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	<title>Dejan Kulusevski &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Atalanta, la big provinciale tradita da Kulusevski. Oltre il Var, la plusvalenza che fa male</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2021 09:42:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Simone Fornoni Battistrada e assist per il nuovo sorpasso. Quello decisivo. E così il trofeo lo alza il nemico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/05/kulusevski-22.jpg"><p><strong>di <em>Simone Fornoni</em></strong><br />
Battistrada e assist per il nuovo sorpasso. Quello decisivo. E così il trofeo lo alza il nemico di turno, due anni dopo il tentativo precedente. La <strong>provinciale</strong> può consolarsi con l&#8217;orgoglio di aver sfornato l&#8217;ennesimo <strong>grande giocatore</strong>. Facendoselo pure pagare caro. La <strong>big</strong> che è diventata in questo quinquennio gasperiniano, invece, smadonnare per averlo a suo tempo lasciato andare. Per non dire <strong>bocciato</strong>. Roba da schizofrenia pura, perché chi ci ha smenato in una sola serata, pur con <strong>40</strong> milioni in più in tasca, è sempre l&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Perché il suo killer di Coppa Italia, <strong>Dejan Kulusevski</strong>, inquadrabile fin troppo facilmente come ex al veleno, visto quel dito portato alla bocca a mo&#8217; di esultanza, dal profeta del nuovo e infinito corso nerazzurro ai tempi ricevette in regalo 102 minuti distribuiti su tre apparizioni in croce da journeyman. Per farsi poi spedire altrove, a <strong>Parma</strong>, dove ha trovato la consacrazione tanto da farsi appetire da chi oltre il blasone ha pure i soldi da spendere.</p>
<p>Una cessione che ha fatto benone alla <strong>reputazione</strong> e alle casse societarie: si fanno crescere campioni, si offre loro la rampa di lancio e via, a gonfiarsi il portafoglio per reinvestire in elementi pronti, magari d&#8217;importazione. <strong>Frosinone, Milan e Torino</strong>. Le tre apparizioni concesse nell&#8217;anno di grazia <strong>2019</strong> a chi al piano di sotto, sottratto sedicenne all&#8217;alma mater del <strong>Brommapojkarna</strong>, aveva combinato sfracelli grazie a un tecnico di prim&#8217;ordine come Massimo <strong>Brambilla</strong>, grande e riconosciuta levatrice di baby assi con la palla al piede: in Under 17, 26 partite e 17 gol; in Primavera, 55 e 17 con 26 assist più lo scudetto di categoria 2019.</p>
<p>Inutile nascondersi dietro la foglia di fico del <strong>Var</strong> che non ha funzionato o non avrebbe voluto funzionare nemmeno stavolta, dal famigerato mani di Bastos da blackout due anni or sono all&#8217;Olimpico alla combinazione del <strong>Mapei Stadium</strong> rigore negato-contrasto falloso sul primo svantaggio, protagoniste le coppie da moviola Rabiot-Pessina e Cuadrado-Gosens. Dietro, a volerlo ammettere oppure no, tanti rimpianti, anche se così va il calcio, con <strong>Davide costretto a vendere a Golia</strong> e a sudarsele a pelo d&#8217;erba. Quei 20 gennaio, 16 febbraio e il 23 febbraio 2019, alla luce dei fatti, mancino a giro per castigare e delizioso passaggio di ritorno al figlio d&#8217;arte Federico Chiesa per stendere, bruciano un pochino. Normale, umano. Così com&#8217;era umano che lo svedesino del 2000 di sangue macedone sbagliasse tutto o quasi, all&#8217;epoca, ai primi e insieme ultimi approcci con la prima squadra. Nella tana dei granata, oggi suoi rivali cittadini, guarda come gira il vento, l’ingresso per l’infortunato Robin Gosens al 18′ del primo tempo e l&#8217;umiliazione di dover lasciare il posto a Musa Barrow al 27′ del secondo. A Vinovo, anche stavolta, gliel&#8217;ha sfornata Zingonia.</p>
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		<title>Una grande Atalanta zavorrata dal Var e tradita da Kulusevski: la Coppa Italia va alla Juventus (2-1)</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2021 20:56:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Atalanta – Juventus 1-2 (1-1) ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Toloi (cap., 31&#8242; st Djimsiti), Romero, Palomino; Hateboer (31&#8242; st Ilicic), De [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/05/gol-malinovskyi.jpg"><p><strong>Atalanta – Juventus 1-2 (1-1)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Gollini; Toloi (cap., 31&#8242; st Djimsiti), Romero, Palomino; Hateboer (31&#8242; st Ilicic), De Roon, Freuler, Gosens (38&#8242; st Miranchuk); Pessina (23&#8242; st Pasalic); Malinovskyi (23&#8242; st Muriel), D. Zapata. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 4 Sutalo, 13 Caldara, 3 Maehle, 40 Ruggeri, 7 Lammers. All.: Gian Piero Gasperini.<br />
<strong>JUVENTUS (4-4-2):</strong> Buffon; Cuadrado, De Ligt, Chiellini (cap.), Danilo; McKennie, Bentancur, Rabiot, Chiesa (29&#8242; st Dybala); Kulusevski (38&#8242; st Bonucci), Cristiano Ronaldo. A disp.: 1 Szczesny, 31 Pinsoglio, 28 Demiral, 38 Frabotta, 5 Arthur, 8 Ramsey, 33 Bernardeschi, 9 Morata. All.: Andrea Pirlo.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Massa di Imperia 4 (Passeri di Gubbio, Costanzo di Orvieto; IV Di Bello di Brindisi. V.A.R. Valeri di Roma 2, A.V.A.R. Vivenzi di Brescia. A.A. di riserva: Alassio di Imperia).<br />
<strong>RETI:</strong> 31&#8242; pt Kulusevski (J), 41&#8242; pt Malinovskyi (A), 28&#8242; st Chiesa (J).<br />
<strong>Note:</strong> spettatori 4.300. Ammoniti Chiellini, Malinovskyi, Romero, Freuler e Ilicic per gioco scorretto, De Roon per proteste. Espulso Toloi dalla panchina al 43&#8242; st per proteste. Tiri totali 11-15, nello specchio 4-6, respinti/deviati 3-6, parati 4-4, legni 0-1. Var: 2. Corner 3-1, recupero 0&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Reggio nell&#8217;Emilia</strong> – Più che bendata, una Dea sfigata. Colpita proprio da <strong>Kulusevski</strong> al culmine di un rilancio discusso, rimessa in piedi da <strong>Malinovskyi</strong> e stesa da <strong>Chiesa</strong> in un secondo tempo dalle troppe distrazioni dietro. La <strong>Coppa Italia</strong> va alla <strong>Juventus</strong>, quella in bacheca a Zingonia resta figlia unica dell&#8217;unicissimo 2 giugno &#8217;63: a due anni dal mani di Bastos, il <strong>Var</strong> a intermittenza si ripresenta all&#8217;orizzonte dell&#8217;Atalanta zavorrandola nella seconda finale del trofeo della coccarda targata Gian Piero Gasperini. Gli episodi da <strong>moviola</strong> hanno pesato in un primo tempo dominato eppure a rincorsa obbligata, mentre nel secondo la contendente più blasonata ha usato più raziocinio estraendo i colpi proibiti dal fodero.<br />
I nerazzurri impongono <strong>ritmi</strong> forsennati fin dallo start, pagandoli alla distanza, senza però concretizzare. Al 3&#8242; il quarantatreenne <strong>Buffon</strong> ha un riflesso da campionissimo per dire di no in controtempo di piede a <strong>Palomino</strong> a rimorchio di <strong>Zapata</strong>, bravo a prendere il fondo sull&#8217;allungo di <strong>Gosens</strong> che entro la cinquina gli innesca la girata sul piede contestuale, a visuale chiusa da Chiellini: sfera sull&#8217;esterno della rete. Al 9&#8242; <strong>Malinovskyi</strong> incespica su Bentancur nella ripartenza, palla a <strong>Kulusevski</strong> che viene chiuso in diagonale da Toloi nella sua serpentina pro McKennie a disorientare l&#8217;altro ex Romero e il tucumano. Il 13 lo azzeccano al contrario l&#8217;americano che perde l&#8217;attrezzo e l&#8217;arbitro Massa che sorvola sull&#8217;ancata a braccio largo di <strong>Rabiot</strong> sul recuperatore <strong>Pessina</strong> dopo lo scambio col Toro di Cali. Al 17&#8242;, dopo un discusso contrasto prima del vertice sinistro con l&#8217;oriundo do Brasil, Ronaldo calcia la punizione sulla barriera centrando poi <em><strong>El Cuti</strong></em>, cartellino tuttora bianconero, sul tentativo di tap-in dal limite. Non si respira o quasi. Un giro di lancetta più tardi De Ligt cede al pressing zapatesco e tocca ancora a nonno Gigi uscire dai legni per sbarrare il passo al terminale bergamasco.<br />
