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	<title>diesse &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>La Blu Basket ritrova Pacher: &#8220;Dalla Blu Basket uscirò solo nella cassa da morto&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jul 2023 16:17:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Basket]]></category>
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					<description><![CDATA[Maeco Giuri e Bruno Cerella confermati, A.J. Pacher da Cremona il più gradito dei cavalli di ritorno per lo spot [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/05/PalaMascio-copertina.jpg"><p>Maeco <strong>Giuri</strong> e Bruno <strong>Cerella</strong> confermati, <strong>A.J. Pacher</strong> da Cremona il più gradito dei cavalli di ritorno per lo spot di 4-5 con licenza di uccidere da ogni posizione. La <strong>Blu Basket</strong> stamani ha di fatto chiuso (o quasi, resta il secondo straniero) il roster e il presidente Stefano <strong>Mascio</strong> è in vena di promesse impegnative: <em>&#8220;Da questa società uscirò soltanto nella cassa da morto. Spero il più tardi possibile&#8221;</em>.</p>
<p>In mezzo alle battute di circostanza, ancora l&#8217;accenno al nuovo palasport: &#8220;<em>Entro fine anno verrà scelta la location che ci darà più garanzie. In ballo c&#8217;è un&#8217;area a <strong>Treviglio</strong> e un&#8217;altra <strong>Caravaggio</strong></em> &#8211; ha spiegato il vertice societario -. <em>Il mio è un progetto triennale fin dall&#8217;inizio. Le tempistiche di cui avevo e ho bisogno per consolidare una struttura in grado di salire in serie A1. Se non ci riusciremo quest&#8217;altr&#8217;anno, il progetto continuerà comunque. La passione mi lega a questo club, e come imprenditore ho qualcosa da restituire al territorio per le opportunità che continua a darmi&#8221;</em>.</p>
<p>Sempre Mascio riassume la composizione dell&#8217;organico, dai lunghi ai play: <em>&#8220;Guariglia, Barbante, Pacher, Sacchetti, Miaschi, Pollone, Cerella, Giuri e Vitali più la guardia americana e i due dell&#8217;Academy il pivot Andrea <strong>Guerci</strong> e la guardia Giacomo <strong>Carpi</strong>&#8220;</em>. Il direttore sportivo Luca <strong>Infante</strong> prova a decifrare l&#8217;annata che sarà: <em>&#8220;Chi vincerà lo farà lottando, bisogna essere pronti a sporcarsi le mani e le ginocchia. Il campionato si vince con la cazzimma.&nbsp;La programmazione esclude la rituale fretta di molti club da &#8216;tutto e subito&#8217;: Treviglio mi ha offerto la chance di una seconda vita dopo quella spesa da giocatore, chiederò consigli anche a Clyde Insogna</em> &#8211; le sue parole -. <em>Ci sarà anche un quinto lungo della classe 2004-2005 in doppio tesseramento col <strong>Romano Basket</strong>.&nbsp;Ci manca l&#8217;americano per lo spot di 2. Cerchiamo prima di tutto una persona, l&#8217;aspetto tecnico è secondario: deve essere tecnico e fisico con una produzione di punti importanti. I componenti del roster sono tutti ottime persone, uomini-squadra di rilievo. Non facciamo la collezione di figurine: abbiamo creato un mix di esperienza con l&#8217;età giusta. La nuova guardia dovrà essere più da ball handling e più da attacco al ferro rispetto a Jason Clark. Il livello della A2 s&#8217;è alzato tantissimo, sembra la vecchia formula a 16 squadre: in ballo con noi, Udine, Trieste, Verona, Trieste, Verona, Cantù, Forlì e Fortitudo più Trapani&#8221;</em>.</p>
<p>Il raduno è fissato per<b>&nbsp;</b>venerdì 18 agosto presso il PalaFacchetti, giorno in cui è in programma il Mediaday (con orario da comunicare nei prossimi giorni) con possibilità per i giornalisti di accreditarsi (inviando una mail a addettostampa@blubasket.it entro le ore 22:00 di venerdì 11 agosto). Il raduno è aperto anche ai tifosi (con entrata dall’ingresso 2 e posizionamento in Tribuna Numerata). Dal 21 al 27 dello stesso mese, il ritiro a Schilpario con la novità Blu Experience: <em>&#8220;Ci sarà una lotteria con l&#8217;estrazione di cinque abbonati del mese di luglio per una giornata nel ritiro di Schilpario a stretto contatto con i giocatori. Pranzeremo insieme&#8221;</em>, chiude Mascio.</p>
