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	<title>Dinamo Zagabria &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Atalanta, due difensori croati tornano in patria</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 09:48:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Classe 1996 e 2000, stesso ruolo e ripudio in comune. Erano stati entrambi strappati alla patria, rispettivamente al NK Zagabria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/07/Bosko-Sutalo.jpg"><p>Classe 1996 e 2000, stesso ruolo e ripudio in comune. Erano stati entrambi strappati alla patria, rispettivamente al NK Zagabria e all&#8217;Osijek, il secondo già professionista, e in patria sono ritornati. Le ufficialità del primo giorno del calciomercato estivo riconsegnano alla <strong>Croazia</strong> i destini dei difensori Anton <strong>Kresic</strong>, 2015-2016 nella Primavera senza mai esordire in prima squadra, e Bosko <strong>Sutalo</strong>, reduce dall&#8217;annata in prestito a Verona dopo una stagione e mezza da 16 partite e 1 gol nell&#8217;<strong>Atalanta</strong> di Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, sono stati ceduti a titolo definitivo rispettivamente al Rijeka e alla <strong>Dinamo Zagabria</strong>.</p>
<p>Sutalo, impiegabile anche da laterale puro, è a disposizione da martedì scorso della sua nuova squadra, attualmente impegnata nel ritiro prestagionale in Slovenia, firmandoci un quinquennale. Era arrivato ufficialmente a Bergamo il 30 gennaio 2020. L&#8217;altro esubero, invece, era il classico parcheggiato eterno in serie B e anche C, fra Trapani, Avellino, Cremonese, Carpi e Padova.&nbsp;</p>
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		<title>Czyborra adesso è ufficiale! Bellanova e Sutalo, affari definiti</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jan 2020 14:26:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lennart Czyborra, sbarcato ieri a Linate e con le visite mediche già effettuate nella giornata di martedì, da oggi, mercoledì [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2020/01/Czyborra-benvenuto-Atalanta.jpg"><p><strong>Lennart Czyborra</strong>, sbarcato ieri a Linate e con le visite mediche già effettuate nella giornata di martedì, da oggi, mercoledì 22 gennaio, è <strong>ufficialmente</strong> un giocatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Si tratta del quarto esterno a disposizione di Gian Piero Gasperini al netto del partente Guilherme Arana, prestito del Siviglia che finirà a breve in Brasile all&#8217;Atletico Mineiro o più difficilmente al Palmeiras. Nato a Berlino il 3 maggio 1999, nazionale tedesco giovanile dall&#8217;Under 18 fino all&#8217;Under 20, è stato acquistato a titolo definitivo dall&#8217;<strong>Heracles Almelo</strong>, club dell&#8217;Eredivisie olandese da cui era stato prelevato nell&#8217;estate del 2017 anche il connazionale Robin Gosens. Ha firmato un contratto con scadenza nel 2024 da circa 450 mila euro a stagione.</p>
<p>Il sito ufficiale della società nerazzurra ne traccia una biografia essenziale, partendo dalla militanza nelle giovanili nel Paese natale: <em>&#8220;Union Berlino, Herta Berlino, Energie Cottbus e Schalke 04, prima del passaggio all’Heracles Almelo nell’estate del 2018. In Olanda Lennart fa subito il suo <strong>esordio </strong>contro <strong>l’Ajax </strong>nella prima giornata dell’Eredivisie. Chiude il suo primo anno tra i professionisti con 20 presenze in campionato e due assist. Si conferma nella stagione in corso, giocando tutte le partite dell’Heracles, schierato titolare in 20 delle 21 gare disputate, coppe comprese. E arrivano anche i primi gol contro Groningen e Pec Zwolle, a cui si aggiungono altri tre assist&#8221;</em>. </p>
<p>Allo <strong>Schalke 04</strong>, guardacaso squadra del cuore di <strong>Gosens</strong>), che ne deteneva il diritto di ricompra senza però averlo esercitato, l&#8217;Heracles versa contestualmente 800 mila euro come percentuale dovuta sulla rivendita.<em> &#8220;Esterno sinistro, mancino naturale di buona gamba, dal 2016 è nel giro delle nazionali giovanili tedesche: U18, U19 e U20 con cui debutta nel novembre 2018 allo stadio Ricci di Sassuolo segnando all’Italia la sua prima rete con la maglia della nazionale nel 3-3 della quarta giornata dell’Elite League. Che avesse l’Italia nel destino lo si capì quel giorno, ora è pronto per questa nuova sfida. Benvenuto Lennart!&#8221;</em>, chiude il comunicato ufficiale sul sito atalantino.</p>
<p>Definiti, intanto, altri due movimenti in entrata nel calciomercato nerazzurro di gennaio. Si tratta in ambedue i casi di prospetti <strong>classe 2000</strong>, il primo dei quali presumibilmente aggregato da fuoriquota alla Primavera di Massimo Brambilla, almeno in una prima fase. L&#8217;esterno destro <strong>Raoul Bellanova</strong>, prodotto della cantera del Milan che sarebbe potuto arrivare già nel 2017 quando invece come contropartita per Andrea Conti fu preso Matteo Pessina (attualmente al Verona a titolo temporaneo), arriva in prestito dal <strong>Bordeaux </strong>per 18 mesi con diritto di riscatto fissato a 4,5 mlioni. Il cartellino del centrale difensivo <strong>Bosko Sutalo</strong>, al contrario, è stato ceduto subito e per intero dall&#8217;Osijek.</p>
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		<title>Muriel e Gomez gli eroi. Ma con la Dinamo l&#8217;ha vinta Gasperini, maestro di calcio, nume tutelare della Dea del pallone</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 23:37:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Giacomo Mayer Milano &#8211; Il sogno continua. 2-0 con Muriel, su rigore, e con un altro strepitoso del Papu. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/10/Gasperini-applaude-1024x739.jpg"><p>di <strong>Giacomo Mayer</strong></p>
<p><strong>Milano</strong> &#8211; Il sogno continua. 2-0 con <strong>Muriel</strong>, su rigore, e con un altro strepitoso del <strong>Papu</strong>. Poi una traversa, un palo e almeno quattro-cinque occasioni da rete che potevano restituire la pariglia (4-0 a Zagabria). La <strong>Dinamo</strong> ha tirato in porta una sola volta, colpendo la traversa con Orsic. Dunque, una partita tipo dentro o fuori, come <strong>Atalanta-Dinamo Zagabria</strong>, non ammette distrazioni ma nemmeno divagazioni. Il tema è da pensiero forte: vincere. Non è possibile declinare altro verbo. Gasperini che è un audace per sua natura calcistica non ci ha pensato granché alla tattica da praticare contro la formazione croata e come logica conseguenza l’Atalanta ha replicato l’atteggiamento messo in campo con la Juventus. Solo che, per l’occasione, l’obiettivo finale che è sempre quello, appunto di vincere, lo si può conquistare in vari modi. E probabilmente a questo si è attenuto Bjelica, tecnico della Dinamo: giocare in maniere diverse, una volta aspettare e starsene nella propria tana, un’altra volta attaccare spargendo per tutto il campo le sue frecce.</p>
