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	<title>interviste &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; Sarri: &#8220;Il livello non è questo&#8221;. Ederson: &#8220;Teniamo botta di fisico e di testa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 22:45:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lo spogliatoio è allegro per aver tenuto duro e soprattutto per i tre punti. Meglio, in questo momento, l&#8217;Atalanta non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/81a24479-201b-4ae4-97b9-bd33fcf3b277-e1788216310280.jpeg"><p>Lo spogliatoio è allegro per aver tenuto duro e soprattutto per i tre punti. Meglio, in questo momento, <strong>l&#8217;Atalanta</strong> non può fare. E allora sia benvenuto il bottino pieno seppur stentato e fortunoso col <strong>Bologna</strong>, che consente di condividere la vetta con la Juve, le milanesi e la Roma.</p>
<p>Stavolta citiamo gli intervistati-dichiarazionisti in ordine di apparizione. <em>“Fisicamente stiamo bene e riusciamo a tenere fino a uscire con più brillantezza nel finale. La tenuta mentale è stata ancora più importante, anche se la partita è stata difficoltosa e tecnicamente non brillante da parte nostra”</em>. Parola di <strong>Ederson</strong> José dos Santos, l&#8217;uomo con la fascia al braccio: <em>“Onore e merito al <strong>Bologna</strong>, piano piano ci adegueremo al nostro sistema di gioco. Non saremo al cento per centro neanche sabato con la Roma da questo punto di vista. Vincere le gare, però, ci aiuta a essere positivi mentre apprendiamo serata dopo serata come giocare al meglio col 4-3-3”</em>.</p>
<p>C&#8217;è un addio da commentare e il brasiliano sulla mezz&#8217;ala non si tira indietro. “Indossare la fascia di capitano è un onore. <em><strong>De Roon</strong> mi ha aiutato tantissimo al mio arrivo, Gasperini lo voleva subito e il calciomercato ha abbreviato i tempi rendendo tutto un po’ improvviso e affrettato</em> &#8211; sospira Ederson -. <em>Ho parlato con lui, gli ho scritto e gli ho fatto capire quanto mi sia stato d’aiuto. Lui è una grandissima persona, di carattere, e ha sofferto un po’. Ci tiene tanto all’Atalanta. Abbiamo la fortuna di giocarci contro quasi subito, sabato sera all&#8217;Olimpico: ci parleremo in campo da avversari, ma fuori resta un amico e lo saluterò di persona per augurargli una grande stagione e il meglio anche per la sua famiglia”</em></p>
<p><em>“Io e <strong>Samardzic</strong> siamo entrati con molta energia, lui ha avuto la chance di tirare e ha segnato il gol della vittoria, ma a parte tutto questa è una vittoria molto importante perché la partita arrivava dopo gli sforzi per qualificarsi alla fase campionato di Conference League</em> &#8211; sostiene <strong>Eljif Elmas</strong>, il giocatore da zona mista-bordocampo DAZN/Sky -. <em>Il <strong>Bologna</strong> è una buona squadra che palleggia tantissimo e ci ha messi in difficoltà. A maggior ragione, quindi, sono contento della vittoria e anche della mia prestazione: sono un numero 10 classico d’origine, posso giocare in mezzo come da attaccante esterno. Fare il jolly è difficile, ma mi adeguo”</em>. E il match winner? <em>“Era l’ultima palla della partita, mi sono detto, &#8216;Laki, hai un buon tiro, provaci&#8217;. Per fortuna è andata bene. Saluto anch&#8217;io Marten, una leggenda a cui l&#8217;Atalanta deve ciò che è diventata. Gli auguriamo il meglio, è il nostro capitano, è l&#8217;Atalanta e devo ringraziarlo per quanto mi è stato di sostegno al mio arrivo. Dobbiamo dirgli solo grazie&#8221;</em>.</p>
<p>Infine, è il turno di <strong>Maurizio Sarri</strong>. <em>“Una serata non facile, la mia stanchezza alla quarta partita in undici giorni è stata la stessa in campo dei miei giocatori. <strong>Ederson</strong> ha avuto la fascia, ne abbiamo parlato e riteniamo sia giusto dargliela. Pasalic, che ha le presenze per farlo, potrà indossarla come ha fatto oggi nel finale di partita. Non è una scelta per punire qualcuno, lo sarebbe stata se l&#8217;avessi tolta a José&#8221;</em>. Il tecnico non può essere soddisfatto della prestazione: <em>&#8220;Il livello da raggiungere per giocare il calcio come intendo io è tutt&#8217;altro. La partita ci lascia tre punti e la consapevolezza di dover migliorare moltissimo</em> &#8211; spiega -. <em>E’ stata una prova di sofferenza dal punto di vista tattico in fase difensiva e tecnico in fase offensiva, perché abbiamo sbagliato molto. Di partite così se ne vincono una ogni tanto, ma è difficile che possa succedere spesso&#8221;</em>.</p>
<p>E ancora, rincarando la dose: <em>“<strong>Carnesecchi</strong> è un portiere di grandissimo livello e sta facendo benissimo, sono contento che giochi per noi e non per gli altri. La mia maggiore preoccupazione è la fase difensiva. La seconda pressione non ci riesce perché restiamo troppo distanti: se non riesce la prima bisogna fare un passo indietro, così siamo sempre a metà strada”</em>. Il mercato merita un capitolo a parte: <em>“Un tormento e qualcosa che funziona o mette le cose a posto solo per i giornalisti. Nel mezzo, siamo alla quarta gara in undici giorni, un a tortura. Kessié è un gran ritorno, un atto d&#8217;amore reciproco con la società. Non so se <strong>Rowe</strong> sia ufficiale o no, il prima possibile lo chiedo al direttore sportivo. Non vorrei parlare di un giocatore, pur forte e importante, finché non ho la certezza del suo arrivo. I due centrali difensivi Kossounou e <strong>Scalvini</strong> hanno giocato quattro partite filate, se ci fosse una rotazione più lunga, Cabal o no, sarebbe meglio: <strong>Kristensen</strong> spero torni presto, per Hien i tempi sono più lunghi”</em>.</p>
<p>Ancora un panchinaro decisivo, tre gol su quattro sono stati dei cambi. <em>“La panchina al di là del gol vittoria di Samardzic, spenti com’eravamo per vie esterne, ha ravvivato la partita rimettendoci dentro. Avere un panchina uno come Lazar che ha grande qualità dei piedi magari ti fa vincere con un’iniziativa. Le gare si vincono con i cinque ingressi e da questo punto di vista tutti stanno rispondendo bene”</em>. Infine: <em>“Non cambio modulo per adeguarmi agli avversari, preferisco proporre il calcio in cui credo io. Nello stadio di Bergamo mi trovo a mio agio, in società idem, perché c’è un grande livello di organizzazione. Sono contento per i tifosi, i dirigenti e la proprietà per questa vittoria”</em>. <em><strong>Effeconnesso</strong></em></p>
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		<title>Voci da Miskolc &#8211; Sarri: &#8220;Qualificazione sottovalutata&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Belli o brutti non c&#8217;interessa&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 21:42:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ipse dixit da consegnare alla generazione coeva e alla posterità, dal DVTK Stadion di Miskolc, lo recapita direttamente alla storia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-14-at-21.07.50-1.jpeg"><p>L&#8217;ipse dixit da consegnare alla generazione coeva e alla posterità, dal DVTK Stadion di Miskolc, lo recapita direttamente alla storia <strong>Marco Carnesecchi</strong>, la saracinesca umana di Rimini, l&#8217;uomo che vola meglio sull&#8217;erba che sulla sabbia o nel mare: <em>&#8220;Belli o brutti in questo momento non c&#8217;interessa, ci giochiamo una coppa europea&#8221;</em>. Il ritorno vittorioso del playoff contro l&#8217;<strong>Hapoel Tel Aviv</strong> di <strong>UEFA Conference League</strong> ha scatenato la vena dichiarazionistica dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, un&#8217;esondazione sopra le teste delle solite banalità.</p>
<p>Comincia <strong>Maurizio Sarri</strong>, il condottiero che vede ancora un collettivo troppo pensante: <em>&#8220;Dobbiamo velocizzare l&#8217;impostazione, non dobbiamo perdere palla tra le linee, ma questo passaggio del turno secondo me è sottovalutato. Chiunque contro questo avversario avrebbe rischiato di andare fuori”</em>. Il tecnico nerazzurro si regala subito la battutona: <em>“Ora io il giovedì vado a fare le partite, a casa ci resta mia moglie a vedersi i film…”</em>.</p>
<p>Potere delle dichiarazioni della vigilia, con quel &#8220;stare a guardare sul divano a metà settimana mi rompe&#8221;. <em>“Stasera la sofferenza è stata di un quarto d’ora, la fase di impostazione comincia ad avere le idee chiare e possiamo migliorare nella velocità oltre che negli ultimi quindici-venti metri. Ma la gara s’è riequilibrata in fretta e abbiamo battuto l’avversario più forte uscito dai sorteggi”</em>, prosegue l&#8217;uomo in panchina. <em>“L’Hapoel ha perso una volta sola in questo inizio di stagione, in campo ha una forza superiore alla nostra. Non siamo rimasti sorpresi dalle difficoltà che ci ha proposto</em> &#8211; l&#8217;analisi e la riflessione -. <em>Non m’è piaciuto aver perso quattro palloni in maniera banale nel primo quarto d’ora. La pressione alta manca d’intensità per essere efficace, ma non è mancato l’aspetto caratteriale che ora come ora ha la meglio su tutto il resto”</em>.</p>
<p><em>“L’avversario ha valori tecnici abbastanza elavati, un alto grado di organizzazione, vigore fisico&#8221;</em>, l&#8217;ovvio e il già detto nuovamente ribaditi come da costume sarriano. E i singoli? Tra i legni, vedi quello preso da Buskila all&#8217;ottantaduesimo, e la linea di fuoco, i giudizi non mancano: <em>“<strong>Carnesecchi</strong> dopo una partita di ordinaria amministrazione ha fatto un mezzo miracolo verso l’ottantacinquesimo. Un giocatore fondamentale per noi, un fenomeno. Quando in panchina ti giri e hai qualcuno di qualità, è facile passare per bravo a fare le sostituzioni. I segnali di miglioramento di <strong>Scamacca</strong> erano evidenti anche nell’ora contro il Sassuolo, quando del resto era stato decisivo <strong>Krstovic</strong> dopo essergli subentrato”</em>.</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio: Scamacca, Carnesecchi e Bellanova</strong><br />
Tra Sky Sport e zona mista condivisa, prima del portiere salva-uno a zero e del terzino sprint che ha ritrovato il posto dopo l&#8217;esordio in campionato, c&#8217;è il match winner <strong>Gianluca Scamacca</strong>: <em>&#8220;A me i colpi brutti di solito non riescono, solo quelli belli. Oggi però m&#8217;è venuto brutto&#8230; Un gol importante, conta solo quello&#8221;</em>, scherza. <em>“È stata una partita difficile contro una squadra tosta, che ha ritmo. Siamo andati in Europa ed è l&#8217;unica cosa che importa. La Conference League l&#8217;ho vinta al West Ham </em>(nel 2023, senza giocare neanche finale con la Fiorentina per lesione al menisco destro, NdR),<em> è una competizione molto combattuta ed è un trofeo che è giusto puntare a vincere. Noi ci tentiamo&#8221;</em>.</p>
<p>Il numero uno, invece, pardon il 29? Pronti, via: <em>“Portare alto il nome di Bergamo nelle coppe europee è la cosa più importante. Siamo in rodaggio: belli o brutti, andiamo nella League Phase. In questo momento la bellezza ci interessa zero”</em>, la premessa di Marco Carnesecchi, o forse la frase è in medias res, chi se ne importa. <em>&#8220;Gli avversari erano molto aggressivi, nel primo tempo ci hanno tolto il fraseggio ma le nostre qualità sono uscite alla distanza. Io ci ho messo una pezza e ho esultato, c’era tensione come giusto che fosse. <strong>Kossounou e Scalvini</strong> hanno bisogno di una voce e di una mano anche loro, perché sono giovani e non sono dei grandi comunicatori in campo. I portieri devono essere pessimisti e richiamare l&#8217;attenzione di chi hanno davanti: stimolare la loro concentrazione mi viene spontaneo, io coi compagni ci parlo volentieri, è il mio dovere&#8221;</em>. L&#8217;excipit è anch&#8217;esso un carico da novanta, non per l&#8217;originalità, bensì per quel carattere come base per una metamorfosi tattica completa come va predicando il mister: <em>&#8220;L’aspetto fondamentale in questa fase iniziale della stagione è cercare la migliore dimensione di noi stessi, senza sgonfiarci alle prime difficoltà. Non ci siamo disuniti e alla fine abbiamo saputo superare l&#8217;ostacolo&#8221;</em>.</p>
