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	<title>Ederson dos Santos &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Ederson torna al lavoro, ma per il Bayern ci vuole un miracolo: il punto e il programma</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 12:09:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia, stamattina, sono tornati in campo in due, Ederson dos Santos, fuori da cinque partite [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/e43a739a-1295-4021-94f4-b3be5e747944.jpeg"><p>Al Centro Sportivo Bortolotti di <strong>Zingonia</strong>, stamattina, sono tornati in campo in due, <strong>Ederson</strong> dos Santos, fuori da cinque partite per un indeterminato affaticamento muscolare, e <strong>Charles De Ketelaer</strong>e, operato al menisco interno destro sotto San Valentino dopo il ko nel riscaldamento pre Cremonese. Inutile, però, anche a quanto precisato dall&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong> nella conferenza stampa post 2-2 con l&#8217;Udinese, sperare nel loro rientro in gruppo in occasione dell&#8217;andata degli ottavi di finale di Champions League dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> martedì 10 marzo in casa col <strong>Bayern Monaco</strong>: <em>&#8220;Contiamo di recuperare qualcosa in settimana, ma più in vista dell&#8217;Inter&#8221;</em>, cioè il big match di campionato sabato 14 alle tre del pomeriggio a San Siro.</p>
<p>Ancora lavoro individuale per <strong>Giorgio Scalvini</strong>, la cui botta al ginocchio sinistro nella prima semifinale di Coppa Italia con la Lazio venerdì scorso viene particolarmente attenzionata perché era proprio lì che gli era saltato il crociato anteriore il 2 giugno di due anni fa, e <strong>Giacomo Raspadori</strong>, l&#8217;altro lungodegente, procuratosi uno strappo lieve al bicipite femorale sinistro sempre coi capitolini ma in serie A.&nbsp;</p>
<p>Nessuno di loro, comunque, dovrebbe essere recuperabile a brevissimo termine. Alla seduta di sostanziale scarico della domenica è destinata a far seguito la sessione pomeridiana delle 16 <strong>lunedì 9 marzo</strong>, col primo quarto d&#8217;ora aperto alla stampa e alle tv. Una giornata di vigilia che prosegue alle 18.15 allo stadio di Bergamo, prima con la conferenza stampa di Vincent Kompany più un giocatore dei bavaresi e quindi, alle 19.15, col mister nerazzurro affiancato nell&#8217;occasione da Mario Pasalic. Ma martedì mattina è in calendario la vera rifinitura sul campo. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Ederson-Zalewski, l&#8217;Atalanta da sesto posto batte la Lazio ma perde Raspadori</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 19:09:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[25a serie A &#8211; Roma, Stadio Olimpico &#8211; sabato 14 febbraio Lazio &#8211; Atalanta 0-2 (0-1) LAZIO (4-3-3): Provedel 6; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/a2c59ef9-a7f0-4b01-989f-d216efd76622.jpeg"><p>25a serie A &#8211; Roma, Stadio Olimpico &#8211; sabato 14 febbraio<br />
<strong>Lazio &#8211; Atalanta 0-2 (0-1)<br />
LAZIO (4-3-3):</strong> Provedel 6; Marusic 6, Mario Gila 6 (1’ st Patric 5,5), Provstgaard 6,5, Nuno Tavares 6,5; Dele-Bashiru 6, Cataldi (cap.) 5,5 (22’ st Rovella 6,5), Taylor 6 (34’ st Cancellieri sv); Isaksen 6,5 (43’ st Dia sv), Maldini 6,5, Noslin 6 (22’ st Ratkov 6,5). A disp.: 40 Motta, 55 Furlanetto; 3 Lu. Pellegrini, 23 Hysaj, 21 Belahyane, 71 Farcomeni, 28 Przyborek. All.: Maurizio Sarri 6.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7,5; Scalvini 6 (1’ st Kossounou 6,5), Djimsiti 6,5, Ahanor 5,5 (25’ pt Kolasinac 7); Zappacosta 7 (38’ st Bellanova sv), De Roon (cap.) 6,5, Ederson 6,5, Bernasconi 7,5; Samardzic 6 (1’ st Raspadori 6,5), Zalewski 7,5 (25’ st K. Sulemana 6); Krstovic 6. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 4 Hien, 5 Bakker, 6 Musah, 8 Pasalic, 9 Scamacca. All.: Raffaele Palladino 7.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sacchi di Macerata 6 (Perrotti di Campobasso, Laudato di Taranto; IV Di Bello di Brindisi. V.A.R. Di Paolo di Avezzano, A.V.A.R. Gariglio di Pinerolo).<br />
<strong>RETI:</strong> 41’ pt rig. Ederson (A), 15’ st Zalewski (A).<br />
<strong>Note:</strong> mezza sera serena, spettatori 5 mila circa di cui 108 atalantini nel settore ospiti. Ammoniti Scalvini, Ahanor, Bernasconi, Taylor e Djimsiti per gioco scorretto. Tiri totali 17-10, nello specchio 6-4, parati 6-2, respinti/deviati 7-3, legni 2-0. Var: 2 (check rigore, assegnato e non, Zappacosta-Cataldi e Tavares-Zappacosta con Tavares in sospetto fuorigioco). Corner 5-4, recupero 3’ e 6’.</p>
<p><strong>Roma</strong> &#8211; <strong>Sesto posto con sorpasso (42 a 41) al Como</strong> che deve recuperare col Milan, terzo successo esterno dell’era <strong>Palladino</strong> in campionato e adesso Dortmund con un <strong>Raspadori</strong> di meno oltre a De Ketelaere in convalescenza. C’è pure il mini-derby all’interno della sfida, nel bottino pieno al sapore d’Europa dell’<strong>Atalanta</strong> in casa della <strong>Lazio</strong>. Se il vantaggio di Ederson è di rigore e pure spiazzante, infatti, è il romanista di nascita e formazione <strong>Nicola Zalewski</strong> a purgare l’Aquila tarpandole le ali concludendo a giro dal limite un’azione corale. La solita teoria di parate di <strong>Carnesecchi</strong>, specie su Noslin e l’ex Maldini nel secondo tempo a difesa dei vantaggi, completa l&#8217;opera di un prosieguo intelligente più che bello dopo un primo tempo costellato di errori palla al piede e in marcatura, in cui le chances più evidenti sono state di Krstovic in asse con <strong>Bernasconi</strong> e Taylor da Tavares-Maldini.</p>
<p>Entro la cinquina cronometrica, la terza palla nerazzurra persa in uscita è recuperata dal “colpevole” Ahanor a Maldini dopo averla ceduta a Isaksen su cui di lì a poco spreca pure il giallo (11’) a ruota di quello di Scalvini su Noslin. A cronometro quasi raddoppiato, l’unico tiro in porta in mezzo a tante difficoltà di Krstovic che mastica troppo tra i due centrali di casa la palla recuperatagli alta dall’accentrato Zappacosta. La risposta del danese rientrando sul mancino in asse col figlio d’arte fresco ex di turno è da tuffetto in presa a difesa del legno di competenza, ma poco più tardi il montenegrino va molto più vicino al vantaggio ricevendo, a Provedel scartato, lo scarico dal fondo di Bernasconi, a sua volta lanciato basso da Zalewski: il rigore in movimento è deviato sopra la traversa dalla fronte alta di Provstgaard. Se la sforbiciata di Taylor accompagnata da Tavares è pretenziosa, al successivo corner atalantino è Honest a sganciarsi per schiacciare di testa a lato la traiettoria dalla destra di Samardzic, che sullo schema d’angolo precedente aveva trovato il muro celeste. Palladino cambia con Kolasinac proprio l’ex Genoa, costantemente a vuoto sul dirimpettaio tanto da perdere il boccino anche in zona d’attacco, ma probabilmente era in conto anche il corridoio spalancato a Dele-Bashiru al 13’ costringendo Carnesecchi a rifugiarsi in fallo laterale sempre sullo stesso nordico.<br />
Non che dall’altra parte vada meglio, se è vero che da terzino a centravanti, il buon Daniel, che mette a sedere il perno albanese suo compagno di spogliatoio fino a non troppo tempo fa scaricando per Taylor per la prodezza del portiere riminese, che la devia in corner aiutandosi col <strong>palo</strong> alla propria destra. </p>
<p>Tre tocchetti dalla <strong>mezzora</strong>. Intorno alla stessa, il botta e risposta da fuori tra un Noslin a presa alta, lungo il rinvio di Provedel scaricato dal solito, iperattivo Maldini, e Zalewski che invece sbaglia mira. Al 39’ l’episodio della svolta, con Samardzic ad arretrare a borseggiare Tavares, auto-lanciatosi sull’errore in impostazione di De Roon, e Zappacosta sul triangolo con il terminale offensivo dalla stessa maglia “chiama” a campo praticamente finito la sbracciata alta di Cataldi: movimento non congruo; quello del brasiliano che manda l’ostacolo alla propria sinistra, invece, perfetto. <strong>Al rientro dal tunnel,</strong> tre minuti persi per un tocco di mano vero o presunto di Zappacosta a contatto con Tavares, però in fuorigioco sul tiro di Cataldi toccato più da Isaksen che da <strong>Kolasinac</strong> che comunque non gioca affatto il pallone. Sesto scarso nella seconda metà, due lancette alla pezza enorme cucita da Carnesecchi sul minimo scarto da difendere, volando sulla schienata di Noslin servito dallo schema dalla bandierina sinistra con Cataldi a crossare. Marusic se la ritrova lì senza poter indirizzare. </p>
<p>Ed ecco la seconda ripartenza di fila De Roon-Zappacosta su cui s’innesta due volte l’apripista insieme a Raspadori nello spostamento verso mancina con l’olandese e Bernasconi ad appoggiare la corsetta con finta e destro secco del nazionale polacco in faccia a Isaksen e Patric. Un capolavoro a cui non possono rispondere né l’angolo dalla destra di Tavares con Bernasconi a impegnare i pugni serrati di Carnesecchi con un azzardato quanto involontario alleggerimento, né il figlio di Paolo, che al 19’ tira addosso a Zappacosta col sinistro per poi spostarsela sul destro senza azzeccare il girello. A Kamaldeen subentrato all’ex Roma e Inter, Bernasconi e De Roon non pungono oltre il settantesimo. Daniel nemmeno, sulla punizione che scavalca la barriera al 31’ comminata per il fallo da giallo di Bernasconi sulla new entry altrui in regia Rovella. </p>
<p>Ratkov ottiene solo l’angolo dal duetto con Isaksen (39’) e nulla colpendola alla viva il parroco sul traversone di Tavares. Verso il novantesimo, con Raspadori out dall’86’ a cambi esauriti col flessore in mano e quindi put per la Champions, il palo ferma lo stesso centravanti di riserva nello stacco sul corner sinistro del terzino contestuale. Maldini s’accentra sparandola alta dopo aver fatto spendere il cartellino anche a Djimsiti (1’ di recupero). A uno e tre quarti Krstovic ci prova alzandola di poco dalla trequarti difensiva a ruota della doppia respinta di Ederson e Djimsiti prima di una chiusura di Kossounou su Marusic vanificata dall’offside di Dia.<br />
<em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Tutto su Atalanta-Athletic Bilbao: formazioni e parole della vigilia, &#8220;Atalanta nella storia, Lookman c&#8217;è!&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 19:13:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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					<description><![CDATA[Atalanta (3-4-2-1): 29 Carnesecchi; 42 Scalvini, 4 Hien, 23 Kolasinac; 77 Zappacosta, 15 De Roon, 13 Ederson, 47 Bernasconi; 17 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/95732698-af24-4a5f-aedf-c84ddbe66359.jpeg"><p dir="ltr">Atalanta (3-4-2-1): 29 Carnesecchi; 42 Scalvini, 4 Hien, 23 Kolasinac; 77 Zappacosta, 15 De Roon, 13 Ederson, 47 Bernasconi; 17 De Ketelaere, 59 Zalewski; 9 Scamacca. (31 Rossi, 57 Sportiello, 3 Kossounou, 19 Djimsiti, 69 Ahanor, 6 Musah, 8 Pasalic, 10 Samardzic, 7 K. Sulemana, 11 Lookman, 70 Maldini, 90 Krstovic). All.: Palladino. Squalificato: nessuno. Diffidati: De Roon, Musah. Indisponibili: Bakker (non in lista UEFA), Bellanova, Raspadori (non in lista UEFA).</p>
<p dir="ltr">Athletic Bilbao (4-2-3-1): 1 Unai Simon; 12 Areso, 3 Dani Vivian, 4 Paredes, 19 Boiro; 16 Ruiz de Galarreta, 18 Jauregizar; 23 Navarro, 20 Unai Gomez, 44 Selton Sanchez; 11 Guruzeta. (26 Santos, 27 Alex Padilla, 34 De Luis, 2 Gorosabal, 15 Lekue, 6 Vesga, 8 Sancet, 30 Rego, 35 Ibon Sanchez, 22 Serrano, 33 Adrian Perez, 31 Asier Hierro). All.: Valverde. Squalificato: nessuno. Diffidato: Jauregizar. Indisponibili: Berchiche, Berenguer, Laporte, Sannadi, I. Williams, N. Williams.</p>
<p>Arbitro: Makkelie (Paesi Bassi &#8211; Steegstra, De Vries; IV Lindhout. V.A.R. Salisbury &#8211; Inghilterra -, A.V.A.R. Dallas &#8211; Scozia).</p>
<blockquote>
<p dir="ltr">&#8220;Si riparte con lo stesso spirito, intensità e mentalità di questi due mesi. La Champions di dà una carica mentale più forte del campionato, anche se dovrebbe essere la stessa. C&#8217;è la chance di fare un&#8217;ottima prestazione contro una squadra ottima. Dal Chelsea in avanti, 6 vittorie, 1 sconfitta con l&#8217;Inter e 1 pareggio a Pisa.&nbsp;<br />
