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	<title>Bonaventura &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Atalanta, esame Udinese. Colantuono pensa alla conferma di Baselli</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Feb 2014 14:54:58 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/AtalaPr-1024x732.jpg"><p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Le solite parole in vista della trasferta di Udine. Bisogna cambiare passo, più cattiveria e determinazione.  E&#8217;  da parecchi mesi che si sentono queste dichiarazioni, poi sul campo non cambia niente. Sconfitte ma soprattutto prestazioni incolori se non negative.  Per fortuna la classifica non è preoccupante ma il popolo atalantino non vuole essere preso in giro perché i risultati non sono adeguati . E non cominciamo con alibi di arbitraggi mediocri o punitivi. Che ci sono stati ma non solo per l&#8217;Atalanta. Udinese-Atalanta è un&#8217;altra partita complicata. I friulani hanno risolto, a suon di gol e di risultati, la loro crisi che li stava portando nei bassifondi, adesso fanno punti e segnano. Certo non è più l&#8217;Udinese della passate stagioni perché i miracoli non sono all&#8217;ordine del giorno nemmeno dalle parti della famiglia Pozzo ma Guidolin è riuscito a raddrizzare la rotta. Cosa che non è riuscita a Colantuono per quanto riguarda le partita giocate lontano da Bergamo: solo tante promesse ma pochi fatti.  Il tecnico si è dichiarato soddisfatto, 0-4 a parte, della partita col Parma. Beato lui. Resta il fatto che le ultime due partite non sono state particolarmente soddisfacenti del punto di vista tattico e tecnico. Vedremo che formazione manderà in campo al Friuli. Sono possibili cambiamenti. A cominciare dalla conferma di Baselli. Il giovane centrocampista atalantino, che è appetito dai grandi club, Juve e Fiorentina in particolare, partirà quasi certamente da titolare a fianco di Carmona, coppia di centrocampisti che si è salvata degnamente dal naufragio col Parma. Cigarini, quindi, può sedersi in panca anche perché sta attraversando un periodo non proprio brillante e fatica ad essere il leader di una squadra che, invece, ha bisogno come il pane di trascinatori. Vale anche per Denis ma lui non ha sostituti. Per la verità ci sarebbe Livaja ma il giovanotto continua a deludere.  E per ora solo Bonaventura e Moralez sono in grado di creare problemi agli avversari. Un po&#8217; poco.  In difesa scalpitano Lucchini e Del Grosso che potrebbero avvicendare Yepes e Brivio. Nell&#8217;Udinese ballottaggio in vista tra Nico Lopez e Bruno Fernandes  per affiancare Di Natale. Entrambi svelti e veloci. E la nostra difesa non è certo formata da fulmini di guerra.  Insomma un&#8217;altra partita con tante sofferenze da sopportare.<br />
<strong>Giacomo Mayer</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Stadio Friuli, domenica ore 15.00</strong></span><br />
<strong>Udinese (3-5-1-1):</strong> Scuffet; Naldo, Danilo, Domizzi; Widmer, Allan, Yebda, Lazzari, Basta; Nico Lopez; Di Natale. A disposizione: Kelava, Brkic, Douglas, Pinzi, Badu, Fernandes, Mlinar, Maicosuel, Zielinski, Muriel. All. Guidolin<br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Consigli; Benalouane, Stendardo, Lucchini, Del Grosso; Raimondi, Baselli, Carmona, Bonaventura; Moralez; Denis. A disposizione: Sportiello, Frezzolini, Giorgi, Yepes, Cigarini, Brivio, Migliaccio, Estigarribia, Kone, Livaja, De Luca, Bentancourt. All. Colantuono.</p>
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		<title>Atalanta molle e sfiduciata, con l&#8217;Udinese servirà tutt&#8217;altro spirito</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Feb 2014 16:27:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Carlo K. Capitanio Cosa abbiamo visto domenica? Abbiamo visto una squadra sciatta, arruffata, senza idee. Doveva essere una partita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/bg2schelgol-1024x732.jpg"><p><strong>di Carlo K. Capitanio</strong><br />
Cosa abbiamo visto domenica? Abbiamo visto una squadra sciatta, arruffata, senza idee.<br />
Doveva essere una partita arrembante contro un avversario alla nostra portata, potevano (e dovevano) essere quei 3 punti che ci avrebbero consentito di ambire a essere la “prima in classifica della parte destra del tabellone” o addirittura “finire nella parte sinistra”, come auspicato dal mister di Anzio nelle interviste degli ultimi giorni.<br />
E invece eccoci di nuovo in una mediocrità imbarazzante e a tratti preoccupante.<br />
Sia chiaro, la posizione in classifica non è in discussione (nonostante i 6 punti raccolti nelle ultime 5 gare), ma probabilmente solo perché ci sono delle squadre che giocano un calcio peggiore.<br />
