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	<title>intervista &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Pagliuca e il rabbuffo a distanza a Gasperini: &#8220;Ha violato la policy dell&#8217;Atalanta&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 11:34:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un altro passo lungo e ben disteso verso l&#8217;addio ormai annunciato dall&#8217;interessato. Stephen John Pagliuca, azionista di riferimento e co-chairman [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240522-WA0121.jpg"><p>Un altro passo lungo e ben disteso verso l&#8217;addio ormai annunciato dall&#8217;interessato. <strong>Stephen John Pagliuca</strong>, azionista di riferimento e co-chairman dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, si schiera con il club più che con <strong>Ademola Lookman</strong>, l&#8217;offeso di turno dalle dichiarazioni di <strong>Gian Piero Gasperini</strong> in tema di rigori e rigoristi dopo quello sbagliato dal nigeriano col Bruges in Champions League. <em>&#8220;La nostra policy è non parlare mai dei singoli e, se le cose vanno male, la colpa ce la prendiamo noi, guardiamo a noi stessi e a come fare meglio. Gasperini è un grande allenatore, molto passionale. Ha commesso un errore&#8221;</em>, il succo dell&#8217;intervista rilasciata alla <strong><em>Gazzetta dello Sport</em></strong>.</p>
<p><em>&#8220;I giocatori stanno facendo una stagione straordinaria, non saremmo dove siamo ora se non fosse così, senza l’apporto di Lookman, di De Ketelaere, di tutta la squadra</em> &#8211; la spiegazione di <strong>Pagliuca</strong> -. <em>Quella di Gasperini è stata una <strong>reazione emotiva, infelice, un errore</strong> contro la nostra policy di cui non andiamo orgogliosi. Resta una grande allenatore: vogliamo lasciarci alle spalle questa vicenda e penso che l’abbiamo fatto battendo cinque a zero l&#8217;Empoli&#8221;</em>.</p>
<p>Due domande legittime e una considerazione, alla luce di questa strigliata che in realtà è esattamente in scia alla logica del botta e risposta e distanza tra separati in casa. La policy societaria di non parlare dei singoli, cosa che avviene su qualunque interrogativo venga posto in sala è stata spiegata al Gasp? Lui l&#8217;ha condivisa, era d&#8217;accordo di tacere sui giocatori? Questo, con rispetto parlando per la proprietà, assomiglia a un foglio di via, all&#8217;accettazione che un rapporto in bilico e anzi in chiusura venga reso pubblico con le parti distanti anni luce.</p>
<p>E sì che lo stesso Pagliuca, sempre alla Rosea, ha ribadito il principio dell&#8217;asticella alzata: <em>&#8220;Scudetto? Ogni anno l&#8217;obiettivo è chiudere il più in alto possibile. Luca e Antonio Percassi hanno grandi meriti, così come lo staff, nell&#8217;aver costruito una rosa completa che ha permesso alla squadra di rimanere competitiva nonostante gli infortuni dei giocatori chiave&#8221;</em>. Morale della favola, proveremo a rinverdire i fasti gasperiniani senza il primattore.</p>
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		<title>Gasperini raggiante per lo spettacolo ma dispiaciuto per Kossounou: &#8220;Ragazzo fantastico, ora sotto col Napoli&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jan 2025 23:28:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gian Piero Gasperini vive il dopogara con la Juventus contento dello spettacolo offerto, &#8220;perché si poteva vincere come perdere e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/01/6fb47204-94f3-4490-914f-f9b66d3e7b73.jpeg"><p>Gian Piero <strong>Gasperini</strong> vive il dopogara con la <strong>Juventus</strong> contento dello spettacolo offerto, <em>&#8220;perché si poteva vincere come perdere e abbiamo provato più degli avversari a fare la partita, dominando a larghi tratti il primo tempo pur senza essere pericolosissimi&#8221;</em>, ma anche rammaricato per aver perso una pedina chissà fino a quando: <em>&#8220;Era arrivato per sostituire <strong>Scalvini</strong> che s&#8217;era rotto il crociato e adesso s&#8217;è fatto male lui</em> &#8211; l&#8217;esordio sconsolato del tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in sala conferenze al Gewiss Stadium -. <em>Giorgio non ha nulla di grave, solo una contusione al ginocchio. Per <strong>Kossounou</strong> c&#8217;è grande rammarico, è un ragazzo fantastico che stava molto bene con noi. Un infortunio capitato in modo banale: purtroppo è successo, starà fuori parecchio&#8221;</em>.</p>
<p>C&#8217;è anche, anzi soprattutto una sfida scintillante da commentare:&nbsp;<em>“Globalmente abbiamo cercato più noi di fare la partita mancando anche occasioni clamorose. Per i numeri il risultato è abbastanza equo, ma poteva andare da una parte o dall&#8217;altra tranquillamente. Abbiamo subito un po&#8217; i contropiedi della Juventus”</em>, il Gasp-pensiero. Confortato da un Sead <strong>Kolasinac</strong> che non aspetta una seconda domanda dalla platea: <em>&#8220;A mente fredda è difficile dire se siano stati due punti persi o uno guadagnato. Abbiamo giocato per vincere come sempre offrendo una grande prestazione&#8221;</em>, le laconiche parole dello squalificato illustre sabato sera col Napoli avendo speso il quinto cartellino del girone d&#8217;andata su Nico Gonzalez.</p>
<p align="JUSTIFY">Inutile, quasi, che l&#8217;uomo in panchina indichi l&#8217;uomo decisivo: <em>“<strong>Retegui</strong> occupa l&#8217;area meglio degli altri attaccanti, ha fatto un altro gol importante e ci dà un valore molto più alto.&nbsp;De Ketelaere e Lookman comunque stanno facendo benissimo.&nbsp;Col Napoli sabato sarà un&#8217;altra grande partita. Un&#8217;occasione fantastica, un altro appuntamento dopo una sfida molto dispendiosa: dal martedì al sabato speriamo di recuperare bene”</em>.</p>
<p align="JUSTIFY"><em>“La Juventus aveva giocato così anche col Milan e col Torino trovando soluzioni senza Vlahovic, senza centravanti di ruolo, con <strong>Koopmeiners</strong> su cui non devo aggiungere altro ritenedolo sempre forte&nbsp; e determinante, e McKennie. Abbiamo comunque trovato le giuste misure contro gente molto veloce. C&#8217;era il rischio di allungarsi un po&#8217; a forza di spingere: con Kalulu, partiyìto da dietro, abbiamo preso una brutta infilata, frutto della fatica. Quand&#8217;è entrato <strong>Samardzic</strong> ha dato un&#8217;accelerata alla partita. Su Lookman un salvataggio sulla linea, in più una manciata di occasioni anche clamorose: c&#8217;era la sensazione di poter segnare anche dopo aver pareggiato”</em>, l&#8217;ipse dixit del mister. Che alle tv via cavo aveva così commentato, prima di far salotto con web e carta stampata: <em>&#8220;Sono orgoglioso perché quest&#8217;Atalanta non molla mai. Quando esprimiamo questa qualità con questo spirito, io sono soddisfatto. Crocevia per lo scudetto, quando? Col Napoli? Io penso al crocevia per la Champions&#8230;&#8221;</em>.</p>
<p align="JUSTIFY">&nbsp;</p>
