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	<title>dopogara &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; Palladino: &#8220;Rifarei il 4-4-2&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Bayern scioccante&#8221;. Pasalic: &#8220;Ingiocabile&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 23:41:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Niente musi lunghi in casa Atalanta dopo il ko tennistico col Bayern Monaco che ne ha di fatto determinato l&#8217;eliminazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/4b861d38-df3a-4f47-b9d1-aedf0533a7dd.jpeg"><p>Niente musi lunghi in casa <strong>Atalanta</strong> dopo il ko tennistico col <strong>Bayern Monaco</strong> che ne ha di fatto determinato l&#8217;eliminazione precoce dagli ottavi di <strong>Champions League</strong> già nella partita d&#8217;andata. Orgoglio salvo, e non solo per il gol della bandiera di <strong>Mario Pasalic</strong>, nelle dichiarazioni del dopogara: <em>&#8220;L&#8217;avversario è davvero di un altro livello. Superiore non soltanto a noi stavolta, ma alla gran parte della concorrenza in Europa. Abbiamo provato a sorprenderlo con un atteggiamento propositivo, ma non è andata come speravamo perché non siamo riusciti a scombinarne i piani</em> &#8211; afferma a Sky Sport il jolly croato -. <strong>Per aver raggiunto <strong>Muriel</strong> al terzo posto dei marcatori atalantini all time a 68 gol sono contento, ma non è servito a niente. Da professionisti dobbiamo accettare il verdetto del campo. E non sono così presuntuoso da dire che se fossimo partiti col 3-4-2-1 il risultato sarebbe stato diverso. Avevamo di fronte giocatori ingiocabili, è stata una batosta figlia di una superiorità indiscutibile davanti alla quale però possiamo solo toglierci il cappello. Non credo che subiremo alcun contraccolpo&#8221;</strong>.</p>
<p>Tema tattico, orgoglio e accettazione del verdetto trovano pienamente concorde l&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong>. <em>&#8220;Col senno di poi riproporrei il 4-4-2 che in corso d&#8217;opera sabato scorso ci ha consentito di recuperare l&#8217;Udinese almeno sul 2-2. La doppia punta, l&#8217;avere questi riferimenti. La realtà è che il Bayern a tratti è stato ingiocabile e la differenza non l&#8217;hanno fatta le scelte di modulo, ma i valori in campo. Contro il 4-2-3-1 difendere a blocco basso avrebbe significato portarseli in casa, ma ad andarli a prendere alti poi ti attaccano la profondità. Questa è una squadra che alle difficoltà sa reagire e lo farà fin da sabato in casa dell&#8217;Inter: tra De Ketelaere, Scalvini, Ederson e Raspasori possiamo recuperare qualcuno, Giorgio di sicuro perché stasera non c&#8217;era solo perché squalificato&#8221;</em>, la premessa in sala conferenze.  </p>
<p><em>&#8220;Il risultato ci fa male, sarà una notte pesante dopo sei gol presi. Ma questa è una squadra  che reagisce: ai giocatori a fine partita ho detto, tiriamo su la testa, recuperiamo le energie e ributtiamoci in campionato. Mica avevamo la presunzione di arrivare in finale di Champions League: i nostri obiettivi sono campionato e Coppa Italia, le competizioni più importanti</em> &#8211; prosegue il mugnanese -. <em>I migliori in campo sono stati i tifosi che ci hanno applaudito dall&#8217;inizio alla fine. Una grande dimostrazione d&#8217;amore verso di noi: cercheremo subito di reagire, non dev&#8217;esserci un contraccolpo. Amore e sportività, dal nostro pubblico: non penso che altrove avrebbero applaudito il quinto gol avversario, come sul secondo di Olise&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Col senno di poi riproporrei questo 4-4-2 con queste due punte di peso. Una scelta fatta anche in funzione delle assenze, siamo corti davanti a causa della defezione prolungata di De Ketelaere e Raspadori, oltre a Ederson e Scalvini. Rimettendo il nostro sistema di gioco nel secondo tempo non è cambiato niente, dimostrazione palese che la differenza è stata di valori</em> &#8211; osserva Palladino -. <em>Giocare contro giocatori così forti individualmente ti alza il livello, perché gli altri avversari sono inferiori al Bayern. O si vince o si impara e da una grandissima squadra che andrà probabilmente fino alla fine di questa competizione noi abbiamo imparato&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Con queste squadre bisogna stare attenti ai dettagli: sul calcio piazzato doveva esserci attenzione e più comunicazione. Alla squadra, che ha dato tutto sudando la maglia, non rimprovero nulla, anche sotto di sei sporcavamo le loro giocate e andavamo in transizione&#8221;</em>, la chiosa del tecnico. a fine partita ci hanno applaudito, qualcosa di impagabile.</p>
<p><em>&#8220;Il <strong>Bayern</strong> è qualcosa di scioccante, di incredibile, che ci ha messo in difficoltà in ogni fase del gioco con qualità nel passaggio finale, nell’assist e nel tiro. Per l&#8217;Atalanta è stata una serata veramente molto difficile, ma abbiamo avuto un pubblico che è un qualcosa di inspiegabile, perché non ha mollato un secondo</em> &#8211; conferma <strong>Marco Carnesecchi</strong> -. <em>E dire che comunque ai nostri avversari mancava uno che segna poco</em> (ride, NdR). <em>Avversari davvero incredibili, a cui possiamo solo dire bravi&#8221;</em>. <em>&#8220;Il pubblico è stato speciale, questa è una serata che ci deve unire ancora di più</em> &#8211; la tesi di <strong>Marten de Roon</strong>, il capitano -. <em>Il Bayern era semplicemente troppo forte, ma il nostro <strong>pubblico</strong> vale il doppio. L&#8217;abbraccio sotto la Curva Nord è stato qualcosa di toccante, un affetto sconfinato che ormai conosco da undici anni. L&#8217;errore nostro, probabilmente, è di aver continuato a cercare di prendere alti gli avversari, mentre probabilmente ci sarebbe convenuto aspettarli più bassi per ripartire in contropiede. Per descrivere la superiorità del Bayern e le nostre difficoltà non si trovano parole adatte: la scelta di un approccio offensivo non ha pagato. Ora rifacciamoci in campionato a cominciare dall&#8217;Inter&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; Palladino: &#8220;Reazione da grande squadra&#8221;. Zalewski: &#8220;Punto guadagnato&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 20:56:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Zalewski]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
		<category><![CDATA[Sead Kolasinac]]></category>
		<category><![CDATA[Udinese]]></category>
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					<description><![CDATA[Le grandi verità, stavolta, sono firmate Nicola Zalewski, l&#8217;assist per il primo dei due gol di fronte di Gianluca Scamacca: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/e7e05668-9fc5-4822-8b97-261b737b8819.jpeg"><p>Le grandi verità, stavolta, sono firmate <strong>Nicola Zalewski</strong>, l&#8217;assist per il primo dei due gol di fronte di Gianluca <strong>Scamacca</strong>: <em>&#8220;Per la classifica sono due punti persi, ma per come s&#8217;era messa contro una squadra organizzata e fisica nelle ripartenze è certamente uno guadagnato&#8221;</em>. La palla, nel post <strong>Udinese</strong>, passa a <strong>Raffaele Palladino</strong>, il manico soddisfatto ma non troppo: <em>&#8220;C&#8217;è un po&#8217; di rammarico perché credevamo nella vittoria e invece non siamo riusciti a completare la rimonta, ma la reazione soprattutto sul doppio svantaggio è stata da grande squadra&#8221;</em>, il chiaroscuri dipinti dal mister dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a botti consumati.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Ringrazio pubblicamente i miei ragazzi perché non l&#8217;ho fatto nello spogliatoio. Per quello che hanno dato e per la reazione mentale forte sotto di due gol.&nbsp;Nel primo tempo ci siamo ritrovati sotto per aver marcato male in area sul calcio d&#8217;angolo.</em><br />
<em>Lo sforzo sullo 0-2 è da grande squadra, abbiamo cambiato qualcosa e i subentrati hanno dato un grande aiuto alla squadra. Significa che abbiamo una grande forza fisica e mentale. Dispiace non essere riusciti a completare la rimonta nonostante una buona palla per il 3-2&#8243;</em>, rimarca il tecnico nerazzurro.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Abbiamo schiacciato l&#8217;Udinese lì, ma anche loro potevano far gol. La mentalità nostra è vincere le partite e secondo me meritavamo di più. A me è piaciuto anche l&#8217;approccio, forse abbiamo sbagliato tecnicamente nell&#8217;ultima scelta, ma la partita è stata condotta bene&#8221;</em>, continua il mugnanese in panchina. La revisione tattica dal 3-4-2-1 a una specie di 4-2-4 con due centravanti ha pagato almeno in termini di un punticino: <em>&#8220;Preparo le partite insieme alle soluzioni in corso d&#8217;opera, perché ce ne sono di più in una sfida sola. Krstovic e Scamacca, la doppia punta, poteva dare fastidio e un 4-2-3-1 poteva darci vantaggi in uno contro uno. Così è stato&#8221;</em>, conferma Palladino.</p>
<p dir="ltr">Il mix tra veterani e giovani nati dal duemila in su piace particolarmente al classe &#8217;84 sulla tolda di comando. <em>&#8220;Quelli che sono qui da tanti anni incarnano quello che va dato in campo. Oggi è successo a <strong>De Roon</strong> partire dalla panchina perché doveva rifiatare dopo tante partite di seguito: ha dato spirito ed energia. <strong>Kolasinac</strong> sta facendo prestazioni di altissimo livello. Anche <strong>Zappacosta</strong>, Djimsiti che ora sta giocando meno. L&#8217;obiettivo è far rientrare <strong>Scalvini, De Ketelaere, Ederson e Raspadori</strong>, speriamo in settimana prossima: qualcosa potrei recuperare in vista dell&#8217;Inter, non per il Bayern martedì. Siamo lì lì con l&#8217;area medica per qualche rientro&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Infine, tra profezia svelata col senno di poi e necessità di alzare l&#8217;asticella sotto porta: <em>&#8220;Per <strong>Scamacca</strong> sono felice: ieri, durante l&#8217;esercitazioni di tiro, gli ho pronosticato la doppietta. Però avevo detto che sarebbe finita 2-1. Gianluca ha bisogno di tanto affetto e amore. Nelle ultime due di campionato, col Sassuolo e Udinese, credo che l&#8217;Udinese abbia tirato altre due volte in porta, gli expected goal erano bassissimi come domenica scorsa, e difatti. Stiamo prendendo poche occasioni ma tanti gol da fermo. Sui gol di testa ci lavoriamo in allenamento. Sono contento dei gol fatti, ma il livello va alzato coi trequartisti e coi quinti, tra cui Zalewski. Oggi Kamaldeen ha fatto un&#8217;ottima partita. L&#8217;area la voglio occupata di più&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr"><strong>I giocatori</strong></p>
