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	<title>episodi &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Palladino e l&#8217;amarezza per la Coppa Italia: &#8220;Episodi decisivi, ora 15 punti per l&#8217;Europa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 11:15:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Raffaele Palladino, alla vigilia di Cagliari, è chiaro e netto: &#8220;L&#8217;amaro in bocca per la semifinale di Coppa Italia persa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/791c2229-889d-4322-b2ec-70707da797df.jpeg"><p>Raffaele <strong>Palladino</strong>, alla vigilia di <strong>Cagliari</strong>, è chiaro e netto: <em>&#8220;L&#8217;amaro in bocca per la <strong>semifinale di Coppa Italia</strong> persa con la <strong>Lazio</strong> ai rigori è tant0, per metabolizzarla ci sono voluti due giorni. Ci aspetta un finale di campionato da 15 punti e non molliamo, vedendo quello che faranno o perderanno quelle davanti. Ma dobbiamo essere più cinici e più imprevedibili: creiamo sempre tanto senza incidere sul risultato&#8221;</em>. Il tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, inevitabilmente, è tornato su mercoledì e sulle sue conseguenze, non senza accendersi: <em>&#8220;In una partita del genere, con un avversario da blocco basso e ripartenze cui abbiamo concesso un solo tiro in porta in 120 minuti, gli episodi contano, e non solo quelli sul piano tecnico. Non sto qui a commentarli, ma se si va in vantaggio è chiaro che una sfida del genere alla fine la vinci. <strong>Bernasconi</strong> è fuori per il finale di stagione per un fallo deciso che non è nemmeno stato sanzionato&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;La mia squadra ha sempre reagito dopo le sconfitte. All&#8217;indomani dell&#8217;uscita dalla Coppa Italia è stata dura accettarla soprattutto per il modo in cui è arrivata. Ci sono voluti un paio di giorni per metabolizzarla. Ai ragazzi ho detto che il nostro focus è la prossima partita. Nel finale di stagione ci teniamo a reagire fin da Cagliari per dare un segnale anche alle concorrenti.</p>
<p>La partita contro la Lazio ci lascia tanto rammarico, è stata un&#8217;ottima prestazione concedendo un solo tiro in porta contro una squadra da blocco basso e ripartenze. Contro di noi succede spesso: dobbiamo insistere a trovare imprendibilità e cinismo in zona gol evitando di farci prendere in contropiede. Non siamo stati fortunati né cinici, sono sfide che si giocano sui dettagli. Siamo stati bravi a riprenderla tra episodi arbitrali che non sto qui a commentare e tutto il resto.</p>
<p>Ci dispiace per l&#8217;eliminazione, ma sottolineo che dal mio arrivo, dati alla mano, risultiamo quinti in classifica dietro Inter, Milan, Napoli e Juventus come punti ottenuti. L&#8217;inizio di stagione è stato altalenante. Ma la squadra ha avuto un grande percorso, non ho niente da recriminare dai miei ragazzi. Contro la Juventus è stata forse la miglior partita dell&#8217;anno, con la Roma ce la siamo giocata, con la Lazio pure. Le partite sono figlie di tanti episodi che ci sono andati contro, non solo tecnicamente: se vai in vantaggio, in partite del genere, poi le vinci&#8221;.</p>
<p><strong>Bernasconi</strong> è fuori per l&#8217;ultimo mese, purtroppo. Ha subìto un fallo deciso nemmeno fischiato, abbiamo perso un giocatore importante per il finale di stagione. Ci dispiace tanto, gli facciamo un grande in bocca al lupo. Le alternative sono Bakker, Zappacosta, Bellanova e Musah che a volte ha giocato come quinto.</p>
<p>Ci sono momenti in cui produci tanto e finalizzi meno di quanto meritato. Non credo tanto nella sfortuna, ma ci sta girando un po&#8217; male. Non riusciamo a incidere. Siamo il settimo migliore attacco, possiamo fare di più perché abbiamo le qualità per farlo. Siamo la terza miglior difesa ed è merito anche dei rientri degli attaccanti: si difende non solo in difesa. Do fiducia alle mie punte per cercare soluzioni diverse. Mi preoccuperei se non creassimo, ma creiamo tanto. Dobbiamo solo insistere&#8221;.</p>
<p>La soluzione del tiro da fuori è sacrosanta, ma se ne fanno pochi statisticamente in generale. Pasalic ha pareggiato da fuori. Ricordo Zappacosta e Zalewski a segno da fuori area. Serve maggior precisione.</p>
