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	<title>dichiarazioni &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Voci da San Siro &#8211; Palladino: &#8220;Il gruppo tira la carretta da 4 mesi&#8221;. I giocatori: &#8220;Grande spirito&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 17:22:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il segreto dell&#8217;Atalanta che non molla mai? &#8220;Il gruppo, sono grandi uomini che da quattro mesi, dal mio arrivo, tirano. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/3675b940-f29e-4cbb-bf42-a55ad5227e3b.jpeg"><p>Il segreto dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che non molla mai? <em>&#8220;Il gruppo, sono grandi uomini che da quattro mesi, dal mio arrivo, tirano. Sudano la maglia, hanno gamba, cuore, coraggio. Però preferirei non dover sempre rincorrere: dobbiamo segnare prima, un aspetto da migliorare&#8221;</em>. Tra il solito peana allo spogliatoio e osservazioni da incontentabile, et voilà, <strong>Raffaele Palladino</strong> a commentare il pari e patta a San Siro dalla capolista.</p>
<p><em>“Tra <strong>Bayern</strong> e <strong>Inter</strong> era una settimana difficile contro due corazzate. M’è piaciuta la risposta della squadra soprattutto dal punto di vista mentale: non ci sono stati strascichi psicologici della pesante sconfitta di martedì, si sono rialzati tutti mettendoci intensità nonostante le scorie fisiche della partita di Champions, di martedì, spirito e grande energia. Chi è entrato ha migliorato il rendimento della squadra. Un gruppo che tira la carretta dando tutto&#8221;</em>, il concetto-base, ribadito a <em><strong>DAZN</strong></em>.</p>
<p>Sulla spinta <strong>Sulemana-Dumfries</strong> per pareggiarla e il presunto aggancio di piedi Scalvini-Frattesi per tenere almeno il punto, ecco la versione diplomatica dell&#8217;allenatore nerazzurro: <em>&#8220;Non ho visto gli episodi, non parlo mai degli arbitri. Marelli, molto bravo e tecnico, dice che non c’era nessuno dei due: noi ci fidiamo di lui&#8221;</em>. Lo sguardo è già proiettato a mercoledì prossimo: <em>&#8220;A Monaco andiamo col risultato compromesso, è una montagna da scalare contro una squadra di una forza e una tecnica impressionanti. L’obiettivo è essere competitivi dando spazio a chi ne ha avuto poco nella partita di andata. Faremo la nostra prestazione e vedremo, ma non è facile pensare di poter rimontare anche questa&#8221;</em>.</p>
<p>Dalla pancia del Meazza, ecco la giustificazione di un certo timore reverenziale nel primo tempo: <em>“L’Inter si sta giocando lo scudetto e il piano gara è stato fatto pensando a quello che loro hanno visto contro il Bayern Monaco. Quindi, blocco basso</em> &#8211; rimarca il mugnanese -. <em>Nel secondo tempo abbiamo alzato baricentro e pressione. Il resto l’hanno fatto i cambi. Il punto è meritato e a un certo punto la sfida si poteva vincere o perdere. Qualcosa di borderline, ma noi non rinunciamo alla nostra essenza. Dopo la partita siamo tutti a bravi a dire che si sarebbe potuta fare diversamente, tipo quando la perdi col Bayern. Lì volevamo giocarcela con coraggio, ma il livello ha fatto la differenza. Stavolta mi aspettavo scorie, invece i ragazzi si sono rialzati da grandi giocatori e da grande squadra, come se quattro giorni fa non fosse successo niente&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono i rientri decisivi da commentare: <em>&#8220;A me mancano tutti quando stanno fuori. <strong>Ederson</strong> e De Ketelaere ci sono mancati tanto. <strong>Pasalic</strong> e De Roon con Musah hanno tirato la carretta, adesso abbiamo un big in più lì in mezzo. Domenica aggiungiamo anche Raspadori</em> &#8211; sottolinea il tecnico dei bergamaschi -. <em>Siamo felici di aver recuperato Charles. I complimenti vanno rivolti allo staff medico, tra medici e fisioterapisti. A Jack mercoledì darò minutaggio, ove possibile. Bisogna stare attenti a centellinarlo, spero che anche la Nazionale possa essere felice che rientri&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Questa squadra non molla mai fino alla fine e rispecchia il mio carattere. Ma mi piacerebbe segnare prima, perché non è facile riprendere sempre le partite. Se stiamo bene fisicamente, possiamo giocarcela cercando di cambiare le cose. Mi gratifica che chi subentra dà il cento per cento&#8221;</em>, la chiosa palladiniana in tema elogio del dna atalantino.</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Il primo tempo è stato tosto, poi chi entra deve e vuole sempre aiutare la squadra con lo spirito giusto. Abbiamo voluto il pareggio fortemente. Non vogliamo perdere le nostre caratteristiche, tra cui giocare con molto coraggio. Col Bayern è andata male, qui meglio&#8221; (<strong>Isak Hien</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Ho preso palla, la mira, ho tirato e ho fatto gol. Non ho pensato a niente se non a segnare. E volevo, volevamo vincere. Abbiamo anche sbagliato l’ultima occasione perché volevamo fare il secondo gol. Per questa squadra io metto la testa in tutto per tutto, perché è un onore indossare questa maglia. Il primo tempo è stato tosto, ma il secondo bellissimo, siamo stati tutti bravi. Devo ringraziare il mister e i compagni, la loro fiducia mi dà molta felicità (<strong>Nikola Krstovic</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Siamo umani anche noi, tenere alto il livello ogni tre giorni è faticoso. In tanti vorrebbero giocare le partite che dobbiamo affrontare noi: è la cosa più bella dell&#8217;essere calciatore. In allenamento ci prepariamo a dare il meglio di noi stessi nelle grandi occasioni come queste. Siamo un grande gruppo dove chi entra dà una grande mano. Tatticamente le scelte sono state dettate dal risultato col Bayern, quindi abbiamo lavorato, all&#8217;opposto, su letture difensive e comunicazione in campo. Infatti abbiamo parlato di più e ce la siamo passata meglio nei momenti giusti&#8221; (<strong>Davide Zappacosta</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; Palladino: &#8220;Rifarei il 4-4-2&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Bayern scioccante&#8221;. Pasalic: &#8220;Ingiocabile&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 23:41:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Pasalic]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Niente musi lunghi in casa Atalanta dopo il ko tennistico col Bayern Monaco che ne ha di fatto determinato l&#8217;eliminazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/4b861d38-df3a-4f47-b9d1-aedf0533a7dd.jpeg"><p>Niente musi lunghi in casa <strong>Atalanta</strong> dopo il ko tennistico col <strong>Bayern Monaco</strong> che ne ha di fatto determinato l&#8217;eliminazione precoce dagli ottavi di <strong>Champions League</strong> già nella partita d&#8217;andata. Orgoglio salvo, e non solo per il gol della bandiera di <strong>Mario Pasalic</strong>, nelle dichiarazioni del dopogara: <em>&#8220;L&#8217;avversario è davvero di un altro livello. Superiore non soltanto a noi stavolta, ma alla gran parte della concorrenza in Europa. Abbiamo provato a sorprenderlo con un atteggiamento propositivo, ma non è andata come speravamo perché non siamo riusciti a scombinarne i piani</em> &#8211; afferma a Sky Sport il jolly croato -. <strong>Per aver raggiunto <strong>Muriel</strong> al terzo posto dei marcatori atalantini all time a 68 gol sono contento, ma non è servito a niente. Da professionisti dobbiamo accettare il verdetto del campo. E non sono così presuntuoso da dire che se fossimo partiti col 3-4-2-1 il risultato sarebbe stato diverso. Avevamo di fronte giocatori ingiocabili, è stata una batosta figlia di una superiorità indiscutibile davanti alla quale però possiamo solo toglierci il cappello. Non credo che subiremo alcun contraccolpo&#8221;</strong>.</p>
<p>Tema tattico, orgoglio e accettazione del verdetto trovano pienamente concorde l&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong>. <em>&#8220;Col senno di poi riproporrei il 4-4-2 che in corso d&#8217;opera sabato scorso ci ha consentito di recuperare l&#8217;Udinese almeno sul 2-2. La doppia punta, l&#8217;avere questi riferimenti. La realtà è che il Bayern a tratti è stato ingiocabile e la differenza non l&#8217;hanno fatta le scelte di modulo, ma i valori in campo. Contro il 4-2-3-1 difendere a blocco basso avrebbe significato portarseli in casa, ma ad andarli a prendere alti poi ti attaccano la profondità. Questa è una squadra che alle difficoltà sa reagire e lo farà fin da sabato in casa dell&#8217;Inter: tra De Ketelaere, Scalvini, Ederson e Raspasori possiamo recuperare qualcuno, Giorgio di sicuro perché stasera non c&#8217;era solo perché squalificato&#8221;</em>, la premessa in sala conferenze.  </p>
<p><em>&#8220;Il risultato ci fa male, sarà una notte pesante dopo sei gol presi. Ma questa è una squadra  che reagisce: ai giocatori a fine partita ho detto, tiriamo su la testa, recuperiamo le energie e ributtiamoci in campionato. Mica avevamo la presunzione di arrivare in finale di Champions League: i nostri obiettivi sono campionato e Coppa Italia, le competizioni più importanti</em> &#8211; prosegue il mugnanese -. <em>I migliori in campo sono stati i tifosi che ci hanno applaudito dall&#8217;inizio alla fine. Una grande dimostrazione d&#8217;amore verso di noi: cercheremo subito di reagire, non dev&#8217;esserci un contraccolpo. Amore e sportività, dal nostro pubblico: non penso che altrove avrebbero applaudito il quinto gol avversario, come sul secondo di Olise&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Col senno di poi riproporrei questo 4-4-2 con queste due punte di peso. Una scelta fatta anche in funzione delle assenze, siamo corti davanti a causa della defezione prolungata di De Ketelaere e Raspadori, oltre a Ederson e Scalvini. Rimettendo il nostro sistema di gioco nel secondo tempo non è cambiato niente, dimostrazione palese che la differenza è stata di valori</em> &#8211; osserva Palladino -. <em>Giocare contro giocatori così forti individualmente ti alza il livello, perché gli altri avversari sono inferiori al Bayern. O si vince o si impara e da una grandissima squadra che andrà probabilmente fino alla fine di questa competizione noi abbiamo imparato&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Con queste squadre bisogna stare attenti ai dettagli: sul calcio piazzato doveva esserci attenzione e più comunicazione. Alla squadra, che ha dato tutto sudando la maglia, non rimprovero nulla, anche sotto di sei sporcavamo le loro giocate e andavamo in transizione&#8221;</em>, la chiosa del tecnico. a fine partita ci hanno applaudito, qualcosa di impagabile.</p>
