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	<title>Davide Zappacosta &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Zappacosta da 3 punti, ma che fatica per l&#8217;Atalanta col Verona nella festa di De Roon</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 16:04:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[30a serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 22 marzo (ore 15) Atalanta &#8211; Hellas Verona 1-0 (1-0) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/988d65e1-c84b-4bf9-b43e-7e8f5f59cd65.jpeg"><p>30a serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 22 marzo (ore 15)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Hellas Verona 1-0 (1-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 6,5, Djimsiti 6, Kolasinac 6,5 (31’ st Hien 6); Zappacosta 7, De Roon (cap.) 6 (43’ st Samardzic sv), Ederson 6,5 (18’ st Pasalic 6), Bernasconi 6; De Ketelaere 6,5 (31’ st Musah 6), Zalewski 6 (18’ st Raspadori 5,5); Krstovic 5,5. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 69 Ahanor, 5 Bakker, 16 Bellanova, 7 K. Sulemana. All.: Raffaele Palladino 6.<br />
<strong>HELLAS VERONA (3-5-2):</strong> Montipò (cap.) 6; Nelsson 6, Edmundsson 6,5, Valentini 6,5; Belghali 6,5, J.-D. Akpa Akpro 6,5 (40’ st Bernede sv), Gagliardini 6 (21’ st Al-Musrati 6,5), Harroui 5,5 (21’ st Suslov 6,5), Frese 5,5 (1’ st Oyegoke 6); Bowie 5,5 (33’ st Sarr 6), Orban 5,5. A disp.: 34 Perilli, 94 Toniolo; 19 Slotsager, 70 Fallou, 14 Lirola, 36 Niasse, 25 Mosquera, 41 Isaac. All.: Paolo Sammarco 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Ayroldi di Molfetta 7 (Bercigli di Firenze, Fontani di Siena; IV Crezzini di Siena. V.A.R. Maggioni di Lecco, A.V.A.R. La Penna di Roma 1).<br />
<strong>RETE:</strong> 37’ pt Zappacosta (A).<br />
<strong>Note:</strong> premiato Isak Hien per le cento presenze atalantine raggiunte con l’Udinese (ora sono 103-4). Presenza numero 436 per Marten de Roon, che scavalca Gianpaolo Bellini come recordman societario. Pomeriggio coperto, uggioso e tardo invernale, spettatori 22.087 per un incasso di 480.975,46 euro. Ammoniti Edmundsson, Valentini, Gagliardini e Hien per gioco scorretto. Tiri totali 13-10, nello specchio 3-2, parati 1-2, respinti/deviati 4-4, legni 1-0. Corner 2-4, recupero 1’ e 4’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Nel giorno della presenza-record numero 436 di <strong>Marten de Roon</strong>, contro il fanalino di coda Hellas <strong>Verona</strong>, pericolosissimo nella ripresa specie con l’omonimo del premier ungherese, l’Atalanta viaggia su un tappeto di spine nonostante il ricamo di Davide <strong>Zappacosta</strong> nel finale di primo tempo e incamera il bottino per non perdere il contatto con la zona coppe. Cinquantesimo punto: dopo la sosta, Lecce il 6 aprile, Juventus l’11, Roma il 18 all’Olimpico e il 22 la semifinale di ritorno casalinga di Coppa Italia con la Lazio.</p>
<p>Il festeggiato speciale si allarga sovrapponendosi a De Ketelaere al 3’ telefonando in bocca a Montipò, Krstovic invece apre troppo il sinistro apertogli da Kolasinac e Zalewski al settebello. Alla sporca dozzina Orban mastica parecchio dalla lunga il piatto apparecchiatogli dall’ex Gagliardini: palla dritta e a lato. A cavallo del quarto d’ora, Krstovic incorna il cross da destra di Zappacosta sullo schema del capitano e quindi prolunga per Zappacosta l’appoggio di testa da metà campo del fiammingo: Zalewski taglia bene con effetto velo, ma di fatto è Frese che prolunga la traiettoria per Ederson, stoppato in angolo da Akpa Akpro davanti al secondo palo. Al 24’ Djimsiti stoppa Orban nella combinazione con da Bowie dopo un tiro alto di seconda di Scalvini; un paio di lancette prima, provvidenziale diagonale di Valentini a spezzare l’asse tra il polacco e il montenegrino. A nove dalla pausa, l’acuto decisivo, quando CDK smista per Nikola che a sua a volta la offre per lo sposta &#038; tira di sinistro in caduta di Scalvini ed Edmundsson respinge stavolta a tiro del sinistro di Zappacosta, lesto a rientrare dallo spigolo destro, aperto nell’angolino lontano.</p>
<p>Un tris cronometrico più tardi, il conato di Akpa-Akpro ottiene solo di pareggiare a quota due il conto dei tiri dalla bandierina. Al rientro dal tunnel, occhio all’ex Hibernian che riceve dal fondo da Belghali, virato a mancina dall’ingresso di Oyegoke, trovando però sulla sua strada un muro chiamato Sead. Sempre lo scozzese si ritrova davanti a Carnesecchi sbucciando clamorosamente la palla a rientrare ancora di Belghali con balzo del riminese in corner. Siamo al quarto minuto. Al pari fallito fa riscontro, all’undicesimo, l’errore di mira di Krstovic che supera l’ultimo ostacolo il pallonetto sul lancio di Charlesone scheggiando la traversa alta. </p>
<p>All’ora di gioco break di Zappacosta che la ritenta, nell’uno contro uno con l’algerino, ma chiude in eccesso sul primo palo. Succede poco, ma con giropalla insistito ospite, e al 27’ la new entry Al-Musrati per fortuna stiracchia soltanto il destro scaricatogli da Bowie su imbeccata di di Belghali. Il britannico lo rifà di testa, all’indietro, dall’altro lato, prolungando verso Orban il traversone di Oyegoke: un altro 1-1 gettato alle ortiche. Idem all’ottantesimo, quando sull’asse Suslove-Sarr-Belghali con l’ennesimo scarichino è nuovamente il nigeriano a mancare il bersaglio, complice la grande risposta di Carnesecchi che gliela intercetta a mezz’altezza alla propria sinistra. Al 1’ di recupero, Hien ci mette la gambona su Belghali trovato da Orban. Alla fine, la grande festa di Martino, &#8220;grinta, leadership e senso di appartenenza&#8221;, cogli striscioni della Curva Nord e della Sud a campeggiare: Figlio acquisito della nostra città / bandiera e simbolo di atalantinità / 436 volte grazie Marten! e<br />
Prima uomini, poi campioni con il disegno dell&#8217;olandese in mezzo. Consegnata la maglia celebrativa. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Voci da San Siro &#8211; Palladino: &#8220;Il gruppo tira la carretta da 4 mesi&#8221;. I giocatori: &#8220;Grande spirito&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 17:22:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Il segreto dell&#8217;Atalanta che non molla mai? &#8220;Il gruppo, sono grandi uomini che da quattro mesi, dal mio arrivo, tirano. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/3675b940-f29e-4cbb-bf42-a55ad5227e3b.jpeg"><p>Il segreto dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che non molla mai? <em>&#8220;Il gruppo, sono grandi uomini che da quattro mesi, dal mio arrivo, tirano. Sudano la maglia, hanno gamba, cuore, coraggio. Però preferirei non dover sempre rincorrere: dobbiamo segnare prima, un aspetto da migliorare&#8221;</em>. Tra il solito peana allo spogliatoio e osservazioni da incontentabile, et voilà, <strong>Raffaele Palladino</strong> a commentare il pari e patta a San Siro dalla capolista.</p>
<p><em>“Tra <strong>Bayern</strong> e <strong>Inter</strong> era una settimana difficile contro due corazzate. M’è piaciuta la risposta della squadra soprattutto dal punto di vista mentale: non ci sono stati strascichi psicologici della pesante sconfitta di martedì, si sono rialzati tutti mettendoci intensità nonostante le scorie fisiche della partita di Champions, di martedì, spirito e grande energia. Chi è entrato ha migliorato il rendimento della squadra. Un gruppo che tira la carretta dando tutto&#8221;</em>, il concetto-base, ribadito a <em><strong>DAZN</strong></em>.</p>
<p>Sulla spinta <strong>Sulemana-Dumfries</strong> per pareggiarla e il presunto aggancio di piedi Scalvini-Frattesi per tenere almeno il punto, ecco la versione diplomatica dell&#8217;allenatore nerazzurro: <em>&#8220;Non ho visto gli episodi, non parlo mai degli arbitri. Marelli, molto bravo e tecnico, dice che non c’era nessuno dei due: noi ci fidiamo di lui&#8221;</em>. Lo sguardo è già proiettato a mercoledì prossimo: <em>&#8220;A Monaco andiamo col risultato compromesso, è una montagna da scalare contro una squadra di una forza e una tecnica impressionanti. L’obiettivo è essere competitivi dando spazio a chi ne ha avuto poco nella partita di andata. Faremo la nostra prestazione e vedremo, ma non è facile pensare di poter rimontare anche questa&#8221;</em>.</p>
<p>Dalla pancia del Meazza, ecco la giustificazione di un certo timore reverenziale nel primo tempo: <em>“L’Inter si sta giocando lo scudetto e il piano gara è stato fatto pensando a quello che loro hanno visto contro il Bayern Monaco. Quindi, blocco basso</em> &#8211; rimarca il mugnanese -. <em>Nel secondo tempo abbiamo alzato baricentro e pressione. Il resto l’hanno fatto i cambi. Il punto è meritato e a un certo punto la sfida si poteva vincere o perdere. Qualcosa di borderline, ma noi non rinunciamo alla nostra essenza. Dopo la partita siamo tutti a bravi a dire che si sarebbe potuta fare diversamente, tipo quando la perdi col Bayern. Lì volevamo giocarcela con coraggio, ma il livello ha fatto la differenza. Stavolta mi aspettavo scorie, invece i ragazzi si sono rialzati da grandi giocatori e da grande squadra, come se quattro giorni fa non fosse successo niente&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono i rientri decisivi da commentare: <em>&#8220;A me mancano tutti quando stanno fuori. <strong>Ederson</strong> e De Ketelaere ci sono mancati tanto. <strong>Pasalic</strong> e De Roon con Musah hanno tirato la carretta, adesso abbiamo un big in più lì in mezzo. Domenica aggiungiamo anche Raspadori</em> &#8211; sottolinea il tecnico dei bergamaschi -. <em>Siamo felici di aver recuperato Charles. I complimenti vanno rivolti allo staff medico, tra medici e fisioterapisti. A Jack mercoledì darò minutaggio, ove possibile. Bisogna stare attenti a centellinarlo, spero che anche la Nazionale possa essere felice che rientri&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Questa squadra non molla mai fino alla fine e rispecchia il mio carattere. Ma mi piacerebbe segnare prima, perché non è facile riprendere sempre le partite. Se stiamo bene fisicamente, possiamo giocarcela cercando di cambiare le cose. Mi gratifica che chi subentra dà il cento per cento&#8221;</em>, la chiosa palladiniana in tema elogio del dna atalantino.