripercorrono la dozzina d&#8217;anni al servizio dei campioni più affermati dei primi anni Duemila.&nbsp;</p>
<p><strong>Vanotti</strong>, il gregario per eccellenza degli ultimi decenni, incoronato dalla Gazzetta dello Sport tra i i cinque più influenti di sempre, classe 1980, ha corso su strada da pro dal 2004 al 2016, è stato lo scudiero più fedele e completo di un grandissimo come <strong>Vincenzo Nibali</strong>. E &#8220;Gregario&#8221; è appunto il titolo della sua storia su carta, 200 pagine ricche di retroscena e curiosità, 16 euro, con l&#8217;obiettivo di diventare davvero un manuale per aspiranti portaborracce: <em>&#8220;Il gregario perfetto è forte al posto giusto, nel momento giusto”</em>, il messaggio da testamento sportivo che fa da cornice al libro.&nbsp;</p>
<p>Vanotti ripercorre la sua vita fin dall&#8217;infanzia, quando papà Luigi lo mise in sella, e dalla giovinezza del lavoro in cantiere per contribuire all&#8217;economia famigliare. Il muratore della bicicletta, dieci ore tra malta e cazzuola e poi via, ad allenarsi sul destriero con canna e due ruote. Il professionismo con Gianluigi Stanga, il salto di qualità in Liquigas e la sola vittoria individuale, a Bergamo, nel 2007, ultima tappa della Settimana Lombarda, sono ovviamente capitoli fondamentali di una grande storia nel segno del gregariato anche nella vita di tutti i giorni.</p>
<p>Altri momenti fondamentali, il primo Giro d&#8217;Italia vinto con Danilo Di Luca e quello del 2010 al fianco di Ivan Basso con la super-prestazione nella decisiva Bormio-Tonale, considerata l&#8217;apoteosi personale del ruolo di gregario. Quindi, nel 2013, <strong>l&#8217;Astana</strong> e <strong>Nibali</strong>, un rapporto da compagni di camera di lunga data, quasi da reciproca donazione di organi. Lo Squalo vince subito la corsa rosa nonostante il ritiro del bergamasco prima dell&#8217;ultima settimana. Nel 2014, il Tour de France del messinese, sempre con Alessandro da scudiero, già presago dell&#8217;impresa&nbsp; dell&#8217;amico durante la preparazione <em>“per come pedalava in salita, ma soprattutto per come guidava la bicicletta: saltava le buche, capiva prima quando stava arrivando un pericolo”</em>. E riecco sempre il nostro protagonista, ammaccato da una caduta a poche tappe da Madrid, alla Vuelta 2015 vinta da Fabio Aru.</p>
<p>In mezzo, i racconti degli inizi di Peter Sagan e l&#8217;amicizia con Michele Scarponi, soddisfazioni come la maglia di miglior scalatore al Giro d&#8217;Austria 2016. Infine, il dopo ciclismo. Imprenditore nel mondo del cicloturismo con la Vanotti Cycle Camp e con la sua squadra giovanile, la Vanotti Cycle Team. Il legame col maglificio Santini da ambassador chiude il cerchio di una lunga parentesi degli ultimi due decenni abbondanti del mondo delle due ruote.&nbsp;</p>
<p>“Gregario” è disponibile in tutte le librerie e sulle principali piattaforme di e-commerce a partire dal 25 aprile. Disponibile anche in e-book. La prima <strong>presentazione</strong> è in programma lunedì 28 aprile alle 18.30 presso la Biblioteca dello Sport “Nerio Marabini” di Seriate.&nbsp;A seguire:&nbsp;3 maggio (ore 17.30) sede Santini di Bergamo; 22 maggio (21) Bikefellas di Bergamo; 13 giugno (18) Museo Tino Sana di Almenno San Bartolomeo; 25 giugno (21) Panathlon di Crema.</p>
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		<title>Presto la biografia di Beppe Rota, il collezionista di maglie: &#8220;Ma ci saranno due sequel&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2022 10:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[Sovere &#8211; In Bergamasca i cantieri sono figli della cultura materiale del territorio, ma alla fin fine ci piacciono perché [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2015/03/Stefano-Vecchi-e-Giancarlo-Finardi-con-Beppe-Rota-1024x801.jpg"><p><strong>Sovere</strong> &#8211; In <strong>Bergamasca</strong> i cantieri sono figli della cultura materiale del territorio, ma alla fin fine ci piacciono perché ne nascono case. Così come dal nostro agire quotidiano nascono storie, spesso bellissime eppure sottotraccia finché non si aprono brecce nell&#8217;epidermide della diffidenza per lasciare scoperte le emozioni allo stato brado. Le <strong>99 storie più 1</strong> dhe riguardano un personaggio che è in realtà vuole essere una persona e basta, magari un po&#8217; speciale e irrituale, cento <strong>testimonianze</strong> per chi nell&#8217;aprile scorso ha raggiunto quota <strong>50</strong> con l&#8217;anagrafe. Una biografia in cantiere da allora e adesso prossima alle stampe, ma senza l&#8217;auto davanti, perché di <strong>Beppe Rota</strong>, collezionista di <strong>maglie</strong> da calcio oltre quota tremila e d&#8217;incontro con foto ricordo e autografi di vip fino a <strong>Papa Francesco</strong>, parleranno, anzi l&#8217;hanno già fatto, scrivendo qualche riga ciascuno nero su bianco, proprio tutti i grandi protagonisti del pallone avvicinati con simpatia e passione in tutti questi anni.</p>
