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	<title>Champions League &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Le pagelle dell&#8217;eliminazione dalla Champions &#8211; Serata (molto) meno brutta di quanto non dica il risultato</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 00:03:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Secondo l&#8217;uomo in panchina, per il quale abitualmente i dopogara corrispondono a una teoria di ringraziamenti al mondo Atalanta e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/41fbb6dc-f143-49e3-a7c3-f6b16245d7e6.jpeg"><p>Secondo l&#8217;uomo in panchina, per il quale abitualmente i dopogara corrispondono a una teoria di ringraziamenti al mondo <strong>Atalanta</strong> e dintorni, dalla dirigenza ai tifosi passando da staff e giocatori, scolpire nel marmo di un 4-1 indiscutibile i giudizi sui singoli è una mission impossible almeno quanto aver pensato di poterla ribaltare. Ma l&#8217;ottavo di ritorno in casa del <strong>Bayern Monaco</strong> è stata comunque la bella copia del brogliaccio da calcio inutilmente e incautamente sfacciato del palcoscenico di casa. E se qualcuno le ha beccate, altri sono stati spine nel fianco.</p>
<p><strong>Sportiello</strong> 6: incolpevole e pure preso di mira in un primo tempo che poteva finire con chissà quanto gol. Pur senza miracoli, è sempre attento.</p>
<p><strong>Kossounou</strong> 5,5: a essere generosi. Avesse preso Luis Diaz, qualche volta&#8230;<br />
<strong>Hien</strong> 5,5: perde il duello con Kane, che si diverte a gabbarlo per imbracciare la doppietta in avvio di ripresa e poi dare il la al tris, e tanto basta all&#8217;assegnazione dell&#8217;insufficienza. Perché il ragazzo del &#8217;99 è uno stopperone da duelli, altro non fa.<br />
<strong>Scalvini</strong> 6,5: torna a sinistra per il riposo del guerriero concesso a Kolasinac, senza affatto sfigurare soprattutto a sostegno. Non è che Karl con lui davanti inquadri così niditamente la porta. E sul 3-0 l&#8217;assist è del tagliante che fa fesso un altro nome del terzetto (38’ st <strong>Ahanor</strong> sv: la prima partita da neo cittadino italiano. Tra non molto ci sarà anche l&#8217;azzurro).</p>
<p><strong>Bellanova</strong> 7: privilegia la seconda fase del gioco, da ordine di priorità del piano gara. Si vede lontano un miglio che ha la voglia matta di dimostrare, in primis a se stesso, d&#8217;esser tornato il miglior assistman italiano. Ora, però, urgono continuità e cifre.<br />
<strong>Pasalic</strong> 6,5: timing d&#8217;inserimento oltre la media, adattabilità tattica idem, generosità pure. Gliene capitano due in gioco aereo e la seconda diventa l&#8217;assist per il gol della bandiera, a otto giorni dall&#8217;averlo segnato personalmente a Bergamo.<br />
<strong>Ederson</strong> 6: uno spettacolo quando difende a blocco basso sulla sottopunta, Guerrero, nondimeno tra i migliori, per ribaltare il fronte (12’ <strong>st De Roon</strong> 6: spunti da fermo a uso dei compagni, un po&#8217; di caciara in mediana).<br />
<strong>Bernasconi</strong> 7: la tenta anche di suo, dopo aver perso un brutto pallone nel primo tempo. Sulle fasce la Dea ha volato.</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 6 (12’ st <strong>Samardzic</strong> 6,5: quarto gol fuori confine per una riserva fino alla fine, a ruota di Bruges, Marsiglia e Borussia, due su tre da match winner. Da titolare non combina così tanto, preferisce il fuori copione).<br />
<strong>K. Sulemana</strong> 5,5: Urbig gli sbarra il passo, lui dà costantemente la sensazione d&#8217;un&#8217;incompiuta. Versione stoccafisso allorché Kane decide che è il momento di imbracciare la doppietta (26’ st <strong>Raspadori</strong> 5,5: riassaggia l&#8217;ebbrezza di un rientro in realtà senza sapore né odore, perché di pallone dal suo ingresso sembra masticarne ben poco). </p>
<p><strong>Scamacca</strong> 5,5: una mezza rovesciata in croce su palla del fiammingo. Troppo poco. E mastini di casa troppo ringhiosi (26’ st <strong>Krstovic</strong> 6). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6,5: sempre a uomo nella zona, inteso come fase di non possesso, sceglie l&#8217;abbinata blocco basso &#038; 3-4-2-1 soffittando il 4-2-4 da pressing altissimo dell&#8217;andata. E ribadisce che i moduli non c&#8217;entrano. Non gli resta che rimontare posizioni UEFA in campionato. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dall&#8217;Allianz Arena &#8211; &#8220;Dobbiamo essere orgogliosi, perché il Bayern fa un altro sport&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 23:10:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ingiocabili e favoriti per il trofeo. Sono pressoché all&#8217;unisono le voci che si alzano dall&#8217;Allianz Arena a firma dei big [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/6f071b8c-b3da-463a-911c-923373c2fec6.jpeg"><p>Ingiocabili e favoriti per il trofeo. Sono pressoché all&#8217;unisono le voci che si alzano dall&#8217;Allianz Arena a firma dei big dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>: <strong>&#8220;Il <strong>Bayern Monaco</strong> gioca proprio un altro sport. Noi siamo l&#8217;unica italiana arrivata agli ottavi di finale e ne andiamo orgogliosi&#8221;</strong>, scuote la testa, senza abbassarla, <strong>Raffaele Palladino</strong> a <em><strong>Sky Sport</strong></em>. Ad <em><strong>Amazon Prime</strong></em>, invece, ha chiamato in causa le scelte tattiche in primis: <em>&#8220;Non cambierei niente, se potessi rigiocare queste due partite. Bisogna accettare la supremazia dell&#8217;avversario con molta umiltà. Abbiamo solo cercato di non snaturarci&#8221;</em>. E <strong>Marten de Roon</strong>, il capitano, gli fa eco: <em>&#8220;Non potevano misurarci col Bayern, è la squadra più forte del mondo&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;I migliori in campo in questo turno di Champions League sono stati i <strong>tifosi</strong>. Adesso abbiamo campionato e Coppa Italia. Il mio record di 435 presenze in nerazzurro eguagliando <strong>Gianpaolo Bellini</strong>? Un grande onore per me rappresentare Bergamo in Europa, voglio continuare a farlo perché non intendo ancora smettere per fare l&#8217;allenatore. Il Bayern ci ha insegnato, come calcio italiano, movimenti e velocità: da noi siamo ancora statici e tattici quando affrontiamo le competizioni Uefa. Senza Musiala, Olise e Kimmich loro sono lo stesso i più forti. Da uno come Kane possiamo imparare tutto, anche l&#8217;umiltà&#8221; (<strong>Marten de Roon</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Non è bastata <strong>l&#8217;Atalanta</strong> nemmeno oggi contro una squadra molto forte. Abbiamo dato tutto sia all&#8217;andata che al ritorno, ma anche stasera hanno giocato una partita incredibile. Abbiamo difeso bene nel primo tempo, negli ultimi metri invece potevamo fare scelte migliori. Contro di loro, quando hai la palla, devi fare molto bene. C&#8217;eravamo detti di voler difendere bene, ripartire e andare a far gol. Dal rigore in poi è stato difficile, anche perché quando il Bayern ha la palla la tiene sempre. I tifosi anche in casa avevano fatto una bolgia applaudendo nonostante la sconfitta per 6-1. Grazie mille a loro anche oggi, sono stati incredibili. Siamo una squadra forte che deve guardare avanti. In campionato, se vediamo cosa succede alle altre, possiamo recuperare. E c&#8217;è la Coppa Italia. L&#8217;Allianz Arena è uno degli stadi migliori del mondo ed è bellissimo per l&#8217;atmosfera&#8221; (<strong>Lazar Samardzic</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Adesso ci concentriamo sul campionato e abbiamo anche la Coppa Italia. Il calcio italiano? Andrà meglio la prossima stagione, ma la riflessione si può fare stagione per stagione. Questa in Europa, o meglio in Champions, non è andata benissimo. Forse è anche questione di periodi.<br />
Sapevamo che era un&#8217;impresa quasi impossibile. In Champions League abbiamo comunque battuto squadre molto forti come il Chelsea e il Borussia Dortmund, ci portiamo a casa un grande percorso alzando il livello tecnico e fisico.<br />
Avevo chiesto alla squadra di andare orgogliosamente sotto il settore ospiti per ringraziare i nostri tifosi che ci avevano applaudito anche all&#8217;andata nonostante il 6-1 in casa. Sono contento se siamo riusciti a dar loro qualcosa.<br />
Abbiamo dato minutaggio a Ederson, De Ketelaere e stasera anche Raspadori. Abbiamo dato spazio a chi gioca meno come Bellanova e Samardzic, dai quali come da altri ho avuto risposte positive.<br />
Prendere tanti gol in queste due partite non ci ha fatto piacere, è il lato negativo degli ottavi di finale. Stasera e all&#8217;andata abbiamo capito che il livello del Bayern è più alto. Ne prendiamo atto, siamo inferiori sulla carta e lo siamo stati sul campo. In queste partite si capiscono i propri limiti: comunque siamo orgogliosi di essere stati l&#8217;unica italiana agli ottavi di finale di Champions&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Atalanta saluta la Champions con onore, ma col Bayern non c&#8217;è mai partita: 4-1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 22:11:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Champions League, ottavi di finale (round 16), ritorno &#8211; Monaco di Baviera, Allianz Arena &#8211; mercoledì 18 marzo (ore 21) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/c746e839-7052-462a-a764-884ee854c247.jpeg"><p>Champions League, ottavi di finale (round 16), ritorno &#8211; Monaco di Baviera, Allianz Arena &#8211; mercoledì 18 marzo (ore 21)<br />
<strong>Bayern Monaco &#8211; Atalanta 4-1 (1-0)<br />
BAYERN MONACO (4-2-3-1):</strong> Urbig 7; Stanisic 7 (27’ st Pavic 6), Kim 7, Tah 7, Bischof 6,5 (27’ st Gnabry 6); Goretzka 6,5, Pavlovic 7 (10’ st Ofli 6,5); Karl 7,5, Guerreiro 7,5 (38’ st Ito sv), Luis Diaz 8; Kane (cap.) 8 (27’ st Jackson). A disp.: 35 Bärtl, 37 Prescott, 2 Upamecano, 27 Laimer, 41 Manuba. All.: Vincent Kompany 7,5.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Sportiello 6; Kossounou 5,5, Hien 5,5, Scalvini 6,5 (38’ st Ahanor sv); Bellanova 7, Pasalic (cap.) 6,5, Ederson 6 (12’ st De Roon 6), Bernasconi 7; De Ketelaere 6 (12’ st Samardzic 6,5 ), K. Sulemana 5,5 (26’ st Raspadori 5,5); Scamacca 5,5 (26’ st Krstovic 6). A disp.: 29 Carnesecchi, 31 Rossi, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac, 5 Bakker, 77 Zappacosta, 59 Zalewski. All.: Raffaele Palladino 6,5.<br />
<strong>Arbitro: </strong>Bastien 6,5 (Francia &#8211; Zakrani, Berthomieu; IV Vernice. V.A.R. Dechepy, A.V.A.R. Garrett &#8211; Inghilterra).<br />
<strong>RETI:</strong> 26’ pt rig. e 9’ st Kane (B), 11’ st Karl (B), 25’ st Luis Diaz (B), 40’ st Samardzic (A)<br />
<strong>Note:</strong> serata fredda e invernale, spettatori 75 mila circa di cui 4 mila atalantini nel settore ospiti. Tiri totali 24-13, nello specchio 8-8, parati 4-7, respinti/deviati 8-0. Var: 3. Corner 5-3, recupero 3’ e 3’ .</p>
<p><strong>Monaco di Baviera</strong> &#8211; Il gioco delle torri Pasalic-<strong>Samardzic</strong> sull’ultimo schema buono da palla inattiva, un corner da sinistra, salva l’onore dell’<strong>Atalanta</strong>, strabattuta la seconda volta su due dal <strong>Bayern Monaco</strong> anche nel ritorno degli <strong>ottavi di finale di Champions</strong> League. Un grande Kane si procura il rigore per sbloccarla e raddoppia in avvio di ripresa, per poi lasciare spazio ai compagni Karl e Luis Diaz prima del gol della bandiera nerazzurro. 10 a 2 di computo complessivo, che riflette con esattezza la differenza di valori in campo, comunque tirando molto di più rispetto al quasi niente alla New Balance Arena. </p>