<p><em>&#8220;La stanchezza c&#8217;è perché stiamo giocando ogni tre giorni, ma tutti si sentono parte del gruppo e il mister conta su tutti. Perché tutti esprimono il loro valore quando scendono in campo&#8221;</em>. L&#8217;altro, anzi un terzo, ipse dixit del sabato sera è sempre del nazionale polacco: <em>&#8220;La partita di martedì è fondamentale. Archiviamo questa in fretta&#8221;</em>, sentenzia <strong>Zalewski</strong>. Uno che non recita la parte del tattico: <em>&#8220;Le posizioni vengono un po&#8217; meno quando si deve spingere. Il ruolo da esterno offensivo che m&#8217;è toccato è qualcosa a cui sono abbastanza abituato, anche se con un modulo diverso</em> &#8211; spiega -. <em>I trequartisti con la palla laterale riempiono meno l&#8217;area, qualcosa che ci manca perché poi la palla finisce sempre per cadere nei punti dove noi del reparto non andiamo. Dobbiamo migliorare&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Siamo stati bravi a recuperare sotto di due reti, perché è stata una gara tutt&#8217;altro che facile. Eravamo focalizzati su questa, non su quella di martedì prossimo contro il Bayern Monaco</em> &#8211; aggiunge <strong>Sead Kolasinac</strong> a DAZN -. <em>Bisogna recuperare le energie per pensare alla partita di Champions League, una chances di cui siamo contenti&#8221;</em>. C&#8217;è la chiosa di uno dalla convivenza tutt&#8217;altro che difficile, invece: <em>&#8220;Ho giocato in coppia con Krstovic per la prima volta e devo dire che ci siamo trovati bene</em> &#8211; le dichiarazioni di <strong>Gianluca Scamacca</strong> -. <em>Credo sia un peccato per com&#8217;è finita, perché oltre ai due gol c&#8217;è stato anche il mio palo, altre occasioni prima, sullo 0-0, e anche dopo per fare il 3-2, ma Okoye su Nikola è stato bravissimo. L&#8217;Udinese su mezza occasione ce ne ha fatti due. Ho continuato a crederci dopo il palo e ne sono arrivati un paio anche per me&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Spogliatoi e pagelle di Coppa Italia &#8211; Palladino: &#8220;Buonissima prestazione, bella reazione&#8221;. L&#8217;insufficienza che non t&#8217;aspetti&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 22:40:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[La brillantezza è un&#8217;altra cosa, ma Raffaele Palladino appare comunque soddisfatto. &#8220;Una buonissima partita contro una buonissima squadra, equilibrata e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/5bc53b43-bd5e-4052-ba66-aba80a3ba205.jpeg"><p>La brillantezza è un&#8217;altra cosa, ma <strong>Raffaele Palladino</strong> appare comunque soddisfatto. <em>&#8220;Una buonissima partita contro una buonissima squadra, equilibrata e piacevole. Le squadre di Sarri hanno qualità e possono metterti in difficoltà&#8221;</em>, la premessa del tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta, 2-2 all&#8217;Olimpico</strong> in gara 1 di semifinale di Coppa Italia con la <strong>Lazio</strong>. <em>&#8220;Nel primo tempo abbiamo fatto meglio e abbiamo costruito più occasioni per sbloccarla prendendo anche la traversa. Forse avremmo dovuto essere più cattivi nell&#8217;ultima scelta, negli ultimi 25 metri di campo. Nella ripresa siamo andati sotto due volte è m&#8217;è piaciuto che la squadra sia stata brava a riprendere il risultato, secondo me meritato&#8221;</em>, l&#8217;analisi a <em><strong>Italia 1 </strong></em>a bocce ferme.</p>
<p><em>&#8220;Ci aspetta il secondo tempo in casa nostra. Resta una partita aperta, da cinquanta e cinquanta. Ci teniamo ad arrivare in finale davanti ai nostri tifosi: sappiamo che sarà tra un po&#8217; di tempo, siamo in tre competizioni ed è un motivo di grande soddisfazione. Tutto molto bello, ma anche molto stancante. Fra tre giorni si rigioca in campionato con l&#8217;Udinese e le energie vanno recuperate&#8221;</em>, aggiunge Palladino.</p>
<p>Sui backup in qualche modo decisivi, infine, giudizio richiesto e formulato. <em>&#8220;<strong>Musah</strong> è un calciatore che nella prima parte del percorso, dal mio arrivo, ha giocato meno perché <strong>Ederson</strong> e De Roon avevano più continuità. Da lui e da <strong>Samardzic</strong> ho bisogno di qualcosa di più, mancando Ederson, Raspadori e De Ketelaere, sostituito proprio da Lazar che mi piace molto e sa mettersi tra le linee: fa bene fino ai 70-75 metri, deve e può alzare il livello di scelta, di qualità, di assist e gol negli ultimi 25. Ce l&#8217;ha nelle corde e ne abbiamo bisogno&#8221;</em>. E l&#8217;autore del 2-2? <em>&#8220;Ho festeggiato e gioito, era troppo importante pareggiarla e a Bergamo sarà tutta da giocare. Un momento importantissimo</em> &#8211; chiosa Yunus, prestito milanista -. <em>Una semifinale è una partita che tutti vogliono vincere per giocarsi il trofeo. Bisogna metterci cuore, grinta e volontà di non mollare fino alla fine. L&#8217;Atalanta non molla e l&#8217;ha dimostrato. C&#8217;è da concentrarsi su altre partite, abbiamo tempo per prepararla. Quanto a me, ho avuto spazio per tirare e l&#8217;ho calciata forte. E&#8217; entrata: un momento bellissimo&#8221;</em>.</p>
<p><strong>PAGELLE</strong><br />
<strong>Carnesecchi 6</strong>: si distende su Taylor, ma nessuno parli di miracolo.</p>
<p><strong>Scalvini 6,5</strong>: contusione al ginocchio sinistro e riposo già scritto con l&#8217;Udinese. Non dovesse esserci col Bayern, addio speranze? Ottimismo, please (19’ st <strong>Kossounou 6,5</strong>: non commette leggerezze, anzi usa rapidità e fisico senza far falli tranne che su Zaccagni appena entrato).<br />
<strong>Hien 6,5</strong>: domina Maldini nel primo tempo per farsi fregare un paio di volte all&#8217;inizio del secondo. E la prima volta è gol. Ma nel prosieguo chiude i varchi.<br />
<strong>Kolasinac 6,5</strong>: generoso, quasi da camera iperbarica. Non sta scritto che debba giocare sempre e comunque (31’ st <strong>Ahanor 6,5</strong>: disimpegni stitici, ultimo assalto dall&#8217;esito superpositivo).</p>
<p><strong>Zappacosta 6,5</strong>: non finisce mai di stupire né di correre, ma non è che cucia tutte &#8216;ste pezze su Tavares. Nei raddoppi ok, la traversa lo ferma a fine primo tempo.<br />
<strong>De Roon 6</strong>: senza colpe specifiche, ma nemmeno in grado di reggere sul piano del fondo atletico chissà quante partite di fila (19’ st <strong>Musah 7</strong>: inizia maluccio dietro, ma se non altro, anzi monumento in piazza subito, ha il coraggio di buttarsi nella mischia e di tirare).<br />
<strong>Pasalic 5,5</strong>: 1-1 in accompagnamento, ma Dele-Bashiru manco lo vede e Dia forse sì, facendogli il regalo di Pasqua in anticipo deciso. Nel senso che non c&#8217;è ancora da rompere l&#8217;uovo e gliela stoppa da assistman&#8230;<br />
<strong>Bernasconi 6,5</strong>: cerca il partner sull&#8217;altra fascia e ne è cercato. Risultato, traversa e sbucciata. Benino nelle due fasi, piuttosto continuo.</p>
<p><strong>Samardzic 6</strong>: partecipa all&#8217;azione del primo pari e tanto basta per non appioppargli l&#8217;insufficienza. Tende veramente a tenere la palla in eccesso senza riuscire a farne, almeno su azione, l&#8217;uso più razionale. E sì che corre pure indietro a recuperarla (31’ st <strong>Kamaldeen Sulemana 6,5</strong>: trova la giocata giusta pur avendo sempre pochi minuti nelle gambe).<br />
<strong>Zalewski 6</strong>: lavora molto, più che costruire. Non ha tutta questa autonomia. Né cuce troppo i reparti.</p>
<p><strong>Krstovic 6</strong>: segna ma il suo assistman è in fuorigioco, combatte e la fa da postino dovendo sfuggire a un&#8217;area affollatissima. Generoso. Con quei quattro punti di sutura e il turbante, vietato accusarlo di eclissarsi dalle mischie (40’ st <strong>Scamacca sv</strong>).</p>
<p><strong>All. Palladino 6</strong>: un pareggio contro due avversari dalla cifra tecnica inferiore non può valere al manico un voto alto, anche se i correttivi in corsa, pur obbligati, sono stati abbastanza tempestivi. Contro avversari rapidi, però, la coppia centrale De Roon-Pasalic non pare granché adatta. Dalla cintola in su, invece, non ha scelta. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Gran percorso da quel ko di Napoli, ci rialziamo sempre&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 17:50:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La precisazione a DAZN in primis: &#8220;Mi pare giusto annullare il gol di Gutierrez, perché Hojlund fa fallo su Hien&#8221;. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/8bbf69d3-6101-4de1-ae1d-ff0defb44b27.jpeg"><p>La precisazione a <em><strong>DAZN</strong></em> in primis: <em>&#8220;Mi pare giusto annullare il gol di Gutierrez, perché Hojlund fa fallo su Hien&#8221;</em>. Per il resto, <strong>Raffaele Palladino</strong> per descrivere la sua <strong>Atalanta</strong> a 5 punti dal podio del campionato, sesta a 45 a braccetto col Como e a meno 1 dalla Juventus, fa ogni raffronto col <strong>3-1 subìto dal Napoli</strong> al Maradona il 22 novembre: <em>&#8220;Abbiamo numeri importanti. Voglio sottolineare che tre mesi fa alla mia prima partita perdemmo a Napoli per fare poi un percorso incredibile, con ottime prestazioni anche nelle difficoltà. Ma ci siamo rialzati alla grande: ho un grande gruppo</em> &#8211; la premessa in sala stampa del tecnico nerazzurro -. <em>Venivamo dalla sconfitta di Dortmund e siamo andati quasi subito sotto, potevamo crollare e invece l&#8217;abbiamo ribaltata con pazienza e maturità. I cambi sono stati perfetti. Adesso siamo lì, vogliamo restarci e ce la vogliamo giocare&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Abbiamo preparato la partita per stancare la difesa del Napoli. <strong>Sulemana</strong> non è riuscito a incidere ma ha fatto un grande lavoro costringendo gli avversari a corrergli dietro. Nel primo tempo siamo stati un po&#8217; sterili, poi abbiamo alzato la qualità</em> &#8211; continua il mugnanese -. <em>Mi fa piacere per <strong>Samardzic</strong> che oltre a segnare ha riempito l&#8217;area: un ragazzo straordinario nell&#8217;impegno fin dagli allenamenti, dove si schiera in qualunque posizione io gli chieda. Anche <strong>Bernasconi</strong> ha puntato l&#8217;uomo e l&#8217;area negli ultimi metri, lo chiedo sempre ai quinti. Adesso bisogna recuperare subito le energie e pensare al ritorno di Champions League col Borussia Dortmund&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;A parte questo senso di famiglia e unione, tra giardinieri e magazzinieri, chef e ufficio stampa, m&#8217;è sempre piaciuto avere la società presente al campo d&#8217;allenamento. <strong>Luca Percassi</strong> e Tony D&#8217;Amico sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via. Il presidente Antonio viene a tutte le rifiniture e ha sempre una parola positiva&#8221;</em>, rimarca il mister. <em>&#8220;Ho uno staff che lavora H24, ma il merito alla fine è dei ragazzi. Non l&#8217;avevamo preparata sui cross, ma sui terzi in zona d&#8217;attacco. Invece Bernasconi ha avuto qualità per puntare l&#8217;uomo ed essere intraprendente&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Non mi aspettavo due gol di testa di <strong>Pasalic</strong> e Samardzic, anche perché il Napoli in gioco aereo è molto forte. Da piazzato è proprio lì che volevo la palla: Pasalic è un grande, dove lo metti sta ed è sempre affidabilissimo. Ha il gol nel sangue ed è stato perfetto anche in fase di non possesso. Il secondo, invece, su azione, è figlio della volontà di occupare l&#8217;area. Samardzic ha sofferto tanto a restare fuori: ha grandi qualità, può essere ancora più incisivo. La partita è stata vinta nei duelli difensivi, loro si appoggiavano molto a Hojlund. Con Kolasinac, uscito stremato, un guerriero, ma anche Scalvini, Hien e Djimsiti abbiamo prevalso. Nel primo tempo abbiamo preso un tiro in porta, nel secondo un paio di ripartenze&#8221;</em>, spiega Palladino. Infine, sul ritorno del playoff del 25 febbraio: <em>&#8220;Non ho ricette per vincere in casa, dove c&#8217;è un&#8217;atmosfera fantastica. Sono felice di giocare qui vivendo le sensazioni da stadio di casa. Mercoledì ci rigiochiamo, mi aspetto che il pubblico spinga ancora di più creando un clima d&#8217;inferno&#8221;</em>. </p>
<p><strong>I GIOCATORI</strong> &#8211; <em>&#8220;<strong>Hojlund</strong> mi ha trattenuto per il braccio, io ero davanti a lui e quindi è fallo&#8221;</em>. Tutta la verità, nient&#8217;altro che la verità di Isak Hien, tre panchine di fila in campionato e ultima da titolare il 26 gennaio dall&#8217;Union Saint-Gilloise: <em>&#8220;Quando non si gioca è sempre difficile, ma nel gruppo abbiamo la sensazione che tutti possano avere la chance di scendere in campo e quindi tutti facciamo tutto per essere pronti. Io ci ho sempre provato e così diventa più facile rientrare quando si sente che si può essere schierati e aiutare la squadra&#8221;</em>. Sul match, dalla pancia della New Balance Arena, poche parole: <em>&#8220;Il Napoli è forte, ne conosciamo la qualità. In casa loro ci avevano battuti. Nel calcio ci sono sempre episodi che cambiano le partite. Abbiamo fatto di tutto per non prendere gol: abbiamo dato il massimo</em> &#8211; chiosa il difensore svedese -. <em>La vittoria ci dà fiducia, perché abbiamo dimostrato le qualità che possediamo davanti al nostro pubblico. Per me c&#8217;è la possibilità di rimontare anche col Borussia Dortmund: voliamo bassi e diamo tutto&#8221;</em>.</p>