</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Il primo tempo è stato tosto, poi chi entra deve e vuole sempre aiutare la squadra con lo spirito giusto. Abbiamo voluto il pareggio fortemente. Non vogliamo perdere le nostre caratteristiche, tra cui giocare con molto coraggio. Col Bayern è andata male, qui meglio&#8221; (<strong>Isak Hien</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Ho preso palla, la mira, ho tirato e ho fatto gol. Non ho pensato a niente se non a segnare. E volevo, volevamo vincere. Abbiamo anche sbagliato l’ultima occasione perché volevamo fare il secondo gol. Per questa squadra io metto la testa in tutto per tutto, perché è un onore indossare questa maglia. Il primo tempo è stato tosto, ma il secondo bellissimo, siamo stati tutti bravi. Devo ringraziare il mister e i compagni, la loro fiducia mi dà molta felicità (<strong>Nikola Krstovic</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Siamo umani anche noi, tenere alto il livello ogni tre giorni è faticoso. In tanti vorrebbero giocare le partite che dobbiamo affrontare noi: è la cosa più bella dell&#8217;essere calciatore. In allenamento ci prepariamo a dare il meglio di noi stessi nelle grandi occasioni come queste. Siamo un grande gruppo dove chi entra dà una grande mano. Tatticamente le scelte sono state dettate dal risultato col Bayern, quindi abbiamo lavorato, all&#8217;opposto, su letture difensive e comunicazione in campo. Infatti abbiamo parlato di più e ce la siamo passata meglio nei momenti giusti&#8221; (<strong>Davide Zappacosta</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle col Sassuolo &#8211; Deludono i big, che se ne lasciano scappare troppe</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 17:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Atalanta perde in casa del Sassuolo a onta di ottantadue giri di lancetta di superiorità numerica senza salvarsi da un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/de34c058-92ce-4ebe-bfe5-b2830017cfee.jpeg"><p>L&#8217;<strong>Atalanta</strong> perde in casa del <strong>Sassuolo</strong> a onta di ottantadue giri di lancetta di superiorità numerica senza salvarsi da un bel po&#8217; di <strong>insufficienze</strong> in pagella. Distratto anche Sead <strong>Kolasinac</strong> sul primo gol, dove però si fa fregare Mario <strong>Pasalic</strong>, oltre a Marco <strong>Carnesecchi</strong> apparso incerto. Da Davide Zappacosta, visibilmente stanco, la marcia in più nel secondo tempo. Bene <strong>Yunus Musah</strong> nell&#8217;assalto continuo con gol interrotto comunque da due-tre ripartenze di casa di troppo, di cui la prima finalizzata.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 5,5: coperto dallo scontro Thorstvedt-Pasalic sull&#8217;angolo della zampata di Koné, ci mette del suo sbilanciandosi da solo. Bene su un precedente colpo di testa della mezzala di casa, ma stavolta niente miracoli.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6: sale a sostegno a più non posso facendosi fermare nel finale da guanto e traversa. Che jella. Ma dietro non si poteva fare di più? Laurienté, alla fine, era il suo uomo.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6: il cartellino rosso gli porta via quasi subito l&#8217;avversario diretto, ma si trova a dirigere un reparto disattento nelle preventive quanto sulle palle inattive (30’ st <strong>Hien</strong> 6: incolpevole, anche perché entrato lui il Sassuolo poco ci manca se non sviene collettivamente a pelo d&#8217;erba per la faticaccia immonda).<br />
<strong>Kolasinac</strong> 5,5: avrebbe dovuto seguire Koné perché nel castello difensivo sul corner di Laurienté teoricamente, anzi in pratica, toccava a lui. Un guerriero anche nel proporsi ribaltando il fronte, non lo si può certo mettere in croce se troppi compagni ballano metaforicamente il liscio.</p>
<p><strong>Bellanova</strong> 6,5: guadagna il fondo, procura e si procura occasioni, vedi quella schiacciata che Muric gli intercetta. La sostituzione alza il livello, ma è azzeccata? (1’ st <strong>Zappacosta</strong> 7: trascinatore se mai ce n&#8217;è uno, ne sforna a ripetizione, non proprio nel deserto ma in mezzo a una fittissima boscaglia neroverde).<br />
<strong>De Roon</strong> 5: il migliore in campo è Thortsvedt, ovvero il suo uomo. Non nel castello difensivo sullo svantaggio nel primo tempo, ma in campo aperto sì. Come un casellante che non abbassa la sbarra. Non regge due partite di fila a livello di ritmo.<br />
<strong>Pasalic</strong> 5,5: anche se si fa fregare sull&#8217;uno a zero, prima e poi si getta all&#8217;assalto, sempre con altruismo. Ma un mancato assist sulla traversa  e inserimento a go-go non cancellano l&#8217;errore. Se Ederson non c&#8217;è, per lui sono fatiche supplementari. E col Borussia, gol a parte nel poker sporco, aveva spesso quasi tutto.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: non che non riesca a difendere, perché undici contro dieci gli si chiedeva una maggior precisione nella metà campo nemica. Dove sale spesso e volentieri, con qualche difficoltà a trovare la misura (1’ st <strong>K. Sulemana</strong> 5,5: quinto iperoffensivo, ala o attaccante aggiunto? Largo come sta, ne fa una giusta e un paio sbagliate regalando palla a quelli dalla maglia diversa).<br />
<strong>Samardzic</strong> 5,5: fiducia, alla lunga, mal ripagata, non perché non ci creda ma per il semplice fatto oggettivo che alla squadra non è servito. Né d&#8217;accelerata, né alla conclusione, né d&#8217;ultimo passaggio.<br />
<strong>Zalewski</strong> 6: il boia e l&#8217;impiccato sbagliando il non lecito prima di andare sotto. All&#8217;impegno e alla foga non corrisponde la necessaria pulizia al dunque, anche se lavoricchia benino in catena (22’ st <strong>Musah</strong> 6,5: imbuca quel che altri non erano andati nemmeno vicini dal farlo. Un consiglio per il prossimo turnover?). </p>
<p><strong>Scamacca</strong> 5: non essendo mai stato un vero centravanti d&#8217;area, nell&#8217;area affollata non trova l&#8217;attrezzo o se lo vede passare davanti, indietro e di lato. Cilecca? Ma se manco tira&#8230; (1’ st <strong>Krstovic</strong> 6: la sua qualità più grande e che se c&#8217;è da tirare, lui tira. Muric gliela prende. Pazienza). </p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 5,5: caso Ederson a parte (ma che cos&#8217;ha?), <em>&#8220;in mano all&#8217;area medica&#8221;</em>, stavolta non ne azzecca molte. Anzi, quasi nessuna. I più stremati del mercoledì di coppa c&#8217;erano tutti dal primo minuto. L&#8217;Atalanta di oggi non può permetterselo. <em><strong>Esse</strong></em> </p>
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		<title>Le pagelle di Champions &#8211; Il migliore? Chi preferite tra Zappacosta e Pasalic?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:36:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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		<category><![CDATA[playoff di ritorno]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è Davide Zappacosta premiato dall&#8217;UEFA come player of the match e Mario Pasalic che dopo aver fatto illudere della qualificazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/57b29757-aea6-475e-a0e4-94c8633035e2.jpeg"><p>C&#8217;è <strong>Davide</strong> <strong>Zappacosta</strong> premiato dall&#8217;UEFA come player of the match e <strong>Mario Pasalic</strong> che dopo aver fatto illudere della qualificazione precoce agli ottavi alzando la testa intercetta la palla in uscita di Kobel, un mancato rinvio dalla trequarti a difesa tagliata fuori, per il crossetto del fattaccio rivisto al Var. <strong>Nikola Krstovic</strong> ci rimette la testa, fasciata da un turbante, <strong>Lazar Samardzic</strong> si prende la gloria.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: fa il suo per difendere il minimo vantaggio da Brandt e da Guirassy il massimo raggiunto una prima volta.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: Beier è un cliente difficile ma vale anche il contrario, tant&#8217;è vero che il palo lo prende dalla parte di Kolasinac. Un leone quando sale a sostegno (32’ st <strong>Djimsiti</strong> 7: propizia il primo matchball sprecato da Samardzic).<br />
<strong>Hien</strong> 8: esce palla al piede che nemmeno Franco Baresi, senza fissarsi su Guirassy a onta dell&#8217;abitudine inveterata al duello col centravanti nemico. E nel finale, nel momento più difficile, presidia l&#8217;area come fosse l&#8217;ultimo compito della sua vita.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 7,5 (27’ st <strong>Ahanor</strong> 6: non acciuffa una sola volta Adeyemi e a quest&#8217;ultimo basta per sognare i supplementari).</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 8: premiato dall&#8217;UEFA come mvp, regala due fasi pressoché prefette mettendoci a metà del guado il guizzo delle certezza quantomeno di poterci provare.<br />
<strong>De Roon</strong> 8: recupera una marea di palloni, oppure vi si avventa. Assist al contagiri per il tris di Pasalic, ma fa tutto bene, compreso un recupero nel finale più da thrilling di sempre della storia societaria.<br />
<strong>Pasalic</strong> 8: la mette ancora. A quota 66 in 328 allacciate di scarpe, è il quarto più presente e il quarto marcatore di sempre del club che l&#8217;ha adottato. Più lampi di genio e di lucidità che guizzi, ma alla fine recupera la palla decisiva. Da mediano.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 8: l&#8217;intensità di questo ragazzo, che prima di assaggiare con abbondanza il paradiso del pallone aveva fatto solo la serie C e qualche amichevole estiva, è davvero di un altro mondo. Il primo tempo è da nove senza discussioni. Poi segna un po&#8217; il passo.</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 7: dalle imprecazioni alla gioia in tredici giri di lancetta, da titolare deve dimostrare forse troppo per fare sempre la scelta più razionale. Non occupa l&#8217;area come col Napoli, ma non ci gira lontanissimo. Un diesel che esce alla distanza e la fa da match winner per la seconda volte in tre giorni.<br />