<p>Per <strong>Raoul Bellanova</strong>, ceduta la zolla domenica scorsa a Bergamo col Sassuolo a Davide Zappacosta, il ritorno da titolare dopo la prima di campionato da spettatore non pagante è stato da sudore e lacrmine. <em>&#8220;Abbiamo fatto davvero tanta fatica, ma del resto siamo alla terza partita in una settimana e fisicamente non è facile reggere. Ci siamo tolti un peso, l&#8217;importante era solo vincere. L&#8217;Europa rimane la cosa più importante per l&#8217;Atalanta e per Bergamo&#8221;</em>, il commento del quarto di destra di Parabiago. <em>&#8220;Per me questa è una grande squadra di grandi uomini che si aiutano tra loro. Abbiamo saputo soffrire tutti insieme, è uno dei nostri punti di forza</em> &#8211; la chiosa -. <em>L&#8217;Hapoel comunque ci ha messo in difficoltà perché ha qualità palla al piede, come s&#8217;era visto già all&#8217;andata. Con la difesa a quattro mi trovo a mio agio, anche se ovviamente devo badare tanto a difendere. Da quinto si hanno le spalle coperte, da quarto ha di più la palla e trovi più spazio partendo da dietro. Il 4-3-3 ci sta mettendo tutti alla prova. Quanto a me, voglio lasciarmi alle spalle l&#8217;annata difficile tra un infortunio e l&#8217;altro. Ora voglio giocare quanto posso in un ruolo in cui c&#8217;è tuttora un grandissimo giocatore&#8221;</em>. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; Sarri: &#8220;Difendiamo troppo bassi e passivi, meglio sugli esterni&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 22:19:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Faticaccia, ma anche sorrisi. Dopo tutto Laurienté ne ha sbagliati almeno un paio e l&#8217;Atalanta ne ha centrati altrettanti, contro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/f095f60d-151f-4408-afc7-af8eaa11105f.jpeg"><p>Faticaccia, ma anche sorrisi. Dopo tutto Laurienté ne ha sbagliati almeno un paio e <strong>l&#8217;Atalanta</strong> ne ha centrati altrettanti, contro l&#8217;uno solo del <strong>Sassuolo</strong>: <em>“Abbiamo preso tre punti, e nei primi 25-30 minuti siamo stati meno pensanti che con l&#8217;Hapoel, creando ai ritmi giusti. Ma è stata una partita di sofferenza sulla fase difensiva medio-alta. Siamo diventati troppo passivi quando Matic ha preso in mano il Sassuolo”</em>. </p>
<p>Il cappello di <strong>Maurizio Sarri</strong> alla prestazione all&#8217;esordio in campionato del suo 4-3-3 è in testa a una disamina molto articolata, in cui c&#8217;è il bello come il brutto: <em>“Bisogna integrare i nuovi e quelli tornati tardi dai Mondiali. Kristensen che ha problemi alla caviglia, De Ketelaere è con noi dal 3 agosto ed Elmas ha giocato nel finale nonostante mezzo allenamento sabato. Eljif è appena arrivato, l’abbiamo visto nel pomeriggio senza test massimali altrimenti non avrebbe potuto giocare. Da lunedì ci sarà un quadro più chiaro</em> &#8211; spiega il tecnico valdanese -. <em>Dobbiamo migliorare nell’essere rapidi e pericolosi, ma l’aspetto preoccupante è l’esserci abbassati. Difendere bassi e passivi è un problema. La capacità di rialzarci è un altro: se ci mettono nelle nostra area ci restiamo dei minuti e fatichiamo a uscire”</em>.</p>
<p>Reparto per reparto, qualcosa di meglio dal giovedì alla domenica il nuovo profeta l&#8217;ha visto: <em>“Il centrocampo per mezzora è stato di alto livello, poi ha sofferto la passività della squadra quando gli ospiti hanno cominciato a salire e premere. La staffetta <strong>Scamacca-Krstovic</strong> è dovuta al recupero dalle difficoltà delle ultime due stagioni con non pochi infortuni che limitano il minutaggio di Gianluca. Nikola ha ingressi dirompenti e la scelta è dovuta a quello. Mi ha convinto la prestazione di entrambi. Gli esterni d’attacco li ho visti meglio e con più iniziative di giovedì in Conference League. Ci hanno dato una grossa mano, Zalewski e Raspadori sono in crescita. Giacomo ha compiti difensivi superiori rispetto al passato ma i gol ce li può garantire dopo tanta fatica in precampionato: la sua fase difensiva, gol a parte, è stata di livello”</em>.</p>
<p>La battuta, per un toscano, è d&#8217;obbligo: <em>“La rimessa lunga di Carnesecchi la proviamo sempre, ma lo sviluppo con l’appoggio di testa all’indietro del difensore non potevamo certo studiarla. Non amo le palle lunghe, ma se ci si abbassa bisogna andare anche lunghi lottando sulle seconde palle, cosa che Samardzic ha fatto benissimo da subentrato”</em>. Ancora, sulle novità regolamentari: <em>“L’arbitro sulla regola dei 5 secondi sui rinvii ci ha messo davvero tanta pressione. E’ un adeguamento da fare. Giovedì 62 minuti di tempo effettivo, anche stasera dev’essere stato elevato. Eppure in Italia abbiamo il più basso in Europa”</em>. Infine, su chi è tornato titolare nel mini turnover (vedi Zappacosta per Bellanova) per massimizzare i carichi in vista di Miskolc (&#8220;Godiamoci i tre punti almeno fino alla ripresa degli allenamenti, poi penseremo ai playoff&#8221;: <em>“Pasalic incarna la cultura del lavoro tipica dell’Atalanta. Il gruppo a livello di professionalità è irreprensibile: Mario lo conoscevo ai tempi del Chelsea quando poi finì in prestito proprio a Bergamo, ha una carriera importante e lui a maggior ragione può esserlo per noi”</em>.</p>
<p><strong>LO SPOGLIATOIO CHE ESULTA</strong> &#8211; <strong>Super Mario</strong>, di suo, incassa i complimenti senza tirarsi indietro. <em>&#8220;Mister Sarri e io ci siamo conosciuti nell&#8217;estate del 2018 durante la preparazione al Chelsea, poco prima di venire a Bergamo dove abbiamo scritto la storia in tutti questi anni</em> &#8211; la premessa del jolly croato -. <em>In precedenza cambiavo squadra a ogni giro di corsa e desideravo una stabilità che ho potuto trovare soltanto qui. E&#8217; il mio ambiente ideale, e poi torno a fare la mezzala che è il mio ruolo d&#8217;origine. Nell&#8217;adeguamento al nuovo sistema di gioco dovremmo essere tutti più rapidi senza abbassarci così tanto quando attaccati, ma i miglioramenti si vedono&#8221;</em>. Sulla partita, poche parole e ben distese, come i passi del vatreno a pelo d&#8217;erba: <em>&#8220;Potevamo chiuderla in anticipo, perché abbiamo avuto tantissime occasioni per segnare il 2-0 prima e il 3-1 poi. Sull&#8217;uno a zero siamo stati troppo passivi, però non ci siamo disuniti e soffrendo siamo arrivati al 2-1</em> &#8211; l&#8217;analisi -. <em>Il pari l&#8217;abbiamo regalato noi abbassandoci troppo e finendo col regalare spazi che ci sono costati cari, anche se da palla inattiva. Sono comunque passi avanti rispetto a giovedì scorso: è cambiato sì il modulo, ma complessivamente niente, perché la disponibilità ad aiutare l&#8217;allenatore entrando nei suoi meccanismi non è in discussione&#8221;</em>.</p>
<p>Parola, da <em><strong>DAZN</strong></em>, ai due marcatori, perché se non segni manco vinci. <strong>Giacomo Raspadori</strong>: <em>&#8220;Partire bene è importante e l&#8217;abbiamo dimostrato. La prima di campionato davanti ai nostri tifosi, che ringrazio per il sostegno e per l&#8217;affetto che mi hanno tributato anche personalmente, non sarebbe potuto andare meglio di così. Ora sotto con giovedì, perché per l&#8217;Europa è un dentro o fuori&#8221;</em>. Un vantaggio subitaneo spaccando la porta con la grinta dell&#8217;ex: <em>&#8220;C&#8217;è ancora molto da lavorare e abbiamo ampi margini di miglioramento. Come esterno d&#8217;attacco a tre, anche se magari non è la mia posizione preferita, posso essere determinante pure ritagliandomi compiti di contenimento. La mentalità e la voglia della squadra sono anche le mie: io per raggiungere i risultati ho sempre lavorato duro&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Nikola Krstovic</strong>: <em>&#8220;Non importa chi inizia da prima punta tra Scamacca e me, conta solo vincere e riuscire a dare il mio aiuto alla squadra. Io ho sempre fame, anche di segnare, come stavolta. E sono contento di esserci riuscito per dare tre punti sofferti ma importanti all&#8217;Atalanta alla prima di campionato&#8221;</em>. E ancora, giusto per provare a spiegare l&#8217;essenza di una testa dura come il montenegrino che sa cambiare il volto agonistico a una partita non appena s&#8217;alza dalla panca: <em>&#8220;Io vado a duemila e do tutto ai compagni perché i compagni danno tutto per me</em> &#8211; chiosa -. <em>Per me è stato un inizio di serie A perfetto: abbiamo attaccato, creato e vinto giocando il nostro calcio dopo il calo alla metà del primo tempo e un inizio del secondo così così. Giovedi dall&#8217;Hapoel Tel Aviv andiamo per vincere e qualificarci alla League Phase di Conference League&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Sarri e l&#8217;altra battaglia: &#8220;Velocizzare la manovra senza perdere tempi di gioco&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 21:59:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La battuta è scontata, quando non si segna all&#8217;Hapoel Tel Aviv facendo riemergere dal passato le ombre dell&#8217;altro playoff, di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/08/d8eb39e0-eff1-4b46-8714-8cfa352b2351.jpeg"><p>La battuta è scontata, quando non si segna all&#8217;<strong>Hapoel Tel Aviv</strong> facendo riemergere dal passato le ombre dell&#8217;altro playoff, di Europa League e non di Conference, col Copenaghen, perso ai rigori nella terra della Sirenetta. <strong>&#8220;Cosa manca all&#8217;<strong>Atalanta</strong>? Dicendolo in pubblico mancherei di rispetto a qualche mio giocatore. Preferisco dirlo al direttore sportivo&#8221;</strong>. A bocce ferme, dopo gara 1 di qualificazione alla League Phase di CL, <strong>Maurizio Sarri</strong> rinvia la questione calciomercato a <strong>Cristiano Giuntoli</strong>, colui che l&#8217;ha portato sulla panchina bergamasca, una volta di più.</p>
<p>E ai suoi, che dice? Cosa rimprovera? <em>&#8220;Il risultato non è positivo come la prestazione. Nella fase offensiva è una squadra ancora in fase pensante, alla ricerca di automatismi, perdendo quel secondo in più. Abbiamo cercato più le linee esterne, ma gli attaccanti esterni devono avere più coraggio e iniziativa nell&#8217;uno contro uno. Poi pazienza se si perde la palla</em> &#8211; l&#8217;analisi del tecnico nerazzurro -. <em>L&#8217;Hapoel ha un dinamismo superiore al nostro ma era prevedibile, non l&#8217;abbiamo sottovalutata. La velocità della manovra è da mettere a posto, perché un giocatore pensante perde tempi di gioco. In difesa guardiamo ancora un po&#8217; la palla e ancora un po&#8217; l&#8217;avversario come quando si difendeva a tre. L&#8217;applicazione mi meraviglia in positivo&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;La squadra cerca di fare quello che deve, ma senza il ritmo giusto e quindi con una fluidità di manovra prevedibile. Del resto abbiamo avuto otto giocatori reduci dai Mondiali, quattro giocatori fuori cui s&#8217;è aggiunto Scalvini che ha la caviglia gonfia&#8221;</em>, prosegue Sarri. <em>&#8220;Il <strong>centrocampo</strong>? Neanche male: Gaetano ha fatto una buona prestazione, <strong>Samardzic</strong> ha preso iniziative per un&#8217;ora, Ederson deve diventare più ordinato ma è una presenza costante. Contro le ultime tre squadre di livello non abbiamo preso gol, vuol dire che siamo una squadra solida. Anche se la difesa è ancora a metà tra il guardare l&#8217;avversario o la palla&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;infortunio ha dato la stura all&#8217;esordio del caso. E c&#8217;è spazio per le considerazioni sui singoli: &#8220;<strong>Kristensen</strong>, dopo un paio di allenamenti con venti minuti di reparto, tatticamente non è ancora inserito ma individualmente è già stato positivo. <strong>Krstovic</strong> si merita di giocare e in stagione lo farà sicuramente dall&#8217;inizio. Ha la capacità di subentrare e sparare mezzore da assatanato. Abbiamo preferito Scamacca dall&#8217;inizio, ci può garantire 50 minuti di buon livello dopo avergli fatto fare un lavoro personalizzato&#8221;. E adesso, guardando a Miskolc? <em>&#8220;Al ritorno bisogna entrare in campo senza paura per strappare un risultato positivo. Ce la possiamo fare, anche se sarà un&#8217;altra battaglia&#8221;</em>.</p>
<p><strong>DALLO SPOGLIATOIO</strong> &#8211; <em>&#8220;Stiamo iniziando a capire quello che ci chiede il mister. Bisogna metterlo in pratica velocemente muovendo più velocemente la palla, con più accelerazioni negli ultimi venti metri</em> &#8211; il commento di <strong>Lorenzo Bernasconi</strong> -. <em>Tra l&#8217;esordio in campionato col Sassuolo e il ritorno dei playoff avremo la possibilità di migliorare a livello di gamba e di gioco. L&#8217;Hapoel fisicamente è più avanti di noi&#8221;</em>. <em>&#8220;Pensando tanto a come applicare le indicazioni di Sarri perdiamo un po&#8217; nella ricerca della fluidità e nei tempi di gioco, ma ci sono state tante cose positive su cui concentrarci e andremo a prenderci quelli che sono i nostri obiettivi</em> &#8211; osserva <strong>Giacomo Raspadori</strong> -. <em>Non è che pensassimo che la qualificazione si sarebbe chiusa nella partita d&#8217;andata. Conoscevamo le difficoltà del confronto e quello che volevamo. In alcune situazioni avremmo potuto fare meglio, ma il miglior allenamento sono proprio le partite che danno l&#8217;idea delle cose su cui abbiamo margini di miglioramento. Domenica è una sfida fondamentale per iniziare bene la serie A e giovedì prossimo dovremo essere bravi a portarla dalla nostra parte. Il Sassuolo è una famiglia più che una squadra: ci ho passato undici anni della mia vita, da ragazzino ne sono uscito uomo e c&#8217;è gente che mi vuole ancora bene, un sentimento reciproco&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Parola all&#8217;Hapoel Tel Aviv</strong><br />
