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	<title>Isak Hien &#8211; Bergamo e Sport</title>
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		<title>Rebus difesa contro il Bologna: al momento ci sarebbero tre mancini e basta</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2026 11:18:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rischia di dover essere un&#8217;enorme e prolungata battuta di dribbling sui problemi della difesa la settimana di preparazione dell&#8217;Atalanta alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/a4f59f1b-acf3-495c-b0ee-68de9834fea1.jpeg"><p>Rischia di dover essere un&#8217;enorme e prolungata battuta di dribbling sui problemi della <strong>difesa</strong> la settimana di preparazione dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> alla penultima giornata di campionato contro il <strong>Bologna</strong> alla New Balance Arena di Bergamo, la cui data e il cui orario saranno noti da martedì mattina. Squalificato <strong>Isak Hien</strong> per l&#8217;ammonizione seguita alla presunta reazione a un intervento scorretto di Ricci alla mezzora della ripresa domenica sera in casa del <strong>Milan</strong>, infatti, allo stato attuale, cogli allenamenti a Zingonia destinati a riprendere mercoledì pomeriggio a ruota del ritrovo oggi in tarda mattinata sempre al Centro Sportivo Bortolotti, sarebbero a disposizione solo <strong>tre mancini</strong> nel ruolo: <strong>Honest Ahanor</strong>, <strong>Sead Kolasinac</strong> e l&#8217;Under 23 Relja Obric, pluriconvocato ma ancora in attesa di esordio.</p>
<p>Detto e osservato che <strong>Marten de Roon</strong> può tranquillamente arretrare a terzo di destra, il recupero più rapido può essere solo quello di <strong>Berat Djimsiti</strong>, escluso dalla rotazione ieri sera per <strong>Sindrome degli Hamstrings</strong> alla coscia sinistra. Si tratta di un fenomeno infiammatorio non tale da richiedere approfondimenti diagnostici, anche perché non può esserci lesione: è, infatti, una tendinopatia inserzionale dolorosa che colpisce i tendini dei muscoli posteriori della coscia, bicipite femorale, semitendinoso e semimembranoso, e viene avvertita al di sotto del gluteo, anche per compressione del nervo sciatico.</p>
<p>Alle <strong>terapie</strong> s&#8217;è limitato anche <strong>Lorenzo Bernasconi</strong>, stagione finita per la lesione entro il secondo grado al collaterale mediale del ginocchio destro (per l&#8217;entrataccia non sanzionata di Patric nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Lazio), oltre ai due infortunati sul campo al &#8220;Meazza&#8221;. Gio<strong>rgio Scalvini</strong>, uscito al 3&#8242; della ripresa per trauma distorsivo alla caviglia destra, e il suo sostituto <strong>Odilon Kossounou</strong>, arresosi nemmeno 14 minuti più tardi al risentimento al flessore destro, sono prossimi agli esami clinici che ne stabiliranno diagnosi e prognosi precise. Il problema dei tre difensori di piede sinistro è legato soprattutto alle posizioni in campo: tutti e tre possono fare il braccetto sinistro, mentre Obric è l&#8217;unico a giocare da perno. Il passaggio a una difesa a quattro non è dunque improbabile, ovviamente arretrando uno o due laterali, tra Davide Zappacosta e Nicola Zalewski, anche per mettersi sostanzialmente a specchio col <strong>4-2-3-1</strong> di Vincenzo Italiano.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino vuole restare: &#8220;Il destino non è nelle mie mani&#8221;. Carnesecchi: &#8220;Ha grandi meriti&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2026 22:04:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Palladino]]></category>
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					<description><![CDATA[Un&#8217;altra conferenza stampa che assomiglia a un appello a proprietà e dirigenza, quando le voci su Cristiano Giuntoli, ma soprattutto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/05/ad0a1fbd-5383-4059-9a38-6f730356c08e.jpeg"><p><span style="font-weight: 400;">Un&#8217;altra conferenza stampa che assomiglia a un appello a proprietà e dirigenza, quando le voci su Cristiano Giuntoli, ma soprattutto su <strong>Thiago Motta</strong> in panchina e Vincenzo Italiano come alternativa, si stanno facendo quasi grida assordanti. Di più: <strong>Raffaele Palladino</strong> parla al popolo nerazzurro e dice da che parte vuole stare. Senza usare il 3-2 pirotecnico al <strong>Milan</strong> come argomento a favore, anche se l&#8217;elogio e l&#8217;auto-elogio ci sta: “Non era scontata una prestazione perfetta contro una big che voleva fare punti. Il rammarico è di averne persi noi con squadre di medio-bassa classifica, ma non dimentichiamoci del tredicesimo posto da cui eravamo partiti al mio arrivo. Competiamo comunque per una posizione europea. Spero di essere apprezzato dalla società, ma il destino non è nelle mie mani”.</p>
<p>Dalla pancia di San Siro, il tecnico dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> a cui tanti vedono le valigie già in mano mantiene il consueto aplomb britannico:&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;"><em>“Abbiamo giocato di squadra in entrambe le fasi e di questo devo ringraziare chi va in campo. Imparo tutti i giorni dai giocatori, con cui c’è grande sintonia. Insieme abbiamo fatto un grande lavoro. Spero di continuare con loro, perché mi hanno dato tanto”</em>. Sui singoli, la difesa a spada tratta di un acquisto voluto da lui:&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;"><em>“<strong>Raspadori</strong> è stato straordinario anche in fase di non possesso marcando Ricci. L’abbiamo messo apposto sul play per poi lasciarlo libero di attaccare nelle zone che gli piacciono di più”</em>. Un piano gara che piace alla gente che piace ai tifosi, visti i cori dedicati al mugnanese: <em>&#8220;Il loro apprezzamento mi emoziona. </em></span><em><span style="font-weight: 400;">Abbiamo applicato quanto preparato: siamo stati bravi ad avere pazienza nell’andare da un lato all’altro per poi bucare centralmente, sapevamo che ci sarebbe stato spazio sulla trequarti col 5-3-2 difensivo del Milan molto basso. Un avversario&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em>fortissimo in transizione che non a caso ci ha messo in difficoltà nel finale&#8221;</em>. A venti scarsi dalla mezzanotte, una dichiarazione d&#8217;amore interessata e, perché no, sfrontata: <em>&#8220;</em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Il destino non è tutto nelle nostre mani, mercoledì prossimo il nostro tifo penderà dalla parte dell’Inter. Il settimo posto ci pensiamo noi a difenderlo&#8221;</em>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><strong>Il Palladino-pensiero</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Non penso al futuro, penso a finire bene la stagione. Ho dato tutto per questi colori, credo di essere apprezzato da giocatori e tifosi, spero di esserlo anche dalla società a cui toccano le valutazioni a fine stagione. E’ l’Atalanta che merita attenzione, non Palladino.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">La partita è stata preparata bene e siamo stati molto pericolosi davanti concedendo niente fino al 3-0. Questa è la risposta di un grande gruppo che rema dalla stessa parte al culmine di una settimana con qualche critica ricevuta. Ci sono grandi valori umani e tecnici: gli ultimi minuti ci dispacciono, chiuderla sul tre a zero sarebbe stato meritato ma ci sta anche vincere soffrendo contro una squadra di grandi individualità che alla fine mettendo tanti attaccanti ha segnato da palla inattiva e su rigore.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi emozionano gli attestati di stima da parte dei ragazzi, io avevo preso questa squadra demotivata e con problemi. S’è creata subito magia. Loro hanno sempre dimostrato grande attaccamento e grande unione. Li ringrazio pubblicamente per la risposta sul campo. Io voglio sempre il bene loro, dell’Atalanta e dei tifosi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Krstovic è un attaccante che attacca, difende, uno spirito, una voglia e una fame impressionanti. Dà il massimo fin dagli allenamenti, lotta anche quando sbaglia, si rimette a posto e vuole migliorarsi. Al mio arrivo s’è messo sotto a pedalare ed è migliorato al punto da riuscire a fare reparto da solo: può migliorare nella pulizia del gioco, nel gioco a due tocchi anche spalle alla porta.</p>