<strong>Zalewski</strong> 7,5: meritava almeno un gol sulle tre occasioni nel primo tempo, ma di più gioca di squadra accompagnando le sovrapposizioni o aprendo le ripartenze (40’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6,5: fa il suo tenendo sul chi vive una difesa molto malfunzionante per un buon terzo).</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 7: la botta e via, ma non essendo un centravanti d&#8217;area tiene alta la palla e la squadra concedendo uno scarico perfetto per frazione (27’ st <strong>Krstovic</strong> 7: un destro alto, un liscio senza saltare e il rigore procurato rischiando la commozione cerebrale sul colpo dello scorpione di Bensebaini).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 8: alla luce dei fatti non sbaglia le scelte, anche se a voler fare i preziosi Kolasinac non avrebbe mai fatto passare Adeyemi.<br />
<em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Impresa pazzesca: poker sporco al Muro Giallo, Dea agli ottavi di Champions</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:12:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[Champions League, gara 2 playoff/knockout round &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 25 febbraio (18.45) Atalanta &#8211; Borussia Dortmund [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/5d1fe9a6-34d3-43fa-9cbe-61508ef9b79d.jpeg"><p>Champions League, gara 2 playoff/knockout round &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 25 febbraio (18.45)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Borussia Dortmund 4-1 (2-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 7 (32’ st Djimsiti 7), Hien 8, Kolasinac 7,5 (27’ st Ahanor 6); Zappacosta 8, De Roon (cap.) 8, Pasalic 8, Bernasconi 8; Samardzic 7, Zalewski 7,5 (40’ st K. Sulemana 6,5); Scamacca 7 (27’ st Krstovic 7). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah, 13 Ederson, 45 Vavassori. All.: Raffaele Palladino 8.<br />
<strong>BORUSSIA DORTMUND (3-4-2-1):</strong> Kobel 5,5; Emre Can (cap.) 5,5, Anton 6, Bensebaini 4; Ryerson 6 (25’ st Yan Couto 6), Jobe Bellingham 5,5 (25’ st Adeyemi 7), Nmecha 6, Svensson 6; Beier 6,5 (15’ st Fabio Silva 5,5), Brandt 5,5 (15’ st Chukwuemeka 6,5); Guirassy 5,5. A disp.: 31 Ostrzinski, 33 Meyer; 5 Schlotterbeck, 47 Benkara, 49 Reggiani, 6 Özcan, 20 Sabitzer, 40 Inacio, 27 Adeyemi. All.: Niko Kovac 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sanchez Martinez 6 (Spagna &#8211; Cabañero, Prieto; IV Martinez Munuera. V.A.R. Cuadra Fernandez, A.V.A.R. Del Cerro Grande).<br />
<strong>RETI:</strong> 5’ pt Scamacca (A), 45’ pt Zappacosta (A), 12’ st Pasalic (A), 30’ st Adeyemi (B), 53’ st rig. Samardzic (A).<br />
<strong>Note:</strong> mezza sera serena e tiepida, spettatori 22.403 per un incasso di 809.425,60 euro. Ammoniti Bensebaini ed Emre Can per gioco scorretto, Hien e Fabio Silva per reciproche scorrettezze. Espulsi Schlotterbeck e Scalvini dalla panchina al 50&#8242; st per proteste, Bensebaini per somma di ammonizioni (gioco scorretto) al 52’ st. Tiri totali 13-7, nello specchio 8-3, parati 4-2, respinti/deviati 1-2, legni 0-1. Var: 1 (check rigore al 94’ Bensebaini su Krstovic). Corner 5-1, recupero 1’ e 9’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; <strong>Samardzic</strong> all’incrocio dal dischetto e saranno <strong>ottavi di finale di Champions League</strong>. Fatta giustizia dell’unica disattenzione sul 3-1 di <strong>Adeyemi</strong>. Cinque minuti per aprirla con <strong>Scamacca</strong>, <strong>Zappacosta</strong> per raddoppiarla di seconda dopo quaranta esatti con complicità della cresta iliaca spiazzante di Bensebaini e <strong>Pasalic</strong> per illudersi si averla chiusa dopo cinquantasette. Sta di fatto che <strong>l’Atalanta</strong> demolisce il <strong>Borussia Dortmund</strong> all’ultimo tuffo col poker sporco e venerdì saprà se dovrà giocare contro Arsenal o Bayern.</p>
<p>Al 4’ c’è già lo squillo di <strong>Zalewski</strong> in diagonale sinistro, suggerito da <strong>Kolasinac</strong> lungo il lancio del tuttofare croato e deviato in corner alla grande da <strong>Kobel</strong>. La seconda volta va meglio al centrattacco romano, lesto a deviare nel sacco dall’area piccola il radente aperto a Bernasconi dallo stesso polacco con la complicità della scivolata a vuoto di Bensebaini, di fatto un assist involontario. Che poi si fa giallare per la stesa di Zappacosta a cavallo di un paio di rinvii di Carnesecchi addosso a un avversario, prima Beier e poi Brandt. <strong>Hien</strong> tiene a bada il primo al quarto d’ora, sul sinistro a rientrare di <strong>Samarzdic</strong> arpionato in caduta dall’arcenese oltre il quarto d’ora invece c’è solo il secondo tiro dalla bandierina. Al 24’ la ritenta il <strong>polacco</strong> sempre con lo stesso piede, poco al di là del limite, su scarico dell’apripista raggiunto dal suo pendolino sinistro, ma l’estremo ospite è sempre sul pezzo. Un tris di lancetta ed ecco la testa di <strong>Guirassy</strong>, che devia sul fondo il cross a rientrare dettato a <strong>Beier</strong> dal lavoro di Ryerson, Jobe Bellingham e Svensson. I due marcatori del Westfalenstadion non ci prendono. Ampiezza totale, contromisure un po’ tardive. A tiro della <strong>mezzora</strong>, il primo vero acuto in giallo è di <strong>Brandt</strong>, inseritosi su filtrante del compagno di trequart lungo la conduzione di Nmecha per un sinistro in corsa che chiama il riminese alla protezione del legno di competenza.</p>
<p>Al 35’ <strong>Samardzic</strong> si fa fermare dal fratello d’arte sull’invito di Scalvini, due minutini e l’uscita prorompente di <strong>Hien</strong> carica il rientro sul destro di Zalewski che però s’impenna. Alle soglie del recupero, la smazzata di pugno di Kobel senza un perché sul piede del sorano che in lunetta calcia forte e teso di fronte a Bellingham, ma è il braccetto sinistro ospite a cogliere in controtempo l’ultimo ostacolo cadendo sulle ginocchia e facendo cambiare direzione all’attrezzo col fianco destro. Brivido dopo un poker al rientro in campo, ma San Marco da Rimini la prende comunque a Guirassy, giratosi sul destro in offside sulla palla dentro di Beier, sempre quei due. Al quinto <strong>Pasalic</strong> arriva al tiro fuori equilibrio sulla difesa del pallone scamacchiana dietro input del firmatario del bis, quindi <strong>De Roon</strong> colpisce l’estremo difensore tedesco sul la del serbo. All’ottavo, quasi come un contrappasso, il pericolo doppio <strong>Beier-Brandt</strong> col primo ad aprire il diagonale sul, anzi contro il palo lontano dopo il triangolo con <strong>Ryerson</strong> e il secondo a mancare il bersaglio col solo Scalvini davanti. Alla sporca dozzina l’azione da rimessa laterale con Bernasconi e Zalewski a sistemarla a De Roon per il traversone a rientrare deviato quanto basta di mezza tempia da Super Mario per calare il <strong>tris</strong> nei pressi del secondo palo.</p>
<p>I prussiani la riaprono lo stesso pareggiando il conto dei gol, col mancato assistman della tripla chance al 29’ a diventarlo per il sinistro verso l’incrocio di <strong>Adeyemi</strong> sull’onda lunga del primo angolo a favore. Prima, Guirassy incespica per poi impegnare Carnesecchi in <strong>uscita</strong>, Scalvini salva su Fabio Silva. A vuoto, di qua, Krstovic e soprattutto il match winner, che al 37’ non premia l’inserimento di Djimsiti dribblando Bensebaini per fare la barba al palo a sinistro aperto. Al quarto di ritorno Kobel esce sulla trequarti difensiva e serva Pasalic che crossa dentro per <strong>Krstovic</strong>: il montenegrino si tuffa di testa, Bensebaini lo colpisce con un calcio in fronte, di spalle, con la scuola dello scarpino (mica tanto ino) sinistro tanto da costringerlo a fasciatura e ricovero. Sanchez aveva dato corner, il Var lo convince del contrario e il mancinone del serbo battezza il sette.<br />
<em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>“Bravo Papà 2026”, il Club Valgandino premia Carnesecchi e Zappacosta</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 10:47:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Eccellenze aziendali e professionali]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[Atalanta Club Valgandino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il premio “Bravo Papà 2026” dell’Atalanta Club Val Gandino, una tradizione portata avanti dal 1994, come l&#8217;anno scorso viene assegnato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/WhatsApp-Image-2026-02-12-at-11.38.29.jpeg"><p>Il premio <strong>“Bravo Papà 2026”</strong> dell’<strong>Atalanta Club Val Gandino</strong>, una tradizione portata avanti dal 1994, come l&#8217;anno scorso viene assegnato in duplice copia. Il Club, guidato dal presidente <strong>Enzo Conti</strong>, ha deciso di assegnarlo a <strong>Marco Carnesecchi</strong> e <strong>Davide Zappacosta</strong>. Il portiere, insieme alla moglie Valentina, ha festeggiato il 12 gennaio scorso la nascita della figlia <strong>Bianca Regina</strong>. Il laterale originario di Sora ha invece accolto il piccolo <strong>Edoardo</strong> il 26 marzo 2025 insieme alla moglie Camilla.</p>
<p><em>«Il premio e la serata di consegna, già fissata per martedì 24 marzo</em> &#8211; evidenzia Conti &#8211; <em>sono ormai un appuntamento irrinunciabile della tradizione nerazzurra. Il nostro obiettivo è andare oltre gli aspetti tecnico-tattici o le posizioni di classifica, per ribadire come, nello sport e nella vita, la dimensione umana resti sempre centrale»</em>. Conti ricorda inoltre che due anni fa il riconoscimento era stato attribuito al presidente Antonio Percassi, mentre nel 2025 i premiati erano stati <em>José Ederson e Berat Djimsiti</em>. <em>«Quest’anno</em> &#8211; aggiunge &#8211; <em>abbiamo voluto riproporre il “parto gemellare”, premiando Marco Carnesecchi, “Bravo Papà” più recente, e Davide Zappacosta, che aveva vissuto la gioia della nascita del suo primo figlio proprio nei giorni della nostra festa dello scorso anno»</em>.</p>