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		<title>Gasperini sui big-riserve e l&#8217;1-0: &#8220;CDK-Lookman non possono giocare 56 partite intere, sul vantaggio non c&#8217;era nemmeno il corner&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jan 2025 21:42:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;assurdo arbitrale &#8211; non colto da qualche lettore disattento o di parte &#8211; del vantaggio interista in triplice copia, by [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/01/IMG-20250102-WA0047.jpg"><p>L&#8217;assurdo arbitrale &#8211; non colto da qualche lettore disattento o di parte &#8211; del vantaggio interista in triplice copia, by Gian Pier <strong>Gasperini</strong>: <em>&#8220;Calcio d&#8217;angolo inesistente, un giocatore in fuorigioco davanti al portiere e fallo netto di <strong>Dumfries</strong> su Scalvini&#8221;</em>. Il tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, persa la semifinale degli &#8220;esperimenti&#8221; anche se lui non è d&#8217;accordo nella semifinale-1 di Supercoppa Italiana contro l&#8217;<strong>Inter</strong>, pur non cercando alibi rimarca che Hien non aveva nemmeno sfiorato il colpo di testa di Bisseck e il difende non aveva potuto marcare l&#8217;apripista-doppiettista: <em>&#8220;Non poteva esserci l&#8217;occasione migliore per dare l&#8217;opportunità di giocare a <strong>Brescianini, Samardzic</strong> e anche Scalvini, che fanno parte della rosa ma finora hanno avuto meno possibilità da titolari. Non è che <strong>Lookman</strong> e De Ketelaere possano giocare 56 partite filate per 90 minuti&#8221;</em>, l&#8217;obiezione primaria del manico nerazzurro.</p>
<p>Il Gasp difende il piano gara: <em>&#8220;La strategia era rimanere in partita, per poi usare eventualmente i cambi dopo l&#8217;intervallo, ed era calibrata sulle due partite perché la Supercoppa ha questa formula. Non ho provato proprio niente, non era un allenamento, è stata una sfida tirata che ho provato a vincere: abbiamo parecchi giocatori e dopo una striscia impegnativa in campionato era la data giusta per verificarne tanti che hanno dato un buon contributo giocando però meno degli altri. Le scelte erano in quella funzione&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;analisi del match lascia spazio e good vibrations: <em>&#8220;Ho avuto buone risposte. Ci sono state difficoltà nei disimpegni perdendo alcune palle pesanti specie nel primo tempo, dove non abbiamo creato grande occasioni tranne quella abbastanza clamorosa con <strong>Scalvini</strong>, che rientra da un infortunio lunghissimo e doveva giocare, anche a centrocampo, soluzione che abbiamo e che è andata abbastanza bene in un reparto in cui siamo meno numerosi&#8221;</em>. <em>&#8220;Nella ripresa, invece, siamo riusciti a creare parecchie situazioni da gol, poi ci sono stati anche episodi sfortunati a frenarci</em> &#8211; prosegue Gasperini -. <em>Per noi s&#8217;è trattato di un&#8217;ottima esperienza. Non è stato un allenamento, ma una partita vera&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Abbiamo sicuramente cercato di vincere, ma per farlo bisognava sbagliare un po&#8217; meno</em> &#8211; la chiosa dell&#8217;allenatore dei bergamaschi -. <em>Gli sbagli sul piano tecnico sono stati pagati. Io ai ragazzi a disposizione cerco di tirare fuori le capacità e le qualità. Il modo migliore di farli crescere è dar lor fiducia in queste partite&#8221;</em>.<br />
<em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Brescianini ai tifosi nuovi e vecchi: &#8220;Contento dell&#8217;Atalanta, ma col Leone nel cuore&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Aug 2024 18:37:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[frosinone]]></category>
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		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Brescianini]]></category>
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					<description><![CDATA[Contento della chance delle chances, da ex milanista passato per la gavetta di Virtus Entella, Monza e Cosenza in B [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/08/Brescianini-Atalanta-seconda-maglia.jpeg"><p>Contento della chance delle chances, da ex milanista passato per la gavetta di Virtus Entella, Monza e Cosenza in B più l&#8217;annata in A col <strong>Frosinone</strong>, ma come scrive lui stesso <em>&#8220;col Leone nel cuore&#8221;</em>. Marco <strong>Brescianini</strong>, neo centrocampista dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in diritto e obbligo di riscatto, ha voluto salutare i suoi nuovi tifosi sul canale YouTube nerazzurro dopo aver ringraziato i vecchi dalla propria pagina Instagram.</p>
<p><em>&#8220;Sono contentissimo di iniziare questa nuova avventura e di indossare questa maglia. Un saluto a tutti i tifosi dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>: non vedo l&#8217;ora di vedervi al Gewiss Stadium&#8221;</em>. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=e0ft8NDfLaA&amp;t=3s">Laconico ma incisivo</a>, il bresciano di Erbusco, 24 anni compiuti lo scorso 20 gennaio, nella prima, brevissima videointervista. Prima, il grazie ai suoi vecchi fan ciociari. <em>&#8220;Col Leone nel cuore&#8221;</em>, l&#8217;explicit finale. E il 4 in Ciociaria che diventa 44 tra la Bassa e il Gewiss Stadium.</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/C-ux1YntIxR/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14">
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<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;"><a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none;" href="https://www.instagram.com/reel/C-ux1YntIxR/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Marco Brescianini (@marco_brescianini)</a></p>
</div>
</blockquote>
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<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/C-vj2K3N1cX/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);">
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<p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/C-vj2K3N1cX/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank" rel="noopener">Un post condiviso da Marco Brescianini (@marco_brescianini)</a></p>
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		<title>Ederson snobba la corte delle big: &#8220;Le offerte passano dall&#8217;Atalanta, dai tifosi energia positiva&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jun 2024 15:09:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Sono molto contento dell&#8217;Atalanta, ho appena vinto l&#8217;Europa League, sono molto ben integrato. Ringrazio i tifosi, che ci hanno sempre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2024/05/IMG-20240522-WA0104.jpg"><p><em>&#8220;Sono molto contento dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, ho appena vinto <strong>l&#8217;Europa League</strong>, sono molto ben integrato. Ringrazio i tifosi, che ci hanno sempre sostenuto dandoci energia positiva. Se succede qualcosa riguardo ad un trasferimento, il club deve prima accettarlo&#8221;</em>. Pietra tombale alla corte e alle sirene delle big europee da <strong>Ederson</strong>, intervistato da <em><strong>As</strong></em>: <em>&#8220;Ho un buon rapporto con l’Atalanta, quindi quando verranno a dirmi che hanno qualche offerta, sarà allora che inizieranno i colloqui</em> &#8211; ribadisce il centrocampista brasiliano -. <em>In questo momento sono un giocatore dell&#8217;Atalanta. Ho lasciato detto ai miei agenti di avvisarmi dopo la Copa America: sono alla prima convocazione col Brasile, devo essere qui con la testa&#8221;</em>.</p>