<p></span><strong>I giocatori: Carnesecchi elogia Palladino, Hien contento</strong></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">&#8220;Una prestazione incredibile che mancava da un po’. Siamo felicissimi per aver ritrovato una grande prestazione e pure dispiaciuti per aver pagato tanto in questo ultimo periodo, specialmente per il mio errore contro la Juventus in un ko che ci ha tagliato le gambe. Ma la grande vittoria di oggi corrobora il settimo posto.&nbsp;</span></em><span style="font-weight: 400;"><em>Abbiamo fatto sembrare il Milan molto meno di una squadra da Champions</em> &#8211; il commento a DAZN di <strong>Marco Carnesecchi</strong> -. <em>N</em></span><em>el finale ci siamo abbassati un po’ e abbiamo sbagliato le pressioni. Era una battaglia annunciata, il Milan ci ha messi là provando a rimontare. Comunque questa vittoria è q</em><span style="font-weight: 400;"><em>ualcosa di grande. Se la meritava anche il mister, che ci ha dato una mano incredibile nella rimonta facendoci scalare tante posizioni: magari l’allenatore passa in secondo piano, ma ha i suoi grandi meriti, ci ha dato una grandissima mano&#8221;</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><em>“Sono molto soddisfatto per essere tornato al meglio dopo un mese di infortunio, ho fatto mezzora col Genoa e sono contento di aver fatto tutta la partita stasera</em> &#8211; chiosa <strong>Isak Hien</strong> dalla sala conferenze del Meazza -. <em>Mi sentivo in forma, sono uscito bene anche su Saelemaekers. </em></span><span style="font-weight: 400;"><em>Una vittoria che ci rende contenti, a differenza della stagione complessiva. Era importante dimostrare a tutti di essere una squadra forte: non è facile essere al top stagione dopo stagione. Questa che si sta concludendo può essere un passo indietro per farne due davanti&#8221;</em>. <em><strong>Effe</strong></em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bernasconi fuori uso: vittima due volte della Coppa Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 11:28:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vittima due volte, anzi tre. Della semifinale di ritorno di Coppa Italia, sostituito forzatamente al 12&#8242; del secondo tempo da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/04/36539ad8-8461-46e1-b01a-cc30d982c905.jpeg"><p>Vittima due volte, anzi tre. Della semifinale di ritorno di<strong> Coppa Italia</strong>, sostituito forzatamente al 12&#8242; del secondo tempo da Raoul <strong>Bellanova</strong> con spostamento di Davide <strong>Zappacosta</strong> a sinistra. Dell&#8217;entrata scomposta di <strong>Patric</strong>, in primis, nemmeno sanzionato. Conseguentemente, della pessima direzione arbitrale del comasco Andrea Colombo. Mercoledì la Lazio ha detto decisamente male all&#8217;<strong>Atalanta</strong> tutta, ma particolarmente a <strong>Lorenzo Bernasconi</strong>, esterno sinistro classe 2003 alla prima annata in prima squadra, messo ko sicuramente per lunedì 27 a <strong>Cagliari</strong> (posticipo della trentaquattresima, ore 18.30) da un <strong>trauma distorsivo al ginocchio destro</strong>.</p>
<p>In attesa degli accertamenti strumentali, le altre due certezze alla ripresa degli <strong>allenamenti</strong> stamani al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia sono il rientro parziale in gruppo di <strong>Isak Hien</strong> e al lavoro individuale in campo di <strong>Francesco Rossi</strong>. Dovrebbero essere entrambi <strong>convocati</strong>, anche se la distrazione alla giunzione muscolo tendinea del bicipite femorale sinistro, che ha impedito allo svedese di giocare dopo la <strong>sosta</strong> per le Nazionali (l&#8217;infortunio risale a Ucraina-Svezia, semifinale playoff di qualificazioni mondiali, il 26 marzo a Valencia), è decisamente più ostica della pubalgia del terzo portieri. Anche sabato si prosegue il programma al mattino; domenica la partenza nel tardo pomeriggio. <em><strong>SF</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Verso la Roma tra le incognite. L&#8217;arbitro sorride al Gasp</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 11:48:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Designato Mattia Marcenaro di Genova per la trentatreesima giornata in casa della Roma, con due precedenti stagionali favorevoli al grande [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2022/10/Marcenaro-di-Genova.jpg"><p>Designato <strong>Mattia Marcenaro</strong> di Genova per la trentatreesima giornata in casa della <strong>Roma</strong>, con due precedenti stagionali favorevoli al grande ex <strong>Gian Piero Gasperini</strong>, <strong>l&#8217;Atalanta</strong> ha proseguito stamani a Zingonia la preparazione al barrage per la zona Europa (giallorossi a 57, nerazzurri a 53) con la seconda di tre sedute consecutive in fascia oraria preprandiale. Venerdì, dopo l&#8217;ultimo allenamento, la partenza in aereo per la Capitale, con tre dubbi destinati a rimanere tali fino alle soglie della scaletta a Orio al Serio: il terzo portiere <strong>Francesco Rossi</strong>, <strong>Isak Hien</strong> e <strong>Kamaldeen Sulemana</strong>.</p>
<p>Il guardiano dei pali di Osnago deve superare una pubalgia che lo tiene fuori da Pasqua, con Lecce e Juve saltate. Stesse defezioni al rientro dalla sosta per le Nazionali del difensore svedese, che continua come il compagno coi guanti ad allenarsi individualmente, per i <strong>postumi distrattivi</strong> alla giunzione muscolo-tendinea del bicipite femorale sinistro patiti il 26 marzo a Valencia contro l&#8217;Ucraina nella semifinale dei playoff di qualificazione ai Mondiali estivi Canada-USA-Messico. Dribblati soltanto i bianconeri, infine, dall&#8217;ala ghanese, alle prese con un trauma contusivo al piede sinistro e ancora sotto terapie. Per Hien la questione è decisamente più complicata e il recupero meno breve.</p>
<p dir="ltr">Si diceva del fischietto designato per il sabato sera all&#8217;Olimpico: assistenti Giovanni Baccini di Conegliano e Christian Rossi di La Spezia, wuarto ufficiale Juan Luca Sacchi di Macerata, Video Assistant Referee Marco Guida di Torre Annunziata, A.V.A.R. Simone Sozza di Seregno. Con <strong>Marcenaro</strong> il grande ex sulla panchina <strong>giallorossa</strong> ha già vinto due volte in stagione nello stadio di casa, entrambe per due a zero e nell&#8217;anno nuovo: il 10 gennaio grazie a Koné e Soulé col Sassuolo, il 9 febbraio con la doppietta di Malen al Cagliari. Il bilancio <strong>romanista</strong> si completa con la prima vittoria, un 2-1 a Reggio Emilia col Sassuolo, il 3 dicembre di tre anni fa, il poker ancora ai sardi il 5 febbraio 2024, lo 0-0 di Lecce il primo aprile successivo e l&#8217;unico stop veronese per 3-2 il 3 novembre con il futuro (e già ex&#8230;) tecnico di bergamaschi Ivan Juric.</p>
<p>L&#8217;ultima volta atalantina con l&#8217;arbitro ligure è stato invece favorevole come altri due su tre. Un <strong>2-0</strong> a Bergamo alla <strong>Fiorentina</strong>, lo scorso 30 novembre, schiaffo nel sette di Kossounou al 41&#8242; su appoggio di De Ketelaere verso lo spigolo destro dell&#8217;area e Lookman sul primo palo al 6&#8242; della ripresa. Esiste un precedente negativo dal punto di vista disciplinare col <strong>Sassuolo</strong>, già battuto tra le mura amiche il 15 ottobre 2022 col vantaggio di Kyriakopoulos al 41′ ribaltato a cavallo dell’intervallo grazie ai due assist di Brandon Soppy per Mario Pasalic e Ademola Lookman. Il&nbsp;<strong>4 febbraio 2023</strong> a campi invertiti, la scivolata di Joakim Maehle su Mimmo Berardi per recuperare un pallone perso in fase d’avvicinamento all’area avversaria poco prima delle mezzora, inizialmente sanzionata col giallo col danese a entrare sul pallone, venne tramutata in <strong>rosso diretto</strong> dall’on field review chiamato dal VAR barese Luigi Nasca. In 10, il ko firmato Laurienté al decimo della ripresa.</p>
<p dir="ltr">La terza partita dei bergamaschi arbitrata da Marcenaro, invece, è il tris casalingo al <strong>Monza</strong> il 2 settembre sempre di un triennio fa con l’attuale tecnico Raffaele Palladino allora sulla panchina brianzola. A segno Ederson a dieci dalla pausa e Scamacca con una doppietta, al 42′ correggendo di testa il cross di Ruggeri e al 17′ del secondo tempo di sinistro su assist di Koopmeiners. <em><strong>Esseffe</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Marcenaro ha fischiato ben quattro volte la Primavera atalantina. Tre le vittorie: il 3-2 a Verona il 14 ottobre 2017 (doppietta di Barrow e Peli), il 6-2 al Chievo a Sommacapagna il 20 aprile 2019 (Colpani, doppiette di Cambiaghi e Kulusevski, Peli) e il 4-1 di Bologna il 4 dicembre 2019 (Diallo, Italeng, Heidenreich e rigore di Guth). Il solo ko a livello Under 19 (oggi 20), al Breda di Sesto San Giovanni in casa dell’Inter l’11 gennaio 2019, con Piccoli rimontato da Persyn e Gavioli.</p>
<p dir="ltr">&nbsp;</p>
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		<title>Un recupero in vista della visita a Gasperini sabato sera?</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:56:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Continua a viaggiare i fari spenti l&#8217;Atalanta nella rincorsa al quarto posto complicato maledettamente dal meno 7 dalla Juventus (60 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/25fbb753-d2bb-4260-abdd-4cd3c437a883.jpeg"><p>Continua a viaggiare i fari spenti <strong>l&#8217;Atalanta</strong> nella rincorsa al quarto posto complicato maledettamente dal meno 7 dalla <strong>Juventus</strong> (60 punti), che ha scavalcato il <strong>Como</strong> (58) ko in casa domenica con l&#8217;Inter, determinata dal primo di due scontri diretti il sabato sera. Nel prefestivo c&#8217;è il rendez-vous all&#8217;Olimpico dalla Roma di <strong>Gian Piero Gasperini</strong>, battuta di misura all&#8217;andata il 3 gennaio scorso alla New Balance Arena col contestato (dal portiere Svilar in primis) gol al 12&#8242; di <strong>Giorgio Scalvini</strong>. Ci sono 4 punti di gasp da recuperare ai giallorossi, attualmente sesti: la Dea, a oggi, sarebbe fuori anche dalla Conference League. Il mercoledì dopo, la semifinale di Coppa Italia di ritorno con la Lazio a Bergamo. Il trofeo vale uno dei due posti per l&#8217;Europa League.</p>
