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	<title>Davide Zappacosta &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Il Milan si sveglia tardi, l&#8217;Atalanta perde la difesa: luci nerazzurre a San Siro</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2026 21:02:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[36a serie A &#8211; Milano, Stadio Giuseppe Meazza in San Siro &#8211; domenica 10 maggio (ore 20.45) Milan &#8211; Atalanta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/847d7da1-9e38-4ef3-a235-404ed0b1c20c.jpeg"><p>36a serie A &#8211; Milano, Stadio Giuseppe Meazza in San Siro &#8211; domenica 10 maggio (ore 20.45)<br />
<b>Milan &#8211; Atalanta 2-3 (0-2)</b><br />
<b>MILAN (3-5-2): </b>Maignan (cap.) 5,5; De Winter 5,5 (13’ st Athekame 6), Gabbia 5,5, Pavlovic 5,5; Saelemaekers 6, Loftus-Cheek 5,5 (1’ st Nkunku 7), Ricci 6,5, Rabiot 6, Bartesaghi 5,5 (35’ st Estupinan sv); Gimenez 5 (13’ st Fullkrug 6,5), Leao 5,5 (13’ st Y. Fofana 6). A disp.: 1 Terracciano, 37 Pittarella; 27 Odogu, 30 Jashari. All.: Massimiliano Allegri 5,5.<br />
<b>ATALANTA (3-4-2-1)</b>: Carnesecchi 8; Scalvini 7 (3’ st Kossounou sv, 18’ st Ahanor 5,5), Hien 6,5, Kolasinac 6; Zappacosta 7 (10’ st Bellanova 5), De Roon (cap.) 7, Ederson 8, Zalewski 7; De Ketelaere 7 (18’ st Pasalic 6), Raspadori 7; Krstovic 7. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 40 Obric, 5 Bakker, 6 Musah, 10 Samardzic, 7 K. Sulemana, 9 Scamacca. All.: Raffaele Palladino 7,5.<br />
<b>Arbitro</b><span style="font-weight: 400;">: Zufferli di Udine 5,5 (Dei Giudici di Latina, C. Rossi di La Spezia; IV Fourneau di Roma 1. V.A.R. Di Paolo di Avezzano, A.V.A.R. Mariani di Aprilia).<br />
<strong>RETI:</strong> 7’ pt Ederson (A), 29’ pt Zappacosta (A), 6’ st Raspadori (A), 44’ st Pavlovic (M), 49’ st rig. Nkunku (M).<br />
<strong>Note:</strong> serata fresca e uggiosa, spettatori 73.498 di cui 219 atalantini nel settore ospiti. Ammoniti Leao, Estupinan e Bellanova per gioco scorretto, Hien per fallo di reazione, Rabiot e Saelemaekers per proteste, Krstovic per comportamento antisportivo. Tiri totali 21-11, nello specchio 10-6, parati 8-3, respinti/deviati 2-1, legni 2-0. Var: 3 (check gol 2-0 su offside o tocco di mano di Zappacosta; gol annullato a Fullkrug per fuorigioco al 36’ st; check rigore De Roon-Nkunku). Corner 2-2, recupero 3’ e 6’+2’34”.</p>
<p><strong>Milano</strong> &#8211; <strong>Ederson</strong> spiana la via indovinando l’angolino, <strong>Zappacosta</strong> s’infila tra Pavlovic e Gabbia versione brutte <strong>statuine</strong>, <strong>Raspadori</strong> finalizza il lavoro carsico di una mediana perfetta. Ma c’è un finale da brividi tra un secondo legno assecondato da un portiere abnorme e un rigore indiscutibile solo per i regolamentisti ferrei. <strong>Pavlovic</strong>, correggendo di testa la punizione dalla trequarti di Ricci, e Nkunku sbattendo sotto la traversa un rigore furbescamente procuratosi scalciando lui De Roon (che vuol dire “piede puntato”, come s’è sentito in tv?), s&#8217;illudono di riaprire le speranze dei non meritevoli alla luce dei fatti, anche se a San Siro le luci nerazzurre si diradano con la retroguardia decimata anche in prospettiva.. L’importante, al netto della strizza quando pareva in porto, è che l’Atalanta, reduce da due soli punticini nelle precedenti quattro giornate, abbia ritrovato se stessa in casa del Milan complicandone le chance di qualificazione Champions per difendere un settimo posto che il successo del Como a Parma non rende matematico (65 punti a 60, serve vincere con Bologna e Fiorentina e che Fabregas perda sempre) ma inevitabile sì.</p>
<p>Il problema, casomai, e pure multiplo, è la morìa in <strong>difesa</strong>. <strong>Djimsiti</strong> indisponibile per sindrome degli Hamstrings, una tendinopatia sul retrocoscia sinistro, <strong>Scalvini</strong> (caviglia destra) e <strong>Kossounou</strong> (flessore destro) ko, <strong>Hien</strong> squalificato per aver reagito (non è vero, NdR) a un intervento scomposto di Ricci. Col <strong>Bologna</strong> dovrà arretrare De Roon con Ahanor e Kolasinac, oppure si difende a quattro. O, ancora, qualcuno recupera e pericolo scampato.</p>
<p>Ventisei secondi e Gimenez telefona dalla distanza, tre minuti e rotti il sinistro di Rabiot fermo al palo esterno alla destra di Carnesecchi su invito in taglio di Bartesaghi. Sei e dieci, invece, ed ecco il nasino avanti ospite grazie al suggerimento in orizzontale di De Ketelaere non arpionato da Krstovic nello scontro con Gabbia ma trasformato dal brasiliano dopo una prima stoppata di Ricci (alle spalle di De Winter) a Raspadori, giratosi sul mancino. Se la catena di destra scardina la fase difensiva rossonera, il mezzo corridoio di sinistra al decimo non chiude l’azione per il tacco pretenzioso del montenegrino servito da Zalewski. Ma sono proprio questi ultimi due a incrementare le chances atalantine, tra il quarto d’ora e il diciassettesimo. L’apripista serve a Nikola il fendente a un metro dalla lunetta respinto da Maignan con Zappacosta, poco prima inabile a incrociare sull’azione De Roon-CDK scaricata, a rimettere in mezzo per l’impatto mancato dello stesso centravanti in estirada. Il polacco, dal canto suo, prende la rincorsa sterzando sul meno preferito mancino costringendo il nazionale francese a chiudere il palo. Scollinato il ventesimo solo l’olandese di casa riesce a impedire la finalizzazione del triangolo di Kolasinac con Krstovic, ma a una corsettina dalla mezzora c’è il raddoppio del sorano in asse col fiammingo e lo smarcante spalle alla porta dello slavo del Sud: controllo di petto, attrezzo sul sinistro e tocchettino elegante aprendo il piatto.</p>
<p>A una dozzina dall’intervallo Zappacosta si fa ubriacare da Leao, appena giallato per una ranzata epica a Scalvini, ma dietro il pendolino c’è Carnesecchi che fa buona guardia sul destro del portoghese non esattamente aperto bene dalla sinistra dell’area. Intorno al 43’, la sgasata con pallone in mezzo del suddetto milanista viene vanificata dalla diagonale zalewskiana che taglia fuori mezza fase offensiva altrui, mentre Rabiot protesta giustamente per la deviazione di schiena di De Ketelaere: era angolo, la terna non vede alcunché. De Winter cerca il sinistro appena da fuori di Saelemaekers che non preoccupa la presa bassa in tuffetto del riminese tra i legni (44’): il belga di Allegri trova Hien come ultimo baluardo lungo uno slalom nel mezzo corridoio.</p>
<p>La ripresa s’avvia con l’estemporanea di Leao dritta per dritta comunque da lontano e il ko muscolare di Scalvini, rimpiazzato da Kossounou. Il tris della punta di Castel Bolognese sotto il primo incrocio, un mancinone da sogno, nasce dal malinteso Ricci-Leao su cui De Roon s’intrufola ed Ederson rifinisce. Leao esplode (11’) l’ultimo destro che ai tifosi contestatari sembra in piccionaia, visti i fischi all’uscita per fare il paio con la contestazione all’amministratore delegato Giorgio Furlani; Nkunku si fionda imitandolo all’ultimo atto per poi chiamare Carnesecchi alla paratona uscendogli addosso con la parte destra della retroguardia presa d’infilata anche perché al subentrante Kossounou è dovuto subentrare il tuttosinistro Ahanor.</p>
<p>Al 24’ Pasalic chiama il rimorchio Bellanova-Krstovic conclusa dal destraccio in curva, ma la Dea dietro continua a ballare, vedi Fullkrug che alimenta la traversa dell’ex Lipsia, killer 4 anni fa nei quarti di Europa League, alla mezzora, ma anche qui c’è la manata carnesecchiana. Come a 11’ dal 90’, sul tiro-cross di Fofana sporcato da Zaleski e seguito dal sinistro a lato di Rabiot. Due giri di lancetta e la zampata di Fullkrug è in offside, al 40’ Carnesecchi oppone i pugni ad Athekame, quindi i due gol del Diavolo agevolati dalla difesa raccogliticcia, il girello alto di Raspadori (91’) a metà del guado e, intorno all’ottavo di recupero, la spizzata fuori Gabbia-Fullkrug sulla punizione del francede del 2-3 dalla sinistra oltre al presunto mani di Ahanor sull’ultima percussione del solito noto. Fifa blu, ma si resiste a chi la mette in caciara. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; Palladino: &#8220;Gli obiettivi non cambiano, a volte il calcio è ingiusto&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 22:31:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[allenatore]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Atalanta mastica amaro dopo il ko di corto muso con la Juventus che compromette la rincorsa alla Champions League. &#8220;A [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/96570745-1311-4270-886a-ee0fdd9e61d1.jpeg"><p>L&#8217;<strong>Atalanta</strong> mastica amaro dopo il ko di corto muso con la <strong>Juventus</strong> che compromette la rincorsa alla Champions League. <em>&#8220;A volte il calcio è ingiusto, ma è un verdetto sportivamente da accettare. La Juve ha sfruttato la mezza occasione su un cross, nel forcing finale non siamo riusciti a pareggiarla. Abbiamo dato tutto e non posso dire niente alla squadra. Una partita straordinaria che va azzerata, pensiamo alla prossima perché non intendiamo mollare: i nostri obiettivi non cambiano, a <strong>Roma</strong> andiamo a battagliare e il mercoledì dopo c&#8217;è la semifinale di Coppa Italia con la Lazio&#8221;</em>, la premessa di <strong>Raffaele Palladino</strong>, a mo&#8217; di dichiarazione d&#8217;intenti.</p>
<p><em>&#8220;Non credo in riflessi negativi, quando cadiamo ci rialziamo: la forza della squadra è anche il mio carattere. Una sconfitta così va accettata, ma si vede poche volte in una stagione. Sono orgoglioso della grandissima prestazione dei miei ragazzi. Purtroppo quando hai l&#8217;inerzia a favore devi sbloccare la partita, devi essere cinico&#8221;</em>, rimarca il tecnico nerazzurro. Al netto del legno di <strong>Scalvini</strong> e della chance di <strong>Djimsiti</strong> di testa intercettata da Di Gregorio, senza contare l&#8217;errore iniziale di Zalewski, la Dea è sembrata un po&#8217; spuntata, anche se il mugnanese si coccola i suoi terminali: <em>&#8220;<strong>Krstovic</strong> e <strong>Scamacca</strong> hanno caratteristiche diverse, averne nello stesso ruolo è un vantaggio perché ti consente la scelte in base alla partita. Uno attacca più la profondità e attacca gli spazi, l&#8217;altro viene più a legare il gioco&#8221;</em>.</p>
<p>Un mezzo rimprovero, ai suoi, l&#8217;uomo in panchina lo fa. <em>&#8220;Andati sotto, abbiamo perso un po&#8217; di ordine contro il blocco basso della Juventus, che difendeva sotto la linea della palla. Avremmo dovuto dare più ampiezza, invece abbiamo perse linee di passaggio. Ogni giocatore cercava di fare quel qualcosa in più per recuperarla, ma in quei momenti si deve capire che nell&#8217;ultimo terzo di campo bisogna essere più ordinati</em> &#8211; l&#8217;analisi -. <em>Comunque dall&#8217;arrivo di <strong>Spalletti</strong> ho sempre visto una Juve dominante, ma oggi le abbiamo tolto il possesso palla, l&#8217;abbiamo messa in difficoltà, le abbiamo tirato più di venti volte battendo tredici calci d&#8217;angolo. Ci abbiamo messo davvero tanto per arrivare a questo scontro diretto. Ma sono partite che anche se avessero un&#8217;ora in più da giocare la palla non entrerebbe lo stesso&#8221;</em>.</p>
