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	<title>contagio &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Il Coronavirus, l&#8217;Atalanta, le paure: il &#8220;reo confesso&#8221; Gasperini ora è sotto accusa</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2020 16:42:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Simone Fornoni La paura è la cifra dell&#8217;esistenza. Non sussistono dubbi che sia un motore potente per attrezzarsi a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/10/Gasperini-applaude-1024x739.jpg"><p><strong>di <em>Simone Fornoni</em></strong></p>
<p>La <strong>paura</strong> è la cifra dell&#8217;esistenza. Non sussistono dubbi che sia un motore potente per attrezzarsi a sopravvivere: l&#8217;angoscia di essere inadeguati spinge ad acquisire sempre più conoscenze organizzandosi al meglio, il timore della morte ad assaporare la quotidianità con più consapevolezza e pienezza. Per dirne due fra le tante. Oggi è tutto cambiato. Perché tutte finiscono per riassumerne in una soltanto: la paura del <strong>Coronavirus</strong>, la peste dell&#8217;ultimo quadrimestre, che è poi quella atavica del contagio e soprattutto dell&#8217;untore. L&#8217;altro da sé che incute terrore. Il coming out sanitario di <strong>Gian Piero Gasperini</strong> alla <em><strong>Gazzetta dello Sport</strong></em> ne è la conferma, avendo scatenato la rituale ridda di belati dei pecoroni.</p>
<p>Fare screenshot delle cazzate sesquipedali pescate qua e là sui social o anche solo linkarle sarebbe una pubblicità gratuita al gregge suddetto e certamente pessima per l&#8217;intero genere umano. Meglio soprassedere, citando i versi alla rinfusa di presunti esseri senzienti perennemente a dito puntato come i grandi megafoni della disinformazione di regime: ecco, vedete, l&#8217;<strong>Atalanta</strong> ha tenuto nascosto gli infetti, il Gasp se ne esce due mesi e mezzo dopo <strong>Valencia</strong> e chissà quante vittime deve aver provocato insieme alla sua banda di milionari del pallone. Perché la rivelazione a posteriori di aver patito i sintomi del Covid-19 già alla vigilia dell&#8217;ottavo di ritorno di <strong>Champions League</strong> al &#8220;Mestalla&#8221;, alle orecchie del pecorume rimesso in libertà a tappe dall&#8217;avvocato del popolo che pensa per tutti e tutto dispone, dev&#8217;essere suonata come la confessione di una <strong>colpa</strong>.</p>
<p>Inutile sottolineare quanto la<strong> paura del mister</strong>, anche quella di andare tra i più senza aver compiuto la missione terrena di dare concretezza ai sogni del suo fedelissimo popolo pallonaro tinto di nerazzurro, abbia rinfocolato la cenere mai spenta davvero della teoria della bomba biologica e dell&#8217;acceleratore del contagio che l&#8217;eliminatoria coi Pipistrelli si trascina dietro fin dai quarantacinquemila di San Siro del <strong>19 febbraio</strong>. Ammalati accertati cinque, con il 35 per cento di giocatori e staff valenciani invece positivi quasi un mese dopo. Avessero fatto tamponi e sierologico a tutti i presenti, anziché perdersi in ciance, l&#8217;argomento avrebbe anche potuto reggere. Così, no di certo.</p>
<p>La paura di Gian Piero Gasperini, professione allenatore, cittadino italiano e dipendente dell&#8217;Atalanta Bergamasca Calcio, ammessa e impiattata senza remore sulla tavola di Luigi Garlando, che è un suo amico oltre che un giornalista e scrittore piuttosto quotato, è la paura di tutti noi. Dichiararla non è da tutti: dipende dal carattere, dalla personalità, dal pudore, dalla diplomazia. Eppure esiste, inutile negarlo. Il problema è che <strong>averla esternata a cose fatte</strong> ha finito per scatenare un putiferio, coi laziali (per dire) che non vedono l&#8217;ora di farci il culo a tutti noi, bergamaschi untori e colpiti più di tutti dalla tragedia, come se ammalarsi e crepare fosse una questione di tifo dal settore ospiti o dalla curva di casa. Buttiamo un sassetto nello stagno: ognuno, inteso come club, pensi agli infortuni all&#8217;interno del proprio centro sportivo, senza curarsi di ficcare il naso in quello altrui, magari evitando di stendere un telo pietoso sulle partitelle a protocolli non ancora approvati.</p>
<p>Apriti cielo, adesso passa il messaggio che la colpa del contagio è dei bergamaschi, anzi no dell&#8217;Atalanta, o meglio di Gasperini, che ha fatto star male Milano, la Lombardia, Valencia e tutta la Spagna, escluse le colonie americane ma solo perché indipendenti da tempo. Gli strilloni ovini hanno si sono visti servire il capro espiatorio su un vassoio d&#8217;argento e ci stanno pasteggiando alla grande, con la fierezza che contraddistingue i vigliacchi e i maldicenti, quelli che sono bravi e ligi al dovere solo loro. Potere della propaganda, che per coprire le incapacità a monte ha ordinato di colpire a valle seminando tra la gente il virus del <strong>sospetto</strong> reciproco. Ovvero, in barba allo stato di diritto, ognuno è un potenziale killer dell&#8217;altro fino a prova contraria. A che e chi giova la confessione postuma della malattia? In un Paese ipocrita e cattivo, tanto da aver imparato a odiare se stesso, di sicuro non agli onesti e ai sinceri. I galloni si guadagnano tenendosi le magnagne per sé e additando al pubblico disprezzo solo quelle degli altri. Da brave spie e pecore ubbidienti. In attesa di essere tosate fino alla nuda pelle.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lombardia, da lunedì obbligo di controllo della temperatura per tutti i dipendenti. Le misure della nuova ordinanza</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2020 09:50:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La nuova ordinanza di Regione Lombardia, in vigore dal 18 maggio (e fino al 31 maggio), contenente le misure urgenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/03/Attilio-Fontana.png"><p>La nuova ordinanza di Regione Lombardia, in vigore dal 18 maggio (e fino al 31 maggio), contenente le misure urgenti di contenimento del contagio.<br />