<p>Se il braccetto di Palazzolo sull&#8217;Oglio sarà un punto fermo anche stavolta, il dubbio riguarda <strong>Isak Hien</strong>, non ancora tornato ad allenarsi in gruppo, mentre <strong>Kamaldeen Sulemana</strong> s&#8217;è limitato alle terapie dopo l&#8217;esclusione dalla lista coi bianconeri per una forte contusione al piede sinistro. Il perno svedese, di suo, è difficile possa insidiare il posto a <strong>Berat Djimsiti</strong>: non ha ancora lasciato alle spalle la distrazione tendinea al bicipite femorale sinistro patita in Nazionale il 26 marzo scorso con l&#8217;Ucraina a Siviglia. Ancora lavoro personalizzato anche per il portiere Francesco Rossi, due partite di fila saltate per pubalgia. Alla ripresa degli allenamenti odierna a Zingonia è destinata a far seguito la sessione mattutina del martedì al Centro Sportivo Bortolotti. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Zalewski gol e assist, ma ai Mondiali ci va Hien</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 20:58:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prima il destro nell&#8217;angolino opposto dalla sinistra dell&#8217;area offertogli dall&#8217;interista Zielinski al 33&#8242; per il primo pari per replicare a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/ab579285-e250-4a96-a28e-6631442a9609.jpeg"><p>Prima il destro nell&#8217;angolino opposto dalla sinistra dell&#8217;area offertogli dall&#8217;interista Zielinski al 33&#8242; per il primo pari per replicare a Elanga (20&#8242;), quindi il pallone regalato al sinistro di Swiderski al decimo della ripresa per impattare Lagerbielke (44&#8242;) venti minuti dopo avergliela vanamente servita di fronte. <strong>Nicola Zalewski</strong> fa di tutto per tenere a galla la barca della <strong>Polonia</strong> a Solna, ma la <strong>Svezia</strong>, priva di Isak <strong>Hien</strong>, tornato a Zingonia con la coscia sinistra in tasca, passa lo stesso a 2&#8242; dal 90&#8242; grazie al tap-in di Gyokeres (ex avversario di Europa League in maglia Sporting Lisbona) e va ai Mondiali.</p>
<p>L&#8217;esterno-trequartista largo dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, schierato pendolino a sinistra, deve quindi rinunciare alla rassegna centronordamericana in estate. Di suo, invece, <strong>Honest Ahanor</strong> ha esordito in azzurro rilevando al 67&#8242; Bartesaghi nell&#8217;<strong>Italia Under 21</strong> che ha calato il poker nelle qualificazioni europee a Boras contro i pari categoria della Svezia: il difensore è entrato a punteggio sigillato grazie alla doppietta di Koleosho nel primo tempo (18&#8242; su rigore e 22&#8242;) e dei gol nella ripresa di Ndour (5&#8242;) e Lipani (18&#8242;).</p>
<p>Titolari, nelle amichevoli, sia <strong>Lazar Samardzic</strong> che <strong>Nikola Krstovic</strong> e <strong>Odilon Kossounou</strong>, ma nella Serbia che batte 2-1 in rimonta l&#8217;Arabia Saudita a Backa Topola (8&#8242; Alhamddan, 66&#8242; Pavlovic, 70&#8242; Mitrovic) la mezzala nerazzurra gabellata per esterno offensivo si fa rilevare da Stanic all&#8217;intervallo. Il braccetto, invece, è a full time nella vittoria di corto muso della <strong>Costa d&#8217;Avorio</strong> grazie a Pépé (12&#8242;) sulla Scozia a Liverpool servendo pure un assist sprecato dall&#8217;ex <strong>Amad Diallo</strong> all&#8217;89&#8217;. Non esce mai neanche il montenegrino, che a Podgorica assiste alla doppietta del compagno d&#8217;attacco Osmajic (20&#8242; e 44&#8242;), ma Vipotnik (41&#8242; e 54&#8242;) e Sturm (47&#8242;) fanno vincere la Slovenia. <em>SF</em></p>
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		<title>Qui Zingonia: tornato anche Sulemana</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 15:57:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche Kamaldeen Sulemana, oltre all&#8217;infortunato Isak Hien, era presente alla ripresa degli allenamenti dell&#8217;Atalanta nel pomeriggio al Centro Sportivo Bortolotti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/2f9511e0-04eb-4449-abf3-b54a7b90429f.jpeg"><p>Anche <strong>Kamaldeen Sulemana</strong>, oltre all&#8217;infortunato <strong>Isak Hien</strong>, era presente alla ripresa degli allenamenti dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> nel pomeriggio al <strong>Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia</strong>. Per l&#8217;attaccante ghanese, tra Austria (Vienna) e Germania (Stoccarda), nelle partite perse rispettivamente 5-1 e 2-1 dalla sua Nazionale, solo i minuti finali. </p>
<p>Lo svedese, invece, uscito al 37&#8242; giovedì scorso a Siviglia nella semifinale playoff delle qualificazioni mondiali con l&#8217;Ucraina, avendo riportato un <strong>risentimento alla coscia sinistra</strong> s&#8217;è limitato alle terapie in attesa di eventuali esiti diagnostici. Per lui, sicuramente, <strong>niente Lecce a Pasquetta</strong>. Stasera, al netto di <strong>Honest Ahanor</strong> impegnato nelle qualificazioni europee dell&#8217;Italia Under 21 in Svezia, c&#8217;è la finale per qualificarsi a Canada-Messico-USA 2026 per una nutrita manciata di nerazzurri.</p>
<p><strong>Nicola Zalewski</strong>, squalificato in semifinale con l&#8217;Albania di <strong>Berat Djimsiti</strong>, con la sua Polonia è a Solna contro la Svezia orfana del compagno di club Hien, mentre c&#8217;è ancora il quartetto di azzurri nell&#8217;Italia che a Zenica affronta la Bosnia di <strong>Sead Kolasinac</strong>: l&#8217;infortunato (strappettino al bicipite femorale sinistro) Gianluca Scamacca, <strong>Marco Carnesecchi</strong>, Giorgio Scalvini e <strong>Giacomo Raspadori</strong>, l&#8217;unico a scendere in campo anche se soltanto in scampoli di match giovedì scorso a Bergamo contro l&#8217;Irlanda del Nord.</p>
<p><strong>Amichevoli</strong>, infine, per altri cinque atalantini. Alle 18 a Backa Topola c&#8217;è <strong>Lazar Samardzic</strong> nella Serbia contro l&#8217;Arabia Saudita a Bačka Topola alle sei pomeridiane. Idem per <strong>Nikola Krstovic</strong> a Podgorica in Montenegro-Slovenia. Alle 19.30 ora di Liverpool, 20.30 sul fuso orario di Roma, <strong>Odilon Kossounou</strong>, zero minuti con l&#8217;Inghilterra, affronta la Scozia con la sua Costa d&#8217;Avorio. Più complicato il ritorno con jet lag dei due trasfertisti &#8220;americani&#8221;: <strong>Mario Pašalić</strong> nella Croazia affronta il Brasile a Orlando, alle 20, le 2 di mercoledì 1° aprile sul fuso di Roma; <strong>Charles De Ketelaere</strong>, invece, col Belgio ha il Messico a Chicago, alle 20 ora locale, le 3 del Pesce d&#8217;Aprile da noi. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Voci da San Siro &#8211; Palladino: &#8220;Il gruppo tira la carretta da 4 mesi&#8221;. I giocatori: &#8220;Grande spirito&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2026 17:22:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il segreto dell&#8217;Atalanta che non molla mai? &#8220;Il gruppo, sono grandi uomini che da quattro mesi, dal mio arrivo, tirano. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/03/3675b940-f29e-4cbb-bf42-a55ad5227e3b.jpeg"><p>Il segreto dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> che non molla mai? <em>&#8220;Il gruppo, sono grandi uomini che da quattro mesi, dal mio arrivo, tirano. Sudano la maglia, hanno gamba, cuore, coraggio. Però preferirei non dover sempre rincorrere: dobbiamo segnare prima, un aspetto da migliorare&#8221;</em>. Tra il solito peana allo spogliatoio e osservazioni da incontentabile, et voilà, <strong>Raffaele Palladino</strong> a commentare il pari e patta a San Siro dalla capolista.</p>
<p><em>“Tra <strong>Bayern</strong> e <strong>Inter</strong> era una settimana difficile contro due corazzate. M’è piaciuta la risposta della squadra soprattutto dal punto di vista mentale: non ci sono stati strascichi psicologici della pesante sconfitta di martedì, si sono rialzati tutti mettendoci intensità nonostante le scorie fisiche della partita di Champions, di martedì, spirito e grande energia. Chi è entrato ha migliorato il rendimento della squadra. Un gruppo che tira la carretta dando tutto&#8221;</em>, il concetto-base, ribadito a <em><strong>DAZN</strong></em>.</p>
<p>Sulla spinta <strong>Sulemana-Dumfries</strong> per pareggiarla e il presunto aggancio di piedi Scalvini-Frattesi per tenere almeno il punto, ecco la versione diplomatica dell&#8217;allenatore nerazzurro: <em>&#8220;Non ho visto gli episodi, non parlo mai degli arbitri. Marelli, molto bravo e tecnico, dice che non c’era nessuno dei due: noi ci fidiamo di lui&#8221;</em>. Lo sguardo è già proiettato a mercoledì prossimo: <em>&#8220;A Monaco andiamo col risultato compromesso, è una montagna da scalare contro una squadra di una forza e una tecnica impressionanti. L’obiettivo è essere competitivi dando spazio a chi ne ha avuto poco nella partita di andata. Faremo la nostra prestazione e vedremo, ma non è facile pensare di poter rimontare anche questa&#8221;</em>.</p>
<p>Dalla pancia del Meazza, ecco la giustificazione di un certo timore reverenziale nel primo tempo: <em>“L’Inter si sta giocando lo scudetto e il piano gara è stato fatto pensando a quello che loro hanno visto contro il Bayern Monaco. Quindi, blocco basso</em> &#8211; rimarca il mugnanese -. <em>Nel secondo tempo abbiamo alzato baricentro e pressione. Il resto l’hanno fatto i cambi. Il punto è meritato e a un certo punto la sfida si poteva vincere o perdere. Qualcosa di borderline, ma noi non rinunciamo alla nostra essenza. Dopo la partita siamo tutti a bravi a dire che si sarebbe potuta fare diversamente, tipo quando la perdi col Bayern. Lì volevamo giocarcela con coraggio, ma il livello ha fatto la differenza. Stavolta mi aspettavo scorie, invece i ragazzi si sono rialzati da grandi giocatori e da grande squadra, come se quattro giorni fa non fosse successo niente&#8221;</em>.</p>