Eppure le quattro sberle del Parma ieri hanno fatto parecchio male, anche perché sono andate a minare la base dei punti fatti fino ad ora: il ruolino di marcia della Dea è altalenante, tanto arrendevole in trasferta (solo 4 punti) quanto gagliarda e garibaldina fra le mura amiche (23 punti, mica pochi)&#8230; se iniziamo a perdere di schianto le partite contro una squadra che si può considerare al nostro stesso livello qualcosa non va.<br />
Domenica abbiamo visto un&#8217;Atalanta schierata come sempre, pronta a fare il compitino: davanti a Consigli due centrali esperti ma lenti, un centrale riciclato come terzino destro (Benalouane), un terzino sinistro. E poi un giovane regista dal futuro radioso (Baselli), un cagnaccio di centrocampo (Carlito Carmona), un umile faticatore della fascia (CR77), un trequartista esiliato sull&#8217;out sinistro (Giacomino Bonaventura). Davanti, un fantasista dal fisico minuto e dalle tante pause a supporto di un bisonte delle praterie argentine, pronto a fare a sportellate con i difensori avversari e fare molto più lavoro di quello che si vede.<br />
Solito schema, ordinato ma un po&#8217; quadrato e prevedibile.<br />
Il Parma non ha fatto niente di che per fare saltare il banco, ha giocato la sua partita senza particolare furore ma ha portato a casa 3 punti che lo proiettano al 6° posto in classifica e che puniscono in maniera esagerata l&#8217;Atalanta: fino al tragicomico autogol di Benalouane (impacciatissimo come non mai domenica, mai pericoloso in avanti e distratto in fase difensiva, forse per l&#8217;emozione di giocare contro la propria ex squadra) i nerazzurri avevano giocato al pallone, seppur con poche idee.<br />
Non era servito il gol a freddo di Molinaro (che indovina un tiro a voragine che sfiorando Stendardo batte un Consigli non piazzatissimo) ad abbattere la Dea, che aveva provato a rimontare, seppur a giri ridotti, ma l&#8217;appoggio di petto errato del numero 29 neroazzurro ha spento una luce che era comunque fioca.<br />
A iniziare da Sant&#8217;Andrea Consigli non al massimo della forma, passando per una retroguardia sofferente sulle folate di Biabany e di un Cassani particolarmente pimpante, neanche il centrocampo e l&#8217;attacco si sono dimostrati in palla: se Baselli pur giocando semplice qualche idea con la palla ce l&#8217;aveva e Bonaventura faceva con diligenza il tornante di sinistra, le geometrie sono mancate.<br />
Qualche cross dalla trequarti, un po&#8217; di palloni buttati nel mezzo del campo e poco insieme: Maxi Moralez dopo un paio di tentativi si è scoraggiato e ha iniziato a trotterellare per il campo, mangiandosi anche una buona occasione fornita da Denis.<br />
Dopo l&#8217;autogol, un&#8217;Atalanta demotivata cincischia per il campo, riducendo ancora di più le idee e le azioni: sembravano gli ultimi giorni di lavoro in una fabbrica che deve chiudere, con quel peso addosso di chi sa già che non c&#8217;è nulla da fare.<br />
Mestizia e facce lunghe, a nulla sono serviti gli innesti di Livaja e Di Luca a ravvivare la manovra: il Parma conquista una punizione in posizione decentrata, sulla sinistra e Cassano – fino a quel momento niente di che, di sicuro meglio del suo compagno d&#8217;attacco Palladino – trafigge Consigli per il 3 a 0.<br />
Come se non bastasse un fischiatissimo Schelotto segna il 4 a 0, giusto per ammazzare l&#8217;umore dei tifosi atalantini.<br />
Risultato squillante che non rispecchia però i valori in campo: se da una parte c&#8217;era una squadra – quella ducale – ben organizzata da Donadoni e di sicuro attenta, senza brillare comunque per gioco offensivo, in maglia neroazzurra c&#8217;era una squadra sicuramente molle e rassegnata al risultato ma che non gioca una partita così oscena da giustificare i 4 gol, cui forse è pesata particolarmente l&#8217;assenza di Cigarini a dettare i tempi in mezzo al campo.</p>
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		<title>Atalanta in anticipo a Firenze, rientrano Cigarini e Carmona</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Feb 2014 09:14:29 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/cigadeniss.jpg"><p><strong>di Giacomo Mayer</strong><br />
<strong>Bergamo</strong> &#8211; “Adesso bisogna fare punti in trasferta”. Dichiarazione di Colantuono durante la conferenza-stampa di presentazione della partita Fiorentina-Atalanta e sottoscritta da tutto il popolo nerazzurro. Dopo l’exploit col Napoli, ci si aspetta qualcosina anche da una partita fuori casa. Per la verità, non è la prima volta che lo scriviamo e siamo in nutrita compagnia. Non solo, la pensa così anche Colantuono e non è la prima volta che afferma di un’inversione di tendenza da parte della squadra. Peccato che fino ad oggi, Chievo e Genoa a parte, è sempre successo il contrario: gli atalantini sono tornati a casa sconfitti e, spesso, senza attenuanti. Vedremo se a Firenze sarà la serata della svolta. Tra l’altro i precedenti sono nettamente sfavorevoli anche nel periodo nel quale la squadra viola lottava con l’Atalanta per salvarsi e l’ultimo successo al Franchi risale al 3 gennaio 1993: gol della vittoria di Carlo Perrone. Si è sempre fatto fatica a Firenze, figuriamoci adesso con la squadra di Montella a tre punti dalla Champions. Certo, la Fiorentina sta attraversando una fase della stagione non particolarmente brillante, ha perso a Cagliari e ha perso martedì a Udine nella semifinale di Coppa Italia ma in casa è difficile che sbagli una partita. Insomma Atalanta avvisata.  