<p>Ma San Siro non è Zagabria e l’Atalanta non era quella timida, spaurita e senza soluzione della sera del 18 settembre. Ieri notte al Meazza è stata un’altra squadra, per la verità quella vera, che ha frantumato i cristalli senza paura di subire le contromosse della Dinamo. A cominciare dalla formazione: <strong>Gasperini</strong> è l’uomo delle sorprese, che sempre hanno un rigore logico nell’assetto, e presenta <strong>Kjaer</strong> al centro e Muriel in attacco, con Ilicic e Malinovsky pronti ad aumentare il tasso tecnico. Il popolo atalantino arrivato a San Siro si aspettava proprio questo modo di giocare una partita di calcio. Questa idea spregiudicata, quasi eretica per chi è abituato ad usare una bilancia per giudicare un match. Non è un caso che, dopo la sconfitta con lo Shakhtar, molti si sono chiesti se non fosse stato meglio un atteggiamento più conservativo nel finale. La risposta è facile: non sarebbe questa Atalanta. A maggior ragione, quindi, osare. Anche perché giocare stabilmente dalle parti del portiere avversario si corre qualche rischio ma aumentano le occasioni di gol. Con un alto tasso di probabilità. E così è stato anche perché con le mosse del nostro maestro di calcio la Dinamo è andata in totale confusione.</p>
<p>Infatti <strong>Gomez</strong> largo a destra ma libero di manovrare ha costretto il malcapitato Peric a patire un terribile mal di testa, provocando anche un fallo da rigore su Muriel. Non solo ma anche la posizione di Pasalic non era stata spiegata a Thèophile-Catherine che non capiva chi doveva prendere in consegna. E addirittura per certi momenti del match i nerazzurri con il <strong>3-2-4-1</strong> sorprendevano la Dinamo.</p>
<p>Gollini quasi disoccupato, impeccabili i tre difensori Toloi, Kjaer e Palomino, stratosferico Gosens, che ha colpito anche una traversa, e anche Hateboer che si è divorato almeno due palle gol, poi sostituito da Castagne, mostruoso De Roon, infrangibile Freuler, Gomez stratosferico, Muriel finalmente decisivo e anche Ilicic. Ma il vero artefice di questo splendido successo porta il nome di Gasperini. Grazie mister. Peccato il pari del City con lo Shakhatar. Continuiamo a sognare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La gioia Champions nella nottata dello sciopero del tifo. I Daspo per Firenze gridano vendetta</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 23:22:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Silenzio. Assordante, veritiero, surreale. San Siro il silenzio lo conosce solamente quando è vuoto, quando non ospita anima viva. Uno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/10/tifosi-dea-a-manchester-1024x606.jpg"><p><strong>Silenzio</strong>. Assordante, veritiero, surreale. <strong>San Siro</strong> il silenzio lo conosce solamente quando è vuoto, quando non ospita anima viva. Uno <strong>stadio</strong> che per antonomasia brulica di vita, fervore e <strong>passione</strong> questa sera si è ritrovato a vivere una situazione insolita. <strong>Sciopero</strong> del <strong>tifo</strong>. Nella partita più importante, nella gara decisiva per la rimonta atalantina in <strong>Champions League</strong> i tifosi non hanno cantato. Ancora una volta, pur giocando la competizione calcistica più importante del mondo, le idee dei tifosi bergamaschi, i loro valori e le loro convinzioni non si sono piegate. Il popolo atalantino nel silenzio ha gridato a gran voce: “Noi non ci stiamo”. La tifoseria orobica non ha accettato in alcun modo i provvedimenti arrivati stamane per <strong>28 tifosi coinvolti</strong> nei presunti disordini di <strong>Firenze</strong>. Non una presa di posizione pacata quella dei supporters nerazzurri che hanno rinunciato a sostenere la Dea in un match fondamentale.</p>
<p>È importante sottolineare questo sacrificio per far capire la gravità di quanto avvenuto nei confronti non solo di una tifoseria, ma di una città intera. Tanto che il primo cittadino Giorgio Gori ha chiesto nuovamente chiarezza per quanto avvenuto a Firenze lo scorso 27 febbraio. Questa sera il silenzio ha raccontato la Verità. Tanti i punti che dovrebbero essere chiariti. Quanti presunti tifosi viola erano presenti al McDonald’s che gli atalantini avrebbero puntato prima di imboccare il casello dell’autostrada? Quali tifosi sono scesi dai pullman per cercare uno scontro con i rivali? Domande a cui la tifoseria atalantina vuole risposte. La testimonianza dell’autista del pullman fermato dalla polizia racconta un’altra verità. <em>“Nessuno è sceso dal pullman e i poliziotti appena entrati sul mezzo hanno iniziato a frullare i manganelli”.</em></p>
<p>Parole dure, parole che fanno rabbrividire. Ma i tifosi atalantini non lamentano solo questa situazione perché anche questa sera qualcosa non ha funzionato nella gestione dell’ordine pubblico. Ultras croati della <strong>Dinamo Zagabria</strong> infatti hanno avuto libertà di movimento tra le famiglie nerazzurre, le quali spaventate si sono rifugiate all’interno dello stadio. I pullman croati sono stati parcheggiati nel piazzale dello stadio come se appartenessero alla tifoseria di casa e così una fiumana di supporters della Dinamo sono scesi prendendo possesso della zona. Una gestione che ha portato ai tafferugli provocati dagli stessi croati all’ingresso del loro settore con lancio di fumogeni e cinghiate con gli agenti della celere. Il <strong>silenzio</strong>. Ascoltatelo il silenzio perché racconta verità che le parole non possono spiegare.<br />
<em><strong>Mattia Maraglio</strong></em></p>
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		<title>De Roon esulta con Freuler: &#8220;Una grande partita che ci consente di sognare&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 22:36:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Remo Freuler]]></category>
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					<description><![CDATA[Milano &#8211;&#160;&#8220;La prima vittoria ci rende felici il doppio perché è stata figlia di una grande partita&#8221;. Marten de Roon, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/11/20191126_231518-1024x614.jpg"><p><strong>Milano</strong> &#8211;&nbsp;<em>&#8220;La prima vittoria ci rende felici il doppio perché è stata figlia di una grande partita&#8221;.</em> <strong>Marten</strong> <strong>de</strong> <strong>Roon</strong>, assistman per il bis del Papu Gomez, saluta con favore ed entusiasmo il bottino pieno con la <strong>Dinamo</strong> Zagabria: <em>&#8220;Potevamo chiuderla nel primo tempo quando abbiamo costruito 4-5 occasioni clamorose</em> &#8211; spiega il mediano olandese -. <em>Abbiamo cercato il terzo gol senza smettere di attaccare. Per fortuna stavolta il rigore è andato dentro&#8230;&#8221;.</em></p>