<p>Ci sono i rientri decisivi da commentare: <em>&#8220;A me mancano tutti quando stanno fuori. <strong>Ederson</strong> e De Ketelaere ci sono mancati tanto. <strong>Pasalic</strong> e De Roon con Musah hanno tirato la carretta, adesso abbiamo un big in più lì in mezzo. Domenica aggiungiamo anche Raspadori</em> &#8211; sottolinea il tecnico dei bergamaschi -. <em>Siamo felici di aver recuperato Charles. I complimenti vanno rivolti allo staff medico, tra medici e fisioterapisti. A Jack mercoledì darò minutaggio, ove possibile. Bisogna stare attenti a centellinarlo, spero che anche la Nazionale possa essere felice che rientri&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Questa squadra non molla mai fino alla fine e rispecchia il mio carattere. Ma mi piacerebbe segnare prima, perché non è facile riprendere sempre le partite. Se stiamo bene fisicamente, possiamo giocarcela cercando di cambiare le cose. Mi gratifica che chi subentra dà il cento per cento&#8221;</em>, la chiosa palladiniana in tema elogio del dna atalantino.</p>
<p><strong>Voci dallo spogliatoio</strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Il primo tempo è stato tosto, poi chi entra deve e vuole sempre aiutare la squadra con lo spirito giusto. Abbiamo voluto il pareggio fortemente. Non vogliamo perdere le nostre caratteristiche, tra cui giocare con molto coraggio. Col Bayern è andata male, qui meglio&#8221; (<strong>Isak Hien</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Ho preso palla, la mira, ho tirato e ho fatto gol. Non ho pensato a niente se non a segnare. E volevo, volevamo vincere. Abbiamo anche sbagliato l’ultima occasione perché volevamo fare il secondo gol. Per questa squadra io metto la testa in tutto per tutto, perché è un onore indossare questa maglia. Il primo tempo è stato tosto, ma il secondo bellissimo, siamo stati tutti bravi. Devo ringraziare il mister e i compagni, la loro fiducia mi dà molta felicità (<strong>Nikola Krstovic</strong>).</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Siamo umani anche noi, tenere alto il livello ogni tre giorni è faticoso. In tanti vorrebbero giocare le partite che dobbiamo affrontare noi: è la cosa più bella dell&#8217;essere calciatore. In allenamento ci prepariamo a dare il meglio di noi stessi nelle grandi occasioni come queste. Siamo un grande gruppo dove chi entra dà una grande mano. Tatticamente le scelte sono state dettate dal risultato col Bayern, quindi abbiamo lavorato, all&#8217;opposto, su letture difensive e comunicazione in campo. Infatti abbiamo parlato di più e ce la siamo passata meglio nei momenti giusti&#8221; (<strong>Davide Zappacosta</strong>).</p></blockquote>
<p><em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Le pagelle di Champions &#8211; Il migliore? Chi preferite tra Zappacosta e Pasalic?</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 20:36:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è Davide Zappacosta premiato dall&#8217;UEFA come player of the match e Mario Pasalic che dopo aver fatto illudere della qualificazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/57b29757-aea6-475e-a0e4-94c8633035e2.jpeg"><p>C&#8217;è <strong>Davide</strong> <strong>Zappacosta</strong> premiato dall&#8217;UEFA come player of the match e <strong>Mario Pasalic</strong> che dopo aver fatto illudere della qualificazione precoce agli ottavi alzando la testa intercetta la palla in uscita di Kobel, un mancato rinvio dalla trequarti a difesa tagliata fuori, per il crossetto del fattaccio rivisto al Var. <strong>Nikola Krstovic</strong> ci rimette la testa, fasciata da un turbante, <strong>Lazar Samardzic</strong> si prende la gloria.</p>
<p><strong>Carnesecchi</strong> 7: fa il suo per difendere il minimo vantaggio da Brandt e da Guirassy il massimo raggiunto una prima volta.</p>
<p><strong>Scalvini</strong> 7: Beier è un cliente difficile ma vale anche il contrario, tant&#8217;è vero che il palo lo prende dalla parte di Kolasinac. Un leone quando sale a sostegno (32’ st <strong>Djimsiti</strong> 7: propizia il primo matchball sprecato da Samardzic).<br />
<strong>Hien</strong> 8: esce palla al piede che nemmeno Franco Baresi, senza fissarsi su Guirassy a onta dell&#8217;abitudine inveterata al duello col centravanti nemico. E nel finale, nel momento più difficile, presidia l&#8217;area come fosse l&#8217;ultimo compito della sua vita.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 7,5 (27’ st <strong>Ahanor</strong> 6: non acciuffa una sola volta Adeyemi e a quest&#8217;ultimo basta per sognare i supplementari).</p>
<p><strong>Zappacosta</strong> 8: premiato dall&#8217;UEFA come mvp, regala due fasi pressoché prefette mettendoci a metà del guado il guizzo delle certezza quantomeno di poterci provare.<br />
<strong>De Roon</strong> 8: recupera una marea di palloni, oppure vi si avventa. Assist al contagiri per il tris di Pasalic, ma fa tutto bene, compreso un recupero nel finale più da thrilling di sempre della storia societaria.<br />
<strong>Pasalic</strong> 8: la mette ancora. A quota 66 in 328 allacciate di scarpe, è il quarto più presente e il quarto marcatore di sempre del club che l&#8217;ha adottato. Più lampi di genio e di lucidità che guizzi, ma alla fine recupera la palla decisiva. Da mediano.<br />
<strong>Bernasconi</strong> 8: l&#8217;intensità di questo ragazzo, che prima di assaggiare con abbondanza il paradiso del pallone aveva fatto solo la serie C e qualche amichevole estiva, è davvero di un altro mondo. Il primo tempo è da nove senza discussioni. Poi segna un po&#8217; il passo.</p>
<p><strong>Samardzic</strong> 7: dalle imprecazioni alla gioia in tredici giri di lancetta, da titolare deve dimostrare forse troppo per fare sempre la scelta più razionale. Non occupa l&#8217;area come col Napoli, ma non ci gira lontanissimo. Un diesel che esce alla distanza e la fa da match winner per la seconda volte in tre giorni.<br />
<strong>Zalewski</strong> 7,5: meritava almeno un gol sulle tre occasioni nel primo tempo, ma di più gioca di squadra accompagnando le sovrapposizioni o aprendo le ripartenze (40’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6,5: fa il suo tenendo sul chi vive una difesa molto malfunzionante per un buon terzo).</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 7: la botta e via, ma non essendo un centravanti d&#8217;area tiene alta la palla e la squadra concedendo uno scarico perfetto per frazione (27’ st <strong>Krstovic</strong> 7: un destro alto, un liscio senza saltare e il rigore procurato rischiando la commozione cerebrale sul colpo dello scorpione di Bensebaini).</p>
<p><strong>All. Palladino</strong> 8: alla luce dei fatti non sbaglia le scelte, anche se a voler fare i preziosi Kolasinac non avrebbe mai fatto passare Adeyemi.<br />
<em><strong>Esse</strong></em></p>
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		<title>Voci dallo spogliatoio &#8211; Palladino: &#8220;Gran percorso da quel ko di Napoli, ci rialziamo sempre&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 17:50:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La precisazione a DAZN in primis: &#8220;Mi pare giusto annullare il gol di Gutierrez, perché Hojlund fa fallo su Hien&#8221;. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/02/8bbf69d3-6101-4de1-ae1d-ff0defb44b27.jpeg"><p>La precisazione a <em><strong>DAZN</strong></em> in primis: <em>&#8220;Mi pare giusto annullare il gol di Gutierrez, perché Hojlund fa fallo su Hien&#8221;</em>. Per il resto, <strong>Raffaele Palladino</strong> per descrivere la sua <strong>Atalanta</strong> a 5 punti dal podio del campionato, sesta a 45 a braccetto col Como e a meno 1 dalla Juventus, fa ogni raffronto col <strong>3-1 subìto dal Napoli</strong> al Maradona il 22 novembre: <em>&#8220;Abbiamo numeri importanti. Voglio sottolineare che tre mesi fa alla mia prima partita perdemmo a Napoli per fare poi un percorso incredibile, con ottime prestazioni anche nelle difficoltà. Ma ci siamo rialzati alla grande: ho un grande gruppo</em> &#8211; la premessa in sala stampa del tecnico nerazzurro -. <em>Venivamo dalla sconfitta di Dortmund e siamo andati quasi subito sotto, potevamo crollare e invece l&#8217;abbiamo ribaltata con pazienza e maturità. I cambi sono stati perfetti. Adesso siamo lì, vogliamo restarci e ce la vogliamo giocare&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Abbiamo preparato la partita per stancare la difesa del Napoli. <strong>Sulemana</strong> non è riuscito a incidere ma ha fatto un grande lavoro costringendo gli avversari a corrergli dietro. Nel primo tempo siamo stati un po&#8217; sterili, poi abbiamo alzato la qualità</em> &#8211; continua il mugnanese -. <em>Mi fa piacere per <strong>Samardzic</strong> che oltre a segnare ha riempito l&#8217;area: un ragazzo straordinario nell&#8217;impegno fin dagli allenamenti, dove si schiera in qualunque posizione io gli chieda. Anche <strong>Bernasconi</strong> ha puntato l&#8217;uomo e l&#8217;area negli ultimi metri, lo chiedo sempre ai quinti. Adesso bisogna recuperare subito le energie e pensare al ritorno di Champions League col Borussia Dortmund&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;A parte questo senso di famiglia e unione, tra giardinieri e magazzinieri, chef e ufficio stampa, m&#8217;è sempre piaciuto avere la società presente al campo