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	<title>Colantuono &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Atalanta, esame Udinese. Colantuono pensa alla conferma di Baselli</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Feb 2014 14:54:58 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/AtalaPr-1024x732.jpg"><p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Le solite parole in vista della trasferta di Udine. Bisogna cambiare passo, più cattiveria e determinazione.  E&#8217;  da parecchi mesi che si sentono queste dichiarazioni, poi sul campo non cambia niente. Sconfitte ma soprattutto prestazioni incolori se non negative.  Per fortuna la classifica non è preoccupante ma il popolo atalantino non vuole essere preso in giro perché i risultati non sono adeguati . E non cominciamo con alibi di arbitraggi mediocri o punitivi. Che ci sono stati ma non solo per l&#8217;Atalanta. Udinese-Atalanta è un&#8217;altra partita complicata. I friulani hanno risolto, a suon di gol e di risultati, la loro crisi che li stava portando nei bassifondi, adesso fanno punti e segnano. Certo non è più l&#8217;Udinese della passate stagioni perché i miracoli non sono all&#8217;ordine del giorno nemmeno dalle parti della famiglia Pozzo ma Guidolin è riuscito a raddrizzare la rotta. Cosa che non è riuscita a Colantuono per quanto riguarda le partita giocate lontano da Bergamo: solo tante promesse ma pochi fatti.  Il tecnico si è dichiarato soddisfatto, 0-4 a parte, della partita col Parma. Beato lui. Resta il fatto che le ultime due partite non sono state particolarmente soddisfacenti del punto di vista tattico e tecnico. Vedremo che formazione manderà in campo al Friuli. Sono possibili cambiamenti. A cominciare dalla conferma di Baselli. Il giovane centrocampista atalantino, che è appetito dai grandi club, Juve e Fiorentina in particolare, partirà quasi certamente da titolare a fianco di Carmona, coppia di centrocampisti che si è salvata degnamente dal naufragio col Parma. Cigarini, quindi, può sedersi in panca anche perché sta attraversando un periodo non proprio brillante e fatica ad essere il leader di una squadra che, invece, ha bisogno come il pane di trascinatori. Vale anche per Denis ma lui non ha sostituti. Per la verità ci sarebbe Livaja ma il giovanotto continua a deludere.  E per ora solo Bonaventura e Moralez sono in grado di creare problemi agli avversari. Un po&#8217; poco.  In difesa scalpitano Lucchini e Del Grosso che potrebbero avvicendare Yepes e Brivio. Nell&#8217;Udinese ballottaggio in vista tra Nico Lopez e Bruno Fernandes  per affiancare Di Natale. Entrambi svelti e veloci. E la nostra difesa non è certo formata da fulmini di guerra.  Insomma un&#8217;altra partita con tante sofferenze da sopportare.<br />
<strong>Giacomo Mayer</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Stadio Friuli, domenica ore 15.00</strong></span><br />
<strong>Udinese (3-5-1-1):</strong> Scuffet; Naldo, Danilo, Domizzi; Widmer, Allan, Yebda, Lazzari, Basta; Nico Lopez; Di Natale. A disposizione: Kelava, Brkic, Douglas, Pinzi, Badu, Fernandes, Mlinar, Maicosuel, Zielinski, Muriel. All. Guidolin<br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Consigli; Benalouane, Stendardo, Lucchini, Del Grosso; Raimondi, Baselli, Carmona, Bonaventura; Moralez; Denis. A disposizione: Sportiello, Frezzolini, Giorgi, Yepes, Cigarini, Brivio, Migliaccio, Estigarribia, Kone, Livaja, De Luca, Bentancourt. All. Colantuono.</p>
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		<title>Atalanta molle e sfiduciata, con l&#8217;Udinese servirà tutt&#8217;altro spirito</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Feb 2014 16:27:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Carlo K. Capitanio Cosa abbiamo visto domenica? Abbiamo visto una squadra sciatta, arruffata, senza idee. Doveva essere una partita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/bg2schelgol-1024x732.jpg"><p><strong>di Carlo K. Capitanio</strong><br />
Cosa abbiamo visto domenica? Abbiamo visto una squadra sciatta, arruffata, senza idee.<br />
Doveva essere una partita arrembante contro un avversario alla nostra portata, potevano (e dovevano) essere quei 3 punti che ci avrebbero consentito di ambire a essere la “prima in classifica della parte destra del tabellone” o addirittura “finire nella parte sinistra”, come auspicato dal mister di Anzio nelle interviste degli ultimi giorni.<br />
E invece eccoci di nuovo in una mediocrità imbarazzante e a tratti preoccupante.<br />
Sia chiaro, la posizione in classifica non è in discussione (nonostante i 6 punti raccolti nelle ultime 5 gare), ma probabilmente solo perché ci sono delle squadre che giocano un calcio peggiore.<br />
Eppure le quattro sberle del Parma ieri hanno fatto parecchio male, anche perché sono andate a minare la base dei punti fatti fino ad ora: il ruolino di marcia della Dea è altalenante, tanto arrendevole in trasferta (solo 4 punti) quanto gagliarda e garibaldina fra le mura amiche (23 punti, mica pochi)&#8230; se iniziamo a perdere di schianto le partite contro una squadra che si può considerare al nostro stesso livello qualcosa non va.<br />
Domenica abbiamo visto un&#8217;Atalanta schierata come sempre, pronta a fare il compitino: davanti a Consigli due centrali esperti ma lenti, un centrale riciclato come terzino destro (Benalouane), un terzino sinistro. E poi un giovane regista dal futuro radioso (Baselli), un cagnaccio di centrocampo (Carlito Carmona), un umile faticatore della fascia (CR77), un trequartista esiliato sull&#8217;out sinistro (Giacomino Bonaventura). Davanti, un fantasista dal fisico minuto e dalle tante pause a supporto di un bisonte delle praterie argentine, pronto a fare a sportellate con i difensori avversari e fare molto più lavoro di quello che si vede.<br />
Solito schema, ordinato ma un po&#8217; quadrato e prevedibile.<br />
Il Parma non ha fatto niente di che per fare saltare il banco, ha giocato la sua partita senza particolare furore ma ha portato a casa 3 punti che lo proiettano al 6° posto in classifica e che puniscono in maniera esagerata l&#8217;Atalanta: fino al tragicomico autogol di Benalouane (impacciatissimo come non mai domenica, mai pericoloso in avanti e distratto in fase difensiva, forse per l&#8217;emozione di giocare contro la propria ex squadra) i nerazzurri avevano giocato al pallone, seppur con poche idee.<br />
Non era servito il gol a freddo di Molinaro (che indovina un tiro a voragine che sfiorando Stendardo batte un Consigli non piazzatissimo) ad abbattere la Dea, che aveva provato a rimontare, seppur a giri ridotti, ma l&#8217;appoggio di petto errato del numero 29 neroazzurro ha spento una luce che era comunque fioca.<br />
A iniziare da Sant&#8217;Andrea Consigli non al massimo della forma, passando per una retroguardia sofferente sulle folate di Biabany e di un Cassani particolarmente pimpante, neanche il centrocampo e l&#8217;attacco si sono dimostrati in palla: se Baselli pur giocando semplice qualche idea con la palla ce l&#8217;aveva e Bonaventura faceva con diligenza il tornante di sinistra, le geometrie sono mancate.<br />
Qualche cross dalla trequarti, un po&#8217; di palloni buttati nel mezzo del campo e poco insieme: Maxi Moralez dopo un paio di tentativi si è scoraggiato e ha iniziato a trotterellare per il campo, mangiandosi anche una buona occasione fornita da Denis.<br />
Dopo l&#8217;autogol, un&#8217;Atalanta demotivata cincischia per il campo, riducendo ancora di più le idee e le azioni: sembravano gli ultimi giorni di lavoro in una fabbrica che deve chiudere, con quel peso addosso di chi sa già che non c&#8217;è nulla da fare.<br />
Mestizia e facce lunghe, a nulla sono serviti gli innesti di Livaja e Di Luca a ravvivare la manovra: il Parma conquista una punizione in posizione decentrata, sulla sinistra e Cassano – fino a quel momento niente di che, di sicuro meglio del suo compagno d&#8217;attacco Palladino – trafigge Consigli per il 3 a 0.<br />
