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	<title>Gianluca Scamacca &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Voci dalla Unipol Arena &#8211; Palladino: &#8220;Ci manca il c***, chiediamo scusa ai tifosi&#8221;. Scamacca: &#8220;Che mal di testa&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 19:47:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le grandi verità di Raffaele Palladino, dal &#8220;chiediamo scusa ai tifosi&#8221; alla disamina della partita persa a Cagliari che sa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/a6ddaeee-2dbb-4e55-b2cb-349b4917aff6.jpeg"><p>Le grandi verità di <strong>Raffaele Palladino</strong>, dal <strong>&#8220;chiediamo scusa ai tifosi&#8221;</strong> alla disamina della partita persa a <strong>Cagliari</strong> che sa di resa, passano dall&#8217;ultima dichiarazione dalla pancia della Unipol Arena. <strong>&#8220;Ultimamente c&#8217;è mancato un po&#8217; di culo&#8221;</strong>, la battuta da riso amaro poco prima di correre al pullman per imbarcarsi a Elmas, direzione Orio al Serio, dove dalla tarda mattinata di martedì è in programma la preparazione all&#8217;anticipo della trentacinquesima a Bergamo col Genoa di sabato sera.</p>
<p><em>&#8220;Sinceramente non riesco a capire come sia possibile una cosa del genere. Dare stimoli e fiducia dopo la batosta di mercoledì non è servito. Siamo partiti ad handicap</em> &#8211; la coda della conferenza stampa dell&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> -. <em>Poi, scusate il termine, c&#8217;è mancato un po&#8217; di culo: come nelle ultime sfide, arriviamo sempre lì e c&#8217;è un portiere che fa miracoli. Non concretizziamo quello che produciamo: abbiamo chiuso con cinque-sei attaccanti&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Chiediamo scusa ai tifosi per questa prestazione, volevamo tenere ancora viva la speranza per l&#8217;Europa. Il terzo gol preso è stato davvero sciocco, non abbiamo letto bene né difeso&#8221;</em>, il refrain cominciato nello studiolo di DAZN a bocce ferme.</p>
<blockquote><p>&#8220;I due attaccanti ci potevano stare. Oggi c&#8217;erano da giocare i duelli individuali davanti erd era giusto adottare questa soluzione. Ma dovevamo essere più cinici a fare più gol, a essere più bravi nelle conclusioni.<br />
La verità è che abbiamo preso gol nello spogliatoio, perché iniziare così ti taglia subito le gambe. Non siamo riusciti a recuperare le energie mentali dalla sconfitta di Coppa Italia. Mi dispiace, perché speravo che i ragazzi riuscissero a svoltare e a reagire come avevano fatto in tante altre occasioni.<br />
Chiediamo scusa ai tifosi per questa prestazione, volevamo tenere ancora viva la speranza per l&#8217;Europa e c&#8217;è tanto dispiacere per non esserci riusciti. Siamo stati molto sporchi nei primi trenta minuti concedendo due occasioni su entrambi i gol presi. C&#8217;è stata un&#8217;ottima reazione d&#8217;orgoglio contro un cagliari che ci spezzava il gioco con tanto agonismo e anche perdite di tempo.<br />
Prendere il terzo gol, così leggibile, è stato davvero sciocco. Poi loro si sono messi tutti dietro. Abbiamo avuto tante chances anche con Krstovic e Scamacca.<br />
Da quando sono arrivato abbiamo fatto una grande scalata dalla tredicesima posizione, la risalita è stata fatta. In questi ultimi cinque mesi abbiamo spinto tanto spendendo tante energie fisiche. Chi rincorre, quando incappa in battute d&#8217;arresto, sente le mazzate.<br />
Siamo arrivati corti come energie mentali in questo finale di stagione. Abbiamo cercato di azzerare la sconfitta di mercoledì toccando tutti i tasti, ma adesso la distanza è ampia. Fino all&#8217;ultimo secondo continueremo a lottare, adesso bisogna reagire subito col Genoa. All&#8217;Atalanta sto bene, ma non sono legato ai contratti e ai soldi: cerco solo di essere solo molto ambizioso e fare il massimo per l&#8217;Atalanta&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong>).</p></blockquote>
<p><em>&#8220;Abbiamo sbagliato la prima mezzora per poi riprendere la partita. Abbiamo dato il massimo fino alla fine, ma è stata una partita un po&#8217; così ed è andata come s&#8217;è visto&#8221;</em>, il pensiero di <strong>Gianluca Scamacca</strong>, a quota dieci in campionato con la doppietta in Sardegna più i 3 in Champions e la mera unità in Coppa Italia. <em>&#8220;Con <strong>Krstovic</strong> ci troviamo bene, con l&#8217;Udinese nell&#8217;ultimo quarto di partita avevamo rimontato. Se sei in svantaggio, due punte le devi mettere. Quando è entrato Nikola abbiamo avuto più occasioni&#8221;</em>, il simil suggerimento al mister. <em>&#8220;Uscire in quel modo dalla Coppa Italia ci ha fatto male, ma oggi volevamo portare a casa i tre punti. Giocheremo alla morte le ultime quattro partite e dopo l&#8217;ultima vedremo a che punto saremo</em> &#8211; le conclusioni al microfono su due piedi -. <em>Sono in doppia cifra, ma penso che sia stato un anno di transizione dopo un&#8217;annata praticamente fermo. Quando si ha più continuità, si sta meglio anche fisicamente. Spero che il mio anno migliore sia il prossimo. Il duello con Mina è stato uno stimolo. Ognuno gioca a modo suo, non bisogna reagire e rimanere concentrati sulla partita&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;Doppietta? La partita è stata da mal di testa. Non c’entrano gli strasichi della Lazio, sono serate senza logica, da montagne russe. Bisognava reagire subito e per rimetterla in piedi abbiamo fatto di tutto. Nel momento decisivo sarebbe bastata la freddezza per strappare almeno un pareggio.<br />
Abbiamo salutato i tifosi nel settore ospiti perché fanno migliaia di chilometri senza mollare mai. Siamo delusi soprattutto per non aver offerto loro lo spettacolo che meritano. Bisogna tornare a vincere col Genoa, se lo meritano, vanno ripagati.<br />
Il gol, anzi due, a freddo, sono difficili da spiegare. Abbiamo pagato l&#8217;essere entrati molli in campo all&#8217;inizio dei due tempi, qualcosa che si paga a caro prezzo. Rivedremo tutto con calma con Palladino senza accampare scuse. Credo ancora all&#8217;Europa&#8221; (<strong>Gianluca Scamacca</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Europa (ossia la Conference) dipende solo dall&#8217;Inter: l&#8217;Atalanta affonda anche a Cagliari</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 18:42:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[34a serie A &#8211; Cagliari, Unipol Arena &#8211; lunedì 27 aprile (ore 18.30) Cagliari &#8211; Atalanta 3-2 (2-0) CAGLIARI (4-2-3-1): [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/a8a92560-267a-4442-9331-514a04ff65e1.jpeg"><p>34a serie A &#8211; Cagliari, Unipol Arena &#8211; lunedì 27 aprile (ore 18.30)<br />
<strong>Cagliari &#8211; Atalanta 3-2 (2-0)<br />
CAGLIARI (4-2-3-1):</strong> Caprile 7,5; Zé Pedro 6, Mina 7, Rodriguez 5,5 (28’ st Dossena 6), Obert 6; Adopo 7, Gaetano 7; S. Esposito 6,5 (11’ st Palestra 6,5), Deiola (cap.) 6,5 (11’ st I. Sulemana 6), Folorunsho 7,5; Mendy 8 (1’ st Borrelli 6,5, 32’ st Belotti 5,5). A disp.: 12 Sherri, 24 Ciocci; 18 Raterink, 28 Zappa, 27 Liteta, 20 Albarracin, 9 Kilicsoy, 37 Trepy. All.: Fabio Pisacane 7.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 6; Scalvini 5,5, Djimsiti 5,5, Kolasinac 6,5 (28’ st Kossounou 6); Bellanova 5,5 (11’ st Krstovic 5), De Roon (cap.) 4,5 (28’ st Ederson 6), Pasalic 6, Zappacosta 6 (11’ st Zalewski 6); De Ketelaere 5 (32’ st Samardzic 6), Raspadori 6,5; Scamacca 7. A disp.: 50 Pardel, 57 Sportiello; 4 Hien, 40 Obric, 69 Ahanor, 5 Bakker, 6 Musah, 7 K. Sulemana. All.: Raffaele Palladino 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sacchi di Macerata 6,5 (Vecchi di Lamezia Terme, Moro di Schio; IV Di Marco di Ciampino. V.A.R. Marini di Roma 1, A.V.A.R. Fabbri di Ravenna).<br />
<strong>RETI:</strong> 16” e 8’ pt Mendy (CA), 40’ e 45’ pt Scamacca (A), 2’ st Borrelli (CA).<br />
<strong>Note:</strong> mezza sera serena e primaverile, spettatori 16.260 di cui 362 atalantini nel settore ospiti. Espulsi Murelli (vice all. C.) e Peluso (coll. tec. A.) al 50’ st per proteste. Tiri totali 9-11, nello specchio 4-6, parati 1-2, respinti/deviati 2-2. Var: 2 (check 1-0 per contrasto iniziale Adopo-Zappacosta, check 2-1 su posizione di De Ketelaere). Corner 4-6, recupero 5’ e 6’.</p>
<p><strong>Cagliari</strong> &#8211; A meno 7 (54 a 61) dalla coppia Como-Roma a quattro turni dal termine, <strong>l’Europa</strong> ormai dipende solo dall’Inter, a meno che i campioni nazionali non decidano di mollare la Coppa Italia alla Lazio rinunciando al doble. Sedici secondi per andare sotto e quasi otto lancette per annaspare a <strong>Cagliari</strong> grazie alll’uno-due di Mendy, <strong>l’Atalanta</strong> impatta con la doppietta in proprio di Gianluca <strong>Scamacca</strong> salvo ricadere nelle solite amnesie favorendo il 3-2 di Borrelli. Prestazione opaca, a ritmi bassi, con giocate prevedibili e gruppo francamente in ambasce psicologiche e tecniche. Una big aggiunta, anche a fine ciclo, tanti errori non può davvero permetterseli. Intanto la squadra di Pisacane di fatto è salva, benché non aritmeticamente.</p>
<p>Bellanova, sostituto numerico dell’infortunato Bernasconi, non chiude la diagonale sull’esordiente da titolare tra i rossoblù che schiaccia il pallone dal centrodestra di Adopo, il core ‘ngrato di turno con Palestra in panca, mentre Deiola si occupa di fare un tagliafuori cestistico contro Scalvini. Un’azione iniziata da un contrasto proprio della mezzala che travolge Zappacosta e aperta a destra da Folorunsho. La misura errata di De Ketelaere per il medesimo e il retropassaggio in angolo da metà campo di Raspadori, pressato da Zé Pedro, danno idea della testa che non c’è. E sul primo tiro dalla bandierina, a rientrare, di Gaetano dalla destra, il patatrac, con Carnesecchi a fare il suo per dire no alla girata di controbalzo di Deiola con De Roon a impappinarsi e Djimsiti a deviare in caduta il sinistro del giovane della Primavera di Casteddu che s’impenna quanto basta. Disastro totale. Ci si mette anche Scamacca, al secondo contatto a con Mina, dal gomito alto alla craniata, alle soglie del quarto d’ora. Alla protezione spalle alla trequarti del centrattacco non fa seguito l’intesa fra i due trequartisti larghi a causa della seconda sganciata troppo lunga del fiammingo a due corsette dal ventesimo, mentre a metà frazione o giù di lì è Djimsiti a saltare con Scalvini sulla punizione dal centrodestra di Raspadori: mira alta.</p>