<p>Sogni e speranze, a dispetto del punto regalato dal City agli altri pretendenti al secondo posto, sono sempre nella testa e a fior di labbra dei giocatori dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>:<em> &#8220;Con un po&#8217; di fortuna vincendo in casa dello Shakhtar potremo essere agli ottavi di <strong>Champions</strong> League</em> &#8211; osserva De Roon -. <em>Ma è una squadra forte e a Manchester l&#8217;ha dimostrato: purtroppo abbiamo un punto in meno per la sconfitta allo scadere all&#8217;andata. A Kharkiv farà freddo, ma solo per il clima&#8230;&#8221;.</em></p>
<p>La diga nerazzurra offre la sua analisi tattica del match: <em>&#8220;Sapevamo della forza della Dinamo. Abbiamo servito <strong>Muriel</strong> in profondità affondando il forcing finché gli avversari hanno allentato il pressing. Non so dire il perché del rovescio a Zagabria, so solo che dopo siamo sempre cresciuti&#8221;</em>. Più misurato Remo <strong>Freuler</strong>: <em>&#8220;Molte chances create stasera, come nelle ultime 4 partite di campionato che però non ci hanno premiato. Stiamo vedendo la vera Atalanta: in Ucraina sarà una partita simile, ovvero siamo obbligati a fare tre punti</em> &#8211; chiosa il centrocampista svizzero -. <em>Meritavamo la posta piena in palio anche sabato scorso con la Juventus, ora dobbiamo fare risultato a Brescia. È quando si gioca di squadra che si esaltano e si valorizzano le prestazioni dei singoli. La mia migliore prestazione? Se è così, è perché il collettivo è stabilizzato su livelli sempre più alti&#8221;.&nbsp; &nbsp;<strong>S.F.</strong></em></p>
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		<title>Muriel-Gomez, un&#8217;immensa Atalanta stende la Dinamo e spera ancora</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 21:58:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[5a giornata]]></category>
		<category><![CDATA[Alejandro Gomez]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[Dinamo Zagabria]]></category>
		<category><![CDATA[Group Stage C]]></category>
		<category><![CDATA[Luis Muriel]]></category>
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					<description><![CDATA[Atalanta &#8211; Dinamo Zagabria 2-0 (1-0) ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi, Kjaer, Palomino; Hateboer (20&#8242; st Castagne), De Roon, Freuler, Gosens; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/10/Papu-701x1024.jpg"><p><strong>Atalanta &#8211; Dinamo Zagabria 2-0 (1-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Gollini; Toloi, Kjaer, Palomino; Hateboer (20&#8242; st Castagne), De Roon, Freuler, Gosens; Gomez (cap., 45&#8242; st Malinovskyi), Pasalic; Muriel (16&#8242; st Ilicic). A disp.: 57 Sportiello, 5 Masiello, 19 Djimsiti, 99 Barrow. All.: Gasperini.<br />
<strong>DINAMO ZAGABRIA (3-5-2):</strong> Livakovic 5,5; Theophile-Catherine 6, Dilaver 5,5, Peric 6; Stojanovic 6,5 (30&#8242; st Đira 6), Dani Olmo 5,5 (47&#8242; Situm sv), Ademi (cap.) 6, Ivanusec 5,5 (22&#8242; st Gojak 6), Leovac 6; Petkovic 6, Orsic 6,5. A disp.: 1 Zagorac, 19 Moubandje, 92 Kądzior, 11 Gavranovic. All.: Bjelica 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Karasev (Russia) 7 (Demeshko e Gavrilin; IV Ivanov; Var Dankert &#8211; Germania -, AVar Meshkov).<br />
<strong>RETI:</strong> 27&#8242; pt rig. Muriel (A), 2&#8242; st Gomez (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata non rigida e serena, spettatori 26.496 di cui 10.091 paganti (incasso 468.518 euro) e 16.405 abbonati (quota partita 835.575,80). Ammoniti Theophile-Catherine, Peric, Toloi, Pasalic e Stojanovic per gioco scorretto. Occasioni 21-9, nello specchio 6-2, legni 2-1. Corner 9-6, recupero 1&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Milano</strong> &#8211; Rigore di Luis <strong>Muriel</strong> autoprocurato, finezza mostruosa di Alejandro <strong>Gomez</strong> per stendere la <strong>Dinamo</strong> Zagabria e tante chance in una sfida dominata in lungo e in largo, salendo di tono dopo l&#8217;intervallo. Con una punta di rammarico nel palato per il regalino di Pep Guardiola, ormai straprimo nel girone C di <strong>Champions League</strong>, agli altri rivali dei bergamaschi.<br />
<strong>L&#8217;Atalanta</strong> che punta dritta il secondo posto e gli ottavi di finale, a meno 1 dall&#8217;aspirante ferma a 5 e con lo <strong>Shakhtar</strong> (6) beneficiato del pareggino a Manchester da affrontare nell&#8217;ultima spiaggia di Kharkiv l&#8217;11 dicembre, è più bella, aggressiva e determinata che mai. Alla peggio, ovvero con un successo slavo in casa col City, coi tre punti sarebbe <strong>Europa League</strong>. Ma vincere è comunque un imperativo categorico.<br />
Passano 65 secondi e <strong>Hateboer</strong> incespica sulla palla dal fondo di Muriel, altri 55 ed è <strong>Pasalic</strong> a mancare la correzione davanti all&#8217;area piccola sulla palla sempre da destra del Papu colpendo di mezza suola, quasi col tacco, invece che di piattone. Botta e risposta (4&#8242; e 5&#8242;) fra la telefonata del colombiano dal vertice sinistro e la svettata imperfetta di Stojanovic, accarezzata da Orsic, vincitore di un contrasto con il pendolo olandese nei pressi della bandierina. Bisogna attendere il 17&#8242; perché i Gasp-boys si affaccino, anche se l&#8217;unica punta in campo opta ancora per la rasoiata da fuori al culmine di una ripartenza sulla verticale Gomez-De Roon-Pasalic, mentre all&#8217;alba del ventesimo arriva il liscio numero 2 del croato, incapace di approfittare del contrasto vincente (con palla bassa in mezzo) del suo capitano con il collega-nemico Ademi. Un tris cronometrico e il break ospite suggerisce il recupero a Stojanovic e la botta secca, deviata in corner da Palomino, del triplettista dell&#8217;andata. La svolta al 26: Pasalic apre per <strong>Toloi</strong> e ne spizza il cross per la traversa piena di <strong>Gosens</strong> di esterno, con Peric ad affossare il ragazzo col 9 sulla schiena, che insacca dal dischetto spiazzando Livakovic.<br />