<p><em>&#8220;Il <strong>Bayern</strong> è qualcosa di scioccante, di incredibile, che ci ha messo in difficoltà in ogni fase del gioco con qualità nel passaggio finale, nell’assist e nel tiro. Per l&#8217;Atalanta è stata una serata veramente molto difficile, ma abbiamo avuto un pubblico che è un qualcosa di inspiegabile, perché non ha mollato un secondo</em> &#8211; conferma <strong>Marco Carnesecchi</strong> -. <em>E dire che comunque ai nostri avversari mancava uno che segna poco</em> (ride, NdR). <em>Avversari davvero incredibili, a cui possiamo solo dire bravi&#8221;</em>. <em>&#8220;Il pubblico è stato speciale, questa è una serata che ci deve unire ancora di più</em> &#8211; la tesi di <strong>Marten de Roon</strong>, il capitano -. <em>Il Bayern era semplicemente troppo forte, ma il nostro <strong>pubblico</strong> vale il doppio. L&#8217;abbraccio sotto la Curva Nord è stato qualcosa di toccante, un affetto sconfinato che ormai conosco da undici anni. L&#8217;errore nostro, probabilmente, è di aver continuato a cercare di prendere alti gli avversari, mentre probabilmente ci sarebbe convenuto aspettarli più bassi per ripartire in contropiede. Per descrivere la superiorità del Bayern e le nostre difficoltà non si trovano parole adatte: la scelta di un approccio offensivo non ha pagato. Ora rifacciamoci in campionato a cominciare dall&#8217;Inter&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Spogliatoi e pagelle di Coppa Italia &#8211; Palladino: &#8220;Buonissima prestazione, bella reazione&#8221;. L&#8217;insufficienza che non t&#8217;aspetti&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 22:40:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[La brillantezza è un&#8217;altra cosa, ma Raffaele Palladino appare comunque soddisfatto. &#8220;Una buonissima partita contro una buonissima squadra, equilibrata e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/5bc53b43-bd5e-4052-ba66-aba80a3ba205.jpeg"><p>La brillantezza è un&#8217;altra cosa, ma <strong>Raffaele Palladino</strong> appare comunque soddisfatto. <em>&#8220;Una buonissima partita contro una buonissima squadra, equilibrata e piacevole. Le squadre di Sarri hanno qualità e possono metterti in difficoltà&#8221;</em>, la premessa del tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta, 2-2 all&#8217;Olimpico</strong> in gara 1 di semifinale di Coppa Italia con la <strong>Lazio</strong>. <em>&#8220;Nel primo tempo abbiamo fatto meglio e abbiamo costruito più occasioni per sbloccarla prendendo anche la traversa. Forse avremmo dovuto essere più cattivi nell&#8217;ultima scelta, negli ultimi 25 metri di campo. Nella ripresa siamo andati sotto due volte è m&#8217;è piaciuto che la squadra sia stata brava a riprendere il risultato, secondo me meritato&#8221;</em>, l&#8217;analisi a <em><strong>Italia 1 </strong></em>a bocce ferme.</p>
<p><em>&#8220;Ci aspetta il secondo tempo in casa nostra. Resta una partita aperta, da cinquanta e cinquanta. Ci teniamo ad arrivare in finale davanti ai nostri tifosi: sappiamo che sarà tra un po&#8217; di tempo, siamo in tre competizioni ed è un motivo di grande soddisfazione. Tutto molto bello, ma anche molto stancante. Fra tre giorni si rigioca in campionato con l&#8217;Udinese e le energie vanno recuperate&#8221;</em>, aggiunge Palladino.</p>
<p>Sui backup in qualche modo decisivi, infine, giudizio richiesto e formulato. <em>&#8220;<strong>Musah</strong> è un calciatore che nella prima parte del percorso, dal mio arrivo, ha giocato meno perché <strong>Ederson</strong> e De Roon avevano più continuità. Da lui e da <strong>Samardzic</strong> ho bisogno di qualcosa di più, mancando Ederson, Raspadori e De Ketelaere, sostituito proprio da Lazar che mi piace molto e sa mettersi tra le linee: fa bene fino ai 70-75 metri, deve e può alzare il livello di scelta, di qualità, di assist e gol negli ultimi 25. Ce l&#8217;ha nelle corde e ne abbiamo bisogno&#8221;</em>. E l&#8217;autore del 2-2? <em>&#8220;Ho festeggiato e gioito, era troppo importante pareggiarla e a Bergamo sarà tutta da giocare. Un momento importantissimo</em> &#8211; chiosa Yunus, prestito milanista -. <em>Una semifinale è una partita che tutti vogliono vincere per giocarsi il trofeo. Bisogna metterci cuore, grinta e volontà di non mollare fino alla fine. L&#8217;Atalanta non molla e l&#8217;ha dimostrato. C&#8217;è da concentrarsi su altre partite, abbiamo tempo per prepararla. Quanto a me, ho avuto spazio per tirare e l&#8217;ho calciata forte. E&#8217; entrata: un momento bellissimo&#8221;</em>.</p>
<p><strong>PAGELLE</strong><br />
<strong>Carnesecchi 6</strong>: si distende su Taylor, ma nessuno parli di miracolo.</p>
<p><strong>Scalvini 6,5</strong>: contusione al ginocchio sinistro e riposo già scritto con l&#8217;Udinese. Non dovesse esserci col Bayern, addio speranze? Ottimismo, please (19’ st <strong>Kossounou 6,5</strong>: non commette leggerezze, anzi usa rapidità e fisico senza far falli tranne che su Zaccagni appena entrato).<br />
<strong>Hien 6,5</strong>: domina Maldini nel primo tempo per farsi fregare un paio di volte all&#8217;inizio del secondo. E la prima volta è gol. Ma nel prosieguo chiude i varchi.<br />
<strong>Kolasinac 6,5</strong>: generoso, quasi da camera iperbarica. Non sta scritto che debba giocare sempre e comunque (31’ st <strong>Ahanor 6,5</strong>: disimpegni stitici, ultimo assalto dall&#8217;esito superpositivo).</p>
<p><strong>Zappacosta 6,5</strong>: non finisce mai di stupire né di correre, ma non è che cucia tutte &#8216;ste pezze su Tavares. Nei raddoppi ok, la traversa lo ferma a fine primo tempo.<br />
<strong>De Roon 6</strong>: senza colpe specifiche, ma nemmeno in grado di reggere sul piano del fondo atletico chissà quante partite di fila (19’ st <strong>Musah 7</strong>: inizia maluccio dietro, ma se non altro, anzi monumento in piazza subito, ha il coraggio di buttarsi nella mischia e di tirare).<br />
<strong>Pasalic 5,5</strong>: 1-1 in accompagnamento, ma Dele-Bashiru manco lo vede e Dia forse sì, facendogli il regalo di Pasqua in anticipo deciso. Nel senso che non c&#8217;è ancora da rompere l&#8217;uovo e gliela stoppa da assistman&#8230;<br />
<strong>Bernasconi 6,5</strong>: cerca il partner sull&#8217;altra fascia e ne è cercato. Risultato, traversa e sbucciata. Benino nelle due fasi, piuttosto continuo.</p>
<p><strong>Samardzic 6</strong>: partecipa all&#8217;azione del primo pari e tanto basta per non appioppargli l&#8217;insufficienza. Tende veramente a tenere la palla in eccesso senza riuscire a farne, almeno su azione, l&#8217;uso più razionale. E sì che corre pure indietro a recuperarla (31’ st <strong>Kamaldeen Sulemana 6,5</strong>: trova la giocata giusta pur avendo sempre pochi minuti nelle gambe).<br />
<strong>Zalewski 6</strong>: lavora molto, più che costruire. Non ha tutta questa autonomia. Né cuce troppo i reparti.</p>
<p><strong>Krstovic 6</strong>: segna ma il suo assistman è in fuorigioco, combatte e la fa da postino dovendo sfuggire a un&#8217;area affollatissima. Generoso. Con quei quattro punti di sutura e il turbante, vietato accusarlo di eclissarsi dalle mischie (40’ st <strong>Scamacca sv</strong>).</p>
<p><strong>All. Palladino 6</strong>: un pareggio contro due avversari dalla cifra tecnica inferiore non può valere al manico un voto alto, anche se i correttivi in corsa, pur obbligati, sono stati abbastanza tempestivi. Contro avversari rapidi, però, la coppia centrale De Roon-Pasalic non pare granché adatta. Dalla cintola in su, invece, non ha scelta. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Serata nella storia e nel cuore&#8221;. Percassi: &#8220;Il mister è un predestinato&#8221;. I giocatori: &#8220;Mai così bravi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 22:10:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Percassi]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ipse dixit di Raffaele Palladino coniuga storia ed emozioni: &#8220;Quelle che dà la Champions League sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e63781e9-4beb-4170-a527-40113ff9ca53.jpeg"><p>L&#8217;ipse dixit di <strong>Raffaele Palladino</strong> coniuga storia ed emozioni: <em>&#8220;Quelle che dà la <strong>Champions League</strong> sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di stasera va azzerata perché tra quattro giorni c&#8217;è il <strong>Sassuolo</strong> in striscia positiva. Sta a me far entrare in campo i giocatori con lo spirito e la mentalità adatti. Ma questa è una serata che resterà nella storia di tutto il calcio italiano, oltre che nel cuore dei tifosi&#8221;</em>. L&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> ha l&#8217;imbarazzo della scelta, se chiamato a citare il meglio del meglio: <em>&#8220;La partita più bella della mia carriera da allenatore. Mario <strong>Pasalic</strong> ha saputo aspettare da grande uomo e grandissimo calciatore nonostante abbia subito la grave perdita del padre. Ha una grandissima professionalità, è sempre stato il primo ad allenarsi bene e a saper aspettare, come Samardzic e Krstovic. E&#8217; una squadra di grandi valori umani. Isak <strong>Hien</strong> ha vinto l&#8217;uno contro uno con Guirassy, che all&#8217;andata ci aveva messi in difficoltà. Era una gara di duelli, del resto, e va preparata anche individualmente. Sul rigore mi sono preso un infarto, poi ho abbracciato Lazar, so che è bravo a tirarli. <strong>Scamacca</strong> pressava il portiere, <strong>De Roon</strong> e Pasalic hanno seguito gli inserimenti dei giocatori sulla fascia che sono molto veloci. Il Borussia Dortmund lavora molto sulla linea alta, ci volevano l&#8217;attacco alla profondità e i cambi di gioco. Ci siamo riusciti perfettamente&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono i ringraziamenti di rito: <em>&#8220;Ai miei giocatori, uno per uno. Al pubblico, abbiamo giocato in ventitremila. Lo stadio era una bolgia, i bergamaschi meritano questa soddisfazione. Abbiamo inseguito e centrato il sogno degli ottavi di finale anche perché i tifosi ci hanno creduto insieme a noi. Allo staff, perché l&#8217;abbiamo proprio preparata in modo perfetto. E alla società, con Antonio e Luca Percassi sempre presenti, il direttore sportivo Tony D&#8217;Amico&#8221;</em>. <em>&#8220;La squadra ha gli attributi, non era facile perché era difficile rimontare un doppio gol di svantaggio</em> &#8211; rimarca il tecnico nerazzurro -. <em>I giocatori ci credevano, l&#8217;ho visto nella preparazione. Erano attenti nello studio degli avversari e l&#8217;abbiamo preparata sui loro difetti, puntando ai cambi di gioco e all&#8217;attacco alla profondità&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Palladino</strong> conclude tra difesa d&#8217;ufficio della costruzione della rosa anche a gennaio, quella del movimento del pallone del Belpaese e la tecnologia applicata al gioco. <em>&#8220;I giocatori sono frutto di una scelta molto accurata. E&#8217; un gruppo fantastico in cui chiunque giochi crede in quello che fa e sa come poter essere utile per i compagni. Siamo andati uomo su uomo, siamo stati bravi tecnicamente, abbiamo vinto i duelli. Il calcio italiano va difeso, protetto e tutelato. Sembra che non si veda l&#8217;ora che vada male per criticarlo. Io vedo squadre con idee e che giocano un bel calcio. Si lavora bene, ci sono giovani e giocatori esperti. Oggi l&#8217;abbiamo dimostrato: ho detto ai miei che nessuno credeva in noi oggi e invece abbiamo dimostrato il contrario con grande rispetto degli avversari.&nbsp; Sul Var a chiamata non saprei, ma in Italia del var attuale si fa troppo uso. Dovrebbe essere utilizzato solo per le cose oggettive, da noi s&#8217;interrompe troppo il gioco, spesso non si capiscono bene gli errori&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Luca Percassi, amministratore delegato</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Questa impresa è poco dietro a quella di Dublino, ma solo perché a Dublino abbiamo conquistato un trofeo. Questa sera è stata fatta la partita perfetta. Un grandissimo complimenti al mister, ai ragazzi e al pubblico che è stato straordinario dal primo all’ultimo minuto. Palladino è un predestinato, ha saputo toccare le corde giuste mostrando la bontà delle sue idee e la sua qualità. E&#8217; stata una partita straordinaria in una serata straordinaria, col pubblico a sostenerci dal primo all&#8217;ultimo minuto. Fin dal rientro in albergo, all&#8217;andata a Dortmund, allenatore e giocatori erano convinti di non essersi espressi al meglio. Adesso ci aspetta l&#8217;Arsenal o il Bayern. L&#8217;Arsenal l&#8217;abbiamo affrontato la scorsa edizione di Champions a Bergamo, ma mai a Londra. Il Bayern sarebbe una novità. Sarà comunque qualcosa di straordinario per il popolo bergamasco e per chi ama l’Atalanta. Sono commosso, stavolta tra le altre grandi partite di tutti questi anni è emersa l&#8217;Atalanta&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>Mario Pasalic</strong></p>