Scollinata la metà della prima frazione, la squadra di <strong>Pirlo</strong> in disimpegno continua ad aprirsi falle da sola. Dal recupero da giocoliere di <strong>Pessina</strong> da destra scaturisce il destro di Freuler forse deviato dall&#8217;ultimo baluardo da posizione defilatissima (25&#8242;); il calcio franco di Malina dal centrosinistra, figlio dell&#8217;entrataccia da giallo del capitano subalpino sul trequartista monzese, è un conato larghissimo alla sinistra dell&#8217;ex azzurro. Passata la mezzora, il caso da tecnologia a bordocampo più discusso di tutti, con <strong>Cuadrado</strong> a trebbiare Gosens insieme alla palla: lo svedese di sangue macedone corre e mette in mezzo, Romero favorisce il rimpallo su CR7 e l&#8217;USA scarica per il mancino malefico a giro del vantaggio.<br />
A dieci dalla pausa Duvan da sinistra accende l&#8217;incornata di <strong>Hateboer</strong> su cui l&#8217;eterno Buffon vola per negare il pari subitaneo. Niente paura, c&#8217;è il capolavoro del <strong>Colonnello</strong>, che al 41&#8242; finalizza dalla sua mattonella grazie al borseggio di <strong>Freuler</strong> sul mediano francese gambalunga &amp; chignon e al successivo assist in orizzontale del tulipano. Il tackle dell&#8217;elvetico è il terzo frame del film forse oltre il codice, ma stavolta il capo-Var Valeri non se la sente di correggere l&#8217;icertissimo fischietto imperiese. Nella <strong>ripresa</strong> al 3&#8242; <strong>McKennie</strong> svetta fuori misura sulla palla tesa di Cuadrado e al 5&#8242; lo spigoloso veterano con la fascia al braccio smorza la conclusione dai venti metri di Pessina, ma è De Ligit in capo a due minutini a cucire la pezza delle pezze sullo sbrego da schema da piazzato Malinovskyi-Zapata (anticipato da Chiellini)-<strong>Romero</strong> salvando in estirada davanti all&#8217;area piccola. Anche Gollini fa il miracolo, al 13&#8242;, per salvare il palo di competenza dalla girata del battistrada juventino trovato da <strong>Chiesa</strong>. All&#8217;ora di gioco, due chances enormi per gli altri: Ronaldo telefona di fronte su cross del Kulu, ma è l&#8217;ex viola a non mettere la freccia sullo smarcante di tacco del portoghese. Che al 21&#8242; salta con Romero per addomesticare l&#8217;ammollo del partner di linea da sinistra, ma ne esce una telefonata miserella col piede debole. Purtroppo per i bergamaschi la difesa non regge allo scambio largo tra il match winner, che approfitta di uno svarione di <strong>Hateboer</strong>, e l&#8217;accentrato Kulusevski: il sinistro del figlio d&#8217;arte non lascia scampo. Alla mezzora De Ligt prende l&#8217;ascensore sul primo angolo a favore senza arrivare al piano, un tris cronometrico e sulla percussione in navata della new entry <strong>Ilicic</strong> l&#8217;altra freccia nell&#8217;arco Muriel scaglia il destraccio in curva. I titoli di coda sono nervosetti, ma adesso c&#8217;è il <strong>secondo posto</strong> da difendere in campionato all&#8217;ultima col Milan. Per l&#8217;onore, anche se la gloria al Mapei Stadium non c&#8217;è stata non solo per demeriti propri. A quarantacinque secondi dal gong, il solletico di Danilo a Gollini a rientrare.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Atalanta, la regina delle baby plusvalenze: da Kulusevski a Diallo</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2020 09:13:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La formula vincente, dalle parti di Zingonia, è crescere virgulti nel vivaio, farli esordire tra i grandi e piazzare le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/10/Traore-al-tiro-1024x739.jpg"><p>La formula vincente, dalle parti di <strong>Zingonia</strong>, è crescere virgulti nel <strong>vivaio</strong>, farli esordire tra i grandi e piazzare le plusvalenze. Puntuali come l&#8217;Iva e le altre scadenze fiscali, e soprattutto spalmabili su più anni d&#8217;esercizio nel bilancio. Da <strong>Dejan Kulusevski</strong> ad <strong>Amad Diallo</strong> (Traore), l&#8217;<strong>Atalanta</strong> impera e regna sovrana nella classifica delle cessioni più onerose di sempre a livello di giocatori <strong>Under 19</strong>.</p>
<p>Nell&#8217;elenco proposto da <em><strong>Transfermarkt</strong></em>, una sorta di Bibbia in rete del calcio giocato anche a tavolino coi trasferimenti e gli affari più costosi, nelle prime sei posizioni il club nerazzurro ne occupa la metà, anche se sulle cifre forse c&#8217;è qualcosina da ritoccare verso l&#8217;alto. L&#8217;ivoriano del 2002 che predilige il mancino per ricamare calcio d&#8217;autore a pelo d&#8217;erba, per esempio, è dato al <strong>Manchester United</strong> (da gennaio) a quota 21 milioni, mentre si vocifera insistentemente di un 25+15 di bonus. Amad è un fenomeno dal punto di vista stilistico e anche nella lettura tattica, uno che segna sfornando assist col contagiri. E da esordiente l&#8217;ha imbucata scartando mezza <strong>Udinese</strong>, il 27 ottobre 2019, per il 7-1 finale al Gewiss Stadium, per regalare il giorno seguente la <strong>Supercoppa Primavera</strong> sempre davanti al pubblico amico grazie agli assist decisivi per Roberto <strong>Piccoli</strong> e Manu <strong>Gyabuaa</strong> nel 2-1 alla <strong>Fiorentina</strong>.</p>
<p>La graduatoria, comunque, è figlia dei numeri al calciomercato dell&#8217;epoca recente, anzi recentissima. L&#8217;apripista dell&#8217;era delle <strong>baby plusvalenze</strong> è chi occupa la seconda posizione, quel <strong>Marquinhos</strong> che al novantesimo frustrò le illusioni di semifinale <strong>Champions</strong> a Lisbona lo scorso 12 agosto prima del matchball allo scadere di Choupo-Moting: 31,4 in saccoccia alla <strong>Roma</strong> e <strong>Paris Saint-Germain</strong> col futuro assicurato in due reparti. In testa, con 35 (più 10 di supposto bonus) c&#8217;è lo svedese del 2000 che ha incantato la Juventus ancora in maglia Parma, nella scorsa sessione invernale delle operazioni. E sul gradino più basso del podio, a 31, <strong>Alessandro Bastoni</strong> da Piadena, atalantino dall&#8217;età di nove anni e ora interista. Davanti perfino a Kingsley <strong>Coman</strong>, mica pizza e fichi&#8230;<br />
<a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/10/Atalanta-plusvalenze-baby-Under-19-Kulusevski-Diallo.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-89886" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/10/Atalanta-plusvalenze-baby-Under-19-Kulusevski-Diallo.jpg" alt="" width="970" height="616" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/10/Atalanta-plusvalenze-baby-Under-19-Kulusevski-Diallo.jpg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/10/Atalanta-plusvalenze-baby-Under-19-Kulusevski-Diallo-300x191.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/10/Atalanta-plusvalenze-baby-Under-19-Kulusevski-Diallo-768x488.jpg 768w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></p>
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		<title>Un Muratore in meno a Bergamo: va alla Reggiana</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Aug 2020 09:12:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[prestito]]></category>
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					<description><![CDATA[Era arrivato il 29 giugno per 7 milioni, nel gioco di plus-minusvalenze con la Juventus per l&#8217;affare legato ai 40 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/06/Muratore-1.jpg"><p>Era arrivato il 29 giugno per 7 milioni, nel gioco di plus-minusvalenze con la <strong>Juventus</strong> per l&#8217;affare legato ai 40 di Dejan <strong>Kulusevski</strong>. Ora <strong>Simone Muratore</strong>, centrocampista cuneese classe 1998, è già diventato un uomo da parcheggiare. In serie B, alla <strong>Reggiana</strong>, dove va in <strong>prestito</strong> secco: la rosa di Gian Piero Gasperini comincia a sfoltirsi a 9 giorni dal raduno a Zingonia. Il jolly, una sorta di Mandragora destro in grado di giocare anche centrale difensivo, rimpingua così l&#8217;organico della neopromossa dell&#8217;ex allenatore dell&#8217;AlbinoLeffe Massimimilano Alvini.</p>