Sempre Colantuono ha dichiarato che la Fiorentina è un squadra di ottimi palleggiatori, quindi sarà opportuno rispondere con un gioco aggressivo e veloce. Proprio le doti che sono mancate all’Atalanta lontano dal Comunale. Vedremo, quindi, se sarà la volta buona. Montella farà esordire Diakitè, confermerà Anderson e ritroverà Quadrado. Nell’Atalanta rivedremo dal primo minuto Cigarini e Carmona. Gli altri nerazzurri saranno gli stessi di domenica pomeriggio a meno che torni Brivio a posto di Del Grosso e da quelle parti si farà vedere Quadrado.  Non dovrebbero esserci altre modifiche nello schieramento nerazzurro.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Stadio Franchi di Firenze, sabato ore 18.00</strong></span><br />
<strong>Fiorentina (4-3-3):</strong> Neto; Diakitè, Gonzalo, Savic, Pasqual; Borja Valero, Pizarro, Anderson; Quadrado, Matri, Vargas. A disposizione: Rosai, Compper, Roncaglia, Matias Fernandez, Bakic, Wolski, Joaquin, Ilicic, Matos. All: Montella.<br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Consigli ; Benalouane, Stendardo, Yepes, Brivio; Raimondi, Carmona, Cigarini, Bonaventura; Maxi Moralez; Denis. A disposizione: Sportiello, Frezzolini, Del Grosso, Lucchini, Nica, Estigarribia, Brienza, Kone, Giorgi, De Luca. All. Colantuono<br />
<strong>Arbitro:</strong> Guida.<br />
<strong>Televisione:</strong> Sky Calcio 1, Premium Calcio</p>
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		<title>Torino-Atalanta, la presentazione di Mayer: c&#8217;è da capire se i nerazzurri sono guariti anche lontano da Bergamo</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jan 2014 15:16:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Giacomo Mayer L&#8217;Atalanta è a un passo dalla zona sinistra della classifica, dove si sta meglio e anche rilassati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/IMG_5442-1024x732.jpg"><p><strong>di Giacomo Mayer</strong><br />
L&#8217;Atalanta è a un passo dalla zona sinistra della classifica, dove si sta meglio e anche rilassati perché vuol dire che dietro ci sono altre dieci squadre. I sei punti conquistati con Catania e Cagliari, lottando e soffrendo, sono un viatico più che lusinghiero in vista del confronto col Torino che è avanti di cinque punti. All&#8217;Olimpico non si va a cuor leggero ma, almeno, senza streghe e fantasmi dietro le spalle. E proprio col Toro si capirà se i nerazzurri sono guariti o, perlomeno, convalescenti dal mal di trasferta. Per la verità sul campo dei granata l&#8217;Atalanta non vince dal 1° marzo 2011, gol di Bonaventura all&#8217;ultimo secondo, ma era serie B. Nella scorsa stagione, ritorno in serie A del Toro, Birsa realizza il gol del successo torinista al termine di una partita stradominata dalla squadra di Ventura mentre gli atalantini, tanto per cambiare, sono stati protagonisti della peggior partita stagionale. Ancora, e sempre, in trasferta. Insomma sembra un male congenito a questa rosa di giocatori.  Probabilmente  stavolta, più che mai, saranno i duelli a decidere la gara. Farà una certa impressione vedere Immobile e Cerci contro Stendardo e Yepes: due giocatori veloci ed agili come gli attaccanti granata contro due difensori granitici e lenti come i nerazzurri.  Certo dall&#8217;altra parte Denis, Moralez e Bonaventura hanno tutte le qualità per creare grattacapi a Maksimovic, Glik e Moretti.  Speriamo così che lo spettacolo sia assicurato. Per il resto non dovrebbero essere stravolgimenti negli schieramenti né da una parte né dall&#8217;altra. Ventura medita l&#8217;inserimento di El Kaddouri alle spalle degli attaccanti ma potrebbe confermare l&#8217;ex atalantino Brighi, Colantuono ritrova Benalouane e quindi può spostare in avanti Raimondi, in porta rientrerà quasi certamente Consigli mentre il ballottaggio tra Baselli e Cigarini verrà risolto, con ogni probabilità, durante il riscaldamento pre-partita.<br />
<strong>Così in campo ore 15</strong><br />
<strong>Torino (3-4-1-2):</strong> Padelli; Maksimovic, Glik, Moretti; Darmian, Vives, Farnerud, Pasquale; El Kaddouri; Cerci, Immobile. All.: Ventura.<br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Consigli; Benalouane, Stendardo, Yepes, Brivio; Raimondi, Carmona, Cigarini, Bonaventura; Moralez; Denis. All.: Colantuono.</p>
