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	<title>Claudio Foscarini &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>AlbinoLeffe, è allarme rosso: gli atalantini del Mantova (Mandorlini-Ceresoli) l&#8217;affossano</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 11:15:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La guerra della strategia vinta entro l&#8217;area tecnica e il rigore-rompighiaccio provocato rimettendo dentro a viva forza la terza palla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/02/Andrea-Cocco-AlbinoLeffe.jpg"><p>La guerra della <strong>strategia</strong> vinta entro l&#8217;area tecnica e il rigore-rompighiaccio provocato rimettendo dentro a viva forza la terza palla scaturita da un elaborato schema da fermo. Sarà che avranno sentito aria di derby, benché uno dei due proprio non sia mai nemmeno andato vicino a sfiorarlo. Eppure c&#8217;è parecchia <strong>Atalanta</strong> nel <strong>Mantova</strong> settiano, praticamente una succursale dell&#8217;Hellas Verona, capace di rimettere coi piedi per terra l&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong> della nuova gestione by <strong>Claudio Foscarini</strong>, reduce dal trionfale poker sporco ai danni della <strong>Pro Patria</strong> e subito caduto all&#8217;inglese al cospetto dell&#8217;ex terzultima del girone A di Serie C. In sintesi, il rombo di Andrea <strong>Mandorlini</strong>, che mette in crisi l&#8217;asfittico 3-5-2 del pur scafato tecnico di Riese Pio X, anch&#8217;egli atalantino d&#8217;imprinting essendo uno degli eroi della risalita Anni Ottanta dall&#8217;inferno della C1, e il crossetto di Andrea <strong>Ceresoli</strong>, mancino purissimo, la freccia a sinistra, una sorta di Federico Dimarco in tono minore delle giovanili di Zingonia, per il braccio malandrino di Carmine Giorgione per il penalty di De Francesco in apertura di score.</p>
<p>A certificare la crisi tecnica e anche psicologica di un collettivo che sotto Beppe <strong>Biava</strong> mica andava così male, ma poi ha finito per perderne sette di fila di cui cinque agli ordini del mister subentrato, al sesto scivolone su sette partite, il fotopsicodramma del raddoppio ospite che lascia i seriani a <strong>meno 5 dalla salvezza diretta</strong>, rappresentata a oggi dal Trento (42 punti) avversario tra due giornate e dalle Bianche Casacche della Pro Vercelli. <strong>Pagno</strong>, il portiere, già Stezzanese e Ponte San Pietro, che rimette in gioco dopo un angolo nemico filato liscio e il compagno <strong>Saltarelli</strong>, che gli aveva recuperato il pallone, a non accorgersi che il compagno gliel&#8217;aveva riallungato, col risultato di rimettere in asse e in vita il borseggiatore (in senso buono) dribblomane <strong>Mensah</strong>, comunque in area al momento del rinvio e quindi sanzionabile con l&#8217;annullamento del gol. Col senno di poi, vedi pareri dei tifosi messi a rumore sui social fino ad avanzare le ipotesi più perfide e dense di subcultura del sospetto, non s&#8217;è rivelata &#8216;sta gran mossa (per non perderli a zero in estate) cedere la triade Francesco Gelli-Giacomo Tomaselli-Sacha Cori al <strong>mercato</strong> d&#8217;inverno, facendovi entrare Ruggero Frosinini, esterno ieri squalificato (come il sannita alla prossima vigilia festiva), l&#8217;oggetto misterioso (Spal, via Trento) Alessandro Mihai che in realtà ha riaperto le praterie al veteranissimo Gael Genevier e soprattutto al cavallo di ritorno tra i pali Daniel <strong>Offredi</strong> anch&#8217;egli poco convincente.</p>
<p>Tra il 4&#8242; e il 18&#8242; della ripresa, la certificazione del down totale in cui la Bluceleste è destinata a ricadere ogniqualvolta il duo avanzato <strong>Cocco-Manconi</strong> si dimostri avaro di invenzioni e colpi a effetto, perché nulla può il movimentismo spinto a volte all&#8217;eccesso di <strong>Momo Zoma</strong>, l&#8217;unico mai fuori dalla partita a ogni allacciata di stringhe, sacrificato però a sinistra a tutta fascia. A <strong>Verona</strong>, con la Virtus, il sabato pre Pasqua dirà già qualcosa. Figurarsi l&#8217;ultima di regular season a <strong>Pordenone</strong> nella tana di un club che vuole recuperare la B perduta. L&#8217;attualità racconta di un playout proprio coi virgiliani dal sapore nerazzurro, almeno quanto il mastino infortunato, con compagna e figliolanza in tribuna allo Stadium di Zanica, Luca <strong>Milesi</strong>. Ah, dimenticavamo il conciliabolo fitto nel terzo tempo da parcheggio tra il diesse Aladino <strong>Valoti</strong> e l&#8217;ex alfiere del centrocampo di Ottavio Bianchi, Nedo Sonetti e Luciano Magistrelli alla <strong>Virescit</strong>. Che si saranno detti? Novità anche drastiche in arrivo?