<p>Dal 2022 il premio “Bravo Papà” è dedicato alla memoria di <strong>Franco Moioli</strong>, grande tifoso atalantino di Ponte Nossa, scomparso durante il periodo della pandemia. La <em>famiglia Moioli</em>, storicamente impegnata nell’attività orafa in Val Seriana, realizza fin dalla prima edizione l’opera che accompagna il riconoscimento: una creazione in oro e argento raffigurante uno scorcio del centro storico di <strong>Gandino</strong>.</p>
<p><strong>Marco Carnesecchi</strong>, classe 2000, è all’Atalanta dal 2017, dove nel 2019 ha vinto il campionato Primavera. Nativo di Rimini, ha giocato in questi anni anche con il Trapani in serie B e con la Cremonese, con la quale ha ottenuto la promozione in serie A. Dal 2023/2024 (anno della conquista dell’Europa League) è entrato a far parte della rosa dell’Atalanta, divenendone titolare fisso con grandi prestazioni. Ha giocato nelle diverse rappresentative nazionali, partecipato all’Europeo con la Under 21 ed è stato convocato anche con la Nazionale maggiore.</p>
<p><strong>Davide Zappacosta</strong>, classe 1992, è entrato a far parte della famiglia atalantina sin dal 2011, con successive esperienze in Avellino, Torino, Chelsea (vittoria in Europa League), Roma, Genoa. Dal 2021 è ritornato in neroazzurro, contribuendo a stagioni importanti e alla conquista dell’Europa League nel 2024.  Nel 2016 ha esordito con la maglia della Nazionale maggiore, sommando successivamente 14 partite.<br />
Nell’annunciare l’assegnazione del doppio premio il Club Valgandino ha anche confermato il festoso appuntamento del <strong>“Galà del Bravo Papà”</strong>, nel corso della quale è prevista la consegna dei riconoscimenti. Si terrà presso il <strong>ristorante Da Leone di Vertova martedì 24 marzo</strong> 2026 alle ore 19.30.  </p>
<p>Il <strong>Club Valgandino</strong> è fra i gruppi più longevi del tifo organizzato neroazzurro, in seno da sempre agli <strong>Amici dell’Atalanta</strong>. A far da “notaio” alla fondazione del 1979 fu il giornalista Elio Corbani. Conta circa 150 iscritti ed ha avviato negli anni in Val Gandino un’importante presenza sociale. Ad iniziative come “Ragazzi allo Stadio” e all’incisione nel 1984 dell’inno <strong>“Forza Atalanta” con Marino Magrin</strong>, si aggiungono progetti di solidarietà che vanno dalla costruzione di un asilo nido a Chacuela, sulle Ande boliviane, al sostegno all’Orfanotrofio di Kankao e all’asilo Happy Island nel carcere di Zomba in Malawi, all’infermeria di Llamellin in Perù. Da ricordare anche il recupero della Croce di Corno sui monti della Val Gandino a ricordo del compianto socio Lorenzo Rottigni. Il Club organizza inoltre a Gandino la storica “Corsa delle Uova” originalissima manifestazione che si svolge dal 1931, all’antivigilia della prima domenica di luglio (quest’anno 3 luglio 2026). Nel 1999 i festeggiamenti per il ventesimo di fondazione portarono a Gandino la Ferrari di Formula 1 e la realizzazione di uno speciale annullo delle Poste Italiane. Nel 1997 il Club Valgandino ha ricevuto il Premio Pino Pozzoni, riservato ai clubs neroazzurri più attivi.<br />
<em><strong>RECEffe</strong></em><br />
Foto Atalanta.it</p>
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		<title>Le pagelle con la Cremonese &#8211; In cinque per il sette, Carnesecchi para ancora</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 21:02:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Cremonese]]></category>
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		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Alla fine, prima di interrompere l&#8217;imbattibilità casalinga in campionato che sarebbe potuta arrivare alla quarta di fila come del resto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/df64f1b9-4593-4b62-9168-5a36d029a2a2.jpeg"><p>Alla fine, prima di interrompere l&#8217;imbattibilità casalinga in campionato che sarebbe potuta arrivare alla quarta di fila come del resto le vittorie, <strong>Marco Carnesecchi</strong> ha cucito un altro miracolo dei suoi alla divisa di una stagione fin qui perfetta prima di capitolare al 94&#8242;. La parata con cui ha tolto l&#8217;incornata di Djuric da dentro il palo ha qualcosa di magico. Era il secondo di tre tiri nella sua porta di una <strong>Cremonese</strong> che ha tirato meno di un terzo dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Per il resto, altri quattro si meritano il sette, a cominciare dal primo assistman Jack <strong>Raspadori</strong>, cui è mancato soprattutto il gol, Nicola Zalewski che ha spinto da ossesso e dulcis in fundo i marcatori di giornata, Nikola <strong>Krstovic</strong> e Davide Zappacosta.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: sul pezzo nonostante la semi disoccupazione. Il marchio dei grandi. Come abbia fatto a non far passare quel pallone non è dato saperlo.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 6,5: autorevolezza, anche troppa, nell&#8217;uscire palla al piede, con qualche riserva quando gli avversari si fiondano in area in sovrannumero.<br />
<strong>Djimsiti</strong> 6,5: salva su Pajero, si vede negare la gioia del tris dall&#8217;offside di Kamaldeen rilevato al Var e poi non può mettere una pezza sul gol.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: finché c&#8217;è lui si rischia poco, anche se quella fasciatura sotto il ginocchio fa venire i brividi da sola e il nemico non ha certo dei maghi lì davanti (14’ st <strong>Kossounou</strong> 6: gran palla per Sulemana, sprecata, partecipazione al possibile tris negato dall&#8217;offside dello stesso ex Southampton e quello spiovente di Luperto un po&#8217; sulla coscienza).</p>
<p><strong> Zappacosta</strong> 7: battezza col primo acuto stagionale una prova sull&#8217;attenti nelle due fasi (13’ st <strong>Bellanova</strong> 6: accarezza invano la fronte a Super Mario senza fare molto di più).<br />
<strong>Pasalic</strong> 7: l&#8217;uomo dei record, quarto per presenze totali e per gol nella storia societaria al lordo dei 5 gol del 1943/44 non riconosciuti (da chi?) a Cominelli, comanda le operazioni in scioltezza in un primo tempo da 8 con tanto di smazzata bassa e lunghetta per il 2-0. Poi, forse, palesa un po&#8217; di stanchezza al dunque.<br />
<strong>Ederson</strong> 6: sempre nel vivo del gioco, estrae dal cilindro un paio di conclusioni dalla distanza che non fanno male. Passettino indietro dalla prova con la Juve nel quarto di Coppa Italia, ma è anche vero che non ha un backup.<br />
<strong>Zalewski</strong> 7: moto perpetuo, praticamente la fa da quarta punta con licenza di inserirsi spesso sulle seconde palle oltre che crossare e duettare. Dietro, ma non troppo, perde un pallone in croce (25’ st <strong>Bernasconi</strong> 6,5: gran contropiede, aperto e poi rifinito di tacco, in una delle innumerevoli chances atalantine per chiudere la pratica. Krstovic ed Ederson lo seguono, Samardzic sbaglia ancora mira).</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 6: di pura stima, perché se la qualità gli va riconosciuta, nondimeno continua a sbagliare troppo. Traversa o no, non ha il killer instinct d&#8217;area per poter fare da backup a CDK, già di suo tendente a stare poco nei 16 metri decisivi&nbsp; (25’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6: la solita foga, solo senza la ciliegina sulla torta del gol come nel trofeo della coccarda il giovedì prima). <strong>Raspadori</strong> 7: il non-Lookman che fa il Lookman, più per lo scompiglio e la capacità di trovarsi coi compagni che nell&#8217;uno contro uno, arrischiato il giusto. Che pallonesse, e non solo per aprire il punteggio come una scatoletta di tonno (33’ st <strong>Musah</strong> 6: utilità multiruolo rivedibile).</p>
<p><strong>Krstovic</strong> 7: sempre più convincente, stavolta appaga il palato anche da titolare. La mira non è infallibile, ma ci prova quando può, di testa o di piede, senza neanche esagerare. Nove al quoto (ma uno l&#8217;ha fatto in Coppa Italia col Lecce) come Scamacca, stavolta un po&#8217; acciaccatiello, ma il capocannoniere interno in campionato è lui col settebello.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6,5: sistema sempre per benino i giocatori nei reparti e i reparti medesimi, convincendosi di non avere gerarchie prefissate anche se le palesa a ogni piè sospinto. Se De Roon e Ahanor non fossero stati dietro la lavagna del giudice sportivo, avremmo visto un&#8217;altra formazione. A Raspadori la fiducia è d&#8217;obbligo, perché lui sa farlo giocare per la squadra facendogli dimenticare di essere anche un po&#8217; solista. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Atalanta viaggia troppo sul velluto, ma la Cremonese arriva tardi: 2-1</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 19:46:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[24a serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; lunedì 9 febbraio Atalanta &#8211; Cremonese 2-1 (2-0) ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/cafd09f1-6c59-49ac-912e-60cbd3762ad6.jpeg"><p>24a serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; lunedì 9 febbraio<br />
<strong>Atalanta &#8211; Cremonese 2-1 (2-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 6,5, Djimsiti 6,5, Kolasinac 6,5 (14’ st Kossounou 6); Zappacosta 7 (13’ st Bellanova 6), Pasalic (cap.) 7, Ederson 6, Zalewski 7 (25’ st Bernasconi 6,5); Samardzic 6 (25’ st K. Sulemana 6), Raspadori 7 (33’ st Musah 6); Krstovic 7. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 4 Hien, 5 Bakker, 9 Scamacca. All.: Raffaele Palladino 6,5.<br />
<strong>CREMONESE (3-5-2):</strong> Audero 5,5; Ceccherini 5 (39’ pt Terracciano 6,5), Baschirotto (cap.) 6,5, Luperto 6,5; Barbieri 6 (39’ st Zerbin 6), Thorsby 7, Grassi 6 (17’ st Payero 6,5), Maleh 5,5, Pezzella 6,5; Bonazzoli 5,5 (1’ st Djuric 6), Vardy 5,5 (18’ st Sanabria 5,5). A disp.: 16 Silvestri, 69 Nava; 25 Pavesi, 55 Folino, 22 Floriani Mussolini, 14 Moumbagna. All.: Davide Nicola 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Piccinini di Forlì 6 (Fontani di Siena, Giuggioli di Grosseto; IV Arena di Torre Annunziata. V.A.R. Aureliano di Bologna, A.V.A.R. Del Giovane di Albano Laziale).<br />
<strong>RETI:</strong> 13’ pt Krstovic (A), 25’ pt Zappacosta (A), 49’ st Thorsby (C)<br />