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		<title>Le pagelle dell&#8217;Atalanta: certezza Sportiello, Jack cala l&#8217;asso</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jan 2014 17:56:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sportiello 6,5: primo tempo da autentico miracolato. I pali lo salvano tre volte, ma nella ripresa è decisivo nel neutralizzare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/IMG_6403-1024x732.jpg"><p><strong>Sportiello 6,5:</strong> primo tempo da autentico miracolato. I pali lo salvano tre volte, ma nella ripresa è decisivo nel neutralizzare il colpo di testa di Pisano in un momento quanto mai delicato. Sulle palle alte mostra sicurezza, non lasciando nulla al caso.<br />
<strong>Raimondi 6,5:</strong> rimane spesso e volentieri parcheggiato sulla linea dei difensori, senza tuttavia lasciare iniziativa a Cossu e Murru, che bazzicano minacciosi dalle sue parti.<br />
<strong>Stendardo 6:</strong> durante il primo tempo soffre l&#8217;esplosività di Ibarbo. Nella ripresa, complice l&#8217;ingresso di Yepes e il calo del colombiano, la musica cambia.<br />
<strong>Lucchini 5,5:</strong> marca a vista Ibarbo e finisce col capirci ben poco. (Dal 5&#8242; st <strong>Yepes 6:</strong> rientro più che positivo. L&#8217;esperienza paga, sempre).<br />
<strong>Brivio 6:</strong> da una sua sgommata nasce una delle occasioni più pericolose di tutto il primo tempo. Sovrapposizione e conclusione col mancino ben disinnescata da Avramov.<br />
<strong>Brienza 6:</strong> primo tempo anonimo. Nella ripresa griffa l&#8217;assist decisivo per Bonaventura e sembra far pace col pubblico.<br />
(Dal 27&#8242; st<strong> Carmona 6:</strong> il suo ingresso serve ad infarcire la mediana, prontamente rifornita col solito apporto di quantità. Obiettivo raggiunto).<br />
<strong>Cigarini 6:</strong> dal regista nerazzurro ci si aspetta sempre quel qualcosa in più. Prestazione ordinaria, senza intuizione geniali. Ma va bene così. (Dal 36&#8242; st <strong>Baselli sv</strong>).<br />
<strong>Migliaccio 6:</strong> lavoro sporco in mezzo al campo. Presidia con autorità il centrocampo.<br />
<strong>Bonaventura 6,5:</strong> il migliore. Si dà un gran da fare ed è sempre pronto ad accompagnare l&#8217;azione. Al 23&#8242; della ripresa legge perfettamente il suggerimento di Brienza ed infilza Avramov. Un&#8217;ape dal ronzio perpetuo, pronta a pungere quando meno te lo aspetti.<br />
<strong>Maxi Moralez 6:</strong> un passo indietro rispetto alla prestazione &#8211; a tratti esplosiva &#8211; offerta col Catania. A modo suo partecipa all&#8217;azione dell&#8217;1 a 0.<br />
<strong>Denis 5,5:</strong> non sempre trova il giusto supporto e la giusta rifinitura da parte dei compagni. Tuttavia la sua presenza in avanti è un punto di riferimento al quale sembra impossibile rinunciare.<br />
<em><strong>F.V.</strong></em></p>
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		<title>Atalanta, Bonaventura piega il Cagliari: i nerazzurri galoppano verso la salvezza</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jan 2014 17:17:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Atalanta-Cagliari 1-0 Atalanta: Sportiello 6,5 ; Raimondi 6,5, Stendardo 6, Lucchini 5,5 (5&#8242; st Yepes 6), Brivio 6; Brienza 6 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/jack1-1024x668.jpg"><p><strong>Atalanta-Cagliari 1-0</strong><br />
<strong>Atalanta:</strong> Sportiello 6,5 ; Raimondi 6,5, Stendardo 6, Lucchini 5,5 (5&#8242; st Yepes 6), Brivio 6; Brienza 6 (27&#8242; st Carmona 6,5), Cigarini 6 (36&#8242; st Baselli sv), Migliaccio 6, Bonaventura 6,5; Maxi Moralez 6; Denis 5,5. A disposizione: Polito, Frezzolini, Nica, Giorgi, Del Grosso, Cazzola, Kone, De Luca, Livaja. All.: Colantuono 6.<br />
<strong>Cagliari:</strong> Avramov 6; Pisano 6, Rossettini 5,5, Astori 6, Murru 5,5; Dessena 5,5 (28&#8242; st Ibraimi 5,5), Conti 6, Ekdal 6 (35&#8242; st Cabrera sv); Cossu 5,5 (43&#8242; st Solinas sv); Sau 5,5, Ibarbo 6,5. A disposizione: Adan, Avelar, Perico, Garrido, Oikonomou. All.: Lopez 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Mariani di Aprilia.<br />
<strong>Rete:</strong> 23&#8242; s.t. Bonaventura.<br />
<strong>Note:</strong> ammoniti Lucchini, Migliaccio, Raimondi. Espulso: Ibarbo.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Meglio di così il 2014  non poteva iniziare. Sei punti, peraltro conquistati contro le dirette rivali &#8211; Catania e Cagliari &#8211; proiettano la Dea a ridosso del suo olimpo privato: la salvezza. Siamo solo al giro di boa, è vero, ma passo dopo passo, bracciata dopo bracciata, ci stiamo arrivando.<br />
Nonostante lo zero alla voce vittorie in trasferta, i sardi partono forte. Come da copione, Ibarbo si rivela pericolo pubblico numero uno. Un ghepardo da braccare il prima possibile. Anche perché il colombiano ci mette poco ad azzannare la porta bergamasca, prima con un siluro dalla distanza che morde il palo alla destra di Sportiello (6&#8242;), e poi con un mancino che va ad impattare l&#8217;incrocio dei pali (15&#8242;). I legni tremano, insieme ai 15.000 del comunale.<br />