<p>Per il prolungamento del <strong>contratto</strong> non c&#8217;è una deadline. Sono arrivato qui con grande entusiasmo e impegno, ho un altro anno ma non sono legato alle durate. Dei soldi non m&#8217;importa nulla. Io mi affeziono alle società, alle persone e ai dirigenti. Vediamo a fine stagione quel che deciderà la società. E&#8217; importante il lavoro nel presente, non allungare di due, tre o quattro anni.</p>
<p>Siamo partiti da tredicesimi e abbiamo risollevato una situazione con varie problematiche. In Champions è stato un ottimo percorso, in Coppa Italia avremmo meritato la finale. In campionato un settimo posto è una posizione buona ma vogliamo di più: siamo distanti ma ambiziosi, bisogna crederci aspettandoci anche qualche passo falso davanti. Guardando le altre, però, il rischio è di distrarsi: facciamo filotto e vediamo che succede davanti.</p>
<p>Mi fa piacere che l&#8217;Atalanta negli ultimi dieci anni abbia il record del gioco effettivo. Vorrei che lasciassero giocare di più come in Premier League. Ai miei dico che bisogna giocare con più ritmo possibile, sarei per il tempo effettivo ma soprattutto per sensibilizzare squadre e giocatori contro le perdite di tempo. Il calcio è un gioco maschio e di contatto.</p>
<p>Vedo bene sia <strong>Krstovic</strong> che sta avendo più continuità in questo periodo sia <strong>Scamacca</strong>. Insieme hanno fatto 22-23 gol. Sono centravanti forti, ma non credo che si facciano più gol schierandoli insieme. Noi attacchiamo portando 7-8 giocatori in zona gol. Sarebbe meglio trovare soluzioni più in velocità: dobbiamo essere più bravi e precisi.</p>
<p>Ci aspettiamo un Cagliari dalle tante insidie, ha ottimi giocatori e un bravo allenatore come Pisacane che conosco bene, nonostante non sia in un buon momento. Ci aspetta uno stadio infuocato, noi dobbiamo reagire subito alla sconfitta con la Lazio anche se è arrivata ai rigori. Il campionato ci lascia ancora 15 punti a disposizione, crediamo di meritarci qualcosa in più&#8221;.</p></blockquote>
<p> <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Col Milan due arbitri che l&#8217;hanno danneggiata, l&#8217;anticipo della Roma: Atalanta, peso politico zero</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2022 16:08:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non bastava la decisione da ufficializzare assunta ieri in assemblea, col presidente Lorenzo Casini ad annunciare l&#8217;anticipo dell&#8217;ultima giornata della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/08/Antonio-e-Luca-Percassi-1024x746.jpg"><p>Non bastava la decisione da ufficializzare assunta ieri in assemblea, col presidente Lorenzo Casini ad annunciare l&#8217;anticipo dell&#8217;ultima giornata della <strong>Roma</strong> a venerdì prossimo in casa del Torino, violando il principio di contemporaneità, con la scusa della finale di Conference League il mercoledì dopo per i giallorossi contro il Feyenoord. La <strong>designazione</strong>&nbsp;per l&#8217;incrocio pericoloso e decisivo Europa-scudetto contro il <strong>Milan</strong> è l&#8217;ennesima conferma che nel calcio il peso politico conta e che <strong>l&#8217;Atalanta</strong>, a dispetto della vicepresidenza di Lega di Serie A di Luca <strong>Percassi</strong>, ce l&#8217;ha pari allo zero.</p>
<p>Daniele <strong>Orsato</strong> di Schio, il direttore di gara, e Massimiliano <strong>Irrati</strong>, il V.A.R., da arbitri hanno già danneggiato i nerazzurri in una stagione piena zeppa di casi da moviola quasi tutti a sfavore. Il primo il 28 agosto scorso, negli occhiali casalinghi inforcati col <strong>Bologna</strong> anche per un nettissimo fallo di mano di De Silvestri su uno spiovente. Il secondo, sempre in campo, nell&#8217;1-4 con la Lupa stessa, destinataria del regalino a dispetto dello status di concorrente per un posto nelle coppe europee come i bergamaschi, la Lazio e la Fiorentina (Aquila a 62, le altre a 59) il 18 dicembre.</p>