<p>A un tocchetto dalla mezzora c’è da dir grazie all’assistman dell’uno a zero, che invece di tirare cerca il pescaggio a Deiola, anticipato dal bosniaco al culmine di un contropiede di Mendy rifinito dal filtrante largo di Esposito su un errore di scarico di De Roon a CDK in scia alla manovrina della catena di destra col braccetto palazzolese sempre a infilarsi. Al 32’ Pasalic filtra per Zappacosta, fermato da Caprile ma comunque in offside. Il sorano non s’intende con la punta di Castel Bolognese arrivata da Madrid al posto di Lookman, altra chance sfumata (34’). Il sostanziale partner di linea del doppiettista ci prova invano avanzando tra le linee (37’). Il romano là davanti la dimezza a girello a scendere dalla sinistra dell’area ed è acqua benedetta all’inferno, grazie anche al suggerimento lungo di Kolasinac e la palla data al belga stoppato da Rodriguez a mo’ di assist involontario per il colpo da biliardo dell’uno a due. Ed è bravissimo a fare la prima punta vera aprendo un piattone centrale in controtempo per Caprile, con lieve deviazione del centrale succitato su cross di Scalvini dopo lo scambio con Bellanova da un calcio da fermo guadagnato proprio dal terzo bergamasco di destra.</p>
<p>Se sulla fiondata bellanoviana c’è il quasi autogol in spaccata d’un imbambolato Rodriguez sventata dal tuffetto in presa dell’ultimo ostacolo al 2’ di recupero iniziato, al 2’ scarso della ripresa il sostituto del doppiettista di casa è lesto a rimettere la freccia dopo corsa e tiro di Folorunsho fermato dal solo Kolasinac dopo il sombrero a Scalvini poco oltre il centrocampo con De Roon a perderselo e il tackle di Djimsiti evitato. Al 9’ Zé Pedro va troppo incontro alla terza palla dall’angolo destro, poi Palladino opta per l’artiglieria pesante da 4-2-4 con Krstovic quando di là c’è Palestra alto nel 4-5-1. Tocca a Scamacca a ribattere Adopo su uno schema velocissimo che il pendolino di Buccinasco sponda dal suo lato (16’), poi il montenegrino sbatte addosso a Folorunsho sullo scambio Pasalic-Scamacca.</p>
<p>I due davanti ottengono soltanto il primo corner dopo 23’, niente da fare. Neanche sulla palla che Kossounou dovrebbe mettere in area limitandosi invece ad allargarla per CDK e, sul seguito, Scalvini, virato a centrosinistra, sbaglia l’appoggio non si sa per chi dietro input di Raspadori. Samardzic prende il posto dell’esangue belga. Svarione mostruoso in disimpegno anche di Scalvini, a una sporca dozzina dal novantesimo, ma per fortuna il Gallo Belotti si ricorda di essere bergamasco e azzarda un dribbling di troppo toccando fra le mani chiuse di Carnesecchi in uscita. Sarebbe stato il colpo del ko. All’ottantesimo l’ivoriano sponda per la rovesciata di Pasalic, seguita al controllo di fronte, su schema raspadoriano, ma la porta è un po’ più in qua. Al 37’ Caprile la prende a Krstovic lungo la verticale Pasalic-Ederson, ma quantomeno è il primo tiro nello specchio della frazione. Raspadori calcia appoggiato dalla difesa di palla del compagno da doppietta, ma il portiere di casa non può farsi certo sorprendere. </p>
<p>Finalino infuocato con Adopo addirittura di tacco dritto per dritto da Palestra su iniziativa di Gaetano al 40’, Scamacca che incorna nell’angolino in lungolinea su cross di Samardzic con gran pezza di Caprile per poi saltare maluccio sull’angolo (44’). Al settimo di extra time Caprile esce per viole sul rilancio di Carnesecchi dalla trequarti difensiva ma poi rimedia alzando la botta di Raspadori. L’Europa non dipende più da una squadra da 1 punto nelle ultime tre uscite con quattro turni al gong. Sarà Conference League, a meno che il settimo posto non venga invalidato dall&#8217;Aquila.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Scamacca con la Juve risponderà presente. C&#8217;è l&#8217;arbitro della finale di Coppa Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 11:56:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il 15 maggio di due anni fa con la Juventus non finì bene, data la mancata risposta al gol immediato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/ea600c3b-51a7-4e0f-8a72-97dcab9af688.jpeg"><p>Il 15 maggio di due anni fa con la <strong>Juventus</strong> non finì bene, data la mancata risposta al gol immediato di Dusan Vlahovic, ma con <strong>Fabio Maresca</strong>, vigile del fuoco di Napoli prossimo ai 45 all&#8217;indomani del big match, si trattava di finale di Coppa Italia. Al senso di sgabola della designazione arbitrale, però, fa da contraltare in casa <strong>Atalanta</strong> il recupero di <strong>Gianluca Scamacca</strong>, tornato seppur parzialmente in gruppo stamani alla ripresa degli allenamenti al Centro Sportivo Bortolotti di <strong>Zingonia</strong> dopo la diagnosi di lesione muscolo fasciale di primo grado alla regione adduttoria destra del 21 marzo scorso, a tre giorni dal ritorno degli ottavi di finale di Champions League in casa del <strong>Bayern Monaco</strong>.&nbsp;</p>
<p>Ancora niente o poco da fare, al contrario, per il perno difensivo <strong>Isak Hien</strong>, distrattosi il bicipite femorale sinistro in maglia Svezia nella semifinale playoff di qualificazione ai Mondiali 2026 il 26 marzo a Siviglia con l&#8217;Ucraina, e per il terzo portiere <strong>Francesco Rossi</strong>, escluso dai convocati di Pasquetta a Lecce causa pubalgia. Entrambi si sono allenati individualmente, ma hanno ancora due giorni pieni per recuperare più la mattina del giorno della partita. La lista ben difficilmente sarà fornita alla vigilia dello scontro diretto della trentaduesima di campionato, in calendario sabato 11 aprile alle 20.45 alla New Balance Arena di Bergamo.</p>
<p>L&#8217;unico precedente diretto contro i bianconeri arbitrato dal fischietto partenopeo risale al 15 maggio di due anni fa, a una settimana esatta dal trionfo di Dublino nella finale di Europa League col Bayer Leverkusen decisa dalla tripletta di <strong>Ademola Lookman</strong>, passato nella finestra invernale scorsa all&#8217;Atletico Madrid. A Ferragosto del 2015, nella prima delle nove vittorie atalantine con lui ad arbitrare, il primo dei 23 gol di <strong>Marten de Roon</strong> con questa maglia, nel 3-0 casalingo al Cittadella in occasione del terzo turno del trofeo della coccarda completato da Maxi Moralez e Mauricio Pinilla con Edy Reja allenatore.</p>
<p>Quattro pari e tre ko, a fronte di nove vittorie, nel resto del palmares atalantono col pompiere napoletano a dirigere, assistito nel prefestivo da <strong>Alessio Berti</strong> di Prato e Pietro Dei Giudici di Latina con <strong>Luca Zufferli</strong> di Udine quarto uomo e la coppia Var Aleandro Di Paolo di Avezzano-Giacomo Camplone di Lanciano. Per i bianconeri, invece, 13 vittorie, l&#8217;ultima a Pisa all&#8217;inglese lo scorso 27 dicembre, su 19 partite dirette con 2 pari e un poker di scivoloni contro Verona, Monza, Roma e Inter.</p>
<p dir="ltr">Il designato del prefestivo sotto la Maresana ha all&#8217;attivo la singolarità di una Dea imbattuta due volte su due contro <strong>l&#8217;Inter</strong>. La prima volta, il poker sporco bergamasco l&#8217;11 novembre 2018 con la replica di Icardi all&#8217;inizio della ripresa al vantaggio di Hateboer con le zuccate di Mancini e Djimsiti su altrettante punizione di Djimsiti e il Papu Gomez a chiudere i conti. La seconda, invece, risale al pari e patta a rincorsa di San Siro il 25 settembre di un quinquennio fa: Lautaro, Malinovskyi e Toloi nella prima metà, Dzeko nella seconda con traversa di Dimarco su rigore e gol annullato allo scadere a Roberto Piccoli. 4-1 anche in casa della Lazio il 30 settembre 2020 (Gosens, Hateboer e doppio Gomez intervallato da Caicedo) e, tra gli score di prestigio, l&#8217;1-1 interno col Milan il 21 agosto di 4 anni or sono, un botta e risposta Malinovskyi-Bennacer.</p>
<p dir="ltr">Altre due le battute d&#8217;arresto con Maresca. A Bergamo, col Cagliari di corto muso, il 2 settembre 2018 su punizione di Nicolò Barella nel finale del primo tempo. La prima fu il 3-1 dell&#8217;Udinese del grande ex <strong>Gigi Delneri</strong>, l&#8217;11 dicembre 2016, a segno il futuro nerazzurro Zapata, Kurtic, Seko Fofana e Thereau. Vinte anche le gare col Bologna di strettissima misura, il 22 ottobre 2017 qua (Cornelius) contro l&#8217;ex Roberto Donadoni e là il 20 marzo 2022 nell&#8217;unicum di <strong>Moustapha Cissé</strong> al debutto in prima squadra. Quindi, il 7-1 all&#8217;Udinese il 27 ottobre 2019 al Gewiss Stadium (Okaka, tripletta di Muriel con due gol dal dischetto, doppietta di Ilicic e Diallo; il fiulano Opoku espulso per doppio giallo al 32&#8242;), il 5-1 al Sassuolo il 3 gennaio 2021 (Zapata, Pessina; Zapata, Gosens, Muriel, Chiriches) e il 3-1 alla Spezia l&#8217;8 maggio 2022: Muriel e Verde nel primo tempo, Djimsiti e Pasalic nel secondo. Con Verona e Fiorentina, infine, gli altri risultati nulli, entrambi per 1-1: Moralez-Eros Pisano (al 90&#8242; e al 97&#8242;, di testa) il 20 settembre 2015, col Vecio di Lucinico ancora in panchina, e Badelj-Petagna il 18 febbraio 2018 con Milenkovic espulso a 5&#8242; dal 90&#8242;.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Hien, niente di grave. Scamacca in guarigione, ma entrambi saltano Lecce</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 18:19:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[bicipite femorale sinistro]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione riparatoria adduttore destro]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[giunzione muscolo tendinea]]></category>
		<category><![CDATA[postumi distrattivi]]></category>
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					<description><![CDATA[Si prospetta una Pasquetta a casa per Isak Hien, tornato infortunato anzitempo domenica scorsa dalla campagna della Svezia per le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/25fbb753-d2bb-4260-abdd-4cd3c437a883.jpeg"><p>Si prospetta una Pasquetta a casa per <strong>Isak Hien</strong>, tornato infortunato anzitempo domenica scorsa dalla campagna della <strong>Svezia</strong> per le qualificazioni mondiali, e per <strong>Gianluca Scamacca</strong>, convocato dall&#8217;Italia insieme a Marco Carnesecchi, Giorgio Scalvini e Giacomo Raspadori nonostante la lesione muscolo fasciale all&#8217;adduttore destro figlia del ritorno degli ottavi di Champions League del 18 marzo scorso dal Bayern Monaco. Entrambi, al rientro di tutti i nazionali dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> tranne Mario <strong>Pasalic</strong> e Charles De Ketelaere, sono stati sottoposti ad approfondimenti diagnositici. Per la trasferta di <strong>Lecce, lunedì 6 aprile</strong>, non saranno a disposizione.</p>
<p>Per il difensore svedese, uscito dopo 37 minuti da Siviglia giovedì scorso nella semifinale playoff contro l&#8217;Ucraina, <strong>postumi distrattivi</strong> a livello della giunzione muscolo-tendinea del <strong>bicipite femorale</strong> sinistro. L&#8217;evoluzione clinica, come per il compagno, interessato come lui al percorso di recupero individuale per ora limitato alle terapie, verrà attenzionata giorno per giorno, ma non sembra una cosa grave, nonostante l&#8217;interessamento del tendine. Per l&#8217;attaccante romano, invece, i controlli clinico-strumentali hanno mostrato una evoluzione riparativa con guarigione ancora incompleta della lesione di primo grado in regione adduttoria destra. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Quindici nazionali (al lordo di Scamacca) atalantini: il programma della sosta</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 14:46:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[2026]]></category>