&nbsp;<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Disastro AlbinoLeffe: 4 ko su 4 per Foscarini, salvezza diretta a meno 5</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Mar 2023 19:11:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Serie C]]></category>
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					<description><![CDATA[Sangiuliano City – AlbinoLeffe 2-0 (1-0) SANGIULIANO CITY (4-3-3): Grandi 6; Zanon 6,5, Alcibiade 6,5, Serbouti 6, Zugaro 6; Fusi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/03/AlbinoLeffe-sesto-ko-di-fila-con-Sangiuliano-City-e1678907212619.jpg"><p><strong>Sangiuliano City – AlbinoLeffe 2-0 (1-0)</strong><br />
<strong>SANGIULIANO CITY (4-3-3):</strong> Grandi 6; Zanon 6,5, Alcibiade 6,5, Serbouti 6, Zugaro 6; Fusi 7, Metlika 6, Salzano 6,5 (45&#8242; st Bruzzone sv); Volpicelli 7 (24&#8242; st Floriano 6), Miracoli 6,5, Cogliati 5,5 (36&#8242; st Saggionetto sv). A disp.: 22 D&#8217;Alterio, 30 Barotac (p), 4 Ippolito, 10 Qeros, 16 Casali, 23 Morosini, 27 Baggi, 37 Firenze. All.: Carmine Gautieri.<br />
<strong>ALBINOLEFFE (4-3-1-2):</strong> Offredi 5; Gusu 6, Borghini (cap.) 5,5, J. Gelli 6 (40&#8242; st Muzio sv), Saltarelli 5,5; Doumbia 5,5 (29&#8242; st Petrungaro 5,5), Brentan 6,5, Piccoli 5 (1&#8242; st Frosinini 6); Giorgione 6 (29&#8242; st Genevier 6); Zoma 6, Rosso 5,5 (18&#8242; st Toma 6). A disp.: 1 Pratelli, 22 Pagno (p), 7 Mihai, 18 Ntube, 42 De Felice, 44 Freri, 47 Allieri. All.: Claudio Foscarini 5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Djurdjevic di Trieste 6 (Schirinzi di Casarano, Vitale di Salerno; IV Chieppa di Biella.<br />
<strong>RETI:</strong> 36&#8242; pt Alcibiade (S), 48&#8242; st Fusi (S).<br />
<strong>Note:</strong> ammoniti  Fusi, Metlika, Serbouti, Volpicelli, J. Gelli, Doumbia per gioco scorretto,   Zugaro per comportamento non regolamentare, Salzano per ritardata rimessa in gioco. Tiri totali 6-13, nello specchio 3-4, parati 1-4, respinti/deviati 1-3. Corner 8-2, recupero 2&#8242; e 5&#8242;.</p>
<p>Seregno (Monza e della Brianza) – Alcibiade di coscia, Fusi battezzando l&#8217;angolino lontano sull&#8217;ultimo allungo del compagno col numero 9. Quattro sconfitte su quattro per Claudio <strong>Foscarini</strong>, che allunga a <strong>sei</strong> la striscia infernale capace di relegare a meno 5 dalla salvezza diretta l&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong> ereditato da Beppe Biava, evidentemente privo di colpe e responsabilità di sorta col senno di poi. Un disastro completato dal sorpasso in classifica (37 a 34) del <strong>Sangiuliano City</strong>, avversario della tredicesima di ritorno, che fa rimpiangere come il paradiso perduto l&#8217;uno-due casalingo a gennaio a spese di Pro Sesto e Pergolettese nonché l&#8217;ultimo successo a Novara il 5 febbraio, raggio di luce seguito dal buio pesto con Triestina, Arzignano, Renate, Juve e le Bianche Casacche (la prima fuori dalla bagarre playout) per 4 punti in 9 giornate.<br />
Ci mancava giusto il liscio dell&#8217;espertissimo <strong>Offredi</strong>, cavallo di ritorno invernale tra i pali, al festival del patatrac. L&#8217;angolo a rientrare da destra di <strong>Volpicelli</strong> è battezzato male quanto l&#8217;ombra del gioco delle torri tra il suo perno e lo sfondatore locale, già autore di una mezza bicicletta strozzata alle soglie del quarto d&#8217;ora su palla dal fondo di chi la raddoppierà, bravo a tagliare verso sinistra su imbeccata di Salzano, in risposta alla botta alta di Giorgione dalla distanza su lancio di Gelli rinviato corto di testa proprio dal futuro apripista dello score.<br />
