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	<title>Domenico Berardi &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>La pazza iDea è Domenico Berardi: l&#8217;Atalanta spera nella formula-Locatelli</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2021 07:02:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un prestito con obbligo, magari pagabile in tre tranches più premi, come per Manuel Locatelli alla Juventus. La bomba dell&#8217;ultima [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/01/Ilicic-e-Berardi.jpg"><p>Un <strong>prestito</strong> con <strong>obbligo</strong>, magari pagabile in tre tranches più premi, come per Manuel <strong>Locatelli</strong> alla Juventus. La bomba dell&#8217;ultima settimana di calciomercato, secondo la <em><strong>Gazzetta dello Sport</strong></em>, potrebbe esplodere sotto i piedi del <strong>Sassuolo</strong>, già privatosi del suo regista, deflagrando tra Zingonia e il Gewiss Stadium. Perché <strong>l&#8217;Atalanta</strong>, fallito finora l&#8217;assalto a Jeremie <strong>Boga</strong>, con una vera e propria follia mitigata da una formula simile (magari non biennale) utilizzata per il centrocampista lecchese potrebbe allungare le mani su <strong>Domenico Berardi</strong>, 27 anni lo scorso primo agosto, mancino d&#8217;attacco geniale per quanto incostante, neo campione d&#8217;Europa con la Nazionale italiana.</p>
<p>L&#8217;ostacolo numero uno è la valutazione del cartellino del giocatore, che i neroverdi fissano invariabilmente a quota <strong>35 milioni</strong>. Praticamente il doppio di quanto i nerazzurri siano avvezzi spendere come tetto massimo per un singolo elemento a ogni sessione di operazioni a tavolini, nonché ben 9 milioni in più rispetto a Duvan Zapata, l&#8217;investimento più oneroso della storia del club. Ma finora, Juan <strong>Musso</strong> e Merih <strong>Demiral</strong> (diritto di opzione ma non obbligo, attenzione) a parte, al Centro Sportivo Bortolotti non s&#8217;è visto alcunché dalla cintola in su. <strong>105 gol</strong> in 291 partite sempre con la stessa maglia, indossata dal suo arrivo da Cosenza sedicenne, sono un buon biglietto da visita.</p>
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		<title>Follie col Sassuolo: Berardi risponde a Gosens, Muriel butta via 2 punti</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2021 14:56:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sassuolo – Atalanta 1-1 (0-1) SASSUOLO (4-2-3-1): Consigli 7,5; Müldür 5,5 (42&#8242; st Toljan sv), Chriches 6 (1&#8242; st G.M. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/04/Fiorentina-Atalanta-Muriel.jpg"><p><strong>Sassuolo – Atalanta 1-1 (0-1)</strong><br />
<strong>SASSUOLO (4-2-3-1):</strong> Consigli 7,5; Müldür 5,5 (42&#8242; st Toljan sv), Chriches 6 (1&#8242; st G.M. Ferrari 6), Marlon 4,5, Kyriakopoulos 6,5; Obiang 5,5 (15&#8242; st Bourabia 6), Locatelli 7; Berardi (cap.) 5,5, Traore 6 (33&#8242; st Ayhan sv), Boga 6,5; Defrel 5 (1&#8242; st Raspadori 7,5). A disp.: 56 Pegolo, 6 Rogerio, 13 Peluso, 4 Magnanelli, 8 Lopez, 10 Djuricic, 27 Haraslin. All.: Roberto De Zerbi 6.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Gollini; Toloi (cap., 34&#8242; st Palomino), Romero, Djimsiti; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens; Pessina (25&#8242; pt Sportiello); Malinovskyi, D. Zapata (15&#8242; st Muriel). A disp.: 31 Rossi, 4 Sutalo, 13 Caldara, 3 Maehle, 20 Kovalenko, 88 Pasalic, 59 Miranchuk, 72 Ilicic, 7 Lammers. All.: Gian Piero Gasperini.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Pairetto di Nichelino 5,5 (Peretti di Verona e Longo di Paola; IV Rapuano di Rimini. V.A.R. Massa di Imperia, A.V.A.R. Meli di Parma).<br />