<p>Il classe &#8217;99 ex Salernitana, arrivato a Bergamo due estati fa per una ventina di milioni, sbuffa quando parla di calciomercato: <em>&#8220;Non sono abituato a seguire tutto questo mondo dei trasferimenti. Le voci sono qualcosa che, come ci diciamo da tempo con mia moglie, passerà sempre. Siamo sereni, felici, ci godiamo il momento. Se ci sarà qualche tipo di cambiamento, mi fido dei miei agenti. Ho un agente che è con me da più di 13 anni, quindi nel momento in cui penso che succederà qualcosa di positivo me lo dirà e per questo siamo in contatto. Ci siamo divertiti tantissimo godendoci il momento e ora sono molto contento con <strong>l&#8217;Atalanta</strong>. Non credo che siano queste speculazioni a distrarmi&#8221;</em>.</p>
<p>Sulle eventuali preferenze, José Ederson don Santos Lourenco da Silva è netto: <em>&#8220;Mi piace l&#8217;Italia, mi sono adattato bene, ma la <strong>Premier League</strong> mi incuriosisce, proprio così. Sto ancora crescendo, quindi anche se sono in Italia, penso di avere ancora molto da mostrare. Continuerò a crescere</em> &#8211; la chiosa&nbsp; -. <em>Ho solo parole di ringraziamento per tutto il supporto dei <strong>tifosi</strong> in questa stagione. Abbiamo sentito il sostegno della passione e siamo stati presenti tutto il tempo, dandoci energia positiva. Anche nei momenti in cui abbiamo affrontato qualche difficoltà, siamo stati lì, sempre a sostenerci, non ci sono mai state critiche in questa stagione e questo ci ha aiutato molto a rimetterci in carreggiata per arrivare alla finale di Coppa Italia o alla finale d&#8217;Europa League e a trasformarci in campioni. Vorrei ringraziarli per il vostro sostegno e spero che la prossima stagione continuerete a sostenerci con grande forza&#8221;</em>.</p>
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		<title>Scamacca in gruppo, a Marsiglia ci sarà. Ederson: &#8220;Il segreto di Gasp è la forza mentale&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2024 13:11:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Zingonia]]></category>
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					<description><![CDATA[In tarda mattinata, al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia, al netto dello carico per titolari e giocatori con congruo minutaggio, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/12/vs-Lecce-Scamacca-2.jpeg"><p>In tarda mattinata, al Centro Sportivo Bortolotti di <strong>Zingonia</strong>, al netto dello carico per titolari e giocatori con congruo minutaggio, alla seduta di allenamento completa per chi non ha giocato o ha giocato poco con l&#8217;Empoli (Koopmeiners ha giocato 21 minuti, De Ketelaere 10), ha partecipato senza problemi anche Gianluca <strong>Scamacca</strong> e questa è già un&#8217;ottima notizia. L&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, ieri s&#8217;era detto un po&#8217; contrariato per non avergli fatto fare minutaggio in vista della semifinale di andata di Europa League a <strong>Marsiglia</strong> a causa di un risentimento, in realtà un fastidio avvertito quando l&#8217;attaccante di Fidene provava a calciare la palla.</p>
<p>Restano, ora, davanti ai nerazzurri, due giorni quasi pieni per prepararsi al grande appuntamento fuori confine. Solo Rafael Toloi ed Emil Holm, sotto terapie, sono indisponibili, al netto dello squalificato Isak <strong>Hien</strong>. Martedì si lavora di pomeriggio e mercoledì verosimilmente al mattino prima di prendere l&#8217;areo per le Bocche del Rodano. <strong>Ederson</strong>, intanto, ha rilasciato un&#8217;intervista a &#8220;Cronache di Spogliatoio&#8221; condivisa in collaborazione coi canali social atalantini, in cui ha rivelato come il tecnico dei bergamaschi ha cambiato il suo modo di giocare: <em>&#8220;Qui è più tattico, prima giocavo più libero ed è così che il mister mi ha lasciato fare nei primi tempi. Ci ho messo 4 mesi per capire bene quello che voleva da me e 6 per metterlo in pratica: prima non ero abituato a privilegiare la fase difensiva&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Gasp è una persona tosta, ma alla fine i risultati si vedono.&nbsp;Ti punta, ti spinge, trasmettendoti la forza mentale. Per questo è stato felice quando, all&#8217;intervallo nel ritorno col Liverpool, alla sua domanda se volessimo abbassarci abbiamo risposto di no. E&#8217; lui che ti spinge ad aggredire agli avevrsari, sotto di un gol non volevamo altro che andar a prendere loro la palla&#8221;</em>, il pensiero di <strong>Ederson</strong> José do Santos Lourenco da Silva.</p>
<p>Ancora, sul suo approdo a Bergamo: <em>&#8220;Sabatini mi disse che sarebbe potuta arrivare l&#8217;Atalanta, poi il direttore sportivo Tony D&#8217;Amico alla seconda telefonata mi ha dato appuntamento al ristorante a Salerno e da lì l&#8217;accordo</em> &#8211; la chiosa -. <em>Devo migliorare nei contrasti e nei passaggi in verticale agli attaccanti, anche in termini di velocità. Me lo chiede Gasp. Uno tosto con cui lavorare, ma alla fine alza il livello di tutti&#8221;</em>.</p>
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		<title>Kolasinac si presenta: &#8220;Gasperini è contento di me, sono felice per la scelta&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jul 2023 18:49:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[Gian Piero Gasperini]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Sead Kolasinac]]></category>
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					<description><![CDATA[Un inno alla contentezza e alla soddisfazione reciproca nella prima video-intervista autoprodotta dall&#8217;Atalanta al nuovo arrivo Sead Kolasinac: &#8220;Gasperini è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2023/07/Kolasinac-con-Percassi-Jr..png"><p>Un inno alla contentezza e alla soddisfazione reciproca nella prima video-intervista autoprodotta dall&#8217;<strong>Atalanta</strong> al nuovo arrivo Sead <strong>Kolasinac</strong>: &#8220;<em><strong>Gasperini</strong> è felice che la dirigenza mi abbia portato qui, mi ha detto che lo stile di gioco è simile a quello del mio ultimo anno e mezzo al Marsiglia&#8221;</em>, l&#8217;esordio davanti ai microfoni. Il braccetto sinistro che fa ancora talvolta il quinto, mancino di piede, a 30 anni non vuole sedersi sugli allori:<em> &#8220;I miei obiettivi sono migliorare e aiutare la squadra il più possibile. Ho parlato coi direttori, penso sia una società fantastica che ho seguito negli ultimi anni, quando ha fatto particolarmente bene</em> &#8211; il pensiero del nazionale bosniaco di passaporto tedesco -. <em>&nbsp;Sono stato molto felice quando l&#8217;Atalanta ha manifestato l&#8217;intenzione di portarmi qui. Non vedo l&#8217;ora di conoscere i compagni e di cominciare. In sede mi hanno accolto tutti bene e il centro sportivo mi ha impressionato favorevolmente&#8221;</em>. Infine, rivolto ai tifosi sempre in inglese: <em>&#8220;Non vedo l&#8217;ora di vedervi tutti allo stadio e &#8216;forza Atalanta&#8217;&#8221;</em>.&nbsp;</p>
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		<title>Boga si presenta all&#8217;Atalanta: &#8220;Squadra vera, matrimonio perfetto&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 18:14:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Jeremie Boga]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Sono uno il cui gioco consiste nel prendersi i rischi e fare qualcosa di diverso, esattamente quello che l&#8217;Atalanta si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/01/Boga-Atalanta.jpg"><p><em>&#8220;Sono uno il cui gioco consiste nel prendersi i rischi e fare qualcosa di diverso, esattamente quello che <strong>l&#8217;Atalanta</strong> si aspetta da me&#8221;</em>. Si presenta così Jeremie <strong>Boga</strong>, e pazienza se adesso è in Coppa d&#8217;Africa e l&#8217;intervista per i canali ufficiali è datata molto probabilmente il 2 gennaio scorso: <em>&#8220;Si può definire il matrimonio perfetto: sono adatto per lo stile di gioco, per fare un altro step e vincere. Questa è una squadra vera, dove l&#8217;uno corre per l&#8217;altro&#8221;</em>, ha spiegato l&#8217;attaccante ivoriano. </p>
