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	<title>Gianluca Scamacca &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; Palladino: &#8220;Reazione da grande squadra&#8221;. Zalewski: &#8220;Punto guadagnato&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 20:56:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le grandi verità, stavolta, sono firmate Nicola Zalewski, l&#8217;assist per il primo dei due gol di fronte di Gianluca Scamacca: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/e7e05668-9fc5-4822-8b97-261b737b8819.jpeg"><p>Le grandi verità, stavolta, sono firmate <strong>Nicola Zalewski</strong>, l&#8217;assist per il primo dei due gol di fronte di Gianluca <strong>Scamacca</strong>: <em>&#8220;Per la classifica sono due punti persi, ma per come s&#8217;era messa contro una squadra organizzata e fisica nelle ripartenze è certamente uno guadagnato&#8221;</em>. La palla, nel post <strong>Udinese</strong>, passa a <strong>Raffaele Palladino</strong>, il manico soddisfatto ma non troppo: <em>&#8220;C&#8217;è un po&#8217; di rammarico perché credevamo nella vittoria e invece non siamo riusciti a completare la rimonta, ma la reazione soprattutto sul doppio svantaggio è stata da grande squadra&#8221;</em>, il chiaroscuri dipinti dal mister dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a botti consumati.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Ringrazio pubblicamente i miei ragazzi perché non l&#8217;ho fatto nello spogliatoio. Per quello che hanno dato e per la reazione mentale forte sotto di due gol.&nbsp;Nel primo tempo ci siamo ritrovati sotto per aver marcato male in area sul calcio d&#8217;angolo.</em><br />
<em>Lo sforzo sullo 0-2 è da grande squadra, abbiamo cambiato qualcosa e i subentrati hanno dato un grande aiuto alla squadra. Significa che abbiamo una grande forza fisica e mentale. Dispiace non essere riusciti a completare la rimonta nonostante una buona palla per il 3-2&#8243;</em>, rimarca il tecnico nerazzurro.</p>
<p dir="ltr"><em>&#8220;Abbiamo schiacciato l&#8217;Udinese lì, ma anche loro potevano far gol. La mentalità nostra è vincere le partite e secondo me meritavamo di più. A me è piaciuto anche l&#8217;approccio, forse abbiamo sbagliato tecnicamente nell&#8217;ultima scelta, ma la partita è stata condotta bene&#8221;</em>, continua il mugnanese in panchina. La revisione tattica dal 3-4-2-1 a una specie di 4-2-4 con due centravanti ha pagato almeno in termini di un punticino: <em>&#8220;Preparo le partite insieme alle soluzioni in corso d&#8217;opera, perché ce ne sono di più in una sfida sola. Krstovic e Scamacca, la doppia punta, poteva dare fastidio e un 4-2-3-1 poteva darci vantaggi in uno contro uno. Così è stato&#8221;</em>, conferma Palladino.</p>
<p dir="ltr">Il mix tra veterani e giovani nati dal duemila in su piace particolarmente al classe &#8217;84 sulla tolda di comando. <em>&#8220;Quelli che sono qui da tanti anni incarnano quello che va dato in campo. Oggi è successo a <strong>De Roon</strong> partire dalla panchina perché doveva rifiatare dopo tante partite di seguito: ha dato spirito ed energia. <strong>Kolasinac</strong> sta facendo prestazioni di altissimo livello. Anche <strong>Zappacosta</strong>, Djimsiti che ora sta giocando meno. L&#8217;obiettivo è far rientrare <strong>Scalvini, De Ketelaere, Ederson e Raspadori</strong>, speriamo in settimana prossima: qualcosa potrei recuperare in vista dell&#8217;Inter, non per il Bayern martedì. Siamo lì lì con l&#8217;area medica per qualche rientro&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Infine, tra profezia svelata col senno di poi e necessità di alzare l&#8217;asticella sotto porta: <em>&#8220;Per <strong>Scamacca</strong> sono felice: ieri, durante l&#8217;esercitazioni di tiro, gli ho pronosticato la doppietta. Però avevo detto che sarebbe finita 2-1. Gianluca ha bisogno di tanto affetto e amore. Nelle ultime due di campionato, col Sassuolo e Udinese, credo che l&#8217;Udinese abbia tirato altre due volte in porta, gli expected goal erano bassissimi come domenica scorsa, e difatti. Stiamo prendendo poche occasioni ma tanti gol da fermo. Sui gol di testa ci lavoriamo in allenamento. Sono contento dei gol fatti, ma il livello va alzato coi trequartisti e coi quinti, tra cui Zalewski. Oggi Kamaldeen ha fatto un&#8217;ottima partita. L&#8217;area la voglio occupata di più&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr"><strong>I giocatori</strong></p>
<p><em>&#8220;La stanchezza c&#8217;è perché stiamo giocando ogni tre giorni, ma tutti si sentono parte del gruppo e il mister conta su tutti. Perché tutti esprimono il loro valore quando scendono in campo&#8221;</em>. L&#8217;altro, anzi un terzo, ipse dixit del sabato sera è sempre del nazionale polacco: <em>&#8220;La partita di martedì è fondamentale. Archiviamo questa in fretta&#8221;</em>, sentenzia <strong>Zalewski</strong>. Uno che non recita la parte del tattico: <em>&#8220;Le posizioni vengono un po&#8217; meno quando si deve spingere. Il ruolo da esterno offensivo che m&#8217;è toccato è qualcosa a cui sono abbastanza abituato, anche se con un modulo diverso</em> &#8211; spiega -. <em>I trequartisti con la palla laterale riempiono meno l&#8217;area, qualcosa che ci manca perché poi la palla finisce sempre per cadere nei punti dove noi del reparto non andiamo. Dobbiamo migliorare&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Siamo stati bravi a recuperare sotto di due reti, perché è stata una gara tutt&#8217;altro che facile. Eravamo focalizzati su questa, non su quella di martedì prossimo contro il Bayern Monaco</em> &#8211; aggiunge <strong>Sead Kolasinac</strong> a DAZN -. <em>Bisogna recuperare le energie per pensare alla partita di Champions League, una chances di cui siamo contenti&#8221;</em>. C&#8217;è la chiosa di uno dalla convivenza tutt&#8217;altro che difficile, invece: <em>&#8220;Ho giocato in coppia con Krstovic per la prima volta e devo dire che ci siamo trovati bene</em> &#8211; le dichiarazioni di <strong>Gianluca Scamacca</strong> -. <em>Credo sia un peccato per com&#8217;è finita, perché oltre ai due gol c&#8217;è stato anche il mio palo, altre occasioni prima, sullo 0-0, e anche dopo per fare il 3-2, ma Okoye su Nikola è stato bravissimo. L&#8217;Udinese su mezza occasione ce ne ha fatti due. Ho continuato a crederci dopo il palo e ne sono arrivati un paio anche per me&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle con l&#8217;Udinese &#8211; In difesa si balla. Okappa i cambi</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 20:27:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
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					<description><![CDATA[Male il castello difensivo e le preventive, bene dalla cintola in su nonostante la poca concretezza globale. Le pagelle dell&#8217;Atalanta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/9c8adede-ef93-45a9-b1ac-f5ea0deca7e1.jpeg"><p>Male il castello difensivo e le preventive, bene dalla cintola in su nonostante la poca concretezza globale. Le <strong>pagelle</strong> dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> contro <strong>l&#8217;Udinese</strong> risentono in positivo della capacità di reazione dimostrata dalla rotazione di <strong>Raffaele Palladino</strong>, più ampia di quanto ci si possa immaginare a onta della quadruplice defezione Scalvini-Ederson-De Ketelaere-Raspadori. In negativo, invece, per le amnesie dalla cintola in giù.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 6: come rivela il mister a bocce ferme, gli expected goals si contano sulle falangi d&#8217;un dito solo e a lui stavolta non tocca metterci alcuna pezza delle sue.</p>
<p><strong>Kossounou</strong> 5,5: se non usa il fisico e il fondo atletico, è dal ritorno dalla Coppa d&#8217;Africa che non sa come fare. Kristensen lo usa da materasso. Non si può consentire a chicchessia di passare dalla sua zolla come sul raddoppio friulano (12’ st <strong>Zalewski</strong> 6,5: largo nel 4-2-4 sostanziale o presunto di Palladino da rimontone, centra la palla giusta per riaprirla).<br />
<strong>Hien</strong> 5,5: da fermo denuncia qualche battuta a vuoto, come si vede sulla stantuffata-rompighiaccio di Kristensen. Davis, complessivamente, se lo porta a spasso una volta. Che è di troppo.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: guerriero indomabile, sullo 0-2 è l&#8217;unico che si salvi della fase difensiva ipoteticamente intesa. Mancava solo che infilasse la testa da solo nella ghigliottina. Nella metà campo nemica, invece, tanta foga non viene mai ripagata (43’ st <strong>Djimsiti</strong> sv).</p>
<p><strong>Bellanova</strong> 5: timido, incerto, indeciso. Un sovrappiù che sta soffrendo un cambio che va per i trentaquattro e gira al doppio (12’ st <strong>Zappacosta</strong> 6,5: altra musica con lui a fare il terzino, pardon il quarto, d&#8217;ala, anche se a spezzare la catena devono pensarci altri).<br />
<strong>Musah</strong> 5,5: merita sicuramente una prova d&#8217;appello dopo averne segnati due di fila al Sassuolo e alla Lazio, ma c&#8217;è il sospetto che abbia bisogno di mordere il freno per rendere (1’ st <strong>De Roon</strong> 6,5: non ne fa giuste tantissime, ma il tocco per Krstovic nell&#8217;azione del pari sul 2 vale mezza partita).<br />
<strong>Pasalic</strong> 6,5: non è che ci capisca molto neanche lui, che però come col Borussia Dortmund recupera un rinviaccio del portiere per dare il la a qualcosa di buono. Grande palla, poco prima dello 0-2, per Scamacca, fermo al palo.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6,5: discesa libera più che slalom, si trova bene in catena e, anche se alla fin fine non decide alcunché, si conferma uno degli elementi più applicati e pure impermeabili alle variazioni al copione.&nbsp;</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 5,5: con la qualità che si ritrova, ogni remo tirato in barca fa veramente incazzare. Non basta pennellare da fermo o pescare Scamacca una volta in croce per garantirsi il minutaggio da intoccabile in assenza di De Ketelaere (12’ st <strong>Krstovic</strong> 6,5: lavora come nessuno, come pochi quando sale la temperatura non la metterebbe nel lago d&#8217;Endine. Però entra nell&#8217;azione del punto e pure in quella che ne avrebbe potuti strappare un altro paio).<br />
<strong>K. Sulemana</strong> 6: fa un gran rebelotto, con tutto il rispetto, perché mira a parte (e non è poco) si agita come un diavolo in un aspersorio senza troppo costrutto per la squadra e se stesso. Se non altro, tiene indaffarato chiunque gli si pari davanti.</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 8: il legno interno prima di subire il raddoppio non lo scoraggia, ma il merito è anche dell&#8217;inserimento del doppio centravanti. Col montenegrino sono rose e fiori. Le spine se le conficca da solo chi dei due ha meno mira. Il profumo di doppietta e di 2-2, invece, il ragazzone ipertatuato di Fidene, grande giocatore in attesa di diventare un centravanti vero alla Harry Kane. Arrivederci alla sfida del 10 marzo.</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6,5: ruota bene gli uomini soprattutto alla luce del cambio di strategia, un po&#8217; come il martelletto per rompere il vetro sui mezzi pubblici in caso di mal parata. Temerario perché accetta la sfida quasi da mission impossible per come s&#8217;era messa, razionale e lucido perché una terza via comunque non esisteva. Se non cambi, scivoli, diceva il suo predecessore. Il profeta del novennio prima dell&#8217;interregno di Ivan Juric, s&#8217;intende.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Atalanta salvata da Scamacca, ma che fatica anche con l&#8217;Udinese!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 19:04:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[28a (9aR) serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; sabato 7 marzo (ore 15) Atalanta &#8211; Udinese 2-2 (0-1) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/9a41be92-fde6-42b1-88df-0a941fa4a4c9.jpeg"><p>28a (9aR) serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; sabato 7 marzo (ore 15)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Udinese 2-2 (0-1)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 6; Kossounou 5,5 (12’ st Zalewski 6,5), Hien 5,5, Kolasinac 6,5 (43’ st Djimsiti sv); Bellanova 5 (12’ st Zappacosta 6,5), Musah 5,5 (1’ st De Roon 6,5), Pasalic (cap.) 6,5, Bernasconi 6,5; Samardzic 5,5 (12’ st Krstovic 6,5), K. Sulemana 6; Scamacca 8. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 69 Ahanor, 5 Bakker, 46 Levak, 45 Vavassori. All.: Raffaele Palladino 6,5.<br />
