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	<title>diritti tv &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Fine del duopolio DAZN/Sky e redistribuzione dei diritti tv: i club di serie A non ci stanno</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 15:36:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La riforma dei diritti televisivi del campionato di Serie A, recentemente discussa dal governo, sta sollevando numerose polemiche tra i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2015/01/calciotv.jpg"><article class="text-token-text-primary w-full" dir="auto" data-testid="conversation-turn-4" data-scroll-anchor="true">
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<p data-start="164" data-end="694">La riforma dei <strong data-start="179" data-end="201">diritti televisivi</strong> del campionato di Serie A, recentemente discussa dal governo, sta sollevando numerose polemiche tra i club, con la <strong data-start="317" data-end="333">Lega Serie A</strong> in prima linea contro i cambiamenti proposti. La bozza del Ddl riguardante i diritti sportivi mette in discussione il modello attuale, sollevando preoccupazioni sia sul piano economico che sulla governance. Anche l&#8217;<strong data-start="541" data-end="553">Atalanta</strong>, attraverso il suo sito ufficiale, ha ospitato una decisa opposizione a queste modifiche, che arrivano senza alcun confronto con le società nel segno del <strong>ritorno al concessionario-operatore unico e in esclusiva</strong>. L&#8217;operatore principale DAZN, che lascia qualche slot a Sky, ha la concessione fino al 2029 assicuratasi 2 anni fa.</p>
<p data-start="696" data-end="1517"><strong data-start="696" data-end="733">La reazione della Lega di Serie A</strong></p>
<p data-start="696" data-end="1517">Nel corso di un Consiglio di Lega, svoltosi il 11 giugno, il Presidente <strong data-start="808" data-end="826">Ezio Simonelli</strong> ha espresso il proprio disappunto riguardo la riforma. <em>&#8220;All’esito del Consiglio di Lega svoltosi oggi, mercoledì 11 giugno, il Presidente Ezio Simonelli, a nome della Lega Serie A, manifesta con fermezza il proprio stupore per aver appreso, solamente tramite gli organi di stampa, di una riforma del sistema di vendita dei diritti audiovisivi che riguarda direttamente le sue associate. Esprime, al tempo stesso, la contrarietà della Serie A ad un disegno di legge predisposto senza che vi sia stata alcuna interlocuzione preventiva con la Lega stessa&#8221;.</em> L&#8217;assenza di consultazioni ufficiali ha creato un forte malcontento tra le società, che si sentono escluse dal processo decisionale.</p>
<p data-start="1519" data-end="2362"><strong data-start="1519" data-end="1568">Gli impatti della riforma sui club di Serie A</strong></p>
<p data-start="1519" data-end="2362">La Lega Serie A ha inoltre manifestato la propria opposizione a una possibile <strong data-start="1649" data-end="1684">aumento della mutualità esterna</strong>, che, secondo quanto previsto dalla bozza, potrebbe sottrarre risorse fondamentali per lo sviluppo delle singole società. Attualmente, la Lega già contribuisce al sostegno delle categorie inferiori con il <strong data-start="1890" data-end="1921">10% dei diritti audiovisivi</strong>, ma i club temono che le nuove misure possano ridurre ulteriormente i fondi disponibili. <em>&#8220;La Lega Serie A evidenzia, soprattutto, la propria netta opposizione a qualsiasi forma di incremento della mutualità esterna che vada a sottrarre ulteriori risorse fondamentali allo sviluppo e alla sostenibilità della Serie A, la quale già peraltro contribuisce al sostegno delle categorie inferiori nella misura del 10% dei diritti audiovisivi&#8221;.</em></p>
<p data-start="2364" data-end="3080"><strong data-start="2364" data-end="2407">Il fenomeno della pirateria audiovisiva</strong></p>
