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	<title>interviste &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; Palladino: &#8220;Rifarei il 4-4-2&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Bayern scioccante&#8221;. Pasalic: &#8220;Ingiocabile&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 23:41:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Niente musi lunghi in casa Atalanta dopo il ko tennistico col Bayern Monaco che ne ha di fatto determinato l&#8217;eliminazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/4b861d38-df3a-4f47-b9d1-aedf0533a7dd.jpeg"><p>Niente musi lunghi in casa <strong>Atalanta</strong> dopo il ko tennistico col <strong>Bayern Monaco</strong> che ne ha di fatto determinato l&#8217;eliminazione precoce dagli ottavi di <strong>Champions League</strong> già nella partita d&#8217;andata. Orgoglio salvo, e non solo per il gol della bandiera di <strong>Mario Pasalic</strong>, nelle dichiarazioni del dopogara: <em>&#8220;L&#8217;avversario è davvero di un altro livello. Superiore non soltanto a noi stavolta, ma alla gran parte della concorrenza in Europa. Abbiamo provato a sorprenderlo con un atteggiamento propositivo, ma non è andata come speravamo perché non siamo riusciti a scombinarne i piani</em> &#8211; afferma a Sky Sport il jolly croato -. <strong>Per aver raggiunto <strong>Muriel</strong> al terzo posto dei marcatori atalantini all time a 68 gol sono contento, ma non è servito a niente. Da professionisti dobbiamo accettare il verdetto del campo. E non sono così presuntuoso da dire che se fossimo partiti col 3-4-2-1 il risultato sarebbe stato diverso. Avevamo di fronte giocatori ingiocabili, è stata una batosta figlia di una superiorità indiscutibile davanti alla quale però possiamo solo toglierci il cappello. Non credo che subiremo alcun contraccolpo&#8221;</strong>.</p>
<p>Tema tattico, orgoglio e accettazione del verdetto trovano pienamente concorde l&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong>. <em>&#8220;Col senno di poi riproporrei il 4-4-2 che in corso d&#8217;opera sabato scorso ci ha consentito di recuperare l&#8217;Udinese almeno sul 2-2. La doppia punta, l&#8217;avere questi riferimenti. La realtà è che il Bayern a tratti è stato ingiocabile e la differenza non l&#8217;hanno fatta le scelte di modulo, ma i valori in campo. Contro il 4-2-3-1 difendere a blocco basso avrebbe significato portarseli in casa, ma ad andarli a prendere alti poi ti attaccano la profondità. Questa è una squadra che alle difficoltà sa reagire e lo farà fin da sabato in casa dell&#8217;Inter: tra De Ketelaere, Scalvini, Ederson e Raspasori possiamo recuperare qualcuno, Giorgio di sicuro perché stasera non c&#8217;era solo perché squalificato&#8221;</em>, la premessa in sala conferenze.  </p>
<p><em>&#8220;Il risultato ci fa male, sarà una notte pesante dopo sei gol presi. Ma questa è una squadra  che reagisce: ai giocatori a fine partita ho detto, tiriamo su la testa, recuperiamo le energie e ributtiamoci in campionato. Mica avevamo la presunzione di arrivare in finale di Champions League: i nostri obiettivi sono campionato e Coppa Italia, le competizioni più importanti</em> &#8211; prosegue il mugnanese -. <em>I migliori in campo sono stati i tifosi che ci hanno applaudito dall&#8217;inizio alla fine. Una grande dimostrazione d&#8217;amore verso di noi: cercheremo subito di reagire, non dev&#8217;esserci un contraccolpo. Amore e sportività, dal nostro pubblico: non penso che altrove avrebbero applaudito il quinto gol avversario, come sul secondo di Olise&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Col senno di poi riproporrei questo 4-4-2 con queste due punte di peso. Una scelta fatta anche in funzione delle assenze, siamo corti davanti a causa della defezione prolungata di De Ketelaere e Raspadori, oltre a Ederson e Scalvini. Rimettendo il nostro sistema di gioco nel secondo tempo non è cambiato niente, dimostrazione palese che la differenza è stata di valori</em> &#8211; osserva Palladino -. <em>Giocare contro giocatori così forti individualmente ti alza il livello, perché gli altri avversari sono inferiori al Bayern. O si vince o si impara e da una grandissima squadra che andrà probabilmente fino alla fine di questa competizione noi abbiamo imparato&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Con queste squadre bisogna stare attenti ai dettagli: sul calcio piazzato doveva esserci attenzione e più comunicazione. Alla squadra, che ha dato tutto sudando la maglia, non rimprovero nulla, anche sotto di sei sporcavamo le loro giocate e andavamo in transizione&#8221;</em>, la chiosa del tecnico. a fine partita ci hanno applaudito, qualcosa di impagabile.</p>
<p><em>&#8220;Il <strong>Bayern</strong> è qualcosa di scioccante, di incredibile, che ci ha messo in difficoltà in ogni fase del gioco con qualità nel passaggio finale, nell’assist e nel tiro. Per l&#8217;Atalanta è stata una serata veramente molto difficile, ma abbiamo avuto un pubblico che è un qualcosa di inspiegabile, perché non ha mollato un secondo</em> &#8211; conferma <strong>Marco Carnesecchi</strong> -. <em>E dire che comunque ai nostri avversari mancava uno che segna poco</em> (ride, NdR). <em>Avversari davvero incredibili, a cui possiamo solo dire bravi&#8221;</em>. <em>&#8220;Il pubblico è stato speciale, questa è una serata che ci deve unire ancora di più</em> &#8211; la tesi di <strong>Marten de Roon</strong>, il capitano -. <em>Il Bayern era semplicemente troppo forte, ma il nostro <strong>pubblico</strong> vale il doppio. L&#8217;abbraccio sotto la Curva Nord è stato qualcosa di toccante, un affetto sconfinato che ormai conosco da undici anni. L&#8217;errore nostro, probabilmente, è di aver continuato a cercare di prendere alti gli avversari, mentre probabilmente ci sarebbe convenuto aspettarli più bassi per ripartire in contropiede. Per descrivere la superiorità del Bayern e le nostre difficoltà non si trovano parole adatte: la scelta di un approccio offensivo non ha pagato. Ora rifacciamoci in campionato a cominciare dall&#8217;Inter&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci deluse dal Mapei Stadium: &#8220;Dispiace, ma non ci cambia nulla&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 17:12:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
		<category><![CDATA[sassuolo]]></category>
		<category><![CDATA[Yunus Musah]]></category>
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					<description><![CDATA[Sul campo pareva arrabbiato. Nel dopogara, la lucidità porta quasi a minimizzare la caduta al cospetto di una squadra in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/f67011ab-4ff3-4deb-90af-47d983c41082.jpeg"><p>Sul campo pareva arrabbiato. Nel dopogara, la lucidità porta quasi a minimizzare la caduta al cospetto di una squadra <strong>in dieci per ottantadue minuti</strong>: <em>&#8220;Non rimprovero nulla alla squadra perché siamo arrivati bene a questo appuntamento e abbiamo iniziato bene. Il più grosso dispiacere è aver preso il secondo gol: dovevamo essere più bravi nelle preventive, difendendosi a 4-4-1 si sapeva che il Sassuolo sarebbe stato pericoloso nelle ripartenze&#8221;</em>, la premessa dell&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong>. L&#8217;<strong>Atalanta</strong> non può recriminare di certo, ma&#8230; <em>&#8220;Ma abbiamo avuto le nostre occasioni in un secondo tempo decisamente migliore. Un palo, una traversa e il gol trovato troppo tardi: è un incidente di percorso che non sposta niente, ma certo dispiace. Dobbiamo azzerare e pensare alla <strong>Coppa Italia</strong>&#8220;</em>, spiega il condottiero dei nerazzurri, attesi mercoledì alla semifinale d&#8217;andata all&#8217;Olimpico di Roma con la <strong>Lazio</strong>.</p>
<p>&#8220;Dovevamo essere bravi a fermare prima l&#8217;azione sul raddoppio. Per il resto, scardinare la linea bassa senza soluzioni alternative non era facile, perché Raspadori e De Ketelaere ci mancano. Abbiamo anche inserito diversi giocatori, non è bastato &#8211; prosegue Palladino -. <em>L&#8217;analisi è molto chiara: una partita approcciata con atteggiamento, spirito ed energia giusti. Nel primo quarto d&#8217;ora abbiamo mantenuto il dominio assoluto del match con grande occasione per <strong>Zalewski</strong>. Dopo <strong>l&#8217;espulsione</strong> di Pinamonti, invece, loro inaspettatamente hanno trovato il gol iniziando a difendere col blocco basso. I due nostri errori sono stati questi: la velocità della palla troppo lenta che ci ha resi prevedibili, mentre loro raddoppiavano e noi non eravamo cattivi; l&#8217;altro errore è entrare centralmente per sbattere contro il muro. Nel secondo tempo è andata nettamente meglio e potevamo fare meglio sul secondo gol preso: la partita andava tenuta aperta, non m&#8217;è piaciuto che ci siamo portati <strong>Laurienté</strong> in casa, bisognava fermarlo prima&#8221;</em>. Infine, su Ederson: <em>&#8220;Il giocatore è in mano all&#8217;area medica, non credo recuperi per la Lazio. Sente ancora affaticamento&#8221;</em>. </p>
<p><strong>Yunus Musah</strong>, gettato in pasto ai microfoni della sala stampa come quelli di DAZN per il primo gol atalantino e in assoluto in serie A, si rammarica senza perdersi d&#8217;animo. <em>&#8220;Siamo delusi perché volevamo venire qui a vincere. Abbiamo avuto un bel percorso, non lasciamo che questa sconfitta ci butti giù. Possiamo fare grandi cose quest&#8217;anno&#8221;</em>, ammonisce il centrocampista preso anche per fare l&#8217;esterno alla bisogna. <em>&#8220;Se la prepari bene undici contro undici, poi quando gli avversari restano uno in meno cambia qualcosa. Infatti in superiorità numerica era più difficile penetrarli, essendo schiacciati all&#8217;indietro. In parità numerica, invece, erano più aperti e comodi da attaccare&#8221;</em>, ragiona lo statunitense cresciuto tra Castelfranco Veneto e Londra. </p>
<p>Il milanista in prestito, nonostante la malparata, prova a sprizzare ottimismo: <em>&#8220;Siamo un gruppo forte, tutte le riserve potrebbero giocare titolari. Non mi sorprende quando chi si alza dalla panchina fa qualcosa di buono&#8221;</em>. Stemperata, insomma, l&#8217;amarezza palpabile del post partita a bordocampo: <em>&#8220;È stato frustrante non riuscire a scardinare il blocco basso del Sassuolo. La palla era lenta anche perché il campo era molto secco, ma ci giocavamo loro e noi, non è una scusa. Loro hanno fatto una grande partita, noi abbiamo fatto fatica&#8221;</em>.</p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Serata nella storia e nel cuore&#8221;. Percassi: &#8220;Il mister è un predestinato&#8221;. I giocatori: &#8220;Mai così bravi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 22:10:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category>