<strong>RETI:</strong> 32&#8242; pt Gosens (A), 7&#8242; st rig. Berardi (S).<br />
<strong>Note:</strong> Consigli para un rigore a Muriel al 32&#8242; st. Espulsi Gollini al 23&#8242; pt per fallo su chiara occasione da gol e Marlon al 30&#8242; st per somma di ammonizioni (gioco scorretto). Ammoniti Marlon, Chriches, Locatelli, Obiang, G.M. Ferrari e Djimsiti per gioco scorretto. Tiri totali 9-10, nello specchio 5-8, respinti/deviati 1-3, parati 4-6. Var: 5. Corner 4-4, recupero 2&#8242; e 3&#8242;.</p>
<p><strong>Reggio nell&#8217;Emilia</strong> – <strong>L&#8217;Atalanta</strong> in casa del <strong>Sassuolo</strong> perde il secondo posto in solitario (è col Milan a <strong>69</strong>, in attesa di Udinese-Juve che con l&#8217;1-2 finale compone il trio di attuali qualificate alla Champions) consegnando lo scudetto all&#8217;<strong>Inter</strong> e dividendo la posta in palio al <strong>Mapei Stadium</strong> insieme ad altri dettagli: un <strong>rosso</strong>, un <strong>rigore</strong>, con quello a favore del sorpasso però sbagliato da <strong>Muriel</strong>, e una rete annullata per parte nel botta e risposta, con Robin <strong>Gosens</strong> ad aprire la strada in dieci e <strong>Berardi</strong> a chiuderla dagli 11 metri. Una partita ad handicap dal 23&#8242; per la giusta espulsione di <strong>Gollini</strong>, ma a fare perdere due punti d&#8217;oro ai nerazzurri è stato il loro bomber, subentrato in corsa al connazionale stremato per aver retto sulle sue spalle tutto il peso dell&#8217;attacco per 37 giri di lancetta.<br />
Il pressing alto partorisce, alla cinquina cronometrica, il doppio fallo su <strong>Malinovskyi</strong> e Zapata di Chiriches per la punizione defilata verso sinistra (da una ventina di metri) dello specialista ucraino alzata sopra la traversa dall&#8217;ex <strong>Consigli</strong> prima che possa trafiggere il sette. All&#8217;alba del decimo è il futuro impattatore, tagliando sul la di <strong>Kyriakopoulos</strong>, a mandare un avvertimento a <strong>Romero</strong> scalciandolo dopo averlo spinto in terra. I neroverdi sono così schiacciati da tenere Defrel davanti alla difesa, l&#8217;arbitro <strong>Pairetto</strong> invece chiude un occhio sulla trattenuta di Chiriches a Zapata al quarto d&#8217;ora, quasi da maglia strappata: da regolamento si sarebbe dovuti andare sul dischetto. La combinazione Gosens-Zapata-Pessina-<strong>Hateboer</strong> (18&#8242;) non trova il tulipano pronto allo sboccio, perché spostandosela sul mancino dà modo al terzino greco di recuperare. Fotocopia, il giro di lancetta dopo, di <strong>Djimsiti</strong> ai danni di <strong>Obiang</strong>, chiuso nel suo possibile rigore in movimento sulla centrata da sinistra del mobile <strong>Locatelli</strong> (nerazzurrino fino agli 11 anni). Al 22&#8242; l&#8217;esterno destro del Gasp è in ritardo sulla magata di Djimsiti al bacio per un colpo di frusta, quindi gli spogliatoi guadagnati dal portiere-rapper che ferma fuori area con una sbracciata al petto <strong>Boga</strong> (il pendolino destro non gli sta alle calcagna, Toloi non lo vede nemmeno) sul lancio lungo di <strong>Kyriakopoulos</strong>: il Var conferma, è chiara occasione da gol.<br />
