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	<title>Brienza &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Atalanta in anticipo a Firenze, rientrano Cigarini e Carmona</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Feb 2014 09:14:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Giacomo Mayer Bergamo &#8211; “Adesso bisogna fare punti in trasferta”. Dichiarazione di Colantuono durante la conferenza-stampa di presentazione della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/cigadeniss.jpg"><p><strong>di Giacomo Mayer</strong><br />
<strong>Bergamo</strong> &#8211; “Adesso bisogna fare punti in trasferta”. Dichiarazione di Colantuono durante la conferenza-stampa di presentazione della partita Fiorentina-Atalanta e sottoscritta da tutto il popolo nerazzurro. Dopo l’exploit col Napoli, ci si aspetta qualcosina anche da una partita fuori casa. Per la verità, non è la prima volta che lo scriviamo e siamo in nutrita compagnia. Non solo, la pensa così anche Colantuono e non è la prima volta che afferma di un’inversione di tendenza da parte della squadra. Peccato che fino ad oggi, Chievo e Genoa a parte, è sempre successo il contrario: gli atalantini sono tornati a casa sconfitti e, spesso, senza attenuanti. Vedremo se a Firenze sarà la serata della svolta. Tra l’altro i precedenti sono nettamente sfavorevoli anche nel periodo nel quale la squadra viola lottava con l’Atalanta per salvarsi e l’ultimo successo al Franchi risale al 3 gennaio 1993: gol della vittoria di Carlo Perrone. Si è sempre fatto fatica a Firenze, figuriamoci adesso con la squadra di Montella a tre punti dalla Champions. Certo, la Fiorentina sta attraversando una fase della stagione non particolarmente brillante, ha perso a Cagliari e ha perso martedì a Udine nella semifinale di Coppa Italia ma in casa è difficile che sbagli una partita. Insomma Atalanta avvisata.  Sempre Colantuono ha dichiarato che la Fiorentina è un squadra di ottimi palleggiatori, quindi sarà opportuno rispondere con un gioco aggressivo e veloce. Proprio le doti che sono mancate all’Atalanta lontano dal Comunale. Vedremo, quindi, se sarà la volta buona. Montella farà esordire Diakitè, confermerà Anderson e ritroverà Quadrado. Nell’Atalanta rivedremo dal primo minuto Cigarini e Carmona. Gli altri nerazzurri saranno gli stessi di domenica pomeriggio a meno che torni Brivio a posto di Del Grosso e da quelle parti si farà vedere Quadrado.  Non dovrebbero esserci altre modifiche nello schieramento nerazzurro.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Stadio Franchi di Firenze, sabato ore 18.00</strong></span><br />
<strong>Fiorentina (4-3-3):</strong> Neto; Diakitè, Gonzalo, Savic, Pasqual; Borja Valero, Pizarro, Anderson; Quadrado, Matri, Vargas. A disposizione: Rosai, Compper, Roncaglia, Matias Fernandez, Bakic, Wolski, Joaquin, Ilicic, Matos. All: Montella.<br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Consigli ; Benalouane, Stendardo, Yepes, Brivio; Raimondi, Carmona, Cigarini, Bonaventura; Maxi Moralez; Denis. A disposizione: Sportiello, Frezzolini, Del Grosso, Lucchini, Nica, Estigarribia, Brienza, Kone, Giorgi, De Luca. All. Colantuono<br />
<strong>Arbitro:</strong> Guida.<br />
<strong>Televisione:</strong> Sky Calcio 1, Premium Calcio</p>
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		<title>Atalanta, l&#8217;imbarazzante cappella di Tagliavento e la misteriosa esclusione di Denis e Moralez</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 17:30:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Egregio direttore Matteo Bonfanti questo non è un articolo ma semplici punti di vista intorno all&#8217;Atalanta. La sconfitta di Torino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/bg1cola-1024x700.jpg"><p><strong>Egregio direttore Matteo Bonfanti</strong><br />