Il calcio italiano è molto tattico, oggi le piccole mettono in difficoltà anche le grandi: lo si vede dai risultati. Il campionato ne risulta più equilibrato, bello e difficile. Va messa in campo la mentalità giusta a prescindere da quello che succede nella singola partita. A parte la sconfitta col Verona abbiamo fatto ottimi risultati: a Pisa è stata una partita molto sporca, ma dobbiamo dare merito agli avversari. Contro squadra che si difendono in blocco basso dobbiamo lavorare per scardinarle.<br />
Il format nuovo partito l&#8217;anno scorso è molto avvincente e mi piace molto. Non dobbiamo fare calcoli: due partite sono sei punti a disposizione, possiamo fare qualcosa di unico, inimmaginabile e irripetibile. C&#8217;è l&#8217;opportunità di fare la storia contro una squadra comunque forte e attrezzata, che punta anch&#8217;essa alla qualificazione.<br />
Le assenze e le difficoltà di risultato dell&#8217;Athletic possono trarre in inganno, ma in Champions c&#8217;è una carica anche mentale diversa. Ci sono grandi giocatori davanti, di gamba, ripartenza, qualità e gol: serve davvero una grande prestazione. Davanti ai nostri tifosi vogliamo una grande prestazione che è nelle nostre possibilità.<br />
<strong>Lookman</strong> sta bene, è rientrato oggi e sono felice che per sua volontà sia rientrato con un giorno prima. La società gli ha messo a disposizione un trasporto ed è stata brava.<br />
Dopo le cadute o i passi falsi ci si rialza sempre. I ragazzi stanno bene fisicamente e mentalmente, ho visto uno degli allenamenti più belli da quando sono all&#8217;Atalanta. Voglio vedere tutti partecipi e coinvolti: chiunque vada in campo deve dimostrare il proprio valore. Se ci riusciamo, abbiamo svoltato.<br />
Entrare nelle prime otto credo sia qualcosa di straordinario. C&#8217;è la possibilità di fare due partite in meno e lavorare due settimane in più con continuità dando anche giorni di riposo in più. Sarebbe straordinario&#8221;.<br />
Non abbiamo fatto ancora nulla. I numeri sono attualmente importanti, ma il bello viene adesso. C&#8217;è da andare forte su tre fronti. Manca solo Bellanova da recuperare, Raspadori non c&#8217;è perché non a disposizione per la Champions ma ci sarà col Parma. Voglio mettere dentro lo spirito dell&#8217;Atalanta.<br />
Il dogma dell&#8217;Atalanta è il 3-4-3, il sistema che mi piace di più. Abbiamo tanti attaccanti di livello e di qualità in rosa, anche per fare il 4-2-3-1: non conta il numero, ma i principi, attaccare e difendere insieme, fare le rotazioni. Abbiamo due prime punte con Krstovic e Scamacca, Raspadori che può fare la sottopunta, Maldini, Lookman, De Ketelaere, Sulemana e Samardzic possono ruotare.<br />
Djimsiti è disponibile. A Bakker serve qualche settimana ancora. Col Pisa meno intensità rispetto a Roma, Bologna e Torino: è nelle nostre possibilità fisiche e tecniche fare una prestazione da Atalanta.<br />
Rocco Commisso è e resterà nel mio cuore. E&#8217; una persona che mi ha voluto bene e a cui ne ho voluito come alla moglie Catherine e tutta la sua famiglia. Un presidente incredibile e una persona dallo spessore umano fantastico. Mi emoziono a parlare di lui in pubblico, ma è una persona che poche volte s&#8217;incontra nel mondo del calcio.<br />
Ci sorprendono le loro assenze, ma i sostituti sono di livello assoluto soprattutto in attacco, con grandi individualità e in ripartenza. Anche se mancano i fratelli Williams, sappiamo che verranno sostituiti da giocatori di valore assoluto.<br />
La Champions ti alza il livello della squadra facendoti crescere e siamo felici di giocarci, Siamo dentro tre competizioni e vogliamo restarci il più possibile. Si alza il livello, si curano i dettagli e si va molto più forte che nel campionato italiano. Noi abbiamo fatto un bel percorso e dobbiamo continuare così&#8221; (Raffaele Palladino).</p>
</blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Giocando dopo 4 giorni c&#8217;è l&#8217;opportunità di fare meglio rispetto all&#8217;ultima partita. Rispettiamo l&#8217;avversario, ma vogliamo vincere.<br />
Le squadre più in basso in classifica hanno qualcosa di più da dare. Palle lunghe, squadre basse, gioco sporco e noi non siamo abituati a giocare così. Dobbiamo comunque trovare i nostri attaccanti nel nostro terzo di campo: stiamo crescendo anche se a Pisa abbiamo trovato difficoltà.<br />
Se il mio nome si fa in giro, significa che sto continuando a fare ben qui. E&#8217; più importante la partita di domani e spero di giocarla bene.<br />
Ho dovuto fare un piccolo intervento a campionato appena iniziato, ma adesso sto bene fisicamente e ho ritrovato la fiducia. Sono al massimo, al cento per cento.<br />
Se hai la mentalità giusta a livello individuale, puoi dare il meglio anche al livello di squadra. Bisogna capire il momento, capire se serve metterci qualcosa di più facendo sacrifici.<br />
Raspadori è arrivato sereno e tranquillo, è umile e lavora col sorriso. Facile, se sei appena arrivato, ma non è facile trasmettere serenità ed energia al gruppo. Spero che faccia bene come in allenamento.<br />
Abbiamo l&#8217;ambizione è arrivare lì in alto, ma dobbiamo lavorare alto. Faremo di tutto per arrivare al nostro posto, un posto che meritiamo. Se caliamo un po&#8217; in una partita qualsiasi sarà difficile.<br />
Possiamo arrivare nei primi otto posti, ma stiamo pensando anche a quello che dovremo fare per risalire in campionato.<br />
Se vinciamo le prossime due partite sarà importantissimo per la nostra stagione, anche per la fiducia e l&#8217;entusiasmo in più in ottica campionato. Ma gli avversari vanno rispettati: come Atalanta lo facciamo sempre.<br />
Se giochiamo col 3-4-2-1 abbiamo più libertà coi terzi e difensivamente siamo più coperti. Con quattro dietro è diverso, ma hanno più libertà il centrocampo e gli attaccanti. Ma siamo pronti a giocarsi in qualsiasi modo, anche il secondo modulo è andato bene anche se lo adottiamo a partita in corso. L&#8217;importante è sapere subito quello che bisogna fare&#8221; (<strong>Emerson José dos Santos</strong>).</p></blockquote>
<p dir="ltr"><strong>Parole (degli ospiti) alla vigilia: la settima di League Phase di Champions League</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Abbiamo voglia di giocare e di vincere, c&#8217;è la chance di farne una grande. Abbiamo tutto per difenderci coi denti. Faremo il possibile, sappiamo che sarà una partita decisiva.<br />
Se qualcosa non va, ci si può sempre tornare su. Giocare la Champions un privilegio. Abbiamo armi e sensazioni da sfruttare.<br />
Non è mai bello sapere di non poter contare su molti giocatori, una delle cose peggiori nel calcio. Siamo venuti lo stesso qui per mangiarci letteralmente il mondo e conquistare i tre punti.<br />
Quando le cose non vanno al meglio, siamo ancora più grati dell&#8217;appoggio che ci circonda. Giochiamo anche a nome di quelli che non possono essere qui. Cercheremo di divertici insieme.<br />
Sappiamo che vincere due partite è l&#8217;unica opzione che ci rimane. Dobbiamo giocare questa partita fuori casa in modo molto serio.<br />
Dobbiamo sempre trovare la miglior versione di noi stessi. Vale anche per me ed è quello per cui lavoriamo ogni giorno.<br />
Dall&#8217;Atalanta mi attendo una partita di molti scontri, molto fisica e contro giocatori di qualità. Dobbiamo cercare di essere forti e lottare come possiamo in tutte le zone del campo.<br />
Per tutti noi essere parte dell&#8217;Athletic è un sogno che facciamo sin da piccoli. Adesso ce lo stiamo godendo tutto&#8221; (<strong>Iñigo Ruiz de Galarreta</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;A me piacerebbe avere tutti sempre disponibili, ma può succedere. Non ci sono i due Williams, Nico e Inaki, Berchiche e Berenguer. Ma la partita va affrontata lo stesso. Si prospetta una sfida fisica e dai passaggi molto rapidi.<br />
Siamo qui per competere a prescindere. Non possiamo pensare di poter vincere o perdere in base alla squadra che scende in campo. Faremo del nostro meglio.<br />
Sappiamo che il sistema di gioco dell&#8217;Atalanta è distinguibile facilmente da anni. Un marcamento a uomo con una certa aggressività a tutto campo con giocatori di qualità eccelsa. Sanno palleggiare, sarà difficile, ma non dico niente di nuovo. Dobbiamo resistere alla pressione e superarla.<br />
Non abbiamo ottenuto i migliori risultati possibili dopo altri interessanti con PSG e Atletico Madrid. Nella Liga come in Champions dobbiamo migliorare nel non far succedere troppe cose negative.<br />
La competizione più importante per noi resta la Liga. I risultati non ci sono sempre favorevoli, ma in Champions&nbsp; a parte col Borussia Dortmund abbiamo sempre fatto bene. Poi si torna in Spagna col Siviglia, altra partita importante ma non possiamo cambiare il calendario.<br />
L&#8217;unica cosa che so è che dobbiamo spingere ancora di più, non possiamo spingere meno.<br />
Non siamo una squadra che si dedica alle speculazioni. Non possiamo perderci d&#8217;animo contro una squadra forte come l&#8217;Atalanta. Bisogna adattarci.<br />
Una squadra dopo una sconfitta, come quella di Mallorca, vuole sempre una rivincita. Vorrei vincere sempre, ma non è possibile&#8221; (<strong>Ernesto Valverde</strong>, allenatore).</p></blockquote>
<p><strong>Mercato: Godfrey in Danimarca</strong></p>
<blockquote><p>Atalanta BC comunica di aver ceduto a Brøndby IF &#8211; a titolo temporaneo fino al 30 giugno 2026, con opzione per l’acquisizione definitiva &#8211; il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Benjamin Godfrey.</p>
<p>Il Club nerazzurro augura a Ben il meglio per questa nuova esperienza professionale in Danimarca.</p></blockquote>
<p><em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Palladino assolve Djimsiti e Samardzic: &#8220;Non condanno gli errori individuali&#8221;. Ederson: &#8220;Pari sfiorato&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Dec 2025 23:30:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Inter]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il commento in tv di Raffaele Palladino alla terza sconfitta sulle sei in campionato della sua gestione senza pareggi post [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/72900382-1709-47a3-9998-30d9efb4b420.jpeg"><p>Il commento in tv di <strong>Raffaele Palladino</strong> alla terza sconfitta sulle sei in campionato della sua gestione senza pareggi post Ivan Juric? <em>&#8220;Stavolta sarebbe stato meritato. Siamo stati sterili nel primo tempo, purtroppo abbiamo concesso il gol decisivo con un errore tecnico. Ma non condanno né quello di <strong>Berat Djimsiti</strong>, che non ha precedenti nelle più di trecento partite con questa maglia, né quello sottoporta di Lazar Samardzic nel finale&#8221;</em>. L&#8217;analisi dell&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, sorpreso dall&#8217;<strong>Inter</strong> capolista in una partita dagli zero tiri in porta contro quattro, si fa più severa in sala conferenze della New Balance Arena nei confronti del collettivo: <em>&#8220;Negli ultimi metri abbiamo cercato poco la palla sul piede e l&#8217;uno contro uno. Akanji, Bisseck e Bastoni sono fisici, difensori di livello internazionale. Ci abbiamo provato con mentalità fino alla fine: volevamo una vittoria da dedicare a Mario Pasalic che viene da un momento delicato&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Ho abbracciato Jimmy a fine partita, non me la sento di condannare un errore individuale. Ci abbiamo provato fino all&#8217;ultimo contro una squadra forte. Ora archiviamola e riscattiamoci con la <strong>Roma</strong>&#8220;</em>, l&#8217;appello palladiniano. <em>&#8220;Volevamo evitare di andare a prendere alta l&#8217;Inter per non esporci alla sua verticalità in cui Lautaro e Thuram sono maestri e ci siamo riusciti, ma la gara doveva essere con intensità diversa anche nelle scalate &#8211;</em> l&#8217;analisi del mister -.