<blockquote><p><em>“Una serata speciale in cui è stato bellissimo vincere davanti al nostro pubblico. Sapevamo che avremmo potuto rimontare. Nel primo tempo ci siamo rimessi in parti, nel secondo abbiamo segnato altri due gol pur prendendone uno. Ne abbiamo vissute tante, soprattutto noi che siamo qui da tanto tempo, ma l&#8217;emozione di questo passaggio agli ottavi è qualcosa di unico. In campionato stiamo facendo altrettanto bene e dobbiamo ripartire dal Sassuolo puntando al quarto posto, alla fine ci mancano solo cinque punti&#8221;.</em></p></blockquote>
<p><strong>Marten de Roon</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“In pochi ci credevano, abbiamo fatto la storia. Noi ci credevamo perché dopo Dortmund, dove non avevamo dato il meglio, ci siamo guardati negli occhi dicendoci che potevamo farcela. Abbiamo dato tutto dall&#8217;inizio alla fine. Andare avanti all&#8217;inizio ha aiutato, ma a differenza dell&#8217;andata non abbiamo concesso tutti quegli spazi perché abbiamo giocato compatti e intensi. Tra le serate magiche ricordo anche Liverpool in Europa League, ma qualificarci così è tanta roba. Samardzic era il secondo della lista dei rigoristi dietro Scamacca che era uscito, ha tirato benissimo. Il dna Atalanta è nello spirito, poi vengono la qualità e anche i gol: faticano tutti a giocare a Bergamo, merito dei tifosi&#8221;.</p>
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</div>
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</blockquote>
<p><strong>Gianluca Scamacca</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“Siamo partiti forte e sentivamo che avremmo potuto ribaltarla. Ci abbiamo creduto e chi è subentrato ha dato una grossa mano. Ci siamo fatti perdonare la brutta partita di Dortmund facendo una grandissima cosa. Da fuori nessuno poteva immaginarsi la rimonta, ma noi giocatori conosciamo il nostro valore e sappiamo di poterci togliere molte soddisfazioni. Mister Palladino? Ci ha dato energia, ci ha aiutato a ritrovare noi stessi. E i tifosi sono stati meglio del Muro Giallo&#8221;.&nbsp;</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Gran percorso da quel ko di Napoli, ci rialziamo sempre&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 17:50:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Lazar Samardzic]]></category>
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		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[La precisazione a DAZN in primis: &#8220;Mi pare giusto annullare il gol di Gutierrez, perché Hojlund fa fallo su Hien&#8221;. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/8bbf69d3-6101-4de1-ae1d-ff0defb44b27.jpeg"><p>La precisazione a <em><strong>DAZN</strong></em> in primis: <em>&#8220;Mi pare giusto annullare il gol di Gutierrez, perché Hojlund fa fallo su Hien&#8221;</em>. Per il resto, <strong>Raffaele Palladino</strong> per descrivere la sua <strong>Atalanta</strong> a 5 punti dal podio del campionato, sesta a 45 a braccetto col Como e a meno 1 dalla Juventus, fa ogni raffronto col <strong>3-1 subìto dal Napoli</strong> al Maradona il 22 novembre: <em>&#8220;Abbiamo numeri importanti. Voglio sottolineare che tre mesi fa alla mia prima partita perdemmo a Napoli per fare poi un percorso incredibile, con ottime prestazioni anche nelle difficoltà. Ma ci siamo rialzati alla grande: ho un grande gruppo</em> &#8211; la premessa in sala stampa del tecnico nerazzurro -. <em>Venivamo dalla sconfitta di Dortmund e siamo andati quasi subito sotto, potevamo crollare e invece l&#8217;abbiamo ribaltata con pazienza e maturità. I cambi sono stati perfetti. Adesso siamo lì, vogliamo restarci e ce la vogliamo giocare&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Abbiamo preparato la partita per stancare la difesa del Napoli. <strong>Sulemana</strong> non è riuscito a incidere ma ha fatto un grande lavoro costringendo gli avversari a corrergli dietro. Nel primo tempo siamo stati un po&#8217; sterili, poi abbiamo alzato la qualità</em> &#8211; continua il mugnanese -. <em>Mi fa piacere per <strong>Samardzic</strong> che oltre a segnare ha riempito l&#8217;area: un ragazzo straordinario nell&#8217;impegno fin dagli allenamenti, dove si schiera in qualunque posizione io gli chieda. Anche <strong>Bernasconi</strong> ha puntato l&#8217;uomo e l&#8217;area negli ultimi metri, lo chiedo sempre ai quinti. Adesso bisogna recuperare subito le energie e pensare al ritorno di Champions League col Borussia Dortmund&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;A parte questo senso di famiglia e unione, tra giardinieri e magazzinieri, chef e ufficio stampa, m&#8217;è sempre piaciuto avere la società presente al campo d&#8217;allenamento. <strong>Luca Percassi</strong> e Tony D&#8217;Amico sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via. Il presidente Antonio viene a tutte le rifiniture e ha sempre una parola positiva&#8221;</em>, rimarca il mister. <em>&#8220;Ho uno staff che lavora H24, ma il merito alla fine è dei ragazzi. Non l&#8217;avevamo preparata sui cross, ma sui terzi in zona d&#8217;attacco. Invece Bernasconi ha avuto qualità per puntare l&#8217;uomo ed essere intraprendente&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Non mi aspettavo due gol di testa di <strong>Pasalic</strong> e Samardzic, anche perché il Napoli in gioco aereo è molto forte. Da piazzato è proprio lì che volevo la palla: Pasalic è un grande, dove lo metti sta ed è sempre affidabilissimo. Ha il gol nel sangue ed è stato perfetto anche in fase di non possesso. Il secondo, invece, su azione, è figlio della volontà di occupare l&#8217;area. Samardzic ha sofferto tanto a restare fuori: ha grandi qualità, può essere ancora più incisivo. La partita è stata vinta nei duelli difensivi, loro si appoggiavano molto a Hojlund. Con Kolasinac, uscito stremato, un guerriero, ma anche Scalvini, Hien e Djimsiti abbiamo prevalso. Nel primo tempo abbiamo preso un tiro in porta, nel secondo un paio di ripartenze&#8221;</em>, spiega Palladino. Infine, sul ritorno del playoff del 25 febbraio: <em>&#8220;Non ho ricette per vincere in casa, dove c&#8217;è un&#8217;atmosfera fantastica. Sono felice di giocare qui vivendo le sensazioni da stadio di casa. Mercoledì ci rigiochiamo, mi aspetto che il pubblico spinga ancora di più creando un clima d&#8217;inferno&#8221;</em>. </p>
<p><strong>I GIOCATORI</strong> &#8211; <em>&#8220;<strong>Hojlund</strong> mi ha trattenuto per il braccio, io ero davanti a lui e quindi è fallo&#8221;</em>. Tutta la verità, nient&#8217;altro che la verità di Isak Hien, tre panchine di fila in campionato e ultima da titolare il 26 gennaio dall&#8217;Union Saint-Gilloise: <em>&#8220;Quando non si gioca è sempre difficile, ma nel gruppo abbiamo la sensazione che tutti possano avere la chance di scendere in campo e quindi tutti facciamo tutto per essere pronti. Io ci ho sempre provato e così diventa più facile rientrare quando si sente che si può essere schierati e aiutare la squadra&#8221;</em>. Sul match, dalla pancia della New Balance Arena, poche parole: <em>&#8220;Il Napoli è forte, ne conosciamo la qualità. In casa loro ci avevano battuti. Nel calcio ci sono sempre episodi che cambiano le partite. Abbiamo fatto di tutto per non prendere gol: abbiamo dato il massimo</em> &#8211; chiosa il difensore svedese -. <em>La vittoria ci dà fiducia, perché abbiamo dimostrato le qualità che possediamo davanti al nostro pubblico. Per me c&#8217;è la possibilità di rimontare anche col Borussia Dortmund: voliamo bassi e diamo tutto&#8221;</em>.</p>
<p><em>“Anche a Dortmund, seppure a tratti, avevamo fatto bene dimostrando che ci siamo. Come nel primo tempo stavolta, col Napoli, anche in svantaggio. Abbiamo fatto cose buone anche entro l&#8217;intervallo</em> &#8211; sottolinea <strong>Mario Pasalic</strong> -. <em>Prima di tornare in campo ci siamo parlati nello spogliatoio dicendoci che dovevamo continuare ad attaccare, perché alla fine saremmo riusciti a segnare. Sono arrivati due gol&#8230; ”</em>. Un legame solido, per il croato, con Bergamo: <em>&#8220;Il colpo di testa dell&#8217;1-1 sotto la Curva Nord è emozionante come ogni altro gol davanti al nostro pubblico. Per me è la stessa sensazione dopo otto anni. Sono orgoglioso di far parte dell&#8217;Atalanta, anche nei momenti più brutti, compresi quelli personali, i tifosi mi sono e ci sono sempre stati vicini. Me li godo, perché questa è casa mia”</em>.  </p>
<p><strong>Lazar Samardzic</strong>, dulcis in fundo: <em>&#8220;Mai fatto un gol così, di testa. Per arrivare in alto servono grandi prestazioni, ma dobbiamo avere fiducia in noi stessi&#8221;</em>. Il match winner col Napoli quasi non ci crede: <em>&#8220;Mario Pasalic è quello che salta sempre, serve anche fortuna. Siamo contenti di averla vinta così, in modo insolito per me. Voglio sempre aiutare la squadra con gol, assist, giocate e prestazioni”</em>. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Voci dal dopogara &#8211; Palladino: &#8220;Prova di maturità&#8221;. E tre attaccanti esultano: &#8220;Vogliamo la Champions&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 21:34:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Giacomo Raspadori]]></category>
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		<category><![CDATA[Lazar Samardzic]]></category>
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					<description><![CDATA[Il febbraio dell&#8217;Atalanta non è stato solo il quarto di Coppa Italia trionfante sulla Juventus e non sarà solo il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/c80c65e4-bd48-4740-b1a6-eaaa12093b15.jpeg"><p>Il febbraio dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> non è stato solo il quarto di Coppa Italia trionfante sulla Juventus e non sarà solo il Borussia Dortmund per andare avanti in Champions fino agli ottavi contro le ingiocabili Arsenal o Bayern. C&#8217;è stata anche la <strong>Cremonese</strong> appena battuta, ci saranno a cavallo della coppa dalle grandi orecchie anche la Lazio e in casa il Napoli: <em>&#8220;Per noi è una maratona che richiede molta resistenza. Abbiamo scalato posizioni rosicchiando punti a chi sta davanti e vogliamo continuare a scalare. La squadra sta crescendo. Abbiamo un febbraio intenso e bisogna spingere continuando a sudare la maglia&#8221;</em>, la premessa di <strong>Raffaele Palladino</strong>.</p>
