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	<title>Gianmarco Gabbianelli &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>AlbinoLeffe Stanco alla meta, il cuore non basta: l&#8217;Alessandria in finale</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2021 21:08:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alessandria &#8211; AlbinoLeffe 2-2 d.t.s. (0-1, 1-2) ALESSANDRIA (3-4-1-2): Pisseri 6; Prestia (cap.) 6, Di Gennaro 7, Macchioni 5,5 (30&#8242; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/06/Albinoleffe-at-Alessandria-semifinale-ritorno-ko.jpg"><p><strong>Alessandria &#8211; AlbinoLeffe 2-2 d.t.s. (0-1, 1-2)</strong><br />
<strong>ALESSANDRIA (3-4-1-2):</strong> Pisseri 6; Prestia (cap.) 6, Di Gennaro 7, Macchioni 5,5 (30&#8242; st Frediani 6,5); Mustacchio 6,5, Casarini 6,5, Bruccini 5,5, Celia 6; Di Quinzio 7; Corazza 5,5 (24&#8242; st Eusepi 6,5), Arrighini 6,5 (7&#8242; pts Stanco 7). A disp.: 1 Crisanto, 22 Crosta (p), 4 Chiarello, 5 Cosenza, 13 Podda, 14 Gazzi, 27 Mora, 29 Poppa, 33 Rubin. All.: Moreno Longo 6.<br />
<strong>ALBINOLEFFE (3-5-2):</strong> Savini 6,5; Mondonico 6,5, Canestrelli 6, Riva (cap.) 6,5 (17&#8242; st Nichetti 6,5); Borghini 6,5, Gabbianelli 7 (18&#8242; st Petrungaro 6,5), Genevier 7 (9&#8242; sts Maritato sv), Gelli 7,5, Gusu 5,5 (12&#8242; st Tomaselli 7); Manconi 6, Cori 5,5 (48&#8242; st Galeandro 6). A disp.: 24 Paganessi, 31 Caruso (p), 2 Cerini, 8 Trovato, 18 Piccoli, 19 Ravasio, 27 Miculi. All.: Marco Zaffaroni 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Miele di Nola 7 (Caso di Nocera Inferiore, Miniutti di Maniago; IV Feliciani di Teramo).<br />
<strong>RETI:</strong> 28&#8242; pt Gabbianelli (Alb), 8&#8242; st Arrighini (Ale), 26&#8242; st Gelli (Alb), 5&#8242; sts Stanco (Ale).<br />
<strong>Note:</strong> ammoniti Petrungaro e Mustacchio per gioco scorretto, Stanco per comportamento non regolamentare. Tiri totali 12-14, nello specchio 3-4, respinti/deviati 2-6, parati 2-3, legni 1-0. Corner 8-8; recupero 0&#8242; e 3&#8242; più 1&#8242; e 1&#8242;.</p>
<p><strong>Alessandria</strong> – Due <strong>supplementari</strong> di troppo, nonostante il cuore oltre l&#8217;ostacolo. Un grazie grande quanto la Bergamasca a un <strong>AlbinoLeffe</strong> giunto <strong>Stanco</strong> alla meta dell&#8217;ottava partita della serie playoff, conclusa comunque gloriosamente in <strong>semifinale</strong> contro un&#8217;<strong>Alessandria</strong> che contende al Padova l&#8217;ultimo posticino per la <strong>serie B</strong>. Una doppia <strong>rimonta</strong> avversaria al volo d&#8217;ali mancino di Gianmarco <strong>Gabbianelli</strong> a far il nido nel sette e al nasino ancora avanti di Francesco <strong>Gelli</strong>, già match winner di Catanzaro, per replicare entro i regolamentari al rovescio lo score del ko del “Città di Gorgonzola” dello scorso festivo.<br />
E dire che in attesa del nasino avanti del fanese non c&#8217;erano proprio state avvisaglie di una <strong>Celeste</strong> così pepata e tutto sommato immeritevole dell&#8217;eliminazione al penultimo atto. I Grigi contro i <strong>giallorossi</strong> da trasferta sembrano gestire avanzando al piccolo trotto, tanto che <strong>Casarini</strong> vede l&#8217;alba direttamente in curva al decimo dalla distanza sull&#8217;overtour di Mustacchio, il quinto fatale come assistman-spondista (prima di Corazza) e poi crossatore (dopo Celia) nell&#8217;uno-due Arrighini-Giorno a campi invertiti. La fotocopia due giretti più tardi col pendolino di casa a recuperare su Gusu è di sinistro, ma l&#8217;esito è pari pari. Si va a strappi, secondo il leitmotiv pallino Vs attendismo. Mentre <strong>Genevier</strong> tiene a bada il pur ottimo <strong>Di Quinzio</strong>, è la sinistra la catena preferenziale dei blucelesti, comunque incapaci a lungo di andare al di là della torre nel nulla di <strong>Cori</strong> (16&#8242;), doppiettista vincente in casa in campionato, accarezzata dalla punizione del francese dalla trequarti, a ruota del conato (14&#8242;) dell&#8217;apripista dell&#8217;andata domenicale che non azzecca il 13 slalomeggiando dalla trequarti per la battuta difettosa davanti al vertice destro. Nove sinfonie dopo la combinazione da fermo precedente, con gli stessi protagonisti, l&#8217;ariete di Viterbo stordisce il portiere mandrogno con una craniata degna di nota. <strong>Svolta</strong> dietro l&#8217;angolo, anzi in quello alto opposto alla zolla di tiro, a due tiretti dalla mezzora, quando l&#8217;asse <strong>Genevier-Gelli</strong> con taglio contestuale al centro di quest&#8217;ultimo ha il merito di indovinare fronte e compagno giusti, un metro e rotti dietro il vertice destro, tre muretti a secco sorvolati e Pisseri costretto a inchinarsi.<br />
Verso <strong>l&#8217;intervallo</strong>, tocchi e rintocchi dalle due campane, leggi il centravanti di Longo a colpire alla viva il parroco sull&#8217;ennesima pallonessa dall&#8217;out destro, la ciabattata di <strong>Manconi</strong> smorzata e la girata sempre in gioco aereo del numero 9 ospite (32&#8242;) servito dalla mezzala labronica, ma è <strong>Savini</strong> a blindare il vantaggio due volte. Tra 33&#8242; e 35&#8242;, la toglie dalla testa di Arrighini sul cross a rientrare di Mustacchio e ci mette il colpo di reni sul piattone al volo by <strong>Di Gennaro</strong>, insieme al suo trequartista killer interno di regular season, sul secondo corner a favore dello specialista dalla destra. L&#8217;accentrato pendolino destro pesca l&#8217;omologo dall&#8217;altro lato che la scaglia sopra il montante in corsa (40&#8242;), chiudendo la prima frazione a inerzia spostata pro club più blasonato, che col minimo distacco contro dovrebbe smazzarsi supplementari ed eventuali rigori. Prima sfera utile ed è 1-1, con <strong>Arrighini</strong> a imbucarla sporca di seconda, perché Canestrelli innesca il rimpallo Gusu-Bruccini allontanando di zucca il calcio franco by Di Quinzio dal centrosinistra e per il bomber locale se l&#8217;angoletto alla destra del portiere di Druento non è uno scherzetto, quasi. Borghini sale in cielo sull&#8217;invito di Gelli (11&#8242;) usando però la sommità del capo. Urgono forze fresche dalla panchina e sia il futuro firmatario del 2-1, di piede, che il perno difensivo, in ascensore, intorno al ventesimo, si vedono stoppare in corner dall&#8217;omologo dell&#8217;Orso, pellaccia durissima anche nel respingere il contestuale assalto di Petrungaro sul la di <strong>Tomaselli</strong>. Che poi, sull&#8217;allungo di un Manconi per il resto sotto tono, mette a sedere la chiusura di Macchioni dal fondo attendendo il rimorchio del toscanaccio per il <strong>rigore in movimento</strong> del secondo sorpasso seriano. Al 1&#8242; di recupero lo spalla a spalla Borghini-Arrighini non è da penalty, quindi Mondonico anticipa il marcatore altrui sul passaggio da sinistra di Eusepi.<br />