<em> Siamo stati un po&#8217; passivi e non siamo stati bravi nella gestione una volta recuperata palla. Nella ripresa i valori si erano riequilibrati proprio quando è arrivato il gol ospite. Ho chiuso con 4 punte nel 4-2-3-1, anche le mezze occasioni andrebbero sfruttate contro un avversario di questo calibro. Ma come non condanno Berat, non lo faccio nemmeno con l&#8217;errore di Samardzic&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Ho trovato le risposte che volevo, potevamo pareggiarla anche se l&#8217;Inter ha avuto prima l&#8217;occasione del vantaggio con Henrique in contropiede. Il risultato sposta i giudizi. Usciamo con rammarico e dobbiamo capire che contro queste squadre i dettagli fanno la differenza. Bisogna fare la partita perfetta. Gli episodi hanno spostato il risultato finale: o si vince o si impara la lezione&#8221;</em>, filosofeggia il tecnico di Mugnano di Napoli. Infine, sui singoli: <em>&#8220;Musah è duttile, si applica, è intelligente e sa fare anche il quinto come oggi. Ha chiuso da terzino basso spingendo: una buona interpretazione della partita da quando è subentrato a Zalewski. Zappacosta aveva un po&#8217; di fastidio e al 35&#8242; gli s&#8217;è indurito il flessore: visto che ho fuori anche Bellanova tra i laterali, ho preferito scongiurare un infortunio in vista dei prossimi impegni. Djimsiti ha fatto una grande partita, mentre Scalvini era in ballottaggio per fare il titolare e poi non è entrato perché lo svolgimento della partita non ha permesso di vederlo giocare&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Voce dallo spogliatoio: Ederson</strong> &#8211; <em>&#8220;Avremmo meritato il pareggio e difatti l&#8217;abbiamo sfiorato&#8221;</em>. L&#8217;ipse dixit a bocce ferme è di José <strong>Ederson</strong> dos Santos Lourenco da Silva, pilastro della mediana di una Dea che non ha certo perso lì la supersfida con la prima della classe: <em>&#8220;L&#8217;Inter è una squadra molto fisica e ha un centrocampo tra i migliori al mondo. Però stiamo migliorando e anche stasera l&#8217;abbiamo confermato come collettivo</em> &#8211; osserva il brasiliano -. <em>Nel secondo tempo la strategia è cambiata e abbiamo creato di più, peccato per le occasioni non sfruttate. Abbiamo concesso agli avversari quella decisiva, ma come mentalità siamo sulla strada giusta&#8221;</em>. Sulla circostanza degli zero tiri in porta e dei pochi totali, Ederson è netto: <em>&#8220;Non era facile farlo da fuori con <strong>Scamacca</strong> sempre chiuso e raddoppiato. Abbiamo avuto la chance con <strong>Samardzic</strong> e purtroppo non è andata dentro. La continuità di risultati è difficile da trovare, ma con Palladino la mentalità è quella giusta</em> &#8211; chiude -. <em>Vediamo il calcio nella stessa maniera. Secondo me stiamo giocando bene e stiamo migliorando. Le voci di mercato che mi vedrebbero all&#8217;Inter? Fanno piacere, ma penso solo all&#8217;Atalanta&#8221;</em>. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Il dopogara di Francoforte &#8211; Palladino: &#8220;10 punti merito anche di Juric&#8221;. I giocatori: &#8220;Siamo più liberi e c&#8217;è dialogo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 23:49:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ademola Lookman]]></category>
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					<description><![CDATA[Il dopogara di Francoforte è tutto, o quasi, nella sensazione espressa a parole dei giocatori di essere più liberi anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-25-at-19.58.08-e1764200974767.jpeg"><p>Il dopogara di <strong>Francoforte</strong> è tutto, o quasi, nella sensazione espressa a parole dei giocatori di essere più <strong>liberi</strong> anche di dialogare con l&#8217;allenatore e nella triade di aggettivi di quest&#8217;ultimo, in sella da due partite ma esordiente assoluto in <strong>Champions League</strong>, in chiusura di conferenza stampa dal Deutsche Bank Park: <em>&#8220;Coraggiosa, ambiziosa, non dico perfetta. Però abbiamo ritrovato <strong>l&#8217;Atalanta</strong> che volevano tutti. Spesso siamo stati un po&#8217; lunghi, bisogna andare un po&#8217; più a duello&#8221;</em>. A tal riguardo, <strong>Raffaele Palladino</strong> svela un retroscena: <em>&#8220;Ho cercato di toccare i tasti giusti nella loro testa</em><br />
<em>Ho appeso un foglio in spogliatoio chiedendo un aggettivo o una parola a testa su quale fosse secondo loro il Dna dell&#8217;Atalanta. Ne hanno scelti di bellissimi, tra ambizione, coraggio, fame, unione, intensità e sacrificio&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;altra parola d&#8217;ordine personale è ringraziamento: <em>&#8220;Se siamo a 10 punti in questa fase il merito è anche della gestione precedente di Ivan Juric, che ringrazio per i grandi risultati ottenuti. Io non ho la bacchetta magica.&nbsp;E&#8217; stata la vittoria del gruppo: ho solo cercato di far capire loro che serviva coraggio e bisognava metterci qualcosina di più&#8221;</em>, rimarca il tecnico di Mugnano di Napoli, sconfitto all&#8217;esordio sulla panchina in riva al Golfo sabato scorso e trionfatore nel tris secco sulla ruota dell&#8217;Eintracht nella quinta giornata della League Phase per un decimo posto che fa sognare pure l&#8217;accesso diretto agli ottavi di finale.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;L&#8217;Eintracht è un&#8217;ottima squadra con grandi valori e il primo tempo è stato equilibrato, anche se abbiamo preso due pali. Ma nel secondo è uscito il nostro&nbsp;tasso tecnico elevato, anche di reparto, abbiamo creato occasioni.&nbsp;Abbiamo trovato la scintilla di cui parlavo alla vigilia. Ho visto i giocatori molto felici a fine partita</em> &#8211; l&#8217;analisi di Palladino -. <em><strong>De Ketelaere</strong> ha fatto un lavoro fantastico in fase di non possesso sul loro play. Mi ha svelato di essere nato centrocampista e s&#8217;è visto. Sulla riconquista di palla voglio che gli attaccanti vogliano innescati subito e lui era sempre pronto lì davanti. Abbiano punte forti e voglio che vengano cercate di più, anche se oggi la squadra l&#8217;ha fatto in modo perfetto&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Dall&#8217;esultanza al monito da ex di turno per il ritorno entro i confini, il passo è comunque breve: <em>&#8220;L&#8217;Atalanta ha grandi valori e giocatori importanti. Ora umiltà, testa bassa e lavorare, perché domenica troveremo una <strong>Fiorentina</strong> agguerrita. Questa vittoria era importante per il percorso che stiamo facendo insieme, perché è stata voluta e trovata.&nbsp;Ho ereditato la squadra da quindici giorni, ma la alleno tutta insieme da sei col rientro dei nazionali. I giocatori recepiscono subito, sono dei soldati, dei robot. Ci sono cose da migliorare come la velocità di palla nel gioco da dietro e le seconde palle. Dobbiamo essere consapevoli di avere qualità ma serve sempre lo spirito di potersela giocare con tutti&#8221;</em>. Infine, l&#8217;elogio del rientrante del crociato rotto il 13 aprile contro il Bologna: <em>&#8220;<strong>Kolasinac</strong> è un grande uomo e un leader nello spogliatoio. Gli manca il ritmo gara ma era come se non avesse avuto alcun infortunio. Gli ho chiesto come stava e davanti al suo &#8216;bene&#8217; mi sono rassicurato. A fine partita ha fatto un lavoro integrativo, sono felice di averle ritrovato&#8221;</em>.</p>
<h3>I giocatori: &#8220;Liberi anche di dialogare&#8221;</h3>
<p><em>&#8220;Una vittoria importantissima in questa fase della stagione, non era semplice ma la squadra ha reagito con una grande prestazione in questo momento, non era semplice, grande la prestazione della squadra”</em>. Così <strong>Ademola Lookman</strong>, apripista della quinta di League Phase, davanti ai microfoni in zona mista. <em>&#8220;Palladino vuole un calcio offensivo e divertente. Il tridente di Dublino? Giocare con Scamacca e De Ketelaere è molto semplice, sono giocatori di qualità. Adesso dobbiamo lavorare per migliorare il rendimento e i risultati anche in campionato&#8221;</em>, ha continuato l&#8217;attaccante nigeriano. La cui chiosa lascia ancora un velo d&#8217;incertezza sul suo ruolo da separato in casa agostano: <em>&#8220;Quello che è successo in estate è successo, anche se la gente è a conoscenza di alcune cose ma di altre non sa nulla. Sono concentrato sull&#8217;oggi, dobbiamo vincere le partite e migliorare ogni giorno&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Anche <strong>Charles De Ketelaere</strong> s&#8217;è espresso in modo favorevole al tecnico subentrato: <em>&#8220;Non saprei dire se sono o mi sento più libero di muovermi adesso, ma certamente è stata una vittoria meritata e importantissima. Dopo il vantaggio la squadra ha avuto l&#8217;energia per continuare ad attaccare. Abbiamo dimostrato di poter fare male alle avversarie, possiamo fare punti con chiunque e ovunque, siamo già alla seconda vittoria in trasferta. Una vittoria che fa bene anche ai tifosi che ci hanno seguiti in tanti&#8221;</em>.</p>
<p>Lo spot vero e proprio, però, è di <strong>Ederson</strong>, che chiude la triade di marcatori in quest&#8217;ordine rigoroso, anche se nelle apparizioni a taccuini spianati è stato in realtà il primo. Sentite un po&#8217;: <em>&#8220;Con <strong>Palladino</strong> mi sento libero di dirgli dove mi trovo meglio sul campo. Col cambio d&#8217;allenatore ci sono altre idee, è un altro ambiente</em> &#8211; racconta il brasiliano -. <em>Il mister ci dà tanta fiducia, con lui c&#8217;è dialogo, lascia tutti quanti molto liberi. Chiede sempre a chiunque che cosa pensi e durante la partita, se qualcosa non va bene, ci chiede cosa sentiamo noi da dentro il campo e se vogliamo cambiare&#8221;</em>. Il centrocampista sottolinea il punto di svolta che può rappresentare questa partita stravinta: <em>&#8220;Se si fa gol e si vince, ritrovare l&#8217;entusiasmo è più facile anche per il pubblico. In campionato non stiamo facendo tanto bene, ma questa è la prima vera vittoria di questa stagione.&nbsp;E&#8217; arrivato il gol, ci voleva: mi ci sono buttato, la palla è arrivata e ho segnato. Come ci voleva correre di più, anche se non sono ancora al cento per cento dei recuperi. Dopo tanti anni di <strong>Gasperini</strong>, è un momento legato a un cambio di idee con l&#8217;avvicendamento in panchina. Pian piano troviamo il nostro gioco, De Ketelaere, Lookman e gli altri hanno fatto benissimo: ritroveremo l&#8217;Atalanta degli ultimi tre anni. Ultimamente ho sentito stanchezza a fine partita, ma non sento più niente nel ginocchio&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le formazioni di Champions: Ederson e Lookman dal 1&#8242;</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2025 15:43:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Ademola Lookman]]></category>
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		<category><![CDATA[League Phase]]></category>
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					<description><![CDATA[Ivan Juric decide di giocarsela coi due supertitolari al rientro. Ederson, in mezzo, dalla pulizia al ginocchio la settimana dopo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/07/ea0cb587-cf27-410e-ac4f-861bd5ff6c27.jpeg"><p>Ivan <strong>Juric</strong> decide di giocarsela coi due supertitolari al rientro. <strong>Ederson</strong>, in mezzo, dalla pulizia al ginocchio la settimana dopo l&#8217;esordio da subentrato in campionato col Pisa. <strong>Lookman</strong>, nella linea d&#8217;attacco a due con Krstovic più Pasalic tra le linee, dopo la panchina fissa contro la Juventus a ruota del gran ritorno col Torino da ex separato in casa. Ecco la formazione dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> opposta al <strong>Club Brugge</strong> nella rivincita di Champions League del 12 e 18 febbraio scorsi: stavolta è fase campionato, allora erano playoff di qualificazione agli ottavi di finale.&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Champions League, 2a giornata League Phase &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; martedì 30 settembre (ore 18.45)</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>ATALANTA</strong> (3-4-1-2): Carnesecchi; Kossounou, Djimsiti, Ahanor; Bellanova, De Roon (cap.), Ederson, Bernasconi; Pasalic; Krstovic, Lookman.&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;">A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 40 Obric, 77 Zappacosta, 6 Musah, 44 Brescianini, 10 Samardzic, 7 K. Sulemana, 70 Maldini.&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;">All.: Ivan Juric.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>CLUB BRUGGE</strong> (4-2-3-1): Jackers; Sabbe, Ordonez, Mechele, Seys; Stankovic, Sandra; Forbs, Vanaken (cap.), Tzolis; Tresoldi. </span><span style="font-weight: 400;">A disp.: 16 Van deun Heuvel, 2 Romero, 24 Osuji, 14 Meijer, 41 Siquet, 6 Reis, 10 Vetlesen, 62 Audoor, 67 Diakhon, 84 Campbell, 17 Vermant, 19 Nilsson. </span><span style="font-weight: 400;">All.: Nicky Hayen.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Arbitro:</strong> Eskås (Norvegia &#8211; Engan, Bashevkin; IV Saggi. V.A.R. Dankert, A.V.A.R. Storks &#8211; Germania).<br />