Inizia un&#8217;altra partita coi nerazzurri chiamati anche ad aspettare e ripartire, e per poco al 32&#8242; il rompighiaccio non bissa: il recupero di De Roon è perfetto e l&#8217;assist in verticale pure, due dribbling e in caduta il centravanti alza la mira. Di là <strong>Leovac</strong> spara in bocca a Gollini dopo un fallo sul mediano dei polder, di qua è di nuovo Hateboer a mangiarsela grossa, facendosi ribattere a porta vuota da Peric da due passi dopo la presa mancata del portiere su ammollo del tedesco. L&#8217;esterno ne combina di ogni e al 36&#8242; solo il montante può salvare la porta atalantina sull&#8217;invenzione a giro di Orsic, liberatosi facilmente del dirimpettaio. Si gioca bene e a ritmi vertiginosi: al 38&#8242; corre Pasalic in assistenza all&#8217;altro trequartista, che però sceglie il mancino dai 18 metri ciabattando a lato. Nemmeno 60 secondi e a dispetto della cosa buona di Hateboer è Muriel, starter di tacco dell&#8217;affondo, a indirizzare il sinistro ai dirigibili. A tiro del recupero Gomez chiama l&#8217;ascensore a Palomino dalla bandierina destra, l&#8217;estremo plavo in punta di guantoni non corre rischi. In avvio di ripresa (2&#8242;) il <strong>raddoppio</strong> del leader con la fascia al braccio: Leovac recupera su Hateboer, De Roon allunga la zampa e il fuoriclasse, evitando Ivanusec col tunnel, calcia a 30 centimetri dal prato sul secondo palo. Al 6&#8242; Muriel ci ritenta da fuori senza fortuna, ma è una Dea da Olimpo del football: 11&#8242;, scambio Freuler-Muriel con Peric a sbarrare il passo; 13&#8242;, verticale di Gomez per Pasalic; 17&#8242;, borseggio di Freuler e Dilaver salva sul fendente mancino di SuperMario a Ilicic ormai subentrato a Muriel.<br />
A Dani Olmo non resta che provarci da 35 metri (20&#8242;), mentre lo sloveno scheggia il <strong>palo</strong> esterno scambiando con Pasalic (24&#8242;) e il Papu calcia imperfettamente un piazzato (26&#8242;) conquistato dalla new entry. Seguono la zuccata altina di Kjaer (28&#8242;) su angolo di Josip, il rigore in movimento parato da Livakovic all&#8217;argentino su iniziativa di Pasalic rifinita da De Roon (31&#8242;) e il calcio franco impreciso di poco del 72 (33&#8242;). Nel finale brivido di Gojak, il rimpallo favorisce Gollini. Ed è trionfo.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Per Brambilla è sempre Primavera: &#8220;Grazie ai ragazzi, qualificazione meritata&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 16:02:33 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/09/brambilla-614x1024.jpg"><p><strong>Zingonia</strong> &#8211; <em>&#8220;Dopo la sconfitta all&#8217;andata a <strong>Zagabria</strong> non speravamo certo di qualificarci con una giornata d&#8217;anticipo. Devo dire grazie ai ragazzi, perché la loro è stata una crescita esponenziale&#8221;.</em> Parola di <strong>Massimo</strong> <strong>Brambilla</strong>, dopo la vendetta all&#8217;inglese sulla <strong>Dinamo</strong> con sorpasso incorporato (10 a 8) nel girone C di <strong>Youth League</strong>. <em>&#8220;Oggi ho capito subito come sarebbe andata, bastava vedere la facilità della circolazione di palla e la fiducia nelle giocate&#8221;</em>, aggiunge il tecnico dell&#8217;Under 19 nerazzurra, bella e vincente.</p>
<p>All&#8217;antistadio <strong>Maksimir</strong>, il 18 settembre scorso, per <strong>l&#8217;Atalanta</strong> <strong>Primavera</strong>, più che un ko di misura, l&#8217;inizio di una parabola ascendente. Un percorso di apprendimento a tappe che si è riverberato sui risultati: <em>&#8220;In <strong>Croazia</strong> era stata una sfida molto più equilibrata, con due pali nostri e due grosse occasioni loro</em>. <em>Stavolta a tratti non c&#8217;è stata partita, anche se nel primo tempo ci sono stati alcuni errori sotto porta</em> &#8211; l&#8217;analisi dello stratega -. <em>Con lo <strong>Shakhtar</strong> avremmo meritato di vincere rimontando e poi facendoci raggiungere a tempo scaduto. Il 3-1 di Manchester, invece, è stata l&#8217;iniezione di fiducia per come è arrivato: al ritorno una gara più difensiva, ma vinta lo stesso. Un pari in Ucraina e la vetta non ce la toglie nessuno&#8221;.</em></p>
<p>Riguardo a singoli, formula e formazione, <strong>Brambilla</strong> sceglie di non soffermarsi sulle prodezze risolutive, privilegiando lo spirito di sacrificio del capitano Nicolò <strong>Cambiaghi</strong>. <em>&#8220;Era lui a sentirsela nonostante una botta pregressa, l&#8217;ho mandato in campo dopo essere stato rassicurato dallo staff medico che non avrebbe corso rischi</em> &#8211; chiude l&#8217;allenatore di Vimercate -. <em>A questi livelli gli undici più adatti ad affrontare impegni complicati sul piano fisico, tecnico e tattico sono questi. Per il tour de force da qui alla pausa natalizia, nove partite in un mese di cui due già fatte, la rosa molto ampia mi darà la possibilità di fare turnover quando serve. E ci sono molti 2002 che stanno alla finestra in attesa di un&#8217;opportunità&#8221;.&nbsp;</em><br />
<em><strong>S.F.</strong></em></p>
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		<title>Esplode la Primavera: 2-0 alla Dinamo e primo posto!</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 14:37:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Atalanta &#8211; Dinamo Zagabria 2-0 (0-0) ATALANTA (4-3-3): Gelmi 6; Bergonzi 6,5, Okoli 7, Guth 7, Brogni 7; Gyabuaa 7, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/11/20191126_130147-1024x614.jpg"><p><strong>Atalanta &#8211; Dinamo Zagabria 2-0 (0-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (4-3-3):</strong> Gelmi 6; Bergonzi 6,5, Okoli 7, Guth 7, Brogni 7; Gyabuaa 7, Da Riva 7, Cortinovis 7,5 (34&#8242; st Finardi 6); Traore 7, Piccoli 6 (47&#8242; st Ghisleni sv), Cambiaghi (cap.) 7 (34&#8242; st Ghislandi 6). A disp.: Dajcar, Ruggeri, Milani, Panada. All.: Massimo Brambilla 7.<br />
<strong>DINAMO ZAGABRIA (4-1-4-1):</strong> Josipovic 6; Hrvoj 5,5, Sutalo 6, Gvardiol 5,5, Jurisic 6; Franjic (cap.) 6; Karrica 5,5 (20&#8242; st Jurcec 6), Jankovic 6 (14&#8242; st Julardzija 6), Krizmanovic 6,5, Marin 6,5; Sipos 6. A disp.: Krkalic, Vukasovic, Radonja, Nikolic, Kocar. All.: Igor Jovicevic 6.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Frischer 6,5 (Estonia; Mõtsnik e Saga; IV Prontera di Bologna).<br />
<strong>RETI:</strong> 13&#8242; st Cortinovis, 16&#8242; st Gyabuaa.<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio soleggiato, spettatori 500. Ammoniti Traore, Karrica, Cambiaghi e Julardzija per gioco scorretto, Marin per proteste, Da Riva e Sipos per reciproche scorrettezze. Occasioni 20-8, nello specchio 8-3. Corner 4-2, recupero 1&#8242; e 5&#8242;.</p>