<p>Lì i guai combinati dal fischietto pistoiese furono addirittura due: la sbracciata netta su <strong>Djimsiti</strong> di Abraham al 1&#8242; in occasione della fuga per il vantaggio e il 2-2 annullato direttamente dal varista Luigi <strong>Nasca</strong>, che non aveva alcuna facoltà di decidere al posto del titolare, per un presunto fuorigioco attivo di José <strong>Palomino</strong> sull&#8217;autogol dell&#8217;ex Bryan Cristante su sponda di Duvan <strong>Zapata</strong>. L&#8217;argentino avrebbe disturbato il friulano (forse un lievissimo appoggio con le braccia, ma l&#8217;avversario non si sposta per quello) senza però toccare la palla, ma il punto è che l&#8217;arbitro avrebbe dovuto essere richiamato a vedere l&#8217;azione.</p>
<p>Completano la squadra di giacchette colorate, alle 18 di domenica 15 maggio a San Siro, gli assistenti Fabiano Preti di Mantova e Alessandro Giallatini di Roma 2, con Antonio Rapuano di Rimini quarto ufficiale e Federico Dionisi di L&#8217;Aquila A.V.A.R. A Zingonia, infine, anche Giorgio <strong>Cittadini</strong> torna nel gruppo degli acciaccati che hanno lavorato a parte: affaticamento muscolare per il backup difensivo triumplino, mentre Giorgio Scalvini ci sarà al pari di Duvan <strong>Zapata</strong>. Persiste per il secondo allenamento di fila il problema di lombosciatalgia per Marco Sportiello, mentre la stagione è finita anzitempo per Rafael <strong>Toloi</strong> (ricaduta al flessore destro) e Giuseppe Pezzella (distrazione all&#8217;adduttore destro).&nbsp;</p>
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		<title>Il Var è sempre nemico perché il peso politico è pari a zero. Con la vicepresidenza di Lega l&#8217;Atalanta deve fare la voce grossa</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Feb 2022 19:15:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La notizia numero uno della settimana, l&#8217;amministratore delegato Luca Percassi che occupa il secondo scranno della governance del massimo campionato, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/07/Luca-Percassi.jpg"><p>La notizia numero uno della settimana, l&#8217;amministratore delegato Luca <strong>Percassi</strong> che occupa il secondo scranno della governance del massimo campionato, rischia di finire in secondo piano di fronte alla numero due. Ovvero, si viene <strong>danneggiati</strong> pure stavolta, nell&#8217;incipit di un settebello d&#8217;impegni decisivo su tre fronti in altrettante settimane, perché si continua a <strong>contare poco</strong>, se non addirittura nulla. Premessa necessaria prima della contestualizzazione e di un lungo rewind: Gian Piero <strong>Gasperini</strong> è stato il primo a rimarcare che l&#8217;ennesimo episodio da moviola che ha affossato la sua <strong>Atalanta</strong> non deve suonare come un alibi, data la brutta prestazione. Sta di fatto che il <strong>Cagliari</strong> corsaro del furbissimo Walter Mazzarri non sarebbe mai riuscito a rompere il ghiaccio spianandosi la strada per il bottino pieno nemmeno per ipotesi, se il braccio destro largo e decisivo per il controllo a seguire di Gaston <strong>Pereiro </strong>sul primo svantaggio fosse stato sanzionato come da regolamento, visto che se la palla rimbalza dal petto o da un&#8217;altra parte del corpo è un&#8217;attenuante buona soltanto nella propria area per non farsi fischiare il rigore contro. Davanti si annulla e stop. E ci sarebbe pure da rivedere un contatto sospetto Lykogiannis-Zapata un minutino e mezzo prima del 2-1 definitivo dell&#8217;uruguaiano.</p>
<p>Sempre la solita solfa, che intervenga il <strong>Var</strong> oppure no. Punti persi magari perché lo si è meritato, però&nbsp; giocare così è come correre i 110 metri a ostacoli con un sacco di mattoni in spalla o nel marsupio. Nel secondo caso non se ne parlava neppure, l&#8217;arbitro Prontera era lì sul pezzo, figurarsi se si deve procedere al check, altra astrusità di cui non si riesce a comprendere il senso. I <strong>nerazzurri</strong> hanno una <strong>cultura sportiva</strong> abbastanza spiccata, salvo protestare a bocce ferme come quasi tutti e morta lì, perché non c&#8217;è mai un seguito. In Italia non paga, le cose non funzionano così. Percorrono ben altri binari. Serve peso specifico fuori, dietro le quinte, ai piani alti. Chi tiene le redini del mondo dei club è Claudio <strong>Lotito</strong> e alla sua Lazio un rigoricchio non lo nega mai anima viva. In sede tecnica il designatore arbitrale ti spiega il perché e il per come, lasciandoti con un palmo di naso, e via fino alla prossima. Le cose non funzionano così. Senza scomodare pietre di paragone prive di ragion d&#8217;essere come Calciopoli o il sistema Moggi che dir si voglia, nel Belpaese contano i <strong>rapporti di forza</strong>. Da sempre e in ogni ambito della vita, privata e pubblica, non solo nel pallone a livello professionistico.</p>