<p>Svelati anche un paio di retroscena: <em>&#8220;Volevo venire qui da tanto tempo insieme alla mia famiglia, perché l&#8217;Atalanta è molto forte e negli ultimi 5-6 anni ha dimostrato di essere importante. A Sassuolo avevo il 7, ma il 10 è un numero che come tutti volevo fin da bambino. E&#8217; quello giusto per la nuova avventura&#8221;</em>. Infine, rivolto ai tifosi: <em>&#8220;Ho ricevuto tanti messaggi augurali: so che mi aspettano, io non vedo l&#8217;ora di vederli allo stadio&#8221;</em>. </p>
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		<title>Il podcast di Bergamo &#038; Sport: ospiti mister Brusaferri (Colognese) e il dt Gibellini (Palosco)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2021 09:07:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Bergamo]]></category>
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		<category><![CDATA[calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[Daniele Mayer]]></category>
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		<category><![CDATA[Terza Categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Online il decimo episodio del podcast di Bergamo &#38; Sport. In questa puntata parliamo con l&#8217;allenatore della Colognese, Alessandro Brusaferri, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/11/Cattura-3.jpg"><p>Online il decimo episodio del podcast di Bergamo &amp; Sport.<br />
In questa puntata parliamo con l&#8217;allenatore della Colognese, <strong>Alessandro Brusaferri</strong>, capolista in Promozione e con il direttore tecnico e fondatore del Palosco, <strong>Fabio Gibellini</strong>, anch&#8217;esso primo ma in Terza con 7 vittorie su 7.<br />
Per ascoltare il podcast, clicca sul tasto play qui sotto.</p>
<p><iframe title="Spotify Embed: Parliamo di Colognese e Palosco con mister Alessandro Brusaferri e il DT Fabio Gibellini" style="border-radius: 12px" width="100%" height="152" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture" loading="lazy" src="https://open.spotify.com/embed/episode/4DfIck8euWzNQESl4thtxA?si=UYfR2DFwQc6d8tkuvRYkiQ&#038;utm_source=oembed"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pezzella si presenta: &#8220;L&#8217;Atalanta è una macchina perfetta&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2021 11:23:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Giuseppe Pezzella]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[prestito]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;Atalanta è una macchina perfetta e sono orgoglioso di farne parte&#8221;. Giuseppe Pezzella, neo retrocesso in serie B col Parma, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/07/Pezzella-maglia-Atalanta-Zingonia.png"><p><em>&#8220;<strong>L&#8217;Atalanta</strong> è una macchina perfetta e sono orgoglioso di farne parte&#8221;</em>. Giuseppe <strong>Pezzella</strong>, neo retrocesso in serie B col <strong>Parma</strong>, da cui arriva in prestito con diritto od obbligo di riscatto (20 presenze più qualificazione alla Champions League) fissato a 5 milioni, tocca il cielo con un dito al suo approdo a Zingonia: <em>&#8220;Negli ultimi 4-5 anni la squadra ha dominato su qualunque campo, frutto del lavoro di società e allenatore ma soprattutto dell&#8217;unità d&#8217;intenti</em> &#8211; ha osservato l&#8217;esterno sinistro classe &#8217;97 nella video-intervista ai canali ufficiali del club -. <em>Solo così si ottengono grandi risultati e grandi prestazioni: con tanto lavoro&#8221;</em>.</p>
<p>Ne sa qualcosa il mancino napoletano, arrivato per fare da backup al nazionale tedesco Robin <strong>Gosens</strong>: <em>&#8220;Nella vita e in carriera ho fatto moltissimi sacrifici, andandomene via di casa a 14 anni per andare al <strong>Palermo</strong>. Ma le soddisfazioni sono state altrettante&#8221;</em>. 24 candeline da spegnere il prossimo 29 novembre, <strong>Pezzella</strong> intende mettere radici a <strong>Bergamo</strong>: <em>&#8220;Non vedo l&#8217;ora di scendere in campo. Il mio obiettivo è giocare più partite possibile e fare bene. Sono un ragazzo molto umile, disponibile, che ama lavorare, la famiglia e il calcio: è il mio sogno da bambino, mi sveglio e vado a dormire con quello in testa&#8221;</em>.</p>
<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CR1UDebMfMY/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="13" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);">
<div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/CR1UDebMfMY/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank" rel="noopener"> </p>
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		<title>Gori: &#8220;Rinasciamo grazie ai nostri valori&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 May 2021 10:11:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Caffè - A Bergamo e a Treviglio]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Gori]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco]]></category>
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					<description><![CDATA[A un anno dall&#8217;inizio della pandemia, Bergamo si lecca ancora le ferite, nella consapevolezza che la luce in fondo al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/05/Gori-Giorgio.jpg"><p>A un anno dall&#8217;inizio della pandemia, Bergamo si lecca ancora le ferite, nella consapevolezza che la luce in fondo al tunnel è ancora lontana. Il sindaco <strong>Giorgio Gori</strong> ha ancora negli occhi le immagini strazianti della scorsa primavera: a lui e alla sua amministrazione è toccato il duro compito di provare a gestire al meglio un&#8217;emergenza che non sembra avere fine.<em> “I primi due mesi della pandemia hanno rappresentato il momento più duro</em> – racconta -. <em>Marzo in particolare, quando si è concentrato tutto il peggio che poteva capitare. Da più di un anno viviamo in altalena, ancora oggi non siamo fuori dalla pandemia nonostante le vaccinazioni. Anche se il peggio è alle spalle non siamo in una condizione di serenità che ci permetta di poter guardare al futuro con fiducia. Nei cittadini noto un po&#8217; di stanchezza: hanno visto questa vicenda allungarsi mese dopo mese, e non è facile non sapere quando tutto questo finirà”</em>. Il sindaco di Bergamo ha scritto un libro, “Il Riscatto”, in cui racconta la sua esperienza alla guida di uno dei territori più colpiti duramente dal Covid. Ma da dove passa il riscatto per i bergamaschi? <em>“Facendo leva su quei valori fortemente manifestati durante l&#8217;emergenza in termini di coesione e laboriosità, finalizzata a dare una mano ai concittadini più fragili</em> – spiega il primo cittadino -. <em>La capacità di ripartire nei momenti più duri è una delle nostre risorse più grandi: Bergamo la conosco così, e so che verrà ancora fuori il cuore di una città che si è scoperta più coesa di quanto forse pensasse di essere. E&#8217; chiaro che in una situazione del genere bisogna fronteggiare tante fatiche: alle fragilità sanitarie si sono aggiunte quelle economiche, con tanti lavoratori che hanno perso il posto. Serve il riaccendere il motore delle attività per riassorbire queste persone, magari in mansioni diverse, dando al tempo stesso soccorso a chi ha visto ridursi il proprio reddito. Una delle priorità del 2021 è proprio questa, in attesa che si ritrovi la capacità di generare ricchezza e, al tempo stesso, posti di lavoro”.</em><br />