<p><strong>Zingonia</strong> &#8211; Alessandro <strong>Cortinovis</strong> e Manu <strong>Gyabuaa</strong> sono gli eroi del martedì, ma nell&#8217;aperitivo dei big nel <strong>girone C</strong> di <strong>Youth League</strong> è tutta la <strong>Primavera</strong> <strong>dell&#8217;Atalanta</strong> a meritare gli applausi a scena aperta. <strong>Dinamo</strong> <strong>Zagabria</strong> battuta all&#8217;inglese, con sorpasso in classifica (10 a 8), vendetta per il ko di misura all&#8217;antistadio Maksimir e Group Stage passato con un turno di anticipo. In casa dello <strong>Shakhtar</strong>, l&#8217;11 dicembre, basterà il pari per la vetta matematica che vale gli ottavi di finale: il secondo posto farebbe invece accedere agli spareggi con le qualificate del percorso campioni nazionali, quelle che non hanno le prime squadre in Champions.<br />
Il primo tris di lancetta vede <strong>Traore</strong> proiettato al tiro, morbido e sul primo palo, dopo un rimpallo con la difesa sulla trequarti destra, mentre a distanza di una decina cronometrica l&#8217;ivoriano dà il la alla combinazione con Gyabuaa e Piccoli per ricevere l&#8217;appoggio di quest&#8217;ultimo: sul contrasto di Sutalo il destro non incrocia spegnendosi sul fondo. Chance anche per la mezza girata di <strong>Sipos</strong>, debole e centrale, su angolo da mancina di Krizmanic, ma quella più ghiotta capita al bomber di Sorisole (16&#8242;), con il piede di Jankovic a respingergli il rigore in movimento sull&#8217;asse Traore-Gyabuaa. Al ventesimo tocca ancora al genietto del 2002, che raccoglie la respinta incerta della retroguardia in giallo fluo sul cross di Bergonzi non agganciato dal ghanese di Parma alzando la mira dal limite. Al 28&#8242; idem, stavolta su filtrante di Da Riva, e più che da Josipovic è la sbandierata sospetta a fermarlo, solo che poi è bravo lui a prendere il fondo e non l&#8217;accentrato Cambiaghi a girare nell&#8217;angolino il suo suggerimento. È un <strong>monologo</strong> nerazzurro a fasce quasi spalancate: al 31&#8242; è Brogni a metterla dentro, spunta l&#8217;esterno di Cortinovis che si allarga e ha un rimbalzo di troppo.<br />
Fifa blu al 36&#8242;, quando Gelmi regala a Sipos il rinvio tentando di servire Guth ed è costretto al superlavoro per bloccare la conclusione di Marin oltre il dischetto dopo la prima respinta. A sei dalla pausa Piccoli in torsione aerea corregge sopra il montante il traversone di Bergonzi, sovrappostosi a Traore. La ripresa si avvia con l&#8217;ennesima occasione proprio per lui, che va a giro (5&#8242;) senza superare il portiere nemico dopo il grazioso cadeau di Gvardiol. L&#8217;uno-due stordente è dietro l&#8217;angolo. Le prove generali sono nello schema da punizione di Bergonzi che coglie la sommità del capo di Okoli. È <strong>la mezzala cittadina col 10 sulle spalle</strong> a risolvere la pratica del vantaggio, profittando dell&#8217;imbucata di Traore dopo aver effettuato l&#8217;apertura ed essersi fatto il campo in diagonale. Tanto è bello il tocco sotto sul primo legno incuneandosi tra due difensori, quanto è efficace quello del parmigiano che insacca da centro area la sfera magica portagli dal suo capitano. Al 19&#8242; Bergonzi si fa dire di no dall&#8217;estremo avversario ricevendo da Traore in posizione di suggeritore, al 26&#8242; botta e risposta fra Da Riva (di fronte, alto, su calcio franco di Bergonzi) e Jurcec che insieme ai compagni lamenta il braccio del terzino destro atalantino sul suo campanile dalla destra. Al 29&#8242; Marin lo punta su lancio di Gvardiol scaricando sul muretto dopo un dribbling a rientrare, 11 minuti e Gelmi rimane a terra in uscita bassa sulla stessa ala con Finardi a deviare il tiro a botta sicura di Krizmanovic. Sabato l&#8217;ammiraglia del settore giovanile scende di buon mattino in campionato (Kick off alle 11) al &#8220;Gino Bozzi&#8221; di Firenze: c&#8217;è da non perdere la testa, a quota 22, a braccetto col Cagliari ma con l&#8217;Empoli da recuperare (mercoledì 4 a Zingonia).<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Champions: Traore in gruppo, Zapata fuori!</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Nov 2019 15:31:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Duvan Zapata da solo, ai margini del gruppo. Amad Diallo Traore, invece, risponde presente. Sono le due novità più eclatanti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/10/Traore-sotto-la-Nord-1024x739.jpg"><p><strong>Duvan Zapata</strong> da solo, ai margini del gruppo. <strong>Amad Diallo Traore,</strong> invece, risponde presente. Sono le due novità più eclatanti della <strong>rifinitura</strong> dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia nel pomeriggio di lunedì prima di partite per l&#8217;albergo del ritiro milanese in vista della penultima giornata del girone C di <strong>Champions League</strong> di martedì sera a San Siro contro la <strong>Dinamo</strong> <strong>Zagabria</strong>.&nbsp;</p>
<p>Salvo pretattica, dunque, il colombiano, fermo dal 12 ottobre scorso (Colombia-Cile) per la lesione all&#8217;adduttore destro, non dovrebbe far parte nemmeno della spedizione. A sorpresa, invece, visto che c&#8217;è tempo fino alla mezzanotte del giorno precedente l&#8217;incontro interessato, potrebbe essere inserito in <strong>lista B Uefa</strong> proprio l&#8217;ivoriano Traore, punta mancina del 2002 in forza alla <strong>Primavera</strong> di Massimo Brambilla ma ormai convocato da quattro volte in prima squadra da Gian Piero Gasperini.</p>
<p>Amad, fratello minore di <strong>Hamed</strong> che milita nel Sassuolo, è alla sua seconda presenza da subentrato, con la Juventus l&#8217;altro ieri, in occasione dell&#8217;esclusione a sorpresa proprio di Duvan, su quattro convocazioni di fila: suo il gol del 7-1 all&#8217;Udinese a Bergamo il 27 ottobre, ultimo successo dei senior. In lista B per la coppa dei grandi attualmente figura il solo Musa <strong>Barrow</strong>. Se dovesse aggiungersi il diciassettenne, domani alle 13 a Zingonia non scenderebbe in campo in Youth League.&nbsp;</p>
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		<title>Cosa resterà della prima trasferta di Champions</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Sep 2019 06:54:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È andata. Nel peggiore dei modi e dei risultati, ma l&#8216;Atalanta da Champions di Gian Piero Gasperini non si ferma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/09/20190918_201749-1024x614.jpg"><p>È andata. Nel peggiore dei modi e dei risultati, ma l<strong>&#8216;Atalanta</strong> da <strong>Champions</strong> di Gian Piero Gasperini non si ferma certo a Zagabria. Primo, perché non esiste una sola ragione valida per mollare gli ormeggi salpando verso il porto della rassegnazione. Negare l&#8217;evidenza è inutile. A pelo d&#8217;erba, specie nel primo tempo, si è sbagliato l&#8217;inimmaginabile, contro una <strong>Dinamo</strong> formato Spal-Torino-Genoa ma enormemente più accorta dietro, capace di stravincere sulle fasce, più efficace nel pressing alto e dotata della combo micidiale tecnica &amp; rapidità in avanti per aprire crepe nel muro nerazzurro.</p>