<em>&#8220;Congratulazioni ai miei giocatori, abbiamo fatto il nostro gioco. Dobbiamo fare un&#8217;altra partita importante settimana prossima&#8221;</em>. <strong>Elyaniv Barda</strong>, l&#8217;allenatore ospite, esulta e non potrebbe fare diversamente dopo aver imposto le reti bianche a Bergamo. <em>&#8220;Ho insistito perché facessimo la nostra partita, poi il nostro portiere Tzur ha fatto un doppio salvataggio. Abbiamo dimostrato che conta il cuore, non il valore economico della squadra&#8221;</em>, rimarca. Sulla formazione col satanasso Owusu a destra: <em>&#8220;Turiel ha sentito dolore e non volevamo rischiarlo, ma ce ne sono comunque undici e chi gioca deve fare di più anche per i compagni. Non so se recupererà per il ritorno, come pure Boateng che è stato costretto a uscire stasera&#8221;</em>. Il fattore campo ha funzionato quasi al contrario: <em>&#8220;Il nostro pubblico ci segue da sempre anche se non possiamo giocare nel nostro stadio, ma saranno in tanti anche a Miskolc. Mi occupo di migliorare i miei giocatori, capisco che l&#8217;Atalanta è stata data per favorita dopo i sorteggi ma abbiamo ancora una partita davanti al nostro pubblico. Abbiamo quasi tutti i giocatori dell&#8217;anno scorso. L&#8217;Atalanta ne ha due nuovi? Sono sicuro migliorerà col nuovo allenatore&#8221;</em>. Aggiunge il carico il salvatore della patria, <strong>Assaf Tzur</strong>: <em>&#8220;Sono contento di essere riuscito ad aiutare la mia squadra. Metto le mie due parate nel finale allo stesso livello di quella di Carnesecchi nel primo tempo su Boateng. Mi ispiro a Buffon, ma Donnarumma ha la mia stessa statura e guardo lui come modello. I nostri tifosi ci seguono ovunque a migliaia, sono fondamentali&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dal &#8220;Franchi&#8221; &#8211; Palladino: &#8220;Ho dato quello che potevo, col Dortmund il picco&#8221;. Scalvini: &#8220;Spero resti&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2026 22:10:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è Raffaele Palladino che si rammarica del barrage per la coppa dalle grandi orecchie perso con la Juventus, evidentemente percepito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/78bb2138-fa47-4d00-a8dc-d830c8236efb-1.jpeg"><p>C&#8217;è <strong>Raffaele Palladino</strong> che si rammarica del barrage per la coppa dalle grandi orecchie perso con la <strong>Juventus</strong>, evidentemente percepito come fine della rimonta, e <strong>Giorgio Scalvini</strong> che se lo vorrebbe tenere stretto pur sapendo che non è lo spogliatoio a decidere l&#8217;allenatore del nuovo corso. Ditelo a <strong>Ivan Juric</strong>, ma tant&#8217;è: a <strong>Firenze</strong> l&#8217;1-1 non dà indicazioni per il futuro dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, se non che <strong>Ederson</strong> ha le valigie quasi fatte direzione Manchester (United, 48 milioni più 5 di bonus) e il dopgara suona come l&#8217;ennesima rivendicazione di aver centrato l&#8217;obiettivo minimo.</p>
<p><em>&#8220;Ho dato tutto ciò che potevo dare. Non ho rimpianti: ora ci siederemo con la società e metteremo le idee sul tavolo. Il lavoro rimane. Sceglieremo per il bene dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>&#8220;</em>, l&#8217;ultima versione del refrain del tecnico nerazzurro, settimo e abbastanza contento. <em>&#8220;La parola che uso per definire questa annata è <strong>orgoglio</strong>. Poteva prendere una brutta piega, invece siamo stati competitivi su tre fronti e abbiamo risvegliato il dna dell&#8217;Atalanta ritrovando l&#8217;<strong>Europa</strong></em> &#8211; rimarca l&#8217;uomo sulla panchina che scotta -. <em>La rimonta di Champions col <strong>Borussia Dortmund</strong> è stata il mio punto più alto, una goduria unica. Devo ringraziare i Percassi che mi hanno concesso di allenare una squadra forte nella massima competizione continentale. Il massimo del rammarico è per la <strong>semifinale di ritorno di Coppa Italia</strong>: avrei preferito perderla nella gara, dal dischetto con la Lazio ne abbiamo sbagliati quattro&#8230;&#8221;</em>.</p>
<p>Certo, il bicchiere è mezzo pieno, ma fino all&#8217;orlo proprio no, siamo lontanucci: <em>&#8220;Potevamo arrivare più in alto. La sconfitta con la Juventus ha infranto i nostri sogni di Champions League</em> &#8211; prosegue il mugnanese -. <em>A me questa città e questa squadra hanno dato tutto quello di cui avevo bisogno: il sostegno e l&#8217;apprezzamento, dalla società, dai giocatori e dai tifosi&#8221;</em>. Dalla pancia del &#8220;Franchi&#8221;, ecco la parola d&#8217;ordine sui titoli di coda del 2025-2026: <em>&#8220;Dall&#8217;<strong>11 novembre</strong>, il giorno del mio arrivo, abbiamo riacceso tutti insieme lo spirito dell&#8217;Atalanta. La stagione poteva essere più complicata, dato l&#8217;inizio. Dobbiamo essere tutti <strong>orgogliosi</strong>. Sarebbe stato paradossale perdere l&#8217;ultima partita di campionato dopo un primo tempo finito sotto su mezzo tiro in porta. Poi nel secondo i ragazzi, da grandi uomini che sono, hanno chiuso almeno con un punto un percorso, una cavalcata e una rimonta importanti&#8221;</em>.</p>
<p>Ancora, l&#8217;ammissione su un pezzo da novanta che se ne va: <em>&#8220;La panchina fissa di <strong>Ederson</strong> era concordata. Può succedere che sia in partenza imminente, ci ha dato tanto e la partita non aveva obiettivi. Era giusto provare chi ha giocato meno&#8221;</em>, conferma Palladino. E i viola, coi tifosi per una sola stagione che l&#8217;hanno beccato? <em>&#8220;La mia frase sui 65 punti alla Fiorentina è stata strumentalizzata, volevo sottolineare il lavoro di tutti, che ho riabbracciato uno a uno. Mica ho mai detto che sia il massimo raggiungibile. Sono andato via per le visioni completamente differenti con la vecchia dirigenza. Mi piace pensare che un domani io possa ritornare a riprendere il discorso&#8221;</em>.</p>
<p>Tra DAZN e la sala conferenze del vecchio stadio gigliato, ecco i desiderata scalviniani, una specie di lettera a Babbo Natale fuori periodo. <em>&#8220;Devo ringraziare lo staff medico e lo staff fisico per avermi rimesso in piedi, sono molto grato a tutti. Ciò mi ha portato a essere più forte anche con la testa. Quanto a mister <strong>Palladino</strong>, spero ci sia ancora, anche se sono questioni che riguardano la società e non noi giocatori. Sicuramente ha avuto un grande impatto sullo spogliatoio e sul gruppo, perché l&#8217;annata non era iniziata bene. Dobbiamo solo dirgli grazie&#8221;</em>.</p>
<p>UNo spottone, dal braccetto di Palazzolo sull&#8217;Oglio, che rinato a nuova vita ha ricacciato Odilon Kossounou, ora di nuovo ai box, nei ranghi: <em>&#8220;Non nego di aver pensato che era stato proprio con la Fiorentina l&#8217;infortunio al crociato sinistro</em> (2 giugno 2024, ndr) <em>che mi ha tenuto fuori per tanto tempo, ma stasera ho pensato solo a chiudere il cerchio. Il punto fatto tra Juve e Roma ci ha tagliato le gambe per le posizioni più alte: il rimpianto è legato a quello, eravamo in corsa per la Champions e invece pur giocando bene è andata così&#8221;</em>. </p>
<p>Infine, il messaggio di Scalvini al pubblico. Niente mugugni, ragazzi, siamo una cosa sola e vogliamo la grandeur quanto voi. <em>&#8220;Ai tifosi atalantini dico che la squadra è unita, un gruppo forte focalizzato sulla ripartenza forte nella nuova stagione per colmare quello che quest&#8217;anno non è andato bene. Siamo uomini che per carattere danno tutto e non si tirano indietro. La Nazionale? Spero in una convocazione con Baldini e una ripartenza positiva dopo la grande delusione. Lo è, personalmente, molto più grande della mancata qualificazione in Champions League, perché mancare i Mondiali riguarda la nazione intera&#8221;</em>. <em><strong>Esseffe</strong></em> </p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Obiettivo centrato&#8221;. Raspadori: &#8220;Stima per lui&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2026 19:39:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Col minimo sforzo e pure con la festa sotto la curva. Raffaele Palladino, dopo il ko di corto muso col [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/c26e0a6b-47e8-48df-a5d4-7bcd4b9b7ffd.jpeg"><p>Col minimo sforzo e pure con la festa sotto la curva. <strong>Raffaele Palladino</strong>, dopo il ko di corto muso col <strong>Bologna</strong>, rivendica una volta di più il lavoro in sella all&#8217;<strong>Atalanta</strong> settima e più o meno contenta: <em>&#8220;L&#8217;obiettivo era centrare la qualificazione europea associandola alla prestazione e al risultato positivo davanti ai nostri tifosi. Con lo scorrere dei minuti ho notato il calo di attenzione e tensione: non abbiamo capito quello che è successo sul fallo-non fallo da cui è nata la punizione della sconfitta, ho detto ai miei di stare tranquilli e abbiamo preso il gol</em> &#8211; le sue parole -. <em>La squadra era tredicesima e col cambio di allenatore ci sono tante difficoltà anche interne. C&#8217;era una situazione complessa, non facile da riprendere in mano. Abbiamo recuperato tanti punti alle squadre davanti a noi, abbiamo remato tutti dalla stessa parte. Al mio arrivo mi ero posto l&#8217;obiettivo di riportare l&#8217;Atalanta dove merita, in Europa, e l&#8217;ho fatto&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Ringrazio i ragazzi, i tifosi e la società: questo è un grande risultato arrivato grazie a una grande rimonta. Non era affatto scontato. L&#8217;Atalanta va in Europa per la nona volta negli ultimi dieci anni, significa che è ambiziosa e che lo sarà sempre di più&#8221;</em>, rimarca il tecnico subentrato a <strong>Ivan Juric</strong> all&#8217;indomani dell&#8217;esonero del croato lo scorso 10 novembre. <em>&#8220;Si vince e si perde insieme. Mi dà soddisfazione aver riportato l&#8217;Atalanta dove merita. Il mio obiettivo era riportarla in Europa e l&#8217;ho centrato. C&#8217;è un rapporto bellissimo, di grande stima e cordialità con Antonio e Luca Percassi e Stephen Pagliuca. Mi sono sempre vicini, mi sostengono anche nelle difficoltà. Il pubblico mi ha fatto emozionare come i giocatori, il rapporto è magico all&#8217;interno dello spogliatoio. I tifosi mi hanno applaudito facendomi i cori, li ringrazio per tutta la vita&#8221;</em>, prosegue.</p>
<p>Sui cambi in corsa, magari poco comprensibili all&#8217;esterno, c&#8217;è una spiegazione come per tutto il resto: <em>&#8220;Volevo inserire Samardzic e Scamacca ma poi sono stato costretto a cambi forzati perché eravamo in emergenza. E&#8217; tornato Bakker in una posizione non sua, siamo felici del suo ritorno in campo. I cambi, comunque, sono in funzione di quello che vedo durante la partita, non certo messaggi alla società o a chiunque altro. Musah a sinistra ha fatto bene&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Giacomo Raspadori</strong>, il giocatore da spendere in sala conferenze nella pancia della New Balance Arena, non può certo evitare lo spot per l&#8217;uomo in panchina: <em>&#8220;Confermerei Palladino? La domanda è fuori luogo, la società ha dimostrato di sapere qual è il meglio per l&#8217;Atalanta. A gennaio il mister è stato decisivo per farmi venire qui: c&#8217;è grande stima reciproca con lui, ma il meglio per la maglia è un tema che spetta alla società&#8221;</em>. <em>&#8220;Il mio futuro sarà sicuramente qui, ho un contratto lungo e la società mi ha scelto. Ne sono orgoglioso</em> &#8211; spiega l&#8217;attaccante di Castel Maggiore -. <em>Ho trovato subito continuità nonostante l&#8217;imprevisto dell&#8217;infortunio che mi ha tenuto fuori per un po&#8217;. Anche stagioni difficoltose come questa fanno crescere: io sono e resto determinato per quel che verrà&#8221;</em>.</p>