<p>Al quinto, il monologo in rosso sfocia nella spaccata di Guerreiro, terzino sinistro riciclato a sottopunta, sull’apertura di Karl rifinita da Kane: giusto un tuffetto per la presa bassa. Al nono Hien, impegnato in un bel duello col capitano di casa e della Nazionale d’Albione, alleggerisce di testa all’indietro su un allungo dello stesso portoghese finendo per favorire Luis Diaz, che però alza la mira a un passo dal palo alla destra di Sportiello. Alla sporca dozzina la prima conclusione in porta è una loffietta ancora di Guerreiro, andato a prendersi in lunetta la palla dalla catena di destra per poi provarci sullo scarico di Luis Diaz. Sportiello deve guardarsi le spalle anche dalla seccata al quarto d’ora di Pavlovic il cui sinistro è innescato da Kim ma pochissimo angolato. Due lancette e tocca a Bischof in scia a Karl, ma non è un granché. Al 22’ Scalvini, in caduta, usa il braccio sinistro per stoppare il tiro di Kane servito dal crossetto di Guerreiro: il Var porta al rigore, il guantipede di via Broseta la intercetta alla propria sinistra staccando i piedi dalla linea di porta e sulla ripetizione l’inglese lo spiazza aprendo il piattone. </p>
<p>La partita continua a esistere soltanto per ipotesi. Verso la mezzora De Ketelaere s’invola in mezzo ai due centrali difensivi locali, ma sul ribaltamento dal cerchio di Pasalic parte in posizione irregolare. E comunque riesce a non chiudere nello specchio lo stesso sul ritorno di Kim e Tah. A tredici dall’intervallo rimorchio davanti alla lunetta chiamato a Goretzka da Stanisic, con l’attrezzo a impennarsi. Karl al 38’ è al secondo tentativo personale a girello, un po’ egoista, privo di mira. Al 41’ il primo vero tiro verso la porta dei bergamaschi, da rimessa di Bernasconi spondata da Pasalic per il destro al volo svirgolatissimo di Scalvini. Va già meglio il secondo, quando lo stesso braccetto di Palazzolo sull’Oglio, a un poker dalla pausa, prolunga il cross di Bellanova verso il secondo palo, difeso da Urbig dall’assalto di Super Mario che forse avrebbe potuto fare di più che allungare il piede.</p>
<p>La ripresa d’avvia al quinto col recupero di Ederson su Guerreiro (ancora lui!) e ribalta per De Ketelare, il cui cross di piede debole viene incocciato al volo da Scamacca di mezza rovesciata: un rimbalzo di troppo sul terreno ne attutisce potenza, direzione e pericolosità. Va detto però che in capo a una coppietta d’orologio (7’) il portoghese che gioca dietro l’anglo-irlandese gira fuori col destro, non il suo piede, il suggerimento in break del difensore coreano ex Napoli. Poco più tardi Bellanova converge senza ferire col sinistro. Poi cala il sipario nel giro di poco. Colui che imbraccia la doppietta di giornata riesce a tirare da fermo appena dentro l&#8217;area verso l&#8217;incrocio opposto seppur attorniato da Hien e Sulemana, per poi dare il via all&#8217;affondo di Luis Diaz concluso da Karl per il 3-0 aprendo il piatto sinistro nell&#8217;angolino lontano. La Dea non vuole scavarsi ulteriormente la fossa e ne combina due buonissime. </p>
<p>Sulemana sugli sviluppi di una punizione di De Roon, 435 volte atalantino eguagliando il record di Bellini, si vede chiudere lo specchio da Urbig al quarto d’ora. Verso il ventesimo, Bernasconi calcia al volo nel gioco tra quinti alzando sopra la traversa. Al 24’ il jolly croato incorna centralmente il pallone di Bernasconi in asse con Scalvini. Al 25’ è poker quando Karl invita a nozze Luis Diaz, resiste al ritorno di Kossounou e supera l’ultimo ostacolo in lob. Tre minutini e il duello Bellanova-Urbig finisce sempre allo stesso modo. A dieci dal novantesimo Samardzic non la ridà a Krstovic tirando in bocca al ragazzo reduce dal trauma cranico proprio per lo scontro di otto giorni fa a Bergamo col montenegrino sul gol della bandiera di Super Mario. Si rivede Raspadori dopo lo strappetto del 15 febbraio dalla Lazio, ma forse si apprezzerà di più domenica col Verona.<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Verso il Bayern (decimato): Palladino deve solo scegliere il ventitreesimo, assente solo Musah</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 16:55:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Col fardello piuttosto relativo dello squalificato Yunus Musah, a Raffaele Palladino resta la scelta su chi portare a Monaco di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/raspadori.jpg"><p>Col fardello piuttosto relativo dello squalificato Yunus <strong>Musah</strong>, a Raffaele <strong>Palladino</strong> resta la scelta su chi portare a <strong>Monaco di Baviera</strong> come ventitreesimo tra l&#8217;attaccante Dominic <strong>Vavassori</strong> e il centrocampista Sergej <strong>Levak</strong>, entrambi dell&#8217;Under 23. L&#8217;<strong>Atalanta</strong>, nondimeno, col recupero dell&#8217;ultimo dei lungodegenti, <strong>Giacomo Raspadori</strong>, sempre più in gruppo tra domenica mattina e lunedì pomeriggio, strappatosi il bicipite femorale sinistro, a San Valentino con la Lazio, è prontissima ad affrontare la mission impossibile di ribaltare l&#8217;1-6 dell&#8217;andata all&#8217;Allianz Arena nel <strong>ritorno degli ottavi di finale di Champions League</strong>.</p>
<p>Martedì pomeriggio alle 15, col canonico quarto d&#8217;ora aperto a stampa e tv, l&#8217;allenamento pre partenza al Centro Sportivo Bortolotti di <strong>Zingonia</strong>. Dal training center del Bayern Monaco, il tecnico <strong>Vincent Kompany</strong> ha in calendario la conferenza stampa con un giocatore alle 16, mentre l&#8217;allenatore nerazzurro è atteso ai microfoni alle 20 nella pancia dello stadio insieme a <strong>Isak Hien</strong>. I bavaresi sono privi di otto elementi, tra cui gli squalificati Olise (doppiettista a campi invertiti) e Kimmiche, e soprattutto di quattro portieri, con Ulreich ad aggiungersi a Neuer, Urbig (scontratosi con Nikola Krstovic a Bergamo sul gol della bandiera di <strong>Mario Pasalic</strong>) e Klanac.</p>
<p><strong>Le formazioni presunte</strong></p>
<p dir="ltr"><strong>Bayern Monaco</strong> (4-2-3-1): 35 Bärtl; 25 Stanisic, 2 Upamecano, 3 Kim, 22 Guerreiro; 8 Goretzka, 45 Pavlovic; 7 Gnabry, 42 Karl, 14 Luis Diaz; 9 Kane. (37 Prescott, 4 Tah, 27 Laimer, 30 Ofli, 41 Manuba, 20 Bischof, 47 Santos Daiber, 36 Mike, 49 Cardozo, 11 Jackson). All.: Kompany.</p>
<p dir="ltr">Squalificati: Kimmich, Olise.<br />
Diffidati: Laimer, Upamecano.<br />
Indisponibili: 19 Davies (flessori), 21 Ito (muscolare), 30 Kiala (caviglia), 48 Klanac (muscolare), 10 Musiala (caviglia), 1 Neuer (polpaccio), 26 Ulreich (adduttore destro), 40 Urbig (concussione cerebrale).</p>
<p dir="ltr"><strong>Atalanta</strong> (3-4-2-1): 57 Sportiello; 42 Scalvini, 4 Hien, 69 Ahanor; 16 Bellanova, 15 De Roon, 13 Ederson, 47 Bernasconi; 17 De Ketelaere, 7 K. Sulemana; 90 Krstovic. (29 Carnesecchi, 31 Rossi, 3 Kossounou, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac, 5 Bakker, 77 Zappacosta, 8 Pasalic, 46 Levak, 10 Samardzic, 18 Raspadori, 9 Scamacca). All.: Palladino.</p>
<p dir="ltr">Squalificato: Musah.<br />
Diffidati: De Roon, Djimsiti, Kossounou, Scamacca.&nbsp;<br />
Indisponibile: nessuno.</p>
<p dir="ltr"><strong>L&#8217;arbitro</strong></p>
<p dir="ltr">Benoit <strong>Bastien</strong> è l&#8217;arbitro designato per la partita di mercoledì 18 marzo all&#8217;Allianz Arena di Monaco di Baviera. Tutta francese, al netto del secondo &#8220;varista&#8221; inglese Jarred Gilleti, la squadra arbitrale in accompagnamento al quasi quarantatreene di Epinal, insegnante di professione, candeline il 17 aprile: gli assistenti Hicham Zakrani e Aurelien Berthomieu, il quarto ufficiale Mathieu Vernice e il Video Assistant Referee, Bastien Dechepy.&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Il fischietto&nbsp; arbitrò l&#8217;Italia nel 2-0 a Budapest in Nations League il 22 settembre 2023 in cui aprì le marcature l&#8217;appena recuperato <strong>Raspadori</strong>, sostituto nello stesso minuto ma nella ripresa, il 27&#8242;, dall&#8217;ex compagno nel Sassuolo <strong>Gianluca Scamacca</strong>. <strong>Davide Zappacosta</strong>, invece, se ne può rammentare per le qualificazioni mondiali a Reggio Emilia con Israele il 5 settembre 2017: la risolse Ciro Immobile un minuto dopo l&#8217;ingresso del laterale sorano al posto dell&#8217;ex nerazzurro, già passato al Milan, Andrea Conti.</p>
<p dir="ltr">Bastien, un inedito per la Dea in sé, annovera, tra le altre italiane, un successo e un pari nel palmarès della Juventus, idem per il Bologna, che ci ha vinto col Brann in Europa League lo scorso 26 febbraio, un ko per il Milan, un pari per la Lazio, una vittoria per Fiorentina e Napoli, un ko per 3-1 a Euro 17 a Breslavia per l&#8217;Italia Under 21 con la Repubblica Ceca.&nbsp; Il<strong> Bayern</strong>, per concludere, l&#8217;aveva avuto al ritorno in casa dei playoff di Champions dell&#8217;anno scorso. 18 febbraio, 1-1 col Celtic, con Alphonso Davies a rispondere a Kuhn al 4&#8242; di recupero; 6 giorni prima, Olise, Kane e Maeda per espugnare Glasgow.&nbsp;<br />
<em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Bayern &#8211; Insufficienze a pioggia, si salvano in pochissimi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 22:29:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Inutile affondare il coltello nella piaga, ma l&#8217;Atalanta non ha funzionato né col 4-4-2 iperoffensivo ammirato nella rimonta all&#8217;Udinese di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/c488392e-02c0-4e34-986b-86e000b305e7.jpeg"><p>Inutile affondare il coltello nella piaga, ma l&#8217;<strong>Atalanta</strong> non ha funzionato né col <strong>4-4-2</strong> iperoffensivo ammirato nella rimonta all&#8217;<strong>Udinese</strong> di sabato scorso ferma al punticino né nella contro-virata al modulo prediletto. Col <strong>Bayern Monaco</strong>, nell&#8217;andata degli ottavi di finale di <strong>Champions League</strong>, c&#8217;è stata partita forse per otto minuti su novantaquattro lordi. E <strong>Mario Pasalic</strong> si salva dalle insufficienze a pioggia solo per averci creduto fino in fondo, regalando una gioia effimera alla Curva Nord Pisani.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 5,5: a momenti manco le vede partire, ma sul raddoppio di Olise lascia la sensazione di poter fare di più. </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6: uno dei pochissimi a ribaltare il fronte e a lavorare in catena, cosa non riuscita a sinistra (22’ st <strong>Bellanova</strong> 6: due discese e alla seconda si salva almeno l&#8217;onore), <strong>Hien</strong> 5: siamo alle solite, perché abituato com&#8217;è a seguire il centravanti nemico fino alla ritirata finisce per farsene sballottare qua e là a spasso per il campo. Non può funzionare a questi livelli.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 5: ne azzecca pochine, con tutto il rispetto (10’ st <strong>Ahanor</strong> 5,5: gettato in pasto agli squali, del tipo che annuserebbero il sangue anche quando non c&#8217;è, ma è così che ci si forma il carattere).<br />
<strong>Bernasconi</strong> 5: fa troppo bene il quinto a piede forte a sinistra per poter riuscire sempre da quarto. Basta un&#8217;ala che sia un attaccante da impostazione, gol e assist e cala immediatamente la tenebra.<br />
<strong>K. Sulemana</strong> 5,5: le tenta di ogni nella prima metà per gabbare Leimer, ma o si limita a farlo ammonire oppure viene chiuso prima di guadagnare l&#8217;area oppure il fondo. (28’ st <strong>Samardzic</strong> 5,5: l&#8217;unico atalantino fischiato dal nocciolo duro dei tifosi. Una fuga da 1-6 precoce buttata alle ortiche, un sinistro sul muro).<br />
<strong>De Roon</strong> 5: vede sfrecciargli davanti i pari reparto, in particolare ovviamente il dirimpoettaio Pavlovic, senza beccarlo mai.<br />
<strong>Pasalic</strong> 6: solo per aver salvato l&#8217;onore, vedi premessa e pagelle precedenti. L&#8217;oroglio è salvo, contro Kimmich la guerra è stato un cumulo di blitz da si salvi chi può. E davanti spazi chiusi.<br />
<strong>Zalewski</strong> 5: non protegge la catena, che avendo due anelli non può permettersene di deboli. Palle perse dietro, palle buttate davanti (10’ st <strong>Musah</strong> 5,5: squalificato perché reclamava una rimessa in gioco celere da Kimmich a Champions già salutata). </p>
<p><strong>Krstovic</strong> 5,5: stavolta la testa la fa rischiare all&#8217;avversario nel finalino, il portiere Urbig. Ci crede sempre, arruffando conclusioni e spunti.<br />