<p><em>&#8220;Dobbiamo essere più cinici in zona gol, perché lasciare le partite sul due a zero significa tenerle aperte. Bisogna fare la scelta giusta negli ultimi metri, anche se gli attaccanti hanno fatto pressing e alla fine erano anche frenati dalla pioggia e dal campo allentato</em> &#8211; prosegue il tecnico nerazzurro -. <em>De Ketelaere ha tirato nel riscaldamento sentendo qualcosina al ginocchio destro, vediamo domani con la risonanza. Non dovrebbe essere niente di grave&#8221;</em>. L&#8217;uomo in panchina è soddisfatto di aver rotto il tabù con le neopromosse, ovvero 0 punti col Sassuolo costati l&#8217;esonero al predecessore <strong>Ivan Juric</strong>, 2 col Pisa di cui solo uno suo e l&#8217;1-1 all&#8217;andata a Cremona: <em>&#8220;Avevo un po&#8217; di timore dopo la vittoria importante in Coppa Italia contro la Juventus. Il pericolo era sottovalutare l&#8217;avversario. La Cremonese veniva in casa nostra per fare punti. Ma ho elogiato i ragazzi nello spogliatoio per la maturità, per la qualità della grande partita anche in non possesso e nelle preventive nel primo tempo. mentre nel secondo è stata una partita sporca con molte palle lunghe. Un risultato che ci dà morale e autostima&#8221;</em>.</p>
<p>Poi, i soliti nomi da tenere in palmo di mano. <em>&#8220;Chiunque giochi si esprime al cento per cento. <strong>Pasalic</strong> ha fatto una grande partita, Kolasinac idem, Samardzic pure senza sapere che avrebbe giocato fino a dieci minuti prima. <strong>Krstovic</strong> è un trascinatore che gioca con grande spirito. Ma si parla poco di Djimsiti, Ederson e Zappacosta</em> &#8211; prosegue il mugnanese -. <em>Di Scalvini ero innamorato quando lo vedevo in tv, ora che lo alleno ancora di più: ha la faccia da bravo ragazzo con grandi doti tecniche e fisiche. Sta giocando di qualità, ha un presente e un futuro incredibile. Può crescere tanto, perché non è al top della forma&#8221;</em>. E il buco di Kossounou sul gol ospite? <em>&#8220;Non parlo di errori, sono contento che Odilon stia trovando anche da cambio in corsa una certa continuità dopo il ritorno dalla Coppa d&#8217;Africa&#8221;</em>.</p>
<p>Parola al primo assistman, <strong>Giacomo Raspadori</strong>, che non è riuscito a replicare la prodezza finora singola col Parma: <em>&#8220;<strong>Krstovic</strong>, cui dovevo l&#8217;assist che mi aveva mandato in porta, è stato bravissimo a trovarla dopo una bella azione. Ma l&#8217;importante è aver sempre spinto tanto, la mentalità. Oggi è stata fatta una grande partita, nell&#8217;approccio e nell&#8217;atteggiamento. Peccato aver preso il gol alla fine, potevamo finalizzare molte più occasioni&#8221;</em>. Niente rammarico, insomma, per non averla messa: <em>&#8220;In qualche situazione avrei potuto fare meglio, ma è andata così. A volte basta una palla come col Parma per segnare, a volte non ne bastano mai. Sono contento per la squadra, per lo staff, per tutti, perché comunque sappiamo quanto ci prepariamo lavorando duro per giocare partite del genere&#8221;</em>.</p>
<p>Il sostituto inatteso, <strong>Lazar Samardzic</strong>, ha anche retroscena da svelare: <em>&#8220;Ho rischiato di andare via nel mercato invernale, ma il mio lavoro è sempre allenarmi e andare al cento per cento. Non spetta a me, ma alla società e al mio agente. Non ho mai pensato di andarmene né lo volevo: sono contento di essere ancora all&#8217;Atalanta&#8221;</em>. Con le ombre di Lazio e soprattutto Fiorentina, giocare in scioltezza non dev&#8217;essere agevolissimo: <em>“Non dovevo giocare nemmeno stavolta, poi De Ketelaere si è fatto male. Ho preso la traversa, ho avuto almeno altre due possibilità di fare gol, ma sono felice anche se non l&#8217;abbiamo chiusa prima&#8221;</em>. Ancora, sui pericolo del lunedì sera: <em>&#8220;Djuric è forte di testa e abbiamo rischiato. Vogliamo stare sempre più in alto. In avanti possiamo giocare tutti con tutti, perché siamo forti. Decide il mister, le riserve quando entrano aiutano l&#8217;Atalanta come i titolari&#8221;</em>.</p>
<p>Dulcis in fundo, l&#8217;apripista <strong>Nikola Krstovic</strong>. <em>&#8220;Ho giocato al posto di Scamacca che comunque domenica in allenamento stava bene. Sono pronto al duecento per cento. Vogliamo qualificarci alla Champions League oltre a giocarla: questa è stata una vittoria fondamentale</em> &#8211; ragiona il montenegrino -. <em>Ho fatto 5 gol su 7 in campionato solo a gennaio, come Lautaro? L&#8217;importante è che la squadra vinca facendo belle cose. I baci che ho mandato per esultare sono per moglie e figlia&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Superato il contraccolpo di Champions&#8221;. Raspadori: &#8220;Amato da subito&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 17:46:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Giacomo Raspadori]]></category>
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		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
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					<description><![CDATA[Il pari a Pisa e il ko in rimonta con l&#8217;Athletic Bilbao? Acqua passata per Raffaele Palladino, allenatore di un&#8217;Atalanta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/05d153e4-12c5-49b6-ada1-cbabffaf9eca.jpeg"><p>Il pari a Pisa e il ko in rimonta con l&#8217;Athletic Bilbao? Acqua passata per <strong>Raffaele Palladino</strong>, allenatore di un&#8217;<strong>Atalanta</strong> a forza quattro col <strong>Parma</strong>. <em>&#8220;La differenza è che stavolta nelle difficoltà c&#8217;è stata una reazione di squadra</em> &#8211; è la tesi dell&#8217;allenatore -. <em>Il grande passo avanti è stato arrivare bene a questa partita, i primi due giorni dopo la partita persa mercoledì sono stati difficili, quella sconfitta ci ha fatto male&#8221;</em>.</p>
<p>Il segreto, dunque, per il manico è una scopa sempre sul pezzo: <em>&#8220;Siamo stati dentro la partita dal primo minuto all&#8217;ultimo. Nei momenti di difficoltà abbiamo reagito di squadra, mentre in Champions il problema è stato quello</em> &#8211; spiega -. <em>Avevo chiesto di metterci lo spirito mancato a Pisa, anche per non stare lì a ridire che perdiamo punti con le piccole. Ho solo visto un po&#8217; di leggerezza a fine primo tempo, non voglio personalismi e supercifialità. Nel secondo tempo m&#8217;è piaciuta la mentalità di chi entrato, da Pasalic e Krstovic, abbiamo messa tanta qualità davanti per fare quattro gol&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Questa era una partita difficile per il contraccolpo psicologico di coppa, invece ho visto una squadra con grande voglia, aggressiva. Siamo maturati e cresciuti. Bisogna recuperare bene le energie, tra quattro giorni c&#8217;è un&#8217;altra partita di Champions League e può succedere di tutto, anche nelle scelte dei giocatori</em> &#8211; continua <strong>Palladino</strong> -. <em><strong>Carnesecchi</strong> sta facendo cose straordinarie, è diventato un leader in spogliatoio, è uno dei migliori portieri della serie A. M&#8217;è piaciuto Krstovic quand&#8217;è entrato, anche De Roon ed Ederson che ha alzato il livello, Scalvini che ha fatto tutta la partita, Raspadori&#8221;</em>.</p>
<p>C&#8217;è anche l&#8217;elogio alla diga olandese, a quota 23 palloni nel sacco come Stromberg, benché in 422 partite anziché 273: <em>&#8220;<strong>De Roon</strong> è il capitano e il cervello che vede gioco, dopo 5 minuti mi ha proposto un&#8217;uscita diversa di squadra e l&#8217;abbiamo fatta. Non so se farà l&#8217;allenatore, più gioca e più fa bene. Il nostro capitano ce lo teniamo&#8221;</em>. E sul super attacco? <em>&#8220;Non si cono musi lunghi per le scelte di formazione. Negli ultimi metri possiamo essere più cinici e più bravi nell&#8217;ultimo passaggio. Sono felice di avere l&#8217;imbarazzo della scelta&#8221;</em>.</p>
<p><strong>I giocatori: Raspadori, De Roon e Krstovic</strong><br />
<em>&#8220;Le sensazioni sono super positive, ho ritrovato un compagno e un amico come Scamacca. Sono stato accolto alla grande da tutti, ho ricevuto molto entusiasmo, provando il piacere di abbracciare anche i compagni nuovi. La prima da titolare in casa segnando in un a vittoria così importante? Difficile sognare di meglio&#8221;</em>. <strong>Giacomo Raspadori</strong> esulta per essere riuscito a metterla alla seconda presenza dopo il battesimo del fuoco atalantino alla Cetilar Arena: <em>&#8220;Questo tipo di approccio c&#8217;era stato chiesto dopo due partite in discontinuità. Non potevamo sbagliare, per ottenere prestazioni e risultati così è fondamentale. Mi fa piacere che la mia voglia si sia vista. La società mi ha dimostrato grande fiducia e il suo essere super ambiziosa aderisce al mio modo di essere. Mi hanno voluto bene da subito convincendomi che il progetto è quello giusto&#8221;</em>. Sul reparto, poche parole: <em>&#8220;C&#8217;è tanta qualità, ci sono tante soluzioni non solo nel reparto offensivo. Tra attaccanti abbiamo caratteristiche diverse ma proprio per questo complementari. Krstovic mi ha messo una palla solo da spingere in rete: è importante trovarsi in un gioco di squadra&#8221;</em>.</p>
<p><em>“Era importante reagire. Sono felice per aver segnato ma di più per la squadra. La sconfitta con il Bilbao ci ha fatto soffrire</em> &#8211; aggiunge <strong>Marten de Roon</strong> da bordocampo -. <em>Ci siamo ripresi con l&#8217;avvicinarsi della partita col Parma, mettendoci grinta e spirito. Non sono mancati momenti di sofferenza, soprattutto nel secondo tempo, ma l&#8217;importante era rimanere compatti. Per il gol sono contento, per quello di Krstović di più“</em>. Chiosa ovvia, sempre a DAZN, di Nikola che segna quanto il titolare, 6 in campionato e 8 in tutto: <em>“Non mi importa chi parte dall&#8217;inizio o chi entra, lavoriamo bene tutti i giorni per farci trovare pronti all&#8217;appuntamento. Ora pensiamo all&#8217;Union Saint-Gilloise mercoledì. Adesso sto segnando</em> (5 nelle ultime 5, tre di fila compreso il Bilbao, ndr)<em>, nei primi mesi per me era tutto nuovo ma di problemi non ne ho mai avuti&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Palladino esulta: &#8220;Ora però continuiamo a martellare&#8221;. De Roon: &#8220;Con lui tutti si sentono protagonisti&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 20:44:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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					<description><![CDATA[Stavolta Raffaele Palladino si mette in ombra per gettare fasci di luce sulle vedette in campo. A Bologna ce n&#8217;è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/af9888a1-0813-498d-a7e3-5467e6503a84.jpeg"><p>Stavolta <strong>Raffaele Palladino</strong> si mette in ombra per gettare fasci di luce sulle vedette in campo. A <strong>Bologna</strong> ce n&#8217;è una ritrovata: <em>&#8220;Per <strong>Krstovic</strong> la doppietta significa energia pura, ma io per giudicarne la prestazione guardo ad altro. Anche alla fase di non possesso. Nikola ha lottato, battagliato e fatto reparto bene con <strong>Zalewski</strong> e <strong>De Ketelaere</strong> che gli giravano sotto, ha interpretato alla grande la partita. La sua è stata una risposta da campione, anche all&#8217;assenza di <strong>Scamacca</strong>&#8220;</em>.</p>
<p>Lo spottone dell&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> al risolutore doppio del &#8220;Dall&#8217;Ara&#8221; viene proiettato presto al resto del gruppo: <em>&#8220;Ho visto una squadra che ha sudato la maglia attaccando e difendendo insieme.<br />