<p>Un Jack in più calato nella partita col mister: <em>&#8220;Il traguardo che è stato raggiunto non è per niente scontato. E&#8217; stato un anno con delle difficoltà: dobbiamo essere orgogliosi della rincorsa, come ricorda sempre lui. Bisogna sempre cercare di spingersi oltre il limite: è la forza del gruppo e del club migliorarsi quotidianamente. Lo percepivo da avversario e me ne accorgo ogni giorno di più adesso che sono dentro&#8221;</em>. Infine, il peana per l&#8217;Europa acciuffata, anche se ai minimi termini: <em>&#8220;C&#8217;è entusiasmo per questa qualificazione, dietro c&#8217;è un grande lavoro. A me qualsiasi tipo di competizione dà gioia, perché significa assecondare la propria passione e giocare più partite. Ogni giocatore lo vuole&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino vuole restare: &#8220;Il destino non è nelle mie mani&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Ha grandi meriti&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2026 22:04:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;altra conferenza stampa che assomiglia a un appello a proprietà e dirigenza, quando le voci su Cristiano Giuntoli, ma soprattutto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/ad0a1fbd-5383-4059-9a38-6f730356c08e.jpeg"><p><span style="font-weight: 400;">Un&#8217;altra conferenza stampa che assomiglia a un appello a proprietà e dirigenza, quando le voci su Cristiano Giuntoli, ma soprattutto su <strong>Thiago Motta</strong> in panchina e Vincenzo Italiano come alternativa, si stanno facendo quasi grida assordanti. Di più: <strong>Raffaele Palladino</strong> parla al popolo nerazzurro e dice da che parte vuole stare. Senza usare il 3-2 pirotecnico al <strong>Milan</strong> come argomento a favore, anche se l&#8217;elogio e l&#8217;auto-elogio ci sta: “Non era scontata una prestazione perfetta contro una big che voleva fare punti. Il rammarico è di averne persi noi con squadre di medio-bassa classifica, ma non dimentichiamoci del tredicesimo posto da cui eravamo partiti al mio arrivo. Competiamo comunque per una posizione europea. Spero di essere apprezzato dalla società, ma il destino non è nelle mie mani”.</p>
<p>Dalla pancia di San Siro, il tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a cui tanti vedono le valigie già in mano mantiene il consueto aplomb britannico:&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;"><em>“Abbiamo giocato di squadra in entrambe le fasi e di questo devo ringraziare chi va in campo. Imparo tutti i giorni dai giocatori, con cui c’è grande sintonia. Insieme abbiamo fatto un grande lavoro. Spero di continuare con loro, perché mi hanno dato tanto”</em>. Sui singoli, la difesa a spada tratta di un acquisto voluto da lui:&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;"><em>“<strong>Raspadori</strong> è stato straordinario anche in fase di non possesso marcando Ricci. L’abbiamo messo apposto sul play per poi lasciarlo libero di attaccare nelle zone che gli piacciono di più”</em>. Un piano gara che piace alla gente che piace ai tifosi, visti i cori dedicati al mugnanese: <em>&#8220;Il loro apprezzamento mi emoziona. </em></span><em><span style="font-weight: 400;">Abbiamo applicato quanto preparato: siamo stati bravi ad avere pazienza nell’andare da un lato all’altro per poi bucare centralmente, sapevamo che ci sarebbe stato spazio sulla trequarti col 5-3-2 difensivo del Milan molto basso. Un avversario&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em>fortissimo in transizione che non a caso ci ha messo in difficoltà nel finale&#8221;</em>. A venti scarsi dalla mezzanotte, una dichiarazione d&#8217;amore interessata e, perché no, sfrontata: <em>&#8220;</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Il destino non è tutto nelle nostre mani, mercoledì prossimo il nostro tifo penderà dalla parte dell’Inter. Il settimo posto ci pensiamo noi a difenderlo&#8221;</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><strong>Il Palladino-pensiero</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Non penso al futuro, penso a finire bene la stagione. Ho dato tutto per questi colori, credo di essere apprezzato da giocatori e tifosi, spero di esserlo anche dalla società a cui toccano le valutazioni a fine stagione. E’ l’Atalanta che merita attenzione, non Palladino.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">La partita è stata preparata bene e siamo stati molto pericolosi davanti concedendo niente fino al 3-0. Questa è la risposta di un grande gruppo che rema dalla stessa parte al culmine di una settimana con qualche critica ricevuta. Ci sono grandi valori umani e tecnici: gli ultimi minuti ci dispacciono, chiuderla sul tre a zero sarebbe stato meritato ma ci sta anche vincere soffrendo contro una squadra di grandi individualità che alla fine mettendo tanti attaccanti ha segnato da palla inattiva e su rigore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi emozionano gli attestati di stima da parte dei ragazzi, io avevo preso questa squadra demotivata e con problemi. S’è creata subito magia. Loro hanno sempre dimostrato grande attaccamento e grande unione. Li ringrazio pubblicamente per la risposta sul campo. Io voglio sempre il bene loro, dell’Atalanta e dei tifosi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Krstovic è un attaccante che attacca, difende, uno spirito, una voglia e una fame impressionanti. Dà il massimo fin dagli allenamenti, lotta anche quando sbaglia, si rimette a posto e vuole migliorarsi. Al mio arrivo s’è messo sotto a pedalare ed è migliorato al punto da riuscire a fare reparto da solo: può migliorare nella pulizia del gioco, nel gioco a due tocchi anche spalle alla porta.</p>
<p></span><strong>I giocatori: Carnesecchi elogia Palladino, Hien contento</strong></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">&#8220;Una prestazione incredibile che mancava da un po’. Siamo felicissimi per aver ritrovato una grande prestazione e pure dispiaciuti per aver pagato tanto in questo ultimo periodo, specialmente per il mio errore contro la Juventus in un ko che ci ha tagliato le gambe. Ma la grande vittoria di oggi corrobora il settimo posto.&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em>Abbiamo fatto sembrare il Milan molto meno di una squadra da Champions</em> &#8211; il commento a DAZN di <strong>Marco Carnesecchi</strong> -. <em>N</em></span><em>el finale ci siamo abbassati un po’ e abbiamo sbagliato le pressioni. Era una battaglia annunciata, il Milan ci ha messi là provando a rimontare. Comunque questa vittoria è q</em><span style="font-weight: 400;"><em>ualcosa di grande. Se la meritava anche il mister, che ci ha dato una mano incredibile nella rimonta facendoci scalare tante posizioni: magari l’allenatore passa in secondo piano, ma ha i suoi grandi meriti, ci ha dato una grandissima mano&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><em>“Sono molto soddisfatto per essere tornato al meglio dopo un mese di infortunio, ho fatto mezzora col Genoa e sono contento di aver fatto tutta la partita stasera</em> &#8211; chiosa <strong>Isak Hien</strong> dalla sala conferenze del Meazza -. <em>Mi sentivo in forma, sono uscito bene anche su Saelemaekers. </em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Una vittoria che ci rende contenti, a differenza della stagione complessiva. Era importante dimostrare a tutti di essere una squadra forte: non è facile essere al top stagione dopo stagione. Questa che si sta concludendo può essere un passo indietro per farne due davanti&#8221;</em>. <em><strong>Effe</strong></em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Palladino e lo stress da doppia punta: &#8220;Scamacca con Ostigard ha perso&#8221;. Scalvini: &#8220;Bisogna riflettere sul calo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 22:26:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Genoa]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Scalvini]]></category>
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					<description><![CDATA[Chioma senza una virgola fuori posto, ma sul campo c&#8217;è qualcosa di disturbante. Raffaele Palladino lo evidenzia a due riprese, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/f0d5ae26-3f4f-45a7-af3a-6cf9a1d3d944.jpeg"><p>Chioma senza una virgola fuori posto, ma sul campo c&#8217;è qualcosa di disturbante. <strong>Raffaele Palladino</strong> lo evidenzia a due riprese, nel dopogara dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> dalla pancia della New Balance Arena. <em>&#8220;La scelta della doppia punta era in funzione del piano gara, contro un Genoa che viene a prenderti uomo a uomo. Potevamo fare meglio con <strong>Scamacca</strong>, che ha perso troppi duelli con Ostigard. <strong>Krstovic</strong>, invece, ha fatto bene e s&#8217;è ricavato spazi. Abbiamo cercato di produrre il più possibile&#8221;</em>. E ancora, quasi a mo&#8217; di avvertimento: <em>&#8220;Il riscaldamento nel primo tempo di <strong>Raspadori</strong> era un segnale per gente che un po&#8217; si risparmiava e non faceva quello che serviva in quel momento, compreso dare una mano a difendere. Nessuno si deve sentire titolare. Siamo una squadra forte allestita bene con tanti ruoli doppi&#8221;</em>.</p>
<p>Anche se il futuro resta un&#8217;incognita, tra prolungamento del contratto in scadenza comunque il 30 giugno <strong>2027</strong> e possibili spiragli verso Napoli, il mister sembra non voler abbandonare la tolda di comando. <em>&#8220;Dobbiamo difendere fino alla fine il settimo posto in tre belle partite con Milan, Bologna e Fiorentina. Sono felice del percorso dopo aver ripreso una situazione delicata: al mio arrivo erano tutti preoccupati, poi ne siamo usciti. Non sono felice perché puntavo a qualcosa di più del settimo posto: io sono ambizioso. Faremo le valutazioni con la società, a campionato concluso, per poter fare un&#8217;Atalanta ancora più forte&#8221;</em>.</p>
<p>Intanto, però, c&#8217;è l&#8217;ennesimo (mezzo) passo falso da giustificare e un&#8217;annata da ripercorrere. <em>&#8220;Nel secondo tempo col doppio trequartista siamo stati più pericolosi, riuscivamo ad andare meglio da una parte all&#8217;altra, ma purtroppo è un periodo in cui concretizziamo quanto produciamo. La squadra fa del proprio meglio, ma ci mancano l&#8217;ultimo passaggio e un po&#8217; di qualità negli ultimi metri</em> &#8211; continua il tecnico nerazzurro -. <em>Andare in vantaggio oggi in serie A è preferibile, perché si ha il potere di gestire meglio la partita. Andare a riprenderle di rincorsa non mi piace molto. Vedi a Cagliari, poi riprenderle è dura&#8221;</em>. Il mugnanese certamente non è soddisfatto: <em>&#8220;Nell&#8217;ultimo mese, a parte il primo tempo di Cagliari, le prestazioni le abbiamo fatte. Lì la prima mezz&#8217;ora l&#8217;abbiamo toppata. Con la Juve abbiamo perso immeritatamente, con la Roma siamo stati raggiunti, l&#8217;eliminazione ai rigori dalla Coppa Italia con la Lazio è stata immeritata&#8221;</em>. </p>
<p>Ma perché, disponendo di cinque punte pure e altri giocatori offensivi come Samardzic e Pasalic, non si segna? <em>&#8220;A fine campionato è fisiologica la stanchezza fisica e mentale, a maggior ragione chi fa più competizioni e ha più partite da giocare. Siamo arrivati scarichi, non vedo la squadra brillante di un mese e mezzo fa. Bisogna dare tutto fino alla fine.Il Genoa è una squadra pimpante e di gamba, noi come spesso ci accade abbiamo rischiato zero dietro ma manchiamo nell&#8217;ultimo passaggio e nel tiro. E&#8217; quello che fa la differenza in serie A&#8221;</em>, la spiegazione. Infine, sulle opzioni dalla panchina: <strong>&#8220;<strong>Musah</strong> era il giocatore fisico in mezzo per andare sulle seconde palle. <strong>Pasalic</strong> l&#8217;ho messo davanti perché ha il gol nel sangue. Abbiamo chiusto con cinque attaccanti, abbiamo provato a vincere in tutti i modi&#8221;</strong>.</p>
<p>Giorgio Scalvini, invece, è meno auto-assolutorio, anche se è Palladino stesso a confessare &#8220;che all&#8217;Atalanta sotto esame ci siamo tutti, io per primo&#8221;. <em>&#8220;Stiamo pagando la rincorsa che abbiamo dovuto fare per l&#8217;inizio non buono, ultimamente magari c&#8217;è un po&#8217; di stanchezza fisica e mentale. La partita con la <strong>Juve</strong>, giocata bene e persa, in cui meritavamo di più, probabilmente ci ha tagliato le gambe</em> &#8211; afferma il braccetto di Palazzolo sull&#8217;Oglio -. <em>C&#8217;è qualcosa che non va, da analizzare in settimana col mister, ma l&#8217;atteggiamento e la mentalità sono quelli giusti. Anche la gente che ci incita sempre merita un finale di stagione migliore. I nostri tifosi sono fantastici e bisogna sempre ringraziarli. Un periodo non molto positivo ci sta, loro non ci fanno mai mancare nulla. In casa è un dover dare quel qualcosa in più proprio per loro. Mi dispiace, perché stavolta vincere era importante&#8221;</em>. </p>