<strong>Scamacca</strong> 5: se in assenza di De Ketelaere e Raspadori fa mancare anche la sua tecnica limpidissima, mancando la porta nell&#8217;unica chance, allora sono dolori (1’ st <strong>Djimsiti</strong> 5,5: una svettata alta, di quello che &#8211; non &#8211; combina in tamponamento meglio non parlare). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: la rischia e la sbaglia. Sa benissimo che il Bayern non è l&#8217;Udinese, ma evidentemente non se l&#8217;è sentita di rischiare l&#8217;uno contro uno. La ripresa dimostra che non ce ne sarebbe stato comunque. Pazienza, senza due attaccanti fondamentali il Borussia Dortmund s&#8217;è rivelato battibile e il Bayern no. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Il Bayern chiude il set a Bergamo: ciao ciao Champions, c&#8217;eravamo tanto amati</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 22:06:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Champions League, ottavi di finale, andata &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; martedì 10 marzo (ore 21) Atalanta &#8211; Bayern [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/897cc053-2b92-494f-a965-4524a7ace194.jpeg"><p>Champions League, ottavi di finale, andata &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; martedì 10 marzo (ore 21)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Bayern Monaco 1-6 (0-3)<br />
ATALANTA (4-4-2):</strong> Carnesecchi 5,5; Zappacosta 6 (22’ st Bellanova 6), Hien 5, Kolasinac 5 (10’ st Ahanor 5,5), Bernasconi 5; K. Sulemana 5,5 (28’ st Samardzic 5,5), De Roon (cap.) 5, Pasalic 6, Zalewski 5 (10’ st Musah 5,5); Krstovic 5,5, Scamacca 5 (1’ st Djimsiti 5,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 5 Bakker, 45 Vavassori, 48 Cassa. All.: Raffaele Palladino 5,5.<br />
<strong>BAYERN (4-2-3-1):</strong> Urbig 6; Stanisic 7,5 (41’ st Guerreiro sv), Upamecano 8, Tah 7, Laimer 6,5 (1’ st Davies 7, 26’ st Bischof 6,5); Kimmich (cap.) 7, Pavlovic 7 (23’ st Goretzka ); Olise 9, Gnabry 7 (1’ st Musiala 7,5), Luis Diaz 7,5; Jackson 8. A disp.: 26 Ulreich, 37 Prescott; 3 Kim, 42 Karl, 9 Kane. All.: Vincent Kompany 8,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Eskås 6,5 (Norvegia &#8211; Engan, Bashevkin; IV Kringstad. V.A.R. Tiago Martins &#8211; Portogallo, A.V.A.R. Higler &#8211; Paesi Bassi).<br />
<strong>RETI:</strong> 12’ pt Stanisic (B), 22’ pt e 19’ st Olise (B), 25’ pt Gnabry (B), 7’ st Jackson (B), 22’ st Musiala (B), 48’ st Pasalic (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata piovigginosa, spettatori 22.988 per un incasso di  1.064.080,60 euro. Ammoniti Laimer  per gioco scorretto, Olise per ritardata rimessa in gioco (da settimo angolo), Kimmiche e Musah per comportamento non regolamentare. Tiri totali 8-21, nello specchio 2-12, parati 1-7, respinti/deviati 2-4. Var: 1 (check Zappacosta-Luis Diaz, 7’). Corner 2-7, recupero 1’ e 5’ .</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Difesa a quattro e Olise a puntare Bernasconi, uguale disastro. E si continua a dormire da palla inattiva. Il <strong>Bayern Monac</strong>o, di fronte al 4-2-4 anti Udinese per la rimonta di sabato scorso sul 2-2 in corso d’opera, è molto più <strong>ingiocabile</strong> di quanto si pensasse. <strong>L’Atalanta</strong> già al quarto d’ora ha smesso di giocare, o meglio di reggere l’urto, per agevolare l’archiviazione della pratica altrui in vista del ritorno tra otto giorni. Nella seconda metà, colpi affondanti da Jackson, dal doppiettista di giornata a giro e da Musiala. Illusioni abbondantemente finite: conviene puntare sulla Coppa Italia e sulla rimonta in campionato, perché gli ottavi di finale di <strong>Champions League</strong> sono bell’e che andati. </p>
<p>A cavallo del 4’, Olise ha già impegnato in tuffo Carnesecchi sulla discesa con scarico di Stanisic e Kimmich trova il muro di Kolasinac come il collega a sinistra con Hien. Bisogna stringere i denti: la punizione di Oliseh al 7’ è alta, ma poi sulla scorta di un contrasto fra Zappacosta e Luis Diaz, trattenuto per un amen per la maglia dal sorano, è ancora l’esterno alto a destra a trovare sulla sua strada l’ultimo ostacolo sullo smistamento di Kimmich. Il colombiano slalomeggia scollinato il decimo ottenendo solo un corner, da cui scaturisce l’ovvio vantaggio ospite: batte dalla bandierina destra del pericolo pubblico n. 1, Gnabry s’inserisce e trova il piattone a rimorchio sottomisura di Stanisic, avversario in maglia Leverkusen del trionfo di Dublino nell’Europa League 2024. Il nazionale polacco sembra il maggior indiziato del crollo del castello difensivo. A due tocchetti dal ventesimo, Zappacosta prende il fondo a destra e Scamacca allarga la deviazione di fronte. Niente da fare: la prima volta che Olise punta Bernasconi, ecco il sinistro aperto nell’angolino per il bis, non senza complicità del riminese tra i pali che si butta in ritardo. E non può che essere l’incubo costante nerazzurro a prendere campo per assecondare l’inserimento in navata del tris di Gnabry. Al 26’ Urbig, il vice Neuer, salva su Krstovic, servito dal pendolino di destra nella sua girata subitanea, ma non è proprio seraqta e si rischia l’imbarcata: a mezzora passata, Diaz smarca Jackson che tira il mancino in bocca all’ultimo ostacolo. Al 37’ il terminale ospite la ritenta incrociando il destro da posizione un po’ defilata e per poco non cala il poker. Al 43’ scende perfino Upamecano che ciancica il destro. Nemmeno una lancetta e Gnabry s’inserisce col sinistro lemme per poi alzare il destro in lunetta. Olise, Pavlovic e lo stesso Jackson i mancati assistman del caso, tutti liberissimi di alzare la testa e pensarci pure su.</p>
<p>Dentro Djimsiti per Scamacca, al rientro dal tunnel si torna a tre dietro senza che cambi la musica, perché stavolta è Pavlovic a sollecitare i riflessi carnesecchiani (4’) dalla lunetta e al settimo su una ripartenza seguita a una punizione di Zalewski è Jackson a girare in porta l’assist di tacco di Diaz sulla discesa a sinistra di Davies, servito proprio da chi andrà a concludere in mischia. Polemiche per un presunto mani del mediano sinistro in barriera. Krstovic si lagna dello stesso dettaglio anatomico di Tah, Upamecano invece ferma d’autorità Kamaldeen (17’) lanciato in profondità da Zappacosta. Due corsette cronometriche e girello mancino del migliore in campo aperto dal canadese su tacco di Musiala che poi infila in spaccata a rimorchio di Jackson dall’area piccola. Set chiuso. Djimsiti, a mezza via, alza di fronte il cross di Bernasconi in coda al secondo angolo BG (21’). Applausi a scena aperta da tutto lo stadio, di apprezzamento per la lezione di calcio e a sostegno imperituro dei propri eroi caduti nell’esercizio del dovere. Al 34’ fischi per Samardzic che fugge allungandosi troppo la palla. Krstovic svetta di nuovo alto sul traversone di Bellanova (41’). Tah, infine, gli si oppone sulla combinazione crossata Bellanova-Krstovic. Nel finale, il gol della bandiera di Pasalic in tap-in dopo lo scontro fra Krstovic e il portiere Urbig sulla fuga a destra di Bellanova.<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Cassa torna tra i convocati col Bayern dopo più di un anno</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 12:56:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Federico Cassa]]></category>
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					<description><![CDATA[5 gol e 10 assist-rigori procurati in 49 partite in Under 23 non sembrano un curriculum sufficiente per essere convocati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/08/IMG-20240825-WA0063.jpg"><p>5 gol e 10 assist-rigori procurati in 49 partite in Under 23 non sembrano un curriculum sufficiente per essere convocati contro il <strong>Bayern Monaco</strong>, ma del resto il suo compagno <strong>Dominic Vavassori</strong>, che come numeretti a livello di serie C ha 24 e 9 in 59 allacciate di scarpe, in prima squadra non ha mai giocato. A differenza proprio sua, di <strong>Federico Cassa</strong>, vent&#8217;anni compiuti all&#8217;inizio del mese scorso, due presenze in serie A regalategli da Gian Piero <strong>Gasperini</strong> il 19 e 24 agosto di due anni fa a Lecce e nella Torino granata, dove si procurò il rigore del possibile 2-2 sbagliato da Mario Pasalic, nonché all&#8217;undicesima convocazione con <strong>l&#8217;Atalanta</strong> dei grandi e alla quarta in Champions League proprio in occasione dell&#8217;ottavo di finale di andata: con Barcellona e Bruges nei playoff due volte, il 29 gennaio, 12 e 18 febbraio 2025, le precedenti.</p>
<p>L&#8217;esterno offensivo di Casnate con Bernate, prodotto del settore giovanile, già qualcuno nell&#8217;Under 17, storicamente ha all&#8217;attivo la panchina anche nella Supercoppa Europea col Real Madrid a Varsavia alla vigilia di Ferragosto 2024, più con l&#8217;Inter il 30 in campionato, e altre tre contro Torino, Verona e Cagliari tra l&#8217;1 e il 15 febbraio del 2025. Adesso Raffaele Palladino l&#8217;ha richiamato, a causa soprattutto della penuria in <strong>attacco</strong>, dove mancano <strong>Charles De Ketelaere</strong> e Giacomo Raspadori insieme al centrocampista Ederson.. Niente chance-bis, invece, per l&#8217;altro compagno di squadra Sergej <strong>Levak</strong>, convocato con l&#8217;Udinese sabato scorso, peraltro a segno nel 3-2 della Seconda Squadra ieri contro l&#8217;Audace Cerignola a Caravaggio. Giorgio <strong>Scalvini</strong> è squalificato; in diffida e quindi a rischio squalifica per il ritorno del 18 marzo all&#8217;Allianz Arena sono De Roon, Djimsiti, Musah, Kossounou e Scamacca.</p>
<p>&#8211; Ahanor Honest (69)</p>
<p>&#8211; Bakker Mitchel (5)</p>
<p>&#8211; Bellanova Raoul (16)</p>
<p>&#8211; Bernasconi Lorenzo (47)</p>
<p>&#8211; Carnesecchi Marco (29)</p>
<p>&#8211; Cassa Federico (48)</p>
<p>&#8211; De Roon Marten (15)</p>
<p>&#8211; Djimsiti Berat (19)</p>
<p>&#8211; Hien Isak (4)</p>
<p>&#8211; Kolašinac Sead (23)</p>
<p>&#8211; Kossounou Odilon (3)</p>
<p>&#8211; Krstović Nikola (90)</p>
<p>&#8211; Musah Yunus (6)</p>
<p>&#8211; Pašalić Mario (8)</p>
<p>&#8211; Rossi Francesco (31)</p>
<p>&#8211; Samardžić Lazar (10)</p>
<p>&#8211; Scamacca Gianluca (9)</p>
<p>&#8211; Sportiello Marco (57)</p>
<p>&#8211; Sulemana Kamaldeen (7)</p>
<p>&#8211; Vavassori Dominic (45)</p>
<p>&#8211; Zalewski Nicola (59)</p>
<p>&#8211; Zappacosta Davide (77)<br />
<em><strong>Effe</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La vigilia col Bayern: &#8220;Godiamocela, nel calcio tutto è possibile. Anche coi più forti&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 19:32:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Viviamocela senza fare sconti né conti. Specie quelli della serva: &#8220;Sarà una serata storica, magica, un sogno essere agli ottavi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/Palladino-e-Pasalic-pre-Bayern.jpeg"><p>Viviamocela senza fare sconti né conti. Specie quelli della serva: <em>&#8220;Sarà una serata storica, magica, un sogno essere agli ottavi di finale contro una squadra così forte. Ma i sogni vanno vissuti a occhi aperti. L&#8217;avversario è il più in forma nei top 5 campionati d&#8217;Europa, forse il più forte della competizione&#8221;</em>. La premessa di <strong>Raffaele Palladino</strong> è un diktat per la sua <strong>Atalanta</strong>, alle soglie dell&#8217;andata degli ottavi di finale di Champions League ospitando il <strong>Bayern Monaco</strong>: <em>&#8220;Domani i tifosi sono la nostra arma in più, la spinta, l&#8217;energia positiva. Con il Dortmund avevano risposto alla grande. Mi aspetto una partita difficilissima contro una squadra completa in ogni reparto, con giocatori che sanno legare il gioco: il 4-2-3-1 ti attira molto e poi attacca la profondità. Mi aspetto una bellissima partita, ci vogliono coraggio e attenzione ai dettagli&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Il Bayern è fortissimo e parte favorito, non so da quanti anni arrivano nelle prime posizioni. Nel calcio tutto è possibile, non vogliamo porci limiti ma cercare di confrontarci perché è un motivo di orgoglio e di crescita. Vogliamo goderci questa bellissima serata ragionando su 180 minuti. Se abbiamo poche chance di passare, quelle sono a casa nostra. Vanno fatte aumentare domani sera per poi andare a casa loro.<br />