Come se non bastasse un fischiatissimo Schelotto segna il 4 a 0, giusto per ammazzare l&#8217;umore dei tifosi atalantini.<br />
Risultato squillante che non rispecchia però i valori in campo: se da una parte c&#8217;era una squadra – quella ducale – ben organizzata da Donadoni e di sicuro attenta, senza brillare comunque per gioco offensivo, in maglia neroazzurra c&#8217;era una squadra sicuramente molle e rassegnata al risultato ma che non gioca una partita così oscena da giustificare i 4 gol, cui forse è pesata particolarmente l&#8217;assenza di Cigarini a dettare i tempi in mezzo al campo.</p>
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		<title>Il Cola: &#8220;Visto che fuori casa non facciamo punti, col Parma sono vietati i passi falsi&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Feb 2014 14:26:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Zingonia &#8211; “Il Parma è forte, ma ai ragazzi ho parlato chiaro: davanti al nostro pubblico i passi falsi sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/MORO9094-1024x739.jpg"><p><strong>Zingonia</strong> &#8211; “Il Parma è forte, ma ai ragazzi ho parlato chiaro: davanti al nostro pubblico i passi falsi sono vietati. Perché altrove, purtroppo, i punti non li facciamo”. Tutta la verità, nient&#8217;altro che la verità. <strong>Stefano Colantuono</strong> giura davanti ai taccuini che, come al solito, la sua Atalanta proverà a farsi perdonare sotto la Maresana le magre raccolte ogniqualvolta imbocca l&#8217;autostrada: “La nostra stagione ce la stiamo costruendo a Bergamo, non ci piove. E allora abbiamo il dovere di affrontare gli ospiti con il sangue agli occhi”.<br />
Imperativo categorico, o quasi. Perché l&#8217;uomo in panchina, a dispetto della realtà che vede la soglia della salvezza abbassarsi di giornata in giornata, non si fida dell&#8217;atmosfera troppo rilassata che si respira nella parte destra della classifica: “Dieci punti di margine sulla terzultima non sono la garanzia di nulla – rimarca -. Mancano quindici partite alla fine, saranno tre mesi e mezzo di fuoco”. Nonostante la pochezza delle concorrenti, insomma, niente voli pindarici: “Teoricamente ci sono 45 punti in palio, se le vincessimo tutte andremmo in Champions – scherza il Cola -. Si fa in fretta a scalare la graduatoria come a scendere, il campionato italiano è così. Dobbiamo rimanere sul pezzo”. Anche perché l&#8217;avversario di turno è di quelli tosti: “Quella di Donadoni è una squadra valida, forte, che si colloca immediatamente dietro quelle che lottano per un posto nelle coppe. È imbattuta da undici giornate, una striscia positiva impressionante”. Poco importa che sia reduce dal mezzo passo falso interno con la cenerentola Catania: “Mica si può sempre vincere. Sarebbe un errore snobbare il Parma, noi non siamo sullo stesso livello: ci è davanti in tutto. E poi è attrezzatissimo: Biabiany e Cassano sono giocatori da grandi club, uno è veloce e l&#8217;altro molto tecnico. Ha Parolo, un centrocampista di classe che sa inserirsi. E sono pericolosi sulle palle inattive: un mix completo”. Non proprio una corazzata, visti i sei risultati nulli su undici rimediati dopo l&#8217;ultimo dei cinque ko stagionali, il 2 novembre scorso con la Juventus: “Io mi ricordo dell&#8217;andata al Tardini e non sono tranquillo – obietta il tecnico nerazzurro -. Un match nato male, con quei quattro gol presi nel primo tempo, e finito peggio nonostante il tentativo di rimonta e la superiorità numerica per il rosso ad Amauri. Una delle tre o quattro partite in trasferta che abbiamo interpretato davvero male, senza giustificazioni”.<br />
Quel 4-3 a favore dei ducali nell&#8217;infrasettimanale serale (era il 25 settembre 2013), nondimeno, appartiene al passato: “Venivamo dalle due sconfitte con Napoli e Fiorentina in casa, non era certo il nostro periodo migliore – ricorda Colantuono -. Per fortuna poi azzeccammo un filotto (Udinese, Chievo e Lazio, NdR) e adesso stiamo navigando in acque meno tempestose. La regola ferrea è evitare cali di concentrazione e confermare il trend casalingo che ci vede tra le prime sei della serie A”. Sulla formazione, il profeta di Anzio stavolta riesce a essere meno criptico. Forse perché di misteri ce ne sono pochini: Baselli sarà in regia al posto dello squalificato Cigarini, sulla destra Estigarribia contende la maglia a Raimondi. “Prima di tutto vengono gli equilibri, Il sistema di gioco non cambia, magari qualche interprete sì. Cristian può aver sbagliato una partita, ma in settimana ha lavorato bene”. Recuperato anche Livaja, rimane un dubbio dietro:  “Del Grosso potrebbe rifiatare e ci può stare che rientri Brivio, che a Torino era stato tra i migliori”. Conclusione riservata al futuro, vocabolo sottolineato in rosso sul dizionario del condottiero: “Io vivo alla giornata, non posso pensare a quello che sarà. I discorsi sulla programmazione riguardano la società, noi ci misuriamo solo sul campo. Se dovessimo essere bravi a raggiungere la salvezza, diciamo a quota 36 punti in 4 o 5 partite, non prenderemmo in mano paletta e secchiello. Qui si lavora fino all&#8217;ultimo minuto dell&#8217;ultimo giorno”.<br />
<strong>Simone Fornoni</strong></p>
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		<title>Atalanta, un affare complicato</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Feb 2014 13:18:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bergamo &#8211; Nel nostro  campionato non ci sono partite facili sostengono gli allenatori italiani e stranieri che si sono misurati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/LOM_9231-1024x665.jpg"><p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Nel nostro  campionato non ci sono partite facili sostengono gli allenatori italiani e stranieri che si sono misurati con la serie A.  E quindi anche Atalanta-Parma non si allontana da questo basilare concetto. Da una parte i nerazzurri che al Comunale hanno collezionato 23 dei 27 punti della classifica, dall&#8217;altre parte i  crociati di Donadoni che in trasferta hanno un ottimo score. Non solo ma il Parma è in serie positiva da undici partite e, con Fiorentina e Napoli in finale di Coppa, le ambizioni per un posto in Europa League sono più che legittime. Insomma  per la formazione di Colantuono  sarà una partita complicata. Più difficile rispetto al vittorioso confronto col Napoli quando i nostri beniamini non avevano nulla da perdere.  Eppure in casa i nerazzurri non hanno mai tradito con prestazioni di qualità e qualche volta con un pizzico di fortuna che non guasta mai. A parte Fiorentina e Juve, nel secondo tempo però, le altre avversarie  hanno incontrato non poche difficoltà e poi hanno ceduto e anche Roma e Inter hanno dovuto impegnarsi al massimo per guadagnare un punto. Lasciamo perdere la letteratura (Stevenson e Pirandello), e la psicanalisi (Freud e strizzacervelli contemporanei) e affidiamoci semplicemente al gioco del calcio per analizzare i risultati discontinui dell&#8217;Atalanta d&#8217;oggi. Non è una novità che le squadre di media grandezza costruiscano la loro permanenza nella massima serie nelle partite casalinghe, soprattutto da quando è andata in vigore la regola dei tre punti, di conseguenza, l&#8217;Atalanta è nella norma. Anzi.  Se guardiamo bene la classifica i nerazzurri sono al quinto posto (7 successi) tra le squadre che hanno vinto di più in casa mentre sono da retrocessione diretta, insieme al Catania, (10 sconfitte) fuori casa. Scommettiamo che sarà un tormentone che ci porteremo dietro fino alla fine della stagione.  Al Tardini l&#8217;Atalanta  rimediò un flop colossale, è arrivato il momento di riscattare quel 4-3. Tradizione vuole che il Comunale non sia terra di conquista da parte dei crociati. Nell&#8217;Atalanta  non dovrebbero esserci particolari cambiamenti alla formazione. Cambieranno i protagonisti del centrocampo: Carmona e Baselli al posto di Migliaccio e Cigarini, squalificato e alquanto discontinuo mentre è probabile l&#8217;esordio dal primo minuto di Estigarribia al posto di Raimondi.  Ed è possibile anche il ritorno di Brivio che incrocerebbe il velocissimo Biabiany.  Donadoni conferma il Parma che ha pareggiato col Catania e che è stato sonoramente fischiato dai tifosi parmensi nonostante sia a due passi dall’Europa, come a dire che tutto il mondo è paese.<br />
