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	<title>Giovanni Simeone &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>L&#8217;Atalanta tra il sostituto di Scamacca e l&#8217;avvicinamento al Real Madrid. Il Gasp: &#8220;Chance meritata&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Aug 2024 19:39:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Cholito Simeone, per il quale la distanza col Napoli si misura su quella tra il diritto di riscatto e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/07/Gasperini-2.jpg"><p>Il <em>Cholito</em> <strong>Simeone</strong>, per il quale la distanza col Napoli si misura su quella tra il diritto di riscatto e l&#8217;obbligo o l&#8217;acquisto immediato? Marko <strong>Arnautovic</strong> di cui l&#8217;Inter vuole disfarsi ma pare un po&#8217; su di età? Andrea <strong>Pinamonti</strong> del Sassuolo, scontabile visto che è retrocesso? <strong>Beto Betuncal</strong>, il portoghese-guineense (Guinea Bissau) dell&#8217;Everton, né giovane né vecchio (classe &#8217;98, Giovanni il figlio d&#8217;arte è un &#8217;95) ma reduce da soli 2 gol in Premier League? Lo juventino Arek <strong>Milik</strong> con l&#8217;assalto a Teun Koopmeiners in sottofondo? <strong>L&#8217;Atalanta</strong> si avvicina alla Supercoppa Europea col <strong>Real Madrid</strong> fra i dubbi del mercato circa la sostituzione di <strong>Gianluca Scamacca</strong>. Per la fascia destra torna in auge Raul <strong>Bellanova</strong>, sei mesi con 1 presenza &#8211; col Brescia, il 14 luglio, una ventina di minuti &#8211; dalla sessione invernale del 2020 ma mai riscattato (era del Bordeaux) col risultato che adesso il Torino vuole almeno 20 milioni per mollarlo.</p>
<p>Il romano ha iniziato le terapie a Villa Stuart dov&#8217;è stato operato lunedì, mentre l&#8217;altro dal crociato sinistro ricostruito, <strong>Giorgio Scalvini</strong>, lo sta facendo da tempo in sede a Zingonia. Alla ripresa del martedì fa seguito la doppia sessione del 7 agosto, sempre al Centro Sportivo Bortolotti, mentre le voci di mercato impazzano, anche su Nico <strong>Gonzalez</strong> che ha fatto ciao con la manina alla Fiorentina ma non pare servire granché alla causa nerazzurra (è un&#8217;ala, al massimo andrebbe via El Bilal Touré, allo Stoccarda) e la sottopunta-tuttocampista Matt <strong>O&#8217;Riley</strong> del Celtic, il 2001 che dovrebbe crescere all&#8217;ombra di RoboKoop.</p>
<p>Intanto, in attesa di affrontare anche l&#8217;ultimo test venerdì 9 al Millerntor Stadion di Amburgo contro il <strong>St. Pauli</strong> (ore 18.30), ecco le impressioni dell&#8217;allenatore Gian Piero <strong>Gasperini</strong> nella chiacchierata con <em><strong>uefa.com</strong></em>. <em>“La <strong>Supercoppa</strong> col Real è l&#8217;apice della storia dell&#8217;Atalanta, un’occasione straordinaria anche per Bergamo. Giochiamo contro il club più titolato del mondo: C’è la sensazione di voler essere lì, di voler fare una grande prestazione e tenere testa a un club che è storicamente il più forte: un momento davvero emozionante per tutta Bergamo e per tutti i tifosi&#8221;</em>, le parole del mister.&nbsp;</p>