<p><em>&#8220;La fase difensiva va meglio, ma avrei preferito prendere un gol e vincere. C&#8217;è sempre da migliorare. Abbiamo un&#8217;ottima intesa di reparto e di squadra. Mi sento meglio a giocare da difensore puro per inserirmi da dietro, me lo porto dietro dalle giovanili. Quest&#8217;anno ho sempre giocato nella stessa posizione&#8221;</em>, aggiunge il numero 42. Che chiude rinnovando l&#8217;autocritica: <em>&#8220;A livello di gioco stiamo mancando, facciamo più fatica rispetto a prima. Dobbiamo iniziare a pensarci su meglio, perché nelle ultime due giornate nonostante la squadra sia volenterosa c&#8217;è qualcosa che ha continuato a non andare per il verso giusto&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Voci dall&#8217;Olimpico &#8211; Palladino: &#8220;Non è un&#8217;occasione sciupata, la partita più importante è con la Lazio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 21:42:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Le grandi verità di Raffaele Palladino, al netto di un giudizio forse leggermente troppo entusiasta sulla sua Atalanta, riassunte in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/5a4b5f5a-daeb-4b2f-b170-3ce0ee93cee8.jpeg"><p>Le grandi verità di <strong>Raffaele Palladino</strong>, al netto di un giudizio forse leggermente troppo entusiasta sulla sua <strong>Atalanta</strong>, riassunte in due frasette: <em>&#8220;La semifinale di <strong>Coppa Italia</strong> con la <strong>Lazio</strong> per noi è la partita più importante dell’anno. Ce la giocheremo al meglio. Ma stasera non è che non abbiamo sfruttato l’occasione&#8221;</em>. Il pari e patta con la <strong>Roma</strong>, insomma, non è un dramma, anche se dal <strong>settimo</strong> posto con sole cinque giornate da giocare il sogno Champions rimarrà tale a meno di miracoli: <em>&#8220;Io ho visto due squa<span style="font-weight: 400;">dre con qualità, intensità e coraggio che hanno dato vita a una bella partita. A</span>bbiamo giocato con personalità e grande spirito, la partita è stata aperta sui due fronti e avremmo potuto raddoppiare. Ci prendiamo il punto che è il risultato giusto&#8221;</em>, la sentenza dell&#8217;uomo in panchina.</p>
<p>Niente bicchiere mezzo vuoto, nonostante il mero punticino nei due barrage per l&#8217;Europa: <em>&#8220;</em><span style="font-weight: 400;"><em>Non direi che abbiamo sciupato l&#8217;occasione, la distanza dalla <strong>Roma</strong> è invariata e abbiamo recuperato un punto al <strong>Como</strong>. Anche con la <strong>Juve</strong> era stata una grande prestazione, sono soddisfatto del nostro percorso e a fine partita ho ringraziato i miei giocatori&#8221;</em>, rimarca il mister. Qualche alibi sembra affiorare dal discorso a <em><strong>Sky Sport</strong></em> a bocce ferme: <em>&#8220;</em></span><em><span style="font-weight: 400;"><strong>Scalvini</strong> ha preso un colpo all’anca ed era in ritardo sulle uscite, <strong>Kolasinac</strong> ha patito un leggero fastidio. Ho preferito sostituirli perché non voglio arrivare con infortunati al 22 aprile, le loro difficoltà sono state solo sul piano fisico.&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em><strong>De Ketelaere</strong> veniva da due-tre giorni con un po’ d’influenza e non aveva la sua solita energia. Ho messo gente fresca e siamo stati più brillanti e propositivi nel secondo tempo, che è stato comunque equilibrato&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Soddisfazione per il mancato uomo-partita, che dopo aver aperto il punteggio non ha fatto granché: <em>&#8220;<strong>Krstovic</strong> ha alzato il livello anche di score personale, oggi mi serviva uno come lui perché doveva tenere a bada Ndicka. La Roma veniva a prenderci alti. <strong>Scamacca</strong> è uno che viene più incontro. Ma da qui alla fine ci saranno possibilità per entrambi, anche in coppia: dipende dalla situazione&#8221;</em>.&nbsp;</span></p>
<p><strong>Dalla pancia dell&#8217;Olimpico</strong> &#8211;</p>
<blockquote><p>&#8220;Abbiamo dimostrato quanto questa sfida fosse importante per noi. Ci sono state occasioni da una parte e dall&#8217;altro, <strong>Ederson</strong> avrebbe potuto fare due a zero, in genere in questi due sabati abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo. La strada sarebbe quella sbagliata se si giocasse male, ma non è il nostro caso.<br />
La <strong>Roma</strong> ci ha accerchiato un po&#8217; facendosi abbassare nella nostra area coi nostri terzi in difficoltà, poi abbiamo fatto meglio nel secondo tempo. Proveremo a prenderne qualcuna davanti, ce la giocheremo fino alla fine: sono 4 punti sia dalla Roma che dal Como. Domenica abbiamo i nostri tifosi allo stadio per iniziare a preparare il match con la Lazio: una carica che ci serve, un affetto che ci aspettiamo.<br />
Il modello Atalanta è replicabile? Cura il settore giovanile, è attenta a tutti i dettagli e i particolari. Sono felice di lavorare qui, ma non so come si lavori nelle altre piazze.<br />
Siamo partiti ad handicap, le stagioni nascono anche così. Se fosse andata bene a Ivan Juric, oggi come oggi io non sarei qui. Abbiamo fatto una scalata, quando perdi con la Juve come hai perso ti crolla un po&#8217; il mondo addosso. La scalata continua fino alla fine, è una squadra che dà tutto fin dagli allenamenti e lo farà fino all&#8217;ultimo secondo&#8221; (<strong>Raffaele Palladino</strong> dalla sala conferenze dell&#8217;Olimpico).</p></blockquote>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>I giocatori</strong> &#8211; Marco <strong>Carnesecchi</strong> è rammaricato per i due punti in più che servivano senza essere arrivati, ma ancor di più per quella saponetta costata i tre punti andati a Boga e alla Juventus sabato scorso: <em>&#8220;Non ho dormito per una settimana. Mi sento di aver deluso i miei compagni, sono stato veramente male. Per fortuna c&#8217;è stata quest&#8217;altra partita, più che per il premio di miglior giocatore&#8221;</em>, la premessa a bordocampo del portiere nerazzurro. <em>&#8220;Per me è stata una grandissima partita, p</em></span><em>otevano essere tre punti, peccato per il gol preso allo scadere del primo tempo. La svolta alla stagione può essere mercoledì. Siamo in corsa anche dal campionato: abbiamo un calendario forse più difficile delle altre. La via più breve all’Europa League è la Coppa Italia, visto che siamo un po’ indietro in campionato&#8221;</em>.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;autocritica, in mezzo a tanti peana per una prova non al massimo se vista dal di fuori, è di <strong>Marten de Roon</strong>: <em>&#8220;E&#8217; mancata qualità in transizione e nell&#8217;ultimo passaggio, soprattutto nel primo tempo. Il secondo è stato molto equilibrato, la partita è stata di grande intensità&#8221;</em>. Di qui il suggerimento per la semifinale del trofeo nazionale contro l&#8217;altra capitolina: <em>&#8220;Con più qualità nel palleggio possiamo fare una grande partita mercoledì&#8221;</em>. C&#8217;è pure il compagno del quale assumere la difesa d&#8217;ufficio, da capitano: <em>&#8220;</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Marco è stato il migliore, il nostro punto di forza. Non oggi, sempre. Non se la deve prendere con se stesso, è stato il protagonista della nostra stagione&#8221;</em>. Dulcis in fundo, i buoni propositi galleggianti sul mare di realismo: <em>&#8220;Quelle davanti sono lontane, ma bisogna crederci fino all’ultima giornata. Nella semifinale di Coppa Italia sarà tosta, abbiamo visto la Lazio col Napoli, ma è ovviamente un obiettivo che in questi anni abbiamo sempre coltivato&#8221;</em>.</span></p>
<p><em>“Mercoledì c’è il momento in cui ci si gioca tutto. Dal punto di vista del’atteggiamento abbiamo fatto una buona partita, ma con errore tecnico. Siamo mancate in alcune scelte finali </em>&#8211; l&#8217;ammissione, infine, di <strong>Giacomo Raspadori</strong> -.<em> Giocare qui non è mai facile. Davanti ai nostri tifosi, invece, ci giochiamo una fetta di un obiettivi importante. In campionato non è chiuso niente, se si aprirà uno spiraglio dovremo fiondarci. Stavolta c&#8217;era da anteporre il lavoro per la squadra ed è quello che ho fatto rispettando le consegne dell&#8217;allenatore. Se sono utile anche in fase difensiva, sono contento. Ma bisogna sempre lavorare per </em><em>fare il passo in più”. </em><em><strong>Esseffe</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Voci da San Siro &#8211; Palladino: &#8220;Il gruppo tira la carretta da 4 mesi&#8221;. I giocatori: &#8220;Grande spirito&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 17:22:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Il segreto dell&#8217;Atalanta che non molla mai? &#8220;Il gruppo, sono grandi uomini che da quattro mesi, dal mio arrivo, tirano. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/3675b940-f29e-4cbb-bf42-a55ad5227e3b.jpeg"><p>Il segreto dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che non molla mai? <em>&#8220;Il gruppo, sono grandi uomini che da quattro mesi, dal mio arrivo, tirano. Sudano la maglia, hanno gamba, cuore, coraggio. Però preferirei non dover sempre rincorrere: dobbiamo segnare prima, un aspetto da migliorare&#8221;</em>. Tra il solito peana allo spogliatoio e osservazioni da incontentabile, et voilà, <strong>Raffaele Palladino</strong> a commentare il pari e patta a San Siro dalla capolista.</p>
<p><em>“Tra <strong>Bayern</strong> e <strong>Inter</strong> era una settimana difficile contro due corazzate. M’è piaciuta la risposta della squadra soprattutto dal punto di vista mentale: non ci sono stati strascichi psicologici della pesante sconfitta di martedì, si sono rialzati tutti mettendoci intensità nonostante le scorie fisiche della partita di Champions, di martedì, spirito e grande energia. Chi è entrato ha migliorato il rendimento della squadra. Un gruppo che tira la carretta dando tutto&#8221;</em>, il concetto-base, ribadito a <em><strong>DAZN</strong></em>.</p>
<p>Sulla spinta <strong>Sulemana-Dumfries</strong> per pareggiarla e il presunto aggancio di piedi Scalvini-Frattesi per tenere almeno il punto, ecco la versione diplomatica dell&#8217;allenatore nerazzurro: <em>&#8220;Non ho visto gli episodi, non parlo mai degli arbitri. Marelli, molto bravo e tecnico, dice che non c’era nessuno dei due: noi ci fidiamo di lui&#8221;</em>. Lo sguardo è già proiettato a mercoledì prossimo: <em>&#8220;A Monaco andiamo col risultato compromesso, è una montagna da scalare contro una squadra di una forza e una tecnica impressionanti. L’obiettivo è essere competitivi dando spazio a chi ne ha avuto poco nella partita di andata. Faremo la nostra prestazione e vedremo, ma non è facile pensare di poter rimontare anche questa&#8221;</em>.</p>
<p>Dalla pancia del Meazza, ecco la giustificazione di un certo timore reverenziale nel primo tempo: <em>“L’Inter si sta giocando lo scudetto e il piano gara è stato fatto pensando a quello che loro hanno visto contro il Bayern Monaco. Quindi, blocco basso</em> &#8211; rimarca il mugnanese -. <em>Nel secondo tempo abbiamo alzato baricentro e pressione. Il resto l’hanno fatto i cambi. Il punto è meritato e a un certo punto la sfida si poteva vincere o perdere. Qualcosa di borderline, ma noi non rinunciamo alla nostra essenza. Dopo la partita siamo tutti a bravi a dire che si sarebbe potuta fare diversamente, tipo quando la perdi col Bayern. Lì volevamo giocarcela con coraggio, ma il livello ha fatto la differenza. Stavolta mi aspettavo scorie, invece i ragazzi si sono rialzati da grandi giocatori e da grande squadra, come se quattro giorni fa non fosse successo niente&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono i rientri decisivi da commentare: <em>&#8220;A me mancano tutti quando stanno fuori. <strong>Ederson</strong> e De Ketelaere ci sono mancati tanto. <strong>Pasalic</strong> e De Roon con Musah hanno tirato la carretta, adesso abbiamo un big in più lì in mezzo. Domenica aggiungiamo anche Raspadori</em> &#8211; sottolinea il tecnico dei bergamaschi -. <em>Siamo felici di aver recuperato Charles. I complimenti vanno rivolti allo staff medico, tra medici e fisioterapisti. A Jack mercoledì darò minutaggio, ove possibile. Bisogna stare attenti a centellinarlo, spero che anche la Nazionale possa essere felice che rientri&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Questa squadra non molla mai fino alla fine e rispecchia il mio carattere. Ma mi piacerebbe segnare prima, perché non è facile riprendere sempre le partite. Se stiamo bene fisicamente, possiamo giocarcela cercando di cambiare le cose. Mi gratifica che chi subentra dà il cento per cento&#8221;</em>, la chiosa palladiniana in tema elogio del dna atalantino.