<p>Il videomaker e cameraman di <strong>Sovere</strong>, nel bel mezzo di servizi e produzioni televisive, tra cui il famoso programma <strong>&#8220;Dillo a Beppe&#8221;</strong> su <strong>TeleBoario</strong>, nel suo studio ha spesso ospitato in tutti questi anni eventi a tema ospitando calciatori e addetti ai lavori, figurine vogliose di staccarsi dall&#8217;album per raccontare in carne e ossa storie di sport e soprattutto di vita vissuta. Come Francesco <strong>Acerbi</strong>, abbastanza forte da rivelare, ormai guarito a passato dal Milan al Sassuolo, nel maggio del 2014, di aver superato lo scoglio del tumore ai testicoli grazie all&#8217;amore dei tifosi e per il pallone. Chi avrebbe mai pensato che Ace, dal Basso Milanese, fan rossonero, sarebbe finito trentaquattrenne all&#8217;Inter dopo la gloria laziale?</p>
<p>Adesso, invece, dopo aver fatto conoscere gli assi e gli idoli di tutti noi  è arrivata l&#8217;ora di <strong>raccontare lui</strong>, <strong>Beppe</strong>, uno pronto a scendere dalla sua valle per filmare la presentazione della <strong>maglia</strong> dell&#8217;AlbinoLeffe, come del resto aveva fatto con tutte le precedenti firmate Acerbis. Uno che due edizioni fa è finito anche a <strong>Sanremo</strong>. Uno che tre anni prima aveva chiesto e ottenuto dal Sommo Pontefice l&#8217;autografo sulla maglia del Papu <strong>Gomez</strong>, già giocatore del <strong>San Lorenzo</strong> quando aveva il Cholo Simeone in panchina, <em>El Cuervo</em> per tutti i bonaerensi, il club tifato dal tifoso Jorge Mario Bergoglio. E, ancora, uno che confeziona il personalissimo calendario facendolo tenere a battesimo, senza le grandi muraglie e le isterie da campanile, per il 2016, dal mister bresciano Gigi <strong>Maifredi</strong>, quello del calcio champagne dalle bollicine assicurate nell&#8217;Orceana e nel Bologna di Gino Corioni. Come dimenticare le serate da di tutto e di più, con <strong>Enock</strong> Barwuah (ai tempi dell&#8217;Uesse Sarnico) fratello di Mario Balotelli e Marcello Torre Calabria del Grande Fratello, decine di intervenuti in pieno inverno, roba da caldo cubano senza bisogno di accendere il riscaldamente, misura anti-putiniana tanto in voga oggi?</p>
<p>Ci hanno pensato in tanti, a farci sapere chi è Beppe Rota, figlio del compianto Enzo e di Francesca che lo accompagna ovunque nelle sue scorribande professionali, al netto della prefazione vergata dal super telecronista Bruno <strong>Pizzul</strong> che ha accompagnato molti di noi dall&#8217;infanzia all&#8217;età matura: dagli Eroi del Mundial spagnolo vinto nell&#8217;Ottantadue ai nerazzurri soprattutto degli anni ottanta, tra cui Marino <strong>Magrin</strong>. <em>&#8220;Ho ancora con me il ricordo dell&#8217;incontro con <strong>Pablito Rossi</strong>, poi prematuramente scomparso. Nel libro c&#8217;è anche lui, non sono ancora convinto al 100 per cento della copertina e forse nemmeno del titolo, ma manca davvero pochissimo</em> &#8211; ci fa sapere Beppe -. <em>Semplicemente ho chiesto a tutti questi grandi amici che mi sono fatto e ho coltivato grazie alla collezione di maglie di scrivere un contributo, un pensiero che potesse definire quello che sono e come mi vedono. Ci saranno almeno due sequel: mica pensavate che sarebbe finita qui?&#8221;</em>. Resistendo alla tentazione di spoilerare in eccesso, attendiamo con fervore e impazienza l&#8217;invito al vernissage dell&#8217;opera prima di Beppe, il tifoso-collezionista-videomaker che ci ricorda che dietro un idolo c&#8217;è sempre una grande storia. Proprio come la sua, declinata in novantanove più una.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em><br />
<em><strong>(nella foto Studio Fotografico f.f. Tarzia, Beppe Rota a una serata con Stefano Vecchi e Giancarlo Finardi)</strong></em></p>
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