<p>Andrew Joseph <strong>Pacher</strong>, ala forte di 208 centimetri, è nato il 17 febbraio 1992 a Vandalia (Ohio, USA). Prodotto di Wright State University, nella passata annata, dopo aver iniziato in A con Trieste, è passato alla <strong>Vanoli Cremona</strong> risultando determinante per la conquista di Coppa Italia e Campionato. Nella stagione 2019-2020, proveniente da Reggio Calabria e prima del biennio ferrarese, regular season da 15.3 punti, 8.1 rimbalzi e 1.7 assist in 35&#8242; di media, col 49.2 per cento da 2, il 39.2 da 3 e l&#8217;81.2 nei personali. <em>&#8220;Pacher è uno dei giocatori americani più importanti della categoria</em> – sottolinea iInfante –, <em>dotato di talento e di personalità, di leadership tecnica e morale, oltre a versatilità perché si integra bene con Guariglia, Sacchetti e Barbante nell’idea di squadra che stiamo creando. È un vincente, conosce già la piazza, è apprezzato da compagni, staff e tifosi: una certezza in una casella importante quale è lo slot dell’americano”</em>.</p>
<p>11,4 punti e 4,9 rimbalzi da universitario senior (132 match), da pro Pacher ha giocato soltanto in Europa. Cogli Starwings di Basilea è top scorer del campionato elvetico segnandone 24,7 di media. Legnano lo fa esordire in Italia: nel 2015/16 firma 17,4 punti e 8,1 rimbalzi. L’anno successivo si trasferisce a Budapest: in 28 gare nel campionato ungherese, 20 punti e 8 rimbalzi a incontro. La Viola Reggio Calabria lo riporta in A2: nel 2017/18 viaggia con il 64% da due e il 40% da tre per 17,2 punti ad allacciata di scarpe. Nel campionato successivo parte dalla Mens Sana Siena (20 gare con il 48% dall’arco), ma termina oltralpe: con il Pau (10 gare) accede ai quarti di finale del campionato francese. A Ferrara raggiunge in entrambe le annate i playoff promozione (16,4 di media nei 67 incontri in terra estense). Nel 2022/23 per AJ si aprono anche le porte della serie A: Trieste se lo assicura e nella massima categoria gioca 17 gare con 27′ di utilizzo medio e 6,3 punti realizzati. A febbraio viene ingaggiato dalla Vanoli Cremona con la quale trionfa in Coppa Italia e in Campionato raggiungendo la promozione in A: con la canotta cremonese colleziona 28 presenze, contraddistinte da 12,9 punti e 5,3 rimbalzi (64% da due, 45% da tre e 78% ai liberi). </p>
<p>In tre campionati europei, 69 presenze (20,6 punti e 7,9 rimbalzi in 35’); nell’unica esperienza nella massima serie 17 gare (6,3 punti e 6,2 rimbalzi in 27’). In sette stagioni in A2, AJ disputa 191 incontri (31’ di utilizzo) con 15,9 punti, 7,7 rimbalzi, realizzando il 59% da due, il 40% da tre e il 77% ai liberi, con una valutazione media di 17,6. In nove anni da senior Pacher gioca 277 partite, realizzando 4572 e raccogliendo 2121 rimbalzi.<br />
Marco <strong>Giuri</strong> nel 2022-2023 ha collezionato 36 presenze (3 in Supercoppa, 32 in campionato, 1 in Coppa Italia) con una media di 11,1 punti in 26 minuti. Bruno <strong>Cerella</strong> è sceso in campo in 41 gare (3 in Supercoppa, 37 in campionato, 1 in Coppa Italia) per 23&#8242; di media racimolando 3,8 punti a incontro. </p>
<p><a href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/AJ-Pacher.jpg" class="cbox cbox" ><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/AJ-Pacher.jpg" alt="" width="582" height="728" class="aligncenter size-full wp-image-135216" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/AJ-Pacher.jpg 582w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/AJ-Pacher-240x300.jpg 240w" sizes="(max-width: 582px) 100vw, 582px" /></a></p>
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		<title>Viganò: &#8220;Parlare della stagione in corso non ha senso. Fossi la Federazione penserei a come ripartire la prossima&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 10:25:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Andata in archivio la Pasqua in modalità quarantena, tra i mille interrogativi che ormai costellano le nostre giornate, quello più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/04/Enrico-Viganò-683x1024.jpeg"><p>Andata in archivio la Pasqua in modalità quarantena, tra i mille interrogativi che ormai costellano le nostre giornate, quello più martellante rimane sempre uno: quando si potrà tornare alla normalità? Impossibile rispondere, quantomeno fino al 3 maggio, ossia il nuovo paletto imposto dal nostro governo che prolunga di (almeno) due settimane il limbo di incertezze nel quale viviamo da oltre un mese. Tutto maledettamente fermo anche per quanto riguarda il calcio dilettanti, in trepidante attesa di conoscere il proprio futuro prossimo, ma ad oggi pretendere risposte certe è impossibile. Insieme ad <strong>Enrico Viganò</strong>, Direttore Sportivo dell’ACOS Treviglio, abbiamo provato a tracciare un bilancio di questi primi trenta giorni di restrizioni: “<em>La situazione che stiamo vivendo è molto dura. Di professione faccio il commercialista, per cui ho la possibilità di tastare con mano le difficoltà che molte persone e molte aziende del nostro territorio stanno affrontando. A Bergamo si è intervenuti forse con qualche giorno di ritardo, ma quando il problema si è palesato in tutta la sua grandezza credo che tutti gli organi competenti abbiano lavorato al massimo attuando ogni contromisura per combattere questo nemico. L’unica cosa che possiamo rimproverarci è che prima dell’emergenza abbiamo continuato a vivere tutti secondo le proprie abitudini, perché fino a che i problemi non ti toccano da vicino non si ha mai la reale percezione di cosa stia accadendo”.</em></p>