Inizia l&#8217;<strong>extra time</strong> e Manconi manca d&#8217;un soffio il matchball a giro convergendo da mancina, imitato ma con molta meno mira dal temporaneo pareggiatore nemico (5&#8242;) che salta male impattando di tempia l&#8217;ammollo del suo sinistro. La carambola Mondonico-Galeandro-Eusepi fa quasi gridare al gol, generando solo un altro tiro dalla bandierina del play bergamasco all&#8217;alba del centesimo, mentre a una corsetta e mezza dall&#8217;ultimo cambio di campo il piazzato dentro del medesimo viene calamitato dai guantoni di Pisseri sull&#8217;incursione dell&#8217;omonimo del compianto Emiliano. Tempo pure per la verticale Bruccini-<strong>Eusepi</strong> con sbucciata sul fondo incespicando malamente e per la traversa alta del secondo svettando sull&#8217;esterno della sua mezzala-suggeritore dal lato corto di destra. Al tris cronometrico della quindicina number two Casarini viene stoppato dal cemtravanti-risolutore in linea con l&#8217;altra punta amica. Non si va alla lotteria, vedi schiacciata del secondo in capo a due minutini per tramutare in oro colato la palla da destra di <strong>Frediani</strong>, cui non può rispondere il tiro-cross dal fondo dell&#8217;ex torinista (ed ex ala) coll&#8217;estremo tra i pali a difendere quello di competenza anche dall&#8217;assalto della new entry Maritato. Ora c&#8217;è comunque lo <strong>stadio</strong> di proprietà a Zanica pronto a esordire la prossima stagione: quella che si chiude, col cruccio del trascinatore <strong>Giorgione</strong> (dimezzatore del punteggio all&#8217;andata) squalificato, a dispetto dei rientranti Borghini e Manconi, cannoniere scelto (e stremato al fotofinish) a quota 18 fermatosi al miracolo modenese al 97&#8242;, è stata come un lungo sogno da rivivere quanto prima.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Tris di marmo sulla Carrarese: l&#8217;AlbinoLeffe respira aria di playoff</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2021 15:10:14 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/04/AlbinoLeffe-vs-Carrarese-3-0.jpg"><p><strong>AlbinoLeffe &#8211; Carrarese 3-0 (2-0)</strong><br />
<strong>ALBINOLEFFE (3-5-2):</strong> Savini 6; Borghini 6,5, Canestrelli 6,5, Riva (cap.) 6,5; Tomaselli 8 (34&#8242; st Petrungaro sv), Nichetti 6, Genevier 7, Gabbianelli 7 (34&#8242; st Piccoli 6,5), Gelli 6,5; Cori 6,5, Manconi 7,5 (46&#8242; st Galeandro sv). A disp.: 24 Paganessi, 31 Caruso (p), 2 Cerini, 3 Berbenni, 17 Giorgione, 19 Ravasio, 29 Ghezzi. All.: Marco Zaffaroni 7.<br />
<strong>CARRARESE (4-3-3):</strong> Mazzini 6,5; Valietti 5,5, Milesi 5,5, Murolo 5,5, Ermacora 3; Pasciuti 6, Agyei (cap.) 5,5 (1&#8242; st Pavone 6,5), Schirò 5,5; Caccavallo 6 (20&#8242; st Marilungo 6), Piscopo 5 (31&#8242; st Manzari sv), Doumbia 5,5 (23&#8242; st Foresta 5,5). A disp.: 1 Polidori, 6 Borri, 18 Tedeschi, 26 Bresciani. All.: Mattia Baldini 5 (Silvio Baldini squalificato).<br />
<strong>Arbitro:</strong> Scatena di Avezzano 6,5 (Micaroni di Chieti, Catani di Fermo; IV A. Colombo di Como).<br />
<strong>RETI:</strong> 10&#8242; pt Gabbianelli (A), 41&#8242; pt rig. Cori (A), 40&#8242; st Manconi (A).<br />
<strong>Note:</strong> espulso Ermacora al 44&#8242; pt per somma di ammonizioni (proteste). Ammoniti Agyei, Ermacora, Canestrelli per gioco scorretto. Tiri totali 14-7, nello specchio 9-3, respinti/deviati 2-1, parati 6-3, legni 2-. Corner 7-4, recupero 2&#8242; e .</p>