<p>Muratore, cresciuto in bianconero e coi due crociati del ginocchio rotti tra i 17 e i 19 anni, conta 54 presenze e 3 reti nella formazione Under 23 in C e 5 nell&#8217;ultima stagione nella prima squadra guidata da Maurizio <strong>Sarri</strong>. Il tecnico toscano, giubilato dopo l&#8217;eliminazione agli ottavi di Champions col Lione, gli ha concesso due esordi mica da ridere: l’11 dicembre 2019 nella coppa dalle grandi orecchie a Leverkusen (vittoria per 2-0), al posto di Juan Cuadrado al 94′; il 26 giugno in A nel 4-0 al Lecce subentrando al 77′ a Federico Bernardeschi.</p>
<p>Per i nerazzurri si tratta in realtà del secondo movimento in uscita del mercato estivo 2020, dato che per Lennart <strong>Czyborra</strong> al Cagliari manca soltanto l&#8217;ufficialità. Il laterale mancino tedesco del &#8217;99, utilizzato dal Gasp solo nel finale della partita col Brescia del 14 luglio scorso al Gewiss Stadium, si sistema a Casteddu con la formula del prestito biennale con obbligo di riscatto fissato (pare) a 5 milioni. Il giocatore è attualmente in vacanza a Porto Cervo. Per quanto concerne invece i giovani in prestito, ceduto al <strong>Monza</strong> (neopromosso in cadetterìa) a titolo temporaneo <strong>biennale</strong> (obbligo di riscatto legato al bonus presenze) il centrocampista mancino del &#8217;99 Andrea <strong>Colpani</strong>, bresciano di San Zeno Naviglio, campione d&#8217;Italia Under 17 e Under 19 nella cantera atalantina e reduce dall&#8217;annata a Trapani sempre in B.</p>
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		<title>Un Muratore per l&#8217;Atalanta: è lo sconto alla Juve per Kulusevski?</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2020 14:41:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dalla panchina con la Juventus a Bologna nel vittorioso anticipo di campionato del lunedì in notturna, al Centro Sportivo Bortolotti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/06/JuventusvFCInternazionale2019InternationalZgTmdEQpoLyx.jpg"><p>Dalla panchina con la <strong>Juventus</strong> a Bologna nel vittorioso anticipo di campionato del lunedì in notturna, al Centro Sportivo Bortolotti di <strong>Zingonia</strong>. Col sospetto non proprio infondato che si tratti di uno <strong>sconto</strong> su due piedi per Dejan <strong>Kulusevski</strong>, più che un acquisto di prospettiva. Gianluca Di Marzio dà per fatto l&#8217;affare con <strong>l&#8217;Atalanta</strong> per l&#8217;approdo in nerazzurro dell&#8217;ex nazionale Under 19 <strong>Simone Muratore</strong>, in forza nella corrente stagione alla squadra bianconera B, la Under 23, che milita nel girone A di serie C e a classifiche cristallizzate dall&#8217;algoritmo ha ancora davanti la finale di Coppa Italia di categoria contro la <strong>Ternana</strong> dell&#8217;ex Fabio <strong>Gallo</strong>.</p>
<p>Centrocampista centrale in grado di fungere anche da perno difensivo, Muratore sarebbe da considerare il nuovo Rolando <strong>Mandragora</strong>, per restare in tema di giocatori multidimensionali pupilli di Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, se non fosse per i legamenti <strong>crociati</strong> del ginocchio operati a novembre 2015 e nell&#8217;estate di tre anni fa. Nato a Cuneo il 30 maggio 1998, ha comunque uno scampolo di <strong>Champions</strong> League nel palmares, l&#8217;11 dicembre scorso a Leverkusen, subentrato al 93&#8242; a Juan Cuadrado. Muratore, cresciuto tra Villafalletto e Saluzzo prima di approdare nemmeno tredicenne nel vivaio bianconero, ha all&#8217;attivo 70 partite con 10 gol nella Primavera più 13 in Youth League e 54 con 3 palloni in porta nella squadra B sotto Mauro Zironelli prima e Fabio Pecchia dall&#8217;estate 2019. In serie A, invece, nemmeno l&#8217;ombra di un match.</p>
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		<title>Gasperini e il mercato: &#8220;Solo per essere più forti. A tornare giù si fa in fretta&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jan 2020 13:44:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Zingonia &#8211;&#160;&#8220;Non ci sono esigenze immediate, il mercato a gennaio si fa solo per essere più forti. Altrimenti ci sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/01/Gasperini-mercato-Parma-1024x717.jpg"><p><strong>Zingonia</strong> &#8211;&nbsp;<em>&#8220;Non ci sono esigenze immediate, il <strong>mercato</strong> a gennaio si fa solo per essere più forti. Altrimenti ci sono tanti buoni elementi nel settore giovanile&#8221;.</em> Abbottonato ma possibilista: alla vigilia dello scontro col <strong>Parma</strong> del fresco ex <strong>Kulusevski</strong>, la più ricca plusvalenza di sempre dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, Gian Piero <strong>Gasperini</strong> spazia volentieri tra campo e operazioni a tavolino: <em>&#8220;Il nostro miglior acquisto è <strong>Duvan Zapata</strong></em> &#8211; fa sapere il mister, badando bene ad amplificare il messaggio -. <em>Certo, abbiamo perso qualche punto per strada, magari, proprio perché in certe fasi non potevamo contare su un attaccante in più&#8221;.</em></p>
<p>Insomma, la finestra di riparazione rimane sullo sfondo e fa entrare spifferi, anche se di nomi non se ne fanno. Se non quello in uscita: <em>&#8220;<strong>Dejan</strong> è un grandissimo profilo, buon per la Juventus che può permettersi di prenderlo lasciandolo parcheggiato dov&#8217;è per sei mesi</em> &#8211; ragiona il tecnico nerazzurro -. <em>La sua cessione è fondamentale per noi, perché ci sono risorse per pensare al prossimo futuro. Non si compra tanto per comprare, ma solo nell&#8217;ottica di un rafforzamento: finora abbiamo fatto fronte anche alle assenze, come del resto l&#8217;avversario di turno che non ha prime punte disponibili avendo però imparato a giocare compatto e in contropiede, ma <strong>come si è fatto in fretta a salire in alto ci si potrebbe mettere poco anche a scendere</strong>&#8220;.</em></p>
<p>La ritrovata abbondanza sul piatto delle bocche da fuoco lascia comunque soddisfatto il <strong>Gasp</strong>:<em> &#8220;Per la formazione c&#8217;è da sbizzarrirsi, ci siamo tutti e anche là davanti siamo in tanti, tra <strong>Gomez</strong>, Ilicic, Duvan e Malinovskyi</em> &#8211; prosegue -.<em> Ripeto: necessità impellenti di prendere qualcuno non ce ne sono e non ne vedo. La <strong>rosa corta</strong> mi va bene così com&#8217;è. Se si interviene è soltanto per essere più competitivi. E se si è competitivi dando continuità ai risultati, allora il valore dei giocatori si moltiplica. Puntiamo all&#8217;Europa come d&#8217;abitudine: arrivare al <strong>tredicesimo posto</strong> porrebbe prospettive molto diverse, anche per il mercato in uscita&#8221;</em>.</p>
<p>Accantonato il Kulu-discorso, ovvero <strong>35 milioni più 9 di bonus</strong> spalmati in cinque esercizi successivi, e glissato il discorso dell&#8217;altro partente Musa <strong>Barrow</strong>, Gasperini torna a bomba, ovvero al campionato, nel centro del mirino in attesa di Coppa Italia (a metà mese con l&#8217;ottavo a Firenze) e Champions (tra febbraio e marzo col Valencia): <em>&#8220;Possiamo fare meglio, anche se 31 punti fin qui sono davvero un bel gruzzolo. Il girone di ritorno è più difficile per tutti, anche se a 21 partite dalla fine gli obiettivi non sono ancora così delineati</em> &#8211; chiosa l&#8217;uomo in panchina -. <em>Ci sono le grandi come il Napoli, il Torino e il Milan che possono ancora rientrare nel discorso per l&#8217;Europa: tra l&#8217;essere dentro tutto o fuori da tutto ballano pochi punti, la competizione è equilibratissima e basta un filotto per puntare più in alto. Noi chiaramente abbiamo sempre le coppe come orizzonte: abbiamo la qualità per ripeterci. E gli ingredienti per battere il Parma: doti tecniche, velocità, concentrazione e attenzione. Il Gewiss Stadium deve essere un fortino, perché qualche occasione l&#8217;abbiamo sprecata proprio qui&#8221;.</em></p>