questo non è un articolo ma semplici punti di vista intorno all&#8217;Atalanta. La sconfitta di Torino è un furto con scasso perpetrato dall&#8217;arbitro internazionale Tagliavento, per la verità non nuovo a simili malefatte. Senza tornare alle famose &#8220;manette&#8221; di Mourinho, basta ricordare che cosa ha combinato in una partita di Champions tra Basilea e Schalke 04 convalidando un gol ai tedeschi con ben quattro giocatori in fuorigioco con gli svizzeri increduli e basiti.  Secondo quanto scrive la Gazzetta dello Sport è stato mal consigliato da Gavilucci, l&#8217;arbitro d&#8217;area, che ha &#8220;visto&#8221; il fallo di Consigli.  Capisco le difficoltà sui fuorigioco, capisco gli scontri e i contatti fra giocatori in area ma lo scontro tra Consigli e Cerci non dava adito al minimo dubbio: punizione a favore del portiere, in azione difensiva (respinta di pugni in tuffo e soprattutto in anticipo) . E&#8217; vero che in un campionato gli errori arbitrali si compensano ma il rigore di ieri è fuori da ogni logica delle regole del gioco del calcio. Nicchi, un altro della casta dei dirigenti intoccabili nonché capo degli arbitri, che cosa dice?   Si discuterà a lungo su questa enorme &#8220;cappellata&#8221;.  L&#8217;Atalanta all&#8217;Olimpico ha perso la sua nona partita in trasferta e questo è un dato di fatto. E allora chiediamo a Colantuono il perché della formazione scesa in campo dal primo minuto: fuori Denis e Moralez, dentro Livaja e Brienza.  I due argentini relegati in panchina hanno fatto scatenare blog, siti, giornali on line, facebook  e cinguettiì con fantasmagoriche (e magari veritiere)  supposizioni: un castigo societario per nottate non proprio da atleti, una richiesta degli stessi al tecnico per un turno di riposo dopo aver tirato a lunga la carretta atalantina, le scelte di mercato che coinvolgono il croato e l&#8217;ex-palermitano, le decisioni tattiche del mister.  Certo è che il primo tempo di Torino-Atalanta è stato imbarazzante, soporifero e quasi scandaloso, colpa di entrambe le formazioni.  Va bene che un pari all&#8217;Olimpico sarebbe stato un buon risultato. Ma se punti subito allo zero a zero devi mettere in conto l&#8217;imponderabilità del caso. Proprio quello che è successo all&#8217;Atalanta sul prato dell&#8217;Olimpico di Torino. Seneca ci ha lasciato questo motto: &#8220;Fortuna fortes metuit, ignavos premit&#8221; che  significa, più o meno &#8220;la fortuna ha paura dei forti e invece schiaccia i deboli&#8221;.<br />
<em><strong>Il tuo collaboratore più &#8220;anziano&#8221; Giacomo Mayer</strong> </em></p>
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		<title>Colantuono: &#8220;Visto Brienza? Ha fatto il cross nell&#8217;azione decisiva&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jan 2014 18:20:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bergamo – Anche questa è andata. Ma che strizza, caro mister: “Se pensiamo a questi sette giorni, possiamo dire che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/IMG_6229-1024x732.jpg"><p><strong>Bergamo</strong> – Anche questa è andata. Ma che strizza, caro mister: “Se pensiamo a questi sette giorni, possiamo dire che è l&#8217;Atalanta dei secondi tempi. Nel primo, anche l&#8217;avversario di turno ci ha dato filo da torcere. Anche noi abbiamo avuto la palla del vantaggio, ma il Cagliari ci ha graziato due volte”. Vox veritatis, voce di <strong>Stefano Colantuono</strong>, profeta di un&#8217;Atalanta che bada al sodo cercando di dimenticarsi che il calcio d&#8217;autore è un&#8217;altra cosa: “E il cugino menagramo in tribuna a cui mi ero rivolto dopo la vittoria con il Catania ha portato di nuovo bene, c&#8217;era anche stavolta e aveva pronosticato che non saremmo andati oltre il pareggio”.<br />