Non recuperiamo De Ketelaere, Raspadori ed Ederson più Scalvini squalificato. Non voglio dare false notizie, ma con l&#8217;Inter dovremmo recuperare qualcuno.<br />
Non siamo tanto per cambiare modulo, m&#8217;interessano mentalità, spirito e personalità.<br />
Sulemana ha saputo aspettare e ora sta dimostrando le sue qualità, è un ragazzo serio, benvoluto dal gruppo. Sono tutti ragazzi molto seri, quelli che giocavano meno e poi hanno saputo sfruttare l&#8217;occasione: Musah, lo stesso Mario, Zalewski, Hien&#8230;</p>
<p>Si può studiare a video l&#8217;avversario, abbiamo cercato di farlo nel migliore dei modi. Piazzati, individualità, uno contro uno: abbiamo a disposizione anche la seconda partita per affrontarli ancora meglio.<br />
Ho ragazzi competitivi che vengono fuori nelle difficoltà. Hanno grande cuore, autostima: l&#8217;abbiamo visto domenica sotto due gol pareggiando col l&#8217;Udinese. Abbiamo fatto grandi rimonte col Napoli e col Borussia. Domani vogliamo giocarcela a viso aperto: cercheremo di tenere duro nelle difficoltà.<br />
Abbiamo studiato sia Neuer che Urbig, sono portieri che sanno giocare entrambi coi piedi, stanno spesso fuori dalla linea della porta per essere aggressivi sulle transizioni. L&#8217;assenza del primo non ci cambia niente.<br />
Scamacca deve continuare a fare gol, l&#8217;autostima dell&#8217;attaccante gira intorno a quello. E migliorare nell&#8217;intensità.<br />
Speriamo di non dover arrivare al secondo tempo per segnare due gol. Che veniamo fuori nei secondi tempi è un segnale positivo. Mi sono arrabbiato quando ho letto che i ragazzi avrebbero staccato la spina in campionato; se l&#8217;avessero fatto, non saremmo a questo punto.<br />
Faccio i complimenti a Kompany, è un grandissimo allenatore. Un orgoglio affrontarlo. Dobbiamo fare il nostro lavoro, non dobbiamo dimostrare niente a nessuno&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Un altro gol dopo quelli con Bruges, Chelsea e Dortmund non sarebbe male&#8230; Noi più esperti dobbiamo portare alla squadra il coraggio di giocarcela domani contro i favoriti della competizione. Godiamocela e mettiamoci tutto: rappresentiamo Bergamo ma anche il calcio italiano.<br />
Non ci siamo sentiti con Stanisic, siamo connazionali e grandi amici. E&#8217; un grande giocatore, non vedo l&#8217;ora di vederlo.<br />
Giocare in Champions contro avversari forti è il sogno di ogni bambino. Negli anni scorsi eravamo solo felici di andarci a giocare, ma abbiamo già fatto risultati contro le big d&#8217;Europa e vogliamo ripeterci domani sera.</p>
<p>Sto raccogliendo quanto seminato? Forse, ma mi sono sentito a casa da subito. Sono all&#8217;ottavo anno, significa che sono contento e mi trovo benissimo. Arrivai qui da prestito per l&#8217;ennesima volta, dopo due anni l&#8217;Atalanta mi ha comprato e sono orgoglioso di fare parte della sua storia&#8221;.<br />
E&#8217; più importante la testa, la mentalità, del ruolo da cambiare e ricoprire. Bisogna restare concentrati.</p>
<p>Mi ricordo Kane in Croazia-Inghilterra Under 21, nessuno immaginava che sarebbe arrivato a essere il più forte attaccante al mondo. Fa anche assist, corre, apre spazi agli altri, fa tanti gol. Un giocatore completo, sarà dura.<br />
Faccio il mio lavoro al meglio che posso. Mi sono sentito con Ivan Rakitic, ex grande calciatore e grande persona, nella Nazionale croata era sempre a disposizione dei giovani. Che lui mi faccia i complimenti è un onore.<br />
Eravamo in un momento brutto in classifica, era giusto cambiare qualcosa. Con Palladino sono tornate le vittorie, la spinta e la fiducia per ottenere i risultati&#8221; (<strong>Mario Pasalic</strong>).</p></blockquote>
<p><strong>La vigilia del Bayern</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Giochiamo contro una squadra molto forte dal punto di vista fisico, ci sono analogie con la nostra partita di Dortmund, difesa a tre, uso delle fasce e grande pressing. Hanno esperienza in Europa, avete visto tutti cosa ha fatto col Leverkusen un anno e mezzo fa. Magari sulla carta non risulta così rodata, ma non è assolutamente una squadra facile da affrontare.<br />
Kane ha superato a pieni voti l&#8217;allenamento, dobbiamo prendere una decisione. Vediamo come si sentirà nelle prossime ore. Che entri dal 1&#8242; o meno non è così decisivo, l&#8217;importante è che possa darci una mano.<br />
Non è la prima volta che ci portiamo ragazzi della giovanile, l&#8217;avevamo fatto col Leverkusen. Tah è un giocatore importante, ma devo guardare al collettivo e non ai singoli.<br />
Abbiamo delle possibilità che ci siamo guadagnate, vogliamo andare avanti. All&#8217;inizio il nostro obiettivo era essere competitivi su ogni fronte: è come se vedessimo un tunnel davanti a noi, non abbiamo paura e ci andiamo dentro.<br />
Non facciamo entrare i giornalisti al centro sportivo, ma le famiglie sì. Così abbiamo fatto alla vigilia, non è stato fatto apposta per l&#8217;Atalanta. Dobbiamo sì guardare ai risultati, ma alcuni ragazzi giocano anche per le loro famiglie.<br />
In Italia ovviamente si parla del livello del calcio italiano. L&#8217;Inter l&#8217;anno scorso l&#8217;ho vista, l&#8217;Atalanta pure. Ho visto grande talento, squadre allenate bene. L&#8217;Atalanta è un avversario dallo stile molto peculiare: sarà una partita avvincente, ha costruito un percorso molto positivo di cui può andare orgogliosa.<br />
Non penso che tra Bundesliga e serie A la differenza sia così grande. Ho grande rispetto per l&#8217;avversario, c&#8217;è continuità nel lavoro anche col nuovo allenatore. Dopo un regno così lungo non è garantito che possano andare sempre bene le cose, Palladino sta dando continuità con grande qualità aggiungendo qualcosa di nuovo. Per questo l&#8217;Atalanta gode di grande considerazione in Europa.<br />
Siamo abituati a essere favoriti, la gente lo dice. Non siamo obbligati ad accettare questo ruolo, ma non è questo a determinare i risultati. Chiunque può avere parole di encomio per quanto ha fatto la squadra di Bergamo. Non c&#8217;è nulla di impossibile nel calcio.<br />
Il Dortmund era venuto qui convinto di passare il turno e di dominare, sarà per l&#8217;atmosfera e i tifosi ma è stato del tutto differente. I tifosi italiani sono conosciuti per fare baccano, ma vi assicuro che l&#8217;Allianz Arena è peggio&#8230;<br />
Quello che piace di Luis Diaz è che ha numeri fantastici, ma è molto di più dei numeri. E&#8217; uno che ha creatività nel caos. Siamo un grande club non perché siamo il Bayern Monaco, non abbiamo meno fame degli altri. Luis Diaz dà l&#8217;impressione di essere pronto a dare e fare tutto.<br />
De Ketelaere lo vorrei vedere ai Mondiali come tifoso del Belgio. Lo seguo dal suo debutto al Bruges, passare al Milan è stata l&#8217;opportunità per il salto in avanti ma l&#8217;Atalanta è perfetta per la sua età, ha piede fantastico e grande corsa, la società è stata la più calzante per la sua carriera. Siamo contenti che non sia disponibile domani sera, ma mi auguro rientro per il percorso suo e della Nazionale&#8221; (<strong>Vincent Kompany</strong>, allenatore).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Sappiamo benissimo cosa possiamo aspettarci da una squadra forte come l&#8217;Atalanta. Saranno decisivi gli uno contro uno, serve andare a tutto gas. Diamo il massimo anche in allenamento e così faremo domani sera.<br />
Devo migliorare ancora molto per marcare le ali, ma il ruolo di terzino di per sé mi piace molto. Ci sono giocatori più veloci di me in quel ruolo, ma serve un approccio diverso rispetto a quello più fisico dei centrali. Mi adatto, sono a disposizione del mister.<br />
Il nostro portiere Jonas Urbig è fantastico, in tre anni e mezzo ha fatto un salto in avanti enorme di qualità. Purtroppo il piccolo fastidio impedisce a Neuer di essere con noi.<br />
L&#8217;Atalanta ha una grandissima aggressività dal minuto zero, non si tira mai indietro nell&#8217;uno contro uno. Hanno un gran gioco anche da altri punti di vista: ha grandissime individualità.<br />
La finale di Europa League del 2024 brucia ancora un po&#8217;, il Bayer non aveva fatto una grande partita e Lookman fu eccezionale sfruttando tutte le sue occasioni. Non voglio giocare come quella sera contro l&#8217;Atalanta, anch&#8217;io contribuii al risultato in negativo.<br />
Anche in Bundesliga affrontiamo squadre veloci e toste, ma anche l&#8217;Atalanta deve tenere noi in considerazione. Non si fanno calcoli iniziali: il calcio non esiste solo per i migliori sulla carta, bisogna saper prevelere sul campo.<br />
Non ho scritto nulla a Mario Pasalic, lo farò domani di persona, mi fa piacere rivederlo. Quanto al calcio, Kompany è un allenatore eccezionale anche a livello umano. Ognuno con lui conosce il proprio valore, lui sa gestire la squadra e si nota dalle prestazioni&#8221; (<strong>Josip Stanisic</strong>).</p></blockquote>
<p><strong>Probabili formazioni (martedì 10 marzo, ore 21 &#8211; New Balance Arena, Bergamo)</strong></p>
<p><strong>Atalanta</strong> (3-4-2-1): 29 Carnesecchi; 3 Kossounou, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac; 77 Zappacosta, 15 De Roon, 8 Pasalic, 47 Bernasconi; 10 Samardzic, 59 Zalewski; 9 Scamacca. (31 Rossi, 57 Sportiello, 4 Hien, 69 Ahanor, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah, 46 Levak, 7 K. Sulemana, 25 Cassa, 45 Vavassori, 90 Krstovic). All.: Palladino.<br />
Squalificato: Scalvini.<br />
Diffidati: De Roon, Djimsiti, Kossounou, Musah, Scamacca.<br />
Indisponibili: De Ketelaere, Ederson, Raspadori.</p>
<p><strong>Bayern Monaco</strong> (4-2-3-1): 40 Urbig; 44 Stanisic, 2 Upamecano, 3 Kim, 22 Guerreiro; 6 Kimmich, 45 Pavlovic; 17 Olise, 10 Musiala, 14 Luis Diaz; 9 Kane. (26 Ulreich, 37 Prescott, 4 Tah, 19 Davies, 27 Leimer, 8 Goretzka, 20 Bischof, 42 Karl, 7 Gnabry, 11 Jackson). All.: Kompany.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidati: Kimmich, Olise, Upamecano.<br />
Indisponibili: Ito, Kiala, Neuer.</p>
<p><strong>Arbitro:</strong> Eskås (Norvegia &#8211; Engan, Bashevkin; IV Kringstad. V.A.R. Tiago Martins &#8211; Portogallo, A.V.A.R. Higler &#8211; Paesi Bassi). <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Ederson torna al lavoro, ma per il Bayern ci vuole un miracolo: il punto e il programma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 12:09:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[antivigilia]]></category>
		<category><![CDATA[Bayern Monaco]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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		<category><![CDATA[Ederson dos Santos]]></category>
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					<description><![CDATA[Al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia, stamattina, sono tornati in campo in due, Ederson dos Santos, fuori da cinque partite [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/e43a739a-1295-4021-94f4-b3be5e747944.jpeg"><p>Al Centro Sportivo Bortolotti di <strong>Zingonia</strong>, stamattina, sono tornati in campo in due, <strong>Ederson</strong> dos Santos, fuori da cinque partite per un indeterminato affaticamento muscolare, e <strong>Charles De Ketelaer</strong>e, operato al menisco interno destro sotto San Valentino dopo il ko nel riscaldamento pre Cremonese. Inutile, però, anche a quanto precisato dall&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong> nella conferenza stampa post 2-2 con l&#8217;Udinese, sperare nel loro rientro in gruppo in occasione dell&#8217;andata degli ottavi di finale di Champions League dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> martedì 10 marzo in casa col <strong>Bayern Monaco</strong>: <em>&#8220;Contiamo di recuperare qualcosa in settimana, ma più in vista dell&#8217;Inter&#8221;</em>, cioè il big match di campionato sabato 14 alle tre del pomeriggio a San Siro.</p>