<p>Ancora, sui singoli: <em>&#8220;<strong>Raspadori</strong> purtroppo quando stava crescendo ha subìto un infortunio, nell&#8217;Atletico giocava poco e s&#8217;era dovuto mettere in condizione. Sta ritrovando continuità anche nel minutaggio, a Lecce ha segnato ma non deve avere l&#8217;ansia di far gol per forza. Sarà un&#8217;arma in più da qui a fine campionato&#8221;</em>. E sul caso non (ritenuto) da Var: <em>&#8220;Non parlo degli arbitri, su Gatti l&#8217;arbitro ha deciso così, non braccio ma angolo, e l&#8217;accettiamo. C&#8217;è poco da dire e analizzare, c&#8217;è un verdetto da accettare&#8221;</em>.</p>
<p>Anche <strong>Davide Zappacosta</strong> è in scia al mister nel sostenere che sarebbe bastato il cinismo da grande: <em>&#8220;Una Juve così chiusa ce l&#8217;aspettavamo anche alla vigilia, stava a noi essere determinati e decisivi in area di rigore. Ma va bene così, ci sono ancora tanti punti in palio&#8221;</em>, l&#8217;opinione del laterale. <em>&#8220;Quando gli avversari sono di questo livello, è chiaro che bisogna essere bravi anche nei dettagli. Essere andati in svantaggio dopo aver sfiorato più volte il gol nel primo tempo ci ha messo in difficoltà, proprio perché la Juventus s&#8217;è sempre saputa chiudere bene. Adesso andiamo a Roma a vincere, poi c&#8217;è la semifinale di ritorno di Coppa Italia. Non molliamo niente&#8221;</em>. A Sky Sport, prima di sedersi in sala conferenze alla New Balance Arena, le grandi verità su un attacco che la scorsa stagione pendeva dalle labbra e dalle scarpe di Mateo Retegui: <em>&#8220;Anche <strong>Nikola Krstovic</strong>, anche se come centravanti è diverso, è un grande attaccante. Se segniamo meno, e stavolta c&#8217;è mancato il gol, non è certo colpa soltanto di un reparto&#8221;</em>. Tornando nella pancia del santuario cittadino del pallone: <em>&#8220;Dovevamo essere più incisivi dentro l&#8217;area, non c&#8217;erano spazi per provare la conclusione da fuori. Le occasioni ce le siamo create&#8221;</em>. <em><strong>Effe</strong></em> </p>
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		<title>Il Bravo Papà a Carnesecchi e Zappacosta: festa atalantina al Club Valgandino</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 08:16:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Eccellenze aziendali e professionali]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Atalanta Club Valgandino]]></category>
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		<category><![CDATA[Galà del Bravo Papà]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[I convitati di pietra hanno idealmente ricevuto il premio lo stesso, anche se uno era in giornata di riposo e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-25-at-01.24.19.jpeg"><p>I convitati di pietra hanno idealmente ricevuto il premio lo stesso, anche se uno era in giornata di riposo e l&#8217;altro in Nazionale. Martedì sera, presso Il Ristorante “Da Leone” di Vertova, è andato in scena l’annuale “Galà del Bravo Papà” organizzato dall’<strong>Atalanta Club Valgandino</strong> che ha premiato le recenti genitorialità di <strong>Davide Zappacosta</strong> e <strong>Marco Carnesecchi</strong>. Un classicissimo della sezione nerazzurra guidata dal presidente <strong>Enzo Conti</strong> fin dalla fondazione, contestuale all&#8217;inno più famoso di sempre, l&#8217;immortale &#8220;Forza Atalanta dai&#8221; di <strong>Marino Magrin</strong>, tra gli ospiti d&#8217;onore come sempre, e trascinata dal vicario <strong>Giambattista Gherardi</strong>, manager, comunicatore e giornalista di altissimi sentimenti atalantini.</p>
<p>Il sodalizio ha lo sport e la passione calcistica come epicentro, ma guarda alla società a trecentosessanta gradi. Nel recente passato il Club ha sostenuto il <strong>progetto in Bolivia</strong> di monsignor <strong>Eugenio Coter</strong>, raccogliendo oltre 4.300 euro per una <strong>scuola</strong> ai confini dell’Amazzonia ed il prossimo 3 luglio organizzerà la storica <strong>Corsa delle Uova a Gandino</strong>. <em>“Il premio Bravo Papà</em> &#8211; hanno sottolineato Conti e Gherardi &#8211; <em>nacque nel 1994 nella convinzione di dare risalto ad un rapporto il più possibile familiare con i calciatori. Quest’anno è stato assegnato a Marco Carnesecchi e Davide Zappacosta. Il portiere, insieme alla moglie Valentina, ha festeggiato il 12 gennaio scorso la nascita della figlia Bianca Regina; Il laterale originario di Sora ha invece accolto il piccolo Edoardo il 26 marzo 2025 insieme alla moglie Camilla”</em>. </p>
<p>Purtroppo, i due calciatori non hanno potuto partecipare dal vivo a una festa con oltre centoventi presenti. La società <strong>Atalanta</strong>, d’accordo con il Club Valgandino, ha promesso di organizzare un incontro in Valle in aprile per la consegna del premio, un bassorilievo d’argento del centro storico di Gandino con finiture in oro, dedicato alla memoria di <strong>Franco Moioli</strong>, ricordato dalla nipote Sofia, dal nipote Marco e dalla moglie Anna.</p>
<p>Alla Festa non sono comunque mancanti gli ospiti d’eccezione, a cominciare da <strong>Andrea Fabris</strong>, Direttore Generale area corporate di Atalanta, che ha riservato una sorpresa speciale (una visita a Zingonia) ai bambini presenti. Con lui da ricordare <strong>Aldo Bernardi</strong>, assessore del Comune di Gandino, il maresciallo <strong>Matteo Scatena</strong>, comandante la stazione Carabinieri di Gandino, <strong>don Giuseppe Merlini</strong>, parroco di Leffe e supertifoso atalantino, i diversi sponsor locali. </p>
<p>Applausi calorosi per <strong>Aldo Piceni</strong> già amministratore delegato di Atalanta B.C., <strong>Elisa Persico, Erminio Milesi, Arturo Zambaldo, Matteo De Sanctis, Ezio Pellegrini</strong> e le troupe di Antenna 2 Tv e Gandino Webtv. I ricordi di un “calcio vero e vicino alla gente” sono stati impersonati dagli ex neroazzurri <strong>Marino Magrin, Eligio Nicolini e Daniele Filisetti</strong>. </p>
<p><strong>Lucia Castelli, pedagogista</strong> nerazzurra e ideatrice de &#8220;La Scuola allo Stadio&#8221; che ogni anno propone la sfida agli istituti primari e secondari di secondo grado intorno a temi d&#8217;attualità sociale e sportiva, ha portato con sé <strong>Alessandro Anelli</strong> (classe 2008, portiere della Primavera) e <strong>Martina Frattini</strong> (classe 2010, attaccante della Under 17 femminile). Il futuro è tutto loro; quello prossimo e immediato guarda invece al rush finale di campionato e Coppa Italia che dirà se l’Atalanta potrà di nuovo giocare in Europa. In Val Gandino, nell’attesa di salutare dal vivo Carnesecchi e Zappacosta, ci credono fermamente.<br />
<em><strong>RECEffe</strong></em><br />
<a href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-23.14.22.jpeg" class="cbox cbox" ><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-23.14.22.jpeg" alt="" width="970" height="546" class="alignnone size-full wp-image-176653" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-23.14.22.jpeg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-23.14.22-300x169.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-24-at-23.14.22-768x432.jpeg 768w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; De Roon: &#8220;Mi sento legato dal quel 16 agosto 2015&#8221;. Palladino: &#8220;Champions lontana&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 18:02:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutte le verità della e sull&#8217;Atalanta, stavolta, ora e per sempre, sono di Marten de Roon a fior di labbra. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/708c77e2-5c04-421b-aaab-ee0a8a3b0177.jpeg"><p>Tutte le verità della e sull&#8217;<strong>Atalanta</strong>, stavolta, ora e per sempre, sono di <strong>Marten de Roon</strong> a fior di labbra. <em>&#8220;Siamo una squadra piccola ma una grande famiglia, con la società e il presidente sempre presenti al campo. Come fui accolto io da <strong>Gianpaolo Bellini</strong>, che oggi ho voluto in campo ed è la vera bandiera avendo giocato qui tutta la vita, cerco di accogliere e integrare i <strong>Bernasconi</strong>, gli Ahanor e gli Scalvini, anche se Giorgio ormai fa il titolare da anni. Mi sono sentito legato fin da quella prima volta, il 16 agosto 2015, segnando in Coppa Italia al Cittadella&#8221;</em>.</p>
<p>Il dopopartita a pelo d&#8217;erba con l&#8217;<strong>Hellas Verona</strong> è tutto per il capitano. <em>&#8220;Una giornata piena di emozioni fin dal primo minuto con la coreografia della Curva Sud. Un traguardo bello e importante&#8221;</em>. E vuoi mettere la Nord? &#8216;Figlio acquisito della nostra città / bandiera e simbolo di atalantinità /<br />
436 volte grazie Marten!&#8217;, mentre la Sud prima dell&#8217;incontro ha esposto un suo disegno in mezzo alle scritte &#8216;Prima uomini&#8217; e &#8216;Poi campioni&#8217;. <em>&#8220;Nella &#8216;lettera&#8217; su Instagram ho detto che il viaggio non è ancora finito. Mi sento ancora bene: l&#8217;età sta arrivando, ma sono in gran forma e giocherò finché potrò essere protagonista&#8221;</em>.</p>
<p><strong>De Roon</strong>, dalla stagione 2015-2016 a dal 2017 a oggi, ha totalizzato anche 23 gol e 31 assist, da primatista atalantino in serie A con 332 partite e in Champions League con 43, ma ha voluto rendere omaggio al precedente recordman, sceso in campo con lui sotto i tifosi. <em>&#8220;Con Gianpaolo Bellini ci siamo sentiti ieri, è un signore, molto umile e timido, il mio primo capitano, è lui la bandiera dell&#8217;Atalanta perché ha giocato qui tutta la vita</em> &#8211; spiega il capitano nerazzurro, definito dallo speaker dello stadio di Bergamo simbolo di &#8216;grinta, leadership e senso di appartenenza&#8217; -. <em>L&#8217;Atalanta è una grande famiglia. Quello che lui, Migliaccio e Cigarini fecero con me, ovvero farmi sentire subito a casa, io cerco di farlo con Bernasconi, Ahanor e Scalvini, anche se Giorgio gioca da anni in prima squadra. Mi rende orgoglioso che la gente mi venga a dire che sono un esempio per i figli. Ringrazio la mia famiglia per essere sempre stata al mio fianco, come i tifosi. Sono contento che Bergamo mi abbia sempre apprezzato come uomo&#8221;</em>.</p>
<p>E ancora: <em>&#8220;La giornata e la serata più significativa è stata la vittoria di Liverpool nel quarto di Europa League, a parte Dublino dove rimpiango ancora di non aver potuto giocare. Ma è stato un percorso straordinario. L&#8217;Atalanta l&#8217;ho vista sempre con una famiglia, dove i ragazzini che arrivano si sentono subito accolti. C&#8217;erano, con me, Bellini, Cristian Raimondi, Migliaccio e Cigarini, che mi dettava le posizioni in campo invitandomi a far correre di più la palla. Ora penso a Bernasconi, Ahanor e Scalvini&#8221;</em>. </p>