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					<description><![CDATA[Ben quindici giocatori dell&#8217;Atalanta sono stati convocati dalle rispettive Nazionali per il programma lungo la sosta dei campionati, l&#8217;ultima prevista [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/07/IMG-20250715-WA0053.jpg"><p>Ben quindici giocatori dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> sono stati convocati dalle rispettive Nazionali per il programma lungo la sosta dei campionati, l&#8217;ultima prevista nella stagione 2025-2026. <strong>Nicola Zalewski</strong> (che risulta però squalificato: perché non azzerare le ammonizioni dei gironi?) e <strong>Berat Djimsiti</strong> si sfidano giovedì 26 marzo nella semifinale playoff di qualificazione ai Mondiali del 2026 a Varsavia, in <strong>Polonia-Albania</strong>, e chi vince sarà ospitato martedì 31 dalla vincente di Ucraina-Svezia, incontrando in quest&#8217;ultimo caso il compagno <strong>Isak Hien</strong>. Stessa cosa per l&#8217;Italia di <strong>Marco Carnesecchi, Giorgio Scalvini e Giacomo Raspadori</strong>, al lordo dell&#8217;infortunato (strappo all&#8217;adduttore destro) Gianluca Scamacca: giovedì allla New Balance Arena c&#8217;è l&#8217;Irlanda del Nord, il 31 invece la vincente di Galles-Bosnia ed Erzegovina con <strong>Sead Kolasinac</strong>, da affrontare in trasferta.</p>
<p>Questa la lista completa dei <strong>convocati</strong> e del <strong>programma</strong>. Prima chiamata in azzurro per <strong>Honest Ahanor</strong>. Gli orari, salvo diverse indicazioni, s&#8217;intendono alle 20.45 ovvero in prima serata.</p>
<p><strong>Honest Ahanor:</strong> <strong>Italia Under 21</strong>, qualificazioni europee contro Macedonia del Nord (giovedì 26 marzo a Empoli, 18.15) e Svezia (martedì 31 marzo a Borås, 18.30).</p>
<p><strong>Marco Carnesecchi, Giorgio Scalvini, Gianluca Scamacca e Giacomo Raspadori: Italia</strong>-Irlanda del Nord (giovedì 26 marzo a Bergamo), semifinale playoff Mondiali 2026.<br />
<strong>Sead Kolašinac:</strong> Galles-<strong>Bosnia ed Erzegovina</strong> (giovedì 26 marzo a Cardiff), semifinale playoff Mondiali 2026.</p>
<p><strong>Isak Hien:</strong> Ucraina-Svezia (giovedì 26 marzo a Valencia), semifinale playoff Mondiali 2026.<br />
<strong>Nicola Zalewski vs Berat Djimsiti:</strong> <strong>Polonia</strong>&#8211;<strong>Albania</strong> (giovedì 26 marzo a Varsavia), semifinale playoff Mondiali 2026.</p>
<p><strong>Amichevoli</strong><br />
<strong>Nikola Krstović:</strong> <strong>Montenegro</strong>-Andorra (venerdì 27 marzo a Podgorica alle 18) e <strong>Montenegro</strong>-Slovenia (martedì 31 marzo a Podgorica, idem).</p>
<p><strong>Kamaldeen Sulemana:</strong> Austria-<strong>Ghana</strong> (venerdì 27 marzo a Vienna, ore 18) e Germania-<strong>Ghana</strong> (lunedì 30 marzo a Stoccarda, 20.45).</p>
<p><strong>Lazar Samardžić:</strong> Spagna-<strong>Serbia</strong> (venerdì 27 marzo a Villareal, ore 21) e <strong>Serbia</strong>-Arabia Saudita (martedì 31 marzo a Bačka Topola, ore 18).</p>
<p><strong>Mario Pašalić</strong>: <strong>Croazia</strong>-Colombia (venerdì 27 marzo a Orlando alle 19.30, le 0.30 di sabato 28 in Italia) e Croazia-Brasile (martedì 31 marzo a Orlando alle 20, le 2 di mercoledì 1 aprile in Italia).</p>
<p><strong>Charles De Ketelaere:</strong> USA-<strong>Belgio</strong> (sabato 28 marzo ad Atlanta, 12.30 locali e 20.30 in Italia) e Messico-<strong>Belgio</strong> (martedì 31 marzo a Chicago alle 20, le 3 di mercoledì 1 aprile in Italia).</p>
<p><strong>Odilon Kossounou:</strong> <strong>Costa d&#8217;Avorio</strong>-Corea (sabato 28 marzo a Londra, ore 14 locali e 15 in Italia) e <strong>Costa d&#8217;Avorio</strong>-Scozia (martedì 31 marzo a Liverpool, ore 19.30, le 20.30 in Italia).<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Tegola sull&#8217;Atalanta: Scamacca si strappa</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 12:13:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[adduttore destro]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[lesione muscolo fasciale]]></category>
		<category><![CDATA[strappo]]></category>
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					<description><![CDATA[La rincorsa alla zone coppe dell&#8217;Atalanta rischia di arenarsi sullo scoglio dell&#8217;ennesimo strappo stagionale. Gianluca Scamacca, 72 minuti giocati mercoledì [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/b513a721-0757-4739-a7ee-93ba189d73dc.jpeg"><p>La rincorsa alla zone coppe dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> rischia di arenarsi sullo scoglio dell&#8217;ennesimo strappo stagionale. <strong>Gianluca Scamacca</strong>, 72 minuti giocati mercoledì sera in casa del <strong>Bayern Monaco</strong> nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League prima di essere avvicendato da <strong>Nikola Krstovic</strong>, s&#8217;è procurato le <strong>lesione muscolo-fasciale all’adduttore</strong> destro. Un infortunio che arriva proprio dopo i rientri di <strong>Charles De Ketelaere</strong> e <strong>Giacomo Raspadori</strong> tra l&#8217;Inter e gli stessi bavaresi, aggiungendosi ai precedenti strappi di Giorgio Scalvini, Isak Hien, Raoul Bellanova e Nicola Zalewski.</p>
<p>Il calciatore ha iniziato da subito il protocollo riabilitativo idoneo; la prognosi dipenderà dall’evoluzione del quadro clinico-strumentale. Prima della sosta, saltato ovviamente domenica l&#8217;<strong>Hellas Verona</strong>, non può tornare a disposizione di sicuro. Il limite è la <strong>semifinale di ritorno di Coppa Italia del 22 aprile</strong> contro la Lazio, quindi le altre partite saltate dovrebbero essere sicuramente Lecce (6 aprile) e Juventus (11), ma potrebbe essere a rischio anche la Roma il 18 all&#8217;Olimpico. In stagione, il centravanti di Fidene ha già saltato 9 partite tra infiammazione al ginocchio sinistro a fine estate e l&#8217;edema fibrillare al flessore destro che l&#8217;ha tenuto fuori dalla trasferta di Bologna.&nbsp;<br />
<em><strong>Esseffe</strong></em></p>
<p>La Lega di Serie A, nel frattempo, ha stabilito giorni e orari dalla trentaduesima alla trentaquattresima giornata.</p>
<p>32a giornata: sabato 11 aprile ore 20.45, Atalanta-Juventus</p>
<p>33a giornata: sabato 18 aprile ore 20.45, Roma-Atalanta</p>
<p>34a giornata: lunedì 27 aprile ore 18.30, Cagliari-Atalanta</p>
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		<title>Semifinale playoff Mondiali: Gattuso chiama quattro atalantini</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 12:07:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[25-26 marzo]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Irlanda del Nord giovedì 26 marzo a Bergamo a un quarto alle nove come passaggio fondamentale, il Galles o la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/08/Gattuso-e-Scamacca-credi-atalanta.it_.jpeg"><p>L&#8217;<strong>Irlanda del Nord</strong> giovedì 26 marzo a <strong>Bergamo</strong> a un quarto alle nove come passaggio fondamentale, il Galles o la Bosnia ed Erzegovina di <strong>Sead Kolasinac</strong> come avversario in trasferta a fine mese per un posto ai<strong> Mondiali di Canada-USA-Messico</strong>. <strong>Marco Carnesecchi, Giorgio Scalvini, Giacomo Raspadori e Gianluca Scamacca</strong> sono i giocatori dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> convocati per la semifinale playoff a casa loro, cioè alla <strong>New Balance Arena</strong>.</p>
<p>Ecco la lista del commissario tecnico <strong>Gennaro Ivan Gattuso</strong>. C&#8217;è anche Marco <strong>Palestra</strong>, prestito nerazzurro al Cagliari. Le convocazioni sono valide anche per l&#8217;eventuale finale.&nbsp;</p>
<p><strong>Portieri:</strong> Elia Caprile (Cagliari), <em><strong>Marco Carnesecchi (Atalanta)</strong></em>, Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Alex Meret (Napoli).&nbsp;<br />
<strong>Difensori:</strong> Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Paris FC), Federico Dimarco (Inter), Federico Gatti (Juventus), Gianluca Mancini (Roma), Marco Palestra (Cagliari), <em><strong>Giorgio Scalvini (Atalanta)</strong></em>, Leonardo Spinazzola (Napoli).<br />
<strong>Centrocampisti:</strong> Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi (Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Niccolò Pisilli (Roma), Sandro Tonali (Newcastle).&nbsp;<br />
<strong>Attaccanti:</strong> Federico Chiesa (Liverpool), Francesco Pio Esposito (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Matteo Politano (Napoli), <em><strong>Giacomo Raspadori (Atalanta)</strong></em>, Mateo Retegui (Al-Qadsiah), <em><strong>Gianluca Scamacca (Atalanta)</strong></em>.</p>
<p>Prenderà il via domenica sera con il raduno fissato al Centro Tecnico Federale di Coverciano la ‘missione Mondiale’ della Nazionale, impegnata giovedì 26 marzo (ore 20.45, diretta Rai 1) allo Stadio di Bergamo nella semifinale dei play-off con l’Irlanda del Nord. In caso di successo, martedì 31 marzo l’Italia si giocherebbe poi il pass per il Mondiale in trasferta con la vincente della sfida tra Galles e Bosnia ed Erzegovina. Le due semifinaliste sconfitte del percorso A dei play-off (Italia-Irlanda del Nord/Galles-Bosnia ed Erzegovina), il 31 marzo saranno invece chiamate a disputare un’amichevole. Un match che gli Azzurri giocherebbero comunque in trasferta, a Cardiff o a Zenica. Mercoledì 25 le conferenze stampa della vigilia, allo stadio di Bergamo, alle 17 per gli azzurri e alle 19.45 per i nordirlandesi, col primo quarto d&#8217;ora di sgambata dalle ore 18 aperto ai madd media.<br />
<em><strong>EffAzzurro</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; Palladino: &#8220;Reazione da grande squadra&#8221;. Zalewski: &#8220;Punto guadagnato&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 20:56:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Zalewski]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
		<category><![CDATA[Sead Kolasinac]]></category>
		<category><![CDATA[Udinese]]></category>
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					<description><![CDATA[Le grandi verità, stavolta, sono firmate Nicola Zalewski, l&#8217;assist per il primo dei due gol di fronte di Gianluca Scamacca: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/e7e05668-9fc5-4822-8b97-261b737b8819.jpeg"><p>Le grandi verità, stavolta, sono firmate <strong>Nicola Zalewski</strong>, l&#8217;assist per il primo dei due gol di fronte di Gianluca <strong>Scamacca</strong>: <em>&#8220;Per la classifica sono due punti persi, ma per come s&#8217;era messa contro una squadra organizzata e fisica nelle ripartenze è certamente uno guadagnato&#8221;</em>. La palla, nel post <strong>Udinese</strong>, passa a <strong>Raffaele Palladino</strong>, il manico soddisfatto ma non troppo: <em>&#8220;C&#8217;è un po&#8217; di rammarico perché credevamo nella vittoria e invece non siamo riusciti a completare la rimonta, ma la reazione soprattutto sul doppio svantaggio è stata da grande squadra&#8221;</em>, il chiaroscuri dipinti dal mister dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a botti consumati.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Ringrazio pubblicamente i miei ragazzi perché non l&#8217;ho fatto nello spogliatoio. Per quello che hanno dato e per la reazione mentale forte sotto di due gol.&nbsp;Nel primo tempo ci siamo ritrovati sotto per aver marcato male in area sul calcio d&#8217;angolo.</em><br />