<p>Ancora lavoro individuale per <strong>Giorgio Scalvini</strong>, la cui botta al ginocchio sinistro nella prima semifinale di Coppa Italia con la Lazio venerdì scorso viene particolarmente attenzionata perché era proprio lì che gli era saltato il crociato anteriore il 2 giugno di due anni fa, e <strong>Giacomo Raspadori</strong>, l&#8217;altro lungodegente, procuratosi uno strappo lieve al bicipite femorale sinistro sempre coi capitolini ma in serie A.&nbsp;</p>
<p>Nessuno di loro, comunque, dovrebbe essere recuperabile a brevissimo termine. Alla seduta di sostanziale scarico della domenica è destinata a far seguito la sessione pomeridiana delle 16 <strong>lunedì 9 marzo</strong>, col primo quarto d&#8217;ora aperto alla stampa e alle tv. Una giornata di vigilia che prosegue alle 18.15 allo stadio di Bergamo, prima con la conferenza stampa di Vincent Kompany più un giocatore dei bavaresi e quindi, alle 19.15, col mister nerazzurro affiancato nell&#8217;occasione da Mario Pasalic. Ma martedì mattina è in calendario la vera rifinitura sul campo. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Agli ottavi l&#8217;Atalanta pesca il Bayern Monaco. Marino: &#8220;Serve la gara della vita&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 11:25:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ottavi di finale]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla fine dall&#8217;urna dell&#8217;UEFA a Nyon è uscito l&#8217;avversario inedito per l&#8217;Atalanta negli ottavi di finale di Champions League. Si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-27-12.25.05.png"><p>Alla fine dall&#8217;urna dell&#8217;UEFA a Nyon è uscito l&#8217;avversario inedito per <strong>l&#8217;Atalanta</strong> negli ottavi di finale di <strong>Champions League</strong>. Si tratta del <strong>Bayern Monaco</strong> del bomber <strong>Harry Kane</strong> e dell&#8217;allenatore Vincent Kompany. A <strong>Bergamo si gioca il 10 marzo, martedì, alle ore 21</strong>; ritorno all&#8217;Allianz Arena mercoledì 18 marzo alla stessa ora.</p>
<p><strong>Il tabellone con gli abbinamenti</strong></p>
<p dir="ltr">Paris Saint-Germain &#8211; Chelsea<br />
Galatasaray &#8211; Liverpool&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Real Madrid &#8211; Manchester City<br />
Atalanta &#8211; Bayern Monaco</p>
<p dir="ltr">Newcastle United &#8211; Barcellona<br />
Atletico Madrid &#8211; Tottenham Hotspur</p>
<p dir="ltr">Bodo/Glimt &#8211; Sporting Lisbona<br />
Bayer Leverkusen &#8211; Arsenal&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Ai microfoni di Sky Sport è intervenuto Umberto Marino, direttore generale area istituzionale dell&#8217;Atalanta.</p>
<p dir="ltr">
<blockquote><p>&#8220;Essere contemporaneamente dentro campionato, Champions e Coppa Italia per noi è un traguardo unico.<br />
Non avevamo preferenze: Arsenal o Bayern sono arrivate prima e seconda della League Phase, sono due squadre che se la giocheranno fino alla fine. Ai tedeschi cercheremo di rendere dura la vita, cercheremo di essere l&#8217;Atalanta come sempre, affrontandoli col coraggio, la voglia e la spinta dei tifosi.</p>
<p dir="ltr">Noi dovremo fare la gara della vita, ma giochiamo con l&#8217;entusiasmo di chi è arrivato a un traguardo unico. Abbiamo bisogno dei tifosi, anche fuori casa. Se vinceranno gli avversari, gli stringeremo la mano. La vita va avanti, abbiamo la fortuna di giocare su tre obiettivi.</p>
<p dir="ltr">La cultura del lavoro è fondamentale per l&#8217;Atalanta. Lavoriamo a testa bassa. Le squadre si trasformano contro certi avversari, non solo noi. Affronteremo il Bayern col grande orgoglio di rappresentare l&#8217;Italia contro una grande realtà del calcio mondiale. Serve dare il 120 per cento.</p>
<p dir="ltr">Di Palladino mi piace sottolineare l&#8217;entusiasmo con cui affronta allenamenti e partite, la grande voglia di lavorare e dare tutto alla squadra: sono le sue grandi doti che sta trasmettendo ai giocatori e a tutto l&#8217;ambiente&#8221;.</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Serata nella storia e nel cuore&#8221;. Percassi: &#8220;Il mister è un predestinato&#8221;. I giocatori: &#8220;Mai così bravi&#8221;</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/voci-dallo-spogliatoio-palladino-serata-nella-storia-e-nel-cuore-percassi-il-mister-e-un-predestinato-i-giocatori-mai-cosi-bravi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=voci-dallo-spogliatoio-palladino-serata-nella-storia-e-nel-cuore-percassi-il-mister-e-un-predestinato-i-giocatori-mai-cosi-bravi</link>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 22:10:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
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		<category><![CDATA[Luca Percassi]]></category>
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		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ipse dixit di Raffaele Palladino coniuga storia ed emozioni: &#8220;Quelle che dà la Champions League sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e63781e9-4beb-4170-a527-40113ff9ca53.jpeg"><p>L&#8217;ipse dixit di <strong>Raffaele Palladino</strong> coniuga storia ed emozioni: <em>&#8220;Quelle che dà la <strong>Champions League</strong> sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di stasera va azzerata perché tra quattro giorni c&#8217;è il <strong>Sassuolo</strong> in striscia positiva. Sta a me far entrare in campo i giocatori con lo spirito e la mentalità adatti. Ma questa è una serata che resterà nella storia di tutto il calcio italiano, oltre che nel cuore dei tifosi&#8221;</em>. L&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> ha l&#8217;imbarazzo della scelta, se chiamato a citare il meglio del meglio: <em>&#8220;La partita più bella della mia carriera da allenatore. Mario <strong>Pasalic</strong> ha saputo aspettare da grande uomo e grandissimo calciatore nonostante abbia subito la grave perdita del padre. Ha una grandissima professionalità, è sempre stato il primo ad allenarsi bene e a saper aspettare, come Samardzic e Krstovic. E&#8217; una squadra di grandi valori umani. Isak <strong>Hien</strong> ha vinto l&#8217;uno contro uno con Guirassy, che all&#8217;andata ci aveva messi in difficoltà. Era una gara di duelli, del resto, e va preparata anche individualmente. Sul rigore mi sono preso un infarto, poi ho abbracciato Lazar, so che è bravo a tirarli. <strong>Scamacca</strong> pressava il portiere, <strong>De Roon</strong> e Pasalic hanno seguito gli inserimenti dei giocatori sulla fascia che sono molto veloci. Il Borussia Dortmund lavora molto sulla linea alta, ci volevano l&#8217;attacco alla profondità e i cambi di gioco. Ci siamo riusciti perfettamente&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono i ringraziamenti di rito: <em>&#8220;Ai miei giocatori, uno per uno. Al pubblico, abbiamo giocato in ventitremila. Lo stadio era una bolgia, i bergamaschi meritano questa soddisfazione. Abbiamo inseguito e centrato il sogno degli ottavi di finale anche perché i tifosi ci hanno creduto insieme a noi. Allo staff, perché l&#8217;abbiamo proprio preparata in modo perfetto. E alla società, con Antonio e Luca Percassi sempre presenti, il direttore sportivo Tony D&#8217;Amico&#8221;</em>. <em>&#8220;La squadra ha gli attributi, non era facile perché era difficile rimontare un doppio gol di svantaggio</em> &#8211; rimarca il tecnico nerazzurro -. <em>I giocatori ci credevano, l&#8217;ho visto nella preparazione. Erano attenti nello studio degli avversari e l&#8217;abbiamo preparata sui loro difetti, puntando ai cambi di gioco e all&#8217;attacco alla profondità&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Palladino</strong> conclude tra difesa d&#8217;ufficio della costruzione della rosa anche a gennaio, quella del movimento del pallone del Belpaese e la tecnologia applicata al gioco. <em>&#8220;I giocatori sono frutto di una scelta molto accurata. E&#8217; un gruppo fantastico in cui chiunque giochi crede in quello che fa e sa come poter essere utile per i compagni. Siamo andati uomo su uomo, siamo stati bravi tecnicamente, abbiamo vinto i duelli. Il calcio italiano va difeso, protetto e tutelato. Sembra che non si veda l&#8217;ora che vada male per criticarlo. Io vedo squadre con idee e che giocano un bel calcio. Si lavora bene, ci sono giovani e giocatori esperti. Oggi l&#8217;abbiamo dimostrato: ho detto ai miei che nessuno credeva in noi oggi e invece abbiamo dimostrato il contrario con grande rispetto degli avversari.&nbsp; Sul Var a chiamata non saprei, ma in Italia del var attuale si fa troppo uso. Dovrebbe essere utilizzato solo per le cose oggettive, da noi s&#8217;interrompe troppo il gioco, spesso non si capiscono bene gli errori&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Luca Percassi, amministratore delegato</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Questa impresa è poco dietro a quella di Dublino, ma solo perché a Dublino abbiamo conquistato un trofeo. Questa sera è stata fatta la partita perfetta. Un grandissimo complimenti al mister, ai ragazzi e al pubblico che è stato straordinario dal primo all’ultimo minuto. Palladino è un predestinato, ha saputo toccare le corde giuste mostrando la bontà delle sue idee e la sua qualità. E&#8217; stata una partita straordinaria in una serata straordinaria, col pubblico a sostenerci dal primo all&#8217;ultimo minuto. Fin dal rientro in albergo, all&#8217;andata a Dortmund, allenatore e giocatori erano convinti di non essersi espressi al meglio. Adesso ci aspetta l&#8217;Arsenal o il Bayern. L&#8217;Arsenal l&#8217;abbiamo affrontato la scorsa edizione di Champions a Bergamo, ma mai a Londra. Il Bayern sarebbe una novità. Sarà comunque qualcosa di straordinario per il popolo bergamasco e per chi ama l’Atalanta. Sono commosso, stavolta tra le altre grandi partite di tutti questi anni è emersa l&#8217;Atalanta&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>Mario Pasalic</strong></p>
<blockquote><p><em>“Una serata speciale in cui è stato bellissimo vincere davanti al nostro pubblico. Sapevamo che avremmo potuto rimontare. Nel primo tempo ci siamo rimessi in parti, nel secondo abbiamo segnato altri due gol pur prendendone uno. Ne abbiamo vissute tante, soprattutto noi che siamo qui da tanto tempo, ma l&#8217;emozione di questo passaggio agli ottavi è qualcosa di unico. In campionato stiamo facendo altrettanto bene e dobbiamo ripartire dal Sassuolo puntando al quarto posto, alla fine ci mancano solo cinque punti&#8221;.</em></p></blockquote>
<p><strong>Marten de Roon</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“In pochi ci credevano, abbiamo fatto la storia. Noi ci credevamo perché dopo Dortmund, dove non avevamo dato il meglio, ci siamo guardati negli occhi dicendoci che potevamo farcela. Abbiamo dato tutto dall&#8217;inizio alla fine. Andare avanti all&#8217;inizio ha aiutato, ma a differenza dell&#8217;andata non abbiamo concesso tutti quegli spazi perché abbiamo giocato compatti e intensi. Tra le serate magiche ricordo anche Liverpool in Europa League, ma qualificarci così è tanta roba. Samardzic era il secondo della lista dei rigoristi dietro Scamacca che era uscito, ha tirato benissimo. Il dna Atalanta è nello spirito, poi vengono la qualità e anche i gol: faticano tutti a giocare a Bergamo, merito dei tifosi&#8221;.</p>
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</div>
</div>
</div>
</div>
</blockquote>