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		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ipse dixit di Raffaele Palladino coniuga storia ed emozioni: &#8220;Quelle che dà la Champions League sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e63781e9-4beb-4170-a527-40113ff9ca53.jpeg"><p>L&#8217;ipse dixit di <strong>Raffaele Palladino</strong> coniuga storia ed emozioni: <em>&#8220;Quelle che dà la <strong>Champions League</strong> sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di stasera va azzerata perché tra quattro giorni c&#8217;è il <strong>Sassuolo</strong> in striscia positiva. Sta a me far entrare in campo i giocatori con lo spirito e la mentalità adatti. Ma questa è una serata che resterà nella storia di tutto il calcio italiano, oltre che nel cuore dei tifosi&#8221;</em>. L&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> ha l&#8217;imbarazzo della scelta, se chiamato a citare il meglio del meglio: <em>&#8220;La partita più bella della mia carriera da allenatore. Mario <strong>Pasalic</strong> ha saputo aspettare da grande uomo e grandissimo calciatore nonostante abbia subito la grave perdita del padre. Ha una grandissima professionalità, è sempre stato il primo ad allenarsi bene e a saper aspettare, come Samardzic e Krstovic. E&#8217; una squadra di grandi valori umani. Isak <strong>Hien</strong> ha vinto l&#8217;uno contro uno con Guirassy, che all&#8217;andata ci aveva messi in difficoltà. Era una gara di duelli, del resto, e va preparata anche individualmente. Sul rigore mi sono preso un infarto, poi ho abbracciato Lazar, so che è bravo a tirarli. <strong>Scamacca</strong> pressava il portiere, <strong>De Roon</strong> e Pasalic hanno seguito gli inserimenti dei giocatori sulla fascia che sono molto veloci. Il Borussia Dortmund lavora molto sulla linea alta, ci volevano l&#8217;attacco alla profondità e i cambi di gioco. Ci siamo riusciti perfettamente&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono i ringraziamenti di rito: <em>&#8220;Ai miei giocatori, uno per uno. Al pubblico, abbiamo giocato in ventitremila. Lo stadio era una bolgia, i bergamaschi meritano questa soddisfazione. Abbiamo inseguito e centrato il sogno degli ottavi di finale anche perché i tifosi ci hanno creduto insieme a noi. Allo staff, perché l&#8217;abbiamo proprio preparata in modo perfetto. E alla società, con Antonio e Luca Percassi sempre presenti, il direttore sportivo Tony D&#8217;Amico&#8221;</em>. <em>&#8220;La squadra ha gli attributi, non era facile perché era difficile rimontare un doppio gol di svantaggio</em> &#8211; rimarca il tecnico nerazzurro -. <em>I giocatori ci credevano, l&#8217;ho visto nella preparazione. Erano attenti nello studio degli avversari e l&#8217;abbiamo preparata sui loro difetti, puntando ai cambi di gioco e all&#8217;attacco alla profondità&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Palladino</strong> conclude tra difesa d&#8217;ufficio della costruzione della rosa anche a gennaio, quella del movimento del pallone del Belpaese e la tecnologia applicata al gioco. <em>&#8220;I giocatori sono frutto di una scelta molto accurata. E&#8217; un gruppo fantastico in cui chiunque giochi crede in quello che fa e sa come poter essere utile per i compagni. Siamo andati uomo su uomo, siamo stati bravi tecnicamente, abbiamo vinto i duelli. Il calcio italiano va difeso, protetto e tutelato. Sembra che non si veda l&#8217;ora che vada male per criticarlo. Io vedo squadre con idee e che giocano un bel calcio. Si lavora bene, ci sono giovani e giocatori esperti. Oggi l&#8217;abbiamo dimostrato: ho detto ai miei che nessuno credeva in noi oggi e invece abbiamo dimostrato il contrario con grande rispetto degli avversari.&nbsp; Sul Var a chiamata non saprei, ma in Italia del var attuale si fa troppo uso. Dovrebbe essere utilizzato solo per le cose oggettive, da noi s&#8217;interrompe troppo il gioco, spesso non si capiscono bene gli errori&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Luca Percassi, amministratore delegato</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Questa impresa è poco dietro a quella di Dublino, ma solo perché a Dublino abbiamo conquistato un trofeo. Questa sera è stata fatta la partita perfetta. Un grandissimo complimenti al mister, ai ragazzi e al pubblico che è stato straordinario dal primo all’ultimo minuto. Palladino è un predestinato, ha saputo toccare le corde giuste mostrando la bontà delle sue idee e la sua qualità. E&#8217; stata una partita straordinaria in una serata straordinaria, col pubblico a sostenerci dal primo all&#8217;ultimo minuto. Fin dal rientro in albergo, all&#8217;andata a Dortmund, allenatore e giocatori erano convinti di non essersi espressi al meglio. Adesso ci aspetta l&#8217;Arsenal o il Bayern. L&#8217;Arsenal l&#8217;abbiamo affrontato la scorsa edizione di Champions a Bergamo, ma mai a Londra. Il Bayern sarebbe una novità. Sarà comunque qualcosa di straordinario per il popolo bergamasco e per chi ama l’Atalanta. Sono commosso, stavolta tra le altre grandi partite di tutti questi anni è emersa l&#8217;Atalanta&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>Mario Pasalic</strong></p>
<blockquote><p><em>“Una serata speciale in cui è stato bellissimo vincere davanti al nostro pubblico. Sapevamo che avremmo potuto rimontare. Nel primo tempo ci siamo rimessi in parti, nel secondo abbiamo segnato altri due gol pur prendendone uno. Ne abbiamo vissute tante, soprattutto noi che siamo qui da tanto tempo, ma l&#8217;emozione di questo passaggio agli ottavi è qualcosa di unico. In campionato stiamo facendo altrettanto bene e dobbiamo ripartire dal Sassuolo puntando al quarto posto, alla fine ci mancano solo cinque punti&#8221;.</em></p></blockquote>
<p><strong>Marten de Roon</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“In pochi ci credevano, abbiamo fatto la storia. Noi ci credevamo perché dopo Dortmund, dove non avevamo dato il meglio, ci siamo guardati negli occhi dicendoci che potevamo farcela. Abbiamo dato tutto dall&#8217;inizio alla fine. Andare avanti all&#8217;inizio ha aiutato, ma a differenza dell&#8217;andata non abbiamo concesso tutti quegli spazi perché abbiamo giocato compatti e intensi. Tra le serate magiche ricordo anche Liverpool in Europa League, ma qualificarci così è tanta roba. Samardzic era il secondo della lista dei rigoristi dietro Scamacca che era uscito, ha tirato benissimo. Il dna Atalanta è nello spirito, poi vengono la qualità e anche i gol: faticano tutti a giocare a Bergamo, merito dei tifosi&#8221;.</p>
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</div>
</div>
</div>
</div>
</blockquote>
<p><strong>Gianluca Scamacca</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“Siamo partiti forte e sentivamo che avremmo potuto ribaltarla. Ci abbiamo creduto e chi è subentrato ha dato una grossa mano. Ci siamo fatti perdonare la brutta partita di Dortmund facendo una grandissima cosa. Da fuori nessuno poteva immaginarsi la rimonta, ma noi giocatori conosciamo il nostro valore e sappiamo di poterci togliere molte soddisfazioni. Mister Palladino? Ci ha dato energia, ci ha aiutato a ritrovare noi stessi. E i tifosi sono stati meglio del Muro Giallo&#8221;.&nbsp;</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Gran percorso da quel ko di Napoli, ci rialziamo sempre&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 17:50:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La precisazione a DAZN in primis: &#8220;Mi pare giusto annullare il gol di Gutierrez, perché Hojlund fa fallo su Hien&#8221;. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/8bbf69d3-6101-4de1-ae1d-ff0defb44b27.jpeg"><p>La precisazione a <em><strong>DAZN</strong></em> in primis: <em>&#8220;Mi pare giusto annullare il gol di Gutierrez, perché Hojlund fa fallo su Hien&#8221;</em>. Per il resto, <strong>Raffaele Palladino</strong> per descrivere la sua <strong>Atalanta</strong> a 5 punti dal podio del campionato, sesta a 45 a braccetto col Como e a meno 1 dalla Juventus, fa ogni raffronto col <strong>3-1 subìto dal Napoli</strong> al Maradona il 22 novembre: <em>&#8220;Abbiamo numeri importanti. Voglio sottolineare che tre mesi fa alla mia prima partita perdemmo a Napoli per fare poi un percorso incredibile, con ottime prestazioni anche nelle difficoltà. Ma ci siamo rialzati alla grande: ho un grande gruppo</em> &#8211; la premessa in sala stampa del tecnico nerazzurro -. <em>Venivamo dalla sconfitta di Dortmund e siamo andati quasi subito sotto, potevamo crollare e invece l&#8217;abbiamo ribaltata con pazienza e maturità. I cambi sono stati perfetti. Adesso siamo lì, vogliamo restarci e ce la vogliamo giocare&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Abbiamo preparato la partita per stancare la difesa del Napoli. <strong>Sulemana</strong> non è riuscito a incidere ma ha fatto un grande lavoro costringendo gli avversari a corrergli dietro. Nel primo tempo siamo stati un po&#8217; sterili, poi abbiamo alzato la qualità</em> &#8211; continua il mugnanese -. <em>Mi fa piacere per <strong>Samardzic</strong> che oltre a segnare ha riempito l&#8217;area: un ragazzo straordinario nell&#8217;impegno fin dagli allenamenti, dove si schiera in qualunque posizione io gli chieda. Anche <strong>Bernasconi</strong> ha puntato l&#8217;uomo e l&#8217;area negli ultimi metri, lo chiedo sempre ai quinti. Adesso bisogna recuperare subito le energie e pensare al ritorno di Champions League col Borussia Dortmund&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;A parte questo senso di famiglia e unione, tra giardinieri e magazzinieri, chef e ufficio stampa, m&#8217;è sempre piaciuto avere la società presente al campo d&#8217;allenamento. <strong>Luca Percassi</strong> e Tony D&#8217;Amico sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via. Il presidente Antonio viene a tutte le rifiniture e ha sempre una parola positiva&#8221;</em>, rimarca il mister. <em>&#8220;Ho uno staff che lavora H24, ma il merito alla fine è dei ragazzi. Non l&#8217;avevamo preparata sui cross, ma sui terzi in zona d&#8217;attacco. Invece Bernasconi ha avuto qualità per puntare l&#8217;uomo ed essere intraprendente&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Non mi aspettavo due gol di testa di <strong>Pasalic</strong> e Samardzic, anche perché il Napoli in gioco aereo è molto forte. Da piazzato è proprio lì che volevo la palla: Pasalic è un grande, dove lo metti sta ed è sempre affidabilissimo. Ha il gol nel sangue ed è stato perfetto anche in fase di non possesso. Il secondo, invece, su azione, è figlio della volontà di occupare l&#8217;area. Samardzic ha sofferto tanto a restare fuori: ha grandi qualità, può essere ancora più incisivo. La partita è stata vinta nei duelli difensivi, loro si appoggiavano molto a Hojlund. Con Kolasinac, uscito stremato, un guerriero, ma anche Scalvini, Hien e Djimsiti abbiamo prevalso. Nel primo tempo abbiamo preso un tiro in porta, nel secondo un paio di ripartenze&#8221;</em>, spiega Palladino. Infine, sul ritorno del playoff del 25 febbraio: <em>&#8220;Non ho ricette per vincere in casa, dove c&#8217;è un&#8217;atmosfera fantastica. Sono felice di giocare qui vivendo le sensazioni da stadio di casa. Mercoledì ci rigiochiamo, mi aspetto che il pubblico spinga ancora di più creando un clima d&#8217;inferno&#8221;</em>. </p>
<p><strong>I GIOCATORI</strong> &#8211; <em>&#8220;<strong>Hojlund</strong> mi ha trattenuto per il braccio, io ero davanti a lui e quindi è fallo&#8221;</em>. Tutta la verità, nient&#8217;altro che la verità di Isak Hien, tre panchine di fila in campionato e ultima da titolare il 26 gennaio dall&#8217;Union Saint-Gilloise: <em>&#8220;Quando non si gioca è sempre difficile, ma nel gruppo abbiamo la sensazione che tutti possano avere la chance di scendere in campo e quindi tutti facciamo tutto per essere pronti. Io ci ho sempre provato e così diventa più facile rientrare quando si sente che si può essere schierati e aiutare la squadra&#8221;</em>. Sul match, dalla pancia della New Balance Arena, poche parole: <em>&#8220;Il Napoli è forte, ne conosciamo la qualità. In casa loro ci avevano battuti. Nel calcio ci sono sempre episodi che cambiano le partite. Abbiamo fatto di tutto per non prendere gol: abbiamo dato il massimo</em> &#8211; chiosa il difensore svedese -. <em>La vittoria ci dà fiducia, perché abbiamo dimostrato le qualità che possediamo davanti al nostro pubblico. Per me c&#8217;è la possibilità di rimontare anche col Borussia Dortmund: voliamo bassi e diamo tutto&#8221;</em>.</p>
<p><em>“Anche a Dortmund, seppure a tratti, avevamo fatto bene dimostrando che ci siamo. Come nel primo tempo stavolta, col Napoli, anche in svantaggio. Abbiamo fatto cose buone anche entro l&#8217;intervallo</em> &#8211; sottolinea <strong>Mario Pasalic</strong> -. <em>Prima di tornare in campo ci siamo parlati nello spogliatoio dicendoci che dovevamo continuare ad attaccare, perché alla fine saremmo riusciti a segnare. Sono arrivati due gol&#8230; ”</em>. Un legame solido, per il croato, con Bergamo: <em>&#8220;Il colpo di testa dell&#8217;1-1 sotto la Curva Nord è emozionante come ogni altro gol davanti al nostro pubblico. Per me è la stessa sensazione dopo otto anni. Sono orgoglioso di far parte dell&#8217;Atalanta, anche nei momenti più brutti, compresi quelli personali, i tifosi mi sono e ci sono sempre stati vicini. Me li godo, perché questa è casa mia”</em>.  </p>