<strong>UDINESE (3-5-2):</strong> Okoye 5,5; Mlacic 5,5 (1’ st Zarraga 6,5), Kabasele 6,5, Kristensen 7; Ehizibue 6,5, Piotrowski 6 (17’ st Miller 6,5), Karlstrom (cap.) 5,5, Ekkelenkamp 6, Kamara 5,5 (35’ st Arizala 6); Zaniolo 7 (17’ st Atta 6,5), Davis 7 (31&#8242; st Buksa 6). A disp.: 1 Nunziante, 90 Sava, 93 Padelli; 29 Camara, 7 Gueye, 15 Bayo. All.: Kosta Runjaic 7.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Rapuano di Rimini 5,5 (Costanzo di Orvieto, Mastrodonato di Molfetta; IV Ferrieri Caputi di Livorno. V.A.R. Di Bello di Brindisi, A.V.A.R. Meraviglia di Prato).<br />
<strong>RETI: </strong>39’ pt Kristensen (U), 10’ st Davis (U), 30’ e 34’ st Scamacca (A).<br />
<strong>Note:</strong> premiato nel prepartita l’allenatore Raffaele Palladino come Philadelphia Coach of the Month di febbraio dal presidente Antonio Percassi. Mezza sera serena e tiepida, spettatori 22.101 per un incasso di 515.113,46 euro. Ammoniti Mlacic e De Roon per gioco scorretto, Okote per ritardata rimessa in gioco. Tiri totali 16-8, nello specchio 3-3, parati 2-1, respinti/deviati 1-1, legni 1-0. Corner 11-3, recupero 1’ e 7&#8242;.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Kristensen fa calare il buio sulla più contestata delle palle inattive, Davis il sipario virtuale a trentacinque più extra time dal gong. Ma c&#8217;è <strong>Gianluca Scamacca</strong> dietro l&#8217;angolo, due volte di testa in 4 minuti, per tenersi al settimo posto senza smenarci troppo. <strong>L&#8217;Atalanta</strong> con <strong>l&#8217;Udinese</strong> rischia la beffa come dal Sassuolo e non si prepara granché bene all&#8217;andata degli ottavi di Champions League di martedì 10 col Bayern Monaco. In mezzo, chances non sfruttate e tentativo d’acciuffo fermo al palo scamacchiano a una cinquina dallo 0-2, con lo stesso centrattacco a dimezzare alla mezzora della ripresa schiacciando di testa il traversone di Zalewski ed entro un poker nondimeno la pareggiat.</p>
<p>Una prima metà dominata ma a ritmi troppo lenti, per la squadra di Raffaele Palladino. Che infatti, più sorpresa che arrabbiata, protesta per la liceità dell’incornata del danese su assist della fascia conosciuta Zaniolo a un settebello dalla pausa, per una presunta doppia spinta Kabasele-Kolasinac (vera) e del rompighiaccio medesimo ai danni di Kossounou, a quanto sembra, con Hien dietro.<br />
Al quinto sbuca Sulemana in catena per l’anticipo di Kristensen su Samardzic, con Bellanova ad alzare il tiro-cross su palla rimessa dentro da Musah. La risposta di Ehizibue finisce dritta dal limite dopo il cross da sinistra dell’ex Zaniolo smorzato di suola da Hien con effetto prolungamento. A cronometro raddoppiato Samardzic, che prova a cucire il gioco, vede Scamacca a un metro dal vertice destro per un tiro alto e non angolato. Musah tenta invano il tredici di seconda in coda al primo corner, Okoye invece mette o brividi lungo la schiena al settore ospiti alle sue spalle quasi facendosi intercettare il rinvio dal centravanti di casa. A due lancette dal ventesimo, la svettata molto fuori misura di Hien accompagnata dalla mezzala serba dalla bandierina destra, dopo un secondo corner concesso goffamente dal portiere bianconero su un pallone innocuo dell’ala sinistra ghanese. Oltre metà frazione la quarta battuta da fine campo, stavolta da sinistra, sfocia nel mancato gioco delle torri con Pasalic a scaricare per il sinistraccio di Bernasconi dai 25 metri in Curva Sud. Occhio al volto noto tuttosinistro, che a due corsette dalla mezzora in coda al primo schema d’angolo, il destro, dopo lo scambio con Ekkelenkamp e Kamara centra a rientrare verso l’incrocio alla destra di Carnesecchi, costretto alla smanacciata. Incredibile ma vero, è la prima conclusione in porta.</p>
<p>Al 37’ Mlacic si oppone col gomito a Kamaldeen sul lancio di Pasalic, ma l’arbitro valuta congruo il movimento: solo corner. Al quarantesimo, la doccia fredda col braccetto sinistro ospite a girare di testa nell’angolo a mezz’altezza l’angolo dalla destra del massese. Al rientro in campo c’è De Roon al posto dell’americano in mediana e subito proteso al tiro di seconda (3’), un sinistro in piena Nord. Al 5’ la girata di Scamacca sul destro un metro dentro l’area, ricevendo in orizzontale da Pasalic, si stampa sul palo interno ballonzolando davanti alla linea. Il contrappasso è il sinistro a girello del centrattacco nemico dopo un doppio salvataggio del troppo solitario Kolasinac prima sul filtrante di Zaniolo e quindi sulla botta di Zarraga. Disastro totale. Al 14’ Sulemana si tuffa a pesce sul traversone di Bernasconi sbagliando mira, in coda al triplo cambio Zalewski-Krstovic-Zappacosta per Kossunou-Samardzic-Bellanova, ma occhio al tris sfiorato sull’esterno della rete da Kamara (17’) su apertura del firmatario del 2-0. Al 21’ Krstovic anticipa tutti deviando però sul fondo il tracciante di Zappacosta.</p>
<p>Il ‘99 di Fidene la riapre e poi la acciuffa sul serio riprendendo il destro parato a Krstovic da Okoye, con una palombella sempre in gioco aereo nell’angoletto, sulla scorta del rinvio dello stesso portiere udinese forzato dal retropassaggio di Karlstrom e intercettato da Pasalic per lo smistamento di De Roon a rimorchio. A sei dal novantesimo il nazionale nigeriano la prende al montenegrino che ci prova dalla lunetta dialogando col doppiettista. Occhio ad Atta che lambisce l’incrocio (41’), allo slalom di Buska fermato dall’ultimo ostacolo sul la di Miller, a quest’ultimo dalla lunga (3’ di recupero) e soprattutto a Ekkelenkamp che al 94’ a rimorchio calcia addosso a Hien. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Serata nella storia e nel cuore&#8221;. Percassi: &#8220;Il mister è un predestinato&#8221;. I giocatori: &#8220;Mai così bravi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 22:10:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category>
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		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
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		<category><![CDATA[Luca Percassi]]></category>
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		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ipse dixit di Raffaele Palladino coniuga storia ed emozioni: &#8220;Quelle che dà la Champions League sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e63781e9-4beb-4170-a527-40113ff9ca53.jpeg"><p>L&#8217;ipse dixit di <strong>Raffaele Palladino</strong> coniuga storia ed emozioni: <em>&#8220;Quelle che dà la <strong>Champions League</strong> sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di stasera va azzerata perché tra quattro giorni c&#8217;è il <strong>Sassuolo</strong> in striscia positiva. Sta a me far entrare in campo i giocatori con lo spirito e la mentalità adatti. Ma questa è una serata che resterà nella storia di tutto il calcio italiano, oltre che nel cuore dei tifosi&#8221;</em>. L&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> ha l&#8217;imbarazzo della scelta, se chiamato a citare il meglio del meglio: <em>&#8220;La partita più bella della mia carriera da allenatore. Mario <strong>Pasalic</strong> ha saputo aspettare da grande uomo e grandissimo calciatore nonostante abbia subito la grave perdita del padre. Ha una grandissima professionalità, è sempre stato il primo ad allenarsi bene e a saper aspettare, come Samardzic e Krstovic. E&#8217; una squadra di grandi valori umani. Isak <strong>Hien</strong> ha vinto l&#8217;uno contro uno con Guirassy, che all&#8217;andata ci aveva messi in difficoltà. Era una gara di duelli, del resto, e va preparata anche individualmente. Sul rigore mi sono preso un infarto, poi ho abbracciato Lazar, so che è bravo a tirarli. <strong>Scamacca</strong> pressava il portiere, <strong>De Roon</strong> e Pasalic hanno seguito gli inserimenti dei giocatori sulla fascia che sono molto veloci. Il Borussia Dortmund lavora molto sulla linea alta, ci volevano l&#8217;attacco alla profondità e i cambi di gioco. Ci siamo riusciti perfettamente&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono i ringraziamenti di rito: <em>&#8220;Ai miei giocatori, uno per uno. Al pubblico, abbiamo giocato in ventitremila. Lo stadio era una bolgia, i bergamaschi meritano questa soddisfazione. Abbiamo inseguito e centrato il sogno degli ottavi di finale anche perché i tifosi ci hanno creduto insieme a noi. Allo staff, perché l&#8217;abbiamo proprio preparata in modo perfetto. E alla società, con Antonio e Luca Percassi sempre presenti, il direttore sportivo Tony D&#8217;Amico&#8221;</em>. <em>&#8220;La squadra ha gli attributi, non era facile perché era difficile rimontare un doppio gol di svantaggio</em> &#8211; rimarca il tecnico nerazzurro -. <em>I giocatori ci credevano, l&#8217;ho visto nella preparazione. Erano attenti nello studio degli avversari e l&#8217;abbiamo preparata sui loro difetti, puntando ai cambi di gioco e all&#8217;attacco alla profondità&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Palladino</strong> conclude tra difesa d&#8217;ufficio della costruzione della rosa anche a gennaio, quella del movimento del pallone del Belpaese e la tecnologia applicata al gioco. <em>&#8220;I giocatori sono frutto di una scelta molto accurata. E&#8217; un gruppo fantastico in cui chiunque giochi crede in quello che fa e sa come poter essere utile per i compagni. Siamo andati uomo su uomo, siamo stati bravi tecnicamente, abbiamo vinto i duelli. Il calcio italiano va difeso, protetto e tutelato. Sembra che non si veda l&#8217;ora che vada male per criticarlo. Io vedo squadre con idee e che giocano un bel calcio. Si lavora bene, ci sono giovani e giocatori esperti. Oggi l&#8217;abbiamo dimostrato: ho detto ai miei che nessuno credeva in noi oggi e invece abbiamo dimostrato il contrario con grande rispetto degli avversari.&nbsp; Sul Var a chiamata non saprei, ma in Italia del var attuale si fa troppo uso. Dovrebbe essere utilizzato solo per le cose oggettive, da noi s&#8217;interrompe troppo il gioco, spesso non si capiscono bene gli errori&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Luca Percassi, amministratore delegato</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Questa impresa è poco dietro a quella di Dublino, ma solo perché a Dublino abbiamo conquistato un trofeo. Questa sera è stata fatta la partita perfetta. Un grandissimo complimenti al mister, ai ragazzi e al pubblico che è stato straordinario dal primo all’ultimo minuto. Palladino è un predestinato, ha saputo toccare le corde giuste mostrando la bontà delle sue idee e la sua qualità. E&#8217; stata una partita straordinaria in una serata straordinaria, col pubblico a sostenerci dal primo all&#8217;ultimo minuto. Fin dal rientro in albergo, all&#8217;andata a Dortmund, allenatore e giocatori erano convinti di non essersi espressi al meglio. Adesso ci aspetta l&#8217;Arsenal o il Bayern. L&#8217;Arsenal l&#8217;abbiamo affrontato la scorsa edizione di Champions a Bergamo, ma mai a Londra. Il Bayern sarebbe una novità. Sarà comunque qualcosa di straordinario per il popolo bergamasco e per chi ama l’Atalanta. Sono commosso, stavolta tra le altre grandi partite di tutti questi anni è emersa l&#8217;Atalanta&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>Mario Pasalic</strong></p>