<p>Il match winner <strong>Davide Zappacosta</strong>, a <em><strong>DAZN</strong></em>, s&#8217;è detto soddisfatto per la squadra e per sé, sottolineando a penna rossa il traguardo su cui tutti sperano all&#8217;ombra della Maresana: <em>&#8220;Noi cerchiamo sempre di esserci per la qualificazione alla Champions League. Come in questa partita, non facile dopo un periodo in cui abbiamo affrontato ottavi e quarti più la semifinale d&#8217;andata di Coppa Italia, stiamo dando il massimo anche stavolta per arrivare più in alto possibile. Lo spirito è continuare a farlo fino all&#8217;ultima partita&#8221;</em>.</p>
<p>Il tecnico Raffaele Palladino, nel commentare la prova coi gialloblù ultimi in serie A e la prospettive stagionali, è netto, quasi tranchant: <em>&#8220;Sappiamo di voler entrare in Europa e di voler andare avanti in Coppa Italia, ma anche che la zona Champions League è lontana. In quasi quattro mesi abbiamo fatto una grande rimonta in classifica, da tredicesimi alle soglie delle posizioni che contano, dove come s&#8217;è visto c&#8217;è qualcuno che perde punti. Per questo ringrazio anche il personale di Zingonia che lavora dietro le quinte, oltre ai ragazzi per la prova difficile superata anche prima della sosta&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Era una partita che temevo, perché so che soffriamo le squadre che ci aspettano e ci prendono in transizione ripartendo veloci. Non a caso all&#8217;andata avevamo perso</em> &#8211; spiega l&#8217;allenatore nerazzurro -. <em>Il primo tempo è stato approcciato bene con le giuste mentalità, intensità e qualità. potevamo raddoppiare se fossimo stati più puliti negli ultimi metri. Nel secondo tempo qualche occasione l&#8217;abbiamo avuta, ma abbiamo tenuto in bilico il risultato rischiando qualcosina quando l&#8217;inerzia è passata dalla parte degli ospiti. Il calo fisico ci stava, ora c&#8217;è la pausa. Vanno recuperate le energie fisiche e mentali, perché gli ultimi due mesi sono decisivi: abbiamo fatto una grande scalata in campionato da continuare, abbiamo la semifinale di ritorno di Coppa Italia, ci sono otto finali tra cui gli scontri diretti con Juventus, Roma e Bologna&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Incrociamo le dita sperando non succeda nulla ai convocati in Nazionale. Era giusto far scendere in campo chi ha avuto meno minutaggio per infortuni in questo periodo, Ederson e De Ketelaere, che ne hanno ancora bisogno. Ede ne aveva ancora, Raspadori va in azzurro e speriamo che torni ancora meglio. Per De Roon è stato emozionannte l&#8217;abbraccio di squadra e tifosi, ha fatto la storia di questa società ed è l&#8217;allenatore in campo. Ha dato tanto a squadra e società, i tifosi hanno dato tanto a lui. Un cerchio perfetto&#8221;</em>, continua Palladino.</p>
<p><em>&#8220;Non ci dobbiamo porre limiti né obiettivi. Abbiamo otto finali e la semifinale di Coppa Italia. Davanti qualcuno perde dei punti, sappiamo che la Champions è lontana: dobbiamo spingere ancora tanto, se arriviamo bene agli ultimi due mesi con la mentalità giusta possiamo ambire a qualcosa d&#8217;importante</em> &#8211; chiude il mugnanese -. <em>Qualcosa in più di quanto stiamo facendo oggi, onestamente, sarebbe stato chiedere quasi l&#8217;impossibile. Di base voglio vincerle tutte, ma so che non può essere così. In campionato siamo lì, abbiamo riaperto tutto. C&#8217;è grande entusiasmo, il rammarico è aver perso dei punti in casa del Sassuolo. L&#8217;obiettivo è cercare di entrare in Europa. Sono felice di non aver preso gol, ultimamente ne avevamo preso qualcuno di troppo. Avevo timore della partita prima della sosta, vemivamo dalla trasferta in Champions con energie fisiche e mentali spese. Noi potevamo temere una squadra che ci aspetta e riparte in transizione&#8221;</em>.</p>
<p>Ancora, sulla semifinale palyoff di giovedì 26 marzo proprio a Bergamo con l&#8217;Irlanda del Nord: <em>&#8220;Dobbiamo essere più positivi verso noi stessi, nelle difficoltà ci si stringe forte e bisogna trasmettere energia positiva. Alla Nazionale si dà sostegno, se si vuole andare tutti quanti ai Mondiali, compresi quelli che tifano da casa. Credo che i bergamaschi la sosterranno con grande affetto e grande grinta. Io lo farò dallo stadio&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Potevamo evitare i rischi e qualche brivido, soprattutto nel finale di gara. Le partite in serie A non sono mai facili: prova ne sia che il Verona, anche se è ultimo in classifica, non è andato lontano dal pareggiare dopo aver cercato di segnarci in tutti i modo. Forse abbiamo pagato la stanchezza di mercoledì a Monaco di Baviera, ma sono settimane e settimane che avevamo una partita di Champions o Coppa Italia a metà settimana&#8221; (<strong>Giorgio Scalvini</strong> a DAZN).</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/DWL3QhqDG6I/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);">
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		<title>Le pagelle col Verona &#8211; Zappacosta, il pendolino che non si ferma mai</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 17:33:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
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		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[La palma del migliore va al match winner, Davide Zappacosta. Perché di fronte all&#8217;Hellas Verona dei giovani, magari non di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/0945c6e3-9781-4799-b7f5-37351fc99865.jpeg"><p>La palma del migliore va al match winner, <strong>Davide Zappacosta</strong>. Perché di fronte all&#8217;<strong>Hellas Verona</strong> dei giovani, magari non di primissimo pelo, pur giunto alla fine sulle ginocchia come tutta l&#8217;<strong>Atalanta</strong> ha rappresentato al meglio lo spirito e il senso della squadra bergamasca: il moto perpetuo del lavoro. L&#8217;11 giugno il sorano ne farà 34, eppure dà ancora la paga a tutti bagnando il naso alla concorrenza interna che a oggi, a dire il vero, non esiste neppure.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: su Belghali-Bowie e Orban, inutile girarci intorno, la pezza salvifica la cuce ancora lui sui troppi sbreghi di un secondo tempo a fiato cortissimo.  <strong></p>
<p>Scalvini</strong> 6,5: autorevole senza essere autoritario, gioca con la scioltezza di un veterano, pur pagando anche lui lo scotto delle fatiche improbe di un periodo impestato di impegni.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: da braccetto fatica un po&#8217; di più, anche perché le forze fresche della prima linea gialloblù, associate a un Belghali trasformato dalla virata a sinistra, puntano e puntano e puntano&#8230;<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5 (31’ st <strong>Hien</strong> 6: entra da ex vagamente incerto e spaurito, salvo opporre opportunamente il gambone all&#8217;argerino sull&#8217;ultima palla buona). </p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 7: su e giù per la fascia destra, ma il voto è la media tra l&#8217;8 fino all&#8217;intervallo, quando la fa da castigamatti, e la sufficienza pura e semplice della seconda metà. Ce ne fossero, comunque.<br />
<strong>De Roon</strong> 6: standing ovation prima della standing ovation sotto la sola Curva Nord, ma non è che abbia particolarmente brillato. La fatica esiste per tutti, il 29 saranno 35 candeline e per soffiarci sopra bisogna riprendere parecchio fiato (43’ st <strong>Samardzic</strong> sv).<br />
<strong>Ederson</strong> 6,5: minutaggio nelle gambe di uno che nel primo tempo qualcosina in porta avrebbe anche potuto metterla. Due fasi benino, diciamo (18’ st <strong>Pasalic</strong> 6: sta tutto rintanato o quasi, si allarga per tamponare le falle in corsia bassa, non si propone né propone. Vabbè).<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: Oyegoke entra e lo costringe subito sulla difensiva. Non è che gli si possano chiedere continuamente gli straordinari. Bellanova o, meglio, Bakker, laterale sinistro sul piede forte come usa dire il mister, sono proprio così in basso nelle gerarchie e nelle garanzie di rendimento?</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 6,5: ricade nel vecchio difetto di non cercare l&#8217;area da uomo di raccordo e sostanziale regista offensivo, però l&#8217;azione del gol è a innesco made in Fiandre. Serve continuità, non può ridursi a fare lo stopper sulla trequarti difensiva quando il nemico stringe d&#8217;assedio (31’ st <strong>Musah</strong> 6: senza infamia né lode).<br />
<strong>Zalewski</strong> 6: utile nel primo tempo a riempire l&#8217;area senza quasi vederla, è stracco anche lui e si nota (18’ st <strong>Raspadori</strong> 5,5: in una fase di contenimento prolungata non serve a granché). </p>
<p><strong>Krstovic</strong> 5,5: torna nella versione non-la-metterei-nel-lago-d&#8217;Iseo-manco-a-pagarmi-oro, ma è coessenziale al vantaggio che poi resta l&#8217;unico gol. Da tre punti. Sbaglia più di piede che di testa, lì è bravino Montipò per quanto si potesse indirizzarla meglio.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6: scelte conservative dopo la Champions, quando magari sarebbero serviti un Ahanor e un Kamaldeen in più. Ma del Verona, parola sua, non si fidava affatto. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Zappacosta da 3 punti, ma che fatica per l&#8217;Atalanta col Verona nella festa di De Roon</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 16:04:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[30a serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 22 marzo (ore 15) Atalanta &#8211; Hellas Verona 1-0 (1-0) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/988d65e1-c84b-4bf9-b43e-7e8f5f59cd65.jpeg"><p>30a serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 22 marzo (ore 15)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Hellas Verona 1-0 (1-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 6,5, Djimsiti 6, Kolasinac 6,5 (31’ st Hien 6); Zappacosta 7, De Roon (cap.) 6 (43’ st Samardzic sv), Ederson 6,5 (18’ st Pasalic 6), Bernasconi 6; De Ketelaere 6,5 (31’ st Musah 6), Zalewski 6 (18’ st Raspadori 5,5); Krstovic 5,5. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 69 Ahanor, 5 Bakker, 16 Bellanova, 7 K. Sulemana. All.: Raffaele Palladino 6.<br />
<strong>HELLAS VERONA (3-5-2):</strong> Montipò (cap.) 6; Nelsson 6, Edmundsson 6,5, Valentini 6,5; Belghali 6,5, J.-D. Akpa Akpro 6,5 (40’ st Bernede sv), Gagliardini 6 (21’ st Al-Musrati 6,5), Harroui 5,5 (21’ st Suslov 6,5), Frese 5,5 (1’ st Oyegoke 6); Bowie 5,5 (33’ st Sarr 6), Orban 5,5. A disp.: 34 Perilli, 94 Toniolo; 19 Slotsager, 70 Fallou, 14 Lirola, 36 Niasse, 25 Mosquera, 41 Isaac. All.: Paolo Sammarco 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Ayroldi di Molfetta 7 (Bercigli di Firenze, Fontani di Siena; IV Crezzini di Siena. V.A.R. Maggioni di Lecco, A.V.A.R. La Penna di Roma 1).<br />