<p><strong>Lazar Samardzic</strong>, dulcis in fundo: <em>&#8220;Mai fatto un gol così, di testa. Per arrivare in alto servono grandi prestazioni, ma dobbiamo avere fiducia in noi stessi&#8221;</em>. Il match winner col Napoli quasi non ci crede: <em>&#8220;Mario Pasalic è quello che salta sempre, serve anche fortuna. Siamo contenti di averla vinta così, in modo insolito per me. Voglio sempre aiutare la squadra con gol, assist, giocate e prestazioni”</em>. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Voci dal dopogara &#8211; Palladino: &#8220;Prova di maturità&#8221;. E tre attaccanti esultano: &#8220;Vogliamo la Champions&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 21:34:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il febbraio dell&#8217;Atalanta non è stato solo il quarto di Coppa Italia trionfante sulla Juventus e non sarà solo il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/c80c65e4-bd48-4740-b1a6-eaaa12093b15.jpeg"><p>Il febbraio dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> non è stato solo il quarto di Coppa Italia trionfante sulla Juventus e non sarà solo il Borussia Dortmund per andare avanti in Champions fino agli ottavi contro le ingiocabili Arsenal o Bayern. C&#8217;è stata anche la <strong>Cremonese</strong> appena battuta, ci saranno a cavallo della coppa dalle grandi orecchie anche la Lazio e in casa il Napoli: <em>&#8220;Per noi è una maratona che richiede molta resistenza. Abbiamo scalato posizioni rosicchiando punti a chi sta davanti e vogliamo continuare a scalare. La squadra sta crescendo. Abbiamo un febbraio intenso e bisogna spingere continuando a sudare la maglia&#8221;</em>, la premessa di <strong>Raffaele Palladino</strong>.</p>
<p><em>&#8220;Dobbiamo essere più cinici in zona gol, perché lasciare le partite sul due a zero significa tenerle aperte. Bisogna fare la scelta giusta negli ultimi metri, anche se gli attaccanti hanno fatto pressing e alla fine erano anche frenati dalla pioggia e dal campo allentato</em> &#8211; prosegue il tecnico nerazzurro -. <em>De Ketelaere ha tirato nel riscaldamento sentendo qualcosina al ginocchio destro, vediamo domani con la risonanza. Non dovrebbe essere niente di grave&#8221;</em>. L&#8217;uomo in panchina è soddisfatto di aver rotto il tabù con le neopromosse, ovvero 0 punti col Sassuolo costati l&#8217;esonero al predecessore <strong>Ivan Juric</strong>, 2 col Pisa di cui solo uno suo e l&#8217;1-1 all&#8217;andata a Cremona: <em>&#8220;Avevo un po&#8217; di timore dopo la vittoria importante in Coppa Italia contro la Juventus. Il pericolo era sottovalutare l&#8217;avversario. La Cremonese veniva in casa nostra per fare punti. Ma ho elogiato i ragazzi nello spogliatoio per la maturità, per la qualità della grande partita anche in non possesso e nelle preventive nel primo tempo. mentre nel secondo è stata una partita sporca con molte palle lunghe. Un risultato che ci dà morale e autostima&#8221;</em>.</p>
<p>Poi, i soliti nomi da tenere in palmo di mano. <em>&#8220;Chiunque giochi si esprime al cento per cento. <strong>Pasalic</strong> ha fatto una grande partita, Kolasinac idem, Samardzic pure senza sapere che avrebbe giocato fino a dieci minuti prima. <strong>Krstovic</strong> è un trascinatore che gioca con grande spirito. Ma si parla poco di Djimsiti, Ederson e Zappacosta</em> &#8211; prosegue il mugnanese -. <em>Di Scalvini ero innamorato quando lo vedevo in tv, ora che lo alleno ancora di più: ha la faccia da bravo ragazzo con grandi doti tecniche e fisiche. Sta giocando di qualità, ha un presente e un futuro incredibile. Può crescere tanto, perché non è al top della forma&#8221;</em>. E il buco di Kossounou sul gol ospite? <em>&#8220;Non parlo di errori, sono contento che Odilon stia trovando anche da cambio in corsa una certa continuità dopo il ritorno dalla Coppa d&#8217;Africa&#8221;</em>.</p>
<p>Parola al primo assistman, <strong>Giacomo Raspadori</strong>, che non è riuscito a replicare la prodezza finora singola col Parma: <em>&#8220;<strong>Krstovic</strong>, cui dovevo l&#8217;assist che mi aveva mandato in porta, è stato bravissimo a trovarla dopo una bella azione. Ma l&#8217;importante è aver sempre spinto tanto, la mentalità. Oggi è stata fatta una grande partita, nell&#8217;approccio e nell&#8217;atteggiamento. Peccato aver preso il gol alla fine, potevamo finalizzare molte più occasioni&#8221;</em>. Niente rammarico, insomma, per non averla messa: <em>&#8220;In qualche situazione avrei potuto fare meglio, ma è andata così. A volte basta una palla come col Parma per segnare, a volte non ne bastano mai. Sono contento per la squadra, per lo staff, per tutti, perché comunque sappiamo quanto ci prepariamo lavorando duro per giocare partite del genere&#8221;</em>.</p>
<p>Il sostituto inatteso, <strong>Lazar Samardzic</strong>, ha anche retroscena da svelare: <em>&#8220;Ho rischiato di andare via nel mercato invernale, ma il mio lavoro è sempre allenarmi e andare al cento per cento. Non spetta a me, ma alla società e al mio agente. Non ho mai pensato di andarmene né lo volevo: sono contento di essere ancora all&#8217;Atalanta&#8221;</em>. Con le ombre di Lazio e soprattutto Fiorentina, giocare in scioltezza non dev&#8217;essere agevolissimo: <em>“Non dovevo giocare nemmeno stavolta, poi De Ketelaere si è fatto male. Ho preso la traversa, ho avuto almeno altre due possibilità di fare gol, ma sono felice anche se non l&#8217;abbiamo chiusa prima&#8221;</em>. Ancora, sui pericolo del lunedì sera: <em>&#8220;Djuric è forte di testa e abbiamo rischiato. Vogliamo stare sempre più in alto. In avanti possiamo giocare tutti con tutti, perché siamo forti. Decide il mister, le riserve quando entrano aiutano l&#8217;Atalanta come i titolari&#8221;</em>.</p>
<p>Dulcis in fundo, l&#8217;apripista <strong>Nikola Krstovic</strong>. <em>&#8220;Ho giocato al posto di Scamacca che comunque domenica in allenamento stava bene. Sono pronto al duecento per cento. Vogliamo qualificarci alla Champions League oltre a giocarla: questa è stata una vittoria fondamentale</em> &#8211; ragiona il montenegrino -. <em>Ho fatto 5 gol su 7 in campionato solo a gennaio, come Lautaro? L&#8217;importante è che la squadra vinca facendo belle cose. I baci che ho mandato per esultare sono per moglie e figlia&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino ha trovato la quadra: &#8220;L&#8217;Atalanta che vorrei sempre, niente scherzi con la Cremonese&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 23:35:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[conferenza stampa]]></category>
		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Uno]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Pasalic]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[E ora? &#8220;E ora cavalchiamo l&#8217;entusiasmo della semifinale raggiunta in Coppa Italia per affrontare un mese difficile. Non cadiamo più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e5492ec5-e202-4dcb-93de-dd0d2de64d0b.jpeg"><p>E ora? <em>&#8220;E ora cavalchiamo l&#8217;entusiasmo della semifinale raggiunta in <strong>Coppa Italia</strong> per affrontare un mese difficile. Non cadiamo più nel tranello delle partite facili: lunedì con la <strong>Cremonese</strong> ho chiesto un regalo&#8221;</em>. <strong>Raffaele Palladino</strong> ha la testa già al prossimo impegno di campionato, nonostante abbia appena fatto a fette la <strong>Juventus</strong> nel quarto secco del trofeo nazionale: <em>&#8220;L&#8217;<strong>Atalanta</strong> che vorrei vedere sempre è questa. Se ricadiamo negli alti e bassi, il primo responsabile sono io. Non dobbiamo più accettarli. Voglio sempre spirito, unione, mentalità e aggressività: ho visto un&#8217;Atalanta tosta, con ampi margini di miglioramento. Lunedì voglio conferme&#8221;</em>, il refrain dell&#8217;allenatore nerazzurro. </p>
<p><em>&#8220;Lo stadio era una bolgia, ci siamo fatti trascinare dai tifosi a cui dedichiamo la vittoria. Abbiamo dimostrato di poter essere competitivi e di tenere alla Coppa Italia: vogliamo andare fino in fondo e provare a vincerla. Si è trattato di una partita borderline contro una Juventus che poteva andare più volte in vantaggio nel primo tempo e mi ha impressionato: noi siamo stati bravi, cinici e attenti</em> &#8211; prosegue l&#8217;uomo in panchina -. <em>E&#8217; la risposta che mi aspettavo da <strong>Ahanor</strong> come da tutto il gruppo. Parlare di singoli non è giusto, va esaltata la prestazione di squadra contro una Juventus che mi ha impressionato per forza e qualità di gioco, allenata benissimo da un grande come Spalletti&#8221;</em>. Le prestazioni individuali o quanto meno di reparto, però, vanno sottolineate: <em>&#8220;Dietro <strong>Scalvini</strong>, Djimsiti e Ahanor sono stati coraggiosi ad accettare i duelli. Davanti abbiamo saputo quando attaccare. Abbiamo cercato di togliere il possesso palla alla Juventus, De Roon ed <strong>Ederson</strong> in pressione hanno giocato una grande partita, mi sono piaciuti i subentrati Sulemana, Krstovic e Pasalic&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Stiamo iniziando a leggere bene nelle difficoltà della partita. Diamo sfogo al possesso palla mettendo in difficoltà gli avversari. Io questa sfida la sentivo in modo particolare, perché giocavo contro il mio passato. Quando affronti la Juve sai che affronti un avversario contraddistinto dalla mentalità vincente di chi vuole batterti</em> &#8211; l&#8217;analisi anche psicologica del tecnico mugnanese -. <em>I cambi al momento giusto sono anche fortuna. Ho voluto far stare la squadra nella difficoltà del momento, con la Juve che ha iniziato a palleggiarci. Le sostituzioni, certo, hanno fatto la differenza. Ma avrei voluto e potuto farle prima&#8221;</em>.<br />
<em>&#8220;Ho ragazzi seri, professionali, grandi uomini. Hien non sta giocando titolare ultimamente ma è un grande esempio in allenamento, Kolasinac che non gioca da tre partite per un problema al ginocchio è un trascinatore in settimana</em> &#8211; la chiosa palladiniana -. <em>Siamo felici che sia rientrato Bakker e del mercato fatto dalla società: ventuno giocatori di movimento e tre portieri. Anche da Rossi e Sportiello continuo ad avere tanto&#8221;</em>. </p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio: Scalvini, Pasalic e Scamacca</strong><br />
<em>&#8220;Abbiamo giocato e vinto di squadra&#8221;</em>. Un <strong>Giorgio Scalvini</strong> ministro della difesa quanto laconico, a bocce ferme dopo il tris secco sulla ruota della Juventus: <em>&#8220;Dietro come nel gruppo squadra intero c&#8217;è tanta coesione, sotto <strong>Palladino</strong> siamo uniti e coesi, pronti ad adattarci alle situazioni della partita. Siamo ragazzi che si trovano bene tra di loro, fondamentale per l&#8217;Atalanta&#8221;</em>. <em>&#8220;Siamo stati bravi a sfruttare le singole occasioni, contro un avversario difficile da affrontare e che ci ha messi in difficoltà. Sappiamo soffrire insieme, siamo una grande squadra che sa reagire nei momenti duri</em> &#8211; spiega il braccetto di Palazzolo sull&#8217;Oglio -. <em>La società e la squadra mi hanno sempre dato fiducia aspettandomi dopo i vari infortuni, aiutandomi a recuperare la condizione giusta. Devo solo ringraziare tutti. E il rigore volevo batterlo io&#8230;&#8221;</em>. </p>
<p><em>&#8220;Cerco di sfruttare minuti e occasioni. E&#8217; bello vincere sapendo di aver segnato ogni volta che abbiamo creato la palla gol. Per noi è fondamentale, perché dietro siamo solidi e se davanti siamo cinici abbiamo più chances di vincere</em> &#8211; osserva <strong>Mario Pasalic</strong> da bordocampista di <em><strong>Italia Uno</strong></em> -.  <em>Per me abbiamo dominato la partita pur avendo anche sofferto. Se giochiamo con questo spirito possiamo recuperare posizioni in classifica in campionato: serve un filotto, perché siamo ancora indietro&#8221;</em>. </p>
<p>Dulcis in fundo, <strong>Gianluca Scamacca</strong>, l&#8217;apripista dal dischetto: <em>“In una partita equilibrata abbiamo meritato da vincere perché abbiamo concretizzato, sfruttando le occasioni. Un gruppo molto unito come il nostro può togliersi grandi soddisfazioni</em> &#8211; chiude il centravanti romano -. <em>Tra Bologna e Lazio la preferenza non spetta a noi. Vedremo come finirà: in ogni caso sono entrambe grandi squadre da affrontare nelle semifinali. Per noi, alla fin fine, è uguale: dobbiamo battere due squadre per alzare il trofeo&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Superato il contraccolpo di Champions&#8221;. Raspadori: &#8220;Amato da subito&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 17:46:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Raspadori]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Nikola Krstovic]]></category>