<em>Lo sforzo sullo 0-2 è da grande squadra, abbiamo cambiato qualcosa e i subentrati hanno dato un grande aiuto alla squadra. Significa che abbiamo una grande forza fisica e mentale. Dispiace non essere riusciti a completare la rimonta nonostante una buona palla per il 3-2&#8243;</em>, rimarca il tecnico nerazzurro.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Abbiamo schiacciato l&#8217;Udinese lì, ma anche loro potevano far gol. La mentalità nostra è vincere le partite e secondo me meritavamo di più. A me è piaciuto anche l&#8217;approccio, forse abbiamo sbagliato tecnicamente nell&#8217;ultima scelta, ma la partita è stata condotta bene&#8221;</em>, continua il mugnanese in panchina. La revisione tattica dal 3-4-2-1 a una specie di 4-2-4 con due centravanti ha pagato almeno in termini di un punticino: <em>&#8220;Preparo le partite insieme alle soluzioni in corso d&#8217;opera, perché ce ne sono di più in una sfida sola. Krstovic e Scamacca, la doppia punta, poteva dare fastidio e un 4-2-3-1 poteva darci vantaggi in uno contro uno. Così è stato&#8221;</em>, conferma Palladino.</p>
<p dir="ltr">Il mix tra veterani e giovani nati dal duemila in su piace particolarmente al classe &#8217;84 sulla tolda di comando. <em>&#8220;Quelli che sono qui da tanti anni incarnano quello che va dato in campo. Oggi è successo a <strong>De Roon</strong> partire dalla panchina perché doveva rifiatare dopo tante partite di seguito: ha dato spirito ed energia. <strong>Kolasinac</strong> sta facendo prestazioni di altissimo livello. Anche <strong>Zappacosta</strong>, Djimsiti che ora sta giocando meno. L&#8217;obiettivo è far rientrare <strong>Scalvini, De Ketelaere, Ederson e Raspadori</strong>, speriamo in settimana prossima: qualcosa potrei recuperare in vista dell&#8217;Inter, non per il Bayern martedì. Siamo lì lì con l&#8217;area medica per qualche rientro&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Infine, tra profezia svelata col senno di poi e necessità di alzare l&#8217;asticella sotto porta: <em>&#8220;Per <strong>Scamacca</strong> sono felice: ieri, durante l&#8217;esercitazioni di tiro, gli ho pronosticato la doppietta. Però avevo detto che sarebbe finita 2-1. Gianluca ha bisogno di tanto affetto e amore. Nelle ultime due di campionato, col Sassuolo e Udinese, credo che l&#8217;Udinese abbia tirato altre due volte in porta, gli expected goal erano bassissimi come domenica scorsa, e difatti. Stiamo prendendo poche occasioni ma tanti gol da fermo. Sui gol di testa ci lavoriamo in allenamento. Sono contento dei gol fatti, ma il livello va alzato coi trequartisti e coi quinti, tra cui Zalewski. Oggi Kamaldeen ha fatto un&#8217;ottima partita. L&#8217;area la voglio occupata di più&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr"><strong>I giocatori</strong></p>
<p><em>&#8220;La stanchezza c&#8217;è perché stiamo giocando ogni tre giorni, ma tutti si sentono parte del gruppo e il mister conta su tutti. Perché tutti esprimono il loro valore quando scendono in campo&#8221;</em>. L&#8217;altro, anzi un terzo, ipse dixit del sabato sera è sempre del nazionale polacco: <em>&#8220;La partita di martedì è fondamentale. Archiviamo questa in fretta&#8221;</em>, sentenzia <strong>Zalewski</strong>. Uno che non recita la parte del tattico: <em>&#8220;Le posizioni vengono un po&#8217; meno quando si deve spingere. Il ruolo da esterno offensivo che m&#8217;è toccato è qualcosa a cui sono abbastanza abituato, anche se con un modulo diverso</em> &#8211; spiega -. <em>I trequartisti con la palla laterale riempiono meno l&#8217;area, qualcosa che ci manca perché poi la palla finisce sempre per cadere nei punti dove noi del reparto non andiamo. Dobbiamo migliorare&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Siamo stati bravi a recuperare sotto di due reti, perché è stata una gara tutt&#8217;altro che facile. Eravamo focalizzati su questa, non su quella di martedì prossimo contro il Bayern Monaco</em> &#8211; aggiunge <strong>Sead Kolasinac</strong> a DAZN -. <em>Bisogna recuperare le energie per pensare alla partita di Champions League, una chances di cui siamo contenti&#8221;</em>. C&#8217;è la chiosa di uno dalla convivenza tutt&#8217;altro che difficile, invece: <em>&#8220;Ho giocato in coppia con Krstovic per la prima volta e devo dire che ci siamo trovati bene</em> &#8211; le dichiarazioni di <strong>Gianluca Scamacca</strong> -. <em>Credo sia un peccato per com&#8217;è finita, perché oltre ai due gol c&#8217;è stato anche il mio palo, altre occasioni prima, sullo 0-0, e anche dopo per fare il 3-2, ma Okoye su Nikola è stato bravissimo. L&#8217;Udinese su mezza occasione ce ne ha fatti due. Ho continuato a crederci dopo il palo e ne sono arrivati un paio anche per me&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle con l&#8217;Udinese &#8211; In difesa si balla. Okappa i cambi</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 20:27:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Male il castello difensivo e le preventive, bene dalla cintola in su nonostante la poca concretezza globale. Le pagelle dell&#8217;Atalanta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/9c8adede-ef93-45a9-b1ac-f5ea0deca7e1.jpeg"><p>Male il castello difensivo e le preventive, bene dalla cintola in su nonostante la poca concretezza globale. Le <strong>pagelle</strong> dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> contro <strong>l&#8217;Udinese</strong> risentono in positivo della capacità di reazione dimostrata dalla rotazione di <strong>Raffaele Palladino</strong>, più ampia di quanto ci si possa immaginare a onta della quadruplice defezione Scalvini-Ederson-De Ketelaere-Raspadori. In negativo, invece, per le amnesie dalla cintola in giù.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 6: come rivela il mister a bocce ferme, gli expected goals si contano sulle falangi d&#8217;un dito solo e a lui stavolta non tocca metterci alcuna pezza delle sue.</p>
<p><strong>Kossounou</strong> 5,5: se non usa il fisico e il fondo atletico, è dal ritorno dalla Coppa d&#8217;Africa che non sa come fare. Kristensen lo usa da materasso. Non si può consentire a chicchessia di passare dalla sua zolla come sul raddoppio friulano (12’ st <strong>Zalewski</strong> 6,5: largo nel 4-2-4 sostanziale o presunto di Palladino da rimontone, centra la palla giusta per riaprirla).<br />
<strong>Hien</strong> 5,5: da fermo denuncia qualche battuta a vuoto, come si vede sulla stantuffata-rompighiaccio di Kristensen. Davis, complessivamente, se lo porta a spasso una volta. Che è di troppo.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: guerriero indomabile, sullo 0-2 è l&#8217;unico che si salvi della fase difensiva ipoteticamente intesa. Mancava solo che infilasse la testa da solo nella ghigliottina. Nella metà campo nemica, invece, tanta foga non viene mai ripagata (43’ st <strong>Djimsiti</strong> sv).</p>
<p><strong>Bellanova</strong> 5: timido, incerto, indeciso. Un sovrappiù che sta soffrendo un cambio che va per i trentaquattro e gira al doppio (12’ st <strong>Zappacosta</strong> 6,5: altra musica con lui a fare il terzino, pardon il quarto, d&#8217;ala, anche se a spezzare la catena devono pensarci altri).<br />
<strong>Musah</strong> 5,5: merita sicuramente una prova d&#8217;appello dopo averne segnati due di fila al Sassuolo e alla Lazio, ma c&#8217;è il sospetto che abbia bisogno di mordere il freno per rendere (1’ st <strong>De Roon</strong> 6,5: non ne fa giuste tantissime, ma il tocco per Krstovic nell&#8217;azione del pari sul 2 vale mezza partita).<br />
<strong>Pasalic</strong> 6,5: non è che ci capisca molto neanche lui, che però come col Borussia Dortmund recupera un rinviaccio del portiere per dare il la a qualcosa di buono. Grande palla, poco prima dello 0-2, per Scamacca, fermo al palo.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6,5: discesa libera più che slalom, si trova bene in catena e, anche se alla fin fine non decide alcunché, si conferma uno degli elementi più applicati e pure impermeabili alle variazioni al copione.&nbsp;</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 5,5: con la qualità che si ritrova, ogni remo tirato in barca fa veramente incazzare. Non basta pennellare da fermo o pescare Scamacca una volta in croce per garantirsi il minutaggio da intoccabile in assenza di De Ketelaere (12’ st <strong>Krstovic</strong> 6,5: lavora come nessuno, come pochi quando sale la temperatura non la metterebbe nel lago d&#8217;Endine. Però entra nell&#8217;azione del punto e pure in quella che ne avrebbe potuti strappare un altro paio).<br />
<strong>K. Sulemana</strong> 6: fa un gran rebelotto, con tutto il rispetto, perché mira a parte (e non è poco) si agita come un diavolo in un aspersorio senza troppo costrutto per la squadra e se stesso. Se non altro, tiene indaffarato chiunque gli si pari davanti.</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 8: il legno interno prima di subire il raddoppio non lo scoraggia, ma il merito è anche dell&#8217;inserimento del doppio centravanti. Col montenegrino sono rose e fiori. Le spine se le conficca da solo chi dei due ha meno mira. Il profumo di doppietta e di 2-2, invece, il ragazzone ipertatuato di Fidene, grande giocatore in attesa di diventare un centravanti vero alla Harry Kane. Arrivederci alla sfida del 10 marzo.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6,5: ruota bene gli uomini soprattutto alla luce del cambio di strategia, un po&#8217; come il martelletto per rompere il vetro sui mezzi pubblici in caso di mal parata. Temerario perché accetta la sfida quasi da mission impossible per come s&#8217;era messa, razionale e lucido perché una terza via comunque non esisteva. Se non cambi, scivoli, diceva il suo predecessore. Il profeta del novennio prima dell&#8217;interregno di Ivan Juric, s&#8217;intende.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Atalanta salvata da Scamacca, ma che fatica anche con l&#8217;Udinese!</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 19:04:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[28a (9aR) serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; sabato 7 marzo (ore 15) Atalanta &#8211; Udinese 2-2 (0-1) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/9a41be92-fde6-42b1-88df-0a941fa4a4c9.jpeg"><p>28a (9aR) serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; sabato 7 marzo (ore 15)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Udinese 2-2 (0-1)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 6; Kossounou 5,5 (12’ st Zalewski 6,5), Hien 5,5, Kolasinac 6,5 (43’ st Djimsiti sv); Bellanova 5 (12’ st Zappacosta 6,5), Musah 5,5 (1’ st De Roon 6,5), Pasalic (cap.) 6,5, Bernasconi 6,5; Samardzic 5,5 (12’ st Krstovic 6,5), K. Sulemana 6; Scamacca 8. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 69 Ahanor, 5 Bakker, 46 Levak, 45 Vavassori. All.: Raffaele Palladino 6,5.<br />