E l&#8217;Atalanta? Da brava testuggine inizia a sporgere la testa utilizzando la miglior arma a disposizione: le ripartenze. Che vedono nel piccolo Maxi Moralez la miccia in grado di innescare il candelotto, German Denis, rimasto per lungo tempo inesploso, stretto nella morsa del duo difensivo Astori-Rossettini. I principali grattacapi, infatti, nascono dalle sgroppate laterali di Bonaventura, anche se è sempre il Cagliari a sfiorrare il vantaggio con la punizione di Conti: terzo palo di giornata. Della serie, non c&#8217;è due senza tre.<br />
Nella ripresa l&#8217;Atalanta alza progressivamente il baricentro, trovando l&#8217;imbeccata vincente al 23&#8242;: traversone di Brienza, Maxi spizzata e spaccata vincente di Jack Bonaventura, che infilza Avramov per il conseguente 1-0.<br />
Nel finale i sardi provano a pungere con il colpo di testa di Pisano, neutralizzato da Sportiello &#8211; altra nota lieta di questo avvio 2014 &#8211; e rimangono in dieci per l&#8217;espulsione di Ibarbo. Sin lì, tra i migliori della formazione rossoblu.<br />
I punti in classifica ora sono 24. E&#8217; appena passato il giro di boa, ma non è affatto male.<br />
<strong>Fabio Viganò</strong></p>
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		<title>Atalanta, ora serve un&#8217;altra virata: per approdare nel mare della tranquillità</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jan 2014 13:19:17 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/IMG_5442-1024x732.jpg"><p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Un&#8217;altra virata per approdare nel mare della tranquillità. Battere il Cagliari per aspirare ad un futuro sereno, del resto è da ottobre (9 punti con le vittorie su Udinese, Chievo e Lazio) che l&#8217;Atalanta non dà segnali di continuità. Troppi alti e bassi che hanno provocato dubbi, incertezze e frustrazioni attorno alla squadra. Probabilmente questo è il destino dell&#8217;Atalanta 2013-2014 ma potrebbe essere l&#8217;occasione della svolta in vista di un girone di ritorno che propone tutte le pericolanti in arrivo al Comunale. Il successo sul Catania ha rasserenato l&#8217;ambiente nerazzurro che fino all&#8217;inizio del secondo tempo era alquanto depresso ed in preda ad incubi seriali. Poi, quasi d&#8217;improvviso, il risveglio di Bonaventura e la ritrovata verve di Maxi Moralez sono stati da sprone a tutti gli altri ed è arrivato una meritata seppur sofferta vittoria. Terminare il girone d&#8217;andata con 21 punti significa stilare un bilancio positivo e rassicurante. Perché se gli atalantini accumulano altrettanti punti nel ritorno la salvezza è assicurata. Attualmente sono sette le formazioni nell&#8217;ambito di quattro punti (dai 24 della Lazio ai 20 dell&#8217;Udinese) davanti alle cinque assestate sull&#8217;orlo della retrocessione. In attesa di capire come saranno le squadre al termine del calcio mercato di gennaio. Ecco perché è decisivo sfruttare le occasioni favorevole. E il confronto col Cagliari capita a proposito. Infatti i rossoblu stanno attraversando un periodo di involuzione. Cellino ha messo fuori rosa il bergamasco Agazzi, in scadenza di contratto, e ha tesserato il portiere Adan, svincolatosi dal Real Madrid, protagonista di una partita disastrosa domenica con la Juventus. Prima ancora di cominciare è stato ceduto Nainggolan senza, per ora, trovare un adeguato sostituto e non sarà facile mentre Astori è nel mirino del Manchester United. Non bastasse, Lopez presenta una formazione orfana di Pinilla e con Ibarbo ancora convalescente. E poi a suffragare il periodo no dei sardi lo score delle nove trasferte: zero vittorie, cinque pari e quattro sconfitte, quattro gol realizzati e undici subite. Dunque un andamento niente affatto irresistibile. Ecco perché all&#8217;Atalanta non mancano le possibilità di approfittarne. A rendere il clan nerazzurro gasato, la bella prestazione in Coppa Italia dell&#8217;Atalanta due che sembra aver convinto Colantuono della bontà tecnica e tattica di alcuni cosiddetti rincalzi. A parte Baselli che non era una novità, su tutti Kone e De Luca che oggi, almeno uno dei due, potrebbero rubare il posto a Brienza. Per quanto riguarda il resto della formazione verrà confermato Sportiello mentre dovrebbero rientrare Raimondi e Carmona, gli altri tutti presenti. Torno per un momento sul gol del 2-1 del Napoli. Quella regola, tra le tante, del fuorigioco è sciagurata ma è in vigore e deve essere applicata. L&#8217;arbitro De Marco e, soprattutto, l&#8217;assistente Barbirati erano nel giusto. Totalmente &#8220;ignoranti&#8221; Del Grosso e Yepes. Ha ragione Renzo Ulivieri: &#8220;Bisognerebbe che chi fa questo mestiere studiasse le regole. Allenatori, giocatori e giornalisti&#8221;.<br />
<strong>Giacomo Mayer</strong></p>