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					<description><![CDATA[Il pari a Pisa e il ko in rimonta con l&#8217;Athletic Bilbao? Acqua passata per Raffaele Palladino, allenatore di un&#8217;Atalanta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/05d153e4-12c5-49b6-ada1-cbabffaf9eca.jpeg"><p>Il pari a Pisa e il ko in rimonta con l&#8217;Athletic Bilbao? Acqua passata per <strong>Raffaele Palladino</strong>, allenatore di un&#8217;<strong>Atalanta</strong> a forza quattro col <strong>Parma</strong>. <em>&#8220;La differenza è che stavolta nelle difficoltà c&#8217;è stata una reazione di squadra</em> &#8211; è la tesi dell&#8217;allenatore -. <em>Il grande passo avanti è stato arrivare bene a questa partita, i primi due giorni dopo la partita persa mercoledì sono stati difficili, quella sconfitta ci ha fatto male&#8221;</em>.</p>
<p>Il segreto, dunque, per il manico è una scopa sempre sul pezzo: <em>&#8220;Siamo stati dentro la partita dal primo minuto all&#8217;ultimo. Nei momenti di difficoltà abbiamo reagito di squadra, mentre in Champions il problema è stato quello</em> &#8211; spiega -. <em>Avevo chiesto di metterci lo spirito mancato a Pisa, anche per non stare lì a ridire che perdiamo punti con le piccole. Ho solo visto un po&#8217; di leggerezza a fine primo tempo, non voglio personalismi e supercifialità. Nel secondo tempo m&#8217;è piaciuta la mentalità di chi entrato, da Pasalic e Krstovic, abbiamo messa tanta qualità davanti per fare quattro gol&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Questa era una partita difficile per il contraccolpo psicologico di coppa, invece ho visto una squadra con grande voglia, aggressiva. Siamo maturati e cresciuti. Bisogna recuperare bene le energie, tra quattro giorni c&#8217;è un&#8217;altra partita di Champions League e può succedere di tutto, anche nelle scelte dei giocatori</em> &#8211; continua <strong>Palladino</strong> -. <em><strong>Carnesecchi</strong> sta facendo cose straordinarie, è diventato un leader in spogliatoio, è uno dei migliori portieri della serie A. M&#8217;è piaciuto Krstovic quand&#8217;è entrato, anche De Roon ed Ederson che ha alzato il livello, Scalvini che ha fatto tutta la partita, Raspadori&#8221;</em>.</p>
<p>C&#8217;è anche l&#8217;elogio alla diga olandese, a quota 23 palloni nel sacco come Stromberg, benché in 422 partite anziché 273: <em>&#8220;<strong>De Roon</strong> è il capitano e il cervello che vede gioco, dopo 5 minuti mi ha proposto un&#8217;uscita diversa di squadra e l&#8217;abbiamo fatta. Non so se farà l&#8217;allenatore, più gioca e più fa bene. Il nostro capitano ce lo teniamo&#8221;</em>. E sul super attacco? <em>&#8220;Non si cono musi lunghi per le scelte di formazione. Negli ultimi metri possiamo essere più cinici e più bravi nell&#8217;ultimo passaggio. Sono felice di avere l&#8217;imbarazzo della scelta&#8221;</em>.</p>
<p><strong>I giocatori: Raspadori, De Roon e Krstovic</strong><br />
<em>&#8220;Le sensazioni sono super positive, ho ritrovato un compagno e un amico come Scamacca. Sono stato accolto alla grande da tutti, ho ricevuto molto entusiasmo, provando il piacere di abbracciare anche i compagni nuovi. La prima da titolare in casa segnando in un a vittoria così importante? Difficile sognare di meglio&#8221;</em>. <strong>Giacomo Raspadori</strong> esulta per essere riuscito a metterla alla seconda presenza dopo il battesimo del fuoco atalantino alla Cetilar Arena: <em>&#8220;Questo tipo di approccio c&#8217;era stato chiesto dopo due partite in discontinuità. Non potevamo sbagliare, per ottenere prestazioni e risultati così è fondamentale. Mi fa piacere che la mia voglia si sia vista. La società mi ha dimostrato grande fiducia e il suo essere super ambiziosa aderisce al mio modo di essere. Mi hanno voluto bene da subito convincendomi che il progetto è quello giusto&#8221;</em>. Sul reparto, poche parole: <em>&#8220;C&#8217;è tanta qualità, ci sono tante soluzioni non solo nel reparto offensivo. Tra attaccanti abbiamo caratteristiche diverse ma proprio per questo complementari. Krstovic mi ha messo una palla solo da spingere in rete: è importante trovarsi in un gioco di squadra&#8221;</em>.</p>
<p><em>“Era importante reagire. Sono felice per aver segnato ma di più per la squadra. La sconfitta con il Bilbao ci ha fatto soffrire</em> &#8211; aggiunge <strong>Marten de Roon</strong> da bordocampo -. <em>Ci siamo ripresi con l&#8217;avvicinarsi della partita col Parma, mettendoci grinta e spirito. Non sono mancati momenti di sofferenza, soprattutto nel secondo tempo, ma l&#8217;importante era rimanere compatti. Per il gol sono contento, per quello di Krstović di più“</em>. Chiosa ovvia, sempre a DAZN, di Nikola che segna quanto il titolare, 6 in campionato e 8 in tutto: <em>“Non mi importa chi parte dall&#8217;inizio o chi entra, lavoriamo bene tutti i giorni per farci trovare pronti all&#8217;appuntamento. Ora pensiamo all&#8217;Union Saint-Gilloise mercoledì. Adesso sto segnando</em> (5 nelle ultime 5, tre di fila compreso il Bilbao, ndr)<em>, nei primi mesi per me era tutto nuovo ma di problemi non ne ho mai avuti&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Palladino esulta: &#8220;Ora però continuiamo a martellare&#8221;. De Roon: &#8220;Con lui tutti si sentono protagonisti&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 20:44:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stavolta Raffaele Palladino si mette in ombra per gettare fasci di luce sulle vedette in campo. A Bologna ce n&#8217;è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/af9888a1-0813-498d-a7e3-5467e6503a84.jpeg"><p>Stavolta <strong>Raffaele Palladino</strong> si mette in ombra per gettare fasci di luce sulle vedette in campo. A <strong>Bologna</strong> ce n&#8217;è una ritrovata: <em>&#8220;Per <strong>Krstovic</strong> la doppietta significa energia pura, ma io per giudicarne la prestazione guardo ad altro. Anche alla fase di non possesso. Nikola ha lottato, battagliato e fatto reparto bene con <strong>Zalewski</strong> e <strong>De Ketelaere</strong> che gli giravano sotto, ha interpretato alla grande la partita. La sua è stata una risposta da campione, anche all&#8217;assenza di <strong>Scamacca</strong>&#8220;</em>.</p>
<p>Lo spottone dell&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> al risolutore doppio del &#8220;Dall&#8217;Ara&#8221; viene proiettato presto al resto del gruppo: <em>&#8220;Ho visto una squadra che ha sudato la maglia attaccando e difendendo insieme.<br />
C&#8217;è un grande entusiasmo, sostenuto da una grande condizione fisica. Il calendario è fitto, ma ho giocatori molto forti anche di testa. Stasera bastava un pizzico di qualità in più per sbloccare il risultato. Il <strong>Bologna</strong> è una squadra dinamica e di qualità che ha proposto giocatori freschi e riposati, perché rimasti fuori contro l&#8217;Inter. Benissimo, oggi, ma bisogna continuare a martellare&#8221;</em>. </p>
<p><em>&#8220;I punti persi all&#8217;inizio sono stati tanti, ma stiamo scalando posizioni, anche se le concorrenti davanti spingono. Mi ritengo un uomo fortunato, i ragazzi si applicano e si fanno sempre trovare pronti, si sentono tutti coinvolti. Mi seguono in tutto, mi rende orgoglioso averli visti a questi livelli</em> &#8211; continua il tecnico nerazzurro -. Io, poi, sto dando fiducia a chi in questo momento merita, non ho titolari fissi, nemmeno schemi fissi, Krstovic per me può giocare anche sotto Scamacca. <strong>Non dimentichiamoci che abbiamo cinque giocatori fuori, compresi <strong>Kolasinac</strong> e Gianluca persi nelle rifiniture. <strong>Brescianini</strong> e Kamaldeen sono entrati bene, <strong>Krstovic</strong> ha fatto una grandissima partita, <strong>Ahanor</strong> che ha 17 anni addirittura meravigliosa&#8221;</strong>.</p>
<p>Il giudizio positivo a tutto tondo dell&#8217;uomo in panchina trova l&#8217;eco nella voce dello spogliatoio, anche in campo. <em>&#8220;Siamo tornati la vera Atalanta, abbiamo tolto il palleggio agli avversari. Siamo a due vittorie di fila contro avversari difficili, è già un mese che stiamo lavorando molto bene</em> &#8211; assicura <strong>Marten De Roon</strong> -. <em>Questa squadra ha qualità, quando va al massimo. La partita è stata preparata bene, nel primo tempo non abbiamo lasciato al Bologna lo spazio e il tempo per giocare, abbiamo recuperato tanti palloni.<br />
Col mister è tornata nei giocatori la voglia di essere protagonisti. Lo dimostrano le prestazioni e la determinazione di quelli che solitamente giocano meno e quando entrano sanno essere decisivi&#8221;</em>. </p>
<p>Il capitano sostiene la sua narrazione con un esempio di reparto: <em>&#8220;In difesa siamo in un momento di difficoltà. Non c&#8217;è <strong>Kossounou</strong>, ma è rientrato <strong>Scalvini</strong>. Abbiamo perso <strong>Kolasinac</strong>, ma al suo posto <strong>Ahanor</strong> ha giocato con la maturità di un ventottenne&#8221;</em>. Questione di fiducia, per la diga dei Paesi Bassi: <em>&#8220;Quella che Carnesecchi ha regalato ai difensori con la parata importante. Noi dal centrocampo in giù, quando togliamo la palla agli avversari, diamo a nostra volta fiducia agli attaccanti. Abbiamo tolto il palleggio al Bologna costringendolo alle palle lunghe, che poi abbiamo puntualmente recuperato per creare il contesto ideale per Krstovic, che ha fatto una partita straordinaria. Miranda rimaneva alto e i nostri braccetti aggredivano per creargli spazio intorno&#8221;</em>. Giudizi da allenatore in campo, ma in futuro? <em>&#8220;Palladino mi ha detto che è un mestiere impegnativo. Se mi considerano un allenatore per i compagni, è un complimento. Di sicuro quello vero ci ha riportato entusiasmo e anche una sana rivalità tra i giocatori per prendersi il posto in squadra. Guardate Krstovic&#8230;&#8221;</em>. </p>
<p>Infine, il protagonista dell&#8217;ultima di andata, presentatosi solo ai microfoni di DAZN quale migliore in campo per la Lega di Serie A. <em>“Sono tre punti importantissimi dopo aver dato tutto, adesso abbiamo la partita in casa sabato. Dei miei due gol il primo è merito solo di De Ketelaere, pensavo tirasse e invece mi ha dato la palla: ringrazio Charles per il bell&#8217;assist</em> &#8211; il pensiero di <strong>Nikola Krstovic</strong> -. <em>Dedico un gol a mio figlio e l&#8217;altro al Montenegro che festeggia il Natale ortodosso. Io festeggerò a casa con la mia famiglia&#8230; e poi c&#8217;è il Torino per continuare a vincere&#8221;</em>.<br />
<em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Il dopogara &#8211; Palladino: &#8220;Perfetti, è la svolta&#8221;. E Gasperini rosica: &#8220;Spinta su Svilar, dispiaciuto per uno striscione&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jan 2026 23:43:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stavolta, spazio per primo al grande ex, profeta di un novennio dell&#8217;Atalanta da consegnare alla leggenda, che rosica per il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/822803ef-6bd8-40e9-854b-af3f7539376b.jpeg"><p>Stavolta, spazio per primo al grande ex, profeta di un novennio dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> da consegnare alla leggenda, che rosica per il corto muso subìto dall&#8217;ex allievo da giocatore ai tempi del Genoa.&nbsp; <em><span style="font-weight: 400;">“Ringrazio per l’ennesima volta per l&#8217;accoglienza questa gente, cui sarò sempre grato tutto quello che mi ha dato. </span></em><span style="font-weight: 400;"><em>Mi dispiace per lo striscione sul finale, non c’era altra possibilità, comunque sono andato via a campionato già finito. Quanto abbiamo fatto insieme, comunque, rimane&#8221;</em>. A <strong>Gian Piero Gasperini</strong>, oltre a quel &#8216;</span>Una bella storia si giudica anche dal finale: peccato&#8217; con l&#8217;ultima parola scritta a lettere alternate gialle e rosse in Curva Sud, non va giù nemmeno l&#8217;episodio decisivo: <em>&#8220;Spinta di Scalvini su Svilar? L&#8217;ho già detto in tv. C&#8217;era anche fallo di mano, coi regolamenti attuali è assurdo fare due errori del genere. </em><span style="font-weight: 400;"><em>Una situazione molto limpida che non si può cambiare: ci sono sempre grossi dubbi su questo Var. La Roma non ne esce ridimensionata, abbiamo giocato alla pari e a tratti anche meglio”, </em>le parole dell&#8217;allenatore giallorosso a bocce ferme.&nbsp;</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“Abbiamo giocato contro una squadra fisica, di qualità, che ripartiva veloce. Ha il valore di un terzo posto, ha tutto ciò che serve per essere di livello, sta andando benissimo in Champions. Abbiamo avuto le occasioni migliori, non è che puoi creargliene dieci.<br />
