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	<title>Conti &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Gazzetta, conti in tasca all&#8217;Atalanta: 50,5 milioni in cassa. Le spese al mercato non sono un delitto</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Dec 2019 15:05:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[50,5 milioni in cassa o quasi, divisi tra le voci polifoniche di un menù che ha decisamente il piatto forte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/08/Antonio-e-Luca-Percassi-1024x746.jpg"><p><strong>50,5 milioni in cassa</strong> o quasi, divisi tra le voci polifoniche di un menù che ha decisamente il piatto forte nei ricavi in quota <strong>Champions League</strong>. I conti in tasca all&#8217;<strong>Atalanta</strong> li fanno tutti, specialmente quando si guarda al <strong>mercato</strong> di riparazione a gennaio (2-31 prossimi, giovedì via alle danze) come all&#8217;opportunità di irrobustirsi nel presente per le sfide su tre fronti (a metà del mese venturo comincia la Coppa Italia, dall&#8217;ottavo di Firenze) guardando al contempo anche al futuro. Stavolta a usare la lente d&#8217;ingrandimento sul portafoglio nerazzurro, bello pienotto come non lo è stato mai, è la<em><strong> Gazzetta dello Sport</strong></em> con un magazine di San Silvestro ad hoc. Risorse da investire ce ne sono, a prescindere dall&#8217;ultima plusvalenza sicura, quella legata al passaggio di cartellino alla Juventus di <b>Dejan Kulusevski</b>, destinato a quanto sembra a rimanere in prestito al Parma fino al termine dell&#8217;annata.</p>
<p><strong>35 più 10 di bonus</strong>, nella fattispecie, ma non sono soldini pronti all&#8217;uso. Come non lo sarebbero i 15 dell&#8217;eventuale riscatto a giugno di <strong>Musa Barrow</strong>, prestito quasi certo al Bologna salvo contrordine. Le abitudini di casa parlano di entrate in quota giocatori <strong>spalmate su più esercizi</strong>, e a Zingonia il bilancio si chiude il 31 dicembre. I dindi ci sono comunque, vedi sopra. Adesso entriamo più nel dettaglio, usando la Rosea come fonte limpida a cui possano abbeverarsi anche i tifosi, sempre scettici quando si ragiona di ambizioni da corroborare coi saldi di mezza stagione. <strong>Mattia Caldara</strong> (25 di cartellino, 3 di stipendio, ma lì si tratta) può benissimo tornare alla base con qualunque formula, anche perché il <strong>Milan</strong> ha le mani sul &#8217;99 Jean-Clair Todibo, il difensore del futuro, esplosivo e piccante come il pepe della Cayenna, suo luogo natìo in Guyana francese.&nbsp;</p>
<p>La qualificazione agli ottavi nella regina delle coppe continentali è valsa da sola <strong>15,3</strong> milioncini, i risultati 6,8. Il turno eliminatorio raggiunto l&#8217;11 dicembre a Kharkiv contro lo Shakhtar, da solo, ha fruttato 9,5, il ranking storico 3,3, il market pool considerando il valore &#8220;televisivo&#8221; di tutte le italiane in lizza 5,6 (minimo garantito grazie agli ottavi centrati). Poi c&#8217;è il market pool del campionato, 5,1 anche lì e come rinunciarci? Gli incassi da stadio (San Siro, nella fattispecie), ammontano invece a 4,9 teorici, perché la Gazzetta prende in considerazione la stima del milione e mezzo incassabile dalla partita d&#8217;andata col Valencia. Da sfregarsi le mani per la soddisfazione, col segno degli euro impresso nelle pupille e all&#8217;orizzonte di un modello che funziona benissimo a pelo d&#8217;erba e vende anche meglio fuori, mentre le dita dei giocatori si ricoprono coi guanti per difendersi dal freddo delle ultime due sessioni al Centro Sportivo Bortolotti: dopo lunedì pomeriggio, un martedì mattina a porte aperte e ci si ritrova giovedì 2 gennaio per un doppio in vista del Parma (lunedì 6, ore 15, Gewiss Stadium) in cui ci sarà l&#8217;ex di turno sulla bocca di tutti.&nbsp;</p>
<p>Il totale supera il mezzo centinaio di milioni, vedi premessa. Con queste cifre, i lettori più critici ci (mi) perdoneranno, pensare alla finestra invernale sporgendo il braccino e basta, limitandosi ad affari di secondo o terzo piano, sarebbe un delitto. Fine della predica. Un <strong>Caldara</strong>, visto l&#8217;effetto domino di Todibo, vista la corte spietata che i Percassi gli stanno facendo seppur con molta discrezione, va afferrato presto senza pensarci su due volte. Quanto al vice di Josip Ilicic reclamato dall&#8217;allenatore Gian Piero Gasperini, non rifaremo con insistenza il nome di Dani Olmo, che fuori mercato non è affatto come dimostrano i numeretti di cui sopra (il monte stipendi e il tetto agli ingaggi sono una pizza, con tutto il rispetto: al massimo si ritoccano quelli dei top) o quello di Matteo Politano, della serie a Bergamo non viene anima viva per fare da backup allo sloveno.&nbsp;</p>