<p>Il focus ritorna subito sulla questione lavorativa e la posizione di Viganò è ferma: “<em>Il mio ufficio è operativo e quotidianamente mi confronto con vari imprenditori: serve riaprire. Loro devono pagare gli stipendi, per cui serve riaprire, adottando ogni protocollo di sicurezza e senza pretendere di tornare da subito ad una condizione di normalità, ma dopo un mese di stallo è fondamentale che il paese riparta”.</em></p>
<p>Sul fronte calcio non manca una tirata d’orecchie alle federazioni: <em>“Credo siano state le istituzioni più lente nel prendere decisioni e, soprattutto in ambito calcistico, le meno coraggiose. Trovo assurdo che, a livello dilettantistico, siamo ad inizio aprile e pensiamo ancora a come terminare le stagioni agonistiche. Secondo degli studi scientifici, fino a metà maggio non avremo la possibilità di fare nulla e soprattutto in estate saremo chiamati ad affrontare una situazione ricca di limitazioni per quanto concerne gli spostamenti personali e gli assembramenti. Addirittura</em> – sottolinea Viganò –<em> c’è la possibilità di un nuovo picco di contagi previsto per la fine dell’estate, che andrebbe a compromettere anche l’inizio del nuovo campionato. Non a caso gli esperti stanno già studiando l’eventualità di una nuova quarantena a cavallo tra l’autunno e l’inverno, come già successo ad Hong Kong. Per me parlare della stagione in corso non ha senso. Se io fossi nella Federazione penserei a come ripartire l’anno prossimo, pur navigando tra le mille problematiche che ci saranno”.</em></p>
<p>Su quanto fatto dall’ACOS Treviglio prima dello stop le sensazioni sono agrodolci: “<em>Molto bene a livello di settore giovanile, mentre la Prima Squadra ha incontrato alcune difficoltà all’interno del girone bergamasco (Girone C, ndr). Abbiamo pagato dazio a livello di esperienza: per questioni di budget ridotto abbiamo puntato forte su giocatori provenienti dalla Prima Categoria e di conseguenza lo scotto da pagare è stato importante. In realtà non abbiamo quasi mai sofferto contro nessun avversario se non in un paio di occasioni, ma molte partite sono state perse di misura su episodi nei quali il gap di esperienza tra noi e gli altri ha fatto la differenza in negativo. Quando di fronte hai giocatori che hanno militato in D o addirittura nella vecchia Lega Pro è chiaro che nulla ti viene perdonato”.</em></p>
<p>Tra i giovani due nomi da segnalare: <em>“Leonardo Passera, classe 2001, ha giocato tutte le partite da titolare, aveva già esordito l’anno scorso e nel bagaglio aveva già una decina di presenze in Promozione. Il ragazzo stava facendo molto bene: calciatore di valore tecnico indiscutibile e molto positivo anche fuori dal campo. L’altro giovanissimo sul quale avevamo già avviato un lavoro di inserimento in vista dell’anno prossimo è Stefano Vescovi (2002). Stavamo cercando di inserirlo gradualmente per fargli prendere le misure con il campionato che verosimilmente avrebbe affrontato da titolare nella stagione successiva”.</em></p>
<p>Elogi anche per il tecnico Cavagna: <em>“Il mister è un uomo estremamente intelligente con un elevato livello culturale che ci permette di confrontarci su vari aspetti della vita e non solo sul calcio. Essendo lui un avvocato, abbiamo un background piuttosto simile per cui tra noi c’è grande sintonia. Per quanto riguarda le qualità da allenatore, è un uomo che cerca tantissimo il dialogo con i ragazzi: ogni scelta che prende ha una motivazione di fondo, per cui tutti si sentono trattati allo stesso modo e questo contribuisce all’armonia dello spogliatoio. Tecnicamente è un allenatore molto preparato, con dei trascorsi alla Virescit dove ha allenato gli Allievi Nazionali. Sono convinto che farà molta strada”</em>.</p>
<p>Infine, un incoraggiamento per Bergamo e i suoi cittadini: <em>“Noi bergamaschi siamo un popolo lavoratore. Non ci siamo pianti addosso e mai lo faremo. Anche in un momento così difficile, non vediamo l&#8217;ora di poter tornare a lavorare. Non perdiamo l&#8217;entusiasmo e rimaniamo sempre fiduciosi. Rialzeremo la testa, ieri, oggi e domani”.</em></p>
<p><strong><em>Michael Di Chiaro</em></strong></p>
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