<p><strong>Gianluca Scamacca</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“Siamo partiti forte e sentivamo che avremmo potuto ribaltarla. Ci abbiamo creduto e chi è subentrato ha dato una grossa mano. Ci siamo fatti perdonare la brutta partita di Dortmund facendo una grandissima cosa. Da fuori nessuno poteva immaginarsi la rimonta, ma noi giocatori conosciamo il nostro valore e sappiamo di poterci togliere molte soddisfazioni. Mister Palladino? Ci ha dato energia, ci ha aiutato a ritrovare noi stessi. E i tifosi sono stati meglio del Muro Giallo&#8221;.&nbsp;</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Le pagelle di Champions &#8211; Il migliore? Chi preferite tra Zappacosta e Pasalic?</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:36:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è Davide Zappacosta premiato dall&#8217;UEFA come player of the match e Mario Pasalic che dopo aver fatto illudere della qualificazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/57b29757-aea6-475e-a0e4-94c8633035e2.jpeg"><p>C&#8217;è <strong>Davide</strong> <strong>Zappacosta</strong> premiato dall&#8217;UEFA come player of the match e <strong>Mario Pasalic</strong> che dopo aver fatto illudere della qualificazione precoce agli ottavi alzando la testa intercetta la palla in uscita di Kobel, un mancato rinvio dalla trequarti a difesa tagliata fuori, per il crossetto del fattaccio rivisto al Var. <strong>Nikola Krstovic</strong> ci rimette la testa, fasciata da un turbante, <strong>Lazar Samardzic</strong> si prende la gloria.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: fa il suo per difendere il minimo vantaggio da Brandt e da Guirassy il massimo raggiunto una prima volta.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: Beier è un cliente difficile ma vale anche il contrario, tant&#8217;è vero che il palo lo prende dalla parte di Kolasinac. Un leone quando sale a sostegno (32’ st <strong>Djimsiti</strong> 7: propizia il primo matchball sprecato da Samardzic).<br />
<strong>Hien</strong> 8: esce palla al piede che nemmeno Franco Baresi, senza fissarsi su Guirassy a onta dell&#8217;abitudine inveterata al duello col centravanti nemico. E nel finale, nel momento più difficile, presidia l&#8217;area come fosse l&#8217;ultimo compito della sua vita.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 7,5 (27’ st <strong>Ahanor</strong> 6: non acciuffa una sola volta Adeyemi e a quest&#8217;ultimo basta per sognare i supplementari).</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 8: premiato dall&#8217;UEFA come mvp, regala due fasi pressoché prefette mettendoci a metà del guado il guizzo delle certezza quantomeno di poterci provare.<br />
<strong>De Roon</strong> 8: recupera una marea di palloni, oppure vi si avventa. Assist al contagiri per il tris di Pasalic, ma fa tutto bene, compreso un recupero nel finale più da thrilling di sempre della storia societaria.<br />
<strong>Pasalic</strong> 8: la mette ancora. A quota 66 in 328 allacciate di scarpe, è il quarto più presente e il quarto marcatore di sempre del club che l&#8217;ha adottato. Più lampi di genio e di lucidità che guizzi, ma alla fine recupera la palla decisiva. Da mediano.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 8: l&#8217;intensità di questo ragazzo, che prima di assaggiare con abbondanza il paradiso del pallone aveva fatto solo la serie C e qualche amichevole estiva, è davvero di un altro mondo. Il primo tempo è da nove senza discussioni. Poi segna un po&#8217; il passo.</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 7: dalle imprecazioni alla gioia in tredici giri di lancetta, da titolare deve dimostrare forse troppo per fare sempre la scelta più razionale. Non occupa l&#8217;area come col Napoli, ma non ci gira lontanissimo. Un diesel che esce alla distanza e la fa da match winner per la seconda volte in tre giorni.<br />
<strong>Zalewski</strong> 7,5: meritava almeno un gol sulle tre occasioni nel primo tempo, ma di più gioca di squadra accompagnando le sovrapposizioni o aprendo le ripartenze (40’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6,5: fa il suo tenendo sul chi vive una difesa molto malfunzionante per un buon terzo).</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 7: la botta e via, ma non essendo un centravanti d&#8217;area tiene alta la palla e la squadra concedendo uno scarico perfetto per frazione (27’ st <strong>Krstovic</strong> 7: un destro alto, un liscio senza saltare e il rigore procurato rischiando la commozione cerebrale sul colpo dello scorpione di Bensebaini).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 8: alla luce dei fatti non sbaglia le scelte, anche se a voler fare i preziosi Kolasinac non avrebbe mai fatto passare Adeyemi.<br />
<em><strong>Esse</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Impresa pazzesca: poker sporco al Muro Giallo, Dea agli ottavi di Champions</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:12:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Champions League, gara 2 playoff/knockout round &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 25 febbraio (18.45) Atalanta &#8211; Borussia Dortmund [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/5d1fe9a6-34d3-43fa-9cbe-61508ef9b79d.jpeg"><p>Champions League, gara 2 playoff/knockout round &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 25 febbraio (18.45)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Borussia Dortmund 4-1 (2-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 7 (32’ st Djimsiti 7), Hien 8, Kolasinac 7,5 (27’ st Ahanor 6); Zappacosta 8, De Roon (cap.) 8, Pasalic 8, Bernasconi 8; Samardzic 7, Zalewski 7,5 (40’ st K. Sulemana 6,5); Scamacca 7 (27’ st Krstovic 7). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah, 13 Ederson, 45 Vavassori. All.: Raffaele Palladino 8.<br />
<strong>BORUSSIA DORTMUND (3-4-2-1):</strong> Kobel 5,5; Emre Can (cap.) 5,5, Anton 6, Bensebaini 4; Ryerson 6 (25’ st Yan Couto 6), Jobe Bellingham 5,5 (25’ st Adeyemi 7), Nmecha 6, Svensson 6; Beier 6,5 (15’ st Fabio Silva 5,5), Brandt 5,5 (15’ st Chukwuemeka 6,5); Guirassy 5,5. A disp.: 31 Ostrzinski, 33 Meyer; 5 Schlotterbeck, 47 Benkara, 49 Reggiani, 6 Özcan, 20 Sabitzer, 40 Inacio, 27 Adeyemi. All.: Niko Kovac 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sanchez Martinez 6 (Spagna &#8211; Cabañero, Prieto; IV Martinez Munuera. V.A.R. Cuadra Fernandez, A.V.A.R. Del Cerro Grande).<br />
<strong>RETI:</strong> 5’ pt Scamacca (A), 45’ pt Zappacosta (A), 12’ st Pasalic (A), 30’ st Adeyemi (B), 53’ st rig. Samardzic (A).<br />
<strong>Note:</strong> mezza sera serena e tiepida, spettatori 22.403 per un incasso di 809.425,60 euro. Ammoniti Bensebaini ed Emre Can per gioco scorretto, Hien e Fabio Silva per reciproche scorrettezze. Espulsi Schlotterbeck e Scalvini dalla panchina al 50&#8242; st per proteste, Bensebaini per somma di ammonizioni (gioco scorretto) al 52’ st. Tiri totali 13-7, nello specchio 8-3, parati 4-2, respinti/deviati 1-2, legni 0-1. Var: 1 (check rigore al 94’ Bensebaini su Krstovic). Corner 5-1, recupero 1’ e 9’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; <strong>Samardzic</strong> all’incrocio dal dischetto e saranno <strong>ottavi di finale di Champions League</strong>. Fatta giustizia dell’unica disattenzione sul 3-1 di <strong>Adeyemi</strong>. Cinque minuti per aprirla con <strong>Scamacca</strong>, <strong>Zappacosta</strong> per raddoppiarla di seconda dopo quaranta esatti con complicità della cresta iliaca spiazzante di Bensebaini e <strong>Pasalic</strong> per illudersi si averla chiusa dopo cinquantasette. Sta di fatto che <strong>l’Atalanta</strong> demolisce il <strong>Borussia Dortmund</strong> all’ultimo tuffo col poker sporco e venerdì saprà se dovrà giocare contro Arsenal o Bayern.</p>
<p>Al 4’ c’è già lo squillo di <strong>Zalewski</strong> in diagonale sinistro, suggerito da <strong>Kolasinac</strong> lungo il lancio del tuttofare croato e deviato in corner alla grande da <strong>Kobel</strong>. La seconda volta va meglio al centrattacco romano, lesto a deviare nel sacco dall’area piccola il radente aperto a Bernasconi dallo stesso polacco con la complicità della scivolata a vuoto di Bensebaini, di fatto un assist involontario. Che poi si fa giallare per la stesa di Zappacosta a cavallo di un paio di rinvii di Carnesecchi addosso a un avversario, prima Beier e poi Brandt. <strong>Hien</strong> tiene a bada il primo al quarto d’ora, sul sinistro a rientrare di <strong>Samarzdic</strong> arpionato in caduta dall’arcenese oltre il quarto d’ora invece c’è solo il secondo tiro dalla bandierina. Al 24’ la ritenta il <strong>polacco</strong> sempre con lo stesso piede, poco al di là del limite, su scarico dell’apripista raggiunto dal suo pendolino sinistro, ma l’estremo ospite è sempre sul pezzo. Un tris di lancetta ed ecco la testa di <strong>Guirassy</strong>, che devia sul fondo il cross a rientrare dettato a <strong>Beier</strong> dal lavoro di Ryerson, Jobe Bellingham e Svensson. I due marcatori del Westfalenstadion non ci prendono. Ampiezza totale, contromisure un po’ tardive. A tiro della <strong>mezzora</strong>, il primo vero acuto in giallo è di <strong>Brandt</strong>, inseritosi su filtrante del compagno di trequart lungo la conduzione di Nmecha per un sinistro in corsa che chiama il riminese alla protezione del legno di competenza.</p>
<p>Al 35’ <strong>Samardzic</strong> si fa fermare dal fratello d’arte sull’invito di Scalvini, due minutini e l’uscita prorompente di <strong>Hien</strong> carica il rientro sul destro di Zalewski che però s’impenna. Alle soglie del recupero, la smazzata di pugno di Kobel senza un perché sul piede del sorano che in lunetta calcia forte e teso di fronte a Bellingham, ma è il braccetto sinistro ospite a cogliere in controtempo l’ultimo ostacolo cadendo sulle ginocchia e facendo cambiare direzione all’attrezzo col fianco destro. Brivido dopo un poker al rientro in campo, ma San Marco da Rimini la prende comunque a Guirassy, giratosi sul destro in offside sulla palla dentro di Beier, sempre quei due. Al quinto <strong>Pasalic</strong> arriva al tiro fuori equilibrio sulla difesa del pallone scamacchiana dietro input del firmatario del bis, quindi <strong>De Roon</strong> colpisce l’estremo difensore tedesco sul la del serbo. All’ottavo, quasi come un contrappasso, il pericolo doppio <strong>Beier-Brandt</strong> col primo ad aprire il diagonale sul, anzi contro il palo lontano dopo il triangolo con <strong>Ryerson</strong> e il secondo a mancare il bersaglio col solo Scalvini davanti. Alla sporca dozzina l’azione da rimessa laterale con Bernasconi e Zalewski a sistemarla a De Roon per il traversone a rientrare deviato quanto basta di mezza tempia da Super Mario per calare il <strong>tris</strong> nei pressi del secondo palo.</p>
<p>I prussiani la riaprono lo stesso pareggiando il conto dei gol, col mancato assistman della tripla chance al 29’ a diventarlo per il sinistro verso l’incrocio di <strong>Adeyemi</strong> sull’onda lunga del primo angolo a favore. Prima, Guirassy incespica per poi impegnare Carnesecchi in <strong>uscita</strong>, Scalvini salva su Fabio Silva. A vuoto, di qua, Krstovic e soprattutto il match winner, che al 37’ non premia l’inserimento di Djimsiti dribblando Bensebaini per fare la barba al palo a sinistro aperto. Al quarto di ritorno Kobel esce sulla trequarti difensiva e serva Pasalic che crossa dentro per <strong>Krstovic</strong>: il montenegrino si tuffa di testa, Bensebaini lo colpisce con un calcio in fronte, di spalle, con la scuola dello scarpino (mica tanto ino) sinistro tanto da costringerlo a fasciatura e ricovero. Sanchez aveva dato corner, il Var lo convince del contrario e il mancinone del serbo battezza il sette.<br />