<strong>Giacomo Mayer</strong></p>
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		<title>L&#8217;Atalanta non sfigura ma in trasferta è sempre la solita storia: tre punti ai viola</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Feb 2014 19:22:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fiorentina-Atalanta 2-0 Fiorentina (3-5-1-1): Neto 5,5; Diakitè 6,5, Savic 6,5, Compper 6,5; Quadrado 6,5, Anderson 5,5 (9&#8242; s.t. Matias Fernandez [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2013/11/colantuono1-739x1024.jpg"><p><span style="color: #ff0000;"><strong>Fiorentina-Atalanta 2-0</strong></span><br />
<strong>Fiorentina (3-5-1-1):</strong> Neto 5,5; Diakitè 6,5, Savic 6,5, Compper 6,5; Quadrado 6,5, Anderson 5,5 (9&#8242; s.t. Matias Fernandez 6), Pizarro 6, Borja Valero 6,5, Vargas 6; Ilicic 6,5 (13&#8242; s.t. Wolski 6,5); Matri 5 (32&#8242; s.t. Matos s.v.). All. Montella<br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Consigli 7; Benalouane 6, Stendardo 6, Yepes 6,5, Del Grosso 6; Raimondi 5 (11&#8242; s.t. Estigarribia 5), Cigarini 4,5, Migliaccio 6 (27&#8242; s.t. Carmona s.v.), Bonaventura 6,5; Moralez 6,5 (40&#8242; s.t. Cazzola s.v.; Denis 5. All. Colantuono<br />
<strong>Arbitro:</strong> Guida 6<br />
<strong>Reti:</strong> 17&#8242; pt Ilicic, 41&#8217;st Wolski</p>
<p><strong>Firenze</strong> &#8211; I buoni propositi si trasformano sempre in inutili chiacchiere quando l&#8217;Atalanta gioca lontano da Bergamo. A Firenze i giocatori nerazzurri collezionano l&#8217;undicesima sconfitta in trasferta confermando il trend da retrocessione, per fortuna sono imbattibili in casa. Ma potrà continuare sempre così? I viola senza strafare vincono due a zero con l&#8217;Atalanta in dieci negli ultimi dieci minuti finali per il solito inutile fallo (su Matias Fernanedez) di Cigarini che si becca il secondo giallo lasciando i compagni in inferiorità numerica. Non sono bastate le ottime prestazioni di Bonaventura e Moralez. Troppo poco per giocare alla pari con i viola. Buon primo tempo ma fa meglio la Fiorentina soprattutto nel primo quarto d&#8217;ora con Quadrado che fa ammattire la difesa nerazzurra, Del Grosso in particolare. Così al 17&#8242; i viola si portano in vantaggio: fallo di Migliaccio su Quadrado, punizione dal vertice destro dell&#8217;area e Ilicic con una punizione a giro, di sinistro, infila Consigli che non può farci granché.  Le due squadre giocano a viso aperto con la Fiorentina più convinta mentre l&#8217;Atalanta cerca di rendersi pericolosa con gli inserimenti di un ottimo Bonaventura. Comunque al 18&#8242; arriva la risposta atalantina con un tiro di Cigarini poi al 22&#8242; sale in cattedra Consigli che evita, in due occasioni nel giro di pochi secondi, il raddoppio prima su Borja Valero e poi su Anderson. Al 29&#8242; l&#8217;Atalanta protesta per un calcio di rigore non concesso: uscita a gamba tesa di Neto su Moralez ma il portiere viola sembra in anticipo, Guida non fischia e ammonisce Migliaccio per proteste. Al 31&#8242; e al 40’ Bonaventura sfiora il gol del pareggio ma Neto si salva, poi all&#8217;ultimo minuto Ilicic manca di poco il 2-0.<br />
Nel secondo tempo avvio veemente dell&#8217;Atalanta che chiude i viola nella loro area ma la Fiorentina si salva in qualche modo. Sono sempre Bonaventura e Moralez a creare problemi ma Neto, seppur pasticciando, si salva. Lentamente ma inesorabilmente l&#8217;Atalanta si spegne poi al 35&#8242; il fallo di Cigarini su Matias Fernandez e la conseguente espulsione spengono le illusioni di pareggio. Eppure al 40&#8242; Neto rischia la frittata ma è solo calcio d&#8217;angolo. Poi contropiede viola con Wolski che irride la difesa atalantina e fa il 2-0.<br />
<strong>Giacomo Mayer</strong></p>
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		<title>Atalanta in anticipo a Firenze, rientrano Cigarini e Carmona</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Feb 2014 09:14:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Giacomo Mayer Bergamo &#8211; “Adesso bisogna fare punti in trasferta”. Dichiarazione di Colantuono durante la conferenza-stampa di presentazione della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/cigadeniss.jpg"><p><strong>di Giacomo Mayer</strong><br />
<strong>Bergamo</strong> &#8211; “Adesso bisogna fare punti in trasferta”. Dichiarazione di Colantuono durante la conferenza-stampa di presentazione della partita Fiorentina-Atalanta e sottoscritta da tutto il popolo nerazzurro. Dopo l’exploit col Napoli, ci si aspetta qualcosina anche da una partita fuori casa. Per la verità, non è la prima volta che lo scriviamo e siamo in nutrita compagnia. Non solo, la pensa così anche Colantuono e non è la prima volta che afferma di un’inversione di tendenza da parte della squadra. Peccato che fino ad oggi, Chievo e Genoa a parte, è sempre successo il contrario: gli atalantini sono tornati a casa sconfitti e, spesso, senza attenuanti. Vedremo se a Firenze sarà la serata della svolta. Tra l’altro i precedenti sono nettamente sfavorevoli anche nel periodo nel quale la squadra viola lottava con l’Atalanta per salvarsi e l’ultimo successo al Franchi risale al 3 gennaio 1993: gol della vittoria di Carlo Perrone. Si è sempre fatto fatica a Firenze, figuriamoci adesso con la squadra di Montella a tre punti dalla Champions. Certo, la Fiorentina sta attraversando una fase della stagione non particolarmente brillante, ha perso a Cagliari e ha perso martedì a Udine nella semifinale di Coppa Italia ma in casa è difficile che sbagli una partita. Insomma Atalanta avvisata.  Sempre Colantuono ha dichiarato che la Fiorentina è un squadra di ottimi palleggiatori, quindi sarà opportuno rispondere con un gioco aggressivo e veloce. Proprio le doti che sono mancate all’Atalanta lontano dal Comunale. Vedremo, quindi, se sarà la volta buona. Montella farà esordire Diakitè, confermerà Anderson e ritroverà Quadrado. Nell’Atalanta rivedremo dal primo minuto Cigarini e Carmona. Gli altri nerazzurri saranno gli stessi di domenica pomeriggio a meno che torni Brivio a posto di Del Grosso e da quelle parti si farà vedere Quadrado.  Non dovrebbero esserci altre modifiche nello schieramento nerazzurro.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Stadio Franchi di Firenze, sabato ore 18.00</strong></span><br />
<strong>Fiorentina (4-3-3):</strong> Neto; Diakitè, Gonzalo, Savic, Pasqual; Borja Valero, Pizarro, Anderson; Quadrado, Matri, Vargas. A disposizione: Rosai, Compper, Roncaglia, Matias Fernandez, Bakic, Wolski, Joaquin, Ilicic, Matos. All: Montella.<br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Consigli ; Benalouane, Stendardo, Yepes, Brivio; Raimondi, Carmona, Cigarini, Bonaventura; Maxi Moralez; Denis. A disposizione: Sportiello, Frezzolini, Del Grosso, Lucchini, Nica, Estigarribia, Brienza, Kone, Giorgi, De Luca. All. Colantuono<br />
<strong>Arbitro:</strong> Guida.<br />
<strong>Televisione:</strong> Sky Calcio 1, Premium Calcio</p>