<p><em>“Anche a Dortmund, seppure a tratti, avevamo fatto bene dimostrando che ci siamo. Come nel primo tempo stavolta, col Napoli, anche in svantaggio. Abbiamo fatto cose buone anche entro l&#8217;intervallo</em> &#8211; sottolinea <strong>Mario Pasalic</strong> -. <em>Prima di tornare in campo ci siamo parlati nello spogliatoio dicendoci che dovevamo continuare ad attaccare, perché alla fine saremmo riusciti a segnare. Sono arrivati due gol&#8230; ”</em>. Un legame solido, per il croato, con Bergamo: <em>&#8220;Il colpo di testa dell&#8217;1-1 sotto la Curva Nord è emozionante come ogni altro gol davanti al nostro pubblico. Per me è la stessa sensazione dopo otto anni. Sono orgoglioso di far parte dell&#8217;Atalanta, anche nei momenti più brutti, compresi quelli personali, i tifosi mi sono e ci sono sempre stati vicini. Me li godo, perché questa è casa mia”</em>.  </p>
<p><strong>Lazar Samardzic</strong>, dulcis in fundo: <em>&#8220;Mai fatto un gol così, di testa. Per arrivare in alto servono grandi prestazioni, ma dobbiamo avere fiducia in noi stessi&#8221;</em>. Il match winner col Napoli quasi non ci crede: <em>&#8220;Mario Pasalic è quello che salta sempre, serve anche fortuna. Siamo contenti di averla vinta così, in modo insolito per me. Voglio sempre aiutare la squadra con gol, assist, giocate e prestazioni”</em>. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Voci dall&#8217;Olimpico &#8211; Krstovic e Zalewski: &#8220;Guardiamo avanti&#8221;. Palladino: &#8220;Siamo cinici, restiamo umili&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 19:54:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il ruolo del pompiere per smorzare i focherelli dell&#8217;entusiasmo tocca a Raffaele Palladino: &#8220;Tiro le orecchie ai ragazzi che hanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/d339b5f4-418e-42ad-853d-db53a79ec33f.jpeg"><p>Il ruolo del pompiere per smorzare i focherelli dell&#8217;entusiasmo tocca a <strong>Raffaele Palladino</strong>: <em>&#8220;Tiro le orecchie ai ragazzi che hanno parlato, anche se l&#8217;ambizione mi piace&#8221;</em>. Ma che avevano detto di tanto azzardato gli intervistati da DAZN a ruota della vittoria all&#8217;inglese dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in casa della <strong>Lazio</strong>? <em>&#8220;Non ci accontentiamo del sesto posto, vogliamo guardare avanti. Siamo a meno 4 dalla Champions, sperando che vincano il Napoli e l’Inter. C’è un grande spirito, siamo un gruppo fenomenale. Volevamo scavalcare il Como e adesso vediamocela in Champions a Dortmund. Oggi non ho fatto gol, ma l’importante erano i tre punti. Non punto a fare la corsa su Lautaro per chi segna di più nell&#8217;anno nuovo. Abbiamo retto con un giocatore di meno negli ultimi dieci minuti: abbiamo due giorni per recuperare, ma martedì vogliamo andare a vincere&#8221;</em>, le parole raggianti di <strong>Nikola Krstovic</strong>.</p>
<p>Quanto all&#8217;autore del bis, <strong>Nicola Zalewski</strong>, non c&#8217;è nemmeno bisogno dell&#8217;idrante: <em>“Si guarda soprattutto avanti e abbiamo dato un messaggio importante con una grande vittoria di squadra. Per me tornare all&#8217;Olimpico, un campo complicato in cui vincere, è stato bello, ho la famiglia qui. Il campionato è lungo, ci propone partite importanti e difficili che però hanno anche tanti punti in palio. Il gol? E’ stato importante e anche bello, so di avere il destro a giro e sono riuscito ad aprirlo molto bene: mi ricorda un gol al Torino in maglia Inter”</em>.</p>
<p>Il tecnico nerazzurro, ovviamente, tira le orecchie, ma col sorrisetto sullo sfondo. <em>“Sono felice che i miei giocatori siano ambiziosi, ma bisogna restare umili. Non era facile venire a vincere a casa di una squadra forte e in salute. Nella prima fase, in una sfida a viso aperto, la <strong>Lazio</strong> ha fatto meglio di noi, che poi ci siamo riorganizzati, abbiamo trovato le forze e anche saputo metterci il cinismo necessario&#8221;</em>, la premessa di <strong>Palladino</strong>. Sulla partita, poche parole: <em>&#8220;Il dna e i principi di gioco dell’Atalanta sono di andare a recuperare alti la palla, essere coraggiosi e accettare i duelli. La Lazio gioca a due tocchi attaccando la profondità grazie a Daniel Maldini che ha fatto un’ottima partita, a Isaksen e a Noslin. In tante occasioni coi recuperi alti, anche nel primo tempo, potevamo farle male. Ora bisogna recuperare le energie, fra meno di ottanta ore si gioca in Champions”</em>.</p>
<p><em>&#8220;Partite come questa servono ad aumentare autostima e consapevolezza. Il nostro percorso non inizia certo da oggi con una posizione in classifica in più, ma è in corso da tre mesi, una scalata dal tredicesimo al sesto posto. Non credo nel turnover né faccio le scelte di formazione o sui cambi per quello, ho disposizione venti giocatori di movimento perché De Ketelaere è fuori. Ho sostituito <strong>Ahanor</strong> non per demerito perché ammonito e il ragazzo ha capito, stesso discorso all’intervallo per Scalvini&#8221;</em>, ha proseguito il tecnico nerazzurro.</p>
<p>Ancora, sui singoli: <em>&#8220;<strong>Raspadori</strong> arriva da un periodo in cui non ha giocato e ha bisogno di farlo con continuità. Per noi è importante, perché giovane, italiano, di grande mentalità e umiltà. Un vincente, anche, perché in carriera ha già vinto tanto. Purtroppo dobbiamo valutare il piccolo problema muscolare: per il resto, dobbiamo metterlo nelle condizioni di potersi esprimere al meglio. Ederson? Ho scherzato a fine partita. Con lo staff scegliamo tre rigoristi, i primi due sono Scamacca e De Ketelaere. Uno era in panchina, l&#8217;altro infortunato. Gli ho detto che per farlo segnare ho dovuto farlo fare rigorista…&#8221;</em>. Infine, sugli orizzonti nuovi che sembrano dischiudersi anche sul fronte interno: <em>&#8220;Non guardiamo alla corsa Champions o altro, ma solo a noi stessi. L’obiettivo è risalire continuando la scalata, con fame e consapevolezza dei nostri mezzi. Siamo molto felici, abbiamo tre competizioni. Dobbiamo recuperare le energie perché si gioca tanto&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino ha trovato la quadra: &#8220;L&#8217;Atalanta che vorrei sempre, niente scherzi con la Cremonese&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 23:35:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E ora? &#8220;E ora cavalchiamo l&#8217;entusiasmo della semifinale raggiunta in Coppa Italia per affrontare un mese difficile. Non cadiamo più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e5492ec5-e202-4dcb-93de-dd0d2de64d0b.jpeg"><p>E ora? <em>&#8220;E ora cavalchiamo l&#8217;entusiasmo della semifinale raggiunta in <strong>Coppa Italia</strong> per affrontare un mese difficile. Non cadiamo più nel tranello delle partite facili: lunedì con la <strong>Cremonese</strong> ho chiesto un regalo&#8221;</em>. <strong>Raffaele Palladino</strong> ha la testa già al prossimo impegno di campionato, nonostante abbia appena fatto a fette la <strong>Juventus</strong> nel quarto secco del trofeo nazionale: <em>&#8220;L&#8217;<strong>Atalanta</strong> che vorrei vedere sempre è questa. Se ricadiamo negli alti e bassi, il primo responsabile sono io. Non dobbiamo più accettarli. Voglio sempre spirito, unione, mentalità e aggressività: ho visto un&#8217;Atalanta tosta, con ampi margini di miglioramento. Lunedì voglio conferme&#8221;</em>, il refrain dell&#8217;allenatore nerazzurro. </p>
<p><em>&#8220;Lo stadio era una bolgia, ci siamo fatti trascinare dai tifosi a cui dedichiamo la vittoria. Abbiamo dimostrato di poter essere competitivi e di tenere alla Coppa Italia: vogliamo andare fino in fondo e provare a vincerla. Si è trattato di una partita borderline contro una Juventus che poteva andare più volte in vantaggio nel primo tempo e mi ha impressionato: noi siamo stati bravi, cinici e attenti</em> &#8211; prosegue l&#8217;uomo in panchina -. <em>E&#8217; la risposta che mi aspettavo da <strong>Ahanor</strong> come da tutto il gruppo. Parlare di singoli non è giusto, va esaltata la prestazione di squadra contro una Juventus che mi ha impressionato per forza e qualità di gioco, allenata benissimo da un grande come Spalletti&#8221;</em>. Le prestazioni individuali o quanto meno di reparto, però, vanno sottolineate: <em>&#8220;Dietro <strong>Scalvini</strong>, Djimsiti e Ahanor sono stati coraggiosi ad accettare i duelli. Davanti abbiamo saputo quando attaccare. Abbiamo cercato di togliere il possesso palla alla Juventus, De Roon ed <strong>Ederson</strong> in pressione hanno giocato una grande partita, mi sono piaciuti i subentrati Sulemana, Krstovic e Pasalic&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Stiamo iniziando a leggere bene nelle difficoltà della partita. Diamo sfogo al possesso palla mettendo in difficoltà gli avversari. Io questa sfida la sentivo in modo particolare, perché giocavo contro il mio passato. Quando affronti la Juve sai che affronti un avversario contraddistinto dalla mentalità vincente di chi vuole batterti</em> &#8211; l&#8217;analisi anche psicologica del tecnico mugnanese -. <em>I cambi al momento giusto sono anche fortuna. Ho voluto far stare la squadra nella difficoltà del momento, con la Juve che ha iniziato a palleggiarci. Le sostituzioni, certo, hanno fatto la differenza. Ma avrei voluto e potuto farle prima&#8221;</em>.<br />
<em>&#8220;Ho ragazzi seri, professionali, grandi uomini. Hien non sta giocando titolare ultimamente ma è un grande esempio in allenamento, Kolasinac che non gioca da tre partite per un problema al ginocchio è un trascinatore in settimana</em> &#8211; la chiosa palladiniana -. <em>Siamo felici che sia rientrato Bakker e del mercato fatto dalla società: ventuno giocatori di movimento e tre portieri. Anche da Rossi e Sportiello continuo ad avere tanto&#8221;</em>. </p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio: Scalvini, Pasalic e Scamacca</strong><br />
<em>&#8220;Abbiamo giocato e vinto di squadra&#8221;</em>. Un <strong>Giorgio Scalvini</strong> ministro della difesa quanto laconico, a bocce ferme dopo il tris secco sulla ruota della Juventus: <em>&#8220;Dietro come nel gruppo squadra intero c&#8217;è tanta coesione, sotto <strong>Palladino</strong> siamo uniti e coesi, pronti ad adattarci alle situazioni della partita. Siamo ragazzi che si trovano bene tra di loro, fondamentale per l&#8217;Atalanta&#8221;</em>. <em>&#8220;Siamo stati bravi a sfruttare le singole occasioni, contro un avversario difficile da affrontare e che ci ha messi in difficoltà. Sappiamo soffrire insieme, siamo una grande squadra che sa reagire nei momenti duri</em> &#8211; spiega il braccetto di Palazzolo sull&#8217;Oglio -. <em>La società e la squadra mi hanno sempre dato fiducia aspettandomi dopo i vari infortuni, aiutandomi a recuperare la condizione giusta. Devo solo ringraziare tutti. E il rigore volevo batterlo io&#8230;&#8221;</em>. </p>
<p><em>&#8220;Cerco di sfruttare minuti e occasioni. E&#8217; bello vincere sapendo di aver segnato ogni volta che abbiamo creato la palla gol. Per noi è fondamentale, perché dietro siamo solidi e se davanti siamo cinici abbiamo più chances di vincere</em> &#8211; osserva <strong>Mario Pasalic</strong> da bordocampista di <em><strong>Italia Uno</strong></em> -.  <em>Per me abbiamo dominato la partita pur avendo anche sofferto. Se giochiamo con questo spirito possiamo recuperare posizioni in classifica in campionato: serve un filotto, perché siamo ancora indietro&#8221;</em>. </p>