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		<title>La Dea balla il tango: Denis e Maxi scacciano la crisi</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jan 2014 16:26:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Atalanta – Catania 2-1 (0-0) Atalanta (4-4-1-1): Sportiello 6,5; Benalouane 6,5, Stendardo 5,5, Lucchini 6,5, Brivio 5,5; Brienza 4,5 (28&#8242; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Atalanta – Catania 2-1 (0-0)</strong><br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Sportiello 6,5; Benalouane 6,5, Stendardo 5,5, Lucchini 6,5, Brivio 5,5; Brienza 4,5 (28&#8242; st Del Grosso 6), Cigarini 6 (38&#8242; st Baselli sv), Migliaccio 6, Bonaventura 7; Moralez 6,5 (45&#8242; st Kone sv); Denis (cap.) 6. A disp.: Polito, Giorgi, Livaja, Canini, Yepes, Cazzola, Marilungo, De Luca, Nica. All.: Colantuono 6.<br />
<strong>Catania (4-3-3):</strong> Frison 6; Peruzzi 5,5, Rolin 6, Spolli 6, Biraghi 5,5 (27&#8242; st Leto 6,5); Izco (cap.) 6 (35&#8242; st Boateng sv), Lodi 6, Plasil 5,5; Barrientos 6,5, Bergessio 6, Castro 5,5. A disp.: Andujar, Ficara (p), Legrottaglie, Guarente, Gyomber, Keko, Capuano. All.: De Canio 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Massa di Imperia 6,5 (Schenone-Tonolini, IV Cariolato; add. Rocchi e Nasca).<br />
<strong>Reti:</strong> 22&#8242; st rig. Denis, 42&#8242; st Moralez, 44&#8242; st Leto.<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio sereno ma velato da progressiva foschia, terreno in condizioni passabili. Spettatori paganti 7.233 (incasso 27.799, 50 euro), abbonati 8.573 (quota partita 114.569, 98 euro). Ammoniti Benalouane, Lodi, Peruzzi, Cigarini, Barrientos (proteste). Corner 7-10; recupero 1&#8242; e 3&#8242; .</p>
<p><strong>Bergamo</strong> – Il rompighiaccio di Denis è di rigore, l&#8217;affondo di Moralez una perla di astuzia e tecnica. E pazienza se il Catania mette spavento fino alla fine segnando in extremis il gol della speranza: dopo sei turni di digiuno con soli due punticini in carniere, il ritorno alla vittoria per l&#8217;Atalanta è all&#8217;insegna del tango argentino. Regalando una salutare boccata d&#8217;ossigeno alla classifica in chiusura di girone d&#8217;andata.<br />
L&#8217;avvio dei nerazurri è timido, tanto che al decimo i corner per gli ospiti sono già tre, con Sportiello lestissimo a togliere dall&#8217;angolino il velenoso mancino dal limite di Barrientos. La chance etnea all&#8217;ottavo giro di lancetta – quando viene ammonito Benalouane, che salterà il match con il Cagliari – è la spia di qualche affanno di troppo:  la manovra appare involuta e si fa una fatica dannata ad uscire dalla trequarti difensiva, anche perché i reparti non trovano le giuste distanze e azzeccare due passaggi di fila resta una chimera. Al 29&#8242; un&#8217;incomprensione nel cerchio di centrocampo tra Migliaccio e Stendardo proietta Barrientos verso la discesa per via centrali culminata nell&#8217;assist a Castro, sul quale il portiere cresciuto nel vivaio esce a kamikaze facendogli carambolare la palla sul corpo. Al 31&#8242; si vede Denis, protagonista di un&#8217;innocua spizzata su cross di Brivio, ma Sportiello prova un brivido freddo ogni volta che gli etnei ripartono e sessanta secondi dopo deve alzare in corner la stoccata comunque priva di effetto di Lodi. Brienza prova a dare un senso alla sua permanenza a Bergamo (forse agli sgoccioli) e al 37&#8242; esplode il sinistro al volo approfittando della sponda di Stendardo sulla palombella di Cigarini, trovando però soltanto i cartelloni pubblicitari. Un sussulto che ha un seguito a ruota, quando Bonaventura apre per l&#8217;accorrente Benalouane: il tiro al volo dell&#8217;innesto di gennaio viene contrato in fallo di fondo da Biraghi, altro gioiello made in Zingonia nonché ex di turno insieme a Guarente, Colantuono, Stendardo e Polito. Prima dell&#8217;intervallo, Brivio sciupa il traversone del franco-tunisino colpendo con la sommità del capo.<br />
Nella ripresa i bergamaschi alzano il baricentro alla ricerca del gol scacciacrisi e Denis si affaccia di nuovo, sganciando un destro centrale dal limite (5&#8242;); all&#8217;8&#8242; Bonaventura svetta sull&#8217;allungo dall&#8217;out di Brivio e Frison si complica la vita smanacciando oltre la traversa. Comincia a calare la nebbia, squarciata subito da un lampo di Jack che all&#8217;11&#8217; attraversa l&#8217;area in orizzontale per poi impegnare severamente l&#8217;estremo avversario. La sfida, paradossalmente, si infiamma proprio quando la visibilità comincia a ridursi sensibilmente: al 12&#8242; Lodi stoppa a un passo dalla linea l&#8217;incornata di Stendardo su azione dalla bandierina, di là (14&#8242;) c&#8217;è lo stinco di Lucchini a salvare capra e cavoli sull&#8217;ennesimo contropiede rossoazzurro, con Peruzzi a cercare invano la gloria personale. La svolta al 