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		<title>Meravigliosa Atalanta: Napoli strapazzato dai gol di Denis (doppietta) e Moralez</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Feb 2014 15:29:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Atalanta – Napoli 3-0 (0-0) Atalanta (4-4-1-1): Consigli 6,5; Benalouane 6,5, Stendardo 6, Yepes 6 (35&#8242; pt Lucchini 7), Del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/02/persitoINCA9950-1024x732.jpg"><p><strong>Atalanta – Napoli 3-0 (0-0)</strong><br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Consigli 6,5; Benalouane 6,5, Stendardo 6, Yepes 6 (35&#8242; pt Lucchini 7), Del Grosso 6; Raimondi 6,5, Migliaccio 6,5, Baselli 6 (13&#8242; st Cigarini 6,5), Bonaventura 6,5; Moralez 7; Denis (cap.) 7,5 (40&#8242; st Cazzola sv). A disp.: Sportiello, Frezzolini, Giorgi, Estigarribia, Brienza, Kone, De Luca, Nica. All.: Colantuono 7.<br />
<strong>Napoli (4-2-3-1):</strong> Reina 5; Maggio (cap.) 6, Fernandez 5,5, Albiol 6, Réveillère 5,5 (31&#8242; st Ghoulam sv); Dzemaili 4,5 (26&#8242; st Jorginho 6), Inler 4,5; Callejon 5,5, Pandev 6, Mertens 6; Zapata 4,5 (13&#8242; st Higuain). A disp.: Rafael, Colombo, Uvini, Britos, Bariti, Hamsik, Radosevic, Insigne. All.: Benitez 5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Rizzoli di Bologna 6 (Stefani-Faverani, IV Manganelli; add. Orsato e Baracani).<br />
<strong>Reti:</strong> 2&#8242; e 20&#8242; st Denis, 25&#8242; st Moralez.<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio uggioso, terreno in condizioni passabili. Spettatori paganti 3.930 (incasso 69.463, 80 euro), abbonati 8.573 (quota 114.569, 98 euro). Ammoniti Réveillère e Mertens (simulazione). Corner 1-6; recupero 4&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>BERGAMO –</strong> Il doppiettista Denis si sveglia nella ripresa suonando la nona sinfonia, Maxi ci mette lo zampino e per l&#8217;Atalanta il ritorno all&#8217;ovvio, ovvero al successo tra le mura amiche (settimo su undici match) si trasforma in un insperato trionfo. Alla banda di Colantuono è bastato sprintare dopo un primo tempo noioso per distruggere un Napoli irriconoscibile e issarsi a quota 27 in classifica, ben 10 punti sopra il terzultimo posto.<br />
Allo start i bergamaschi alternano fasi guardinghe da gatto sornione a prove d&#8217;innesco degli uomini in fascia, frenati dall&#8217;imprecisione nell&#8217;ultimo passaggio. In rare occasioni le contendenti tentano di dar fuoco alle polveri: all&#8217;8&#8242; Maggio vanifica la sponda di Mertens sugli sviluppi di un angolo sparacchiando a lato dal vertice destro, a ruota Baselli riceve da Bonaventura e scocca il sinistro, ma la palla s&#8217;impenna. In mancanza di chances nitide a scaldare il clima ci pensano qualche botto di troppo dal settore ospiti e le proteste di casa di fronte a un paio di corner negati. Per fortuna Tagliavento non c&#8217;è e nessun penalty fantasma aleggia dalle parti di Consigli, anche perché in area l&#8217;undici di Benitez (Zapata è impalpabile) non mette piede fino al diagonale mancino in corsa di Mertens al 19&#8242;, ben imbeccato da Pandev e terminato quattro metri al di là del secondo palo. Un Denis inizialmente poco brillante si sacrifica per far salire i compagni, concedendo a Jack il lusso di qualche taglio: al 21&#8242; il colpo di testa del talento marchigiano su cross di Maxi dall&#8217;out destro termina alto. In attesa dell&#8217;intervallo, l&#8217;unico colpo di scena è il cozzo terribile alla mezzora tra Consigli – in uscita volante sul piazzato di Mertens – e Yepes che costringe il primo a una vistosa fasciatura al capo e il colombiano a cedere il posto a Lucchini. Il destro a giro del belga 36&#8242; è una telefonata di cortesia; nel recupero sul traversone dalla sinistra di Maxi spunta l&#8217;avambraccio malandrino di Inler, un rimpallo involontario che fa gridare la curva al rigore.<br />
Al rientro dal tunnel l&#8217;unica variazione al copione è la scomparsa del turbante dalla fronte del portiere bergamasco, ma l&#8217;imprevedibile è dietro l&#8217;angolo: il Tanque toglie la ruggine dai cingoli, intercetta il disimpegno errato di Dzemaili ed esplode un destro dal limite su cui Reina s&#8217;impapera facendoselo sfilare sotto il corpaccione. Il Napoli sembra stracotto e al 6&#8242; Bonaventura, servito da Moralez, trova un assist dal fondo: l&#8217;estremo iberico esce a vuoto, graziato però dal bomber argentino che intercetta la sfera con la mano nel tentativo di disturbare il rinvio di Albiol. Entrano nella mischia il convalescente Cigarini e il Pipita, ma i rischi per i nerazzurri hanno i nomi di Pandev (assist dalla destra) e Mertens, che al quarto d&#8217;ora solo soletto in area piccola manda fuori. Inizia un mini-assedio con il nuovo entrato a scaldare i guantoni i Consigli (18&#8242;) da dove ci vuole il prefisso, ma davanti ai Cola-boys si spalancano le autostrade e a breve arriva il bis personale del panzer rioplatense, che prima si vede rintuzzare la stoccata dalla difesa (allungo dal fondo di Maxi) per non dare scampo a Reina sul successivo rinvio svirgolato di Inler. Mertens e Consigli danno vita al caso da moviola (il contatto c&#8217;è, l&#8217;arbitro opta per la simulazione) sulla palombella di Callejon, poi le praterie si aprono di nuovo per il tris: lancio di Stendardo, sponda di testa del centravanti atalantino e quarto acuto stagionale sottomisura del Frasquito. Pandev vuole almeno salvare l&#8217;onore, ma nella domenica pomeriggio grigissima della terza forza del campionato trova i pugni di Consigli a dirgli di no al 38&#8242;. Ora, per rompere il tabù trasferta, c&#8217;è l&#8217;anticipo di sabato (ore 18) a Firenze.<br />
<strong>Simone Fornoni</strong></p>
<p><em><strong>FOTO MORO</strong></em></p>
<p><strong><em>Tutti i diritti sono riservati</em></strong></p>
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		<title>Atalanta, l&#8217;imbarazzante cappella di Tagliavento e la misteriosa esclusione di Denis e Moralez</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 17:30:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Egregio direttore Matteo Bonfanti questo non è un articolo ma semplici punti di vista intorno all&#8217;Atalanta. La sconfitta di Torino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/bg1cola-1024x700.jpg"><p><strong>Egregio direttore Matteo Bonfanti</strong><br />
questo non è un articolo ma semplici punti di vista intorno all&#8217;Atalanta. La sconfitta di Torino è un furto con scasso perpetrato dall&#8217;arbitro internazionale Tagliavento, per la verità non nuovo a simili malefatte. Senza tornare alle famose &#8220;manette&#8221; di Mourinho, basta ricordare che cosa ha combinato in una partita di Champions tra Basilea e Schalke 04 convalidando un gol ai tedeschi con ben quattro giocatori in fuorigioco con gli svizzeri increduli e basiti.  Secondo quanto scrive la Gazzetta dello Sport è stato mal consigliato da Gavilucci, l&#8217;arbitro d&#8217;area, che ha &#8220;visto&#8221; il fallo di Consigli.  Capisco le difficoltà sui fuorigioco, capisco gli scontri e i contatti fra giocatori in area ma lo scontro tra Consigli e Cerci non dava adito al minimo dubbio: punizione a favore del portiere, in azione difensiva (respinta di pugni in tuffo e soprattutto in anticipo) . E&#8217; vero che in un campionato gli errori arbitrali si compensano ma il rigore di ieri è fuori da ogni logica delle regole del gioco del calcio. Nicchi, un altro della casta dei dirigenti intoccabili nonché capo degli arbitri, che cosa dice?   Si discuterà a lungo su questa enorme &#8220;cappellata&#8221;.  L&#8217;Atalanta all&#8217;Olimpico ha perso la sua nona partita in trasferta e questo è un dato di fatto. E allora chiediamo a Colantuono il perché della formazione scesa in campo dal primo minuto: fuori Denis e Moralez, dentro Livaja e Brienza.  I due argentini relegati in panchina hanno fatto scatenare blog, siti, giornali on line, facebook  e cinguettiì con fantasmagoriche (e magari veritiere)  supposizioni: un castigo societario per nottate non proprio da atleti, una richiesta degli stessi al tecnico per un turno di riposo dopo aver tirato a lunga la carretta atalantina, le scelte di mercato che coinvolgono il croato e l&#8217;ex-palermitano, le decisioni tattiche del mister.  Certo è che il primo tempo di Torino-Atalanta è stato imbarazzante, soporifero e quasi scandaloso, colpa di entrambe le formazioni.  Va bene che un pari all&#8217;Olimpico sarebbe stato un buon risultato. Ma se punti subito allo zero a zero devi mettere in conto l&#8217;imponderabilità del caso. Proprio quello che è successo all&#8217;Atalanta sul prato dell&#8217;Olimpico di Torino. Seneca ci ha lasciato questo motto: &#8220;Fortuna fortes metuit, ignavos premit&#8221; che  significa, più o meno &#8220;la fortuna ha paura dei forti e invece schiaccia i deboli&#8221;.<br />