A uno scollinamento dalla mezzora <strong>Duvan</strong>, servito dal partner offensivo, ci prova di <strong>sinistro</strong> dalla lunetta senza obbligare l&#8217;estremo milanese a più d&#8217;un tuffetto per una presa non difficoltosa, mentre Sportiello, entrato per il sacrificato <strong>Pessina</strong>, devia in angolo il tracciante di Locatelli forse destinato a uscire. Un minuto e mezzo al lampo del tedesco, bravo a infilare in caduta la <strong>decima</strong> perla in campionato approfittando del lavoro del nazionale albanese e del rifinitore col 18 sulla schiena. I bergamaschi resistono rischiando soltanto quando sbagliano, vedi Freuler a sette dall&#8217;intervallo, borseggiato dal regista lecchese per l&#8217;ingrato Berardi, capace di mancare la mira col residente di Urgnano troppo lontano dai pali. A un poker, tap-in nella saccoccia di testa del <strong>colombiano</strong> sull&#8217;onda lunga della punizione di Malina, ma c&#8217;è il duplice offside di Hateboer nella spizzata davanti al primo palo e di Djimsiti nella spaccata con pezza del guantìpede di Cormano. Al primo di recupero <strong>Chiriches</strong> s&#8217;immola sul battistrada, liberato dallo svarione di <strong>Marlon</strong> pressato dal centravanti di Cali; sul terzo corner contro, Sporty deve limitarsi a rispondere alla telefonata dal limite del franco-ivoriano.<br />
Al quinto della ripresa, dischetto per un contatto lievissimo di spalla con <strong>Toloi</strong> cercato da Traore (che va verso il difendente, non il contrario) sullo smarcamento spalle alla porta di <strong>Raspadori</strong>, raggiunto al limite da Locatelli: il tuttosinistro calabrese firma <strong>l&#8217;1-1</strong> nell&#8217;angolino a sinistra dell&#8221;immobile uomo tra i legni. Avanti, si riparte. <strong>Hateboer</strong>, lanciato in contropiede da Malinovskyi, senza avvedersi di Gosens-Zapata sterza sul sinistro chiamando Consigli al colpo di reni (13&#8242;). Quello di Kyriakopoulos (18&#8242;) dopo il piazzato di Berardi ribattuto dalla barriera è un passaggio dalla lunga che non fa male, così come l&#8217;appoggio in porta di Locatelli (20&#8242;) a rimorchio di un Raspadori partito in netto fuorigioco sul pallone dalle retrovie del turco: la tecnologia a bordocampo rivede la decisione dell&#8217;incerto arbitro torinese. Al 21&#8242; l&#8217;atalantino dell&#8217;Est imbocca dalla distanza, ma c&#8217;è il blocco di Ferrari su Toloi da tutt&#8217;altra parte col fischietto di Nichelino a ordinare un secondo calcio da fermo poi sprecato nello schema col neo entrato <strong>Muriel</strong>, stranamente e costantemente spaesato. Al 29&#8242; l&#8217;esterno basso mancino altrui chiama Sportiello alla difesa dell&#8217;angolo di competenza, poi l&#8217;occasionissima di chiuderla gettata al vento.&nbsp; Patatrac di <strong>Marlon</strong> che si fa fregare l&#8217;attrezzo da Muriel per stenderlo: penalty con secondo cartellino e doccia per il brasiliano, ma Lucho si fa ipnotizzare ciabattando malamente. De Roon ci prova perfino da metà campo (38&#8242;), Malinoskvyi ricevendo da Freuler al 2&#8242; di recupero con doppia deviazione nemica: sull&#8217;angolo, Consigli salva sulla spizzata quasi dal fondo di Hateboer da destra e Raspadori di punta su Gosens.