Le battute delle vigilia si perpetuano in un confronto al miele e al sale con gli osservatori e i critici troppo preziosi, che nel post partita si devono puppare pure la rivincita del fischiatissimo Brienza: “Ha crossato sull&#8217;azione decisiva, sono colpi che ha – presegue il Cola, sfregandosi le mani dalla soddisfazione -. Non mi piace avere ragione per forza: l&#8217;ho difeso a ragion veduta. È un giocatore che ha subìto infortuni strani e non ha mai potuto esprimersi con continuità. Ma è utile alla causa come tutti gli altri”. E guai a non fare il pompiere per stemperare gli inevitabili elogi all&#8217;eroe della prima di ritorno: “Jack secondo me non è ancora al top. La sua stagione è stata un po&#8217; travagliata dal punto di vista fisico. Può dare ancora di più”. L&#8217;incontentabile dall&#8217;accento romano, incassata la seconda vittoria di fila in uno scontro diretto, ovviamente ha da ridire soprattutto sul gioco espresso: “Abbiamo faticato a lungo in fase di costruzione, dove Cigarini non ha brillato, sbattendo contro una squadra brava a chiudersi e molto ficcante là davanti. Ho cambiato Lucchini (già in diffida e squalificato in vista di Torino, al pari di Migliaccio, NdR) perché rischiava il secondo cartellino sulle ripartenze ospiti”. L&#8217;analisi tecnica induce a più d&#8217;un sorriso quando si passa al setaccio l&#8217;atteggiamento dei nerazzurri nella ripresa, a pericolo – leggi, i due legni di Ibarbo – scampato: “Sportiello non è stato impensierito più di tanto e noi abbiamo fatto il nostro in un confronto a viso aperto, ma mi preme sottolineare che al di là di tutto questi sono tre punti d&#8217;oro. Partite così sono uno spartiacque di un&#8217;intera annata”.<br />
E qui il discorso, a più sette sulla zona rossa, si proietta sull&#8217;obiettivo irrinunciabile: “C&#8217;è chi dice che mezza salvezza è già in tasca. Io starei cauto, al massimo posso concedervi che sia un discreto passo avanti. Il viatico ideale per affrontare la trasferta di Torino senza troppi assilli: non sarà una sfida da aut-aut”. Sperando che all&#8217;orizzonte non compaiano problemi di sorta ad aggravare, come ai bei tempi, il rompicapo della formazione: “Cigarini ha preso una botta alla coscia, un infortunio di natura traumatica. Vedremo in settimana, non è il caso di preoccuparsi adesso”. Anche perché c&#8217;è sempre un Baselli pronto all&#8217;uso, in un modulo immutabile con le corsie ultracoperte. E non fa fede l&#8217;accorgimento tattico degli ultimi venti minuti, quando a Brienza è subentrato Carmona: “Nel finale ho optato per il 4-3-2-1 per impedire a Cossu di fare il bello e il cattivo tempo, abbassando Migliaccio a protezione della difesa. Cose che si fanno quando il risultato è troppo importante per lasciarselo scappare”.<br />
<strong>Simone Fornoni</strong></p>