<strong>RETE:</strong> 37’ pt Zappacosta (A).<br />
<strong>Note:</strong> premiato Isak Hien per le cento presenze atalantine raggiunte con l’Udinese (ora sono 103-4). Presenza numero 436 per Marten de Roon, che scavalca Gianpaolo Bellini come recordman societario. Pomeriggio coperto, uggioso e tardo invernale, spettatori 22.087 per un incasso di 480.975,46 euro. Ammoniti Edmundsson, Valentini, Gagliardini e Hien per gioco scorretto. Tiri totali 13-10, nello specchio 3-2, parati 1-2, respinti/deviati 4-4, legni 1-0. Corner 2-4, recupero 1’ e 4’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Nel giorno della presenza-record numero 436 di <strong>Marten de Roon</strong>, contro il fanalino di coda Hellas <strong>Verona</strong>, pericolosissimo nella ripresa specie con l’omonimo del premier ungherese, l’Atalanta viaggia su un tappeto di spine nonostante il ricamo di Davide <strong>Zappacosta</strong> nel finale di primo tempo e incamera il bottino per non perdere il contatto con la zona coppe. Cinquantesimo punto: dopo la sosta, Lecce il 6 aprile, Juventus l’11, Roma il 18 all’Olimpico e il 22 la semifinale di ritorno casalinga di Coppa Italia con la Lazio.</p>
<p>Il festeggiato speciale si allarga sovrapponendosi a De Ketelaere al 3’ telefonando in bocca a Montipò, Krstovic invece apre troppo il sinistro apertogli da Kolasinac e Zalewski al settebello. Alla sporca dozzina Orban mastica parecchio dalla lunga il piatto apparecchiatogli dall’ex Gagliardini: palla dritta e a lato. A cavallo del quarto d’ora, Krstovic incorna il cross da destra di Zappacosta sullo schema del capitano e quindi prolunga per Zappacosta l’appoggio di testa da metà campo del fiammingo: Zalewski taglia bene con effetto velo, ma di fatto è Frese che prolunga la traiettoria per Ederson, stoppato in angolo da Akpa Akpro davanti al secondo palo. Al 24’ Djimsiti stoppa Orban nella combinazione con da Bowie dopo un tiro alto di seconda di Scalvini; un paio di lancette prima, provvidenziale diagonale di Valentini a spezzare l’asse tra il polacco e il montenegrino. A nove dalla pausa, l’acuto decisivo, quando CDK smista per Nikola che a sua a volta la offre per lo sposta &#038; tira di sinistro in caduta di Scalvini ed Edmundsson respinge stavolta a tiro del sinistro di Zappacosta, lesto a rientrare dallo spigolo destro, aperto nell’angolino lontano.</p>
<p>Un tris cronometrico più tardi, il conato di Akpa-Akpro ottiene solo di pareggiare a quota due il conto dei tiri dalla bandierina. Al rientro dal tunnel, occhio all’ex Hibernian che riceve dal fondo da Belghali, virato a mancina dall’ingresso di Oyegoke, trovando però sulla sua strada un muro chiamato Sead. Sempre lo scozzese si ritrova davanti a Carnesecchi sbucciando clamorosamente la palla a rientrare ancora di Belghali con balzo del riminese in corner. Siamo al quarto minuto. Al pari fallito fa riscontro, all’undicesimo, l’errore di mira di Krstovic che supera l’ultimo ostacolo il pallonetto sul lancio di Charlesone scheggiando la traversa alta. </p>
<p>All’ora di gioco break di Zappacosta che la ritenta, nell’uno contro uno con l’algerino, ma chiude in eccesso sul primo palo. Succede poco, ma con giropalla insistito ospite, e al 27’ la new entry Al-Musrati per fortuna stiracchia soltanto il destro scaricatogli da Bowie su imbeccata di di Belghali. Il britannico lo rifà di testa, all’indietro, dall’altro lato, prolungando verso Orban il traversone di Oyegoke: un altro 1-1 gettato alle ortiche. Idem all’ottantesimo, quando sull’asse Suslove-Sarr-Belghali con l’ennesimo scarichino è nuovamente il nigeriano a mancare il bersaglio, complice la grande risposta di Carnesecchi che gliela intercetta a mezz’altezza alla propria sinistra. Al 1’ di recupero, Hien ci mette la gambona su Belghali trovato da Orban. Alla fine, la grande festa di Martino, &#8220;grinta, leadership e senso di appartenenza&#8221;, cogli striscioni della Curva Nord e della Sud a campeggiare: Figlio acquisito della nostra città / bandiera e simbolo di atalantinità / 436 volte grazie Marten! e<br />
Prima uomini, poi campioni con il disegno dell&#8217;olandese in mezzo. Consegnata la maglia celebrativa, alla presenza di Paolo Sarnech, alias Gianpaolo Bellini, il Bello, &#8220;la vera bandiera perché lui ha passato tutta la vita con questa maglia&#8221;. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Voci da San Siro &#8211; Palladino: &#8220;Il gruppo tira la carretta da 4 mesi&#8221;. I giocatori: &#8220;Grande spirito&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 17:22:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il segreto dell&#8217;Atalanta che non molla mai? &#8220;Il gruppo, sono grandi uomini che da quattro mesi, dal mio arrivo, tirano. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/3675b940-f29e-4cbb-bf42-a55ad5227e3b.jpeg"><p>Il segreto dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che non molla mai? <em>&#8220;Il gruppo, sono grandi uomini che da quattro mesi, dal mio arrivo, tirano. Sudano la maglia, hanno gamba, cuore, coraggio. Però preferirei non dover sempre rincorrere: dobbiamo segnare prima, un aspetto da migliorare&#8221;</em>. Tra il solito peana allo spogliatoio e osservazioni da incontentabile, et voilà, <strong>Raffaele Palladino</strong> a commentare il pari e patta a San Siro dalla capolista.</p>
<p><em>“Tra <strong>Bayern</strong> e <strong>Inter</strong> era una settimana difficile contro due corazzate. M’è piaciuta la risposta della squadra soprattutto dal punto di vista mentale: non ci sono stati strascichi psicologici della pesante sconfitta di martedì, si sono rialzati tutti mettendoci intensità nonostante le scorie fisiche della partita di Champions, di martedì, spirito e grande energia. Chi è entrato ha migliorato il rendimento della squadra. Un gruppo che tira la carretta dando tutto&#8221;</em>, il concetto-base, ribadito a <em><strong>DAZN</strong></em>.</p>
<p>Sulla spinta <strong>Sulemana-Dumfries</strong> per pareggiarla e il presunto aggancio di piedi Scalvini-Frattesi per tenere almeno il punto, ecco la versione diplomatica dell&#8217;allenatore nerazzurro: <em>&#8220;Non ho visto gli episodi, non parlo mai degli arbitri. Marelli, molto bravo e tecnico, dice che non c’era nessuno dei due: noi ci fidiamo di lui&#8221;</em>. Lo sguardo è già proiettato a mercoledì prossimo: <em>&#8220;A Monaco andiamo col risultato compromesso, è una montagna da scalare contro una squadra di una forza e una tecnica impressionanti. L’obiettivo è essere competitivi dando spazio a chi ne ha avuto poco nella partita di andata. Faremo la nostra prestazione e vedremo, ma non è facile pensare di poter rimontare anche questa&#8221;</em>.</p>
<p>Dalla pancia del Meazza, ecco la giustificazione di un certo timore reverenziale nel primo tempo: <em>“L’Inter si sta giocando lo scudetto e il piano gara è stato fatto pensando a quello che loro hanno visto contro il Bayern Monaco. Quindi, blocco basso</em> &#8211; rimarca il mugnanese -. <em>Nel secondo tempo abbiamo alzato baricentro e pressione. Il resto l’hanno fatto i cambi. Il punto è meritato e a un certo punto la sfida si poteva vincere o perdere. Qualcosa di borderline, ma noi non rinunciamo alla nostra essenza. Dopo la partita siamo tutti a bravi a dire che si sarebbe potuta fare diversamente, tipo quando la perdi col Bayern. Lì volevamo giocarcela con coraggio, ma il livello ha fatto la differenza. Stavolta mi aspettavo scorie, invece i ragazzi si sono rialzati da grandi giocatori e da grande squadra, come se quattro giorni fa non fosse successo niente&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono i rientri decisivi da commentare: <em>&#8220;A me mancano tutti quando stanno fuori. <strong>Ederson</strong> e De Ketelaere ci sono mancati tanto. <strong>Pasalic</strong> e De Roon con Musah hanno tirato la carretta, adesso abbiamo un big in più lì in mezzo. Domenica aggiungiamo anche Raspadori</em> &#8211; sottolinea il tecnico dei bergamaschi -. <em>Siamo felici di aver recuperato Charles. I complimenti vanno rivolti allo staff medico, tra medici e fisioterapisti. A Jack mercoledì darò minutaggio, ove possibile. Bisogna stare attenti a centellinarlo, spero che anche la Nazionale possa essere felice che rientri&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Questa squadra non molla mai fino alla fine e rispecchia il mio carattere. Ma mi piacerebbe segnare prima, perché non è facile riprendere sempre le partite. Se stiamo bene fisicamente, possiamo giocarcela cercando di cambiare le cose. Mi gratifica che chi subentra dà il cento per cento&#8221;</em>, la chiosa palladiniana in tema elogio del dna atalantino.</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Il primo tempo è stato tosto, poi chi entra deve e vuole sempre aiutare la squadra con lo spirito giusto. Abbiamo voluto il pareggio fortemente. Non vogliamo perdere le nostre caratteristiche, tra cui giocare con molto coraggio. Col Bayern è andata male, qui meglio&#8221; (<strong>Isak Hien</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Ho preso palla, la mira, ho tirato e ho fatto gol. Non ho pensato a niente se non a segnare. E volevo, volevamo vincere. Abbiamo anche sbagliato l’ultima occasione perché volevamo fare il secondo gol. Per questa squadra io metto la testa in tutto per tutto, perché è un onore indossare questa maglia. Il primo tempo è stato tosto, ma il secondo bellissimo, siamo stati tutti bravi. Devo ringraziare il mister e i compagni, la loro fiducia mi dà molta felicità (<strong>Nikola Krstovic</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Siamo umani anche noi, tenere alto il livello ogni tre giorni è faticoso. In tanti vorrebbero giocare le partite che dobbiamo affrontare noi: è la cosa più bella dell&#8217;essere calciatore. In allenamento ci prepariamo a dare il meglio di noi stessi nelle grandi occasioni come queste. Siamo un grande gruppo dove chi entra dà una grande mano. Tatticamente le scelte sono state dettate dal risultato col Bayern, quindi abbiamo lavorato, all&#8217;opposto, su letture difensive e comunicazione in campo. Infatti abbiamo parlato di più e ce la siamo passata meglio nei momenti giusti&#8221; (<strong>Davide Zappacosta</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Sassuolo &#8211; Deludono i big, che se ne lasciano scappare troppe</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 17:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Atalanta perde in casa del Sassuolo a onta di ottantadue giri di lancetta di superiorità numerica senza salvarsi da un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/de34c058-92ce-4ebe-bfe5-b2830017cfee.jpeg"><p>L&#8217;<strong>Atalanta</strong> perde in casa del <strong>Sassuolo</strong> a onta di ottantadue giri di lancetta di superiorità numerica senza salvarsi da un bel po&#8217; di <strong>insufficienze</strong> in pagella. Distratto anche Sead <strong>Kolasinac</strong> sul primo gol, dove però si fa fregare Mario <strong>Pasalic</strong>, oltre a Marco <strong>Carnesecchi</strong> apparso incerto. Da Davide Zappacosta, visibilmente stanco, la marcia in più nel secondo tempo. Bene <strong>Yunus Musah</strong> nell&#8217;assalto continuo con gol interrotto comunque da due-tre ripartenze di casa di troppo, di cui la prima finalizzata.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 5,5: coperto dallo scontro Thorstvedt-Pasalic sull&#8217;angolo della zampata di Koné, ci mette del suo sbilanciandosi da solo. Bene su un precedente colpo di testa della mezzala di casa, ma stavolta niente miracoli.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6: sale a sostegno a più non posso facendosi fermare nel finale da guanto e traversa. Che jella. Ma dietro non si poteva fare di più? Laurienté, alla fine, era il suo uomo.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: il cartellino rosso gli porta via quasi subito l&#8217;avversario diretto, ma si trova a dirigere un reparto disattento nelle preventive quanto sulle palle inattive (30’ st <strong>Hien</strong> 6: incolpevole, anche perché entrato lui il Sassuolo poco ci manca se non sviene collettivamente a pelo d&#8217;erba per la faticaccia immonda).<br />