<em><strong>Effe</strong></em></span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Ederson-gol, l&#8217;Atalanta sbanca il Milan e afferra la prossima Champions. Con qualche rimpianto per lo scudetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Apr 2025 20:47:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[33a (14a rit.) serie A &#8211; Milano, stadio &#8220;Giuseppe Meazza&#8221; in San Siro &#8211; domenica 20 aprile (20.45) Milan &#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/04/ba5743cb-4cf0-4a89-a397-91a262243345.jpeg"><p>33a (14a rit.) serie A &#8211; Milano, stadio &#8220;Giuseppe Meazza&#8221; in San Siro &#8211; domenica 20 aprile (20.45)<br />
<strong>Milan &#8211; Atalanta 0-1 (0-0)</strong><br />
<strong>MILAN (3-4-2-1):</strong> Maignan (cap.) 6; Tomori 7 (38&#8242; st Gimenez 6), Gabbia 6, Pavlovic 6,5; Jimenez 6 (30&#8242; st Joao Felix 7), Fofana 6, Reijnders 6,5, Hernandez 6; Pulisic 6 (30&#8242; st Sottil 6), Leao 6 (38&#8242; st Chukwueze sv); Jovic 5,5 (30&#8242; st Abraham 5,5). A disp.: 57 Sportiello, 96 L. Torriani; 28 Thiaw, 33 Bartesaghi, 24 Florenzi, 42 Terracciano, 80 Musah, 38 Bondo. All.: Sergio Conceicao 6.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 6; Bellanova 7, Hien 6,5, Djimsiti 6,5 (14&#8242; st Toloi 7); Cuadrado 6 (14&#8242; st Ruggeri 7), De Roon (cap.) 7, Ederson 8, Zappacosta 6 (14&#8242; st Kossounou 7); Pasalic 7 (35&#8242; st De Ketelaere 5,5), Lookman 7; Retegui 6,5 (46&#8242; st Sulemana sv). A disp.: 28 Rui Patricio, 31 Rossi; 24 Samardzic, 44 Brescianini, 90 Maldini. All.: Gian Piero Gasperini 7.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Piccinini di Forlì (Imperiale di Genova, Zingarelli di Siena; IV Marchetti di Ostia Lida. V.A.R. Fabbri di Ravenna, A.V.A.R. Guida di Torre Annunziata).<br />
<strong>RETE:</strong> 17&#8242; st Ederson (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata coperta, spettatori 72.745 di cui 2.388 atalantini nel settore ospiti. Ammonito Cuadrado per gioco scorretto. Tiri totali 12-10, nello specchio 1-2, parati 1-1, respinti/deviati 5-3. Corner 7-5, recupero 0&#8242; e 5&#8217;30&#8221;.</p>
<p><strong>Milano</strong> &#8211; <strong>L&#8217;Atalanta</strong>, battuto il Bologna, sbanca il San Siro che tifa <strong>Milan</strong> e a quota 64, a cinque dal gong, ancora rimpiange un po&#8217; la lotta <strong>scudetto</strong>, a meno 7 dal duo Inter-Napoli, ma con la qualificazione alla <strong>Champions</strong> League ormai solo da afferrare a due mani. Il lampo nel momento peggiore ed ecco il volo d&#8217;angelo di <strong>Ederson</strong> nel gioco delle torri con lo spondista Bellanova sul crossetto di Lookman, tornato nel suo ruolo più congeniale in coda alla ripartenza Pasalic-Retegui-Ruggeri-Pasalic, anche se tutto ha il suo inizio da un anticipo proprio del firmatario del bottino pieno su Fofana. Della serie, le grandi manovre: il 25 aprile sale a Bergamo il pericolante <strong>Lecce</strong>, forse l&#8217;incrocio più sdrucciolevole di quanti ancora ne restano.</p>
<p>La sfida a specchio, con la sopresa dell&#8217;uomo assist di Pasqua arretrato a braccetto e quindi ultimo ostacolo per Leao, riserva parecchio lavoro di copertura alle catene delle contendenti, ma sono i bergamaschi ad apparire più martellanti soprattutto alla loro destra. Il lavoro della medesima chiama il cross all&#8217;ex Torino per l&#8217;ascensore a lato di Ederson al 19&#8217;18&#8221;. Nemmeno due lancette più tardi, nel duetto col portoghese, Hernandez sbatte addosso all&#8217;uscita di Carnesecchi ma in posizione irregolare. Al 26&#8242; la diagonale di Jimenez finisce per sbilanciare Lookman, che difatti se ne lagna non senza ragione, sullo scavino mancino dell&#8217;accentrato Pasalic, appena dopo la girata di Retegui innescata però dal fondo dallo stesso mancato assistman doppio. Un altro tris d&#8217;orologio e la palla persa da De Roon provoca il contropiede a due Reijnders-Leao col parabiaghese a vincere il contrasto, vanificato da un&#8217;assurda chiamata di offside che mai nella vita poteva esistere.</p>
<p>Se a una decina scarsa dall&#8217;intervallo Pavlovic non fa saltare dritto il Chapita sulla punizione da destra procurata e calcita dal capitano atalantino, bravo a inserirsi nel patatrac in uscita tra Gabbia e Fofana, di là il talento portoghese s&#8217;infrange anche sull&#8217;attento Cuadrado che poi (38&#8242;) trova il suo centravanti poco pronto in navata. Al 42&#8242; allo stesso Leao, dopo lo stop imposto da Hien al regista di casa, viene sporcato l&#8217;azzardo da venti metri, spia di un Diavolo dalla coda della frazione avvelenata, tanto che subito dopo c&#8217;è l&#8217;imbeccata di Jimenez, entrato a mezza via, per lo spostamento di Jovic sul sinistro evitando il terzo di destra improvvisato ma senza trovare lo specchio dritto per dritto. La ripresa comincia con lo strappo reiterato dei due mediani, ma è De Roon a fermare in corner il connazionale. Meneghini ben più pericolosi, a cavallo dei due tempi: tra 6&#8242; e 7&#8242;, Hien dice no a Reijnders sul lavoro di Tomori e Leao allarga, seppur la deviazione è di Djimsiti che in caduta si fa male alla caviglia destra (trauma distorsivo), dietro invito di Jovic senza che i nerazzurri fossero riuscito ad allontanare quella maledetta palla sull&#8217;onda lunga del quinto corner contro, originato dal muro sulla botta dalla lunga di Fofana.</p>
<p>Al decimo rischio totale ancora sul neerlandese della mediana che sale a rimorchio del traversone da destra di Pulisic, ma interviene il bravo e applicatissimo Raoul che in seguito buca dal suo lato costringendo il colombiano a stendere Hernandez lanciato dal compagno dell&#8217;attacco. Fofana ci ritenta in proprio in coda al triplo cambio gasperiniano entro l&#8217;ora di gioco rivoluzionando difesa e fasce, che si rivela immediatamente impattante anche nel difendersi dall&#8217;assalto delle estreme. Kossunou, out per 17 match da infortunato più la panchina col Bologna. Anzi, al 23&#8242; è Tomori a sventare il possibile raddoppio lookmaniano su un&#8217;azione corale come quella del gol benché sviluppata negli ultimi trenta metri. Al nigeriano, che riceve da Retegui, lo stesso ex Chelsea sporca la traiettoria (25&#8242;), mentre entro il poker cronometrico all&#8217;oriundo al centro della prima linea è il polpaccio più che la scivolata di Pavlovic in contrasto a negare il bis sull&#8217;appoggio preciso aperto al compagno di reparto a sinistra da un Pasalic perfetto.</p>
<p>Esaurite tre folate imprecise dei locali, la prima sul triplo asse Joao Felix-Fofana-Leao con ultimo passaggio lungo, rientra dopo una sola partita saltata anche De Ketelaere, ex della partita, che ne perde subito una sanguinosa ringraziando l&#8217;erroraccio di misura dell&#8217;attaccante dalla sua stessa parte che la allunga ad Abraham in modo eccessivo. A un tris dal novantesimo il 4-2-4 milanista sforna una palla di Gimenez per il taglio del Felix dall&#8217;esito infelice, perché se quello significa chiudere un tiro incrociato davanti alla lunetta&#8230; De Roon poi lo recupera alla grandissima. Alle soglie del recupero, Lookman sterza bene su invito del match winner in ripartenza tirando di sinistro sullo stesso piede di Maignan. Chukwueze trova Reijnders che dai venticinque abbondanti la sgancia in curva.</p>
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		<title>Lookman, pari all&#8217;asciutto con lo Zimbabwe. Stanotte Ederson</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 19:11:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ademola Lookman]]></category>
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					<description><![CDATA[Un sinistro al 16&#8242; appena alto e un destro respintogli dal muro ospite al 41&#8242;, più un paio di aperture, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/03/85ed6678-d908-4446-bb42-fdc55b25aee7.jpeg"><p>Un sinistro al 16&#8242; appena alto e un destro respintogli dal muro ospite al 41&#8242;, più un paio di aperture, dalla sinistra e dalla bandierina destra, entro il 9&#8242;, per le occasioni di testa e di piede di Osimhen. A ruota del 2-0 in Ruanda con assist per il primo dei due gol dell&#8217;ex Napoli, stavolta a Uyo contro lo Zimbabwe l&#8217;attaccante atalantino <strong>Ademola Lookman</strong>, sempre a full time, deve accontentarsi del pari e patta senza di fatto incidere.</p>
<p>Il numero 7 della Nigeria ha fatto da spettatore al vantaggio di testa dello stesso Osimhen, chiamato davanti al secondo palo da Ola Aina, senza sfruttare i palloni da sinistra di Simon. Al 75&#8242; il becco avanti per le Super Aquile, prima del recupero l&#8217;1-1 di Chirewa.&nbsp;</p>
<p>Se &#8216;Mola (<a href="https://youtu.be/Z08PM9X05UA?si=H42hedc-pYtQ-cTi">QUI</a> gli highlights) ora prende la via del ritorno a Zingonia per unirsi ai compagni di club in preparazione alla ripresa di campionato in casa della <strong>Fiorentina</strong>, lo squalificato di turno <strong>Ederson</strong> è l&#8217;ultimo a scendere in campo degli undici convocati (al netto dell&#8217;infortunato Retegui). Il brasiliano è stato chiamato dal Brasile sempre per le qualificazioni ai Mondiali del 2026, come Lookman, Kolasinac e Djimsiti: kick off a Buenos Aires con l&#8217;Argentina alle 21 locali di martedì, l&#8217;una di notte di mercoledì sul fuso di Roma.&nbsp;</p>
<p><em><strong>Aggiornamento<br />
</strong></em>81 minuti per <strong>Isak Hien</strong> in Svezia-Irlanda del Nord, amichevole a Solna conclusa 5-1 per i padroni di casa. Apre le marcature l&#8217;ex Emil Holm (7&#8242;; poi Nygren 32&#8242;, Sema 59&#8242;, Isak 64&#8242;, Elanga 77&#8242; e Price 89&#8242;). <strong>Ederson</strong>, infine, subentra ad André all&#8217;84&#8217; a score acquisito in casa dell&#8217;Argentina: netto 4-1 (4&#8242; Alvarez, 12&#8242; Fernandez, 26&#8242; Matheus Cunha, 37&#8242; Mac Allister e 71&#8242; Simeone) per l&#8217;Albiceleste degli ex nerazzurri Lionel Scaloni e Cristian Romero ai danni dei verdeoro di Dorival Junior.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le pagelle con la Juventus: De Roon su tutti, grandi Ederson e Zappacosta</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2025 22:33:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Davide Zappacosta]]></category>
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		<category><![CDATA[Juventus]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
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					<description><![CDATA[Le pagelle di Torino: Marten de Roon il migliore, recuperatore e trascinatore nonché autore del punto di non ritorno. Difficile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/03/20.jpeg"><p>Le pagelle di Torino: <strong>Marten de Roon</strong> il migliore, recuperatore e trascinatore nonché autore del punto di non ritorno. Difficile scegliere, ma il capitano contro la <strong>Juventus</strong> è il migliore di mezza incollatura sul duo <strong>Ederson-Zappacosta</strong>. Un&#8217;<strong>Atalanta</strong> che giocando di squadra mette in evidenza le individualità.</p>
<p><strong>Carnesecchi 7:</strong> i due no a Vlahovic e McKennie lo salvano dalla disoccupazione.</p>
<p><strong>Djimsiti 7,5:</strong> gran merito sull&#8217;episodio che la sblocca, dietro sbaglia il meno possibile.<br />
<strong>Hien 7:</strong> alla fine una punta mobile come Muani finisce per annullarsi da sé. Prima ci ha pensato lui. Provandoci pure con la chilena. Rientro in scioltezza.<br />
<strong>Kolasinac 7,5:</strong> pazzesca la progressione con la caviglia malconcia per il duetto del tris (39&#8242; st <strong>Toloi sv</strong>).</p>