C&#8217;è un grande entusiasmo, sostenuto da una grande condizione fisica. Il calendario è fitto, ma ho giocatori molto forti anche di testa. Stasera bastava un pizzico di qualità in più per sbloccare il risultato. Il <strong>Bologna</strong> è una squadra dinamica e di qualità che ha proposto giocatori freschi e riposati, perché rimasti fuori contro l&#8217;Inter. Benissimo, oggi, ma bisogna continuare a martellare&#8221;</em>. </p>
<p><em>&#8220;I punti persi all&#8217;inizio sono stati tanti, ma stiamo scalando posizioni, anche se le concorrenti davanti spingono. Mi ritengo un uomo fortunato, i ragazzi si applicano e si fanno sempre trovare pronti, si sentono tutti coinvolti. Mi seguono in tutto, mi rende orgoglioso averli visti a questi livelli</em> &#8211; continua il tecnico nerazzurro -. Io, poi, sto dando fiducia a chi in questo momento merita, non ho titolari fissi, nemmeno schemi fissi, Krstovic per me può giocare anche sotto Scamacca. <strong>Non dimentichiamoci che abbiamo cinque giocatori fuori, compresi <strong>Kolasinac</strong> e Gianluca persi nelle rifiniture. <strong>Brescianini</strong> e Kamaldeen sono entrati bene, <strong>Krstovic</strong> ha fatto una grandissima partita, <strong>Ahanor</strong> che ha 17 anni addirittura meravigliosa&#8221;</strong>.</p>
<p>Il giudizio positivo a tutto tondo dell&#8217;uomo in panchina trova l&#8217;eco nella voce dello spogliatoio, anche in campo. <em>&#8220;Siamo tornati la vera Atalanta, abbiamo tolto il palleggio agli avversari. Siamo a due vittorie di fila contro avversari difficili, è già un mese che stiamo lavorando molto bene</em> &#8211; assicura <strong>Marten De Roon</strong> -. <em>Questa squadra ha qualità, quando va al massimo. La partita è stata preparata bene, nel primo tempo non abbiamo lasciato al Bologna lo spazio e il tempo per giocare, abbiamo recuperato tanti palloni.<br />
Col mister è tornata nei giocatori la voglia di essere protagonisti. Lo dimostrano le prestazioni e la determinazione di quelli che solitamente giocano meno e quando entrano sanno essere decisivi&#8221;</em>. </p>
<p>Il capitano sostiene la sua narrazione con un esempio di reparto: <em>&#8220;In difesa siamo in un momento di difficoltà. Non c&#8217;è <strong>Kossounou</strong>, ma è rientrato <strong>Scalvini</strong>. Abbiamo perso <strong>Kolasinac</strong>, ma al suo posto <strong>Ahanor</strong> ha giocato con la maturità di un ventottenne&#8221;</em>. Questione di fiducia, per la diga dei Paesi Bassi: <em>&#8220;Quella che Carnesecchi ha regalato ai difensori con la parata importante. Noi dal centrocampo in giù, quando togliamo la palla agli avversari, diamo a nostra volta fiducia agli attaccanti. Abbiamo tolto il palleggio al Bologna costringendolo alle palle lunghe, che poi abbiamo puntualmente recuperato per creare il contesto ideale per Krstovic, che ha fatto una partita straordinaria. Miranda rimaneva alto e i nostri braccetti aggredivano per creargli spazio intorno&#8221;</em>. Giudizi da allenatore in campo, ma in futuro? <em>&#8220;Palladino mi ha detto che è un mestiere impegnativo. Se mi considerano un allenatore per i compagni, è un complimento. Di sicuro quello vero ci ha riportato entusiasmo e anche una sana rivalità tra i giocatori per prendersi il posto in squadra. Guardate Krstovic&#8230;&#8221;</em>. </p>
<p>Infine, il protagonista dell&#8217;ultima di andata, presentatosi solo ai microfoni di DAZN quale migliore in campo per la Lega di Serie A. <em>“Sono tre punti importantissimi dopo aver dato tutto, adesso abbiamo la partita in casa sabato. Dei miei due gol il primo è merito solo di De Ketelaere, pensavo tirasse e invece mi ha dato la palla: ringrazio Charles per il bell&#8217;assist</em> &#8211; il pensiero di <strong>Nikola Krstovic</strong> -. <em>Dedico un gol a mio figlio e l&#8217;altro al Montenegro che festeggia il Natale ortodosso. Io festeggerò a casa con la mia famiglia&#8230; e poi c&#8217;è il Torino per continuare a vincere&#8221;</em>.<br />
<em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Palladino assolve Djimsiti e Samardzic: &#8220;Non condanno gli errori individuali&#8221;. Ederson: &#8220;Pari sfiorato&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Dec 2025 23:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Ederson dos Santos]]></category>
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					<description><![CDATA[Il commento in tv di Raffaele Palladino alla terza sconfitta sulle sei in campionato della sua gestione senza pareggi post [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/72900382-1709-47a3-9998-30d9efb4b420.jpeg"><p>Il commento in tv di <strong>Raffaele Palladino</strong> alla terza sconfitta sulle sei in campionato della sua gestione senza pareggi post Ivan Juric? <em>&#8220;Stavolta sarebbe stato meritato. Siamo stati sterili nel primo tempo, purtroppo abbiamo concesso il gol decisivo con un errore tecnico. Ma non condanno né quello di <strong>Berat Djimsiti</strong>, che non ha precedenti nelle più di trecento partite con questa maglia, né quello sottoporta di Lazar Samardzic nel finale&#8221;</em>. L&#8217;analisi dell&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, sorpreso dall&#8217;<strong>Inter</strong> capolista in una partita dagli zero tiri in porta contro quattro, si fa più severa in sala conferenze della New Balance Arena nei confronti del collettivo: <em>&#8220;Negli ultimi metri abbiamo cercato poco la palla sul piede e l&#8217;uno contro uno. Akanji, Bisseck e Bastoni sono fisici, difensori di livello internazionale. Ci abbiamo provato con mentalità fino alla fine: volevamo una vittoria da dedicare a Mario Pasalic che viene da un momento delicato&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Ho abbracciato Jimmy a fine partita, non me la sento di condannare un errore individuale. Ci abbiamo provato fino all&#8217;ultimo contro una squadra forte. Ora archiviamola e riscattiamoci con la <strong>Roma</strong>&#8220;</em>, l&#8217;appello palladiniano. <em>&#8220;Volevamo evitare di andare a prendere alta l&#8217;Inter per non esporci alla sua verticalità in cui Lautaro e Thuram sono maestri e ci siamo riusciti, ma la gara doveva essere con intensità diversa anche nelle scalate &#8211;</em> l&#8217;analisi del mister -.<em> Siamo stati un po&#8217; passivi e non siamo stati bravi nella gestione una volta recuperata palla. Nella ripresa i valori si erano riequilibrati proprio quando è arrivato il gol ospite. Ho chiuso con 4 punte nel 4-2-3-1, anche le mezze occasioni andrebbero sfruttate contro un avversario di questo calibro. Ma come non condanno Berat, non lo faccio nemmeno con l&#8217;errore di Samardzic&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Ho trovato le risposte che volevo, potevamo pareggiarla anche se l&#8217;Inter ha avuto prima l&#8217;occasione del vantaggio con Henrique in contropiede. Il risultato sposta i giudizi. Usciamo con rammarico e dobbiamo capire che contro queste squadre i dettagli fanno la differenza. Bisogna fare la partita perfetta. Gli episodi hanno spostato il risultato finale: o si vince o si impara la lezione&#8221;</em>, filosofeggia il tecnico di Mugnano di Napoli. Infine, sui singoli: <em>&#8220;Musah è duttile, si applica, è intelligente e sa fare anche il quinto come oggi. Ha chiuso da terzino basso spingendo: una buona interpretazione della partita da quando è subentrato a Zalewski. Zappacosta aveva un po&#8217; di fastidio e al 35&#8242; gli s&#8217;è indurito il flessore: visto che ho fuori anche Bellanova tra i laterali, ho preferito scongiurare un infortunio in vista dei prossimi impegni. Djimsiti ha fatto una grande partita, mentre Scalvini era in ballottaggio per fare il titolare e poi non è entrato perché lo svolgimento della partita non ha permesso di vederlo giocare&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Voce dallo spogliatoio: Ederson</strong> &#8211; <em>&#8220;Avremmo meritato il pareggio e difatti l&#8217;abbiamo sfiorato&#8221;</em>. L&#8217;ipse dixit a bocce ferme è di José <strong>Ederson</strong> dos Santos Lourenco da Silva, pilastro della mediana di una Dea che non ha certo perso lì la supersfida con la prima della classe: <em>&#8220;L&#8217;Inter è una squadra molto fisica e ha un centrocampo tra i migliori al mondo. Però stiamo migliorando e anche stasera l&#8217;abbiamo confermato come collettivo</em> &#8211; osserva il brasiliano -. <em>Nel secondo tempo la strategia è cambiata e abbiamo creato di più, peccato per le occasioni non sfruttate. Abbiamo concesso agli avversari quella decisiva, ma come mentalità siamo sulla strada giusta&#8221;</em>. Sulla circostanza degli zero tiri in porta e dei pochi totali, Ederson è netto: <em>&#8220;Non era facile farlo da fuori con <strong>Scamacca</strong> sempre chiuso e raddoppiato. Abbiamo avuto la chance con <strong>Samardzic</strong> e purtroppo non è andata dentro. La continuità di risultati è difficile da trovare, ma con Palladino la mentalità è quella giusta</em> &#8211; chiude -. <em>Vediamo il calcio nella stessa maniera. Secondo me stiamo giocando bene e stiamo migliorando. Le voci di mercato che mi vedrebbero all&#8217;Inter? Fanno piacere, ma penso solo all&#8217;Atalanta&#8221;</em>. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Palladino: &#8220;Serata magica e storica, adesso la rimonta in campionato&#8221;. CDK e Scamacca: &#8220;Svolta, vogliamo continuare a giocare queste sfide&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 23:43:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Charles De Ketelaere]]></category>
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		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
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					<description><![CDATA[Adesso basta con le montagne russe del rendimento e dei risultati dal fronte interno al palcoscenico donizettiano targato UEFA. Charles [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/71489549-cf53-4ca2-baff-6c12ac0210b0.jpeg"><p>Adesso basta con le montagne russe del rendimento e dei risultati dal fronte interno al palcoscenico donizettiano targato UEFA. <strong>Charles De Ketelaere</strong> racconta le verità e soprattutto le volontà dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> nel dopogara col <strong>Chelsea</strong> a bordocampo, da migliore assoluto, senza discussioni, nella sesta giornata della League Phase: <em>&#8220;Dobbiamo giocare sempre così, se vogliamo continuare a giocare queste partite anche la prossima stagione. Non possiamo più essere quelli di Verona, serve continuità&#8221;</em>.</p>
<p>Un&#8217;eco che risuona anche dalla pancia della New Balance Arena di uno dei martedì di Champions più gloriosi di queste cinque edizioni finora affrontate: <span style="font-weight: 400;"><em>“Non mi spiego ancora la sconfitta del Bentegodi. Non possiamo essere così diversi tra campionato e Champions nel giro di tre giorni. Noi dobbiamo essere questi: il dna dell’Atalanta è la qualità e l’aggressività di gioco. Le prestazioni e lo spirito che non devono mai mancare sono quelli dimostrati contro i campioni del mondo, una squadra molto forte già a studiarla, come ho fatto in estate, e ancora più forte vista dal vivo</em> &#8211; l&#8217;appello di <strong>Raffaele Palladino</strong> a bocce ferme -. <em>La squadra ha nel dna la competitività. Più le partite sono dure, più vogliono competere. L’hanno fatto in maniera perfetta, con coraggio, contro uno degli avversari più forti che esistano. L’ho percepito, questa cosa non deve mai mancare. Ripartiamo da qui, la strada è quella giusta. </em></span><span style="font-weight: 400;"><em>I ragazzi hanno capito il momento della partita soffrendo uniti quando c’era da soffrire. Abbiamo accettato i duelli contro avversari molto temibili, abbiamo attaccato con qualità quando c&#8217;era da farlo, siamo andati a prenderli alti&#8221;</em>.</span></p>