<strong>Note:</strong> ricordati Federico Pisani, dedicatario della Curva Nord, e Alessandra Midali a tre giorni dal ventinovesimo anniversario dalla scomparsa, oltre a Emiliano Mondonico che giocò e allenò entrambe le squadre. Serata uggiosa con pioggia verso fine primo tempo, spettatori 21.796 per un incasso di 433.416,46 euro. Ammoniti Kolasinac e Kossounou per gioco scorretto. Tiri totali 29-12, nello specchio 9-3, parati 7-2, respinti/deviati 11-4, legni 1-0. Var: 1. Corner 13-2, recupero 1’ e 6’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; <strong>Krstovic</strong> si gira in caduta e col sinistro tramuta in oro il pallone a rientrare dalla destra di <strong>Raspadori</strong>, <strong>Zappacosta</strong> rientra sul medesimo piede lanciato basso da Pasalic per cogliere l’angolino opposto e Djimsiti si vede negare per fuorigioco di Sulemana la carambola con Pasalic e Kossoun sull’angolo finale il possibile tris per la seconda volta in mezzo alle gambe del portiere altrui. Tabù neopromosse sfatato, ma che strizza per non averla mai chiusa davvero subendo il dimezzamento dello score da <strong>Thorsby</strong>, l&#8217;esordiente in grigiorosso, controllo-spostamento-tiro di sinistro sull’ammollo di Luperto al <strong>94’</strong>. <strong>L’Atalanta</strong> batte la <strong>Cremonese</strong> e va a meno due dal Como sesto in attesa del recupero col Milan.</p>
<p>Ederson, Raspadori che la gira dentro quasi in lunetta e Krstovic, contrato in angolo, confezionano la prima chance poco oltre il 3’. Stessa sorte di seconda per Zalewski a cronometro raddoppiato dopo una manovra avvolgente con cross di Zappacosta respinto. Stessa situazione al 9’, quando però in coda al secondo angolo di casa è Raspadori di mancino, dalla destra dell’area, a obbligare alla sbracciata sopra il montante Audero, che infilato in mezzo alle gambe in controtempo devierà di tacco (sinistro, of course) la non irresistibile zampata da uno a zero disturbato nella visuale dal semi immobile Ceccherini. Ancora angolo, di nuovo la smanacciata salvifica in mischia nel gioco delle torri tra Djimsiti e chi la sblocca entro breve approfittando del cross morbido del compagno di reparto. Al ventesimo il possibile bis di Samardzic, sostituto dal warm-up di De Ketelaere che ha accusato noie al ginocchio destro, s’infrange sulla traversa nei pressi dell’incrocio, uno splendido taglio oltre il limite con tiro mancino a rimorchio di Zalewski. Input al polacco, sempre dell’assistman del rompighiaccio. Se la fronte del montenegrino non imprime potenza e direzione a ruota, due lancette e la diagonale di Kolasinac fa calare il sipario sulle velleità di Vardy. Un altro paio ed ecco che, con la partecipazione di Scalvini, il capitano di turno mette il pendolino di Sora a tu per tu con Luperto, altro esordiente tra gli ospiti, che rimane sul posto spianandogli la ricerca dello spiraglio sul legno lontano. Dalla destra dell’area piccola, per uno che fa il laterale di professione fin dall’Isola Liri, è uno scherzo.</p>
<p>Il solito problema di chiuderla persiste e, a tiro del destro dalla distanza ancora di Jack da presa in tuffetto per il portiere altrui, ecco il sinistro oltre il sette opposto dell’esterno destro Barbieri al 36’. Un minuto più tardi, invece, quello di Thorsby è un appoggio di testa senza rischi per Carnesecchi sul cross di Pezzella, ex al pari di Grassi. In avvio di ripresa, Baschirotto fa impennare in corner il conato di Juric rientrando dal vertice sinistro. Ad Audero sfugge anche la battuta dalla bandierina destra di Raspadori, ma in qualche modo Terracciano tiene a bada Djimsiti. Alla sporca dozzina Zalewski riprende un tiro respinto al firmatario del minimo vantaggio facendo la barba al palo dal limite. Poco dopo, sale in cielo nuovamente Thorsby per incrociare con la fronte bozzuta l’ammollo dalla trequarti sinistra di Pezzella senza mira. All’ora di gioco Krstovic, imbeccato da Pasalic, spara dritto col sinistro sulla scivolata di Terracciano.</p>
<p>L’occasionissima per riaprirla è al ventesimo sullo schema da destra di Payero: ancora il norvegese prolunga in gioco aereo, Luperto sbuccia il pallone a lato del palo alla destra di Carnesecchi. Ederson in coda al nono corner chiama al blocco a terra l’ex juventino nella porta altrui, Laki prima del cambio con Kamaldeen irrompe sull&#8217;invito dal fondo di Zalweski allargando il rasoterra a incrociare (22’). Raspadori da sinistra s’accentra e sgancia un radente non difficile per Audero (26’). Il ghanese ex Southampton riceve da Kossounou, si allarga e forse volendo crossare l’ammolla al pubblico; Super Mario, dal canto suo, stacca imperfettamente alla mezzora su cross di Bellanova. La stupenda risalita del campo Bernasconi-Krstovic-Ederson con tacco del primo per il servizio del brasilano dentro i sedici metri sfocia nel tiro a giro alto della punta di Castel Maggiore, che esce per fare spazio a Musah (33’). Se Djimsiti stoppa in corner Payero su sponda di Djuric, Baschirotto fa diga sull’ex Salernitana sceso in navata. Sulemana la ritenta di sinistro dalla destra impegnando l’ultimo ostacolo sul primo palo (40’), il girello di Nikola è sul fondo, L’ultimo entrato dei padani, Zerbin, fa lo scavino per l’incornata di Djuric che Carnesecchi toglie dalla porta (44’). <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Voci dal &#8220;Sinigaglia&#8221; &#8211; Palladino: &#8220;Ecco lo spirito nelle difficoltà&#8221;. I giocatori: &#8220;Un abbraccio a Honest, imparerà&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2026 19:03:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
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					<description><![CDATA[Raffaele Palladino ha un elogio collettivo da fare alla sua Atalanta, sotto ottanta per cento a venti nel possesso a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/a42b4d84-6b6a-4cab-9a82-5c993798cd44.jpeg"><p>Raffaele <strong>Palladino</strong> ha un elogio collettivo da fare alla sua <strong>Atalanta</strong>, sotto ottanta per cento a venti nel possesso a <strong>Como</strong> causa inferiorità numerica subitanea ma capace di salvare la ghirba: <em>&#8220;Stavolta abbiamo dimostrato di sapere giocare nelle difficoltà. Avrei preferito giocarmela 11 contro 11, ma è un gran risultato lo zero a zero contro chi palleggia così bene e ha individualità di spicco. Lo spirito visto oggi è il punto di partenza&#8221;</em>. </p>
<p>Il tecnico nerazzurro sa bene di quello che parla: <em>&#8220;I ragazzi si sono adeguati subito, ovviamente in dieci il piano gara era da buttare. Velocità, gamba, ripartenza, cambi: potevamo sfruttare meglio qualche contropiede</em> &#8211; prosegue -. <em>A volte mi arrabbio con Ederson, oggi ha giocato per due. Deve essere sempre così devastante. Sulemana è entrato benissimo, Bellanova ci ha aiutato a strappare, tutti hanno aiutato tutti in ogni fase. Una partita del genere ci serviva. Le qualità fisiche e tecniche sono notevoli, ma senza sacrificio non sono sufficienti. Oggi abbiamo giocato col cuore e il lunedì libero è il premio a questo atteggiamento&#8221;</em>.</p>
<p>La questione Honest è liquidata con eleganza: <em>&#8220;Quello che ho detto ad <strong>Ahanor</strong> resta tra noi, Ha 17 anni e da queste cose può prendere spunto per imparare e crescere. Rimane un potenziale campione che ha commesso una leggerezza, pienamente conscio di ciò che ha fatto. In spogliatoi è partito l&#8217;abbraccio e l&#8217;applauso colettivo&#8221;</em>. </p>
<p>Ancora, tra singoli e prospettive di classifica: <em>&#8220;<strong>Scalvini</strong> è stato sfortunato nell&#8217;episodio del rigore, ma ha disputato una prova monumentale. Da elogiare anche Krstovic quando è entrato, per De Roon, Djimsiti&#8230; tutti hanno fornito una prova di carattere e sacrificio eccezionale</em> &#8211; chiude Palladino -. <em>Il cammino continua, il campionato è aperto, vogliamo risalire in classifica ma prima vogliamo preparare bene la Coppa Italia di giovedì con la Juventus”</em>.</p>
<p><em>“Abbiamo parlato subito nello spogliatoio con Honest, l&#8217;abbiamo abbracciato e rincuorato</em> &#8211; conferma Davide <strong>Zappacosta</strong> -. <em>Abbiamo aggredito gli attaccanti del Como come ci ha chiesto il mister. Si poteva fare di meglio? Non saprei, c&#8217;è una partita ogni tre giorni ed esistono anche gli avversari. Magari dal punto di vista mentale ci sta essere un gradino sotto&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Marten de Roon</strong> ne ha per <strong>Marco Carnesecchi</strong>. <em>&#8220;Ci ha salvato per tutta la partita con grandi parate. Siamo felici come bambini, abbiamo dovuto correre contro una squadra che fa girare molto la palla. Un punto che ne vale tre, con quel rigore così nel finale, poi. Abbiamo dato tutto in campo&#8221;</em>.  Ma anche per una tiratina d&#8217;orecchi all&#8217;autore del misfatto dell&#8217;inferiorità numerica: <em>&#8220;Honest ha fatto un gesto stupido, perché non si deve mai reagire. Ora deve rialzare la testa&#8221;</em>. </p>
<p><em>“Questi momenti li sogni da bambino. Davanti a Nico Paz sul dischetto mi sono ricordato di un rigore tirato proprio alla mia destra ai tempi della Cremonese, che però non ero riuscito a prendere</em> &#8211; chiosa il portiere salva-zeroazero -. <em>Mi dispiace per Nico, un giocatore straordinario. Il premio al migliore in campo lo dedico a tutta la squadra che ha faticato tanto. Il rigore parato è veramente la ciliegina sulla torta&#8221;</em>. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Zappacosta in gruppo, Bakker in Under 23. Con la Roma chi farà il vice Lookman?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 17:26:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Scalvini]]></category>
		<category><![CDATA[Mitchel Bakker]]></category>