<span style="font-weight: 400;">L’Atalanta è una squadra di assoluto livello, ha venduto Retegui ma ha recuperato Scamacca, merita i primi posti dopo essere partita male in campionato. La Roma deve imparare da queste partite, ricavandone una lezione per crescere e diventare più forte per posizionarsi laddove non è abituata a stare.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Abbiamo sofferto sulle fasce nel primo tempo, con l’ingresso di Wesley abbiamo fatto meglio.&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;">Mancini è un grande giocatore ed è una risorsa per il calcio italiano, non è più un giocatore che provoca, ha dato equilibrio quando ho arretrato Celik in difesa e lui s’è spostato in mezzo.<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Non parlo di mercato oggi, non è il momento migliore. </span><span style="font-weight: 400;">Se andiamo sotto al 99 per cento perdiamo, ma ne abbiamo vinte undici. Se riusciamo a sfruttare le occasioni diventiamo più forti” (Gian Piero <strong>Gasperini</strong>, allenatore Roma).</span></p></blockquote>
<p>Anche nel fuoco di fila di domande per il trionfatore, <strong>Raffaele Palladino</strong>, che non accenna minimamente al maestro dopo averne sminuito l&#8217;impatto emotivo alla vigilia, c&#8217;è spazio per la recriminazione del caso: <em>&#8220;Come abbia potuto essere annullato il gol di <strong>Scamacca</strong> non riesco proprio a spiegarmelo, era chiaramente regolare&#8221;</em>, l&#8217;opinione del tecnico nerazzurro. Che rimarca l&#8217;aspetto psicologico del bottino pieno del sabato sera: <em>&#8220;Si tratta di qualcosa che aspettavamo tutti, dato che si tratta della prima vittoria ottenuta contro un avversario della parte sinistra della classifica.&nbsp;Una partita perfetta e una serata magica, la vittoria importante che cercavamo da tempo. Una grande prestazione contro la miglior difesa del campionato. E’ la vittoria del gruppo e spero sia una svolta”</em>.</p>
<blockquote><p>“I miei sono entrati in campo come li vorrei sempre vedere. Siamo partiti con grande intensità e coraggio, anche se abbiamo rischiato all’inizio su nostro errore in uscita che poteva costarci caro. Una volta in vantaggio potevamo raddoppiare in ripartenza con <strong>Zalewski</strong> e sul gol inspiegabilmente annullato a <strong>Scamacca</strong>. All’inizio del secondo tempo c’è stato un momento di sofferenza per un calo psicofisico.<br />
<strong>Djimsiti</strong> è l’esempio che quando cadi ti devi rialzare, ha dato una grande risposta all’errore contro l’Inter. Ho visto un gruppo unito, dobbiamo continuare a scalare posizioni in classifica percorrendo la stessa strada che è quella giusta.<br />
<strong>Scalvini</strong> ve lo dicevo che stava migliorando e stasera è stata l’occasione giusta. Ha fatto una grandissima prestazione su Dybala in fase di non possesso e s’è spinto avanti con grandi qualità. <strong>Kolasinac</strong> ha avuto un colpo al ginocchio, speriamo non sia nulla di grave” (Raffaele <strong>Palladino</strong>, allenatore Atalanta).</p></blockquote>
<p>Chiosa per <strong>Nicola Zalewski</strong>, nel gruppone degli ex di turno insieme a Zappacosta, Mancini, Cristante e Gollini. Uno che nega, da migliore in campo ex aequo &#8211; almeno per Bergamo &amp; Sport -, di volersi ritagliare la particina scomoda di ex al veleno: <em>&#8220;Se avessi segnato non avrei esultato, proprio come ha fatto Scamacca sul gol annullato. Ho mancato il gol anche perché ho esitato pensando di essere in fuorigioco. Non avevo e non ho nulla da dimostrare alla mia ex squadra&#8221;</em>, le parole dell&#8217;esterno tornato trequartista largo per una serata. <em>&#8220;Sono sempre stato una mezza punta, poi Mourinho mi fece diventare un quinto e da lì non mi sono più spostato. L&#8217;importante è che il gruppo tragga giovamento da quello che faccio: se sia stata la mia prestazione migliore da quando sono a Bergamo lo dirà il mister</em> &#8211; chiude il nazionale polacco -. <em>Ho dato il massimo facendo quello che Palladino mi aveva chiesto di fare. La posizione in campo la conosco bene, ci sono nato giocandoci fino alla prima squadra della Roma. Non intendo darmi voti, sono solo contento che sia andata bene alla squadra e a me&#8221;</em>. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Palladino assolve Djimsiti e Samardzic: &#8220;Non condanno gli errori individuali&#8221;. Ederson: &#8220;Pari sfiorato&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Dec 2025 23:30:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il commento in tv di Raffaele Palladino alla terza sconfitta sulle sei in campionato della sua gestione senza pareggi post [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/72900382-1709-47a3-9998-30d9efb4b420.jpeg"><p>Il commento in tv di <strong>Raffaele Palladino</strong> alla terza sconfitta sulle sei in campionato della sua gestione senza pareggi post Ivan Juric? <em>&#8220;Stavolta sarebbe stato meritato. Siamo stati sterili nel primo tempo, purtroppo abbiamo concesso il gol decisivo con un errore tecnico. Ma non condanno né quello di <strong>Berat Djimsiti</strong>, che non ha precedenti nelle più di trecento partite con questa maglia, né quello sottoporta di Lazar Samardzic nel finale&#8221;</em>. L&#8217;analisi dell&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, sorpreso dall&#8217;<strong>Inter</strong> capolista in una partita dagli zero tiri in porta contro quattro, si fa più severa in sala conferenze della New Balance Arena nei confronti del collettivo: <em>&#8220;Negli ultimi metri abbiamo cercato poco la palla sul piede e l&#8217;uno contro uno. Akanji, Bisseck e Bastoni sono fisici, difensori di livello internazionale. Ci abbiamo provato con mentalità fino alla fine: volevamo una vittoria da dedicare a Mario Pasalic che viene da un momento delicato&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Ho abbracciato Jimmy a fine partita, non me la sento di condannare un errore individuale. Ci abbiamo provato fino all&#8217;ultimo contro una squadra forte. Ora archiviamola e riscattiamoci con la <strong>Roma</strong>&#8220;</em>, l&#8217;appello palladiniano. <em>&#8220;Volevamo evitare di andare a prendere alta l&#8217;Inter per non esporci alla sua verticalità in cui Lautaro e Thuram sono maestri e ci siamo riusciti, ma la gara doveva essere con intensità diversa anche nelle scalate &#8211;</em> l&#8217;analisi del mister -.<em> Siamo stati un po&#8217; passivi e non siamo stati bravi nella gestione una volta recuperata palla. Nella ripresa i valori si erano riequilibrati proprio quando è arrivato il gol ospite. Ho chiuso con 4 punte nel 4-2-3-1, anche le mezze occasioni andrebbero sfruttate contro un avversario di questo calibro. Ma come non condanno Berat, non lo faccio nemmeno con l&#8217;errore di Samardzic&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Ho trovato le risposte che volevo, potevamo pareggiarla anche se l&#8217;Inter ha avuto prima l&#8217;occasione del vantaggio con Henrique in contropiede. Il risultato sposta i giudizi. Usciamo con rammarico e dobbiamo capire che contro queste squadre i dettagli fanno la differenza. Bisogna fare la partita perfetta. Gli episodi hanno spostato il risultato finale: o si vince o si impara la lezione&#8221;</em>, filosofeggia il tecnico di Mugnano di Napoli. Infine, sui singoli: <em>&#8220;Musah è duttile, si applica, è intelligente e sa fare anche il quinto come oggi. Ha chiuso da terzino basso spingendo: una buona interpretazione della partita da quando è subentrato a Zalewski. Zappacosta aveva un po&#8217; di fastidio e al 35&#8242; gli s&#8217;è indurito il flessore: visto che ho fuori anche Bellanova tra i laterali, ho preferito scongiurare un infortunio in vista dei prossimi impegni. Djimsiti ha fatto una grande partita, mentre Scalvini era in ballottaggio per fare il titolare e poi non è entrato perché lo svolgimento della partita non ha permesso di vederlo giocare&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Voce dallo spogliatoio: Ederson</strong> &#8211; <em>&#8220;Avremmo meritato il pareggio e difatti l&#8217;abbiamo sfiorato&#8221;</em>. L&#8217;ipse dixit a bocce ferme è di José <strong>Ederson</strong> dos Santos Lourenco da Silva, pilastro della mediana di una Dea che non ha certo perso lì la supersfida con la prima della classe: <em>&#8220;L&#8217;Inter è una squadra molto fisica e ha un centrocampo tra i migliori al mondo. Però stiamo migliorando e anche stasera l&#8217;abbiamo confermato come collettivo</em> &#8211; osserva il brasiliano -. <em>Nel secondo tempo la strategia è cambiata e abbiamo creato di più, peccato per le occasioni non sfruttate. Abbiamo concesso agli avversari quella decisiva, ma come mentalità siamo sulla strada giusta&#8221;</em>. Sulla circostanza degli zero tiri in porta e dei pochi totali, Ederson è netto: <em>&#8220;Non era facile farlo da fuori con <strong>Scamacca</strong> sempre chiuso e raddoppiato. Abbiamo avuto la chance con <strong>Samardzic</strong> e purtroppo non è andata dentro. La continuità di risultati è difficile da trovare, ma con Palladino la mentalità è quella giusta</em> &#8211; chiude -. <em>Vediamo il calcio nella stessa maniera. Secondo me stiamo giocando bene e stiamo migliorando. Le voci di mercato che mi vedrebbero all&#8217;Inter? Fanno piacere, ma penso solo all&#8217;Atalanta&#8221;</em>. <em><strong>Effe</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Palladino raggiante: &#8220;Le vittorie sporche danno fiducia, primo tempo dominato&#8221;. CDK e Scamacca: &#8220;Meritata e importante&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 23:42:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il motto a bocce ferme? &#8220;Vincere aiuta a vincere, le vittorie sporche ti temprano. Il dna dell’Atalanta parte tutto dallo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/f462f3c1-eec5-4dee-9260-0a257edd4cd1.jpeg"><p>Il motto a bocce ferme? <em>&#8220;Vincere aiuta a vincere, le vittorie sporche ti temprano. </em><span style="font-weight: 400;"><em>Il dna dell’<strong>Atalanta</strong> parte tutto dallo spirito dei bergamaschi che ci spingono&#8221;</em>. Basta un <strong>2-1 al Cagliari</strong> a scacciare la crisi di campionato dei nerazzurri, sconfitti in 4 delle precedenti cinque giornate, due anche dall&#8217;arrivo in panchina di <strong>Raffaele Palladino</strong> da subentrato, a Napoli e Verona:<em> &#8220;Stavolta mi sono piaciuti sia l&#8217;approccio che la reazione, i ragazzi hanno dominato il primo tempo concedendo quasi niente dopo una partenza sparata</em> &#8211; la premessa dell&#8217;allenatore nerazzurro -. <em>Poi c&#8217;è stato il calo fisico dovuto alla settima partita in tre settimane. Ora ci riposiamo un po&#8217; e poi pensiamo al Genoa. Una alla volta: so che ci sono anche Inter e Roma, nelle prossime sette. Quelle davanti viaggiano alla grande, scalare la classifica non sarà facile&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il tecnico mugnanese punta sull&#8217;atteggiamento, perché il resto c&#8217;è: <em>&#8220;A me serve sempre una squadra agguerrita che giochi partite di spessore. Vincere era fondamentale. <strong>De Ketelaere</strong> e Lookman sono attaccanti di grande qualità, anzi i primi difensori. Mi piace il loro spirito. A Charles ho chiesto di duettare con <strong>Samardzic</strong> quando Laki è entrato da quinto: un&#8217;idea che mi ha stuzzicato in tutta la settimana. <strong>Scamacca</strong> aveva il 38 di febbre, gli ho detto prima della partita, quando sembrava fuori, che in quelle condizioni io giocavo meglio. Ne sono stato ripagati da due grandi gol e una grande prestazione&#8221;</em>.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