<strong>Kolasinac</strong> 5,5: avrebbe dovuto seguire Koné perché nel castello difensivo sul corner di Laurienté teoricamente, anzi in pratica, toccava a lui. Un guerriero anche nel proporsi ribaltando il fronte, non lo si può certo mettere in croce se troppi compagni ballano metaforicamente il liscio.</p>
<p><strong>Bellanova</strong> 6,5: guadagna il fondo, procura e si procura occasioni, vedi quella schiacciata che Muric gli intercetta. La sostituzione alza il livello, ma è azzeccata? (1’ st <strong>Zappacosta</strong> 7: trascinatore se mai ce n&#8217;è uno, ne sforna a ripetizione, non proprio nel deserto ma in mezzo a una fittissima boscaglia neroverde).<br />
<strong>De Roon</strong> 5: il migliore in campo è Thortsvedt, ovvero il suo uomo. Non nel castello difensivo sullo svantaggio nel primo tempo, ma in campo aperto sì. Come un casellante che non abbassa la sbarra. Non regge due partite di fila a livello di ritmo.<br />
<strong>Pasalic</strong> 5,5: anche se si fa fregare sull&#8217;uno a zero, prima e poi si getta all&#8217;assalto, sempre con altruismo. Ma un mancato assist sulla traversa  e inserimento a go-go non cancellano l&#8217;errore. Se Ederson non c&#8217;è, per lui sono fatiche supplementari. E col Borussia, gol a parte nel poker sporco, aveva spesso quasi tutto.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: non che non riesca a difendere, perché undici contro dieci gli si chiedeva una maggior precisione nella metà campo nemica. Dove sale spesso e volentieri, con qualche difficoltà a trovare la misura (1’ st <strong>K. Sulemana</strong> 5,5: quinto iperoffensivo, ala o attaccante aggiunto? Largo come sta, ne fa una giusta e un paio sbagliate regalando palla a quelli dalla maglia diversa).<br />
<strong>Samardzic</strong> 5,5: fiducia, alla lunga, mal ripagata, non perché non ci creda ma per il semplice fatto oggettivo che alla squadra non è servito. Né d&#8217;accelerata, né alla conclusione, né d&#8217;ultimo passaggio.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6: il boia e l&#8217;impiccato sbagliando il non lecito prima di andare sotto. All&#8217;impegno e alla foga non corrisponde la necessaria pulizia al dunque, anche se lavoricchia benino in catena (22’ st <strong>Musah</strong> 6,5: imbuca quel che altri non erano andati nemmeno vicini dal farlo. Un consiglio per il prossimo turnover?). </p>
<p><strong>Scamacca</strong> 5: non essendo mai stato un vero centravanti d&#8217;area, nell&#8217;area affollata non trova l&#8217;attrezzo o se lo vede passare davanti, indietro e di lato. Cilecca? Ma se manco tira&#8230; (1’ st <strong>Krstovic</strong> 6: la sua qualità più grande e che se c&#8217;è da tirare, lui tira. Muric gliela prende. Pazienza). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: caso Ederson a parte (ma che cos&#8217;ha?), <em>&#8220;in mano all&#8217;area medica&#8221;</em>, stavolta non ne azzecca molte. Anzi, quasi nessuna. I più stremati del mercoledì di coppa c&#8217;erano tutti dal primo minuto. L&#8217;Atalanta di oggi non può permetterselo. <em><strong>Esse</strong></em> </p>
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		<title>Le pagelle di Champions &#8211; Il migliore? Chi preferite tra Zappacosta e Pasalic?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:36:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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		<category><![CDATA[playoff di ritorno]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è Davide Zappacosta premiato dall&#8217;UEFA come player of the match e Mario Pasalic che dopo aver fatto illudere della qualificazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/57b29757-aea6-475e-a0e4-94c8633035e2.jpeg"><p>C&#8217;è <strong>Davide</strong> <strong>Zappacosta</strong> premiato dall&#8217;UEFA come player of the match e <strong>Mario Pasalic</strong> che dopo aver fatto illudere della qualificazione precoce agli ottavi alzando la testa intercetta la palla in uscita di Kobel, un mancato rinvio dalla trequarti a difesa tagliata fuori, per il crossetto del fattaccio rivisto al Var. <strong>Nikola Krstovic</strong> ci rimette la testa, fasciata da un turbante, <strong>Lazar Samardzic</strong> si prende la gloria.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: fa il suo per difendere il minimo vantaggio da Brandt e da Guirassy il massimo raggiunto una prima volta.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: Beier è un cliente difficile ma vale anche il contrario, tant&#8217;è vero che il palo lo prende dalla parte di Kolasinac. Un leone quando sale a sostegno (32’ st <strong>Djimsiti</strong> 7: propizia il primo matchball sprecato da Samardzic).<br />
<strong>Hien</strong> 8: esce palla al piede che nemmeno Franco Baresi, senza fissarsi su Guirassy a onta dell&#8217;abitudine inveterata al duello col centravanti nemico. E nel finale, nel momento più difficile, presidia l&#8217;area come fosse l&#8217;ultimo compito della sua vita.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 7,5 (27’ st <strong>Ahanor</strong> 6: non acciuffa una sola volta Adeyemi e a quest&#8217;ultimo basta per sognare i supplementari).</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 8: premiato dall&#8217;UEFA come mvp, regala due fasi pressoché prefette mettendoci a metà del guado il guizzo delle certezza quantomeno di poterci provare.<br />
<strong>De Roon</strong> 8: recupera una marea di palloni, oppure vi si avventa. Assist al contagiri per il tris di Pasalic, ma fa tutto bene, compreso un recupero nel finale più da thrilling di sempre della storia societaria.<br />
<strong>Pasalic</strong> 8: la mette ancora. A quota 66 in 328 allacciate di scarpe, è il quarto più presente e il quarto marcatore di sempre del club che l&#8217;ha adottato. Più lampi di genio e di lucidità che guizzi, ma alla fine recupera la palla decisiva. Da mediano.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 8: l&#8217;intensità di questo ragazzo, che prima di assaggiare con abbondanza il paradiso del pallone aveva fatto solo la serie C e qualche amichevole estiva, è davvero di un altro mondo. Il primo tempo è da nove senza discussioni. Poi segna un po&#8217; il passo.</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 7: dalle imprecazioni alla gioia in tredici giri di lancetta, da titolare deve dimostrare forse troppo per fare sempre la scelta più razionale. Non occupa l&#8217;area come col Napoli, ma non ci gira lontanissimo. Un diesel che esce alla distanza e la fa da match winner per la seconda volte in tre giorni.<br />
<strong>Zalewski</strong> 7,5: meritava almeno un gol sulle tre occasioni nel primo tempo, ma di più gioca di squadra accompagnando le sovrapposizioni o aprendo le ripartenze (40’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6,5: fa il suo tenendo sul chi vive una difesa molto malfunzionante per un buon terzo).</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 7: la botta e via, ma non essendo un centravanti d&#8217;area tiene alta la palla e la squadra concedendo uno scarico perfetto per frazione (27’ st <strong>Krstovic</strong> 7: un destro alto, un liscio senza saltare e il rigore procurato rischiando la commozione cerebrale sul colpo dello scorpione di Bensebaini).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 8: alla luce dei fatti non sbaglia le scelte, anche se a voler fare i preziosi Kolasinac non avrebbe mai fatto passare Adeyemi.<br />
<em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Impresa pazzesca: poker sporco al Muro Giallo, Dea agli ottavi di Champions</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:12:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[Ottavi]]></category>
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					<description><![CDATA[Champions League, gara 2 playoff/knockout round &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 25 febbraio (18.45) Atalanta &#8211; Borussia Dortmund [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/5d1fe9a6-34d3-43fa-9cbe-61508ef9b79d.jpeg"><p>Champions League, gara 2 playoff/knockout round &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 25 febbraio (18.45)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Borussia Dortmund 4-1 (2-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 7 (32’ st Djimsiti 7), Hien 8, Kolasinac 7,5 (27’ st Ahanor 6); Zappacosta 8, De Roon (cap.) 8, Pasalic 8, Bernasconi 8; Samardzic 7, Zalewski 7,5 (40’ st K. Sulemana 6,5); Scamacca 7 (27’ st Krstovic 7). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah, 13 Ederson, 45 Vavassori. All.: Raffaele Palladino 8.<br />
<strong>BORUSSIA DORTMUND (3-4-2-1):</strong> Kobel 5,5; Emre Can (cap.) 5,5, Anton 6, Bensebaini 4; Ryerson 6 (25’ st Yan Couto 6), Jobe Bellingham 5,5 (25’ st Adeyemi 7), Nmecha 6, Svensson 6; Beier 6,5 (15’ st Fabio Silva 5,5), Brandt 5,5 (15’ st Chukwuemeka 6,5); Guirassy 5,5. A disp.: 31 Ostrzinski, 33 Meyer; 5 Schlotterbeck, 47 Benkara, 49 Reggiani, 6 Özcan, 20 Sabitzer, 40 Inacio, 27 Adeyemi. All.: Niko Kovac 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sanchez Martinez 6 (Spagna &#8211; Cabañero, Prieto; IV Martinez Munuera. V.A.R. Cuadra Fernandez, A.V.A.R. Del Cerro Grande).<br />