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		<title>Colantuono e gli &#8220;snob&#8221; in tribuna: &#8220;Mi dispiace per loro, ma giocherà ancora Brienza&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jan 2014 14:26:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Zingonia – Dal rossoazzurro etneo al rossoblù casteddaio, per l&#8217;Atalanta e Stefano Colantuono c&#8217;è ancora un&#8217;isolana da affondare tra le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/IMG_50171-1024x668.jpg"><p><strong>Zingonia</strong> – Dal rossoazzurro etneo al rossoblù casteddaio, per l&#8217;Atalanta e <strong>Stefano Colantuono</strong> c&#8217;è ancora un&#8217;isolana da affondare tra le mura amiche. Per afferrare quanto prima la boa della salvezza, o quantomeno evitare l&#8217;incaglio nelle secche. Parola di timoniere: “Una sfida simile a quella di settimana scorsa, anche se stavolta l&#8217;avversario è dei meglio attrezzati. La costante è la ricerca del risultato: dal Catania al Cagliari, cambia poco”.<br />
Figuriamoci la formazione, della serie squadra che torna a vincere non si tocca: “De Luca nell&#8217;infrasettimanale di coppa mi ha convinto. Giocare largo a quattro, però, è un&#8217;altra cosa anche se in allenamento l&#8217;ho provato proprio lì”. Così parlò l&#8217;integralista del 4-4-1-1, pronto ad archiviare il tridente di Fuorigrotta per cercare conferme dai soliti noti. Al netto dell&#8217;innesto di gennaio, perché così volle il giudice sportivo: “Per fortuna Raimondi rientra dalla squalifica e prende il posto di Benalouane. Nica? A Napoli non m&#8217;è dispiaciuto, ma non ha ancora due partite di fila nelle gambe”. Nessuno stravolgimento e via libera alla formula che offre più garanzie, dunque. Con un distinguo e una tirata d&#8217;orecchi agli schizzinosi: “Carmona torna a disposizione, ma Migliaccio non ha fatto male e non vedo perché toglierlo. E mi dispiace per i tre o quattro snob in tribuna, ma alto a destra ci sarà ancora Brienza: i fischi vanno bene a fine partita, non durante. Per chi sbaglia un passaggio sarebbe meglio sprecare un applauso: chi è in difficoltà va sostenuto, i contestatori per partito preso meglio stiano a casa”. Completano l&#8217;undici i cosiddetti intoccabili: la coppia Stendardo-Lucchini nel cuore della difesa con Brivio preferito alla sciagura di Tim Cup Del Grosso a sinistra, Cigarini in regia, Bonaventura ala mancina con licenza di cercare la linea di fondo o accentrarsi e Moralez dietro Denis. Una sola defezione, a parte quelle ovvie del lungodegente Bellini e del convalescente Consigli (comunque tornato in campo a Zingonia): “Canini ha un problema in famiglia e non l&#8217;ho convocato, penso che in questo momento per lui ci siano altre priorità”.<br />
Resta un nodo da sciogliere, ovvero come affrontare un ostacolo decisamente più ostico e solido del fanalino di coda. Stessi punti dei bergamaschi – 21, nel gruppetto c&#8217;è anche la Samp -, ma ben 9 pareggi a fronte di 4 vittorie (tutte in casa, compreso il 2-1 dell&#8217;andata) e 6 ko: “Al di là dell&#8217;assenza di Pinilla, Sau, Ibarbo e Cossu non ce li ha nessuno. Un reparto offensivo veloce e potente – spiega il Cola -. Lopez è un ottimo tecnico, Conti è uno dei migliori registi italiani e mi stupisce che non sia mai approdato a una grande. Dovremo stare corti e attenti, perché il Cagliari ha uno zoccolo duro di sei-sette giocatori che si trovano a memoria. La partenza di Nainggolan potrebbe non essere così grave”. Impossibile, visto il periodo, sottrarsi alla consueta tiritera degli scambi. Pronti via, si parte dal vice Professore che tanto interessa alla Juventus al pari del compartecipato avellinese Zappacosta: “Baselli ha il futuro assicurato, ha ventun anni e deve crescere. Ha un&#8217;opportunità qui e ora, non deve pensare al minutaggio: il suo compito è rendere quando viene chiamato in causa. Non so se lui o altri siano disturbati dalla finestra di mercato, l&#8217;importante è non dire che ha la testa altrove in caso di prestazione non all&#8217;altezza. Per