<p>Dulcis in fundo, <strong>Gianluca Scamacca</strong>, l&#8217;apripista dal dischetto: <em>“In una partita equilibrata abbiamo meritato da vincere perché abbiamo concretizzato, sfruttando le occasioni. Un gruppo molto unito come il nostro può togliersi grandi soddisfazioni</em> &#8211; chiude il centravanti romano -. <em>Tra Bologna e Lazio la preferenza non spetta a noi. Vedremo come finirà: in ogni caso sono entrambe grandi squadre da affrontare nelle semifinali. Per noi, alla fin fine, è uguale: dobbiamo battere due squadre per alzare il trofeo&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Palladino ha l&#8217;amaro in bocca: &#8220;Gli ottavi diretti? Un sogno. Il pari una mazzata, blackout inspiegabile&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 23:16:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Athletic Bilbao]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli ottavi di finale diretti? &#8220;Era un sogno, non un obiettivo. Andiamo avanti imparando la lezione. Nelle difficoltà bisogna imparare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/d1fe3eb3-b833-41aa-a446-961b5f8f43a3.jpeg"><p>Gli ottavi di finale diretti? <em>&#8220;Era un sogno, non un obiettivo. Andiamo avanti imparando la lezione. Nelle difficoltà bisogna imparare a stare dentro e giocarci facendo cose diverse. Il pari preso dopo aver sbagliato il raddoppio, anche per sfortuna, vedi il palo di <strong>De Ketelaere</strong>, ci ha dato una mazzata dando il via un quarto d&#8217;ora di blackout inspiegabile&#8221;</em>. <strong>Raffaele Palladino</strong> è il primo a non sapere cosa sia successo alla sua <strong>Atalanta</strong>, in dominio totale con l&#8217;<strong>Athletic Bilbao</strong> per 56 minuti e capace di farsi calare il tris in un fazzoletto salutando la top eight della League Phase con una sola partita residua dall&#8217;<strong>Union Saint-Gilloise</strong>: <em>&#8220;Un primo tempo perfetto, eravamo in pieno comando: non siamo stati bravi né fortunati nel cercare il due a zero per chiuderla, tra il gol annullato a <strong>Scamacca</strong> che non ho rivisto e il palo di <strong>De Ketelaere</strong>.  Abbiamo tenuto la partita in bilico ma sul pari abbiamo subìto la mazzata. Non possiamo permetterci di perdere occasioni così&#8221;</em>.</p>
<p>Il tecnico mugnanese commenta la rimonta basca: <em>&#8220;Abbiamo preso tre gol su tre tiri e tre mezze occasioni. Il primo su un lancio lungo con fallo su Djimsiti, il secondo da un traversone cinque contro due senza marcare in area, il terzo su una palla persa. Abbiamo preso una botta che ci ha disunito e confuso sull&#8217;1-1. Non è colpa della difesa, ma dell&#8217;atteggiamento di tutta la squadra&#8221;</em>, rimarca. <em>&#8220;Non credo sia un problema fisico, la squadra ha corso tanto. Le partite di Champions sono fisiche e anche tecniche. Se vai sotto in 4 minuti, poi è dura riprenderla. Si riparte dalle cose positive e la qualità tecnica nel primo tempo e dalle tante occasioni da gol&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Alla squadra a fine gara ho detto che dobbiamo stare nelle difficoltà durante la partita. Può succedere di prendere gol, non può succedere di prendere il secondo e il terzo., Va capito che ci sono momenti e momenti, bisogna fare cose diverse</em> &#8211; la chiosa -. <em>Una sconfitta che ci farà crescere, ci rialzeremo subito dalla partita in casa col Parma per riscattarci. Non mi preoccupa il secondo tempo. Non possiamo comandare per novanta minuti, ci sono anche gli avversari che su tre mezze occasioni ci fanno male segnando tre gol&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio</strong><br />
Gianluca <strong>Scamacca</strong>, che forse un altro gol buono l&#8217;aveva pure segnato, con la posizione di Paredes considerata per l&#8217;offside di De Ketelaere ma non quella di Boiro, mastica se possibile più amaro del mister. <em>“Nel secondo tempo dopo aver preso l&#8217;1-1 non ripetevamo più le stesse giocate. Non so cosa sia successo, forse qualcosa a livello fisico. Peccato, perché l&#8217;avevamo preparata al meglio anche sui possibili cambi di sistema di gioco dell&#8217;avversario</em> &#8211; il pensiero dell&#8217;apripista atalantino -. <em>Non abbiamo nemmeno sfruttato le occasioni per raddoppiare, quindi anche noi attaccanti abbiamo le nostre colpe. Da stasera c&#8217;è solo da imparare, se perdi una partita che dovevi e potevi vincere evidentemente è perché manca lucidità&#8221;</em>. </p>
<p>Non meno tenero il capitano <strong>Marten de Roon</strong>, la cui palla persa in uscita è stata all&#8217;origine del terzo gol vizcaìno: <em>&#8220;Siamo crollati dopo aver preso il primo gol perdendo una grandissima occasione per chiudere tra le Top Eight d&#8217;Europa. Bisogna essere convinti dei propri mezzi per riuscirsi, invece qualcosa a livello psicologico è mancato&#8221;</em>. L&#8217;olandese, francamente tra i peggiori in campo, ha una spiegazione tecnica per il ko: <em>&#8220;Ho avuto l&#8217;impressione che avessimo perso i riferimenti nella pressione. L&#8217;uno a uno, così, è come se fosse valso un due a zero contro. Siamo andati nel panico andando avanti da lì in poi senza un filo logico&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Il dopopartita &#8211; Palladino: &#8220;Il percorso continua, rischiata un&#8217;altra Verona&#8221;. Krstovic: &#8220;Felice solo del gol&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 23:02:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il turnover a quattro, obbligato per uno, il difensore fuori causa, Hien-Musah-Pasalic-Scamacca per Djimsiti-Zappacosta-Ederson-Krstovic, tutti entrati tranne ovviamente l&#8217;albanese assente, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/9bd108d3-86b3-452d-b04a-bd9ea53fa204.jpeg"><p>Il <strong>turnover</strong> a quattro, obbligato per uno, il difensore fuori causa, Hien-Musah-Pasalic-Scamacca per Djimsiti-Zappacosta-Ederson-Krstovic, tutti entrati tranne ovviamente l&#8217;albanese assente, secondo <strong>Raffaele Palladino</strong> a <strong>Pisa</strong> ha un concetto in comune col mancato bottino pieno in casa dell&#8217;ultima in classifica. <em>&#8220;Abbiamo avuto meno <strong>energia</strong>. E i cambi rispetto alla partita col Torino li definirei una gestione delle energie. Dobbiamo crescere in partite come questa, gara sporche in cui sono decisivi i duelli, le palle lunghe e le seconde palle. Come a <strong>Verona</strong> un mese e mezzo fa, siamo scesi in campo senza lo spirito giusto. Ma il punto è buono per il nostro percorso, il <strong>Pisa</strong> ha giocato una grande partita. Sistemi di gioco e tattiche non c&#8217;entrano, non spiegano nulla&#8221;</em>.</p>
<p>Il tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che si ferma a due punti dal Como e dal sesto posto, dunque, sceglie di andare diritto al cuore della questione. Insoddisfatto della prestazione, sì, ma a metà: <em>&#8220;Siamo mancati davanti nel primo tempo anche in fase di non possesso, con poca pressione e poca intensità. Eravamo sempre un po&#8217; in ritardo, abbiamo lasciato l&#8217;inerzia al <strong>Pisa</strong>. Se voglio essere positivo verso i ragazzi, un mese e mezzo fa avremmo perso una partita del genere. L&#8217;approccio è stato lo stesso di Verona&#8221;</em>. E ancora, rincarando un po&#8217; la dose, stavolta: <em>&#8220;Sapevamo che sarebbe stata difficile contro una neopromossa che ha messo in difficoltà molte altre squadre. Ci aspettavamo tanti duelli, tante palle lunghe e tante seconde palle. E così è stato</em> &#8211; l&#8217;analisi del mister -. <em>Potevamo fare meglio, abbiamo regalato un tempo, mentre l&#8217;atteggiamento e la qualità nel secondo sono stati differenti. Siamo riusciti ad aprire il punteggio, ma purtroppo ci siamo fatti riprendere sempre in mischia. Un pareggio comunque giusto&#8221;</em>.</p>
<p>Il modulo non c&#8217;entrerà con partita e risultato, ma il cambio del medesimo si coniuga all&#8217;ultimo arrivato, gettato nella pugna senza praticamente allenarsi se non al mattino: <em>&#8220;Il 4-2-3-1 è una soluzione già adottata prima dell&#8217;arrivo di <strong>Raspadori</strong>. Si tratta di togliere un terzo e mettere un trequartista fra le linee. Non siamo riusciti a entrare centralmente nel primo tempo, mentre con quattro attaccanti abbiamo fatto meglio</em> &#8211; osserva l&#8217;allenatore mugnanese -. <em>Jack può fare la prima punta come ha fatto oggi quando è entrato per Scamacca, può agire da sottopunta come ha fatto dietro Krstovic, il trequartista di destra e sinistra, sa giocare dentro il campo, è polivalente e funzionale. Un ottimo esordio, può garantirci tante soluzioni&#8221;</em>.</p>
<p>I cambi si giustificano con la ricerca dell&#8217;ampiezza contro la più verticale delle cenerentole: <em>“Volevo aprire la difesa a cinque inserendo centralmente Raspadori, ma gli avversari sporcavano le traiettorie tra le linee. Meglio, allora, trasformare i quinti in quarti pronti ad alzarsi e mettere Jack dietro il centravanti. Il rammarico è non aver portato a casa i tre punti&#8221;</em>, la chiosa di Palladino.</p>
<p><em>&#8220;Un punto importante, ora andiamo a casa e prepariamo la Champions, poi c&#8217;è un&#8217;altra sfida impegnativa al Parma. Andiamo avanti. Ora voglio segnare a Bergamo, l&#8217;ho fatto cinque volte solo fuori casa&#8230;&#8221;</em>. <strong>Nikola Krstovic</strong> prova a metterla sul ridere, ma di sorrisi ce ne sono ben pochi: <em>&#8220;Ci sono tanti buoni giocatori, io lavoro ogni giorno al cento per cento aspettando il mio momento. Nelle ultime 5-6 partite abbiamo imboccato la strada giusta. Il Pisa ha fatto un bel gol, non siamo tanto felici di aver preso solo un pari&#8221;</em>, conferma il centravanti montenegrino. Pronto a spiegare come aveva illuso tutti: <em>&#8220;Sul gol ho visto due duelli e la palla mi è sbucata all&#8217;improvviso davanti al portiere con un difensore dietro. Per aver segnato sono felice, per i due punti in meno no. I tanti duelli persi hanno reso difficile la partita nel primo tempo, poi nel secondo siamo partiti forte e per pochi minuti abbiamo pensato di poterla vincere&#8221;</em>. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Voci nel dopogara &#8211; Palladino: &#8220;Magia coi giocatori, siamo ambiziosi&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Ci facciamo un mazzo della miseria&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jan 2026 23:23:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Charles De Ketelaere]]></category>
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		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Stavolta per le dichiarazioni a bocce ferme dell&#8217;Atalanta, vittoriosa all&#8217;inglese sul Torino ma con fatica, si procede in ordine inverso. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/c746e839-7052-462a-a764-884ee854c247.jpeg"><p>Stavolta per le dichiarazioni a bocce ferme dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, vittoriosa all&#8217;inglese sul <strong>Torino</strong> ma con fatica, si procede in ordine inverso. Onore al merito del migliore in campo, poi tocca all&#8217;allenatore. Esattamente come la scaletta in sala conferenze alla New Balance Arena. Parola a <strong>Marco Carnesecchi</strong>, decisivo almeno due volte nel difendere il minimo scarto, la prima su Maripan, con le sue coloriture dialettiche da romagnolo d.o.c: <em>&#8220;Sono contentissimo quando vedo i miei compagni lottare duro facendosi un mazzo della miseria. Il mio rendimento e le mie parate sono anche merito loro. L&#8217;Atalanta è tornata ad alti livelli, solo a Verona la prestazione non è stata all&#8217;altezza. Per la prima volta dopo tanto tempo, per dire, siamo tornati a giocarcela con l&#8217;Inter pur avendoci perso&#8221;</em>.</p>
<p>Il portiere riminese passa in rassegna le sue paratissime, anzi no: <em>&#8220;A <strong>Simeone</strong> ho cercato di dare meno specchio possibile, ma è molto più importante che la squadra sappia difendersi come come un blocco solido. Purtroppo per le nostre caratteristiche non siamo in grado di difenderci bassi. Con questi tre clean sheet di fila sono a nove, speriamo di chiudere la stagione a venti. A parte gli scherzi, non prendere gol è merito del collettivo. Spero di vincere tante partite anche 2-1: anche se mi segnano, sempre tre punti sono&#8230;&#8221;</em>.</p>
<p>La perla carnesecchiana è riservata all&#8217;uomo in panchina: <em>&#8220;Il mister ha portato tantissima serenità ed è un fenomeno nel preparare le partite. Il quarto posto è molto lontano in questo momento. Come dice Michael Jordan, però&#8230;&#8221;</em>. Ormai il classe 2000 arrivato diciassettenne dal Cesena a Zingonia è un veterano: <em>&#8220;Le cento presenze atalantine sono un grande traguardo, l&#8217;ho letto negli occhi dei miei genitori. Non so in cosa sono diverso dai miei esordi in A a Cremona. Ero più ragazzino, adesso sono un portiere più pensante ed esperto per riuscire a non mettermi nei casini. Cerco di tenere alta l&#8217;attenzione dei compagni, è qualcosa che ho imparato&#8221;</em>. <em>&#8220;<strong>Savorani</strong> al posto di Biffi è stato un cambio radicale, hanno metodi opposti ma ero felice con Massimo come lo sono adesso con Marco. Ora può aiutarmi a migliorare&#8221;</em>, la chiosa.</p>