</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Il primo tempo è stato tosto, poi chi entra deve e vuole sempre aiutare la squadra con lo spirito giusto. Abbiamo voluto il pareggio fortemente. Non vogliamo perdere le nostre caratteristiche, tra cui giocare con molto coraggio. Col Bayern è andata male, qui meglio&#8221; (<strong>Isak Hien</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Ho preso palla, la mira, ho tirato e ho fatto gol. Non ho pensato a niente se non a segnare. E volevo, volevamo vincere. Abbiamo anche sbagliato l’ultima occasione perché volevamo fare il secondo gol. Per questa squadra io metto la testa in tutto per tutto, perché è un onore indossare questa maglia. Il primo tempo è stato tosto, ma il secondo bellissimo, siamo stati tutti bravi. Devo ringraziare il mister e i compagni, la loro fiducia mi dà molta felicità (<strong>Nikola Krstovic</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Siamo umani anche noi, tenere alto il livello ogni tre giorni è faticoso. In tanti vorrebbero giocare le partite che dobbiamo affrontare noi: è la cosa più bella dell&#8217;essere calciatore. In allenamento ci prepariamo a dare il meglio di noi stessi nelle grandi occasioni come queste. Siamo un grande gruppo dove chi entra dà una grande mano. Tatticamente le scelte sono state dettate dal risultato col Bayern, quindi abbiamo lavorato, all&#8217;opposto, su letture difensive e comunicazione in campo. Infatti abbiamo parlato di più e ce la siamo passata meglio nei momenti giusti&#8221; (<strong>Davide Zappacosta</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Voci dalla New Balance Arena &#8211; Palladino: &#8220;Rifarei il 4-4-2&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Bayern scioccante&#8221;. Pasalic: &#8220;Ingiocabile&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 23:41:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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					<description><![CDATA[Niente musi lunghi in casa Atalanta dopo il ko tennistico col Bayern Monaco che ne ha di fatto determinato l&#8217;eliminazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/4b861d38-df3a-4f47-b9d1-aedf0533a7dd.jpeg"><p>Niente musi lunghi in casa <strong>Atalanta</strong> dopo il ko tennistico col <strong>Bayern Monaco</strong> che ne ha di fatto determinato l&#8217;eliminazione precoce dagli ottavi di <strong>Champions League</strong> già nella partita d&#8217;andata. Orgoglio salvo, e non solo per il gol della bandiera di <strong>Mario Pasalic</strong>, nelle dichiarazioni del dopogara: <em>&#8220;L&#8217;avversario è davvero di un altro livello. Superiore non soltanto a noi stavolta, ma alla gran parte della concorrenza in Europa. Abbiamo provato a sorprenderlo con un atteggiamento propositivo, ma non è andata come speravamo perché non siamo riusciti a scombinarne i piani</em> &#8211; afferma a Sky Sport il jolly croato -. <strong>Per aver raggiunto <strong>Muriel</strong> al terzo posto dei marcatori atalantini all time a 68 gol sono contento, ma non è servito a niente. Da professionisti dobbiamo accettare il verdetto del campo. E non sono così presuntuoso da dire che se fossimo partiti col 3-4-2-1 il risultato sarebbe stato diverso. Avevamo di fronte giocatori ingiocabili, è stata una batosta figlia di una superiorità indiscutibile davanti alla quale però possiamo solo toglierci il cappello. Non credo che subiremo alcun contraccolpo&#8221;</strong>.</p>
<p>Tema tattico, orgoglio e accettazione del verdetto trovano pienamente concorde l&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong>. <em>&#8220;Col senno di poi riproporrei il 4-4-2 che in corso d&#8217;opera sabato scorso ci ha consentito di recuperare l&#8217;Udinese almeno sul 2-2. La doppia punta, l&#8217;avere questi riferimenti. La realtà è che il Bayern a tratti è stato ingiocabile e la differenza non l&#8217;hanno fatta le scelte di modulo, ma i valori in campo. Contro il 4-2-3-1 difendere a blocco basso avrebbe significato portarseli in casa, ma ad andarli a prendere alti poi ti attaccano la profondità. Questa è una squadra che alle difficoltà sa reagire e lo farà fin da sabato in casa dell&#8217;Inter: tra De Ketelaere, Scalvini, Ederson e Raspasori possiamo recuperare qualcuno, Giorgio di sicuro perché stasera non c&#8217;era solo perché squalificato&#8221;</em>, la premessa in sala conferenze.  </p>
<p><em>&#8220;Il risultato ci fa male, sarà una notte pesante dopo sei gol presi. Ma questa è una squadra  che reagisce: ai giocatori a fine partita ho detto, tiriamo su la testa, recuperiamo le energie e ributtiamoci in campionato. Mica avevamo la presunzione di arrivare in finale di Champions League: i nostri obiettivi sono campionato e Coppa Italia, le competizioni più importanti</em> &#8211; prosegue il mugnanese -. <em>I migliori in campo sono stati i tifosi che ci hanno applaudito dall&#8217;inizio alla fine. Una grande dimostrazione d&#8217;amore verso di noi: cercheremo subito di reagire, non dev&#8217;esserci un contraccolpo. Amore e sportività, dal nostro pubblico: non penso che altrove avrebbero applaudito il quinto gol avversario, come sul secondo di Olise&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Col senno di poi riproporrei questo 4-4-2 con queste due punte di peso. Una scelta fatta anche in funzione delle assenze, siamo corti davanti a causa della defezione prolungata di De Ketelaere e Raspadori, oltre a Ederson e Scalvini. Rimettendo il nostro sistema di gioco nel secondo tempo non è cambiato niente, dimostrazione palese che la differenza è stata di valori</em> &#8211; osserva Palladino -. <em>Giocare contro giocatori così forti individualmente ti alza il livello, perché gli altri avversari sono inferiori al Bayern. O si vince o si impara e da una grandissima squadra che andrà probabilmente fino alla fine di questa competizione noi abbiamo imparato&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Con queste squadre bisogna stare attenti ai dettagli: sul calcio piazzato doveva esserci attenzione e più comunicazione. Alla squadra, che ha dato tutto sudando la maglia, non rimprovero nulla, anche sotto di sei sporcavamo le loro giocate e andavamo in transizione&#8221;</em>, la chiosa del tecnico. a fine partita ci hanno applaudito, qualcosa di impagabile.</p>
<p><em>&#8220;Il <strong>Bayern</strong> è qualcosa di scioccante, di incredibile, che ci ha messo in difficoltà in ogni fase del gioco con qualità nel passaggio finale, nell’assist e nel tiro. Per l&#8217;Atalanta è stata una serata veramente molto difficile, ma abbiamo avuto un pubblico che è un qualcosa di inspiegabile, perché non ha mollato un secondo</em> &#8211; conferma <strong>Marco Carnesecchi</strong> -. <em>E dire che comunque ai nostri avversari mancava uno che segna poco</em> (ride, NdR). <em>Avversari davvero incredibili, a cui possiamo solo dire bravi&#8221;</em>. <em>&#8220;Il pubblico è stato speciale, questa è una serata che ci deve unire ancora di più</em> &#8211; la tesi di <strong>Marten de Roon</strong>, il capitano -. <em>Il Bayern era semplicemente troppo forte, ma il nostro <strong>pubblico</strong> vale il doppio. L&#8217;abbraccio sotto la Curva Nord è stato qualcosa di toccante, un affetto sconfinato che ormai conosco da undici anni. L&#8217;errore nostro, probabilmente, è di aver continuato a cercare di prendere alti gli avversari, mentre probabilmente ci sarebbe convenuto aspettarli più bassi per ripartire in contropiede. Per descrivere la superiorità del Bayern e le nostre difficoltà non si trovano parole adatte: la scelta di un approccio offensivo non ha pagato. Ora rifacciamoci in campionato a cominciare dall&#8217;Inter&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci deluse dal Mapei Stadium: &#8220;Dispiace, ma non ci cambia nulla&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 17:12:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
		<category><![CDATA[sassuolo]]></category>
		<category><![CDATA[Yunus Musah]]></category>
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					<description><![CDATA[Sul campo pareva arrabbiato. Nel dopogara, la lucidità porta quasi a minimizzare la caduta al cospetto di una squadra in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/f67011ab-4ff3-4deb-90af-47d983c41082.jpeg"><p>Sul campo pareva arrabbiato. Nel dopogara, la lucidità porta quasi a minimizzare la caduta al cospetto di una squadra <strong>in dieci per ottantadue minuti</strong>: <em>&#8220;Non rimprovero nulla alla squadra perché siamo arrivati bene a questo appuntamento e abbiamo iniziato bene. Il più grosso dispiacere è aver preso il secondo gol: dovevamo essere più bravi nelle preventive, difendendosi a 4-4-1 si sapeva che il Sassuolo sarebbe stato pericoloso nelle ripartenze&#8221;</em>, la premessa dell&#8217;allenatore <strong>Raffaele Palladino</strong>. L&#8217;<strong>Atalanta</strong> non può recriminare di certo, ma&#8230; <em>&#8220;Ma abbiamo avuto le nostre occasioni in un secondo tempo decisamente migliore. Un palo, una traversa e il gol trovato troppo tardi: è un incidente di percorso che non sposta niente, ma certo dispiace. Dobbiamo azzerare e pensare alla <strong>Coppa Italia</strong>&#8220;</em>, spiega il condottiero dei nerazzurri, attesi mercoledì alla semifinale d&#8217;andata all&#8217;Olimpico di Roma con la <strong>Lazio</strong>.</p>
<p>&#8220;Dovevamo essere bravi a fermare prima l&#8217;azione sul raddoppio. Per il resto, scardinare la linea bassa senza soluzioni alternative non era facile, perché Raspadori e De Ketelaere ci mancano. Abbiamo anche inserito diversi giocatori, non è bastato &#8211; prosegue Palladino -. <em>L&#8217;analisi è molto chiara: una partita approcciata con atteggiamento, spirito ed energia giusti. Nel primo quarto d&#8217;ora abbiamo mantenuto il dominio assoluto del match con grande occasione per <strong>Zalewski</strong>. Dopo <strong>l&#8217;espulsione</strong> di Pinamonti, invece, loro inaspettatamente hanno trovato il gol iniziando a difendere col blocco basso. I due nostri errori sono stati questi: la velocità della palla troppo lenta che ci ha resi prevedibili, mentre loro raddoppiavano e noi non eravamo cattivi; l&#8217;altro errore è entrare centralmente per sbattere contro il muro. Nel secondo tempo è andata nettamente meglio e potevamo fare meglio sul secondo gol preso: la partita andava tenuta aperta, non m&#8217;è piaciuto che ci siamo portati <strong>Laurienté</strong> in casa, bisognava fermarlo prima&#8221;</em>. Infine, su Ederson: <em>&#8220;Il giocatore è in mano all&#8217;area medica, non credo recuperi per la Lazio. Sente ancora affaticamento&#8221;</em>. </p>
<p><strong>Yunus Musah</strong>, gettato in pasto ai microfoni della sala stampa come quelli di DAZN per il primo gol atalantino e in assoluto in serie A, si rammarica senza perdersi d&#8217;animo. <em>&#8220;Siamo delusi perché volevamo venire qui a vincere. Abbiamo avuto un bel percorso, non lasciamo che questa sconfitta ci butti giù. Possiamo fare grandi cose quest&#8217;anno&#8221;</em>, ammonisce il centrocampista preso anche per fare l&#8217;esterno alla bisogna. <em>&#8220;Se la prepari bene undici contro undici, poi quando gli avversari restano uno in meno cambia qualcosa. Infatti in superiorità numerica era più difficile penetrarli, essendo schiacciati all&#8217;indietro. In parità numerica, invece, erano più aperti e comodi da attaccare&#8221;</em>, ragiona lo statunitense cresciuto tra Castelfranco Veneto e Londra. </p>
<p>Il milanista in prestito, nonostante la malparata, prova a sprizzare ottimismo: <em>&#8220;Siamo un gruppo forte, tutte le riserve potrebbero giocare titolari. Non mi sorprende quando chi si alza dalla panchina fa qualcosa di buono&#8221;</em>. Stemperata, insomma, l&#8217;amarezza palpabile del post partita a bordocampo: <em>&#8220;È stato frustrante non riuscire a scardinare il blocco basso del Sassuolo. La palla era lenta anche perché il campo era molto secco, ma ci giocavamo loro e noi, non è una scusa. Loro hanno fatto una grande partita, noi abbiamo fatto fatica&#8221;</em>.</p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Serata nella storia e nel cuore&#8221;. Percassi: &#8220;Il mister è un predestinato&#8221;. I giocatori: &#8220;Mai così bravi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 22:10:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
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		<category><![CDATA[Luca Percassi]]></category>