<p><strong>Gorgonzola (Milano)</strong> &#8211; <strong>Tris</strong> servito sul piatto alla <strong>Carrarese</strong> in crisi nera, con mister Silvio Baldini (squalificato, in panca c&#8217;è il figlio Mattia) dimessosi nel tardo pomeriggio dopo cinque ko in serie, e <strong>50</strong> punti a meno tre dal gong della regular season del <strong>girone A</strong> di <strong>serie C</strong>. Un <strong>AlbinoLeffe</strong> in discesa, per tornare a macinare bottini pieni (dodicesimo) a una settimana dal ko con la Pro Vercelli, fa a fette la <strong>Carrarese</strong> ridotta in dieci sotto di due gol prenotando un posticino nella griglia che conta. Palloni in saccoccia numero dispari, <strong>episodi</strong> decisivi a quaterna, come i flash di un lungometraggio diretto in pantofole e interpretato per lo più con una scioltezza da Actor&#8217;s Studio. La primizia di Gianmarco <strong>Gabbianelli</strong>, taglio, stop e botta sotto la traversa lungo il primo palo agevolati dalla sterzata con appoggio di Giacomo <strong>Tomaselli</strong>, il vero mattatore del pomeriggio in Martesana, dal lato corto. Il ritorno al gol di Sacha <strong>Cori</strong>. Il <strong>rosso</strong> alle soglie dell&#8217;intervallo del peggiore in campo, già ammonito sul penalty provocato e impazzito fino a guadagnarsi la doccia per proteste su una punizione a favore per fallo del numero 9 bluceleste, e il sigillo di uno Jacopo <strong>Manconi</strong> al <strong>quindicesimo</strong> giro di giostra. Prima dei <strong>playoff</strong>, anche se l&#8217;obiettivo non ha ovviamente ancora il conforto della matematica, la trasferta di domenica 18 aprile (17.30) “Garilli” di Piacenza, quindi l&#8217;ospitata (ore 15) a Gorgonzola col Pontedera esattamente sette giorni più tardi e la chiusura sempre festiva del 2 maggio al “Rigamonti-Ceppi” di Lecco.<br />
Un <strong>avvio</strong> vivace, lungo il leitmotiv manovra leziosa vs ripartenze, dove a beccarle spalancando le praterie sono i marmiferi, con <strong>Piscopo</strong> inadatto a tener palla e squadra alta. Nessun problema, dunque, sulla svettata pressoché dal (e sul) fondo di Doumbia sull&#8217;ammollo mancino di <strong>Caccavallo</strong> a un paio di lancette dal rompighiaccio del sostituto di giornata del lider maximo Giorgione, mentre <strong>Borghini</strong> non cala il 13 in ascensore chiamato dalla bandierina destra da <strong>Genevier</strong> solo perché gli si oppone il legno lontano. Il pendolino destro-assistman (col piede preferito) è una spina nel fianco di Ermarcora e della mezzala Schirò in ripiegamento, tanto che al 17&#8242; la seconda centrata pesante non viene ghermita d&#8217;un soffio da <strong>Gelli</strong>. A suggerire, spesso, come nella profondità trovata nell&#8217;azione-battistrada, è il bomberissimo, già protagonista subito in avvio della verticale per il metro e novanta là davanti con liscio del prodotto atalantino (come il suo portiere) <strong>Milesi</strong> e uscita provvidenziale di Mazzini.<br />