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					<description><![CDATA[Ora che Davide Zappacosta ha dribblato l&#8217;affaticamento al flessore destro da sostituzione precauzionale con Yunus Musah all&#8217;intervallo col l&#8217;Inter, all&#8217;allenatore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/3ceea367-7091-4943-8071-03d0b586b9c1.jpeg"><p>Ora che <strong>Davide Zappacosta</strong> ha dribblato l&#8217;affaticamento al flessore destro da sostituzione precauzionale con Yunus Musah all&#8217;intervallo col l&#8217;Inter, all&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong> è rimasto un solo dubbio da sciogliere e da consegnare come certezza alle distinte di gara sabato sera: <strong>Kamaldeen Sulemana</strong> o <strong>Lazar Samardzic</strong> come &#8220;vice Lookman&#8221; al cospetto della <strong>Roma</strong> del grande ex <strong>Gian Piero Gasperini</strong>? Interrogativo lecito, dal momento che dal Genoa alla capolista il tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> era passato dal pupillo <strong>Daniel Maldini</strong>, superiorità numerica assicurata facendo espellere il portiere titolare Leali dopo nemmeno tre minuti e una chance alzata in curva, a <strong>Mario Pasalic</strong>, al rientro dopo la perdita di papà Ivica e designato a contenere il regista altrui Calhanoglu facendo comunque il trequartista largo in linea con <strong>Charles De Ketelaere</strong>.</p>
<p>Se il belga è nella lista degli intoccabili come il sorano a destra, Carnesecchi tra i pali, Hien, Kolasinac, De Roon, Ederson e il terminale unico <strong>Scamacca</strong>, insieme alla casella della falsa ala da tridente adattato manca quella dell&#8217;esterno sinistro. O Lorenzo Bernasconi, più difensivo e col piede forte, oppure <strong>Nicola Zalewski</strong>, che però potrebbe ovviare al primo quesito avanzando nella posizione in cui giocava fino al campionato Primavera tra i giallorossi. Lui e Zappacosta, in gruppo nel <strong>pomeriggio di Capodanno</strong> dopo due sessioni in solitudine, del resto, sono volti noti della sfida come Gasp, Mancini e Cristante dall&#8217;altra parte.&nbsp;</p>
<p>Restano indisponibili i soli <strong>Bakker</strong>, aggregato all&#8217;Under 23 per completare la riatletizzazione dopo l&#8217;infortunio al crociato destro dello scorso 24 luglio, e <strong>Bellanova</strong>, destinato a rientrare col Torino o col Pisa tra il 10 e il 16 gennaio prossimi per lo strappo al bicipite femorale del 9 dicembre scorso col Chelsea. Di sicuro dal <strong>3-4-2-1</strong>, stavolta a specchio, dell&#8217;allievo dei tempi del Genoa, col maestro, non si deflette. Per decidere chi sale e chi scende nel borsino dei favoriti, aggiungendoci l&#8217;altro minimo ballottaggio tra <strong>Giorgio Scalvini</strong>, che non gioca (solo 5 stagionali) dal 19 ottobre scorso con la Lazio, rientrato in quella circostanza dalla lesione di Parigi all&#8217;adduttore lungo a destra, prima di farsi male al bicipite femorale sinistro e poi all&#8217;adduttore destro, e <strong>Berat Djimsiti</strong>, autore dell&#8217;errore fatale il 28 dicembre scorso coi milanesi regalando palla a Pio Esposito per il sinistro di esterno di Lautaro. <em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Buone nuove da Zingonia: Zappacosta con la Roma del Gasp ci sarà</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2025 16:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
		<category><![CDATA[ripresa di campionato]]></category>
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		<category><![CDATA[Zingonia]]></category>
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					<description><![CDATA[Nessuna conseguenza per l&#8217;affaticamento di Davide Zappacosta al flessore destro. L&#8217;esterno di Sora, sostituito all&#8217;intervallo da Yunus Musah domenica sera [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/4218f4c1-71b2-4bd2-a100-c2158bb4491c.jpeg"><p>Nessuna conseguenza per l&#8217;affaticamento di <strong>Davide Zappacosta</strong> al flessore destro. L&#8217;esterno di Sora, sostituito all&#8217;intervallo da Yunus Musah domenica sera contro l&#8217;Inter, può agevolmente recuperare la migliore condizione fisica in vista del rendes-vouz con la <strong>Roma</strong> in cui sarà uno degli ex come il compagno nerazzurro e pari ruolo Nicola <strong>Zalewski</strong>, l&#8217;allenatore giallorosso <strong>Gian Piero Gasperini</strong>, Gianluca Mancini e Bryan Cristante.</p>
<p>Il laterale trentatreenne, per bocca dello stesso mister <strong>Raffaele Palladino</strong> fatto uscire precauzionalmente perché nel reparto mancheranno ancora Raoul Bellanova sotto terapie per il bicipite femorale sinistro e il lungodegente Mitchel Bakker, alla ripresa degli allenamenti dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> martedì pomeriggio a Zingonia ha svolto una seduta di <strong>recupero individuale</strong>. L&#8217;americano, in caso di emergenza, si terrà la corsia destra col già citato nazionale polacco&nbsp;o Lorenzo <strong>Bernasconi</strong> sull&#8217;altro lato. Il lavoro prosegue la mattina di San Silvestro. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Voci dall&#8217;Atalanta &#8211; Palladino: &#8220;Bravi anche a soffrire, pubblico fantastico&#8221;. Djimsiti: &#8220;Con lui sappiamo cosa fare&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 22:17:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Berat Djimsiti]]></category>
		<category><![CDATA[Charles De Ketelaere]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
		<category><![CDATA[Luis Muriel]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Continua la corsa all&#8217;elogio del nuovo mister da parte dei suoi giocatori. Sentite Berat Djimsiti: &#8220;E&#8217; cambiato tanto con Palladino. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/74716f2d-8905-4b60-ac31-d26a1afdea53.jpeg"><p dir="ltr">Continua la corsa all&#8217;elogio del nuovo mister da parte dei suoi giocatori. Sentite <strong>Berat Djimsiti</strong>: <em>&#8220;E&#8217; cambiato tanto con <strong>Palladino</strong>. C&#8217;era qualità anche prima, ma mancavano intensità, fiducia e mentalità. S&#8217;era già visto nel secondo tempo di Napoli. Si sta ritornando a essere la vera Dea&#8221;</em>. Il difensore ha preceduto il suo tecnico sul piedistallo della sala conferenze della New Balance Arena dopo aver parlato nel salottino: <em>&#8220;Ora tutti sanno cosa fare e gli attaccanti vengono subito messi in condizione di fare l&#8217;uno contro uno&#8221;</em>, l&#8217;altra sentenza proverbiale del nazionale albanese.&nbsp;</p>
<p><em>&#8220;Il successo dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> è sempre stato fondato sul gruppo, sulla sintonia con chi non gioca dall&#8217;inizio, sul difendere e attaccare tutti insieme. Vogliamo fare grandi cose col mister</em> &#8211; il pensiero del numero 19 -. <em>La <strong>Fiorentina</strong> non è squadra da ultimo posto, ha tanta qualità e ha in <strong>Kean</strong> uno dei migliori attaccanti del campionato. Hanno avuto due-tre occasioni molto importanti per tempo e lì c&#8217;è voluta anche fortuna&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;ennesimo sport inorgoglisce San <strong>Raffaele</strong> da Mugnano di Napoli, patrono della panchina che da Gian Piero Gasperini a Ivan Juric sembrava avere il malocchio addosso: <em>&#8220;Era importante vincere oggi, ma devo fare i complimenti alla mia ex squadra, una squadra viva che è venuta qui a giocarsela anche con grande tecnica. Diciamo che lo schema per <strong>Kossounou</strong> è di quelli che proviamo in allenamento, se vogliamo fare la battuta, ma i gol arrivano anche perché li cerchi e perché ci credi. Abbiamo difeso e attaccato da quadra, giocando di reparto davanti cogli attaccanti&#8221;</em>. Il ritorno al bottino pieno in campionato a quattro giorni dal trionfo di Francoforte è foriero di ottime notizie anche dove la coperta rischia di rimanere corta: <em>&#8220;Due clean sheet consecutivi aiutano a essere positivi, anche se oggi c&#8217;è stato di mezzo il palo dopo qualche salvataggio</em> &#8211; ammette l&#8217;allenatore nerazzurro -. <em>Sono molto contento, ma siamo tuttora un po&#8217; indietro in classifica e dobbiamo recuperare&#8221;</em>.</p>
<p>Il Palladino razionale ha vinto anche contro le sue emozioni: &#8220;<em>Saper soffrire comunque è importante.</em> <em>La Fiorentina è una squadra di valore che non merita quella classifica, nove undicesimi dei titolari sono gli stessi del sesto posto e dei 65 punti della scorsa stagione. Non immaginavo che potesse trovarsi lì, i ragazzi li ho tutti nel cuore. A fine gara li ho abbracciati dicendo loro di non mollare. Circa il mio possibile ritorno, c&#8217;è stata una chiacchierata ma non se n&#8217;è fatto più niente. Nel secondo tempo siamo stati bravi nella riaggressione, cambiano anche la velocità di pressione..&#8221;</em>. Ottime anche un paio di mosse: <em>&#8220;Ho preferito De Roon su Fagioli ed Ederson su Mandragora perché appena conquistata palla dovevamo servire gli attaccanti, che sono giocatori forti&#8221;</em>.</p>
<p>Ecco, appunto, il piatto forte. <em>&#8220;<strong>De Ketelaere</strong> deve sentirsi libero per creare superiorità facendo giocare bene la squadra, <strong>Scamacca</strong> ha fatto una grande partita, Lookman anche. Abbiamo qualità: ad Ademola ho parlato individualmente come con tutti, è un ragazzo ricettivo e siamo stati chiari l&#8217;uno con l&#8217;altro perché vogliamo portare l&#8217;Atalanta il più in alto possibile. Sta facendo anche una grande fase difensiva ed è al secondo gol di fila. Gianluca, se ci mette queste intensità e qualità, sacrificandosi ancora di più per la squadra, per come manda dentro i compagni e come fa i duetti, può diventare uno dei centravanti più forti d&#8217;Europa&#8221;</em>. Infine, i tifosi: <em>&#8220;Abbiamo giocato davanti a un pubblico meraviglioso, abbiamo riportato entusiasmo&#8221;</em>.</p>
<p>A bordocampo è toccato invece a <strong>Charles De Ketelaere</strong> e <strong>Davide Zappacosta</strong>. Il belga ha dominato senza segnare, fermato più volte da De Gea: <em>&#8220;Due gol dopo i tre di Francoforte, anche a livello di prestazione, hanno significato dare continuità a quello che eravamo riusciti a fare a Francoforte. A maggior ragione è stato importante continuare a creare tante occasioni anche davanti ai nostri tifosi. In serie A ci serviva davvero&#8221;</em>. Infine, l&#8217;esterno, il titolare più anziano coi suoi trentatré anni (Francesco Rossi, il terzo portiere, ne ha uno in più):<em> &#8220;L&#8217;Atalanta vera deve essere così, non quella che non riusciva a fare risultato. Palladino ha portato tanto entusiasmo anche perché è giovane. Ma dobbiamo tenere i piedi per terra, essere umili, mantenere questa intensità e questa cattiveria&#8221;</em>.</p>