21&#8242;, quando Biraghi mette giù Bonaventura, smarcato dall&#8217;accelerazione dalla linea di fondo di Maxi: il Tanque si presenta sul dischetto e spiazza Frison. Il Catania ci prova intorno alla mezzora con Spolli (girata alta da calcio d&#8217;angolo) e con il nervoso Barrientos, che imbocca Sportiello dai venti metri. Migliaccio si ritrova sulla fronte un 2-0 comodo comodo, grazie alla punizione al bacio di Cigarini, ma non angola abbastanza la traiettoria; il raddoppio si materializza a tre dal novantesimo, quando Maxi fugge in slalom solitario battendo a rete di sinistro dall&#8217;area piccola. Per i De Canio-boys c&#8217;è tempo giusto per dimezzare lo svantaggio al 44&#8242;: Boateng da destra trova Leto  pronto ad appoggiare a porta sguarnita. E fortuna che l&#8217;ultimo assalto, sull&#8217;asse Leto-Castro-Boateng, fallisce per un clamoroso errore di mira del colored ospite.<br />
<strong>SF</strong></p>
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		<title>Milan-Atalanta 3-0: le pagelle nerazzurre. Maxi è il Kakà atalantino, la giornata nera del Tanque e dei due centrali difensivi</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 17:18:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Atalanta Consigli 6,5: nessuna colpa sulle tre reti rossonere. Evita con una gran parata su Kakà (33’ del primo tempo) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/IMG_4714-1024x732.jpg"><p><strong>Atalanta</strong><br />
<strong>Consigli 6,5:</strong> nessuna colpa sulle tre reti rossonere. Evita con una gran parata su Kakà (33’ del primo tempo) e con un’altra prodezza su Balotelli (25’ della ripresa) un passivo ancora maggiore. Si conferma uno dei pochi punti di forza di una difesa nerazzurra che a San Siro va bocciata in toto.<br />
<strong>Benalouane 6,5:</strong> meglio quando attacca piuttosto che quando deve difendere. Trova un gran gol all’esordio con la maglia dell’Atalanta: stop e botta sul primo palo e Abbiati battuto. Rete regolarissima, ingiustamente annullata da un arbitro che sente un po’ troppo San Siro. Comunque un ottimo elemento (29’ st <strong>Brienza sv:</strong> entra quando il Milan dilaga, si applica come sempre, senza sfigurare).<br />
<strong>Migliaccio 5:</strong> ha sulla coscienza il gol del 2-0, quando lascia Balotelli libero di servire Robinho e Kakà, soli e soletti a centro area. Il centrale non è il suo ruolo, la speranza nerazzurra è di rivedere al più presto, in mezzo alla retroguardia nerazzurra, qualcuno che lo faccia da più tempo. Con Giulio spostato a centrocampo come al 15’ della ripresa quando stradica un pallone in mediana e serve Denis che spreca malamente.<br />
<strong>Stendardo 5:</strong> timido e fuori posizione in occasione dei primi due gol del Milan. Marcatura facile facile sull’ombra di quello che un tempo era un buonissimo giocatore (Matri), poi entra Balotelli che se lo magna a ripetizione. L’immagine della partita al 25’ della ripresa quando il centravanti della nazionale lo salta a una velocità impressionante, facendolo sembrare un pupino della scuola calcio.<br />
<strong>Brivio 5:</strong> non trova le contromisure su uno scatenato Cristante che gli fa vedere i sorci verdi, colpendo una traversa e segnando la rete del 3-0 che chiude definitivamente la sfida di San Siro.<br />
<strong>Raimondi 6:</strong> soffre le folate offensive rossonere che partono dalla sua fascia. Meglio quando attacca come a fine primo tempo quando una sua bordata coglie il palo esterno della porta difesa da Abbiati.<br />
<strong>Carmona sv:</strong> paga il mal di schiena. Gioca una ventina di minuti, poi si arrende. Speriamo non sia niente di grave, il cileno appare tra i pochi davvero fondamentali (19’pt <strong>Baselli 5,5:</strong> così così nel solito equivoco tattico di questa stagione. Non è Migliaccio, ma il nuovo Ciga, continuare a fargli fare il randellatore (che lui comunque non fa) non è bello né per lui né per l’Atalanta).<br />
<strong>Cigarini 5,5:</strong> brutto primo tempo preso nella morsa dei centrocampisti rossoneri. Sale in cattedra a inizio ripresa, regalando un’apertura capolavoro al 14’ per Raimondi che però s’incarta sul più bello. Dopo il 2-0 scompare. Con lui l’Atalanta.<br />
<strong>Bonaventura 6:</strong> qualità da vendere. Se servito, accende la luce. Ma lo cerca solo Maxi Moralez, così la sua prova fa registrare un paio di bei dribbling su De Sciglio e altrettante corse a perdifiato, ma senza esito. Troppo poco per uno che ha i suoi mezzi tecnici (23’ st <strong>De Luca 6,5:</strong> a noi piace parecchio. Entra e sfiora il gol con un gran tiro. Gli nega la soddisfazione personale una prodezza di Abbiati. Da tenere, magari facendolo giocare un po’ di più dall’inizio).<br />