<p>L&#8217;aspetto ambientale, unito a quello emozionale, hanno fatto il resto. <em>&#8220;Non sono uno che si esalta né molto emotivo, per questo per me è inconsueto essere andato a ringraziare e salutare sotto la Curva Nord. Del resto, in tre anni che alleno le prime squadre, non mi erano mai stati rivolti cori come stasera. A</em><span style="font-weight: 400;"><em>bbiamo regalato a tutta la città una notte magica, siamo molto felici ma dobbiamo pensare subito al campionato</em> &#8211; prosegue il mister -.<em>&nbsp;</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Siamo stati solidi e intensi. Calcoli sull’ottavo posto nella classifica di questa fase non ne faccio, però. Preferisco far vedere alla squadra la classifica del campionato. Va presa coscienza che siamo troppo indietro e dobbiamo recuperare”</em>.</span></p>
<p>Un pensiero al Cagliari sabato sera, l&#8217;ennesimo rintocco del fastidio veronese di sabato scorso:&nbsp;<span style="font-weight: 400;"><em>“Se i cambi di sabato fossero stati per demerito, avrei dovuto cambiare tutta la squadra. Stasera, invece, parlare dei singoli è molto riduttivo. Tutti hanno fatto una preparazione alla partita perfetta. <strong>Bernasconi</strong> ha sfruttato l’occasione, io ne do a tutti e tutti devono stare sul pezzo. Ha fatto una grande partita, è un ragazzo serio e umile, anche in allenamento va sempre forte. Era la serata giusta per lui, gioca a sinistra ed è mancino, avevo bisogni di quinti più difensivi”</em>. E gli altri? </span><em><span style="font-weight: 400;">“<strong>Krstovic</strong> ha fatto la guerra quando serviva, c’eravamo abbassati, poi <strong>De Ketelaere</strong> ha tirato fuori dal cilindro una magia.&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em><strong>Kolasinac</strong> è stato importante ritrovarlo, infiamma anche i tifosi coi suoi anticipi e coi suoi rilanci. Bisogna centellinargli il minutaggio. Posso contare anche su un altro terzo di sinistra molto bravo come Ahanor. <strong>Scamacca</strong>? Un colpo all&#8217;anca, l&#8217;ho tolto precauzionalmente. Bravo anche a lui a cercarsi chances ottenendo il pari&#8221;</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Palladino nega la svolta nell&#8217;intervallo. <em>&#8220;Una buonissima gara anche prima, facendo uscire i terzini del Chelsea per andare ad attaccare dal lato opposto, ma c’è mancata la stoccata del gol. Prima di rientrare in campo abbiamo visto in tv quello che c’era da fare, le situazioni da creare, e i giocatori hanno fatto tutto loro </em>&#8211; la chiosa in sala conferenze -. </span><em><span style="font-weight: 400;">Del Chelsea, che fa tante rotazioni, ci si rende conto della forza quando lo si vede dal vivo. </span><span style="font-weight: 400;">Rispetto a Verona ho chiesto di mettere in campo quello che abbiamo sempre messo. Mi piace pensare che sia stato solo un episodio. </span></em><span style="font-weight: 400;"><em>Non mi esalto mai, cerco di riportare i piedi per terra. Non voglio minimizzare la serata, è una vittoria che rimarrà nella storia. Godiamocela, ma pensiamo subito al campionato”</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<h3>Voci dallo spogliatoio: De Roon, De Ketelaere e Scamacca</h3>
<p>Divisi tra Uefa.com e Sky Sport, ecco tre dei protagonisti in campo. Il capitano e i due marcatori. <em>&#8220;Abbiamo molta qualità, sappiamo come giocare, è stata una serata magica e adesso c&#8217;è da festeggiare</em> &#8211; esulta <strong>Marten de Roon</strong> -.&nbsp;<em>Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, ma abbiamo dato tutto ed è incredibile essere a 13 punti. La League Phase dura altre due partite, non è finita. Siamo in una buona posizione, è importante giocare sempre così&#8221;</em>. <em>&#8220;Adesso Garnacho ci ha visto una seconda volta dopo la finale dell&#8217;Europa League e avrà capito di cosa siamo capaci</em> &#8211; ironizza l&#8217;assistman e match winner <strong>Charles De Ketelaere</strong>, riferendosi allo snobismo dell&#8217;ex Manchester United alla vigilia -. <em>È una serata molto bella anche per i tifosi, ora guardiamo avanti con fiducia. Non possiamo fare prestazioni come quella dell’ultima giornata di campionato e poi vincere gare come questa: dobbiamo essere forti mentalmente, perché possiamo vincere tutte le partite”</em>.</p>
<p>Chiosa con <strong>Gianluca Scamacca</strong>. <em>&#8220;Questa può essere la svolta della nostra stagione&#8221;</em>, il proclama a bocce ferme. <em>&#8220;Una partita incredibile, non ci siamo accontentati come avremmo potuto dopo il mio gol dell&#8217;uno a uno. Abbiamo dato una grande dimostrazione di forza continuando a spingere. Sono contento della reazione che abbiamo avuto dopo la gara di sabato, la fiducia nella svolta nasce da qui&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Palladino: &#8220;Vogliamo alzarla&#8221;. De Roon: &#8220;Bello ispirare i giovani&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 17:48:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fuori uno, dopo il poker al Genoa: &#8220;Vederla da vicino tre volte senza alzarla fa male. Arriviamo fino in fondo&#8221;. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/90d905b5-c7e1-4b7d-bff9-4c4f36cabb63.jpeg"><p>Fuori uno, dopo il poker al <strong>Genoa</strong>: <em>&#8220;Vederla da vicino tre volte senza alzarla fa male. Arriviamo fino in fondo&#8221;</em>. Fuori due: &#8220;<em>La via più semplice per vincere un trofeo: cinque partite e lo fai. Giovani? Esperti? Il mio gol? Essere d&#8217;ispirazione e d&#8217;esempio in spogliatoio è bello&#8221;</em>. Le firme, nel dopogara di Coppa Italia dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, le mettono l&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong> e il capitano-bomber d&#8217;occasione <strong>Marten de Roon</strong>.</p>
<p>C&#8217;è un tecnico da tre su tre dopo il ko all&#8217;esordio di Napoli che spiega l&#8217;avvicendamento di cinque undicesimi della formazione anti Fiorentina della domenica prima:&nbsp;<span style="font-weight: 400;"><em>“Non credo nel turnover, metto sempre in campo la formazione migliore sulla base degli allenamenti. Ho cambiato la catena di sinistra anche perché <strong>Zappacosta</strong> aveva la febbre; volevo vedere <strong>Zalewski, Kolasinac</strong> e Sulemana che però s’è fatto male e non avremo per un po’ di tempo. Volevo vedere anche Sportiello. Io vedo tutti e faccio valutazioni”</em>. La metamorfosi in poche parole: </span><span style="font-weight: 400;"><em>“Appena arrivato c’era un dato, eravamo ultimi per duelli vinti e recupero palla in zone alte. Era importante migliorarlo, stiamo facendo un buon lavoro ma la differenza la fa la pressione degli attaccanti. Quando lavorano bene loro, lavora bene tutta la squadra che poi li serve”</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Palladino si spende come sempre nell&#8217;elogio di organico, dirigenza e ambiente. <em>“Sono stato aiutato da tutti, da una società seria con A<strong>ntonio e Luca Percassi</strong> più Tony D’Amico quotidianamente al campo, fino a un gruppo straordinario. Tutti ragazzi seri, dai più esperti ai più giovani: anche chi è subentrato ha fatto bene. Non mi aspettavo una squadra così forte, mi sorprende sempre di più ogni giorno che ci sto dentro. Il gruppo ha nelle corde grandi qualità. Sabato sarà una bella partita a Verona contro una squadra difficile da affrontare a casa sua”</em>. Seguono i singoli, partendo dall&#8217;unico big non sostituito: </span><span style="font-weight: 400;"><em>“<strong>Scamacca</strong> sta mettendo l&#8217;intensità che aveva un po&#8217; perso, non giocava una partita intera da un anno e mezzo. Più mette benzina nelle gambe, meglio si sente”</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E ancora, sulla punta di diamante: <em>“<strong>De Ketelaere</strong> è un leader in campo. Un ragazzo introverso e silenzioso, ma vuole la palla e fare gioco, dobbiamo dargli la palla perché sente gli spazi dove può far male agli avversari. Ha un talento incredibile, lo sta associando a una fase difensiva fantastica. Se in tre partite abbiamo fatto nove gol senza prenderne è perché gli attaccanti stanno lavorando bene”</em>. Ci sarebbe il punto dolente: </span><span style="font-weight: 400;"><em>“Daniel <strong>Maldini</strong> lo conosco da Monza, credo tanto in lui. Ha bisogno di minutaggio, dovrà sfruttare le occasioni. Ha un grande talento, ha bisogno della fiducia di tutti. Ha preso palo, poteva far gol, io gli chiedo qualcosina in più oltre all’intensità negli allenamenti. Non ho un focus solo sull&#8217;attacco. La mia idea di gioco ha sempre portato frutti dai quinti, dobbiamo avere gol anche da loro. Ma dalle loro zone portiamo tanti palloni in avanti”</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">“Sono felice di <strong>Kolasinac</strong> per cui abbiamo stilato un programma individuale. E’ stato fantastico, è uno che sta facendo lavori integrativi di forza e di corsa, siamo felici di averlo ritrovato. Ho bisogno di recuperare <strong>Scalvini</strong>, ma io ho bisogno di tutti perché giochiamo tante partite. </span></em><span style="font-weight: 400;"><em>Ho trovato bene <strong>Bernasconi</strong>, ragazzo serissimo di grande prospettiva, un ottimo giocatore che viaggia a duemila negli allenamenti. Ultimamente ho fatto scelte diverse dal suo lato con <strong>Zappacosta</strong>, ma altre occasioni non mancheranno”</em>, prosegue l&#8217;allenatore mugnanese. <em>“Ci tengo tanto alla Coppa Italia, è l’obiettivo comune di tutti. Qui l’hanno vinta solo nel 1963, vederla tre volte e non alzarla fa male. Vogliamo arrivare fino in fondo”</em>.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span>L&#8217;autore del bis in avvio di ripresa fa un altro spottone pro Palladino. <em>&#8220;</em><span style="font-weight: 400;"><em>Non beccare gol è importante, almeno così sei sicuro di non perdere. Hanno detto in tanti che il mister ha riportato l’entusiasmo la voglia di giocare per vincere, andando sempre in pressione e sempre avanti. Il messaggio dell’allenatore è di non avere paura di sbagliare. Anche Scamacca pressa e ruba palloni, un messaggio importante”</em>, sottolinea<strong> De Roon</strong>. Il mix generazionale sognato da Ivan Juric sta prendendo forma agli ordini del suo successore: </span><span style="font-weight: 400;"><em>“Stavolta hanno segnato la vecchia guardia e la nuova generazione. E’ bello ispirare la mentalità atalantina in spogliatoio. Era importante dare continuità alle prestazioni e ai risultati sotto la gestione Palladino”</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Sì, ma cosa dice di così determinante il quarantunenne semi-esordiente a grandi livelli ai suoi? </span><span style="font-weight: 400;"><em>“Di spingere, di continuare a mettere metri nelle gambe. Ma il mister all’intervallo ci ha spronati a continuare, perché la partita non era chiusa. La Coppa Italia è la via più semplice di alzare un trofeo: cinque partite e ce la puoi fare, noi ci abbiamo già tentato tre volte”</em>. Infine, sul turnover:&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;"><em>“<strong>Muriel</strong>, che abbiamo visto allo stadio con la Fiorentina, è l’esempio più importante che dalla panchina si può essere comunque determinanti. Le riserve oggi hanno spinto forte, abbiamo bisogno di tutti con una partita ogni tre giorni”</em>. </span></p>