<strong>RETI:</strong> 5’ pt Scamacca (A), 45’ pt Zappacosta (A), 12’ st Pasalic (A), 30’ st Adeyemi (B), 53’ st rig. Samardzic (A).<br />
<strong>Note:</strong> mezza sera serena e tiepida, spettatori 22.403 per un incasso di 809.425,60 euro. Ammoniti Bensebaini ed Emre Can per gioco scorretto, Hien e Fabio Silva per reciproche scorrettezze. Espulsi Schlotterbeck e Scalvini dalla panchina al 50&#8242; st per proteste, Bensebaini per somma di ammonizioni (gioco scorretto) al 52’ st. Tiri totali 13-7, nello specchio 8-3, parati 4-2, respinti/deviati 1-2, legni 0-1. Var: 1 (check rigore al 94’ Bensebaini su Krstovic). Corner 5-1, recupero 1’ e 9’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; <strong>Samardzic</strong> all’incrocio dal dischetto e saranno <strong>ottavi di finale di Champions League</strong>. Fatta giustizia dell’unica disattenzione sul 3-1 di <strong>Adeyemi</strong>. Cinque minuti per aprirla con <strong>Scamacca</strong>, <strong>Zappacosta</strong> per raddoppiarla di seconda dopo quaranta esatti con complicità della cresta iliaca spiazzante di Bensebaini e <strong>Pasalic</strong> per illudersi si averla chiusa dopo cinquantasette. Sta di fatto che <strong>l’Atalanta</strong> demolisce il <strong>Borussia Dortmund</strong> all’ultimo tuffo col poker sporco e venerdì saprà se dovrà giocare contro Arsenal o Bayern.</p>
<p>Al 4’ c’è già lo squillo di <strong>Zalewski</strong> in diagonale sinistro, suggerito da <strong>Kolasinac</strong> lungo il lancio del tuttofare croato e deviato in corner alla grande da <strong>Kobel</strong>. La seconda volta va meglio al centrattacco romano, lesto a deviare nel sacco dall’area piccola il radente aperto a Bernasconi dallo stesso polacco con la complicità della scivolata a vuoto di Bensebaini, di fatto un assist involontario. Che poi si fa giallare per la stesa di Zappacosta a cavallo di un paio di rinvii di Carnesecchi addosso a un avversario, prima Beier e poi Brandt. <strong>Hien</strong> tiene a bada il primo al quarto d’ora, sul sinistro a rientrare di <strong>Samarzdic</strong> arpionato in caduta dall’arcenese oltre il quarto d’ora invece c’è solo il secondo tiro dalla bandierina. Al 24’ la ritenta il <strong>polacco</strong> sempre con lo stesso piede, poco al di là del limite, su scarico dell’apripista raggiunto dal suo pendolino sinistro, ma l’estremo ospite è sempre sul pezzo. Un tris di lancetta ed ecco la testa di <strong>Guirassy</strong>, che devia sul fondo il cross a rientrare dettato a <strong>Beier</strong> dal lavoro di Ryerson, Jobe Bellingham e Svensson. I due marcatori del Westfalenstadion non ci prendono. Ampiezza totale, contromisure un po’ tardive. A tiro della <strong>mezzora</strong>, il primo vero acuto in giallo è di <strong>Brandt</strong>, inseritosi su filtrante del compagno di trequart lungo la conduzione di Nmecha per un sinistro in corsa che chiama il riminese alla protezione del legno di competenza.</p>
<p>Al 35’ <strong>Samardzic</strong> si fa fermare dal fratello d’arte sull’invito di Scalvini, due minutini e l’uscita prorompente di <strong>Hien</strong> carica il rientro sul destro di Zalewski che però s’impenna. Alle soglie del recupero, la smazzata di pugno di Kobel senza un perché sul piede del sorano che in lunetta calcia forte e teso di fronte a Bellingham, ma è il braccetto sinistro ospite a cogliere in controtempo l’ultimo ostacolo cadendo sulle ginocchia e facendo cambiare direzione all’attrezzo col fianco destro. Brivido dopo un poker al rientro in campo, ma San Marco da Rimini la prende comunque a Guirassy, giratosi sul destro in offside sulla palla dentro di Beier, sempre quei due. Al quinto <strong>Pasalic</strong> arriva al tiro fuori equilibrio sulla difesa del pallone scamacchiana dietro input del firmatario del bis, quindi <strong>De Roon</strong> colpisce l’estremo difensore tedesco sul la del serbo. All’ottavo, quasi come un contrappasso, il pericolo doppio <strong>Beier-Brandt</strong> col primo ad aprire il diagonale sul, anzi contro il palo lontano dopo il triangolo con <strong>Ryerson</strong> e il secondo a mancare il bersaglio col solo Scalvini davanti. Alla sporca dozzina l’azione da rimessa laterale con Bernasconi e Zalewski a sistemarla a De Roon per il traversone a rientrare deviato quanto basta di mezza tempia da Super Mario per calare il <strong>tris</strong> nei pressi del secondo palo.</p>
<p>I prussiani la riaprono lo stesso pareggiando il conto dei gol, col mancato assistman della tripla chance al 29’ a diventarlo per il sinistro verso l’incrocio di <strong>Adeyemi</strong> sull’onda lunga del primo angolo a favore. Prima, Guirassy incespica per poi impegnare Carnesecchi in <strong>uscita</strong>, Scalvini salva su Fabio Silva. A vuoto, di qua, Krstovic e soprattutto il match winner, che al 37’ non premia l’inserimento di Djimsiti dribblando Bensebaini per fare la barba al palo a sinistro aperto. Al quarto di ritorno Kobel esce sulla trequarti difensiva e serva Pasalic che crossa dentro per <strong>Krstovic</strong>: il montenegrino si tuffa di testa, Bensebaini lo colpisce con un calcio in fronte, di spalle, con la scuola dello scarpino (mica tanto ino) sinistro tanto da costringerlo a fasciatura e ricovero. Sanchez aveva dato corner, il Var lo convince del contrario e il mancinone del serbo battezza il sette.<br />
<em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>“Bravo Papà 2026”, il Club Valgandino premia Carnesecchi e Zappacosta</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 10:47:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Eccellenze aziendali e professionali]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[Atalanta Club Valgandino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il premio “Bravo Papà 2026” dell’Atalanta Club Val Gandino, una tradizione portata avanti dal 1994, come l&#8217;anno scorso viene assegnato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-12-at-11.38.29.jpeg"><p>Il premio <strong>“Bravo Papà 2026”</strong> dell’<strong>Atalanta Club Val Gandino</strong>, una tradizione portata avanti dal 1994, come l&#8217;anno scorso viene assegnato in duplice copia. Il Club, guidato dal presidente <strong>Enzo Conti</strong>, ha deciso di assegnarlo a <strong>Marco Carnesecchi</strong> e <strong>Davide Zappacosta</strong>. Il portiere, insieme alla moglie Valentina, ha festeggiato il 12 gennaio scorso la nascita della figlia <strong>Bianca Regina</strong>. Il laterale originario di Sora ha invece accolto il piccolo <strong>Edoardo</strong> il 26 marzo 2025 insieme alla moglie Camilla.</p>
<p><em>«Il premio e la serata di consegna, già fissata per martedì 24 marzo</em> &#8211; evidenzia Conti &#8211; <em>sono ormai un appuntamento irrinunciabile della tradizione nerazzurra. Il nostro obiettivo è andare oltre gli aspetti tecnico-tattici o le posizioni di classifica, per ribadire come, nello sport e nella vita, la dimensione umana resti sempre centrale»</em>. Conti ricorda inoltre che due anni fa il riconoscimento era stato attribuito al presidente Antonio Percassi, mentre nel 2025 i premiati erano stati <em>José Ederson e Berat Djimsiti</em>. <em>«Quest’anno</em> &#8211; aggiunge &#8211; <em>abbiamo voluto riproporre il “parto gemellare”, premiando Marco Carnesecchi, “Bravo Papà” più recente, e Davide Zappacosta, che aveva vissuto la gioia della nascita del suo primo figlio proprio nei giorni della nostra festa dello scorso anno»</em>.</p>
<p>Dal 2022 il premio “Bravo Papà” è dedicato alla memoria di <strong>Franco Moioli</strong>, grande tifoso atalantino di Ponte Nossa, scomparso durante il periodo della pandemia. La <em>famiglia Moioli</em>, storicamente impegnata nell’attività orafa in Val Seriana, realizza fin dalla prima edizione l’opera che accompagna il riconoscimento: una creazione in oro e argento raffigurante uno scorcio del centro storico di <strong>Gandino</strong>.</p>
<p><strong>Marco Carnesecchi</strong>, classe 2000, è all’Atalanta dal 2017, dove nel 2019 ha vinto il campionato Primavera. Nativo di Rimini, ha giocato in questi anni anche con il Trapani in serie B e con la Cremonese, con la quale ha ottenuto la promozione in serie A. Dal 2023/2024 (anno della conquista dell’Europa League) è entrato a far parte della rosa dell’Atalanta, divenendone titolare fisso con grandi prestazioni. Ha giocato nelle diverse rappresentative nazionali, partecipato all’Europeo con la Under 21 ed è stato convocato anche con la Nazionale maggiore.</p>
<p><strong>Davide Zappacosta</strong>, classe 1992, è entrato a far parte della famiglia atalantina sin dal 2011, con successive esperienze in Avellino, Torino, Chelsea (vittoria in Europa League), Roma, Genoa. Dal 2021 è ritornato in neroazzurro, contribuendo a stagioni importanti e alla conquista dell’Europa League nel 2024.  Nel 2016 ha esordito con la maglia della Nazionale maggiore, sommando successivamente 14 partite.<br />
Nell’annunciare l’assegnazione del doppio premio il Club Valgandino ha anche confermato il festoso appuntamento del <strong>“Galà del Bravo Papà”</strong>, nel corso della quale è prevista la consegna dei riconoscimenti. Si terrà presso il <strong>ristorante Da Leone di Vertova martedì 24 marzo</strong> 2026 alle ore 19.30.  </p>
<p>Il <strong>Club Valgandino</strong> è fra i gruppi più longevi del tifo organizzato neroazzurro, in seno da sempre agli <strong>Amici dell’Atalanta</strong>. A far da “notaio” alla fondazione del 1979 fu il giornalista Elio Corbani. Conta circa 150 iscritti ed ha avviato negli anni in Val Gandino un’importante presenza sociale. Ad iniziative come “Ragazzi allo Stadio” e all’incisione nel 1984 dell’inno <strong>“Forza Atalanta” con Marino Magrin</strong>, si aggiungono progetti di solidarietà che vanno dalla costruzione di un asilo nido a Chacuela, sulle Ande boliviane, al sostegno all’Orfanotrofio di Kankao e all’asilo Happy Island nel carcere di Zomba in Malawi, all’infermeria di Llamellin in Perù. Da ricordare anche il recupero della Croce di Corno sui monti della Val Gandino a ricordo del compianto socio Lorenzo Rottigni. Il Club organizza inoltre a Gandino la storica “Corsa delle Uova” originalissima manifestazione che si svolge dal 1931, all’antivigilia della prima domenica di luglio (quest’anno 3 luglio 2026). Nel 1999 i festeggiamenti per il ventesimo di fondazione portarono a Gandino la Ferrari di Formula 1 e la realizzazione di uno speciale annullo delle Poste Italiane. Nel 1997 il Club Valgandino ha ricevuto il Premio Pino Pozzoni, riservato ai clubs neroazzurri più attivi.<br />
<em><strong>RECEffe</strong></em><br />
Foto Atalanta.it</p>
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		<title>Le pagelle con la Cremonese &#8211; In cinque per il sette, Carnesecchi para ancora</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 21:02:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Cremonese]]></category>