<em><strong>Il tuo collaboratore più &#8220;anziano&#8221; Giacomo Mayer</strong> </em></p>
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		<title>Torino-Atalanta, la presentazione di Mayer: c&#8217;è da capire se i nerazzurri sono guariti anche lontano da Bergamo</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jan 2014 15:16:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Giacomo Mayer L&#8217;Atalanta è a un passo dalla zona sinistra della classifica, dove si sta meglio e anche rilassati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/IMG_5442-1024x732.jpg"><p><strong>di Giacomo Mayer</strong><br />
L&#8217;Atalanta è a un passo dalla zona sinistra della classifica, dove si sta meglio e anche rilassati perché vuol dire che dietro ci sono altre dieci squadre. I sei punti conquistati con Catania e Cagliari, lottando e soffrendo, sono un viatico più che lusinghiero in vista del confronto col Torino che è avanti di cinque punti. All&#8217;Olimpico non si va a cuor leggero ma, almeno, senza streghe e fantasmi dietro le spalle. E proprio col Toro si capirà se i nerazzurri sono guariti o, perlomeno, convalescenti dal mal di trasferta. Per la verità sul campo dei granata l&#8217;Atalanta non vince dal 1° marzo 2011, gol di Bonaventura all&#8217;ultimo secondo, ma era serie B. Nella scorsa stagione, ritorno in serie A del Toro, Birsa realizza il gol del successo torinista al termine di una partita stradominata dalla squadra di Ventura mentre gli atalantini, tanto per cambiare, sono stati protagonisti della peggior partita stagionale. Ancora, e sempre, in trasferta. Insomma sembra un male congenito a questa rosa di giocatori.  Probabilmente  stavolta, più che mai, saranno i duelli a decidere la gara. Farà una certa impressione vedere Immobile e Cerci contro Stendardo e Yepes: due giocatori veloci ed agili come gli attaccanti granata contro due difensori granitici e lenti come i nerazzurri.  Certo dall&#8217;altra parte Denis, Moralez e Bonaventura hanno tutte le qualità per creare grattacapi a Maksimovic, Glik e Moretti.  Speriamo così che lo spettacolo sia assicurato. Per il resto non dovrebbero essere stravolgimenti negli schieramenti né da una parte né dall&#8217;altra. Ventura medita l&#8217;inserimento di El Kaddouri alle spalle degli attaccanti ma potrebbe confermare l&#8217;ex atalantino Brighi, Colantuono ritrova Benalouane e quindi può spostare in avanti Raimondi, in porta rientrerà quasi certamente Consigli mentre il ballottaggio tra Baselli e Cigarini verrà risolto, con ogni probabilità, durante il riscaldamento pre-partita.<br />
<strong>Così in campo ore 15</strong><br />
<strong>Torino (3-4-1-2):</strong> Padelli; Maksimovic, Glik, Moretti; Darmian, Vives, Farnerud, Pasquale; El Kaddouri; Cerci, Immobile. All.: Ventura.<br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Consigli; Benalouane, Stendardo, Yepes, Brivio; Raimondi, Carmona, Cigarini, Bonaventura; Moralez; Denis. All.: Colantuono.</p>
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		<title>Verso Torino-Atalanta: Colantuono applaude Ventura e avverte i suoi: &#8220;Dobbiamo iniziare a far punti in trasferta&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jan 2014 15:03:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ZINGONIA &#8211; “Ventura è il veterano degli allenatori e i risultati parlano per lui. Forse noi due siamo poco reclamizzati, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/IMG_6229-1024x732.jpg"><p><strong>ZINGONIA &#8211;</strong> “Ventura è il veterano degli allenatori e i risultati parlano per lui. Forse noi due siamo poco reclamizzati, ma personalmente a me non cambia la vita finire sui giornali una volta di più o in meno”. La disfida tra due outsider della panchina, gente che alle dichiarazioni roboanti preferisce parlare coi fatti sul campo: così <strong>Stefano Colantuono,</strong> alla vigilia della spedizione della sua Atalanta nella tana del Torino.</p>
<p>Un avversario di tutto rispetto che equivale a un banco di prova importante dopo il bis di scontri diretti vinti fra le mura amiche: “Noi la classifica l&#8217;abbiamo aggiustata solo nelle ultime due partite contro Catania e Cagliari, loro di problemi non mi pare ne abbiano – prosegue il tecnico nerazzurro -. Dobbiamo tenere alta l&#8217;attenzione, basta un attimo per ritrovarsi là sotto. Anche se proprio in fondo in fondo non ci siamo mai stati. Sicuramente la costante del nostro campionato è soffrire e faticare”. Un Toro da prendere per le corna, e a questo giro sono decisamente appuntite: “Non la chiamerei una squadra rivelazione, perché la società si è mossa sul mercato estivo in maniera ottimale, rafforzandosi. Ha un&#8217;identità precisa e attaccanti di livello. Cerci e Immobile hanno tiro, velocità, tecnica: non a caso sono nell&#8217;orbita della Nazionale”. Attenti a quei due, dunque, ma la Dea deve battersi soprattutto con i propri limiti: “Non è una gara facile per tante sfaccettature, ma possiamo cogliere l&#8217;occasione per dare un segnale dopo aver dimostrato di sapercela giocare con chiunque a Bergamo. Bisogna iniziare a raccogliere punti in trasferta”. E all&#8217;orizzonte potrebbe profilarsi qualche grattacapo alla voce formazione: “Cigarini s&#8217;è allenato con noi ma è da valutare. Del resto anche Baselli in settimana ha avuto un piccolo problemino. Niente emergenza, comunque: siamo in ventuno al netto degli squalificati Migliaccio e Lucchini”.</p>
<p>Nella lista dei convocati spicca il ritorno di Consigli, che ha chiuso la varicella nel cassetto dei brutti ricordi e si appresta a rispedire tra i rincalzi l&#8217;imbattuto baby Sportiello. In mezzo alla difesa abili e arruolati Stendardo e Yepes, con le fasce assegnate senza discussioni a Benalouane &#8211; “L&#8217;abbiamo preso per fargli fare il terzino, mica possiamo cambiargli ruolo in corso d&#8217;opera” &#8211; e Brivio. A centrocampo quasi sicuri Baselli e Carmona in fase di costruzione e cucitura più Bonaventura a sinistra, mentre dall&#8217;altra parte c&#8217;è il ballottaggio tra Raimondi e Brienza. Ma la logica assegna la preferenza al sedrinese, visto l&#8217;impeto offensivo dei granata: “All&#8217;andata partimmo col 4-3-3, poi loro ci costrinsero a fare un altro tipo di partita. Nel secondo tempo passammo a tre dietro (Lucchini, sostituto di Kone, segnò il vantaggio di testa prima del raddoppio di Stendardo, NdR) coprendoci sulle corsie per poi chiudere con il 3-5-1-1. Ci andò bene”. Ultima battuta sul mercato, che a Zingonia parrebbe essersi chiuso con la partenza in prestito di Canini al Chievo: “Non mi piace parlarne. Finché la finestra rimane aperta e tu stai giocando, e questo vale anche per la sessione estiva, dà fastidio non sapere chi avrai a disposizione o no il giorno dopo”. <em><strong>si.fo.</strong></em></p>
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		<title>Atalanta, iniziare a correre anche in trasferta battendo il Toro della super coppia Cerci-Immobile</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jan 2014 18:14:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Matteo Bonfanti A Torino per iniziare a correre anche in trasferta. E’ questo l’obiettivo dell’Atalanta di mister Colantuono, reduce [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/bg1maiok-1024x732.jpg"><p><strong>di Matteo Bonfanti</strong><br />