<strong>UDINESE (3-5-2):</strong> Okoye 5,5; Mlacic 5,5 (1’ st Zarraga 6,5), Kabasele 6,5, Kristensen 7; Ehizibue 6,5, Piotrowski 6 (17’ st Miller 6,5), Karlstrom (cap.) 5,5, Ekkelenkamp 6, Kamara 5,5 (35’ st Arizala 6); Zaniolo 7 (17’ st Atta 6,5), Davis 7 (31&#8242; st Buksa 6). A disp.: 1 Nunziante, 90 Sava, 93 Padelli; 29 Camara, 7 Gueye, 15 Bayo. All.: Kosta Runjaic 7.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Rapuano di Rimini 5,5 (Costanzo di Orvieto, Mastrodonato di Molfetta; IV Ferrieri Caputi di Livorno. V.A.R. Di Bello di Brindisi, A.V.A.R. Meraviglia di Prato).<br />
<strong>RETI: </strong>39’ pt Kristensen (U), 10’ st Davis (U), 30’ e 34’ st Scamacca (A).<br />
<strong>Note:</strong> premiato nel prepartita l’allenatore Raffaele Palladino come Philadelphia Coach of the Month di febbraio dal presidente Antonio Percassi. Mezza sera serena e tiepida, spettatori 22.101 per un incasso di 515.113,46 euro. Ammoniti Mlacic e De Roon per gioco scorretto, Okote per ritardata rimessa in gioco. Tiri totali 16-8, nello specchio 3-3, parati 2-1, respinti/deviati 1-1, legni 1-0. Corner 11-3, recupero 1’ e 7&#8242;.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Kristensen fa calare il buio sulla più contestata delle palle inattive, Davis il sipario virtuale a trentacinque più extra time dal gong. Ma c&#8217;è <strong>Gianluca Scamacca</strong> dietro l&#8217;angolo, due volte di testa in 4 minuti, per tenersi al settimo posto senza smenarci troppo. <strong>L&#8217;Atalanta</strong> con <strong>l&#8217;Udinese</strong> rischia la beffa come dal Sassuolo e non si prepara granché bene all&#8217;andata degli ottavi di Champions League di martedì 10 col Bayern Monaco. In mezzo, chances non sfruttate e tentativo d’acciuffo fermo al palo scamacchiano a una cinquina dallo 0-2, con lo stesso centrattacco a dimezzare alla mezzora della ripresa schiacciando di testa il traversone di Zalewski ed entro un poker nondimeno la pareggiat.</p>
<p>Una prima metà dominata ma a ritmi troppo lenti, per la squadra di Raffaele Palladino. Che infatti, più sorpresa che arrabbiata, protesta per la liceità dell’incornata del danese su assist della fascia conosciuta Zaniolo a un settebello dalla pausa, per una presunta doppia spinta Kabasele-Kolasinac (vera) e del rompighiaccio medesimo ai danni di Kossounou, a quanto sembra, con Hien dietro.<br />
Al quinto sbuca Sulemana in catena per l’anticipo di Kristensen su Samardzic, con Bellanova ad alzare il tiro-cross su palla rimessa dentro da Musah. La risposta di Ehizibue finisce dritta dal limite dopo il cross da sinistra dell’ex Zaniolo smorzato di suola da Hien con effetto prolungamento. A cronometro raddoppiato Samardzic, che prova a cucire il gioco, vede Scamacca a un metro dal vertice destro per un tiro alto e non angolato. Musah tenta invano il tredici di seconda in coda al primo corner, Okoye invece mette o brividi lungo la schiena al settore ospiti alle sue spalle quasi facendosi intercettare il rinvio dal centravanti di casa. A due lancette dal ventesimo, la svettata molto fuori misura di Hien accompagnata dalla mezzala serba dalla bandierina destra, dopo un secondo corner concesso goffamente dal portiere bianconero su un pallone innocuo dell’ala sinistra ghanese. Oltre metà frazione la quarta battuta da fine campo, stavolta da sinistra, sfocia nel mancato gioco delle torri con Pasalic a scaricare per il sinistraccio di Bernasconi dai 25 metri in Curva Sud. Occhio al volto noto tuttosinistro, che a due corsette dalla mezzora in coda al primo schema d’angolo, il destro, dopo lo scambio con Ekkelenkamp e Kamara centra a rientrare verso l’incrocio alla destra di Carnesecchi, costretto alla smanacciata. Incredibile ma vero, è la prima conclusione in porta.</p>
<p>Al 37’ Mlacic si oppone col gomito a Kamaldeen sul lancio di Pasalic, ma l’arbitro valuta congruo il movimento: solo corner. Al quarantesimo, la doccia fredda col braccetto sinistro ospite a girare di testa nell’angolo a mezz’altezza l’angolo dalla destra del massese. Al rientro in campo c’è De Roon al posto dell’americano in mediana e subito proteso al tiro di seconda (3’), un sinistro in piena Nord. Al 5’ la girata di Scamacca sul destro un metro dentro l’area, ricevendo in orizzontale da Pasalic, si stampa sul palo interno ballonzolando davanti alla linea. Il contrappasso è il sinistro a girello del centrattacco nemico dopo un doppio salvataggio del troppo solitario Kolasinac prima sul filtrante di Zaniolo e quindi sulla botta di Zarraga. Disastro totale. Al 14’ Sulemana si tuffa a pesce sul traversone di Bernasconi sbagliando mira, in coda al triplo cambio Zalewski-Krstovic-Zappacosta per Kossunou-Samardzic-Bellanova, ma occhio al tris sfiorato sull’esterno della rete da Kamara (17’) su apertura del firmatario del 2-0. Al 21’ Krstovic anticipa tutti deviando però sul fondo il tracciante di Zappacosta.</p>
<p>Il ‘99 di Fidene la riapre e poi la acciuffa sul serio riprendendo il destro parato a Krstovic da Okoye, con una palombella sempre in gioco aereo nell’angoletto, sulla scorta del rinvio dello stesso portiere udinese forzato dal retropassaggio di Karlstrom e intercettato da Pasalic per lo smistamento di De Roon a rimorchio. A sei dal novantesimo il nazionale nigeriano la prende al montenegrino che ci prova dalla lunetta dialogando col doppiettista. Occhio ad Atta che lambisce l’incrocio (41’), allo slalom di Buska fermato dall’ultimo ostacolo sul la di Miller, a quest’ultimo dalla lunga (3’ di recupero) e soprattutto a Ekkelenkamp che al 94’ a rimorchio calcia addosso a Hien. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Serata nella storia e nel cuore&#8221;. Percassi: &#8220;Il mister è un predestinato&#8221;. I giocatori: &#8220;Mai così bravi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 22:10:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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		<category><![CDATA[Luca Percassi]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ipse dixit di Raffaele Palladino coniuga storia ed emozioni: &#8220;Quelle che dà la Champions League sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e63781e9-4beb-4170-a527-40113ff9ca53.jpeg"><p>L&#8217;ipse dixit di <strong>Raffaele Palladino</strong> coniuga storia ed emozioni: <em>&#8220;Quelle che dà la <strong>Champions League</strong> sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di stasera va azzerata perché tra quattro giorni c&#8217;è il <strong>Sassuolo</strong> in striscia positiva. Sta a me far entrare in campo i giocatori con lo spirito e la mentalità adatti. Ma questa è una serata che resterà nella storia di tutto il calcio italiano, oltre che nel cuore dei tifosi&#8221;</em>. L&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> ha l&#8217;imbarazzo della scelta, se chiamato a citare il meglio del meglio: <em>&#8220;La partita più bella della mia carriera da allenatore. Mario <strong>Pasalic</strong> ha saputo aspettare da grande uomo e grandissimo calciatore nonostante abbia subito la grave perdita del padre. Ha una grandissima professionalità, è sempre stato il primo ad allenarsi bene e a saper aspettare, come Samardzic e Krstovic. E&#8217; una squadra di grandi valori umani. Isak <strong>Hien</strong> ha vinto l&#8217;uno contro uno con Guirassy, che all&#8217;andata ci aveva messi in difficoltà. Era una gara di duelli, del resto, e va preparata anche individualmente. Sul rigore mi sono preso un infarto, poi ho abbracciato Lazar, so che è bravo a tirarli. <strong>Scamacca</strong> pressava il portiere, <strong>De Roon</strong> e Pasalic hanno seguito gli inserimenti dei giocatori sulla fascia che sono molto veloci. Il Borussia Dortmund lavora molto sulla linea alta, ci volevano l&#8217;attacco alla profondità e i cambi di gioco. Ci siamo riusciti perfettamente&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono i ringraziamenti di rito: <em>&#8220;Ai miei giocatori, uno per uno. Al pubblico, abbiamo giocato in ventitremila. Lo stadio era una bolgia, i bergamaschi meritano questa soddisfazione. Abbiamo inseguito e centrato il sogno degli ottavi di finale anche perché i tifosi ci hanno creduto insieme a noi. Allo staff, perché l&#8217;abbiamo proprio preparata in modo perfetto. E alla società, con Antonio e Luca Percassi sempre presenti, il direttore sportivo Tony D&#8217;Amico&#8221;</em>. <em>&#8220;La squadra ha gli attributi, non era facile perché era difficile rimontare un doppio gol di svantaggio</em> &#8211; rimarca il tecnico nerazzurro -. <em>I giocatori ci credevano, l&#8217;ho visto nella preparazione. Erano attenti nello studio degli avversari e l&#8217;abbiamo preparata sui loro difetti, puntando ai cambi di gioco e all&#8217;attacco alla profondità&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Palladino</strong> conclude tra difesa d&#8217;ufficio della costruzione della rosa anche a gennaio, quella del movimento del pallone del Belpaese e la tecnologia applicata al gioco. <em>&#8220;I giocatori sono frutto di una scelta molto accurata. E&#8217; un gruppo fantastico in cui chiunque giochi crede in quello che fa e sa come poter essere utile per i compagni. Siamo andati uomo su uomo, siamo stati bravi tecnicamente, abbiamo vinto i duelli. Il calcio italiano va difeso, protetto e tutelato. Sembra che non si veda l&#8217;ora che vada male per criticarlo. Io vedo squadre con idee e che giocano un bel calcio. Si lavora bene, ci sono giovani e giocatori esperti. Oggi l&#8217;abbiamo dimostrato: ho detto ai miei che nessuno credeva in noi oggi e invece abbiamo dimostrato il contrario con grande rispetto degli avversari.&nbsp; Sul Var a chiamata non saprei, ma in Italia del var attuale si fa troppo uso. Dovrebbe essere utilizzato solo per le cose oggettive, da noi s&#8217;interrompe troppo il gioco, spesso non si capiscono bene gli errori&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Luca Percassi, amministratore delegato</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Questa impresa è poco dietro a quella di Dublino, ma solo perché a Dublino abbiamo conquistato un trofeo. Questa sera è stata fatta la partita perfetta. Un grandissimo complimenti al mister, ai ragazzi e al pubblico che è stato straordinario dal primo all’ultimo minuto. Palladino è un predestinato, ha saputo toccare le corde giuste mostrando la bontà delle sue idee e la sua qualità. E&#8217; stata una partita straordinaria in una serata straordinaria, col pubblico a sostenerci dal primo all&#8217;ultimo minuto. Fin dal rientro in albergo, all&#8217;andata a Dortmund, allenatore e giocatori erano convinti di non essersi espressi al meglio. Adesso ci aspetta l&#8217;Arsenal o il Bayern. L&#8217;Arsenal l&#8217;abbiamo affrontato la scorsa edizione di Champions a Bergamo, ma mai a Londra. Il Bayern sarebbe una novità. Sarà comunque qualcosa di straordinario per il popolo bergamasco e per chi ama l’Atalanta. Sono commosso, stavolta tra le altre grandi partite di tutti questi anni è emersa l&#8217;Atalanta&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>Mario Pasalic</strong></p>