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		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ipse dixit di Raffaele Palladino coniuga storia ed emozioni: &#8220;Quelle che dà la Champions League sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e63781e9-4beb-4170-a527-40113ff9ca53.jpeg"><p>L&#8217;ipse dixit di <strong>Raffaele Palladino</strong> coniuga storia ed emozioni: <em>&#8220;Quelle che dà la <strong>Champions League</strong> sono indimenticabili, ma l&#8217;impresa di stasera va azzerata perché tra quattro giorni c&#8217;è il <strong>Sassuolo</strong> in striscia positiva. Sta a me far entrare in campo i giocatori con lo spirito e la mentalità adatti. Ma questa è una serata che resterà nella storia di tutto il calcio italiano, oltre che nel cuore dei tifosi&#8221;</em>. L&#8217;allenatore dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> ha l&#8217;imbarazzo della scelta, se chiamato a citare il meglio del meglio: <em>&#8220;La partita più bella della mia carriera da allenatore. Mario <strong>Pasalic</strong> ha saputo aspettare da grande uomo e grandissimo calciatore nonostante abbia subito la grave perdita del padre. Ha una grandissima professionalità, è sempre stato il primo ad allenarsi bene e a saper aspettare, come Samardzic e Krstovic. E&#8217; una squadra di grandi valori umani. Isak <strong>Hien</strong> ha vinto l&#8217;uno contro uno con Guirassy, che all&#8217;andata ci aveva messi in difficoltà. Era una gara di duelli, del resto, e va preparata anche individualmente. Sul rigore mi sono preso un infarto, poi ho abbracciato Lazar, so che è bravo a tirarli. <strong>Scamacca</strong> pressava il portiere, <strong>De Roon</strong> e Pasalic hanno seguito gli inserimenti dei giocatori sulla fascia che sono molto veloci. Il Borussia Dortmund lavora molto sulla linea alta, ci volevano l&#8217;attacco alla profondità e i cambi di gioco. Ci siamo riusciti perfettamente&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono i ringraziamenti di rito: <em>&#8220;Ai miei giocatori, uno per uno. Al pubblico, abbiamo giocato in ventitremila. Lo stadio era una bolgia, i bergamaschi meritano questa soddisfazione. Abbiamo inseguito e centrato il sogno degli ottavi di finale anche perché i tifosi ci hanno creduto insieme a noi. Allo staff, perché l&#8217;abbiamo proprio preparata in modo perfetto. E alla società, con Antonio e Luca Percassi sempre presenti, il direttore sportivo Tony D&#8217;Amico&#8221;</em>. <em>&#8220;La squadra ha gli attributi, non era facile perché era difficile rimontare un doppio gol di svantaggio</em> &#8211; rimarca il tecnico nerazzurro -. <em>I giocatori ci credevano, l&#8217;ho visto nella preparazione. Erano attenti nello studio degli avversari e l&#8217;abbiamo preparata sui loro difetti, puntando ai cambi di gioco e all&#8217;attacco alla profondità&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Palladino</strong> conclude tra difesa d&#8217;ufficio della costruzione della rosa anche a gennaio, quella del movimento del pallone del Belpaese e la tecnologia applicata al gioco. <em>&#8220;I giocatori sono frutto di una scelta molto accurata. E&#8217; un gruppo fantastico in cui chiunque giochi crede in quello che fa e sa come poter essere utile per i compagni. Siamo andati uomo su uomo, siamo stati bravi tecnicamente, abbiamo vinto i duelli. Il calcio italiano va difeso, protetto e tutelato. Sembra che non si veda l&#8217;ora che vada male per criticarlo. Io vedo squadre con idee e che giocano un bel calcio. Si lavora bene, ci sono giovani e giocatori esperti. Oggi l&#8217;abbiamo dimostrato: ho detto ai miei che nessuno credeva in noi oggi e invece abbiamo dimostrato il contrario con grande rispetto degli avversari.&nbsp; Sul Var a chiamata non saprei, ma in Italia del var attuale si fa troppo uso. Dovrebbe essere utilizzato solo per le cose oggettive, da noi s&#8217;interrompe troppo il gioco, spesso non si capiscono bene gli errori&#8221;</em>.</p>
<p><strong>Luca Percassi, amministratore delegato</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Questa impresa è poco dietro a quella di Dublino, ma solo perché a Dublino abbiamo conquistato un trofeo. Questa sera è stata fatta la partita perfetta. Un grandissimo complimenti al mister, ai ragazzi e al pubblico che è stato straordinario dal primo all’ultimo minuto. Palladino è un predestinato, ha saputo toccare le corde giuste mostrando la bontà delle sue idee e la sua qualità. E&#8217; stata una partita straordinaria in una serata straordinaria, col pubblico a sostenerci dal primo all&#8217;ultimo minuto. Fin dal rientro in albergo, all&#8217;andata a Dortmund, allenatore e giocatori erano convinti di non essersi espressi al meglio. Adesso ci aspetta l&#8217;Arsenal o il Bayern. L&#8217;Arsenal l&#8217;abbiamo affrontato la scorsa edizione di Champions a Bergamo, ma mai a Londra. Il Bayern sarebbe una novità. Sarà comunque qualcosa di straordinario per il popolo bergamasco e per chi ama l’Atalanta. Sono commosso, stavolta tra le altre grandi partite di tutti questi anni è emersa l&#8217;Atalanta&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>Mario Pasalic</strong></p>
<blockquote><p><em>“Una serata speciale in cui è stato bellissimo vincere davanti al nostro pubblico. Sapevamo che avremmo potuto rimontare. Nel primo tempo ci siamo rimessi in parti, nel secondo abbiamo segnato altri due gol pur prendendone uno. Ne abbiamo vissute tante, soprattutto noi che siamo qui da tanto tempo, ma l&#8217;emozione di questo passaggio agli ottavi è qualcosa di unico. In campionato stiamo facendo altrettanto bene e dobbiamo ripartire dal Sassuolo puntando al quarto posto, alla fine ci mancano solo cinque punti&#8221;.</em></p></blockquote>
<p><strong>Marten de Roon</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“In pochi ci credevano, abbiamo fatto la storia. Noi ci credevamo perché dopo Dortmund, dove non avevamo dato il meglio, ci siamo guardati negli occhi dicendoci che potevamo farcela. Abbiamo dato tutto dall&#8217;inizio alla fine. Andare avanti all&#8217;inizio ha aiutato, ma a differenza dell&#8217;andata non abbiamo concesso tutti quegli spazi perché abbiamo giocato compatti e intensi. Tra le serate magiche ricordo anche Liverpool in Europa League, ma qualificarci così è tanta roba. Samardzic era il secondo della lista dei rigoristi dietro Scamacca che era uscito, ha tirato benissimo. Il dna Atalanta è nello spirito, poi vengono la qualità e anche i gol: faticano tutti a giocare a Bergamo, merito dei tifosi&#8221;.</p>
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</div>
</div>
</div>
</div>
</blockquote>
<p><strong>Gianluca Scamacca</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>“Siamo partiti forte e sentivamo che avremmo potuto ribaltarla. Ci abbiamo creduto e chi è subentrato ha dato una grossa mano. Ci siamo fatti perdonare la brutta partita di Dortmund facendo una grandissima cosa. Da fuori nessuno poteva immaginarsi la rimonta, ma noi giocatori conosciamo il nostro valore e sappiamo di poterci togliere molte soddisfazioni. Mister Palladino? Ci ha dato energia, ci ha aiutato a ritrovare noi stessi. E i tifosi sono stati meglio del Muro Giallo&#8221;.&nbsp;</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Gran percorso da quel ko di Napoli, ci rialziamo sempre&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 17:50:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La precisazione a DAZN in primis: &#8220;Mi pare giusto annullare il gol di Gutierrez, perché Hojlund fa fallo su Hien&#8221;. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/8bbf69d3-6101-4de1-ae1d-ff0defb44b27.jpeg"><p>La precisazione a <em><strong>DAZN</strong></em> in primis: <em>&#8220;Mi pare giusto annullare il gol di Gutierrez, perché Hojlund fa fallo su Hien&#8221;</em>. Per il resto, <strong>Raffaele Palladino</strong> per descrivere la sua <strong>Atalanta</strong> a 5 punti dal podio del campionato, sesta a 45 a braccetto col Como e a meno 1 dalla Juventus, fa ogni raffronto col <strong>3-1 subìto dal Napoli</strong> al Maradona il 22 novembre: <em>&#8220;Abbiamo numeri importanti. Voglio sottolineare che tre mesi fa alla mia prima partita perdemmo a Napoli per fare poi un percorso incredibile, con ottime prestazioni anche nelle difficoltà. Ma ci siamo rialzati alla grande: ho un grande gruppo</em> &#8211; la premessa in sala stampa del tecnico nerazzurro -. <em>Venivamo dalla sconfitta di Dortmund e siamo andati quasi subito sotto, potevamo crollare e invece l&#8217;abbiamo ribaltata con pazienza e maturità. I cambi sono stati perfetti. Adesso siamo lì, vogliamo restarci e ce la vogliamo giocare&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Abbiamo preparato la partita per stancare la difesa del Napoli. <strong>Sulemana</strong> non è riuscito a incidere ma ha fatto un grande lavoro costringendo gli avversari a corrergli dietro. Nel primo tempo siamo stati un po&#8217; sterili, poi abbiamo alzato la qualità</em> &#8211; continua il mugnanese -. <em>Mi fa piacere per <strong>Samardzic</strong> che oltre a segnare ha riempito l&#8217;area: un ragazzo straordinario nell&#8217;impegno fin dagli allenamenti, dove si schiera in qualunque posizione io gli chieda. Anche <strong>Bernasconi</strong> ha puntato l&#8217;uomo e l&#8217;area negli ultimi metri, lo chiedo sempre ai quinti. Adesso bisogna recuperare subito le energie e pensare al ritorno di Champions League col Borussia Dortmund&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;A parte questo senso di famiglia e unione, tra giardinieri e magazzinieri, chef e ufficio stampa, m&#8217;è sempre piaciuto avere la società presente al campo d&#8217;allenamento. <strong>Luca Percassi</strong> e Tony D&#8217;Amico sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via. Il presidente Antonio viene a tutte le rifiniture e ha sempre una parola positiva&#8221;</em>, rimarca il mister. <em>&#8220;Ho uno staff che lavora H24, ma il merito alla fine è dei ragazzi. Non l&#8217;avevamo preparata sui cross, ma sui terzi in zona d&#8217;attacco. Invece Bernasconi ha avuto qualità per puntare l&#8217;uomo ed essere intraprendente&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Non mi aspettavo due gol di testa di <strong>Pasalic</strong> e Samardzic, anche perché il Napoli in gioco aereo è molto forte. Da piazzato è proprio lì che volevo la palla: Pasalic è un grande, dove lo metti sta ed è sempre affidabilissimo. Ha il gol nel sangue ed è stato perfetto anche in fase di non possesso. Il secondo, invece, su azione, è figlio della volontà di occupare l&#8217;area. Samardzic ha sofferto tanto a restare fuori: ha grandi qualità, può essere ancora più incisivo. La partita è stata vinta nei duelli difensivi, loro si appoggiavano molto a Hojlund. Con Kolasinac, uscito stremato, un guerriero, ma anche Scalvini, Hien e Djimsiti abbiamo prevalso. Nel primo tempo abbiamo preso un tiro in porta, nel secondo un paio di ripartenze&#8221;</em>, spiega Palladino. Infine, sul ritorno del playoff del 25 febbraio: <em>&#8220;Non ho ricette per vincere in casa, dove c&#8217;è un&#8217;atmosfera fantastica. Sono felice di giocare qui vivendo le sensazioni da stadio di casa. Mercoledì ci rigiochiamo, mi aspetto che il pubblico spinga ancora di più creando un clima d&#8217;inferno&#8221;</em>. </p>
<p><strong>I GIOCATORI</strong> &#8211; <em>&#8220;<strong>Hojlund</strong> mi ha trattenuto per il braccio, io ero davanti a lui e quindi è fallo&#8221;</em>. Tutta la verità, nient&#8217;altro che la verità di Isak Hien, tre panchine di fila in campionato e ultima da titolare il 26 gennaio dall&#8217;Union Saint-Gilloise: <em>&#8220;Quando non si gioca è sempre difficile, ma nel gruppo abbiamo la sensazione che tutti possano avere la chance di scendere in campo e quindi tutti facciamo tutto per essere pronti. Io ci ho sempre provato e così diventa più facile rientrare quando si sente che si può essere schierati e aiutare la squadra&#8221;</em>. Sul match, dalla pancia della New Balance Arena, poche parole: <em>&#8220;Il Napoli è forte, ne conosciamo la qualità. In casa loro ci avevano battuti. Nel calcio ci sono sempre episodi che cambiano le partite. Abbiamo fatto di tutto per non prendere gol: abbiamo dato il massimo</em> &#8211; chiosa il difensore svedese -. <em>La vittoria ci dà fiducia, perché abbiamo dimostrato le qualità che possediamo davanti al nostro pubblico. Per me c&#8217;è la possibilità di rimontare anche col Borussia Dortmund: voliamo bassi e diamo tutto&#8221;</em>.</p>
<p><em>“Anche a Dortmund, seppure a tratti, avevamo fatto bene dimostrando che ci siamo. Come nel primo tempo stavolta, col Napoli, anche in svantaggio. Abbiamo fatto cose buone anche entro l&#8217;intervallo</em> &#8211; sottolinea <strong>Mario Pasalic</strong> -. <em>Prima di tornare in campo ci siamo parlati nello spogliatoio dicendoci che dovevamo continuare ad attaccare, perché alla fine saremmo riusciti a segnare. Sono arrivati due gol&#8230; ”</em>. Un legame solido, per il croato, con Bergamo: <em>&#8220;Il colpo di testa dell&#8217;1-1 sotto la Curva Nord è emozionante come ogni altro gol davanti al nostro pubblico. Per me è la stessa sensazione dopo otto anni. Sono orgoglioso di far parte dell&#8217;Atalanta, anche nei momenti più brutti, compresi quelli personali, i tifosi mi sono e ci sono sempre stati vicini. Me li godo, perché questa è casa mia”</em>.  </p>