d&#8217;allenamento. <strong>Luca Percassi</strong> e Tony D&#8217;Amico sono i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via. Il presidente Antonio viene a tutte le rifiniture e ha sempre una parola positiva&#8221;</em>, rimarca il mister. <em>&#8220;Ho uno staff che lavora H24, ma il merito alla fine è dei ragazzi. Non l&#8217;avevamo preparata sui cross, ma sui terzi in zona d&#8217;attacco. Invece Bernasconi ha avuto qualità per puntare l&#8217;uomo ed essere intraprendente&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Non mi aspettavo due gol di testa di <strong>Pasalic</strong> e Samardzic, anche perché il Napoli in gioco aereo è molto forte. Da piazzato è proprio lì che volevo la palla: Pasalic è un grande, dove lo metti sta ed è sempre affidabilissimo. Ha il gol nel sangue ed è stato perfetto anche in fase di non possesso. Il secondo, invece, su azione, è figlio della volontà di occupare l&#8217;area. Samardzic ha sofferto tanto a restare fuori: ha grandi qualità, può essere ancora più incisivo. La partita è stata vinta nei duelli difensivi, loro si appoggiavano molto a Hojlund. Con Kolasinac, uscito stremato, un guerriero, ma anche Scalvini, Hien e Djimsiti abbiamo prevalso. Nel primo tempo abbiamo preso un tiro in porta, nel secondo un paio di ripartenze&#8221;</em>, spiega Palladino. Infine, sul ritorno del playoff del 25 febbraio: <em>&#8220;Non ho ricette per vincere in casa, dove c&#8217;è un&#8217;atmosfera fantastica. Sono felice di giocare qui vivendo le sensazioni da stadio di casa. Mercoledì ci rigiochiamo, mi aspetto che il pubblico spinga ancora di più creando un clima d&#8217;inferno&#8221;</em>. </p>
<p><strong>I GIOCATORI</strong> &#8211; <em>&#8220;<strong>Hojlund</strong> mi ha trattenuto per il braccio, io ero davanti a lui e quindi è fallo&#8221;</em>. Tutta la verità, nient&#8217;altro che la verità di Isak Hien, tre panchine di fila in campionato e ultima da titolare il 26 gennaio dall&#8217;Union Saint-Gilloise: <em>&#8220;Quando non si gioca è sempre difficile, ma nel gruppo abbiamo la sensazione che tutti possano avere la chance di scendere in campo e quindi tutti facciamo tutto per essere pronti. Io ci ho sempre provato e così diventa più facile rientrare quando si sente che si può essere schierati e aiutare la squadra&#8221;</em>. Sul match, dalla pancia della New Balance Arena, poche parole: <em>&#8220;Il Napoli è forte, ne conosciamo la qualità. In casa loro ci avevano battuti. Nel calcio ci sono sempre episodi che cambiano le partite. Abbiamo fatto di tutto per non prendere gol: abbiamo dato il massimo</em> &#8211; chiosa il difensore svedese -. <em>La vittoria ci dà fiducia, perché abbiamo dimostrato le qualità che possediamo davanti al nostro pubblico. Per me c&#8217;è la possibilità di rimontare anche col Borussia Dortmund: voliamo bassi e diamo tutto&#8221;</em>.</p>
<p><em>“Anche a Dortmund, seppure a tratti, avevamo fatto bene dimostrando che ci siamo. Come nel primo tempo stavolta, col Napoli, anche in svantaggio. Abbiamo fatto cose buone anche entro l&#8217;intervallo</em> &#8211; sottolinea <strong>Mario Pasalic</strong> -. <em>Prima di tornare in campo ci siamo parlati nello spogliatoio dicendoci che dovevamo continuare ad attaccare, perché alla fine saremmo riusciti a segnare. Sono arrivati due gol&#8230; ”</em>. Un legame solido, per il croato, con Bergamo: <em>&#8220;Il colpo di testa dell&#8217;1-1 sotto la Curva Nord è emozionante come ogni altro gol davanti al nostro pubblico. Per me è la stessa sensazione dopo otto anni. Sono orgoglioso di far parte dell&#8217;Atalanta, anche nei momenti più brutti, compresi quelli personali, i tifosi mi sono e ci sono sempre stati vicini. Me li godo, perché questa è casa mia”</em>.  </p>
<p><strong>Lazar Samardzic</strong>, dulcis in fundo: <em>&#8220;Mai fatto un gol così, di testa. Per arrivare in alto servono grandi prestazioni, ma dobbiamo avere fiducia in noi stessi&#8221;</em>. Il match winner col Napoli quasi non ci crede: <em>&#8220;Mario Pasalic è quello che salta sempre, serve anche fortuna. Siamo contenti di averla vinta così, in modo insolito per me. Voglio sempre aiutare la squadra con gol, assist, giocate e prestazioni”</em>. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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		<title>Voci dal Westfalenstadion &#8211; Palladino: &#8220;Errori sui gol, ma ci crediamo lo stesso&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 23:32:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[dopopartita]]></category>
		<category><![CDATA[Isak Hien]]></category>
		<category><![CDATA[Marten de Roon]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Zalewski]]></category>
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					<description><![CDATA[Le grandi verità dalla pancia del Westfalenstadion: &#8220;La nostra bravura deve essere di archiviare subito la partita, perché la sfida [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2026/01/c746e839-7052-462a-a764-884ee854c247.jpeg"><p>Le grandi verità dalla pancia del Westfalenstadion: <em>&#8220;La nostra bravura deve essere di archiviare subito la partita, perché la sfida col <strong>Napoli</strong> è fondamentale e bisogna buttarcisi subito. Vanno recuperare le energie fisiche e mentali per affrontare la partita di domenica alla grande. Il campionato è troppo importante&#8221;</em>. Parola di <strong>Raffaele Palladino</strong>, che chiude così: <em>&#8220;Se il <strong>Borussia Dortmund</strong> si dimostrerà migliore di noi anche al ritorno, stringeremo loro la mano&#8221;</em>.</p>
<p>A <em><strong>Sky Sport</strong></em>, due giocatori che minimizzano, più che fare autocritica, consapevoli che il Muro Giallo era invalicabile o quasi. <em>&#8220;Abbiamo avuto forse due occasioni anche nel primo tempo, è un peccato aver preso il secondo gol nel finale. Ma dobbiamo crederci sempre e comunque. Nei primi dieci minuti ci hanno schiacciato, anche io sono andato in difficoltà con Nmecha</em>&nbsp;&#8211; il commento di <strong>Marten de Roon</strong> -. <em>La ripresa ci dà la fiducia di poter fare loro del male, ma è vero che attaccano gli spazi molto velocemente. All&#8217;intervallo abbiamo chiuso la porta degli spogliatoi dicendoci che siamo forti. Non siamo stati brillanti, ma siamo stati bravi almeno a non prendere il terzo gol. Rispetto a otto anni fa, è cambiato tanto. Innanzitutto che stavolta il confronto era in Champions, quindi il livello s&#8217;è alzato. Ho visto un Borussia Dortmund molto forte che ci ha fatto male nel primo tempo, molto fisico. Dobbiamo dare qualcosa di più al ritorno, ma possiamo farcela&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Prendere gol dopo 3 minuti ha indirizzato la gara, abbiamo avuto buone occasioni senza sfruttarli. Non dovevamo prendere il secondo gol nel finale del primo tempo. Siamo consapevoli dei nostri mezzi: sappiamo come far male, ce la giochiamo al ritorno, ma dobbiamo saper approfittare dei loro punti deboli</em> &#8211; gli fa eco <strong>Nicola Zalewski</strong> -. <em>La prestazione tutto sommato è stata buona. Senza De Ketelaere e Raspadori, giocatori fondamentali, facciamo un po&#8217; di fatica a chiudere l&#8217;azione. Qualificazione già in pugno prima delle sconfitte con Bilbao e Union Saint-Gilloise? Questo è il calcio. Siamo una squadra forte che se la giocherà fino all&#8217;ultimo in tutte le competizioni&#8221;</em>.</p>
<p>La chiosa dallo spogliatoio di <strong>Isak Hien</strong> a <em><strong>Bergamo Tv</strong></em> rappresenta il punto di vista della difesa, sicuramente registrata a dovere dal suo subentro a Berat Djimsiti (ammonito, più che colpevole): <em>&#8220;Loro hanno giocato molto bene, velocemente e con tanta qualità mettendoci subito in difficoltà. Però manca il ritorno e abbiamo tanta fiducia. <strong>Dortmund</strong> è un ambiente duro, ma non ha inciso sulla partita. Nella ripresa abbiamo fatto un po&#8217; meglio e credo nel passaggio del turno.</em><br />
<em>Difficile giocare contro attaccanti che possono fare tutto, dare e prendere la palla in profondità. Il secondo tempo rappresenta tutto ciò che abbiamo fatto in stagione ed è il punto di partenza per mercoledì prossimo&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;Lasciamo stare chi manca, gli infortunati sono infortunati. Soffermiamoci su chi c&#8217;è stato stasera. E&#8217; un peccato essere partiti già dall&#8217;uno a zero. Ma abbiamo ancora il secondo tempo a casa nostra, la squadra ci crede&#8221;</em>. Ancora Palladino non vuole alibi tra il dopogara a Sky Sport e la conferenza stampa &#8220;press&#8221; dai recessi del Signal Iduna Park.&nbsp; <em>&#8220;Abbiamo subito il primo gol su un attacco alla profondità concedendo poi il cross laterale sul due a zero. Nel primo tempo non siamo stati bravi e ordinati, nella ripresa abbiamo trovato più linee di passaggio e abbiamo giocato meglio tecnicamente&#8221;</em>, sottolinea il tecnico nerazzurro. <em>&#8220;Avevo la sensazione che potessimo fare di più in fase offensiva, ma c&#8217;è mancato qualcosa negli ultimi metri, nell&#8217;ultimo passaggio</em> &#8211; prosegue il tecnico nerazzurro -. <em>Nel primo tempo eravamo lenti nella manovra, dovevamo essere bravi ad alternare le giocate tra il gioco dentro e quello fuori, dovevamo attirare meglio la pressione. Ma se il Borussia è a sei punti dal Bayern in Germania significa che è forte: nel primo tempo è stato cinico, due gol con due tiri in porta&#8221;</em>.</p>