<p><em>“Carlo <strong>Ancelotti</strong>&nbsp; è un’istituzione, l’allenatore che ha vinto di più con molti club diversi e sta facendo cose incredibili con il Real Madrid. Per me è un&#8217;occasione speciale, perché quando io allenavo le giovanili della Juventus all&#8217;inizio del secolo lui era l&#8217;allenatore della prima squadra. Sarà bellissimo ritrovarci in questa finale</em> &#8211; la chiosa gasperiniana -. <em>La scorsa stagione abbiamo centrato la qualificazione alla Champions League per la quarta volta in sei anni, vinto una finale su due dimostrandoci i più bravi in Europa League dopo non aver giocato al meglio in Coppa Italia e soprattutto siamo diventati un nome importante nel panorama calcistico europeo. In otto anni abbiamo cambiato pelle almeno tre volte mantenendo comunque un alto livello di competitività. Merito del sistema Atalanta&#8221;</em>.&nbsp;</p>
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		<title>Le soffiate della Petonega: il sacrificato sull&#8217;altare del mercato sarà Lookman, davanti il Cholito</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jun 2024 13:21:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Simone Fornoni Macché Teun Koopmeiners. A peso d&#8217;oro non lo prende anima viva. Ce l&#8217;ha rivelato in forma strettissimamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240522-WA0099.jpg"><p><strong>di <em>Simone Fornoni</em></strong></p>
<p>Macché <strong>Teun Koopmeiners</strong>. A peso d&#8217;oro non lo prende anima viva. Ce l&#8217;ha rivelato in forma strettissimamente privata la nostra <strong>fonte</strong> sicura, una limpida scaturigine di soffiate da calciomercato, qualcosa che odiamo e di cui desideriamo la morte, parafrasando un&#8217;intemerata di Vittorio Sgarbi contro un collega. La Petònega ci dice che il sacrificato sull&#8217;altare del rafforzamento dell&#8217;<strong>Atalant</strong>a, al massimo, sarà Ademola Lookman, che tra 40 e 50 può accasarsi, pardon ritornare, in quella <strong>Premier League</strong> che tra Chelsea, Fulham e Leicester gli è sempre stata fin troppo avara di soddisfazioni.</p>
<p>Aggiungendo che al &#8217;97 dai 10 assist e i 17 gol in stagione, compresa la tripletta di Dublino al Bayer Leverkusen con l&#8217;Europa League vinta se non da solo poco ci manca, aspirerebbero pure Barcellona (poco più di zero) e Bayern Monaco (era già stato al Lipsia), veniamo al punto ovvero agli investimenti per rafforzare l&#8217;organico richiesti (in termini di ruoli e reparti, i nomi si fanno insieme) dall&#8217;allenatore <strong>Gian Piero Gasperini</strong> e assicurati dall&#8217;amministratore delegato <strong>Luca Percassi</strong>. Senza dimenticare il direttore sportivo <strong>Tony D&#8217;Amico</strong>, uomo mercato che lavora sottotraccia badando al sodo. Serve un difensore e in pole c&#8217;è l&#8217;oriundo argentino <strong>Leonardo Balerdi</strong>, in libera uscita proprio dai renani, l&#8217;ostacolo saltato a piè pari nel trionfale 22 maggio scorso, pur conservando qualche ambizioncella sullo svedese-bosgnacco (connazionale di Sead Kolasinac, quindi) Anel <strong>Ahmedhodzic</strong> dello Sheffield United. Un paio di &#8217;99, esperti senza essere stagionati. Un braccetto in più, forse due, serve, perché Giorgio <strong>Scalvini</strong> è out per metà della prossima annata. In mezzo la pista rovente porta a Mattia <strong>Brescianini</strong>, 2000 erbuschese del Frosinone, scuola Milan, gran fisico e gamba lesta per giocare a tre (cosa che il Gasp tendenzialmente non fa) o a quattro, ma anche da trequartista tattico alla Kurtic o alla Cristante.</p>