<blockquote><p><em>“Una serata speciale in cui è stato bellissimo vincere davanti al nostro pubblico. Sapevamo che avremmo potuto rimontare. Nel primo tempo ci siamo rimessi in parti, nel secondo abbiamo segnato altri due gol pur prendendone uno. Ne abbiamo vissute tante, soprattutto noi che siamo qui da tanto tempo, ma l&#8217;emozione di questo passaggio agli ottavi è qualcosa di unico. In campionato stiamo facendo altrettanto bene e dobbiamo ripartire dal Sassuolo puntando al quarto posto, alla fine ci mancano solo cinque punti&#8221;.</em></p></blockquote>
<p><strong>Marten de Roon</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“In pochi ci credevano, abbiamo fatto la storia. Noi ci credevamo perché dopo Dortmund, dove non avevamo dato il meglio, ci siamo guardati negli occhi dicendoci che potevamo farcela. Abbiamo dato tutto dall&#8217;inizio alla fine. Andare avanti all&#8217;inizio ha aiutato, ma a differenza dell&#8217;andata non abbiamo concesso tutti quegli spazi perché abbiamo giocato compatti e intensi. Tra le serate magiche ricordo anche Liverpool in Europa League, ma qualificarci così è tanta roba. Samardzic era il secondo della lista dei rigoristi dietro Scamacca che era uscito, ha tirato benissimo. Il dna Atalanta è nello spirito, poi vengono la qualità e anche i gol: faticano tutti a giocare a Bergamo, merito dei tifosi&#8221;.</p>
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</blockquote>
<p><strong>Gianluca Scamacca</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“Siamo partiti forte e sentivamo che avremmo potuto ribaltarla. Ci abbiamo creduto e chi è subentrato ha dato una grossa mano. Ci siamo fatti perdonare la brutta partita di Dortmund facendo una grandissima cosa. Da fuori nessuno poteva immaginarsi la rimonta, ma noi giocatori conosciamo il nostro valore e sappiamo di poterci togliere molte soddisfazioni. Mister Palladino? Ci ha dato energia, ci ha aiutato a ritrovare noi stessi. E i tifosi sono stati meglio del Muro Giallo&#8221;.&nbsp;</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Impresa pazzesca: poker sporco al Muro Giallo, Dea agli ottavi di Champions</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:12:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Champions League, gara 2 playoff/knockout round &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 25 febbraio (18.45) Atalanta &#8211; Borussia Dortmund [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/5d1fe9a6-34d3-43fa-9cbe-61508ef9b79d.jpeg"><p>Champions League, gara 2 playoff/knockout round &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 25 febbraio (18.45)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Borussia Dortmund 4-1 (2-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 7 (32’ st Djimsiti 7), Hien 8, Kolasinac 7,5 (27’ st Ahanor 6); Zappacosta 8, De Roon (cap.) 8, Pasalic 8, Bernasconi 8; Samardzic 7, Zalewski 7,5 (40’ st K. Sulemana 6,5); Scamacca 7 (27’ st Krstovic 7). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah, 13 Ederson, 45 Vavassori. All.: Raffaele Palladino 8.<br />
<strong>BORUSSIA DORTMUND (3-4-2-1):</strong> Kobel 5,5; Emre Can (cap.) 5,5, Anton 6, Bensebaini 4; Ryerson 6 (25’ st Yan Couto 6), Jobe Bellingham 5,5 (25’ st Adeyemi 7), Nmecha 6, Svensson 6; Beier 6,5 (15’ st Fabio Silva 5,5), Brandt 5,5 (15’ st Chukwuemeka 6,5); Guirassy 5,5. A disp.: 31 Ostrzinski, 33 Meyer; 5 Schlotterbeck, 47 Benkara, 49 Reggiani, 6 Özcan, 20 Sabitzer, 40 Inacio, 27 Adeyemi. All.: Niko Kovac 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sanchez Martinez 6 (Spagna &#8211; Cabañero, Prieto; IV Martinez Munuera. V.A.R. Cuadra Fernandez, A.V.A.R. Del Cerro Grande).<br />
<strong>RETI:</strong> 5’ pt Scamacca (A), 45’ pt Zappacosta (A), 12’ st Pasalic (A), 30’ st Adeyemi (B), 53’ st rig. Samardzic (A).<br />
<strong>Note:</strong> mezza sera serena e tiepida, spettatori 22.403 per un incasso di 809.425,60 euro. Ammoniti Bensebaini ed Emre Can per gioco scorretto, Hien e Fabio Silva per reciproche scorrettezze. Espulsi Schlotterbeck e Scalvini dalla panchina al 50&#8242; st per proteste, Bensebaini per somma di ammonizioni (gioco scorretto) al 52’ st. Tiri totali 13-7, nello specchio 8-3, parati 4-2, respinti/deviati 1-2, legni 0-1. Var: 1 (check rigore al 94’ Bensebaini su Krstovic). Corner 5-1, recupero 1’ e 9’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; <strong>Samardzic</strong> all’incrocio dal dischetto e saranno <strong>ottavi di finale di Champions League</strong>. Fatta giustizia dell’unica disattenzione sul 3-1 di <strong>Adeyemi</strong>. Cinque minuti per aprirla con <strong>Scamacca</strong>, <strong>Zappacosta</strong> per raddoppiarla di seconda dopo quaranta esatti con complicità della cresta iliaca spiazzante di Bensebaini e <strong>Pasalic</strong> per illudersi si averla chiusa dopo cinquantasette. Sta di fatto che <strong>l’Atalanta</strong> demolisce il <strong>Borussia Dortmund</strong> all’ultimo tuffo col poker sporco e venerdì saprà se dovrà giocare contro Arsenal o Bayern.</p>
<p>Al 4’ c’è già lo squillo di <strong>Zalewski</strong> in diagonale sinistro, suggerito da <strong>Kolasinac</strong> lungo il lancio del tuttofare croato e deviato in corner alla grande da <strong>Kobel</strong>. La seconda volta va meglio al centrattacco romano, lesto a deviare nel sacco dall’area piccola il radente aperto a Bernasconi dallo stesso polacco con la complicità della scivolata a vuoto di Bensebaini, di fatto un assist involontario. Che poi si fa giallare per la stesa di Zappacosta a cavallo di un paio di rinvii di Carnesecchi addosso a un avversario, prima Beier e poi Brandt. <strong>Hien</strong> tiene a bada il primo al quarto d’ora, sul sinistro a rientrare di <strong>Samarzdic</strong> arpionato in caduta dall’arcenese oltre il quarto d’ora invece c’è solo il secondo tiro dalla bandierina. Al 24’ la ritenta il <strong>polacco</strong> sempre con lo stesso piede, poco al di là del limite, su scarico dell’apripista raggiunto dal suo pendolino sinistro, ma l’estremo ospite è sempre sul pezzo. Un tris di lancetta ed ecco la testa di <strong>Guirassy</strong>, che devia sul fondo il cross a rientrare dettato a <strong>Beier</strong> dal lavoro di Ryerson, Jobe Bellingham e Svensson. I due marcatori del Westfalenstadion non ci prendono. Ampiezza totale, contromisure un po’ tardive. A tiro della <strong>mezzora</strong>, il primo vero acuto in giallo è di <strong>Brandt</strong>, inseritosi su filtrante del compagno di trequart lungo la conduzione di Nmecha per un sinistro in corsa che chiama il riminese alla protezione del legno di competenza.</p>
<p>Al 35’ <strong>Samardzic</strong> si fa fermare dal fratello d’arte sull’invito di Scalvini, due minutini e l’uscita prorompente di <strong>Hien</strong> carica il rientro sul destro di Zalewski che però s’impenna. Alle soglie del recupero, la smazzata di pugno di Kobel senza un perché sul piede del sorano che in lunetta calcia forte e teso di fronte a Bellingham, ma è il braccetto sinistro ospite a cogliere in controtempo l’ultimo ostacolo cadendo sulle ginocchia e facendo cambiare direzione all’attrezzo col fianco destro. Brivido dopo un poker al rientro in campo, ma San Marco da Rimini la prende comunque a Guirassy, giratosi sul destro in offside sulla palla dentro di Beier, sempre quei due. Al quinto <strong>Pasalic</strong> arriva al tiro fuori equilibrio sulla difesa del pallone scamacchiana dietro input del firmatario del bis, quindi <strong>De Roon</strong> colpisce l’estremo difensore tedesco sul la del serbo. All’ottavo, quasi come un contrappasso, il pericolo doppio <strong>Beier-Brandt</strong> col primo ad aprire il diagonale sul, anzi contro il palo lontano dopo il triangolo con <strong>Ryerson</strong> e il secondo a mancare il bersaglio col solo Scalvini davanti. Alla sporca dozzina l’azione da rimessa laterale con Bernasconi e Zalewski a sistemarla a De Roon per il traversone a rientrare deviato quanto basta di mezza tempia da Super Mario per calare il <strong>tris</strong> nei pressi del secondo palo.</p>
<p>I prussiani la riaprono lo stesso pareggiando il conto dei gol, col mancato assistman della tripla chance al 29’ a diventarlo per il sinistro verso l’incrocio di <strong>Adeyemi</strong> sull’onda lunga del primo angolo a favore. Prima, Guirassy incespica per poi impegnare Carnesecchi in <strong>uscita</strong>, Scalvini salva su Fabio Silva. A vuoto, di qua, Krstovic e soprattutto il match winner, che al 37’ non premia l’inserimento di Djimsiti dribblando Bensebaini per fare la barba al palo a sinistro aperto. Al quarto di ritorno Kobel esce sulla trequarti difensiva e serva Pasalic che crossa dentro per <strong>Krstovic</strong>: il montenegrino si tuffa di testa, Bensebaini lo colpisce con un calcio in fronte, di spalle, con la scuola dello scarpino (mica tanto ino) sinistro tanto da costringerlo a fasciatura e ricovero. Sanchez aveva dato corner, il Var lo convince del contrario e il mancinone del serbo battezza il sette.<br />
<em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Verso la Lazio: c&#8217;è un big in forse (e l&#8217;altro in attesa). L&#8217;arbitro e i precedenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 13:31:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[arbitro]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Luca Sacchi]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
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					<description><![CDATA[In attesa di sapere se Charles De Ketelaere deve operarsi per la lesione al corno posteriore del menisco interno del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/2af84c73-d983-4b3d-8fea-adbb2d94a3d1.jpeg"><p>In attesa di sapere se <strong>Charles De Ketelaere</strong> deve operarsi per la lesione al corno posteriore del menisco interno del ginocchio destro oppure no, è <strong>Gianluca Scamacca</strong> a tenere l&#8217;<strong>Atalanta</strong> col fiato sospeso in vista della venticinquesima di campionato sabato 14 febbraio alle 18 all&#8217;Olimpico con la <strong>Lazio</strong>. Venerdì entro il tardo pomeriggio è prevista la partenza per la Capitale dopo l&#8217;ultima sessione sul campo al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia.&nbsp;</p>