Dopo la gestione Conte, ora al timone c&#8217;è un nuovo governo: cosa ne pensa Gori dell&#8217;esecutivo Draghi? <em>“Sono fiducioso, credo che esprima concretezza rispetto all&#8217;obiettivo di mettere in sicurezza il Paese da un punto di vista sanitario e di rilanciarlo sul piano economico. Al timone c&#8217;è una persona di grandissima credibilità in ambito internazionale, che già dai suoi primi passi ha portato avanti scelte molto nette”.</em> Nel frattempo, mentre si cerca di uscire dalla pandemia, l&#8217;amministrazione Gori porta avanti molti progetti:<em> “Non possiamo tornare alla normalità antecedente il virus, ma possiamo provare a guardare avanti verso un cielo più sereno. C&#8217;è un tema vaccinazioni che ci coinvolge a livello di spazi e di logistica, e che adesso è per noi la priorità. Nel frattempo stiamo mettendo mano ad alcune scelte che vogliono rappresentare un pezzo di futuro della città: a partire da alcuni grossi progetti di riqualificazione urbana come Porta Sud, fino alla rilettura della struttura del welfare territoriale e cittadino. Un bel tirante verso il futuro sarà poi Bergamo-Brescia Capitali Italiane della Cultura 2023, un progetto con il quale contiamo di riuscire a mobilitare la città a tutti i livelli&#8221;.</em><br />
Infine, gli auguri del sindaco Gori alla nostra nuova testata, Il Caffè: <em>“Mi stupisco sempre della vitalità dell&#8217;editoria e delle motivazioni profonde che spingono alla nascita di progetti come questo, al quale va il mio in bocca al lupo nella speranza che possa avere successo”.</em></p>
<p><strong>Fabio Spaterna</strong></p>
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		<title>L&#8217;urlo del Papu da Siviglia: &#8220;Via da Bergamo, ma non sono io il colpevole&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2021 13:14:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;So di non essere io il colpevole. Quando penso a Bergamo, mi viene in mente la parola &#8216;tristezza&#8217;&#8221;. Firmato Papu [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/01/Papu-Gomez-aeroporto-Siviglia.jpg"><p><em>&#8220;So di non essere io il <strong>colpevole</strong>. Quando penso a <strong>Bergamo</strong>, mi viene in mente la parola &#8216;tristezza&#8217;&#8221;</em>. Firmato <strong>Papu Gomez</strong>, nell&#8217;estratto dell&#8217;intervista a <em><strong>Sky Sport 24</strong></em> che andrà integralmente in onda soltanto il prossimo 16 aprile. Tema centrale, ovviamente, il divorzio dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>: <em>&#8220;Sto ancora cercando di capire come sia successo&#8221;</em>, ha rimarcato il fantasista argentino ceduto nella finestra di gennaio del calciomercato.</p>
<p>Il 27 marzo scorso, a Radio Deejay, la negazione di responsabilità della controparte: <em>&#8220;Non sono stato io a mandare via Gomez&#8221;</em>, l&#8217;assicurazione dell&#8217;allenatore Gian Piero <strong>Gasperini</strong>. La risposta indiretta è comunque condita davvero di tristezza: <em>&#8220;Faccio fatica a guardare una partita dell&#8217;Atalanta, mi fa male vedere gli ex compagni</em> &#8211; parole del Papu -. <em>Sono felice per loro perché stanno facendo molto bene. Avevo offerte dalla MLS</em> (i professionisti USA, NdR) <em>e dall&#8217;Arabia Saudita, con tantissimi soldi, ma non mi interessava. C&#8217;è chi mi voleva vedere sparire in questi paesi, ma la mia priorità era il <strong>Siviglia</strong>&#8220;</em>.</p>
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		<title>L&#8217;urlo del Gasp: &#8220;Voglio Coppa Italia e Champions, non siamo una squadretta&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2021 08:30:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Coppa Italia da alzare, regalando la sorellina in bacheca a quella del 1963, o terza qualificazione Champions di fila? Dalle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/03/Gasperini-22.jpg"><p><strong>Coppa Italia</strong> da alzare, regalando la sorellina in bacheca a quella del 1963, o terza qualificazione <strong>Champions</strong> di fila? Dalle colonne de <em><strong>L&#8217;Eco di Bergamo</strong></em>, <strong>Gian Piero Gasperini</strong> sceglie di non scegliere: <em>&#8220;All in! Se proprio, però, preferisco qualificarmi ancora. E se c&#8217;è un record che mi piacerebbe migliorare è il terzo posto: i tifosi non chiedono lo scudetto&#8221;</em>. Il pensiero del tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> è ligio alla sua filosofia:<em> &#8220;Nella vita vinci se migliori e bisogna muoversi in anticipo, in questa stagione l&#8217;abbiamo fatto con Romero in estate e Maehle a gennaio. Siamo forti, anche se ci trattano come un&#8217;intrusa in mezzo alle corazzate mediatiche&#8221;</em>. Leggi, le voci su <strong>Gosens</strong>, Zapata e <strong>Muriel</strong> richiestissimi anche sul mercato interno: <em>&#8220;Ci trattano ancora come una <strong>squadretta</strong> in cui fare razzia, ma anche la società è forte, molto forte&#8221;</em>, avverte il Gasp.</p>
<p>Un&#8217;intervista a tutto tondo, quella resa a <strong>Pietro Serina</strong>, in cui l&#8217;uomo in panchina ha voluto fare chiarezza su alcune novità e taluni aspetti che gli puzzano un po&#8217; di bruciato. <em>&#8220;La difesa a quattro vista a Verona prima della pausa per le Nazionali non è il mio calcio: i difensori hanno fatto i difensori e gli attaccanti gli attaccanti. Meno interscambio, meno gioco&#8221;</em>. Fuori una. E poi, di conseguenza: <em>&#8220;Abbiamo schierato <strong>quattro giocatori offensivi</strong> contemporaneamente, poi sono subentrati Pasalic, <strong>Ilicic</strong> e Kovalenko, con Lammers rimasto fuori. Lì in otto sono troppi, creano problemi all&#8217;allenatore&#8221;</em>.</p>
<p>Per il futuro, poche parole e ben ponderate: <em>&#8220;Vedo un&#8217;<strong>Atalanta</strong> ancora più forte. Il club è cresciuto economicamente e in esperienza. I Percassi sono diventati ancora più bravi e più forti</em> &#8211; chiude <strong>Gasperini</strong> -. <em>E tra le concorrenti vedo problemi economici, mentre noi abbiamo bilanci fortissimi. Si tratta di mettere a frutto questo vantaggio, non con le scommesse, ma con giocatori già pronti, possibilmente che conoscano già il nostro campionato. Le idee sono sul tavolo&#8221;</em>.</p>
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		<title>A tu per tu con Paolo Acerbis: &#8220;La mia Giana è una grande famiglia&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 12:50:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Serie C]]></category>
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					<description><![CDATA[A tu per tu con Paolo Acerbis, numero uno della Giana Erminio ed ex AlbinoLeffe. Ciao Paolo, dicci qualcosa su [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/03/paolo-acerbis-giana.jpg"><p>A tu per tu con <strong>Paolo Acerbis</strong>, numero uno della Giana Erminio ed ex AlbinoLeffe.<br />