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		<title>Colley ingrana la terza: Primavera campione d&#8217;Italia!</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2019 20:49:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Atalanta – Inter 1-0 (0-0) ATALANTA (4-3-3): Ndiaye 6,5; Zortea (cap.) 6,5, Okoli 6,5, Heidenreich 6,5, Brogni 7; Kulusevski 7,5, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/06/Primavera-Atalanta-campione-dItalia.jpg"><p><strong>Atalanta – Inter 1-0 (0-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (4-3-3):</strong> Ndiaye 6,5; Zortea (cap.) 6,5, Okoli 6,5, Heidenreich 6,5, Brogni 7; Kulusevski 7,5, Da Riva 7, Ta Bi 6,5; Peli 6,5 (46&#8242; st Traore sv), Piccoli 6 (46&#8242; st Gyabuaa sv), Cambiaghi 6,5 (20&#8242; st Colley 7). A disp.: Nozza Bielli, Bergonzi, Girgi, Guth, Louka, Ghislandi, Cortinovis, Kraja, Pina Gomes. All.: Massimo Brambilla 7.<br />
<strong>INTER (3-5-2):</strong> Dekic 6,5; Zappa 6, Nolan (cap.) 6,5 (40&#8242; st Merola sv), Rizzo 6,5; Persyn 5,5 (14&#8242; st Grassini 6), Gavioli 6,5, Pompetti 6,5, Schirò 6, Corrado 6; Salcedo 5,5 (26&#8242; st Esposito 6), Colidio 6,5. A disp.: Pozzer, Stankovic, Van Den Eyden, Ntube, Attys, Mulattieri, Roric, Gianelli, Pirola. All.: Armando Madonna 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Marchetti di Ostia Lido 6,5 (Palermo di Bari, Dell&#8217;Università di Aprilia; IV Cudini di Fermo).<br />
<strong>RETE:</strong> 39&#8242; st Colley (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata afosa, spettatori 1.000 circa. Ammoniti Piccoli e Colley per comportamento non regolamentare. Corner 10-3, recupero 0&#8242; e 5&#8242;.</p>
<p><strong>Parma</strong> – La strizza di un palo avversario e poi la gioia liberata a tutta gola a sei dal novantesimo. A 21 anni dall&#8217;ultimo <strong>Tricolore</strong> e a 16 dall&#8217;ultimo trofeo, la Coppa Italia del 2003 con l&#8217;attuale coordinatore del vivaio Finardi in panchina. Il &#8217;93 di Prandelli e il &#8217;98 di Vavassori hanno trovato due eroi a emulare le gesta delle generazioni zingoniane che furono: <strong>Massimo Brambilla</strong> a dirigere la strategia generale e il journeyman di lusso <strong>Ebrima Colley</strong> a finalizzare il finalizzabile. E così il ragazzo col 19 sulla schiena, autore del capolavoro in combutta con Traore ai supplementari col Torino per guadagnarsi la finalissima, dipinge anche il matchball dell&#8217;atto conclusivo della stagione per la <strong>Primavera</strong> dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, nel quasi derby con l&#8217;<strong>Inter</strong> bicampione in carica guidata dall&#8217;alzanese <strong>Armando Madonna</strong>, un ex dei colori nerazzurri di Bergamo.<br />
Un minuto e mezzo Schirò regala la telefonata a Ndiaye dopo un mega rimpallo con Colidio a ballare il liscio come la difesa bergamasca, dopo qualche break nerazzurro che frutta un tris di angoli è invece <strong>Pompetti</strong> a saggiare da fuori di sinistro i guantoni dell&#8217;estremo altrui al quarto d&#8217;ora. <strong>Piccoli</strong>, a segno in entrambi i 2-1 di segno opposto (sempre a favore di campo) in regular season, ha i nervi a fior di pelle e rimedia il giallo per un calcione di stizza ai tabelloni; a concludere nello specchio è solo la Beneamata, con Gavioli a incornare centralmente il cross di Corrado al 21&#8242;. La sveglia piove inattesa alla mezzora con lo scambio <strong>Kulusevski-Cambiaghi</strong> sventato da Nolan che impedisce la conclusione pulita allo svedese, ma i Brambilla-boys, memori della faticaccia contro i granata dopo un&#8217;ora dominata il lunedì prima, preferiscono tenere i ritmi bassi. Concedendosi i break giusti, ma mai a segno: al 35&#8242; Peli riceve sul lato corto da Zortea e apre all&#8217;indietro per il 2000 col 10 sulle spalle, che ci prova senza angolare. Il tentativo fotocopia di<strong> Salcedo</strong> al 39&#8242; su apertura di Corrado velata da Colidio è ben più insidioso, ma il senegalese tra i legni è lesto a sventare in tuffo. A nemmeno un giretto dalla pausa la chance più ghiotta è per la fronte piena di<strong> Heidenreich</strong>, servito a puntino da Cambiaghi – tacco di Brogni &#8211; sullo schema dalla bandierina sinistra dettato da Kulu con torre imperfetta (la sfiora Rizzo) dell&#8217;ariete di Sorisole, ma il volo di Dekic abbassa la saracinesca sulle ambizioni di vantaggio.<br />
La ripresa inizia con lo svarione di Persyn non sfruttato da Cambiaghi, l&#8217;apripista della semifinale col Toro, incapace di tenere la sfera entro il rettangolo magico rientrando dal vertice di competenza, mentre una beneamata giù di corda si salva grazie alla chiusura di corpo di Zappa sulla combinazione <strong>Cambiaghi-Kulusevski-Ta Bi</strong> all&#8217;ora di gioco. Ma i Mindo-boys sono sempre all&#8217;erta, da fermo o in ripartenza. Un giro di lancetta e la punizione dall&#8217;out destro di Pompetti pesca l&#8217;estirada di Rizzo che non incrocia all&#8217;altezza del secondo palo; nemmeno cento secondi e Gavioli, virato a centrosinistra, imbecca a rimorchio Salcedo che spara in bocca a Ndiaye a tiro del corner numero 2 nemico che propizia la botta alta di poco dai venti metri di Grassini. Non c&#8217;è tempo per riprendere fiato, anche se si va al trotto: al 21&#8242; Piccoli trova il passaggio di ritorno di Kulusevski, ma poco oltre il limite sgancia un mancino debole. Nei pressi del settantesimo, il conato in contropiede tocca alla Baby Dea, e qui è bravo Rizzo ad allungare la fetta per sbarrare la strada a Piccoli nel corridoio di Peli. Fifa blu per l&#8217;occasionissima sul piede della new entry <strong>Esposito</strong>, due gol su tre dei suoi martedì sera contro la Roma: alla mezzora lo schema da angolo di Pompetti propizia la spizzata di Colidio e la volée del napoletano, che prende il <strong>legno pieno</strong> alla destra dell&#8217;estremo orobico. Le emozioni non si arrestano. Di qua Peli a rimorchio (33&#8242;) e Zortea in prima persona (col piede d&#8217;appoggio) sfiorano il bersaglio grosso senza che nel secondo caso Dekic debba scomodarsi, poi basta un&#8217;azione in solitario di Kulusevski (premiato come miglior giocatore della fase finale) sul successivo recupero difensivo e il gambiano del 2000, raggiunto dal filtrante al bacio, la piazza a giro appena dentro l&#8217;area. La festa può cominciare.</p>
<p><em><strong>Simone Fornoni<a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/06/IMG-20190614-WA0003.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-70583" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/06/IMG-20190614-WA0003.jpg" alt="" width="810" height="1080" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/06/IMG-20190614-WA0003.jpg 810w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/06/IMG-20190614-WA0003-225x300.jpg 225w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/06/IMG-20190614-WA0003-768x1024.jpg 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/06/IMG-20190614-WA0004.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-70584" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/06/IMG-20190614-WA0004.jpg" alt="" width="810" height="1080" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/06/IMG-20190614-WA0004.jpg 810w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/06/IMG-20190614-WA0004-225x300.jpg 225w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/06/IMG-20190614-WA0004-768x1024.jpg 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a><br />
</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie delle foto della festa a Massimo Ravasio (Mapello Calcio) presente.<a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/06/IMG-20190614-WA0005.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-70586" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/06/IMG-20190614-WA0005.jpg" alt="" width="810" height="1080" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/06/IMG-20190614-WA0005.jpg 810w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/06/IMG-20190614-WA0005-225x300.jpg 225w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/06/IMG-20190614-WA0005-768x1024.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></p>