<p>Dulcis, in fundo, la prima da titolare dal 13 aprile scorso, quella del crac al crociato sinistro col Bologna, di <strong>Sead Kolasinac</strong>, reduce da due comparsate da subentrante. <em>&#8220;L&#8217;affetto e il sostegno dei tifosi fa sempre piacere. L&#8217;importante è aver dato continuità a questo buon momento della squadra. Siamo partiti forte e abbiamo dominato la partita</em> &#8211; la chiosa del braccetto bosniaco di padre montenegrino -.<em> Per me, come per chiunque resti lontano dal campo per tanto tempo, tornare a giocare da titolare è stato fondamentale. Abbiamo vinto giocando bene, dobbiamo continuare su questa strada&#8221;</em>.<br />
<span style="font-weight: 400;"><em><strong>SF</strong></em></span></p>
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		<title>Il dopogara di Francoforte &#8211; Palladino: &#8220;10 punti merito anche di Juric&#8221;. I giocatori: &#8220;Siamo più liberi e c&#8217;è dialogo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 23:49:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il dopogara di Francoforte è tutto, o quasi, nella sensazione espressa a parole dei giocatori di essere più liberi anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-25-at-19.58.08-e1764200974767.jpeg"><p>Il dopogara di <strong>Francoforte</strong> è tutto, o quasi, nella sensazione espressa a parole dei giocatori di essere più <strong>liberi</strong> anche di dialogare con l&#8217;allenatore e nella triade di aggettivi di quest&#8217;ultimo, in sella da due partite ma esordiente assoluto in <strong>Champions League</strong>, in chiusura di conferenza stampa dal Deutsche Bank Park: <em>&#8220;Coraggiosa, ambiziosa, non dico perfetta. Però abbiamo ritrovato <strong>l&#8217;Atalanta</strong> che volevano tutti. Spesso siamo stati un po&#8217; lunghi, bisogna andare un po&#8217; più a duello&#8221;</em>. A tal riguardo, <strong>Raffaele Palladino</strong> svela un retroscena: <em>&#8220;Ho cercato di toccare i tasti giusti nella loro testa</em><br />
<em>Ho appeso un foglio in spogliatoio chiedendo un aggettivo o una parola a testa su quale fosse secondo loro il Dna dell&#8217;Atalanta. Ne hanno scelti di bellissimi, tra ambizione, coraggio, fame, unione, intensità e sacrificio&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;altra parola d&#8217;ordine personale è ringraziamento: <em>&#8220;Se siamo a 10 punti in questa fase il merito è anche della gestione precedente di Ivan Juric, che ringrazio per i grandi risultati ottenuti. Io non ho la bacchetta magica.&nbsp;E&#8217; stata la vittoria del gruppo: ho solo cercato di far capire loro che serviva coraggio e bisognava metterci qualcosina di più&#8221;</em>, rimarca il tecnico di Mugnano di Napoli, sconfitto all&#8217;esordio sulla panchina in riva al Golfo sabato scorso e trionfatore nel tris secco sulla ruota dell&#8217;Eintracht nella quinta giornata della League Phase per un decimo posto che fa sognare pure l&#8217;accesso diretto agli ottavi di finale.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;L&#8217;Eintracht è un&#8217;ottima squadra con grandi valori e il primo tempo è stato equilibrato, anche se abbiamo preso due pali. Ma nel secondo è uscito il nostro&nbsp;tasso tecnico elevato, anche di reparto, abbiamo creato occasioni.&nbsp;Abbiamo trovato la scintilla di cui parlavo alla vigilia. Ho visto i giocatori molto felici a fine partita</em> &#8211; l&#8217;analisi di Palladino -. <em><strong>De Ketelaere</strong> ha fatto un lavoro fantastico in fase di non possesso sul loro play. Mi ha svelato di essere nato centrocampista e s&#8217;è visto. Sulla riconquista di palla voglio che gli attaccanti vogliano innescati subito e lui era sempre pronto lì davanti. Abbiano punte forti e voglio che vengano cercate di più, anche se oggi la squadra l&#8217;ha fatto in modo perfetto&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Dall&#8217;esultanza al monito da ex di turno per il ritorno entro i confini, il passo è comunque breve: <em>&#8220;L&#8217;Atalanta ha grandi valori e giocatori importanti. Ora umiltà, testa bassa e lavorare, perché domenica troveremo una <strong>Fiorentina</strong> agguerrita. Questa vittoria era importante per il percorso che stiamo facendo insieme, perché è stata voluta e trovata.&nbsp;Ho ereditato la squadra da quindici giorni, ma la alleno tutta insieme da sei col rientro dei nazionali. I giocatori recepiscono subito, sono dei soldati, dei robot. Ci sono cose da migliorare come la velocità di palla nel gioco da dietro e le seconde palle. Dobbiamo essere consapevoli di avere qualità ma serve sempre lo spirito di potersela giocare con tutti&#8221;</em>. Infine, l&#8217;elogio del rientrante del crociato rotto il 13 aprile contro il Bologna: <em>&#8220;<strong>Kolasinac</strong> è un grande uomo e un leader nello spogliatoio. Gli manca il ritmo gara ma era come se non avesse avuto alcun infortunio. Gli ho chiesto come stava e davanti al suo &#8216;bene&#8217; mi sono rassicurato. A fine partita ha fatto un lavoro integrativo, sono felice di averle ritrovato&#8221;</em>.</p>
<h3>I giocatori: &#8220;Liberi anche di dialogare&#8221;</h3>
<p><em>&#8220;Una vittoria importantissima in questa fase della stagione, non era semplice ma la squadra ha reagito con una grande prestazione in questo momento, non era semplice, grande la prestazione della squadra”</em>. Così <strong>Ademola Lookman</strong>, apripista della quinta di League Phase, davanti ai microfoni in zona mista. <em>&#8220;Palladino vuole un calcio offensivo e divertente. Il tridente di Dublino? Giocare con Scamacca e De Ketelaere è molto semplice, sono giocatori di qualità. Adesso dobbiamo lavorare per migliorare il rendimento e i risultati anche in campionato&#8221;</em>, ha continuato l&#8217;attaccante nigeriano. La cui chiosa lascia ancora un velo d&#8217;incertezza sul suo ruolo da separato in casa agostano: <em>&#8220;Quello che è successo in estate è successo, anche se la gente è a conoscenza di alcune cose ma di altre non sa nulla. Sono concentrato sull&#8217;oggi, dobbiamo vincere le partite e migliorare ogni giorno&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Anche <strong>Charles De Ketelaere</strong> s&#8217;è espresso in modo favorevole al tecnico subentrato: <em>&#8220;Non saprei dire se sono o mi sento più libero di muovermi adesso, ma certamente è stata una vittoria meritata e importantissima. Dopo il vantaggio la squadra ha avuto l&#8217;energia per continuare ad attaccare. Abbiamo dimostrato di poter fare male alle avversarie, possiamo fare punti con chiunque e ovunque, siamo già alla seconda vittoria in trasferta. Una vittoria che fa bene anche ai tifosi che ci hanno seguiti in tanti&#8221;</em>.</p>
<p>Lo spot vero e proprio, però, è di <strong>Ederson</strong>, che chiude la triade di marcatori in quest&#8217;ordine rigoroso, anche se nelle apparizioni a taccuini spianati è stato in realtà il primo. Sentite un po&#8217;: <em>&#8220;Con <strong>Palladino</strong> mi sento libero di dirgli dove mi trovo meglio sul campo. Col cambio d&#8217;allenatore ci sono altre idee, è un altro ambiente</em> &#8211; racconta il brasiliano -. <em>Il mister ci dà tanta fiducia, con lui c&#8217;è dialogo, lascia tutti quanti molto liberi. Chiede sempre a chiunque che cosa pensi e durante la partita, se qualcosa non va bene, ci chiede cosa sentiamo noi da dentro il campo e se vogliamo cambiare&#8221;</em>. Il centrocampista sottolinea il punto di svolta che può rappresentare questa partita stravinta: <em>&#8220;Se si fa gol e si vince, ritrovare l&#8217;entusiasmo è più facile anche per il pubblico. In campionato non stiamo facendo tanto bene, ma questa è la prima vera vittoria di questa stagione.&nbsp;E&#8217; arrivato il gol, ci voleva: mi ci sono buttato, la palla è arrivata e ho segnato. Come ci voleva correre di più, anche se non sono ancora al cento per cento dei recuperi. Dopo tanti anni di <strong>Gasperini</strong>, è un momento legato a un cambio di idee con l&#8217;avvicendamento in panchina. Pian piano troviamo il nostro gioco, De Ketelaere, Lookman e gli altri hanno fatto benissimo: ritroveremo l&#8217;Atalanta degli ultimi tre anni. Ultimamente ho sentito stanchezza a fine partita, ma non sento più niente nel ginocchio&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Gruppo Mascio domenica alla prova Scafati: &#8220;Continuiamo nel cambio di rotta&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 09:51:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[12a giornata]]></category>
		<category><![CDATA[coach Alessandro Ranagli]]></category>
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					<description><![CDATA[Domani, domenica 16 novembre, alle 18 la Gruppo Mascio Bergamo gioca nuovamente sul parquet casalingo dell’Opiquad Arena di Monza, per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-15-at-10.26.00.jpeg"><p>Domani, domenica 16 novembre, alle 18 la <strong>Gruppo Mascio Bergamo</strong> gioca nuovamente sul parquet casalingo dell’Opiquad Arena di Monza, per la 12esima giornata del campionato nazionale di A2, contro la <strong>Givova Scafati</strong>.<br />
Terza partita in otto giorni per entrambe le squadre, appaiate in classifica con 10 punti.</p>
<p><em>“Affrontiamo la terza partita in otto giorni, giocando contro un avversario di valore e esperienza come <strong>Scafati</strong>, che ha i nostri stessi punti in classifica e arriva da una vittoria importante con la nuova guida tecnica di coach <strong>Franco Vitucci</strong></em> &#8211; la premessa dell&#8217;head coach <strong>Alessandro Ramagli</strong>, una persa con Cremona e una vinta al PalaSojourner dopo aver sostituito Andrea Zanchi -. <em>Si tratta di una partita difficile, ma vogliamo confermare quanto di buono abbiamo mostrato mercoledì sera nella vittoria a Rieti. Ancora una volta vedo come decisivo il carico di energie che le due squadre, dopo così tanti impegni ravvicinati, possono riuscire a mettere in campo”</em>.</p>
<p><em>“Da ultimo arrivato, ho trovato un gruppo che sa giocare a basket e sa giocare insieme, di squadra, e lo abbiamo dimostrato mercoledì vincendo in trasferta una partita molto difficile a Rieti</em> &#8211; il commento della vigilia di <strong>Gabriele Stefanini</strong>, esordiente mercoledì sera e attuale rimpiazzo di <strong>D&#8217;Angelo Harrison</strong> -.&nbsp; <em>Lì ognuno di noi ha messo quello sul campo quello che di buono sa fare al fine di vincere una partita così difficile. Siamo tutti determinati a dare un cambio di rotta alla stagione e vogliamo dare il massimo domenica contro Scafati. Fondamentale riuscire a recuperare le energie, dopo una trasferta infrasettimanale molto lunga”</em>.</p>