<blockquote><p><em>“Una serata speciale in cui è stato bellissimo vincere davanti al nostro pubblico. Sapevamo che avremmo potuto rimontare. Nel primo tempo ci siamo rimessi in parti, nel secondo abbiamo segnato altri due gol pur prendendone uno. Ne abbiamo vissute tante, soprattutto noi che siamo qui da tanto tempo, ma l&#8217;emozione di questo passaggio agli ottavi è qualcosa di unico. In campionato stiamo facendo altrettanto bene e dobbiamo ripartire dal Sassuolo puntando al quarto posto, alla fine ci mancano solo cinque punti&#8221;.</em></p></blockquote>
<p><strong>Marten de Roon</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“In pochi ci credevano, abbiamo fatto la storia. Noi ci credevamo perché dopo Dortmund, dove non avevamo dato il meglio, ci siamo guardati negli occhi dicendoci che potevamo farcela. Abbiamo dato tutto dall&#8217;inizio alla fine. Andare avanti all&#8217;inizio ha aiutato, ma a differenza dell&#8217;andata non abbiamo concesso tutti quegli spazi perché abbiamo giocato compatti e intensi. Tra le serate magiche ricordo anche Liverpool in Europa League, ma qualificarci così è tanta roba. Samardzic era il secondo della lista dei rigoristi dietro Scamacca che era uscito, ha tirato benissimo. Il dna Atalanta è nello spirito, poi vengono la qualità e anche i gol: faticano tutti a giocare a Bergamo, merito dei tifosi&#8221;.</p>
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</blockquote>
<p><strong>Gianluca Scamacca</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“Siamo partiti forte e sentivamo che avremmo potuto ribaltarla. Ci abbiamo creduto e chi è subentrato ha dato una grossa mano. Ci siamo fatti perdonare la brutta partita di Dortmund facendo una grandissima cosa. Da fuori nessuno poteva immaginarsi la rimonta, ma noi giocatori conosciamo il nostro valore e sappiamo di poterci togliere molte soddisfazioni. Mister Palladino? Ci ha dato energia, ci ha aiutato a ritrovare noi stessi. E i tifosi sono stati meglio del Muro Giallo&#8221;.&nbsp;</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Impresa pazzesca: poker sporco al Muro Giallo, Dea agli ottavi di Champions</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:12:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[Ottavi]]></category>
		<category><![CDATA[Playoff]]></category>
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					<description><![CDATA[Champions League, gara 2 playoff/knockout round &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 25 febbraio (18.45) Atalanta &#8211; Borussia Dortmund [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/5d1fe9a6-34d3-43fa-9cbe-61508ef9b79d.jpeg"><p>Champions League, gara 2 playoff/knockout round &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 25 febbraio (18.45)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Borussia Dortmund 4-1 (2-0)</strong><br />
<strong>ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 7 (32’ st Djimsiti 7), Hien 8, Kolasinac 7,5 (27’ st Ahanor 6); Zappacosta 8, De Roon (cap.) 8, Pasalic 8, Bernasconi 8; Samardzic 7, Zalewski 7,5 (40’ st K. Sulemana 6,5); Scamacca 7 (27’ st Krstovic 7). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 5 Bakker, 16 Bellanova, 6 Musah, 13 Ederson, 45 Vavassori. All.: Raffaele Palladino 8.<br />
<strong>BORUSSIA DORTMUND (3-4-2-1):</strong> Kobel 5,5; Emre Can (cap.) 5,5, Anton 6, Bensebaini 4; Ryerson 6 (25’ st Yan Couto 6), Jobe Bellingham 5,5 (25’ st Adeyemi 7), Nmecha 6, Svensson 6; Beier 6,5 (15’ st Fabio Silva 5,5), Brandt 5,5 (15’ st Chukwuemeka 6,5); Guirassy 5,5. A disp.: 31 Ostrzinski, 33 Meyer; 5 Schlotterbeck, 47 Benkara, 49 Reggiani, 6 Özcan, 20 Sabitzer, 40 Inacio, 27 Adeyemi. All.: Niko Kovac 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sanchez Martinez 6 (Spagna &#8211; Cabañero, Prieto; IV Martinez Munuera. V.A.R. Cuadra Fernandez, A.V.A.R. Del Cerro Grande).<br />
<strong>RETI:</strong> 5’ pt Scamacca (A), 45’ pt Zappacosta (A), 12’ st Pasalic (A), 30’ st Adeyemi (B), 53’ st rig. Samardzic (A).<br />
<strong>Note:</strong> mezza sera serena e tiepida, spettatori 22.403 per un incasso di 809.425,60 euro. Ammoniti Bensebaini ed Emre Can per gioco scorretto, Hien e Fabio Silva per reciproche scorrettezze. Espulsi Schlotterbeck e Scalvini dalla panchina al 50&#8242; st per proteste, Bensebaini per somma di ammonizioni (gioco scorretto) al 52’ st. Tiri totali 13-7, nello specchio 8-3, parati 4-2, respinti/deviati 1-2, legni 0-1. Var: 1 (check rigore al 94’ Bensebaini su Krstovic). Corner 5-1, recupero 1’ e 9’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; <strong>Samardzic</strong> all’incrocio dal dischetto e saranno <strong>ottavi di finale di Champions League</strong>. Fatta giustizia dell’unica disattenzione sul 3-1 di <strong>Adeyemi</strong>. Cinque minuti per aprirla con <strong>Scamacca</strong>, <strong>Zappacosta</strong> per raddoppiarla di seconda dopo quaranta esatti con complicità della cresta iliaca spiazzante di Bensebaini e <strong>Pasalic</strong> per illudersi si averla chiusa dopo cinquantasette. Sta di fatto che <strong>l’Atalanta</strong> demolisce il <strong>Borussia Dortmund</strong> all’ultimo tuffo col poker sporco e venerdì saprà se dovrà giocare contro Arsenal o Bayern.</p>
<p>Al 4’ c’è già lo squillo di <strong>Zalewski</strong> in diagonale sinistro, suggerito da <strong>Kolasinac</strong> lungo il lancio del tuttofare croato e deviato in corner alla grande da <strong>Kobel</strong>. La seconda volta va meglio al centrattacco romano, lesto a deviare nel sacco dall’area piccola il radente aperto a Bernasconi dallo stesso polacco con la complicità della scivolata a vuoto di Bensebaini, di fatto un assist involontario. Che poi si fa giallare per la stesa di Zappacosta a cavallo di un paio di rinvii di Carnesecchi addosso a un avversario, prima Beier e poi Brandt. <strong>Hien</strong> tiene a bada il primo al quarto d’ora, sul sinistro a rientrare di <strong>Samarzdic</strong> arpionato in caduta dall’arcenese oltre il quarto d’ora invece c’è solo il secondo tiro dalla bandierina. Al 24’ la ritenta il <strong>polacco</strong> sempre con lo stesso piede, poco al di là del limite, su scarico dell’apripista raggiunto dal suo pendolino sinistro, ma l’estremo ospite è sempre sul pezzo. Un tris di lancetta ed ecco la testa di <strong>Guirassy</strong>, che devia sul fondo il cross a rientrare dettato a <strong>Beier</strong> dal lavoro di Ryerson, Jobe Bellingham e Svensson. I due marcatori del Westfalenstadion non ci prendono. Ampiezza totale, contromisure un po’ tardive. A tiro della <strong>mezzora</strong>, il primo vero acuto in giallo è di <strong>Brandt</strong>, inseritosi su filtrante del compagno di trequart lungo la conduzione di Nmecha per un sinistro in corsa che chiama il riminese alla protezione del legno di competenza.</p>
<p>Al 35’ <strong>Samardzic</strong> si fa fermare dal fratello d’arte sull’invito di Scalvini, due minutini e l’uscita prorompente di <strong>Hien</strong> carica il rientro sul destro di Zalewski che però s’impenna. Alle soglie del recupero, la smazzata di pugno di Kobel senza un perché sul piede del sorano che in lunetta calcia forte e teso di fronte a Bellingham, ma è il braccetto sinistro ospite a cogliere in controtempo l’ultimo ostacolo cadendo sulle ginocchia e facendo cambiare direzione all’attrezzo col fianco destro. Brivido dopo un poker al rientro in campo, ma San Marco da Rimini la prende comunque a Guirassy, giratosi sul destro in offside sulla palla dentro di Beier, sempre quei due. Al quinto <strong>Pasalic</strong> arriva al tiro fuori equilibrio sulla difesa del pallone scamacchiana dietro input del firmatario del bis, quindi <strong>De Roon</strong> colpisce l’estremo difensore tedesco sul la del serbo. All’ottavo, quasi come un contrappasso, il pericolo doppio <strong>Beier-Brandt</strong> col primo ad aprire il diagonale sul, anzi contro il palo lontano dopo il triangolo con <strong>Ryerson</strong> e il secondo a mancare il bersaglio col solo Scalvini davanti. Alla sporca dozzina l’azione da rimessa laterale con Bernasconi e Zalewski a sistemarla a De Roon per il traversone a rientrare deviato quanto basta di mezza tempia da Super Mario per calare il <strong>tris</strong> nei pressi del secondo palo.</p>
<p>I prussiani la riaprono lo stesso pareggiando il conto dei gol, col mancato assistman della tripla chance al 29’ a diventarlo per il sinistro verso l’incrocio di <strong>Adeyemi</strong> sull’onda lunga del primo angolo a favore. Prima, Guirassy incespica per poi impegnare Carnesecchi in <strong>uscita</strong>, Scalvini salva su Fabio Silva. A vuoto, di qua, Krstovic e soprattutto il match winner, che al 37’ non premia l’inserimento di Djimsiti dribblando Bensebaini per fare la barba al palo a sinistro aperto. Al quarto di ritorno Kobel esce sulla trequarti difensiva e serva Pasalic che crossa dentro per <strong>Krstovic</strong>: il montenegrino si tuffa di testa, Bensebaini lo colpisce con un calcio in fronte, di spalle, con la scuola dello scarpino (mica tanto ino) sinistro tanto da costringerlo a fasciatura e ricovero. Sanchez aveva dato corner, il Var lo convince del contrario e il mancinone del serbo battezza il sette.<br />
<em><strong>Effe</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Verso la Lazio: c&#8217;è un big in forse (e l&#8217;altro in attesa). L&#8217;arbitro e i precedenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 13:31:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[arbitro]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Luca Sacchi]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[precedenti]]></category>
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					<description><![CDATA[In attesa di sapere se Charles De Ketelaere deve operarsi per la lesione al corno posteriore del menisco interno del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/2af84c73-d983-4b3d-8fea-adbb2d94a3d1.jpeg"><p>In attesa di sapere se <strong>Charles De Ketelaere</strong> deve operarsi per la lesione al corno posteriore del menisco interno del ginocchio destro oppure no, è <strong>Gianluca Scamacca</strong> a tenere l&#8217;<strong>Atalanta</strong> col fiato sospeso in vista della venticinquesima di campionato sabato 14 febbraio alle 18 all&#8217;Olimpico con la <strong>Lazio</strong>. Venerdì entro il tardo pomeriggio è prevista la partenza per la Capitale dopo l&#8217;ultima sessione sul campo al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia.&nbsp;</p>
<p>Il centravanti romano, in panchina lunedì con la <strong>Cremonese</strong> dopo aver accusato una <strong>contusione all&#8217;anca destra</strong> durante l&#8217;allenamento della vigilia, alla ripresa del lavoro giovedì mattina s&#8217;è allenato parzialmente col resto del gruppo. Potrebbe dover lasciare una seconda volta di fila il posto a <strong>Nikola Krstovic</strong>, anche in ottica dell&#8217;altro fronte aperto, il playoff di andata di Champions League martedì 17 febbraio alle 21 dal <strong>Borussia Dortmund</strong>. Nel <strong>turnover</strong> mirato da un reparto all&#8217;altro, possibile riposo per Scalvini, Djimsiti e Zalewski con Kossounou, Hien e Bernasconi pronti, mentre il belga sarà ancora sostituito da <strong>Lazar Samardzic</strong> con Kamaldeen Sulemana sullo sfondo.</p>
<p dir="ltr"><strong>L&#8217;arbitro</strong> designato nel nido dell&#8217;Aquila, <strong>Juan Luca Sacchi di Macerata</strong>, in stagione ha già portato bene. L&#8217;ultima volta risale a poco tempo fa, nel <strong>poker casalingo al Parma</strong> il 25 gennaio: rigore di Scamacca procurato da Zalewski e De Roon su scarico di De Ketelaere nel primo tempo, Raspadori e Krstovic nel finale. C&#8217;era già stato un tris proprio ai ducali, il 6 gennaio ’21, Muriel-Zapata-Gosens. Con un bilancio nerazzurro di 7 vinte, 2 pari e 2 perse il quarantunenne nativo di Treia, candeline il 13 ottobre, avrà come <strong>assistenti</strong> Giuseppe Perrotti di Campobasso e Paolo Laudato di Taranto. Quarto ufficiale Marco Di Bello di Brindisi. Il Video Assistant Referee è Aleandro Di Paolo di Avezzano, l&#8217;assistente V.A.R. Matteo Gariglio di Pinerolo.</p>