<em>“Era importantissimo vincere per l’ambiente, il gruppo, la squadra, i tifosi, la classifica e la società. Sono vittorie sporche che ti temprano, adesso c’è più tempo per lavorare con continuità. Finora non ne ho praticamente avuto, mai più di due allenamenti di fila a organico completo&#8221;</em>, ha aggiunto Palladino. <em>&#8220;Oggi abbiamo fatto un o</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>ttimo primo tempo, in dominio, concedendo quasi niente, ma abbiamo tenuto la partita in bilico. Il Cagliari è una squadra verticale che riconquista palla e riparte. Dopo sette partite in ventuno giorni potevamo crollare&#8221;</em>. Un plauso anche ai sostituti in corso d&#8217;opera, oltre che a un veterano: <em>&#8220;</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>De Roon può fare anche il portiere, è un maestro nella lettura delle seconde palle, sa quando marcare uomo a uomo oppure staccarsi. Musah m’è piaciuto com’è entrato, <strong>Zalewski</strong> poteva anche fare gol. Con le cinque sostituzioni si cambia mezza squadra, quindi anche le gare. Chi entra deve dare dinamismo e mentalità&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualcosa, nel prossimo filotto di turni di serie A, dovrà pur mutare volto e pelle. <em>&#8220;Di <strong>Maldini</strong> avrò bisogno, come di <strong>Sulemana</strong> che spero di riavere in gruppo settimana prossima, perché Lookman come Kossounou va in Coppa d&#8217;Africa. Poi c&#8217;è <strong>Scalvini</strong> da recuperare al meglio, come Hien che però aveva solo una piccola influenza. <strong>Djimsiti</strong> è infortunato al flessore, ha sentito male: è un giocatore importante, va valutato prossimamente. Ci vorrà un po&#8217; di più per Bellanova&#8221;</em>.&nbsp;<br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C&#8217;è qualcuno in mezzo alle soglie della tenda a ossigeno: <em>&#8220;Nelle ultime partite in mediana ho sostituito di più <strong>Ederson</strong>, a settembre era stato fuori per i problemi al ginocchio e questo gli ha tolto brillantezza negli ultimi minuti, ma è in crescendo. Brescianini vorrebbe giocare, ma deve continuare a lavorare, do opportunità a tutti come l’ho data a Bernasconi e a Musah&#8221;</em>. Il mister, infine, respinge una volta di più la nomea di mago: <em>&#8220;</em></span><em><span style="font-weight: 400;">L’obiettivo è portare energia ed entusiasmo. I tifosi ci hanno dato la carica giusta sull’1-1. Giocare in casa è fondamentale. Vincere aiuta a vincere. E l</span>a squadra sa già cosa fare in campo. Non voglio stravolgere né toccare niente, devo mettere qualcosina sulle pressioni, lavorare individualmente, vedi gol preso sull&#8217;uno-due&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Sapevamo di dover vincere, in campionato siamo in ritardo. L&#8217;Atalanta deve sempre mantenere il ritmo alto. Era importante, come adesso è importante cercare di vincere partita dopo partita. <strong>Scamacca</strong> è un attaccante fantastico, ha dovuto superare due gravi infortuni. Passo dopo passo sta tornando sui suoi livelli: me lo ricordo già al top nella finale di Europa League contro il mio Bayer Leverkusen.<br />
Kolasinac è un giocatore fondamentale. Ha già dimostrato di essere tornato il giocatore di grinta e qualità che è contro il Chelsea e ha fatto bene anche stavolta. Giocarci insieme significa più sicurezza in difesa.<br />
La partita si annunciava molto difficile. Il lavoro è diventato duro dietro quando Djimsiti ha dovuto uscire, alla fine abbiamo dovuto arretrare De Roon. Gli attaccanti del Cagliari erano tosti.&nbsp;<br />
La Coppa d’Africa sarà difficile, l’abbiamo vinta due anni fa e ora rivincerla sarà una sfida. Avremo tutto il Paese con noi.<br />
Voglio vincere in Coppa d’Africa, ci rivedremo a gennaio per vincere anche qui (<strong>Odilon Kossounou</strong>)&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nel primo tempo abbiamo creato molto di più che nel secondo, ma alla fine siamo riusciti a vincere meritatamente lo stesso. Oggi dovevo difendere anche sul centrocampista dal mio stesso lato, oltre ad attaccare e giocare con le altre punte. Con Lookman perdiamo sicuramente qualità, ma abbiamo lo stesso un reparto molto forte. Abbiamo bisogno di vincere e di fare punti su punti, stiamo pedalando in salita (<strong>Charles De Ketelaere</strong>)&#8221;.</p>
<p>&#8220;I playoff con la Nazionale sono uno stimolo, ci tengo. Ma il primo passo per stare in pianta stabile in Nazionale è fare bene con l&#8217;Atalanta. Giocare tante partite significa stanchezza, ma dovevamo vincere e l&#8217;abbiamo vinta nonostante le difficoltà, anche se potevamo chiudere il primo tempo con almeno tre gol di scarto. Sono felice per aver aiutato la squadra segnando: nel secondo gol sono stato fortunato, ho colpito la palla tre volte, a me va bene anche segnare di ginocchio&#8230; (<strong>Gianluca Scamacca</strong>)&#8221;. <strong><em>FS</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Palladino: &#8220;Serata magica e storica, adesso la rimonta in campionato&#8221;. CDK e Scamacca: &#8220;Svolta, vogliamo continuare a giocare queste sfide&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 23:43:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Charles De Ketelaere]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
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		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Adesso basta con le montagne russe del rendimento e dei risultati dal fronte interno al palcoscenico donizettiano targato UEFA. Charles [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/71489549-cf53-4ca2-baff-6c12ac0210b0.jpeg"><p>Adesso basta con le montagne russe del rendimento e dei risultati dal fronte interno al palcoscenico donizettiano targato UEFA. <strong>Charles De Ketelaere</strong> racconta le verità e soprattutto le volontà dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> nel dopogara col <strong>Chelsea</strong> a bordocampo, da migliore assoluto, senza discussioni, nella sesta giornata della League Phase: <em>&#8220;Dobbiamo giocare sempre così, se vogliamo continuare a giocare queste partite anche la prossima stagione. Non possiamo più essere quelli di Verona, serve continuità&#8221;</em>.</p>
<p>Un&#8217;eco che risuona anche dalla pancia della New Balance Arena di uno dei martedì di Champions più gloriosi di queste cinque edizioni finora affrontate: <span style="font-weight: 400;"><em>“Non mi spiego ancora la sconfitta del Bentegodi. Non possiamo essere così diversi tra campionato e Champions nel giro di tre giorni. Noi dobbiamo essere questi: il dna dell’Atalanta è la qualità e l’aggressività di gioco. Le prestazioni e lo spirito che non devono mai mancare sono quelli dimostrati contro i campioni del mondo, una squadra molto forte già a studiarla, come ho fatto in estate, e ancora più forte vista dal vivo</em> &#8211; l&#8217;appello di <strong>Raffaele Palladino</strong> a bocce ferme -. <em>La squadra ha nel dna la competitività. Più le partite sono dure, più vogliono competere. L’hanno fatto in maniera perfetta, con coraggio, contro uno degli avversari più forti che esistano. L’ho percepito, questa cosa non deve mai mancare. Ripartiamo da qui, la strada è quella giusta. </em></span><span style="font-weight: 400;"><em>I ragazzi hanno capito il momento della partita soffrendo uniti quando c’era da soffrire. Abbiamo accettato i duelli contro avversari molto temibili, abbiamo attaccato con qualità quando c&#8217;era da farlo, siamo andati a prenderli alti&#8221;</em>.</span></p>
<p>L&#8217;aspetto ambientale, unito a quello emozionale, hanno fatto il resto. <em>&#8220;Non sono uno che si esalta né molto emotivo, per questo per me è inconsueto essere andato a ringraziare e salutare sotto la Curva Nord. Del resto, in tre anni che alleno le prime squadre, non mi erano mai stati rivolti cori come stasera. A</em><span style="font-weight: 400;"><em>bbiamo regalato a tutta la città una notte magica, siamo molto felici ma dobbiamo pensare subito al campionato</em> &#8211; prosegue il mister -.<em>&nbsp;</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Siamo stati solidi e intensi. Calcoli sull’ottavo posto nella classifica di questa fase non ne faccio, però. Preferisco far vedere alla squadra la classifica del campionato. Va presa coscienza che siamo troppo indietro e dobbiamo recuperare”</em>.</span></p>
<p>Un pensiero al Cagliari sabato sera, l&#8217;ennesimo rintocco del fastidio veronese di sabato scorso:&nbsp;<span style="font-weight: 400;"><em>“Se i cambi di sabato fossero stati per demerito, avrei dovuto cambiare tutta la squadra. Stasera, invece, parlare dei singoli è molto riduttivo. Tutti hanno fatto una preparazione alla partita perfetta. <strong>Bernasconi</strong> ha sfruttato l’occasione, io ne do a tutti e tutti devono stare sul pezzo. Ha fatto una grande partita, è un ragazzo serio e umile, anche in allenamento va sempre forte. Era la serata giusta per lui, gioca a sinistra ed è mancino, avevo bisogni di quinti più difensivi”</em>. E gli altri? </span><em><span style="font-weight: 400;">“<strong>Krstovic</strong> ha fatto la guerra quando serviva, c’eravamo abbassati, poi <strong>De Ketelaere</strong> ha tirato fuori dal cilindro una magia.&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em><strong>Kolasinac</strong> è stato importante ritrovarlo, infiamma anche i tifosi coi suoi anticipi e coi suoi rilanci. Bisogna centellinargli il minutaggio. Posso contare anche su un altro terzo di sinistra molto bravo come Ahanor. <strong>Scamacca</strong>? Un colpo all&#8217;anca, l&#8217;ho tolto precauzionalmente. Bravo anche a lui a cercarsi chances ottenendo il pari&#8221;</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Palladino nega la svolta nell&#8217;intervallo. <em>&#8220;Una buonissima gara anche prima, facendo uscire i terzini del Chelsea per andare ad attaccare dal lato opposto, ma c’è mancata la stoccata del gol. Prima di rientrare in campo abbiamo visto in tv quello che c’era da fare, le situazioni da creare, e i giocatori hanno fatto tutto loro </em>&#8211; la chiosa in sala conferenze -. </span><em><span style="font-weight: 400;">Del Chelsea, che fa tante rotazioni, ci si rende conto della forza quando lo si vede dal vivo. </span><span style="font-weight: 400;">Rispetto a Verona ho chiesto di mettere in campo quello che abbiamo sempre messo. Mi piace pensare che sia stato solo un episodio. </span></em><span style="font-weight: 400;"><em>Non mi esalto mai, cerco di riportare i piedi per terra. Non voglio minimizzare la serata, è una vittoria che rimarrà nella storia. Godiamocela, ma pensiamo subito al campionato”</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<h3>Voci dallo spogliatoio: De Roon, De Ketelaere e Scamacca</h3>
<p>Divisi tra Uefa.com e Sky Sport, ecco tre dei protagonisti in campo. Il capitano e i due marcatori. <em>&#8220;Abbiamo molta qualità, sappiamo come giocare, è stata una serata magica e adesso c&#8217;è da festeggiare</em> &#8211; esulta <strong>Marten de Roon</strong> -.&nbsp;<em>Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, ma abbiamo dato tutto ed è incredibile essere a 13 punti. La League Phase dura altre due partite, non è finita. Siamo in una buona posizione, è importante giocare sempre così&#8221;</em>. <em>&#8220;Adesso Garnacho ci ha visto una seconda volta dopo la finale dell&#8217;Europa League e avrà capito di cosa siamo capaci</em> &#8211; ironizza l&#8217;assistman e match winner <strong>Charles De Ketelaere</strong>, riferendosi allo snobismo dell&#8217;ex Manchester United alla vigilia -. <em>È una serata molto bella anche per i tifosi, ora guardiamo avanti con fiducia. Non possiamo fare prestazioni come quella dell’ultima giornata di campionato e poi vincere gare come questa: dobbiamo essere forti mentalmente, perché possiamo vincere tutte le partite”</em>.</p>
