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		<title>Kulusevski è un rimpianto. Diciamocelo: è meglio di Malinovskyi</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 11:10:11 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/11/kulu-750x330.jpg"><p>Il prestito illustre <strong>Dejan Kulusevski</strong>, diciamocelo apertamente, è un rimpianto. Perché<strong> Ruslan Malinovskyi</strong>, stesso ruolo, strappato al Genk (a suon di milioni) perché ne serviva uno con esperienza in Europa da vendere, a conti fatti sta rendendo molto meno di lui. Il nazionale svedese nel<strong> Parma</strong> è sempre titolare, anche se in una squadra di cabotaggio inferiore a quel naviglio spettacoloso chiamato <strong>Atalanta</strong>, aduso ormai a solcare il mare aperto dei sogni. 12 partite più 1 di Coppa Italia, col Venezia. L&#8217;altro, giudicato inadatto a fare il mediano a tempo pieno, in pratica <strong>è la riserva del Papu Gomez</strong> e a momenti pure di Mario Pasalic quando la formula della trequarti pienotta, leggi Manchester City a San Siro, prende il sopravvento sul taccuino di Gian Piero Gasperini.</p>
<p>Il nazionale ucraino ha un piede sensibilissimo, senso del gioco e geometrie, oltre che una botta notevole. Però ha segnato soltanto in un&#8217;occasione, dal dischetto, all&#8217;andata contro il City all&#8217;Etihad Stadium. Il rigore se l&#8217;era procurato Josip Ilicic, è bastato tirarlo. Oltretutto ha vissuto <strong>da titolare soltanto 4 gare su 10</strong> in campionato (Fiorentina, Roma, Lazio e Sampdoria: vittoria solo all&#8217;Olimpico coi giallorossi), restando in panchina con Genoa e Napoli, e in Champions League in Inghilterra. Per 680 minuti complessivi, al netto dei recuperi: 508 e 172 rispettivamente.</p>
<p>Dal confronto tra geni mancini, abbastanza impietoso, ne esce un <strong>Kulusevski</strong> dai grandi numeri. 1.083 giri di lancetta totali, anzitutto, di cui 90 nel trofeo della coccarda. Non che segni granché nemmeno lui: soltanto 2, finora, a Torino e Genoa. Conditi comunque <strong>da 5 assist</strong>, la voce che fa indubbiamente la differenza. La qualità abbinata alla quantità, perché il ragazzo del 2000 ha la stoffa per essere decisivo. Eccoli, i servizi vincenti per i compagni:&nbsp;con l&#8217;Udinese (3-1 fuori casa), per l&#8217;1-1 di Gervinho e il sorpasso di testa di Gagliolo; coi granata (3-2), dopo aver aperto le danze in tap-in sull&#8217;ivoriano, ad <strong>Andreas Cornelius</strong>; nel 5-1 al Genoa, infine, smarcante per il vantaggio di Kucka e ancora per il poker di Cornelius prima di chiudere lo score di destro. Domanda legittima: se il Gasp lamenta assenza di alternative dalla cintola in su, e il Kulu sa giocare anche alto a destra, perché non trattenere il millennial invece di andare a pescare altrove l&#8217;usato sicuro?&nbsp;<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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