<p>La mancata stretta di mano con Niko Kovac, allenatore dei gialloneri di Vestfalia, è sembrato un gesto inedito per un gentleman come il napoletano: <em>&#8220;La panchina di casa protestava sempre per ogni cosa e a me non piace come atteggiamento. A Kovac ho detto che bisogna lasciare più tranquilli gli arbitri&#8221;</em>. La conclusione lascia spazio all&#8217;ottimismo in vista del ritorno: <em>&#8220;Dobbiamo avere coraggio. Sono partite che servono per misurare la nostra forza: non sarà facile rimontare, ma io ci credo e i ragazzi ci credono, sarà una bolgia anche a casa nostra&#8221;</em>.</p>
<p><em>&#8220;<strong>Scamacca</strong> può fare di più, lo sa, ne è consapevole. Spero riesca a dare quello che la sua qualità può darci. In una partita di duelli fisici sa che fa fatica e deve lavorarci su&#8221;</em>, il giudizio sulla prestazione del centravanti romano, al rientro dopo due partite in panchina tra Cremonese e Lazio per un fastidio all&#8217;anca destra nel riscaldamento coi grigiorossi. <em>&#8220;La partita non s&#8217;è messa sul binario che volevamo. Loro sono stati cinici, cattivi e bravi a sfruttare le poche cose che abbiamo concesse. Sui gol non abbiamo marcato in area e lateralmente con l&#8217;infilata del due a zero. Noi marchiamo a uomo e non siamo stati bravi e puntuali a farlo</em> &#8211; ha rimarcato Palladino -. <em>Non mi attacco alle assenze di De Ketelaere e Raspadori, che sappiamo quanto possano essere fondamentali nell&#8217;ultimo passaggio, nella costruzione del gioco, nel primo pressing e nella finalizzazione. Penso ai sostituti, agli altri, da Zalewski a Sulemana passando per Samardzic e Pasalic. Serve il meglio da tutti se vogliamo passare il turno&#8221;</em>. <em><strong>Esse</strong></em></p>
<p><strong>IL PREPARTITA: &#8220;INACIO SCIPPATO&#8221;</strong> &#8211; Burrascoso prepartita a <strong>Dortmund</strong>, e non solo per l&#8217;assurdo ritardo del Borussia nel raggiungere lo stadio di casa. <strong>Luca Percassi</strong>, amministratore delegato dell&#8217;<strong>Atalanta</strong>, ha tirato le orecchie al club ospitante, <em>&#8220;quotato in borsa e colpevole di essersela presa con una realtà piccola anche se degna di rispetto come la nostra&#8221;</em>, per il trattamento del trasferimento di <strong>Samuele Inacio</strong> nell&#8217;estate del 2024 dal vivaio nerazzurro. <em>&#8220;Hanno agito scorrettamente, ci sono tempistiche precise in cui intervenire e loro le hanno anticipate. Non me la prendo con la famiglia né col ragazzo, ma con una società importante a livello internazionale che s&#8217;è sempre rifiutata di sedersi al tavolo per discutere con noi della questione. La Federcalcio, dopo il caso di due-tre giocatori andati in Germania, anche al Bayern Monaco, all&#8217;epoca era anche intervenuta per evitare ulteriori abusi. Io in ogni caso ho incontrato sia l&#8217;amministratore delegato che il direttore sportivo del Borussia. Vediamo se hanno intenzione si sedersi e affrontare questa cosa: un società con grandi ricavi non può comportarsi così&#8221;.</em></p>
<p>Momento fair-play saltato, dunque: <em>&#8220;Non siamo andati al pranzo prepartita dell&#8217;UEFA, un mezzo per conoscersi e approfondire le relazioni, per un grave mancanza di rispetto per la nostra società e la nostra squadra. C&#8217;è il caso di un tesserato del nostro settore giovanile, figlio di un giocatore portato all&#8217;Atalanta dalla nostra prima presidenza</em> (Inacio Pià, NdR), <em>ed è grave che da parte del Borussia non ci sia stata ancora la volontà di parlare di una vertenza che abbiamo portato in FIFA&#8221;</em>. <em>&#8220;Da un punto di vista morale lascio giudicare a ciascuno, ma è una ferita aperta. Legalmente abbiamo ragione noi. Siamo affezionati ai ragazzi che cresciamo, Inacio è dall&#8217;età di 7-8 anni che era nel nostro settore giovanile. Noi un 2008 come Honest Ahanor l&#8217;abbiamo trattato a un tavolo col Genoa soddisfacendone le richieste com&#8217;era giusto che fosse. L&#8217;abbiamo pagato per quello che doveva essere pagato&#8221;</em>. Una polemica che non ha comunque nascosto la soddisfazione per un&#8217;ulteriore pagina di storia da sfogliare: <em>&#8220;E&#8217; una bellissima sensazione tornare qui dopo otto anni, uno stadio fantastico con un grande pubblico. E&#8217; difficile seguirci sempre, ringraziamo chi è qui a sostenerci, ma da casa c&#8217;è tutto il popolo bergamasco che ci segue ed è come se ci fossero&#8221;</em>.&nbsp;</p>
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		<title>Le pagelle col Genoa &#8211; Carnesecchi conserva, Hien risolve</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 22:44:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Genoa]]></category>
		<category><![CDATA[Isak Hien]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Carnesecchi]]></category>
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					<description><![CDATA[Le pagelle dell&#8217;Atalanta in casa del Genoa, in occasione della sesta vittoria su otto stavolta da ex giocatore grifone di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/fd7d77c2-6a4d-46f1-a3fe-1f7ad0f06bcc.jpeg"><p>Le pagelle dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> in casa del <strong>Genoa</strong>, in occasione della sesta vittoria su otto stavolta da ex giocatore grifone di <strong>Raffaele Palladino</strong>, con gli inciampi delle due perse in campionato a Napoli e Verona, sono addolcite più che altro dal risultato. In precedenza, lontano da Bergamo, in serie A s&#8217;era vinto soltanto in casa del Torino il 21 settembre scorso. L&#8217;allenatore mugnanese non ha ottenuto il meglio da anima viva, ma solo quel che serviva da Marco <strong>Carnesecchi</strong>, specie nell&#8217;opposizione a Colombo a 17 minuti dal matchball, e Isak <strong>Hien</strong> che ha infilato quest&#8217;ultimo. Sotto a chi tocca.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Carnesecchi</strong> 7: sempre attento anche nelle uscite, salva capra e cavoli su Colombo e tanto basta per alzargli la media.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>De Roon</strong> 6: meglio quando si sgancia, perché dietro tra il rinvio iniziale molto corto e il movimentismo di Vitinha non è che dormi sonni tranquilli.<br />
<strong>Hien</strong> 7: duello più o meno pari con Ekuban, che in realtà sta piuttosto larghetto, e il gol salendo in cielo che vale più oro di quanto luccichi. Anche perché il primo in serie A e il primo da quando è in Italia. In precedenza, solo altri sei da professionista.<br />
<strong>Kolasinac</strong> 6: primo tempo fra sovrapposizioni e inserimenti, secondo senza trovare tutte queste contromisure agli sfondamenti dal suo lato (37’ st <strong>Krstovic</strong> sv: una spizzata e nessuna palla tenuta, meglio esimersi dal dargli il voto).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Zappacosta</strong> 6,5: tra chiusure e appoggi alle punte, leggi ammolli dall&#8217;out, è tra i migliori (24’ st <strong>K. Sulemana</strong> 6: il secondo quinto offensivo su due, anche se chiude alto nel 4-2-3-1, tanta verve ma anche il limite di giocarne troppo in solitario).<br />
<strong>Musah</strong> 6: tenta la fortuna nella prima metà, dove fa il borseggiatore (di Malinovsky, se capita) e il portatore d&#8217;acqua, continuando a ritmo constante pur senza far saltare sulla sedia nessuno.<br />
<strong>Ederson</strong> 6: si fa vedere davanti, mentre in mezzo traccheggia all&#8217;eccesso per uno della sua reputazione (37’ st <strong>Brescianini</strong> sv).<br />
<strong>Bernasconi</strong> 6: al rientro dal tunnel, dopo qualche buona ideuzza, patisce il dirimpettaio fino a farsi preferire un quinto più offensivo che in realtà fa il quarto (24’ st <strong>Zalewski</strong> 6,5: entra, ci prova e alla fine gli riesce l&#8217;assist. Non uno spezza-partite, ma è molto, molto diligente).</span></p>
<p><strong>De Ketelaere</strong> 6: si mette come sempre a servire mezza squadra fino a sbagliare l&#8217;occasione in proprio. Cala alla distanza.<br />
<strong>Maldini</strong> 6: fa immediatamente una gran cosa percorrendo tutta la navata fino all&#8217;inevitabile rosso a Leali, ma poi nonostante la voglia matta ne combina un paio delle sue, la punizione calciata direttamente dal lato corto e un&#8217;alzata quando andava tenuta bassa (14’ st <strong>Samardzic</strong> 5,5: a dispetto degli elogi di chi lo getta nella mischia snaturandolo, non entra granché bene e cicca pure un rigorino in movimento).</p>
<p><strong>Scamacca</strong> 5,5: la continuità non è affar suo, usare il tacco sì. Svetta, si fa per dire, un paio di volte, ma palla a terra la prende poco.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>All. Palladino</strong> 6,5: non ha certo miracolato la Dea ancora troppo plebea del primo fronte, quello interno. Azzarda di nuovo Samardzic pressoché a tutta fascia per poi virare alla retroguardia a quattro in cui il serbo, poco convincente, fa il terzino a piede invertito. Davanti, invece, insiste su uno Scamacca stanchino accostandogli Krstovic che da riserva da finalino non serve. Le idee non collimano con le possibilità attuali della rosa, almeno quando s&#8217;è costretti ad attaccare e a prendere sempre l&#8217;iniziativa. Ederson e De Roon saranno pure le colonne, ma non sono quasi mai sui loro livelli abituali.&nbsp;<em><strong> SF</strong></em><br />
</span></p>