<p><strong>Bellanova 7:</strong> vince il duello con Cambiaso senza strafare, ma il primo tempo è da corsa e buono anche in copertura.<br />
<strong>Ederson 8:</strong> palla dentro a pelo d&#8217;erba per l&#8217;azione del raddoppio, ma prima e dopo dimostra di essere un due fasi extralusso (35&#8242; st <strong>Pasalic sv</strong>).<br />
<strong>De Roon 9:</strong> il bis è qualcosa di sontuoso, soprattutto perché parte dal suo stesso borseggio, l&#8217;ennesimo ficcandosi su qualunque linea di passaggio. Una diga che rompe quella altrui. Mostruosamente bravo.<br />
<strong>Zappacosta 8,5:</strong> alle soglie della perfezione, la mette al quarto tentativo senza mai rinunciare a fare il quinto in fase di non possesso. &#8220;Sottopalla&#8221;, grida il mister, e lui la prende, la ritrova, la tratta con delicatezza e infine la schiaffa in porta.<br />
<strong>Cuadrado 7,5:</strong> tutti sul pezzo per non farlo passare. Provoca la punizione che rimessa dentro da Ederson sfocia nell&#8217;episodio del rigore (1&#8242; st <strong>Brescianini 7:</strong> Kelly gli nega il gol, si sistema a destra, tampona e riparte).<br />
<strong>Retegui 7,5:</strong> apre contropiedi a raffica, svaria e smista, mettendosi al servizio del collettivo. Eppure è il capocannoniere del campionato, già a quota 22 (16&#8242; st <strong>De Ketelaere 7:</strong> entra convinto e sprinta. Cinquina mancata nel finalino).<br />
<strong>Lookman 8:</strong> lo guardi scardinare mezza difesa da solo, con Motta costretto a piazzargli Thuram a uomo, e ti chiedi quante gliene serviranno per segnare. Alla fine arriva, insieme all&#8217;abbraccio col Gasp (35&#8242; st <strong>Samardzic sv</strong>).</p>
<p><strong>All. Gasperini 9:</strong> le indovina tutte, sottopalla dopo il bis e proposizione sempre pur cedendo ai bianconeri uno sterile possesso. Azzecca i cambi al cento per cento. Che chiedergli di più? La parolina che comincia per esse&#8230;</p>
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		<title>Gasperini si toglie i sassolini dalle scarpe: &#8220;Sugli infortuni tutti scienziati. Retegui straordinario quando dominiamo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Feb 2025 16:52:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Berat Djimsiti]]></category>
		<category><![CDATA[Ederson dos Santos]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Piero Gasperini]]></category>
		<category><![CDATA[Mateo Retegui]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Atalanta sbaraglia il Verona e il manico ha sassolini da togliersi dalle scarpe. &#8220;Sugli infortuni vedo troppi scienziati: se fossero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/02/5b787266-3afd-456b-b876-91d6f2b71354.jpeg"><p>L&#8217;<strong>Atalanta</strong> sbaraglia il <strong>Verona</strong> e il manico ha sassolini da togliersi dalle scarpe. <em>&#8220;Sugli infortuni vedo troppi scienziati: se fossero tutti così spiegabili, non avremmo nemmeno bisogno dei medici e della scienza. Chi gioca lo fa perché ha l&#8217;okay dello staff sanitario&#8221;</em>. Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, già che c&#8217;è, dalla pancia del &#8220;Bentegodi&#8221; ne assesta un&#8217;altra alla stampa: <em>&#8220;L&#8217;autostima non l&#8217;abbiamo mai persa, certo abbiamo raccolto molto meno con Torino e Bologna. Chi non capisce il calcio non può parlare di fiducia da ritrovare. Le prestazioni sono sempre state all&#8217;altezza&#8221;</em>.</p>
<p>Sarà come dice il mister, ma un altro acciacco si aggiunge ai troppi. Oltre quello della vigilia: <em>&#8220;<strong>De Ketelaere</strong> ha preso un colpo al colpaccio, una contusione, e ho preferito evitargli il secondo tempo. <strong>Maldini</strong>, invece, in rifinitura ha accusato un problema durante un piccolo movimento: gli accertamenti sono previsti per domenica mattina. E Carnesecchi avrebbe giocato oggi se non avesse avuto il 39 di febbre&#8221;</em>.</p>
<p>Capitolo <strong>Retegui</strong>, il più piacevole del ventiquattresimo turno anche se pure qui non manca la frecciatina: <em>&#8220;La cultura del riposo da sabato a mercoledì proprio non ce l&#8217;ho. Retegui gioca con continuità come gli altri ed è una squadra mai sotto tono. Corre poco, quindi l&#8217;ho lasciato dentro</em> (ride, NdR). <em>Mateo è straordinario quando la squadra domina e gioca molto vicino all&#8217;area avversaria: un realizzatore dai numeri incredibili, ha la calamita per la palla. Ci sono partite in cui non si domina e in cui sei costretto a difenderti: è lì che ci sono i margini di miglioramento&#8221;.</em></p>
<blockquote><p>&#8220;Ci sono periodi in cui crei ma fai meno gol e gare in cui realizzi di più. Contro Torino e Bologna siamo stati sotto standard dal punto di vista realizzativo. Poi abbiamo preso tre gol di fila praticamente uguali.<br />
A metterci in difficoltà sono stati i tre infortuni gravi in pochissimo tempo Kossounou, Scalvini e Scamacca. Tre giocatori forti out per tutta la stagione. Gli altri tre, dovessero farsi tre settimane di stop, salterebbero sei partite e per noi sono tante.<br />
A <strong>Scalvini</strong> è uscita la spalla, a <strong>Scamacca</strong> si stacca il tendine dopo un minuto. Parliamo di interventi chirurgici e venivano da due crociati, entrambi avevano avuto via libera dallo staff medico-sanitario. Ma gli scienziati improvvisati vengono a raccontarcela.<br />
Il campionato e la Champions sono competizioni diverse, a Bruges non ci sarebbero stati problemi nemmeno con una sconfitta oggi. Mercoledì l&#8217;adrenalina sarà a mille su entrambi i fronti. Comunque sul fronte interno a quattordici giornate dal termine la classifica è straordinaria. A farci perdere punti i gol da palla inattiva e la percentualizzazione bassa di realizzazione dei rigori, una cosa un po&#8217; atavica anche se nei due anni precedenti avevamo avuto una percentuale alta.</p>
<p>Posch è stato un tentativo della società di sostituire Scalvini e Kossounou, ma a Bologna era finito a giocare da quarto. Sul mercato serve una visione a 360 gradi: Stefan sa stare in campo, ha conoscenze, oggi non ha sbagliato niente.<br />
Carnesecchi aveva il 39 di febbre, altrimenti oggi avrebbe giocato. Lookman ha una forte contusione trascinatasi dal Napoli, non so se giocherà a Bruges, sarebbe bello tornasse buono per sabato prossimo o per il ritorno. Per Kolasinac è uno stiramentino muscolare: è un highlander, ma stavolta meglio che non ci metta dieci giorni a recuperare anziché il doppio&#8221; (Gian Piero Gasperini).</p>
<p><strong>Ederson dos Santos</strong><br />
&#8220;Era importante vincere, che Retegui segnasse e non prendere gol. Questo ci dà fiducia per Bruges.<br />
Dobbiamo essere tutti pronti, soprattutto adesso che abbiamo tanti infortunati: l&#8217;opportunità di giocare significa poter essere utili per la squadra.<br />
Ogni tanto è giusto prendere un po&#8217; di botte. Gasperini mi chiede di avvicinarmi all&#8217;area e un po&#8217; di libertà per la conclusione personale. So di dover mantenere un certo equilibrio e di dover provare anche gli assist.<br />
Mi piace sia il gol oggi che quello di Barcellona, se ne capita un altro con la maglia bianca meglio&#8221;.</p>
<p><strong>Mateo Retegui</strong><br />
&#8220;Abbiamo fatto benissimo, la squadra ha mostrato tanta personalità dopo la sconfitta col Bologna. Questo è importante, siamo con la testa alta e portiamo a casa 3 punti molto importanti. Non siamo solo Kean e io a star facendo bene in campionato in ottica Nazionale. Io penso all&#8217;Atalanta: abbiamo dimostrato quanto bene possiamo giocare e adesso abbiamo la testa al Bruges&#8221;.</p>
<p><strong>Berat Djimsiti</strong><br />
&#8220;Retegui è una forza anche in allenamento, gli basta davvero poco per segnare. Sta lavorando tanto e il poker di oggi al Verona è frutto del suo impegno. Se segna lui rende felici anche noi.&nbsp;<br />
Il periodo è difficile per le tante assenza, ma la prestazione non è mancata nemmeno col Torino e col Bologna. La squadra c&#8217;è, tiene duro ed è sempre presente&#8221;.</p></blockquote>
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		<title>Retegui a forza 4, cinquina dell&#8217;Atalanta a Verona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Feb 2025 15:57:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[24a giornata]]></category>
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		<category><![CDATA[Hellas Verona]]></category>
		<category><![CDATA[Mateo Retegui]]></category>
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		<category><![CDATA[vittoria]]></category>
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					<description><![CDATA[24a giornata serie A &#8211; Verona, stadio &#8220;Marc&#8217;Antonio Bentegodi&#8221;, sabato 8 febbraio (ore 15) Hellas Verona &#8211; Atalanta 0-5 (0-4) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/02/9dae4e68-d8aa-4469-98d1-1012665bdb81.jpeg"><p>24a giornata serie A &#8211; Verona, stadio &#8220;Marc&#8217;Antonio Bentegodi&#8221;, sabato 8 febbraio (ore 15)<br />
<strong>Hellas Verona &#8211; Atalanta 0-5 (0-4)</strong><br />
<strong>VERONA (3-4-1-2):</strong> Montipò (cap.) 5,5; Daniliuc 5 (24&#8242; st Valentini 6), Coppola 5, Ghilardi 5; Tchatchoua 6, Bernede 6 (17&#8242; st Dawidowicz 6), Niasse 5,5, Bradaric 5,5 (17&#8242; st Oyekoge 6); Suslov 5 (34&#8242; st Lambourde sv); Mosquera 5,5, Sarr 6 (17&#8242; st Kastanos 6). A disp.: 22 Berardi, 34 Perilli; 15 Okou, 5 Faraoni, 8 Lazovic, 80 Cisse, 72 Ajayi. All.: Paolo Zanetti 5.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Rui Patricio 7; Posch 7, Hien 6,5, Djimsiti 7 (14&#8242; st Toloi 5); Cuadrado 6,5, Ederson 7 (14&#8242; st Pasalic 6), De Roon (cap.) 8 (27&#8242; st Sulemana 6), Zappacosta 6,5 (37&#8242; st Palestra sv); Samardzic 6, De Ketelare 7 (1&#8242; st Brescianini 7); Retegui 10. A disp.: 31 Rossi, 95 Vismara; 52 Obric, 16 Bellanova, 22 Ruggeri, 25 Cassa, 48 Vlahovic. All.: Gian Piero Gasperini 8.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sozza di Seregno 7 (Passeri di Gubbio, Mondin di Treviso; IV Galipò di Firenze. V.A.R. Marini di Roma 1, A.V.A.R. Mariani di Aprilia).<br />
<strong>RETI:</strong> 21&#8242;, 25&#8242; e 44&#8242; pt, 11&#8242; st Retegui (A), 37&#8242; pt Ederson (A), 44&#8242; pt Retegui (A).<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio uggioso, spettatori 20.872 di cui 492 atalantini. Ammoniti Niasse, Ghilardi e Sulemana per gioco scorretto. Tiri totali 15-16, nello specchio 6-7, parati 6-2, respinti/deviati 4-0, legni 0-2. Var: 1. Corner 7-2, recupero 2&#8242; e 2&#8242;.</p>
<p><strong>Verona</strong> &#8211; Quattro su cinque dell&#8217;unica prima punta in rosa. Il tap-in della ventesima a riprendere il palo fragoroso di Charles <strong>De Ketelaere</strong> sblocca l&#8217;impasse, il diagonale mancino della ventunesima in asse con De Roon e la rifinitura di Djimsiti che lo pesca benissimo spalle alla porta. Il paio di capolavori iniziali di tempismo e bravura di Mateo <strong>Retegui</strong> spiana la strada a <strong>Verona</strong> al ritorno alla vittoria dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in campionato, sempre in trasferta, dopo quella di Como due settimane or sono. Ederson ci mette la meraviglia del 3-0, Mateo la ventiduesima di cui diciannove in A per chiudere sul 4-0 all&#8217;intervallo e la ventitreesima (ventesima in campionato, capocannoniere indiscusso) girando al volo di sinistro il crossetto di De Roon in avvio di ripresa. Bella prova di squadra, straordinaria del terminale offensivo senza requie nonostante il playoff d&#8217;andata di Champions mercoledì prossimo.</p>