<p>Ma è davanti che il comandante in capo chiede alternative di lusso. Il suo ritornello, annuale più che estivo, è &#8220;la qualità in attacco fa la differenza, in termini di reti e passaggi per farle&#8221;. Premesso che con <strong>l&#8217;ottantina</strong> di milioni garantita tra qualificazione alla Champions e altri traguardi raggiunti non ci sarebbe nemmeno bisogno di cedere all&#8217;offerta irrinunciabile di turno, per lo spot di <strong>centravanti di riserva</strong>, ossia il backup di <strong>Gianluca Scamacca</strong>, si configura un ballottaggio a due. Più che il clone destro e islandese di Rasmus Hojlund, al secolo Orri <strong>Oskarsson</strong>, islandese del 2004 dalla quindicina secca nel FC Copenaghen in cui aveva giocato pure il danesone ora al Manchester United, il più avvicinabile è il non certo stentoreo ma implacabile <strong>Giovanni Simeone</strong>, figlio d&#8217;arte del &#8217;95 noto come <em>El Cholito</em>, facilmente rientrabile nell&#8217;affare col <strong>Napoli</strong> relativo al riscatto di <strong>Pierluigi Gollini</strong>.</p>
<p>Se Aleksey <strong>Miranchuk</strong>, con la presenza di un El Bilal <strong>Touré</strong> ancora da scoprire e il possibile ingresso di una prima punta, è in bilico, il sostituto del nazionale nigeriano sarebbe <strong>Nicolò Zaniolo</strong>, geniaccio mancino la cui sregolatezza è intestata in primis ai due crociati in tasca negli ultimi anni, 15 da versare all&#8217;Aston Villa dopo la prova fallita nel Galatasaray in prestito. Non solo punte. Resta viva anche la questione delle <strong>corsie</strong>. <strong>Matteo Ruggeri</strong> e Mitchel Bakker è la coppia di sinistra a rischio di separazione, perché l&#8217;olandese non ha convinto e non si sa se avrà l&#8217;appello. S&#8217;era parlato di <strong>Samuel Iling-Junior</strong>, ma l&#8217;inglese, possibile contropartita juventina per arrivare a RoboKoop, dopo il no del compagno Moise Kean è in scia a Barrenechea nell&#8217;operazione Douglaz Luis coi già citati <em>Villans</em>.</p>
<p>Ai piani alti di Zingonia, comunque, non c&#8217;è nessuna voglia di rimanere invischiati nei traccheggiamenti altrui, specie se ispirati dalla mancanza di liquidità. Qui ce n&#8217;è in abbondanza. E così, per adesso, ci si limita a puntare a destra, dove il pur ottimo Davide <strong>Zappacosta</strong> e Hans <strong>Hateboer</strong> anagraficamente hanno già o dovrebbero aver già raggiunto il picco di rendimento: <strong>Yukinari Sugawara</strong> è il nome giusto, nazionale giapponese classe 2000 dell&#8217;AZ Alkmaar. Proprio l&#8217;ex club di Koop, vedi i corsi e ricorsi del mercato più pazzo del mondo. Che facciamo, aspettiamo la fine di Euro 2024 o si comincia a stringere per riempire le caselle mancanti?</p>
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		<title>Miranchuk-Koopmeiners ribaltano l&#8217;Hellas: l&#8217;Atalanta dimentica la delusione Champions</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Dec 2021 15:55:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Aleksey Miranchuk]]></category>
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					<description><![CDATA[Hellas Verona – Atalanta 1-2 (1-1) HELLAS VERONA (3-4-3): Montipò 6; Casale 6,5, Magnani 6 (26&#8242; st Sutalo 5,5), Ceccherini [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/12/Verona-Atalanta-gol-Miranchuk.jpg"><p><strong>Hellas Verona – Atalanta 1-2 (1-1)</strong><br />