<p>Con la fresca <strong>vicepresidenza della Lega Calcio di Serie A</strong> in saccoccia, ora bisogna <strong>imparare a fare la voce grossa</strong> lontani da quello che il profeta della Bergamo della sfera a esagoni chiama il centocinque per sessantotto. Il campo è sovrano solo fino a un certo punto. La linea di demarcazione sono quelli persi sulla scia degli errori ripetuti della sala di regia o comunque delle interpretazioni sempre discutibili. Una ex regina delle provinciali che se la batte da big aggiunta non può lasciare nulla al caso, nemmeno nei rapporti istituzionali.&nbsp;In principio fu il possibile vantaggio di Berat <strong>Djimsiti</strong> contro la <strong>Fiorentina</strong>, annullato per la posizione irregolare di Duvan Zapata, uno che l&#8217;attrezzo manco l&#8217;aveva sfiorato, considerato attiva. Una sorta di fotocopia, poi, a dicembre con la <strong>Roma</strong> in una partita piena zeppa di episodi e polemiche: il 2-2 annullato perché l&#8217;autorete dell&#8217;ex Bryan <strong>Cristante</strong> sarebbe stata provocata dall&#8217;azione &#8220;impattante&#8221; del fuorigiochista José <strong>Palomino</strong> sulla <em>&#8220;capacità dell’avversario di giocare il pallone, oppure semplicemente contendendogli il pallone&#8221;</em> (sic, sempre le norme-guida).</p>
<p>Nella stessa allacciata di scarpe, il gol iniziale sembra viziato da una carica di Abraham sul nazionale albanese, un altro arto superiore (Karsdorp) su carambola da corner sullo 0-1 e la spinta di Ibanez sul Toro di Cali sull&#8217;1-3. Sono tre partite perse, 1-2 con <strong>mani</strong> prontamente ravvisato di Joakim <strong>Maehle</strong> con rimarchevole occhio di lince sul primo dei due penalty contro, 1-4 e infine ancora 1-2, tutte in casa dove il rendimento zoppica, 13 punti con 4 ko su 4 rispetto alla trentina piena fuori da imbattuti, il miglior record del massimo campionato. Passi coi viola pressoché all&#8217;inizio del percorso, quando le gambe e gli schemi erano in rodaggio, ma nelle altre due circostanze le decisioni cervellotiche del sestetto arbitrale hanno significato rallentamenti nettissimi sulla via verso gli obiettivi, la corsa al vertice ormai lontanuccio e la guerra per il quarto giro di corsa in <strong>Champions League</strong> di fila. A meno di non credere davvero di agguantarla alzando l&#8217;Europa League, scommessa un po&#8217; azzardata oggi come oggi.&nbsp;</p>
<p>Certo, si può a buon diritto parlare di equilibri saltati, dell&#8217;incongruenza o della scarsa efficacia di certe scelte, leggi il 4-2-3-1-tris che ha fruttato 2 punti nelle ultime tre uscite giustificandosi solo con l&#8217;emergenza prima della recente pausa, oppure del calo netto delle prestazioni individuali e di squadra dopo i succulenti occhiali inforcati contro Inter e Lazio alla faccia della pletora di casi Covid-19. Ce la si può prendere con la sterilità offensiva dovuta soprattutto agli infortuni o alle indisponibilità a rotazione dalla cintola in su. Nel Belpaese, comunque la si voglia pensare, serve il <strong>peso politico</strong>. Benché il Gasp, alla vigilia dell&#8217;inopinato scivolone, abbia sorriso di fronte alla domanda a tema, in sede di complimenti all&#8217;AD per la nuova carica, definendolo <em>&#8220;persona equilibrata e capace rispetto alle problematiche del nostro mondo&#8221;</em> . Il <em>chiagni e fotti</em> sarà estraneo alla nostra cultura pragmatica da bergamaschi dediti al lavoro a testa bassa e aggrappati a valori incrollabili, ma le sviste arbitrali alla resa dei conti sono anche soldi in meno in saccoccia, a obiettivi sfumati per colpa dei trappoloni come i suddetti. Se non chiederemo al figlio presidenziale di urlare, alzare la manina si può e si deve. Per il bene della squadra e del club. La <strong>partita più importante</strong> si sta disputando in Lega. E non ci si può permettere di perderla, forse nemmeno di pareggiarla.<br />
<em><strong>Simone Fornoni&nbsp;</strong></em></p>
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