<p>Dulcis in fundo, <strong>Luis Muriel</strong>, l&#8217;ospite d&#8217;onore di società e Curva Nord nel prepartita. <em>&#8220;Il presidente Percassi mi ha chiesto cosa ci facessi invitandomi poi a tornare. Mi piacerebbe,</em> <em>ma non è semplice, anche se ho ancora molta voglia di giocare &#8211; </em>la confessione a Sky Sport dell&#8217;attaccante colombiano, ora all&#8217;Orlando City in Mls -. <em>Provo molto emozioni, a Bergamo ho vissuto momenti bellissimi, ma anche in Italia in generale, dopo la nascita delle mie figlie. Lo stadio mi ha fatto tornare voglia di riviverli. E mi fa molto effetto vedere Gasperini alla Roma dopo tanti anni di Atalanta, ma sono contento di vederlo lassù in classifica e spero possa durare a lungo&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Juric non cerca alibi: &#8220;Per la prima volta ho avuto brutte sensazioni&#8221;. Zappacosta: &#8220;Si può dare di più&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 17:14:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo il poker a Parigi il 17 settembre, Ivan Juric stavolta è alla prima battuta d&#8217;arresto in campionato. Con l&#8217;Udinese [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/0840fe3e-5098-43fd-b126-88827fbc1cd3.jpeg"><p>Dopo il poker a Parigi il 17 settembre, <strong>Ivan Juric</strong> stavolta è alla prima battuta d&#8217;arresto in campionato. Con <strong>l&#8217;Udinese</strong> la sua squadra non c&#8217;è stata: <em>&#8220;Una prestazione negativa in tutti sensi, per la prima volta da quando sono l&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> ho avuto brutte sensazioni. Tecnicamente, fisicamente, per tutto. Dopo dieci-dodici partite di ottimo livello in cui si meritava di più, non c&#8217;è molta scienza nel riconoscere che questa è stata brutta e che bisogna archiviarla per ripartire&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Non abbiamo fatto bene né sul piano tecnico né su quello dell’aggressività. Pochi contrasti vinti, poca intensità, troppo disordine. È stata una serata storta e dobbiamo cancellarla il prima possibile.&nbsp;<strong>L&#8217;Udinese</strong>, ma lo si sapeva, ha giocatori di forza, gambe e velocità. Nonostante i cinque cambi non siamo riusciti a mantenere un&#8217;intensità giusta. Non ho visto bene nessuno dei miei. Per <strong>Scamacca</strong> ci vuole molta pazienza e lui deve mettercela tutta per tornare quello che era dopo il primo infortunio: è passato un anno di mezzo, non è così facile&#8221;</em>, ha continuato il tecnico nerazzurro in conferenza stampa.</p>
<p><strong>Juric</strong> giudica negativamente le attuali riserve. <em>&#8220;Quando fai sette partite in ventuno giorni devi far ruotare tutti. Oggi c&#8217;è stato un turnover a cinque. Mi rincresce che <strong>Samardzic</strong> e <strong>Sulemana</strong> un mese fa facessero belle cose e adesso stiano giocando male dopo il rientro di <strong>De Ketelaere</strong> e di <strong>Lookman</strong>. Uno pensa di aver trovato le riserve giuste, bisogna farsi trovare pronti, non solo quando si gioca titolari. Con Samardžić non c’entra il fattore ex: se l’è meritato, perché aveva fatto bene in allenamento e prima di De Ketelaere aveva disputato ottime partite. Ma anche lui oggi ha reso meno delle sue possibilità. Come Zalewski; deve capire che il talento non basta, può e deve difendere meglio per poi incidere in attacco dove ha caratteristiche migliori&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Non mi è piaciuto proprio niente e sono già educato a dire solo così. Finora avevamo giocato bene. Non mi piace com&#8217;è arrivata questa prima sconfitta in campionato, perché non ha funzionato nulla</em> &#8211; il j&#8217;accuse collettivo a <em><strong>DAZN</strong></em> -. <em>Non siamo mai riusciti a entrare in partita, non c’è nulla da salvare. Il giudizio è semplice: abbiamo sbagliato su tutti i fronti e non deve più ripetersi&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;L&#8217;Udinese ha approcciato meglio la gara per intensità e qualità, noi fisicamente e mentalmente dobbiamo dare tutti di più, perché giocando ogni tre giorni bisogna farsi trovare pronti. Davanti a una sconfitta del genere si deve rimanere equilibrati, positivi e fiduciosi, anche verso lo staff&#8221;</em>, l&#8217;eco dell&#8217;autocritica di <strong>Davide Zappacosta</strong>. <em>&#8220;Come ha detto il mister c&#8217;è poco da salvare. Non eravamo lucidi nemmeno nel finale e non siamo riusciti a creare come al nostro solito</em> &#8211; conclude il laterale -. <em>Bisogna cambiare registro perché in questi anni l&#8217;Atalanta ha sempre basato le sue fortune sulla fame e sulla voglia di vincere i duelli. Contro una squadra che s&#8217;è chiusa bene non abbiamo trova soluzioni&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Il dopopartita &#8211; Juric: &#8220;La vita ci ridarà indietro i punti&#8221;. Zappacosta: &#8220;Non è sfortuna&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2025 22:47:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è un Davide Zappacosta fermo al palo, e ancor prima alla stoppata di Tavares nel gioco tra quinti con Bernasconi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/3bbbda65-2aa9-4f4a-9e7b-0d35e1746675.jpeg"><p>C&#8217;è un <strong>Davide</strong> <strong>Zappacosta</strong> fermo al palo, e ancor prima alla stoppata di Tavares nel gioco tra quinti con Bernasconi nonché al lungolinea dettagli nel primo tempo da De Ketelaere per l&#8217;abbrancata di Provedel, che non è certo superstizioso né alla ricerca di alibi: <em>&#8220;Non credo nella sfortuna, se non concretizziamo le occasioni significa che manca qualità per poterlo fare&#8221;</em>. E c&#8217;è un <strong>Ivan Juric</strong> soddisfatto nonostante gli ennesimi punti persi, perché gli occhiali inforcati con la Lazio sono il quinto pareggio della sua <strong>Atalanta</strong> su sette giornate di campionato: <em>&#8220;La partita è stata eccellente sotto tutti gli aspetti. Li abbiamo messi al palo. Tante occasioni con Lookman, <strong>Zappacosta</strong> ed Ederson senza concedere nulla su coperture difensive e transizioni. La squadra meritava più punti e speriamo che la vita ci ridia indietro quelli persi&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Lookman s&#8217;è acceso completamente nel secondo tempo coprendo anche la facia in fase difensiva. Ha avuto due grosse occasioni, di testa e sul miracolo di Provedel. Abbiamo finalmente rivisto il vero Ederson</em> &#8211; prosegue il tecnico croato -.&nbsp;<em>In questo ciclo di sette partite vedremo dove potremo andare, ma ognuna ha una storia a sé. Lo Slavia Praga è molto aggressivo. Noi abbiamo le idee giuste, giochiamo bene, dobbiamo vincere&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Anche senza centravanti abbiamo creato il mondo, nei primi 25 minuti nel secondo tempo, dopo essere stati poco pericolosi nel primo. Aspettiamo che rientri <strong>Scamacca</strong> e giocheremo sempre con un attaccante puro: per adesso è una soluzione da adottare&#8221;</em>, s&#8217;è giustificato l&#8217;allenatore dei bergamaschi circa la riedizione del falso nueve col nigeriano calato nella parte come contro il Como prima della pausa.</p>
<p>Quindi, i giovani e il veterano: <em>&#8220;<strong>Bernasconi</strong> ha fatto la migliore delle sue partite difendendo su Cancellieri e Isaksen senza problemi e pure senza rinunciare ad attaccare in continuazione. <strong>Ahanor</strong> ha fatto una buona gara e secondo me può fare meglio</em> &#8211; le parole di Juric -.&nbsp;<em><strong>Zappacosta</strong> ha sofferto in ritiro, ma da tanto tempo vedo il Davide che ci aveva abituati a questi livelli. Sono stra-soddisfatto di lui, spero continui così&#8221;</em>.</p>
<p>Designato migliore in campo dalla scelta stessa del suo ufficio stampa di mandarlo davanti ai microfoni anche delle tv, <strong>Davide Zappacosta</strong> ha l&#8217;aria di chi fatto trenta non riesce a raggiungere trentuno: <em>&#8220;Non avevo urlato al gol sul palo, era una delle tre occasioni che ho avuto e avrei fatto meglio a sfruttare. Forse avrei dovuto essere più lucido, nel calcio sono cose che capitano&#8221;</em>. Richiesto di una spiegazione del perché non si sia vinta una sfida da sedici tiri a quattro di cui sette nello specchio, il sorano è netto:&nbsp;<em>&#8220;Manca un po&#8217; di qualità in più, se non si sfruttano le occasioni non posso credere nella sfortuna. La voglia di vincere c&#8217;era, nel secondo tempo abbiamo creato tanto. Continuando così vinceremo presto&#8221;</em>.</p>
<p>C&#8217;è qualcosa oltre la partita, tra DAZN e Sky: <em>&#8220;Ci sono analogie tra Juric e <strong>Gasperini</strong>, ma il mister ci chiede di seguirlo nell&#8217;interpretazione delle partite. Riguardo a <strong>Lookman</strong>, posso dire che Ademola adesso è con la squadra al cento per cento. Il resto sono questioni tra la società e lui&#8221;</em>. Ancora, sulla partita e sull&#8217;abitudine di cambiare corsia alla bisogna: <em>&#8220;La Lazio corre tanto ed era compatta con dieci uomini davanti all&#8217;area di rigore. Nel secondo tempo ha mollato un pochino concedendoci più spazi ed ecco le nostre chanches. Io cerco&nbsp;solo di fare quello di cui ha bisogno la squadra, giocare a destra o a sinistra mi è indifferente, è anche questione di esperienza&#8221;</em>.<br />
<em><strong>SF</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Juric: &#8220;Pasalic incarna lo spirito della squadra, bravi Ahanor e Bernasconi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 20:22:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Ivan Juric]]></category>
		<category><![CDATA[Lazar Samardzic]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Pasalic]]></category>