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		<title>Hien usa la testa al 94&#8242; e col Genoa in 10 rilancia l&#8217;Atalantina di campionato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bergamoesport]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 21:51:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[16a giornata serie A &#8211; Genova, Stadio “Luigi Ferraris” &#8211; domenica 21 dicembre (ore 20.45) Genoa &#8211; Atalanta 0-1 (0-0) [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/12/c0a37fea-cb0e-478f-a2b9-dbbc0b847660.jpeg"><p><span style="font-weight: 400;">16a giornata serie A &#8211; Genova, Stadio “Luigi Ferraris” &#8211; domenica 21 dicembre (ore 20.45)<br />
</span><b>Genoa &#8211; Atalanta 0-1 (0-0)<br />
</b><b>GENOA (3-5-2):</b><span style="font-weight: 400;"> Leali sv; Marcandalli 6,5, Otoa 6,5, Vasquez (cap.) 6,5; Norton-Cuffy 6, Malinovskyi 6 (22’ st Thorsby 6), Frendrup 6,5, Ellertsson 7, Martin 6 (5’ pt Sommariva 5,5); Ekuban 6,5 (22’ st L. Colombo 6,5), Vitinha 7 (38’ st Masini sv). A disp.: 35 Lysionok, 5 Ostigard, 20 Sabelli, 8 Stanciu, 23 V. Carboni, 40 Fini, 21 Ekhator, 76 Venturino. All.: Daniele De Rossi 6,5.<br />
</span><b>ATALANTA (3-4-2-1):</b><span style="font-weight: 400;"> Carnesecchi 7; De Roon (cap.) 6, Hien 7, Kolasinac 6 (37’ st Krstovic sv); Zappacosta 6,5 (24’ st K. Sulemana 6), Musah 6, Ederson 6 (37’ st Brescianini sv), Bernasconi 6 (24’ st Zalewski 6,5); De Ketelaere 6, Maldini 6 (14’ st Samardzic 5,5); Scamacca 5,5. A disp.: 31 Rossi, 57 Sportiello; 42 Scalvini, 69 Ahanor. All.: Raffaele Palladino 6,5.<br />
</span><b>Arbitro:</b><span style="font-weight: 400;">&nbsp; Abisso di Palermo 7 (Di Gioia di Nola, Barone di Roma 1; IV Marchetti di Ostia Lido. V.A.R. Gariglio di Pinerolo, A.V.A.R. Marini di Roma 1).</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>RETE:</strong> 49’ st Hien (A). </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Note:</strong> serata non rigida, spettatori 30.450 di cui 28.101 abbonati e 2.359 paganti (284 da Bergamo). Espulsi Leali al 3’ pt per fallo su chiara occasione da gol e Scarpi (coll. tec. Genoa) al 25’ pt proteste. Ammoniti Samardzic, Zalewski&nbsp; per gioco scorretto, Palladino (27’ st) per proteste, Thorsby per simulazione. Tiri totali 6-16, nello specchio 3-3, parati 3-3, respinti/deviati 0-3, legni 1-0. Corner 6-10, recupero 2’ e 6’.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Genova</strong> &#8211; C&#8217;è sempre una prima volta per tutto e tutti. Perfino un centrale difensivo a tre che in A, anzi nelle squadre italiane, col solo precedente veronese, non l&#8217;aveva mai messa. Sommariva a viole sull’ultima bandierina, quella sinistra, a piede invertito di <strong>Zalewski</strong>, e <strong>Isak Hien</strong> giganteggia usando la testa in senso anatomico per rilanciare un’<strong>Atalanta</strong> così così in un campionato finora in controtendenza rispetto alla brillantezza della versione di Champions. Leziosa e prevedibile, cioè troppo manovriera girandoci intorno. fino all’intervallo, non è che a metà campo invertite funzionino meglio le cose ma vabbè, chi se ne frega, di riffa o di raffa va bene uguale, <strong>22 punti e nono posto</strong> (meno 3 dalla zone coppe, teoricamente, anche se il Bologna ha una partita in meno) a una settimana dal big match con l’Inter. In superiorità numerica fin dal terzo cronometrico per merito di Daniel Maldini, l’Atalanta in casa del Genoa trova comunque il secondo successo esterno del campionato a tre mesi di distanza da quello nell’arena del Toro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella prima metà il figlio d’arte riprende subito il suo stesso rinvio, assecondato dall’alleggerimento di fronte di <strong>Zappacosta</strong>, sul primo corner altrui di Martin dalla destra, supera di slancio Norton-Cuffy che gliel’aveva intercettato per modo di dire e s’invola verso <strong>Leali</strong> che gli aggancia la gamba sinistra senza più ostacoli. Rosso e il pendolino sinistro di casa deve far posto a <strong>Sommariva</strong>, autore di una delle tre parate della frazione, sull’unica conclusione nerazzurra nello specchio, al decimo, difendendo il palo di competenza dall’assalto di De Ketelaere appoggiato da Zappacosta. Nella voce specifica, però, la squadra di Palladino finisce sotto, per effetto della zuccata non impossibile (17’) per Carnesecchi a opera di <strong>Vasquez</strong>, lo stesso battuto in uno contro uno dal fiammingo nella chance precedente. Tutto da palla inattiva, il corner sinistro battuto dal volto noto Malinovskyi.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Se la seconda occasioncella genoana capita a una dozzina abbondante dalla pausa con <strong>Vitinha</strong> (testa fuori centro al 2’ su cross di Martin), un po’ defilato, a non incrociare bene il mancino in scia all’uno contro uno vinto da Ekuban su Hien, i bergamaschi nondimeno creano ovviamente più pericoli potenziali. Con Scamacca, punizione alta al 5’ sull’episodio chiave, isolato dalle linee di passaggio, <strong>Ederson</strong> scambia con l’ala milanese cadendo però sul destro da fuori al quarto d’ora, per poi vedersela deviare in fallo di fondo da Ellertsson (19’) di seconda sul traversone di <strong>Bernasconi</strong>. Il corner corto conquistato dallo stesso Daniel (24’) è uno spreco col futuro match winner, pronto a saltare, a imprecare. Ekuban schiaccia a lato da azione consueta dalla bandierina (28’), <strong>Musah</strong> intercetta l’ucraino ma spara dritto e alto contrastato da Otoa (33’), Kolasinac la spizza male sulla sovrapposizione di CDK all’arcenese (35’) regalando la spazzata a Ellertsson e nel recupero sulla fotocopia del bosniaco in ricezione da Maldini il belga è anticipato in scivolata dal capitano di casa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In avvio di <strong>seconda metà</strong>, la sgasata di <strong>Norton-Cuffy</strong>, che fa secchi Bernasconi, Ederson e Kolasinac in tromba, è sprecata incredibilmente da <strong>Vitinha</strong> che sul ritorno di Zappacosta invece di chiudere il tiro lo apre centrando il palo esterno. Sveglia, Dea, devi vincerla. Al 3’ <strong>Ederson</strong> si gira senza convinzione e tirando la loffia sull’angolo da destra di Bernasconi. Un poker d’orologio e <strong>Maldini</strong> alza sul tacco di Scamacca aperto dall’ammollo del laterale sorano. Siamo alle solite. Al figlio di Paolo subentra <strong>Samardzic</strong> e alla primissima apertura a sinistra Charlesone pennella per l’alzata di fronte di <strong>Scamacca</strong> (14’). Il romani la ritenta in torsione fallendo di parecchio il bersaglio (22’) accompagnato da <strong>Zappacosta</strong>. Quest’ultimo, più utile in fase di copertura, insieme a Bernasconi lascia il posto a <strong>Kamaldeen</strong> (ileopsoas out il 3 dicembre in Coppa Italia proprio col Grifone) e Zalewski con sequela del serbo a tutta fascia a destra esattamente come contro il Cagliari domenica scorsa. Cogli ulteriori cambi finirà quarto nel 4-2-3-1 iperoffensivo in catena con De Ketelaere e il ghanese alto a sinistra.&nbsp;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Scollinato il <strong>settantesimo</strong>, <strong>CDK</strong> ha la mira alta in scia a Samardzic e allo spondista De Roon calciando di seconda. Niente da fare, la Dea rischia di brutto ancora al 32’ quando <strong>Lorenzo Colombo</strong> da angolo destro di Ellertsson a rientrare la fa rimbalzare in gioco aereo davanti un felino <strong>Carnesecchi</strong> a un 13 dal novantesimo con Laki a perdersi la marcatura. Si chiude con <strong>Sulemana</strong> pendolino a sinistra e la doppia punta con l’ingresso di Krstovic. E dietro si potrebbe chiudere anche peggio, perché Thorsby fortunatamente simula in scia alla puntatina di Colombo sventata con affanno e gli esce pure la spalla. Al 42’ <strong>Zalewski</strong> converge e, primo dei suoi a calciare dalla distanza, obbliga Sommariva alla sbracciata sopra la traversa. Samardzic prima del recupero strozza il sinistro trovando la deviazione di Ellertsson senza punire la respinta cortissima del portiere locale sul cross di Musah dalla mancina. Extra time: Krstovic sovrasta Vasquez ma la sfiora appena di tempia sul pallone di Kamaldeen, quindi la zampata vincente&#8230; usando la testa.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></span></p>
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		<title>Hien ha l&#8217;influenza: i 22 contro il Cagliari</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2025 12:54:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[22]]></category>
		<category><![CDATA[assente]]></category>
		<category><![CDATA[Cagliari]]></category>
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		<category><![CDATA[influenza]]></category>
		<category><![CDATA[Isak Hien]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalla lista dei 22 convocati dell&#8217;Atalanta stasera contro il Cagliari manca Isak Hien. Già in panchina col Chelsea e sostituito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/10/c3c686f8-47fe-473b-a07b-7205a70170da.jpeg"><p>Dalla lista dei 22 <strong>convocati</strong> dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> stasera contro il <strong>Cagliari</strong> manca <strong>Isak Hien</strong>. Già in panchina col Chelsea e sostituito da Berat Djimsiti al centro della difesa, lo sarà anche in quest&#8217;occasione, causa sindrome influenzale. Un precedente toccato dieci giorni a <strong>Davide Zappacosta</strong> nell&#8217;ottavo secco di Coppa Italia col Genoa, sempre in casa.</p>