A iniziare le danze delle occasioni, invece, è proprio la sottopunta sannita, al 3&#8242;, quando <strong>Zoma</strong> s&#8217;invola verso la fine del perimetro scaricando per il diagonale ciabattato su cui la scivolata di <strong>Rosso</strong> è in ritardo. L&#8217;intesa fra i tre subisce qualche pausa di troppo, se è vero che la successiva occasione piove inattesa dal rinvio del portiere a un passettino dall&#8217;intervallo: l&#8217;ariete veneto spizza, Carmine suggerisce, il destro a incrociare è largo. Il bello è che l&#8217;unico pericolo vero dei gialloverdi neopromossi, protagonisti dell&#8217;1-1 Zoma-Cogliati a prati invertiti il 12 novembre scorso, è l&#8217;incornata miracoliana in offside, quindi inutile, a correzione della punizione della trequarti dello stesso assistman del vantaggio insperato.<br />
I seriani in rosso trasferta vanno a strappi e a sprazzi, senza infamia né lode, ma quanto combinano ha comunque il sapore dell&#8217;improvvisazione. Vedi la svettata a campanile dall&#8217;esito della telefonata del fulcro dell&#8217;attacco, chiamato all&#8217;ingrato compito di sostituire sia l&#8217;infortunato <strong>Manconi</strong> (inguine, rientra domenica? Dietro, sempre in infermeria Marchetti, Miculi e Milesi) che lo squalificato Cocco, alzandosi al limite sulla battuta dalle retrovie di Borghini. Un poker cronometrico e Volpicelli chiama il radente alla sua mezzala destra: <strong>Miracoli</strong> resta spalle alla porta, <strong>Gusu</strong> spazza, situazione in fotocopia risolta a una dozzina dall&#8217;intervallo da <strong>Brentan</strong>, firmatario tra gli altri di un lancio mancino per l&#8217;innesco al burkinabé-ivoriano anticipato di testa sulla trequarti sinistra dall&#8217;uscita del guantipede sangiulianese a un tris dalla pausa. Del Gigante di Strozza, al contrario, il rinvio spizzato da Rossi per la volata verso sinistra sempre del polivalente dall&#8217;11 sulla schiena, chiuso in caduta da <strong>Zanon</strong>.<br />
Nella ripresa la <strong>Bluceleste</strong> spinge, tirando pure il triplo come aveva fatto domenica scorsa contro i bianchi del Quadrilatero, ma risultati nisba. Al 6&#8242; Brentan, sovrapposto a Zoma che tornerà a fare la seconda punta nel rombo dopo la temporanea contro-virata al 4-4-2, sgancia il tirocross fermato senza affanno. <strong>Gelli</strong>, in mischia, sbuca subito dallo schema del beneventano deviando fiaccamente; Frosinini, di suo, ci prova vanamente salendo in cielo sulla palla di Brentan (11&#8242;), quindi le due mezze chances per il mobile ma poco incisivo <strong>Momo</strong>, in asse con Doumbia e il precedente (18&#8242;, destro girato a lato dal limite) e sfruttando il recupero della nee entry Toma su un calcio piazzato contro per corsa e destro a incrociare, disturbato da Fusi, chiamando Grandi al bloccaggio. A 3&#8242; dal 90&#8242; il mancino in curva di <strong>Frosinini</strong>, di seconda, sull&#8217;angolo da destra di Genevier colpito di tempia all&#8217;indietro dal capitano seriano, poi il colpo del ko. Nel menù residuo di marzo, l&#8217;altra domenica allo Stadium contro il <strong>Padova</strong> e la chiusura del mese a Busto Arsizio.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>La crisi delle due bergamasche pro: AlbinoLeffe e Atalanta, un problema di testa?</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2023 09:00:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è chi perde la seconda di fila ed è pur sempre sesto, e chi invece ingrana la terza col segno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/02/Gasperini-Foscarini.jpg"><p>C&#8217;è chi perde la seconda di fila ed è pur sempre sesto, e chi invece ingrana la terza col segno meno davanti ritrovandosi in zona playout. Chiaro come il sole che la corsa <strong>Champions</strong> e la <strong>serie C</strong> pari non sono, ma la domenica appena trascorsa ha avuto il potere innegabile di livellare gli orizzonti dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> e dell&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong> nel segno della crisi. Di risultati e un po&#8217; di gioco dei nerazzurri al piano di sopra, soprattutto di testa della Bluceleste, che nemmeno la staffetta in panchina tra Beppe Biava e Claudio <strong>Foscarini</strong> è riuscita a risollevare, moralmente più che tecnicamente. Senza scomodare le possibili conseguenze dell&#8217;Inchiesta Prisma su scambi e plusvalenze con la Juve, le cui carte sono state passate dalla Procura di Torino ai colleghi bergamaschi, anche chi a oggi classifica alla mano sarebbe in Europa League sembrano pesare pensieri e retropensieri sul già fatto e su quanto resta da fare da qui al gong.</p>
