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	<title>Federico Bernardeschi &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Senza Zapata la mira è storta: bella Atalanta, ma la Juve la stende (3-1)</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2021 20:26:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Juventus – Atalanta 3-1 (2-1) JUVENTUS (4-3-3): Szczesny (37&#8242; st Pinsoglio); Cuadrado, De Ligt (26&#8242; st Rugani), Bonucci (25&#8242; st [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/08/Atalanta-at-Juventus.jpg"><p><strong>Juventus – Atalanta 3-1 (2-1)</strong><br />
<strong>JUVENTUS (4-3-3):</strong> Szczesny (37&#8242; st Pinsoglio); Cuadrado, De Ligt (26&#8242; st Rugani), Bonucci (25&#8242; st Chiellini), Alex Sandro (26&#8242; st Pellegrini); Bentancur (37&#8242; st Ranocchia), Ramsey (33&#8242; st Fagioli), Bernardeschi (18&#8242; st De Sciglio); Chiesa (9&#8242; st Kulusevski), Dybala (cap., 9&#8242; st Morata), C. Ronaldo (18&#8242; st McKennie). A disp.: 36 Perin, 6 Danilo, 45 De Winter. All.: Massimiliano Allegri.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Musso (1&#8242; st Sportiello); Djimsiti (14&#8242; st Toloi), Demiral (37&#8242; st Lovato), Palomino (37&#8242; st Scalvini); Maehle (26&#8242; st Sutalo), Pasalic (37&#8242; st Delprato), Freuler (cap., 14&#8242; st De Roon), Gosens (26&#8242; st Pezzella); Pessina (37&#8242; st Da Riva); Ilicic (26&#8242; st Piccoli), Muriel (14&#8242; st Malinovskyi). A disp.: 31 Rossi. All.: Gian Piero Gasperini.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Abisso di Palermo (Imperiale di Bologna, C. Rossi di La Spezia; IV Bitonti di Bologna).<br />
<strong>RETI:</strong> 8&#8242; pt Dybala (J), 18&#8242; pt rig. Muriel (A), 39&#8242; pt Bernardeschi (J), 48&#8242; st Morata (J).<br />
<strong>Note:</strong> serata afosa, spettatori 11.167 di cui 244 ospiti per un incasso di 340.921 euro. Ammonito Djimsiti per proteste. Espulso Gasperini per proteste al 48&#8242; st. Cooling break 25&#8242; pt, 27&#8242; st. Tiri totali 8-13, nello specchio 5-3, deviati/respinti 1-2, parati 2-2, legni 0-1. Corner 2-6, recupero 0&#8242; e 3&#8242;.</p>
<p><strong>Torino</strong> – Il buio dell&#8217;infermeria ghermisce <strong>Zapata</strong> (contusione al ginocchio) e Miranchuk (flessori affaticati)? Niente paura, anche se la finalizzazione diventa un problema quando non conta per i bottini veri. Sul bel gioco dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> la luce dei riflettori si accende sempre e comunque. Perché il <strong>ko</strong> per 3-1 inflittole dalla <strong>Juventus</strong> nell&#8217;antipasto di campionato al vertice è decisamente bugiardo: superiorità ospite dopo il botta e risposta <strong>Dybala-Muriel</strong> tra ripartenza e rigore, spesso a livello di chances pure nel secondo tempo, zavorrato dalla sparigliata-jolly casalinga sul finire del primo che ha costretto i bergamaschi a inseguire.<br />
La sagra dell&#8217;errore comincia in men che non si dica. Alla cinquina cronometrica <strong>Gosens</strong> si vede confezionare sul piede sbagliato, il destro, l&#8217;occasionissima di apertura delle ostilità, complici il movimento di <strong>Pessina</strong> e la sponda di stinco spalle alla porta di Muriel. Mira alta nemmeno di troppo, vista la traversa scheggiata, ma peccato veniale rispetto al contropiede concesso sul corner a favore, perché il duo CR7-Chiesa con un paio di scambi e l&#8217;ex viola allargando dall&#8217;altro lato propiziano il mancino in caduta di Dybala (8&#8242;) per il vantaggio di casa. La fortuna, sotto forma di palo interno, bacia l&#8217;argentino fresco di accordo (da formalizzare) per il rinnovo, mentre i nerazzurri paiono intimidirsi per un tot. Impossibile, comunque, per il figlio d&#8217;arte calare il 13 in corsa, servito dalla spizzata del rompighiaccio sull&#8217;apertura di Bernardeschi, mezzala nominale che va in corsia specie quando rincula, arma tattica di una squadra che difende chiudendosi a doppia mandata e presenta un falso tridente davanti. Ridesta tutti Pessina, che in asse con Pasalic e <strong>Ilicic</strong> si vede deviare in corner il possibile pari e patta dalla scivolata di <strong>De Ligt</strong> ad alzargli la traiettoria. Due giretti di lancetta e <strong>Bonucci</strong>, immediatamente dopo aver contribuito con Ramsey a stoppare il trequartista brianzolo ancora sul la dello sloveno, stende l&#8217;accorrente <strong>Freuler</strong> e l&#8217;unico colombiano sano dal dischetto la mette bassa e spiazzante. L&#8217;inerzia, nella calura estiva subalpina, fa in frettissima a cambiare padrone, tanto che dalla cintola in su le meraviglie proseguono (19&#8242;) con Szczesny a distendersi provvidenzialmente per dire di no al piattone di Muriel e Ilicic tanto defilato da non imbroccare il tap-in allungando la fetta meno buona. <em><strong>Lucho</strong></em> è in palla e lo nota anche Ramsey, costretto alla scivolata per deviargli oltre il montante la botta dietro la lunetta figlia della conversione a U dal vertice di competenza.<br />