<em><strong>Effe</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Palladino chiama Bergamo a raccolta: &#8220;Col Borussia giochiamo in 23 mila&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Sull&#8217;1-0 al 90&#8242; vado in area&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 19:56:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una frase destinata ad abbracciare il mondo dell&#8217;epica. Perché il calcio sembra entrarci poco nel proclama della vigilia di Raffaele [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/1f139cf5-c5a1-475f-b4a4-bfc778d1a9c1.jpeg"><p>Una frase destinata ad abbracciare il mondo dell&#8217;epica. Perché il calcio sembra entrarci poco nel proclama della vigilia di <strong>Raffaele Palladino</strong>: &#8220;<em>Voglio uscire dal campo senza rimpianti. L&#8217;impresa è difficile, perché rimontare due gol al Borussia Dortmund è una grande impresa. Ma ci crediamo tutti, dai giocatori alla città. Non giochiamo in 23, ma in 23 più 23 mila. Voglio tutto dal primo al centesimo minuto, voglio partite forte subito e non prendere gol al primo minuto come all&#8217;andata&#8221;</em>. Dal tecnico a <strong>Marco Carnesecchi</strong> è un attimo: <em>&#8220;Se siamo avanti uno a zero al novantesimo sul calcio d&#8217;angolo salgo in area a saltare di testa, ma prima magari chiedo consigli a qualcuno&#8230; Se serve, tiro anche il rigore, non come quinto ma come decimo&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">La vigilia del <strong>ritorno dei playoff di Champions League</strong> è una lunga preparazione alla mission impossibile in poche parole ma nettissime e categoriche:&nbsp;<em>&#8220;La partita col Napoli ci dà autostima, energia positiva e consapevolezza, perché abbiamo battuto una squadra di grande livello. Il <strong>Dortmund</strong> è di livello importante, sarà un&#8217;impresa non facile ma ci crediamo tutti, tra staff, giocatori, dirigenti e città. Godiamoci la serata senza pressioni, andiamo in campo in 23 più 23 mila&#8221;</em>, la sottolineatura del tecnico.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Abbiamo analizzato l&#8217;andata, dobbiamo fare meglio anche l&#8217;approccio. Non possiamo prendere gol al primo minuto, ce ne sono a disposizione cento. Dovremo stare attenti a tutto, dai dettagli ai piazzati. <strong>Kolasinac</strong> ed Ederson stanno bene entrambi, Sead è uscito col Napoli per un po&#8217; di fatica ed Ede non ha giocato per affaticamento.&nbsp;Se alleni bene la squadra puoi sopperire agli impegni su tre fronti. Più giochi, più cresci e hai possibilità di far giocare più giocatori gestendo le forze. Ho giocatori che fanno recupero e vita sana, sono bravi professionisti. Stiamo tutti bene e chiunque giochi si esprime al cento per cento. Le vittorie aiutano a cavalcare l&#8217;entusiasmo&#8221;</em>, ha proseguito Palladino.</p>
<blockquote><p>&#8220;In palio c&#8217;è un sogno che vorremmo si realizzare. Non è semplice rimontare due gol a una squadra di grande livello. Sono partite che ti fanno crescere come squadra e gruppo sotto tutti i punti di vista. Prendiamocela come grande esperienza. Se dovesse andar male ci concentreremo sulle altre due competizioni che sono altrettanto importanti per noi.<br />
Zappacosta può giocare a piede invertito, con l&#8217;infortunio di Bellanova ha giocato stabilmente a destra. Ha iniziato a chiudere di più l&#8217;azione, come io chiedo ai quinti. Può crescere sotto il profilo degli assist e dei gol, degli esterni sono soddisfatto.</p>
<p dir="ltr">Al mio arrivo non guardavo classifica e obiettivi, mi sono concentrato sul ridare autostima a giocatori forti. Il percorso è straordinario e dobbiamo continuare a farlo, perché il bello viene adesso. Le sconfitte con Napoli, Verona e Inter più il pareggio di Pisa sono state lezioni per farci crescere. La classifica è molto importante, questa partita di Champions arriva in un bel momento con tanta energie e voglio giocarmela senza rimpianti.</p>
<p dir="ltr">Il calcio italiano in Europa è sottovalutato. Le sconfitte in Champions hanno attirato commenti troppo negativi verso il nostro calcio, che dobbiamo tutelare. All&#8217;estero, invece, siamo molto rispettati. Possiamo ancora crescere . Il senso di rivalsa è dimostrare che quanto è stato detto e scritto è sbagliato.<br />
E&#8217; una partita aperta, ma dobbiamo partire forte e uscire dal campo senza rimpianti. Può succedere qualsiasi cosa.<br />
A prescindere da numeri e sistemi, cui non credo molto, credo nelle caratteristiche dei giocatori. Doppia punta e trequartista, o due trequartisti dietro, tra Sulemana, Pasalic, Samardzic e Zalewski. Dipende dal tipo di partita e dagli avversari. Sappiamo dove poter far male.<br />
Scamacca è carico, motivato e voglioso di dimostrare il suo valore con lo spirito e l&#8217;atteggiamento giusto. Ha bisogno di credere tanto in se stesso, è straordinario. Il piccolo infortunio prima della Cremonese l&#8217;ha rallentato un po&#8217;&#8221;.</p>
</blockquote>
<blockquote><p>&nbsp;&#8220;Serve che lo stadio ci trascini con passione e grande forza, mentre noi non dobbiamo farci prendere dalla foga e dalla frenesia. Devo segnare per forza? Sull&#8217;uno a zero al novantesimo andrei volentieri a saltare. Preso dalla foga potrei farlo ma ascolterei i consigli&#8230; Per l&#8217;eventuale rigore? Se me la sentirò, non saprei, magari non come quinto.</p>
<p dir="ltr">Dipende se vogliamo lasciare il segno o vogliamo solo accontentarci. Dipenderà tutto da noi. Bisogna far rimangiare troppe parole a quelli che se la prendono con le italiane in Champions dicendo che il nostro calcio è di basso livello.</p>
<p dir="ltr">A Cremona era stato uno sfogo e poteva essere male interpretato. Ne siamo usciti con la forza del gruppo e col lavoro del mister: acqua passata, siamo in pista su tre fronti e vogliamo cavarne il massimo.</p>
<p dir="ltr">Kobel è un grandissimo portiere, gioca con la Nazionale svizzera e ha avuto una crescita esponenziale. Ha tutte le caratteristiche di mantenersi ad altissimi livelli.</p>
<p dir="ltr">La fascia da capitano è un sogno ma ho colossi bergamaschi davanti&#8230;<br />
Giochiamo anche per un senso di rivalsa, abbiamo letto tante cose che ci hanno dato fastidio. Ci sono troppe polemiche sulle italiane che sarebbero indietro, è una grandissima bugia perché un&#8217;italiana è andata in finale in Champions l&#8217;anno scorso.<br />
Sono felice anche perché m&#8217;è appena nata una bimba che mi dato grandissima forza. Mi sento bene, fresco, lucido nelle scelte, pieno di benessere. Alla Nazionale spero di poter dare anche solo l&#8217;un per cento di contributo, l&#8217;importante è il bene generale, a Bergamo il 26 marzo c&#8217;è una Nazione da difendere, non una squadra.<br />
In Champions con un&#8217;occasione ti fanno gol, in Italia c&#8217;è più tattica e ne servono di più. In Europa la qualità si alza.<br />
Buffon si rivede in me? Mi prendete in controtempo, non l&#8217;avevo letto. Gigi è idolo mio e di tanti ragazzi. Un esempio, vederlo in Nazionale è un orgoglio. Gli faccio una testa così con mille domande. Non vedo l&#8217;ora di ringraziarlo con un abbraccio&#8221; (<strong>Marco Carnesecchi</strong>).</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Parole Giallonere alla vigilia</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Siamo contenti del recupero di Emre Can e Schlotterbeck, faremo le nostre riflessioni ma sono a bordo sulla barca. Per una partita che si preannuncia intensa, dal 1&#8242; o in corso, ci daranno una mano. Avremo un sostegno enorme, è un peccato che qualche tifoso sia stato escluso. Avremo il sostegno necessario per una partita complicata.</p>
<p dir="ltr">Le chance per il passaggio del turno rimangono 50 e 50. Domani, come a Dortmund, dovremo mostrare il nostro calcio. Abbiamo visto come ha fatto l&#8217;Atalanta col Napoli. Dovremo essere bravi, di qualità e superare i nostri limiti. Non siamo venuti qui per tenere il risultato, non porterebbe a nulla. Bisogna amministrare il gioco per avere più chance di passare il turno. Bisogna giocare veloci e di qualità.</p>
<p dir="ltr">Samuele Inacio? Non ho percepito nulla. E&#8217; diligente e molto determinato, è una situazione particolare perché a Bergamo, a casa sua. E&#8217; abbastanza maturo e grandicello per pensare alla partita e non al resto.<br />
Samuele è stato con noi al Mondiale per club, ha grandissimo talento ed è satto educato benissimo e dipende sia dai genitori che dall&#8217;ambiente dell&#8217;Atalanta in cui è cresciuto. Ne conosciamo le qualità: so della tristezza a Bergamo per aver perso un giocatore del genere&#8221; (<strong>Niko Kovac, allenatore BVB</strong>).</p>
</blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Il Borussia Dortmund è uno step in avanti per la mia carriera e ne sono felice. Fisicamente sono migliorato molto, arrivare a questo livello mi sta portando ancora più in alto, dal punto di vista tecnico mi sono adeguato al passo di questa squadra grazie allo staff e ai compagni. Ho un buon rapporto con tutti i compagni, Nmecha mi dà una mano perché parla anche inglese. Faccio affidamento su di lui come su tutti gli altri&#8221; (Jobe Bellingham, BVB).</p></blockquote>
<p> <em><strong>SF</strong></em></p>
<p><strong>Probabili formazioni</strong><br />
Atalanta (3-4-2-1): 29 Carnesecchi; 42 Scalvini, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac; 77 Zappacosta, 15 De Roon, 13 Ederson, 47 Bernasconi; 10 Samardzic, 59 Zalewski; 9 Scamacca. (31 Rossi, 57 Sportiello, 3 Kossounou, 4 Hien, 69 Ahanor, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah, 8 Pasalic, 7 K. Sulemana, 45 Vavassori, 90 Krstovic). All.: Palladino.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidati: De Roon, Djimsiti, Kossounou, Musah, Scamacca.<br />
Indisponibili: De Ketelaere, Raspadori.</p>
<p>Borussia Dortmund (3-4-2-1): 1 Kobel; 23 Emre Can, 3 Anton, 5 Bensebaini; 26 Ryerson, 7 Jobe Bellingham, 8 Nmecha, 24 Svensson; 14 Beier, 10 Brandt; 9 Guirassy. (31 Ostrzinski, 33 Meyer, 5 Schlotterbeck, 47 Benkara, 49 Reggiani, 2 Yan Couto, 6 Özcan, 17 Chukwuemeka, 20 Sabitzer, 21 Fabio Silva, 40 Inacio, 27 Adeyemi). All: N. Kovac.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidati: Adeyemi, Anton, Bensebaini.<br />
Indisponibili: Mane, Süle. </p>
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		<title>Ahanor maggiorenne, il punto a Zingonia e l&#8217;arbitro portafortuna: la lunga vigilia Champions</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 14:49:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra scarico per titolari e giocatori da ampio minutaggio con le sole due assenze della coppia di neo infortunati De [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/4578797c-2c48-4c0a-b2dd-129994257413.jpeg"><p>Tra scarico per titolari e giocatori da ampio minutaggio con le sole due assenze della coppia di neo infortunati <strong>De Ketelaere-Raspadori</strong>, l&#8217;<strong>Atalanta</strong> si appresta a passare dal&#8217;euforia per la vittoria in rimonta col <strong>Napoli</strong> alla mission impossibile col <strong>Borussia Dortmund</strong> nel ritorno mercoledì 25 febbraio (ore 18.45, New Balance Arena di Bergamo) dei playoff di <strong>Champions League</strong> con due gol da recuperare. Anzi, da ribaltare vincendo con un margine di tre, altrimenti saranno supplementari e tiri di rigore.</p>
<p>I nerazzurri oggi festeggiano la maggiore età di <strong>Honest Ahanor</strong>, il futuro portato in casa dal Genoa in estate, che ora ha i requisiti per diventare cittadino italiano ed essere convocato in Nazionale. Di genitori nigeriani, nato da Aversa, a un anno di età il trasferimento al centro di accoglienza dell&#8217;abbazia di San Nicolò del Boschetto a Cornigliano, municipalità del Comune di Genova, insieme alla madre.</p>
<p>Difficile che il figlio del vivaio del Grifone possa scalzare <strong>Sead Kolasinac</strong>, ma esiste sempre una chance per tutti con l&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong>, destinato a dirigere l&#8217;allenamento della vigilia di coppe al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia <strong>martedì pomeriggio alle 16</strong> col classico quarto d&#8217;ora aperto a stampa e tv. Alle 18.45 e alle 19.45, invece, le conferenze stampa di <strong>Niko Kovac</strong> più un giocatore e dello stesso tecnico atalantino insieme a <strong>Marco Carnesecchi</strong>.</p>
<p>Bilancio favorevole nonostante il solo precedente, invece, con l&#8217;arbitro designato dall&#8217;UEFA per dopodomani, lo spagnolo <strong>Jesus Maria Sanchez Martinez</strong>. Di <strong>Lazar Samardzic</strong>, match winner anche ieri contro i Ciucci, il matchball di <strong>Marsiglia</strong> nella League Phase di Champions lo scorso 5 novembre, all&#8217;ultima vittoria di Ivan Juric che sarebbe poi stato esonerato dopo lo 0-3 casalingo col Sassuolo la domenica dopo. Squadra interamente composta di connazionali per il fischietto di Lorca, Murcia 8anche come sezione), classe 1983, bancario ed esperto in scienze economiche. Gli assistenti sono&nbsp;Raúl Cabañero e Iñigo Prieto, il quarto ufficiale Juan Martínez Munuera. Video Assistant Referee è Guillermo Cuadra Fernandez, mentre&nbsp;Carlos del Cerro Grande funge da Assistente Video Assistant Referee.</p>
