<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Fussballgott &#8211; Bergamo e Sport</title>
	<atom:link href="https://www.bergamoesport.it/tag/fussballgott/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.bergamoesport.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 07 Aug 2023 00:33:58 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.1</generator>
	<item>
		<title>Un sabato a Berlino, parte II: la Dea nella tana degli Dei del Calcio</title>
		<link>https://www.bergamoesport.it/un-sabato-a-berlino-parte-ii-la-dea-nella-tana-degli-dei-del-calcio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=un-sabato-a-berlino-parte-ii-la-dea-nella-tana-degli-dei-del-calcio</link>
					<comments>https://www.bergamoesport.it/un-sabato-a-berlino-parte-ii-la-dea-nella-tana-degli-dei-del-calcio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 07:30:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Fussballgott]]></category>
		<category><![CDATA[Union Berlin]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bergamoesport.it/?p=136187</guid>

					<description><![CDATA[M10, S3 e poi tre fermate di bus, il 62. Bisogna prendere tre mezzi per arrivare all&#8217;An der Alten Försterei, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/08/IMG-20230806-WA0006.jpg"><p><strong>M10</strong>, S3 e poi tre fermate di bus, il 62.<br />
Bisogna prendere <strong>tre mezzi</strong> per arrivare all&#8217;<em>An der Alten Försterei</em>, lo stadio che per sette anni mi è sembrato una chimera: <strong>impossibile entrarci</strong> in campionato, dato che gli <strong>abbonati</strong> superano in gran copia il numero dei posti disponibili per gli spettatori e la squadra organizza una <strong>lotteria</strong> un fine settimana sì e uno no per permettere a tutti di vedere l&#8217;<strong>Eisern Union</strong>.<br />
Mica male, soprattutto se pensiamo ad alcuni <strong>stadi</strong> nostrani, mezzi vuoti a causa di una sconsiderata gestione dei prezzi dei <strong>biglietti</strong>. <em>“Siamo fatti così, siamo proprio fatti così”</em>, ma non esploriamo il corpo umano: è andata in onda una puntata della deriva italiana moderna, pretenziosa e raffazzonata, micragnosa e &#8211; parrebbe &#8211; poco incline a tener conto dell&#8217;importanza dei tifosi durante una partita.<br />
Appena giunti allo stadio cerco <strong>birra e panino</strong>: la ricerca dura pochissimo, mastico e taccio, guardandomi intorno.<br />
La sensazione è la stessa di quando sono stata a <strong>Wolfsburg</strong> nel marzo 2015 (Wolfsburg-Inter, 3-1): lo stadio è di tutti, per tutti, con tutti, altrimenti stadio non è. Altrimenti è una cena aziendale.<br />
Molti dei tifosi che vedo hanno probabilmente il loro nome scritto sul monumento all&#8217;ingresso, quello ai tifosi che hanno permesso, col loro lavoro volontario, l&#8217;ampliamento della struttura: <strong>l&#8217;Union</strong> è più che una squadra, forse già tutti lo sapete, ma ribadirlo non guasta.<br />
Il fatto che i <strong>tifosi bergamaschi</strong> entrino nello stadio dell&#8217;Union mi fa subito pensare alla bellezza di alcune professionalità, quelle più concrete: mi piace immaginare che abbiano toccato il cemento, e poi scrutato le travi guardando all&#8217;insù, e poi pestato per bene i piedi, concludendo con <em>“sì, un bel lavoro, son stati bravi”</em>: abbiamo l&#8217;eccellenza delle costruzioni, del resto, lo sanno tutti. Se lo stadio passa l&#8217;esame di un consesso di bergamaschi&#8230;<br />
Mentre mangio, comunque, i <strong>tifosi della Dea</strong> hanno già preso posto nel loro settore, dietro alla rete con la scritta <em>“Eisern Union”</em>.<br />
Il colpo d&#8217;occhio, dentro, è incredibile, ma il colpo d&#8217;orecchio di più: se pensate che si tratta di un&#8217;amichevole di inizio agosto, c&#8217;è da rimanere di stucco (calce?) dal caldissimo entusiasmo con cui i tifosi cantano a squarciagola ogni <strong>coro</strong>. Mi rammarico di non conoscerne, ma ci metto pochissimo ad accodarmi, così da entrare a far parte della festa al meglio delle mie possibilità.<br />