<p>Media: la gara viene trasmessa in diretta su LNP Pass dalle ore 18 di domenica.<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>&#8220;Spirito e tutti i palloni contesi, questa dev&#8217;essere la Blu Basket Bergamo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2025 06:00:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Blu Basket Bergamo]]></category>
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		<category><![CDATA[Gruppo Mascio]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia Cup]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Mascio]]></category>
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					<description><![CDATA[La semifinale della Lombardia Cup persa 102-92 contro Cantù a Desio è stata più che il solito scrimmage, al netto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Paparesta-Mascio-Blu-Basket-Bergamo.jpeg"><p dir="ltr">La semifinale della Lombardia Cup persa 102-92 contro <strong>Cantù</strong> a Desio è stata più che il solito scrimmage, al netto che i punti alla fine di ogni quarto non si sono azzerati. <em>“Ho visto lo spirito giusto, di squadra, ho visto un gruppo che ha lottato su ogni pallone. Ho avuto sensazioni positive. Avanti così”</em>, il commento a bocce ferme di Stefano Mascio, presidente della <strong>Gruppo Mascio Blu Basket Bergamo</strong>. Unica formazione di serie A2 in mezzo alle &#8220;elette&#8221;&nbsp;al PalaFitLine, quella allenata da Andrea Zanchi ha conteso la partita fino all&#8217;ultimo ai brianzoli, conducendola per 72-65 al 7&#8242; del terzo periodo prima di cedere nella passerella finale.&nbsp;</p>
<p dir="ltr"><em>“Quella contro Cantù è stata davvero una bella prestazione. Abbiamo giocato di squadra, di cuore e di carattere, faccio i miei complimenti a tutti, giocatori e staff. Direi che siamo sulla strada giusta a due settimane dal via del nostro campionato”</em>, le sensazioni positive del vertice societario. <strong>Stefano Mascio</strong>&nbsp;ha seguito la partita dalla tribuna insieme al general manager Gianluca Paparesta e al consigliere Michele Morselli (nella foto di copertina). Nel tardo pomeriggio di domenica (ore 17.45), i cittadini scendono sul legno desiano per la finale del terzo posto contro la Pallacanestro Varese. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Musah, prime parole atalantine: &#8220;Sensazioni bellissime, sono qui con gioia&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Sep 2025 17:44:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;americano di Castelfranco Veneto emigrato decenne a Londra sulla strada dell&#8217;Arsenal ha pronunciato le prime parole da giocatore dell&#8217;Atalanta. &#8220;Le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Screenshot-2025-09-01-19.27.33.png"><p>L&#8217;americano di Castelfranco Veneto emigrato decenne a Londra sulla strada dell&#8217;Arsenal ha pronunciato le prime parole da giocatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. <em>&#8220;Le sensazioni sono bellissime, sono contento e molto felice di esserci.&nbsp;</em><span data-offset-key="41j7h-0-0"><em>Grazie alla Società per la fiducia e per avermi firmato&#8221;</em>. Sono le prime dichiarazioni di <strong>Yunus Musah</strong> al <a href="https://youtu.be/huLtfSqAOSc?si=CjjBj3iMGRMi-zjo">canale YouTube del club</a>. Con la licenza poetica dell&#8217;uso transitivo del verbo avente la persona come complemento oggetto, di solito in uso per il basket.</span></p>
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<div class="public-DraftStyleDefault-block public-DraftStyleDefault-ltr" data-offset-key="309j8-0-0"><span data-offset-key="309j8-0-0">Il centrocampista statunitense, in <strong>prestito oneroso dal Milan</strong> a 4 milioni più 24 di eventuale riscatto più il 10 per cento della futura rivendita, ha scelto la <strong>maglia numero 6</strong> perché è la stessa che indossa in Nazionale e non per lo switch in mediana con il neo bolognese Ibrahim Sulemana che l&#8217;ha lasciata libera.</span></div>
<div data-offset-key="309j8-0-0">&nbsp;</div>
<div class="public-DraftStyleDefault-block public-DraftStyleDefault-ltr" data-offset-key="309j8-0-0"><span data-offset-key="309j8-0-0"><em>&#8220;Chi è Yunus Musah? Credo una persona molto tranquilla e allegra, con tanta gioia, che dà il massimo. Sono molto felice, saluto tutti i tifosi e non vedo l&#8217;ora di vederli allo stadio. Forza Atalanta!&#8221;</em>. Musah compirà 23 anni il prossimo 29 novembre e gioca anche da laterale destro a tutta fascia. <em><strong>Effe</strong></em></span></div>
</div>
<div data-offset-key="309j8-0-0">&nbsp;</div>
<div data-offset-key="309j8-0-0"><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Musah-USA.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-169830 aligncenter" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Musah-USA.jpeg" alt="" width="512" height="512" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Musah-USA.jpeg 512w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Musah-USA-300x300.jpeg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Musah-USA-150x150.jpeg 150w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/Musah-USA-100x100.jpeg 100w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></a></div>
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		<title>Juric realista: &#8220;Poco concreti sotto porta, bisogna vedere come va a finire con Lookman&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Aug 2025 22:14:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Giorgio Scalvini]]></category>
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					<description><![CDATA[Ivan Juric parla del suo attacco che segna il giusto per non perdere la prima in casa da una neopromossa, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/WhatsApp-Image-2025-08-24-at-21.41.53-5.jpeg"><p>Ivan <strong>Juric</strong> parla del suo attacco che segna il giusto per non perdere la prima in casa da una neopromossa, dei singoli e della situazione che lo attanaglia:<em> &#8220;Quella di <strong>Lookman</strong> è spiacevole. Di <strong>Scamacca</strong> sono contento, ma bisogna avere l&#8217;intelligenza di toglierlo per non rischiarlo. De Ketelaere, <strong>Maldini</strong> e Kamaldeen devono migliorare, in particolare a Daniel è andata un po&#8217; così&#8230; Lui e Dino non è che in passato abbiano fatto cose straordinarie&#8221;</em>. Il tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, nel dopogara col <strong>Pisa</strong>, ha parlato anche della finestra estiva in chiusura: <em>&#8220;Quanto al mercato, siamo più o meno a posto, anche se dietro siamo pochi e dobbiamo vedere come finisce questa storia di Ademola che non è piacevole. <strong>Ibrahim</strong> Sulemana e Palestra l&#8217;anno scorso hanno fatto poche presenze, devono giocare di più e vanno mandati in altre squadre, perché giocare poco è un male per la loro crescita&#8221;</em>. Destinazione Cagliari, insomma, mentre il ritorno di Giovanni Bonfanti a Pisa è abbastanza congelato.</p>
<blockquote>
<p dir="ltr">&#8220;Abbiamo iniziato contratti, ma soprattutto abbiamo sofferto i lanci lunghi quando raggiungevano Touré sulla fascia. Nella ripresa abbiamo aggiustato tecnicamente l&#8217;attacco e ho visto tante cose buone, interessanti e giuste. Mi dispiace non aver fatto altri gol.</p>
<p dir="ltr">Di Scamacca siamo contenti, è più avanti di condizione di quanto speravamo. Bisogna anche avere l&#8217;intelligenza di toglierlo per non rischiare. <strong>Krstovic</strong> è arrivato tre giorni fa e alcuna cose vanno aggiustate, sui cross e dove deve attaccare. <strong>Zalewski</strong> m&#8217;è piaciuto molto in fase d&#8217;attacco, quella difensiva può farla meglio, ma è anche generoso: lo conosco dalla Roma, so quali sono le sue caratteristiche. <strong>Ederson</strong> è importante per noi, ma era reduce da problemi al ginocchio e allora ho scelto <strong>Pasalic</strong>.</p>
<p dir="ltr">Nella seconda metà ho visto ritmo e aggressività. Ci sono ragazzi, da De Ketelaere a Maldini a Kamaldeen Sulemana, che devono crescere. Se Maldini e Scamacca avessero segnato ancora&#8230; A Daniel è andata così (Ivan Juric).</p>
</blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Non ho mica tanto il fiuto del gol, tant&#8217;è vero che arrivo sempre al tiro ma la metto davvero poco. Sullo scarico di Scamacca nel primo tempo sarebbe stato l&#8217;ideale arrivarci di sinistro, invece la palla m&#8217;è capitata col destro e ho calciato largo.&nbsp;</p>
<p>Il Pisa è partito forte, mettendo in campo molta fisicità. Non abbiamo poi sofferto così tanto, ma sul piano del gioco per metà partita abbiamo faticato. Nella ripresa siamo stati più sciolti, uscivamo meglio palla al piede per creare situazioni pericolose. Ripartiamo da lì.&nbsp;</p>
<p>Non c&#8217;è un problema di gruppo, casomai di fluidità. La squadra è solida, tanti ragazzi sono qui da anni tra cui io, che faccio coi nuovi arrivati quello che i giocatori più esperti avevano fatto con me, aiutandomi nell&#8217;inserimento in campo e nello spogliatoio. Ci sono alcuni meccanismi nuovi della nuova guida tecnica a cui dobbiamo adattarci. Lo spirito è sempre quello da Atalanta.&nbsp;</p>
<p>Fisicamente sto bene dopo aver lavorato tanto e a lungo per rientrare, ho buone sensazioni. Sono felice per Scamacca, lui come me la scorsa stagione non ha praticamente giocato: tornare a segnare dopo quasi un anno e mezzo è importante per tutti, non solo per lui. Veniamo entrambi da un&#8217;annata davvero complicata.</p>
<p>La maglia azzurra è un sogno per ogni giocatore, ma la priorità resta sempre l’Atalanta. Devo fare bene qui, e solo attraverso le prestazioni con il club posso guadagnarmi la Nazionale. Sarebbe bellissimo, specie perché il 5 settembre si gioca a Bergamo (Giorgio Scalvini)&#8221;</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Eravamo sotto ritmo, ma nel secondo tempo insieme a quello abbiamo ritrovato anche le misure. Solo una questione di tempo. Piglio e intensità ci hanno permesso di pareggiare e di provare a vincere, cosa che avremmo meritato. Non segnavo dal 26 maggio dell&#8217;anno scorso la Torino, ma da lì a oggi sono solo alla terza partita giocata in più d&#8217;un anno: ho passato mesi lunghissimi, duri e complicati, ma adesso posso aiutare tutti. Se ci riesco e segno, posso anche puntare a soddisfazioni personali come la Nazionale. Sono carico, ma resto coi piedi per terra. Devo crescere ancora. L&#8217;attesa è stata ripagata dal ritorno al gol, ma adesso non voglio più fermarmi&#8221;(<strong>Gianluca Scamacca</strong> a DAZN).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Volevo una grande squadra per giocare e ho avuto la mia grande occasione. L&#8217;Atalanta è un ambiente molto positivo e sono stato accolto benissimo da compagni abituati a un club che da anni e anni dimostra di essere di alto livello. Sono orgoglioso di essere a Bergamo. Cerco sempre di puntare l&#8217;uomo sfruttando la mia velocità per creare pericoli sugli esterni. Quando arrivo al fondo, la priorità è servire bene i compagni. L’Atalanta mi permette di crescere ancora, di confrontarmi con un calcio diverso e di mettere in mostra le mie qualità. Voglio ripagare la fiducia&#8221; (Nicola Zalewski a DAZN).</p></blockquote>
<p> <em><strong>Effe</strong></em></p>
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