<p>Quello dei <strong>tremila</strong> nel South Stand dello Stadion Maksimir è forse il primo dei motivi per abbassare la testa e ripartire (nel pomeriggio allenamento a Zingonia) come se non fosse successo niente, come se non ci fosse un domani. Perché un terzo di quella muraglia colorata e sprigionante passione pura da tutti i pori, per inciso, si è smazzato due ore e venti di tiramolla con la polizia di <strong>frontiera</strong> croata che voleva rispedire a domicilio una ventina di pullman dei tifosi già alle sei del pomeriggio.</p>
<p>A parte l&#8217;onore da tenere alto sul pennone con la bandiera di <strong>Bergamo</strong> a sventolarci gagliarda, dando per scontato di dover sopportare l&#8217;onere di una competizione inedita fino alla vigilia che ora si trasforma in missione, per quanto impossibile possa sembrare all&#8217;indomani dello schiaffo a quattro dita, la ragione in più per non lasciarsi andare è il calendario. Quella griglia a maglie fittissime che costringe al tour de force senza concedere nemmeno il tempo necessario a pensare.</p>
<p>Un toccasana, perché a maniche rimboccate rimuginarci oltre il lecito rischierebbe di allargare la chiazza della delusione e dello sconforto fino a far assumere loro le dimensioni di un lago. La successione di impegni, al contrario, è un inno alla preparazione metodica, al serrare i ranghi, alla ricerca di soluzioni in campo senza affidarsi alle strategie da tavolino. Altre sei sfide attendono i Gasp-boys prima della seconda sosta per le nazionali. Domenica a Parma la Fiorentina, quindi infrasettimanale il 25 nella Roma giallorossa, il Sassuolo sabato 28, il secondo turno del Group Stage C a San Siro con lo Shakhtar il primo ottobre e il Lecce, il 6, per inaugurare il Gewiss Stadium con la Curva Nord rimessa a nuovo.</p>
<p>Un&#8217;ultima osservazione sull&#8217;uomo in sella, che signorilmente e sportivamente ha reso onore senza alibi né appelli alla superiorità dell&#8217;armata dei Diavoli di Nenad Bjelica. Il mister si è posto un dubbio che in realtà non lo è: chiuderci tatticamente per parare i colpi o proseguire col verbo del calcio propositivo provando a correre come e più di avversari di rango? L&#8217;Atalanta è diventata grande attaccando tutto e tutti a testa bassa. Rinunciare alla propria ragion d&#8217;essere solo per uno scivolone, adesso, sarebbe il colmo. Sotto coi Viola. A provare a fare blu gli ucraini ci si penserà poi.</p>
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		<title>Atalanta, la prima in Champions è da stecca: la Dinamo la asfalta</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Sep 2019 20:54:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Gian Piero Gasperini]]></category>
		<category><![CDATA[Group Stage C]]></category>
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					<description><![CDATA[Dinamo Zagabria – Atalanta 4-0 (3-0) DINAMO ZAGABRIA (3-5-2): Livakovic 6; Teophile-Catherine 6,5, Dilaver 6,5, Peric 6,5; Stojanovic 7, Ademi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/09/Atalanta-a-Zagabria.jpg"><p><strong>Dinamo Zagabria – Atalanta 4-0 (3-0)</strong><br />
<strong>DINAMO ZAGABRIA (3-5-2):</strong> Livakovic 6; Teophile-Catherine 6,5, Dilaver 6,5, Peric 6,5; Stojanovic 7, Ademi (cap.) 7, Moro 6 (28&#8242; st Gojak 6), Dani Olmo 7,5, Leovac 8; Petkovic 6,5 (38&#8242; st Gavranovic sv), Orsic 8 (31&#8242; st Ivanusec 6). A disp.: 1 Zagorac, 8 Hajrovic, 16 Situm, 20 Atiemwen. All.: Bjelica 7,5.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Gollini 5,5; Toloi 4,5, Djimsiti 4,5, Masiello 5,5 (1&#8242; st Malinovskyi 6); Hateboer 4,5, De Roon 5, Freuler 5 (1&#8242; st Pasalic 6,5), Gosens 6; Gomez (cap.) 5,5; Ilicic 5 (43&#8242; st Barrow sv), Zapata 5,5. A disp.: 57 Sportiello, 6 Palomino, 21 Castagne, 9 Muriel. All.: Gasperini 5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Gil Manzano 5,5 (Barbero, Nevado; Martinez Munuera. VAR Hernandez e de Burgos).<br />
<strong>RETI:</strong> 10&#8242; pt Leovac (D), 31&#8242; pt, 42&#8242; pt e 23&#8242; st Orsic (D).<br />
<strong>Note:</strong> serata uggiosa e fredda, terreno in condizioni passabili. Spettatori 28.863. Ammoniti Djimsiti, De Roon, Teophile-Catherine, Moro e Gosens per gioco scorretto. Occasioni 8-8, nello specchio 6-2. Var: 2. Corner 3-2, recupero 3&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Zagabria</strong> – La prima alla scala del calcio europeo, nel proscenio zagrebino dello Stadion Maksimir, è stata una stecca di quelle memorabili. Perché la <strong>Dinamo Zagabria</strong>, pur difendendo a cinque, ha fatto l&#8217;<strong>Atalanta</strong> mettendoci forza, ritmo e pressing altissimo. I sogni sono belli finché la realtà non si materializza in tutta la sua crudezza, figurarsi poi in un girone (C) di <strong>Champions League</strong>: a oggi Gian Piero Gasperini e i suoi non si sono ancora calati nello spirito e nel livello delle competizione regina dell&#8217;Europa.<br />
Avvio subito da brividi, anche se a sprazzi, con <strong>Dani Olmo</strong> (mezzala e poi trequartista, l&#8217;uomo ovunque) a mettere da sinistra un radente che Petkovic smista di tacco all&#8217;accorrente <strong>Orsic</strong>: palla a lato. Al 3&#8242; scarso la risposta mancina un po&#8217; sbilenca di <strong>De Roon</strong>, imbeccato da Ilicic al limite. Troppi rischi e alla fine si soccombe: all&#8217;8&#8242; Ademi sbatte su Djimsiti, quindi Dani Olmo si libera per un sinistro che trova<strong> Masiello</strong> come ultimo baluardo e inevitabilmente il vantaggio di <strong>Leovac</strong>, pescato nel suo taglio dalla corsia da Stojanovic nella classica manovra da quinto a quinto. La Dea ce ne mette per riprovare la scalata all&#8217;Olimpo, svegliandosi sull&#8217;asse <strong>Freuler-Gosens</strong> per il primo corner al 21&#8242;. Poco dopo Josip s&#8217;accentra e sgancia la botta, a lato, da posizione centrale. Il grosso dei <strong>tifosi bergamaschi bloccati 140 minuti</strong> dalle 18 alla frontiera con la Slovenia arriva proprio nei pressi e comincia a scatenare i cori. Senza esito, perché l&#8217;undici del Gasp pasticcia in ogni fase. Al 31&#8242; <strong>Gosens</strong> sventa in diagonale su Ademi, servito dall&#8217;out da Leovac, che in compenso dopo qualche decina di secondi sull&#8217;imbeccata di Olmo pesca all&#8217;indietro il piattone del raddoppio di <strong>Orsic</strong>. Il tutto sugli sviluppi dell&#8217;angolo su cui Ilicic difende con disattenzione. Lo sloveno cammina, De Roon lascia passare sempre lo spagnolo e al 42&#8242; il tris è sul piatto: Stojanovic apre per la sponda aerea di <strong>Ademi</strong> sul secondo palo e il doppiettista di giornata ci mette il tuffo di testa a volo d&#8217;angelo.<br />