<strong>Ciao Paolo, dicci qualcosa su di te.</strong><br />
<em>&#8220;Sono Paolo Acerbis, portiere della Giana Erminio, 39 anni e per adesso fortunatamente il mio lavoro è ancora il calciatore&#8221;.</em><br />
<strong>Ricordi il tuo inizio di carriera? E il tuo esordio in prima squadra?</strong><br />
<em>&#8220;Ho iniziato a giocare nelle giovanili del Leffe, per poi approdare all’Atalanta e poi sono tornato a Leffe, dove Oscar Piantoni mi ha portato in prima squadra, quando abbiamo vinto la il campionato di C2 e io ero in panchina, dopo essere diventati AlbinoLeffe. Il mio esordio in prima squadra in Coppa Italia e in C1 a Pisa all’Arena Garibaldi. È stato per me molto importante anche il direttore Gianluca Leo, che mi ha aiutato in un momento difficile&#8221;.</em><br />
<strong>I momenti più importanti della tua carriera.</strong><br />
<em>&#8220;Ci sono stati molti fatti importanti nella mia carriera, posso ricordare la vittoria a Pisa che ci ha permesso di vincere il campionato di serie C, il mio esordio in serie A contro il Messina a Livorno. Invece un fatto negativo è stata la fresca retrocessione lo scorso anno, con la Giana Erminio, in 11 contro 9, durante un playout&#8221;.</em><br />
<strong>Le tue maglie.</strong><br />
<em>&#8220;Ho fatto tutto il settore giovanile a Leffe, sono stato all’Atalanta, poi sono tornato a Leffe; in prima squadra sono stato all’AlbinoLeffe, poi sono passato al Livorno e ho fatto ritorno all’AlbinoLeffe. Successivamente l&#8217;esperienza con la Triestina, poi sono stato a Grosseto, Catania, Vicenza. Dopo lo stop ho ripreso a Seregno, poi sono stato alla Trevigliese, alla Tritium per infine arrivare dove sono, alla Giana Erminio&#8221;.</em><br />
<strong>Durante la tua carriera c&#8217;é stato qualche mister o dirigente che ti ha dato tanto?</strong><br />
<em>&#8220;Ho tantissimi bei ricordi del mondo del calcio che mi ha accolto. Ricordo con piacere Luciano Moroni, il mio preparatore delle giovanili, persona che mi ha dato moltissimo. Voglio nominare anche Boschi, preparatore dei portieri che avevo alla Tritium, che ancora oggi è un grandissimo amico. Ma comunque moltissimi grandi portieri hanno fatto parte della mia carriera. Ringrazio ancora oggi Piantoni che mi ha portato in prima squadra, mister Gustinetti, mister Donadoni che mi ha fatto esordire in serie A, Marco Sgrò a Trezzo&#8221;.</em><br />
<strong>Come si sta alla Giana? Quale è il vostro obiettivo stagionale?</strong><br />
<em>&#8220;Alla Giana mi trovo benissimo, è una famiglia, è una bella realtà che si spera possa durare ancora molto, perché secondo me fa crescere i giovani in una situazione con poca pressione che permette a loro di lavorare veramente bene. Il presidente Bamonte è una persona dedita al lavoro e difficile da trovare oggi nel mondo del calcio, perché è un uomo correttissimo. L’obiettivo stagionale è sicuramente la salvezza che si spera arrivi il prima possibile, perché la Giana merita questa categoria ed è una società più unica che rara&#8221;.</em><br />
<strong>La pandemia ha sconvolto le nostre vite e anche il mondo del calcio.</strong><br />
<em>&#8220;Fortunatamente stiamo ancora giocando anche se la questione comincia a essere molto impegnativa e difficile, perché quasi tutti i giorni dobbiamo sottoporci a esami e tamponi. Il pubblico ci manca tantissimo, speriamo in un miglioramento della situazione sanitaria in modo che la gente possa tornare a riempire gli spalti. Per il resto è difficile esprimere parole, questa pandemia ci colto impreparati, mettendo in ginocchio tutto il mondo ed è una parentesi negativa della nostra storia. Si fa fatica a vivere giorno per giorno, non sappiamo quando potremo tornare alla vita reale. Fa pensare come quasi un anno fa si rideva e si scherzava e oggi siamo qua a piangere per le molte persone che sono venute a mancare&#8221;.</em><br />
<strong>E&#8217; il momento di salutarci.</strong><br />
<em>&#8220;Vi ringrazio per l&#8217;intervista, saluto tutti i lettori e forza Giana Erminio! Speriamo di vederci presto sui campi&#8221;.</em><br />
<strong>Mattia Locatelli</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Attenti a quei due &#8211; Ciocca e La Morgia, l&#8217;oro della Zanconti</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 15:19:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Zanconti]]></category>
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					<description><![CDATA[Prima volta storica di “Attenti a quei due” nel calcio della Bassa, al cospetto di due amici fraterni quali Luca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/03/zz-la-morgia-ciocca-1.jpg"><p>Prima volta storica di “Attenti a quei due” nel calcio della Bassa, al cospetto di due amici fraterni quali <strong>Luca Ciocca</strong> e <strong>Daniele La Morgia</strong>. Una gradevole panoramica tra le realtà più rappresentative, a partire dalle formazioni di Treviglio, ci è concessa dalle parole, a volte più scherzose, a volte più impegnate e concentrate, di due profili conosciutissimi, legati a stretto giro al piccolo grande miracolo calcistico che è stato la Mario Zanconti. Un’intesa sopraggiunta praticamente da sé ha trovato il sostanzioso supporto del campo, dato che i due hanno giganteggiato a più riprese nel cuore della manovra, in quelle complicate terre di mezzo dove la spada va, per forza di cose, abbinata al fioretto. Quantità e qualità, legna e geometrie, intensità e precisione, nell’epopea sportiva di Ciocca e La Morgia, affiatatisi a tal punto dall’individuare, all’unanimità, una coppia di riferimento che nei primi Anni Duemila ha vinto e convinto, sia in ambito di club che di Nazionale: “Ringhio” Gattuso e “Il Maestro” Andrea Pirlo. Proprio come i due ex rossoneri, Campioni del Mondo in Germania 2006, i protagonisti della ventunesima puntata di “Attenti a quei due” guardano con concreto interesse alla prospettiva di poter un giorno allenare. Cresciuti entrambi a pane e pallone, confidano di tornare presto in campo. Con tutta la cautela del caso, per via della pandemia. Ma con la piena certezza che la loro amicizia resterà per sempre.<br />
<strong>Nome, Cognome, Soprannome.</strong><br />
<em>L.C.: “Luca Ciocca. &#8220;Ciocchino&#8221;”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Daniele La Morgia. Soprannome? Mai avuto, ad essere sincero. Se vuoi, da bambino, per taglio degli occhi, piede preferito e capello a caschetto, i compagni mi chiamavano “Cino”… per Recoba”.</em><br />
<strong>Professione.</strong><br />
<em>L.C.: “Muratore”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Agente di assicurazioni”.</em><br />
<strong>Incarico nel dilettantismo.</strong><br />
<em>L.C.: “Centrocampista del Badalasco, Seconda categoria”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Giocatore da sempre, quest’anno ero il regista della Colognese (in Promozione, n.d.r.). Negli ultimi 7 anni, anche allenatore in varie categorie, dai Pulcini fino ai Giovanissimi. Ora seguo gli Esordienti 2009 a Caravaggio”.</em><br />
<strong>Pronostico secco: quando torneremo in campo?</strong><br />
<em>L.C.: “Spero a settembre, purtroppo non ne posso essere troppo sicuro. Mi piacerebbe che si potesse tornare in campo da settembre, con la certezza di non dover interrompere dopo un mese”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Voglio sperare che si possa iniziare il campionato ’21-‘22 a settembre”.</em><br />