<p>Retegui apre le danze incrociando con l&#8217;esterno il pallone di De Ketelaere dal lato corto (2&#8242;), a tiro della spazzata di Rui Patricio per impedire al rilancio di Montipò di innescare Sarr. La fotocopia tra i due terzi di sinistra del tridente bergamasco porta l&#8217;oriundo all&#8217;alzata di fronte alla cinquina. Al nono ci prova invano Ederson aprendo il piatto in punta di scontro Samardzic-Suslov a ruota proprio del mancato controllo in area del serbo sulla terza iniziativa del fiammingo. E così il primissimo tiro nello specchio è la scivolata sinistra di Mosquera, non certo impegnativa per l&#8217;estremo portoghese, a decimo scollinato ampiamente, chiamata da Tchatchoua. Uno squillo gialloblù che precede il tris secco al quarto d&#8217;ora, quando la doppia muraglia Djimsiti-Hien cala la saracinesca su Bernede e Ghilardi dietro scarico di Sarr e Rui deve staccare dall&#8217;incrocio la torsione aerea di Daniliuc su angolo da sinistra del primo dei due tiratori consecutivi di casa. Il successivo schema di De Roon (Niasse abbatte Samardzic) porta l&#8217;albanese alla svettata in controtempo (17&#8242;); è sempre lo stesso a rinviare corto sul contropiede crossato Bradaric-Sarr con la masticata di controbalzo di Suslov a lato.</p>
<p>Basta una quarta fiammata ai nerazzurri per passare e alla quinta siamo due a zero. Protagonista sempre CDK, che innescato dal lancio del braccetto schipetaro si mangia la difesa cogliendo il legno col piede debole su cui s&#8217;avventa l&#8217;unico centravanti in rosa senza che il portiere di casa possa metterci che una parte del corpo invano. Il bis è preceduto dal colpo di testa alla viva il parroco di Cuadrado, un ascensorino prenotato a rientrare da Zappacosta. Bellissima quanto essenziale la manovra per metterla virtualmente in ghiaccio, con fra&#8217; Martino a scandire i tempi perfino dell&#8217;offensiva e il difensore trentunenne a metterglisi in scia in orizzontale al limite dell&#8217;area. Hellas frastornato ma non abbastanza da ammainare bandiera, se è vero che il trequartista scivola maldestramente (32&#8242;) a rimorchio di un Sarr guardato più o meno a vista da Hien. Due minutini e Montipò scongiura il tris difendendo il palo dal destro di Posch in asse col colombiano, mentre il belga salendo il cielo sul corner susseguente non lo mette in crisi. Il gol della sicurezza, dopo una palla innocua rimessa dentro da Ghilardi dal secondo angolo locale, arriva lo stesso grazie allo scippo a Niasse del brasiliano che poi penetra davanti al dischetto, si rigira sul destro e lo ricama nel sacco.</p>
<p>Il poker atalantino con tripletta del Chapita, riprendendo il palo di Posch di testa su schema ancora dell&#8217;olandese a seguito del fallo da giallo di Ghilardi su CDK, è di riffa o di raffa nel mega rimpallonzo in chiusura di frazione e di suo è sufficiente a giustificare un bel po&#8217; di cambi in vista di Brugge. Un tiretto da fuori smorzato da Zappacosta al settimo e all&#8217;undicesimo della seconda metà ecco l&#8217;azione dettata dall&#8217;unico rimpiazzo fin lì, Brescianini, per la volata a sinistra del capitano che la serve sul piattone dell&#8217;ariete per la manita in faccia. Il sorano di esterno destro, trovato nella corsa dall&#8217;erbuschese, sta a mezza via tra assist e conclusione impossibile al ventesimo, precedendo l&#8217;erroraccio di Tchatchoua che ha tutto il tempo di sistemarsi sul sinistro comunque largo senza punire lo scivolone di Toloi. Poi alla mezzora, quando Mateo ne ha sparata una fuori, è Rui Patricio a negargli la gioia effimera in coppia con Mosquera sul lancio di . Stessa sorte per il terzo tempo di Coppola e gran parata davvero pure stavolta dell&#8217;ex Sporting e Roma. Il possibile sesto by Zappacosta è alle stelle (sinistro dritto e altissimo, 34&#8242;), Dawidowicz di rimpallo da sesto tiro dalla bandierina non la inquadra e Kastanos (38&#8242;) la sgancia troppo da lontano per ferire. Idem il polacco al novantesimo abbondante. Un poker di un singolo giocatore per i nerazzurri mancava dal 4-3 di Valencia nel ritorno degli ottavi di Champions League il 10 marzo di 5 anni fa. Allora a portarsi a casa il pallone era stato Josip Ilicic. In A fanno 5 punti per tenere la Juve a meno 7 dal podio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le pagelle col Bologna: tanta sfiga ma dietro qualcosa non va, portiere compreso</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 23:18:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[quarto di finale]]></category>
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					<description><![CDATA[Pagelle crudeli in Coppa Italia col Bologna. Chi sbaglia paga. Rui Patricio fa due belle parate su Pobega, quella non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/02/a88b399e-ed46-4b37-95dc-3e798ad36fee.jpeg"><p>Pagelle crudeli in Coppa Italia col<strong> Bologna. Chi sbaglia paga. Rui Patricio</strong> fa due belle parate su Pobega, quella non vista poiché non ne scaturisce nemmeno l&#8217;indicazione dell&#8217;angolo poco dopo l&#8217;ora di gioco, e l&#8217;ex Holm, ma finisce per capitolare nel peggiore dei modi. Esco o non esco, alla fine <strong>Castro</strong> più che dover essere seguito da qualcuno proprio non doveva essere messo in condizione di colpirla, quella maledetta traiettoria da fermo di Lykogiannis all&#8217;ottantesimo. Difesa dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> comunque incerta, specie per gli errori in uscita di <strong>Hien</strong> nella ripresa. Bene <strong>Bellanova</strong> in fascia, gol sfiorato al cinquantesimo abbondante, il solito <strong>Ederson</strong> che energia duracell a parte salva un gol fatto di Pobega alle soglie dell&#8217;intervallo e <strong>Brescianini</strong> che offre buoni palloni agli altri provandoci anche di suo.</p>
<p><strong> Rui Patricio 5:</strong>&nbsp;tutto, ovvero due parate, bene anzi benissimo tranne l&#8217;ultima uscita. Rimasta a metà, giusto per far inciampare l&#8217;Atalanta nelò&#8217;ennesimo assalto alla Coppa Italia dell&#8217;era gasperiniana.</p>
<p><strong>Toloi 5,5:</strong> sbaglia un rinvio sanguinoso su una delle cinque sparate alle stelle altrui (27&#8242; st <strong>Posch 5,5:</strong> braccetto sinistro decisivo in nulla).<br />
<strong>Hien 5,5:</strong> sbaglia due uscite nel secondo tempo che valgono altrettante chances bolognesi. Inutile rivangare sul fatto che le palle inattive deve sempre rincorrerle. In area piccola il dominus è il portiere, mica il perno. Bel primo tempo sfiorando pure il gol, ma&#8230;<br />
<strong>Djimsiti 6:</strong> chiude dall&#8217;altra parte perché così ha voluto il manico probabilmente per evitare acciacchi zavorra-campionato. Assist perfetto per Bellanova, ma il Bologna ha un portiere ligio al dovere.</p>
<p><strong>Bellanova 7:</strong> spinge a più non posso sfiorando il matchball in avvio di ripresa. Bello il colpo di esterno, grandissimo il polacco tra i legni nemici. L&#8217;asse col fiammingo sarebbe perfetto se quest&#8217;ultimo ci mettesse la sua stessa grinta belluina.<br />
<strong>Ederson 7:</strong> respinge l&#8217;ultimo assalto del primo tempo di Pobega dopo essere stato il primo a confezionare l&#8217;occasione per un compagno, leggi Charlesone, che se la fa però alzare in punta di falangi. In mezzo è veramente un ossesso.<br />
<strong>De Roon 6:</strong> tira i remi in barca in una seconda metà spesa quasi a fungere da libero aggiunto. Come togliere un oplite alla contesa.<br />
<strong>Zappacosta 5,5:</strong> al netto di tutto, precisione degli appoggi in primis, lo condanna il controllo ciccato sul taglio chiamatogli da Pasalic a sette dalla pausa. Odgaard era fermo, bastava fare come un qualunque professionista con la porta davanti, controllare e spararla dentro (14&#8242; st <strong>Cuadrado 6:</strong> ne ha una buona e calcia sul palmo dell&#8217;ultimo baluardo).</p>
<p><strong>Pasalic 6,5:</strong> bene in rifinitura anche nella ripresa, dove però conclude debolmente pressoché di suola da centro area (14&#8242; st <strong>Samardzic 5,5:</strong> la spia s&#8217;accende troppo a intermittenza. E dire che la serie positiva di quindici di cui undici vinte di fila in campionato l&#8217;aveva avviata proprio il suo pari al novantesimo al Dall&#8217;Ara).</p>
<p><strong>De Ketelaere 6:</strong> apre gli spazi agli altri, in un eccesso di generosità che lo vede difatti tirare una sola volta, la prima di tutta la partita. A una punta serve anche l&#8217;egoismo: cucire non basta, si rischia di procrastinare alla Penelope con la tela per prendere tempo coi Proci in attesa di Ulisse (22&#8242; st <strong>Brescianini 7:</strong> tutto bene tranne forse la conclusione personale, ma va detto che deve fare quasi completamente da solo).<br />
<strong>Retegui 5,5:</strong> se non trova spazio, al massimo fa a sportellate e scarica. Bene una volta, per il resto si eclissa un po&#8217; (14&#8242; st <strong>Maldini 5,5:</strong> Brescianini gliene porge una da sbattere nel sacco e lui non fa che imboccare uno Skorupski già a terra).</p>
<p><strong>All. Gasperini 5,5:</strong> ha poche alternative, ma gli eventuali rischi sarebbe stato meglio prenderli dal kick off anziché in corsa. Se il figlio d&#8217;arte entra molle, le geometrie e i centimetri di un CDK non trascendentale sarebbero stati utili fino alla fine.</p>
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		<title>Gasperini tra il trionfante e l&#8217;ironico: &#8220;A questo punto cosa ce ne facciamo dello scudetto? Miriamo al triplete&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 22:53:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
		<category><![CDATA[Ederson dos Santos]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Piero Gasperini]]></category>
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					<description><![CDATA[Gian Piero Gasperini risponde all&#8217;ultima domanda del fuoco di fila nella pancia dell&#8217;Estadi Olimpic Lluis Companys con una strizzatina d&#8217;occhio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20250102-WA0047.jpg"><p>Gian Piero <strong>Gasperini</strong> risponde all&#8217;ultima domanda del fuoco di fila nella pancia dell&#8217;Estadi Olimpic Lluis Companys con una strizzatina d&#8217;occhio alla platea di giornalisti, ma è un messaggio urbi et orbi: <em>&#8220;Che ce ne facciamo dello scudetto? Miriamo alla Champions League. Anzi, puntiamo al triplete come obiettivo, così sei contento&#8230;&#8221;</em>. L&#8217;intervistatore è Andrea Losapio di Tuttomercatoweb.com, il mister dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> si concede la battuta liberatoria che ne tradisce la soddisfazione e diciamo pure la gioia per aver ripreso il <strong>Barcellona</strong> due volte a casa sua: <em>&#8220;Uscire col 2-2 da qui significa mettersi una medaglia al collo. Peccato che per via di questa fase a campionato la classifica ce ne ha destinata una di legno. Avremo i playoff da fare, ma la felicità per come siamo venuti a giocare, per il nostro modo d&#8217;interpretare il calcio e per il sostegno dei tifosi a cui abbiamo regalato questo spettacolo prevale ampiamente sul rammarico per il nono posto&#8221;</em>, il pensiero del tecnico nerazzurro.</p>
<blockquote><p>&#8220;Prevale ovviamente la soddisfazione. Poveretti quelli che fanno i delusi per aver mancato gli ottavi di finale diretti. Noi siamo l&#8217;Atalanta e dobbiamo essere felici di esserci potuti misurare col Barcellona.<br />
Siamo dentro la competizione, vedremo se giocheremo con Sporting o Brugge, due squadre forti. I campioni di Portogallo li abbiamo affrontato quattro volte l&#8217;anno scorso in Europa League, i belgi come mi ha riferito De Ketelaere sono in serie positiva da venti partite. Giocare in Champions ci piace. Alla quarta edizione partite come questa ci valorizzano tanto, sia come giocatori che come modo di interpretare il calcio.</p>
<p>Kolasinac ha una contusione alla caviglia ma è un highlander e recupererà, a Scalvini invece è uscita alla spalla che era già uscita alla vigilia del Real, la sinistra. Non so se dovrà operarsi, per lui il dispiacere è davvero tanto.&nbsp;</p>
<p>Sull&#8217;uno a uno avevamo da noi l&#8217;inerzia della partita, tanto più che abbiamo pareggiato un&#8217;altra volta. Il Barcellona collezionava corner uno dopo l&#8217;altro c&#8217;è stato sicuramente un errore in marcatura. Capita.</p>
<p>La formula a fase non mi piace, ma solo per aver preso la medaglia di legno&#8221; (Gian Piero Gasperini).</p></blockquote>
<h2>Parola allo spogliatoio: Ederson e Pasalic</h2>
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<blockquote><p>&#8220;Siamo molto contenti per la prestazione intensa a casa di una squadra fortissima, abbiamo dato tutto e rimontare non era facile. La nostra forza è soprattutto mentale, perfino in dieci abbiamo mantenuto la compattezza dopo l&#8217;uscita in barella di Scalvini.&nbsp;</p>