<p>Chiosa con <strong>Gianluca Scamacca</strong>. <em>&#8220;Questa può essere la svolta della nostra stagione&#8221;</em>, il proclama a bocce ferme. <em>&#8220;Una partita incredibile, non ci siamo accontentati come avremmo potuto dopo il mio gol dell&#8217;uno a uno. Abbiamo dato una grande dimostrazione di forza continuando a spingere. Sono contento della reazione che abbiamo avuto dopo la gara di sabato, la fiducia nella svolta nasce da qui&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Il Palladino furioso? &#8220;I ragazzi si facciano un esame di coscienza&#8221;. Zalewski: &#8220;Partita sottovalutata&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2025 22:54:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Zalewski]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Raffaele Palladino cade dalle nuvole assumendosi le responsabilità del tracollo dell&#8217;Atalanta a Verona dall&#8217;ex fanalino di coda. &#8220;Siamo stati mosci, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/38bcd7cd-88c9-4d55-a384-3ebc12a9c1f5.jpeg"><p><span style="font-weight: 400;">Raffaele <strong>Palladino</strong> cade dalle nuvole assumendosi le responsabilità del tracollo dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a <strong>Verona</strong> dall&#8217;ex fanalino di coda. <em>&#8220;Siamo stati mosci, è inaccettabile. Chiediamo scusa ai tifosi&#8221;</em>. Al netto dei 616 nel settore ospiti del Bentegodi, l&#8217;uomo in panchina deve pensare ai suoi in campo: <em>&#8220;I ragazzi forse non sapranno darsi una risposta al perché la partita non sia stata approcciata e interpretata nel modo giusto, ma si facciano un esame di coscienza&#8221;</em>, il diktat in sala conferenze a bocce ferme.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un brusco risveglio, per chi aveva creduto di aver assistito alla svolta con tre vittorie di fila su tre fronti: <em>“Non me l’aspettavo. Venivamo da una settimana molto bella. Quel che è successo è inspiegabile, non avevo avuto segnali di leggerezza</em> &#8211; continua il mister -. <em>Sapevamo che il Verona avrebbe fatto una partita sui duelli, sulle seconde palle e anche sporca. Se il primo tempo è stato brutto, nel secondo la reazione invece è arrivata tardi&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Segue il mea culpa, che suona come un j&#8217;accuse collettivo. <em>&#8220;Probabilmente è colpa mia non aver fatto capire alla squadra cosa serviva. Ora testa bassa, fra tre giorni si gioca e dobbiamo dimostrare il nostro valore, che non è questo. Non m’è piaciuto l’approccio alla gara. Nella ripresa abbiamo aggiustato qualcosa, ma abbiamo giocato poco, con tante interruzioni, e i padroni di casa, ultimi nel possesso palla, sapevamo che non avrebbero giocato da dietro ma sarebbero andati lunghi&#8221;</em>, spiega Palladino.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Niente alibi, ma&#8230; <em>&#8220;Il Var è lì per aiutare, purtroppo ci complichiamo la vita. Non parlo mai degli arbitri, ma dal possibile 2-1 siamo andati sotto 3-0. Il tocco di mano l’ho visto benissimo nel terzo replay, l’arbitro è internazionale e sarebbe dovuto intervenire&#8221;</em>. Se Doveri non lo nomina, guai a parlargli delle scelte iniziali, leggi <strong>Krstovic</strong>. </span><span style="font-weight: 400;"><em>“Non voglio parlare dei singoli, abbiamo fatto male tutti, io in primis. I ragazzi devono farsi un esame di coscienza, tutti quanti. Non esiste solo il gioco pulito. Una bella mazzata dietro la testa che ci farà bene aiutandoci a rialzarci”</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><em>“Siamo incappati in una serata inspiegabile</em> &#8211; chiosa il tecnico nerazzurro -. <em>Le risposte dobbiamo trovarle, capendo cosa succede in questi momenti. Voglio vedere uno spirito diverso, in questi casi, come quello di Napoli. Segnali di superficialità non ne avevo visti. I giocatori, presi uno per uno, non saprebbero spiegarlo”</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nicola Zalewski, tra bordocampo e pancia dello stadio nemico, è la voce dello spogliatoio. Da subentrato, forse lo spettro visivo sul match è ancora più obiettivo, tra lo spettatore imbelle e la riserva senza cambio di passo per tutti gli altri. </span><span style="font-weight: 400;"><em>“Avevamo fatto un’analisi dell’avversario che sapevamo ci avrebbe imposto duelli sulle seconde palle e di forza, quindi per com&#8217;è andata abbiamo sbagliato completamente atteggiamento”</em>, l&#8217;ammissione. Chelsea come stimolo? L&#8217;italopolacco è scettico, come dire che dall&#8217;ultima in classifica le motivazioni non sarebbero state sufficienti per centrare il bottino pieno: </span><span style="font-weight: 400;"><em>“Si gioca ogni tre giorni, il passato se lo scordano subito. Una questione da approfondire. Ci aiuta in senso positivo ma anche negativo, martedì c’è una partita importante davanti ai nostri tifosi e dobbiamo giocarcela al meglio”</em>.</span></p>
<p><em>&#8220;Siamo stati scarichi, abbiamo pagato un atteggiamento un po&#8217; moscio. Magari abbiamo sottovalutato una partita comunque da vincere. L&#8217;analisi va fatta con tutta la squadra e lo staff</em> &#8211; chiude l&#8217;esterno -. <em>Gli avversari sono stati più bravi di noi in tutto. Ma non ci faremo condizionare da questa sconfitta negli appuntamenti importanti che ci aspettano&#8221;</em>.<br />
<em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Il dopogara al &#8220;Maradona&#8221; &#8211; Palladino: &#8220;Mi tengo il secondo tempo&#8221;. Zalewski: &#8220;Meglio con Scamacca dentro&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2025 22:57:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
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		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Zalewski]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Raffaele Palladino vuole sorseggiare mezzo pieno il primo calice comunque amaro seduto a capotavola. &#8220;Credo sia stato un tempo a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/11/15af3642-214e-4b58-9d8d-092ca560488b.jpeg"><p dir="ltr">Raffaele <strong>Palladino</strong> vuole sorseggiare mezzo pieno il primo calice comunque amaro seduto a capotavola. <em>&#8220;Credo sia stato un tempo a testa, voglio rivedere sempre <strong>l&#8217;Atalanta</strong> del secondo tempo perché è stato di alto livello e all&#8217;intensità che voglio io&#8221;</em>. A distanza, l&#8217;ammissione che fa eco con tono più deciso arriva da <strong>Nicola Zalewski</strong>, uno dei subentrati: <em>&#8220;Nella ripresa ci sono state più brillantezza e lucidità dopo aver cambiato modulo inserendo l&#8217;attaccante di riferimento. Ne serviva uno che tenesse palloni e botta contro i difensori</em> &#8211; spiega il laterale italo-polacco -. <em>Sapevamo che non sarebbe stata una partita facile, va resettata per preparare subito quella di mercoledì in casa dell&#8217;Eintracht che è molto importante per la nostra stagione. L&#8217;atmosfera al Maradona è sempre pazzesca. Ho fatto solo tre allenamenti col nuovo mister, ci sarà tempo per limare le cose che prima non sono andate&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Se il discorso del nuovo arrivato del calciomercato estivo è interrotto dal doveroso tragitto verso Capodichino per non perdere l&#8217;aeromobile, quello del sostituto di Ivan Juric sulla tolda di comando è calmo e ragionato, perché entusiasta non avrebbe proprio potuto essere: <em>&#8220;Sul tre a zero altri sarebbero crollati, noi no. Non era finita, non lo è mai. Il rammarico è aver preso il 3-0 verso l&#8217;intervallo. Ci sono tante cose su cui lavorare e altrettante positive&#8221;</em>, la replica a una domanda dalla platea dei giornalisti in sala stampa. Senza scomporsi (&#8220;Le lascio la sua idea&#8221;) e senza intaccare l&#8217;onestà intellettuale dell&#8217;analisi: <em>&#8220;Per il primo tempo vanno fatti i complimenti al <strong>Napoli</strong>. <strong>Pasalic</strong> avrebbe dovuto servire per tirare fuori il loro centrale, ma siamo partiti contratti ed è demerito della squadra non averlo imbeccato. Nella ripresa mi sono piaciuti reazione, spirito e intraprendenza come se nel primo tempo non fosse successo prima. Mi porto a casa le cose positive. La squadra è partita contratta soprattutto per paura degli avversari, non certo solo per la strategia. Tra <strong>Hien</strong> e <strong>Hojlund</strong> è stato un bel duello&#8221;</em>.</p>
<p dir="ltr">Ancora, sui gol presi: <em>&#8220;Il primo gol è stato di grande qualità con la giocata di Hojlund e Neres, non a caso eravamo in casa della capolista, anche se pro tempore. Ma la reazione è stata di alto livello.&nbsp;C&#8217;è mancata la stoccata finale per chiudere le azioni con Lookman, <strong>De Ketelaere</strong> e lo stesso Scamacca. Il parco attaccanti è molto forte, vanno fatti passi in avanti anche sulla forza negli ultimi metri e devo metterli io in condizione di segnare&#8221;</em>.&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Come giustificare il cambio di modulo rispetto all&#8217;abituale? <em>&#8220;Il <strong>3-4-1-2</strong> è nelle corde del gruppo come il 3-4-2-1, ma ho avuto solo due giorni a disposizione con tutta la squadra al completo. Ovvio che con <strong>Gianluca</strong> abbiamo inserito un punto di riferimento aumentando il peso dell&#8217;attacco. Le strategie iniziali non funzionano sempre&#8221;</em>, l&#8217;auto-accusa del tecnico di Mugnano di Napoli. Mai mettere i giocatori nel mirino, come del resto faceva il croato esonerato per fargli posto e dare uno scossone:<em> &#8220;I miei sono dei soldati, hanno tanti valori umani importanti, ma anche tecnici e fisici. La voglia di reagire e di riscattarsi c&#8217;è, poi è la partita a darti degli spunti su ciò che ha funzionato e ciò che è da aggiustare. L&#8217;Eintracht? Ho ancora il focus su questa partita di campionato. Sono uno che s&#8217;emoziona poco. Fa piacere partecipare a una competizione come la Champions League, ma ci teniamo a far bene anche in Coppa Italia che inizia a breve&#8221;</em>. Ovvero il Genoa da affrontare in coda ai tedeschi &#8220;gemellati&#8221; per la fraternità fra tifoserie e la Fiorentina domenica da ex. Tutta un&#8217;altra storia. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Juric, Brescianini e Pasalic. Il tecnico: &#8220;Lookman pazzesco, recuperiamo al meglio tutti&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2025 23:28:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ademola Lookman]]></category>
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					<description><![CDATA[Voci dallo spogliatoi senza dissonanze, né cognitive né dialettiche, dopo il mezzo battibecco a distanza tra Marco Carnesecchi e il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/edb7f570-1fb6-4f2c-80e8-609434131470.jpeg"><p>Voci dallo spogliatoi senza dissonanze, né cognitive né dialettiche, dopo il mezzo battibecco a distanza tra Marco Carnesecchi e il mister nel dopogara di Cremona per via di quel &#8220;diamoci una svegliata o non andremo da nessuna parte, chi è stanco alzi la mano&#8221;. <strong>Ivan Juric</strong> difende il gruppo nonostante la pareggite ormai a livelli cronici: <em>&#8220;Il pericolo più grande è pensare che non riusciamo a vincere fino ad aver paura di farlo.&nbsp;La</em><strong> <span style="font-weight: 400;"><em>maturità è quella giusta, non concedere occasioni alle avversarie ormai è una costante. Dobbiamo sbloccarci in attacco, ma sono molto soddisfatto della prestazione. Il primo tempo con la Cremonese non m&#8217;è piaciuto e finiamola lì&#8221;</em>.&nbsp;</span></strong></p>