<p dir="ltr">Con l&#8217;Aquila non esistono precedenti arbitrati dal marchigiano Sacchi. Prima di questa stagione, invece, la Dea ci ha vinto <strong>due volte con la Fiorentina, entrambe per 3-2</strong>. La seconda, in casa, il 15 settembre 2024, quando i viola erano allenati dall&#8217;attuale tecnico dei bergamaschi <strong>Raffaele Palladino</strong>: tutto nel primo tempo, quando la testa di Retegui sbuca tra i piedi di Martinez Quarta e Kean, spondato da Gosens; nella ripresa, e a deciderla in rimonta sono l&#8217;incornata di De Ketelaere su cross di Ederson e il destro sul primo palo di Lookman dietro input del belga, assente almeno per un mese stavolta causa noie al menisco interno destro.&nbsp;</p>
<p>L’11 aprile 2021, al “Franchi”, la decise Josip Ilicic al settantesimo su rigore da lui stesso procurato calciando sul braccio largo di Martinez Quarta. Per il resto, la doppietta della tentata fuga e quella del riaggiancio: testa (13′) e destro (40′) di Duvan Zapata su assist di Ruslan Malinovskyi, e di là Dusan Vlahovic (56′ e 66′) quando ad allenare i viola era Beppe Iachini.</p>
<p dir="ltr">Scorrendo indietro nel tempo, c&#8217;è il 2-2 a Bergamo con l’Hellas Verona, il 15 aprile 2024, con Scamacca ed Ederson rimontati da Lazovic e Noslin nella ripresa. A campi invertiti, invece, il 2-1 al Bentegodi il 12 dicembre 2021 (Simeone, Miranchuk e Koopmeiners), Le due sconfitte con Sacchi sono con Sassuolo e Frosinone, sempre per 2-1: il 10 aprile 2022 al Mapei Stadium, doppietta di Traoré e Muriel nel finale; allo “Stirpe”, il 26 agosto (Harroui, Monterisi e Zapata) di tre anni fa. Il 24 maggio 2015, invece, la prima nel massimo campionato di Sacchi, tenuto a battesimo proprio a Bergamo con botta e risposta tra il Papu Gomez e Pellissier contro il Chievo.</p>
<p>Ed ecco gli altri match nerazzurri arbitrati. Il 2-0 di Monza il 5 settembre 2022 (Hojlund e autorete di Marlon su tiro di Lookman) e il 2-1 di Torino il 29 aprile 2023 Zappacosta-Sanabria-Zapata. Quanto alla <strong>Lazio</strong>, il ruolino di marcia è di 5 vinte, 2 pari e 1 persa, di corto muso in casa della Juventus il 19 ottobre 2024. L&#8217;ultima diretta dal fischietto del prefestivo nella Capitale è stata proprio all&#8217;Olimpico, il 3 novembre scorso, nel 2-0 al Cagliari firmato Isaksen e Zaccagni. Tra i successi, il primo è un 2-0 a Crotone nel 2020, seguito da un 4-0 allo Spezia e dal minimo scarto casalinghi col Genoa nell&#8217;ottavo di finale di Coppa del novembre 2023. Dopo un 2-1 a Udine, anche l&#8217;1-1 a Milano con l&#8217;Inter e il 2-2 interno col Parma il 28 aprile dell&#8217;anno scorso. <em><strong>SF</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino ha trovato la quadra: &#8220;L&#8217;Atalanta che vorrei sempre, niente scherzi con la Cremonese&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 23:35:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E ora? &#8220;E ora cavalchiamo l&#8217;entusiasmo della semifinale raggiunta in Coppa Italia per affrontare un mese difficile. Non cadiamo più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e5492ec5-e202-4dcb-93de-dd0d2de64d0b.jpeg"><p>E ora? <em>&#8220;E ora cavalchiamo l&#8217;entusiasmo della semifinale raggiunta in <strong>Coppa Italia</strong> per affrontare un mese difficile. Non cadiamo più nel tranello delle partite facili: lunedì con la <strong>Cremonese</strong> ho chiesto un regalo&#8221;</em>. <strong>Raffaele Palladino</strong> ha la testa già al prossimo impegno di campionato, nonostante abbia appena fatto a fette la <strong>Juventus</strong> nel quarto secco del trofeo nazionale: <em>&#8220;L&#8217;<strong>Atalanta</strong> che vorrei vedere sempre è questa. Se ricadiamo negli alti e bassi, il primo responsabile sono io. Non dobbiamo più accettarli. Voglio sempre spirito, unione, mentalità e aggressività: ho visto un&#8217;Atalanta tosta, con ampi margini di miglioramento. Lunedì voglio conferme&#8221;</em>, il refrain dell&#8217;allenatore nerazzurro. </p>
<p><em>&#8220;Lo stadio era una bolgia, ci siamo fatti trascinare dai tifosi a cui dedichiamo la vittoria. Abbiamo dimostrato di poter essere competitivi e di tenere alla Coppa Italia: vogliamo andare fino in fondo e provare a vincerla. Si è trattato di una partita borderline contro una Juventus che poteva andare più volte in vantaggio nel primo tempo e mi ha impressionato: noi siamo stati bravi, cinici e attenti</em> &#8211; prosegue l&#8217;uomo in panchina -. <em>E&#8217; la risposta che mi aspettavo da <strong>Ahanor</strong> come da tutto il gruppo. Parlare di singoli non è giusto, va esaltata la prestazione di squadra contro una Juventus che mi ha impressionato per forza e qualità di gioco, allenata benissimo da un grande come Spalletti&#8221;</em>. Le prestazioni individuali o quanto meno di reparto, però, vanno sottolineate: <em>&#8220;Dietro <strong>Scalvini</strong>, Djimsiti e Ahanor sono stati coraggiosi ad accettare i duelli. Davanti abbiamo saputo quando attaccare. Abbiamo cercato di togliere il possesso palla alla Juventus, De Roon ed <strong>Ederson</strong> in pressione hanno giocato una grande partita, mi sono piaciuti i subentrati Sulemana, Krstovic e Pasalic&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Stiamo iniziando a leggere bene nelle difficoltà della partita. Diamo sfogo al possesso palla mettendo in difficoltà gli avversari. Io questa sfida la sentivo in modo particolare, perché giocavo contro il mio passato. Quando affronti la Juve sai che affronti un avversario contraddistinto dalla mentalità vincente di chi vuole batterti</em> &#8211; l&#8217;analisi anche psicologica del tecnico mugnanese -. <em>I cambi al momento giusto sono anche fortuna. Ho voluto far stare la squadra nella difficoltà del momento, con la Juve che ha iniziato a palleggiarci. Le sostituzioni, certo, hanno fatto la differenza. Ma avrei voluto e potuto farle prima&#8221;</em>.<br />
<em>&#8220;Ho ragazzi seri, professionali, grandi uomini. Hien non sta giocando titolare ultimamente ma è un grande esempio in allenamento, Kolasinac che non gioca da tre partite per un problema al ginocchio è un trascinatore in settimana</em> &#8211; la chiosa palladiniana -. <em>Siamo felici che sia rientrato Bakker e del mercato fatto dalla società: ventuno giocatori di movimento e tre portieri. Anche da Rossi e Sportiello continuo ad avere tanto&#8221;</em>. </p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio: Scalvini, Pasalic e Scamacca</strong><br />
<em>&#8220;Abbiamo giocato e vinto di squadra&#8221;</em>. Un <strong>Giorgio Scalvini</strong> ministro della difesa quanto laconico, a bocce ferme dopo il tris secco sulla ruota della Juventus: <em>&#8220;Dietro come nel gruppo squadra intero c&#8217;è tanta coesione, sotto <strong>Palladino</strong> siamo uniti e coesi, pronti ad adattarci alle situazioni della partita. Siamo ragazzi che si trovano bene tra di loro, fondamentale per l&#8217;Atalanta&#8221;</em>. <em>&#8220;Siamo stati bravi a sfruttare le singole occasioni, contro un avversario difficile da affrontare e che ci ha messi in difficoltà. Sappiamo soffrire insieme, siamo una grande squadra che sa reagire nei momenti duri</em> &#8211; spiega il braccetto di Palazzolo sull&#8217;Oglio -. <em>La società e la squadra mi hanno sempre dato fiducia aspettandomi dopo i vari infortuni, aiutandomi a recuperare la condizione giusta. Devo solo ringraziare tutti. E il rigore volevo batterlo io&#8230;&#8221;</em>. </p>
<p><em>&#8220;Cerco di sfruttare minuti e occasioni. E&#8217; bello vincere sapendo di aver segnato ogni volta che abbiamo creato la palla gol. Per noi è fondamentale, perché dietro siamo solidi e se davanti siamo cinici abbiamo più chances di vincere</em> &#8211; osserva <strong>Mario Pasalic</strong> da bordocampista di <em><strong>Italia Uno</strong></em> -.  <em>Per me abbiamo dominato la partita pur avendo anche sofferto. Se giochiamo con questo spirito possiamo recuperare posizioni in classifica in campionato: serve un filotto, perché siamo ancora indietro&#8221;</em>. </p>
<p>Dulcis in fundo, <strong>Gianluca Scamacca</strong>, l&#8217;apripista dal dischetto: <em>“In una partita equilibrata abbiamo meritato da vincere perché abbiamo concretizzato, sfruttando le occasioni. Un gruppo molto unito come il nostro può togliersi grandi soddisfazioni</em> &#8211; chiude il centravanti romano -. <em>Tra Bologna e Lazio la preferenza non spetta a noi. Vedremo come finirà: in ogni caso sono entrambe grandi squadre da affrontare nelle semifinali. Per noi, alla fin fine, è uguale: dobbiamo battere due squadre per alzare il trofeo&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Atalanta avanti di rigore, poi la Juve (traversa e paratona di Carnesecchi) se ne becca altri due</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 22:06:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[Coppa Italia, quarti di finale &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; giovedì 5 febbraio Atalanta &#8211; Juventus 3-0 (1-0) ATALANTA [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/3b7e577f-1bde-4efc-aac2-49fc2860da61.jpeg"><p>Coppa Italia, quarti di finale &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; giovedì 5 febbraio<br />
<strong>Atalanta &#8211; Juventus 3-0 (1-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 7,5 (31’ st Kossounou 6), Djimsiti 7, Ahanor 6,5; Zappacosta 7 (26’ st Bellanova 7), De Roon (cap.) 6,5, Ederson 7,5, Bernasconi 6,5; De Ketelaere 6,5 (38’ st Pasalic 6,5), Raspadori 5,5 (30’ st Krstovic 7); Scamacca 6,5 (25’ st K. Sulemana 6,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 3 Kossounou, 4 Hien, 23 Kolasinac, 5 Bakker, 59 Zalewski, 6 Musah, 10 Samardzic. All.: Raffaele Palladino 7,5.<br />
<strong>JUVENTUS (3-4-2-1):</strong> Perin 6; Gatti 6 (19’ st Boga 6), Bremer 5, Kelly 6; Kalulu 6,5, Locatelli (cap.) 6,5 (29’ st Koopmeiners 5,5), K. Thuram 6, Cambiaso 6 (35’ st Openda sv); Conceicao 6,5 (35’ st Zhegrova sv), McKennie 6,5; David 5,5 (28’ st Holm 6). A disp.: 16 Di Gregorio, 23 Pinsoglio; 32 Cabal, 18 Kostic, 21 Miretti, 17 Adzic, 10 Yildiz. All.: Luciano Spalletti 5,5.<br />
Arbitro: Fabbri di Ravenna 7 (Bercigli di Firenze, Zingarelli di Siena; IV Feliciani di Teramo. V.A.R. Abisso di Palermo, A.V.A.R. Camplone di Pescara).<br />
<strong>RETI:</strong> 27’ pt rig. Scamacca (A), 33’ st K. Sulemana (A), 40’ st Pasalic (A).<br />
<strong>Note:</strong> serata nuvolosa e non troppo rigida, spettatori 22.623 per un incasso di 715.775,50 euro. Tiri totali 9-12, nello specchio 4-2, parati 1-2, respinti/deviati 4-3, legni 0-1. Var: 1. Corner 1-6, recupero 2’ e 3&#8242;.<br />
<strong><br />
<strong>Bergamo</strong> &#8211; Bremer ci mette la manina sulla scodellata mancina dal fondo di Ederson, la combo Var-Fabbri circa un tris di lancette a decidere, <strong>Scamacca</strong> ben poco per lo spazzante dal dischetto alzandola da terra con Perin alla propria destra e l’attrezzo altrove. Se per <strong>l’Atalanta</strong> nel quarto di finale di Coppa Italia il vantaggio sulla <strong>Juventus</strong> è di rigore dopo aver rischiato il giusto, <strong>Sulemana</strong>, secondo e ultimo gol stagionale il 27 settembre nell’1-1 in campionato a campi invertiti, e <strong>Pasalic</strong> arrotondano nel finale in un tripudio: in semifinale, Bologna o Lazio che se la giocano settimana prossima.</p>