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		<title>Doppio Colley ai supplementari, la Primavera mata il Toro e va in finale</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2019 21:43:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Atalanta – Torino 4-3 (1-0, 2-2) dopo i tempi supplementari ATALANTA (4-3-3): Ndiaye 6,5; Zortea (cap.) 6,5, Okoli 6, Heidenreich [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/06/Atalanta-Torino-semifinale-Primavera-1024x614.jpg"><p><strong>Atalanta – Torino 4-3 (1-0, 2-2) dopo i tempi supplementari</strong><br />
<strong>ATALANTA (4-3-3):</strong> Ndiaye 6,5; Zortea (cap.) 6,5, Okoli 6, Heidenreich 7, Brogni 6,5; Kulusevski 7 (43&#8242; st Gyabuaa 6,5), Da Riva 7, Ta Bi 6,5; Peli 7 (39&#8242; st Traore 7), Piccoli 6, Cambiaghi 7,5 (29&#8242; st Colley 7,5). A disp.: Nozza Bielli, Bergonzi, Girgi, Guth, Louka, Ghislandi, Cortinovis, Kraja, Pina Gomes. All.: Massimo Brambilla 6,5.<br />
<strong>TORINO (4-3-1-2):</strong> Gemello 7; Singo 6,5, Ferigra (cap.) 6, Potop 5,5 (33&#8242; pt Sportelli 5,5), Michelotti 5,5 (1&#8242; st Isacco 6); De Angelis 6 (9&#8242; st Gilli 5,5), Onisa 6,5, Kone 6,5 (36&#8242; st Buonavoglia 6); Petrungaro 5,5 (9&#8242; st Belkheir 7,5); Millico 6,5, Rauti 6. A disp.: Trombini, Ambrogio, Marcos Lopez, Moreo, Ghazoini, Cuoco, Tordini. All.: Federico Coppitelli 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Meraviglia di Pistoia 5,5 (Garzelli di Livorno, Meocci di Siena; IV Marcenaro di Genova).<br />
<strong>RETI:</strong> 13&#8242; pt Cambiaghi (A), 20&#8242; st Belkheir (T), 32&#8242; st Kulusevski (A), 51&#8242; st Singo (T), 4&#8242; e 7&#8242; sts Colley (A), 10&#8242; sts Millico (T).<br />
<strong>Note:</strong> serata calda e leggermente velata, spettatori 450 circa. Ammoniti Kone, Da Riva, Isacco e Ta Bi per gioco scorretto. Allontanato Brambilla al 51&#8242; st per proteste. Corner 11-6, recupero 1&#8242; e 6&#8242; (1&#8242; nel sts).</p>
<p><strong>Parma</strong> – Urge ripassino alla voce palle inattive, e magari anche a “chiusura della pratica quando si domina”. Ma il solco è segnato. Finisce come l&#8217;andata delle semifinali di Coppa Italia (6 febbraio), anche se qui ci si giocava la corsa al titolo. <strong>Cambiaghi</strong> batte il colpo rimasto orfano di bis, <strong>Belkheir</strong> il rintocco e <strong>Kulusevski</strong> la fetta sbagliata con deviazione nemica, senza evitare – complice Singo a tempo scaduto &#8211; la noia pericolosissima dei <strong>supplementari</strong>. Varrebbe la classifica migliore in regular season, prima contro quarta, ma un doppio <strong>Colley</strong> (match winner nel trofeo della coccarda, abbandonato il mese dopo al Filadelfia), al rientro dal tour marocchino del Gambia, decide d&#8217;infilare lo score in cassaforte. In contropiede, assist di Traore (il giorno prima nel 3-1 del quarto di ritorno dell&#8217;Under 17 in casa della Juve) in ambo i casi, col lob di testa e quindi col radente nell&#8217;angolino. La <strong>Primavera dell&#8217;Atalanta</strong> non scivola sul <strong>Torino</strong> guadagnando la finalissima di venerdì, sempre al “Tardini”, contro la vincente di Inter-Roma (martedì al “Ricci” di Sassuolo), per rincorrere un titolo che manca ormai dal &#8217;98 (Vavassori) e sarebbe il terzo (il primo nel &#8217;93 con Prandelli).<br />
Entro il tris di lancette i nerazzurri hanno già assommato le chances del futuro apripista brianzolo, il cui tracciante al volo di sinistro sul cambio campo di Zortea viene stoppato da Ferigra, e<strong> Ta Bi</strong>, che riceve da rimessa laterale impegnando Gemello in due tempi. La presa del portiere granata alla cinquina cronometrica non è invece a rischio sull&#8217;appoggio di fronte di Okoli, svettato sull&#8217;angolo da destra di Kulusevski. Per rompere il ghiaccio occorre il tredici calato da Cambiaghi dal limite, aiutato dal palo interno nella carambola vincente e a rimorchio del numero 10, inseritosi a sinistra sovrapponendosi a Brogni che gliela ridà sulla sponda involontaria di un Singo improvvido in uscita. Pare una gara a chi usa meglio il sinistro, anche se la supremazia territoriale resta di marca orobica. Al 19&#8242; tocca alla punizione dal lato destro di Kone (contatto Da Riva-Millico) che sibila poco oltre il montante, un giro di lancetta dopo al corridoio aperto dall&#8217;asso svedese a <strong>Piccoli</strong> con l&#8217;estremo altrui a proteggere di piede il palo di competenza. Al 26&#8242; solo il miracolo del numero 1 piemontese può dire di no all&#8217;ariete di Sorisole, salito stavolta in cielo – con carambola su Potop &#8211; sull&#8217;invito dalla bandierina del fantasista deputato a tutti i calci da fermo. Pugni serrati proprio a perpendicolo sulla riga di porta, che non servono a rintuzzare l&#8217;ascensore al 36&#8242; chiamato da Peli dall&#8217;out destro perché impreciso, al pari della fotocopia però sottoporta alzata a un tiro di schioppo.<br />
Nella prima frazione per il Torello dalle corna spuntatissime si segnalano solo il mezzo acuto di Rauti stoppato da Heidenreich (27&#8242;) e un improbabile destro a giro dai venti metri di<strong> Millico</strong> alla mezzora sull&#8217;invito di Onisa, ma la Baby Dea ha un<strong> Da Riva</strong> in più per spezzare le trame avversarie, come alle soglie dell&#8217;intervallo quando Petrungaro non passa nonostante il lavorio carsico di Onisa. Nella ripresa il poker di lancetta trova la girata di testa in torsione ancora di Piccoli: niente mira nemmeno al 6&#8242;, stesso crossatore, l&#8217;onnipresente Zortea, solo che qui la sfera sorvola la traversa. Scheggiata nella parte alta da Peli sull&#8217;apertura del play veneto all&#8217;ottavo, mentre di là il pretenzioso cucchiaio (12&#8242;) di Belkheir dietro il vertice destro sollecita il volo plastico a bloccarlo di Ndiaye e quindi Heidenreich è una furia cieca nel fungere da saracinesca su Millico, arrivato a rimorchio di Onisa. Il problema è chiuderla e i Brambilla-boys, ora votati alle ripartenze, non ci riescono venendo puniti. Al quarto d&#8217;ora Brogni riceve da Cambiaghi e la mette dal fondo per Kulu che la raddoppierebbe facile se non esistesse il colpo di reni di Gemello, cinque minutini e il ceco si distrae aprendo l&#8217;autostrada a Rauti, contrato in corner dall&#8217;estremo senegalese, ma la torre del centravanti sul successivo calcio da fermo è buona per controllo di petto e girata mancina a mezz&#8217;altezza davanti all&#8217;area piccola di <strong>Belkheir</strong>, già killer nella semifinale di ritorno di Coppa Italia il 6 marzo scorso a ruota del penalty del 9. Tra 22&#8242; e 23&#8242; erroraccio di Cambiaghi che spreca alle stelle il la del nordico e diagonale provvidenziale di Zortea che impedisce la rimonta all&#8217;autore del pari su allungo di Kone, scalato a terzino sinistro dopo il primo cambio. A 13&#8242; dal 90&#8242;, Ta Bi per Brogni, seconda palla concessa da Ferigra, destro di Dejan e Kone (pare) spiazza in scivolata frontale il suo portiere. A 3&#8242; dall&#8217;inizio del recupero, ecco il triangolo con Belkheir con Millico ad allargare la botta. La beffa per trascinarla all&#8217;extra time piove dalla zuccata dieci secondi oltre il quinto minuto concesso, da angolo dalla destra del bomber torinista, dopo il salvataggio di Ndiaye sullo stesso marcatore (da fuori). Primo tempo supplementare, con Gianpaolo Bellini ad alzarsi a dare ordini per l&#8217;espulsione dell&#8217;head coach: al 7&#8242; Gyabuaa rientra da sinistra calciando centralmente, Da Riva alza il sinistro su appoggio di Brogni (8&#8242;) e Piccoli (10&#8242;) si gira su scucchiaiata di Zortea (scarico di Colley) senza angolare a sua volta. Nell&#8217;ultimo spicchio a disposizione Heidenreich salva in estirada sulla linea un altro possibile guizzo di Belkheir su schema da corner Millico-Ferigra: da lì parte l&#8217;azione del 3-2, un altro contropiedino e il risultato è in ghiaccio, salvo la punizione del goleador degli altri smanacciata da Ndiaye nella sua porta.</p>