A Torino per iniziare a correre anche in trasferta. E’ questo l’obiettivo dell’Atalanta di mister Colantuono, reduce dalle  fondamentali vittorie a Bergamo contro Catania (2-1) e Cagliari (1-0). I sei punti conquistati negli ultimi due appuntamenti hanno rasserenato il popolo nerazzurro che, ipotecata la salvezza, ora sogna di vedere un po’ di bel gioco, il grande assente della Dea versione 2013-2014.  Ma contro i granata non sarà per niente facile. Perché il miglior Toro targato Ventura è squadra che non lascia giocare, grintosa e tignosa, che fa del pressing a tutto campo l’idea chiave per vincere le partite. E poi, in attacco, ha le due note più liete della stagione: l’ex nerazzurro Alessio Cerci, 9 reti, e Ciro Immobile, 10 gol e in stato di grazia continuo proprio per gli assist del gemello diverso che fa reparto con lui.<br />
Cerci, quindi, pericolo numero uno, talento completamente sbocciato dopo la buona annata 2012-2013, sempre alla corte di Ventura. I suoi colpi lo rendono un giocatore unico nel suo genere, quello della vecchia ala, sparita (o in via d’estinzione) in una nazione, la nostra, che ha avuto alcuni dei migliori rappresentanti del ruolo: il bergamasco Roberto Donadoni e, tornando indietro, Gigi Meroni, indiscusso idolo proprio dei granata. Sarà anche per questo che in settimana il presidente Cairo ha proposto al ragazzo cresciuto nel vivaio della Roma un contratto a vita. Nessuna risposta ad ora, ma le parole di un presidente innamorato non possono che far piacere.<br />
Cairo si coccola Cerci, ma anche Immobile (“il suo riscatto non sarà un problema, ne parleremo con la Juve al momento giusto”) e intanto il suo Toro scala la classifica e  sogna di centrare la qualificazione in Europa puntando sull’aiuto dei propri tifosi. Curve quindi a dieci o a quindici euro per l’assalto all’Atalanta che, come detto, non reciterà il ruolo di vittima sacrificale. Forte dei due successi e dopo aver salutato Canini (andato al Chievo), Colantuono presenterà una Dea quasi in formazione tipo. Tornerà Consigli tra i pali, poi il solito 4-4-1-1: Benalouane, Stendardo, Yepes e Brivio in difesa; Raimondi, Carmona, Cigarini (che sembra aver recuperato, ma Baselli resta in preallarme) e Bonaventura in mediana; Moralez tra le linee; Denis terminale offensivo.<br />
Fari puntati su Cr77 che domenica ha festeggiato le cento partite in Serie A ed ha parlato con i giornalisti in settimana, fotografando una squadra desiderosa di spiccare il volo anche lontano da Bergamo. E’ quello che è mancato, ma l’obiettivo è chiaro: “andiamo a Torino per trovare continuità”.</p>
<p><strong>Così in campo ore 15</strong><br />
<strong>Torino (3-4-1-2):</strong> Padelli; Makimovic, Glik, Moretti; Darmian, Vives, Farnerud, Pasquale; El Kaddouri; Cerci, Immobile. All.: Ventura.<br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Consigli; Benalouane, Stendardo, Yepes, Brivio; Raimondi, Carmona, Cigarini, Bonaventura; Moralez; Denis. All.: Colantuono.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Tagliavento di Terni.</p>
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		<title>Colantuono: &#8220;Visto Brienza? Ha fatto il cross nell&#8217;azione decisiva&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jan 2014 18:20:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bergamo – Anche questa è andata. Ma che strizza, caro mister: “Se pensiamo a questi sette giorni, possiamo dire che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/IMG_6229-1024x732.jpg"><p><strong>Bergamo</strong> – Anche questa è andata. Ma che strizza, caro mister: “Se pensiamo a questi sette giorni, possiamo dire che è l&#8217;Atalanta dei secondi tempi. Nel primo, anche l&#8217;avversario di turno ci ha dato filo da torcere. Anche noi abbiamo avuto la palla del vantaggio, ma il Cagliari ci ha graziato due volte”. Vox veritatis, voce di <strong>Stefano Colantuono</strong>, profeta di un&#8217;Atalanta che bada al sodo cercando di dimenticarsi che il calcio d&#8217;autore è un&#8217;altra cosa: “E il cugino menagramo in tribuna a cui mi ero rivolto dopo la vittoria con il Catania ha portato di nuovo bene, c&#8217;era anche stavolta e aveva pronosticato che non saremmo andati oltre il pareggio”.<br />
Le battute delle vigilia si perpetuano in un confronto al miele e al sale con gli osservatori e i critici troppo preziosi, che nel post partita si devono puppare pure la rivincita del fischiatissimo Brienza: “Ha crossato sull&#8217;azione decisiva, sono colpi che ha – presegue il Cola, sfregandosi le mani dalla soddisfazione -. Non mi piace avere ragione per forza: l&#8217;ho difeso a ragion veduta. È un giocatore che ha subìto infortuni strani e non ha mai potuto esprimersi con continuità. Ma è utile alla causa come tutti gli altri”. E guai a non fare il pompiere per stemperare gli inevitabili elogi all&#8217;eroe della prima di ritorno: “Jack secondo me non è ancora al top. La sua stagione è stata un po&#8217; travagliata dal punto di vista fisico. Può dare ancora di più”. L&#8217;incontentabile dall&#8217;accento romano, incassata la seconda vittoria di fila in uno scontro diretto, ovviamente ha da ridire soprattutto sul gioco espresso: “Abbiamo faticato a lungo in fase di costruzione, dove Cigarini non ha brillato, sbattendo contro una squadra brava a chiudersi e molto ficcante là davanti. Ho cambiato Lucchini (già in diffida e squalificato in vista di Torino, al pari di Migliaccio, NdR) perché rischiava il secondo cartellino sulle ripartenze ospiti”. L&#8217;analisi tecnica induce a più d&#8217;un sorriso quando si passa al setaccio l&#8217;atteggiamento dei nerazzurri nella ripresa, a pericolo – leggi, i due legni di Ibarbo – scampato: “Sportiello non è stato impensierito più di tanto e noi abbiamo fatto il nostro in un confronto a viso aperto, ma mi preme sottolineare che al di là di tutto questi sono tre punti d&#8217;oro. Partite così sono uno spartiacque di un&#8217;intera annata”.<br />
E qui il discorso, a più sette sulla zona rossa, si proietta sull&#8217;obiettivo irrinunciabile: “C&#8217;è chi dice che mezza salvezza è già in tasca. Io starei cauto, al massimo posso concedervi che sia un discreto passo avanti. Il viatico ideale per affrontare la trasferta di Torino senza troppi assilli: non sarà una sfida da aut-aut”. Sperando che all&#8217;orizzonte non compaiano problemi di sorta ad aggravare, come ai bei tempi, il rompicapo della formazione: “Cigarini ha preso una botta alla coscia, un infortunio di natura traumatica. Vedremo in settimana, non è il caso di preoccuparsi adesso”. Anche perché c&#8217;è sempre un Baselli pronto all&#8217;uso, in un modulo immutabile con le corsie ultracoperte. E non fa fede l&#8217;accorgimento tattico degli ultimi venti minuti, quando a Brienza è subentrato Carmona: “Nel finale ho optato per il 4-3-2-1 per impedire a Cossu di fare il bello e il cattivo tempo, abbassando Migliaccio a protezione della difesa. Cose che si fanno quando il risultato è troppo importante per lasciarselo scappare”.<br />
<strong>Simone Fornoni</strong></p>
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		<title>Colantuono e gli &#8220;snob&#8221; in tribuna: &#8220;Mi dispiace per loro, ma giocherà ancora Brienza&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jan 2014 14:26:21 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/IMG_50171-1024x668.jpg"><p><strong>Zingonia</strong> – Dal rossoazzurro etneo al rossoblù casteddaio, per l&#8217;Atalanta e <strong>Stefano Colantuono</strong> c&#8217;è ancora un&#8217;isolana da affondare tra le mura amiche. Per afferrare quanto prima la boa della salvezza, o quantomeno evitare l&#8217;incaglio nelle secche. Parola di timoniere: “Una sfida simile a quella di settimana scorsa, anche se stavolta l&#8217;avversario è dei meglio attrezzati. La costante è la ricerca del risultato: dal Catania al Cagliari, cambia poco”.<br />
