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	<title>gianlucadimarzio.com &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Mattia Caldara si ritira: &#8220;Ho ripreso in mano la mia vita&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 13:56:46 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/12/Mattia-Caldara-Panathlon-1024x968.jpg"><p>&#8220;Un foglio bianco, una penna. Chiudo gli occhi, butto fuori l’aria. Li riapro, è arrivato il momento [&#8230;]. Ho ripreso in mano la mia vita&#8221;. <strong>Mattia Caldara</strong> s&#8217;è ritirato. Il centrale difensivo efficacissimo e di bello stile lanciato già da <strong>Stefano Colantuono</strong> prima del prestito trapanese e cesenate con ritorno alla base ed esplosione sotto <strong>Gian Piero Gasperini</strong>, il ragazzo di Scanzorosciate che il 5 maggio ha compiuto solo 31 anni, ha affidato l&#8217;addio a una <a href="https://gianlucadimarzio.com/caldara-ritiro-calcio-lettera-consapevolezza/">lettera a se stesso, più che ai tifosi, pubblicata da <em><strong>gianlucadimarzio.com</strong></em>.</a> Un congedo di cui riportiamo alcuni passi. Quelli dei primissimi nel calcio dei grandi e soprattutto quelli degli infortuni.</p>
<p>Cominciamo dalla fine: <em>&#8220;A fine agosto ho fatto delle iniezioni di testosterone.</em> &#8216;Mattia l’ago non passa, non c’è spazio tra la tibia e il piede. Decidi tu, ma se continui così dovrò metterti la protesi&#8217;. <em>In quel momento l’ho deciso</em>.&nbsp;<em><strong>Era il momento di dire basta. Basta al calcio giocato e, soprattutto, alla sofferenza e al vuoto che da anni mi accompagnavano. Anni in cui mi sono nascosto da me stesso. Ho ripreso in mano la mia vita.</strong> Sto recuperando quello che ho perso&#8221;</em>.</p>
<p><strong><em>&#8220;Caro calcio, io ti saluto. Ho deciso di smettere&#8221;</em></strong><em>,</em> s&#8217;intitola il primo capitoletto o capoverso, chiamatelo come più vi aggrada. <em>&#8220;Tutto è nato a luglio dopo una visita da uno specialista: &#8216;Mattia non hai più la cartilagine della caviglia. Se continui tra qualche anno dovremo metterti una protesi'&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<div id="quads-ad4" class="quads-location quads-ad4">Tutto cominciato, in realtà, <em>&#8220;quando <strong>il mio ginocchio si è rotto</strong>. Ricordo ancora il primo passo dopo il contrasto: ho sentito la terra cedere sotto il mio piede. Sono crollato. Prima fisicamente, poi mentalmente. Ero nel punto più alto della mia carriera, poi in pochi secondi è cambiato tutto.&nbsp;</em><strong><em>Con il tempo sono stato meglio, ma non sono mai stato bene&#8221;</em></strong><em>,</em> puntualizza Caldara, sposato con <strong>Nicole Nessi</strong> e padre di due <strong>maschietti</strong>, Alessandro, venuto alla luce al ritorno a Bergamo dal Milan, il 9 giugno 2020, e Ludovico, venuto alla luce da &#8220;spezzino&#8221; allo start di agosto di tre anni fa. <em>&#8220;Non sono più riuscito a tornare a essere quel Caldara. Ci ho provato, ma non era più possibile. Questa rincorsa a un’illusione mi ha logorato&#8221;</em>.</div>
<p>Spazio al pallone, compagno inseparabile da salutare. <em>&#8220;<span style="font-size: 16px;">Ricordo il mio primo allenamento. Mi aveva accompagnato il nonno. Ero arrivato e mi ero ritrovato davanti a questo campo immenso pieno di bambini. Non sapevo, forse, che sarebbe diventato la mia casa. Una casa che mi ha reso la persona che sono. La mia mente torna alle partitelle in oratorio con gli amici, ai tornei con&nbsp;</span><a style="font-size: 16px;" href="https://gianlucadimarzio.com/atalanta-palladino-allenatore-comunicato-ufficiale-news/">l’Atalanta</a></em><span style="font-size: 16px;"><em>, ai viaggi in moto con papà e alla pasta preparata da mamma prima di andare a giocare. Anche se ho rischiato di non diventare un calciatore. Avevo 17 anni, il tendine rotuleo si era lesionato&#8221;</em>. </span></p>