<strong>Il tuo sportivo preferito.</strong><br />
<em>L.C.: “Javier Zanetti”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Parlando di calcio, ne ho diversi, e per varie ragioni. Faccio fatica a scegliere, il mio idolo è sempre stato Andrés Iniesta; poi da milanista direi Maldini; per la mia infanzia, Ronaldo e Robi Baggio. Poi è arrivata l’epoca di Kakà, Pirlo e Ronaldinho. Insomma, sono tanti. Per questo, vorrei anche uscire dal calcio e come sportivo preferito, in assoluto, ti dico Roger Federer”.</em><br />
<strong>Squadra del cuore. Da sempre?</strong><br />
<em>L.C.: “Inter, da sempre ovviamente!”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Milan, da sempre”.</em><br />
<strong>La vittoria (o la partita) che ricordi più volentieri.</strong><br />
<em>L.C.: “La vittoria in Champions del 2010 e la vittoria dell’Italia ai Mondiali 2006”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Mario Zanconti &#8211; Villongo 4-3, primo turno playoff della stagione 2011/12, ossia l’annata della storica promozione in Eccellenza della Mario Zanconti. Un girone di ritorno pazzesco, specialmente pensando a come eravamo partiti. Quella partita credo sia il riassunto di tutta l’annata, il segno chiaro che avremmo potuto giocare ancora dieci turni playoff ma l’Eccellenza non ce l’avrebbe tolta nessuno.</em><br />
<em>Sotto 2-0, l’abbiamo pareggiata in nove al 10’ di recupero del secondo tempo regolamentare con gol di Mazza, il nostro portiere (Maicol Mazza, ex Calvenzano ma all’inizio di questa stagione al Fornovo, n.d.r.)”.</em><br />
<strong>E tra i dilettanti? Raccontaci la tua carriera.</strong><br />
L<em>.C.: “Ho sempre giocato nella Zanconti, fin da bambino, fino all&#8217;esordio in prima squadra a 16 anni. Dopo una stagione in Prima categoria, sono andato in prestito al Villa d&#8217;Adda in Promozione. Finito l&#8217;anno, sono tornato alla Zanconti che nel frattempo era salita in Promozione; qualche anno ancora e poi il passaggio, per una stagione, in Eccellenza alla Trevigliese. Dopo ancora Zanconti, in Promozione, Eccellenza e ancora Promozione. Dopo la fusione con il Pontirolo, sono stato due anni all&#8217;Accademia Gera d&#8217;Adda, per poi passare al Calvenzano. Mezza stagione al Pagazzano…e quanto mai (sorride un po’ scettico per la scelta fatta, n.d.r.)…e infine Badalasco, a dicembre 2019”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Inizio a muovere i primi passi in prima squadra nella stagione 2007/2008, con la maglia della Trevigliese. Dopodiché passo in Zanconti per una stagione, che si conclude purtroppo con la retrocessione in Prima categoria, nonostante che, a livello personale, credo sia stata una delle mie migliori annate, tant’è che il direttore Vecchi, fino a qualche giorno prima della preparazione estiva, mi aveva confermato che avrei iniziato la stagione in Trevigliese. Detto…e non fatto. All’ultimo istante, vado in prestito a Calvenzano e da lì torno alla Zanconti per 6 stagioni consecutive, fino al fallimento della società e fino al passaggio all’Accademia Gera D’Adda. Resto lì una stagione e mezzo, poi a dicembre 2017 passo alla Falco Albino.</em><br />
<em>Nell’annata ‘18/’19 ritorno a Calvenzano, per volontà di mister Brusaferri e del diesse Bonizzoni, mio compagno ai tempi della Zanconti. Da agosto ‘19 fino ad oggi sono alla Colognese e qui mi piacerebbe continuare, portando a termine almeno una stagione intera”.</em><br />
<strong>Qual è il ricordo più bello della tua carriera? E il più brutto?</strong><br />
<em>L.C.: “Fortunatamente ho un sacco di ricordi bellissimi, in quanto ho avuto la fortuna di aver giocato sempre in gruppi fantastici. Probabilmente il fatto di essere riusciti, nel 2012, a passare in Eccellenza con la Zanconti, traguardo mai raggiunto prima dalla società, è una soddisfazione grandissima e lo metto tra i primi ricordi belli! Il più brutto è la rottura del crociato che mi ha portato a perdere quasi tutta la prima stagione nell&#8217;Accademia Gera d&#8217;Adda”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Il più bello è il gol nella finalissima playoff della stagione 2011/’12. Partita Zanconti &#8211; Corbetta Vittuone, finita 3-0. Il più brutto credo possa essere la retrocessione nella stagione 2009/10 a Calvenzano. A fine andata avevamo 26 punti, se non sbaglio, ed eravamo terzi o quarti. Nel ritorno ne abbiamo fatti 8 e siamo retrocessi ai playout. Qualcosa di incredibile”.</em><br />
<strong>C’è un dirigente con cui avresti voluto lavorare? E un giocatore?</strong><br />
<em>L.C.: “Mi piacerebbe lavorare con Cristian Redaelli, attuale tecnico della Trevigliese. È un amico e l’ho avuto come compagno nel mio primo anno in prima squadra. Sui giocatori, la scelta è più difficile. Se posso pensare in grande, una partita la giocherei volentieri con Ronaldo il Fenomeno (ride, n.d.r.). Lui era e rimane il top per gli interisti”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Penso anzitutto a Emanuele Polloni, mio ex compagno alla Zanconti, ora dirigente del Badalasco. Per conoscenze, carattere e competenze credo possa essere un ottimo direttore sportivo. Per il giocatore con cui avrei voluto giocare è più dura, ne ho incontrati tanti forti, ma ho avuto la fortuna di giocare con compagni altrettanto forti. Sono un centrocampista a cui piace appena possibile andare in verticale e ogni volta che ho giocato contro Davide Ubizzoni, “Ubi”, ho sempre pensato che mi sarei trovato molto bene con lui davanti”.</em><br />
<strong>Il tuo sogno nel cassetto.</strong><br />
<em>L.C.: “Mi hanno insegnato che i sogni non bisogna dirli, altrimenti non si avverano”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Non si dice, sono scaramantico (e ride, con aria furbina, n.d.r.)”.</em><br />
<strong>E in ambito calcistico, qual è la tua ambizione?</strong><br />
<em>L.C.: “Sinceramente mi piacerebbe fare un&#8217;esperienza in panchina!”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Avrei voluto come ogni bambino fare il calciatore, quello vero, ma non sono stato abbastanza bravo né abbastanza volenteroso. Ora mi piace molto allenare; mi piace studiare, imparare e trasmettere quel che ho imparato ai miei ragazzi. Perciò spero di crescere e migliorare tanto in questo ambito e un domani sedermi in panchina con la tuta del Milan per guidare i miei Giovanissimi o Allievi in un derby con l’Inter. Sì, ad oggi preferisco i piccoli ai grandi”.</em><br />
<strong>Una persona cui sarai sempre grato.</strong><br />
<em>L.C.: “Al di là del mondo calcistico, ovviamente sarò sempre grato alla mia famiglia che c&#8217;è sempre stata, in ogni momento”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Ne ho fortunatamente tante. Ovviamente i miei genitori, anche se non è detto che sia per tutti così. Sono orgoglioso di loro e li ringrazio per avermi sempre consigliato e supportato in ogni scelta, peraltro facendolo ancora oggi. La grande Mirta, una persona speciale: era la mia tata, quando ero piccolo. Mi avrebbe comprato un campo da calcio per farmi giocare, se avesse potuto. Mia moglie Mara, che non sopporta, ma supporta, specialmente quando di mezzo c’è la mia grande passione per il calcio. È una donna straordinaria, anche per questo”.</em><br />
<strong>Un tuo pregio e un tuo difetto.</strong><br />