<p>Il parallelo, o meglio il paragone impossibile, è firmato dal dopogara del veterano della Marca, già tra i protagonisti della risalita della Dea del pallone dalla C1 alla massima serie nei mitici anni ottanta e adesso accomodato sulla tolda di comando più scomoda possibile, quella del secondo polo del calcio professionistico made in Bergamo. <em>&#8220;Noi non siamo una squadra da uno contro uno come l&#8217;<strong>Atalanta</strong>&#8220;</em>, una delle frasi celebri pronunciate dal mister un tempo famoso per aver sfiorato la promozione col <strong>Cittadella</strong>. <em>&#8220;Tecnicamente abbiamo commesso troppi errori, ma abbiamo comunque dato tutto. Noi siamo questi, stiamo facendo un campionato che comunque non è il nostro: poche prestazioni in stagione sono state valide sul piano tecnico, e non è che <strong>Lookman</strong> possa segnare con la stessa frequenza del girone d&#8217;andata&#8221;</em>, l&#8217;ipse dixit da salottino di Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, l&#8217;omologo dei grandi, a San Siro. Lo scivolone vero era stato col Lecce in casa, ma stavolta non s&#8217;è affacciata all&#8217;orizzonte nemmeno la mera ipotesi di potersela giocare. Una resa a livello mentale, pur senza spalancare praterie o regalare alcunché. Accompagnata dal ridimensionamento a parole di chi dà ordini, come dire che il primo posto delle prime giornate e il terzo alle soglie di due sconfitte senza appello erano un extra superiore alle caratteristiche e alle possibilità della rosa.</p>
<p><strong>Renate</strong> e <strong>Milan</strong> hanno pasteggiato sulle sventure di entrambi. Le <em>Pantere</em> concedono il temporaneo 1-1 da eurogol di Jacopo <strong>Manconi</strong>, undicesimo d&#8217;annata, e la zampata per il 2-3 della bandiera di Momo <strong>Zoma</strong>, di fatto avanzato a punta effettiva a destra, sulla percussione da rimessa Petrungaro-Borghini-Rosso, senza che nell&#8217;arco dei 95 minuti si fosse mai visto un impianto di gioco corredato di qualche idea buona. I cugini ricchi, dal canto loro, non è vero che non abbiano mai tirato in porta, visto che Joakim <strong>Maehle</strong> al 14&#8242; del primo tempo l&#8217;ha pur fatto anche se gli scoutman della Lega di Serie A non se lo sono segnato a taccuino, ma sono comunque stati discretamente impallinati. A tenerli teoricamente in una partita che non c&#8217;è stata, col duo olandese De Roon-Koopmeiners e l&#8217;impalpabile Ederson sotto ritmo, gli errori di mira di Leao e Messias che poi ha doppiato lo stesso l&#8217;autogollonzo di schiena di <strong>Musso</strong>. Nessuno nell&#8217;Atalanta ha fiato, gamba e forse anche fisico per tenere <strong>Hernandez</strong>, Giroud e Diaz; nessuno nell&#8217;AlbinoLeffe ha limitato il raggio d&#8217;azione del regista Esposito, semiassist per il secondo sorpasso di Sorrentino e assist per la doppietta di Ghezzi, e di questi ultimi due, ovvero <strong>Borghini</strong> e Gusu dove siete? Che la settimana a cavallo del marzo che inizia porti consiglio ai due comandanti e alle rispettive truppe.<br />
<em><strong>S.F.</strong></em></p>
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		<title>Foscarini si presenta all&#8217;AlbinoLeffe: &#8220;La personalità è più importante della tecnica e della tattica&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2023 11:55:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Serie C]]></category>
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					<description><![CDATA[Zanica &#8211; &#8220;In Italia abbiamo il vezzo atavico delle domande sulla tattica. Perfino i tifosi te lo chiedono continuamente. A [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/02/Foscarini-e-Valoti.jpg"><p><strong>Zanica</strong> &#8211; <em>&#8220;In Italia abbiamo il vezzo atavico delle domande sulla <strong>tattica</strong>. Perfino i tifosi te lo chiedono continuamente. A ogni conferenza stampa, di presentazione e non solo, la prima domanda è sul modulo. Ma il modulo è secondario rispetto alla <strong>tecnica</strong>. E quando uno subentra in corso d&#8217;opera, deve innanzitutto approfondire la conoscenza dei giocatori per capirne la personalità&#8221;</em>. Parola di <strong>Claudio Foscarini</strong>, scelto dall&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong> come traghettatore fino a giugno al posto di <strong>Beppe Biava</strong>: <em>&#8220;Non ne faccio un discorso di prospettiva. L&#8217;anno scorso avevo avuto offerte dalla serie C, ma non ero nel mood di accettarne. Stavolta la volontà della società s&#8217;è incrociata con la mia&#8221;</em>.</p>
