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	<title>Davide Milesi &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>A 16 anni nell’Armani dei campioni d’Italia – La storia di Davide Milesi</title>
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Come si ottiene un risultato del genere? La risposta sta tutta nell’allenamento. Tanti sacrifici quotidiani, uniti a tanto lavoro, permettono di arrivare a grandi risultati. Lo sa bene Davide che da quando ha preso per la prima volta un pallone da basket in mano non ha mai smesso di allenarsi tutti i giorni. Non importano le condizioni meteorologiche, conta essere lì su quel campetto con quel pallone a provare e a riprovare insistentemente. Davide si allena tutti i giorni, andando avanti ed indietro da Milano in treno, e si concede solamente un giorno di riposo dopo la consueta partita settimanale. “Ho iniziato qui nella squadra del mio paese quando ero in prima elementare. Con la <strong>Virtus Gorle</strong> ho giocato fino ad arrivare in Under 13 disputando anche un campionato regionale, poi dall’Under 14 sono passato invece al <strong>Bernareggio</strong> che fino all’anno scorso era una sorta di squadra affiliata all’<strong>Olimpia Milano</strong> dove sono ora. A quel punto, dopo aver raggiunto le finali nazionali Under 15 da playmaker della squadra, è arrivata la proposta di Armani e, non potendo rifiutare, sono stato ceduto in prestito. Devo essere sincero: mi è dispiaciuto molto lasciare il mio gruppo perché eravamo legati ed è stato difficile scegliere di andarmene, ma era un’opportunità da cogliere al volo. Domenica vedere il palazzetto di Venezia pieno è stato incredibile. Fare riscaldamento con giocatori del calibro di quelli di Milano ancor di più”. Un altro aspetto importante nella vita di un giocatore così giovane è il conciliare lo studio con lo sport. Davide si organizza sfruttando al massimo i momenti di riposo come il giorno dopo la partita settimanale e gli spostamenti in treno. “Quando i miei compagni di classe del <strong>Liceo</strong>&nbsp;<strong>Amaldi</strong> hanno saputo che avrei presenziato in Serie A erano contentissimi. Ho ricevuto i complimenti anche da alcuni professori”, racconta Davide continuando. “ Per tutto questo devo dire grazie ai miei genitori perché mi sono sempre vicini e mi aiutano costantemente. Se ho bisogno di un passaggio per Milano perché hanno soppresso un treno sono sempre disponibili e questo è un grande supporto per me”. Prendendo spunto da una canzone di <strong>Vasco Rossi</strong> mi viene da dire: “Le stelle stanno in cielo e i sogni… non lo so. So solo che son pochi… quelli che s’avverano”. Per Davide il sogno si è avverato, ma adesso viene la parte più difficile: persistere, senza mai mollare. Per arrivare un giorno a calcare stabilmente il parquet di tutti i campi d’Italia e perché no, gli Stati Uniti non sono poi così lontani.<br />
<strong>Mattia Maraglio</strong></p>
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