Disastro totale, ma almeno c&#8217;è il primo tiro in porta atalantino, nel recupero, by <strong>Gomez</strong>, che saggia la presa di Livakovic al culmine di un&#8217;azione di rabbia al limite Ilicic-Freuler-Zapata. Proprio la solitudine del colombiano, oltre alle corsie sbarrate, zavorra oltre misura una squadra in botta pesante. Nella ripresa si passa<strong> a quattro in difesa</strong> arretrando i pendolini e inserendo <strong>Pasalic-Malinovskyi</strong> in mezzo. Eppur si muove, vedi il croato che colpisce al volo in corsa al decimo su traversone di Hateboer: mira sballata e gol mangiato, ma almeno qualcosa si fa. Si scoprono ettari di terreno e al 13&#8242; per poco Orsic (occhio al presagio) non fa tripletta in lungolinea con Ademi: bravo Gollini a respingere a pugni serrati. Lo score assume proporzioni imbarazzanti quando il numero 99 cala il poker inserendosi sul lancio alto e in diagonale senza pretese di Theophile-Caterine (23&#8242;). Nessuno che si occupi del killer d&#8217;area, nessuno che osi metterci la testa o il piede. Che molto, troppo non vada per il verso giusto lo si deduce al 26&#8242;: scavetto del Papu per Duvan che evita il fallo di fondo e scodella, Ilicic dall&#8217;altra parte è fuori tempo e non prova nemmeno a cacciare la sfera. Al 29&#8242; Papu allunga lo zuccherino al <strong><em>Cafetero</em></strong>, che si gira trovando la grande risposta di Livakovic che alza sopra la traversa. La creatura gasperiniana ci ritenta coi due terzini ed è Gosens (33&#8242;) a mancare la mira in svettata. Al 36&#8242; Petkovic fa tutto bene ma telefona rientrando sul sinistro, un minuto e <strong>Malinovskyi</strong> in asse con Gomez la porge a <strong>Pasalic</strong> che allarga il piattone da posizione favorevolissima. Idem per Zapatone, che anticipa col tocco sotto il portiere di casa su lancetto di Ilicic. Verso il termine dell&#8217;extra time, mancinone alto dell&#8217;argentino sul la del made in Colombia. Tutte chances nel garbage time, fuori tempo massimo. Per la prima volta nella storia una croata segna a un&#8217;italiana nella regina delle coppe. E per la prima volta in stagione i palloni anziché nel sacco altrui rimangono in canna all&#8217;Atalanta. C&#8217;è da preoccuparsi sul serio.&nbsp;</p>
<p><em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Frontiera, pullman &#8220;sbloccati&#8221; alle 20.20</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Sep 2019 17:51:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una telefonata, quasi certamente di un alto dirigente, e la situazione al confine sloveno-croato si è appianata alle ore 20.20 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/09/IMG-20190918-WA0021.jpg"><p>Una telefonata, quasi certamente di un alto dirigente, e la situazione al confine sloveno-croato si è appianata alle ore 20.20 con <strong>la partenza di tutti i torpedoni</strong> dei fan nerazzurri, fermi lì dalle ore 18. Il settore ospiti è pieno solo per due terzi e sicuramente chi manca all&#8217;appello raggiungerà lo stadio di Dinamo Zagabria-Atalanta a kick off già fischiato.&nbsp;</p>
<p>Bandiere a un&#8217;asta o due, e perfino un cavatappi galeotto. La polizia croata stava perquisendo e trattenendo almeno <strong>dalle ore 18</strong> alla frontiera con la <strong>Slovenia</strong> più di venti pullman di tifosi dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, undici dei quali organizzati direttamente dalla <strong>Curva</strong> <strong>Nord</strong>. Gli altri fanno capo ad <strong>ATA</strong>, Associazione Tifosi Atalantini, club ispirato da Fulvio Gambirasio, il papà di Yara.</p>
<p>Le forze dell&#8217;ordine sarebbero state orientate a rimandarli tutti indietro anziché scortarli fino allo Stadion Maksimir di <strong>Zagabria</strong>, dove alle ore 21 è previsto il fischio d&#8217;inizio del primo turno del Group Stage 3 di <strong>Champions</strong> League.</p>
<p>Dai sostenitori nerazzurri, completamente bloccati e a quanto pare perfino impossibilitati a scattare fotografie, numerosi appelli alla Società, per 140 minuti ininterrotti di tensione e rabbia, perché sbloccasse una situazione che si stava facendo insostenibile.&nbsp;</p>
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		<title>Febbre Champions tra Muriel e dubbi negli 11</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Sep 2019 09:09:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mentre Luis Muriel va verso la panchina, perché il ginocchio sinistro acciaccato a Genova non preoccupa, Gian Piero Gasperini si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/02/atalahateboer-1024x677.jpg"><p>Mentre <strong>Luis Muriel</strong> va verso la panchina, perché il ginocchio sinistro acciaccato a Genova non preoccupa, Gian Piero <strong>Gasperini</strong> si tiene la riserva sul <strong>dubbio</strong> in mediana almeno fino alla conferenza stampa della vigilia di <strong>Dinamo Zagabria-Atalanta.</strong> E non è nemmeno detto che lo sciolga davanti a telecamere e taccuini spianati, alle 18, nella pancia dello Stadion <strong>Maksimir</strong> in diretta streaming sul canale youtube ufficiale. Appuntamento attesissimo, col primo quarto d&#8217;ora della rifinitura visibile alla stampa e al pubblico a casa.</p>
<p>In mezzo, dopo il mini turnover di domenica a pranzo con Marten de Roon cambio in corsa per Mario <strong>Pasalic</strong>, a giocarsi il posto sono lo stesso croato, utilizzato in coppia con l&#8217;olandese contro il Torino, e Remo <strong>Freuler</strong>. Nel dilemma non è coinvolto il tulipano, considerato dal Gasp l&#8217;unico vero titolare nel vivo del gioco. Lo svizzero non si fa preferire solo in tema di condizione fisica, mentre la controparte da interno puro fatica a tenere il passo.</p>
<p>L&#8217;attaccante colombiano, invece, nelle gerarchie viene comunque dopo Duvan Zapata e Josip Ilicic, col Papu Gomez alle spalle. Vista la prova non brillante a Marassi del nazionale sloveno, se non fosse per l&#8217;articolazione un po&#8217; a rischio, per El Ronaldito si sarebbe comunque aperto uno spiraglio per il battesimo del fuoco in nerazzurro dal kick off. Le circostanze parlano tutte a favore della solita particina da guest star del numero 9, finora risolutore contro la Spal e apripista contro il Genoa. Sorprese escluse, salvo contrordine, mercoledì sera alle 21 per l&#8217;esordio in <strong>Champions</strong> <strong>League</strong>.</p>