<p><strong>FOSCARINI E LA LAMPADA DI ALADINO.</strong> Il direttore sportivo <strong>Aladino Valoti</strong> ha sfregato la lampada del sostituto immediato, dopo un incipit del girone di ritorno tra mille difficoltà, contrassegnato dai soli 4 punti nelle ultime 6 uscite con l&#8217;unica vittoria a Novara in mezzo a 4 ko e 1 pari, più 1 sulla zona playout, potendo contare su un&#8217;antica amicizia. Era l&#8217;operazione risalita in A per <strong>Nedo Sonetti</strong> e la sua banda nerazzurra, anno domini 1983: <em>&#8220;<strong>Claudio</strong> conosce molto bene il nostro ambiente, io conosco personalmente lui da tantissimi anni. Una garanzia&#8221;</em>, la premessa dell&#8217;alto dirigente bluceleste. <em>&#8220;Abbiamo giocato insieme anche al Piacenza, non solo all&#8217;Atalanta. Di nuovo c&#8217;è il rapporto fuori dal campo, da direttore a tecnico&#8221;</em>, ribatte il trevigiano di Riese Pio X, 64 anni lo scorso 19 novembre, penultima stazione il Padova nel tardo autunno del 2018, serie A sfiorata al culmine del decennio di Cittadella. <em>“Il nuovo allenatore non ha bisogno di tante presentazioni. La scelta di cambiare è stata fatta con molto dispiacere: Beppe Biava è un figlio dell&#8217;AlbinoLeffe da sempre, siamo tutti rattristati a cominciare dalla proprietà. Nel caso queste cose purtroppo succedono. Una scelta dolorosa, perché qualcosa non andava e ha pagato lui”</em>, la spiegazione di Valoti. Circa le motivazioni del club, poche parole: <em>“La squadra ha avuto alti e bassi, il leitmotiv da inizio stagione è non l&#8217;essere riuscita mai a confermarsi. Sapevamo che il campionato avrebbe potuto essere difficile: la sensazione è che si sia perso qualcosa per strada anche in termini di convinzione. Claudio porta l&#8217;esperienza necessaria: stiamo forzando la mano per l&#8217;utilizzo dei giovani, ma è il nostro cammino”</em>.</p>
<p><strong>FOSCARINI E LA SALVEZZA.</strong> <em>“Mi ha fatto piacere la chiamata del direttore sportivo, non ho avuto dubbi nell&#8217;accettare. Nello scorso campionato avevo declinato qualche offerta interessante, perché non ero nello stato d&#8217;animo giusto. Quest&#8217;anno avevo motivazioni diverse, ho visto anche qualche partita ma entrarci è una dinamica diversa. Con la struttura alle spalle metto esperienza ed entusiasmo al servizio dell&#8217;obiettivo che è la salvezza. Ai ragazzi chiedo la disponibilità”</em>, la dichiarazione d&#8217;intenti del mister nuovo di zecca. Che ha già un&#8217;idea sul da farsi: <em>“La squadra alterna anche nella stessa partita momenti positivi e meno brillanti. Alti e bassi prevedibili scorrendo le lista dei giocatori, perché il numero dei giovani è alto: servono tempo e maturità. Discontinua, anche se ha fatto decisamente buone partite: le caratteristiche e la personalità sono elementi diversi, perché la seconda va approfondita di persona, dall&#8217;esterno si notano solo le prime. Ogni allenatore pensa di poter migliorare la situazione con le sue idee toccando i tasti che sa. Davanti ci sono elementi più maturi, a centrocampo s&#8217;è perso uno in grado di dettare i tempi come <strong>Genevier</strong>. <strong>Mihai</strong>? Può essere una soluzione. Come ad Avellino e Vercelli, si punta alla salvezza, ma qui c&#8217;è una crescita da assecondare insieme alla necessità di fare punti”</em>. </p>