<p><em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Primavera, Napoli ko: sempre prima a più 7</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2019 16:42:03 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/04/Screenshot_2019-04-29-15-16-27-1024x640.png"><p><strong>Atalanta &#8211; Napoli 2-1 (1-1)</strong><br />
<strong>ATALANTA (4-3-3):</strong> Gelmi 6; Zortea 6,5, Okoli 6, Heidenreich 6,5, Brogni 6,5; Ta Bi 7 (46&#8242; st Da Riva sv), Delprato 6, Cortinovis 6 (35&#8242; st Gyabuaa sv); Traore 7, Kulusevski 7,5, Colley 6 (43&#8242; st Ghislandi sv). A disp.: Nozza Bielli, Girgi, Guth, Bergonzi, Kraja, Louka, Pina Gomes. All.: Massimo Brambilla 6,5.<br />
<strong>NAPOLI (3-5-2):</strong> Idasiak 6,5; Perini 6, Esposito 6, Manzi 6 (38&#8242; st Casella sv); Mezzoni 6 (29&#8242; st Vrakas 6), Zanon 6,5, Micillo 5,5 (29&#8242; st Mamas 6), Lovisa 6, Zedadka 6 (38&#8242; st Labriola sv); Sgarbi 5,5, Negro 6 (29&#8242; st Palmieri 6). A disp.: D&#8217;Andrea, Senese, Gaetano, Saporetti. All.: Roberto Baronio 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Ricci di Firenze 6,5 (Mariottini di Arezzo e Berti di Prato).<br />
<strong>RETI:</strong> 6&#8242; pt Traore (A), 10&#8242; pt aut. Okoli (N), 6&#8242; st Ta Bi (A).<br />
<strong>Note:</strong> ammoniti Zortea, Kulusevski e Perini. Corner 8-3, recupero 2&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Zingonia</strong> &#8211; L&#8217;Atalanta <strong>Primavera</strong> batte il <strong>Napoli</strong> col battesimo del fuoco sotto porta dell&#8217;acquisto di gennaio Willy Braciano <strong>Ta Bi</strong>, abile a inserirsi a rimorchio di <strong>Kulusevski</strong> in avvio di ripresa, mantenendo sette punti di margine in <strong>vetta</strong> sull&#8217;Inter (60 a 53) a quattro giornate dalla fine della stagione regolare. Baby Dea avanti a un poker della respinta di Gelmi su Zanon da fuori, grazie all&#8217;imbeccata dello svedese, falso nueve arretrato a suggeritore nell&#8217;occasione per il taglio del 2002 <strong>Traore</strong>, ma il pari è quasi immediato: <strong>Mezzoni</strong> la mette dall&#8217;out destro per Negro, anticipato da <strong>Okoli</strong> in caduta nella propria porta. Al 24&#8242; Zortea pesca Kulu, gabbato dal rimpallo col portiere, al 36&#8242; si gira il centravanti ospite ma ancora l&#8217;estremo di Brusaporto è attento. A una cinquina della pausa Traore spreca addosso a <strong>Idasiak</strong> la sponda del 2000 in prestito dalla prima squadra su scodellata dell&#8217;ivoriano della mediana, che nel recupero alza il mancino innescatogli dal cervello nerazzurro. Nella ripresa Mezzoni alza di non troppo fiondandosi dalla corsia e dopo il nuovo vantaggio Kulusevski sfiora il terzo per ben tre volte: al 5&#8242; sul dai e vai con l&#8217;aletta d&#8217;ebano e al 31&#8242; sul la di Brogni è bravo il guantipede avversario, alla mezzora la mira è sfocata. Lunedì 6 maggio si va in casa del Torino (16.30).&nbsp;</p>
<p><em><strong>S.F.</strong></em></p>
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		<title>Kulusevski decisivo, la Primavera ne fa sei al Chievo</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Apr 2019 15:46:55 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/03/Atalanta-Sampdoria-Primavera.png"><p><strong>Chievo – Atalanta 2-6 (2-1)</strong><br />
<strong>CHIEVO (4-3-3):</strong> Malaguti; Pavlev, Kaleba, Farrim (38&#8242; st Anymah), Enyan; Tuzzo (22&#8242; st Pina Nunes), Zuelli (38&#8242; st Corti), Bertagnoli (cap., 38&#8242; st Soragna); Juwara, Rovaglia, D&#8217;Amico (31&#8242; st Metlika). A disp.: Boseggia, Raffa, Salvaterra, Rossi. All.: Paolo Mandelli.<br />
<strong>ATALANTA (4-2-3-1):</strong> Carnesecchi; Zortea, Heidenreich (39&#8242; st Kraja), Guth, Girgi; Delprato (cap.), Colpani (37&#8242; st Da Riva); Peli (31&#8242; st Traore), Kulusevski, Cambiaghi (31&#8242; st Gyabuaa); Colley (37&#8242; st Cortinovis). A disp.: Gelmi, Brogni, Milani, Bergonzi, Ghislandi, Pina Gomes, Louka. All.: Massimo Brambilla.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Marcenaro di Genova (Camilli di Foligno, De Angelis di Roma 2).<br />
<strong>RETI:</strong> 16&#8242; pt Colpani (A), 20&#8242; pt D&#8217;Amico (C), 21&#8242; pt Rovaglia (C), 7&#8242; st Cambiaghi (A), 10&#8242; e 20&#8242; st Kulusevski (A), 28&#8242; st Cambiaghi (A), 30&#8242; st Peli (A).<br />
<strong>Note:</strong> ammoniti Juwara, Heidenreich, Zortea, Tuzzo e Kaleba. Recupero 1&#8242; e 2&#8242;.</p>
<p><strong>Caselle di Sommacampagna (Verona)</strong> – Una controrimonta coi fiocchi. Grazie a&nbsp;<strong>Dejan Kulusevski</strong>, prestato al piano di sotto dalla prima squadra del Gasp, capace di ribaltarla in modo decisivo (8 in campionato, 10 in tutto) nella ripresa prima della chiusura a due del set. La <strong>Primavera dell&#8217;Atalanta</strong> si riserva parecchie emozioni sul campo del <strong>Chievo</strong>, ma alla fine ha largamente alla meglio e in classifica, a nove giorni dal prossimo match casalingo contro il Napoli (cinque alla fine della regular season), blinda il <strong>primo posto</strong> lasciando l&#8217;Inter a meno 7 (57 a 50). Un match tutt&#8217;altro che in discesa per i nerazzurrini, che sfiorato il vantaggio dal 9&#8242; al 13&#8242; con Peli (parato a terra), Zortea, lo stesso asso svedese del 2000 (di testa) su ammollo del trentino e Cambiaghi (palo interno), rompono il ghiaccio grazie all&#8217;assolo di <strong>Colpani</strong> (doppiettista nel 3-1 dell&#8217;andata, decimo in Elite) per poi subire il rovescio in due minuti scarsi con <strong>D&#8217;Amico</strong>, abile a insaccare sulla respinta di Carnesecchi aggirandolo, e <strong>Rovaglia</strong> in asse con&nbsp;Bertagnoli. La Baby Dea preme, eppure è Juwara (42&#8242;) a sprecare la chance, calciando sull&#8217;esterno anziché servire lo smarcatissimo capitano. Malaguti fa il suo, senza poter evitare il monologo ospite al rientro dal tunnel. <strong>Cambiaghi</strong> (settima e ottava stagionale oggi), l&#8217;altro scorer a campi invertiti, pareggia subito privo di opposizione davanti all&#8217;estremo di casa, quindi ci pensa <strong>Kulu</strong> a giro e una decina di corsette cronometriche più tardi incornando alla perfezione l&#8217;angolo del vice-capitano. Sfida virtualmente chiusa e squadre lunghe, premessa ideale ad altri due acuti: ancora il brianzolo e, a ruota, la terza dribblando il portiere del ghisalbese <strong>Peli</strong>. In più, l&#8217;ottima notizia del ritorno del centrale ceco David <strong>Heidenreich</strong>, a lungo fermo per problemi al ginocchio: la sua ultima partita risaliva al 9 novembre scorso col Milan a Zingonia.</p>
<p><em><strong>S.F.</strong></em></p>
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		<title>La Primavera di Kulusevski fa faville: 3-1 alla Samp</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Mar 2019 11:06:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[7a giornata]]></category>
		<category><![CDATA[Dejan Kulusevski]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Brambilla]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberto Piccoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sampdoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Atalanta – Sampdoria 3-1 (1-1) ATALANTA (4-2-3-1): Ndiaye 6; Zortea 7, Okoli 6,5, Guth 6, Girgi 5,5; Delprato (cap.) 6, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/03/Atalanta-Sampdoria-Primavera.png"><p><strong>Atalanta – Sampdoria 3-1 (1-1)</strong><br />
<strong>ATALANTA (4-2-3-1):</strong> Ndiaye 6; Zortea 7, Okoli 6,5, Guth 6, Girgi 5,5; Delprato (cap.) 6, Ta Bi 6,5 (1&#8242; st Colley 6); Traore 6,5 (39&#8242; st Cortinovis sv), Kulusevski 7,5, Cambiaghi 6 (16&#8242; st Peli 6); Piccoli 6,5 (26&#8242; st Gyabuaa 6). A disp.: Carnesecchi, Brogni, Heidenreich, Bergonzi, Da Riva, Louka, Pina Gomes. All.: Massimo Brambilla 6,5.<br />
<strong>SAMPDORIA (4-4-2):</strong> Krapikas 6,5; Doda 6, Veips 5,5, Farebegoli (cap.) 6, Campeol 6; Yayi Mpie 7 (36&#8242; st Cappelletti sv), Trimboli 5, Soomets 5,5 (43&#8242; st Perrone sv), Giordano 6 (36&#8242; st Amado sv); Scarlino 7, Prelec 6,5 (27&#8242; st Boutrif 6). A disp.: Hutvagner, Raspa (p), Maggioni, Sorensen, Casanova, Vieira, Cabral, Ejjaki. All.: Simone Pavan 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Carella di Bari 6 (Falco e Palermo di Bari).<br />