<p>Ed eccoci al fenomeno. <em>&#8220;La partita è stata bella e ben preparata anche tatticamente, ma Marco ha esagerato. Sta facendo una stagione fantastica&#8221;</em>, sorride un <strong>Raffaele Palladino</strong> raggiante al di là delle difficoltà di una sfida più irta d&#8217;insidie del preventivato. <em>&#8220;Siamo contenti della prestazione e della bella vittoria, nel primo tempo siamo stati perfetti. Il rammarico è aver tenuto la partita aperta, serve essere più cinici davanti, perché sapevamo della forza del Torino&#8221;</em>, il primo commento dalla pancia dello stadio di casa. <em>&#8220;La risalita è importante, ma pur avendo ridotto il gap davanti non abbiamo fatto ancora nulla e le prossime partite saranno determinanti</em> &#8211; prosegue il tecnico mugnanese -. <em>S&#8217;è creata una <strong>magia</strong> unica tra di noi. I giocatori sono ragazzi incredibili, sono ricettivi e fanno quel che chiedo loro alla perfezione facendomi sentire l&#8217;allenatore più felice del mondo. Questo è un gruppo che ha sofferto molto e ora sta risalendo. I clean sheet sono importanti: i primi difensori sono gli attaccanti&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;I cinque cambi ci danno energia, succede spesso che siano determinanti. Anche tatticamente è stata una partita bella e ben preparata. Ci siamo difesi benissimo e abbiamo attaccato bene. Prima della gara ho fatto un discorso agli uomini prima che ai calciatori. Stanno dando risposte da grandi uomini: abbiamo recuperato tanti punti, loro stanno dando tutto fin dagli allenamenti, si fanno in quattro per stare bene fisicamente. Ma bisogna continuare a scalare, vogliamo competere per stare là davanti, con fame e mentalità.<br />
In queste due settimane abbiamo avuto tempo in più per allenarci con continuità. Riprendiamo lunedì, bisogna mettere forza perché il calendario adesso si rifà fitto.<br />
Krstovic ha giocato meglio tecnicamente rispetto alle altre volte, abbiamo recuperato Scamacca e dobbiamo farlo con Kolasinac e Bellanova. Adesso rientra <strong>Kossounou</strong> (Costa d&#8217;Avorio ko 3-2 con l&#8217;Egitto; Lookman e la Nigeria, dopo il 2-0 all&#8217;Algeria firmato Osimhen e Admas, in semifinale col Marocco, NdR) dalla Coppa d&#8217;Africa, dietro siamo meno corti.<br />
Sono soddisfatto di Zalewski in una posizione che non era più sua, davanti abbiamo creato occasioni e devo trovare gol da altre zone di campo, anche dagli esterni Zappacosta che ha preso il palo e Bernasconi. Oggi è tornato a segnare in campionato De Ketelaere che ha fatto una grande prestazione.<br />
Non scegliamo fra tre competizioni, siamo dentro a tutte e siamo orgogliosi e determinati. Vogliamo essere ambiziosi, non deve spaventarci nulla anche se dopo quest&#8217;altra settimana si giocherà sempre. Per il mercato vogliamo migliorare la rosa, ma farlo a gennaio non è facile perché i giocatori buoni chi li ha se li tiene&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong>).</p></blockquote>
<p>A bordocampo, parola a <strong>Charles De Ketelaere</strong> che ha aperto lo score.</p>
<blockquote><p>“Il mio gol è stato pesante, la continuità nei risultati e nelle prestazioni è fondamentale. Stiamo facendo un bel lavoro, tutta la squadra corre tanto e la difesa sta facendo benissimo. Se continuiamo a fare punti ci avviciniamo anche alla zona Europa. Sono queste le gare da vincere per migliorare la classifica. Sul gol Ahanor mi ha detto che avrebbe saltato dopo di me, lasciandomi la chance di colpire. Allora, nell&#8217;esultanza, gli ho detto scherzando che non voleva segnare&#8221;.</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;A rigiocare nel ruolo in cui sono cresciuto ormai ci sto provando gusto, ma per colpa mia che non ho segnato non abbiamo chiuso prima la partita. Il gol mi manca dal 4-1 al Lecce ed è fondamentale.<br />
Siamo calati nella ripresa e loro hanno alzato l’intensità. Sapevamo che sarebbe stato un secondo tempo così di questo tipo, siamo comunque molto contenti per questi tre punti fondamentali.<br />
Dispiace non aver aiutato la squadra vicino alla porta. Siano però stato bravo a trovare motivazioni anche contro un avversario che non è una big: che non esistano serate facili lo abbiamo già vissuto e pagato sulla nostra pelle. Non possiamo permetterci di abbassare la guardia, ora che stiamo recuperando terreno&#8221; (<strong>Nicola Zalewski</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Palladino esulta: &#8220;Ora però continuiamo a martellare&#8221;. De Roon: &#8220;Con lui tutti si sentono protagonisti&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 20:44:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
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					<description><![CDATA[Stavolta Raffaele Palladino si mette in ombra per gettare fasci di luce sulle vedette in campo. A Bologna ce n&#8217;è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/af9888a1-0813-498d-a7e3-5467e6503a84.jpeg"><p>Stavolta <strong>Raffaele Palladino</strong> si mette in ombra per gettare fasci di luce sulle vedette in campo. A <strong>Bologna</strong> ce n&#8217;è una ritrovata: <em>&#8220;Per <strong>Krstovic</strong> la doppietta significa energia pura, ma io per giudicarne la prestazione guardo ad altro. Anche alla fase di non possesso. Nikola ha lottato, battagliato e fatto reparto bene con <strong>Zalewski</strong> e <strong>De Ketelaere</strong> che gli giravano sotto, ha interpretato alla grande la partita. La sua è stata una risposta da campione, anche all&#8217;assenza di <strong>Scamacca</strong>&#8220;</em>.</p>
<p>Lo spottone dell&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> al risolutore doppio del &#8220;Dall&#8217;Ara&#8221; viene proiettato presto al resto del gruppo: <em>&#8220;Ho visto una squadra che ha sudato la maglia attaccando e difendendo insieme.<br />
C&#8217;è un grande entusiasmo, sostenuto da una grande condizione fisica. Il calendario è fitto, ma ho giocatori molto forti anche di testa. Stasera bastava un pizzico di qualità in più per sbloccare il risultato. Il <strong>Bologna</strong> è una squadra dinamica e di qualità che ha proposto giocatori freschi e riposati, perché rimasti fuori contro l&#8217;Inter. Benissimo, oggi, ma bisogna continuare a martellare&#8221;</em>. </p>
<p><em>&#8220;I punti persi all&#8217;inizio sono stati tanti, ma stiamo scalando posizioni, anche se le concorrenti davanti spingono. Mi ritengo un uomo fortunato, i ragazzi si applicano e si fanno sempre trovare pronti, si sentono tutti coinvolti. Mi seguono in tutto, mi rende orgoglioso averli visti a questi livelli</em> &#8211; continua il tecnico nerazzurro -. Io, poi, sto dando fiducia a chi in questo momento merita, non ho titolari fissi, nemmeno schemi fissi, Krstovic per me può giocare anche sotto Scamacca. <strong>Non dimentichiamoci che abbiamo cinque giocatori fuori, compresi <strong>Kolasinac</strong> e Gianluca persi nelle rifiniture. <strong>Brescianini</strong> e Kamaldeen sono entrati bene, <strong>Krstovic</strong> ha fatto una grandissima partita, <strong>Ahanor</strong> che ha 17 anni addirittura meravigliosa&#8221;</strong>.</p>
<p>Il giudizio positivo a tutto tondo dell&#8217;uomo in panchina trova l&#8217;eco nella voce dello spogliatoio, anche in campo. <em>&#8220;Siamo tornati la vera Atalanta, abbiamo tolto il palleggio agli avversari. Siamo a due vittorie di fila contro avversari difficili, è già un mese che stiamo lavorando molto bene</em> &#8211; assicura <strong>Marten De Roon</strong> -. <em>Questa squadra ha qualità, quando va al massimo. La partita è stata preparata bene, nel primo tempo non abbiamo lasciato al Bologna lo spazio e il tempo per giocare, abbiamo recuperato tanti palloni.<br />
Col mister è tornata nei giocatori la voglia di essere protagonisti. Lo dimostrano le prestazioni e la determinazione di quelli che solitamente giocano meno e quando entrano sanno essere decisivi&#8221;</em>. </p>
<p>Il capitano sostiene la sua narrazione con un esempio di reparto: <em>&#8220;In difesa siamo in un momento di difficoltà. Non c&#8217;è <strong>Kossounou</strong>, ma è rientrato <strong>Scalvini</strong>. Abbiamo perso <strong>Kolasinac</strong>, ma al suo posto <strong>Ahanor</strong> ha giocato con la maturità di un ventottenne&#8221;</em>. Questione di fiducia, per la diga dei Paesi Bassi: <em>&#8220;Quella che Carnesecchi ha regalato ai difensori con la parata importante. Noi dal centrocampo in giù, quando togliamo la palla agli avversari, diamo a nostra volta fiducia agli attaccanti. Abbiamo tolto il palleggio al Bologna costringendolo alle palle lunghe, che poi abbiamo puntualmente recuperato per creare il contesto ideale per Krstovic, che ha fatto una partita straordinaria. Miranda rimaneva alto e i nostri braccetti aggredivano per creargli spazio intorno&#8221;</em>. Giudizi da allenatore in campo, ma in futuro? <em>&#8220;Palladino mi ha detto che è un mestiere impegnativo. Se mi considerano un allenatore per i compagni, è un complimento. Di sicuro quello vero ci ha riportato entusiasmo e anche una sana rivalità tra i giocatori per prendersi il posto in squadra. Guardate Krstovic&#8230;&#8221;</em>. </p>
<p>Infine, il protagonista dell&#8217;ultima di andata, presentatosi solo ai microfoni di DAZN quale migliore in campo per la Lega di Serie A. <em>“Sono tre punti importantissimi dopo aver dato tutto, adesso abbiamo la partita in casa sabato. Dei miei due gol il primo è merito solo di De Ketelaere, pensavo tirasse e invece mi ha dato la palla: ringrazio Charles per il bell&#8217;assist</em> &#8211; il pensiero di <strong>Nikola Krstovic</strong> -. <em>Dedico un gol a mio figlio e l&#8217;altro al Montenegro che festeggia il Natale ortodosso. Io festeggerò a casa con la mia famiglia&#8230; e poi c&#8217;è il Torino per continuare a vincere&#8221;</em>.<br />
<em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Il dopogara &#8211; Palladino: &#8220;Perfetti, è la svolta&#8221;. E Gasperini rosica: &#8220;Spinta su Svilar, dispiaciuto per uno striscione&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jan 2026 23:43:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stavolta, spazio per primo al grande ex, profeta di un novennio dell&#8217;Atalanta da consegnare alla leggenda, che rosica per il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/822803ef-6bd8-40e9-854b-af3f7539376b.jpeg"><p>Stavolta, spazio per primo al grande ex, profeta di un novennio dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> da consegnare alla leggenda, che rosica per il corto muso subìto dall&#8217;ex allievo da giocatore ai tempi del Genoa.&nbsp; <em><span style="font-weight: 400;">“Ringrazio per l’ennesima volta per l&#8217;accoglienza questa gente, cui sarò sempre grato tutto quello che mi ha dato. </span></em><span style="font-weight: 400;"><em>Mi dispiace per lo striscione sul finale, non c’era altra possibilità, comunque sono andato via a campionato già finito. Quanto abbiamo fatto insieme, comunque, rimane&#8221;</em>. A <strong>Gian Piero Gasperini</strong>, oltre a quel &#8216;</span>Una bella storia si giudica anche dal finale: peccato&#8217; con l&#8217;ultima parola scritta a lettere alternate gialle e rosse in Curva Sud, non va giù nemmeno l&#8217;episodio decisivo: <em>&#8220;Spinta di Scalvini su Svilar? L&#8217;ho già detto in tv. C&#8217;era anche fallo di mano, coi regolamenti attuali è assurdo fare due errori del genere. </em><span style="font-weight: 400;"><em>Una situazione molto limpida che non si può cambiare: ci sono sempre grossi dubbi su questo Var. La Roma non ne esce ridimensionata, abbiamo giocato alla pari e a tratti anche meglio”, </em>le parole dell&#8217;allenatore giallorosso a bocce ferme.&nbsp;</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“Abbiamo giocato contro una squadra fisica, di qualità, che ripartiva veloce. Ha il valore di un terzo posto, ha tutto ciò che serve per essere di livello, sta andando benissimo in Champions. Abbiamo avuto le occasioni migliori, non è che puoi creargliene dieci.<br />