<p><strong>LA SFIDA DI FOSCARINI.</strong> Nessuno scossone in vista del <strong>Renate</strong>, da ospitare allo Stadium: <em>“Grandi stravolgimenti non posso pensare di farne, anche in termini tattici, prima di aver conosciuto a fondo i giocatori. <strong>Zoma</strong>, per esempio, non escludo di farlo giocare più avanti anziché in fascia, ma per necessità per adesso deve sacrificarsi lì. La rosa è costruita per difendere a tre, anche se io l&#8217;ho sempre fatto a quattro, in più mancano Saltarelli e Marchetti. Le scommesse su giovani per farli crescere è una gratificazione, ci sono pochi giorni per conoscere chi devi mettere in campo. Un subentro, di positivo, ha che un tecnico nuovo ha altre corde da toccare per portare serenità ed entusiasmo in un momento un po&#8217; particolare. Tecnica e tattica sono solo concetti, spesso nemmeno i più importanti”</em>. Infine, un&#8217;osservazione sull&#8217;ambiente: <em>&#8220;Ho visto del buon materiale, qualcosa da plasmare &#8211; chiude il Fosca -. Con una struttura del genere una serie C non si può fare. Campi, accademia per i ragazzi, lo stadio, un centro sportivo all&#8217;avanguardia: lo dirò al presidente che in questa categoria queste cose esistono solo qui&#8230;&#8221;</em>.</p>
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		<title>A Biava ha portato male il numero 17. Quanti allenatori nella storia della Bluceleste</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2023 10:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[Serie C]]></category>
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		<category><![CDATA[allenatori]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Biava]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Foscarini]]></category>
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					<description><![CDATA[Siamo bergamaschi, tradizionalmente pratici, di un pragmatismo laborioso, ma qualche punta di scaramanzia c&#8217;è pure concessa. Ne deve sapere qualcosa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2015/05/BIAVA-1024x739.jpg"><p>Siamo bergamaschi, tradizionalmente pratici, di un pragmatismo laborioso, ma qualche punta di scaramanzia c&#8217;è pure concessa. Ne deve sapere qualcosa Beppe <strong>Biava</strong>, fior di professionista incappato nella sfiga del numero <strong>17</strong>. Perché è quello il numero cardinale e ordinale che lo riguarda nell&#8217;articolata e vagamente tormentata successione sulla panchina dell&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong>, di cui aveva portato la <strong>Primavera</strong> nel secondo campionato nazionale per poi essere promosso l&#8217;estate scorsa alla guida della prima squadra. A meno 5 dal crocevia della decima di ritorno ospitando il <strong>Renate</strong> dopo soli 4 punti nelle ultime 6 partite, ecco la separazione dell&#8217;unico altro ex alfiere in campo oltre a Roberto <strong>Bonazzi</strong> e l&#8217;insediamento del diciottesimo mister della <strong>Bluceleste</strong> dalla fusione Albinese-Leffe del <strong>1998</strong> in avanti, Claudio <strong>Foscarini</strong>.</p>
<p>Non il primo <strong>ex atalantino</strong> ad essere investito del ruolo di responsabile tecnico, visti i precedenti dello stesso cenatese (difensore in fin di carriera), di Elio <strong>Gustinetti</strong> (giocatore nerazzurro), il mister della salita in <strong>B</strong> nel 2003, Emiliano <strong>Mondonico</strong> (giocatore anni &#8217;70 e allenatore negli &#8217;80 e &#8217;90), Vincenzo Esposito, Daniele <strong>Fortunato</strong> che era il Delfino del Baffo di Rivolta d&#8217;Adda, Alessio <strong>Pala</strong> (giovanili anche al di qua della riga di gesso) e infine Michele <strong>Marcolini</strong>. Vale a dire uno della lunghissima lista di sollevati dall&#8217;incarico, <strong>11</strong> per 14 esoneri complessivi di cui 11 in corso d&#8217;opera. Nel fuoco di fila delle chiamate, nella prima delle due cadute fra i dilettanti salvo riammissione per completamento organici (2015), perfino un campione d&#8217;Italia (con la Roma, 2000), Amedeo <strong>Mangone</strong>.</p>
<p>Il primo della serie, il compianto gandinese Oscar <strong>Piantoni</strong>, rimase un triennio portando la compagine della Big Fusion seriana in serie C1, quando la mission sociale al servizio della Dea era nello statuto e le liti anche legali sull&#8217;utilizzo dello stadio di Bergamo lontane dal vedere la luce. Il <strong><em>Gus</em></strong>, prima di salire in cadetteria dove questo piccolo grande club, impostosi come secondo polo del calcio professionistico di casa nostra, sarebbe rimasto per <strong>nove stagioni</strong> consecutive quasi facendo gridare al miracolo in occasione della doppia finale playoff persa col Lecce dal <em><strong>Mindo</strong></em> (2008), aveva portato l&#8217;unico trofeo in bacheca, la <strong>Coppa Italia di Serie C</strong>.</p>