<p>Un po&#8217; di dispiacere per aver mancato gli ottavi diretti c&#8217;è, ma il passaggio del turno è sempre e comunque nelle nostre mani. Non importa se dovremo ancora affrontare lo Sporting o il Brugge, dipenderà soltanto da noi. La mentalità l&#8217;abbiamo dimostrata&#8221; (Ederson dos Santos).</p></blockquote>
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<blockquote><p>&#8220;Abbiamo giocato alla pari con una delle squadre più forti d&#8217;Europa recuperando il risultato due volte: l&#8217;Atalanta ha carattere e voglia di confrontarsi ad alti livelli con chiunque. In Champions League abbiamo sempre offerto grandi prestazioni di cui dobbiamo andare orgogliosi.</p>
<p>Ho esultato sotto i settore coi nostri quasi tremila tifosi, un momento magico. Segnare in Champions in stadi del genere è un&#8217;emozione in più. Gli atalantini ci seguono ovunque andiamo e appena trovato il gol del 2-2 ho voluto festeggiarlo insieme a loro: m&#8217;è venuto spontaneo, naturale. Fanno parte della squadra a pieno titolo.&nbsp;</p>
<p>Ormai sono a Bergamo da sette anni e ho potuto vivere i momenti più importanti della storia di questa società. Aiutare segnando è qualcosa di grandissimo, con un occhio però sempre al risultato che è più importante delle soddisfazioni personali. Il punto di stasera è preziosissimo. Finire nella Top Eight della classifica a 32 sarebbe stato incredibile, ma c&#8217;erano tante squadre vicine e non dipendeva solo da noi. La qualificazione alla fase successiva c&#8217;è stata lo stesso, anche se abbiamo due partite in più. Sporting Lisbona o Brugge non fa differenza, anche se coi portoghesi ci ha detto sempre bene. Siamo arrivati alla fine di una grande fase a campionato. Ci giocheremo tutto nei playoff&#8221; (<strong>Mario Pasalic</strong>).</p></blockquote>
<h2>Cuadrado, Bellanova, Zappacosta e De Roon</h2>
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<blockquote><p>&#8220;Una grande partita di fronte a una grandissima squadra. La mentalità era di venir qui a vincere e avremmo potuto farlo tranquillamente: sono molto felice. Non è mai facile riprendere la partite contro i Barcellona: abbiamo giocato di squadra dando il massimo. Le possibili avversarie dei playoff? A questo punto rimangono solo avversari forti&#8221; (Juan <strong>Cuadrado</strong>).</p>
<p>&#8220;Saremmo stati più contenti se avessimo vinto, abbiamo preparato e giocato bene una partita contro grandissimi campioni. Sapevamo che eventuali errori sarebbero stati puniti. Lookman avrebbe potuto fare la differenza, siamo stati sfortunati anche con Scalvini a cui è uscita la spalla un&#8217;altra volta. Chi gioca, comunque, ha sempre saputo fare bene. Speravamo in un gol nel Celtic in casa dell&#8217;Aston Villa ma ne è arrivato uno allo scadere per i padroni di casa, pazienza&#8230;&#8221; (Raoul <strong>Bellanova</strong>).</p>
<p>&#8220;Siamo parzialmente soddisfatti, perché abbiamo giocato alla pari con un top club europeo. Non essere passati direttamente nelle prime otto non è un problema: continuiamo tranquillamente il nostro percorso, che è stato incredibile. Il mese prossimo dovremo affrontare da Atalanta due sfide comunque difficili. Ma abbiamo dimostrato ancora una volta di poter mettere in difficoltà chiunque, se stiamo sul pezzo, giochiamo di squadra e tutti uniti&#8221; (Davide <strong>Zappacosta</strong>).</p>
<p>&#8220;Un peccato gli ultimi cinque minuti senza Scalvini, entrambe avevamo la possibilità di vincere. Possiamo essere abbastanza soddisfatti per aver ripreso il risultato ben due volte a casa del Barcellona che abbiamo messo in difficoltà. Eravamo consapevoli e molto concentrati: sapevamo, nel secondo tempo,&nbsp; di dover attaccare di più lo spazio dietro la difesa di casa. Se riesci a fare partite di questo livello, poi hai più fiducia anche in campionato. Sporting o Brugge? I portoghesi ci portano fortuna, ma bisogna stare sempre molto attenti&#8221; (<strong>Marten de Roon</strong>).</p></blockquote>
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		<title>Atalanta immensa a Barcellona, ma per gli ottavi diretti non basta: ora playoff con Brugge o Sporting (e daga!)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 22:20:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[Ederson dos Santos]]></category>
		<category><![CDATA[League Phase]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Pasalic]]></category>
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					<description><![CDATA[8a giornata League Phase Champions League &#8211; Barcellona, Estadi Olimpic Lluis Companys, Montjuic &#8211; mercoledì 29 gennaio (ore 21) Barcellona [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/01/fbl-eur-c1-barcelona-atalanta-UEFA.jpg"><p>8a giornata League Phase Champions League &#8211; Barcellona, Estadi Olimpic Lluis Companys, Montjuic &#8211; mercoledì 29 gennaio (ore 21)<br />
<strong>Barcellona &#8211; Atalanta 2-2 (0-0)</strong><br />
<strong>BARCELLONA (4-2-3-1):</strong> Szczesny 7; Koundé 6,5, Araujo (cap.) 6,5, Garcia 6 (24&#8242; st Cubarsì 5,5), Balde 6,5; De Jong 6,5, Pedri 5,5 (35&#8242; st Casadò sv); Yamal 7 (51&#8242; st Pau Victor sv), Gavi 5,5 (24&#8242; st Fermìn Lopez 5,5), Raphinha 7,5; Lewandowski 6,5 (24&#8242; st Ferran Torres 6). A disp.: 13 Iñaki Peña, 31 Kochen; 32 Fort, 35 Martin, 14 Torre, 10 Ansu Fati. All.: Hans-Dieter Frick 7.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Carnesecchi 7; Djimsiti 6, Hien 6, Kolasinac 6 (10&#8242; st Scalvini 6,5); Bellanova 7 (32&#8242; st Cuadrado 7), De Roon (cap.) 6,5, Ederson 7,5, Zappacosta 7 (32&#8242; st Ruggeri 6,5); Pasalic 8; De Ketelaere 6 (42&#8242; st Brescianini sv), Retegui 6 (32&#8242; st Zaniolo 6). A disp.: 28 Rui Patricio, 31 Rossi; 2 Toloi, 27 Palestra, 24 Samardzic, 25 Cassa, 48 Vlahovic. All.: Gian Piero Gasperini 8.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Oliver 7 (Inghilterra &#8211; Burt-Mainwaring, IV Madley. V.A.R. Gillett, A.V.A.R. England).<br />
<strong>RETI:</strong> 2&#8242; st Yamal (B), 22&#8242; st Ederson (A), 27&#8242; st Araujo (B), 34&#8242; st Pasalic (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata serena, spettatori 42.728 di cui 2.859 atalantini. Ammoniti Kolasinac e De Roon per gioco scorretto, Ederson e Pasalic per comportamento non regolamentare. Tiri totali 15-8, nello specchio 7-5, parati 4-3, respinti/deviati 3-0. Var: 2 (check). Corner 7-4, recupero 2&#8242; e 7&#8242;.</p>
<p><strong>Barcellona</strong> &#8211; Un gol annullato, uno preso un po&#8217; da polli, la magia di <strong>Ederson</strong> per agguantarla a mezz&#8217;altezza e quella di <strong>Pasalic</strong> per prendere tutti alle spalle riagguantando il <strong>Barcellona</strong> già qualificato per la seconda volta. Per <strong>l&#8217;Atalanta</strong> (foto UEFA.com), l&#8217;ingiustizia del nono posto che la costringerà al doppio playoff di febbraio col Club Brugge dell&#8217;ex De Ketelaere o l&#8217;annosissimo Sporting Lisbona col ritorno a Bergamo: gli ottavi di finale sfumati direttamente sarebbero con Lille o Aston Villa. Venerdì 31 gennaio il sorteggio a Nyon. Comunque una prova extralusso.</p>
<p>Dalla cintola in su si formano le <strong>coppie</strong>, con Pasalic francobollato da De Jong, Pedri da De Roon e la sottopunta Gavi da Ederson in evidente vantaggio fisico. Al settimo il primo sussulto col croato a saltare sul corner di Bellanova concesso dal quasi patatrac del retropassante Garcia e Szczesny costretto a rifugiarsi in fallo di fondo proprio per evitare guai da chi poi prende l&#8217;ascensore. Due minuti e in coda al possesso palla insistito, con contatto sospetto tra Koundé e Zappacosta, è quest&#8217;ultimo a staccare alto sempre dietro invito dello stesso crossatore. Botta e risposta all&#8217;undicesimo con la diagonale quasi da autogol di Balde per anticipare <strong>De Ketelaere</strong> su palla bassa ancora del sorano e Yamal col girello sinistro. La prima conclusione in porta è di marca atalantina (13&#8242;) grazie al destro incrociato di <strong>Retegui</strong>, servito dal rilancio del compagno in guanti e rintuzzato in angolo dall&#8217;ex juventino.</p>
<p>Il possesso di marca blaugrana è marcato quanto inconcludente, almeno fino al risveglio dell&#8217;iberico di origini equatoguineane che rientra nuovamente sul piede preferito al 27&#8242; mandando in terra Hien con la finta ma angolando male appena dentro l&#8217;area sul recupero di Kolasinac, scivolato invece al 33&#8242; quando <strong>Yamal</strong> riceve il passaggio di ritorno di Koundé con Djimsiti a spazzare in mischia in gioco aereo. A una dozzina dalla pausa, CDK sfiora coi tacchetti la palla dentro di Ederson dopo ricezione dal laterale di Parabiago deviata da Garcia determinando il fuorigioco di centimetri di Zappacosta. Al 2&#8242; di recupero entra in campo <strong>Raphinha</strong> ma da fuori non può sorprendere Carnesecchi. Il primo a provarci nella ripresa, invece, è De Roon dopo la palla del fiammingo da sinistra rinviata da Balde in lunetta, chance che precede il pallone di prima di <strong>Lewandowski</strong> per Raphinha che dalla sinistra proietta Yamal al dribbling su Carnesecchi: la scivolata di Kolasinac è evitata, il giovanissimo talento entra in porta con l&#8217;attrezzo.</p>
<p>Al 6&#8242; il <em>vatreno</em> potrebbe già pareggiarla, lanciato da CDK in una delle rare invenzioni in cucitura, ma <strong>Arajuo</strong> riesce a sporcargli il diagonale mancino parato poi da Szczesny. Carnesecchi stavolta è attento sulla punizione di Raphinha (9&#8242;). Al quarto d&#8217;ora il marcatore barcelonista sposta Ederson e innesca ancora l&#8217;assistman del rompighiaccio col polacco a sprecare l&#8217;occasionissima del raddoppio sul recupero di Djimsiti. L&#8217;albanese al 18&#8242; regala palla al brasiliano che serve ancora l&#8217;autore del minimo vantaggio: bel taglio ed esterno sinistro rintuzzato dal guantipede riminese. L&#8217;1-1 è dietro l&#8217;angolo del dialogo tra quinti con <strong>Zappacosta</strong> ad appoggiare controllo e seccata dal limite del 13 atalantino. Illusione durata una manita cronometrica, perché Hien sta lontano, l&#8217;uruguagio della difesa è teoricamente dello spaiatossimo CDK che non ce la fa e la parabola dalla bandierina di Raphinha è solo da spingere dentro di testa schiacciando davanti al secondo palo.</p>
<p>Entrano <strong>Cuadrado</strong>, Ruggeri e Zaniolo per Bellanova, Zappacosta e Retegui, ma è De Roon ricevuto dal colombiano a crossare da destra per inserimento, controllo di sinistro e tocco sotto di destro di Pasalic in mezzo alle gambe del polacco tra i pali. Il prestito del Galatasaray spara dritto sul cross basso di Cuadrado (37&#8242;). A cambi finiti, a Scalvini esce la spalla sinistra. Al 3&#8242; di recupero sugli sviluppi dell&#8217;ultima palla inattiva Carnesecchi si distende per dire di no a Ferran Torres, già avversario in maglia Valencia col famoso palo sull&#8217;uno a zero bergamasco il famosissimo 19 febbraio 2020 nel 4-1 di San Siro nell&#8217;ottavo di andata. Stavolta è un&#8217;eliminatoria a cui arrivare dal prossimo barrage.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gasperini esulta ma anche no: &#8220;Prestazione importante, al quarto uomo ho detto di guardare il campo anziché me&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Nov 2024 22:57:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Non c&#8217;entra tanto l&#8217;arbitro (Gianluca Manganiello, NdR), avevano colpito Toloi alla schiena ed era un po&#8217; che stava andando avanti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/11/IMG-20241123-WA0043.jpg"><p><em>&#8220;Non c&#8217;entra tanto l&#8217;arbitro </em>(Gianluca Manganiello, NdR)<em>, avevano colpito <strong>Toloi</strong> alla schiena ed era un po&#8217; che stava andando avanti questo andazzo dei falli. Ho invitato il quarto uomo </em>(Fabio Massimi, NdR)<em>, che mi ha provocato guardandomi per quattro minuti, di guardare il campo invece di fissare me. Ha richiamato il direttore di gara ed ecco il secondo giallo. Non era il protagonista e così ha trovato il modo di diventarlo&#8221;</em>. Gian Piero <strong>Gasperini</strong> non risparmia una frecciata alla squadra arbitrale, che non gli impedisce comunque di gioire per il settimo successo di fila in campionato a <strong>Parma</strong>: <em>&#8220;In estate in amichevole non eravamo in condizione pagando dazio pesantemente</em> (vedi crociato di Scamacca, 4 agosto, NdR), <em>stavolta è stata una di quelle prestazioni di cui andare molto soddisfatti contro una squadra pericolosa specie in attacco. La giocata a inizio secondo tempo poteva creare problemi</em> &#8211; spiega a bocce ferme il tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> -. <em>Noi abbiamo fatto tutto bene tranne difendere in quell&#8217;occasione e la chiusura della partita nel primo tempo, dove potevamo segnare di più. Erano pericolose soprattutto le palle in profondità su cui si questi quattro attaccanti si buttano sempre&#8221;</em>.</p>