adesso non si muove, a giugno si vedrà”. Qualcuno, del resto, s&#8217;è già allontanato dalla base: “Abbiamo mandato a Cesena Marilungo e Gagliardini perché hanno bisogno di giocare e noi non potevamo garantirglielo: Guido deve riprendersi dopo l&#8217;infortunio, Roberto per varie vicissitudini era fatalmente un po&#8217; chiuso”. In entrata, invece, nisba: “Abbiamo sempre l&#8217;occhio vigile, l&#8217;anno scorso i giocatori arrivati qui avevano creato della sana competizione interna. Ma intervenire in modo massiccio in inverno significa aver commesso qualche errore in estate, e non è il nostro caso: in questi sei mesi ho visto tutti all&#8217;altezza. Se le riserve in Coppa Italia hanno tenuto botta quasi fino alla fine, significa che nel gruppo non mancano determinazione e voglia di fare”. Tornando alla strettissima attualità, in conclusione il Profeta di Anzio si sbottona togliendosi qualche altro sassolino dalla scarpa: “Noi a Bergamo abbiamo fatto 17 punti, se i tifosi ci sostengono non rimangono delusi. È il mio sesto anno qui e conosco bene l&#8217;ambiente, per quello mi permetto di criticare chi fischia. Ma attenzione, contro il Catania mi sono girato verso gli spalti perché ce l&#8217;avevo con mio cugino che alla vigilia era scettico sulla nostra vittoria. Lo faccio venire apposta&#8230;”.<br />
<strong>S.F.</strong></p>
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		<title>La Dea balla il tango: Denis e Maxi scacciano la crisi</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jan 2014 16:26:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Atalanta – Catania 2-1 (0-0) Atalanta (4-4-1-1): Sportiello 6,5; Benalouane 6,5, Stendardo 5,5, Lucchini 6,5, Brivio 5,5; Brienza 4,5 (28&#8242; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/00103-1024x668.jpg"><p><strong>Atalanta – Catania 2-1 (0-0)</strong><br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Sportiello 6,5; Benalouane 6,5, Stendardo 5,5, Lucchini 6,5, Brivio 5,5; Brienza 4,5 (28&#8242; st Del Grosso 6), Cigarini 6 (38&#8242; st Baselli sv), Migliaccio 6, Bonaventura 7; Moralez 6,5 (45&#8242; st Kone sv); Denis (cap.) 6. A disp.: Polito, Giorgi, Livaja, Canini, Yepes, Cazzola, Marilungo, De Luca, Nica. All.: Colantuono 6.<br />
<strong>Catania (4-3-3):</strong> Frison 6; Peruzzi 5,5, Rolin 6, Spolli 6, Biraghi 5,5 (27&#8242; st Leto 6,5); Izco (cap.) 6 (35&#8242; st Boateng sv), Lodi 6, Plasil 5,5; Barrientos 6,5, Bergessio 6, Castro 5,5. A disp.: Andujar, Ficara (p), Legrottaglie, Guarente, Gyomber, Keko, Capuano. All.: De Canio 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Massa di Imperia 6,5 (Schenone-Tonolini, IV Cariolato; add. Rocchi e Nasca).<br />
<strong>Reti:</strong> 22&#8242; st rig. Denis, 42&#8242; st Moralez, 44&#8242; st Leto.<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio sereno ma velato da progressiva foschia, terreno in condizioni passabili. Spettatori paganti 7.233 (incasso 27.799, 50 euro), abbonati 8.573 (quota partita 114.569, 98 euro). Ammoniti Benalouane, Lodi, Peruzzi, Cigarini, Barrientos (proteste). Corner 7-10; recupero 1&#8242; e 3&#8242; .</p>
<p><strong>Bergamo</strong> – Il rompighiaccio di Denis è di rigore, l&#8217;affondo di Moralez una perla di astuzia e tecnica. E pazienza se il Catania mette spavento fino alla fine segnando in extremis il gol della speranza: dopo sei turni di digiuno con soli due punticini in carniere, il ritorno alla vittoria per l&#8217;Atalanta è all&#8217;insegna del tango argentino. Regalando una salutare boccata d&#8217;ossigeno alla classifica in chiusura di girone d&#8217;andata.<br />