I primi venti minuti di partita li intuisco e nient&#8217;altro: a parte la tribuna distinti, infatti, all&#8217;<em>Alte Försterei</em> <strong>tutti i posti sono in piedi</strong> e io mi sono attardata con birra e panino (una clamorosa dilettante!). Penso addirittura di connettermi a Dazn per guardare una partita che si gioca a 10 metri da me.<br />
Canto, ballo, guardo <strong>Carnesecchi</strong> (ha salvato la porta molto bene in un paio di occasioni) perché lo spilungone davanti a me non mi permette di vedere molto altro e seguo i festeggiamenti berlinesi (köpenickiani, meglio: si chiama Union Berlin, ma è la squadra di <strong>Köpenick</strong>, è un fatto importantissimo, meglio tenerlo a mente) per i <strong>tre gol</strong> che arrivano nei primi 25 minuti.<br />
Vedo anche <strong>Gasperini</strong>, in effetti: passeggia avanti e indré davanti alla panchina e sembra perso nelle sue riflessioni, forse su come aggiustare al meglio una difesa che, almeno ad agosto, non sembra essere molto rodata.<br />
Lo spilungone si gira, mi guarda, fa un cenno e se ne va: gioia! Gaudio! Sto guardando la partita da una postazione perfetta! Sono vicinissima, <strong>Zappacosta</strong> potrebbe lanciarmi in rete senza esitazioni (ma non lo farà), mi sbrodolo di birra e ripeto quel che capisco dei cori berlinesi.<br />
A questo proposito, vorrei dire due cose: la prima è che, dopo ogni nome di giocatore in rosso lanciato dallo speaker, i tifosi urlano <em>“Fussbalgott”</em>, <strong>Dio del calcio</strong>: ve lo immaginate da noi?<br />
La seconda è che le seconde voci sui cori mi fanno impazzire (<em>FC Union clap clap clap Unsere Liebe LIEBE LIEBE LIEBE</em>), dobbiamo assolutamente importare questa faccenda: capiultrà italiani, chiamatemi che ne parliamo.<br />
Da un certo punto della partita in poi, comunque, a ogni <strong>calcio d&#8217;angolo</strong> per la squadra di casa il pubblico estraeva dalle tasche il suo bel <strong>mazzo di chiavi</strong> e lo agitava nell&#8217;aria: il suono è come un canto di <strong>stelline</strong> &#8211; non saprei dirlo meglio di così &#8211; che scendono a sperare che si riesca ad aprire la porta: l&#8217;umorismo tedesco è spassoso, se qualcuno dice di no non credetegli. Sentire questo suono allo stadio è strano e affascinante (lo facciamo anche noi? Dai, cosa ci costa&#8230;).<br />
Altra nota piccolissima: laggiù hanno un <strong>tabellone</strong> del risultato che <strong>aggiornano a mano</strong>. Sbuca un omino dalla finestrella, toglie il numero vecchio e inserisce quello nuovo. Lo ha fatto <strong>cinque volte</strong>, come saprete, nel corso della partita.<br />
Insomma, chiavi come stelline, Dei del calcio berlinesi, Dea da ricalibrare, birre, cori a due voci, stadio pieno zeppo di valori, giocatori a dieci metri, mal di schiena: un sabato perfetto, al netto del risultato.<br />
Ho amiche e amici a cui del calcio non importa niente che avrebbero passato un pomeriggio splendido, riuscendo ad appassionarsi a un&#8217;amichevole estiva: ne sono più che sicura. Questo è il calcio, secondo me: un&#8217;associazione, un <em>Verein</em>, come si dice qui, di cose belle, una catapulta verso il suono delle stelle; se poi sono solo chiavi, non fa niente. Ce le faremo bastare per aprire tutte le porte.<br />
<em><strong>Elettra Dotti</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.bergamoesport.it/un-sabato-a-berlino-parte-ii-la-dea-nella-tana-degli-dei-del-calcio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Page Caching using Disk: Enhanced 
Content Delivery Network via bergamoesport.b-cdn.net
Minified using Disk

Served from: www.bergamoesport.it @ 2026-03-24 16:47:27 by W3 Total Cache
-->