<p>Nella seconda e ultima volta del <strong>BVB</strong> giallonero col direttore di gara di dopodomani c&#8217;era <strong>Mitchel Bakker</strong> dall&#8217;altra parte, in forza al <strong>Lille</strong> in prestito. Era l&#8217;1-1 nell&#8217;ottavo di finale di andata, il <strong>4 marzo dell&#8217;anno scorso</strong>, botta e risposta Adeyemi-Haroldsson con partecipazione da subentrato per l&#8217;esterno mancino olandese, entrato 9 minuti dopo il gol del compagno (68&#8242;-77&#8242;) al posto di Ismally. Al ritorno avrebbero vinto 2-1 gli uomini di<strong>Kovac</strong>. Trionfale, la prima, sempre al Signal Iduna Park: tripletta di Adeyemi, doppietta di Guirassy, uno dei killer dei nerazzurri all&#8217;andata con Beier, uno su rigore come Emre Can (out anche al ritorno con la Dea) e infine Nmecha, ma ad allenare il Muro Giallo c&#8217;era ancora l&#8217;oriundo turco Nuri Sahin.</p>
<p><strong>Le probabili formazioni</strong><br />
Atalanta (3-4-2-1): 29 Carnesecchi; 42 Scalvini, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac; 77 Zappacosta, 15 De Roon, 13 Ederson, 47 Bernasconi; 10 Samardzic, 59 Zalewski; 9 Scamacca. (31 Rossi, 57 Sportiello, 3 Kossounou, 4 Hien, 69 Ahanor, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah, 8 Pasalic, 7 K. Sulemana, 45 Vavassori, 90 Krstovic). All.: Palladino.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidati: De Roon, Djimsiti, Kossounou, Musah, Scamacca.<br />
Indisponibili: De Ketelaere, Raspadori.</p>
<p>Borussia Dortmund (3-4-2-1): 1 Kobel; 49 Reggiani, 3 Anton, 5 Bensebaini; 26 Ryerson, 7 Jobe Bellingham, 8 Nmecha, 24 Svensson; 14 Beier, 10 Brandt; 9 Guirassy. (31 Ostrzinski, 33 Meyer, 47 Benkara, 42 Kabar, 2 Yan Couto, 6 Özcan, 17 Chukwuemeka, 20 Sabitzer, 45 Krevsun, 21 Fabio Silva, 40 Inacio, 27 Adeyemi). All: N. Kovac.<br />
Squalificato: nessuno.<br />
Diffidati: Adeyemi, Anton, Bensebaini.<br />
Indisponibili: Emre Can, Mane, Schlotterbeck, Süle.<br />
<em><strong>Effe</strong></em></p>
<p><iframe title="Marsiglia-Atalanta 0-1: gol e highlights | Champions League" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/rKatLwTdnUs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Voci dal Westfalenstadion &#8211; Palladino: &#8220;Errori sui gol, ma ci crediamo lo stesso&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 23:32:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[dopopartita]]></category>
		<category><![CDATA[Isak Hien]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Zalewski]]></category>
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					<description><![CDATA[Le grandi verità dalla pancia del Westfalenstadion: &#8220;La nostra bravura deve essere di archiviare subito la partita, perché la sfida [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/c746e839-7052-462a-a764-884ee854c247.jpeg"><p>Le grandi verità dalla pancia del Westfalenstadion: <em>&#8220;La nostra bravura deve essere di archiviare subito la partita, perché la sfida col <strong>Napoli</strong> è fondamentale e bisogna buttarcisi subito. Vanno recuperare le energie fisiche e mentali per affrontare la partita di domenica alla grande. Il campionato è troppo importante&#8221;</em>. Parola di <strong>Raffaele Palladino</strong>, che chiude così: <em>&#8220;Se il <strong>Borussia Dortmund</strong> si dimostrerà migliore di noi anche al ritorno, stringeremo loro la mano&#8221;</em>.</p>
<p>A <em><strong>Sky Sport</strong></em>, due giocatori che minimizzano, più che fare autocritica, consapevoli che il Muro Giallo era invalicabile o quasi. <em>&#8220;Abbiamo avuto forse due occasioni anche nel primo tempo, è un peccato aver preso il secondo gol nel finale. Ma dobbiamo crederci sempre e comunque. Nei primi dieci minuti ci hanno schiacciato, anche io sono andato in difficoltà con Nmecha</em>&nbsp;&#8211; il commento di <strong>Marten de Roon</strong> -. <em>La ripresa ci dà la fiducia di poter fare loro del male, ma è vero che attaccano gli spazi molto velocemente. All&#8217;intervallo abbiamo chiuso la porta degli spogliatoi dicendoci che siamo forti. Non siamo stati brillanti, ma siamo stati bravi almeno a non prendere il terzo gol. Rispetto a otto anni fa, è cambiato tanto. Innanzitutto che stavolta il confronto era in Champions, quindi il livello s&#8217;è alzato. Ho visto un Borussia Dortmund molto forte che ci ha fatto male nel primo tempo, molto fisico. Dobbiamo dare qualcosa di più al ritorno, ma possiamo farcela&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Prendere gol dopo 3 minuti ha indirizzato la gara, abbiamo avuto buone occasioni senza sfruttarli. Non dovevamo prendere il secondo gol nel finale del primo tempo. Siamo consapevoli dei nostri mezzi: sappiamo come far male, ce la giochiamo al ritorno, ma dobbiamo saper approfittare dei loro punti deboli</em> &#8211; gli fa eco <strong>Nicola Zalewski</strong> -. <em>La prestazione tutto sommato è stata buona. Senza De Ketelaere e Raspadori, giocatori fondamentali, facciamo un po&#8217; di fatica a chiudere l&#8217;azione. Qualificazione già in pugno prima delle sconfitte con Bilbao e Union Saint-Gilloise? Questo è il calcio. Siamo una squadra forte che se la giocherà fino all&#8217;ultimo in tutte le competizioni&#8221;</em>.</p>
<p>La chiosa dallo spogliatoio di <strong>Isak Hien</strong> a <em><strong>Bergamo Tv</strong></em> rappresenta il punto di vista della difesa, sicuramente registrata a dovere dal suo subentro a Berat Djimsiti (ammonito, più che colpevole): <em>&#8220;Loro hanno giocato molto bene, velocemente e con tanta qualità mettendoci subito in difficoltà. Però manca il ritorno e abbiamo tanta fiducia. <strong>Dortmund</strong> è un ambiente duro, ma non ha inciso sulla partita. Nella ripresa abbiamo fatto un po&#8217; meglio e credo nel passaggio del turno.</em><br />
<em>Difficile giocare contro attaccanti che possono fare tutto, dare e prendere la palla in profondità. Il secondo tempo rappresenta tutto ciò che abbiamo fatto in stagione ed è il punto di partenza per mercoledì prossimo&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Lasciamo stare chi manca, gli infortunati sono infortunati. Soffermiamoci su chi c&#8217;è stato stasera. E&#8217; un peccato essere partiti già dall&#8217;uno a zero. Ma abbiamo ancora il secondo tempo a casa nostra, la squadra ci crede&#8221;</em>. Ancora Palladino non vuole alibi tra il dopogara a Sky Sport e la conferenza stampa &#8220;press&#8221; dai recessi del Signal Iduna Park.&nbsp; <em>&#8220;Abbiamo subito il primo gol su un attacco alla profondità concedendo poi il cross laterale sul due a zero. Nel primo tempo non siamo stati bravi e ordinati, nella ripresa abbiamo trovato più linee di passaggio e abbiamo giocato meglio tecnicamente&#8221;</em>, sottolinea il tecnico nerazzurro. <em>&#8220;Avevo la sensazione che potessimo fare di più in fase offensiva, ma c&#8217;è mancato qualcosa negli ultimi metri, nell&#8217;ultimo passaggio</em> &#8211; prosegue il tecnico nerazzurro -. <em>Nel primo tempo eravamo lenti nella manovra, dovevamo essere bravi ad alternare le giocate tra il gioco dentro e quello fuori, dovevamo attirare meglio la pressione. Ma se il Borussia è a sei punti dal Bayern in Germania significa che è forte: nel primo tempo è stato cinico, due gol con due tiri in porta&#8221;</em>.</p>
<p>La mancata stretta di mano con Niko Kovac, allenatore dei gialloneri di Vestfalia, è sembrato un gesto inedito per un gentleman come il napoletano: <em>&#8220;La panchina di casa protestava sempre per ogni cosa e a me non piace come atteggiamento. A Kovac ho detto che bisogna lasciare più tranquilli gli arbitri&#8221;</em>. La conclusione lascia spazio all&#8217;ottimismo in vista del ritorno: <em>&#8220;Dobbiamo avere coraggio. Sono partite che servono per misurare la nostra forza: non sarà facile rimontare, ma io ci credo e i ragazzi ci credono, sarà una bolgia anche a casa nostra&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;<strong>Scamacca</strong> può fare di più, lo sa, ne è consapevole. Spero riesca a dare quello che la sua qualità può darci. In una partita di duelli fisici sa che fa fatica e deve lavorarci su&#8221;</em>, il giudizio sulla prestazione del centravanti romano, al rientro dopo due partite in panchina tra Cremonese e Lazio per un fastidio all&#8217;anca destra nel riscaldamento coi grigiorossi. <em>&#8220;La partita non s&#8217;è messa sul binario che volevamo. Loro sono stati cinici, cattivi e bravi a sfruttare le poche cose che abbiamo concesse. Sui gol non abbiamo marcato in area e lateralmente con l&#8217;infilata del due a zero. Noi marchiamo a uomo e non siamo stati bravi e puntuali a farlo</em> &#8211; ha rimarcato Palladino -. <em>Non mi attacco alle assenze di De Ketelaere e Raspadori, che sappiamo quanto possano essere fondamentali nell&#8217;ultimo passaggio, nella costruzione del gioco, nel primo pressing e nella finalizzazione. Penso ai sostituti, agli altri, da Zalewski a Sulemana passando per Samardzic e Pasalic. Serve il meglio da tutti se vogliamo passare il turno&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
<p><strong>IL PREPARTITA: &#8220;INACIO SCIPPATO&#8221;</strong> &#8211; Burrascoso prepartita a <strong>Dortmund</strong>, e non solo per l&#8217;assurdo ritardo del Borussia nel raggiungere lo stadio di casa. <strong>Luca Percassi</strong>, amministratore delegato dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, ha tirato le orecchie al club ospitante, <em>&#8220;quotato in borsa e colpevole di essersela presa con una realtà piccola anche se degna di rispetto come la nostra&#8221;</em>, per il trattamento del trasferimento di <strong>Samuele Inacio</strong> nell&#8217;estate del 2024 dal vivaio nerazzurro. <em>&#8220;Hanno agito scorrettamente, ci sono tempistiche precise in cui intervenire e loro le hanno anticipate. Non me la prendo con la famiglia né col ragazzo, ma con una società importante a livello internazionale che s&#8217;è sempre rifiutata di sedersi al tavolo per discutere con noi della questione. La Federcalcio, dopo il caso di due-tre giocatori andati in Germania, anche al Bayern Monaco, all&#8217;epoca era anche intervenuta per evitare ulteriori abusi. Io in ogni caso ho incontrato sia l&#8217;amministratore delegato che il direttore sportivo del Borussia. Vediamo se hanno intenzione si sedersi e affrontare questa cosa: un società con grandi ricavi non può comportarsi così&#8221;.</em></p>
<p>Momento fair-play saltato, dunque: <em>&#8220;Non siamo andati al pranzo prepartita dell&#8217;UEFA, un mezzo per conoscersi e approfondire le relazioni, per un grave mancanza di rispetto per la nostra società e la nostra squadra. C&#8217;è il caso di un tesserato del nostro settore giovanile, figlio di un giocatore portato all&#8217;Atalanta dalla nostra prima presidenza</em> (Inacio Pià, NdR), <em>ed è grave che da parte del Borussia non ci sia stata ancora la volontà di parlare di una vertenza che abbiamo portato in FIFA&#8221;</em>. <em>&#8220;Da un punto di vista morale lascio giudicare a ciascuno, ma è una ferita aperta. Legalmente abbiamo ragione noi. Siamo affezionati ai ragazzi che cresciamo, Inacio è dall&#8217;età di 7-8 anni che era nel nostro settore giovanile. Noi un 2008 come Honest Ahanor l&#8217;abbiamo trattato a un tavolo col Genoa soddisfacendone le richieste com&#8217;era giusto che fosse. L&#8217;abbiamo pagato per quello che doveva essere pagato&#8221;</em>. Una polemica che non ha comunque nascosto la soddisfazione per un&#8217;ulteriore pagina di storia da sfogliare: <em>&#8220;E&#8217; una bellissima sensazione tornare qui dopo otto anni, uno stadio fantastico con un grande pubblico. E&#8217; difficile seguirci sempre, ringraziamo chi è qui a sostenerci, ma da casa c&#8217;è tutto il popolo bergamasco che ci segue ed è come se ci fossero&#8221;</em>.&nbsp;</p>
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