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Un anno fa il delirio Champions al Mapei Stadium. Non scordate l&#8217;eroe Masiello</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2020 11:54:45 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/05/moromasiello-1024x683.jpg"><p>Il film della partita potete vederlo qui sotto. Da rivisitare in loop, frame dopo frame, momento dopo momento. La strizza per lo svantaggio by <strong>Domenico Berardi</strong>, quello che poi al rientro nel tunnel a metà partita dà due scrolloni di troppo a <strong>Marten de Roon</strong> lasciando il <strong>Sassuolo</strong> in dieci. Duvan Zapata che la pareggia di forza, e, nel secondo tempo, l&#8217;uno-due Papu <strong>Gomez</strong>-Mario <strong>Pasalic</strong>. Ma di quell&#8217;<strong>Atalanta</strong> capace della storica accoppiata terzo posto-qualificazione alla <strong>Champions League</strong>, il<strong> 26 maggio 2019</strong> al <strong>Mapei Stadium</strong> di Reggio Emilia, va fatto un monumento anche ad <strong>Andrea Masiello</strong>, il transfuga del recente calciomercato invernale direzione Genoa perché non voleva essere un peso.</p>
<p>Perché? Magari se lo ricordano in pochi, ma fu lui a negare il nuovo possibile sorpasso al bomber di Calabria vestito di neroverde. <strong>Buttandosi a corpo morto sul suo rigore in movimento</strong>, figlio di un&#8217;infilata di Alfred Duncan su invito di Manuel Locatelli, uno che il nerazzurro l&#8217;aveva vestito da ragazzino prima di essere rapito dal Milan. Avrebbe potuto essere il <strong>2-1</strong> e probabilmente la fine dei sogni, la mazzata morale a tutto un popolo accorso alla spicciolata in una Reggio come sempre ostica per i mille divieti di circolazione, roba che per raggiungere lo stadio, ben conosciuto per l&#8217;epopea ormai sfiorita in Europa League come sede dell&#8217;esilio, stessa sorte per il finale di campionato col futuro (dal 1° luglio) Gewiss Stadium in ristrutturazione, bisognava ripassarsi il calendario dei santi.&nbsp;</p>
<p>Invece, no. Quel salvataggio di San <strong>Masiello</strong> da Viareggio, il campione tanto discusso perché al Bari aveva tanto peccato, attirandosi gli strali dei benpensanti, volle dire tutto. Riassumendo l&#8217;essenza di un&#8217;intera annata spesa a leccarsi le ferite della delusione dell&#8217;uscita ai playoff dall&#8217;EL per inseguire qualcosa di immenso. Riassumendo il significato stesso dell&#8217;espressione &#8220;giocatore di squadra&#8221;. E l&#8217;aveva preceduto, quel gesto a favore della causa comune, il <strong>22 aprile</strong> prima a <strong>Napoli</strong>, negando ad Arkadiusz Milik i fuochi del raddoppio a Fuorigrotta, assecondando la rimonta dei suoi pure in quel caso. In scivolata, con la sfera a non oltrepassare d&#8217;un soffio la linea per intero. Anche lì a segno Duvan e SuperMario, altro segno del destino: un bottino pieno buono per l&#8217;aggancio al Milan al quarto posto. In volata, al Mapei Stadium, rimase indietro anche l&#8217;Inter. La Storia.<br />
<strong><em>Simone Fornoni</em></strong><br />
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<p><iframe title="Atalanta 3-1 Sassuolo | L’Atalanta batte un Sassuolo in 10 e conquista il terzo posto! | Serie A" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/6SqDVA5X6sk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Sassuolo, Berardi e gli altri: occhio all&#8217;attacco</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Sep 2019 17:31:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fuori Adjapong, Lirola, l&#8217;asso Demiral finito alla Juve e il superasso Sensi all&#8217;Inter, il Mitra Matri