<span style="font-weight: 400;">L’Atalanta è una squadra di assoluto livello, ha venduto Retegui ma ha recuperato Scamacca, merita i primi posti dopo essere partita male in campionato. La Roma deve imparare da queste partite, ricavandone una lezione per crescere e diventare più forte per posizionarsi laddove non è abituata a stare.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Abbiamo sofferto sulle fasce nel primo tempo, con l’ingresso di Wesley abbiamo fatto meglio.&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;">Mancini è un grande giocatore ed è una risorsa per il calcio italiano, non è più un giocatore che provoca, ha dato equilibrio quando ho arretrato Celik in difesa e lui s’è spostato in mezzo.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Non parlo di mercato oggi, non è il momento migliore. </span><span style="font-weight: 400;">Se andiamo sotto al 99 per cento perdiamo, ma ne abbiamo vinte undici. Se riusciamo a sfruttare le occasioni diventiamo più forti” (Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, allenatore Roma).</span></p></blockquote>
<p>Anche nel fuoco di fila di domande per il trionfatore, <strong>Raffaele Palladino</strong>, che non accenna minimamente al maestro dopo averne sminuito l&#8217;impatto emotivo alla vigilia, c&#8217;è spazio per la recriminazione del caso: <em>&#8220;Come abbia potuto essere annullato il gol di <strong>Scamacca</strong> non riesco proprio a spiegarmelo, era chiaramente regolare&#8221;</em>, l&#8217;opinione del tecnico nerazzurro. Che rimarca l&#8217;aspetto psicologico del bottino pieno del sabato sera: <em>&#8220;Si tratta di qualcosa che aspettavamo tutti, dato che si tratta della prima vittoria ottenuta contro un avversario della parte sinistra della classifica.&nbsp;Una partita perfetta e una serata magica, la vittoria importante che cercavamo da tempo. Una grande prestazione contro la miglior difesa del campionato. E’ la vittoria del gruppo e spero sia una svolta”</em>.</p>
<blockquote><p>“I miei sono entrati in campo come li vorrei sempre vedere. Siamo partiti con grande intensità e coraggio, anche se abbiamo rischiato all’inizio su nostro errore in uscita che poteva costarci caro. Una volta in vantaggio potevamo raddoppiare in ripartenza con <strong>Zalewski</strong> e sul gol inspiegabilmente annullato a <strong>Scamacca</strong>. All’inizio del secondo tempo c’è stato un momento di sofferenza per un calo psicofisico.<br />
<strong>Djimsiti</strong> è l’esempio che quando cadi ti devi rialzare, ha dato una grande risposta all’errore contro l’Inter. Ho visto un gruppo unito, dobbiamo continuare a scalare posizioni in classifica percorrendo la stessa strada che è quella giusta.<br />
<strong>Scalvini</strong> ve lo dicevo che stava migliorando e stasera è stata l’occasione giusta. Ha fatto una grandissima prestazione su Dybala in fase di non possesso e s’è spinto avanti con grandi qualità. <strong>Kolasinac</strong> ha avuto un colpo al ginocchio, speriamo non sia nulla di grave” (Raffaele <strong>Palladino</strong>, allenatore Atalanta).</p></blockquote>
<p>Chiosa per <strong>Nicola Zalewski</strong>, nel gruppone degli ex di turno insieme a Zappacosta, Mancini, Cristante e Gollini. Uno che nega, da migliore in campo ex aequo &#8211; almeno per Bergamo &amp; Sport -, di volersi ritagliare la particina scomoda di ex al veleno: <em>&#8220;Se avessi segnato non avrei esultato, proprio come ha fatto Scamacca sul gol annullato. Ho mancato il gol anche perché ho esitato pensando di essere in fuorigioco. Non avevo e non ho nulla da dimostrare alla mia ex squadra&#8221;</em>, le parole dell&#8217;esterno tornato trequartista largo per una serata. <em>&#8220;Sono sempre stato una mezza punta, poi Mourinho mi fece diventare un quinto e da lì non mi sono più spostato. L&#8217;importante è che il gruppo tragga giovamento da quello che faccio: se sia stata la mia prestazione migliore da quando sono a Bergamo lo dirà il mister</em> &#8211; chiude il nazionale polacco -. <em>Ho dato il massimo facendo quello che Palladino mi aveva chiesto di fare. La posizione in campo la conosco bene, ci sono nato giocandoci fino alla prima squadra della Roma. Non intendo darmi voti, sono solo contento che sia andata bene alla squadra e a me&#8221;</em>. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Palladino assolve Djimsiti e Samardzic: &#8220;Non condanno gli errori individuali&#8221;. Ederson: &#8220;Pari sfiorato&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Dec 2025 23:30:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il commento in tv di Raffaele Palladino alla terza sconfitta sulle sei in campionato della sua gestione senza pareggi post [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/72900382-1709-47a3-9998-30d9efb4b420.jpeg"><p>Il commento in tv di <strong>Raffaele Palladino</strong> alla terza sconfitta sulle sei in campionato della sua gestione senza pareggi post Ivan Juric? <em>&#8220;Stavolta sarebbe stato meritato. Siamo stati sterili nel primo tempo, purtroppo abbiamo concesso il gol decisivo con un errore tecnico. Ma non condanno né quello di <strong>Berat Djimsiti</strong>, che non ha precedenti nelle più di trecento partite con questa maglia, né quello sottoporta di Lazar Samardzic nel finale&#8221;</em>. L&#8217;analisi dell&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, sorpreso dall&#8217;<strong>Inter</strong> capolista in una partita dagli zero tiri in porta contro quattro, si fa più severa in sala conferenze della New Balance Arena nei confronti del collettivo: <em>&#8220;Negli ultimi metri abbiamo cercato poco la palla sul piede e l&#8217;uno contro uno. Akanji, Bisseck e Bastoni sono fisici, difensori di livello internazionale. Ci abbiamo provato con mentalità fino alla fine: volevamo una vittoria da dedicare a Mario Pasalic che viene da un momento delicato&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Ho abbracciato Jimmy a fine partita, non me la sento di condannare un errore individuale. Ci abbiamo provato fino all&#8217;ultimo contro una squadra forte. Ora archiviamola e riscattiamoci con la <strong>Roma</strong>&#8220;</em>, l&#8217;appello palladiniano. <em>&#8220;Volevamo evitare di andare a prendere alta l&#8217;Inter per non esporci alla sua verticalità in cui Lautaro e Thuram sono maestri e ci siamo riusciti, ma la gara doveva essere con intensità diversa anche nelle scalate &#8211;</em> l&#8217;analisi del mister -.<em> Siamo stati un po&#8217; passivi e non siamo stati bravi nella gestione una volta recuperata palla. Nella ripresa i valori si erano riequilibrati proprio quando è arrivato il gol ospite. Ho chiuso con 4 punte nel 4-2-3-1, anche le mezze occasioni andrebbero sfruttate contro un avversario di questo calibro. Ma come non condanno Berat, non lo faccio nemmeno con l&#8217;errore di Samardzic&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Ho trovato le risposte che volevo, potevamo pareggiarla anche se l&#8217;Inter ha avuto prima l&#8217;occasione del vantaggio con Henrique in contropiede. Il risultato sposta i giudizi. Usciamo con rammarico e dobbiamo capire che contro queste squadre i dettagli fanno la differenza. Bisogna fare la partita perfetta. Gli episodi hanno spostato il risultato finale: o si vince o si impara la lezione&#8221;</em>, filosofeggia il tecnico di Mugnano di Napoli. Infine, sui singoli: <em>&#8220;Musah è duttile, si applica, è intelligente e sa fare anche il quinto come oggi. Ha chiuso da terzino basso spingendo: una buona interpretazione della partita da quando è subentrato a Zalewski. Zappacosta aveva un po&#8217; di fastidio e al 35&#8242; gli s&#8217;è indurito il flessore: visto che ho fuori anche Bellanova tra i laterali, ho preferito scongiurare un infortunio in vista dei prossimi impegni. Djimsiti ha fatto una grande partita, mentre Scalvini era in ballottaggio per fare il titolare e poi non è entrato perché lo svolgimento della partita non ha permesso di vederlo giocare&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Voce dallo spogliatoio: Ederson</strong> &#8211; <em>&#8220;Avremmo meritato il pareggio e difatti l&#8217;abbiamo sfiorato&#8221;</em>. L&#8217;ipse dixit a bocce ferme è di José <strong>Ederson</strong> dos Santos Lourenco da Silva, pilastro della mediana di una Dea che non ha certo perso lì la supersfida con la prima della classe: <em>&#8220;L&#8217;Inter è una squadra molto fisica e ha un centrocampo tra i migliori al mondo. Però stiamo migliorando e anche stasera l&#8217;abbiamo confermato come collettivo</em> &#8211; osserva il brasiliano -. <em>Nel secondo tempo la strategia è cambiata e abbiamo creato di più, peccato per le occasioni non sfruttate. Abbiamo concesso agli avversari quella decisiva, ma come mentalità siamo sulla strada giusta&#8221;</em>. Sulla circostanza degli zero tiri in porta e dei pochi totali, Ederson è netto: <em>&#8220;Non era facile farlo da fuori con <strong>Scamacca</strong> sempre chiuso e raddoppiato. Abbiamo avuto la chance con <strong>Samardzic</strong> e purtroppo non è andata dentro. La continuità di risultati è difficile da trovare, ma con Palladino la mentalità è quella giusta</em> &#8211; chiude -. <em>Vediamo il calcio nella stessa maniera. Secondo me stiamo giocando bene e stiamo migliorando. Le voci di mercato che mi vedrebbero all&#8217;Inter? Fanno piacere, ma penso solo all&#8217;Atalanta&#8221;</em>. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Spogliatoi a Marassi &#8211; Palladino: &#8220;Sporca ma importante&#8221;. Hien e Zalewski: &#8220;Stagione ancora lunga&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 23:26:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
		<category><![CDATA[Genoa]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Zalewski]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
		<category><![CDATA[Yunus Musah]]></category>
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					<description><![CDATA[Le grandi verità di Raffaele Palladino a bocce ferme, dalla pancia di Marassi, sono impossibili da non condividere. L&#8217;Atalanta in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/8024b3f4-6ba2-48ae-940d-1cc6626f97be.jpeg"><p dir="ltr">Le grandi verità di <strong>Raffaele Palladino</strong> a bocce ferme, dalla pancia di Marassi, sono impossibili da non condividere. <strong>L&#8217;Atalanta</strong> in casa del <strong>Genoa</strong> ha assolto alla missione dell&#8217;imperativo categorico alla vigilia: <em>&#8220;Serviva vincere, è stata una partita sporca ma intanto stiamo continuando a scalare la classifica. Prevalere in maniera sofferta tempra il carattere. Sono contento per Isak <strong>Hien</strong>: ha avuto clienti difficili come Ekuban e Colombo, ha segnato. Questa vittoria è dedicata a <strong>Mario Pasalic</strong>&#8220;</em>.</p>