<p>Il centravanti romano, in panchina lunedì con la <strong>Cremonese</strong> dopo aver accusato una <strong>contusione all&#8217;anca destra</strong> durante l&#8217;allenamento della vigilia, alla ripresa del lavoro giovedì mattina s&#8217;è allenato parzialmente col resto del gruppo. Potrebbe dover lasciare una seconda volta di fila il posto a <strong>Nikola Krstovic</strong>, anche in ottica dell&#8217;altro fronte aperto, il playoff di andata di Champions League martedì 17 febbraio alle 21 dal <strong>Borussia Dortmund</strong>. Nel <strong>turnover</strong> mirato da un reparto all&#8217;altro, possibile riposo per Scalvini, Djimsiti e Zalewski con Kossounou, Hien e Bernasconi pronti, mentre il belga sarà ancora sostituito da <strong>Lazar Samardzic</strong> con Kamaldeen Sulemana sullo sfondo.</p>
<p dir="ltr"><strong>L&#8217;arbitro</strong> designato nel nido dell&#8217;Aquila, <strong>Juan Luca Sacchi di Macerata</strong>, in stagione ha già portato bene. L&#8217;ultima volta risale a poco tempo fa, nel <strong>poker casalingo al Parma</strong> il 25 gennaio: rigore di Scamacca procurato da Zalewski e De Roon su scarico di De Ketelaere nel primo tempo, Raspadori e Krstovic nel finale. C&#8217;era già stato un tris proprio ai ducali, il 6 gennaio ’21, Muriel-Zapata-Gosens. Con un bilancio nerazzurro di 7 vinte, 2 pari e 2 perse il quarantunenne nativo di Treia, candeline il 13 ottobre, avrà come <strong>assistenti</strong> Giuseppe Perrotti di Campobasso e Paolo Laudato di Taranto. Quarto ufficiale Marco Di Bello di Brindisi. Il Video Assistant Referee è Aleandro Di Paolo di Avezzano, l&#8217;assistente V.A.R. Matteo Gariglio di Pinerolo.</p>
<p dir="ltr">Con l&#8217;Aquila non esistono precedenti arbitrati dal marchigiano Sacchi. Prima di questa stagione, invece, la Dea ci ha vinto <strong>due volte con la Fiorentina, entrambe per 3-2</strong>. La seconda, in casa, il 15 settembre 2024, quando i viola erano allenati dall&#8217;attuale tecnico dei bergamaschi <strong>Raffaele Palladino</strong>: tutto nel primo tempo, quando la testa di Retegui sbuca tra i piedi di Martinez Quarta e Kean, spondato da Gosens; nella ripresa, e a deciderla in rimonta sono l&#8217;incornata di De Ketelaere su cross di Ederson e il destro sul primo palo di Lookman dietro input del belga, assente almeno per un mese stavolta causa noie al menisco interno destro.&nbsp;</p>
<p>L’11 aprile 2021, al “Franchi”, la decise Josip Ilicic al settantesimo su rigore da lui stesso procurato calciando sul braccio largo di Martinez Quarta. Per il resto, la doppietta della tentata fuga e quella del riaggiancio: testa (13′) e destro (40′) di Duvan Zapata su assist di Ruslan Malinovskyi, e di là Dusan Vlahovic (56′ e 66′) quando ad allenare i viola era Beppe Iachini.</p>
<p dir="ltr">Scorrendo indietro nel tempo, c&#8217;è il 2-2 a Bergamo con l’Hellas Verona, il 15 aprile 2024, con Scamacca ed Ederson rimontati da Lazovic e Noslin nella ripresa. A campi invertiti, invece, il 2-1 al Bentegodi il 12 dicembre 2021 (Simeone, Miranchuk e Koopmeiners), Le due sconfitte con Sacchi sono con Sassuolo e Frosinone, sempre per 2-1: il 10 aprile 2022 al Mapei Stadium, doppietta di Traoré e Muriel nel finale; allo “Stirpe”, il 26 agosto (Harroui, Monterisi e Zapata) di tre anni fa. Il 24 maggio 2015, invece, la prima nel massimo campionato di Sacchi, tenuto a battesimo proprio a Bergamo con botta e risposta tra il Papu Gomez e Pellissier contro il Chievo.</p>
<p>Ed ecco gli altri match nerazzurri arbitrati. Il 2-0 di Monza il 5 settembre 2022 (Hojlund e autorete di Marlon su tiro di Lookman) e il 2-1 di Torino il 29 aprile 2023 Zappacosta-Sanabria-Zapata. Quanto alla <strong>Lazio</strong>, il ruolino di marcia è di 5 vinte, 2 pari e 1 persa, di corto muso in casa della Juventus il 19 ottobre 2024. L&#8217;ultima diretta dal fischietto del prefestivo nella Capitale è stata proprio all&#8217;Olimpico, il 3 novembre scorso, nel 2-0 al Cagliari firmato Isaksen e Zaccagni. Tra i successi, il primo è un 2-0 a Crotone nel 2020, seguito da un 4-0 allo Spezia e dal minimo scarto casalinghi col Genoa nell&#8217;ottavo di finale di Coppa del novembre 2023. Dopo un 2-1 a Udine, anche l&#8217;1-1 a Milano con l&#8217;Inter e il 2-2 interno col Parma il 28 aprile dell&#8217;anno scorso. <em><strong>SF</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino ha trovato la quadra: &#8220;L&#8217;Atalanta che vorrei sempre, niente scherzi con la Cremonese&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 23:35:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[conferenza stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia Uno]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Pasalic]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[E ora? &#8220;E ora cavalchiamo l&#8217;entusiasmo della semifinale raggiunta in Coppa Italia per affrontare un mese difficile. Non cadiamo più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e5492ec5-e202-4dcb-93de-dd0d2de64d0b.jpeg"><p>E ora? <em>&#8220;E ora cavalchiamo l&#8217;entusiasmo della semifinale raggiunta in <strong>Coppa Italia</strong> per affrontare un mese difficile. Non cadiamo più nel tranello delle partite facili: lunedì con la <strong>Cremonese</strong> ho chiesto un regalo&#8221;</em>. <strong>Raffaele Palladino</strong> ha la testa già al prossimo impegno di campionato, nonostante abbia appena fatto a fette la <strong>Juventus</strong> nel quarto secco del trofeo nazionale: <em>&#8220;L&#8217;<strong>Atalanta</strong> che vorrei vedere sempre è questa. Se ricadiamo negli alti e bassi, il primo responsabile sono io. Non dobbiamo più accettarli. Voglio sempre spirito, unione, mentalità e aggressività: ho visto un&#8217;Atalanta tosta, con ampi margini di miglioramento. Lunedì voglio conferme&#8221;</em>, il refrain dell&#8217;allenatore nerazzurro. </p>
<p><em>&#8220;Lo stadio era una bolgia, ci siamo fatti trascinare dai tifosi a cui dedichiamo la vittoria. Abbiamo dimostrato di poter essere competitivi e di tenere alla Coppa Italia: vogliamo andare fino in fondo e provare a vincerla. Si è trattato di una partita borderline contro una Juventus che poteva andare più volte in vantaggio nel primo tempo e mi ha impressionato: noi siamo stati bravi, cinici e attenti</em> &#8211; prosegue l&#8217;uomo in panchina -. <em>E&#8217; la risposta che mi aspettavo da <strong>Ahanor</strong> come da tutto il gruppo. Parlare di singoli non è giusto, va esaltata la prestazione di squadra contro una Juventus che mi ha impressionato per forza e qualità di gioco, allenata benissimo da un grande come Spalletti&#8221;</em>. Le prestazioni individuali o quanto meno di reparto, però, vanno sottolineate: <em>&#8220;Dietro <strong>Scalvini</strong>, Djimsiti e Ahanor sono stati coraggiosi ad accettare i duelli. Davanti abbiamo saputo quando attaccare. Abbiamo cercato di togliere il possesso palla alla Juventus, De Roon ed <strong>Ederson</strong> in pressione hanno giocato una grande partita, mi sono piaciuti i subentrati Sulemana, Krstovic e Pasalic&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Stiamo iniziando a leggere bene nelle difficoltà della partita. Diamo sfogo al possesso palla mettendo in difficoltà gli avversari. Io questa sfida la sentivo in modo particolare, perché giocavo contro il mio passato. Quando affronti la Juve sai che affronti un avversario contraddistinto dalla mentalità vincente di chi vuole batterti</em> &#8211; l&#8217;analisi anche psicologica del tecnico mugnanese -. <em>I cambi al momento giusto sono anche fortuna. Ho voluto far stare la squadra nella difficoltà del momento, con la Juve che ha iniziato a palleggiarci. Le sostituzioni, certo, hanno fatto la differenza. Ma avrei voluto e potuto farle prima&#8221;</em>.<br />
<em>&#8220;Ho ragazzi seri, professionali, grandi uomini. Hien non sta giocando titolare ultimamente ma è un grande esempio in allenamento, Kolasinac che non gioca da tre partite per un problema al ginocchio è un trascinatore in settimana</em> &#8211; la chiosa palladiniana -. <em>Siamo felici che sia rientrato Bakker e del mercato fatto dalla società: ventuno giocatori di movimento e tre portieri. Anche da Rossi e Sportiello continuo ad avere tanto&#8221;</em>. </p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio: Scalvini, Pasalic e Scamacca</strong><br />
<em>&#8220;Abbiamo giocato e vinto di squadra&#8221;</em>. Un <strong>Giorgio Scalvini</strong> ministro della difesa quanto laconico, a bocce ferme dopo il tris secco sulla ruota della Juventus: <em>&#8220;Dietro come nel gruppo squadra intero c&#8217;è tanta coesione, sotto <strong>Palladino</strong> siamo uniti e coesi, pronti ad adattarci alle situazioni della partita. Siamo ragazzi che si trovano bene tra di loro, fondamentale per l&#8217;Atalanta&#8221;</em>. <em>&#8220;Siamo stati bravi a sfruttare le singole occasioni, contro un avversario difficile da affrontare e che ci ha messi in difficoltà. Sappiamo soffrire insieme, siamo una grande squadra che sa reagire nei momenti duri</em> &#8211; spiega il braccetto di Palazzolo sull&#8217;Oglio -. <em>La società e la squadra mi hanno sempre dato fiducia aspettandomi dopo i vari infortuni, aiutandomi a recuperare la condizione giusta. Devo solo ringraziare tutti. E il rigore volevo batterlo io&#8230;&#8221;</em>. </p>
<p><em>&#8220;Cerco di sfruttare minuti e occasioni. E&#8217; bello vincere sapendo di aver segnato ogni volta che abbiamo creato la palla gol. Per noi è fondamentale, perché dietro siamo solidi e se davanti siamo cinici abbiamo più chances di vincere</em> &#8211; osserva <strong>Mario Pasalic</strong> da bordocampista di <em><strong>Italia Uno</strong></em> -.  <em>Per me abbiamo dominato la partita pur avendo anche sofferto. Se giochiamo con questo spirito possiamo recuperare posizioni in classifica in campionato: serve un filotto, perché siamo ancora indietro&#8221;</em>. </p>
<p>Dulcis in fundo, <strong>Gianluca Scamacca</strong>, l&#8217;apripista dal dischetto: <em>“In una partita equilibrata abbiamo meritato da vincere perché abbiamo concretizzato, sfruttando le occasioni. Un gruppo molto unito come il nostro può togliersi grandi soddisfazioni</em> &#8211; chiude il centravanti romano -. <em>Tra Bologna e Lazio la preferenza non spetta a noi. Vedremo come finirà: in ogni caso sono entrambe grandi squadre da affrontare nelle semifinali. Per noi, alla fin fine, è uguale: dobbiamo battere due squadre per alzare il trofeo&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Atalanta avanti di rigore, poi la Juve (traversa e paratona di Carnesecchi) se ne becca altri due</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 22:06:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[3-0]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[Juventus]]></category>
		<category><![CDATA[Kamaldeen Sulemana]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Pasalic]]></category>
		<category><![CDATA[quarto di finale]]></category>
		<category><![CDATA[rigore]]></category>
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					<description><![CDATA[Coppa Italia, quarti di finale &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; giovedì 5 febbraio Atalanta &#8211; Juventus 3-0 (1-0) ATALANTA [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/3b7e577f-1bde-4efc-aac2-49fc2860da61.jpeg"><p>Coppa Italia, quarti di finale &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; giovedì 5 febbraio<br />