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		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla fine, prima di interrompere l&#8217;imbattibilità casalinga in campionato che sarebbe potuta arrivare alla quarta di fila come del resto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/df64f1b9-4593-4b62-9168-5a36d029a2a2.jpeg"><p>Alla fine, prima di interrompere l&#8217;imbattibilità casalinga in campionato che sarebbe potuta arrivare alla quarta di fila come del resto le vittorie, <strong>Marco Carnesecchi</strong> ha cucito un altro miracolo dei suoi alla divisa di una stagione fin qui perfetta prima di capitolare al 94&#8242;. La parata con cui ha tolto l&#8217;incornata di Djuric da dentro il palo ha qualcosa di magico. Era il secondo di tre tiri nella sua porta di una <strong>Cremonese</strong> che ha tirato meno di un terzo dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Per il resto, altri quattro si meritano il sette, a cominciare dal primo assistman Jack <strong>Raspadori</strong>, cui è mancato soprattutto il gol, Nicola Zalewski che ha spinto da ossesso e dulcis in fundo i marcatori di giornata, Nikola <strong>Krstovic</strong> e Davide Zappacosta.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: sul pezzo nonostante la semi disoccupazione. Il marchio dei grandi. Come abbia fatto a non far passare quel pallone non è dato saperlo.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6,5: autorevolezza, anche troppa, nell&#8217;uscire palla al piede, con qualche riserva quando gli avversari si fiondano in area in sovrannumero.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6,5: salva su Pajero, si vede negare la gioia del tris dall&#8217;offside di Kamaldeen rilevato al Var e poi non può mettere una pezza sul gol.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: finché c&#8217;è lui si rischia poco, anche se quella fasciatura sotto il ginocchio fa venire i brividi da sola e il nemico non ha certo dei maghi lì davanti (14’ st <strong>Kossounou</strong> 6: gran palla per Sulemana, sprecata, partecipazione al possibile tris negato dall&#8217;offside dello stesso ex Southampton e quello spiovente di Luperto un po&#8217; sulla coscienza).</p>
<p><strong> Zappacosta</strong> 7: battezza col primo acuto stagionale una prova sull&#8217;attenti nelle due fasi (13’ st <strong>Bellanova</strong> 6: accarezza invano la fronte a Super Mario senza fare molto di più).<br />
<strong>Pasalic</strong> 7: l&#8217;uomo dei record, quarto per presenze totali e per gol nella storia societaria al lordo dei 5 gol del 1943/44 non riconosciuti (da chi?) a Cominelli, comanda le operazioni in scioltezza in un primo tempo da 8 con tanto di smazzata bassa e lunghetta per il 2-0. Poi, forse, palesa un po&#8217; di stanchezza al dunque.<br />
<strong>Ederson</strong> 6: sempre nel vivo del gioco, estrae dal cilindro un paio di conclusioni dalla distanza che non fanno male. Passettino indietro dalla prova con la Juve nel quarto di Coppa Italia, ma è anche vero che non ha un backup.<br />
<strong>Zalewski</strong> 7: moto perpetuo, praticamente la fa da quarta punta con licenza di inserirsi spesso sulle seconde palle oltre che crossare e duettare. Dietro, ma non troppo, perde un pallone in croce (25’ st <strong>Bernasconi</strong> 6,5: gran contropiede, aperto e poi rifinito di tacco, in una delle innumerevoli chances atalantine per chiudere la pratica. Krstovic ed Ederson lo seguono, Samardzic sbaglia ancora mira).</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 6: di pura stima, perché se la qualità gli va riconosciuta, nondimeno continua a sbagliare troppo. Traversa o no, non ha il killer instinct d&#8217;area per poter fare da backup a CDK, già di suo tendente a stare poco nei 16 metri decisivi&nbsp; (25’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6: la solita foga, solo senza la ciliegina sulla torta del gol come nel trofeo della coccarda il giovedì prima). <strong>Raspadori</strong> 7: il non-Lookman che fa il Lookman, più per lo scompiglio e la capacità di trovarsi coi compagni che nell&#8217;uno contro uno, arrischiato il giusto. Che pallonesse, e non solo per aprire il punteggio come una scatoletta di tonno (33’ st <strong>Musah</strong> 6: utilità multiruolo rivedibile).</p>
<p><strong>Krstovic</strong> 7: sempre più convincente, stavolta appaga il palato anche da titolare. La mira non è infallibile, ma ci prova quando può, di testa o di piede, senza neanche esagerare. Nove al quoto (ma uno l&#8217;ha fatto in Coppa Italia col Lecce) come Scamacca, stavolta un po&#8217; acciaccatiello, ma il capocannoniere interno in campionato è lui col settebello.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6,5: sistema sempre per benino i giocatori nei reparti e i reparti medesimi, convincendosi di non avere gerarchie prefissate anche se le palesa a ogni piè sospinto. Se De Roon e Ahanor non fossero stati dietro la lavagna del giudice sportivo, avremmo visto un&#8217;altra formazione. A Raspadori la fiducia è d&#8217;obbligo, perché lui sa farlo giocare per la squadra facendogli dimenticare di essere anche un po&#8217; solista. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Atalanta viaggia troppo sul velluto, ma la Cremonese arriva tardi: 2-1</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 19:46:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[24a serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; lunedì 9 febbraio Atalanta &#8211; Cremonese 2-1 (2-0) ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/cafd09f1-6c59-49ac-912e-60cbd3762ad6.jpeg"><p>24a serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; lunedì 9 febbraio<br />
<strong>Atalanta &#8211; Cremonese 2-1 (2-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 6,5, Djimsiti 6,5, Kolasinac 6,5 (14’ st Kossounou 6); Zappacosta 7 (13’ st Bellanova 6), Pasalic (cap.) 7, Ederson 6, Zalewski 7 (25’ st Bernasconi 6,5); Samardzic 6 (25’ st K. Sulemana 6), Raspadori 7 (33’ st Musah 6); Krstovic 7. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 4 Hien, 5 Bakker, 9 Scamacca. All.: Raffaele Palladino 6,5.<br />
<strong>CREMONESE (3-5-2):</strong> Audero 5,5; Ceccherini 5 (39’ pt Terracciano 6,5), Baschirotto (cap.) 6,5, Luperto 6,5; Barbieri 6 (39’ st Zerbin 6), Thorsby 7, Grassi 6 (17’ st Payero 6,5), Maleh 5,5, Pezzella 6,5; Bonazzoli 5,5 (1’ st Djuric 6), Vardy 5,5 (18’ st Sanabria 5,5). A disp.: 16 Silvestri, 69 Nava; 25 Pavesi, 55 Folino, 22 Floriani Mussolini, 14 Moumbagna. All.: Davide Nicola 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Piccinini di Forlì 6 (Fontani di Siena, Giuggioli di Grosseto; IV Arena di Torre Annunziata. V.A.R. Aureliano di Bologna, A.V.A.R. Del Giovane di Albano Laziale).<br />
<strong>RETI:</strong> 13’ pt Krstovic (A), 25’ pt Zappacosta (A), 49’ st Thorsby (C)<br />
<strong>Note:</strong> ricordati Federico Pisani, dedicatario della Curva Nord, e Alessandra Midali a tre giorni dal ventinovesimo anniversario dalla scomparsa, oltre a Emiliano Mondonico che giocò e allenò entrambe le squadre. Serata uggiosa con pioggia verso fine primo tempo, spettatori 21.796 per un incasso di 433.416,46 euro. Ammoniti Kolasinac e Kossounou per gioco scorretto. Tiri totali 29-12, nello specchio 9-3, parati 7-2, respinti/deviati 11-4, legni 1-0. Var: 1. Corner 13-2, recupero 1’ e 6’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; <strong>Krstovic</strong> si gira in caduta e col sinistro tramuta in oro il pallone a rientrare dalla destra di <strong>Raspadori</strong>, <strong>Zappacosta</strong> rientra sul medesimo piede lanciato basso da Pasalic per cogliere l’angolino opposto e Djimsiti si vede negare per fuorigioco di Sulemana la carambola con Pasalic e Kossoun sull’angolo finale il possibile tris per la seconda volta in mezzo alle gambe del portiere altrui. Tabù neopromosse sfatato, ma che strizza per non averla mai chiusa davvero subendo il dimezzamento dello score da <strong>Thorsby</strong>, l&#8217;esordiente in grigiorosso, controllo-spostamento-tiro di sinistro sull’ammollo di Luperto al <strong>94’</strong>. <strong>L’Atalanta</strong> batte la <strong>Cremonese</strong> e va a meno due dal Como sesto in attesa del recupero col Milan.</p>
<p>Ederson, Raspadori che la gira dentro quasi in lunetta e Krstovic, contrato in angolo, confezionano la prima chance poco oltre il 3’. Stessa sorte di seconda per Zalewski a cronometro raddoppiato dopo una manovra avvolgente con cross di Zappacosta respinto. Stessa situazione al 9’, quando però in coda al secondo angolo di casa è Raspadori di mancino, dalla destra dell’area, a obbligare alla sbracciata sopra il montante Audero, che infilato in mezzo alle gambe in controtempo devierà di tacco (sinistro, of course) la non irresistibile zampata da uno a zero disturbato nella visuale dal semi immobile Ceccherini. Ancora angolo, di nuovo la smanacciata salvifica in mischia nel gioco delle torri tra Djimsiti e chi la sblocca entro breve approfittando del cross morbido del compagno di reparto. Al ventesimo il possibile bis di Samardzic, sostituto dal warm-up di De Ketelaere che ha accusato noie al ginocchio destro, s’infrange sulla traversa nei pressi dell’incrocio, uno splendido taglio oltre il limite con tiro mancino a rimorchio di Zalewski. Input al polacco, sempre dell’assistman del rompighiaccio. Se la fronte del montenegrino non imprime potenza e direzione a ruota, due lancette e la diagonale di Kolasinac fa calare il sipario sulle velleità di Vardy. Un altro paio ed ecco che, con la partecipazione di Scalvini, il capitano di turno mette il pendolino di Sora a tu per tu con Luperto, altro esordiente tra gli ospiti, che rimane sul posto spianandogli la ricerca dello spiraglio sul legno lontano. Dalla destra dell’area piccola, per uno che fa il laterale di professione fin dall’Isola Liri, è uno scherzo.</p>
<p>Il solito problema di chiuderla persiste e, a tiro del destro dalla distanza ancora di Jack da presa in tuffetto per il portiere altrui, ecco il sinistro oltre il sette opposto dell’esterno destro Barbieri al 36’. Un minuto più tardi, invece, quello di Thorsby è un appoggio di testa senza rischi per Carnesecchi sul cross di Pezzella, ex al pari di Grassi. In avvio di ripresa, Baschirotto fa impennare in corner il conato di Juric rientrando dal vertice sinistro. Ad Audero sfugge anche la battuta dalla bandierina destra di Raspadori, ma in qualche modo Terracciano tiene a bada Djimsiti. Alla sporca dozzina Zalewski riprende un tiro respinto al firmatario del minimo vantaggio facendo la barba al palo dal limite. Poco dopo, sale in cielo nuovamente Thorsby per incrociare con la fronte bozzuta l’ammollo dalla trequarti sinistra di Pezzella senza mira. All’ora di gioco Krstovic, imbeccato da Pasalic, spara dritto col sinistro sulla scivolata di Terracciano.</p>