Figuriamoci la formazione, della serie squadra che torna a vincere non si tocca: “De Luca nell&#8217;infrasettimanale di coppa mi ha convinto. Giocare largo a quattro, però, è un&#8217;altra cosa anche se in allenamento l&#8217;ho provato proprio lì”. Così parlò l&#8217;integralista del 4-4-1-1, pronto ad archiviare il tridente di Fuorigrotta per cercare conferme dai soliti noti. Al netto dell&#8217;innesto di gennaio, perché così volle il giudice sportivo: “Per fortuna Raimondi rientra dalla squalifica e prende il posto di Benalouane. Nica? A Napoli non m&#8217;è dispiaciuto, ma non ha ancora due partite di fila nelle gambe”. Nessuno stravolgimento e via libera alla formula che offre più garanzie, dunque. Con un distinguo e una tirata d&#8217;orecchi agli schizzinosi: “Carmona torna a disposizione, ma Migliaccio non ha fatto male e non vedo perché toglierlo. E mi dispiace per i tre o quattro snob in tribuna, ma alto a destra ci sarà ancora Brienza: i fischi vanno bene a fine partita, non durante. Per chi sbaglia un passaggio sarebbe meglio sprecare un applauso: chi è in difficoltà va sostenuto, i contestatori per partito preso meglio stiano a casa”. Completano l&#8217;undici i cosiddetti intoccabili: la coppia Stendardo-Lucchini nel cuore della difesa con Brivio preferito alla sciagura di Tim Cup Del Grosso a sinistra, Cigarini in regia, Bonaventura ala mancina con licenza di cercare la linea di fondo o accentrarsi e Moralez dietro Denis. Una sola defezione, a parte quelle ovvie del lungodegente Bellini e del convalescente Consigli (comunque tornato in campo a Zingonia): “Canini ha un problema in famiglia e non l&#8217;ho convocato, penso che in questo momento per lui ci siano altre priorità”.<br />
Resta un nodo da sciogliere, ovvero come affrontare un ostacolo decisamente più ostico e solido del fanalino di coda. Stessi punti dei bergamaschi – 21, nel gruppetto c&#8217;è anche la Samp -, ma ben 9 pareggi a fronte di 4 vittorie (tutte in casa, compreso il 2-1 dell&#8217;andata) e 6 ko: “Al di là dell&#8217;assenza di Pinilla, Sau, Ibarbo e Cossu non ce li ha nessuno. Un reparto offensivo veloce e potente – spiega il Cola -. Lopez è un ottimo tecnico, Conti è uno dei migliori registi italiani e mi stupisce che non sia mai approdato a una grande. Dovremo stare corti e attenti, perché il Cagliari ha uno zoccolo duro di sei-sette giocatori che si trovano a memoria. La partenza di Nainggolan potrebbe non essere così grave”. Impossibile, visto il periodo, sottrarsi alla consueta tiritera degli scambi. Pronti via, si parte dal vice Professore che tanto interessa alla Juventus al pari del compartecipato avellinese Zappacosta: “Baselli ha il futuro assicurato, ha ventun anni e deve crescere. Ha un&#8217;opportunità qui e ora, non deve pensare al minutaggio: il suo compito è rendere quando viene chiamato in causa. Non so se lui o altri siano disturbati dalla finestra di mercato, l&#8217;importante è non dire che ha la testa altrove in caso di prestazione non all&#8217;altezza. Per adesso non si muove, a giugno si vedrà”. Qualcuno, del resto, s&#8217;è già allontanato dalla base: “Abbiamo mandato a Cesena Marilungo e Gagliardini perché hanno bisogno di giocare e noi non potevamo garantirglielo: Guido deve riprendersi dopo l&#8217;infortunio, Roberto per varie vicissitudini era fatalmente un po&#8217; chiuso”. In entrata, invece, nisba: “Abbiamo sempre l&#8217;occhio vigile, l&#8217;anno scorso i giocatori arrivati qui avevano creato della sana competizione interna. Ma intervenire in modo massiccio in inverno significa aver commesso qualche errore in estate, e non è il nostro caso: in questi sei mesi ho visto tutti all&#8217;altezza. Se le riserve in Coppa Italia hanno tenuto botta quasi fino alla fine, significa che nel gruppo non mancano determinazione e voglia di fare”. Tornando alla strettissima attualità, in conclusione il Profeta di Anzio si sbottona togliendosi qualche altro sassolino dalla scarpa: “Noi a Bergamo abbiamo fatto 17 punti, se i tifosi ci sostengono non rimangono delusi. È il mio sesto anno qui e conosco bene l&#8217;ambiente, per quello mi permetto di criticare chi fischia. Ma attenzione, contro il Catania mi sono girato verso gli spalti perché ce l&#8217;avevo con mio cugino che alla vigilia era scettico sulla nostra vittoria. Lo faccio venire apposta&#8230;”.<br />
<strong>S.F.</strong></p>
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		<title>Atalanta, ora serve un&#8217;altra virata: per approdare nel mare della tranquillità</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jan 2014 13:19:17 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/IMG_5442-1024x732.jpg"><p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Un&#8217;altra virata per approdare nel mare della tranquillità. Battere il Cagliari per aspirare ad un futuro sereno, del resto è da ottobre (9 punti con le vittorie su Udinese, Chievo e Lazio) che l&#8217;Atalanta non dà segnali di continuità. Troppi alti e bassi che hanno provocato dubbi, incertezze e frustrazioni attorno alla squadra. Probabilmente questo è il destino dell&#8217;Atalanta 2013-2014 ma potrebbe essere l&#8217;occasione della svolta in vista di un girone di ritorno che propone tutte le pericolanti in arrivo al Comunale. Il successo sul Catania ha rasserenato l&#8217;ambiente nerazzurro che fino all&#8217;inizio del secondo tempo era alquanto depresso ed in preda ad incubi seriali. Poi, quasi d&#8217;improvviso, il risveglio di Bonaventura e la ritrovata verve di Maxi Moralez sono stati da sprone a tutti gli altri ed è arrivato una meritata seppur sofferta vittoria. Terminare il girone d&#8217;andata con 21 punti significa stilare un bilancio positivo e rassicurante. Perché se gli atalantini accumulano altrettanti punti nel ritorno la salvezza è assicurata. Attualmente sono sette le formazioni nell&#8217;ambito di quattro punti (dai 24 della Lazio ai 20 dell&#8217;Udinese) davanti alle cinque assestate sull&#8217;orlo della retrocessione. In attesa di capire come saranno le squadre al termine del calcio mercato di gennaio. Ecco perché è decisivo sfruttare le occasioni favorevole. E il confronto col Cagliari capita a proposito. Infatti i rossoblu stanno attraversando un periodo di involuzione. Cellino ha messo fuori rosa il bergamasco Agazzi, in scadenza di contratto, e ha tesserato il portiere Adan, svincolatosi dal Real Madrid, protagonista di una partita disastrosa domenica con la Juventus. Prima ancora di cominciare è stato ceduto Nainggolan senza, per ora, trovare un adeguato sostituto e non sarà facile mentre Astori è nel mirino del Manchester United. Non bastasse, Lopez presenta una formazione orfana di Pinilla e con Ibarbo ancora convalescente. E poi a suffragare il periodo no dei sardi lo score delle nove trasferte: zero vittorie, cinque pari e quattro sconfitte, quattro gol realizzati e undici subite. Dunque un andamento niente affatto irresistibile. Ecco perché all&#8217;Atalanta non mancano le possibilità di approfittarne. A rendere il clan nerazzurro gasato, la bella prestazione in Coppa Italia dell&#8217;Atalanta due che sembra aver convinto Colantuono della bontà tecnica e tattica di alcuni cosiddetti rincalzi. A parte Baselli che non era una novità, su tutti Kone e De Luca che oggi, almeno uno dei due, potrebbero rubare il posto a Brienza. Per quanto riguarda il resto della formazione verrà confermato Sportiello mentre dovrebbero rientrare Raimondi e Carmona, gli altri tutti presenti. Torno per un momento sul gol del 2-1 del Napoli. Quella regola, tra le tante, del fuorigioco è sciagurata ma è in vigore e deve essere applicata. L&#8217;arbitro De Marco e, soprattutto, l&#8217;assistente Barbirati erano nel giusto. Totalmente &#8220;ignoranti&#8221; Del Grosso e Yepes. Ha ragione Renzo Ulivieri: &#8220;Bisognerebbe che chi fa questo mestiere studiasse le regole. Allenatori, giocatori e giornalisti&#8221;.<br />