<strong>HELLAS VERONA (3-4-3):</strong> Montipò 6; Casale 6,5, Magnani 6 (26&#8242; st Sutalo 5,5), Ceccherini 6 (36&#8242; st Cancellieri sv); Faraoni (cap.) 7, Tameze 6,5, Ilic 5,5 (14&#8242; st Veloso 5), Lazovic 6,5; Lasagna 5,5 (14&#8242; st Bessa 5), Simeone 7, Caprari 6. A disp.: 1 Pandur, 22 Berardi, 15 Cetin, 42 Coppola, 20 Ruegg, 7 Barak, 32 Ragusa. All.: Igor Tudor 6,5.<br />
<strong>ATALANTA (3-4-3):</strong> Musso 5; Toloi (cap.) 6, Demiral 6,5, Djimsiti 5,5; Zappacosta 5,5 (1&#8242; st Hateboer 6), De Roon 5,5, Koopmeiners 7, Pezzella 6 (40&#8242; st Palomino sv); Miranchuk 7 (33&#8242; st Pessina 6), Muriel 6,5 (12&#8242; st Ilicic 6,5), Pasalic 6,5 (11&#8242; st Zapata 6,5). A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello, 6 Palomino, 66 Lovato, 3 Maehle, 11 Freuler, 99 Piccoli. All.: Gian Piero Gasperini 6,5.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Sacchi di Macerata (Raspollini di Livorno e Berti di Prato; IV Volpi di Arezzo. V.A.R. Massa di Imperia, A.V.A.R. De Meo di Foggia.).<br />
<strong>RETI:</strong> 22&#8242; pt Simeone (H), 37&#8242; pt Miranchuk (A), 17&#8242; st Koopmeiners (A).<br />
<strong>Note:</strong> pomeriggio sereno e tiepido. Spettatori: 5.455 paganti, 9.343 abbonati. Ammoniti Ceccherini per gioco scorretto, Zapata per ostacolo alla rimessa in gioco, Caprari per proteste. Tiri totali 17-15, nello specchio 2-6, respinti/deviati 7-1, parati 2-4, legni 0-1. Corner 6-6, recupero 0&#8242; e 3&#8242;.</p>
<p><strong>Verona</strong> – Il gioco di gambe del quasi dimenticato Aleksey <strong>Miranchuk</strong> (in precedenza, l&#8217;assist per il 2-2 di Gosens a Villarreal&#8230; il 14 settembre), il colpo gobbo e un po&#8217; sporco di Teun <strong>Koopmeiners</strong>. Stavolta, nonostante la delusione di <strong>Champions</strong> ancora fissa in testa, <strong>l&#8217;Atalanta</strong> la ribalta dopo averci messo comunque troppo ad assorbire la sciabolata dello spauracchio <strong>Simeone</strong> e aver capito quando accelerare di fronte a un <strong>Hellas Verona</strong> dal perenne difetto del calo fisico alla distanza. Sesta vittoria di fila e 37 punti, mai così in alto nel girone d&#8217;andata lungo ancora un paio di stazioni, con la <strong>Roma</strong> il prossimo sabato pomeriggio e in casa del Genoa il mercoledì successivo in notturna.<br />
In avvio i nerazzurri sembrano rintanati davanti al tridente altrui, finché Casale non svetta imperfettamente sulla palla liftata di Ilic (6&#8242;) al culmine del solito ping pong da corner trovando soltanto una mezza risposta nella torre di <strong>Djimsiti</strong> sul primo nerazzurro che attraversa lo specchio senza deviazione vincente. Tutte le palle inattive che non si chiamino punizioni sono affidate al tutto-sinistro in mediana, dentro per evitare a Freuler il giallo da squalifica. All&#8217;altro turnoverista <strong>Pezzella</strong>, scollinato il decimo, a tiro di un filtrante di ritorno lunghetto di Muriel tocca pure assorbire la botta al volo di Faraoni, imbeccato da mancina dall&#8217;osservato speciale che di lì a poco aprirà score. Sempre lui sforna con la prima occasione diretta in porta: 17 a cronometro, tuffetto di <strong>Musso</strong> per rintuzzarne la girata in asse con Lazovic e lo spondista (di petto) Ceccherini. Si rischia di brutto un attimino più tardi, quando la mira e l&#8217;equilibrio tradiscono <strong>Caprari</strong> a comodo rimorchio del contropiede rifinito da Lasagna. Inevitabile, ecco lo svantaggio, con <strong>Djimsiti</strong> a perdersi il rompighiaccio, servito benone da <strong>Faraoni</strong> dopo un giropalla dal quinto opposto, e il portiere argentino a farsi infilare sotto il braccio da posizione tanto defilata quanto ravvicinata.<br />