<p dir="ltr">Il tecnico nerazzurro parla anche da ex. <em>&#8220;Non esistono partite facili, voglio fare i complimenti al Genoa che nonostante l&#8217;inferiorità numerica ha lottato su tutti i duelli piazzando un <strong>5-3-1</strong> duro da scardinare. Noi avevamo i terzi liberi e non li abbiamo innescati bene. Ho percepito un rilassamento quando siamo rimasti sopra di un uomo. Non deve succedere</em> &#8211; l&#8217;analisi -. <em>Noi siamo stati un po&#8217; lenti nel giropalla e negli uno contro uno specialmente laterali, dove non abbiamo creato superiorità a sufficienza. Nel secondo tempo abbiamo aggiustato qualcosa coi trequartisti dopo essere stati fortunati all&#8217;inizio su Vitinha. Potevamo sbloccarla con <strong>De Ketelaere</strong> e <strong>Samardzic</strong> prima, alla fine abbiamo vinto su un piazzato ma ce la portiamo a casa lo stesso. Ho cercato di aprire la difesa avversaria utilizzando terzini ed esterni larghi&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p>Ecco spiegato il perché della mini rivoluzione tattica da una girandola di cambi all&#8217;altra: <em>&#8220;Ho messo dentro tutti gli uomini offensivi che avevo chiudendo col <strong>4-2-3-1</strong>. I subentrati sono entrati bene, qui anche l&#8217;Inter ha faticato a vincere. Samardzic ha saputo fare il terzino destro. Non è da me esultare così facendo le corse a fine partita, però stavolta mi sono lasciato andare perché ho visto i ragazzi festeggiare tutti insieme: hanno capito l&#8217;importanza di questo successo in uno stadio assolutamente non facile&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Il trittico da prova di maturità, Inter-Roma-Bologna con le prime due alla New Balance Arena, incombe senza requie. <em>&#8220;Adesso possiamo affrontare gli scontri diretti per le zone alte con più fiducia. L&#8217;obiettivo era fare più punti possibile prima di queste sfide d&#8217;alto livello</em>&nbsp;&#8211; prosegue <strong>Palladino</strong> -. <em>Dobbiamo prendere partita per partita. La squadra ci teneva a raggiungere la parte sinistra della classifica. Abbiamo le qualità per giocarcela con tutte. Vanno recuperati quelli che sono fuori, adesso c&#8217;è l&#8217;Inter davanti ai nostri tifosi&#8221;</em>. Niente sconti nemmeno in allenamento: <em>&#8220;Ci alleniamo lunedì, martedì e il 24 mattina&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Tra le voci dallo spogliatoio, ci sono <strong>Isak Hien</strong> e <strong>Nicola Zalewski</strong>, match winner e assistman, a intervenire già a bordocampo. <em>&#8220;Era tanto tempo che non vincevamo in trasferta, questi sono tre punti importanti</em> &#8211; rimarca il perno svedese -. <em>Un uomo in più è un vantaggio, ma ci sono serviti minuti interi per trovare il ritmo giusto. Meglio nel secondo tempo, che comunque è rimasto difficile come il primo. L&#8217;Europa? Facciamo passo dopo passo, il campionato è ancora lungo&#8221;</em>. Il nazionale polacco molto romano, invece, si concentra sul duello affrontato e tutto sommato vinto:&nbsp;<em>&#8220;Trovandomi davanti a Norton-Cuffy, che è un quinto molto potente, il mister mi ha chiesto di difendere in modo accorto e anche di metterlo in difficoltà in fase d&#8217;attacco. Siamo felici per i tre punti, a prescindere da chi segna o dà l&#8217;assist&#8221;. </em>Da DAZN a Sky, ecco <strong>Yunus Musah</strong> alla prima da titolare sul fronte interno: <em>&#8220;Se l&#8217;avversario resta sotto di un uomo e si schiaccia così all&#8217;indietro, non è scontato trovare gli spazi per passare. In tanti momenti ci siamo sentiti forti, stavolta abbiamo dimostrato di avere pazienza. Ma ci sono cose più importanti del calcio: siamo vicini a Mario Pasalic e gliela dedichiamo. Sta soffrendo, spero che questa vittoria serva ad alleviargli il dolore&#8221;</em>.<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Palladino raggiante: &#8220;Le vittorie sporche danno fiducia, primo tempo dominato&#8221;. CDK e Scamacca: &#8220;Meritata e importante&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 23:42:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[Charles De Ketelaere]]></category>
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		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Odilon Kossounou]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il motto a bocce ferme? &#8220;Vincere aiuta a vincere, le vittorie sporche ti temprano. Il dna dell’Atalanta parte tutto dallo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/f462f3c1-eec5-4dee-9260-0a257edd4cd1.jpeg"><p>Il motto a bocce ferme? <em>&#8220;Vincere aiuta a vincere, le vittorie sporche ti temprano. </em><span style="font-weight: 400;"><em>Il dna dell’<strong>Atalanta</strong> parte tutto dallo spirito dei bergamaschi che ci spingono&#8221;</em>. Basta un <strong>2-1 al Cagliari</strong> a scacciare la crisi di campionato dei nerazzurri, sconfitti in 4 delle precedenti cinque giornate, due anche dall&#8217;arrivo in panchina di <strong>Raffaele Palladino</strong> da subentrato, a Napoli e Verona:<em> &#8220;Stavolta mi sono piaciuti sia l&#8217;approccio che la reazione, i ragazzi hanno dominato il primo tempo concedendo quasi niente dopo una partenza sparata</em> &#8211; la premessa dell&#8217;allenatore nerazzurro -. <em>Poi c&#8217;è stato il calo fisico dovuto alla settima partita in tre settimane. Ora ci riposiamo un po&#8217; e poi pensiamo al Genoa. Una alla volta: so che ci sono anche Inter e Roma, nelle prossime sette. Quelle davanti viaggiano alla grande, scalare la classifica non sarà facile&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il tecnico mugnanese punta sull&#8217;atteggiamento, perché il resto c&#8217;è: <em>&#8220;A me serve sempre una squadra agguerrita che giochi partite di spessore. Vincere era fondamentale. <strong>De Ketelaere</strong> e Lookman sono attaccanti di grande qualità, anzi i primi difensori. Mi piace il loro spirito. A Charles ho chiesto di duettare con <strong>Samardzic</strong> quando Laki è entrato da quinto: un&#8217;idea che mi ha stuzzicato in tutta la settimana. <strong>Scamacca</strong> aveva il 38 di febbre, gli ho detto prima della partita, quando sembrava fuori, che in quelle condizioni io giocavo meglio. Ne sono stato ripagati da due grandi gol e una grande prestazione&#8221;</em>.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
<em>“Era importantissimo vincere per l’ambiente, il gruppo, la squadra, i tifosi, la classifica e la società. Sono vittorie sporche che ti temprano, adesso c’è più tempo per lavorare con continuità. Finora non ne ho praticamente avuto, mai più di due allenamenti di fila a organico completo&#8221;</em>, ha aggiunto Palladino. <em>&#8220;Oggi abbiamo fatto un o</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>ttimo primo tempo, in dominio, concedendo quasi niente, ma abbiamo tenuto la partita in bilico. Il Cagliari è una squadra verticale che riconquista palla e riparte. Dopo sette partite in ventuno giorni potevamo crollare&#8221;</em>. Un plauso anche ai sostituti in corso d&#8217;opera, oltre che a un veterano: <em>&#8220;</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>De Roon può fare anche il portiere, è un maestro nella lettura delle seconde palle, sa quando marcare uomo a uomo oppure staccarsi. Musah m’è piaciuto com’è entrato, <strong>Zalewski</strong> poteva anche fare gol. Con le cinque sostituzioni si cambia mezza squadra, quindi anche le gare. Chi entra deve dare dinamismo e mentalità&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualcosa, nel prossimo filotto di turni di serie A, dovrà pur mutare volto e pelle. <em>&#8220;Di <strong>Maldini</strong> avrò bisogno, come di <strong>Sulemana</strong> che spero di riavere in gruppo settimana prossima, perché Lookman come Kossounou va in Coppa d&#8217;Africa. Poi c&#8217;è <strong>Scalvini</strong> da recuperare al meglio, come Hien che però aveva solo una piccola influenza. <strong>Djimsiti</strong> è infortunato al flessore, ha sentito male: è un giocatore importante, va valutato prossimamente. Ci vorrà un po&#8217; di più per Bellanova&#8221;</em>.&nbsp;<br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C&#8217;è qualcuno in mezzo alle soglie della tenda a ossigeno: <em>&#8220;Nelle ultime partite in mediana ho sostituito di più <strong>Ederson</strong>, a settembre era stato fuori per i problemi al ginocchio e questo gli ha tolto brillantezza negli ultimi minuti, ma è in crescendo. Brescianini vorrebbe giocare, ma deve continuare a lavorare, do opportunità a tutti come l’ho data a Bernasconi e a Musah&#8221;</em>. Il mister, infine, respinge una volta di più la nomea di mago: <em>&#8220;</em></span><em><span style="font-weight: 400;">L’obiettivo è portare energia ed entusiasmo. I tifosi ci hanno dato la carica giusta sull’1-1. Giocare in casa è fondamentale. Vincere aiuta a vincere. E l</span>a squadra sa già cosa fare in campo. Non voglio stravolgere né toccare niente, devo mettere qualcosina sulle pressioni, lavorare individualmente, vedi gol preso sull&#8217;uno-due&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Sapevamo di dover vincere, in campionato siamo in ritardo. L&#8217;Atalanta deve sempre mantenere il ritmo alto. Era importante, come adesso è importante cercare di vincere partita dopo partita. <strong>Scamacca</strong> è un attaccante fantastico, ha dovuto superare due gravi infortuni. Passo dopo passo sta tornando sui suoi livelli: me lo ricordo già al top nella finale di Europa League contro il mio Bayer Leverkusen.<br />
Kolasinac è un giocatore fondamentale. Ha già dimostrato di essere tornato il giocatore di grinta e qualità che è contro il Chelsea e ha fatto bene anche stavolta. Giocarci insieme significa più sicurezza in difesa.<br />
La partita si annunciava molto difficile. Il lavoro è diventato duro dietro quando Djimsiti ha dovuto uscire, alla fine abbiamo dovuto arretrare De Roon. Gli attaccanti del Cagliari erano tosti.&nbsp;<br />
La Coppa d’Africa sarà difficile, l’abbiamo vinta due anni fa e ora rivincerla sarà una sfida. Avremo tutto il Paese con noi.<br />
Voglio vincere in Coppa d’Africa, ci rivedremo a gennaio per vincere anche qui (<strong>Odilon Kossounou</strong>)&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nel primo tempo abbiamo creato molto di più che nel secondo, ma alla fine siamo riusciti a vincere meritatamente lo stesso. Oggi dovevo difendere anche sul centrocampista dal mio stesso lato, oltre ad attaccare e giocare con le altre punte. Con Lookman perdiamo sicuramente qualità, ma abbiamo lo stesso un reparto molto forte. Abbiamo bisogno di vincere e di fare punti su punti, stiamo pedalando in salita (<strong>Charles De Ketelaere</strong>)&#8221;.</p>
<p>&#8220;I playoff con la Nazionale sono uno stimolo, ci tengo. Ma il primo passo per stare in pianta stabile in Nazionale è fare bene con l&#8217;Atalanta. Giocare tante partite significa stanchezza, ma dovevamo vincere e l&#8217;abbiamo vinta nonostante le difficoltà, anche se potevamo chiudere il primo tempo con almeno tre gol di scarto. Sono felice per aver aiutato la squadra segnando: nel secondo gol sono stato fortunato, ho colpito la palla tre volte, a me va bene anche segnare di ginocchio&#8230; (<strong>Gianluca Scamacca</strong>)&#8221;. <strong><em>FS</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
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		<title>Palladino: &#8220;Serata magica e storica, adesso la rimonta in campionato&#8221;. CDK e Scamacca: &#8220;Svolta, vogliamo continuare a giocare queste sfide&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 23:43:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Adesso basta con le montagne russe del rendimento e dei risultati dal fronte interno al palcoscenico donizettiano targato UEFA. Charles [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/71489549-cf53-4ca2-baff-6c12ac0210b0.jpeg"><p>Adesso basta con le montagne russe del rendimento e dei risultati dal fronte interno al palcoscenico donizettiano targato UEFA. <strong>Charles De Ketelaere</strong> racconta le verità e soprattutto le volontà dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> nel dopogara col <strong>Chelsea</strong> a bordocampo, da migliore assoluto, senza discussioni, nella sesta giornata della League Phase: <em>&#8220;Dobbiamo giocare sempre così, se vogliamo continuare a giocare queste partite anche la prossima stagione. Non possiamo più essere quelli di Verona, serve continuità&#8221;</em>.</p>
<p>Un&#8217;eco che risuona anche dalla pancia della New Balance Arena di uno dei martedì di Champions più gloriosi di queste cinque edizioni finora affrontate: <span style="font-weight: 400;"><em>“Non mi spiego ancora la sconfitta del Bentegodi. Non possiamo essere così diversi tra campionato e Champions nel giro di tre giorni. Noi dobbiamo essere questi: il dna dell’Atalanta è la qualità e l’aggressività di gioco. Le prestazioni e lo spirito che non devono mai mancare sono quelli dimostrati contro i campioni del mondo, una squadra molto forte già a studiarla, come ho fatto in estate, e ancora più forte vista dal vivo</em> &#8211; l&#8217;appello di <strong>Raffaele Palladino</strong> a bocce ferme -. <em>La squadra ha nel dna la competitività. Più le partite sono dure, più vogliono competere. L’hanno fatto in maniera perfetta, con coraggio, contro uno degli avversari più forti che esistano. L’ho percepito, questa cosa non deve mai mancare. Ripartiamo da qui, la strada è quella giusta. </em></span><span style="font-weight: 400;"><em>I ragazzi hanno capito il momento della partita soffrendo uniti quando c’era da soffrire. Abbiamo accettato i duelli contro avversari molto temibili, abbiamo attaccato con qualità quando c&#8217;era da farlo, siamo andati a prenderli alti&#8221;</em>.</span></p>