<p><strong>Lazar Samardzic</strong>, dulcis in fundo: <em>&#8220;Mai fatto un gol così, di testa. Per arrivare in alto servono grandi prestazioni, ma dobbiamo avere fiducia in noi stessi&#8221;</em>. Il match winner col Napoli quasi non ci crede: <em>&#8220;Mario Pasalic è quello che salta sempre, serve anche fortuna. Siamo contenti di averla vinta così, in modo insolito per me. Voglio sempre aiutare la squadra con gol, assist, giocate e prestazioni”</em>. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Voci dal dopogara &#8211; Palladino: &#8220;Prova di maturità&#8221;. E tre attaccanti esultano: &#8220;Vogliamo la Champions&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 21:34:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Raspadori]]></category>
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					<description><![CDATA[Il febbraio dell&#8217;Atalanta non è stato solo il quarto di Coppa Italia trionfante sulla Juventus e non sarà solo il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/c80c65e4-bd48-4740-b1a6-eaaa12093b15.jpeg"><p>Il febbraio dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> non è stato solo il quarto di Coppa Italia trionfante sulla Juventus e non sarà solo il Borussia Dortmund per andare avanti in Champions fino agli ottavi contro le ingiocabili Arsenal o Bayern. C&#8217;è stata anche la <strong>Cremonese</strong> appena battuta, ci saranno a cavallo della coppa dalle grandi orecchie anche la Lazio e in casa il Napoli: <em>&#8220;Per noi è una maratona che richiede molta resistenza. Abbiamo scalato posizioni rosicchiando punti a chi sta davanti e vogliamo continuare a scalare. La squadra sta crescendo. Abbiamo un febbraio intenso e bisogna spingere continuando a sudare la maglia&#8221;</em>, la premessa di <strong>Raffaele Palladino</strong>.</p>
<p><em>&#8220;Dobbiamo essere più cinici in zona gol, perché lasciare le partite sul due a zero significa tenerle aperte. Bisogna fare la scelta giusta negli ultimi metri, anche se gli attaccanti hanno fatto pressing e alla fine erano anche frenati dalla pioggia e dal campo allentato</em> &#8211; prosegue il tecnico nerazzurro -. <em>De Ketelaere ha tirato nel riscaldamento sentendo qualcosina al ginocchio destro, vediamo domani con la risonanza. Non dovrebbe essere niente di grave&#8221;</em>. L&#8217;uomo in panchina è soddisfatto di aver rotto il tabù con le neopromosse, ovvero 0 punti col Sassuolo costati l&#8217;esonero al predecessore <strong>Ivan Juric</strong>, 2 col Pisa di cui solo uno suo e l&#8217;1-1 all&#8217;andata a Cremona: <em>&#8220;Avevo un po&#8217; di timore dopo la vittoria importante in Coppa Italia contro la Juventus. Il pericolo era sottovalutare l&#8217;avversario. La Cremonese veniva in casa nostra per fare punti. Ma ho elogiato i ragazzi nello spogliatoio per la maturità, per la qualità della grande partita anche in non possesso e nelle preventive nel primo tempo. mentre nel secondo è stata una partita sporca con molte palle lunghe. Un risultato che ci dà morale e autostima&#8221;</em>.</p>
<p>Poi, i soliti nomi da tenere in palmo di mano. <em>&#8220;Chiunque giochi si esprime al cento per cento. <strong>Pasalic</strong> ha fatto una grande partita, Kolasinac idem, Samardzic pure senza sapere che avrebbe giocato fino a dieci minuti prima. <strong>Krstovic</strong> è un trascinatore che gioca con grande spirito. Ma si parla poco di Djimsiti, Ederson e Zappacosta</em> &#8211; prosegue il mugnanese -. <em>Di Scalvini ero innamorato quando lo vedevo in tv, ora che lo alleno ancora di più: ha la faccia da bravo ragazzo con grandi doti tecniche e fisiche. Sta giocando di qualità, ha un presente e un futuro incredibile. Può crescere tanto, perché non è al top della forma&#8221;</em>. E il buco di Kossounou sul gol ospite? <em>&#8220;Non parlo di errori, sono contento che Odilon stia trovando anche da cambio in corsa una certa continuità dopo il ritorno dalla Coppa d&#8217;Africa&#8221;</em>.</p>
<p>Parola al primo assistman, <strong>Giacomo Raspadori</strong>, che non è riuscito a replicare la prodezza finora singola col Parma: <em>&#8220;<strong>Krstovic</strong>, cui dovevo l&#8217;assist che mi aveva mandato in porta, è stato bravissimo a trovarla dopo una bella azione. Ma l&#8217;importante è aver sempre spinto tanto, la mentalità. Oggi è stata fatta una grande partita, nell&#8217;approccio e nell&#8217;atteggiamento. Peccato aver preso il gol alla fine, potevamo finalizzare molte più occasioni&#8221;</em>. Niente rammarico, insomma, per non averla messa: <em>&#8220;In qualche situazione avrei potuto fare meglio, ma è andata così. A volte basta una palla come col Parma per segnare, a volte non ne bastano mai. Sono contento per la squadra, per lo staff, per tutti, perché comunque sappiamo quanto ci prepariamo lavorando duro per giocare partite del genere&#8221;</em>.</p>
<p>Il sostituto inatteso, <strong>Lazar Samardzic</strong>, ha anche retroscena da svelare: <em>&#8220;Ho rischiato di andare via nel mercato invernale, ma il mio lavoro è sempre allenarmi e andare al cento per cento. Non spetta a me, ma alla società e al mio agente. Non ho mai pensato di andarmene né lo volevo: sono contento di essere ancora all&#8217;Atalanta&#8221;</em>. Con le ombre di Lazio e soprattutto Fiorentina, giocare in scioltezza non dev&#8217;essere agevolissimo: <em>“Non dovevo giocare nemmeno stavolta, poi De Ketelaere si è fatto male. Ho preso la traversa, ho avuto almeno altre due possibilità di fare gol, ma sono felice anche se non l&#8217;abbiamo chiusa prima&#8221;</em>. Ancora, sui pericolo del lunedì sera: <em>&#8220;Djuric è forte di testa e abbiamo rischiato. Vogliamo stare sempre più in alto. In avanti possiamo giocare tutti con tutti, perché siamo forti. Decide il mister, le riserve quando entrano aiutano l&#8217;Atalanta come i titolari&#8221;</em>.</p>
<p>Dulcis in fundo, l&#8217;apripista <strong>Nikola Krstovic</strong>. <em>&#8220;Ho giocato al posto di Scamacca che comunque domenica in allenamento stava bene. Sono pronto al duecento per cento. Vogliamo qualificarci alla Champions League oltre a giocarla: questa è stata una vittoria fondamentale</em> &#8211; ragiona il montenegrino -. <em>Ho fatto 5 gol su 7 in campionato solo a gennaio, come Lautaro? L&#8217;importante è che la squadra vinca facendo belle cose. I baci che ho mandato per esultare sono per moglie e figlia&#8221;</em>. <em><strong>SF</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino ha trovato la quadra: &#8220;L&#8217;Atalanta che vorrei sempre, niente scherzi con la Cremonese&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 23:35:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[conferenza stampa]]></category>
		<category><![CDATA[dopogara]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Scamacca]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Uno]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Pasalic]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[E ora? &#8220;E ora cavalchiamo l&#8217;entusiasmo della semifinale raggiunta in Coppa Italia per affrontare un mese difficile. Non cadiamo più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/e5492ec5-e202-4dcb-93de-dd0d2de64d0b.jpeg"><p>E ora? <em>&#8220;E ora cavalchiamo l&#8217;entusiasmo della semifinale raggiunta in <strong>Coppa Italia</strong> per affrontare un mese difficile. Non cadiamo più nel tranello delle partite facili: lunedì con la <strong>Cremonese</strong> ho chiesto un regalo&#8221;</em>. <strong>Raffaele Palladino</strong> ha la testa già al prossimo impegno di campionato, nonostante abbia appena fatto a fette la <strong>Juventus</strong> nel quarto secco del trofeo nazionale: <em>&#8220;L&#8217;<strong>Atalanta</strong> che vorrei vedere sempre è questa. Se ricadiamo negli alti e bassi, il primo responsabile sono io. Non dobbiamo più accettarli. Voglio sempre spirito, unione, mentalità e aggressività: ho visto un&#8217;Atalanta tosta, con ampi margini di miglioramento. Lunedì voglio conferme&#8221;</em>, il refrain dell&#8217;allenatore nerazzurro. </p>
<p><em>&#8220;Lo stadio era una bolgia, ci siamo fatti trascinare dai tifosi a cui dedichiamo la vittoria. Abbiamo dimostrato di poter essere competitivi e di tenere alla Coppa Italia: vogliamo andare fino in fondo e provare a vincerla. Si è trattato di una partita borderline contro una Juventus che poteva andare più volte in vantaggio nel primo tempo e mi ha impressionato: noi siamo stati bravi, cinici e attenti</em> &#8211; prosegue l&#8217;uomo in panchina -. <em>E&#8217; la risposta che mi aspettavo da <strong>Ahanor</strong> come da tutto il gruppo. Parlare di singoli non è giusto, va esaltata la prestazione di squadra contro una Juventus che mi ha impressionato per forza e qualità di gioco, allenata benissimo da un grande come Spalletti&#8221;</em>. Le prestazioni individuali o quanto meno di reparto, però, vanno sottolineate: <em>&#8220;Dietro <strong>Scalvini</strong>, Djimsiti e Ahanor sono stati coraggiosi ad accettare i duelli. Davanti abbiamo saputo quando attaccare. Abbiamo cercato di togliere il possesso palla alla Juventus, De Roon ed <strong>Ederson</strong> in pressione hanno giocato una grande partita, mi sono piaciuti i subentrati Sulemana, Krstovic e Pasalic&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Stiamo iniziando a leggere bene nelle difficoltà della partita. Diamo sfogo al possesso palla mettendo in difficoltà gli avversari. Io questa sfida la sentivo in modo particolare, perché giocavo contro il mio passato. Quando affronti la Juve sai che affronti un avversario contraddistinto dalla mentalità vincente di chi vuole batterti</em> &#8211; l&#8217;analisi anche psicologica del tecnico mugnanese -. <em>I cambi al momento giusto sono anche fortuna. Ho voluto far stare la squadra nella difficoltà del momento, con la Juve che ha iniziato a palleggiarci. Le sostituzioni, certo, hanno fatto la differenza. Ma avrei voluto e potuto farle prima&#8221;</em>.<br />
<em>&#8220;Ho ragazzi seri, professionali, grandi uomini. Hien non sta giocando titolare ultimamente ma è un grande esempio in allenamento, Kolasinac che non gioca da tre partite per un problema al ginocchio è un trascinatore in settimana</em> &#8211; la chiosa palladiniana -. <em>Siamo felici che sia rientrato Bakker e del mercato fatto dalla società: ventuno giocatori di movimento e tre portieri. Anche da Rossi e Sportiello continuo ad avere tanto&#8221;</em>. </p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio: Scalvini, Pasalic e Scamacca</strong><br />
<em>&#8220;Abbiamo giocato e vinto di squadra&#8221;</em>. Un <strong>Giorgio Scalvini</strong> ministro della difesa quanto laconico, a bocce ferme dopo il tris secco sulla ruota della Juventus: <em>&#8220;Dietro come nel gruppo squadra intero c&#8217;è tanta coesione, sotto <strong>Palladino</strong> siamo uniti e coesi, pronti ad adattarci alle situazioni della partita. Siamo ragazzi che si trovano bene tra di loro, fondamentale per l&#8217;Atalanta&#8221;</em>. <em>&#8220;Siamo stati bravi a sfruttare le singole occasioni, contro un avversario difficile da affrontare e che ci ha messi in difficoltà. Sappiamo soffrire insieme, siamo una grande squadra che sa reagire nei momenti duri</em> &#8211; spiega il braccetto di Palazzolo sull&#8217;Oglio -. <em>La società e la squadra mi hanno sempre dato fiducia aspettandomi dopo i vari infortuni, aiutandomi a recuperare la condizione giusta. Devo solo ringraziare tutti. E il rigore volevo batterlo io&#8230;&#8221;</em>. </p>
<p><em>&#8220;Cerco di sfruttare minuti e occasioni. E&#8217; bello vincere sapendo di aver segnato ogni volta che abbiamo creato la palla gol. Per noi è fondamentale, perché dietro siamo solidi e se davanti siamo cinici abbiamo più chances di vincere</em> &#8211; osserva <strong>Mario Pasalic</strong> da bordocampista di <em><strong>Italia Uno</strong></em> -.  <em>Per me abbiamo dominato la partita pur avendo anche sofferto. Se giochiamo con questo spirito possiamo recuperare posizioni in classifica in campionato: serve un filotto, perché siamo ancora indietro&#8221;</em>. </p>
<p>Dulcis in fundo, <strong>Gianluca Scamacca</strong>, l&#8217;apripista dal dischetto: <em>“In una partita equilibrata abbiamo meritato da vincere perché abbiamo concretizzato, sfruttando le occasioni. Un gruppo molto unito come il nostro può togliersi grandi soddisfazioni</em> &#8211; chiude il centravanti romano -. <em>Tra Bologna e Lazio la preferenza non spetta a noi. Vedremo come finirà: in ogni caso sono entrambe grandi squadre da affrontare nelle semifinali. Per noi, alla fin fine, è uguale: dobbiamo battere due squadre per alzare il trofeo&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
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