<p><strong>Quindi, quell&#8217;Atalanta-Napoli risolta da Andrea Petagna che cambiò il corso della storia atalantina e di Gian Piero Gasperini, ma anche ovviamente il suo. <em>&#8220;Il 2 ottobre 2016 ho capito di poter diventare Mattia Caldara.</em></strong><em> La mia prima da titolare contro il Napoli. Venivo da anni di prestiti in B. Avevo il timore che anche quell’estate mi potessero mandare ancora via. Alla fine sono rimasto, vivendo momenti fino a poco tempo prima inimmaginabili. Da non essere conosciuto da nessuno, mi sono ritrovato a fare interviste tutti i giorni&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Tante squadre si erano interessate a me in quei mesi. A dicembre sono stato preso dalla Juve. E in quel periodo la Juve era una realtà a parte, inavvicinabile. In bianconero, però, non ci ho mai giocato. Sono rimasto in prestito a Bergamo. A Torino poi ci sono arrivato nel 2018, senza però fermarmi. Venivo da stagioni in cui ero abituato a giocare e lì avevo davanti Chiellini, Bonucci, Barzagli.&nbsp;<strong>Quando ho saputo dell’interesse del Milan ho accettato. </strong>Guardando indietro sarebbe stato meglio rimanere lì. Sono stato debole di testa. Mi avrebbe fatto bene rimanere in un mondo come quello della Juve, imparare da quei campioni. <strong>È il più grande rimpianto che ho&#8221;</strong></em>. Poi, la sequela dell&#8217;infermeria: <em>&#8220;Ottobre, un allenamento come tanti altri. Stavo correndo, all’improvviso come se qualcuno mi avesse sparato sul tendine. A marzo ero pronto per scendere in campo. Sono rientrato in Coppa Italia contro la Lazio.&nbsp;Sarei tornato a giocare in Serie A, finalmente. Tutto finito in pochi secondi. Ho quell’immagine davanti a me. Borini mi cade sul ginocchio.&nbsp;Nel mezzo un tendine rotuleo rotto e il problema alla cartilagine della caviglia che mi ha costretto a smettere. Ma tutto è cambiato con quell’infortunio al ginocchio. In quell’allenamento una parte di me è morta per sempre&#8221;</em>.</p>
<h3>Mattia Caldara</h3>
<p>Bergamo, 5 maggio 1994<br />
Difensore centrale &#8211; 1,87 per 80 chilogrammi<br />
2000-2004 U.S. Scanzorosciate (giovanili)<br />
2004-2014 Atalanta (giovanili)<br />
225 partite, 17 gol e 6 assist da professionista: Atalanta (93 &#8211; 10 &#8211; 3; 2013; 2016-2018; 2020), Venezia (33 &#8211; 1 &#8211; 1), Cesena (29 &#8211; 3), Modena (27 &#8211; 1 &#8211; 1), Spezia (22 &#8211; 0 &#8211; 1), Trapani (22 &#8211; 2), Milan (3)<br />
<em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Boga, visite fatte&#8230; ma a Milano. Ora la firma</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jan 2022 13:11:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Milano il 2 gennaio, ma quale Capodanno a Bergamo. Cogliendo tutti in castagna, Jeremie Boga ha scelto la clinica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/12/boga416171.jpg"><p>A <strong>Milano</strong> il 2 gennaio, ma quale Capodanno a Bergamo. Cogliendo tutti in castagna, Jeremie <strong>Boga</strong> ha scelto la clinica La Madonnina per le visite mediche prima della firma sul contratto che lo legherà all&#8217;Atalanta fino al 2025 con opzione per un altro anno. Ecco il video di gianlucadimarzio.com.</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/tv/CYOlB5AgG1X/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14">
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<p>&nbsp;</p>
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