Alla <strong>mezzora</strong>, il rischia della chiusura anticipata dei battenti che si trasforma in sveglia. Perché <strong>Demiral</strong> stoppa l&#8217;elevazione dell&#8217;apripista su traversone del capitano di casa e stavolta l&#8217;uomo tra i legni è un drago nell&#8217;opporsi al tap-in della punta dal cognome culinario. Premessa delle prove generali di pari, figlie del borseggio di <strong>Toloi</strong> a Caprari in uscita, e dell&#8217;1-1 stesso: palo colto di là alla prima vera fiammata, quando tra il mancino dal limite di <strong>Pasalic</strong>, il grande assente di coppa, sbarrato dal sostegno e l&#8217;alzata alle stelle del <em>Ronaldito</em> sulla ribattuta c&#8217;è il tacco del russo, che poi va a segnare davanti all&#8217;area piccola (con tutto l&#8217;agio per sistemarsela bene) sfruttando la combinazione tra l&#8217;esterno sinistro, assistman effettivo, e il centravanti colombiano. Un paio di lancette dopo SuperMario, appoggiato da Luisito, chiama il baluardo locale a stendere il braccio per salvare in corner il suo tracciante. Se all&#8217;<strong>intervallo</strong> si giunge coi pericoli dalla bandierina e Ceccherini che spunta di fronte per correggere in curva l&#8217;ammollo a rientrare dell&#8217;ala sinistra altrui, in avvio di ripresa <strong>Muriel</strong> la tenta dalla lunghissima sulla verticale del mancino oranje (3&#8242;) per provare a mettere paura a Montipò, ma c&#8217;è il colpo di coda dell&#8217;armata gialloblù, che al 6&#8242; chiama <strong>Toloi</strong> al salvataggio a volo d&#8217;angelo sul rigore in movimento di <strong>Tameze</strong> (ex come Sutalo e Pessina), chiamato da Casale quasi dal fondo e ancor prima propiziatore dell&#8217;intera manovra. Fortuna che sugli sviluppi il laterale sinistro ex Genoa manca l&#8217;appuntamento. Il 13 potrebbe portare meglio a <strong>Demiral</strong>, non abbastanza freddo in linea col mega rimpallo con le new entry Hateboer e Ilicic a insistere sul recupero. <em>Pas mal</em>: Veloso sparacchia, l&#8217;<strong>ex AZ</strong>, visto che il portoghese non chiude del tutto su Zapata, nemmeno per idea, con il <strong>camerunense</strong> in traiettoria a spiazzare nettamente l&#8217;ex Benevento. Al 23&#8242; il Toro di Cali se la trova sul sinistro davanti al pareggiatore, ma c&#8217;è l&#8217;esterno della rete. Qualche break concesso reclama comunque l&#8217;attenzione. Che strizza su quel recupero del nazionale turco su Faraoni (29&#8242;), servito da Caprari con l&#8217;attrezzo che si impenna, e sul nuovo terzo tempo del centrale sinistro veronese sul tiro dalla bandierina conseguente. Al 37&#8242; il figlio d&#8217;arte là davanti spreca il la di Bessa per non voler fare un passo in più e il suo destro a giro si spegne a mezz&#8217;altezza alla sinistra dell&#8217;arquero ex Udinese. Lo imita De Roon (sopra il montante, 39&#8242;) sull&#8217;allungo di Djimsiti velato dal match winner. A un paio di lancette dal tempo extra, Hateboer sbatte sui guantoni ostili: bel rilancio di Mr. Koop, sterzata grandiosa del cafetero che vince l&#8217;ennesimo duello per porgergliela.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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