<p>Una decina di secondi appena e Khephren Thuram gira fuori al volo il lungo pallone a rientrare di Conceicao, quindi è Djimsiti a ribattere a Locatelli il successivo rimorchio basso (2’). La stessa cosa fa Kelly, scollinato il 4’, opponendosi a De Ketelaere davanti alla lunetta sul la di Scamacca, Se Ahanor accompagna verso il fondo il portoghese a corridoio aperto in contropiede da Bremer al decimo, due lancette più tardi ci prova Zappacosta col mancino volante su sponda proprio dell’ex Genoa trovando un altro muro del braccetto sinistro ospite. Oltre il quarto d’ora è David, togliendo la palla al meglio piazzato McKennie, a incocciare male di tempia un altro suggerimento dell’estrema destra bianconera, mentre quella di Ederson (17’) è una telefonatina dai venti metri. Intorno al ventesimo, due guizzi ancora di Conceicao, fermato in uscita da Carnesecchi e poi dalla traversa alta in faccia a Bernasconi. ricevendo rispettivamente dalla rimessa lunga dell’americano e da Kalulu. </p>
<p>Dopo l’episodio del rigore, da rimessa sempre dello statunitense altrui Cambiaso pennella per il terzo tempo del perno brasiliano che si spegne alla base del tabellone pubblicitario nel retroporta (29’). Un poker d’orologio e, dal primo corner del match pro Juve, David la porge a McKennie che di fatto ciabatta di sinistro senza riuscire a concludere. Se entro l’intervallo c’è praticamente solo la punizione di Locatelli che scende senza girare verso il primo palo causata dall’aggancio da dietro dell’apripista, è davvero splendido il modo in cui Zappacosta, anticipato Kelly in proiezione offensiva, inaugura di fatto la ripresa conquistandosi di slancio il primo angolo bergamasco in asse col fiammingo. Siamo al settimo, al nono il riminese tra i pali smanaccia bene il traversone di Cambiaso. All’undicesimo gran recupero del moloch albanese ai danni di David, che così non può sfruttare il lavoro a due tra Kalulu e McKennie. </p>
<p>Entra il volto noto Boga per Gatti, con spostamento di Kalulu a terzo di destra, ma è il texanoi a girarsi sull’azione di Cambiaso scaricata da David (22’): direzione incrocio, sfera alta. Due minutini ed è invece Scalvini a salvare capra e cavoli. Al 25’ proprio l’ex Sassuolo tiene una palla in campo scucchiaiando per la craniata fuori di Kelly. Kamaldeen entra insieme a Krstovic e il prolungamento proprio del montenegrino del cross basso di Bellanova significa raddoppio anticipando la scivolata di Kalulu. Bremer cicca il rinvio alto dalla destra della retroguardia nemica, Bernasconi s’inserisce per Krstovic che in lunetta chiama Super Mario allo sposta e tira a destro incrociato: tris calato sulla ruota del trofeo nazionale, un tripudio bergamasco come il 30 gennaio di sette anni fa in occasione dell’autostrada per las prima di tre finali gasperiniane. Nel recupero il sinistro centrale di Thuram non può far male. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>L&#8217;Atalanta a forza quattro sul Parma: smaltite rabbia e delusione per il Pisa e l&#8217;Athletic Bilbao</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 16:02:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[22a giornata]]></category>
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					<description><![CDATA[22a (3aR) serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 25 gennaio (ore 15) Atalanta &#8211; Parma 3-0 (2-0) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/cac3c450-b731-4a9c-b6d6-13ed31345614.jpeg"><p>22a (3aR) serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; domenica 25 gennaio (ore 15)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Parma 3-0 (2-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 7; Scalvini 7, Djimsiti 6 (1’ st Hien 6), Ahanor 7; Zappacosta 6, De Roon (cap.) 7 (34’ st Lookman 6), Ederson 6, Zalewski 6,5 (16’ st Bernasconi 6); De Ketelaere 7 (28’ st Pasalic 6,5), Raspadori 7; Scamacca 6,5 (16’ st Krstovic 7,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 3 Kossounou, 23 Kolasinac, 6 Musah, 10 Samardzic, 7 K. Sulemana, 70 Maldini. All.: Raffaele Palladino 7.<br />
<strong>PARMA (3-5-2):</strong> Corvi 6,5; Circati 5,5 (1’ st Valeri 6), Troilo 5,5, Valenti 5,5; Britschgi 5,5, Keita 6 (40’ st Ordonez sv), Estevez 6 (1’ st Oristanio 5,5), Sorensen 6 (19’ st Ondrejka 5,5), Delprato 6; Bernabé 6,5, Benedyczak 6 (1’ st Pellegrino 6,5). A disp.: 66 Rinaldi, 67 Casentini, 61 Drobnic, 25 Cremaschi, 11 Almqvist, 30 Djuric, 76 Mikolajewski. All.: Carlos Cuesta 5,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sacchi di Macerata 7 (Peretti di Verona, Bianchini di Perugia; IV Massimi di Termoli. V.A.R. Nasca di Bari, A.V.A.R. Marini di Roma 1).<br />
<strong>RETI:</strong> 15’ pt Scamacca (A), 24’ pt De Roon (A), 28’ st Raspadori (A), 47’ st Krstovic (A).<br />
Note: pomeriggio nuvoloso e freddo ma non troppo, spettatori 21.815 per un incasso di 477.645,18 euro. Ammonito Scamacca per gioco scorretto. Tiri totali 21-15, nello specchio 9-2, parati 5-2, respinti/deviati 9-6. Corner 6-9, recupero 1’ e 4’.</p>
<p>Bergamo &#8211; Come dimenticare il <strong>Pisa</strong> e il mercoledì sera stortissimo. Se il vantaggio di <strong>Scamacca</strong> è di rigore, il bis di <strong>De Roon</strong> (23 gol come Stromberg, ma in 422 partite anziché 273) l’abito su misura per lo sforzo prodotto in un lavoro di alta sartoria, il tris di <strong>Raspadori</strong> il Jack per far saltare definitivamente il banco del <strong>Parma</strong> e il poker di <strong>Krstovic</strong> la consacrazione del vice centravanti che è pure il co-capocannoniere a quota 8. L’Atalanta di campionato dimentica le amnesie di Champions con <strong>l’Athletic Bilbao</strong> e continua a tenere botta all’inseguimento della zona coppe. Il Como, a 5 punti, è il prossimo avversario, il primo febbraio, alle 15 al Sinigaglia. Prima c&#8217;è da rendere visita all&#8217;Union Saint-Gilloise per conservare le speranze di passaggio diretto agli ottavi di finale.</p>
<p>Lo svantaggio subitaneo è sventato dal balzo prodigioso di Carnesecchi, che al 6’ scarso toglie dalla porta il colpo di nuca di Benedyczak nel gioco delle torri in mischia col grande ex Delprato innescato dallo schema lungo di Bernabé. Circati svetta invece con la sommità del capo sul secondo corner conseguente. A cronometro raddoppiato, Britschgi devia sopra l’incrocio il sinistro di Raspadori ed ecco l’episodio che spezza l’equilibrio. Il bolognese la ripassa a Zalewski dal lato corto e proprio il laterale ospite lo aggancia sulla caviglia destra senza che il centravanti di casa perdoni prendendo la rincorsa leggermente da sinistra per la seccata nell’angolino alla destra di Corvi.  </p>
<p>I ducali ci sono e Keita risponde presente dalla distanza sulla scorta del terzo angolo a favore, dato che si pareggia, ma il suo destro entro metà primo tempo si alza troppo. Il raddoppio è dietro l’angolo, anzi il rimorchio di De Ketelaere in sterzata su Valenti lungo l’azione Scamacca-Ahanor con filtrante, tutto a favore del capitano che battezza il sette opposto girando splendidamente di destro. Da lì, un altro paio di fiammate atalantine, con Ederson a sprecare il tris (27’) ciancicando il mancino portogli in corridoio dall’assistman del 2-0, stavolta spostato verso sinistra. Il fiammingo è scatenato e un rinvio di Carnesecchi lo coglie pronto a impegnare dal fondo il portiere avversario col piede debole, mentre l’arbitro Sacchi non vede la deviazione di Troilo in corner. Fotocopia di là, scollinata la mezzora, perché il piedone di Scalvini c’è eccome a far alzare a Sorensen la sfera allungatagli da Bernabé in posizione favorevole. A cavallo del 40’ l’apripista scaraventa in Curva Nord ricevendo dal solito noto, che poi telefona all’ultimo ostacolo.</p>
<p>La ripresa s’avvia con la spettacolare rovesciata di Raspadori allungata di testa da Hien per la presa alta di Corvi (4’), mentre Britschgi si fa chiudere da Hien la linea che demarca la fine del rettangolo lungo 105 metri. La diga olandese argina Oristanio che si gira sul mancino calciando alto e largo dal limite, poi i cambi anche per la Dea con Raspadori servito sul destro da Krstovic: il nemico coi guanti gliela alza sopra la traversa a un tocchettino dal ventesimo. Al settantesimo, Ederson perde la bocca a favore di Troilo che filtra per Pellegrino, ma Carnesecchi usa corpo e gamba destra per dirgli di no. Il nuovo di gennaio s’apposta davanti al secondo palo e da lì colpisce per il tris, prima volta con tale messe di gol segnati in campionato della gestione Palladino, sfruttando l’assist dalla destra del montenegrino lanciato dal rinvio di Carnesecchi addizionato della prolunga del nuovo entrato Pasalic. A nove dal novantesimo Krstovic in scivolata non arriva a deviare il tracciante di Lookman, ma si rifà calando il poker riprendendo il destro in mischia di Ahanor parato da Corvi su cross da sinistra di Scalvini spondato da Pasalic. <strong>Esseffe</strong></p>
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		<title>Palladino ha l&#8217;amaro in bocca: &#8220;Gli ottavi diretti? Un sogno. Il pari una mazzata, blackout inspiegabile&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 23:16:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli ottavi di finale diretti? &#8220;Era un sogno, non un obiettivo. Andiamo avanti imparando la lezione. Nelle difficoltà bisogna imparare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/d1fe3eb3-b833-41aa-a446-961b5f8f43a3.jpeg"><p>Gli ottavi di finale diretti? <em>&#8220;Era un sogno, non un obiettivo. Andiamo avanti imparando la lezione. Nelle difficoltà bisogna imparare a stare dentro e giocarci facendo cose diverse. Il pari preso dopo aver sbagliato il raddoppio, anche per sfortuna, vedi il palo di <strong>De Ketelaere</strong>, ci ha dato una mazzata dando il via un quarto d&#8217;ora di blackout inspiegabile&#8221;</em>. <strong>Raffaele Palladino</strong> è il primo a non sapere cosa sia successo alla sua <strong>Atalanta</strong>, in dominio totale con l&#8217;<strong>Athletic Bilbao</strong> per 56 minuti e capace di farsi calare il tris in un fazzoletto salutando la top eight della League Phase con una sola partita residua dall&#8217;<strong>Union Saint-Gilloise</strong>: <em>&#8220;Un primo tempo perfetto, eravamo in pieno comando: non siamo stati bravi né fortunati nel cercare il due a zero per chiuderla, tra il gol annullato a <strong>Scamacca</strong> che non ho rivisto e il palo di <strong>De Ketelaere</strong>.  Abbiamo tenuto la partita in bilico ma sul pari abbiamo subìto la mazzata. Non possiamo permetterci di perdere occasioni così&#8221;</em>.</p>
<p>Il tecnico mugnanese commenta la rimonta basca: <em>&#8220;Abbiamo preso tre gol su tre tiri e tre mezze occasioni. Il primo su un lancio lungo con fallo su Djimsiti, il secondo da un traversone cinque contro due senza marcare in area, il terzo su una palla persa. Abbiamo preso una botta che ci ha disunito e confuso sull&#8217;1-1. Non è colpa della difesa, ma dell&#8217;atteggiamento di tutta la squadra&#8221;</em>, rimarca. <em>&#8220;Non credo sia un problema fisico, la squadra ha corso tanto. Le partite di Champions sono fisiche e anche tecniche. Se vai sotto in 4 minuti, poi è dura riprenderla. Si riparte dalle cose positive e la qualità tecnica nel primo tempo e dalle tante occasioni da gol&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Alla squadra a fine gara ho detto che dobbiamo stare nelle difficoltà durante la partita. Può succedere di prendere gol, non può succedere di prendere il secondo e il terzo., Va capito che ci sono momenti e momenti, bisogna fare cose diverse</em> &#8211; la chiosa -. <em>Una sconfitta che ci farà crescere, ci rialzeremo subito dalla partita in casa col Parma per riscattarci. Non mi preoccupa il secondo tempo. Non possiamo comandare per novanta minuti, ci sono anche gli avversari che su tre mezze occasioni ci fanno male segnando tre gol&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio</strong><br />