<p>L&#8217;alzanese cresciuto nell&#8217;Immacolata, a proposito, come il baffo cittadino è stato uno dei non pochi assegnatari della parte <strong>a più riprese</strong>: dalla 42a alla 46a al posto del secondo nella primavera 2008 fino alla 7a del 2009, quando gli subentrò il <strong><em>Mondo</em></strong> che sarebbe rimasto fino al <strong>2011</strong> nonostante le interruzioni temporanee per curarsi ed aveva già preso il posto di Esposito a gennaio 2007 salvando la baracca ai playout contro l&#8217;Avellino, ripetendosi col Piacenza come ultimo regalo al presidente Gianfranco <strong>Andreoletti</strong>. Belli ma chiusi dallo scandalo scommesse con 13 tesserati, soprattutto ex, coinvolti, gli anni del secondo livello nazionale, con <strong>Gustinetti</strong> a farseli fino al 2005 e poi in quell&#8217;unica annata non conclusa sotto la spinta del cedimento nel finale di regular season.</p>
<p>Tra i &#8220;ripetenti&#8221;, pure il pagazzanese <strong>Pala</strong>, sostituto di Sandro Valter Salvioni a sua volta cambio di <strong>Fortunato</strong> nell&#8217;ultimo giro di corsa cadetto, primo anno al ritorno in C e quindi brevemente richiamato nel 2014, la strana coppia Madonna-Gus con l&#8217;avvicendamento al contrario a Santo Stefano 2014 e <strong>Marcolini</strong>, sostituto di Max <strong>Alvini</strong> poi arrivato alle stelle con la <strong>Cremonese</strong> a braccetto con l&#8217;altro ex Simone Giacchetta (ds) e in sella nel 2021-2022. Una storia infinita che riassumiamo per sommi capi qui sotto. Gli ultimi a far sognare il rientro in B sono stati proprio il fucecchiese e Marco <strong>Zaffaroni</strong>, giunto fino alle semifinali con l&#8217;<strong>Alessandria</strong>. In bocca al lupo, <strong>Foscarini</strong>, un tempo mago dell&#8217;Alzano Virescit e del Cittadella fino alle porte della massima serie dopo essere stato il ragionatore a pelo d&#8217;erba della Virescit. Guarda caso gli unici altri due poli del professionismo made in BG alternativi al nerazzurro che domina.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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<p><strong>TUTTI GLI ALLENATORI DELL&#8217;ALBINOLEFFE</strong><br />
<strong>1998-2001</strong> (C2 e C1): Oscar Piantoni (1°). <strong>2001-2005</strong> (C1 e B): Elio Gustinetti (2°). <strong>2005/2006</strong>: Vincenzo Esposito (1ª-26ª; 3°), Emiliano Mondonico (27ª-42ª e play-out; 4°). <strong>2006-2007</strong>: Emiliano Mondonico. <strong>2007-2008</strong>: Elio Gustinetti (1ª-41ª), Armando Madonna (42ª e play-off; 5°). <strong>2008-2009</strong>: Armando Madonna. <strong>2009/2010</strong>: Armando Madonna (1ª-7ª), Emiliano Mondonico (8ª-42ª). <strong>2010-2011</strong>: Emiliano Mondonico (1ª-24ª), Daniele Fortunato (25ª-26ª; vice: 6°), Emiliano Mondonico (27ª-42ª e play-out). <strong>2011/2012</strong>: Daniele Fortunato (1ª-24ª), Sandro Salvioni (25ª-34ª; 7°), Alessio Pala (35ª-42ª; 8°) &#8211; <em><strong>retrocessione in Lega Pro-Prima Divisione</strong></em>. <strong>2012/2013</strong>: Alessio Pala. <strong>2013-2014</strong>: Armando Madonna (1ª-15ª), Elio Gustinetti (16ª-30ª e play-off). <strong>2014/2015</strong>: Alessio Pala (1ª-12ª), Roberto Bonazzi (13ª-15ª; 9°), Amedeo Mangone (16ª-38ª; 10°) &#8211; <em><strong>retrocessione in D e ripescaggio</strong></em>. <strong>2015/2016</strong>: David Sassarini (1ª-11ª; 11°), Marco Sesia (12ª-28ª; 12°), Michele Facciolo (29ª-34ª e play-out persi col Pro Piacenza; 13°) &#8211; <em><strong>retrocessione in D e ripescaggio</strong></em>. <strong>2016-2018</strong> Massimiliano Alvini (14°). <strong>2018/2019</strong>: Massimiliano Alvini (1ª-13ª), Michele Marcolini (14ª-34ª; 15°). <strong>2019-2021</strong>: Marco Zaffaroni (16°). <strong>2021/2022</strong>: Michele Marcolini. <strong>2022-2023</strong>: Giuseppe Biava (1ª-28ª; 17°), Claudio Foscarini (dalla 29ª; 18°).</p>
<p><strong>IL PALMARES DELL&#8217;ALBINOLEFFE DAL 1998 A OGGI</strong><br />