La fase di gestione è anch&#8217;essa da applausi per i <strong>seriani</strong>, spia di una maturità collettiva ormai raggiunta, e per poco dopo parecchi attimi di vuoto pneumatico non ci scappava il bis: peccato che la <strong>punizione</strong> del play francese, conquistata da faina dal fromboliere di casa al limite nella mischia sulla precedente (è ancora il valbrembanino ex compagno di linea di Caldara a cascarci) e passata tra le maglie della barriera a dispetto del famigerato coccodrillo, incocci il ginocchio sinistro del &#8217;98 in porta. La successiva pallonessa a pelo d&#8217;erba, di esterno, del veteranissimo, chiude praticamente la partita, perché al quarantesimo il terzino sinistro nemico usa le braccia per opporsi all&#8217;ennesimo rientro sul mancino di <strong>Tomaselli</strong> provocando il rigore che <strong>Cori</strong> firma per il più spiazzante dei raddoppi: il centrattacco viterbese, al <strong>quarto</strong> successo personale, non la metteva dalla doppietta all&#8217;<strong>Alessandria</strong> dell&#8217;11 novembre, un mese prima del ko di misura cogli apuani a campi invertiti. In fin di recupero della prima frazione, la faccia interna della sbarra verticale e l&#8217;uomo coi guanti dicono di no al tiro a giro dello scatenato furetto a destra, in combinazione col compagno di reparto accentratosi per il duetto in accompagnamento all&#8217;ennesima fiondata in area, e di seguito a <strong>Manconi</strong>, troppo defilato a destra verso il fondo per poter prendere la mira come si deve.<br />
La <strong>ripresa</strong> si annuncia un pro forma, anche se viene lasciato troppo campo all&#8217;avversario in <strong>inferiorità</strong> numerica, tanto che il tris arriverebbe nell&#8217;immediato se l&#8217;autore del 2-0 non fosse in controtempo sulla serpentina del partner d&#8217;attacco e Manconi difetta giusto di angolazione e potenza nella botta da fuori di rimbalzo agevolata dal lavorìo carsico del livornese da sinistra (7&#8242;). Di là ci prova due volte <strong>l&#8217;ala destra</strong> che scarica centralmente (8&#8242; e 9&#8242;), senza scomporre Savini e tentando la furbata a metà del guado nel contrasto con Riva all&#8217;ingresso dal lato destro: è lui a cercare il contatto sbattendogli addosso, comunque fuori dalla riga fatidica, il direttore di gara valuta correttamente nonostante i reclami. Sempre lo stesso prende l&#8217;iniziativa (16&#8242;) stringendo in eccesso dal limite. Il protagonista assoluto della quartultima giornata, slalomista provetto, si vede strozzare la gioia in gola dal colpo di reni del prodotto nerazzurro (19&#8242;), ma entro il poker cronometrico, entrato un <strong>Marilungo</strong> in odore di derby, si rischia oltre il dovuto sulla puntata da destra di Doumbia allontanata di testa dal perno dei bergamaschi e non punita dal sinistraccio ai piccioni di della mezzala sinistra ex Inter. Ancora <strong>Tomaselli</strong> (27&#8242;), lanciato dritto per dritto dal tocco in contropiede del numero 22 dal patronomico sardeggiante, si fa ipnotizzare a tu per tu con l&#8217;ultimo baluardo dal casato risorgimentale, poi i fuochi d&#8217;artificio riservati al finale: l&#8217;ariete della Tuscia rimette la sfera in mezzo &#8211; piazzato dalle retrovie di Canestrelli, respinta difensiva a due dal centrodestra recuperata da <strong>Piccoli</strong> &#8211; per il diagonale imbusta-score deviato di coscia da Murolo, Savini alza la saracinesca sul tracciante da sinistra di Foresta, Petrungaro spreca il lancio del cannoniere col contagiri e Mazzini blocca la convergenza dalla stessa zolla di Gelli al novantaduesimo.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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