<p>L&#8217;aspetto ambientale, unito a quello emozionale, hanno fatto il resto. <em>&#8220;Non sono uno che si esalta né molto emotivo, per questo per me è inconsueto essere andato a ringraziare e salutare sotto la Curva Nord. Del resto, in tre anni che alleno le prime squadre, non mi erano mai stati rivolti cori come stasera. A</em><span style="font-weight: 400;"><em>bbiamo regalato a tutta la città una notte magica, siamo molto felici ma dobbiamo pensare subito al campionato</em> &#8211; prosegue il mister -.<em>&nbsp;</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Siamo stati solidi e intensi. Calcoli sull’ottavo posto nella classifica di questa fase non ne faccio, però. Preferisco far vedere alla squadra la classifica del campionato. Va presa coscienza che siamo troppo indietro e dobbiamo recuperare”</em>.</span></p>
<p>Un pensiero al Cagliari sabato sera, l&#8217;ennesimo rintocco del fastidio veronese di sabato scorso:&nbsp;<span style="font-weight: 400;"><em>“Se i cambi di sabato fossero stati per demerito, avrei dovuto cambiare tutta la squadra. Stasera, invece, parlare dei singoli è molto riduttivo. Tutti hanno fatto una preparazione alla partita perfetta. <strong>Bernasconi</strong> ha sfruttato l’occasione, io ne do a tutti e tutti devono stare sul pezzo. Ha fatto una grande partita, è un ragazzo serio e umile, anche in allenamento va sempre forte. Era la serata giusta per lui, gioca a sinistra ed è mancino, avevo bisogni di quinti più difensivi”</em>. E gli altri? </span><em><span style="font-weight: 400;">“<strong>Krstovic</strong> ha fatto la guerra quando serviva, c’eravamo abbassati, poi <strong>De Ketelaere</strong> ha tirato fuori dal cilindro una magia.&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em><strong>Kolasinac</strong> è stato importante ritrovarlo, infiamma anche i tifosi coi suoi anticipi e coi suoi rilanci. Bisogna centellinargli il minutaggio. Posso contare anche su un altro terzo di sinistra molto bravo come Ahanor. <strong>Scamacca</strong>? Un colpo all&#8217;anca, l&#8217;ho tolto precauzionalmente. Bravo anche a lui a cercarsi chances ottenendo il pari&#8221;</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Palladino nega la svolta nell&#8217;intervallo. <em>&#8220;Una buonissima gara anche prima, facendo uscire i terzini del Chelsea per andare ad attaccare dal lato opposto, ma c’è mancata la stoccata del gol. Prima di rientrare in campo abbiamo visto in tv quello che c’era da fare, le situazioni da creare, e i giocatori hanno fatto tutto loro </em>&#8211; la chiosa in sala conferenze -. </span><em><span style="font-weight: 400;">Del Chelsea, che fa tante rotazioni, ci si rende conto della forza quando lo si vede dal vivo. </span><span style="font-weight: 400;">Rispetto a Verona ho chiesto di mettere in campo quello che abbiamo sempre messo. Mi piace pensare che sia stato solo un episodio. </span></em><span style="font-weight: 400;"><em>Non mi esalto mai, cerco di riportare i piedi per terra. Non voglio minimizzare la serata, è una vittoria che rimarrà nella storia. Godiamocela, ma pensiamo subito al campionato”</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<h3>Voci dallo spogliatoio: De Roon, De Ketelaere e Scamacca</h3>
<p>Divisi tra Uefa.com e Sky Sport, ecco tre dei protagonisti in campo. Il capitano e i due marcatori. <em>&#8220;Abbiamo molta qualità, sappiamo come giocare, è stata una serata magica e adesso c&#8217;è da festeggiare</em> &#8211; esulta <strong>Marten de Roon</strong> -.&nbsp;<em>Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, ma abbiamo dato tutto ed è incredibile essere a 13 punti. La League Phase dura altre due partite, non è finita. Siamo in una buona posizione, è importante giocare sempre così&#8221;</em>. <em>&#8220;Adesso Garnacho ci ha visto una seconda volta dopo la finale dell&#8217;Europa League e avrà capito di cosa siamo capaci</em> &#8211; ironizza l&#8217;assistman e match winner <strong>Charles De Ketelaere</strong>, riferendosi allo snobismo dell&#8217;ex Manchester United alla vigilia -. <em>È una serata molto bella anche per i tifosi, ora guardiamo avanti con fiducia. Non possiamo fare prestazioni come quella dell’ultima giornata di campionato e poi vincere gare come questa: dobbiamo essere forti mentalmente, perché possiamo vincere tutte le partite”</em>.</p>
<p>Chiosa con <strong>Gianluca Scamacca</strong>. <em>&#8220;Questa può essere la svolta della nostra stagione&#8221;</em>, il proclama a bocce ferme. <em>&#8220;Una partita incredibile, non ci siamo accontentati come avremmo potuto dopo il mio gol dell&#8217;uno a uno. Abbiamo dato una grande dimostrazione di forza continuando a spingere. Sono contento della reazione che abbiamo avuto dopo la gara di sabato, la fiducia nella svolta nasce da qui&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Palladino: &#8220;Vogliamo alzarla&#8221;. De Roon: &#8220;Bello ispirare i giovani&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 17:48:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Fuori uno, dopo il poker al Genoa: &#8220;Vederla da vicino tre volte senza alzarla fa male. Arriviamo fino in fondo&#8221;. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/90d905b5-c7e1-4b7d-bff9-4c4f36cabb63.jpeg"><p>Fuori uno, dopo il poker al <strong>Genoa</strong>: <em>&#8220;Vederla da vicino tre volte senza alzarla fa male. Arriviamo fino in fondo&#8221;</em>. Fuori due: &#8220;<em>La via più semplice per vincere un trofeo: cinque partite e lo fai. Giovani? Esperti? Il mio gol? Essere d&#8217;ispirazione e d&#8217;esempio in spogliatoio è bello&#8221;</em>. Le firme, nel dopogara di Coppa Italia dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, le mettono l&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong> e il capitano-bomber d&#8217;occasione <strong>Marten de Roon</strong>.</p>
<p>C&#8217;è un tecnico da tre su tre dopo il ko all&#8217;esordio di Napoli che spiega l&#8217;avvicendamento di cinque undicesimi della formazione anti Fiorentina della domenica prima:&nbsp;<span style="font-weight: 400;"><em>“Non credo nel turnover, metto sempre in campo la formazione migliore sulla base degli allenamenti. Ho cambiato la catena di sinistra anche perché <strong>Zappacosta</strong> aveva la febbre; volevo vedere <strong>Zalewski, Kolasinac</strong> e Sulemana che però s’è fatto male e non avremo per un po’ di tempo. Volevo vedere anche Sportiello. Io vedo tutti e faccio valutazioni”</em>. La metamorfosi in poche parole: </span><span style="font-weight: 400;"><em>“Appena arrivato c’era un dato, eravamo ultimi per duelli vinti e recupero palla in zone alte. Era importante migliorarlo, stiamo facendo un buon lavoro ma la differenza la fa la pressione degli attaccanti. Quando lavorano bene loro, lavora bene tutta la squadra che poi li serve”</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Palladino si spende come sempre nell&#8217;elogio di organico, dirigenza e ambiente. <em>“Sono stato aiutato da tutti, da una società seria con A<strong>ntonio e Luca Percassi</strong> più Tony D’Amico quotidianamente al campo, fino a un gruppo straordinario. Tutti ragazzi seri, dai più esperti ai più giovani: anche chi è subentrato ha fatto bene. Non mi aspettavo una squadra così forte, mi sorprende sempre di più ogni giorno che ci sto dentro. Il gruppo ha nelle corde grandi qualità. Sabato sarà una bella partita a Verona contro una squadra difficile da affrontare a casa sua”</em>. Seguono i singoli, partendo dall&#8217;unico big non sostituito: </span><span style="font-weight: 400;"><em>“<strong>Scamacca</strong> sta mettendo l&#8217;intensità che aveva un po&#8217; perso, non giocava una partita intera da un anno e mezzo. Più mette benzina nelle gambe, meglio si sente”</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E ancora, sulla punta di diamante: <em>“<strong>De Ketelaere</strong> è un leader in campo. Un ragazzo introverso e silenzioso, ma vuole la palla e fare gioco, dobbiamo dargli la palla perché sente gli spazi dove può far male agli avversari. Ha un talento incredibile, lo sta associando a una fase difensiva fantastica. Se in tre partite abbiamo fatto nove gol senza prenderne è perché gli attaccanti stanno lavorando bene”</em>. Ci sarebbe il punto dolente: </span><span style="font-weight: 400;"><em>“Daniel <strong>Maldini</strong> lo conosco da Monza, credo tanto in lui. Ha bisogno di minutaggio, dovrà sfruttare le occasioni. Ha un grande talento, ha bisogno della fiducia di tutti. Ha preso palo, poteva far gol, io gli chiedo qualcosina in più oltre all’intensità negli allenamenti. Non ho un focus solo sull&#8217;attacco. La mia idea di gioco ha sempre portato frutti dai quinti, dobbiamo avere gol anche da loro. Ma dalle loro zone portiamo tanti palloni in avanti”</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">“Sono felice di <strong>Kolasinac</strong> per cui abbiamo stilato un programma individuale. E’ stato fantastico, è uno che sta facendo lavori integrativi di forza e di corsa, siamo felici di averlo ritrovato. Ho bisogno di recuperare <strong>Scalvini</strong>, ma io ho bisogno di tutti perché giochiamo tante partite. </span></em><span style="font-weight: 400;"><em>Ho trovato bene <strong>Bernasconi</strong>, ragazzo serissimo di grande prospettiva, un ottimo giocatore che viaggia a duemila negli allenamenti. Ultimamente ho fatto scelte diverse dal suo lato con <strong>Zappacosta</strong>, ma altre occasioni non mancheranno”</em>, prosegue l&#8217;allenatore mugnanese. <em>“Ci tengo tanto alla Coppa Italia, è l’obiettivo comune di tutti. Qui l’hanno vinta solo nel 1963, vederla tre volte e non alzarla fa male. Vogliamo arrivare fino in fondo”</em>.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span>L&#8217;autore del bis in avvio di ripresa fa un altro spottone pro Palladino. <em>&#8220;</em><span style="font-weight: 400;"><em>Non beccare gol è importante, almeno così sei sicuro di non perdere. Hanno detto in tanti che il mister ha riportato l’entusiasmo la voglia di giocare per vincere, andando sempre in pressione e sempre avanti. Il messaggio dell’allenatore è di non avere paura di sbagliare. Anche Scamacca pressa e ruba palloni, un messaggio importante”</em>, sottolinea<strong> De Roon</strong>. Il mix generazionale sognato da Ivan Juric sta prendendo forma agli ordini del suo successore: </span><span style="font-weight: 400;"><em>“Stavolta hanno segnato la vecchia guardia e la nuova generazione. E’ bello ispirare la mentalità atalantina in spogliatoio. Era importante dare continuità alle prestazioni e ai risultati sotto la gestione Palladino”</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Sì, ma cosa dice di così determinante il quarantunenne semi-esordiente a grandi livelli ai suoi? </span><span style="font-weight: 400;"><em>“Di spingere, di continuare a mettere metri nelle gambe. Ma il mister all’intervallo ci ha spronati a continuare, perché la partita non era chiusa. La Coppa Italia è la via più semplice di alzare un trofeo: cinque partite e ce la puoi fare, noi ci abbiamo già tentato tre volte”</em>. Infine, sul turnover:&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;"><em>“<strong>Muriel</strong>, che abbiamo visto allo stadio con la Fiorentina, è l’esempio più importante che dalla panchina si può essere comunque determinanti. Le riserve oggi hanno spinto forte, abbiamo bisogno di tutti con una partita ogni tre giorni”</em>. </span></p>
<p>Dulcis, in fundo, la prima da titolare dal 13 aprile scorso, quella del crac al crociato sinistro col Bologna, di <strong>Sead Kolasinac</strong>, reduce da due comparsate da subentrante. <em>&#8220;L&#8217;affetto e il sostegno dei tifosi fa sempre piacere. L&#8217;importante è aver dato continuità a questo buon momento della squadra. Siamo partiti forte e abbiamo dominato la partita</em> &#8211; la chiosa del braccetto bosniaco di padre montenegrino -.<em> Per me, come per chiunque resti lontano dal campo per tanto tempo, tornare a giocare da titolare è stato fondamentale. Abbiamo vinto giocando bene, dobbiamo continuare su questa strada&#8221;</em>.<br />
<span style="font-weight: 400;"><em><strong>SF</strong></em></span></p>
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