<p>L’occasionissima per riaprirla è al ventesimo sullo schema da destra di Payero: ancora il norvegese prolunga in gioco aereo, Luperto sbuccia il pallone a lato del palo alla destra di Carnesecchi. Ederson in coda al nono corner chiama al blocco a terra l’ex juventino nella porta altrui, Laki prima del cambio con Kamaldeen irrompe sull&#8217;invito dal fondo di Zalweski allargando il rasoterra a incrociare (22’). Raspadori da sinistra s’accentra e sgancia un radente non difficile per Audero (26’). Il ghanese ex Southampton riceve da Kossounou, si allarga e forse volendo crossare l’ammolla al pubblico; Super Mario, dal canto suo, stacca imperfettamente alla mezzora su cross di Bellanova. La stupenda risalita del campo Bernasconi-Krstovic-Ederson con tacco del primo per il servizio del brasilano dentro i sedici metri sfocia nel tiro a giro alto della punta di Castel Maggiore, che esce per fare spazio a Musah (33’). Se Djimsiti stoppa in corner Payero su sponda di Djuric, Baschirotto fa diga sull’ex Salernitana sceso in navata. Sulemana la ritenta di sinistro dalla destra impegnando l’ultimo ostacolo sul primo palo (40’), il girello di Nikola è sul fondo, L’ultimo entrato dei padani, Zerbin, fa lo scavino per l’incornata di Djuric che Carnesecchi toglie dalla porta (44’). <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Voci dal &#8220;Sinigaglia&#8221; &#8211; Palladino: &#8220;Ecco lo spirito nelle difficoltà&#8221;. I giocatori: &#8220;Un abbraccio a Honest, imparerà&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 19:03:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
		<category><![CDATA[spogliatoi]]></category>
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					<description><![CDATA[Raffaele Palladino ha un elogio collettivo da fare alla sua Atalanta, sotto ottanta per cento a venti nel possesso a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/a42b4d84-6b6a-4cab-9a82-5c993798cd44.jpeg"><p>Raffaele <strong>Palladino</strong> ha un elogio collettivo da fare alla sua <strong>Atalanta</strong>, sotto ottanta per cento a venti nel possesso a <strong>Como</strong> causa inferiorità numerica subitanea ma capace di salvare la ghirba: <em>&#8220;Stavolta abbiamo dimostrato di sapere giocare nelle difficoltà. Avrei preferito giocarmela 11 contro 11, ma è un gran risultato lo zero a zero contro chi palleggia così bene e ha individualità di spicco. Lo spirito visto oggi è il punto di partenza&#8221;</em>. </p>
<p>Il tecnico nerazzurro sa bene di quello che parla: <em>&#8220;I ragazzi si sono adeguati subito, ovviamente in dieci il piano gara era da buttare. Velocità, gamba, ripartenza, cambi: potevamo sfruttare meglio qualche contropiede</em> &#8211; prosegue -. <em>A volte mi arrabbio con Ederson, oggi ha giocato per due. Deve essere sempre così devastante. Sulemana è entrato benissimo, Bellanova ci ha aiutato a strappare, tutti hanno aiutato tutti in ogni fase. Una partita del genere ci serviva. Le qualità fisiche e tecniche sono notevoli, ma senza sacrificio non sono sufficienti. Oggi abbiamo giocato col cuore e il lunedì libero è il premio a questo atteggiamento&#8221;</em>.</p>
<p>La questione Honest è liquidata con eleganza: <em>&#8220;Quello che ho detto ad <strong>Ahanor</strong> resta tra noi, Ha 17 anni e da queste cose può prendere spunto per imparare e crescere. Rimane un potenziale campione che ha commesso una leggerezza, pienamente conscio di ciò che ha fatto. In spogliatoi è partito l&#8217;abbraccio e l&#8217;applauso colettivo&#8221;</em>. </p>
<p>Ancora, tra singoli e prospettive di classifica: <em>&#8220;<strong>Scalvini</strong> è stato sfortunato nell&#8217;episodio del rigore, ma ha disputato una prova monumentale. Da elogiare anche Krstovic quando è entrato, per De Roon, Djimsiti&#8230; tutti hanno fornito una prova di carattere e sacrificio eccezionale</em> &#8211; chiude Palladino -. <em>Il cammino continua, il campionato è aperto, vogliamo risalire in classifica ma prima vogliamo preparare bene la Coppa Italia di giovedì con la Juventus”</em>.</p>
<p><em>“Abbiamo parlato subito nello spogliatoio con Honest, l&#8217;abbiamo abbracciato e rincuorato</em> &#8211; conferma Davide <strong>Zappacosta</strong> -. <em>Abbiamo aggredito gli attaccanti del Como come ci ha chiesto il mister. Si poteva fare di meglio? Non saprei, c&#8217;è una partita ogni tre giorni ed esistono anche gli avversari. Magari dal punto di vista mentale ci sta essere un gradino sotto&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Marten de Roon</strong> ne ha per <strong>Marco Carnesecchi</strong>. <em>&#8220;Ci ha salvato per tutta la partita con grandi parate. Siamo felici come bambini, abbiamo dovuto correre contro una squadra che fa girare molto la palla. Un punto che ne vale tre, con quel rigore così nel finale, poi. Abbiamo dato tutto in campo&#8221;</em>.  Ma anche per una tiratina d&#8217;orecchi all&#8217;autore del misfatto dell&#8217;inferiorità numerica: <em>&#8220;Honest ha fatto un gesto stupido, perché non si deve mai reagire. Ora deve rialzare la testa&#8221;</em>. </p>
<p><em>“Questi momenti li sogni da bambino. Davanti a Nico Paz sul dischetto mi sono ricordato di un rigore tirato proprio alla mia destra ai tempi della Cremonese, che però non ero riuscito a prendere</em> &#8211; chiosa il portiere salva-zeroazero -. <em>Mi dispiace per Nico, un giocatore straordinario. Il premio al migliore in campo lo dedico a tutta la squadra che ha faticato tanto. Il rigore parato è veramente la ciliegina sulla torta&#8221;</em>. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Zappacosta in gruppo, Bakker in Under 23. Con la Roma chi farà il vice Lookman?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 17:26:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Scalvini]]></category>
		<category><![CDATA[Mitchel Bakker]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[Ora che Davide Zappacosta ha dribblato l&#8217;affaticamento al flessore destro da sostituzione precauzionale con Yunus Musah all&#8217;intervallo col l&#8217;Inter, all&#8217;allenatore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/3ceea367-7091-4943-8071-03d0b586b9c1.jpeg"><p>Ora che <strong>Davide Zappacosta</strong> ha dribblato l&#8217;affaticamento al flessore destro da sostituzione precauzionale con Yunus Musah all&#8217;intervallo col l&#8217;Inter, all&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong> è rimasto un solo dubbio da sciogliere e da consegnare come certezza alle distinte di gara sabato sera: <strong>Kamaldeen Sulemana</strong> o <strong>Lazar Samardzic</strong> come &#8220;vice Lookman&#8221; al cospetto della <strong>Roma</strong> del grande ex <strong>Gian Piero Gasperini</strong>? Interrogativo lecito, dal momento che dal Genoa alla capolista il tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> era passato dal pupillo <strong>Daniel Maldini</strong>, superiorità numerica assicurata facendo espellere il portiere titolare Leali dopo nemmeno tre minuti e una chance alzata in curva, a <strong>Mario Pasalic</strong>, al rientro dopo la perdita di papà Ivica e designato a contenere il regista altrui Calhanoglu facendo comunque il trequartista largo in linea con <strong>Charles De Ketelaere</strong>.</p>
<p>Se il belga è nella lista degli intoccabili come il sorano a destra, Carnesecchi tra i pali, Hien, Kolasinac, De Roon, Ederson e il terminale unico <strong>Scamacca</strong>, insieme alla casella della falsa ala da tridente adattato manca quella dell&#8217;esterno sinistro. O Lorenzo Bernasconi, più difensivo e col piede forte, oppure <strong>Nicola Zalewski</strong>, che però potrebbe ovviare al primo quesito avanzando nella posizione in cui giocava fino al campionato Primavera tra i giallorossi. Lui e Zappacosta, in gruppo nel <strong>pomeriggio di Capodanno</strong> dopo due sessioni in solitudine, del resto, sono volti noti della sfida come Gasp, Mancini e Cristante dall&#8217;altra parte.&nbsp;</p>
<p>Restano indisponibili i soli <strong>Bakker</strong>, aggregato all&#8217;Under 23 per completare la riatletizzazione dopo l&#8217;infortunio al crociato destro dello scorso 24 luglio, e <strong>Bellanova</strong>, destinato a rientrare col Torino o col Pisa tra il 10 e il 16 gennaio prossimi per lo strappo al bicipite femorale del 9 dicembre scorso col Chelsea. Di sicuro dal <strong>3-4-2-1</strong>, stavolta a specchio, dell&#8217;allievo dei tempi del Genoa, col maestro, non si deflette. Per decidere chi sale e chi scende nel borsino dei favoriti, aggiungendoci l&#8217;altro minimo ballottaggio tra <strong>Giorgio Scalvini</strong>, che non gioca (solo 5 stagionali) dal 19 ottobre scorso con la Lazio, rientrato in quella circostanza dalla lesione di Parigi all&#8217;adduttore lungo a destra, prima di farsi male al bicipite femorale sinistro e poi all&#8217;adduttore destro, e <strong>Berat Djimsiti</strong>, autore dell&#8217;errore fatale il 28 dicembre scorso coi milanesi regalando palla a Pio Esposito per il sinistro di esterno di Lautaro. <em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Buone nuove da Zingonia: Zappacosta con la Roma del Gasp ci sarà</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2025 16:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa di campionato]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Zingonia]]></category>
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					<description><![CDATA[Nessuna conseguenza per l&#8217;affaticamento di Davide Zappacosta al flessore destro. L&#8217;esterno di Sora, sostituito all&#8217;intervallo da Yunus Musah domenica sera [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/4218f4c1-71b2-4bd2-a100-c2158bb4491c.jpeg"><p>Nessuna conseguenza per l&#8217;affaticamento di <strong>Davide Zappacosta</strong> al flessore destro. L&#8217;esterno di Sora, sostituito all&#8217;intervallo da Yunus Musah domenica sera contro l&#8217;Inter, può agevolmente recuperare la migliore condizione fisica in vista del rendes-vouz con la <strong>Roma</strong> in cui sarà uno degli ex come il compagno nerazzurro e pari ruolo Nicola <strong>Zalewski</strong>, l&#8217;allenatore giallorosso <strong>Gian Piero Gasperini</strong>, Gianluca Mancini e Bryan Cristante.</p>
<p>Il laterale trentatreenne, per bocca dello stesso mister <strong>Raffaele Palladino</strong> fatto uscire precauzionalmente perché nel reparto mancheranno ancora Raoul Bellanova sotto terapie per il bicipite femorale sinistro e il lungodegente Mitchel Bakker, alla ripresa degli allenamenti dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> martedì pomeriggio a Zingonia ha svolto una seduta di <strong>recupero individuale</strong>. L&#8217;americano, in caso di emergenza, si terrà la corsia destra col già citato nazionale polacco&nbsp;o Lorenzo <strong>Bernasconi</strong> sull&#8217;altro lato. Il lavoro prosegue la mattina di San Silvestro. <em><strong>SF</strong></em></p>
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