<strong>RETI:</strong> 35&#8242; pt Yayi Mpie (S), 44&#8242; pt Kulusevski (A), 17&#8242; st Piccoli (A), 35&#8242; st Kulusevski (A).<br />
<strong>Note:</strong> mattinata soleggiata, spettatori 120. Ammonito Giordano per gioco scorretto. Corner 5-2, recupero 2&#8242; e 3&#8242;.</p>
<p><strong>Zingonia</strong> – In rimonta e soffrendo il giusto, ma la <strong>vetta</strong> è corroborata a quota <strong>48</strong> grazie soprattutto al 2000 “prestato” dai big del Gasp. A più 4 dalla Fiorentina, rispondendo a gufi e cornacchie vocianti, a pochi giorni dall&#8217;eliminazione in Coppa Italia nella semifinale di ritorno al Filadelfia di Torino. La <strong>Primavera dell&#8217;Atalanta</strong> supera la <strong>Sampdoria</strong> sfruttando la presenza di lusso e tiene le concorrenti a debita distanza almeno fino a fine mese: al rientro dalla pausa-Viareggio c&#8217;è il Milan, da affrontare al &#8220;Vismara&#8221;.<br />
Primi sussulti tra 4&#8242; e 6&#8242;, con <strong>Traore</strong> ad alzare la mira sprecando il recupero con assist di Piccoli al culmine del lancio lungo di Okoli e Cambiaghi a chiudere il cerchio tagliando bene ma calciando sempre ai dirigibili sul radente dello svedese dal lato destro dell&#8217;area. A pochissimo dal caso da moviola <strong>Scarlino-Delprato</strong>: il capitano di casa segue la percussione della punta ospite che cade a sei metri dalla porta. Una sfida senza bisogno di accendersi. All&#8217;ottavo la torre di Piccoli (traversone di Zortea, sponda di Delprato) pesca al volo il fantasista mancino che di piattone sorvola a sua volta la traversa, mentre in capo a un paio di minuti Krapikas è costretto a chiudere lo specchio allo stesso centravanti, a ruoli invertiti. Non che i blucerchiati restino a guardare, vedi il tutto-sinistro <strong>Prelec</strong> debolmente dal limite (17&#8242;) dopo lo scambio con <strong>Yayi Mpie</strong> e, ben più ficcante, rientrando al ventesimo da destra per il tuffo di <strong>Ndiaye</strong> a deviarla in fallo di fondo. I baby nerazzurri ricominciano a difettare di concretezza e il Baciccia ne approfitta: al 27&#8242; Veips di testa consegna al portiere nerazzurro correggendo la punizione dalla trequarti di Scarlino, mentre l&#8217;estrema destra Under 18 belga a un ottovolante cronometrico sul la del rifinitore rientra sul mancino battendo Girgi nell&#8217;uno contro uno per poi infilare il vantaggio da posizione leggermente defilata.<br />
A rimettere le cose a posto alle soglie dell&#8217;intervallo è il<strong> numero 10</strong> atalantino, che a tiro del piazzato (alto di un amen e a giro) procurato a Traore (Giordano lo abbatte) riceve da <strong>Ta Bi</strong> (ivoriano del &#8217;99 preso a gennaio) appostato tra le linee e insacca rasoterra sul primo palo evitando il recupero di Farebegoli. Se la prima frazione si chiude con l&#8217;estirada dello svedese in bocca all&#8217;ultimo baluardo ligure (palla di Traore), nella ripresa manovratore principe e ariete si procurano due angoli e al quarto d&#8217;ora Colley sgancia il destro centrale sullo scarico di Cambiaghi. No problem, il<strong> bomber di Sorisole</strong> scrive 12 in campionato raccogliendo da par suo a due passi dalla porta il servizio di Zortea, appoggiato dall&#8217;ispiratore pressoché unico delle azioni della Baby Dea. Al 26&#8242; Krapikas si ritrova lo scavetto di Kulu in caduta, assistito dal pendolino di Canal San Bovo, prima della botta da fuori di Colley che scheggia il legno esterno alla destra del guantato. Scampato l&#8217;allarme rosso (33&#8242;) di <strong>Soomets</strong>, che sugli sviluppi del secondo corner a favore smanacciato dal numero 1 senegalese calcia largo di destro davanti all&#8217;area piccola, i bergamaschi sigillano lo score col migliore in campo, abile a raccogliere la respinta aerea di Trimboli sull&#8217;ammollo di Peli firmando il 3-1 al volo.</p>
<p><em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Primavera sciupona e beffata: Torino in finale di coppa</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2019 20:08:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Torino – Atalanta 2-0 (0-0) TORINO (4-3-1-2): Gemello 6,5; Gilli 6,5, Ferigra (cap.) 6,5 (26&#8242; st Sportelli 6), Marcos Lopez [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/03/Torino-Atalanta-Coppa-Italia.png"><p><strong>Torino – Atalanta 2-0 (0-0)</strong><br />
<strong>TORINO (4-3-1-2):</strong> Gemello 6,5; Gilli 6,5, Ferigra (cap.) 6,5 (26&#8242; st Sportelli 6), Marcos Lopez 6, Ambrogio 6,5; Adopo 6,5, Onisa 6, De Angelis 7; Kone 7,5 (43&#8242; st Petrungaro sv); Damascan 5,5 (10&#8242; st Belkheir 6,5), Rauti 7. A disp.: Trombini, Portanova, Ghazoini, Michelotti, Enrici, Isacco, Murati, Moreo, Giunta. All.: Federico Coppitelli 7.<br />
<strong>ATALANTA (4-3-1-2):</strong> Carnesecchi 6; Zortea 7, Okoli 6,5, Guth 6,5 (47&#8242; st Louka sv), Brogni 6,5 (40&#8242; st Traore sv); Gyabuaa 6 (23&#8242; st Piccoli 6), Delprato (cap.) 6,5, Colpani 6,5; Kulusevski 6; Peli 6,5 (23&#8242; st Cambiaghi 6), Colley 6,5. A disp.: Ndiaye, Gelmi (p), Bergonzi, Girgi, Heidenreich, Da Riva, Cortinovis, Pina Gomes. All.: Massimo Brambilla 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> D&#8217;Ascanio di Ancona 5 (Garzelli di Livorno, Nuzzi di Valdarno).<br />
<strong>RETI:</strong> 18&#8242; st rig. Rauti (T), 48&#8242; st Belkheir (T).<br />
<strong>Note:</strong> ammoniti Delprato, Peli, Onisa e Cambiaghi. Corner 6-5, recupero 1&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Torino</strong> – <strong>Rauti</strong> cala la terza stagionale nello scontro diretto (3-3 in campionato il 15 dicembre e 4-3 all&#8217;andata il mese scorso), stavolta dal dischetto, <strong>Belkheir</strong> sigilla lo score allo scadere. Niente finale di <strong>Coppa Italia Primavera</strong> per un&#8217;<strong>Atalanta</strong> vivace ma sciupona e punita oltre misura dagli episodi, pure per un metro arbitrale discutibile: i granata, detentori (otto in tutto) del trofeo (vinto dai nerazzurri nel 2000, 2001 e 2003), dopo i fuochi d&#8217;artificio nel paio di precedenti d&#8217;annata trovano la <strong>vittoria all&#8217;inglese</strong> al Filadelfia che li proietta al doppio appuntamento con la <strong>Fiorentina</strong> (2-1 sull&#8217;Inter al “Bozzi”, 1-0 al “Breda”) del 5 e 12 aprile prossimi.<br />
Una <strong>semifinale di ritorno</strong> stregata per i bergamaschi, non sufficientemente freddi e precisi nei momenti topici. Chances sui due fronti già dalla prima frazione, dove col senno di poi il direttore di gara dimostra mancanza di equanimità di giudizio salvando De Angelis al 13&#8242; su un mani netto da un metro a braccio largo per stoppare l&#8217;incursione di <strong>Peli</strong>. Al quarto d&#8217;ora Ambrogio sale venendo murato in fallo di fondo, sei giri di lancetta e Damascan alza il sinistro dal limite al culmine di una manovra avvolgente. Il problema della baby Dea sono gli<strong> errori</strong> a raffica: al 24&#8242; <strong>Kulusevski</strong> apre le danze concludendo a lato defilato verso destra il triangolo con l&#8217;estrema (asse Delprato-Zortea), mentre <strong>Colley</strong> (28&#8242; e 42&#8242;) cambia fronte ma non l&#8217;esito delle imbeccate dello svedese e quindi di Colpani senza incrociare il tiro. Nella ripresa l&#8217;apertura di Peli per il mancino bresciano vede Gemello lestissimo a difendere il legno di competenza; il lancio di Onisa per Rauti (5&#8242;) sfocia in un&#8217;inzuccata molle e centrale. Un poker cronometrico e Kulusevski impegna il portiere di casa con un tiro-cross destro dopo aver scambiato con Peli dalla bandierina. Al 12&#8242;, invece, l&#8217;<strong>offside</strong>&nbsp;(dubbio) vanifica l&#8217;appoggio di fronte di Colley su traversone del suo terzino destro. Per fortuna, anche se il patatrac è questione di attimi, è fuori misura anche la replica di De Angelis al 14&#8242;, inseritosi dallo schema da punizione dalla sinistra di <strong>Kone</strong>. Proprio colui che al 17&#8242; fa il blocco e il tentativo di torre, da rimessa laterale di Ambrogio, provocando il flippet testa-ginocchio-mano Delprato-<strong>Colpani</strong> su cui D&#8217;Ascanio è inflessibile: la punta torinista dal dischetto scaglia la sfera sotto l&#8217;incrocio alla sinistra di Carnesecchi.<br />