<p>Nello speciale del primo quotidiano sportivo nazionale, il bastone dal pomello d&#8217;avorio a ogni tesi più traballante, il Gasp stesso ha recitato il mantra del calciomercato come chance, la programmazione del prossimo futuro inserendo elementi di prospettiva, e non come obbligo. <em>&#8220;Può anche non arrivare nessuno&#8221;</em>, dice il comandante in capo, fiero degli equilibri raggiunti e della turnazione al minimo di una rosa che perdendo <strong>Roger Ibañez, Musa Barrow, Simon Kjaer</strong> (separato in casa ma ancora al Centro Sportivo Bortolotti negli ultimi due allenamenti dell&#8217;anno) e Guilherme Arana di qualche toppa ha sicuramente bisogno. Da 14-15 titolari da alternare a 16-17 il passo non è poi così lungo. Sai quante paia di scarpe e di suole ci compri, con 50 milioni e mezzo in cassa?<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Atalanta e talento, binomio inscindibile: &#8220;Investimento sul futuro, non cotto e mangiato&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Oct 2019 18:23:53 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/10/caressa-percassi-maroni-1024x614.jpg"><p><strong>Zingonia</strong> &#8211; <em>&#8220;Le statistiche dicono che sui soggetti selezionati nei vivai professionistici l&#8217;1,2 per cento finisce in serie A, l&#8217;1,6 in B e 3,6 in C. Le società sono di fatto agenzie educative. Ai giovani va data una prospettiva anche per trattenerli&#8221;</em>. Parola di <strong>Maurizio Costanzi</strong>, che al convegno organizzato dal partner dell&#8217;Atalanta Humansolution (consulenza di gestione, management e logistica) afferra il microfono per terzo accollandosi la responsabilità di tracciare il cammino delle linee guida di Zingonia: <em>&#8220;Prendere i giocatori a 6-8 anni fino ai 20 significa accompagnarne la fase più importante, lo scouting è il primo settore su cui investiamo. La presunzione tutta italiana di avere il calcio più bello del mondo ha ceduto il passo alla necessità di formare i ragazzi sul piano fisico, atletico e comportamentale oltre che tecnico&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;evento &#8220;La valorizzazione dei talenti. Fattore critico di successo. Il caso Atalanta&#8221;, a cura del Gruppo Sgb Humangest Holding, è stato presentato dall&#8217;amministratore delegato <strong>Luca Percassi</strong>: <em>&#8220;Ospitiamo uno dei nostri 230 partner nella palazzina dedicata a Mino Favini, che ha fatto crescere tantissimi ragazzi coi nostri valori: in Italia siamo solo noi ad accogliere l&#8217;intera filiera presso la sede societaria. E domenica abbiamo inaugurato la nuova Curva Nord: la qualità del personale per formare i ragazzi si accompagna alle eccellenze delle strutture e del territorio&#8221;</em>.</p>
<p>Ospite d&#8217;onore il presidente di Sgb, <strong>Roberto Maroni</strong>, ex ministro di Interno, Lavoro e Politiche Sociali nonché ex governatore della Lombardia: <em>&#8220;La differenza tra l&#8217;Atalanta e le altre è l&#8217;investimento sui valori, sul futuro, coi giovani al centro del programma, e non sull&#8217;immediata resa economica. Io tifo Milan, ma lì vige una filosofia diversa, fondata sulla spesa corrente, sul &#8216;cotto e mangiato&#8217;, come del resto altrove. Da rossoneri siamo abituati fin troppo bene, non c&#8217;è la visione per fare grande la squadra&#8221;</em>.</p>
<p>Incassati i complimenti, Percassi junior rimarca la filosofia della Dea. <em>&#8220;Ai tempi di mio padre andare da Clusone a Bergamo era come viaggiare fino a New York, eppure lui fa quello che fa proprio perché si è portato dietro questo bagaglio fin dal suo primo approccio. Non è però tutto scientifico, ci vuole anche culo: il record di punti con 72 alla prima annata di Gasperini è coinciso con la presenza in campo di Caldara, Conti, Gagliardini, tutti nati nel settore giovanile dell&#8217;Atalanta. Kulusevski è figlio dell&#8217;attività di reclutamento. Noi ci confrontiamo sempre anche coi genitori&#8221;</em>. E ancora, in tema di aneddoti: <em>&#8220;Venduto Bonaventura al Milan, nel 2014, Berlusconi chiamò mio padre dicendogli che era sicuro di trovare un uomo e un calciatore pronto, senza orecchini né tatuaggi</em> &#8211; chiude l&#8217;a.d. -. <em>Ricordo il punto di svolta, tra Pescara col Crotone e il Napoli, quando mio padre e io facemmo la spola in aereo. Prima mise Petagna dal primo minuto e segnò. Poi Caldara e Gagliardini. In settimana il mister disse al Presidente che avrebbe voluto fare quelle scelte, chiedendogli cosa ne pensasse. &#8216;Mister, faccia lei..