Gianluca <strong>Scamacca</strong>, che forse un altro gol buono l&#8217;aveva pure segnato, con la posizione di Paredes considerata per l&#8217;offside di De Ketelaere ma non quella di Boiro, mastica se possibile più amaro del mister. <em>“Nel secondo tempo dopo aver preso l&#8217;1-1 non ripetevamo più le stesse giocate. Non so cosa sia successo, forse qualcosa a livello fisico. Peccato, perché l&#8217;avevamo preparata al meglio anche sui possibili cambi di sistema di gioco dell&#8217;avversario</em> &#8211; il pensiero dell&#8217;apripista atalantino -. <em>Non abbiamo nemmeno sfruttato le occasioni per raddoppiare, quindi anche noi attaccanti abbiamo le nostre colpe. Da stasera c&#8217;è solo da imparare, se perdi una partita che dovevi e potevi vincere evidentemente è perché manca lucidità&#8221;</em>. </p>
<p>Non meno tenero il capitano <strong>Marten de Roon</strong>, la cui palla persa in uscita è stata all&#8217;origine del terzo gol vizcaìno: <em>&#8220;Siamo crollati dopo aver preso il primo gol perdendo una grandissima occasione per chiudere tra le Top Eight d&#8217;Europa. Bisogna essere convinti dei propri mezzi per riuscirsi, invece qualcosa a livello psicologico è mancato&#8221;</em>. L&#8217;olandese, francamente tra i peggiori in campo, ha una spiegazione tecnica per il ko: <em>&#8220;Ho avuto l&#8217;impressione che avessimo perso i riferimenti nella pressione. L&#8217;uno a uno, così, è come se fosse valso un due a zero contro. Siamo andati nel panico andando avanti da lì in poi senza un filo logico&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Atalanta, che disastro: 12&#8242; fatali nella ripresa, Athletic Bilbao molto più sul pezzo</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 22:10:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[2-3]]></category>
		<category><![CDATA[7a giornata]]></category>
		<category><![CDATA[Athletic Bilbao]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
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					<description><![CDATA[7a giornata League Phase, Champions League &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 21 gennaio (ore 21) Atalanta &#8211; Athletic [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/0fb934be-f51e-4cbd-980c-9afcb0684ce1.jpeg"><p>7a giornata League Phase, Champions League &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; mercoledì 21 gennaio (ore 21)<br />
<strong>Atalanta &#8211; Athletic Club de Bilbao 2-3 (1-0)<br />
ATALANTA (3-4-2-1):</strong> Carnesecchi 6; Kossounou 5,5, Djimsiti 5, Kolasinac 5 (31’ st Ahanor 6); Zappacosta 6 (31’ st Samardzic 6), De Roon 5, Ederson 5,5, Bernasconi 6 (37’ st K. Sulemana sv); De Ketelaere 5,5, Zalewski 7 (20’ st Lookman 6); Scamacca 6,5 (21’ st Krstovic 6,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 4 Hien, 42 Scalvini, 6 Musah, 8 Pasalic, 70 Maldini. All.: Raffaele Palladino 5,5.<br />
<strong>ATHLETIC BILBAO (3-4-2-1):</strong> Unai Simon 6,5; Lekue (cap.) 7, Dani Vivian 7, Paredes 6; Gorosabel 6,5 (36’ st Areso sv), Rego 6 (14’ st Galarreta 6,5), Jauregizar (14’ st Vesga 6), Boiro (1’ st Sancet 7); Unai Gomez 6 (23’ st Serrano 7), Navarro 8,5; Guruzeta 7. A disp.: 26 Santos, 27 Alex Padilla; 34 De Luis, 35 Ibon Sanchez, 33 Adrian Perez, 44 Selton Sanchez, 31 Asier Hierro. All.: Ernesto Valverde 7,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Makkelie 7 (Paesi Bassi – Steegstra, De Vries; IV Lindhout. V.A.R. Salisbury – Inghilterra -, A.V.A.R. Dallas – Scozia).<br />
<strong>RETI:</strong> 16’ pt Scamacca (A), 13’ st Guruzeta (A), 25’ st Serrano (A), 29’ st Navarro (A), 43’ st Krstovic (A)<br />
<strong>Note:</strong> serata fredda, spettatori 22.896 per un incasso di 902.368,65 euro. Ammoniti Dani Vivian e Juaregizar per gioco scorretto, Carnesecchi per comportamento non regolamentare. Tiri totali 11-4, nello specchio 4-3, parati 2-0, respinti/deviati 3-1, legni 1-0. Corner 5-2, recupero 1’ e 4’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; La zuccata perentoria di Gianluca <strong>Scamacca</strong> non trova un seguito nel bis e alla prima difficoltà, ovvero l’inopinato pari ospite, <strong>l’Atalanta</strong> si scioglie come neve al sole di fronte alla remuntada dell&#8217;<strong>Athletic Bilbao</strong> complicandosi la vita di fronte a un nemico decimato, senza i fratelli Williasms, Berenguer, Berchiche e il lungodegente nazionale Laporte. Adesso deve solo vincere in casa dell’Union Saint-Gilloise sperando in una combinazione favorevole di risultati delle concorrenti a quota 13, tra cui il Chelsea battuto la volta precedente a Bergamo. Inutile il gol nel finale di Krstovic, troppi errori davanti e dietro.</p>
<p>Se allo start Guruzeta cicca lo scarico di Navarro dalla destra dell’area e Kolasinac prolunga troppo di lato l’azione avvolgente crossata da Zappacosta, il 5-4-1 basco in fase di non possesso è battagliero in riaggressione e sulle seconde palle, ma in proposizione e ripartenza è una fisarmonica allungatissima. Il centravanti romano punisce alla primissima chance, scollinato il quarto d’ora, incornando davanti al primo palo il traversone a rientrare di Zaleswki in scia al lavoro di Ederson con apertura a Bernasconi. Uno scarichino ed è beffa a difesa altrui schierata. I ritmi sono piuttosto lenti e ragionati, né serve la sgasata di Boiro agli ospiti sull’onda lunga di uno schema di Rego per provocare guai, anche perché oltre la mezzora Kolasinac anticipa Gorosabel allungando in fallo di fondo il cross del quinto vizcaino. Di là, invece, è Vivian a togliere la sfera a Bernasconi, tagliante sul suggerimento basso del pendolino sorano lungo la ripartenza De Ketelaere-Scamacca. Al 37’ il fiammingo apre per lo stesso arcenese che se la sposta sul destro cannoneggiando verso il legno lontano senza andare lontano dal bersaglio.</p>
<p>In campo c’è una sola squadra, con possesso nei pressi dei due terzi del tempo effettivo. Al 41&#8242; Scamacca appoggia in porta sulla sgasata dalla sinistra di De Ketelaere che però è in fuorigioco: gol non valido e stessa situazione di due minuti prima con Simon a fermare comunque sia il centravanti romano che Bernasconi. Due lancette e arriva pure il palo interno di CDK in svettata sulla punizione dalla trequarti destra del nazionale polacco. All&#8217;intervallo Valverde vira a quattro dietro sostituendo il laterale sinistro Boiro con Sancet sottopunta in mezzo agli esterni alti Unai Gomez e Navarro. Il 4-2-3-1 classico dei Leoni. All’ottavo bussa Zappacosta, lanciato lungo dalle retrovie, ma il suo sinistro è troppo centrale consentendo a Simon la parata in due tempi. Due minutini e ancora il sorano si vede aprire il destro da Bernasconi, a ripresa di una sua stessa punizione rimessa fuori, e il lavoro all’indietro del belga, ma la botta incrociata dal limite è fuori specchio. Puntuale, il contrappasso, con Navarro a beffare Kolasinac su un rilancio dalle retrovie di Lekue per il comodo appoggio di Guruzeta, vincitore prima dell’imbucata del duello di testa con Djimsiti, a fil di primo palo. </p>
<p>Al 23’ la new entry Serrano confeziona il sorpasso in rimonta colpendo al volo il cross dell’assistman del pari con Kossounou e Zappacosta incapaci di chiuderli lo spazio verso l’area piccola. Buio totale e Navarro può infilarsi per il tris quando De Roon regala a Galarreta una palla sanguinosa sulla trequarti difensiva sinistra e Sancet può smarcare Navarro, piatto destro aperto da posizione accentrata e buonanotte. Ahanor ci prova di seconda al 34’ sollecitando il tuffo in presa di Unai Simon. A due dal novantesimo Krstovic irrompe sul pallone da destra di Samardzic spondato da CDK e prolungato da Lookman dalla sinistra dell’area piccola riaccendendo i fuocherelli della speranza. Ederson svirgola l’ultima conclusione di seconda, specchio di una partita stregata ma rovinata dagli erroracci dei big. In classifica si scende dal quinto al dodicesimo posto. Che disastro. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Scamacca, botta non riassorbita con la Roma: niente Bologna</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 16:17:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[defezione]]></category>
		<category><![CDATA[edema fibrillare]]></category>
		<category><![CDATA[flessore destro]]></category>
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					<description><![CDATA[Niente Bologna per Gianluca Scamacca. Nel senso che in ritiro, da ieri sera, c&#8217;è insieme al gruppo e allo staff, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/ea600c3b-51a7-4e0f-8a72-97dcab9af688.jpeg"><p>Niente <strong>Bologna</strong> per <strong>Gianluca Scamacca</strong>. Nel senso che in <strong>ritiro</strong>, da ieri sera, c&#8217;è insieme al gruppo e allo staff, ma nell&#8217;ultima sessione, quella al mattino, non ha potuto recuperare da una contusione al flessore subìta contro la <strong>Roma</strong> sabato scorsa. Stasera, anzi alle 18.30, non è disponibile per la diciannovesima e ultima giornata del girone d&#8217;andata del campionato di serie A per un <strong>edema</strong> fibrillare, cioè con versamento di liquidi nei tessuti interstiziale, al <strong>flessore della coscia destra</strong>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Palladino raggiante: &#8220;Le vittorie sporche danno fiducia, primo tempo dominato&#8221;. CDK e Scamacca: &#8220;Meritata e importante&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 23:42:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[Charles De Ketelaere]]></category>
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		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Odilon Kossounou]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il motto a bocce ferme? &#8220;Vincere aiuta a vincere, le vittorie sporche ti temprano. Il dna dell’Atalanta parte tutto dallo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/f462f3c1-eec5-4dee-9260-0a257edd4cd1.jpeg"><p>Il motto a bocce ferme? <em>&#8220;Vincere aiuta a vincere, le vittorie sporche ti temprano. </em><span style="font-weight: 400;"><em>Il dna dell’<strong>Atalanta</strong> parte tutto dallo spirito dei bergamaschi che ci spingono&#8221;</em>. Basta un <strong>2-1 al Cagliari</strong> a scacciare la crisi di campionato dei nerazzurri, sconfitti in 4 delle precedenti cinque giornate, due anche dall&#8217;arrivo in panchina di <strong>Raffaele Palladino</strong> da subentrato, a Napoli e Verona:<em> &#8220;Stavolta mi sono piaciuti sia l&#8217;approccio che la reazione, i ragazzi hanno dominato il primo tempo concedendo quasi niente dopo una partenza sparata</em> &#8211; la premessa dell&#8217;allenatore nerazzurro -. <em>Poi c&#8217;è stato il calo fisico dovuto alla settima partita in tre settimane. Ora ci riposiamo un po&#8217; e poi pensiamo al Genoa. Una alla volta: so che ci sono anche Inter e Roma, nelle prossime sette. Quelle davanti viaggiano alla grande, scalare la classifica non sarà facile&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il tecnico mugnanese punta sull&#8217;atteggiamento, perché il resto c&#8217;è: <em>&#8220;A me serve sempre una squadra agguerrita che giochi partite di spessore. Vincere era fondamentale. <strong>De Ketelaere</strong> e Lookman sono attaccanti di grande qualità, anzi i primi difensori. Mi piace il loro spirito. A Charles ho chiesto di duettare con <strong>Samardzic</strong> quando Laki è entrato da quinto: un&#8217;idea che mi ha stuzzicato in tutta la settimana. <strong>Scamacca</strong> aveva il 38 di febbre, gli ho detto prima della partita, quando sembrava fuori, che in quelle condizioni io giocavo meglio. Ne sono stato ripagati da due grandi gol e una grande prestazione&#8221;</em>.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