La risposta atalantina è tanto rabbiosa quanto poco concreta, perché Kulu sbaglia di nuovo la mira in tuffo (22&#8242;) su imbeccata di Zortea; Colpani, &#8220;colpevole&#8221; del rigore contro, ci prova senza successo da piazzato al 29&#8242; e quindi sfruttando la palla in uscita di Onisa (34&#8242;), ma l&#8217;estremo locale alza sopra la traversa. Il collega ospite ha i pugni fermissimi sulla botta dai venti metri di Kone al 38&#8242; servito da Adopo in contropiede e l&#8217;<strong>occasione del pari</strong> da qualificazione finisce alle ortiche 9 minuti più tardi, quando sul gioco di sponda di <strong>Piccoli</strong> (usato chissà perché da cambio in corsa), lanciato da Colpani a palombella, il 2000 ormai nel giro della prima squadra di Gasperini a volo d&#8217;angelo spedisce in bocca a Gemello. La beffa si chiude proprio a ruota, al terzo di recupero, quando la ripartenza rifinita da De Angelis è troppo ghiotta perché<strong> Belkheir</strong>, rientrando sul sinistro, non la piazzi a mezz&#8217;altezza per il raddoppio. Resta il primato nell&#8217;Elite dell&#8217;Under 19 nazionale, anche se ancora una volta il cammino, vedi l&#8217;anno scorso col Milan, si arresta al penultimo atto.</p>
<p><em><strong>Si.Fo.</strong></em></p>
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		<title>Kulusevski-Colpani da prima squadra: Primavera, che manita alla Juve!</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Nov 2018 20:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[9a giornata]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Colpani]]></category>
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					<description><![CDATA[Juventus – Atalanta 1-5 (0-2) JUVENTUS (4-3-3): Loria 6; Capellini 5.5 (1&#8242; st Bandeira 5,5), Pereira Serrao 4,5, Makoun 5, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2018/11/Juve-vs-Atalanta-Primavera-1-5.png"><p><strong>Juventus – Atalanta 1-5 (0-2)<br />
JUVENTUS (4-3-3):</strong> Loria 6; Capellini 5.5 (1&#8242; st Bandeira 5,5), Pereira Serrao 4,5, Makoun 5, Anzolin 5; Portanova 5,5 (15&#8242; st Pinelli 5), Morrone 6 (30&#8242; st Leone 5,5), Nicolussi Caviglia 5,5; Monzialo 5,5 (15&#8242; st Markovic 5,5), Petrelli 6,5, Moreno 6 (1&#8242; st Frederiksen 6). A disp.: Israel Wibmer, Boloca, Francofonte, Meneghini, Penner, Di Francesco. All.: Francesco Baldini 4,5.<br />
<strong>ATALANTA (4-2-3-1):</strong> Carnesecchi 6,5; Zortea 7, Okoli 7, Guth 7, Brogni 6,5; Del Prato (cap.) 7, Colpani 9; Peli 7,5 (39&#8242; st Traore 6,5), Kulusevski 9 (39&#8242; st Cortinovis 6,5), Cambiaghi 7 (22&#8242; st Colley 6,5); Piccoli 8 (31&#8242; st Gyabuaa 6,5). A disp.: Ndiaye, Corna, Bencivenga, Kraja, Ghislandi, Babbi, Nivokazi, Pina Gomes. All.: Massimo Brambilla 8,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Zingarelli di Siena 7 (Pizzi di Termoli, Martinelli di Seregno).<br />
<strong>RETI:</strong> 25&#8242; pt Kulusevski (A), 43&#8242; pt Zortea (A), 6&#8242; st Colpani (A), 17&#8242; st Petrelli (J), 28&#8242; st Piccoli (A), 32&#8242; st Colpani (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata piovosa e fredda. Ammoniti Capellini e Peli per gioco scorretto. Corner 2-4, recupero 0&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Vinovo (Torino)</strong> – Uno schiaffo a cinque dita di quelli da tramandare ai posteri. O forse utile a suggerire al <strong>Gasp</strong> qualche innesto immediato. L&#8217;unico ad adoperare un&#8217;estremità diversa è il ragazzone al centro dell&#8217;attacco. Perché <strong>Kulusevski, Zortea e un doppio Colpani</strong> valgono un poker mancino d&#8217;autore. Il trionfo sulla <strong>Juventus</strong> proietta la <strong>Primavera dell&#8217;Atalanta</strong> al più 3 sulla Roma per la <strong>vetta solitaria</strong>. I Brambilla-boys scelgono la ripresa del campionato élite per il colpo gobbo, sulle ali di un gioco pulito, arioso, geometrico e fantasioso. In una parola, implacabile. La classifica recita 22 a 19 con la Fiorentina, che ha sbancato il “Tre Fontane”, a 18, giusto davanti ai bianconeri.</p>
<p>E dire che lo start dei locali, riavvolgendo il nastro di un lungometraggio per il resto da incubo, pare una smentita al prosieguo e ai titoli di coda. Tra 3&#8242; e 4&#8242; le sfuriate dalla sinistra dell&#8217;ex blaugrana <strong>Moreno</strong> producono la botta dritta e la sovrapposizione di Anzolin per l&#8217;ingrato Petrelli che spedisce ai dirigibili da posizione favorevolissima. All&#8217;8&#8242;&nbsp;<strong>Guth</strong> stoppa Makoun sul flipper dalla bandierina con Nicolussi a provarci&nbsp; invano da fuori e l&#8217;inerzia cambia padrone per sempre. L&#8217;undici di Baldini si allunga come un chewing-gum rimasticato, quello ospite fa spellare le mani dagli applausi con una godibile alternanza di gioco lungo, corto, fraseggi e soluzioni individuali. Pronti, via, al 13&#8242; <strong>Cambiaghi</strong> si fa dire di no da Loria, prima con un sinistro in chiusura di triangolo con Piccoli e quindi al volo sulla sponda del medesimo, catapultatosi sul corner del doppiettista del venerdì sera. Al 15&#8242; è Peli a trovare il centrattacco, che sfiora appena. Ed è proprio dall&#8217;estrema brianzola che si avvia l&#8217;azione corale del vantaggio: Piccoli fa da smistatore alto, l&#8217;ala destra di Ghisalba accompagna e <strong>Kulusevski</strong> insacca in corsa. Alla mezzora è sempre il ragazzo con l&#8217;11 sulla schiena, a tiro della conclusione centrale dal limite di Colpani nel gioco a due con Del Prato, a inventarsi qualcosa: il taglio centrale di Peli gli apre il piattone mancino, il legno esterno lo ferma.</p>
<p>Al 37&#8242; l&#8217;assolo di Petrelli che dalla destra dell&#8217;area piccola, sull&#8217;asse Monzialo-Portanova, costringe Carnesecchi allo schiaffo sulla sfera &#8211; deviata dal centrale brasiliano &#8211; per negare il pari, un paio di sfuriate ed ecco il raddoppio: l&#8217;errore difensivo altrui innesca ancora il terminale nerazzurro (miracoloso il portiere di casa), Colpani (rimpallato) e il capitano (fuori), quindi l&#8217;iniziativa dello svedese con sponda del centravanti di Sorisole che porta <strong>Zortea</strong> all&#8217;inserimento con imbucata nell&#8217;angolino. Al rientro dal tunnel la lancetta gira sei volte ed ecco il tris servito sul piatto dal nipote dell&#8217;ex alzanese Paolo Bravo in vena di assolo. Kulu si diverte a lanciare gli altri: Peli alza la mira senza incrociare al 9&#8242;, Colpani imbocca Loria gettando alle ortiche l&#8217;ennesima magia del millennial col 10 nel sottopelle e la mini punizione piove tiepidina poco oltre il quarto d&#8217;ora, con Bandeira a centrare dall&#8217;out per Petrelli che la tiene bassa trafiggendo il portiere atalantino da centro area. Ma nel Friday Night non ce n&#8217;è per nessuno.</p>
<p>Il fantasista impegna Loria al 25&#8242;, poi Peli guadagna il fondo per l&#8217;appoggio comodissimo di <strong>Piccoli</strong>&nbsp;(capocanniere di squadra a 5 insieme al fuoriquota menzionato di qui a poco; Kulu 4) davanti al secondo palo. Il bresciano che gioca in mediana fugge per la manita sporca, in collaborazione con la new entry Colley, penetrando dal centrosinistra come una lama nel burro. E non finisce qui, perché il delizioso dai e vai Traore-Cortinovis sforna il guizzo centrale dell&#8217;ivoriano, classe 2002 e talento a pacchi, alzato sopra il montante dal baluardo juventino. Uno spettacolo mai visto, in prima squadra ne prendano nota. Anche perché prima della pausa ci si era già lustrati gli occhi grazie al set casalingo chiuso a uno sul Milan.</p>
<p><em><strong>S.F.</strong></em></p>
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