<strong>Moralez 7:</strong> a tratti imprendibile. Maxi è attualmente il top player dell’Atalanta. Come Kakà: non perde mai un pallone e sforna giocate sempre illuminanti. Chi lo ha al Fantacalcio si morde le mani per colpa di Denis: Moralez infatti regala al compagno di reparto due assist da capogiro (47’ e 55’) che il Tanque non sfrutta.<br />
<strong>Denis 5:</strong> la partita nera di German: rigore in movimento al 2’ della ripresa calciato fuori; palla solo da sbattere in rete una decina di minuti dopo, finita incredibilmente tra le mani di Abbiati; diagonale a lato al 60’ davanti al portiere rossonero. E l’Atalanta esce da San Siro con un 3-0 bugiardo. Se il Tanque ne avesse messa dentro almeno una (si era ancora sull’1-0 per il Milan), staremmo a parlare di un’altra partita.<br />
<strong>All. Colantuono 7:</strong> primo tempo col freno tirato, poi a inizio ripresa una bellissima Atalanta, mai vista tanto vispa in trasferta. Benalouane fa il pari, ma l’arbitro annulla ingiustamente, Denis si pappa tre gol, il Milan risorge e la chiude. Peccato. Soliti complimenti, ma non bastano. Domenica col Catania serve la stessa Dea dei primi 20’ del secondo tempo, ma meno sciupona davanti.<br />
<em><strong>Matteo Bonfanti</strong></em></p>
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		<title>Colantuono alza la mira: &#8220;Bentegodi campo ideale per sfatare il tabù-trasferte&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Dec 2013 13:16:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Zingonia &#8211; “Stendardo non è ancora pronto, Maxi non ha nulla ma è meglio stare cauti”. Dalla premessa alla formazione, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2013/12/INCA9785-1024x698.jpg"><p><strong>Zingonia</strong> &#8211; “Stendardo non è ancora pronto, Maxi non ha nulla ma è meglio stare cauti”. Dalla premessa alla formazione, per Stefano Colantuono, alla vigilia della sfida nella tana dell&#8217;Hellas non c&#8217;è di mezzo il solito velo di misteri. Specialmente in difesa, dove a fronte dell&#8217;indisponibilità anche di Del Grosso le scelte sono obbligate: “Lucchini è a posto, è rientrato settimana scorsa giocando poi metà partita in Coppa d&#8217;Italia – spiega l&#8217;allenatore dell&#8217;Atalanta -. In mezzo Cazzola è una soluzione plausibile, mentre non voglio rischiare Scaloni: l&#8217;effetto degli antidolorifici prima o poi finisce, non possiamo permetterci di partire con un cambio già sprecato. A destra può giocare Canini”.<br />
Nel vivo del gioco, le indicazioni del mercoledì sera speso a eliminare il Sassuolo dal trofeo della coccarda tornano utili in vista del rendez-vous con Andrea Mandorlini e Massimo Donati (Jacopo Sala è tra le riserve): “Al posto di Cigarini (squalificato, NdR) ci sarà Baselli – precisa il Cola -. Ha già diversi minuti nelle gambe e, anche se ho letto che l&#8217;altra sera non sarebbe stato brillantissimo, secondo me ha fatto la sua figura. Stesso discorso per Kone: quando l&#8217;ho messo con il Bologna è stato fischiato per un&#8217;apertura sbagliata, contro il Sassuolo nessuno gli ha rotto le scatole e ha segnato, seppur giostrando in un ruolo semi-inedito”. La conferma dell&#8217;ivoriano sulla corsia offre il destro al mister per una tirata d&#8217;orecchi in tema di baby: “Chi mi dà garanzie, in campo ci va. Io i ragazzi non li uso per il gusto di farli esordire, perché così si bruciano: Barba e Pugliese li ho gettati nella mischia dopo averli visti in allenamento e sono in lista per domenica. Ci vuole pazienza, altro che mugugni quando appoggiano la palla all&#8217;indietro. Ma dev&#8217;essere chiaro che la politica dei giovani va abbinata al risultato, perché per mantenere il settore giovanile c&#8217;è bisogno di un&#8217;Atalanta in A”.<br />
Se Moussa è sicuro di una maglia, per l&#8217;altro esterno c&#8217;è il ballottaggio tra Brienza e Bonaventura: “Jack non è sicuro, dobbiamo valutare alcune situazioni compresa la sua. Non mi posso sostituire allo staff medico”. Qualche dubbio pure là davanti, giusto per non abbandonare la sala stampa del “Centro Bortolotti” con troppe certezze: “Accanto a Denis non c&#8217;è solo Livaja, ci sono anche Marilungo e De Luca. Marko ci può stare, ma se dovessi scegliere in base all&#8217;ultima trasferta&#8230;”. Capitolo finale riservato all&#8217;avversario di turno: “Il Verona è la sorpresa del campionato, nel rendimento casalingo è al secondo posto. Gente come Iturbe e Jorginho, se innescata a dovere, può far male. E Toni è un catalizzatore di gioco ancora notevole”. Niente da invidiare, comunque, al grande ex: “Al massimo la classifica, perché a 22 punti si possono preparare le partite con più tranquillità di chi ne ha 17 come noi. Ma ora come ora il Bentegodi è il campo ideale (l&#8217;unica vittoria su sette trasferte è stata contro il Chievo, Ndr) per rompere il tabù lontano da Bergamo, senza cercare alibi in infermeria: si lavora con quel che si ha”.<br />
<strong>Simone Fornoni</strong></p>
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