<strong>Atalanta &#8211; Juventus 3-0 (1-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 7,5 (31’ st Kossounou 6), Djimsiti 7, Ahanor 6,5; Zappacosta 7 (26’ st Bellanova 7), De Roon (cap.) 6,5, Ederson 7,5, Bernasconi 6,5; De Ketelaere 6,5 (38’ st Pasalic 6,5), Raspadori 5,5 (30’ st Krstovic 7); Scamacca 6,5 (25’ st K. Sulemana 6,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 4 Hien, 23 Kolasinac, 5 Bakker, 59 Zalewski, 6 Musah, 10 Samardzic. All.: Raffaele Palladino 7,5.<br />
<strong>JUVENTUS (3-4-2-1):</strong> Perin 6; Gatti 6 (19’ st Boga 6), Bremer 5, Kelly 6; Kalulu 6,5, Locatelli (cap.) 6,5 (29’ st Koopmeiners 5,5), K. Thuram 6, Cambiaso 6 (35’ st Openda sv); Conceicao 6,5 (35’ st Zhegrova sv), McKennie 6,5; David 5,5 (28’ st Holm 6). A disp.: 16 Di Gregorio, 23 Pinsoglio; 32 Cabal, 18 Kostic, 21 Miretti, 17 Adzic, 10 Yildiz. All.: Luciano Spalletti 5,5.<br />
Arbitro: Fabbri di Ravenna 7 (Bercigli di Firenze, Zingarelli di Siena; IV Feliciani di Teramo. V.A.R. Abisso di Palermo, A.V.A.R. Camplone di Pescara).<br />
<strong>RETI:</strong> 27’ pt rig. Scamacca (A), 33’ st K. Sulemana (A), 40’ st Pasalic (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata nuvolosa e non troppo rigida, spettatori 22.623 per un incasso di 715.775,50 euro. Tiri totali 9-12, nello specchio 4-2, parati 1-2, respinti/deviati 4-3, legni 0-1. Var: 1. Corner 1-6, recupero 2’ e 3&#8242;.<br />
<strong><br />
<strong>Bergamo</strong> &#8211; Bremer ci mette la manina sulla scodellata mancina dal fondo di Ederson, la combo Var-Fabbri circa un tris di lancette a decidere, <strong>Scamacca</strong> ben poco per lo spazzante dal dischetto alzandola da terra con Perin alla propria destra e l’attrezzo altrove. Se per <strong>l’Atalanta</strong> nel quarto di finale di Coppa Italia il vantaggio sulla <strong>Juventus</strong> è di rigore dopo aver rischiato il giusto, <strong>Sulemana</strong>, secondo e ultimo gol stagionale il 27 settembre nell’1-1 in campionato a campi invertiti, e <strong>Pasalic</strong> arrotondano nel finale in un tripudio: in semifinale, Bologna o Lazio che se la giocano settimana prossima.</p>
<p>Una decina di secondi appena e Khephren Thuram gira fuori al volo il lungo pallone a rientrare di Conceicao, quindi è Djimsiti a ribattere a Locatelli il successivo rimorchio basso (2’). La stessa cosa fa Kelly, scollinato il 4’, opponendosi a De Ketelaere davanti alla lunetta sul la di Scamacca, Se Ahanor accompagna verso il fondo il portoghese a corridoio aperto in contropiede da Bremer al decimo, due lancette più tardi ci prova Zappacosta col mancino volante su sponda proprio dell’ex Genoa trovando un altro muro del braccetto sinistro ospite. Oltre il quarto d’ora è David, togliendo la palla al meglio piazzato McKennie, a incocciare male di tempia un altro suggerimento dell’estrema destra bianconera, mentre quella di Ederson (17’) è una telefonatina dai venti metri. Intorno al ventesimo, due guizzi ancora di Conceicao, fermato in uscita da Carnesecchi e poi dalla traversa alta in faccia a Bernasconi. ricevendo rispettivamente dalla rimessa lunga dell’americano e da Kalulu. </p>
<p>Dopo l’episodio del rigore, da rimessa sempre dello statunitense altrui Cambiaso pennella per il terzo tempo del perno brasiliano che si spegne alla base del tabellone pubblicitario nel retroporta (29’). Un poker d’orologio e, dal primo corner del match pro Juve, David la porge a McKennie che di fatto ciabatta di sinistro senza riuscire a concludere. Se entro l’intervallo c’è praticamente solo la punizione di Locatelli che scende senza girare verso il primo palo causata dall’aggancio da dietro dell’apripista, è davvero splendido il modo in cui Zappacosta, anticipato Kelly in proiezione offensiva, inaugura di fatto la ripresa conquistandosi di slancio il primo angolo bergamasco in asse col fiammingo. Siamo al settimo, al nono il riminese tra i pali smanaccia bene il traversone di Cambiaso. All’undicesimo gran recupero del moloch albanese ai danni di David, che così non può sfruttare il lavoro a due tra Kalulu e McKennie. </p>
<p>Entra il volto noto Boga per Gatti, con spostamento di Kalulu a terzo di destra, ma è il texanoi a girarsi sull’azione di Cambiaso scaricata da David (22’): direzione incrocio, sfera alta. Due minutini ed è invece Scalvini a salvare capra e cavoli. Al 25’ proprio l’ex Sassuolo tiene una palla in campo scucchiaiando per la craniata fuori di Kelly. Kamaldeen entra insieme a Krstovic e il prolungamento proprio del montenegrino del cross basso di Bellanova significa raddoppio anticipando la scivolata di Kalulu. Bremer cicca il rinvio alto dalla destra della retroguardia nemica, Bernasconi s’inserisce per Krstovic che in lunetta chiama Super Mario allo sposta e tira a destro incrociato: tris calato sulla ruota del trofeo nazionale, un tripudio bergamasco come il 30 gennaio di sette anni fa in occasione dell’autostrada per las prima di tre finali gasperiniane. Nel recupero il sinistro centrale di Thuram non può far male. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Atalanta a forza quattro sul Parma: smaltite rabbia e delusione per il Pisa e l&#8217;Athletic Bilbao</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 16:02:58 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/cac3c450-b731-4a9c-b6d6-13ed31345614.jpeg"><p>22a (3aR) serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 25 gennaio (ore 15)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Parma 3-0 (2-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 7, Djimsiti 6 (1’ st Hien 6), Ahanor 7; Zappacosta 6, De Roon (cap.) 7 (34’ st Lookman 6), Ederson 6, Zalewski 6,5 (16’ st Bernasconi 6); De Ketelaere 7 (28’ st Pasalic 6,5), Raspadori 7; Scamacca 6,5 (16’ st Krstovic 7,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 3 Kossounou, 23 Kolasinac, 6 Musah, 10 Samardzic, 7 K. Sulemana, 70 Maldini. All.: Raffaele Palladino 7.<br />
<strong>PARMA (3-5-2):</strong> Corvi 6,5; Circati 5,5 (1’ st Valeri 6), Troilo 5,5, Valenti 5,5; Britschgi 5,5, Keita 6 (40’ st Ordonez sv), Estevez 6 (1’ st Oristanio 5,5), Sorensen 6 (19’ st Ondrejka 5,5), Delprato 6; Bernabé 6,5, Benedyczak 6 (1’ st Pellegrino 6,5). A disp.: 66 Rinaldi, 67 Casentini, 61 Drobnic, 25 Cremaschi, 11 Almqvist, 30 Djuric, 76 Mikolajewski. All.: Carlos Cuesta 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sacchi di Macerata 7 (Peretti di Verona, Bianchini di Perugia; IV Massimi di Termoli. V.A.R. Nasca di Bari, A.V.A.R. Marini di Roma 1).<br />
<strong>RETI:</strong> 15’ pt Scamacca (A), 24’ pt De Roon (A), 28’ st Raspadori (A), 47’ st Krstovic (A).<br />
Note: pomeriggio nuvoloso e freddo ma non troppo, spettatori 21.815 per un incasso di 477.645,18 euro. Ammonito Scamacca per gioco scorretto. Tiri totali 21-15, nello specchio 9-2, parati 5-2, respinti/deviati 9-6. Corner 6-9, recupero 1’ e 4’.</p>
<p>Bergamo &#8211; Come dimenticare il <strong>Pisa</strong> e il mercoledì sera stortissimo. Se il vantaggio di <strong>Scamacca</strong> è di rigore, il bis di <strong>De Roon</strong> (23 gol come Stromberg, ma in 422 partite anziché 273) l’abito su misura per lo sforzo prodotto in un lavoro di alta sartoria, il tris di <strong>Raspadori</strong> il Jack per far saltare definitivamente il banco del <strong>Parma</strong> e il poker di <strong>Krstovic</strong> la consacrazione del vice centravanti che è pure il co-capocannoniere a quota 8. L’Atalanta di campionato dimentica le amnesie di Champions con <strong>l’Athletic Bilbao</strong> e continua a tenere botta all’inseguimento della zona coppe. Il Como, a 5 punti, è il prossimo avversario, il primo febbraio, alle 15 al Sinigaglia. Prima c&#8217;è da rendere visita all&#8217;Union Saint-Gilloise per conservare le speranze di passaggio diretto agli ottavi di finale.</p>
<p>Lo svantaggio subitaneo è sventato dal balzo prodigioso di Carnesecchi, che al 6’ scarso toglie dalla porta il colpo di nuca di Benedyczak nel gioco delle torri in mischia col grande ex Delprato innescato dallo schema lungo di Bernabé. Circati svetta invece con la sommità del capo sul secondo corner conseguente. A cronometro raddoppiato, Britschgi devia sopra l’incrocio il sinistro di Raspadori ed ecco l’episodio che spezza l’equilibrio. Il bolognese la ripassa a Zalewski dal lato corto e proprio il laterale ospite lo aggancia sulla caviglia destra senza che il centravanti di casa perdoni prendendo la rincorsa leggermente da sinistra per la seccata nell’angolino alla destra di Corvi.  </p>
<p>I ducali ci sono e Keita risponde presente dalla distanza sulla scorta del terzo angolo a favore, dato che si pareggia, ma il suo destro entro metà primo tempo si alza troppo. Il raddoppio è dietro l’angolo, anzi il rimorchio di De Ketelaere in sterzata su Valenti lungo l’azione Scamacca-Ahanor con filtrante, tutto a favore del capitano che battezza il sette opposto girando splendidamente di destro. Da lì, un altro paio di fiammate atalantine, con Ederson a sprecare il tris (27’) ciancicando il mancino portogli in corridoio dall’assistman del 2-0, stavolta spostato verso sinistra. Il fiammingo è scatenato e un rinvio di Carnesecchi lo coglie pronto a impegnare dal fondo il portiere avversario col piede debole, mentre l’arbitro Sacchi non vede la deviazione di Troilo in corner. Fotocopia di là, scollinata la mezzora, perché il piedone di Scalvini c’è eccome a far alzare a Sorensen la sfera allungatagli da Bernabé in posizione favorevole. A cavallo del 40’ l’apripista scaraventa in Curva Nord ricevendo dal solito noto, che poi telefona all’ultimo ostacolo.</p>
<p>La ripresa s’avvia con la spettacolare rovesciata di Raspadori allungata di testa da Hien per la presa alta di Corvi (4’), mentre Britschgi si fa chiudere da Hien la linea che demarca la fine del rettangolo lungo 105 metri. La diga olandese argina Oristanio che si gira sul mancino calciando alto e largo dal limite, poi i cambi anche per la Dea con Raspadori servito sul destro da Krstovic: il nemico coi guanti gliela alza sopra la traversa a un tocchettino dal ventesimo. Al settantesimo, Ederson perde la bocca a favore di Troilo che filtra per Pellegrino, ma Carnesecchi usa corpo e gamba destra per dirgli di no. Il nuovo di gennaio s’apposta davanti al secondo palo e da lì colpisce per il tris, prima volta con tale messe di gol segnati in campionato della gestione Palladino, sfruttando l’assist dalla destra del montenegrino lanciato dal rinvio di Carnesecchi addizionato della prolunga del nuovo entrato Pasalic. A nove dal novantesimo Krstovic in scivolata non arriva a deviare il tracciante di Lookman, ma si rifà calando il poker riprendendo il destro in mischia di Ahanor parato da Corvi su cross da sinistra di Scalvini spondato da Pasalic. <strong>Esseffe</strong></p>
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