<p data-start="2364" data-end="3080">Un altro punto sollevato dalla Lega riguarda gli effetti dannosi della pirateria audiovisiva, un fenomeno che <strong data-start="2520" data-end="2544">penalizza gravemente</strong> l&#8217;intero sistema sportivo italiano. La Lega ha sottolineato le enormi perdite economiche che il calcio sta subendo a causa della pirateria, che si stima possa comportare danni superiori ai <strong data-start="2734" data-end="2766">300 milioni di euro all’anno</strong>. <em>&#8220;Infine, la Lega Serie A ribadisce con enorme preoccupazione i dannosi effetti del dilagante fenomeno della pirateria audiovisiva, che continua a penalizzare in modo grave e diretto il valore dell’intero sistema sportivo con perdite stimate in oltre 300 milioni di euro annui. La pirateria uccide il calcio&#8221;.</em></p>
<p data-start="3082" data-end="3871"><strong data-start="3082" data-end="3120">La proposta di riforma del governo</strong></p>
<p data-start="3082" data-end="3871">La riforma proposta dal governo nazionale punta a superare la <strong data-start="3185" data-end="3203">Legge Melandri</strong> e ripristinare l’esclusività nella vendita dei diritti audiovisivi. Secondo le bozze circolate, si passerebbe dal duopolio attuale di <strong data-start="3338" data-end="3346">DAZN</strong> e <strong data-start="3349" data-end="3356">Sky</strong> a una modalità che consentirebbe la <strong>vendita dei diritti a un solo operatore</strong>, ma solo tramite un sistema di <strong data-start="3464" data-end="3491">licenze a breve termine</strong>, per non oltre tre anni. Inoltre, i nuovi criteri di ripartizione dei proventi tra i club prevedono che una <strong data-start="3600" data-end="3623">parte maggioritaria</strong> venga distribuita in modo equo, mentre il resto sarebbe suddiviso, con quote da stabilire, in base al <strong data-start="3701" data-end="3720">merito sportivo</strong> e all’impiego di <strong data-start="3738" data-end="3758">giovani italiani</strong>. Gli spettatori allo stadio e l’audience televisiva non sarebbero più considerati nel processo di distribuzione.</p>
<p data-start="3873" data-end="4399"><strong data-start="3873" data-end="3928">Una riforma senza il consenso dei club?</strong></p>
<p data-start="3873" data-end="4399">La <strong data-start="3934" data-end="3950">Lega Serie A</strong> e i club di Serie A si trovano ora di fronte a un’ulteriore sfida: una riforma che sembra essere stata progettata senza alcun confronto con le realtà coinvolte. La posizione della Lega è chiara: non accettare modifiche che possano danneggiare le risorse economiche già disponibili per le società. Il caso continuerà a evolversi nei prossimi mesi, con gli sviluppi della bozza di legge che saranno seguiti attentamente da tutti gli attori coinvolti.<br />
<em><strong>S.F.</strong></em></p>
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		<title>Sky prova a tenersi il calcio, no da DAZN: mezzo miliardo rifiutato</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2021 11:54:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il grande calcio di serie A resta a DAZN. Nonostante un&#8217;offerta da Sky pari a mezzo miliardo di euro per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2015/01/calciotv.jpg"><p>Il grande calcio di <strong>serie A</strong> resta a <strong>DAZN</strong>. Nonostante un&#8217;offerta da <strong>Sky</strong> pari a <strong>mezzo miliardo</strong> di euro per tenere l&#8217;app del canale streaming sul proprio decoder SkyQ, il detentore dei diritti televisivi (pardon, di riproduzione audiovisiva, anche se sarà verosimilmente anche sul digitale) si tiene stretto l&#8217;intero <strong>pacchetto</strong>. Niente condivisione, dunque: Sky non può tenersi il pacchetto clienti fidelizzato da anni e anni in tema pallone, circa la metà del totale degli abbonati, mentre il colosso rivale rinuncia ad azzerare i <strong>costi</strong> per l&#8217;acquisizione dei diritti medesimi, parzialmente coperti dal nuovo partner <strong>Tim</strong> che ha versato nelle sue casse ben <strong>340 milioni</strong>. La respinta della proposta, pervenuta via lettera, è motivata sia dal miliardo abbondante speso in tecnologia per la trasmissione delle partite in <strong>streaming</strong> che dall&#8217;esclusiva di Tim sui diritti dell&#8217;app. </p>
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