I <strong>Gasperini</strong>-boys sono un&#8217;orchestra semiperfetta, dove la perfezione manca perché è il guizzo a difettare di precisione: fra 34&#8242; e 35&#8242;, Luigino, liberato dal tacco dell&#8217;azzurro, spara largo e alto il sinistro, e San Giuseppe, ispiratore fra le altre pure di questa grande manovra, paga solo l&#8217;obbligo di spostarsela sul destro chiamando il polacco tra i legni al volo per i fotografi. Vano, al contrario, quello di Musso, che prende sotto l&#8217;incrocio di competenza il nuovo avanti bianconero, un capolavoro di <strong>Bernardeschi</strong> sugli sviluppi dell&#8217;angolo a due da destra Dybala-Chiesa con lisciata dello svogliato Ronaldo. L&#8217;errore in disimpegno della Joya (43&#8242;), invece, non viene punito dal nazionale tedesco che sul recupero-assist pessiniano se la ritrova ancora sull&#8217;estremità debole alzando il rigore in movimento. Pronti via, lo start della ripresa (4&#8242;) è un quasi autogol in estirada del gallese nel tentativo di sventare la minaccia-<strong>Maehle</strong> col suo radente al di qua del lato corto dell&#8217;area piccola: Wojciech c&#8217;è. Significativo che la prima parata del baluardo atalantino arrivi al minuto 52 del match per abbassare la saracinesca sul portoghese, elastico destro-sinistro imboccatogli dal suo 10 al culmine di un&#8217;altra infilata da tiro dalla bandierina subìto, con Ramsey finalmente autore di un disimpegno pulito. Al 57 la seconda: Ronaldo liscia l&#8217;appoggio del firmatario del 2-1, Aaron non trova il gol letale perché coglie il turco in piena fronte e Sandro non chiude bene dal limite. Il computo totale delle conclusioni nerazzurre torna a doppiare quelle locali con la punizione entro il vertice destro di <strong>Malinovskyi</strong> (17&#8242;) di un amen a lato del sette, con l&#8217;ucraino a smazzarla al ventesimo per il pretenzioso giro largo dalla distanza di Gosens. Lo spettacolo è a sprazzi, eppure c&#8217;è: 23&#8242;, scambio lungo tra Pessina e lo spondista al millimetro Ilicic che mette in affanno <strong>Szczesny</strong> in uscita col corpaccione. Senza una prima punta prima dell&#8217;ingresso di Piccoli, è Pessina a ciccare malamente (33&#8242;, giravolta e sinistraccio smozzicato) in linea diretta con il 18 dell&#8217;Est. Lo score s&#8217;ingrigisce ulteriormente quasi al gong: spallata dll&#8217;ex Kulusevski a Lovato (Gasperini allontanato per proteste) sul lato sinistro dell&#8217;attacco juventino e insaccata comoda di Morata.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Bernardeschi? Lavora già per Percassi&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jul 2019 12:39:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Antonio Percassi]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Bernardeschi]]></category>
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					<description><![CDATA[All&#8217;orizzonte dell&#8217;Atalanta si staglia all&#8217;improvviso Federico Bernardeschi. Anzi, no, è uno scherzo. O meglio, una pia illusione. Ma il numero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/07/CristianoRonaldoFedericoBernardeschiAtalantanBxayZpORcUl.jpg"><p>All&#8217;orizzonte dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> si staglia all&#8217;improvviso <strong>Federico Bernardeschi</strong>. Anzi, no, è uno scherzo. O meglio, una pia illusione. Ma il numero 33 della <strong>Juventus</strong>, amicissimo del superasso Cristiano Ronaldo, nei fatti lavora già per <strong>Antonio Percassi</strong>, presidente e proprietario del club nerazzurro. Il mancino carrarese è da oggi ufficialmente il testimonial per <strong>Womo</strong>, uno dei brand della sterminata galassia percassiana del retail, un marchio arcinoto nel campo della cosmetica maschile. Il contraltare della Kiko per l&#8217;altra metà del mondo, quella che conta meno ma guadagna di più, specialmente con le sue vedette sportive.</p>
<p><em>&#8220;È come scegliere la maglia di una squadra: puoi dare il massimo e fare il risultato solo se ci credi e la senti tua</em> &#8211; le parole di Bernardeschi raccolte da <em><strong>MF Fashion</strong></em> -. <em>Le altre proposte non erano in sintonia con la mia immagine: ho scelto Womo perché mi rispecchia nei valori, nello stile italiano e nell’autenticità dei prodotti&#8221;</em>. Probabilmente, sotto il profilo squisitamente calcistico, sarà una chimera. Ma visti i buonissimi rapporti tra le due società e un certo affollamento nel reparto attaccanti esterni dei bianconeri di Maurizio Sarri, chissà che non possa diventare il sogno di mezza estate di un prestito en passant per la <strong>Champions</strong> targata Gian Piero Gasperini.</p>
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