<em>“Era importantissimo vincere per l’ambiente, il gruppo, la squadra, i tifosi, la classifica e la società. Sono vittorie sporche che ti temprano, adesso c’è più tempo per lavorare con continuità. Finora non ne ho praticamente avuto, mai più di due allenamenti di fila a organico completo&#8221;</em>, ha aggiunto Palladino. <em>&#8220;Oggi abbiamo fatto un o</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>ttimo primo tempo, in dominio, concedendo quasi niente, ma abbiamo tenuto la partita in bilico. Il Cagliari è una squadra verticale che riconquista palla e riparte. Dopo sette partite in ventuno giorni potevamo crollare&#8221;</em>. Un plauso anche ai sostituti in corso d&#8217;opera, oltre che a un veterano: <em>&#8220;</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>De Roon può fare anche il portiere, è un maestro nella lettura delle seconde palle, sa quando marcare uomo a uomo oppure staccarsi. Musah m’è piaciuto com’è entrato, <strong>Zalewski</strong> poteva anche fare gol. Con le cinque sostituzioni si cambia mezza squadra, quindi anche le gare. Chi entra deve dare dinamismo e mentalità&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualcosa, nel prossimo filotto di turni di serie A, dovrà pur mutare volto e pelle. <em>&#8220;Di <strong>Maldini</strong> avrò bisogno, come di <strong>Sulemana</strong> che spero di riavere in gruppo settimana prossima, perché Lookman come Kossounou va in Coppa d&#8217;Africa. Poi c&#8217;è <strong>Scalvini</strong> da recuperare al meglio, come Hien che però aveva solo una piccola influenza. <strong>Djimsiti</strong> è infortunato al flessore, ha sentito male: è un giocatore importante, va valutato prossimamente. Ci vorrà un po&#8217; di più per Bellanova&#8221;</em>.&nbsp;<br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C&#8217;è qualcuno in mezzo alle soglie della tenda a ossigeno: <em>&#8220;Nelle ultime partite in mediana ho sostituito di più <strong>Ederson</strong>, a settembre era stato fuori per i problemi al ginocchio e questo gli ha tolto brillantezza negli ultimi minuti, ma è in crescendo. Brescianini vorrebbe giocare, ma deve continuare a lavorare, do opportunità a tutti come l’ho data a Bernasconi e a Musah&#8221;</em>. Il mister, infine, respinge una volta di più la nomea di mago: <em>&#8220;</em></span><em><span style="font-weight: 400;">L’obiettivo è portare energia ed entusiasmo. I tifosi ci hanno dato la carica giusta sull’1-1. Giocare in casa è fondamentale. Vincere aiuta a vincere. E l</span>a squadra sa già cosa fare in campo. Non voglio stravolgere né toccare niente, devo mettere qualcosina sulle pressioni, lavorare individualmente, vedi gol preso sull&#8217;uno-due&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Sapevamo di dover vincere, in campionato siamo in ritardo. L&#8217;Atalanta deve sempre mantenere il ritmo alto. Era importante, come adesso è importante cercare di vincere partita dopo partita. <strong>Scamacca</strong> è un attaccante fantastico, ha dovuto superare due gravi infortuni. Passo dopo passo sta tornando sui suoi livelli: me lo ricordo già al top nella finale di Europa League contro il mio Bayer Leverkusen.<br />
Kolasinac è un giocatore fondamentale. Ha già dimostrato di essere tornato il giocatore di grinta e qualità che è contro il Chelsea e ha fatto bene anche stavolta. Giocarci insieme significa più sicurezza in difesa.<br />
La partita si annunciava molto difficile. Il lavoro è diventato duro dietro quando Djimsiti ha dovuto uscire, alla fine abbiamo dovuto arretrare De Roon. Gli attaccanti del Cagliari erano tosti.&nbsp;<br />
La Coppa d’Africa sarà difficile, l’abbiamo vinta due anni fa e ora rivincerla sarà una sfida. Avremo tutto il Paese con noi.<br />
Voglio vincere in Coppa d’Africa, ci rivedremo a gennaio per vincere anche qui (<strong>Odilon Kossounou</strong>)&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nel primo tempo abbiamo creato molto di più che nel secondo, ma alla fine siamo riusciti a vincere meritatamente lo stesso. Oggi dovevo difendere anche sul centrocampista dal mio stesso lato, oltre ad attaccare e giocare con le altre punte. Con Lookman perdiamo sicuramente qualità, ma abbiamo lo stesso un reparto molto forte. Abbiamo bisogno di vincere e di fare punti su punti, stiamo pedalando in salita (<strong>Charles De Ketelaere</strong>)&#8221;.</p>
<p>&#8220;I playoff con la Nazionale sono uno stimolo, ci tengo. Ma il primo passo per stare in pianta stabile in Nazionale è fare bene con l&#8217;Atalanta. Giocare tante partite significa stanchezza, ma dovevamo vincere e l&#8217;abbiamo vinta nonostante le difficoltà, anche se potevamo chiudere il primo tempo con almeno tre gol di scarto. Sono felice per aver aiutato la squadra segnando: nel secondo gol sono stato fortunato, ho colpito la palla tre volte, a me va bene anche segnare di ginocchio&#8230; (<strong>Gianluca Scamacca</strong>)&#8221;. <strong><em>FS</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
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		<title>Le pagelle col Cagliari &#8211; Scamacca mostruoso, De Ketelaere cala ma fa il penultimo passaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 23:09:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
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					<description><![CDATA[Il migliore senza rivali né discussioni, col Cagliari, è Gianluca Scamacca. Il centravanti romano, per vincere, s&#8217;è trasformato in qualcosa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/985d7326-c654-48dd-b858-ad1f0549ba9d.jpeg"><p>Il migliore senza rivali né discussioni, col <strong>Cagliari</strong>, è <strong>Gianluca Scamacca</strong>. Il centravanti romano, per vincere, s&#8217;è trasformato in qualcosa a metà fra il compianto Socrates e Mateo Retegui. Di fino o di riffa e di raffa, l&#8217;importante è metterla dentro. Meno bene di lui, nell&#8217;<strong>Atalanta</strong> comunque dalle troppe pause in campionato anche nell&#8217;arco della singola partita, <strong>Charles De Ketelaere</strong>, il regista vero partendo da destra per accentrarsi tra le linee: gran lavoro nel primo tempo, discontinuo nel secondo, quando comunque scambia con l&#8217;assistman della vittoria, <strong>Laki Samardzic</strong>, entrato da quinto offensivo a piede invertito.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Carnesecchi</strong> 6: nessuna parata, solo prese e uscite piuttosto tempestive, una su tutte di piede nella ripresa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Kossounou</strong> 6,5: la partenza per la Coppa d&#8217;Africa vale un grosso rimpianto, perché è in forma smagliante. Non che risolva granché, vedi il dirimpettaio Folorunsho che lo gabba davanti alla zolla di competenza, ma va segnalato a penna blu lo stoppone del primo tempo su Obert (34’ st <strong>Pasalic</strong> sv).<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Djimsit</strong>i 6,5: flessore ko dopo il solito lavoro attento e applicato. Uscito lui, Esposito ha fatto l&#8217;assist (9’ st <strong>Ahanor</strong> 6: non esce in tempo sull&#8217;asstiman. Vedi sopra. Ma nessuno ha mai detto che sia un centrale fra i tre).<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6,5: la diagonale per chiudere Zappa in avvio di ripresa vale il prezzo di due o tre biglietti. Ma anche lui perde mezzo tempo di gioco in quella che sarebbe servita a sbarrare il passo a Gaetano sul pari, per fortuna durato nemmeno sei minuti.</span></p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 6,5: il passaggio per il tacco d&#8217;apertura in realtà era un tiro. Va un pochino in debito d&#8217;ossigeno, ma suvvia, a 33 anni non si è mai boia e impiccato per chissà quante esecuzioni di fila (34’ st <strong>Samardzic</strong> 7: qualità assoluta, totale, immensa nel piede. Invertito, da quinto a destra. Va sfruttato per quell&#8217;estremità mancina. Come aveva fatto Ivan Juric a Marsiglia salvo perdere il posto dopo averlo proposto da titolare nella deblace fatale col Sassuolo).<br />
<strong>De Roon</strong> 6: chiude da terzo di destra e ci mancherebbe, se il serbo deve farsi tutta la fascia lui può anche arretrare. Tra l&#8217;altro, in ripiegamento, in una partita di sacrificio sulle seconde palle (e le prime?), a 13&#8242; dalla pausa la stava combinando grossa, su quel cross di Zappa appoggiato di testa a Obert. Per fortuna Odilon c&#8217;è.<br />
<strong>Ederson</strong> 6,5: ottimo ritmo fino a metà, lancia bene tutti, anche Lookman nell&#8217;azione dell&#8217;1-0 (21’ st <strong>Musah</strong> 6: fuori progetto, anche se forse non si può dire. Alla vigilia se n&#8217;era parlato come possibile backup in corsia, forse sarebbe meglio ripensarlo così. Un sinistraccio e boh, a che è servito, se non da polmone d&#8217;acciaio in mediana?).<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6,5: duello pari con Palestra, quello ceduto in prestito all&#8217;avversario di turno per far rimanere lui. Non foss&#8217;altro perché il pendolino di Buccinasco è uno dei giocatori cagliaritani che più s&#8217;affacciano in area o nei pressi. Ma nel primo tempo l&#8217;arcenese lo rincorre e lo tampona (21’ st <strong>Zalewski</strong> 6,5: sinistro e destro in una mancinatina e in un fazzoletto, dal lato d&#8217;area e davanti alla lunetta, Caprile c&#8217;è).</p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 7: prima metà da magia, seconda da appoggio all&#8217;assistman Samardzic. Necessita di parlare con altri che conoscano la stessa lingua. Ma non è indistruttibile.<br />
<strong>Lookman</strong> 6: nel secondo tempo praticamente non timbra il cartellino. Prende la sufficienza solo per il primo martellante in cui si ritaglia una parte mica da poco nello scarico per l&#8217;azione del vantaggio.</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 8: daje de tacco, daje de punta. Pure passandosela da solo, nel matchball, da un piede all&#8217;altro.&nbsp;</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 6,5: la genialata è l&#8217;inserimento di Samardzic da quinto a destra dopo aver venduto alla stampa alla vigilia l&#8217;idea di Musah come backup di ruolo. Però, insomma, l&#8217;unico turnover è stato Zappacosta dall&#8217;inizio per l&#8217;infortunato Bellanova. Praticamente nulla, perché martedì il sorano era entrato al 17&#8242;. Non si può cambiare lo zero virgola dopo le fatiche di coppa contro i campioni del mondo. Vincere era fondamentale, ma s&#8217;è vinto perché un singolo è stato una spanna sopra tutti. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Scamacca di tacco e di punta: l&#8217;Atalanta batte il Cagliari, ma che strizza!</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 21:56:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
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		<category><![CDATA[doppietta]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
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		<category><![CDATA[vittoria 2-1]]></category>
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					<description><![CDATA[15a giornata serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; sabato 13 dicembre (ore 20.45) Atalanta &#8211; Cagliari 2-1 (1-0) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/531ae161-6f1d-43e1-9ae2-a287aa472328.jpeg"><p>15a giornata serie A &#8211; Bergamo, New Balance Arena &#8211; sabato 13 dicembre (ore 20.45)<br />
<b>Atalanta &#8211; Cagliari 2-1 (1-0)</b><br />
<b>ATALANTA (3-4-2-1):</b> Carnesecchi 6; Kossounou 6,5 (34’ st Pasalic sv), Djimsiti 6,5 (9’ st Ahanor 6), Kolasinac 6,5; Zappacosta 6,5 (34’ st Samardzic 7), De Roon (cap.) 6, Ederson 6,5 (21’ st Musah 6), Bernasconi 6,5 (21’ st Zalewski 6,5); De Ketelaere 7, Lookman 6; Scamacca 8. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 42 Scalvini, 44 Brescianini, 70 Maldini, 90 Krstovic. All.: Raffaele Palladino 6,5.&nbsp;<br />
<b>CAGLIARI (4-4-2):</b> Caprile 6,5; Zappa 6 (13’ st Prati 6), Luperto 5,5 (43’ st Pavoletti sv), J. Rodriguez 5,5 (21’ st Idrissi 5,5), Obert 6; Palestra 6,5, Adopo 5,5 (42’ st Luvumbo sv), Deiola (cap.) 6, Folorunsho 7; S. Esposito 6,5, Borrelli 5,5 (13’ st Gaetano 6,5). A disp.: 24 Ciocci, 31 Radunovic; 23 Pintus, 18 Di Pardo, 4 Mazzitelli, 20 Rog, 27 Liteta, 9 Kilicsoy. All.: Fabio Pisacane 6,5.&nbsp;<br />
<b>Arbitro:</b> Di Marco di Ciampino 6,5 (Mondin di Treviso, Miniutti di Maniago; IV Mucera di Palermo. V.A.R. Marini di Roma 1, A.V.A.R. Fabbri di Ravenna).<br />