e Prince Boateng. E [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/09/FedericoPelusoDomenicoBerardiSassuoloKzq7SWjEFF5l.jpg"><p>Fuori Adjapong, Lirola, l&#8217;asso <strong>Demiral</strong> finito alla Juve e il superasso <strong>Sensi</strong> all&#8217;Inter, il Mitra Matri e Prince Boateng. E ancora Letschert, Magnani, Goldaniga. Dentro Jeremy <strong>Toljan</strong> dal Borussia Dortmund, il turco Mert <strong>Müldür</strong> dal Rapid Vienna, il rumeno Vlad <strong>Chiricheş</strong> dal Napoli. E di nuovo Pedro Obiang dal West Ham, il duo empolese Hamed Traore (fratello maggiore di Amad, 2002 nerazzurro) &amp; Francesco <strong>Caputo</strong>, più Gregoire Defrel definitivo dalla Roma. Il <strong>Sassuolo</strong> che attende <strong>l&#8217;Atalanta</strong> senza paura ha cambiato non poco e forse addirittura in meglio.</p>
<p>Il leader del <strong>4-3-3</strong> che l&#8217;allenatore emergente Roberto <strong>De</strong> <strong>Zerbi</strong>, l&#8217;ultrà del Brescia con tanto di tatuaggio che alla fin fine nella scorsa stagione staccò il lasciapassare bergamasco per la <strong>Champions</strong> (doppio ko per 6-2 e 3-1), potrebbe anche modificare più o meno a specchio contro il titolato avversario della sesta giornata al Mapei Stadium (sabato 28, 20.45), continua a essere il bizzoso e talentuosissimo Domenico <strong>Berardi</strong>. Uno che parte largo nel tridente e quando stringe al centro, o inventa sullo spartito verde, sono dolori per chiunque.</p>
<p>Gian Piero <strong>Gasperini</strong> ha appena registrato la retroguardia, nondimeno afflitta dagli acciacchi figli dell&#8217;infrasettimanale in casa della Roma, ma sa di avere a che fare con ossi duri a lasciarsi spolpare. Il mancino calabrese, alla vigilia, è in vetta alla classifica <strong>marcatori</strong> con la cinquina piena. La squadra, comunque, soffre di alti e bassi. Buona la prima casalinga col poker sporco alla <strong>Samp</strong> e Berardi triplettista, buona anche la seconda col tris alla <strong>Spal</strong> domenica scorsa, quando il vice bomber <strong>Caputo</strong> ha imbracciato la doppietta. Stop, quanto a risultati.</p>
<p>Un undici incapace di giocare per la divisione della posta in palio: ecco il difetto di fabbrica del complesso in mano al quarantenne tecnico dell&#8217;Oltre Oglio. Sfavorito di certo anche dal calendario, con l&#8217;esordio a Torino (2-1), il prosieguo lontano da Reggio Emilia con la <strong>Roma</strong> (4-2, un altro paio di Berardi) e infine l&#8217;ultima trasferta della serie, a <strong>Parma</strong>, con la sfigatissima autorete di Bourabia a tempo scaduto. Per la formazione, a ogni modo, c&#8217;è l&#8217;imbarazzo della scelta: out solo Rogerio, col destro Müldür riciclato a mancina (i sinistri puri, Peluso e Kyriakopoulos, sono da panca), e Djuricic.</p>
<p><strong>La probabile formazione del Sassuolo (4-3-3):</strong> Consigli; Toljan, Chiricheş, Ferrari, Müldür; Duncan, Obiang, Traore; Berardi, Caputo, Defrel.</p>
<p><strong>I 24 CONVOCATI DI DE ZERBI</strong><br />
Portieri: 47 Consigli, 56 Pegolo, 63 Turati.<br />
Difensori: 2 Marlon, 13 Peluso, 17 Müldür, 19 Romagna, 21 Chiricheş, 22 Toljan, 31 Ferrari, 33 Tripaldelli, 77 Kyriakopoulos.<br />
Centrocampisti: 4 Magnanelli, 8 Duncan, 14 Obiang, 23 Traore, 36 Mazzitelli, 68 Bourabia, 73 Locatelli.<br />
Attaccanti: 7 Boga, 9 Caputo, 11 Defrel, 18 Raspadori, 25 Berardi.</p>
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