A) il personale prima dell’accesso al luogo di lavoro deve essere sottoposto al controllo della temperatura corporea da parte del datore di lavoro o suo delegato. Tale previsione deve essere altresì attuata anche qualora durante l’attività il lavoratore dovesse manifestare i sintomi di infezione respiratoria da COVID – 19 (es. tosse, raffreddore, congiuntivite). Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l&#8217;accesso o la permanenza ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione saranno momentaneamente isolate e non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede. Il datore di lavoro comunicherà tempestivamente tale circostanza, tramite il medico competente di cui e/o l’ufficio del personale all’ATS territorialmente competente la quale fornirà le opportune indicazioni cui la persona interessata deve attenersi.<br />
b) Si raccomanda fortemente la rilevazione della temperatura anche nei confronti dei clienti/utenti, prima dell’accesso. Se tale temperatura dovesse risultare superiore a 37,5°, non sarà consentito l&#8217;accesso alla sede e l’interessato sarà informato della necessità di contattare il proprio medico curante.<br />
c) E’ fortemente raccomandato l’utilizzo della app “AllertaLom” da parte del datore di lavoro e di tutto il personale, compilando quotidianamente il questionario “CercaCovid”.</p>
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		<title>Il Direttore della Terapia Intensiva BG: &#8220;Col Valencia contagio accelerato&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2020 19:39:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Atalanta-Valencia giocata a Milano, con l&#8217;esodo di oltre 40 mila bergamaschi, è stato un acceleratore pazzesco del contagio da Coronavirus&#8220;. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/03/ospedale-bergamo-2.jpg"><p><em>&#8220;<strong>Atalanta-Valencia</strong> giocata a Milano, con l&#8217;esodo di oltre <strong>40 mila</strong> bergamaschi, è stato un acceleratore pazzesco del contagio da <strong>Coronavirus</strong>&#8220;</em>. Ad affermarlo a chiare lettere, il dottor <strong>Luca Lorini</strong>, Direttore del reparto di <strong>Terapia Intensiva</strong> dell&#8217;ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Il luminare non vuole però criticare la scelta di far disputare la partita a porte aperte: <em>&#8220;Non conosco la data precisa</em> (19 febbraio 2020, NdR), <em>probabilmente non c&#8217;erano casi conclamati di positività all&#8217;epoca</em> <em>e non si poteva prevedere questo boom</em> &#8211; spiega -. <em>Però è già indicativo il fatto che una moltitudine di tifosi a due centimetri l&#8217;uno dall&#8217;altro abbia avuto l&#8217;occasione di scatenarsi nelle esultanze per quattro volte&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;ottavo di finale di andata di <strong>Champions League</strong> dei nerazzurri, comunque, in una sola intervista via call conference (con Sportitalia) è stato derubricato da &#8220;detonatore&#8221; e &#8220;boom biologico&#8221; della pandemia da Covid-19 ad &#8220;acceleratore&#8221;. <i>&#8220;40 mila persone che si abbracciano e si baciano, anche se chi c&#8217;era non sapeva di cosa stiamo parlando qui e ora, hanno per forza accelerato il contagio&#8221;</i>, la sottolineatura di Lorini.</p>
<p>https://www.instagram.com/p/B-Knqp_o9a1/?utm_source=ig_web_button_share_sheet</p>
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		<title>Papu Gomez a tutto campo: &#8220;Abbiamo reso felice Bergamo, ma il calcio può attendere&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2020 12:57:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Noi dell&#8217;Atalanta siamo consapevoli di aver regalato felicità a Bergamo e ai bergamaschi, ma in questo momento a tornare in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/03/Papu-giardiniere-fantasma.jpg"><p><em>&#8220;Noi dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> siamo consapevoli di aver regalato felicità a <strong>Bergamo</strong> e ai bergamaschi, ma in questo momento a tornare in campo non si pensa proprio&#8221;</em>. <strong>Alejandro Gomez</strong>, capitano nerazzurro, ha confidato a <em><strong>Sky Sport</strong></em> lo stato d&#8217;animo di tutto lo spogliatoio ai tempi del Coronavirus: <em>&#8220;Siamo la regione, la provincia e la città più colpita dalla pandemia nel Paese con più casi in Europa e in quasi tutto il mondo</em> &#8211; le parole di sconforto del <strong>Papu</strong> -. <em>In questo momento è impossibile sapere se il calcio riprenderà o meno, ma rispetto a una tragedia del genere può attendere&#8221;</em>.</p>
<p>Un concetto rimarcato più volte: <em>&#8220;Sarà difficile giocare di nuovo, anche se sappiamo quanto sia importante l&#8217;Atalanta per i bergamaschi. Negli ultimi quattro anno indubbiamente siamo riusciti a renderli felici. Come si farà adesso a organizzare una trasferta e ad andare negli alberghi?</em> &#8211; la riflessione del numero 10 atalantino -. <em>Il mio pensiero non va certo al pallone, l&#8217;ultima delle mie preoccupazioni. Prima l&#8217;Italia deve rimettersi a posto e superare questa situazione terribile. Più che allenarmi a casa un paio d&#8217;ore al giorno non posso fare. La concentrazione però non c&#8217;è&#8221;</em>.</p>
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