<strong>Giacomo Mayer</strong></p>
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		<title>La Dea balla il tango: Denis e Maxi scacciano la crisi</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jan 2014 16:26:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Atalanta – Catania 2-1 (0-0) Atalanta (4-4-1-1): Sportiello 6,5; Benalouane 6,5, Stendardo 5,5, Lucchini 6,5, Brivio 5,5; Brienza 4,5 (28&#8242; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/00103-1024x668.jpg"><p><strong>Atalanta – Catania 2-1 (0-0)</strong><br />
<strong>Atalanta (4-4-1-1):</strong> Sportiello 6,5; Benalouane 6,5, Stendardo 5,5, Lucchini 6,5, Brivio 5,5; Brienza 4,5 (28&#8242; st Del Grosso 6), Cigarini 6 (38&#8242; st Baselli sv), Migliaccio 6, Bonaventura 7; Moralez 6,5 (45&#8242; st Kone sv); Denis (cap.) 6. A disp.: Polito, Giorgi, Livaja, Canini, Yepes, Cazzola, Marilungo, De Luca, Nica. All.: Colantuono 6.<br />
<strong>Catania (4-3-3):</strong> Frison 6; Peruzzi 5,5, Rolin 6, Spolli 6, Biraghi 5,5 (27&#8242; st Leto 6,5); Izco (cap.) 6 (35&#8242; st Boateng sv), Lodi 6, Plasil 5,5; Barrientos 6,5, Bergessio 6, Castro 5,5. A disp.: Andujar, Ficara (p), Legrottaglie, Guarente, Gyomber, Keko, Capuano. All.: De Canio 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Massa di Imperia 6,5 (Schenone-Tonolini, IV Cariolato; add. Rocchi e Nasca).<br />
<strong>Reti:</strong> 22&#8242; st rig. Denis, 42&#8242; st Moralez, 44&#8242; st Leto.<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio sereno ma velato da progressiva foschia, terreno in condizioni passabili. Spettatori paganti 7.233 (incasso 27.799, 50 euro), abbonati 8.573 (quota partita 114.569, 98 euro). Ammoniti Benalouane, Lodi, Peruzzi, Cigarini, Barrientos (proteste). Corner 7-10; recupero 1&#8242; e 3&#8242; .</p>
<p><strong>Bergamo</strong> – Il rompighiaccio di Denis è di rigore, l&#8217;affondo di Moralez una perla di astuzia e tecnica. E pazienza se il Catania mette spavento fino alla fine segnando in extremis il gol della speranza: dopo sei turni di digiuno con soli due punticini in carniere, il ritorno alla vittoria per l&#8217;Atalanta è all&#8217;insegna del tango argentino. Regalando una salutare boccata d&#8217;ossigeno alla classifica in chiusura di girone d&#8217;andata.<br />
L&#8217;avvio dei nerazurri è timido, tanto che al decimo i corner per gli ospiti sono già tre, con Sportiello lestissimo a togliere dall&#8217;angolino il velenoso mancino dal limite di Barrientos. La chance etnea all&#8217;ottavo giro di lancetta – quando viene ammonito Benalouane, che salterà il match con il Cagliari – è la spia di qualche affanno di troppo:  la manovra appare involuta e si fa una fatica dannata ad uscire dalla trequarti difensiva, anche perché i reparti non trovano le giuste distanze e azzeccare due passaggi di fila resta una chimera. Al 29&#8242; un&#8217;incomprensione nel cerchio di centrocampo tra Migliaccio e Stendardo proietta Barrientos verso la discesa per via centrali culminata nell&#8217;assist a Castro, sul quale il portiere cresciuto nel vivaio esce a kamikaze facendogli carambolare la palla sul corpo. Al 31&#8242; si vede Denis, protagonista di un&#8217;innocua spizzata su cross di Brivio, ma Sportiello prova un brivido freddo ogni volta che gli etnei ripartono e sessanta secondi dopo deve alzare in corner la stoccata comunque priva di effetto di Lodi. Brienza prova a dare un senso alla sua permanenza a Bergamo (forse agli sgoccioli) e al 37&#8242; esplode il sinistro al volo approfittando della sponda di Stendardo sulla palombella di Cigarini, trovando però soltanto i cartelloni pubblicitari. Un sussulto che ha un seguito a ruota, quando Bonaventura apre per l&#8217;accorrente Benalouane: il tiro al volo dell&#8217;innesto di gennaio viene contrato in fallo di fondo da Biraghi, altro gioiello made in Zingonia nonché ex di turno insieme a Guarente, Colantuono, Stendardo e Polito. Prima dell&#8217;intervallo, Brivio sciupa il traversone del franco-tunisino colpendo con la sommità del capo.<br />
Nella ripresa i bergamaschi alzano il baricentro alla ricerca del gol scacciacrisi e Denis si affaccia di nuovo, sganciando un destro centrale dal limite (5&#8242;); all&#8217;8&#8242; Bonaventura svetta sull&#8217;allungo dall&#8217;out di Brivio e Frison si complica la vita smanacciando oltre la traversa. Comincia a calare la nebbia, squarciata subito da un lampo di Jack che all&#8217;11&#8217; attraversa l&#8217;area in orizzontale per poi impegnare severamente l&#8217;estremo avversario. La sfida, paradossalmente, si infiamma proprio quando la visibilità comincia a ridursi sensibilmente: al 12&#8242; Lodi stoppa a un passo dalla linea l&#8217;incornata di Stendardo su azione dalla bandierina, di là (14&#8242;) c&#8217;è lo stinco di Lucchini a salvare capra e cavoli sull&#8217;ennesimo contropiede rossoazzurro, con Peruzzi a cercare invano la gloria personale. La svolta al 21&#8242;, quando Biraghi mette giù Bonaventura, smarcato dall&#8217;accelerazione dalla linea di fondo di Maxi: il Tanque si presenta sul dischetto e spiazza Frison. Il Catania ci prova intorno alla mezzora con Spolli (girata alta da calcio d&#8217;angolo) e con il nervoso Barrientos, che imbocca Sportiello dai venti metri. Migliaccio si ritrova sulla fronte un 2-0 comodo comodo, grazie alla punizione al bacio di Cigarini, ma non angola abbastanza la traiettoria; il raddoppio si materializza a tre dal novantesimo, quando Maxi fugge in slalom solitario battendo a rete di sinistro dall&#8217;area piccola. Per i De Canio-boys c&#8217;è tempo giusto per dimezzare lo svantaggio al 44&#8242;: Boateng da destra trova Leto  pronto ad appoggiare a porta sguarnita. E fortuna che l&#8217;ultimo assalto, sull&#8217;asse Leto-Castro-Boateng, fallisce per un clamoroso errore di mira del colored ospite.<br />
<strong>SF</strong></p>
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		<title>Milan-Atalanta 3-0. Colantuono: &#8220;La squadra mi è piaciuta, la strada è quella giusta&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jan 2014 17:47:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Soliti complimenti da parte dei giornalisti di Sky e consueta sconfitta fuori dalle mura amiche. Classica giornata da bicchiere mezzo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2014/01/IMG_3779-1024x732.jpg"><p>Soliti complimenti da parte dei giornalisti di Sky e consueta sconfitta fuori dalle mura amiche. Classica giornata da bicchiere mezzo pieno per il mister atalantino <strong>Stefano Colantuono</strong> che subito dopo il ko di San Siro preferisce parlare delle cose positive, tralasciando quelle negative. “Abbiamo fatto molto bene fino al 2-0 della squadra allenata da Allegri – spiega il tecnico di Anzio -. Abbiamo avuto quattro occasioni per pareggiare il conto, non le abbiamo sfruttate e il Milan ha chiuso la gara con una ripartenza. Peccato, ma la squadra mi è piaciuta”. Poi l’analisi delle prove dei singoli: Maxi ha incantato tutti. “Ha giocato bene soprattutto a inizio ripresa, quando la sfida la stavamo facendo noi”. Denis ha sbagliato parecchio. “Ma tutti dobbiamo essere più precisi”.  Quindi uno sguardo sul prossimo turno, in programma al Comunale la sfida salvezza col redivivo Catania che ha vinto e convinto contro il Bologna, ritrovando la verve di Bergessio. “Dobbiamo giocare così – conclude Colantuono -. Oggi c’è andata male, ma la strada è quella giusta”. In ultimo due parole sull&#8217;episodio chiave: il gol annullato a Benalouane. A noi è parso regolarissimo, a Colantuono no e il tecnico nerazzurro difende l&#8217;operato di Peruzzo: &#8220;Il nostro giocatore si è un po&#8217; aiutato col braccio. Decisione giusta&#8221;.</p>
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