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		<title>Dubbi Champions: Muriel e la mediana</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Sep 2019 07:07:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il primissimo dubbio in vista dell&#8217;esordio assoluto dell&#8217;Atalanta in Champions League, mercoledì 18 settembre allo Stadion Maksimir (ore 21) contro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2018/07/740-gasperini2.jpg"><p>Il primissimo dubbio in vista dell&#8217;esordio assoluto dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in <strong>Champions League</strong>, mercoledì 18 settembre allo Stadion Maksimir (ore 21) contro la <strong>Dinamo Zagabria</strong>, è legato al ginocchio sinistro di <strong>Luis</strong> <strong>Muriel</strong>. Indolenzito per la torsione innaturale cadendo sul contrasto con Domenico Criscito al 35&#8242; del secondo tempo contro Il <strong>Genoa</strong>.</p>
<p>Circostanza che sembra relegare il secondo colombiano nerazzurro della serie al consueto ruolo di jolly da calare sul tavolo verde a partita in corso, a meno che stavolta non rischi di rimanere confinato tra panchina e tribuna. Nel dopogara a Marassi l&#8217;allenatore <strong>Gian Piero Gasperini</strong> ha sottolineato comunque che non si tratta di alcunché di grave.&nbsp;</p>
<p>Al giocatore, infatti, è stato chiesto se volesse uscire, ma tra il rigore segnato e l&#8217;intesa con il connazionale e compagno di linea Duvan Zapata la voglia di stringere i denti fino al minuto numero 96 non necessitava di ulteriori motivazioni. Dalla sessione a porte chiuse a Zingonia di stamattina il responso, ma la convocazione del Ronaldito non pare proprio in discussione.&nbsp;</p>
<p>Si parte martedì alla volta della Croazia, trascinandosi dietro almeno un altro dilemma. Il turnover vero di Genova, eccettuato Berat <strong>Djimsiti</strong> preferito a un José <strong>Palomino</strong> reduce da qualche fastidio recente (giovedì) ai flessori, è stato fra Remo <strong>Freuler</strong> e Marten <strong>de Roon</strong>, con l&#8217;olandese inizialmente tra le riserve per poi subentrare all&#8217;impreciso e sciupone Mario <strong>Pasalic</strong>.</p>
<p>Fin qui il croato è stato sempre titolare: a Ferrara tra le linee col Papu Gomez punta in assenza dello squalificato Josip Ilicic, contro il Torino al posto dello svizzero. Quale sarà la coppia d&#8217;assi in mezzo al campo?&nbsp;</p>
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		<title>Dea, il turn over in attacco è obbligatorio</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Sep 2019 11:39:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Altro che sosta, altro che pausa. Le partite delle nazionali hanno presentato un conto salato all’Atalanta che ha perso dodici [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/08/Zapata-a-Leicester-1024x576.jpg"><p>Altro che <strong>sosta</strong>, altro che pausa. Le partite delle <strong>nazionali</strong> hanno presentato un conto salato all’<strong>Atalanta</strong> che ha perso <strong>dodici titolari</strong> sparsi in giro per il mondo per dieci giorni.<br />
E il conto più salato lo hanno pagato gli <strong>attaccanti</strong>, con i due bomber colombiani <strong>Muriel</strong> e <strong>Zapata</strong> tornati solo giovedì a Bergamo dagli Stati Uniti, con Barrow rientrato dall’Africa, con <strong>Ilicic</strong> spremuto da <strong>180 minuti</strong> di utilizzo con la Slovenia, oltre a Malinovskyi, pure lui reduce dalle fatiche con l’Ucraina.<br />
Il solo Papu <strong>Gomez</strong> ha potuto lavorare con tranquillità a Zingonia mentre tutti gli altri attaccanti, che infatti giovedì hanno svolto lavoro differenziato, hanno giocato due partite e viaggiato per migliaia di chilometri attraversando continenti.<br />
Una situazione che penalizza la Dea, pensando per esempio che uno come Ilicic difficilmente regge due incontri a settimana: per cui se venisse utilizzato domenica a Marassi arriverebbe a tre partite in dieci giorni…<br />
Contro il <strong>Genoa</strong> il turn over offensivo sarà obbligato per non spremere i migliori in vista di Zagabria.<br />
Ilicic e Muriel partiranno dalla panchina. <strong>Gasperini</strong> dovrebbe varare una <strong>staffetta</strong> tra Zapata e Muriel, mentre Gomez dovrebbe giocare da seconda punta, mettendo come trequartista uno tra <strong>Pasalic</strong>, favorito, oppure Malinovskyi.</p>
<p><em><strong>Fabrizio Carcano&nbsp;</strong></em></p>
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		<title>Contrordine Champions: per Zagabria 300 biglietti &#8220;liberi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Sep 2019 18:58:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le rimostranze di parte della tifoseria sulla scelta della Ovet, travel partner ufficiale, come canale unico di distribuzione dei biglietti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/09/DinamoZagrebvSalzburgUEFAChampionsLeagueHYnBuNe3JPsl.jpg"><p>Le rimostranze di parte della tifoseria sulla scelta della <strong>Ovet</strong>, travel partner ufficiale, come <strong>canale</strong> <strong>unico</strong> di distribuzione dei <strong>biglietti</strong> per le <strong>trasferte di Champions League</strong> ha appena registrato una parziale marcia indietro dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>. Il dieci per cento dei 3.000 biglietti (quota aumentata, recita la nota sul sito ufficiale) destinati al settore ospiti dello <strong>stadio Maksimir</strong> per la partita d&#8217;esordio dei nerazzurri nel Group Stage C, <strong>mercoledì 18 alle ore 21</strong>, sarà ottenibile tramite <strong>vendita</strong> <strong>libera</strong>.</p>
<p><strong>300</strong> tagliandi acquistabili &#8211; per un massimo di 2 a persona &#8211; dunque al di fuori delle offerte Ovet, comprensive dei pacchetti viaggi (obbligatori), a cui il club nerazzurro ha deciso di affidarsi in esclusiva sulla base delle raccomandazioni Uefa. Spazio a VivaTicket&nbsp;<strong>dalle 12 di martedì 10 settembre alle 19 di mercoledì 11 settembre</strong>, salvo esaurimento biglietti (21 euro più commissioni). Lo stampabile generato on line verrà convertito in tagliando d&#8217;ingresso alla biglietteria del Gewiss Stadium di Bergamo solo <strong>giovedì 12 settembre</strong> dalle 12 alle 18.&nbsp;</p>
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