		<category><![CDATA[spogliatoi]]></category>
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					<description><![CDATA[Al fuoco di fila di domande sui protagonisti della serata col Club Brugge, prima vittoria personale assoluta e prima di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/2aca49f7-8410-42d9-b898-555e7d763a4c.jpeg"><p dir="ltr">Al fuoco di fila di domande sui protagonisti della serata col <strong>Club Brugge</strong>, prima vittoria personale assoluta e prima di squadra in <strong>Champions League</strong> nell&#8217;edizione 2025-2026, <strong>Ivan Juric</strong> non si limita a rispondere mettendo <strong>Mario Pasalic</strong> sul piedistallo. <em>&#8220;Siamo entrambi di <strong>Spalato</strong>, non siamo tipi da arrenderci. Lui incarna lo spirito dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>: corre a recuperare palla, a prendersi il rigore, a segnare di testa sull&#8217;ultimo corner utile. Ma i giovani usciti dalla panchina, Samardzic e <strong>Sulemana</strong>, oltre ai titolari Ahanor e Bernasconi, ci hanno dato quella spinta in più&#8221;</em>, la premessa del tecnico nerazzurro.</p>
<p dir="ltr"><em>“La mia prima vittoria in Champions è stata un’emozione enorme. Eravamo in difficoltà numerica ma abbiamo reagito bene. La dedica è a tutta la gente che tifa Atalanta, ci stanno dando veramente tanto. A proposito, per Bellanova e Kossounou sembra poca cosa, del resto è un periodo in cui stiamo spingendo moltissimo</em> &#8211; prosegue il mister spalatino -.&nbsp;<em><strong>Ederson</strong> e Lookman a tratti hanno fatto vedere quello che sono, hanno giocato un’ora ma non sono ancora brillantissimi. Contiamo di recuperarli al cento per cento a breve&#8221;</em>.</p>
<p>Sulla partita, non è un Juric da bicchiere pienissimo: <em>&#8220;Abbiamo concesso un gol evitabile. Non dico che fossi scontento nel primo tempo, solo non avevamo la ferocia che volevo vedere. Nel secondo, invece, abbiamo alzato i ritmi e il Bruges faticava a tenerci. I cambi ci hanno garantito una marcia in più per rimontare”</em>.</p>
<blockquote><p>“Non so se <strong>Ahanor</strong> sia una certezza, essendo alla terza partita da titolare (dal 27&#8242; per Hien col Torino, in realtà, NdR) a tempo pieno. Sta crescendo molto bene, è precoce. <strong>Bernasconi</strong> è una bellissima storia, arriva dall’Under 23 dove l’anno scorso ha fatto un lavoro strepitoso con Francesco Modesto. E’ un ragazzo del settore giovanile, la società l’ha fatto crescere con pazienza.</p>
<p dir="ltr">Pasalic è di Spalato come me, abbiamo la caratteristica di non arrenderci mai. Ci capiamo. Ha uno spirito favoloso, quello di tutta la squadra: si guadagna il rigore, corre a recuperare palla e segna nel finale il gol della vittoria.&nbsp;<br />
Ho avuto sempre la sensazione che dovessimo aumentare i giri il prima possibile. Ho avuto la sensazione che nel secondo tempo andassimo comunque il doppio: eravamo molto sul pezzo.&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Il ruolo ideale di Lookman e Sulemana è lo stesso, lì ad attaccare da sinistra, ma Kamaldeen gioca anche a destra. Possono giocare insieme, è una soluzione. Non è che Dino a Southampton abbia avuto tutte queste occasioni. Di Samardzic si parla poco, ma sta facendo un grande inizio di stagione, l’avevo visto benissimo già in ritiro&#8221; (<strong>Ivan Juric</strong>).</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>&#8220;Una partita perfetta a livello personale tra rigore procurato e 2-1, ma conta la vittoria dell&#8217;Atalanta. Abbiamo dato una risposta forte alla brutta sconfitta di Parigi. Godiamoci questa vittoria senza dimenticare che sabato c&#8217;è la partita di campionato col <strong>Como</strong>.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;errore nel primo tempo c&#8217;è costato il gol preso, ma non è che avessimo fatto male nel primo tempo. All&#8217;intervallo abbiamo concordato di alzare il pressing rimanendo concentrati, al ritorno ci siamo riusciti perché il <strong>Brugge</strong> ha giocato praticamente sempre nella sua metà campo. Il 2-1 è meritato, abbiamo creato molte più occasioni.&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Il periodo è complicato per gli infortuni, provocati dal calendario fitto in cui ogni tre giorni si deve giocare. Abbiamo non poche assenze. L&#8217;importante è che chiunque scenda in campo dia il massimo, è questo che fa la differenza. Quando saremo a pieno organico potremo fare ancora meglio. Per adesso traiamo energie e fiducia da partite e da risultati come questo.&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Essere premiato come migliore in campo è bellissimo, questa è la competizione più importante. Voglio vivere tante altre serate così. In più, in tribuna&nbsp;sono venuti tanti amici dalla mia città, Kastela, vicino a Spalato: segnare e condividere con loro la mia gioia è stato emozionante. Ovviamente dedico a loro gol e tre punti, mi sostengono da sempre e vederli mi ha reso felice. L&#8217;esultanza con mister Juric e tutta la panchina al mio gol dimostra che ci teniamo tantissimo e abbiamo fatto subito gruppo (<strong>Mario Pasalic</strong>).</p>
</blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Sul dischetto la palla pesava, l&#8217;importante è essere riuscito a segnare. Il momento più bello è aver festeggiato con la Curva Nord. Sono entrato e ho aiutato la squadra come potevo, tra rigore e cross. Ti alzi dalla panchina e vuoi fare tutto questo. L&#8217;ha fatto anche Musah, l&#8217;assist del 2-1 sul mio cross è suo. Siamo una squadra vera, con giocatori che subentrano e incidono. E siamo una squadra forte: in serie A due pareggi subito, poi siamo cresciuti e siamo ancora imbattuti.&nbsp;</p>
<p>La partita comunque è stata molto complicata, ci ricordavamo dei due precedenti nei playoff a febbraio quando fummo eliminati dallo stesso avversario. Conoscevamo il loro modo di giocare, sono molto compatti e riescono a sviluppare bene le azioni ripartendo. Nel calcio di oggi, però, si gioca in quindici o in sedici, le riserve devono saper dare la scossa ed è così che è andata stavolta, ribaltando il punteggio. Era fondamentale vincere (<strong>Lazar Samardzic</strong>).&nbsp;</p>
<p dir="ltr">&nbsp;</p>
</blockquote>
<p dir="ltr">
<blockquote><p>&#8220;Il Brugge è bravo con la palla tra i piedi, dà pochi riferimenti e trova sempre giocate di prima per le punte, sempre molto veloci, tecniche e pericolose. Riuscivano a essere sempre davanti ai nostri difensori. Avevamo di fronte un collettivo che si muove molto per il campo per evitare il pressing con qualità, mettendo sempre in difficoltà l&#8217;avversario come è stato con noi anche stasera. Non è stato per niente facile vincere, un imperativo per noi che sentivamo la sfida come un classico dentro o fuori dopo la sconfitta col PSG.</p>
<p dir="ltr">Spero per Raoul Bellanova che il suo fastidio muscolare non sia nulla di grave, lui come gli altri è un giocatore importante per noi. Dispiace sempre dover entrare perché un compagno si fa male. La speranza è che lui e Kossounou possano recuperare in breve tempo. Quanto a me, se ce n&#8217;è bisogno, mi sposto dalla fascia alla difesa, nessun problema&#8230; (<strong>Davide Zappacosta</strong>).</p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Retegui e Zappacosta ko con l&#8217;Italia, Pasalic gol e assist: i nazionali nerazzurri venerdì</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 22:02:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[venerdì 6 giugno]]></category>
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					<description><![CDATA[A Mateo Retegui, lasciato ramingo là davanti con Raspadori a partirgli lontano un casello autostradale nel 3-5-1-1 del ct Luciano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/03/Retegui-Italia-Ucraina-e1725657876453.jpg"><p>A Mateo <strong>Retegui</strong>, lasciato ramingo là davanti con Raspadori a partirgli lontano un casello autostradale nel 3-5-1-1 del ct Luciano Spalletti, la partita persa a Oslo dall&#8217;Italia con la Norvegia ha riservato una svettata morbida e centrale di rimpallo da corner dopo tre minuti e un pallone irraggiungibile del compagno anche nell&#8217;Atalanta, Davide <strong>Zappacosta</strong>, al 25&#8242;. A quest&#8217;ultimo, uscito dopo 72 minuti al pari dell&#8217;altro nerazzurro con l&#8217;ex Orsolini a subentrargli come Lucca col centravanti, anche il liscio al 7&#8242; su cross di Bastoni sovrappostosi all&#8217;altro quinto titolare Udogie e, al 34&#8242;, la banda del buco in combutta con Di Lorenzo nel mezzo corridoio di competenza scardinato dalla coppia Thorbsy-Nusa (il primo ammonito al 37&#8242; dopo che il Chapita era sceso a recuperare palla nella sua zona), raddoppiatore dopo aver servito a Sorloth il vantaggio al 14&#8242; recuperando un disimpegno errato proprio del braccetto mancino.&nbsp;</p>
<p>Nell&#8217;esordio azzurro nelle qualificazioni mondiali, tris di Haaland al 42&#8242; su filtrante di Odegaard a Donnarumma fuori causa. Nemmeno in panchina Daniel Maldini, mentre il quarto nerazzurro convocato, il portiere Marco Carnesecchi, almeno l&#8217;ha assaggiata. Molto meglio (undicesima rete in 75 presenze) per Mario <strong>Pasalic</strong> nel settebello della <strong>Croazia</strong> a Gibilterra, con gol d&#8217;apertura in proprio incornando il cross dell&#8217;eterno Perisic (28&#8242;) per poi servire direttamente dalla bandierina al sinistro di Budimir il bis entro un paio di lancette.</p>
<p>Match finito al 71&#8242; con l&#8217;ingresso al suo posto di Baturina; nella ripresa, doppiette di Ivanovic e Kramaric inframezzate dall&#8217;acuto dell&#8217;ex ala interista su passaggio dell&#8217;altro Pasalic, Marco. Riservista fisso senza vedere il campo, al contrario, Charles <strong>De Ketelaere</strong> nell&#8217;1-1 (De Cuyper 28&#8242;, Alioski 86&#8242;) del Belgio in Macedonia del Nord, mentre Isak <strong>Hien</strong> ha giocato full time l&#8217;amichevole vinta all&#8217;inglese dalla Svezia (Nygren e Ayari nel secondo tempo) in Ungheria.<br />
<em><strong>S.F.</strong></em></p>
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