<em>L.C.: “Sono una persona solare, il difetto principale direi che è la testa dura”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Come pregio, credo di essere una persona positiva e carismatica. Mi piace sempre vedere il buono e il bello, in ognuno e in ogni cosa. Il difetto è l’impulsività. Diciamo che ogni tanto spengo tutto, senza reale motivo e finisco per non dare il meglio di me”.</em><br />
<strong>Un pregio e un difetto dell’altro.</strong><br />
<em>L.C.: “Dani è una persona fantastica, un vero amico e un vero uomo. Il suo difetto più grande forse è che quando perde la testa in campo inizia a litigare col mondo intero: avversari, arbitro, panchine. Però devo essere sincero, mi fa morire dal ridere quando lo fa!!! Io lo adoro”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Luchino è una grande persona, sempre disponibile ad ascoltare e se possibile aiutare. Una persona davvero buona, sincera, sempre con il sorriso. Difetti, tanti!! (e ride, n.d.r.). Scherzi a parte, direi che l’essere troppo generoso e buono a volte diventa un’arma a doppio taglio”.</em><br />
<strong>Ricordi quanto vi siete conosciuti?</strong><br />
<em>L.C.: “L&#8217;anno preciso non lo ricordo, ma è arrivato alla Zanconti dalla Trevigliese e da quasi subito siamo diventati grandi amici”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Ormai più di dieci anni fa, in occasione della preparazione estiva a Casirate, con la Zanconti. Da lì abbiamo condiviso per otto anni di fila lo stesso spogliatoio”.</em><br />
<strong>Il compagno più forte con cui hai giocato?</strong><br />
<em>L.C.: “Aldo Ferrari, una sola stagione insieme prima che lui prendesse il volo per la serie C alla Giana”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Ne dico due e casualmente con lo stesso cognome. Giacomo Ferrari, giocatore che non ha bisogno di presentazioni, con me a Calvenzano, in Promozione, nella stagione 2009-’10. Mi ha colpito per l’umiltà e la disponibilità nei confronti di tutti, soprattutto dei più giovani. E poi Aldo Ferrari (neoacquisto del Villa d’Almè, in Serie D, ma esploso a suon di reti al Mario Zanconti, n.d.r.). Dal mio punto di vista, è ancor più forte di quello che finora ha dimostrato. La Serie D la merita e la può fare sicuramente da protagonista”.</em><br />
<strong>Tu e lui come…a quale coppia vi ispirate?</strong><br />
<em>L.C.: “Come caratteristiche la prima coppia che mi viene in mente sono Pirlo-Gattuso. Lui ovviamente ha grandi qualità tecniche ed eccellente visione di gioco, io sono il trattore recupera palloni…per non dire asino che corre (e ride, n.d.r.)”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Io e lui siamo il 4 e l’8. Con le dovute proporzioni, in campo, direi come Pirlo e Gattuso. Grandi amici, fuori e dentro il terreno di gioco”.</em><br />
<strong>Il più bel ricordo che hai in sua compagnia.</strong><br />
<em>L.C.: “Beh i bei ricordi con lui sono tantissimi. Esulando dal calcio, devo dire il giorno del suo matrimonio”.</em><br />
<em>D.L.M.: “Ne ho tanti, in campo e fuori. Su tutti, direi il mio matrimonio del 2018, lui era ovviamente il mio testimone”.</em><br />
<strong>Manda un saluto all’altro.</strong><br />
<em>L.C.: “Ciao fratellino, spero di poterti abbracciare presto (e gli manda un cuore virtuale, n.d.r.).</em><br />
<em>D.L.M.: “Ciao Luchino, mi manca un po’ vederti spaccare lo spogliatoio dopo le partitelle perse o sentire qualche dialogo “intelligente” con qualche avversario. Grazie a questa intervista ho rivissuto qualche momento di quelli belli, che piacciono a noi, spero ti sia divertito anche tu nel farla. Ci vediamo presto fratellino, un abbraccio”.</em><br />
<strong>Nikolas Semperboni</strong></p>
<p><a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/03/zz-la-morgia-ciocca-2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-96820" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/03/zz-la-morgia-ciocca-2.jpg" alt="" width="970" height="635" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/03/zz-la-morgia-ciocca-2.jpg 970w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/03/zz-la-morgia-ciocca-2-300x196.jpg 300w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/03/zz-la-morgia-ciocca-2-768x503.jpg 768w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a> <a class="cbox cbox" href="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/03/zz-zanc.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-96821" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/03/zz-zanc.jpg" alt="" width="640" height="485" srcset="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/03/zz-zanc.jpg 640w, https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/03/zz-zanc-300x227.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
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		<title>Kovalenko a tavola da Malinovskyi: &#8220;Mi piace mangiare la pasta, volevo l&#8217;Atalanta subito&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 19:55:33 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2021/02/Kovalenko-presentazione.jpg"><p>Matti un posto a <strong>Zingonia</strong> e un altro a tavola, il messaggio d&#8217;esordio per ora solo davanti alle telecamere: <em>&#8220;Mi piace mangiare quello che piace a tutti: la verdura, l&#8217;insalata, il riso e la pasta&#8221;</em>. In attesa del tocco di originalità sul campo, il neo nerazzurro <strong>Viktor Kovalenko</strong> ce la mette nel presentarsi ai canali ufficiali, stretta di mano con il guru di mercato Giovanni <strong>Sartori</strong>, maglia <strong>numero 20</strong> in bella mostra e soprattutto una sponsorizzazione eccellente: <em>&#8220;Ruslan <strong>Malinovskyi</strong></em>(lo chiama &#8216;Malina&#8217;, NdR) <em>mi ha sempre parlato in termini positivi di <strong>Bergamo</strong>, dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, di com&#8217;è qua, delle condizioni</em> &#8211; recitano i sottotitoli della prima intervista resa nella lingua natìa ai canali ufficiali del club -. <em>La città è molto bella e tranquilla: mi aspettavo di arrivare in anticipo, lo volevo davvero e sono felice che sia successo&#8221;</em>.</p>
<p>Il jolly ucraino del centrocampo, uscito anzitempo dal contratto con lo <strong>Shakhtar</strong> originariamente in scadenza il 30 giugno prossimo, si rivolge direttamente ai tifosi: <em>&#8220;Vi aspetto allo <strong>stadio</strong>, sperando che questa situazione finisca presto. So che è un pubblico appassionato e che segue molto la squadra. Non vedo l&#8217;ora di vedere i tifosi&#8221;</em>. <strong>Kovalenko</strong>, che col Colonnello oltre al posto in Nazionale spartisce anche l&#8217;agenzia di procuratori (la ProStar di Vadim Shabii, l&#8217;agente è Sergey Serebrennikov), ha un modo davvero singolare di descriversi e concepire il <strong>calcio</strong>: <em>&#8220;Il mio <strong>sogno</strong> di bambino che si sta realizzando, al di fuori del pallone non saprei che cosa fare. Come sono come giocatore? Spetta agli allenatori deciderlo e dirlo. Sono un uomo grato, aperto e sorridente: per me è un&#8217;esperienza nuova, sono felice di compiere gli anni proprio qua</em> (a San Valentino saranno 25, NdR). <em>Ricordo la prima partita e sicuramente la seconda nel girone di Champions da avversario: la prima l&#8217;abbiamo vinta, la seconda persa&#8230;&#8221;</em>. </p>
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