L&#8217;avvio dei nerazurri è timido, tanto che al decimo i corner per gli ospiti sono già tre, con Sportiello lestissimo a togliere dall&#8217;angolino il velenoso mancino dal limite di Barrientos. La chance etnea all&#8217;ottavo giro di lancetta – quando viene ammonito Benalouane, che salterà il match con il Cagliari – è la spia di qualche affanno di troppo:  la manovra appare involuta e si fa una fatica dannata ad uscire dalla trequarti difensiva, anche perché i reparti non trovano le giuste distanze e azzeccare due passaggi di fila resta una chimera. Al 29&#8242; un&#8217;incomprensione nel cerchio di centrocampo tra Migliaccio e Stendardo proietta Barrientos verso la discesa per via centrali culminata nell&#8217;assist a Castro, sul quale il portiere cresciuto nel vivaio esce a kamikaze facendogli carambolare la palla sul corpo. Al 31&#8242; si vede Denis, protagonista di un&#8217;innocua spizzata su cross di Brivio, ma Sportiello prova un brivido freddo ogni volta che gli etnei ripartono e sessanta secondi dopo deve alzare in corner la stoccata comunque priva di effetto di Lodi. Brienza prova a dare un senso alla sua permanenza a Bergamo (forse agli sgoccioli) e al 37&#8242; esplode il sinistro al volo approfittando della sponda di Stendardo sulla palombella di Cigarini, trovando però soltanto i cartelloni pubblicitari. Un sussulto che ha un seguito a ruota, quando Bonaventura apre per l&#8217;accorrente Benalouane: il tiro al volo dell&#8217;innesto di gennaio viene contrato in fallo di fondo da Biraghi, altro gioiello made in Zingonia nonché ex di turno insieme a Guarente, Colantuono, Stendardo e Polito. Prima dell&#8217;intervallo, Brivio sciupa il traversone del franco-tunisino colpendo con la sommità del capo.<br />
Nella ripresa i bergamaschi alzano il baricentro alla ricerca del gol scacciacrisi e Denis si affaccia di nuovo, sganciando un destro centrale dal limite (5&#8242;); all&#8217;8&#8242; Bonaventura svetta sull&#8217;allungo dall&#8217;out di Brivio e Frison si complica la vita smanacciando oltre la traversa. Comincia a calare la nebbia, squarciata subito da un lampo di Jack che all&#8217;11&#8217; attraversa l&#8217;area in orizzontale per poi impegnare severamente l&#8217;estremo avversario. La sfida, paradossalmente, si infiamma proprio quando la visibilità comincia a ridursi sensibilmente: al 12&#8242; Lodi stoppa a un passo dalla linea l&#8217;incornata di Stendardo su azione dalla bandierina, di là (14&#8242;) c&#8217;è lo stinco di Lucchini a salvare capra e cavoli sull&#8217;ennesimo contropiede rossoazzurro, con Peruzzi a cercare invano la gloria personale. La svolta al 21&#8242;, quando Biraghi mette giù Bonaventura, smarcato dall&#8217;accelerazione dalla linea di fondo di Maxi: il Tanque si presenta sul dischetto e spiazza Frison. Il Catania ci prova intorno alla mezzora con Spolli (girata alta da calcio d&#8217;angolo) e con il nervoso Barrientos, che imbocca Sportiello dai venti metri. Migliaccio si ritrova sulla fronte un 2-0 comodo comodo, grazie alla punizione al bacio di Cigarini, ma non angola abbastanza la traiettoria; il raddoppio si materializza a tre dal novantesimo, quando Maxi fugge in slalom solitario battendo a rete di sinistro dall&#8217;area piccola. Per i De Canio-boys c&#8217;è tempo giusto per dimezzare lo svantaggio al 44&#8242;: Boateng da destra trova Leto  pronto ad appoggiare a porta sguarnita. E fortuna che l&#8217;ultimo assalto, sull&#8217;asse Leto-Castro-Boateng, fallisce per un clamoroso errore di mira del colored ospite.<br />
<strong>SF</strong></p>
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