<p>Il manico dell&#8217;Atalanta è ben saldo sul recupero del migliore in campo col <strong>Milan</strong>:&nbsp;<span style="font-weight: 400;"><em>“Stiamo esagerando nel proporlo sempre a ad alto minutaggio, sto forzando anch’io. <strong>Lookman</strong> ha un atteggiamento e una mentalità pazzeschi, a cominciare dagli allenamenti. Finora era stato molto sfortunato nelle occasioni delle partite precedenti. Oggi grazie a un grande controllo ha fatto un grande gol e anche dopo ha trovato grandi giocate. S’è sbloccato mentalmente, l’ho visto molto dentro la partita&#8221;</em>. Non solo Ademola:&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;"><em>“Per noi è fondamentale anche <strong>Ederson</strong> che ho visto a livelli molto alti. Spero di recuperare tutti, è l&#8217;obiettivo del momento. Sono tutte prestazioni di altissimo livello dove domini in ogni voce statistica e non vinci&#8221;</em>, rimarca il tecnico di Spalato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Juric giustifica le opzioni tattiche, ovvero Scamacca e Krstovic fuori per non dare riferimenti alla fase difensiva rossonera. <em>“La scelta di non schierare un centravanti mi sembra molto azzeccata. <strong>Pasalic</strong> è una garanzia assoluta in qualunque ruolo e nell’interpretazione della gara, oggi ha fatto l&#8217;assist di nuovo, calcia bene anche di sinistro. Un giocatore totale che spero continui così</em> &#8211; continua -.&nbsp;</span><em><span style="font-weight: 400;">E’ impossibile giocare cento minuti senza far passare la metà campo all’avversario. Nel secondo tempo Carnesecchi non ha toccato quasi la palla, siamo andati sotto in modo fortuito con la deviazione di Ederson senza la quale la palla non sarebbe entrata,&nbsp; Ho notato un po’ di stanchezza, ho fatto i cambi, Brescianini e Musah ci hanno dato una mano a rialzare il baricentro e creare altre occasioni. </span></em><span style="font-weight: 400;"><em>La risposta di Brescianini è quella tipica che mi deve dare un giocatore dalla panchina. Non ci sono gerarchie: uno entra e dà energia, dà tutto per cambiare le cose&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C&#8217;è sempre il minorenne sotto la lente d&#8217;ingrandimento: <em>“Ha inserimento, entusiasmo, grandi possibilità di migliorarsi, speriamo acquisisca la freddezza in area avversaria. Ahanor ha margini allucinanti”</em>.</span></p>
<h3 data-start="258" data-end="323">Marco Brescianini: &#8220;Ecco l&#8217;abbraccio a Lookman&#8221;</h3>
<p data-start="325" data-end="1004">Nel post partita di Atalanta-Milan, M<strong>arco Brescianini</strong> ha analizzato la sfida con una lucidità che riflette il grande impegno della squadra. <em>“È stata una gara complicata&#8221;</em>, ha dichiarato il centrocampista nerazzurro, <em>&#8220;perché il Milan chiudeva ogni varco e ci costringeva a muovere la palla con calma per trovare spiragli”</em>. Nonostante le difficoltà, la squadra ha saputo reagire, come testimoniato dal gol di Lookman. <em>“Il gruppo è solido e compatto, parliamo con uan voce sola. Per un attaccante non c&#8217;è niente di più bello e liberatorio di sbloccarsi. Una prodezza individuale dopo un&#8217;azione collettiva. Questa prestazione ci dà morale: abbiamo tenuto testa a una squadra fortissima, giocando con intensità e ordine. Avremmo voluto portare a casa la vittoria, ma dobbiamo anche riconoscere il valore dell’avversario e fare tesoro di quanto di buono abbiamo mostrato&#8221;</em>.</p>
<p data-start="1006" data-end="1632">Brescianini ha poi sottolineato come la squadra sia stata unita e solidale: <em>“Partite come questa ci danno fiducia e consapevolezza. Siamo stati solidi, abbiamo creato tanto e mostrato di poter competere con chiunque. Questo è lo spirito giusto per continuare a migliorare e fare risultati”</em>. Un aspetto importante che ha toccato è stato il suo adattamento a vari ruoli nel campo: <em>“Il mio ruolo naturale è da mezzala, ma mi trovo bene anche come centrale o in posizione più avanzata, se serve. Cerco sempre di adattarmi a quello che il mister chiede, portando corsa, equilibrio e inserimenti. L’importante è essere pronti ovunque serva”</em>.</p>
<h3 data-start="1634" data-end="1701">Mario Pasalic: &#8220;Modric a 40 anni è sempre uno spettacolo&#8221;</h3>
<p data-start="1703" data-end="2173"><strong>Mario Pasalic</strong> ha commentato la prestazione della sua squadra con un’analisi lucida. <em>“Abbiamo fatto una bella gara&#8221;</em>, ha detto, <em>&#8220;a Cremona non un gran primo tempo, ma poi abbiamo creato. Oggi abbiamo pressato alto e stavamo bene, purtroppo ci manca una vittoria che ci dia la svolta. Per vincere bisogna essere più concreti in avanti&#8221;</em>. La sfida con il Milan ha evidenziato la necessità di migliorare nella fase offensiva, ma anche la determinazione a continuare a lottare.</p>
<p data-start="2175" data-end="2691">Sul piano personale, Pasalic ha parlato della sua importanza nella squadra, riflettendo sulla preparazione tattica del mister: <em>&#8220;Conoscevamo da prima il gioco del mister, siamo abituati già dal precedente lavoro. Ci ha chiesto alcune altre cose, ci stiamo adattando e stiamo facendo bene&#8221;</em>. Inoltre, il centrocampista croato ha rivelato quanto sia stimolante confrontarsi con campioni come Modric, protagonista in campo nonostante l&#8217;età: <em>“Sempre bello giocare contro un grande così, ancora a questi livelli a 40 anni&#8221;</em>.</p>
<h3 data-start="2693" data-end="2747">Ademola Lookman: &#8220;Spero di trovare più condizione&#8221;</h3>
<p data-start="2749" data-end="3329"><strong>Ademola Lookman</strong> ha parlato a <em><strong>DAZN</strong></em> dopo la partita, evidenziando l’importanza del suo ritorno al gol. <em>“È stato importante innanzitutto tornare a disposizione della squadra&#8221;</em>, ha affermato l’attaccante, che ha regalato l’1-1 ai bergamaschi. <em>&#8220;Spero di entrare ancora di più in condizione, ci ho messo un po’ ma ora dobbiamo crescere e puntare a vincere le prossime”</em>. Per Lookman, il gol è stato un segno positivo, ma l&#8217;obiettivo resta sempre lo stesso: aiutare la squadra a ottenere il massimo. <em>“Quando sono in campo, la cosa più importante è aiutare la squadra a vincere”</em>.</p>
<h3 data-start="3331" data-end="3418">Brescianini e le mosse di Juric: &#8220;Equilibrio a centrocampo&#8221;</h3>
<p data-start="3420" data-end="4025">In fase di analisi tattica, Brescianini ha parlato della gestione della partita contro il Milan e della strategia di mister Juric. <em>“Con tre centrocampisti riusciamo a coprire meglio il campo e a gestire le distanze tra i reparti. L’idea era quella di limitare il loro regista, Modric, e impedirgli di impostare con facilità”</em>. Un lavoro di squadra che ha dato i suoi frutti, con Brescianini che ha elogiato il movimento dei compagni, in particolare nelle fasi difensive. <em>“Quando Pasalic si abbassava, io ed Ederson ci muovevamo in avanti mantenendo equilibrio. È stato un buon lavoro di squadra”</em>.<br />
<strong><em>Effe</em></strong></p>
<p data-start="4682" data-end="4803" data-is-only-node="">&nbsp;</p>
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		<title>Juric scontento solo del risultato: &#8220;La miglior Atalanta della stagione, li abbiamo schiacciati&#8221;. Hien: &#8220;Due punti in meno&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Oct 2025 22:20:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Isak Hien]]></category>
		<category><![CDATA[Ivan Juric]]></category>
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					<description><![CDATA[A Sky Sport, l&#8217;esagerazione: &#8220;S&#8217;è vista la miglior Atalanta della stagione&#8221;. In sala conferenze, il passettino indietro: &#8220;A larghi tratti, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/42e1a07d-2810-4ae1-8440-73e8efab4f99.jpeg"><p>A <em><strong>Sky Sport</strong></em>, l&#8217;esagerazione: <em>&#8220;S&#8217;è vista la miglior <strong>Atalanta</strong> della stagione&#8221;</em>. In sala conferenze, il passettino indietro: <em>&#8220;A larghi tratti, specie nel primo tempo, abbiamo schiacciato il <strong>Como</strong>. Tantissimi tiri respinti, in più abbiamo regalato un&#8217;occasione all&#8217;inizio e poi il pareggio, senza concedere altro</em> &#8211; ragiona <strong>Ivan Juric</strong> -. <em>Non aver vinto, come contro il <strong>Pisa</strong> alla prima e forse a Parma alla seconda, resta un grandissimo rammarico. 4-5 punti in più avrebbero fatto la differenza. Poi non si recuperano più&#8221;</em>.</p>
<blockquote><p>&#8220;<span style="font-weight: 400;">Nel primo tempo a parte la sofferenza iniziale abbiamo sfoderato tante occasioni e una bella prestazione che fa seguito all’emozione della vittoria di martedì in Champions. M</span>’è piaciuto come abbiamo creato superiorità anche partendo dalla costruzione dal basso. Siamo contenti di&nbsp;<span style="font-weight: 400;"><strong>Ahanor</strong> che è un 2008 e Bernasconi che arriva dall’Under 23. In genere il bilancio di questa prima parte di stagione, prima della seconda sosta per le Nazionali, è negativo soltanto per gli infortuni. </span><span style="font-weight: 400;">Si lavora bene e andiamo forte, stiamo bene fisicamente e speriamo di recuperare giocatori, perché il prossimo ciclo è ancora più difficile. In questo periodo abbiamo allargato la rosa, giocatori di cui non s’era sicuri al cento per cento che ci stessero hanno dimostrato di poterci stare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ci mancano punti, 3-4, 4-5, questo cambia tanto perché sono difficili da recuperare. <strong>Lookman</strong> ha fatto la prima punta perché volevo comunque confermare Kamaldeen Sulemana, sta crescendo, hanno tirato entrambi e hanno respinto loro i tiri sulla linea di porta. Ademola da quando è con noi è straordinario. Si sta applicando molto, tutto parte dal suo atteggiamento, ci dà dentro ed è sempre più convinto.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Potevamo fare meglio sulle palle inattive, ho cambiato Samardzic che è un grande battitore da fermo. Col <strong>Bruges</strong> c’eravamo riusciti e stavolta no. Ma i </span>ragazzi davanti hanno fatto molto bene con qualità e idee. Magari c&#8217;è stato qualche controllo di troppo, qualche scelta sbagliata, ma senza centravanti mi è piaciuto Lookman a cui mancano continuità e lucidità sotto porta.&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Abbiamo dominato, pressato alto e messo in difficoltà una squadra che sa giocare come poche, organizzata e di grande qualità. Non abbiamo fatto respirare il Como. La squadra ha sbagliato qualche stop e qualche rifinitura, ma cresce insieme a Ederson e Lookman che stanno tornando in forma.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il gruppo è fantastico, sul pezzo. <strong>Brescianini</strong> e Musah hanno dato un grande contributo, <strong>Maldini</strong> è entrato bene, Krstovic ha risposto bene ma era cotto perché non abituato a tutte queste partite. </span><span style="font-weight: 400;">La squadra è in crescita e ha ottenuto bei risultati, la cosa negativa sono gli infortuni. Dobbiamo ripensare al nostro lavoro cercando di fare in modo che ne accadano di meno. La sosta capita al momento giusto per recuperare molti giocatori, anche se qualche Nazionale va via.&nbsp;</span></p>
<p>Per me è stata la miglior partita della mia gestione, soprattutto considerando la fatica accumulata dopo la Champions e le tante assenze. I ragazzi hanno fatto una gara di grande intensità&#8221; (<strong>Ivan Juric</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Volevamo vincere contro una squadra molto intensa che sa giocare molto bene a calcio. Abbiamo fatto una buona partita, ma il Como, che secondo me è fortissimo, è riuscito a pareggiare grazie a un gol incredibile. Personalmente sono contento del rientro dopo due partite, fisicamente stavo e mi sento bene. Sono contento delle mie risposte dopo l&#8217;infortunio di Torino, ho la possibilità di dimostrare sempre le mie qualità.</p>
<p>Morata è diverso da Douvika, perché ti viene tanto incontro ma poi cambia e gira, cerca spesso la profondità. Nonostante le caratteristiche diverse, però, non è che il mio modo di marcare sia poi cambiato molto. Juric chiede di salire anche ai difensori, poi dipende dalle situazioni in campo: l&#8217;allenatore non può prevederle tutte. Il calcio del mister mi piace tanto, mi ci sento importante&#8221; (<strong>Isak Hien</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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