<p>Questo l&#8217;elenco dei giocatori a disposizione di <strong>Raffaele Palladino</strong>.</p>
<p><strong>Portieri:</strong> 29 Carnesecchi, 31 Rossi, 57 Sportiello. <strong>Difensori:</strong> 3 Kossounou, 19 Djimsiti, 23 Kolasinac, 42 Scalvini, 69 Ahanor. <strong>Esterni:</strong> 47 Bernasconi, 59 Zalewski, 77 Zappacosta. <strong>Centrocampisti:</strong> 6 Musah, 8 Pasalic, 10 Samardizc, 13 Ederson, 15 De Roon, 44 Brescianini. <strong>Attaccanti:</strong> 9 Scamacca, 11 Lookman, 17 De Ketelaere, 70 Maldini, 90 Krstovic.</p>
<p>Quattro, dunque, gli indisponibili per la partita di stasera valida per il quindicesimo turno del campionato di serie A. Bakker (in recupero dal crociato destro, si allena a parte), Bellanova (lesione tra primo e secondo grado al bicipite femorale destro), Hien (influenza), Sulemana (postumi distrattivi di primo grado all&#8217;ileopsoas destro).<em><strong> SF</strong></em></p>
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		<title>De Ketelaere, assist e doppietta, direttamente ai Mondiali. Anche Kolasinac (senza giocare) agli spareggi</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 21:46:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
		<category><![CDATA[Highlight]]></category>
		<category><![CDATA[Serie C]]></category>
		<category><![CDATA[Charles De Ketelaere]]></category>
		<category><![CDATA[Isak Hien]]></category>
		<category><![CDATA[Javison Idele]]></category>
		<category><![CDATA[Odilon Kossounou]]></category>
		<category><![CDATA[Sead Kolasinac]]></category>
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					<description><![CDATA[Un altro dell&#8217;Atalanta alla rassegna iridata senza dover passare dalla forche caudine di semifinale e finale in zona Europa. Un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/910e5bf2-7e1e-4953-8e24-dd395eebaa7a.jpeg"><p dir="ltr">Un altro dell&#8217;<strong>Atalanta</strong> alla rassegna iridata senza dover passare dalla forche caudine di semifinale e finale in zona Europa. Un trionfo in tre flash. Settimo, dodicesimo e quattordicesimo della ripresa. Per il quarto, ma di un compagno, il sesto e settimo gol in proprio del <strong>Belgio</strong> sul malcapitato Liechtenstein a Liegi. Un altro atalantino ai Mondiali del 2026. Prima di incrociare il destro su recupero alto del doppiettista (34&#8242; e 41) Jeremy Doku e incornare il cross di Meunier, l&#8217;assist abbassandosi di testa per correggere il cross da sinistra di Tielemans sugli sviluppi di un angolo a favore del primo gol in Nazionale nell&#8217;ex compagno e poi avversario del Bruges, Brandon Mechele. <strong>Charles De Ketelaere</strong> ci mette passaggio vincente e doppietta, per guadagnarsi il primo posto del Girone J delle qualificazioni a Canada-USA-Messico, totalizzando il quarto gol coi Diavoli Rossi alla presenza numero 26.</p>
<p dir="ltr">Se la ripresa monstre del fiammingo, conclusa all&#8217;ora di gioco dalla sostituzione con lo juventino Lois Openda, è anticipata dal liscio al ventesimo del primo tempo su palla dal fondo del suo secondo assistman giocando da terminale offensivo con Saelemaekers e Doku larghi alle spalle, nel settebello aperto al 3&#8242; di testa dall&#8217;altro <em>brugse</em> Vanaken su punizione crossata dell&#8217;ex Castagne e completato&nbsp; al 55&#8242; dal tuttofare milanista, vanno agli <strong>spareggi senza giocare</strong>&nbsp;<strong>Isak Hien</strong> e <strong>Sead Kolasinac</strong>. Impegni comunque finiti lungo la terza pausa dei campionati per tutti e quattordici i giocatori della prima squadra convocati. Entro giovedì, tutti a Zingonia a preparare il sabato sera napoletano.&nbsp;</p>
<p dir="ltr">La <strong>Svezia</strong> del perno difensivo, notoriamente ripescata per il girone di <strong>Nations League</strong> vinto (stessa sorte per Irlanda del Nord, Macedonia del Nord e Romania: da una di queste quattro l&#8217;avversaria dell&#8217;Italia di <strong>Carnesecchi, Bellanova, Scamacca</strong> e forse Scalvini ove fosse &#8220;ripescato&#8221; dal ct Gattuso) conquista appena il secondo punto nel Gruppo B impattando 1-1 (Elsnik 64&#8242;, Lundgren 87&#8242;) a Solna con la Slovenia. Stesso score, nell&#8217;H, della <strong>Bosnia ed Erzegovina</strong> a Vienna con l&#8217;Austria (12&#8242; Tabakovic, 77&#8242; Gregoritsch) per il secondo posto cullando per 65 giri d&#8217;orologio il sogno del sorpasso e gli spareggi pure di &#8220;Seo&#8221; senza mettere piede sull&#8217;erba del Prater di là dell&#8217;area tecnica. Kolasinac, però, viene giallato al 94&#8242; per proteste direttamente dalla panchina.</p>
<p dir="ltr">Quanto alle partite del <strong>pomeriggio</strong>, due <strong>amichevoli</strong> di altrettanti africani nerazzurri già certi della partecipazione a Canada-USA-Messico 2026 e il matchball di un Under 23 che fa muovere un passo nelle qualificazioni all&#8217;Italia Under 19 agli Europei dello stesso anno. <strong>Kamaldeen Sulemana</strong>, il primo a giocare nel martedì dei nazionali nerazzurri, ha perso 1-0 col Ghana a Seoul contro i padroni di casa della Corea del Sud. 1-0 locale grazie alla rete di Lee Tae, siglata al 63’. Dall&#8217;ex Sourhampton, un tiro respinto dal portiere oltre la mezz’ora e, al 35&#8242; della ripresa, una nuova occasione centrale in area, su assist di Yirenkyi, senza inquadrare lo specchio.</p>
<p dir="ltr">&nbsp;Per <strong>Odilon Kossounou</strong>, vittoria per due a zero nella Costa d’Avorio nel Sultanato dell&#8217;Oman (Bayo di testa al 6&#8242; su cross di Diakité, Krasso al 25&#8242; su assist di Bayo) da subentrato all&#8217;intervallo a Ghislay Conan. Un destro secco e preciso al minuto 67 a rimorchio lungo di Cacciamani dalla sinistra, infine, ha consegnato all’Italia Under 19 una vittoria preziosa contro la Polonia, nell’ultima gara della prima fase di qualificazione ai Campionati Europei di categoria di Galles 2026. Autore del gol, il bergamasco <strong>Javison Idele</strong>, classe 2007, alla sua terza presenza con la Nazionale di categoria e alla prima rete in azzurro, che si è rivelata decisiva per la qualificazione alla fase élite. Altri nerazzurri in campo, il centrale difensivo Manuel Maffessoli e un altro titolare della Primavera atalantina di Giovanni Bosi come l’esterno basso a sinistra, nel club pendolino mancino, Marco Leandri.<br />
<em><strong>Simone Fornoni</strong></em></p>
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		<title>Hien straperde ma è ai playoff mondiali, CDK fallisce il matchball col Belgio</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2025 22:37:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atalanta]]></category>
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		<category><![CDATA[Svezia]]></category>
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					<description><![CDATA[Un tiro parato dalla sinistra dell&#8217;area su passaggio di Doku alle soglie del recupero del primo tempo e la sostituzione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img style="margin-bottom:15px;width:100%;display:block;" src="https://bergamoesport.b-cdn.net/wp-content/uploads/2025/09/6c15a9be-0442-44c9-954b-8766bef2724a.jpeg"><p>Un tiro parato dalla sinistra dell&#8217;area su passaggio di Doku alle soglie del recupero del primo tempo e la sostituzione al 71&#8242; con lo juventino Louis Openda. Tutto qui Kazakistan-Belgio, Gruppo J, di&nbsp;<strong>Charles De Ketelaere</strong> . La punta atalantina, insieme ai Diavoli Rossi, ha mancato il matchball per la qualificazione diretta ai Mondiali di Canada-USA-Messico del 2026 a Nur-Sultan. Si puuò chiedere martedì a Liegi col Liechtenstein.&nbsp;Vanaken (48’) del Bruges, vecchia conoscenza nerazzurra, replica a (9’) e i locali restano pure in dieci al 79&#8242; per il rosso a Chesnokov. Vetta a quota 15, ma Macedonia del Nord e Galles sono a 13 a un turno dal gong.&nbsp;</p>
<p dir="ltr">Chi invece si qualifica ai playoff in virtù dell&#8217;essere il quarto miglior vincitore del proprio girone di Nations League (Lega C) è <strong>Isak Hien</strong>, che con la sua <strong>Svezia</strong> nel Gruppo B ha un solo punticino. Insieme a Irlanda del Nord, Romania, Galles e Macedonia potrebbe essere l&#8217;ostacolo per l&#8217;Italia dei compagni di squadra Carnesecchi, Bellanova e Scamacca (più forse Scalvini) nella semifinale secca del prossimo 26 marzo. A Ginevra, 4-1 senza colpo ferire per la Svizzera padrona: Embolo al 12’, pari di Nygren al 33’, Xhaka su rigore all&#8217;ora di gioco, Ndoye al 75&#8242; e al 94’ Manzambi.</p>
<p dir="ltr">Full time per il perno passato da Ivan Juric a Raffaele Palladino, zero minuti e panchina fissa al contrario per Sead <strong>Kolasinac</strong> alla prima convocazione dalla scorsa primavera quando s&#8217;era rotto il crociato sinistro col Bologna il 13 aprile. La sua <strong>Bosnia ed Ezergovina</strong>, a Zenica, fa faville: 3-1 alla Romania e secondo posto dietro l&#8217;Austria nell&#8217;H (18 a 16) con scontro diretto martedì 18 novembre a Vienna. A segno Birligea (17&#8242;), Dzeko (49&#8242;), Bajraktavic (79&#8242;) e Tabakovic (93&#8242;). Rosso diretto per il rumeno Dragus al 67&#8242;. Domenica a Rabat (ore 20) tocca ad <strong>Ademola Lookman</strong>, che con la sua Nigeria contende alla Repubblica Democratica del Congo il ticket per la rassegna iridata. <em><strong>Effe</strong></em></p>
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