<strong>1998</strong>: 2 luglio: fondazione dell&#8217;Unione Calcio AlbinoLeffe. <strong>1998/1999:</strong> 2º nel girone A della Serie C2. Promosso in Serie C1 dopo aver vinto i play-off con Spezia e Prato. Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C. <strong>1999/2000</strong>: 9º nel girone A della Serie C1. Quarti di finale di Coppa Italia Serie C. <strong>2000/2001</strong>: 13º nel girone A della Serie C1. Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C. <strong>2001/2002</strong>: 13º nel girone A della Serie C1. Vince la Coppa Italia Serie C (1º titolo). <strong>2002/2003</strong>: 2º nel girone A della Serie C1. Promosso in Serie B dopo aver vinto i play-off col Pisa. Fase a gironi di Coppa Italia. Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C. <strong>2003/2004</strong>: 18º in Serie B. Fase a gironi di Coppa Italia. <strong>2004/2005</strong>: 11º in Serie B. Fase a gironi di Coppa Italia. <strong>2005/2006</strong>: 18º in Serie B. Salvo dopo aver vinto i play-out con l&#8217;Avellino. Secondo turno di Coppa Italia. <strong>2006-2007</strong>; 10º in Serie B. Secondo turno di Coppa Italia. <strong>2007/2008</strong>: 4º in Serie B. Perde la finale dei play-off col Lecce dopo aver eliminato il Brescia. Primo turno di Coppa Italia. <strong>2008/2009</strong>: 9º in Serie B. Terzo turno di Coppa Italia. <strong>2009/2010</strong>: 11º in Serie B. Secondo turno di Coppa Italia. <strong>2010/2011</strong>: 18º in Serie B. Salvo dopo aver vinto i play-out col Piacenza. Quarto turno di Coppa Italia. <strong>2011/2012</strong>: 22º in Serie B. Retrocesso in Lega Pro Prima Divisione. Terzo turno di Coppa Italia. <strong>2012/2013</strong>: 6º nel girone A della Lega Pro Prima Divisione. Primo turno di Coppa Italia. Primo turno di Coppa Italia Lega Pro. <strong>2013/2014</strong>: 7º nel girone A della Lega Pro Prima Divisione. Perde i quarti di finale dei play-off con la Cremonese. Ammesso nella nuova Lega Pro. Secondo turno di Coppa Italia. Primo turno di Coppa Italia Lega Pro. <strong>2014/2015</strong>: 20º nel girone A della Lega Pro. Retrocesso in Serie D e successivamente ripescato. Primo turno di Coppa Italia. Ottavi di finale di Coppa Italia Lega Pro. <strong>2015/2016</strong>: 17º nel girone A della Lega Pro. Retrocesso in Serie D dopo aver perso i play-out col Pro Piacenza e successivamente ripescato. Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Lega Pro. <strong>2016/2017</strong>: 9º nel girone B della Lega Pro. Perde il secondo turno dei play-off con la Lucchese dopo aver eliminato il Padova. Ammesso nella nuova Serie C. Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Lega Pro. <strong>2017/2018</strong>: 5º nel girone B della Serie C. Perde il secondo turno dei play-off con la FeralpiSalò dopo aver eliminato il Mestre. Secondo turno di Coppa Italia. Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C. <strong>2018/2019</strong>: 14º nel girone B della Serie C. Primo turno di Coppa Italia. Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C. <strong>2019/2020</strong>: 8º nel girone A della Serie C. Perde il primo turno dei play-off col Novara. Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C. <strong>2020/2021</strong>: 7º nel girone A della Serie C. Perde la semifinale dei play-off con l&#8217;Alessandria dopo aver eliminato Pontedera, Grosseto, Modena e Catanzaro. Secondo turno di Coppa Italia. <strong>2021/2022</strong>: 12º nel girone A della Serie C. Quarti di finale di Coppa Italia Serie C. <strong>2022/2023</strong>: nel girone A della Serie C. Primo turno eliminatorio di Coppa Italia Serie C.</p>
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		<title>L&#8217;AlbinoLeffe sceglie Foscarini</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2023 16:44:48 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/02/Foscarini-Stadium.jpg"><p>Un ex atalantino in campo, negli anni eroici della doppia promozione dalla C1 alla serie A in tre stagioni, per la panchina dell&#8217;<strong>AlbinoLeffe</strong>. Claudio <strong>Foscarini</strong>, 64 anni compiuti lo scorso 19 novembre, è il sostituto di Beppe Biava nel ruolo di allenatore dei seriani. Ex centrocampista anche di Montebelluna, Treviso, Piacenza e Virescit, da tecnico è stato grande protagonista con l&#8217;<strong>Alzano Virescit</strong> (1997-2001) e il <strong>Cittadella</strong> (2005-2015) portate in B sfiorando la A coi veneti nei playoff 2010. Nella carriera da mister, cominciata dalla <strong>Stezzanese</strong> in Eccellenza, anche Rimini, Pro Vercelli, Livorno, Avellino e Padova. </p>
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