<strong>RETI:</strong> 11’ pt e 36’ st Scamacca (A), 30’ st Gaetano (C).<br />
<strong>Note:</strong> serata serena e non rigida, spettatori 21.695 per un incasso di 463.933,33 euro. Ammoniti Bernasconi, J. Rodriguez, per gioco scorretto, Gaetano per eccesso di esultanza. Tiri totali 16-8, nello specchio 7-1, parati 5-0, respinti/deviati 4-2. Var: 1 (check offside sul gol annullato al 94&#8242; a Luvumbo: Folorunsho in posizione irregolare sul lancio di Esposito). Corner 5-4, recupero 2’ e 5’.</p>
<p><strong>Bergamo</strong> &#8211; Daje de tacco, daje de punta! Perfino tirandosela dal destro sul sinistro. Incredibile. <strong>Gianluca Scamacca</strong> delizia la News Balance Arena per metterla subito in discesa per poi imbracciare la doppietta sotto le gambe di <strong>Caprile</strong> al secondo tentativo in uno, servito dallo scavino di <strong>Samardzic</strong>. La strizza per il pari di <strong>Gaetano</strong>, tocco sotto di destro sull’uscita di Carnesecchi lungo la combinazione da sinistra Folorunsho-Esposito, conosce un prosieguo da thrilling col gol del possibile 2-2 annullato a Luvumbo al 94’, ma la torre di Pavoletti è in posizione irregolare di un metro. Si torna a vincere a 13 giorni dal primo successo in campionato di Raffaele <strong>Palladino</strong>, da ex con la Fiorentina, da allenatore dell’<strong>Atalanta</strong>. Era importante spezzare un trend da mani nei capelli da 4 ko nelle ultime 5 uscite sul fronte interno, anche se non sono tutte rose e fiori. E Djimsiti, contro un <strong>Cagliari</strong> bravo solo a tratti e solo in ripartenza, s’è fatto male al flessore destro.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il doppio squillo di <strong>Lookman</strong> al settimo su filtrante dell’accentrato De Ketelaere, con Rodriguez a dargli spazio uscendo troppo alto, dà la sveglia alla sfida ma non al punteggio, perché Caprile chiude bene Lookman in uscita e il nigeriano calcia sull’esterno della rete il tap-in mancino con Obert appostato a difesa del palo. Rocambolesco il vantaggio poco oltre il decimo, quando il Pallone d’Oro d’Africa prende il fondo grazie alla sventagliata di Ederson e sullo scarico il tiro di Zappacosta al di là del vertice destro diventa l’assist per la correzione col “calcanhar de ouro” alla Socrates dell’uomo di Fidene. Al 18’ sbuca innocua la testa dell’ex Palestra sulla seconda palla concessa, ma i ritmi si cloroformizzano e le chances diventano più episodiche. Bella e puntuale la chiusura di Bernasconi ai danni del volto noto Palestra, un confronto tra esterni premiante per il mancino a piede forte vanificando il lancio basso di Esposito. Una lancetta e mezza scarsa più tardi, Brasile e Nigeria combinano nello stretto trovando l’opposizione di Luperto in corner dal quale (batte Bernasconi) svetta Djimsiti in mischia senza danni per i sardi (26’). Impasse ad alto rischio, invece, a una dozzina abbondante dall’intervallo, quando De Roon liscia di testa il traversone di Zappa e Kossounou rimedia alzando il muretto a secco addosso a Obert, pronto alla ribattuta.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La punta napoletana degli ospiti è costretta a girare al largo sganciandola da fuori, mentre l’apripista (39’) si vede negare la doppietta dall’ultimo ostacolo sulla verticalizzazione minima del fiammingo, così come Lookman il rompiaghiaccio personale su apertura del suo centrattacco sferrando il mancino ripreso poi da CDK: la palla s’impenna su Obert oltre la traversa (41’).</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Se si va alla pausa col brivido in stacco aereo di Borrelli su pallone a rientrare dalla sinistra di Folorunsho, nella ripresa la coscia destra tradisce Djimsiti e, con Hien influenzato, deve subentrargli Ahanor da perno. Musah, sostituto di Ederson, ci prova di sinistro da fuori area senza successo al 23&#8242;: nel frattempo Pisacane ha già cambiato due moduli, dal tridente al terzetto anche dietro. Palla dentro dalla mancina di Folorunsho per Esposito e per la new entry altrui c’è il tocco sotto di destro del pari, ma l’ariete là davanti ne sa una più del diavolo come il suo allenatore. Il serbo da esterno a piede invertito sgancia lo scavino, la gambona del 9 serve a mandare fuori tempo Luperto e quindi a far secco il portiere nemico a gambe aperte. Due chances neutralizzate a Zalewski e finisce con un&#8217;altra apnea. <em><strong>SF</strong></em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Palladino: &#8220;Serata magica e storica, adesso la rimonta in campionato&#8221;. CDK e Scamacca: &#8220;Svolta, vogliamo continuare a giocare queste sfide&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 23:43:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Charles De Ketelaere]]></category>
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		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Adesso basta con le montagne russe del rendimento e dei risultati dal fronte interno al palcoscenico donizettiano targato UEFA. Charles [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/71489549-cf53-4ca2-baff-6c12ac0210b0.jpeg"><p>Adesso basta con le montagne russe del rendimento e dei risultati dal fronte interno al palcoscenico donizettiano targato UEFA. <strong>Charles De Ketelaere</strong> racconta le verità e soprattutto le volontà dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> nel dopogara col <strong>Chelsea</strong> a bordocampo, da migliore assoluto, senza discussioni, nella sesta giornata della League Phase: <em>&#8220;Dobbiamo giocare sempre così, se vogliamo continuare a giocare queste partite anche la prossima stagione. Non possiamo più essere quelli di Verona, serve continuità&#8221;</em>.</p>
<p>Un&#8217;eco che risuona anche dalla pancia della New Balance Arena di uno dei martedì di Champions più gloriosi di queste cinque edizioni finora affrontate: <span style="font-weight: 400;"><em>“Non mi spiego ancora la sconfitta del Bentegodi. Non possiamo essere così diversi tra campionato e Champions nel giro di tre giorni. Noi dobbiamo essere questi: il dna dell’Atalanta è la qualità e l’aggressività di gioco. Le prestazioni e lo spirito che non devono mai mancare sono quelli dimostrati contro i campioni del mondo, una squadra molto forte già a studiarla, come ho fatto in estate, e ancora più forte vista dal vivo</em> &#8211; l&#8217;appello di <strong>Raffaele Palladino</strong> a bocce ferme -. <em>La squadra ha nel dna la competitività. Più le partite sono dure, più vogliono competere. L’hanno fatto in maniera perfetta, con coraggio, contro uno degli avversari più forti che esistano. L’ho percepito, questa cosa non deve mai mancare. Ripartiamo da qui, la strada è quella giusta. </em></span><span style="font-weight: 400;"><em>I ragazzi hanno capito il momento della partita soffrendo uniti quando c’era da soffrire. Abbiamo accettato i duelli contro avversari molto temibili, abbiamo attaccato con qualità quando c&#8217;era da farlo, siamo andati a prenderli alti&#8221;</em>.</span></p>
<p>L&#8217;aspetto ambientale, unito a quello emozionale, hanno fatto il resto. <em>&#8220;Non sono uno che si esalta né molto emotivo, per questo per me è inconsueto essere andato a ringraziare e salutare sotto la Curva Nord. Del resto, in tre anni che alleno le prime squadre, non mi erano mai stati rivolti cori come stasera. A</em><span style="font-weight: 400;"><em>bbiamo regalato a tutta la città una notte magica, siamo molto felici ma dobbiamo pensare subito al campionato</em> &#8211; prosegue il mister -.<em>&nbsp;</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Siamo stati solidi e intensi. Calcoli sull’ottavo posto nella classifica di questa fase non ne faccio, però. Preferisco far vedere alla squadra la classifica del campionato. Va presa coscienza che siamo troppo indietro e dobbiamo recuperare”</em>.</span></p>
<p>Un pensiero al Cagliari sabato sera, l&#8217;ennesimo rintocco del fastidio veronese di sabato scorso:&nbsp;<span style="font-weight: 400;"><em>“Se i cambi di sabato fossero stati per demerito, avrei dovuto cambiare tutta la squadra. Stasera, invece, parlare dei singoli è molto riduttivo. Tutti hanno fatto una preparazione alla partita perfetta. <strong>Bernasconi</strong> ha sfruttato l’occasione, io ne do a tutti e tutti devono stare sul pezzo. Ha fatto una grande partita, è un ragazzo serio e umile, anche in allenamento va sempre forte. Era la serata giusta per lui, gioca a sinistra ed è mancino, avevo bisogni di quinti più difensivi”</em>. E gli altri? </span><em><span style="font-weight: 400;">“<strong>Krstovic</strong> ha fatto la guerra quando serviva, c’eravamo abbassati, poi <strong>De Ketelaere</strong> ha tirato fuori dal cilindro una magia.&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em><strong>Kolasinac</strong> è stato importante ritrovarlo, infiamma anche i tifosi coi suoi anticipi e coi suoi rilanci. Bisogna centellinargli il minutaggio. Posso contare anche su un altro terzo di sinistra molto bravo come Ahanor. <strong>Scamacca</strong>? Un colpo all&#8217;anca, l&#8217;ho tolto precauzionalmente. Bravo anche a lui a cercarsi chances ottenendo il pari&#8221;</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Palladino nega la svolta nell&#8217;intervallo. <em>&#8220;Una buonissima gara anche prima, facendo uscire i terzini del Chelsea per andare ad attaccare dal lato opposto, ma c’è mancata la stoccata del gol. Prima di rientrare in campo abbiamo visto in tv quello che c’era da fare, le situazioni da creare, e i giocatori hanno fatto tutto loro </em>&#8211; la chiosa in sala conferenze -. </span><em><span style="font-weight: 400;">Del Chelsea, che fa tante rotazioni, ci si rende conto della forza quando lo si vede dal vivo. </span><span style="font-weight: 400;">Rispetto a Verona ho chiesto di mettere in campo quello che abbiamo sempre messo. Mi piace pensare che sia stato solo un episodio. </span></em><span style="font-weight: 400;"><em>Non mi esalto mai, cerco di riportare i piedi per terra. Non voglio minimizzare la serata, è una vittoria che rimarrà nella storia. Godiamocela, ma pensiamo subito al campionato”</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<h3>Voci dallo spogliatoio: De Roon, De Ketelaere e Scamacca</h3>
<p>Divisi tra Uefa.com e Sky Sport, ecco tre dei protagonisti in campo. Il capitano e i due marcatori. <em>&#8220;Abbiamo molta qualità, sappiamo come giocare, è stata una serata magica e adesso c&#8217;è da festeggiare</em> &#8211; esulta <strong>Marten de Roon</strong> -.&nbsp;<em>Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, ma abbiamo dato tutto ed è incredibile essere a 13 punti. La League Phase dura altre due partite, non è finita. Siamo in una buona posizione, è importante giocare sempre così&#8221;</em>. <em>&#8220;Adesso Garnacho ci ha visto una seconda volta dopo la finale dell&#8217;Europa League e avrà capito di cosa siamo capaci</em> &#8211; ironizza l&#8217;assistman e match winner <strong>Charles De Ketelaere</strong>, riferendosi allo snobismo dell&#8217;ex Manchester United alla vigilia -. <em>È una serata molto bella anche per i tifosi, ora guardiamo avanti con fiducia. Non possiamo fare prestazioni come quella dell’ultima giornata di campionato e poi vincere gare come questa: dobbiamo essere forti mentalmente, perché possiamo vincere tutte le partite”</em>.</p>
<p>Chiosa con <strong>Gianluca Scamacca</strong>. <em>&#8220;Questa può essere la svolta della nostra stagione&#8221;</em>, il proclama a bocce ferme. <em>&#8220;Una partita incredibile, non ci siamo accontentati come avremmo potuto dopo il mio gol dell&#8217;uno a uno. Abbiamo dato una grande dimostrazione di forza continuando a spingere. Sono contento della reazione che abbiamo avuto dopo la gara di sabato, la fiducia nella svolta nasce da qui&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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