<p>Si resta molto, molto in alto: <em>&#8220;E il nostro unico pensiero è rimanerci il più possibile, non lo scudetto che lasciamo nominare agli altri. Ovviamente stiamo portando avanti una striscia molto importante e il gioco ci conforta. Il primo tempo è stato ottimo, abbiamo creato tanto, mentre il gol dell&#8217;uno a due ha regalato energia e spinta al Parma, ma poi siamo tornati ad avere il gioco in mano. A forza di creare prima o poi segniamo sempre&#8221;</em>, continua l&#8217;allenatore nerazzurro.&nbsp;</p>
<p><em>&#8220;Non ho voglia di fare paragoni con le precedenti edizioni della mia Atalanta perché sono completamente diverse. La gente pensa subito all&#8217;epoca di <strong>Ilicic, Gomez, Zapata e Muriel</strong>: l&#8217;edizione scorsa, però, senza fissarsi obiettivi alla fine ha vinto l&#8217;<strong>Europa League</strong>. Vale lo stesso discorso per il titolo, per il quale non abbiamo mai lottato&#8221;</em>, l&#8217;altro puntino sulle i del mister.&nbsp; Ancora, sui singoli: &#8220;<strong>Ederson</strong> è diverso dal fantastico <strong>Freuler</strong>, uno di quelli che ringrazierò sempre per quello che ci ha dato: arrivato da giocatore offensivo è diventato completo aggiungendoci l&#8217;interdizione. Attacca bene gli spazi e li difende. Del resto, contro quattro attaccanti o si abbassa un esterno o deve farlo un centrocampista.&nbsp;<strong>Pasalic</strong> fa cose straordinarie da tempo e Samardzic prima di superarlo ce ne dovrà mettere. Sulle scelte vale il campo&#8221;. Infine, sul turno di Champions martedì a Berna: <em>&#8220;Vincere significherebbe praticamente la certezza di finire quantomeno nelle 24 che rimangono nella competizione, ma attenzione al sintetico dello <strong>Young Boys</strong>, perché campo e squadra hanno messo in difficoltà l&#8217;Inter&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio: Scalvini, Retegui, Ederson</strong></p>
<p>Tra <em><strong>DAZN</strong></em> e <em><strong>Sky Sport</strong></em>, dalle voci di spogliatoio si leva alto l&#8217;hurrah di Giorgio <strong>Scalvini</strong> dopo 174 giorni a mordere il freno: <em>&#8220;Sono molto felice del rientro, sono stati mesi molto lunghi e molto duri e non vedevo l&#8217;ora di tornare. Una bellissima emozione, quasi un secondo esordio, che s&#8217;è trasformata in adrenalina. Ora bisogna continuare a lavorare duro e giocare</em> &#8211; le parole del braccetto palazzolese -. <em>Da un mese mi alleno in gruppo e ho potuto constatare che il livello complessivo è molto alto, qualcosa che si vede immediatamente per l&#8217;intensità, un nostro punto forte storico, e per la capacità di creare azioni a getto continuo davanti, mentre la difesa è estremamente solida&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p>Mateo <strong>Retegui</strong>, alla dodicesima gioia di campionato, si prenota anche fuori confine: <em>&#8220;Continuare a segnare è importantissimo per la fiducia, specialmente se sei una punta. Il primo tempo è stato migliore, ho avuto anche un altro paio di chances</em> &#8211; il parere del centravanti azzurro -. <em>Il gol in Champions arriverà: sono tranquillo perché sento la fiducia del mister, della squadra e dei tifosi a cui dedico la vittoria. Giochiamo un gran calcio con tante occasioni davanti alla porta. Gasperini è uno dei migliori al mondo e lo ha dimostrato con la vittoria dell&#8217;Europa League: peccato per l&#8217;espulsione, vogliamo sempre averlo vicino&#8221;</em>.</p>
<p>Dulcis in fundo, il migliore, <strong>Ederson</strong> dos Santos: <em>&#8220;Siamo lì e vogliamo provare a vincerle tutte. Stiamo giocando alla grande, altrimenti non avrei fatto gol anch&#8217;io, e dobbiamo solo continuare così anche in Champions League. Per Berna sono <strong>squalificato</strong>, tocca ai compagni. Retegui? Spero che segni ancora di più e che non smetta mai&#8230;&#8221;</em>.&nbsp;</p>
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		<title>Retegui-Ederson-Lookman, l&#8217;Atalanta pasteggia a Parma (3-1) e torna Scalvini!</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Nov 2024 21:47:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[13a serie A &#8211; Parma, stadio &#8220;Ennio Tardini&#8221;, sabato 23 novembre (20.45) Parma &#8211; Atalanta 1-3 (0-2) PARMA (4-2-3-1): Suzuki [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/11/IMG-20241123-WA0039.jpg"><p>13a serie A &#8211; Parma, stadio &#8220;Ennio Tardini&#8221;, sabato 23 novembre (20.45)<br />
<strong>Parma &#8211; Atalanta 1-3 (0-2)</strong><br />
<strong>PARMA (4-2-3-1):</strong> Suzuki 5,5; Couibaly 6 (26&#8242; st Hainaut 5,5), Delprato (cap.) 6,5, Balogh 6, Valeri 7; Estevez 6 (26&#8242; st Haj 5,5), Sohm 6,5; Man 6, Cancellieri 7,5 (37&#8242; st Charpentier sv), Benedyczak 5 (1&#8242; st Mihaila 7); Bonny 6 (26&#8242; st Almqvist 5,5). A disp.: 1 Chichizola, 40 Corvi; 46 Leoni, 77 Di Chiara, 16 Keita, 23 Camara. All.: Fabio Pecchia 6,5.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-1-2):</strong> Carnesecchi 7; Kossounou 6,5, Hien 6, Toloi (cap.) 6 (37&#8242; st Scalvini sv); Bellanova 7 (25&#8242; st Cuadrado 7), De Roon 6,5, Ederson 8, Ruggeri 7; Pasalic 7,5 (10&#8242; st Brescianini 6); Retegui 7 (10&#8242; st De Ketelaere 6), Lookman 7,5 (37&#8242; st Samardzic sv). A disp.: 28 Rui Patricio, 31 Rossi; 27 Palestra, 6 Sulemana, 10 Zaniolo. All.: Gian Piero Gasperini 7,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Manganiello di Pinerolo 6 (Preti di Mantova, Bahri di Sassari; IV Massimi di Termoli. V.A.R. Meraviglia di Pistoia, A.V.A.R. Mariani di Aprilia).<br />
<strong>RETI:</strong> 4&#8242; pt Retegui (A), 38&#8242; pt Ederson (A), 4&#8242; st Cancellieri (P), 30&#8242; st Lookman (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata tardo-autunnale fredda, spettatori 18.790 di cui 13.151 abbonati e 1.081 atalantini per un incasso complessivo di 227.144,09 euro. Espulso Gasperini (9&#8242; st) per somma di ammonizioni (proteste), ammoniti Ruggeri e De Roon per gioco scorretto. Tiri totali 9-15, nello specchio 3-6, parati 2-3, respinti/deviati 3-4. Vari: 3 (goal check &#8211; offside). Corner 2-5, recupero 1&#8242; e 4&#8242;.</p>
<p><strong>Parma</strong> &#8211; I numeroni della <strong>settima di fila</strong> e del primo posto temporaneo a braccetto con l&#8217;Inter vanno oltre il ritorno di Giorgio <strong>Scalvini</strong> a 174 giorni dal crac al crociato. Il plot rasenta comunque il thrilling in una sfida vinta benone perché impestata. <strong>Retegui</strong> scrive dodici a referto, a <strong>Lookman</strong> viene annullata la nona stagionale ma entro l&#8217;intervallo <strong>Ederson</strong> decide di metterla ancora più in discesa. <strong>L&#8217;Atalanta</strong>, a quel punto, deve guardarsi dal <strong>Parma</strong> per il dimezzamento fragoroso a inizio ripresa di <strong>Cancellieri</strong>, che gabbato <strong>Toloi</strong> (ultima partita a San Siro il 30 agosto, ultima da titolare il 2 giugno con la Fiorentina) schiaffa sotto la traversa l&#8217;input dell&#8217;ex meteora <strong>Mihaila</strong>: cacciato il Gasp da Manganiello, dopo un altro punto annullato <strong>Ademola</strong> sbatte in porta di rabbia di sinistro il primo traversone valido di <strong>Cuadrado</strong>. Mai prima d&#8217;ora, 28 punti a questo segno: altro record dell&#8217;era del grugliaschese.</p>
<p>La <strong>zuccata</strong> dopo tre minuti e quindici secondi dell&#8217;oriundo, assecondata dall&#8217;ammollo di <strong>Bellanova</strong> dietro input di Pasalic, spiana la strada lungo la via Emilia alla ripresa del campionato. Dpo la partenza sprint in giallo trasferta da terzo kit, occhio alla protezione della palla di <strong>Bonny</strong> che si gira a un metro abbondante dalla lunetta (7&#8242;) disegnando una parabola a scendere che si allarga a fianco del palo alla sinistra di Carnesecchi. Il croato esce imperiosamente in recupero sul centravanti in occasione del raddoppio rimasto in canna al decimo al nigeriano, da lui servito di tacco sulla seconda ribattuta infelice dell&#8217;ex <strong>Delprato</strong> dopo un primo alleggerimento di testa di Balogh, perché in offside lievissimo dopo aver seguito l&#8217;azione da lui rifinita dalla sinistra per la sponda aerea del rompighiaccio. Se &#8216;Mola sbatte su Valeri al culmine d&#8217;un&#8217;azione molto elaborata al quarto d&#8217;ora, il jolly <em>vatreno</em> arpiona male in caduta un nuovo radente dal lato corto del primo assistman della serata e ancora <strong>l&#8217;argentino</strong>, due volte, sfiora il due a zero, al 16&#8242; girando a lato di fronte il nuovo crossetto del solito noto e a un tiretto dal vantesimo alzando di destro in area piccola il tracciante del lussureggiante <strong>Ederson</strong>.</p>
<p>A un tocchettino dalla <strong>mezzora</strong>, l&#8217;asse slavonigeriano costringe il grassobbiese al recupero in angolo in scivolata per impedire al <em>Chapita</em> di imbracciare comodamente la doppietta. Fotocopia due giri di lancetta più tardi, quando c&#8217;è da uscire per murare il brasiliano sul filtrante della Super Aquila, che poi tenta di imitare il compagno di reparto sulla cartacarbone dell&#8217;uno a zero. No problem, arriva il <strong>tap-in</strong> dell&#8217;ex Salernitana a correzione della sovrapposizione crossata bassa di <strong>Ruggeri</strong> a Lookman punendo la smanacciata di Suzuki che legge maluccio la situazione. Il nippostatunitense si ricorda deglo obblighi del ruolo prendendola sia al migeriano che allo zognese (42&#8242;) sul velo del primo per fargli arrivare l&#8217;attrezzo sospinto in avanti da De Roon, poi una svista arbitrale sullo spintone di <strong>Cancellieri</strong> a Hien libera Bonny a rimorchio col riminese in porta alle soglie dell&#8217;intervallo a dire di no alla chance altrui più pericolosa e quindi alla bordata di Valeri dalla lunghissima.</p>
<p>L&#8217;ex veronese la schiaffa di potenza col preferito sinistro inaugurando una seconda metà che avrebbe richiesto maggiore attenzione, specie per le fiammate locali di cui sopra, quindi il <strong>doppio giallo</strong> per <strong>Gasperini</strong> per aver protestato una volta di troppo a quanto pare su un contatto non sanzionato. Brividi al dodicesimo, quando l&#8217;italobrasiliano si calcia sul braccio sinistro per allontanare il pallone da mancina di Valeri, ma da regolamento non è mai rigore mentre sottopunta e prima punta hanno già ceduto la zolla a Brescianini e De Ketelaere. Il pendolino ex Cremonese induce <strong>Ederson</strong> a un recupero monstre all&#8217;ora di gioco, al ventesimo invece è Coulibaly a scongiurare il tris atalantino anticipando Lookman nel gioco delle torri chiamato dal fiammingo su imbeccata del laterale di Parabiago. Sul tacco del firmatario del 2-0 c&#8217;è &#8216;Mola ancora oltre l&#8217;ultimo difendente (27&#8217;) per il secondo gol non valido della tredicesima, ma un&#8217;occasione dopo dall&#8217;area piccola davanti al secondo legno non ci sono dubbi di sorta grazie soprattutto alla pulizia di tocco del <em>panita</em> subentrato al primo uomo-assist del sabato sera. Tempo per il muro addosso a Brescianini su sponda di CDK e pure per il giallo a Ruggeri-De Roon tra 89&#8242; e 94&#8242;. Undicesimo risultato utile di fila su due fronti: ora sota coi fer martedì in Champions a Berna dallo Young Boys.</p>
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