&#8217;, la risposta&#8221;.</em></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/10/carass.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-73826" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/10/carass.jpg" alt="" width="1280" height="768" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/10/carass.jpg 1280w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/10/carass-300x180.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/10/carass-1024x614.jpg 1024w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/10/carass-768x461.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
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		<title>Atalanta, comincia un&#8217;altra avventura. Attendendo Ricci e gli ultimi colpi di mercato</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Aug 2016 11:24:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bergamo &#8211; Atalanta, un&#8217;altra avventura. Campionato numero 56 in serie A, sesto consecutivo. E si apre con una &#8220;rivoluzione&#8221; tattica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2016/08/Atalanta-Eintracht-Trofeo-Bortolotti-agosto-2016-1024x739.jpg"><p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Atalanta, un&#8217;altra avventura. Campionato numero 56 in serie A, sesto consecutivo. E si apre con una &#8220;rivoluzione&#8221; tattica del nuovo allenatore Giampiero Gasperini. In casa nerazzurra una mutazione epocale, si potrebbe dire, perché è andato il soffitta il 4-4-2 e nel ripostiglio è stato collocato il 4-3-3. Adesso sotto col 3-4-3 e anche col 3-5-2. Freddi numeri che ai più non significano niente anche perché, come sostengono i tifosi al bar, sono i giocatori che vanno in campo e modificano, nel bene e nel male, l&#8217;andamento della partita. Eppure per questo new style gasperiniano c&#8217;è una certa curiosità. Quindi Atalanta-Lazio è già una prova densa di significati.<br />
Nel manifesto di luglio il tecnico torinese ha promesso che sarà un&#8217;Atalanta d&#8217;attacco e che si confronterà a viso aperto con tutte le altre diciannove avversarie, si chiamino Juventus o Crotone. Dunque, se è praticamente impossibile che l&#8217;Atalanta possa vincere tutte le partite, almeno si dovrebbe vedere il bel gioco. Promesse non da poco, del resto i nerazzurri, dal ritorno nella massima serie ad oggi, hanno sempre ottenuto risultati decisivi, vale a dire la permanenza in A, mentre non sempre in campo si è visto un gioco di qualità. E qui comincia il dibattito: conta di più guadagnare punti che fanno classifica oppure correre qualche rischio azzardato e offrire al pubblico spettacolo  calcistico? Risposta non c&#8217;è. Intanto in questi giorni di vigilia tutti i media della penisola si sono sbizzarriti in pronostici, griglie, cifre, corsi e ricorsi storici  analizzando il futuro delle venti squadre che compongono la serie A. In generale l&#8217;Atalanta è collocata fra le squadre di media classifica, dal decimo al sedicesimo posto. Un ampio spettro che permette un futuro tranquillo. E anche lo stesso Gasperini ha dichiarato che per questa stagione l&#8217;obiettivo numero uno è la salvezza senza patemi d&#8217;animo, per i sogni di gloria bisogna aspettare ancora qualche stagione. Comunque i diecimila e più tifosi che si sono abbonati, quelli saltuari che staccheranno il biglietto di partita in partita, quelli davanti alla tv e tutto il popolo nerazzurro firmerebbero subito per l&#8217;ottava permanenza tra il calcio kolossal sempre più in mano a finanziatori stranieri (cinesi e americani in primis).<br />
Si comincia a mercato aperto, ma ormai è una consuetudine, e quindi le formazioni che scenderanno in campo sono precarie e posticce. E può succedere anche in casa nerazzurra perché, nonostante varie smentite societarie, Sportiello e, soprattutto, Gomez ballano sul filo del rasoio. Per adesso possiamo accontentarci di Franck Kessie, che compirà vent&#8217;anni il prossimo 19 dicembre, centrocampista di grande futuro che Gasperini ha subito promosso titolare affidandogli le nuove sorti del centrocampo. Forza e potenza. E poi aspettiamo Bryan Cabezas, ecuadoregno di 19 anni in attesa, a quanto pare, di Federico Ricci. Senza dimenticare Andrea Conti, Mattia Caldara e Andrea Petagna. Giovani di belle speranze. E Gasperini  ha dichiarato, in un&#8217;intervista alla Gazzetta dello Sport: &#8220;Aspettatevi sorprese dai  &#8217;99&#8221;.  Un bel manifesto programmatico.<br />
<strong>Giacomo Mayer</strong></p>
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